{"id":25144,"date":"2006-12-30T00:00:00","date_gmt":"2006-12-30T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=25144"},"modified":"2006-12-30T00:00:00","modified_gmt":"2006-12-30T00:00:00","slug":"2042-brasile-la-seconda-volta-di-lula","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=25144","title":{"rendered":"2042 BRASILE: La seconda volta di Lula"},"content":{"rendered":"<p>20060912 16:48:00 webmaster<\/p>\n<p>Secondo i sondaggi Lula dovrebbe prevalere<br \/>\nal primo turno con oltre il 50 per cento dei voti <\/p>\n<p>E\u2019 gi\u00e0 tutto deciso per l\u2019elezione del prossimo presidente del Brasile? Secondo i sondaggi, pare proprio di s\u00ec. Luiz In\u00e1cio Lula da Silva (Pt), in carica dal 2003, dovrebbe prevalere fin dal primo turno, con poco pi\u00f9 del 50 per cento dei voti. Piuttosto staccati appaiono i suoi principali sfidanti: l\u2019ex governatore dello Stato di S\u00e3o Paulo, Geraldo Alckmin (Psdb) si attesterebbe fra il 25 e il 30 per cento e la senatrice alagoana Heloisa Helena (Psol) attorno al 10. Imbarazzante l\u2019esito previsto per gli altri cinque candidati: nessuno di loro supererebbe la soglia dell\u2019uno per cento. Ipotizzando un secondo turno fra Lula e Alckmin, i sondaggi sono altrettanto univoci: il primo vincerebbe nettamente, riportando circa il 55 per cento dei suffragi.<\/p>\n<p>D\u2019altra parte anche l\u2019autorevole settimanale inglese `Economist`, in un suo recente articolo (significativamente intitolato: \u201cContentment and complacency\u201d) aveva pronosticato la conferma del presidente in carica, evidenziando che le lacune dell\u2019azione governativa in politica economica (tasso d\u2019interesse ancora molto elevato e carico tributario giunto al 37 per cento del pil) e l\u2019emergere degli scandali che hanno coinvolto principalmente il Pt non hanno inciso negativamente sulla sua figura, perch\u00e9 \u00abil cittadino comune o ignora questi problemi, o non crede che i politici possano trovare una soluzione\u00bb. A onor del vero va anche detto che l\u2019Economist non tace gli aspetti positivi della presidenza Lula: 4,5 milioni di posti di lavoro creati (risultato inferiore rispetto a quanto promesso nel 2002, ma in ogni caso superiore a quello ottenuto da Cardoso, predecessore di Lula e appartenente allo stesso partito di Alckmin). Inoltre il settimanale britannico nota che il governo a guida petista, realizzando alcuni programmi sociali, \u00e8 riuscito a conseguire il pi\u00f9 elevato indice di consenso mai ottenuto da un esecutivo brasiliano. La rielezione, quindi, sarebbe frutto sia di atti di governo apprezzati in particolare dalle classi sociali meno abbienti, sia da una sorta di disincanto nei confronti di certi fenomeni (fra i quali la corruzione) che ormai avvincerebbe gran parte del corpo elettorale. <\/p>\n<p>A ci\u00f2 il reportage dell\u2019Economist aggiunge un ritratto non certo lusinghiero dei due principali competitori di Lula. Circa Alckmin, il reportage nota che non basta essere un governatore popolare nel proprio Stato (ma semisconosciuto in gran parte del Paese) per poter sperare davvero di vincere un\u2019elezione.  Il presidente Lula con Fidel Castro in una foto di archivio<br \/>\ne. Se poi a ci\u00f2 si aggiunge che proprio a S\u00e3o Paulo si \u00e8 di recente scatenata un\u2019ondata di violenza, provocata da un\u2019organizzazione criminale che adotta ormai metodi simili a quelli della mafia, si pu\u00f2 bene immaginare quanto sia difficile per il candidato socialdemocratico accreditarsi presso l\u2019elettorato come presidente in grado di frenare, se non ridurre drasticamente, la violenza urbana. Come se ci\u00f2 non bastasse, neppure la propaganda elettorale radiotelevisiva gratuita (iniziatasi il 15 