{"id":25533,"date":"2006-12-30T00:00:00","date_gmt":"2006-12-30T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=25533"},"modified":"2019-06-20T13:21:03","modified_gmt":"2019-06-20T13:21:03","slug":"1643-il-nr-25-del-notiziario-migranti-press","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=25533","title":{"rendered":"1643 Il nr. 25 del Notiziario Migranti-press"},"content":{"rendered":"<p>20060623 10:25:00 webmaster<\/p>\n<p>SOMMARIO<\/p>\n<p>VATICANO &#8211; Il Papa in occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato<br \/>\nROMA &#8211; Tre eventi di particolare rilievo riguardanti i rifugiati<br \/>\nESSLINGEN &#8211; La comunit\u00e0 italiana festeggia per la prima volta il Patrono<br \/>\nGLASGOW &#8211; MCI: in Scozia l&#8217;incontro dei Delegati Europei<br \/>\nZURIGO &#8211; MCI Svizzera: la scelta del nuovo Coordinatore nazionale<br \/>\nBRUXELLES &#8211; MCI: chi \u00e8 il Delegato nazionale?<br \/>\nROMA &#8211; Operatori Migrantes: un corso a Rocca di Papa<br \/>\nSALERNO &#8211; Testimoni del Vangelo a bordo<br \/>\nROMA &#8211; &quot;Gente di mare&quot; Servizio Civile presso Migrantes<br \/>\nCAGLIARI &#8211; Sardegna: fiera del Mediterraneo nel 2007<br \/>\nROMA &#8211; Cittadinanza: progetto di legge presentato dall&#8217;Ulivo<br \/>\nROMA &#8211; Una commissione d&#8217;indagine sui Centri di Permanenza Temporanea<br \/>\nPARIGI &#8211; Immigrazione in breve<br \/>\nROMA &#8211; Nasce la &quot;Coalizione Internazionale per la detenzione dei<br \/>\nrifugiati, richiedenti<br \/>\n   asilo e immigrati&quot;<br \/>\nVATICANO &#8211; Intervento del Card. Renato Raffaele Martino alla tavola<br \/>\nrotonda del 15 giugno<\/p>\n<p>IL PAPA IN OCCASIONE DELLA GIORNATA MONDIALE DEL RIFUGIATO<\/p>\n<p>      I diritti umani dei rifugiati siano sempre rispettati<\/p>\n<p>VATICANO (Migranti-press) &#8211; Anche quest\u2019anno Benedetto XVI ha richiamato l\u2019attenzione sui rifugiati l\u2019antivigilia della Giornata Mondiale fissata dall\u2019ONU per il 20 giugno. All\u2019Angelus di domenica 18 giugno, il Papa ha ricordato la \u201ccostante sollecitudine della S. Sede\u201d in loro favore.<br \/>\nI loro diritti \u201csiano sempre rispettati\u201d; la comunit\u00e0 internazionale e la Chiesa non dimentichi le condizioni di tante persone costrette a fuggire, per gravi forme di violenza, dalle proprie terre\u201d. \u201cQuesti nostri fratelli e sorelle &#8211; egli ha proseguito &#8211; cercano rifugio in altri paesi, animati dalla speranza di tornare in patria o, almeno, di trovare ospitalit\u00e0 dove si sono rifugiati. Mentre assicuro loro un ricordo nella preghiera e la costante sollecitudine della S. Sede, auspico che i diritti di queste persone siano sempre rispettati e incoraggio le comunit\u00e0 ecclesiali a venire incontro alle loro necessit\u00e0\u201d. Fra le varie manifestazioni per ricordare la Giornata, cui si \u00e8 accennato nel precedente numero di Migranti Press, va segnalata la conferenza dell\u2019ACNUR a Roma sul tema: \u201cRifugiati, per non perdere la speranza\u201d.<br \/>\nAlla vigilia dell\u2019evento, l\u2019Alto Commissariato ha pubblicato un rapporto in cui spiega che nel 2005 il numero dei rifugiati nel mondo, riconosciuti tali in base alla Convenzione di Ginevra, ha raggiunto il numero pi\u00f9 basso degli ultimi 26 anni, ma \u00e8 aumentato il numero dei profughi e sfollati interni. Infatti se il numero dei rifugiati \u00e8 sceso dai 9.500.000 del 2004 agli 8.400.000 del 2005, il numero complessivo delle persone che sono sotto l\u2019alto protettorato ONU \u00e8 cresciuto di 1.300.000, passando dai 19.500.000 del 2004 ai 20.800.000 del 2005.<\/p>\n<p>295) TRE EVENTI DI PARTICOLARE RILIEVO RIGUARDANTI I RIFUGIATI<\/p>\n<p>ROMA (Migranti-press) &#8211; Il Papa, sabato scorso, 17 giugno, vigilia del suo appello in favore dei rifugiati, ha ricevuto in udienza il Presidente delle 56a Assemblea Generale dell\u2019ONU, Jean Eliasson, su richiesta dello stesso Pontefice. Tema dell\u2019incontro: \u201ci problemi indotti dalla globalizzazione, le condizioni drammatiche dei poveri del mondo, i diritti umani che potrebbero perdere consistenza senza il contributo dei valori religiosi\u201d.<br \/>\nQuesto incontro non a caso \u00e8 avvenuto alla vigilia della Costituzione a Ginevra del nuovo Consiglio ONU per i diritti umani, in sostituzione della rispettiva Commissione, ormai screditata. Presente a Ginevra anche il Segretario Generale dell\u2019ONU, Kofi Annan, che considera questo Consiglio uno degli eventi pi\u00f9 importanti prima della fine del suo mandato. Anche Peggy Hicks di \u201cHuman Rights watch\u201d riconosce che \u201cil nuovo Consiglio deve essere qualcosa di pi\u00f9 della vecchia e mal funzionante Commissione. Occorre che i nuovi membri trovino metodi effettivi per aiutare le vittime della violazione dei diritti umani nel mondo, vittime fra le quali i richiedenti asilo e protezione umanitaria occupano certamente i primi posti. A Ginevra sono presenti anche organizzazioni cattoliche da sempre impegnate nella tutela di immigrati e profughi, come l\u2019ICMC (International Catholic Migration Commission). Proprio in questi giorni ricorre anche il 25\u00b0 anniversario del Jesuit Refugee Service (JRS), che opera in molti Paesi del mondo e in Italia ha il suo centro operativo in Via degli Astalli, Roma.