{"id":24971,"date":"2006-12-30T00:00:00","date_gmt":"2006-12-30T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=24971"},"modified":"2006-12-30T00:00:00","modified_gmt":"2006-12-30T00:00:00","slug":"2231-cgie-documentazione-dei-lavori","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=24971","title":{"rendered":"2231 CGIE: DOCUMENTAZIONE DEI LAVORI"},"content":{"rendered":"<p>20061006 11:31:00 webmaster<\/p>\n<p>&#8211; La relazioni di Governo, del Viceministro Franco Danieli<br \/>\n&#8211; La relazione del COmitato di Presidenza, Segr. Gen. On Franco Narducci<br \/>\n&#8211; L&#8217;intervento dell&#8217;On. Marco Fedi<\/p>\n<p>Relazione di Governo all\u2019Assemblea Plenaria del CGIE<br \/>\nIntervento del Vice Ministro agli Affari Esteri Franco Danieli<\/p>\n<p>Care Consigliere, cari Consiglieri del Cgie,<br \/>\nsono lieto di partecipare a questa prima, importante, sessione del Cgie successiva al periodo di forzata inattivit\u00e0, una sessione che ha al centro alcuni dei nodi essenziali che riguardano, da una parte la riforma del Cgie, dall&#8217;altro alcune priorit\u00e0 che hanno diretta corrispondenza con le aspettative e le problematiche delle nostre comunit\u00e0 all&#8217;estero. I servizi consolari, la finanziaria, l&#8217;informazione e Rai International, la continuit\u00e0 operativa della Conferenza Stato &#8211; Regioni &#8211; Cgie.<br \/>\nSono certo che la vostra riflessione, arricchita dai contributi dei parlamentari eletti dai nostri connazionali all&#8217;estero, sapr\u00e0 dare continuit\u00e0 ad un impegno e alla qualit\u00e0 di un organo istituzionale che in questi anni ha positivamente operato. Consentitemi, cari consiglieri, una premessa di ordine generale prima di entrare nel merito specifico dei punti da voi trattati. La grandezza di un Paese si riconosce dalla capacit\u00e0 di ritrovarsi uniti sulle scelte e sui valori fondamentali, e questo \u00e8 vero specialmente per quanto riguarda la politica estera. Recentemente questa coesione, questo spirito, \u00e8 stato alla base della scelta condivisa che ha portato l&#8217;Italia a svolgere un ruolo propositivo e di alto profilo, sia a livello europeo che internazionale, rendendo possibile una missione, quella in Libano, certamente rischiosa ma che avevamo e abbiamo la responsabilit\u00e0 di sostenere. Una missione che ha oggi fermato un conflitto e che nel prossimo futuro speriamo contribuisca a far avanzare processi di pacificazione in una delle aree di maggiore criticit\u00e0. In Libano peraltro era attiva prima del conflitto una non trascurabile presenza di nostri connazionali, che, per primi tra i Paesi europei, siamo riusciti ad evacuare in sicurezza, nonostante le non facili condizioni operative. Oggi l&#8217;Italia, Paese fondatore dell&#8217;Unione Europea e della Nato, membro del G8 e, dal gennaio del 2007, del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, \u00e8 un Paese impegnato su pi\u00f9 fronti ed a diversi livelli e importante sulla scena internazionale: per questo \u00e8 un Paese chiamato, e pronto, ad assumersi le sue responsabilit\u00e0, in un quadro di rilancio del multilateralismo, di processi tesi a promuovere la pace e la cooperazione tra i popoli.<br \/>\nEntrando nel merito dei temi di fondo che caratterizzano il dibattito, a partire dal futuro del Cgie stesso. Ho affermato a pi\u00f9 riprese in questi giorni, e anche nel corso dell&#8217;audizione in parlamento, che per quanto riguarda il futuro del Cgie non si tratta di discutere il se, ma il come. Vorrei sollecitarvi una riflessione sulla necessit\u00e0 di tempi pi\u00f9 rapidi sulle riforme da fare, giacch\u00e8 mantenere il Cgie in una condizione pi\u00f9 o meno di &quot;stand by&quot; rischia di depotenziare la capacit\u00e0 analitica e propositiva che l&#8217;organo ha sempre avuto. Discutere se il Cgie debba esistere o no, come qualcuno, pochi in verit\u00e0, ha fatto \u00e8 inutile e ingeneroso. Il Cgie \u00e8 importante per quello che ha fatto ed a maggior ragione sar\u00e0 importante per quello che far\u00e0. E allora la vera riflessione \u00e8 sulla ridefinizione dei compiti e della natura di questo organismo, sapendo che la realt\u00e0 dell&#8217;emigrazione, e della rappresentanza istituzionale dell&#8217;emigrazione, \u00e8 profondamente cambiata con le modifiche costituzionali che hanno istituito la Circoscrizione Estero. Per questo ritengo indispensabile una riflessione sul ruolo e sul futuro del Cgie e dei Comites, e da questo punto di vista \u00e8 positivo e salutare il dibattito che avete iniziato sia in sede di Comitato di Presidenza che di Commissioni. E&#8217; ovvio che, rispetto alla riforma del Cgie, il Governo operer\u00e0 per parte sua una specifica riflessione e avanzer\u00e0 proposte conseguenti. In questa fase ritengo tuttavia utile astenermi dall&#8217;entrare nel merito, privilegiando il metodo della ricognizione e dell&#8217;ascolto e auspicando in tempi brevi la costituzione di un tavolo di confronto al quale possano sedere tutti i soggetti interessati. L&#8217;obbiettivo, lo ripeto, \u00e8 quello di sollecitare una riforma che ci consenta di rinnovare il Cgie ed i Comites per rendere questi organismi ancora pi\u00f9 dinamici e operativi. Nonostante i limiti e le riforme da fare, essi sono infatti le basi della vita democratica delle nostre comunit\u00e0, secondo un modello che alcuni Paesi hanno tentato di imitare e che \u00e8 da pi\u00f9 parti considerato vitale ed originale.