agosto) gli ha consentito di recuperare lo svantaggio su Lula, che &#8211; non da oggi &#8211; tutti i sondaggi hanno sempre dato in testa nella corsa al Planalto (sede della presidenza della Repubblica brasiliana, ndr). Anzi, dalle apparizioni televisive di alcuni candidati governatori appartenenti alla stessa coalizione di Alckmin \u00e8 sembrato chiaro un certo smarcamento da quello che, con il passare dei giorni, diventava uno scomodo compagno di squadra. Quanto a Heloisa Helena, la rivista inglese nota che \u00e8 autrice di una proposta radicale: il dimezzamento del tasso d\u2019interesse (da attuarsi entro il primo mese di governo), lasciando trasparire che proposte come questa possono essere avanzate proprio da chi sa di non poter aspirare al successo finale.<\/p>\n<p>Secondo il dettato costituzionale le elezioni si tengono la prima domenica di ottobre, che quest\u2019anno coincide con il primo giorno del mese. Saranno quasi 126 milioni i cittadini brasiliani chiamati a scegliere, con voto quasi totalmente elettronico, il capo dello Stato, il suo vice e i membri del Congresso: 513 deputati e 27 senatori su 81. Nello stesso giorno saranno eletti anche i nuovi governatori, vicegovernatori e deputati (in totale sono 1.024) dei 26 Stati e del Distretto federale. Se nessuna coppia di candidati alla presidenza e alla vicepresidenza otterr\u00e0 la maggioranza assoluta dei voti validi, il 29, ovvero l\u2019ultima domenica del mese, ci sar\u00e0 il ballottaggio fra le due pi\u00f9 votate.<br \/>\nAnaloga situazione si avr\u00e0 negli Stati in cui nessun candidato governatore dovesse raggiungere la medesima maggioranza. I sistemi elettorali sono due: maggioritario per l\u2019elezione del capo dello Stato, dei governatori e dei senatori e proporzionale per i deputati federali e statuali.<\/p>\n<p>Indipendente dal 1822, il Brasile divenne repubblica nel 1889 e da allora sono state diciannove le elezioni dirette del capo dello Stato. Con riferimento all\u2019attuale fase costituzionale (iniziatasi nel 1985, al termine della dittatura militare) la prossima consultazione sar\u00e0 la quinta e per la quinta volta Lula sar\u00e0 fra i candidati al Planalto. Se il leader del Pt dovesse imporsi nuovamente, sarebbe il secondo capo di Stato rieletto nella storia del Brasile (il primo fu Fernando Henrique Cardoso, che prevalse nel 1994 e fu confermato nel 1998). Durante la fase della \u201cRepublica velha\u201d (1891-1930), infatti, nessun presidente comp\u00ec due mandati. Lo stesso accadde nel breve e travagliato periodo (1945-64) che segu\u00ec la dittatura di Getulio Vargas (1930-45) e precedette il ventennio dei governi militari (1964-85). Restaurata la democrazia, la Costituzione fiss\u00f2 in cinque anni la durata in carica di tutti i vertici del potere esecutivo, escludendo altres\u00ec la possibilit\u00e0 di rielezione. Ben presto, per\u00f2, la classe politica ritenne di dover modificare questo assetto e fu cos\u00ec ridotta a quattro anni la durata in carica del presidente della Repubblica, dei governatori e dei sindaci. Infine, nel 1997 fu introdotta la possibilit\u00e0 di rielezione.<\/p>\n<p>Dopo esser stato sconfitto da Fernando Collor de Mello nel 1989 e per due volte consecutive da Cardoso, quattro anni fa Lula s\u2019impose sull\u2019ex-ministro della Salute, Jos\u00e9 Serra (leader dell\u2019alleanza fra Psdb e Pmdb), raggiungendo inoltre il 61,3 per cento dei voti al ballottaggio (risultato record nella storia elettorale brasiliana e uno dei pi\u00f9 alti mai ottenuti al mondo in una libera elezione). Al primo turno l\u2019ex leader sindacale capeggi\u00f2 un cartello elettorale formato dal Pt, dal Pl del candidato vicepresidente Jos\u00e9 Alencar, dal PcdB e dal semisconosciuto Pmn. Al