{"id":25466,"date":"2006-12-30T00:00:00","date_gmt":"2006-12-30T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=25466"},"modified":"2019-06-20T13:24:08","modified_gmt":"2019-06-20T13:24:08","slug":"1696-italiani-allestero-danieli-espone-le-linee-programmatiche-del-suo-mandato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=25466","title":{"rendered":"1696 ITALIANI ALL&#039;ESTERO: DANIELI ESPONE LE LINEE PROGRAMMATICHE DEL SUO MANDATO"},"content":{"rendered":"<p>20060706 09:04:00 webmaster<\/p>\n<p>L&#8217;audizione del viceministro alla Commissione Affari Costituzionali della Camera dei Deputati e alla Commissione Esteri del Senato<\/p>\n<p>&quot;Le priorit\u00e0 sono, in ambito anagrafico-elettorale, la necessit\u00e0 di rivedere le norme che regolano l\u2019esercizio del diritto di voto all\u2019estero e la creazione di un efficace sistema per la gestione dell\u2019anagrafe&quot;<\/p>\n<p>Riportiamo di seguito l\u2019audizione del Viceministro degli Esteri, Sen. Danieli alla Commissione Affari Costituzionali della Camera dei Deputati e alla Commissione Esteri del Senato: elementi di intervento sulle linee programmatiche concernenti le materie oggetto del decreto di delega.<br \/>\n&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;<\/p>\n<p>Desidero esporre oggi le linee programmatiche lungo le quali intendo svolgere il mio mandato di Vice Ministro per gli Italiani nel Mondo. Le priorit\u00e0 che ho individuato, per ciascuna delle quali vorrei indicare sinteticamente le criticit\u00e0 e i conseguenti interventi correttivi allo studio in queste prime settimane di Governo, sono: in ambito anagrafico-elettorale, la necessit\u00e0 di rivedere le norme che regolano l\u2019esercizio del diritto di voto all\u2019estero e la creazione di un efficace e corretto sistema per la gestione dell\u2019 anagrafe degli italiani residenti all\u2019estero, i cui limiti sono apparsi in maniera palese in occasione delle recenti tornate elettorali.<\/p>\n<p>Va poi affrontato il problema, che ha riflessi anche in connessione con il voto all\u2019estero, ma ha portata certamente pi\u00f9 ampia, dell\u2019informazione delle nostre collettivit\u00e0 all\u2019estero: considero particolarmente urgente definire nuove strategie di collaborazione con la RAI e con RAI International. Altra questione di grande rilievo \u00e8 la revisione dell\u2019attuale CGIE, che deve tener conto del mutato contesto politico, particolarmente della presenza dei 18 parlamentari eletti nella circoscrizione estero, con i quali occorrer\u00e0 che il Consiglio si raccordi e collabori in maniera organica. Non posso poi trascurare di accennare ad iniziative che stanno particolarmente a cuore ai nostri connazionali all\u2019estero: la modifica della legge sulla cittadinanza, le modalit\u00e0 di introduzione del nuovo passaporto elettronico, il nuovo programma di Fondo Sociale Europeo, la revisione della legge 153 che regolamenta gli interventi culturali a favore delle collettivit\u00e0 all\u2019estero e, infine, sotto un profilo pi\u00f9 generale, le linee di fondo della promozione della lingua italiana all\u2019estero. In questo vanno ricomprese la rivisitazione delle norme sugli Istituti Italiani di Cultura e il ruolo e l\u2019attivit\u00e0 della Dante Alighieri<\/p>\n<p>E\u2019 di assoluta evidenza che lo svolgimento dei compiti che mi sono stati affidati necessita di adeguate risorse e passa attraverso una ristrutturazione della rete diplomatico-consolare all\u2019estero che mi propongo di affrontare con la massima determinazione attraverso una accurata razionalizzazione delle risorse esistenti, che andranno ove possibile incrementate per far fronte al profondo disagio che riscontro oggi e alle crescenti richieste che la nostra collettivit\u00e0 legittimamente avanza ai propri rappresentanti all\u2019estero. <\/p>\n<p>1. Il voto degli Italiani all\u2019estero<\/p>\n<p>A conclusione delle operazioni di voto all\u2019estero per le ultime elezioni politiche e referendarie ritengo opportuno riflettere su taluni aspetti critici di tale esercizio, ai quali \u00e8 auspicabile porre rimedio attraverso una revisione della normativa che ne regolamenta la procedura (legge 459\/2001 e DPR 104\/2003).<\/p>\n<p>Il voto per corrispondenza (ritenuto preferibile al voto nei seggi, alternativa che escluderebbe di fatto coloro che sono troppo lontani per recarvisi) comporta rischi ai quali non v\u2019\u00e8 particolare rimedio da suggerire ma che \u00e8 bene tenere presente: non vi pu\u00f2 essere controllo effettivo tra il momento in cui le schede vengono inoltrate all\u2019elettore e quello in cui vengono restituite votate, possono esservi dei disguidi postali, esisteranno sempre indirizzi non aggiornati.