<br \/>\nIl JRS lavora in pi\u00f9 di 50 Paesi, in cinque Continenti nel mondo. Si avvale di uno staff di pi\u00f9 di 1000 persone: laiche e laici, gesuiti e altre\/i religiose\/i, con il fine di rispondere ai bisogni educativi, sanitari e sociali di oltre 500.000 rifugiati e sfollati interni (IDP). Fornisce inoltre assistenza legale ed altri servizi ai rifugiati che si trovano in stato di detenzione, poich\u00e9 immigrati, in Africa, Asia, Europa e nelle Americhe. Fornisce la propria assistenza indipendentemente da considerazioni razziali, etniche o religiose. La coalizione riunisce oltre un centinaio di membri (organizzazioni non governative, organizzazioni di ispirazione religiosa, accademici e singoli individui) di 36 Paesi in Europa, Medio Oriente, Africa, Asia, Oceania, Carabi, Nord, Centro e Sud America. In tutti questi Paesi delle persone vengono detenute solamente sulla base del loro status di immigrato.<\/p>\n<p>296) ESSLINGEN FESTEGGIA PER LA PRIMA VOLTA IL PATRONO<\/p>\n<p>      \u00c9 Sant\u2019Antonio da Padova<\/p>\n<p>ESSLINGEN (Migranti-press) &#8211; La comunit\u00e0 italiana di Esslingen ha festeggiato per la prima volta, domenica scorsa 18 giugno, la festa di Sant&#8217;Antonio da Padova, patrono della parrocchia e della Missione Cattolica Italiana.<br \/>\nLa venerazione di un Santo &#8211; ha detto don Silvio Pradel, incaricato della parrocchia per gli italiani che vivono a Esslingen salutando i presenti &#8211; si identifica &quot;con l&#8217;anima religiosa dell&#8217;\u2019uomo. A volte un popolo intero si identifica nella venerazione di un santo o di una santa e questo non va visto solo sotto l\u2019aspetto religioso, ma comporta anche una dimensione sociale, psicologica e non raramente politica importante&quot;. Secondo don Pradel la Chiesa non \u00e8 solo luogo di preghiera ma anche un luogo di incontro umano dove ci si saluta, ci si scambiano novit\u00e0 ed opinioni, etc.: diventa &quot;una parte di patria&quot; perch\u00e9 in Chiesa ci si sente a casa. \u00c9 chiaro &#8211; ha detto nell\u2019omelia il sacerdote &#8211; che noi oggi ormai siamo cittadini europei, di diverse nazionalit\u00e0 (la parrocchia non \u00e8 solo italiana, ndr.) eppure abbiamo bisogno anche di curare e mantenere la nostra identit\u00e0 culturale e linguistica.<br \/>\nQuella di Esslingen \u00e8 stata una festa di gioia e di incontro dei nostri connazionali che si sono ritrovati insieme partecipando a diversi momenti: dalla tombolata con ricchi premi (il cui ricavato \u00e8 stato devoluto a favore del progetto &quot;Un pozzo per il Brasile&quot; nella diocesi di Mossor\u00f2), a giochi, balli, canti e spettacoli oltre alla rappresentazione del Musical &quot;Il ritorno di Salvo&quot; che racconta la storia di un italiano emigrato in America&quot;. (R.Iaria\/SIR\/Migrantes)<\/p>\n<p>297) MCI: IN SCOZIA L&#8217;INCONTRO DEI DELEGATI EUROPEI<\/p>\n<p>GLASGOW (Migranti-press) &#8211; Le scelte delle Chiese locali circa la pastorale migratoria e le strutture delle Missioni Cattoliche Italiane in Europa; il contributo specifico dei missionari italiani alle Chiese europee e i nuovi e possibili scenari e le scelte per il futuro.<br \/>\nSono questi i temi che saranno al centro dei lavori dei Delegati europei delle Missioni Cattoliche Italiane che si ritroveranno a Glasgow, in Scozia dal 26 al 30 giugno prossimo, in sintonia con l&#8217;Ufficio Nazionale della Pastorale degli Italiani nel Mondo della Fondazione Migrantes con il quale interagiscono istituzionalmente.<br \/>\nNel corso dell\u2019incontro i Delegati porteranno le proprie esperienze e si cercher\u00e0 di dare impulso ad iniziative europee sulla situazione che vivono oggi gli italiani all\u2019estero.<br \/>\nTra gli altri temi al centro dell\u2019incontro i prossimi appuntamenti della Fondazione Migrantes e della Chiesa Italiana  tra i quali il corso di formazione e sensibilizzazione che si svolger\u00e0 a Rocca di Papa dall&#8217;11 al 22 luglio prossimo, l\u2019incontro del 6 settembre a Milano tra la Commissione Episcopale per le Migrazioni della CEI, i Delegati europei ed i Superiori religiosi impegnati nelle Missioni Cattoliche Italiane e il Convegno Ecclesiale di Verona sul tema della speranza che si svolger\u00e0 dal 16 al 20 ottobre. &quot;Questi incontri &#8211; spiegano i promotori &#8211; sono molto utili per confrontarci partendo dall\u2019analisi della situazione delle comunit\u00e0 italiane in Europa e per trovare risposte concrete alle loro necessit\u00e0 e bisogni&quot;. La riunione di Glasgow segue quella avvenuta a Basilea lo scorso mese di marzo. (R.Iaria\/Sir\/Migrantes)<\/p>\n<p>298) MCI SVIZZERA: LA SCELTA DEL NUOVO COORDINATORE NAZIONALE <\/p>\n<p>ZURIGO (Migranti-press) &#8211; Le Missioni Cattoliche Italiane in Svizzera dovranno, nei prossimi primi giorni di luglio, indicare le proprie preferenze per il nuovo coordinatore nazionale. A fine anno, infatti, scade il secondo mandato dell\u2019attuale delegato, Mons. Antonio Spadacini. Secondo il nuovo Direttorio sui &quot;Diritti e doveri del sacerdote incaricato per le persone di lingua straniera&quot; della &quot;Migratio&quot; &#8211; la Commissione della Conferenza dei Vescovi svizzeri per i migranti, i missionari, i diaconi e gli operatori e operatrici pastorali al servizio delle MCI sono chiamati ad una consultazione a seguito della quale i vescovi svizzeri, dopo aver sentito la CEI, procederanno alla nomina del nuovo coordinatore il cui lavoro &quot;\u00e8 fissato al 50%&quot;. Una decisione, questa, che non \u00e8 bene accetta dalle nostre MCI che, in vista della consultazione, si stanno confrontando per decidere e trovare una posizione comune.<br \/>\n&quot;\u00c9 certamente un motivo ed un momento importante questa consultazione &#8211; ci dice uno dei coordinatori di zona &#8211; perch\u00e8 \u00e8 vita della comunit\u00e0: darebbe ai missionari la possibilit\u00e0 di poter esprimere un loro parere riguardante il nome del delegato\/coordinatore. (R.Iaria\/Sir\/Migrantes)<\/p>\n<p>299) MCI: CHI \u00c9 IL DELEGATO NAZIONALE?