ballottaggio si aggiunsero il Psb e il trio Pps-Pdt-Ptb, che avevano rispettivamente sostenuto Anthony Garotinho e Ciro Gomes (ovvero i candidati preceduti da Serra al primo turno) e altri partiti minori. Occorre, per\u00f2, osservare che, sotto il profilo strettamente numerico, nel 2002 l\u2019elettorato riserv\u00f2 ai partiti favorevoli a Lula un trattamento molto differente, in termini di consensi. Alla C\u00e2mara &#8211; infatti &#8211; la maggioranza ottenne solo 220 seggi su 513, mentre al Senado, la situazione era ancor pi\u00f9 delicata (30 su 81). A sua volta l\u2019opposizione era capeggiata dai 71 eletti del Psdb e poteva contare anche su 134 deputati definibili di destra conservatrice (Pfl, Pp e Psl) e 9 di estrema destra. Divenne perci\u00f2 decisivo il ruolo dei 74 deputati del Pmdb, tipico partito di correnti legate a capi locali spesso in lotta fra loro e fu proprio l\u2019ala filogovernativa di questo partito a soccorrere, in pi\u00f9 di un\u2019occasione, il governo. A rimpinguare la maggioranza si provvide anche favorendo la \u00abmigrazione partitica\u00bb (ovvero il cambio di partito da parte degli eletti) e, da parte del Pt, anche erogando tangenti a parlamentari di partiti non governativi perch\u00e9 votassero a favore dell\u2019esecutivo, come abbondantemente evidenziato dallo scandalo detto del mensal\u00e3o.<\/p>\n<p>Alle elezioni statuali del 2002 (si veda tabella in questa stessa pagina) il Pmdb prevalse nella importante regione Sud, ma fu il Psdb ad avere pi\u00f9 governatori (sette, fra cui quelli di Minas Gerais e S\u00e3o Paulo, ovvero due dei centri nevralgici del Paese), mentre il Pfl dovette accontentarsi di soli tre governatori, anche se si conferm\u00f2 in un altro Stato rilevante, quello di Bahia (dove allung\u00f2 la serie ininterrotta di successi iniziatasi nel 1990 con l\u2019elezione di Antonio Carlos Magalh\u00e3es, eterno demiurgo della politica locale). Il Pt non ebbe un gran risultato, con soli quattro governatori (nessuno nelle zone del Sud-Ovest e Sud, ovvero quelle dove ci sono gli Stati economicamente pi\u00f9 avanzati) e altrettanti ne fece eleggere il Psb, che per\u00f2 prevalse a Rio. Nel 2002 i candidati alla presidenza della Repubblica furono sei, quest\u2019anno sono otto, ma solo tre di loro guidano coalizioni (e quindi hanno maggiori possibilit\u00e0 di attrarre consensi). Come detto in precedenza, si sono ricandidati il 61enne pernambucano Luiz In\u00e1cio Lula da Silva e il suo vice, Jos\u00e9 Alencar (che quattro anni fa era esponente del Pl e oggi guida il Partido republicano brasileiro). La loro coalizione, denominata `A for\u00e7a do povo`, \u00e8 formata anche dal Partido comunista do Brasil, mentre il Psb (Partido socialista brasileiro), gi\u00e0 alleato quattro anni fa di Lula, pur non facendo parte organica di essa, si \u00e8 espresso per la conferma degli attuali vertici dell\u2019esecutivo. <\/p>\n<p>Geraldo Jos\u00e9 Rodrigues Alckmin (nato nel 1952 in una localit\u00e0 dello Stato di S\u00e3o Paulo) guida la `Coliga\u00e7\u00e3o por um Brasil decente`, formata dal Partido da social democracia brasileira (Psdb), di cui \u00e8 esponente di spicco e dal Partido da frente liberal (Pfl), che esprime il candidato alla vice-presidenza, Jos\u00e9 Jorge de Vasconcelos Lima. Infine c\u2019\u00e8 il Frente de esquerda, con alla testa la 43enne senatrice alagoana Helo\u00edsa Helena Lima de Moraes Carvalho e il suo vice, C\u00e9sar Bejamin, entrambi esponenti del Psol (Partido socialismo e liberdade). A questa coalizione aderiscono pure il Pstu (Partido social trabalhista brasileiro) e il Pcb (Partido comunista brasileiro). Gli altri candidati sono l\u2019ex-ministro dell\u2019Educazione Cristovam Buarque (Partido democr\u00e1tico trabalhista) e l\u2019imprenditore Luciano Bivar (Partido social liberal), entrambi nati a Refice, il paulista Rui Costa Pimenta (Partido da causa oper\u00e1ria) e Jos\u00e9 Maria Eymael (Partido social democrata crist\u00e3o). Infine c\u2019\u00e8 un candidato-fantasma o quasi, Ana Maria Teixeira Rangel, la quale ha iniziato tardi la campagna elettorale, a causa di una controversia con il Partido republicano progressista, per il quale concorre al Planalto.