{"id":24561,"date":"2008-06-07T00:00:00","date_gmt":"2008-06-07T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=24561"},"modified":"2008-06-07T00:00:00","modified_gmt":"2008-06-07T00:00:00","slug":"4217-1976-il-golpe-inglese-dalle-carte-segrete-del-foreign-office-lidea-di-un-colpo-di-stato-in-italia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=24561","title":{"rendered":"4217 1976: IL GOLPE INGLESE- Dalle carte segrete del Foreign Office l&#039;idea di un colpo di Stato in Italia"},"content":{"rendered":"<p>20080113 23:27:00 redazione-IT<\/p>\n<p>IL GOLPE INGLESE \/ 1 &#8211; I documenti degli archivi britannici, appena desecretati gettano una luce cruda sul backstage della Guerra Fredda<br \/>\nDalle carte segrete del Foreign Office l&#8217;idea di un colpo di Stato in Italia<br \/>\nRepubblica ha trovato e pu\u00f2 rendere noti testi elaborati nel 1976 in cui s&#8217;ipotizzava il &quot;Coup d&#8217;Etat&quot;, poi scartato perch\u00e9 &quot;irrealistico&quot;<\/p>\n<p>di FILIPPO CECCARELLI (da La Repubblica)<\/p>\n<p>A mali estremi, estremi rimedi. Anche questo fu la guerra fredda in Italia, l\u00e0 dove il male estremo, pi\u00f9 che una generica idea di comunismo, era la concretissima possibilit\u00e0 che il Partito comunista italiano andasse al potere.<\/p>\n<p>Era il 1976, l&#8217;anno delle elezioni pi\u00f9 drammatiche dopo quelle del 1948. Ebbene: dinanzi al male assoluto che un governo con il Pci avrebbe arrecato al sistema di sicurezza dell&#8217;Alleanza atlantica, nel novero degli estremi e possibili rimedi il fronte occidentale, le potenze alleate e in qualche misura la Nato presero in considerazione anche l&#8217;ipotesi di un colpo di Stato. Un &quot;coup d&#8217;Etat&quot;, letteralmente: alla francese. Eventualit\u00e0 scartata in quanto &quot;irrealistica&quot; e temeraria.<\/p>\n<p>Nei documenti britannici di cui Repubblica \u00e8 venuta in possesso grazie alla norma che libera dal segreto le carte di Stato dopo trent&#8217;anni, ce n&#8217;\u00e8 uno del 6 maggio 1976, ovviamente super-segreto, elaborato dal Planning Staff del Foreign Office, il ministero degli esteri inglese, e intitolato &quot;Italy and the communists: options for the West&quot;. All&#8217;inizio di pagina 14, tra le varie opzioni, si legge in maiuscolo: &quot;Action in support of a coup d&#8217;Etat or other subversive action&quot;. Il tono del testo \u00e8 distaccato e didattico: &quot;Per sua natura un colpo di Stato pu\u00f2 condurre a sviluppi imprevedibili. Tuttavia, in linea teorica, lo si potrebbe promuovere. In un modo o nell&#8217;altro potrebbe presumibilmente arrivare dalle forze della destra, con l&#8217;appoggio dell&#8217;esercito e della polizia. Per una serie di motivi &#8211; continua il documento &#8211; l&#8217;idea di un colpo di Stato asettico e chirurgico, in grado di rimuovere il Pci o di prevenirne l&#8217;ascesa al potere, potrebbe risultare attraente. Ma \u00e8 una idea irrealistica&quot;. Seguono altre impegnative valutazioni che ne sconsiglierebbero l&#8217;attuazione: la forza del Pci nel movimento sindacale, la possibilit\u00e0 di una &quot;lunga e sanguinosa&quot; guerra civile, l&#8217;Urss che potrebbe intervenire, i contraccolpi nell&#8217;opinione pubblica dei vari paesi occidentali. E dunque: &quot;Un regime autoritario in Italia &#8211; concludono gli analisti del Western European Department del Foreign and Commonwealth Office (Fco) &#8211; risulterebbe difficilmente pi\u00f9 accettabile di un governo a partecipazione comunista&quot;.<\/p>\n<p>In politica estera i documenti diplomatici, specie se a uso interno, hanno una loro fredda determinazione. Gli interessi sono nudi, non di rado venati di cinismo. Questi che raccontano la crisi italiana prima e dopo le elezioni del 20 giugno 1976 provengono dai faldoni desecretati dell&#8217;archivio del premier britannico e del ministero degli esteri. Sono centinaia e centinaia di fogli: corrispondenza fra i grandi del mondo occidentale, resoconti di riunioni e incontri, analisi di rischio, lettere di accompagnamento, policy papers, telegrammi, schede, studi comparati (l&#8217;Italia come il Portogallo della rivoluzione dei garofani, ad esempio), relazioni dirette alle ambasciate di Sua Maest\u00e0 a Roma, Parigi, Bonn, Washington e Bruxelles, quartier generale della Nato.