<br \/>\nPer quanto riguarda le consultazioni politiche, sia quelle elettorali che quelle referendarie, hanno evidenziato un grande interesse e partecipazione da parte dei nostri connazionali all&#8217;estero per la politica italiana, smentendo clamorosamente i profeti di un apatico accoglimento del diritto sancito dalle modifiche costituzionali del 2000. Tuttavia, l&#8217;esperienza delle ultime prove ha messo in luce anche alcuni aspetti critici legati all&#8217;impostazione della legge 459 del 2001 che non si devono nascondere : difficolt\u00e0 di aggiornare in tempo reale gli indirizzi, ristrettezza dei tempi imposti dalla legge, criticit\u00e0 di alcuni servizi postali e plichi elettorali sovrabbondanti nel contenuto che generano confusione. Per questo occorrer\u00e0 giungere a modifiche della legislazione vigente, semplificando alcune procedure e variando alcuni degli stessi presupposti della legge 459. Voglio in questo senso evidenziare che il pesante carico di lavoro connesso agli adempimenti elettorali ha messo a dura prova i nostri uffici consolari, gi\u00e0 pesantemente colpiti negli anni scorsi dai tagli delle risorse umane e finanziarie.<br \/>\nCi\u00f2 ha generato, in alcuni casi, ritardi e disservizi a discapito dei nostri connazionali che richiedono giustamente una migliore qualit\u00e0 nei servizi offerti secondo quei principi di &quot;attenzione per l&#8217;utente&quot; che sono alla base dei moderni sistemi amministrativi.<br \/>\nA questo proposito, come gi\u00e0 anticipato in occasione dello scorso Comitato di Presidenza, anche se le nostre Sedi all&#8217;estero hanno dimostrato, nonostante tutto, di riuscire a gestire in maniera adeguata la duplice consultazione di aprile e giugno scorsi, si \u00e8 reso necessario avviare un&#8217;attenta riflessione sullo stato della rete diplomatico-consolare. Ho chiesto l&#8217;avvio di una &quot;mappatura&quot; di tutta la nostra rete consolare con l&#8217;obbiettivo di mettere in rilievo i principali punti di sofferenza e le necessit\u00e0 pi\u00f9 urgenti delle sedi rispetto a quanto richiesto dai loro rispettivi bacini di utenza. Se negli ultimi anni, infatti, il problema della scarsit\u00e0 di risorse \u00e8 stato in parte risolto con l&#8217;assunzione dei cosiddetti &quot;digitatori&quot;, si rende ora necessario adottare misure pi\u00f9 strutturali di riordino della rete estera. Si \u00e8 deciso quindi di avviare un&#8217;attenta analisi della situazione attuale, dei carichi di lavoro effettivi, della domanda che emerge dalle nostre comunit\u00e0 e non solo, nonch\u00e9 dell&#8217;offerta dei nostri servizi consolari. Al tempo stesso abbiamo chiesto anche ai Comites, qualora lo riterranno utile, di inviare loro valutazioni, che saranno utili ad integrare la fotografia della situazione. Abbiamo ritenuto di percorrere questa strada perch\u00e9 la conoscenza \u00e8 la prima condizione per sapere dove e cosa cambiare. I dati di questa operazione, che saranno disponibili a breve ci permetteranno di avere un quadro completo della situazione, prima di stabilire l&#8217;ordine di priorit\u00e0 degli interventi da intraprendere, con l&#8217;obbiettivo di aumentare l&#8217;efficienza ed il buon funzionamento della rete consolare.<br \/>\nLe difficolt\u00e0 croniche che la rete consolare affronta non sono tuttavia legate solo alla carenza di risorse umane. Il problema principale \u00e8 ben pi\u00f9 ampio e riguarda anche la scarsit\u00e0 di fondi per il normale funzionamento delle quotidiane attivit\u00e0 degli Uffici all&#8217;estero. Il bilancio del Ministero degli Esteri \u00e8 venuto progressivamente riducendosi nel corso di questi anni, generando difficolt\u00e0 nell&#8217;amministrazione dell&#8217;intera rete diplomatico-consolare. Alla luce anche della difficile situazione economica che sta attraversando il Paese, che non lascia sperare di poter disporre a breve scadenza di stanziamenti aggiuntivi, \u00e8 giunto il momento di riconsiderare l&#8217;organizzazione e le procedure di lavoro dell&#8217;intera Amministrazione, immaginando di apportare- se necessario &#8211; modifiche normative alle modalit\u00e0 di gestione ed introducendo un maggiore utilizzo delle nuove tecnologie disponibili.<br \/>\nIn questo contesto, si inserir\u00e0 positivamente il nuovo Sistema di Anagrafe, che permetter\u00e0 non solo un pi\u00f9 agevole lavoro di bonifica delle anagrafi consolari, ma potr\u00e0 consentire alla nostra rete all&#8217;estero di operare in maniera pi\u00f9 efficiente e rapida, grazie alle innovazioni tecniche contenute nel programma stesso. Una volta avviato ed a pieno regime, infatti, il nuovo &quot;Sistema informativo consolare&quot; permetter\u00e0 un risparmio notevole di risorse umane e finanziarie, alleggerendo i carichi di lavoro dei singoli operatori e migliorando al tempo stesso la qualit\u00e0 dei principali servizi richiesti dai nostri cittadini residenti all&#8217;estero. In merito a questo programma, sono lieto di potervi annunciare che il competente Servizio per l&#8217;informatica di questo Ministero ha gi\u00e0 stipulato il contratto con un consorzio di aziende nazionali, incaricato di creare e sviluppare il programma. Non ci aspettiamo che la nuova anagrafe possa essere pienamente attiva prima di un paio di anni, ma una volta a regime essa permetter\u00e0 di integrare fra loro i differenti servizi consolari e di interagire maggiormente e pi\u00f9 semplicemente con il cittadino e con le altre Amministrazioni statali.