<\/p>\n<p>Il formarsi delle coalizioni \u00e8 stato condizionato, quest\u2019anno, da due fattori. Il primo \u00e8 l\u2019interpretazione estensiva data dal Supremo tribunale elettorale alla \u00abregola della verticalizzazione\u00bb, ossia alla norma che obbliga i partiti a stipulare alleanze coerenti fra loro, sia a livello centrale sia a livello locale. Il tribunale, infatti, ha chiarito che se un partito presenta un candidato alla presidenza della Repubblica, nelle elezioni dei governatori pu\u00f2 allearsi unicamente con i partiti che appoggiano il suo candidato presidente o, al massimo, con partiti che non aspirano al Planalto. Uno degli esiti di quest\u2019interpretazione \u00e8 stato che il Pmdb, ovvero il partito brasiliano pi\u00f9 diviso al proprio interno, ma anche pi\u00f9 radicato a livello territoriale (e maggiormente rappresentato nel Congresso) ha scelto di non concorrere per la presidenza della Repubblica, ma di puntare all\u2019aumento del numero di Stati controllati e anche della propria rappresentanza parlamentare. Il secondo fattore che ha giocato un importante ruolo nel formarsi delle coalizioni, \u00e8 stata l\u2019entrata in vigore di una norma approvata nel 1995, ma finora non ancora operativa, secondo la quale possono concorrere all\u2019attribuzione dei seggi al Congresso solo i partiti che abbiano ottenuto almeno il cinque per cento dei voti validi nell\u2019elezione della C\u00e2mara (e in almeno nove Stati, con un minimo del due per cento in ciascuno di loro). Creato per combattere il fenomeno, piuttosto esteso in Brasile, delle formazioni del tutto irrilevanti elettoralmente ma tenute artificialmente in vita solo allo scopo di arricchirsi con la vendita ad altri partiti degli spazi di propaganda gratuita televisiva o radiofonica (che la legge elettorale prevede per tutti i competitori alle elezioni), lo sbarramento dovrebbe forse limitare la frammentazione partitica esistente in Brasile. L\u2019importanza della clausola di sbarramento, poi, si pu\u00f2 ben cogliere ricordando che il suo mancato raggiungimento comporter\u00e0 l\u2019impossibilit\u00e0 di accedere al finanziamento pubblico e la perdita del diritto agli spazi televisivi gratuiti in campagna elettorale.<\/p>\n<p>Il Brasile, come \u00e8 noto, \u00e8 una repubblica presidenziale. Ci\u00f2 vuol dire, fra l\u2019altro, che il governo non deve chiedere la fiducia al parlamento per restare in carica, ma occorre pur sempre che ottenga le maggioranze necessarie per l\u2019approvazione delle leggi, in particolare per le modifiche costituzionali che in Brasile, come in tutti gli stati di recente democrazia, sono numerose. Pertanto assume notevole importanza l\u2019esito dell\u2019elezione della C\u00e2mara e ci\u00f2 \u00e8 confermato dalle cronache politiche degli ultimi anni. Infatti, sia nell\u2019epoca di Cardoso sia con Lula alla presidenza, il governo ha spesso faticato a mantenere coesa la propria maggioranza. In particolare ci\u00f2 si \u00e8 riscontrato nel corso dell\u2019ultima legislatura, terminata con l\u2019esecutivo privo di una vera e propria base parlamentare, anche a causa degli scandali verificatisi a partire dal 2005. Fra gli studiosi brasiliani, molti accusano apertamente il sistema proporzionale a lista aperta che caratterizza l\u2019elezione