<\/p>\n<p>BRUXELLES (Migranti-press) &#8211; In questi giorni in Svizzera, ma non solo, si parla molto del ruolo del coordinatore nazionale per le Missioni Cattoliche Italiane. Ma chi \u00e8 il coordinatore? Cosa fa?<br \/>\n&quot;\u00c8 una figura preziosa &#8211; dice Mons. Battista Bettoni, Delegato nazionale per il Benelux &#8211; perch\u00e9 interfaccia con la Chiesa locale, \u00e8 amico e confratello di viaggio per i missionari, vive un ruolo non facile perch\u00e9 i problemi ricadono su di lui ed \u00e8 chiamato a contribuire per la soluzione pi\u00f9 adeguata. Senza delegato sarebbe molto pi\u00f9 grave e verrebbe a mancare la possibilit\u00e0 di conoscersi ed agire insieme&quot;. Accanto al Delegato Mons. Bettoni cita il ruolo dei missionari che lo aiutano nel consiglio di delegazione che, pur con le difficolt\u00e0 che sorgono per il numero esiguo di missionari che non permettono il ricambio e la circolazione nelle zone, \u00e8 &quot;senza dubbio indispensabile per il lavoro del delegato&quot;. Questa figura &#8211; aggiunge P. Gabriele Parolin, fino allo scorso anno responsabile della delegazione delle MCI in Germania e Scandinavia &#8211; \u00e8 legata al progetto e alla visione pastorale. Per molti anni  in Germania esisteva &#8211; ricorda &#8211; il &quot;modello pastorale italiano&quot; riconosciuto e condiviso dai missionari e il delegato &quot;ne diventava il propulsore ed il coordinatore. L\u2019obiettivo era l\u2019unit\u00e0 e la condivisione perch\u00e9 tutti facevano le stesse cose ed il modello era unico per tutti. Si trattava della gestione della diocesi italiana forte di 700.000 italiani in Germania dove il Delegato era quasi l\u2019ordinario per gli italiani&quot;. Un modello, questo, che \u00e8 scomparso negli anni \u201990 perch\u00e8 \u00e8 &quot;cambiata la sensazione di appartenenza alla Chiesa locale&quot;. La Chiesa locale ha preso in mano la pastorale degli stranieri con l\u2019inserimento al suo interno delle MCI mentre la diocesi \u00e8 diventata il riferimento fondamentale anche per i cristiani di altre nazioni e lingue.<br \/>\nIl coordinatore nazionale \u00e8 colui che deve tenere costantemente i contatti &#8211; precisa il Direttore nazionale della pastorale degli Italiani all&#8217;Estero della Fondazione Migrantes-Cei, don Domenico Locatelli &#8211; con le Conferenze Episcopali locali e quella italiana, seguire i sacerdoti, laici e le religiose a servizio delle comunit\u00e0 di lingua italiana, tenere i contatti con i sacerdoti disposti a sostituire i confratelli che, per motivi diversi, interrompono il loro servizio pastorale in emigrazione, organizzare gli incontri di spiritualit\u00e0, di formazione e i convegni per gli Operatori Pastorali in lingua materna.  &quot;La lingua &#8211; spiega don Locatelli &#8211; ha una grande importanza e lo dimostra, anche, il fatto che, nei territori della medesima diocesi dove si parlano lingue diverse, non vengono organizzati corsi in un\u2019unica lingua. Questo, a maggior ragione, dovrebbe essere rispettato e sostenuto per le minoranze linguistiche&quot;. (R.Iaria\/Sir\/Migrantes)<\/p>\n<p>300) OPERATORI MIGRANTES: UN CORSO A ROCCA DI PAPA <\/p>\n<p>ROMA (Migranti-press) &#8211; La Chiesa Cattolica Italiana \u00e8 sempre pi\u00f9 convinta della necessit\u00e0 di coinvolgere forze nuove per promuovere un\u2019azione pastorale organica ed efficiente verso il mondo della mobilit\u00e0 umana. Per questo annualmente la Fondazione Migrantes della CEI promuove un corso di sensibilizzazione e formazione alla Pastorale migratoria sia per le comunit\u00e0 italiane all\u2019estero che per le comunit\u00e0 etniche in Italia, che si svolger\u00e0 a Rocca di Papa (presso il Centro Mondo Migliore) dall\u201911 al 22 luglio prossimo. Il corso \u00e8 rivolto particolarmente a chi inizia un servizio specifico in ambito \u201cMigrantes\u201d, missionari per gli italiani all\u2019estero, cappellani esteri per comunit\u00e0 etniche in Italia, Direttori diocesani Migrantes ma anche a chi vuol interessarsi a comprendere meglio il servizio alla mobilit\u00e0 umana. \u00c9 inoltre aperto ai seminaristi che potrebbero, in futuro, impegnarsi tra i nostri emigrati all\u2019estero e con le comunit\u00e0 straniere presenti in Italia. Il corso si svolger\u00e0 con presentazioni multimediali, testimonianze, visite e rielaborazioni personali di gruppo. Si inizier\u00e0 con la presentazione del fenomeno della mobilit\u00e0 umana: i suoi retroscena, l\u2019impressionante numero delle persone coinvolte e i problemi che nasconde. Non mancheranno informazioni sulle iniziative della Fondazione Migrantes per fornire risposte pastorali adeguate e testimonianze degli operatori sul campo dei vari settori: pastorale per gli italiani all\u2019estero, per gli stranieri in Italia, di accompagnamento per i marittimi, per il popolo dei Rom e Sinti e per la gente del Circo e dello Spettacolo popolare. (R. Iaria\/SIR\/Migrantes)<\/p>\n<p>301) TESTIMONI DEL VANGELO A BORDO<\/p>\n<p>      L\u2019Apostolato del Mare verso il Convegno di Verona<\/p>\n<p>SALERNO (Migranti-press) &#8211; \u201cTestimoni del Vangelo a bordo: Federazione e Comitato Nazionale, nuove opportunit\u00e0 per l\u00b4evangelizzazione&quot;: sar\u00e0 questo il tema del Convegno Nazionale dell\u2019Apostolato del Mare che si svolger\u00e0 dal 28 giugno al 1 luglio prossimo a Pontecagnano Faiano (SA), presso il Seminario diocesano \u201cGiovanni Paolo II\u201d.