{"id":24652,"date":"2006-12-30T00:00:00","date_gmt":"2006-12-30T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=24652"},"modified":"2006-12-30T00:00:00","modified_gmt":"2006-12-30T00:00:00","slug":"2556-tito-pulsinelli-il-rackett-di-bush","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=24652","title":{"rendered":"2556 Tito Pulsinelli: IL RACKETT di BUSH"},"content":{"rendered":"<p>20061213 12:10:00 webmaster<\/p>\n<p>di Tito Pulsinelli (da Caracas)<\/p>\n<p>Il (man)rovescio elettorale di Bush \u00e8 il primo nodo \u2013ad alto valore simbolico- che viene al pettine del rackett petrolifero-armamentista che finanzi\u00f2 la sua scalata al vertice politico degli Stati Uniti. Questo rackett, vorace e cinico, \u00e8 andato assai oltre il fisiologico darwinismo sociale che sostanzia il liberismo in qualsiasi latitudine.<br \/>\nNon si \u00e8 accontentato del ruolo di anti-Robin Hood: rubare la spesa sociale destinata ai poveri per distribuire diminuzioni fiscali ai ricchi. No, il rackett pensava in grande ed agiva di conseguenza: ha praticamente trasferito il grosso del bilancio statale alle guerre, all\u2019armamentismo e alle \u201cricostruzioni\u201d.<\/p>\n<p>Questo succulento assegno in bianco \u00e8 stato girato integralmente ai compari, cio\u00e8 al comitato d\u2019affari che finanzi\u00f2 le due campagne elettorali di Bush. Fino agli estremi di una corruzione di tipo \u201cbananero\u201d.<br \/>\nBizzarri assai questi ultras, apostoli del liberismo universale che vivono esclusivamente dello Stato, con bilanci approvati in clima di emergenza, leggi speciali e sospensione dei diritti civili. Guarda caso, il vasto comparto delle armi \u00e8 un settore protetto dell\u2019economia, che gli Stati Uniti hanno sempre escluso dal dogma della concorrenza e del mercato aperto.<\/p>\n<p>Eppure, all\u2019inizio Bush era un Presidente debole, uscito da un\u2019elezione truffaldina, grazie ai maneggi del fratellino Jeb in Florida e della mafia dei fuoriusciti cubani, specialisti con post-master in imbrogli elettorali. Grazie alla Corte Suprema di Giustizia, con membri -praticamente vitalizi- tutti di nomina presidenziale, Bush ottiene la prima carica istituzionale. Giudici designati da Reagan e da papi Bush.<br \/>\nEra un potere dalle basi precarie, ma l\u201911 settembre cambia radicalmente il panorama, il rackett mette a segno un auto-golpe tra il plauso universale. Miracolo delle nuove tecnologie e delle reti della comunicazione a propriet\u00e0 iper-concentrata. Poi passa a una rapida riprogettazione delle istituzioni, alla misura degli interessi del 5% della cittadinanza e di un espansionismo estremista e velleitario.<\/p>\n<p>Sotto la sferza immaginaria del \u201cnemico esterno\u201d, il rackett impone alla plebe la dissociazione psicotica, paranoia intensa e diffusa, riduzione drastica dei diritti individuali, azzeramento dello spazio di manovra per la critica sociale.<br \/>\nChi infrange sistematicamente la legalit\u00e0 internazionale \u00e8 ovvio che non ha scrupoli per passare come un rullo compressore sulla plebe domestica. Dopo la tortura di contrabbando, camuffata, il rackett esige una normativa che ne sancisca la liceit\u00e0. I legislatori dicono ok, e dall\u2019Europa dei Lumi e dalla terra di C. Beccaria, classi dirigenti cieche e sordomute, continuano a chiamarla democrazia, e certuni anche Grande Democrazia. Erano i tempi della \u201cguerra infinita\u201d e della caccia al mullah Omar tra le montagne afgane. Tempi di cieco furore, trionfalismo, dosi goebbelsiane di propaganda bellica, del stai con me o sei mio nemico. <\/p>\n<p>Mentre il mullah Omar iniziava l\u2019epica e inconclusa fuga in motocicletta, i Paesi europei diedero corpo e linfa a quella nuova NATO, sottoscritta alla chetichella durante i bombardamenti di Belgrado. Non \u00e8 pi\u00f9 un\u2019alleanza militare difensiva, il mondo intero deve essere un \u201catlantico del nord\u201d, massime quando le civilt\u00e0 sarebbero in \u201cscontro\u201d indotto. Perci\u00f2 gli europei partecipano alla vendetta del rackett contro l\u2019inerme Afganistan, promosso  a pericolo pubblico planetario.