<br \/>\nRestando in tema di innovazioni tecniche, segnalo che abbiamo quasi completato l&#8217;invio alle nostre sedi all&#8217;estero delle apparecchiature necessarie per l&#8217;emissione del nuovo passaporto elettronico e la formazione del personale preposto al loro utilizzo. Il nostro Paese ha scelto di mantenere inalterata l&#8217;attuale organizzazione di rilascio, che non discrimina i nostri connazionali residenti all&#8217;estero rispetto a chi risiede in Italia. L&#8217;avvio del rilascio dei passaporti elettronici avverr\u00e0 a fine ottobre sia presso le Questure che presso gli Uffici consolari.<br \/>\nQuesti sforzi sono finalizzati a rispondere alle difficolt\u00e0 rinnovando la cultura dell&#8217;intervento e gli strumenti, affermando sempre pi\u00f9 la cultura del risultato, della soddisfazione dell&#8217;utente e della loro valutazione. Introducendo anche discontinuit\u00e0 laddove ci consentono di offrire un servizio pi\u00f9 adeguato a costi pi\u00f9 contenuti. Quali che saranno le scelte che assumeremo, certamente la situazione presente ci impone la responsabilit\u00e0 di cominciare ad affrontare questi temi. Ce lo chiedono i nostri connazionali e ce lo impone la logica.<br \/>\nTra le principali difficolt\u00e0 affrontate dalla nostra rete diplomatico-consolare, bisogna menzionare in particolare l&#8217;elevato numero di richieste di riconoscimento di cittadinanza, presentate soprattutto in alcune aree dell&#8217;America Latina. A tal fine, il Ministero sta studiando come meglio allocare le risorse umane e finanziare disponibili per poter affrontare nella maniera migliore possibile l&#8217;emergenza relativa al riconoscimento dello ius sanguinis. Il Governo inoltre ha presentato un disegno di legge sulla cittadinanza che rende pi\u00f9 agevole l&#8217;applicazione dello ius soli e pone criteri pi\u00f9 rigidi per l&#8217;acquisizione della cittadinanza per matrimonio intervenendo sui tempi, sulla permanenza del vincolo matrimoniale e sull&#8217;integrazione linguistica e sociale.<br \/>\nPer quanto riguarda l&#8217;informazione dell&#8217;Italia nel mondo e Rai International, si rende necessario garantire ai nostri connazionali residenti all&#8217;estero un servizio di informazione ed intrattenimento di ben altra qualit\u00e0. Nel Convegno promosso qui alla Farnesina il 24 luglio sul tema dell&#8217;informazione dell&#8217;Italia nel Mondo e Rai Internaztional abbiamo messo a confronto i diversi soggetti responsabili a vario titolo, il Ministro delle telecomunicazioni Paolo Gentiloni, il sottosegretario per le comunicazioni della Presidenza del Consiglio Riccardoi Franco Levi, esponenti del Cda della rai, la Fnsi ( Federazione Nazionale della Stampa ), la direzione e il comitato di redazione di Rai international e di Rai news 24 ecc. E&#8217; stata una grande occasione di confronto dalla quale \u00e8 poi scaturita la necessit\u00e0 e l&#8217;impegno di rispondere con strumenti operativi adeguati ad una grande necessit\u00e0 : cominciare ad affermare, per la prima volta e come fanno ormai la gran parte degli altri Paesi, un alto profilo della comunicazione dell&#8217;Italia nel mondo. E&#8217; del tutto evidente che lo strumento per raggiungere questo obbiettivo non pu\u00f2 essere Rai International, questa Rai International. Quindi anche da questo punto di vista, utilizzando anche il materiale di approfondimento analitico emerso dalla conferenza, credo sia importante che anche il Cgie rifletta e avanzi proposte sull&#8217;importante tema dell&#8217;informazione televisiva all&#8217;estero e su quella dall&#8217;estero verso l&#8217;Italia. In quest&#8217;ottica dobbiamo spingere per una nuova dimensione del servizio pubblico radiotelevisivo, allargando ai nuovi media, ricercando possibili sinergie con altre testate rai e con altre emittenti, rimotivando e riqualificando le professionalit\u00e0 esistenti, valorizzando nuove competenze e puntando a guadagnare ascolti e consensi grazie alla qualit\u00e0 del servizio anzich\u00e9 inseguendo al ribasso format di livello molto scadente. In una societ\u00e0 democratica, moderna e complessa, un servizio pubblico radiotelevisivo corrisponde ad un interesse di ordine generale per il soddisfacimento delle esigenze democratiche, sociali e culturali e quale garanzia di pluralismo, incluse le diversit\u00e0 culturali e linguistiche. E se questa \u00e8 la missione di un servizio pubblico la nostra ferma e responsabile richiesta \u00e8 che Rai International non diventi l&#8217;ambito di collocamento per chi non ha avuto soddisfazione ad altri livelli, politici o aziendali. Rai International deve diventare uno strumento di qualit\u00e0, sottratto alla lottizzazione interna ed esterna all&#8217;azienda Rai, con dirigenti che vengono scelti sulla base delle competenze e della professionalit\u00e0, che conoscono il mondo dell&#8217;emigrazione e che da questo sono riconosciute. Solo cos\u00ec sar\u00e0 possibile avviare la profonda trasformazione, il potenziamento e la valorizzazione di Rai International che potr\u00e0 cos\u00ec assumere una valenza positiva anche in considerazione del largo bacino d&#8217;utenza internazionale sul quale pu\u00f2 contare. Anche attraverso il sistema della sponsorizzazione, Rai International pu\u00f2 divenire la vetrina del Sistema Italia e del Made in Italy, promuovendo all&#8217;estero l&#8217;immagine del nostro Paese.