<\/p>\n<p>In questo abbondante materiale non c&#8217;\u00e8, ovviamente, solo la rivelazione del golpe. Eppure, mai come in queste testimonianze scritte il &quot;Fattore K&quot;, come &quot;Kommunism&quot;, cio\u00e8 l&#8217;impossibilit\u00e0 per il Pci di essere accettato al governo nel quadro degli equilibri decisi a Yalta, trova la sua pi\u00f9 realistica rappresentazione. E al massimo livello. Ad esempio. Grazie all&#8217;ambasciatore americano a Londra, Elliot L. Richardson, si viene a conoscere il testo di una lettera privata che il Segretario di Stato Henry Kissinger scrive in gennaio all&#8217;allora presidente dell&#8217;Internazionale socialista Willy Brandt a proposito della crescita comunista in Italia, Spagna e Portogallo: &quot;Ho il dovere di esprimere la mia forte preoccupazione per la situazione che si \u00e8 venuta a creare. La natura politica della Nato sarebbe destinata a cambiare se uno o pi\u00f9 tra i paesi dell&#8217;Alleanza dovessero formare dei governi con una partecipazione comunista, diretta o indiretta che sia. L&#8217;emergere dell&#8217;Urss come grande potenza nello scenario mondiale continua a essere motivo di inquietudine. Il ruolo della Nato, cos\u00ec come la nostra immutata posizione militare in Europa, \u00e8 indispensabile e cruciale. La mia ansia consiste nel fatto che questi punti di forza saranno messi in pericolo nel momento in cui i partiti comunisti raggiungeranno posizioni influenti nell&#8217;Europa occidentale&quot;.<br \/>\n<B>Dalle carte segrete del Foreign Office<br \/>l&#8217;idea di un colpo di Stato in Italia<\/B><\/p>\n<p>Dei vari protagonisti Kissinger \u00e8 senz&#8217;altro il pi\u00f9 caparbio e intransigente. Mentre i vertici della Nato sono fin dall&#8217;inizio i pi\u00f9 irrequieti. Scrivono il 25 marzo dal ministero della Difesa britannica ai colleghi degli Esteri: &quot;La presenza del Pci nel governo italiano e conseguentemente l&#8217;accresciuta minaccia di sovversione comunista potrebbero collocare l&#8217;Alleanza e l&#8217;Occidente dinanzi alla necessit\u00e0 di prendere una decisione grave&quot;. \u00c8 chiaro che la partita va ben oltre le faccende italiane: &quot;L&#8217;arrivo al potere dei comunisti &#8211; si legge in un documento interno del Fco &#8211; costituirebbe un forte colpo psicologico per l&#8217;Occidente. L&#8217;impegno Usa verso l&#8217;Europa finirebbe per indebolirsi, potrebbero cos\u00ec sorgere tensioni gravi fra gli americani e i membri europei della Nato su come trattare gli italiani&quot;. Ma al tempo stesso c&#8217;\u00e8 il rischio che un governo con Berlinguer sconvolga gli equilibri consolidati da trent&#8217;anni di guerra fredda creando problemi anche all&#8217;Urss, e qui i diplomatici inglesi sottolineano il pericolo che &quot;le idee riformiste si diffondano in Russia e nell&#8217;Europa dell&#8217;Est&quot;. Il Pci di Berlinguer, e pi\u00f9 in generale quello che allora andava sotto il nome di &quot;eurocomunismo&quot;, costituisce a loro giudizio una vera e propria &quot;eresia revisionista&quot; e il suo sbocco governativo porterebbe il dibattito teorico della chiesa marxista sul terreno della politica reale. Il Pcus ha tutte le ragioni per temere il &quot;contagio&quot; di un &quot;comunismo alternativo&quot; al potere in occidente. E tuttavia, secondo altre analisi, su un piano pi\u00f9 immediatamente geopolitico e militare per l&#8217;Urss &quot;i vantaggi supererebbero di gran lunga gli svantaggi, specie in relazione all&#8217;indebolimento della Nato&quot;.