<br \/>\nIn corso d\u2019opera mut\u00f2 l\u2019iniziale motivazione della guerra, rimpiazzata dall\u2019urgenza filantropica di \u201cesportare democrazia\u201d (sic), in una terra dove lo Stato non \u00e8 mai esistito. Una forma originale, senza Stato, senza partiti, solo con basi militari, oppio, oleodotti e bombardamenti. <\/p>\n<p>La venalit\u00e0 e la vocazione atavica al saccheggio piratesco, sposati al delirio di onnipotenza unilaterale, portarono ad una ragion di Stato ed una geopolitica con il petrolio come asse esclusivo. Gli interessi aziendali del rackett dominante, trasformati in meta strategica e politica di Stato, appena malamente camuffati dagli ideologismi rupestri dei neocons. Siamo all\u2019arrembaggio per il monopolio mondiale delle fonti energetiche, sostenuto da spese militari esponenziali a carico dall\u2019erario pubblico. E\u2019 la nuova pietra filosofale per soddisfare la bulimia dei grandi elettori di Bush.<\/p>\n<p>Dopo due tentativi andati a vuoto per coprirsi le spalle, tra l\u2019aprile e il dicembre del 2002 (un golpe classico e un sabotaggio dell\u2019industria petrolifera venezuelana), il rackett si vede costretto a rompere ogni indugio e lanciarsi proditoriamente all\u2019avventura in Mesopotamia. D\u2019altronde la NATO disse no, cos\u00ec pure Francia e Germania, unici depositari di una visione degli interessi strategici europei, soprattutto nei momenti burrascosi.<br \/>\nSembrava una cavalcata trionfale, \u00e8 diventata una marcia funebre: la sconfitta pi\u00f9 grave, che mette in secondo piano persino la ritirata dalla Corea nel 1954 e la fuga dal Vietnam. Non \u00e8 di molto ausilio l\u2019alta macelleria sperimentata da J. Negroponte in Centroamerica , con full squadroni della morte e big terrorismo di Stato. Negroponte ora \u00e8 capo dei capi di tutte le riunificate polizie imperiali segrete.<\/p>\n<p>In Iraq, per\u00f2, le truppe di occupazione muovono la macchinaria bellica con benzina importata dal.. Kuwait. Il petrolio, in otto anni \u2013nonostante l\u2019uso delle riserve strategiche- ha moltiplicato per dieci il suo valore, riempiendo i forzieri russi, iraniani e venezuelani, che comiciano a giocare su tutto lo scacchiere mondiale.<br \/>\nQuando il barile aumenta di  un dollaro, a Caracas entra un miliardo di dollari annuale addizionale, e a Teheran quasi il doppio. Il FMI diventa prescindibile, cos\u00ec pure altri organismi multilaterali sedimentati nel 1946; il dollaro dall\u2019anemia passa alla leucemia, la Cina \u2013il competitore globale pi\u00f9 pericoloso- si \u00e8 gi\u00e0 garantita l\u2019autonomia energetica per i prossimi 30 anni. <\/p>\n<p>La Russia non va al tappeto come pronosticavano gli allibratori globali, ma rinazionalizza gli idrocarburi, mette in riga oscuri oligarchi venuti dal nulla, azzera il debito estero, e con la Cina fonda l\u2019Organizzazione del Patto di Shangai. Da iniziale contrapeso all\u2019estremismo  unipolare del rackett, oggi \u00e8 un blocco di potere commerciale, finanziario e militare che raccoglie vari Paesi asiatici (incluso il Kazakstan ricco di idrocarburi). L\u2019India ed Iran sono nella sua orbita immediata. Le nuove basi militari degli Stati Uniti in questa zona, sono poco pi\u00f9 che sperduti avamposti nelle distese percorse con gloria da Gengis Kahn. <\/p>\n<p>La guerra contro l\u2019Iraq, pre-fabbricata per gli appetiti corporativi del rackett, \u00e8 un buco nell\u2019acqua. La breve stagione unipolarista \u00e8 durata il tempo di un\u2019eclisse, ed ha fatto emergere vari blochi regionali, tra cui quello sudamericano. L\u2019intreccio del petrolio-gas (russo, iraniano e venezuelano), con l\u2019eccedente dollarizzato dell\u2019export cinese e gli armamenti russi, \u00e8 una combinazione di fattori che ha cominciato a ridisegnare la mappa geopolitica. Ci sono mezzi finanziari, risorse, autonomia, alleanze e strumenti di deterrenza idonei per difenderle.<\/p>\n<p>La superiorit\u00e0 bellica nei cieli e nello spazio si \u00e8 dimostrata non determinante per la conquista e l\u2019espropriazione delle materie prime di un territorio nazionale, ancor meno quelle di un blocco regionale. Il rackett che proclamava urbi et orbi la capacit\u00e0 di vincere due guerre combattute contemporaneamente, in due continenti diversi, \u00e8 costretto a passare alla NATO la patata bollente dell\u2019Afganistan.Washington si libera del comando delle operazioni: \u00e8 difficile gestire due sconfitte parallele, e preparare due ritirate contemporaneamente. <\/p>\n<p>La Corea del nord sfida apertamente il club nucleare della \u201cnon proliferazione\u201d, ora ha l\u2019atomica e i vettori per lanciarla oltre il Giappone. L\u2019Iran continua imperterrito a rivendicare il diritto all\u2019energia nucleare per l\u2019uso civile. Gli Stati Uniti rimangono soli, perch\u00e8 Cina e Russia non si sommano a sanzioni che non siano puramente simboliche, persino i sudcoreani non gradiscono.<br \/>\nL\u2019Unione Europea non pu\u00f2 mentire a lungo, innanzitutto a s\u00e8 stessa, n\u00e8 persistere nella schizofrenia: l\u2019Iran \u00e8 un grande mercato del suo export, oltre che un decisivo fornitore di energetici.<\/p>\n<p>Le marine militari che accompagnano la flotta da guerra degli Stati Uniti di fronte alle coste iraniane, sono state testimoni dirette del lancio di 3 nuovi modelli di missili mare-mare, in grado di coprire l\u2019intero stretto di Hormuz. Gli iraniani hanno dimostrato la capacit\u00e0 di colpire il traffico delle petroliere nel Golfo Persico, vale a dire il 23% dell\u2019approvigionamento degli Stati Uniti, oltre a quello europeo. Bisogna convenire che si tratta di qualcosa di pi\u00f9 sofisticato dei \u201ckatiuscia\u201d lanciati dai libanesi, che pure misero in grave difficolt\u00e0 gli \u201cinvitti\u201d invasori israeliani.<\/p>\n<p>Il rackett ha messo a nudo, oltre alla velleit\u00e0 di un governo, la credibilit\u00e0 di una dottrina strategica e l\u2019impraticabilit\u00e0 dell\u2019egemonismo assoluto. Gli Stati Uniti non sono in grado di fare il direttore d\u2019oschestra del pianeta, devono cercare un altro ruolo, e svolgere una funzione differente nel nuovo assetto multipolare.Chi esibisce il debito pi\u00f9 grande ed importa pi\u00f9 di quello che esporta, non pu\u00f2 pretendere di fare il poliziotto del pianeta.<\/p>\n<p>E\u2019 problem\u00e1tico, per\u00f2, tornare al vecchio egemonismo condiviso con i soci minori, perch\u00e8 il Giappone e il blocco europeo sono ormai concorrenza produttiva, finanziaria e monetaria. I tempi della Trilaterale appartengono ad un passato abbastanza remoto, e \u201coccidente\u201d \u00e8 diventato solo un sinonimo di neoliberismo o di capitalismo finanziario, con scarsa sostanza geopolitica.