<br \/>\nIl Convegno &#8211; promosso dall\u2019Ufficio Nazionale per la Pastorale degli addetti alla Navigazione Aerea e Marittima della Fondazione Migrantes della CEI &#8211; rappresenta, a poco pi\u00f9 di quattro mesi dal IV Convegno Ecclesiale Nazionale di Verona (16-21 ottobre 2006), un momento per riflettere sul tema della testimonianza.<br \/>\nI tempi cambiano e si impongono costanti aggiornamenti degli operatori pastorali &#8211; spiega don Giacomo Martino, Direttore nazionale della Pastorale dei marittimi della Fondazione Migrantes &#8211; affinch\u00e9, pur nel mutamento degli scenari socio-economici e legislativi, si possa portare Cristo Risorto ai pi\u00f9 bisognosi. I marittimi e la gente di mare tutta costituiscono per molti aspetti quegli ultimi cui Ges\u00f9 si \u00e9 rivolto con l\u2019attenzione di cui Lui solo \u00e9 stato capace.<br \/>\nCon la preghiera e la crescita personale e professionale che ci prefiggiamo di raggiungere grazie a questo Convegno &#8211; aggiunge il sacerdote &#8211; ci prepariamo all\u2019appuntamento di Verona e ad essere strumento efficace attraverso il quale testimoniare Cristo alla gente di mare senza distinzione di provenienza, razza, religione: cattolicamente, e cio\u00e8 universalmente.<br \/>\nIl Convegno, in risposta alle esigenze della gente di mare, \u00e8 una opportunit\u00e0 per dotare i singoli centri \u201cStella Maris\u201d, presenti nei porti italiani, del know how necessario ad ottimizzare gli sforzi.<br \/>\nI vincoli sempre pi\u00f9 stringenti posti dalle normative antiterrorismo &#8211; spiega ancora don Martino &#8211; e la sempre crescente brevit\u00e0 degli scali impongono un affinamento delle tecniche per fornire i servizi alla gente di mare. La ristrutturazione della veste giuridica delle singole Stelle Maris, che si stanno progressivamente dotando di uno Statuto elaborato ad hoc, e la adesione delle singole Stella Maris alla neonata Federazione Nazionale Stella Maris hanno consentito di dotarsi degli strumenti adeguati al perseguimento dei fini.<br \/>\nIl Convegno si aprir\u00e0 nel pomeriggio di mercoled\u00ec 28 giugno con un intervento introduttivo di Mons. Walter Ruspi, Direttore nazionale dell\u2019Ufficio Catechistico della CEI sul tema: \u201cDall\u2019annuncio alla Confermazione e preparazione al matrimonio della gente di mare\u201d e si concluder\u00e0 con un pellegrinaggio a Paola (CS) per una visita al Santuario di San Francesco di Paola, protettore dei Marittimi. Per ulteriori informazioni contattare Apostolato del Mare: tel\/fax: 010.265.837 &#8211; (R. Iaria\/SIR\/Migrantes)<\/p>\n<p>302) \u201cGENTE DI MARE\u201d SERVIZIO CIVILE PRESSO MIGRANTES<\/p>\n<p>      17 volontari\/e a servizio della gente di mare nelle \u201cStelle Maris\u201d<\/p>\n<p>ROMA (Migranti-press) &#8211; &quot;Gente di Mare&quot;: \u00e8 questo il titolo del progetto promosso dalla Fondazione Migrantes della CEI e presentato nell\u2019ambito del Servizio civile volontario. Il progetto &#8211; al quale ci si pu\u00f2 iscrivere entro il 23 giugno prossimo &#8211; si realizzer\u00e0 nelle sedi di Genova, Livorno, Taranto, La Spezia, Ravenna, Savona e Augusta, dove gli uffici locali della Fondazione Migrantes &#8211; Apostolato del Mare e Aereo operano per la cura pastorale e al sostegno necessario per coloro che vivono e lavorano nell\u2019ambito delle attivit\u00e0 marinare, a tutti i livelli. Nell\u2019Apostolato del Mare i marittimi e la gente a terra condividono un comune obiettivo: rispondere al benessere spirituale, sociale e materiale dei marittimi sulle navi (mercantili, da pesca, ecc). Tale assistenza \u00e8 estesa anche alle famiglie dei marittimi, senza distinzione di lingua, cultura o religione. Il marittimo &#8211; spiegano i promotori &#8211; si presenta a noi come un migrante, straniero in ogni porto, ma anche come un nostro &quot;concittadino a ore&quot; oltre che un vero e proprio lavoratore del mare.<br \/>\nPer informazioni sul progetto di Servizio civile volontario consultare il sito www.migrantes.it o telefonare alla Fondazione Migrantes tel. 06.663.98.442; e-mail: serviziocivile@migrantes.it (R.Iaria\/SIR\/MIgrantes)<\/p>\n<p>303) SARDEGNA: FIERA DEL MEDITERRANEO NEL 2007<\/p>\n<p>     Audaci proposte avanzate dal Presidente della Regione, Soru<\/p>\n<p>CAGLIARI (Migranti-press) &#8211; Puntare in tempi brevi a concedere il diritto di voto agli immigrati legali &quot;un fatto di civilt\u00e0 e reale integrazione&quot; e realizzare a Cagliari una Fiera del Mediterraneo che coinvolga le imprese dei Paesi che si affacciano sul &quot;Mare Nostrum&quot; con un\u2019apertura maggiore anche verso le Universit\u00e0 e verso progetti innovativi nel campo dell\u2019informazione. Sono alcune delle idee che il Presidente della Regione Sardegna, Renato Soru, ha esposto alla platea nel suo intervento finale del Forum sul Mediterraneo.<br \/>\n&quot;La Sardegna non vuole essere capitale del Mediterraneo&quot;, ha precisato, &quot;ma vogliamo esserci in maniera attiva con la possibilit\u00e0 di coordinare qualche progetto magari nel campo della cultura o del turismo. Aprirsi &#8211; ha aggiunto &#8211; significa non accontentarsi di come siamo e dare il meglio per essere d\u2019aiuto per noi stessi e per una politica migliore nel Mediterraneo&quot;. In questo senso il Presidente della Regione ha ribadito che intende fare del Forum un appuntamento annuale, ipotizzando che il Convegno del prossimo anno possa aprirsi alle imprese del Mediterraneo &quot;che portino progetti, macchinari e impianti&quot;. Soru ha auspicato che il nuovo Governo porti avanti, per sopperire anche al calo demografico e alla mancanza di manodopera in molti settori, iniziative di revisione delle quote di immigrati, puntando in Sardegna, col nuovo Statuto dell\u2019Autonomia, a una nuova legge sugli Enti Locali che dia velocemente il diritto di voto a tutti i residenti nell&#8217;isola.