<\/p>\n<p>Viceversa, vi sono problemi, determinati in larga misura dall\u2019applicazione dell\u2019attuale normativa, che possono essere risolti. <\/p>\n<p>In occasione delle elezioni politiche le sedi diplomatico-consolari hanno stampato e spedito circa 2.700.000 plichi elettorali in poco meno di 6 giorni, tra il 16 marzo e il 22 marzo, a prezzo di uno sforzo enorme e, ciononostante, sono state oggetto di critica da parte degli elettori che hanno ricevuto il plico in ritardo (anche se in realt\u00e0 solo il 2,3 % delle buste votate \u00e8 giunto oltre i termini). I tempi imposti dal rinvio alla normativa nazionale attuato dalla legge sul voto all\u2019estero sono troppo ristretti: occorre sia anticipare la disponibilit\u00e0 dell\u2019elenco provvisorio degli elettori, sia rivedere i termini per la presentazione di simboli di lista e candidature e dei relativi ricorsi, che determinano i tempi per la predisposizione dei \u201ckit elettorali\u201d da inviare alle sedi per la stampa. <\/p>\n<p>Lo \u201cstralcio\u201d dall\u2019elenco provvisorio degli elettori di poco pi\u00f9 di 226.000 elettori, considerati quasi tutti irreperibili e ai quali non \u00e8 stato ovviamente inviato il plico, \u00e8 stato oggetto di critiche. Su tale punto non vi \u00e8 che da continuare l\u2019operazione di mailing, stanziando risorse sufficienti ad un allineamento il pi\u00f9 completo possibile tra schedari consolari e AIRE comunali. Un mailing accurato consentirebbe inoltre di migliorare l\u2019attendibilit\u00e0 degli indirizzi producendo un ulteriore calo del dato relativo ai plichi restituiti per mancata consegna al destinatario (circa il 9%, percentuale che si \u00e8 comunque ridotta al 6,15% per il referendum di giugno). <\/p>\n<p>Constatato che indirizzi aggiornati possono essere ottenuti solo grazie alla imprescindibile ma spesso assente collaborazione dei cittadini all\u2019estero, occorre tenere presente anche la possibile alternativa della \u201cregistrazione\u201d da parte dell\u2019elettore. Chiedendo a coloro che desiderano esercitare il proprio diritto di voto di registrarsi a tal fine presso il competente Consolato con congruo anticipo rispetto alla scadenza elettorale, si aggirerebbero sia il problema della \u201cirreperibilit\u00e0\u201d e dell\u2019indirizzo errato che quello, ancor pi\u00f9 complesso, della tempestiva predisposizione degli elenchi elettorali. Al riguardo vanno tuttavia ben ponderate le implicazioni di natura costituzionale sulla possibile limitazione dell\u2019esercizio del diritto. Una eventuale modifica della legge elettorale in tal senso dovr\u00e0 essere largamente condivisa.<\/p>\n<p>Il dialogo con i Comuni di origine degli elettori, sia per quanto riguarda gli adempimenti anagrafici che per quelli elettorali (ottenimento dei necessari \u201cnulla osta\u201d al voto) non \u00e8 stato sempre agevole e si \u00e8 spesso rivelato causa di mancata ammissione al voto per molti elettori. Serve pertanto uno strumento di comunicazione immediato e automatico Consolati-Comuni. Vanno senz\u2019altro dedicate adeguate risorse alla messa a punto di programmi informatici in grado di far fronte a tale esigenza.<\/p>\n<p>L\u2019informazione istituzionale ad opera del servizio pubblico, RAI e RAI International, che si affianca alla campagna informativa svolta dalle rappresentanze all\u2019estero, deve tenere maggiormente conto delle differenze in termini di modalit\u00e0 e tempi del voto all\u2019estero rispetto al voto sul territorio nazionale. (Annotazione per memoria: dati referendum. RAI in Europa: 1\u00b0 e 2\u00b0 canale non hanno informato delle peculiarit\u00e0 del voto all\u2019estero. RAI Int. \u00e8 partita in ritardo. Sostanziale mancanza di informazione)<\/p>\n<p>Il contenuto del plico \u00e8 ridondante e ingenera confusione. Appare ormai superfluo (e oneroso) inserire ancora il testo della legge 459\/01, spesso completa di traduzione. Bisognerebbe limitarsi ad inserire scheda, foglio di istruzioni e certificato elettorale e semplificare al massimo il sistema che consente di verificare, rispettando l\u2019anonimato, la corrispondenza tra elettore e voto (tagliando del certificato elettorale da inserire nel plico ma non nella busta contenente la scheda votata).