<br \/>\nProseguendo sugli altri punti all&#8217;ordine del giorno di questa Assemblea, vorrei soffermarmi sulla questione degli interventi scolastici, argomento che so essere stato trattato anche in seno alla IV Commissione tematica del Consiglio che si \u00e8 riunita in questi giorni. L&#8217;esperienza acquisita in questo settore ci dimostra che \u00e8 necessaria una maggiore flessibilit\u00e0 negli interventi, a causa delle differenti situazioni locali, degli specifici processi di integrazione della lingua italiana nei sistemi scolastici dei Paesi ospitanti e della mutata realt\u00e0 sociale delle nostre comunit\u00e0 all&#8217;estero. L&#8217;impianto previsto dalla normativa attuale \u00e8 frutto di una visione ormai datata della presenza degli italiani all&#8217;estero, legata soprattutto al fenomeno dell&#8217;emigrazione del dopoguerra. Si rende quindi necessario proseguire la riflessione sull&#8217;adeguamento della normativa vigente in materia, gi\u00e0 avviata nel corso della scorsa legislatura, grazie anche alle idee ed alle proposte da voi formulate.<br \/>\nL&#8217;altro punto all&#8217;ordine del giorno riguarda la Finanziaria 2007. Questa finanziaria si sviluppa secondo tre principi guida strettamente inteconnessi : crescita, risanamento, equit\u00e0. L&#8217;importo complessivo della manovra \u00e8 pari a 33,4 miliardi di euro, di cui 18,6 miliardi ( circa 1,2 punti di pil ) per interventi finalizzati a promuovere la crescita, lo sviluppo economico, l&#8217;equit\u00e0 e la giustizia sociale ; 14,8 miliardi ( circa 1 punto di pil ) destinati alla riduzione del deficit. In sostanza la manovra consegue gli obbiettivi di destinare risorse consistenti per la crescita economica, avviare il risanamento strutturale dei conti pubblici, aumentare l&#8217;equit\u00e0 sociale e la protezione degli strati pi\u00f9 deboli. Ma su questo tema avete fissato uno specifico punto all&#8217;ordine del giorno nella giornata di venerd\u00ec, e in quella data potremo affrontare pi\u00f9 compiutamente l&#8217;argomento avendo a disposizione anche maggiori elementi di dettaglio. Per quanto riguarda gli italiani all&#8217;estero, come ho gi\u00e0 comunicato nella giornata di ieri, sono contento di riaffermare che nel corso dell&#8217;iter parlamentare per l&#8217;approvazione della legge finanziaria sono stati stanziati in Tabella A del Ministero Economia e Finanze per nuove finalizzazioni relative agli Italiani nel Mondo pari a 14 milioni di euro. Fondi che saranno destinati, anche alla luce delle indicazioni che i parlamentari eletti all&#8217;estero faranno pervenire, ai capitoli di spesa ritenuti prioritari per le nostre comunit\u00e0 all&#8217;estero e per la promozione del sistema Italia nel mondo. Inoltre, la disponibilit\u00e0 della stessa cifra per gli anni 2008 e 2009 (per un totale di 42 milioni di Euro) ci consentir\u00e0 di finanziare ulteriori interventi, valorizzando la pratica della programmazione e della continuit\u00e0. Considero questo un risultato soddisfacente, ancora di pi\u00f9 se consideriamo il contesto di sacrifici, e quindi di tagli, entro il quale il governo \u00e8 stato costretto ad operare per risanare l&#8217;economia e rilanciare crescita e sviluppo. Questo consente di confermare per il 2007 il bilancio 2006 con qualche modesto ma significativo aumento. Lo considero un importante segnale di attenzione verso gli italiani all&#8217;estero, finalizzato a valorizzare una risorsa strategica per il nostro Paese.<br \/>\nIn conclusione, desidero soffermarmi sui seguiti della Conferenza permanente Stato-Regioni-Province Autonome-CGIE. Proprio ieri, si \u00e8 riunita la Cabina di regia, che ha partecipato ai lavori della VI Commissione tematica del CGIE, e ascolteremo tra breve l&#8217;illustrazione dell&#8217;esito dei lavori. Ritengo comunque che questo esercizio potr\u00e0 portare ottimi risultati; infatti, come gi\u00e0 anticipato nel Comitato di Presidenza di settembre, nel difficile frangente della finanza pubblica, appare quanto mai opportuno poter non solo disporre di un quadro completo degli interventi promossi dalle Regioni e dagli enti locali a favore dei nostri connazionali all&#8217;estero, ma soprattutto avviare un&#8217;attenta riflessione sulla necessit\u00e0 di una maggiore cooperazione a livello nazionale tra i diversi attori coinvolti. In questo senso occorre rilevare il permanere di una miriade di interventi che troppo spesso si sovrappongono, si disperdono e non garantiscono continuit\u00e0, finendo con il non valorizzare i pur consistenti investimenti che molte delle Regioni d&#8217;Italia individualmente fanno nei diversi Paesi. L&#8217;efficacia dell&#8217;intervento di qualsiasi Paese dipende innanzitutto dalla sua capacit\u00e0 di fare sistema Noi continueremo a rilanciare il patto con le Regioni, a tentare di rendere i nostri rapporti pi\u00f9 stretti e continuativi, nel rispetto delle specifiche competenze e autonomie, ma consapevoli che rafforzare la collaborazione tra Regioni e amministrazione della Stato, fissare obbiettivi e strumenti comuni, superare duplicazioni di interventi e sovrapposizioni \u00e8 un obbiettivo comune il cui risultato finale \u00e8 una migliore qualit\u00e0 della spesa e una risposta pi\u00f9 efficace alle domande dei nostri connazionali all&#8217;estero.