<br \/>\nSul versante della cultura il Governatore ha preannunciato un\u2019iniziativa significativa nel campo dell\u2019istruzione post-universitaria, dove quest\u2019anno \u00e8 stato varato il primo Master and Back che offre a 3.000 giovani laureati la possibilit\u00e0 di frequentare, con la concessione di borse di studio, corsi di specializzazione all\u2019estero per poi rientrare e mettere a disposizione del sistema Sardegna le nuove conoscenze e professionalit\u00e0 acquisite. &quot;Il prossimo anno puntiamo a un nuovo Master and Back che possa attrarre giovani dalla sponda Sud del Mediterraneo. Nel frattempo &#8211; ha aggiunto &#8211; le Universit\u00e0 sarde devono diventare delle Universit\u00e0 del Mediterraneo come opportunit\u00e0 per crescere&quot;. Soru ha, infine, ventilato la possibilit\u00e0 che nell&#8217;Isola possa nascere la prima televisione satellitare che parla arabo proseguendo &#8211; ha sottolineato &#8211; in una sempre pi\u00f9 stretta collaborazione tra Regione, AnsaMed e imprese sarde nel settore TLC. (Ansa).<\/p>\n<p>304) CITTADINANZA: PROGETTO DI LEGGE PRESENTATO DALL\u2019ULIVO<\/p>\n<p>       Acquisto automatico per i minori, tempi pi\u00f9 brevi per gli adulti<\/p>\n<p>ROMA (Migranti-press) &#8211; Cittadinanza automatica per i bambini nati in Italia o che passano qui gli anni decisivi della loro formazione e tempi pi\u00f9 brevi per la naturalizzazione. Questi i cardini di un progetto di legge dell&#8217;Ulivo (primo firmatario Ermete Realacci) che vuole riformare la legge sulla cittadinanza. Presentato alla Camera dei Deputati a fine aprile, il Pdl \u00e8 stato assegnato la scorsa settimana alla Commissione Affari Costituzionali. Il primo dei due articoli del Pdl \u00e8 dedicato alle seconde generazioni e prevede l\u2019acquisto automatico della cittadinanza italiana per bambini nati in Italia figli di genitori stranieri regolarmente presenti da almeno due anni. Lo stesso diritto \u00e8 esteso anche ai minori stranieri che, pur non essendo nati in Italia, hanno trascorso qui continuativamente almeno sei anni, frequentando un ciclo scolastico o di formazione professionale o svolgendo attivit\u00e0 lavorativa. Dovranno inoltre dimostrare anche un&#8217;adeguata conoscenza della lingua e della cultura italiana. Il secondo articolo riduce da dieci a sei anni il periodo di permanenza regolare in Italia necessari per chiedere la naturalizzazione. Il cittadino straniero che presenta domanda dovr\u00e0 dimostrare inoltre di avere un reddito sufficiente al proprio sostentamento e anche in questo caso di conoscere in maniera adeguata la lingua e la cultura italiana. <\/p>\n<p>305) UNA COMMISSIONE D\u2019INDAGINE SUI CENTRI DI PERMANENZA TEMPORANEA<\/p>\n<p>      Convocate al Viminale le associazioni per la designazione dei loro membri<\/p>\n<p>ROMA (Migranti-press) &#8211; Rappresentanti del mondo dell\u2019associazionismo sono stati convocati dal Sottosegretario all\u2019Interno, On. Marcella Lucidi, il 9 giugno per un intero pomeriggio. Di area cattolica erano presenti Caritas, Migrantes, Acli, Comunit\u00e0 S. Egidio. Scopo diretto dell\u2019incontro non era una valutazione sulla permanenza o chiusura dei CPT, problema da affrontare in sede legislativa, ma la costituzione di una Commissione \u201cindipendente\u201d, che nello spazio di sei mesi conducesse una visita e un\u2019indagine sui centri a fare proposte per renderli nel frattempo pi\u00f9 vivibili nel rispetto dei diritti umani.<br \/>\nQuattro dei membri sono di nomina ministeriale (si fa il nome del regista Gianni Amelio e dello scrittore Claudio Magris), quattro sono quelli designati dalle associazioni, mentre il presidente della Commissione dovrebbe essere una personalit\u00e0 di alto profilo internazionale. I convocati nella lunga seduta al Viminale si sono espressi ad uno ad uno, dando anche valutazioni generali sulla condizione dei detenuti nei centri e sulla opportunit\u00e0 o meno di sopprimerli. Il pensiero \u201cinterlocutorio\u201d del Ministero sembra per\u00f2 chiaro, come si \u00e8 espresso G. Amato in un appassionato intervento della settimana scorsa al G8 di Mosca: \u201cQuello dell\u2019immigrazione clandestina, dei tanti poveri cristi che attraversano il deserto e il mare, \u00e8 uno dei problemi che pi\u00f9 mi sento sulla coscienza\u2026 Ma non possiamo non avere i CTP. Pensate cosa succederebbe se non avessimo questi centri, perch\u00e9 dobbiamo pure avere dei luoghi dove poter identificare le persone che arrivano al nostro Paese\u201d.<\/p>\n<p>306) IMMIGRAZIONE IN BREVE<\/p>\n<p>PARIGI (Migranti-press) &#8211; La legge Sarkozy sull\u2019immigrazione \u00e8 stata approvata al Senato di Parigi in prima lettura dopo due settimane di dibattito. Il testo fortemente contrastato dall\u2019opposizione e sul quale sono stati presentati centinaia di emendamenti cancella la possibilit\u00e0 di regolari scansione dei clandestini dopo dieci anni di permanenza in Francia. Viene resa pi\u00f9 severa la procedura per i ricongiungimenti familiari e porta da due a tre anni il termine per la concessione della residenza decennale per il congiunto di un cittadino francese. Sar\u00e0 ora compito di una commissione mista di 14 deputati a senatori proporre un testo comune all\u2019Assemblea nazionale e al Senato prima dell\u2019adozione definitiva della legge.