<\/p>\n<p>Infine, mentre si pu\u00f2 affermare la regolarit\u00e0 delle procedure di gestione dell\u2019evento elettorale per quanto attiene ai compiti svolti dalle sedi all\u2019estero, va osservato che lo scrutinio in Italia, in particolare per le complesse procedure di spoglio delle elezioni politiche, ha evidenziato non poche difficolt\u00e0: bisogna studiare modalit\u00e0 che assicurino una maggiore fluidit\u00e0 delle operazioni a Roma, ad esempio la suddivisione in spazi separati dei seggi adibiti allo spoglio delle schede per ciascuna ripartizione, nonch\u00e9 una maggiore rapidit\u00e0 dello scrutinio stesso, in modo da consentire la proclamazione dei risultati in effettiva contemporaneit\u00e0 con quelli nazionali.<\/p>\n<p>2. Anagrafe consolare e operazioni di bonifica e aggiornamento dei dati<\/p>\n<p>Attualmente, esistono due elenchi degli Italiani all\u2019estero: l\u2019AIRE (Anagrafe dei cittadini italiani residenti all\u2019estero), tenuta dai Comuni italiani e centralizzata presso il Ministero dell\u2019Interno e l\u2019Anagrafe Consolare presso ogni ufficio consolare, non centralizzata presso il Ministero degli Affari Esteri. Questi due schedari vengono periodicamente confrontati, anche al fine della predisposizione delle liste elettorali, e continuano a rivelare importanti discrepanze: il sistema necessita quindi di una rapida revisione.<\/p>\n<p>In vista delle elezioni politiche del 2006, il Comitato anagrafico-elettorale ritenne necessario regolarizzare due milioni di nominativi (1.300.000 presenti solo negli schedari consolari e 700.000 inclusi soltanto nelle AIRE dei Comuni). E\u2019 stata cos\u00ec avviata, con grave ritardo, solo nel settembre 2006, la cosiddetta \u201coperazione mailing\u201d (interpello postale), che ha permesso di aumentare significativamente il numero delle posizioni allineate, che sono infatti passate dal 66,7% del totale nell\u2019elenco degli elettori per il referendum del 2003, all\u201982,4 nell\u2019Elenco unico del 31 gennaio 2006 relativo alle politiche. L\u2019iniziativa va naturalmente portata a termine e ad essa vanno assegnate le dovute risorse.<\/p>\n<p>Per l\u2019esercizio finanziario 2006 il Ministero degli Affari Esteri aveva stimato un fabbisogno sul capitolo destinato al finanziamento delle operazioni relative all\u2019Anagrafe consolare pari a circa 6 milioni di Euro. Tuttavia tale importo \u00e8 stato successivamente decurtato dal Ministero per l\u2019 Economia e le Finanze fino alla cifra complessiva di 1.338.000 euro, con cui \u00e8 stato possibile coprire meno del 20% del fabbisogno delle Sedi. A fronte della gravit\u00e0 di tale situazione, anche in considerazione delle scadenze elettorali, \u00e8 stata prevista mediante decreto-legge un\u2019integrazione di 4 milioni di Euro, sulla cui base sono state disposte nel mese di marzo di quest\u2019anno le autorizzazioni di spesa alle sedi per l\u2019assunzione di digitatori (personale temporaneo, impiegato nelle attivit\u00e0 di bonifica ed aggiornamento dei dati relativi all\u2019Anagrafe consolare) per un importo pari a 1.791.340 euro, appena sufficiente a coprire il fabbisogno fino alla fine di aprile, riuscendo cos\u00ec a portare a termine l\u2019attivit\u00e0 elettorale per le politiche. Il MEF dovr\u00e0 ora disporre urgentemente l\u2019integrazione di 4 milioni di euro prevista dalla Legge n. 49\/2006 al fine di consentire alle sedi di continuare le operazioni di bonifica e aggiornamento. <\/p>\n<p>Ritengo indispensabile predisporre quanto prima un nuovo programma informatico di gestione dei dati anagrafici, per sostituire l\u2019attuale, risalente all\u2019inizio degli anni \u201990 e non idoneo a sfruttare le potenzialit\u00e0 di rete oggi disponibili. Ogni sede ha oggi la propria banca dati, ma non \u00e8 collegata alle banche dati n\u00e9 di altre Sedi, n\u00e9 di altri Enti (ad esempio, Comuni, INPS), rendendo cos\u00ec difficoltose molte operazioni quotidiane di aggiornamento delle anagrafi e non permettendo l\u2019immediata estrazione delle informazioni relative all\u2019intera rete. Il Servizio per l\u2019Informatica del MAE ha da tempo messo a punto un progetto di nuova Anagrafe centralizzata, al momento bloccato per mancanza dei fondi necessari: intendo adoperarmi per ottenere il nuovo software \u201cAnagrafe consolare\u201d, che considero un investimento che potr\u00e0 verosimilmente essere ammortizzato in circa un biennio dalla messa a regime del programma, generando in seguito significative economie di bilancio.