<br \/>\n<B>Dalle carte segrete del Foreign Office<br \/>l&#8217;idea di un colpo di Stato in Italia<\/B><\/p>\n<p>Henry Kissinger con il premier inglese James Callaghan<\/p>\n<p>E insomma, sarebbe un evento &quot;catastrofico&quot;. La parola risuona pi\u00f9 e pi\u00f9 volte nei papers in attesa delle elezioni italiane. Da Bruxelles, soprattutto, fanno presente che il tempo stringe e per questo occorre prepararsi al peggio. &quot;La presenza di ministri comunisti nel governo italiano porterebbe a un immediato problema di sicurezza nell&#8217;Alleanza &#8211; scrive a Londra l&#8217;ambasciatore inglese alla Nato, John Killick &#8211; Qualunque informazione in mano ai comunisti dovr\u00e0 essere automaticamente considerata a rischio. I comunisti al potere altro non sono che l&#8217;estensione di una minaccia contro la quale la Nato si batte. Dunque, \u00e8 preferibile una netta amputazione (dell&#8217;Italia, ndr) piuttosto che una paralisi interna&quot;.<\/p>\n<p>La questione vitale riguarda la sicurezza nucleare, quindi la dislocazione e la custodia delle bombe atomiche: anche senza ministri comunisti alla Difesa e agli Esteri, un&#8217;Italia governata dal Pci va comunque esclusa dal Nuclear Planning Group: &quot;Per dirla con parole crude &#8211; chiarisce il Ministero della Difesa &#8211; il rischio \u00e8 che i documenti sensibili finiscano a Mosca&quot;. Altri problemi hanno a che fare con le basi militari e navali della Nato nella penisola: &quot;Considerata l&#8217;alta percentuale degli italiani che votano Pci, \u00e8 quasi certo che alcuni simpatizzanti di questo partito hanno gi\u00e0 penetrato il quartier generale della Nato a Napoli (Afsouth). Sul lungo termine il Pci potrebbe accentuare lo spionaggio oppure spingere per rimpiazzare gradualmente i funzionari nei posti chiave dell&#8217;Alleanza con elementi comunisti&quot;. A parte gli scioperi, i blocchi e le manifestazioni che potrebbero essere organizzate attorno alle installazioni militari. In caso di guerra, possono nascere problemi seri: &quot;La perdita del quartier generale di Napoli, ad esempio, avrebbe un effetto negativo sulle operazioni della Sesta Flotta nel Mediterraneo Orientale&quot;.<\/p>\n<p>Il sistema di edifici in vetro, acciaio e cemento che ospita i National Archives a Kew Gardens, venti minuti di metropolitana a sud di Londra, sembra una via di mezzo tra una serra e una pagoda. Qui dentro sono conservati circa trenta milioni di record, dall&#8217;alto medioevo ai giorni nostri. Intorno, cottage, boschi, giardini e un piccolo lago artificiale popolato da oche e anatre. Nell&#8217;immensa reading room climatizzata, insonorizzata e strettamente sorvegliata da telecamere e dal personale in elegante giacca blu, il ricercatore Mario J. Cereghino ha passato varie settimane. Su uno dei grandi tavoli esagonali in legno scuro si sono via via ammonticchiati fascicoli su fascicoli, tutti originali, ingialliti dal tempo. Trent&#8217;anni e oltre: \u00e8 attraverso queste carte che si pu\u00f2 osservare, come mai finora, il backstage della guerra fredda.<\/p>\n<p>L&#8217;Italia del 1976, come si sar\u00e0 capito, \u00e8 un paese in crisi. La formula del centrosinistra \u00e8 morta; i comunisti hanno ottenuto un grande successo alle amministrative dell&#8217;anno prima conquistando il governo di diverse regioni e importanti citt\u00e0; il Psi, di cui \u00e8 segretario l&#8217;anziano De Martino, ha aperto la crisi al buio; mentre ancora tramortita dalla sconfitta nel referendum sul divorzio e sotto accusa per una serie di scandali, la Dc sembra per la prima volta allo sbando, pi\u00f9 che divisa, divorata dalle faide. A reggere le sorti del governo nei primi mesi dell&#8217;anno c&#8217;\u00e8 un pallido bicolore Moro-La Malfa, cui segue, per gestire le elezioni anticipate, un ancora pi\u00f9 esangue monocolore sempre diretto da Moro. La maggioranza \u00e8 in pezzi, Berlinguer appare il personaggio del momento e da anni ormai ha posto sul tavolo l&#8217;offerta del Compromesso storico.