<\/p>\n<p>ROMA &#8211; \u201cUscire dall\u2019invisibilit\u00e0\u201d. La condizione dei bambini e degli adolescenti di origine straniera: analisi, buone pratiche, prospettive. \u00c8 questo il tema del Convegno interregionale che si terr\u00e0 a Roma il pomeriggio del 26 giugno a cura di Caritas Italiana e Unicef, nella sede di quest\u2019ultima. Per ulteriori informazioni telefonare a 06-478.09220.<\/p>\n<p>ASTI e altrove &#8211; Scoperto un traffico di donne thailandesi:  si parla di circa 20, ne sono state trovate 80 solo ad Asti. L\u2019OIM ha chiesto l\u2019aiuto di mediatori culturali per mettersi a contatto con queste straniere e capirne la vicenda. Alcune suore salesiane si sono prestate per questo servizio, altre per procurare un primo ristoro e alloggio, in attesa che si appellino all\u2019art. 18 del T.U. per avere pi\u00f9 stabile tutela; molte per\u00f2 sono disposte a fare ritorno al Paese di origine. <\/p>\n<p>BRUXELLES &#8211; La rete delle Caritas Europee il 19 giugno ha presentato il 3\u00b0 Rapporto Europeo: \u201cMigrazioni, un viaggio verso la povert\u00e0\u201d. Osservatori parrocchiali e diocesani di 48 Paesi hanno esteso l\u2019indagine anche fuori dei confini dell\u2019UE. I convenuti hanno rivolto un appello ai 25 Stati dell\u2019Unione perch\u00e9 rivedano il loro quadro legislativo, tenuto conto che si tratta di 56 milioni di persone, 20 dei quali dentro i confini comunitari; fra questi 5 milioni sarebbero i clandestini.<br \/>\n307) NASCE LA \u201cCOALIZIONE INTERNAZIONALE PER LA DETENZIONE DEI RIFUGIATI, RICHIEDENTI ASILO E IMMIGRATI\u201d<\/p>\n<p>      Grande risonanza dell\u2019intervento del Cardinale Renato Raffaele Martino per l\u2019occasione<\/p>\n<p>ROMA (Migranti-press) &#8211; Cento organizzazioni di tutto il mondo per la difesa dei diritti umani chiedono misure alternative alla detenzione di immigrati e rifugiati. La neo-costituita Coalizione internazionale fra i soci fondatori il Jesuit Refugee Service (JRS) che il 15 giugno ha organizzato il lancio in Italia della Coalizione con una tavola rotonda interreligiosa presso la Sala Marconi di Radio Vaticana. <\/p>\n<p>A nome del JRS dichiara il suo Direttore internazionale, il Padre Llu\u00ecs Magri\u00f1\u00e0, S.J.: \u201cDopo aver affrontato la persecuzione e la povert\u00e0 estrema nei loro paesi, i rifugiati si trovano ad affrontare nuove ulteriori sofferenze, nel momento in cui vengono privati della loro libert\u00e0 di circolazione e rinchiusi in centri di detenzione &#8211; semplicemente per essere fuggiti per salvare le proprie vite.<br \/>\nDa pi\u00f9 di 20 anni rivisitiamo i centri di detenzione per immigrati in tutto il mondo e il nostro personale \u00e8 testimone diretto dei danni fisici e psicologici causati ad individui gi\u00e0 molto vulnerabili, in modo particolare i bambini\u201d.<\/p>\n<p>La Coalizione intende promuovere iniziative di advocacy a favore di un uso limitato della detenzione, dell\u2019adozione di pratiche alternative e per un utilizzo delle forme minime di detenzione per gli immigrati. <\/p>\n<p>La coalizione sta raccogliendo informazioni sulle pratiche di detenzione degli immigrati in 36 paesi. In questo lavoro si \u00e8 rilevato che le peggiori pratiche di detenzione adottate da alcuni governi vengono replicate da altri e che i governi tendono frequentemente a giustificare le proprie politiche di detenzione degli immigrati sulla base del fatto che altri paesi, spesso ricchi, attuano una politica simile.<\/p>\n<p>La tavola rotonda era presieduta dal Card. Renato Raffaele Martino che da qualche mese \u00e8 Presidente anche del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti, oltre che dal Pontificio Consiglio Giustizia e Pace. Con lui al tavolo di presidenza stava Mons. Scialoja, Presidente della Lega Musulmana in Italia e Bnai Brith, Presidente della Organizzazione Ebraica Giovanile.<\/p>\n<p>L\u2019intervento pi\u00f9 forte e impegnativo \u00e8 stato quello del Card. Martino, commentato con molto favore dalla stampa italiana o con forti riserve. Va precisato che il Cardinale allarga lo sguardo al mondo intero per segnalare e denunciare campi dove immigrati\/richiedenti asilo sono trattenuti per lunghissimo tempo, anche per anni, con conseguenze irreversibili per la salute fisica e mentale. Questo non \u00e8 strettamente il caso dell\u2019Italia e non si trova nell\u2019intervento del Cardinale la frase che si legge in qualche agenzia stampa (cfr. Stranieri in Italia, 16 giugno). <\/p>\n<p>\u201cI rifugiati e gli immigrati rinchiusi in questi centri non hanno commesso nessun crimine, se non quello di arrivare in Italia per una speranza di salvezza\u201d; se \u00e8 autentica, pu\u00f2 essere la risposta alla domanda di qualche giornalista a margine della tavola rotonda. <\/p>\n<p>Comunque l\u2019intervento del Card. Martino \u00e8 molto forte e chiaro, motivo di riflessione seria per tutti. Perci\u00f2 qui di seguito viene riportato integralmente per poter collocare i singoli passaggi nel loro obiettivo contesto.<\/p>\n<p>DOCUMENTAZIONE<\/p>\n<p>308) INTERVENTO CARD. RENATO R. MARTINO ALLA TAVOLA ROTONDA DEL 15 GIUGNO<\/p>\n<p>VATICANO (Migranti-press) \u2013 Tema dell\u2019intervento: \u201cLa Detenzione di rifugiati, richiedenti asilo e immigrati\u201d.