<\/p>\n<p>3. Cittadinanza<\/p>\n<p>La complessa materia della cittadinanza richiede la revisione, naturalmente di concerto con il Ministero dell\u2019Interno che ne ha la competenza primaria, dell\u2019impianto normativo attualmente in vigore, in modo da disciplinarne in maniera organica i vari aspetti, perdita, riacquisto, riconoscimento ed eliminare palesi ingiustizie : molti, che sono effettivamente connazionali, non vengono riconosciuti come tali a fronte di un numero certamente maggiore di persone che non hanno pi\u00f9 alcun legame con l\u2019Italia, ma possono invece ottenerne la cittadinanza. In questo contesto va in particolare tenuto presente, a mio avviso che nessuna delle leggi sulla cittadinanza, nemmeno quella del 1912, ha mai previsto la perdita per inadempienza agli obblighi di denuncia dei fatti di stato civile (nascita matrimonio, morte), rendendo pertanto sempre possibile la ricostruzione dei fatti per dimostrare il possesso della cittadinanza italiana. Nei Paesi di forte emigrazione italiana, in cui esistono tensioni politiche e\/o economiche-sociali, si assiste oggi all\u2019esplodere di richieste di riconoscimento della cittadinanza italiana che i nostri Consolati in alcuni Paesi non sono in grado di evadere in tempi accettabili. La cittadinanza italiana iure sanguinis pu\u00f2 derivare infatti anche da un avo emigrato all\u2019estero nel 1800 e morto dopo il 1860 e il riconoscimento \u00e8 talvolta chiesto da persone che non parlano pi\u00f9 italiano e palesemente non hanno alcun legame, nemmeno affettivo con l\u2019Italia. Si sono accumulate presso la nostra rete consolare circa 250.000 domande di riconoscimento di cittadinanza, che non possono che essere evase in tempi lunghissimi (talvolta anche di anni). Tanto che da pi\u00f9 parti si sta avanzando l\u2019ipotesi, che ritengo utile approfondire, di subordinare il riconoscimento della cittadinanza alla conoscenza, anche basilare, della lingua italiana. D\u2019altronde tale requisito viene indicato come indispensabile dalla legge 124\/2006 relativa ai connazionali dell\u2019Istria, Fiume e Dalmazia (\u201cart.17, 1 bis: Il diritto alla cittadinanza italiana \u00e8 riconosciuto: lett. a) ai soggetti che siano stati cittadini italiani e omissis\u2026.b) alle persone di lingua e cultura italiane che siano figli o<br \/>\ndiscendenti in linea retta dei soggetti di cui alla lettera a)\u201d omissis<br \/>\nai fini del riconoscimento \u00e8 necessario presentare \u201cc) la documentazione atta a dimostrare il requisito della lingua e della cultura italiane dell&#8217;istante). Il requisito della conoscenza della lingua \u00e8 altres\u00ec presente in alcune legislazioni europee (ad esempio Francia, Austria e Belgio). <\/p>\n<p>4. Rai International<\/p>\n<p>La questione della qualit\u00e0 della programmazione di Rai International \u00e8 all&#8217;ordine del giorno da tempo, e intendo occuparmene con determinazione, principalmente, per i seguenti motivi:<\/p>\n<p>risulta praticamente inesistente la differenziazione dei palinsesti (in termini di orari di messa in onda e contenuti della programmazione) per le diverse aree geografiche (c\u2019\u00e8 di fatto una sola programmazione mirata agli Stati Uniti). E\u2019 a questo punto indifferibile, a distanza di un decennio dal varo di RAI Int., la messa a punto di almeno cinque palinsesti dedicati, in termini di fuso orario e contenuti: Nord America, Sud America, Europa e Mediterraneo, Africa, Asia e Oceania.<\/p>\n<p>Persiste ad opera della RAI la pratica dell\u2019oscuramento via satellite\/cavo delle principali emissioni sportive, culturali ma anche di programmi per l\u2019infanzia in Europa a causa della mancata acquisizione da parte dell\u2019Ente radiotelevisivo pubblico dei diritti di ritrasmissione al di fuori dei confini nazionali. Si tratta di una scelta sentita dagli italiani all\u2019estero come discriminatoria e che nuoce all\u2019immagine del nostro Paese e della stessa RAI, la quale mi auguro vorr\u00e0 rivedere le modalit\u00e0 di negoziazione con le Societ\u00e0 sportive detentrici dei diritti.<\/p>\n<p>La proposta qualitativa per i programmi ritrasmessi dalle reti nazionali appare scarsa e suscita anche molte riserve la produzione di programmi girati ad hoc in loco, che testimoniano la vita dei nostri connazionali restituendone un\u2019immagine spesso non corrispondente alla realt\u00e0. Sono convinto che attraverso una maggiore collaborazione nella realizzazione dei servizi e delle trasmissioni prodotte da RAI Int. con gli operatori locali dell\u2019informazione in lingua italiana, con i Com.It.Es e con la stessa Rete diplomatico-consolare si potrebbero individuare meglio gli argomenti e le vicende pi\u00f9 rappresentative delle varie realt\u00e0 socio-culturali-imprenditoriali italiane nel mondo.