della C\u00e2mara. Esso \u00e8, infatti, ritenuto incapace di rappresentare correttamente la volont\u00e0 degli elettori poich\u00e9 i seggi sono distribuiti non solo a un partito che li consegue per proprio conto, ma anche ad altri che &#8211; a livello di collegio &#8211; si siano collegati ad esso. A conferma di ci\u00f2 uno studio pubblicato dopo le ultime elezioni evidenzi\u00f2 che, su 513 deputati, solo 33 furono eletti con i propri voti, mentre tutti gli altri ottennero il seggio in virt\u00f9 dei collegamenti o del recupero dei resti. Circa l\u2019altro ramo del Congresso, il Senado, la Costituzione prevede che si rinnovi per 2\/3 in un\u2019elezione e per 1\/3 in quella successiva, in tal modo i senatori restano in carica otto anni (a differenza dei deputati, il cui mandato \u00e8 di quattro). Poich\u00e9 nel 2002 furono rinnovati 54 seggi, quest\u2019anno saranno in palio soltanto 27, uno per Stato. Fra i senatori in scadenza di mandato tredici si presentano per la conferma, ma questo ramo del Congresso avr\u00e0 sicuramente un certo tasso di rinnovamento perch\u00e9 ben 23 fra quanti hanno diritto a restare in carica fino al 2011 concorrono ad altre cariche in questa tornata elettorale e, pertanto, in ogni caso lasceranno il Senado. <\/p>\n<p>Passando all\u2019elezione dei governatori, si evidenzia il carattere eterogeneo di molte alleanze, alcune delle quali formate anche da dieci partiti (d\u2019altronde le formazioni presenti a questa competizione sono ben 29). I minuscoli Psdc e Psol sono i soggetti politici con il maggior numero di candidati, presentandosi in pratica in tutti gli Stati. Il motivo \u00e8 legato alla clausola di sbarramento, che si ritiene possa essere superata avendo pi\u00f9 candidati e, quindi, pi\u00f9 spazi di propaganda gratuita. Fra i partiti maggiori, il terzetto formato da Pt-Pcdb-Prb si presenta al completo (ovviamente accompagnato da altre formazioni) in nove Stati, fra i quali S\u00e3o Paulo, Paran\u00e1, Pernambuco, Distretto federale, Santa Catarina, Bahia e Minas Gerais (in questi ultimi due anche il Pmdb fa parte dell\u2019alleanza). Tutti i candidati governatori sono petisti. Coalizioni ristrette invece ai soli Pt e PcdB nel Tocantins (dove c\u2019\u00e8 l\u2019unico candidato comunista, Leomar Quintanilha) e nel Rio Grande do Sul, dove l\u2019ex-governatore Ol\u00edvio Dutra, sconfitto quattro anni fa, cerca una difficile rivincita. In altri otto Stati, fra cui quello di Rio de Janeiro; il Pt capeggia coalizioni pi\u00f9 o meno eterogenee, ma accomunate dalla presenza del PcdB e dall\u2019assenza del Prb. A Rio si presenta pure l\u2019unico candidato governatore di quest\u2019ultimo partito, il senatore e vescovo della Chiesa universale del regno di Dio, Marcelo Crivella. Si ritrova infine il binomio Pt-PcdB nelle coalizioni guidate dal Psb nel Rio Grande do Norte e Goi\u00e1s, mentre in Cear\u00e1 e Maranh\u00e3o si forma di nuovo il terzetto Pt-PcdB-Prb a sostegno di candidati socialisti.<\/p>\n<p>A loro volta Psdb e Pfl sono riusciti a riprodurre l\u2019alleanza che sostiene Alckmin in undici Stati (in nove il candidato governatore \u00e8 socialdemocratico, mentre in due \u00e8 del Pfl). Fra i socialdemocratici si presentano il governatore uscente del Minas Gerais, Aecio Neves, e il gi\u00e0 citato ex ministro della Salute, Jos\u00e9 Serra. Il Psdb ha poi propri candidati anche in altri otto Stati, dove per\u00f2 il Pfl non fa parte dell\u2019alleanza. Va osservato che &#8211; non essendo riusciti a formare alleanze n\u00e9 con il Pfl n\u00e9 con il Pmdb &#8211; i socialdemocratici non si presentano in alcuni Stati importanti (per esempio Bahia), mentre corrono da soli in altri (Rio). Come detto in precedenza, il Pmdb ha deciso di non presentare