<br \/>\nVi ringrazio per l&#8217;attenzione ed auguro buon lavoro. (Franco Danieli)<\/p>\n<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;<\/p>\n<p>Assemblea Plenaria del CGIE \u2013 Relazione del Comitato di Presidenza<br \/>\nIntervento del Segretario Generale Franco Narducci<\/p>\n<p>Signor Vice Ministro, Onorevoli parlamentari, Signori rappresentanti delle Regioni e del sistema delle Autonomie, Signori rappresentanti delle amministrazioni competenti, cari colleghi del CGIE, Signore e Signori,<br \/>\ndopo una interruzione di quasi un anno \u2013 causata dalla ben nota sentenza del TAR del Lazio &#8211; torna oggi a riunirsi l\u2019assemblea Plenaria del Consiglio Generale degli Italiani all\u2019Estero. Ho voluto richiamare questo dato in apertura del mio intervento per due ragioni precise: in primis per ringraziare il Ministro D\u2019Alema, il Vice Ministro Danieli e l\u2019Ambasciatore Benedetti per l\u2019attenzione data alle nostre sollecitazioni, attenzione che ha consentito di ripristinare le condizioni di operativit\u00e0 del CGIE, e in secondo luogo per esprimere la riprovazione di moltissimi consiglieri sulla vicenda di questa pausa forzata. Noi riteniamo che non si possa congelare per quasi un anno il massimo organismo di rappresentanza delle comunit\u00e0 italiane all\u2019estero, eletto democraticamente per dare a voce agli interessi dei connazionali residenti in 36 nazioni del nostro pianeta, in aderenza ai principi affermati dagli articoli 3 e 35 della Costituzione italiana. Lo vogliamo affermare certamente non per spirito di polemica, ma per rimarcare un sacrosanto diritto che non pu\u00f2 essere scalfito dalle aspirazioni delle organizzazioni, degli Enti e delle forze politiche che concorrono ad operare nel CGIE nel numero dei consiglieri nominati con decreto del Governo. Siamo certi che l\u2019applicazione dei due criteri indicati nella sentenza del TAR &#8211; informazione estesa a tutti i potenziali interessati e rispetto dei criteri di scelta indicati dalla Legge istitutiva del CGIE &#8211;  abbiano messo il Consiglio al riparo da eventuali ulteriori rischi di bloccaggio.<br \/>\nCi eravamo lasciati un anno fa con una forte carica di entusiasmo, grazie al buon andamento e agli esiti confortanti della Conferenza Stato-Regioni-Province autonome-CGIE. Per la prima volta, infatti, avevamo registrato una sostanziale convergenza dei tre attori della Conferenza sulle linee programmatiche dell\u2019attivit\u00e0 del Governo, del Parlamento e delle autonomie locali verso gli italiani residenti all\u2019estero, line programmatiche che avrebbero dato l\u2019indirizzo operativo all\u2019attivit\u00e0 del CGIE stesso, per la \u201cvalorizzazione dell\u2019identit\u00e0 italiana nel mondo, in un contesto internazionale  attraversato da grandi trasformazioni e per valorizzare in modo organico il patrimonio umanistico della cultura nazionale e le sue acquisizioni scientifiche e tecnologiche pi\u00f9 recenti\u201d.<br \/>\nSiamo tutti convinti che si debba ripartire da quelle risultanze per realizzare le convergenze programmatiche e organizzative tra Stato e Autonomie locali per far fronte alle sfide della globalizzazione e per la costruzione di un sistema Paese in grado di collocarsi stabilmente nella competizione economica e imprenditoriale internazionale. Un sistema che ha un grande punto di forza nelle comunit\u00e0 italiane sparse nel mondo  e che richiama l\u2019esigenza di un forte coordinamento a 360 gradi tra i vari protagonisti istituzionali che concorrono a determinare gli strumenti legislativi e attuativi. Il CGIE vuole dare il proprio contributo  per la realizzazione di tali obiettivi, offrendo una possibilit\u00e0 di raccordo sistemico tra le Istituzioni italiane &#8211; nelle quali per la prima volta operano 18 parlamentari eletti dagli italiani residenti all\u2019estero &#8211; le rappresentanze di base delle comunit\u00e0 italiane all\u2019estero, il tessuto associativo e i nuovi soggetti apparentati con l\u2019Italia o attratti dal nostro patrimonio culturale.<br \/>\nCoerentemente con la terza determinazione assunta dalla seconda plenaria nello scorso mese di novembre, la seconda parte della giornata odierna sar\u00e0 dedicata alla Conferenza permanente Stato-Regioni-Province autonome CGIE e sar\u00e0 l\u2019occasione per ripartire e avviare la fase realizzativi delle altre determinazioni approvate.<br \/>\nL\u2019ordine del giorno dell\u2019Assemblea prende del resto in esame molte questioni di rilievo sulle quali non intendo addentrarmi per non sottrarre tempo ai lavori complessivi ed evitare ripetitivit\u00e0 inutili.<\/p>\n<p>La rappresentanza parlamentare eletta all\u2019estero<br \/>\nMi sia consentito, tuttavia, di dedicare qualche minuto al fatto straordinario rappresentato dalla presenza dei 18 parlamentari eletti nelle ripartizioni elettorali estero, tra i quali \u00e8 numerosa la presenza di Consiglieri del CGIE. Parlamentari messi subito sotto osservazione, perch\u00e9 al Senato hanno concorso a determinare la maggioranza che rende possibile l\u2019azione del Governo Prodi e dell\u2019Unione.<br \/>\nIo credo che al di la di questa condizione sicuramente importantissima, non vi sia stata ancora una riflessione approfondita  sul significato della nostra presenza nel Parlamento, per esempio sotto il profilo politico e sulla portata che tale presenza comporta, e sicuramente non pari all\u2019effetto  suscitato nelle nazioni in cui siamo stati eletti. Siamo stati immediatamente assorbiti dalle priorit\u00e0 dettate dall\u2019azione del Governo, ma non abbiamo trascurato di affermare continuamente la forza propulsiva delle comunit\u00e0 italiane e la portata di un patrimonio che supera di gran lunga la dimensione elettorale.<br \/>\nL\u2019esercizio del voto politico all\u2019estero ha posto fine alla lunga battaglia condotta i Parlamento, dagli organismi di rappresentanza e dall\u2019associazionismo italiano. Nonostante le polemiche scatenate all\u2019indomani dell\u2019operazione elettorale, resta un fatto importantissimo: centinaia di migliaia di persone si sono mobilitate in ogni parte del mondo, non solo in termini di partecipazione al voto, ma in dibattiti, conferenze, occupazione di spazi mediatici, suscitando dapprima curiosit\u00e0 e poi grande interesse nelle societ\u00e0 locali, facendo parlare di questo strano Paese che in un colpo solo \u00e8 apparso come il pi\u00f9 innovativo in materia di esercizio dei diritti politici.