<\/p>\n<p>Anche sul piano dell\u2019immagine e della promozione linguistico-culturale del nostro Paese, auspico una maggiore sensibilit\u00e0 verso l\u2019utenza internazionale, sia in funzione dell\u2019insegnamento della lingua italiana, sia per ottenere positive ricadute per il Sistema Italia. Oltre alla diversificazione dei palinsesti per aree geografiche, mi impegner\u00f2 perch\u00e9 siano introdotte, ad esempio, trasmissioni sottotitolate, corsi di lingua italiana on-line (rafforzando quelli via Internet), tg con news locali ed informazioni economico-finanziarie per le aziende.<\/p>\n<p>E\u2019 poi mia intenzione attivarmi presso gli interlocutori competenti perch\u00e9 sia presto assicurata la diffusione del segnale RAI via cavo in Europa, venga rafforzata la presenza RAI nei consorzi (c.d. \u201cbouquet\u201d) con le altre televisioni pubbliche europee (TVE, TV5, BBC, Deutsche Welle, RTP) e siano moltiplicati gli accordi con le societ\u00e0 locali in Oceania, in Asia, in Medio Oriente ma anche nella fascia sub-sahariana del continente africano. RAI Int. dovr\u00e0 da parte sua garantire una pi\u00f9 attenta negoziazione al fine di ottenere un contenimento dei costi di esercizio e le migliori condizioni di accesso a vantaggio delle collettivit\u00e0 italiane all\u2019estero.<\/p>\n<p>Ribadisco anche in tale contesto quanto ho anticipato all\u2019inizio circa la necessit\u00e0 di garantire una pi\u00f9 attenta e tempestiva informazione elettorale. In occasione dei futuri appuntamenti elettorali, occorrer\u00e0 attuare un maggiore raccordo (team di lavoro) fra la RAI e tutte le competenti istanze istituzionali per la messa a punto di campagne informative elettorali puntuali, capillari e tempestive.<\/p>\n<p>La Direzione di Rai International attribuisce da tempo le carenze del servizio offerto ad una sostanziale scarsit\u00e0 di finanziamenti, lamentando l&#8217;enorme differenza esistente con le omologhe emittenti estere, in particolare, con quelle dei principali Paesi dell&#8217;Unione Europea. Prima ancora di valutare ulteriori stanziamenti finanziari a favore di RAI Int., ritengo comunque doveroso esplorare alcune possibilit\u00e0 di intervento a costo zero:<\/p>\n<p>dalle due Convenzioni con la PCM, Rai International ricava circa 37 milioni di Euro: si potrebbe razionalizzare l\u2019utilizzo di questi fondi, \u201ctrasferendo\u201d alcuni risparmi attuati sulle risorse destinate ai servizi di notiziari in onde corte per l\u2019estero (un contenimento degli oneri sarebbe possibile, attraverso la riduzione del numero delle lingue, attualmente 26, di redazione dei notiziari, similarmente a quanto da tempo posto in atto dalle altre redazioni europee, come la BBC) alle produzioni televisive per l\u2019estero.<\/p>\n<p>Merita attenta riflessione anche il tema della pubblicit\u00e0: RAI Int. manda in onda senza utili commerciali pubblicit\u00e0 destinate al pubblico nazionale perch\u00e9 non \u00e8 in grado di \u201ctagliarle\u201d dal palinsesto generale. A fronte di ci\u00f2, sappiamo che vi sono Societ\u00e0 locali che diffondono il canale RAI Int. mandando in onda spot pubblicitari prima delle trasmissioni di punta (come ad es. i TG) in modo illecito. RAI Int. potrebbe configurarsi come il maggior sponsor all\u2019estero del Sistema Italia ed autofinanziarsi con la gestione diretta dei ricavati pubblicitari: occorrerebbe un approfondimento della materia che coinvolge come noto la SIPRA. In ogni caso essenziale \u00e8 l\u2019aumento dell\u2019offerta informativa verso il mondo e questo pu\u00f2 essere immediatamente realizzato con la diffusione del segnale di RAI News 24 senza oneri aggiuntivi .