<\/p>\n<p>Sono lieto di trovarmi qui oggi per potervi parlare di un tema \u2013 la detenzione di rifugiati, richiedenti asilo e immigrati\u2013 che sta molto a cuore alla Chiesa Cattolica. <\/p>\n<p>Sono anche contento di poterne discutere assieme ai nostri amici delle comunit\u00e0 musulmane ed ebraiche. Il dialogo su questioni di fondamentale importanza, che toccano le vite di tante nostre sorelle e fratelli, pu\u00f2 rivelarsi un\u2019esperienza molto arricchente. \u00c8 per me un\u2019esperienza arricchente e di fondamentale importanza intraprendere un dialogo fondato sulla fede e su questioni che riguardano la vita di un numero cos\u00ec elevato di nostri fratelli e sorelle. <\/p>\n<p>Secondo il testo Dignitatis Humanae, la Dichiarazione sui Diritti Umani contenuta nel Concilio Vaticano II, la Chiesa Cattolica insegna che il potere civile e l\u2019ordine morale devono essere tra loro coerenti e che l\u2019autorit\u00e0 civile \u00e8 chiamata a difendere e salvaguardare i diritti umani e mantenere quella pace che nasce da una vita vissuta in comune nella giustizia e nell\u2019armonia (7). In altre parole la Chiesa Cattolica insegna che il potere civile esiste per servire l\u2019interesse pubblico e promuovere il bene comune dell\u2019intera famiglia umana. \u00c8 avendo in mente questi punti che mi accingo ad affrontare il tema della detenzione dei rifugiati, dei richiedenti asilo e degli immigrati.<\/p>\n<p>A ciascuno di noi, sin dall\u2019inizio della nostra vita, \u00e8 stata conferita uguale dignit\u00e0. E questa stessa dignit\u00e0 costituisce il dono prezioso che viene da Dio Padre, che ci lega a quella che \u00e8 la famiglia umana. Il riconoscimento di questa dignit\u00e0 costituisce allora la base della promozione e della protezione dei diritti umani e delle libert\u00e0 fondamentali ed \u00e8 la base della nostra discussione odierna. La dignit\u00e0 umana ci rende unici e allo stesso tempo ci chiama ad una reciproca solidariet\u00e0.<\/p>\n<p>Il riconoscimento di questa dignit\u00e0 \u00e8 allora necessario per comprendere le speranze, i sogni e le aspirazioni di ciascun individuo. Questo \u00e8 vero in particolare per i pi\u00f9 vulnerabili tra noi ed \u00e8 vero in special modo per coloro che, all\u2019interno della famiglia umanit\u00e0, potrebbero altrimenti perdersi.<\/p>\n<p>Se voi o io ci trovassimo a dovere fuggire dalla nostra casa o dal nostro paese, come vorremmo essere accolti? Credo che nessuno risponderebbe: \u201cIn un centro di detenzione\u201d. I rifugiati e gli immigrati dovrebbero essere accolti come persone e aiutati, insieme alle loro famiglie, a integrarsi nella societ\u00e0. Dobbiamo accoglierli a braccia aperte e con spirito di solidariet\u00e0.<\/p>\n<p>Secondo rapporti negli ultimi anni il numero di persone richiedenti asilo \u00e8 diminuito notevolmente. Dal 2001, il numero di richieste di asilo nei paesi industrializzati \u00e8 sceso del 40%.<\/p>\n<p>Da un lato questo dato ci potrebbe indicare che sempre meno persone richiedano l\u2019assistenza della comunit\u00e0 internazionale per trovare riparo o per mettersi in salvo. Ma potrebbe anche significare che i governi stiano rendendo sempre pi\u00f9 difficile questa assistenza per coloro che chiedono rifugio o asilo o desiderano migrare, entrare nei loro paesi.<\/p>\n<p>Uno degli strumenti che molti governi nazionali utilizzano per scoraggiare i rifugiati e i migranti dall\u2019entrare nei loro confini \u00e8 quello della detenzione.<\/p>\n<p>La societ\u00e0 nel suo complesso ha la responsabilit\u00e0 morale di promuovere la dignit\u00e0 umana e i diritti umani. Questo include i diritti dei richiedenti asilo, dei rifugiati e degli immigrati. Le societ\u00e0 hanno il dovere di proteggere tutti coloro che sono perseguitati o vittime di abusi dei diritti umani. Le persone che fuggono da tali situazioni molto spesso non hanno altra scelta che varcare i confini senza autorizzazione e senza documenti. Sin dal 1951 questa possibilit\u00e0 veniva riconosciuta dalla Convenzione di Ginevra sui rifugiati. Questa convenzione proibisce ai governi di penalizzare i rifugiati e i richiedenti asilo per essere entrati all\u2019interno dei loro confini illegalmente. Nonostante ci\u00f2, molti governi usano la detenzione per penalizzare coloro che sono costretti a fuggire. Dobbiamo difendere la dignit\u00e0 del diritto di chiedere asilo. La storia ci mostra che una politica che si concentri sui controlli migratori aumenta la vulnerabilit\u00e0 dei richiedenti asilo e li espone al rischio di sfruttamento. I confini chiusi costringono coloro che non hanno alternative ad affidarsi ai trafficanti e ai contrabbandieri, e, all\u2019arrivo nel paese di asilo, ad essere costretti a vivere nei campi di detenzione.<\/p>\n<p>L\u2019uso crescente della detenzione da parte dei governi per scoraggiare l\u2019immigrazione \u00e8 in conflitto con i principi di cui ho parlato \u2013 il diritto irrinunciabile a essere protetti dalle persecuzioni e il diritto ad essere accolti e integrati nelle societ\u00e0 dei paesi di arrivo.<\/p>\n<p>Il moltiplicarsi di centri di detenzione per richiedenti asilo e immigrati desta molta preoccupazione. Questi centri sono disseminati a centinaia in Europa, Africa, Asia, Oceania e nelle Americhe. Il fatto che, sulla base di non meglio identificati motivi di sicurezza nazionale, molti paesi ricorrano alla detenzione in maniera abituale e sistematica, piuttosto che in via eccezionale, desta altres\u00ec molta preoccupazione. Certamente gli stati hanno il diritto di controllare i movimenti di persone sui loro confini. Ma prima di ricorrere alla decisione di porre sotto detenzione degli individui solo per aver varcato un confine, \u00e8 necessario valutare le conseguenze di tale privazione della libert\u00e0 \u2013 le risposte degli stati devono essere proporzionali e devono prendere in considerazione le circostanze individuali. Sembra invece che molti stati non stiano adottando misure proporzionali.<\/p>\n<p>Una riflessione aperta e partecipata sulle sfide etiche della detenzione \u00e8 un primo passo verso l\u2019adozione di  misure alternative alla detenzione. Tali alternative esistono e sono pi\u00f9 umane ed efficienti \u2013 come i centri aperti di accoglienza, gli obblighi regolari di firma, o la libert\u00e0 vigilata. Tali misure dovrebbero essere prese sempre in considerazione.