<br \/>\nMolto dipende ora dagli eletti e dalla capacit\u00e0 che sapranno trasmettere per rendere vivo e produttivo il patrimonio italiano nel mondo.<\/p>\n<p>Le comunit\u00e0 italiane nel mondo<br \/>\nSiamo in una fase di grandi e radicali cambiamenti e la globalizzazione non ha modificato soltanto realt\u00e0 economiche e industriali che parevano inattaccabili, ma ha inciso notevolmente anche sui sistemi di tutela del cittadino. Sulla frontiera dei nuovi processi di innovazione tecnologica e di riorganizzazione economica e sociale che interessano milioni di persone, incontriamo i nuovi migranti che partono dall\u2019Italia, immersi nei processi d\u2019internazionalizzazione: giovani in mobilit\u00e0 alla ricerca di uno sbocco professionale, studenti a vario titolo, studiosi e ricercatori che danno consistenza ad un\u2019emigrazione di alto livello, in costante aumento soprattutto in determinati Paesi, ma anche i protagonisti delle Business Community italiane.<br \/>\nLe dinamiche complesse di tali processi e le spinte generate dalla ricerca di competitivit\u00e0 sollecitano pi\u00f9 che in passato l\u2019intera rete di presenza organizzata delle comunit\u00e0 italiane all\u2019estero, in particolare per le opportunit\u00e0 che offrono in termini di sviluppo a livello locale e in un\u2019ottica transnazionale, ma anche per le risposte che occorre dare ai nuovi bisogni di tutela che emergono nei nuovi contesti.<br \/>\nAbbiamo sottolineato da anni il carattere di risorsa della diaspora italiana nel mondo, e ci siamo battuti affinch\u00e9 le istituzioni del nostro paese ne riconoscessero e cogliessero la soggettivit\u00e0 plurima che esprime, di risorsa cio\u00e8 per le societ\u00e0 che hanno accolto i nostri concittadini, di risorsa per il nostro paese e in particolare per le comunit\u00e0 regionali di provenienza, e di risorsa strategica nel tempo della globalizzazione. Un tempo che come sottolinea instancabilmente Piero Bassetti impone un livello adeguato di governance globale, utilizzando appieno il contributo che pu\u00f2 offrire la diaspora italiana etnico-linguistico e giuridico-istituzionale, ma anche ampiamente culturale.<br \/>\nIn tal senso, noi crediamo che la globalizzazione abbia dato maggiori responsabilit\u00e0 alle Regioni nel predisporre le condizioni di competitivit\u00e0 del territorio che governano, avendo consapevolezza di quanto sia reale e consistente l\u2019intreccio economico tra i cittadini emigrati e la loro Regione di origine. <\/p>\n<p>Assistenza e tutela dei diritti<br \/>\nNon si pu\u00f2 qui tralasciare di richiamare ancora una volta la condizione drammatica in cui versano molti nostri connazionali emigrati in paesi che attraversano una fase difficile e una pesante crisi dei loro sistemi di sicurezza sociale, cos\u00ec come occorre riflettere sui nuovi bisogni di tutela che nascono dai cambiamenti sopra illustrati, di cui si stanno facendo carico la nostra rete consolare e soprattutto gli Enti di Patronato.<br \/>\nNelle ultime settimane l\u2019INPS ha avviato la nuova campagna reddituale in Italia e nel mondo per la rideterminazione degli importi pensionistici  spettanti agli interessati e per accertare gli eventuali indebiti. E ancora una volta si rivela preziosissima la rete di presenza degli Enti di Patronato nel mondo, che consente all\u2019INPS di condurre la campagna RED con un buon grado di successo, senza nemmeno contropartite sul piano del riconoscimento del lavoro svolto. Gli Enti di Patronato hanno svolto e svolgono ancora la funzione compensativa per i servizi che lo Stato non \u00e8 in grado di garantire, risparmiando in tal modo un ulteriore appesantimento alla rete consolare. Io credo che su questo delicato settore dobbiamo offrire una riflessione seria alle Istituzioni e alle forze politiche e dobbiamo condannare gli attacchi strumentali ai Patronati, che anche alcuni Parlamentari eletti all\u2019estero vorrebbero sopprimere. Lo dobbiamo fare ricordando loro anzitutto che il finanziamento dei Patronati \u00e8 fatto con i soldi dei lavoratori, attraverso il prelievo dello 0,226% del gettito dei contributi previdenziali versati agli Enti previdenziali, in applicazione dell\u2019art. 13 della Legge 152.<br \/>\nRespingiamo anche l\u2019idea che i patronati possano funzionare coma \u201cConsoli onorari\u201d, pagati per il lavoro svolto. I servizi erogati ai nostri concittadini devono rimanere gratuiti, perch\u00e9 i lavoratori li pagano gi\u00e0 a monte.<br \/>\nVogliamo cogliere l\u2019opportunit\u00e0 di ascolto diretto che ci offre la presenza del Vice Ministro Danieli, per ribadire l\u2019urgenza della piena applicazione dell\u2019articolo 12 della gi\u00e0 citata legge 152 al fine di rendere operanti le convenzioni tra la rete consolare e gli Enti di Patronato. Le convenzioni previste dal legislatore non sottraggono compiti e competenze ai consolati, ma evidenziano la necessit\u00e0 di interventi orientati all\u2019esercizio di una cogente sussidiariet\u00e0 istituzionale per far fronte alle diverse situazioni create dalla riorganizzazione della rete consolare e relativi riflessi sugli organici del personale, e in buona parte dai nuovi compiti affidati alla rete stessa non solo per la gestione delle procedure tecnico-organizzative attinenti all\u2019esercizio del voto all\u2019estero, bens\u00ec per la delicata area dei flussi migratori verso l\u2019Italia e per l\u2019applicazione della normativa prodotta con il trattato di Schengen.