<\/p>\n<p>Infine, non si pu\u00f2 ignorare che il processo di revisione della Legge Gasparri influir\u00e0 anche sulle prospettive future di RAI International, in particolare, sulla sua connotazione di servizio pubblico. Ho recentemente incontrato il comitato di redazione e il direttore di RAI International ed ho annunciato in tale occasione l&#8217;impegno a realizzare in tempi rapidi una conferenza strategica di programma sulla missione di Rai International, finalizzata al rinnovo della convenzione. Non certamente un seminario di studio, ma un&#8217;iniziativa molto concreta, che assicuri una reale \u201cinformazione di ritorno\u201d, in cui saranno coinvolti tutti i soggetti interessati: dalla Rai al Ministro delle Comuncazioni, al Sottosegretario della Presidenza del Consiglio che si occupa delle tematiche specifiche, al Cgie, ai parlamentari eletti all&#8217;estero. <\/p>\n<p>5. CGIE<\/p>\n<p>E\u2019 a voi tutti noto che il Consiglio Generale degli Italiani all&#8217;Estero (C.G.I.E.), istituito nel 1989, \u00e8 l\u2019organismo di rappresentanza delle comunit\u00e0 italiane all\u2019estero: ne esamina i problemi e formula pareri, proposte e raccomandazioni nelle materie di iniziativa legislativa o amministrative ed elettorali e a tal fine esprime un parere obbligatorio su alcune proposte del Governo nelle materie di interesse per i nostri connazionali all\u2019estero.<\/p>\n<p>Nel corso dell\u2019ultima campagna elettorale, da pi\u00f9 parti \u00e8 stata sollecitata una riforma del Consiglio che tenga in debito conto la rappresentativit\u00e0 dei nuovi diciotto Parlamentari eletti direttamente dai connazionali residenti all\u2019estero. Gi\u00e0 nel corso dell\u2019Assemblea plenaria del 13 dicembre 2002 era stato approvato il testo di un progetto di riforma del CGIE. In data 3 agosto 2004, l\u2019On. Calzolaio ha presentato un disegno di Legge per riformare il Consiglio (DDL 5223). Infine, in data 26 gennaio 2006 \u00e8 stato presentato dal Sen. Pessina un altro disegno di legge inteso ad abrogare la legge istitutiva del CGIE (DDL 3753). Anche alla luce di questi precedenti, mi pare necessario avviare un\u2019attenta riflessione sul ruolo e sui compiti del CGIE, ipotesi di lavoro condivisa anche dall\u2019ultimo Comitato di Presidenza del Consiglio svoltosi il 15-16 giugno 2006. <\/p>\n<p>6. Passaporto elettronico<\/p>\n<p>E\u2019 sorta la necessit\u00e0, anche in relazione ai fenomeni terroristici, di nuovi documenti di viaggio dalle superiori caratteristiche di sicurezza. Il PE, oltre a riportare in una forma grafica non alterabile l\u2019indicazione dell\u2019Autorit\u00e0 che lo rilascia nonch\u00e9 i dati personali dell\u2019interessato ed una sua foto digitale stampata direttamente sul libretto (e pertanto non sostituibile od alterabile), contiene un microprocessore con tutti i predetti dati, inclusa la foto; in esso potranno in futuro essere inserite anche le impronte digitali.<\/p>\n<p>L\u2019Unione Europea ha approvato il regolamento CE 2252\/2004 per la creazione di un passaporto elettronico (PE). Inoltre, da parte statunitense \u00e8 stato chiesto ai Paesi beneficiari del Visa Waiver Program &#8211; che consente l\u2019ingresso od il transito negli Stati Uniti senza necessit\u00e0 di visto &#8211; di dotarsi del PE entro il 26 ottobre prossimo, pena l\u2019esclusione dal predetto programma.<\/p>\n<p>Il MAE ha puntato su un\u2019organizzazione decentrata a tutta la rete consolare all\u2019estero del rilascio del PE, sulla falsariga di quanto finora avvenuto per i passaporti tradizionali, in modo da consentire alla rete stessa di soddisfare le richieste di PE in tempi brevissimi e, se necessario, anche immediatamente, sia per offrire un servizio adeguato ai connazionali residenti all\u2019estero, sia per far fronte ad eventuali emergenze individuali o collettive.<\/p>\n<p>Infatti i Paesi che hanno adottato un sistema centralizzato per la personalizzazione dei PE &#8211; come la Spagna, che pure registra una collettivit\u00e0 molto numerosa all\u2019estero &#8211; cominciano adesso a rendersi conto dei notevoli problemi che esso comporta: il Portogallo \u00e9 costretto a fare pagare 30 euro supplementari per la spedizione di ogni passaporto, la Germania, per i casi urgenti, prevede la consegna del PE entro tre giorni lavorativi, con un costo supplementare di ben 200 euro ! <\/p>\n<p>A fine luglio quindi il MAE inizier\u00e0 ad inviare gradualmente a tutta la rete consolare delle sofisticate apparecchiature necessarie per il rilascio dei PE e l\u2019operazione dovrebbe concludersi entro settembre; dopo l\u2019attivazione dei collegamenti in Italia e la necessaria fase sperimentale, gli Uffici Consolari cominceranno a rilasciare i nuovi PE dal 26 ottobre prossimo. <\/p>\n<p>7. Revisione della Legge 153<\/p>\n<p>La promozione linguistico-culturale a favore della collettivit\u00e0 italiana all\u2019estero si realizza principalmente tramite i corsi di lingua e cultura italiana previsti dal decreto legislativo n. 297\/1994 (ex legge 153\/1971). Tale normativa recepiva le esigenze sociali e culturali maturate in seno all\u2019emigrazione dell\u2019immediato dopoguerra ma il carattere dell\u2019emigrazione italiana \u00e8 profondamente mutato nel corso dei decenni. I giovani italiani residenti all\u2019estero, per lo pi\u00f9 perfettamente integrati nella realt\u00e0 sociale in cui vivono, sono spesso nati nei Paesi di emigrazione ed accedono ai livelli pi\u00f9 alti dei sistemi formativi locali. La conoscenza dell\u2019italiano non ha pi\u00f9 quindi esclusivamente la funzione di mantenere forte una identit\u00e0 ma diventa un atout per inserirsi pi\u00f9 agevolmente nel mondo del lavoro e per raggiungere migliori posizioni sociali. <\/p>\n<p>Alla luce di queste trasformazioni, si pone l\u2019esigenza di un adeguamento della normativa esistente che sia anche funzionale alla strategia generale di diffusione della lingua e della cultura italiana. Tale adeguamento dovr\u00e0 permettere, in particolare, di superare le esperienze realizzate sinora salvaguardandone per\u00f2 lo spirito ed i tratti fondamentali, nella consapevolezza che, per il successo di ogni genere di iniziativa di promozione della lingua italiana \u00e8 quanto mai utile, per non dire indispensabile, la mediazione culturale delle nostre collettivit\u00e0. I principali nodi su cui riflettere sono certamente l\u2019estensione dei corsi ad alunni anche delle scuole superiori, la frequenza dei corsi anche da parte di alunni non italiani o di origine italiana per favorire la diffusione della lingua, le modalit\u00e0 di utilizzazione del contingente degli insegnanti di ruolo inviati dal Ministero per l\u2019Universit\u00e0 e la Ricerca presso le Sedi estere, la valorizzazione del ruolo degli enti gestori privati e la loro responsabilizzazione, la realizzazione di un sistema che permetta un controllo maggiore sull\u2019utilizzazione dei fondi attribuiti. <\/p>\n<p>8. Promozione della lingua italiana<\/p>\n<p>Pi\u00f9 in generale, per quanto concerne la diffusione della lingua italiana all\u2019estero, va rilevato che nel corso dell\u2019ultimo decennio l\u2019italiano ha guadagnato posizioni tra le lingue straniere pi\u00f9 studiate nel mondo.<\/p>\n<p>Attualmente si stima che, pur essendo solo al 19\u00b0 posto per numero di parlanti, si collochi al 4\u00b0-5\u00b0 posto nella classifica delle lingue pi\u00f9 studiate.<\/p>\n<p>Il fenomeno, certamente collegato all\u2019interesse per la nostra cultura, \u00e8 in buona parte dovuto all\u2019affermarsi dell\u2019inglese come lingua universale ed al conseguente declino di altre lingue, concorrenti della nostra, che in passato potevano vantare un ruolo di lingua veicolare.<\/p>\n<p>Tale trend positivo \u00e8 per\u00f2 suscettibile di flessioni per la concorrenza di lingue emergenti (spagnolo \u2013 cinese) ed \u00e8 quindi opportuno rilanciare una politica di promozione culturale che favorisca l\u2019interesse per la nostra lingua e dare attuazione a specifiche iniziative mirate a potenziare l\u2019insegnamento dell\u2019italiano all\u2019estero. Ad integrazione di una ampia azione indirettamente mirata alla diffusione dell\u2019italiano (promozione culturale, settimane della lingua italiana, finanziamento e riorganizzazione della Dante Alighieri, scambi culturali e giovanili, borse di studio, provvidenze a favore del libro, iniziative per diffusione delle trasmissioni televisivi italiane, ecc.), la Direzione Generale per la Promozione Culturale realizza direttamente corsi di italiano a favore di circa 160.000 studenti in oltre 100 Paesi.<\/p>\n<p>Particolare attenzione meritano i corsi degli Istituti Italiani di Cultura per due ordini di motivi:<\/p>\n<p>tali corsi beneficiano di un trend positivo che va incoraggiato. Il numero degli iscritti \u00e8 infatti aumentato del 38% nel quinquennio 95-2000 e del 68% nel periodo 2000-2005.<\/p>\n<p>I corsi di italiano sono una importante fonte di autofinanziamento degli Istituti (70 dei 90 IIC ne ricavano proventi con tassi di autofinanziamento che variano dall\u20191-2% ad un massimo del 64% del totale delle risorse disponibili).<\/p>\n<p>Nel quadro di una strategia di supporto alla diffusione dell\u2019italiano, si stanno quindi promuovendo le seguenti iniziative, la cui utilit\u00e0 condivido pienamente.<\/p>\n<p>individuazione \u201cbest practices\u201d per i corsi di italiano realizzati dagli IIC. Gli Istituti che hanno ottenuto i migliori risultati (tassi di autofinanziamento superiori al 20%) stanno fornendo indicazioni su aspetti didattico-organizzativi che verranno messe a disposizione della rete.