<br \/>\n N\u00e8 gli Stati Uniti possono ripiegare allo storico isolazionismo, abbandonato quando si sostitu\u00ec al tramontato impero spagnolo appena estromesso da Cuba e dalle Filipine. In poco pi\u00f9 di due secoli ha esaurito le ingenti risorse naturali di un Paese-continente, ora dovrebbe raschiare il barile o sciogliere i ghiacciai dell\u2019Alaska. Hanno bisogno del mondo, per\u00f2 le regole del gioco non potranno pi\u00f9 essere le stesse.<\/p>\n<p>E\u2019 reale un impero basato solo sulla superiorit\u00e0 militare? Esercitata, per di pi\u00f9, come pedagogia dissuasiva solo contro i pesi piuma (Grenada, Panama)? Sono passati 60 anni dall\u2019ultima guerra vera combattuta, quella terminata nel 1945, vinta in tandem con l\u2019Unione Sovietica (senza atomica). Nel frattempo, c\u2019\u00e8 stato solo il fiasco in Corea e in Vietnam. La prima guerra contro l\u2019Iraq \u00e8 stata combattuta e finanziata da una costellazione di nazioni. Agli uni le spese, ad altri la \u201cgloria\u201d. Anche la distruzione della Yugoslavia \u00e8 stata possibile solo con l\u2019inqualificabile complicit\u00e0 di Bruxelles.<\/p>\n<p>Il dollaro, senza copertura aurea dal 1971, oggi \u00e8 espressione di una economia primus inter pares, grazie soprattutto alla forza delle armate e alle rendite di posizione che ne derivano. Per essere credibili, queste devono essere convincenti, cio\u00e8 vincere sui campi di battaglia. Altrimenti il valore reale dei segni monetari e finanziari torna alle materie prime, che infatti stanno aumentando le loro quotazioni. E gli assi di equilibrio stanno variando a favore dei blocchi regionali del nuovo firmamento multipolare.<\/p>\n<p>In questo nuovo quadro, sconcerta l\u2019ingenuit\u00e0 dimostrata in Finlandia dai  leader politici europei, quando ritennero di spaventare la Russia perch\u00e8 il \u201cpetrolio e il gas non si possono mangiare\u201d. Putin ha una lista d\u2019attesa di  clienti eccellenti, e sta gi\u00e0 costruendo le nuove strutture per i rifornimenti verso la Cina e il Pacifico. Altrettanto fa l\u2019Iran con India e Cina, e il Venezuela verso il Brasile e il subcontinente. Il mercato \u201coccidentale\u201d non \u00e8 pi\u00f9 imprescindibile, la dipendenza sar\u00e0 reciproca, sicuramente non \u00e8 pi\u00f9 unilaterale. Chi dipende da chi?<br \/>\nBruxelles deve decidere se continuare ad accodarsi alle avventure nel mondo promosse dal rackett di Bush -sempre e solo contro i loro diretti fornitori!- oppure guardare il mappamondo, e convincersi che \u00e8 pi\u00f9 vantaggioso accordarsi con gli iraniani e i russi. La cosa pi\u00f9 puerile, in ogni caso, \u00e8 il mercimonio dei diritti umani a cambio d\u2019affari.<br \/>\nIl rackett, invece, non ha nulla da perdere con embarghi o ritorsioni contro l\u2019Iran, visto che gli Stati Uniti hanno interrotto qualsiasi relazione da tre decenni, e non si sognano certo di \u201cdemocratizzare\u201d i fidi soci dei regimi feudali della penisola arabica.<\/p>\n<p>Dopo aver proceduto a de-industrializzare con il trasferimento all\u2019estero di tutta la struttura produttiva, le condizioni generali di vita negli Stati Uniti sono precipitate, la classe media si \u00e8 impoverita, tutti comprano le merci importate dalla Cina, presenti in ogni scaffale, indebitandosi con le carte di credito.