<br \/>\nSiamo inoltre tutti consapevoli dell\u2019importanza costituita dalla nuova missione e del ruolo fondamentale delle nostre strutture all\u2019estero per far fronte alle diverse situazioni create dalla globalizzazione nelle realt\u00e0 geografiche ed economiche che hanno accolto grandi comunit\u00e0 italiane e per l\u2019impulso che ne deve derivare alla costruzione del sistema Italia. Tanto pi\u00f9 guardiamo con preoccupazione ai progetti cosiddetti di ottimizzazione della rete, che non possono in nessun caso tradursi in smobilitazione e ridimensionamento, anche se siamo consapevoli dello sforzo enorme che sta facendo il nostro Paese per rimettere in ordine i conti della finanza pubblica  e per rilanciare lo sviluppo economico e imprenditoriale.<br \/>\nMa vede caro Vice Ministro, noi siamo convinti che ogni euro sottratto alla promozione della lingua e della cultura italiana, ogni ulteriore riduzione della presenza dello Stato all\u2019estero, presenza che ha subito in questi ultimi anni una pesante cura di snellimento sotto il profilo del personale, si traduce in definitiva in minori entrate per il nostro Paese su altri versanti. Vorrei qui richiamare la cospicua mole di risorse generate dalla rete consolare, che sono incamerate in gran parte dall\u2019erario e in minima parte restituite al mittente. Abbiamo apprezzato la sensibilit\u00e0 del Ministro D\u2019Alema quando ha inciso sulla decisione di non centralizzare l\u2019emissione del nuovo passaporto biometrico, lasciando cha siano i consolati ad occuparsene. \u00c8 un\u2019attestazione di comprensione verso le esigenze dei nostri connazionali emigrati e siamo convinti che la Sua sensibilit\u00e0 e conoscenza dei problemi  sar\u00e0 decisiva anche in questo momento in cui tutte le attenzioni sono concentrate sulla Legge finanziaria e di bilancio 2007.<br \/>\nCentinaia di migliaia di cittadini italiani emigrati hanno investito i loro risparmi in Italia per costruire una casa che utilizzano poche settimane all\u2019anno, per lo pi\u00f9 durante le vacanze. Pagano l\u2019ICI e la tassa per lo smaltimento dei rifiuti urbani e non capiscono per qual ragione sia stata abolita l\u2019estensione ai cittadini italiani residenti all\u2019estero della \u201cno tax area\u201d, obbligandoli &#8211; se non sar\u00e0 riconsiderata la decisione &#8211; a produrre carte, dichiarazioni, estratti catastali, ecc., aggravando la mole di lavoro per l\u2019amministrazione senza che lo Stato ne trarr\u00e0 benefici materiali. Parimenti, gli italiani emigrati che hanno pensioni minime, nell\u2019ordine di qualche centinaio di Euro, si vedranno detratto mensilmente dall\u2019INPS il 23% con complicate procedure di rimborso, per altro non possibile nei paesi con i quali non \u00e8 stata stipulata una convenzione sulla doppia imposizione fiscale. Il Governo ha accolto un ordine del giorno presentato all\u2019atto della votazione sul decreto Bersani, mirato al ripristino della no tax area anche pei cittadini italiani all\u2019estero, vogliamo ora auspicare che ne tenga conto nella Legge finanziaria 2007.<\/p>\n<p>Il futuro del CGIE<br \/>\nConcludo il mio intervento richiamando l\u2019attenzione di tutti i consiglieri sulla riflessione riguardante il futuro del CGIE. All\u2019argomento abbiamo riservato una spazio di dibattito specifico, e dunque mi limiter\u00f2 a brevissime considerazioni. Siamo stati i primi a sostenere che allorch\u00e9 avremo avuto la rappresentanza parlamentare eletta all\u2019estero, occorreva ripensare il CGIE nei suoi compiti, funzioni, articolazione, composizione numerica e funzionamento. Abbiamo nello steso tempo sostenuto con decisione la necessit\u00e0 e l\u2019importanza di questo organismo e delle sue dimensioni consultive, programmatiche, d\u2019indagine e propositive, seppure &#8211; come detto &#8211; in una cornice aggiornata.<br \/>\nAlle persone che nelle ultime settimane hanno auspicato incautamente la soppressione del CGIE, dico soltanto facciamo una valutazione retrospettiva del lavoro fatto dal Consiglio dal 1991 ad oggi e allora io sono profondamente convinto che simili affermazioni sarebbero respinte dai fatti. Nel frattempo abbiamo rettificato le inesattezze messe in circolo sui costi del CGIE, chiarendo nel contempo che il nostro capitolo di bilancio ha contribuito pi\u00f9 volte a far fronte ad altre emergenze finanziarie, per esempio sul versante dell\u2019assistenza diretta fornita ai connazionali indigenti, sotto forma di convenzioni ospedaliere e farmaceutiche, oppure, per rendere possibili le elezioni dei COMITES. Il tutto evidentemente con le debite variazioni di spese a partire da questo alveo, il CGIE del futuro deve svolgere un forte ruolo di consulenza e di raccordo. Non \u00e8 condivisibile, a mio vedere, l\u2019opinione di chi sostiene che i parlamentari eletti all\u2019estero debbano avere un rapporto diretto con i Comites, equivalente ad una visione marcatamente assistenziale della politica.<br \/>\nNon entro nel merito di temi fondamentali come la legge sulla cittadinanza, riforme delle leggi che regolano gli interventi scolastici all\u2019estero, l\u2019imminente pubblicazione dell\u2019avviso 2006 per gli interventi di formazione professionale, l\u2019informazione ed altri aspetti toccati ampiamente nella relazione del Vice Ministro Danieli.