<\/p>\n<p>Formazione docenti e messa a disposizione di materiale didattico<\/p>\n<p>E\u2019 in fase di definizione una intesa con il Ministero dell\u2019Istruzione che \u00e8 disponibile a fornire sistemi di aggiornamento per via telematica e materiale didattico a favore di docenti delle scuole italiane e dei corsi gestiti dagli IIC.<\/p>\n<p>Creazione di un sistema unitario di certificazione della conoscenza dell\u2019italiano. Sono in corso contatti preliminari con i Ministeri dell\u2019Istruzione e dell\u2019Universit\u00e0, mirati a raccogliere sotto un unico, pi\u00f9 prestigioso cappello istituzionale i quattro tipi di certificazione oggi esistenti, rilasciati dalle Universit\u00e0 di Perugia, Siena, Roma 3 e dalla Dante Alighieri.<\/p>\n<p>produzione di un programma televisivo promozionale-didattico di introduzione allo studio dell\u2019italiano, per la cui fattibilit\u00e0 tecnico- finanziaria sono in corso contatti con la RAI. Tale programma, da realizzare in due lingue (inglese e spagnolo) per una ampia copertura, andrebbe utilizzato dalla rete (Istituti di Cultura, Scuole, Lettorati) e ceduto a canali televisivi locali per l\u2019inserimento nella relativa programmazione.<\/p>\n<p>9 Il Fondo sociale europeo<\/p>\n<p>Ritengo infine utile informare la Commissione in merito al programma di Fondo Sociale Europeo denominato \u201cIniziative specifiche di animazione e promozione di legami stabili con gli italiani all\u2019estero per lo sviluppo integrato del Mezzogiorno\u201d, che il Ministero degli Affari Esteri, grazie al finanziamento ottenuto a valere sui Fondi Comunitari 2000\u20132006, sta realizzando un d\u2019intesa con il Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale.<\/p>\n<p>Il programma ha lo scopo di sviluppare l\u2019occupazione nelle Regioni del Mezzogiorno attraverso azioni finalizzate all\u2019innovazione dei sistemi di formazione e di lavoro delle Regioni stesse. Tali innovazioni si caratterizzano per il recupero al \u201cSistema Italia\u201d di quegli italiani che si sono affermati all\u2019estero nei diversi settori produttivi e culturali dei Paesi di emigrazione. Pertanto, il coinvolgimento delle comunit\u00e0 italiane all\u2019estero riguarda principalmente quelle realt\u00e0 socio-professionali che costituiscono una \u201crisorsa\u201d per l\u2019Italia (imprenditori, ricercatori, professionisti, personalit\u00e0 delle istituzioni). <\/p>\n<p>Il programma, la cui dotazione finanziaria complessiva \u00e8 stata di 32,5 Milioni di Euro, \u00e8 direttamente rivolto a funzionari e responsabili delle Amministrazioni Regionali del Mezzogiorno d\u2019Italia i quali, al termine delle attivit\u00e0, potranno disporre di metodologie e strumenti normativi, programmatici ed informativi per realizzare programmi di sviluppo locale attraverso il coinvolgimento degli Italiani all\u2019estero.<\/p>\n<p>E\u2019 stata in particolare realizzata una rete internazionale di progettazione che collega le Amministrazioni regionali al Ministero degli Affari Esteri, sia a livello centrale che periferico.<\/p>\n<p>Sulla base di quanto sino ad oggi realizzato, il Ministero degli Affari Esteri intende dare continuit\u00e0 al programma nel periodo 2007\u20132013 onde consentire alle Regioni stesse di poter utilizzare la suddetta rete mobilitando risorse regionali, nazionali e comunitari per l\u2019attrazione delle risorse costituite dalle migliori eccellenze italiane all\u2019estero. <\/p>\n<p>Viceministro degli Esteri, Sen. Franco Danieli<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>1696-italiani-allestero-danieli-espone-le-linee-programmatiche-del-suo-mandato<\/p>\n<p>2481<\/p>\n<p>2006-2<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>20060706 09:04:00 webmaster L&#8217;audizione del viceministro alla Commissione Affari Costituzionali della Camera dei Deputati e alla Commissione Esteri del Senato &quot;Le priorit\u00e0 sono, in ambito <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=25466\" title=\"1696 ITALIANI ALL&#039;ESTERO: DANIELI ESPONE LE LINEE PROGRAMMATICHE DEL SUO MANDATO\">[&#8230;]<\/a><\/p>\n<\/div>","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[109],"tags":[],"class_list":["post-25466","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-eminews-2006"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.4 - 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