un proprio esponente per la corsa al Planalto e di perseguire la strategia delle \u201cmani libere\u201d (ossia formare coalizioni con il Pt in alcuni Stati, con il Psdb e il Pfl in altri), al fine di ottenere un alto numero di governatori. Candidati del Pmdb guidano cos\u00ec coalizioni dove sono presenti anche il Pt e i suoi alleati in Roraima e Paraiba, mentre in Mato grosso do Sul e Santa Catarina sono Psdb e Pfl a comparire nel cartello elettorale capeggiato da un esponente del partito centrista. Alleanza incompleta in Rondonia (dove accanto al candidato del Pmdb c\u2019\u00e8 soltanto il Psdb, ma non il Pfl), mentre il contrario si verifica in Rio grande del Norte e Tocantins. Infine questo partito si presenta da solo o in alleanza con partiti minori in otto Stati, fra i quali ci sono alcuni dei pi\u00f9 importanti: S\u00e3o Paulo (dove si candida uno degli uomini politici brasiliani dalla carriera pi\u00f9 lunga, quell\u2019Orestes Quercia che tent\u00f2 anche l\u2019elezione al Planalto nel 1994), Rio de Janeiro (qui il candidato \u00e8 Sergio Cabral), Rio Grande del Sud e Paran\u00e1 (dove Germano Ant\u00f4nio Rigotto e Roberto Requi\u00e3o, chiedono agli elettori di essere confermati). Caso a parte \u00e8 l\u2019Espirito Santo, dove il governatore uscente, Paulo C\u00e9sar Hartung (Pmdb), ha nella propria alleanza Psdb e Pfl, ma gode di fatto anche dell\u2019appoggio del Pt, che ufficialmente non ha aderito ad alcuna coalizione.<\/p>\n<p>In esordio si \u00e8 accennato ai sondaggi relativi alle presidenziali: \u00e8 quindi opportuno concludere con qualche previsione demoscopica circa le elezioni statuali. Gli istituti specializzati rilevano la continuit\u00e0 delle scelte dell\u2019elettorato, dato che ben 19 dei governatori in carica sarebbero confermati. Circa i singoli partiti il Pmdb, come largamente atteso, confermerebbe i suoi governatori nei tre Stati del Sud e si imporrebbe anche a Rio e in altri cinque Stati. Il Psdb, a sua volta, ha in Neves e Serra due vincitori quasi certi fin dal primo turno e quindi si assicurerebbe la conferma in due fra gli Stati pi\u00f9 importanti del Paese, potendo cos\u00ec condizionare Lula, magari formando un fronte con i governatori del Pmdb pi\u00f9 ostili al presidente. Inoltre i socialdemocratici hanno buone chance di successo al secondo turno in altri quattro Stati (Par\u00e1, Paraiba, Tocantins e Roraima). Il Pt \u00e8 dato favorito soltanto in Sergipe, Acre e Piau\u00ed, mentre il Psb nel Cear\u00e1 \u00e8 l\u2019unico partito che, secondo i sondaggi, ha ribaltato l\u2019esito iniziale del voto, facendo quindi fruttare al massimo la partecipazione del proprio candidato, Cid Gomes, agli spazi di propaganda gratuita radiotelevisiva. Un altro dei maggiori partiti, il Pfl, appare in pratica certo di confermare Paulo Souto a Bahia, a cui potrebbero aggiungersi altri tre governatori, essendo in lizza con buone prospettive di successo in Pernambuco, Maranh\u00e3o e nel Distretto federale.<\/p>\n<p>www.musibrasil.net<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>2042-brasile-la-seconda-volta-di-lula<\/p>\n<p>2824<\/p>\n<p>2006-1<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>20060912 16:48:00 webmaster Secondo i sondaggi Lula dovrebbe prevalere al primo turno con oltre il 50 per cento dei voti E\u2019 gi\u00e0 tutto deciso per <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=25144\" title=\"2042 BRASILE: La seconda volta di Lula\">[&#8230;]<\/a><\/p>\n<\/div>","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[109],"tags":[],"class_list":["post-25144","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-eminews-2006"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.4 - 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