<br \/>\nConcludo veramente, con un richiamo doveroso al processo d\u2019integrazione europea, a partire dalla carta costituzionale. L\u2019integrazione \u00e8 un processo fondamentale per il rilancio dell\u2019unione Europea. Considerando inoltre che nei Paesi dell\u2019UE vivono altre 2.000.000 milioni di cittadini italiani per evitare le derive a cui abbiamo assistito in questi ultimi anni, in particolare sui temi della pace e della guerra, ma anche sul piano dell\u2019economia.<br \/>\nBuon lavoro a tutti. (Franco Narducci)<\/p>\n<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;- <\/p>\n<p>Intervento di Marco Fedi all\u2019Assemblea Plenaria<br \/>\nL\u2019investimento nel CGIE va in direzione di un rafforzamento del sistema Italia<\/p>\n<p>ROMA \u2013 \u201cCredo che i componenti di questo Consiglio abbiano ampiamente dimostrato negli anni, fin dal primo insediamento di questo insostituibile organismo di rappresentanza delle comunit\u00e0 italiane all\u2019estero, di avere una visione alta della politica, di saper costruire proposte e risposte da presentare alle Istituzioni, di porsi l\u2019obiettivo di migliorare la presenza del sistema Italia all\u2019estero, con le nuove realt\u00e0 dettate dalle mobilit\u00e0 sociali e gli obblighi di tutela dei diritti di cittadinanza che riguardano tutti i nostri connazionali all\u2019estero. Non abbiamo timore, quindi, nel dire che questo costo della politica di rappresentanza \u00e8 un buon investimento politico. Lo diciamo anche a chi si pone domande, giuste, nelle istituzioni, a cominciare dalle aule parlamentari, fino ai mezzi d\u2019informazione e la societ\u00e0 civile, sul costo della politica.<br \/>\nOggi possiamo dire che l\u2019investimento nel CGIE va in direzione di un rafforzamento del sistema Italia. Siamo convinti che vada riformato, per rafforzarne il collegamento con le istituzioni, con le Regioni e con tutte le autonomie locali: lo strumento fondamentale della Conferenza permanente Stato-Regioni-PA-CGIE deve trasformarsi, anche perch\u00e9 \u00e8 in questa sede che si decidono le linee programmatiche di tutta l\u2019attivit\u00e0 a favore delle comunit\u00e0 all\u2019estero. Un CGIE pi\u00f9 forte \u00e8 un organismo di rappresentanza che continua anche a svolgere un\u2019azione conoscitiva per capire le grandi trasformazioni in atto, i bisogni di comunit\u00e0 integrate ma desiderose di costruire legami culturali ed economico-commerciali, le necessit\u00e0 di vaste comunit\u00e0, non solo nelle aree pi\u00f9 povere del mondo ma anche in Europa, che chiedono tutele, servizi e politiche tese a favorire l\u2019integrazione.<br \/>\nHo annunciato le mie dimissioni dal CGIE, che saranno esecutive in tempo utile per la prossima assemblea elettiva,  poich\u00e9 convinto della necessit\u00e0 che ciascuno svolga bene il proprio lavoro: la rappresentanza parlamentare \u00e8 oggi chiamata a farlo in Parlamento. Posso garantire l\u2019assoluta determinazione a lavorare sempre e comunque con il Consiglio, a partire dalle riflessioni che dobbiamo fare insieme sulle priorit\u00e0 verso cui destinare le risorse aggiuntive, dopo la sostanziale conferma dei capitoli di bilancio a favore delle nostre comunit\u00e0 nel mondo.<br \/>\nCredo che comunque si renda necessaria una attenta riflessione sulla manovra di bilancio nel suo complesso. L\u2019impianto \u00e8 convincente: riforme nella spesa pubblica e nella gestione della pubblica amministrazione, riduzione del debito, attenzione alle fasce pi\u00f9 deboli ed investimenti per la crescita economica. Se si considerano l\u2019attuale fase economica e la difficile situazione di bilancio credo che si possa esprimere una valutazione positiva. L\u2019investimento per le comunit\u00e0 all\u2019estero assume maggior rilievo e risponde alle giuste valutazioni espresse dal Ministro D\u2019Alema e dal Vice Ministro Danieli. Una politica estera che \u00e8 sempre pi\u00f9 attenta a tutto il mondo, anche alle realt\u00e0 dell\u2019Asia, dell\u2019America Latina, dell\u2019Africa e con le politiche di cooperazione, l\u2019azione per la pace e lo sviluppo e la convinta partecipazione, da italiani ed europei, alle missioni di pace \u2013 con questa politica estera \u2013 il sistema Italia si rafforza, le opportunit\u00e0 economiche si rafforzano, il rapporto con le comunit\u00e0 all\u2019estero \u00e8 pi\u00f9 forte.<br \/>\nLa forza di questo rapporto si misura, per\u00f2, anche su altri provvedimenti, sui quali comunque intraprenderemo iniziative parlamentari, a partire dal ripristino della \u201cno tax area\u201d per i residenti all\u2019estero e dalla sanatoria sugli indebiti pensionistici INPS.<br \/>\nAbbiamo iniziato, insieme, un percorso per arrivare ad un progetto di legge sulla riforma della legge sulla cittadinanza. Crediamo si possano fissare gli obiettivi per una convenzione MAE-Patronati, affinch\u00e9 questi ultimi diventino davvero \u201ccomplementari\u201d alla rete consolare per una serie di servizi ai connazionali all\u2019estero.<br \/>\nRitengo che anche sulla rete consolare siamo tutti chiamati ad una profonda e seria riflessione, ognuno con le proprie responsabilit\u00e0.<br \/>\nIl dibattito su Rai International, infine, deve trasformarsi in una occasione di ulteriore confronto con il consiglio di amministrazione della Rai, al quale competono le decisioni, ed al quale non dobbiamo far mancare le nostre ulteriori valutazioni, critiche e proposte. (Marco Fedi)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>2231-cgie-documentazione-dei-lavori<\/p>\n<p>3011<\/p>\n<p>2006-1<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>20061006 11:31:00 webmaster &#8211; La relazioni di Governo, del Viceministro Franco Danieli &#8211; La relazione del COmitato di Presidenza, Segr. Gen. 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