<br \/>\nLa prima sfida aperta al regime \u00e8 stato portata a segno dalla parte pi\u00f9 vulnerabile e castigata della plebe. I latinoamericani hanno incrociato le braccia, si sono ribellati contro il pericolo di essere dichiarati \u2013con un tratto di penna- delinquenti sociali, deportabili in qualsiasi momento. Riesce difficile immaginare uno scenario in cui 15 milioni di persone possono essere deportate, se non pensando ad uno stadio stalinista del neoliberismo.<br \/>\nD\u2019altronde, con l\u2019abbondanza di personale provenienti dalle fila dei servizi segreti, sino ai vertici pi\u00f9 alti del regime (ieri papi Bush, oggi il nuovo ministro della difesa), \u00e8 impossibile non rivelare una similitudine con l\u2019Unione Sovietica post-Breznev, quando il KGB dirigeva Partito e Stato con Andropov. <\/p>\n<p>Il rackett \u00e8 vicino al capolinea, ma quel che preoccupa \u00e8 che non sembra che esistano soluzioni diverse alla crisi severa degli Stati Uniti. La prova venne dall\u2019opaco Kerry: fall\u00ec perch\u00e8 non si identificano differenze sostanziali tra i due Partiti, n\u00e8 un nuovo progetto di Paese all\u2019altezza che la circostanza storica impone.  Appaiono come due correnti di un unico Partito, quello del capitalismo finanziario, con differenziazioni minori, di tipo tattico.<br \/>\nEntrambe intrappolate nell\u2019utopia dei tecno-guerrieri con incomparabile  capacit\u00e0 distruttiva (per il nemico), ma con il tallone d\u2019Achille di \u201czero morti\u201d (propri). Contraddizione insanabile che si accompagna alla doppia morale, all\u2019incoerenza di una scala di valori ad estensione variabile, che acutizza la stridenza lacerante tra discorso pubblico e pratica quotidiana.<\/p>\n<p>Questa \u00e8 la diffusa percezione nel sud del mondo, nella latitudine non-industrializzata, nell\u2019area araba, in Oriente e in America latina.<br \/>\nEd anche tra le fila dei latinos e degli afro \u2013che forniscono soldati a basso costo per le tecno-guerre- tangibile espressione della discriminazione e della disgregazione interna, e del selettivo sistema di assimilazione etnica degli Stati Uniti. Al tradizionale sbarramento all\u2019accesso verso l\u2019elite WASP, e alla chiusura verso gli strati medi, oggi impone il \u201cnumero chiuso\u201d anche per il riconoscimento legale dello status di plebeo. In fondo, l\u2019integrazione giuridica piena degli afro-americani \u00e8 cosa degli anni \u201970, pagata con il sangue di Martin Luther King e Malcolm X, e troppi altri.<\/p>\n<p>La scarsa coesione e solidit\u00e0 del corpo sociale \u00e8 una delle ragioni che motivano la creazione artificiale del \u201cnemico esterno\u201d permanente. Dopo il comunismo, il surrogato dello Stato-delinquente, poi una realt\u00e0 ancor pi\u00f9 impalpabile come \u201cal qaeda\u201d, attualizzazione della cinematografica Spectre. A forza di esportarla, di democrazia ne \u00e8 rimasta quasi nulla.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>2556-tito-pulsinelli-il-rackett-di-bush<\/p>\n<p>3332<\/p>\n<p>2006-1<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>20061213 12:10:00 webmaster di Tito Pulsinelli (da Caracas) Il (man)rovescio elettorale di Bush \u00e8 il primo nodo \u2013ad alto valore simbolico- che viene al pettine <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=24652\" title=\"2556 Tito Pulsinelli: IL RACKETT di BUSH\">[&#8230;]<\/a><\/p>\n<\/div>","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[109],"tags":[],"class_list":["post-24652","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-eminews-2006"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.4 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\r\n<title>2556 Tito Pulsinelli: IL RACKETT di BUSH - 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