<\/p>\n<p>Anche le condizioni in cui si trovano molti dei centri di detenzione destano preoccupazione. Le persone sono spesso trattenute in condizioni di sovraffollamento e igienicamente carenti, a volte insieme a persone gi\u00e0 condannate per crimini commessi. Il pi\u00f9 delle volte il personale non \u00e8 sufficientemente addestrato. Uomini e donne devono talvolta convivere all\u2019interno delle stesse strutture, in promiscuit\u00e0, mentre, al contrario le famiglie possono venire divise. La mancanza di servizi di base o educativi ha poi un impatto negativo sulla salute fisica e mentale delle persone detenute.<\/p>\n<p>In molti paesi i bambini vengono detenuti senza avere la possibilit\u00e0 di andare a scuola. Dobbiamo lavorare con urgenza per trovare soluzioni alternative alla detenzione dei bambini. Tali alternative devono rispettare l\u2019importanza dell\u2019unit\u00e0 familiare e dei ricongiungimenti familiari e assicurare un supporto adeguato da parte della comunit\u00e0 a quei bambini che subiscono i danni dalla detenzione.<br \/>\nLa detenzione di persone vulnerabili come i bambini, le persone con disabilit\u00e0 mentali o fisiche, le vittime di torture o traumi e le donne nelle ultime fasi della gravidanza o in fase di allattamento, non \u00e8 moralmente accettabile. <\/p>\n<p>Lunghi periodi di detenzione possono ulteriormente segnare individui che hanno gi\u00e0 sofferto difficolt\u00e0 e abusi prima di giungere nei paesi dove verranno detenuti. Ci\u00f2 pu\u00f2 rendere pi\u00f9 complessa la loro reintegrazione nella societ\u00e0 e in non pochi casi pu\u00f2 condurli persino a togliersi la vita. Qualora ragioni di sicurezza nazionale richiedano che in alcuni casi eccezionali i richiedenti asilo e gli immigrati debbano essere detenuti, questo deve avvenire solo all\u2019interno di criteri ben definiti e per il pi\u00f9 breve tempo possibile e sempre riconoscendo loro la possibilit\u00e0 di ricorrere ad un\u2019assistenza legale, a consultare medici, familiari, amici e assistenti spirituali.<\/p>\n<p>Oltre al disagio dei singoli individui detenuti, esiste anche un problema di percezione. Agli occhi dell\u2019opinione pubblica, la distinzione fra detenzione criminale e amministrativa non \u00e8 chiara. Questo significa che i richiedenti asilo e gli immigrati irregolari soggetti a detenzione vengano di fatto associati a dei criminali, stigmatizzandoli, alimentando comportamenti xenofobi e costituendo un ulteriore deterrente ad una loro integrazione nella societ\u00e0.<\/p>\n<p>Vi sono molte conseguenze alla detenzione che vanno oltre quelle subite direttamente dai singoli detenuti. Vi sono conseguenze per la societ\u00e0 che li ospita, che perde l\u2019opportunit\u00e0 di mettere a frutto il potenziale umano delle persone detenute. Mi riferisco sia a coloro che sono detenuti all\u2019interno dei centri, cos\u00ec come a coloro che vengono mantenuti in condizione di semidetenzione nei campi rifugiati e che, per diversi anni, non hanno la possibilit\u00e0 di abbandonarli.<\/p>\n<p>Trattenere i rifugiati in campi chiusi ha delle implicazioni economiche sia per i rifugiati che per le comunit\u00e0 ospitanti e questo perch\u00e9 i rifugiati potrebbero essere autosufficienti e dare un loro contributo alle economie locali.<\/p>\n<p>Le persone che perdono le proprie abilit\u00e0 professionali a causa dei lunghi periodi trascorsi nei centri di detenzione o nei campi rifugiati, si trovano private della loro capacit\u00e0 economica con danni ingenti per il loro potenziale umano presente e futuro. Il costo di tale perdita dovr\u00e0 essere sostenuto dal paese di asilo qualora essi non possano ritornare al loro paese di origine o essere ritrasferiti in un altro paese. Inoltre, lunghi periodi di inattivit\u00e0 forzata minano alle radici la capacit\u00e0 degli individui a reintegrarsi con successo nella societ\u00e0.<br \/>\nNon dobbiamo poi dimenticare che la detenzione pu\u00f2 avere un effetto traumatizzante anche su coloro che sono preposti alla sorveglianza dei richiedenti asilo e degli immigrati. La privazione arbitraria della libert\u00e0 avvelena la societ\u00e0 umana. Arreca danno a coloro che la impongono cos\u00ec come a coloro che la subiscono. \u00c8 moralmente sbagliato far ricorso a mezzi inaccettabili anche al fine di preservare ci\u00f2 che viene percepito come il bene comune.<\/p>\n<p>Alla luce di tutte queste considerazioni e preoccupazioni, mi auguro che i governi ascoltino le raccomandazioni della coalizione e che si ricorra alla detenzione solo come estrema ratio e che si ricerchino sempre delle alternative a tale misura. Le leggi che violano i diritti umani fondamentali non hanno alcuna forza morale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>1643-il-nr-25-del-notiziario-migranti-press<\/p>\n<p>2428<\/p>\n<p>2006-2<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>20060623 10:25:00 webmaster SOMMARIO VATICANO &#8211; Il Papa in occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato ROMA &#8211; Tre eventi di particolare rilievo riguardanti i rifugiati <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=25533\" title=\"1643 Il nr. 25 del Notiziario Migranti-press\">[&#8230;]<\/a><\/p>\n<\/div>","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[109],"tags":[],"class_list":["post-25533","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-eminews-2006"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.4 - 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