<\/p>\n<p>L&#8217;ambasciatore britannico a Roma, Sir Guy Millard, \u00e8 un uomo molto sottile e per giunta dotato di una buona penna. &quot;Berlinguer &#8211; scrive a Londra, al Segretario di Stato &#8211; \u00e8 una figura attraente, ispira fiducia con la sua oratoria. Ci\u00f2 che dice \u00e8 credibile e lui lo afferma in modo convincente&quot;. Ma proprio per questo non c&#8217;\u00e8 da fidarsi. &quot;Il suo ingresso nel governo porrebbe la Nato e la Comunit\u00e0 europea dinanzi a un problema serio e potrebbe rivelarsi un evento dalle conseguenze catastrofiche&quot;. Quali Millard lo spiega in modo incalzante: la &quot;disintegrazione&quot; della Dc, innanzi tutto, poi il calo degli investimenti, la fuga dei capitali, la caduta di fiducia nelle imprese, l&#8217;intervento drastico del governo nello Stato e di conseguenza &quot;la rapida fine del sistema di libero mercato&quot;. Cosa fare per tenere il Pci alla larga dal governo? &quot;Non molto, temo&quot;. E aggiunge: &quot;\u00c8 un peccato che la difesa dell&#8217;Italia dal comunismo sia nelle mani di un partito cos\u00ec carente come la Dc&quot;.<\/p>\n<p>Dello scudo crociato, dopo il congresso che a marzo ha visto la vittoria di Benigno Zaccagnini su Arnaldo Forlani, Millard va a parlare con l&#8217;ambasciatore americano a Roma John Volpe. Secondo quest&#8217;ultimo, Forlani &quot;\u00e8 una brava persona, ma non \u00e8 un combattente&quot;, Zac invece &quot;piace molto ai giovani&quot;, gli Usa lo appoggiano anche se preferirebbero Forlani e Fanfani che sono pi\u00f9 anticomunisti. Parlano anche di Moro: &quot;Qualche volta &#8211; sostiene Millard &#8211; sembra piuttosto ambiguo sul Compromesso storico&quot;. Volpe concorda: &quot;\u00c8 un pessimista, troppo incline a ritenerlo inevitabile&quot;. \u00c8 questa specie di rassegnazione la colpa che gli americani attribuiscono all&#8217;astuta, ma imbelle classe di governo democristiana. In un rapporto del 23 marzo si legge che al Dipartimento di Stato Usa sono molto preoccupati: &quot;La situazione italiana va deteriorandosi e non si sa come agire&quot;. Di qui al sospetto che la Dc faccia il doppio gioco il passo \u00e8 breve: &quot;Piuttosto che perdere il potere, preferirebbe spartirlo con il Pci&quot;.<\/p>\n<p>Ai primi di aprile il rappresentante britannico presso la Santa Sede, Dugald Malcolm, va a trovare il Patriarca di Venezia, monsignor Albino Luciani, il futuro Giovanni Paolo I: &quot;Il Patriarca sembra aver assunto una posizione incline alla catastrofe. L&#8217;argomento trattato era sempre uno: l&#8217;avanzata del Pci&quot;. \u00c8 il periodo in cui i comunisti italiani corteggiano i cattolici (alcuni di questi finiranno eletti nelle loro liste di l\u00ec a qualche mese). Su questo Luciani \u00e8 intransigente: &quot;Non si pu\u00f2 essere al contempo cristiani e marxisti&quot;. Al diplomatico inglese racconta di aver dei problemi con alcuni sacerdoti della sua diocesi &quot;che si sentono in obbligo di convertirsi al comunismo&quot;. In un&#8217;isola della laguna un gruppo di scout ha addirittura sostituito il crocifisso con la foto di Mao. Nel congedarsi, il prossimo pontefice sussurra: &quot;Siamo nella mani di Dio&quot;. E aggiunge: &quot;Che comunque sono buone mani&quot;.<\/p>\n<p>_________________<\/p>\n<p>IL GOLPE INGLESE \/ 2 &#8211; I documenti degli archivi britannici, appena<br \/>\ndesecretati gettano una luce cruda sul backstage della Guerra Fredda<br \/>\nE Kissinger diceva di Berlinguer<br \/>\n&quot;E&#8217; lui il comunista pi\u00f9 pericoloso&quot;<br \/>\nA tutti sembrava ormai imminente l&#8217;ingresso del Pci nel governo<br \/>\nTerrorizzati all&#8217;idea che un uomo del Pci potesse conoscere i segreti della Nato<br \/>\ndi FILIPPO CECCARELLI<\/p>\n<p><B>E Kissinger diceva di Berlinguer<br \/>&quot;E&#8217; lui il comunista pi\u00f9 pericoloso&quot;<\/B><\/p>\n<p>Stretta di mano tra Enrico Berlinguer e Aldo Moro<br \/>\nPer i laici l&#8217;ambasciatore Millard consulta Giovanni Spadolini. Lo trova piuttosto agitato: &quot;\u00c8 un sintomo grave che il presidente Moro abbia convocato Berlinguer a Palazzo Chigi prima del Consiglio dei ministri. Cos\u00ec ora i comunisti fanno virtualmente parte della maggioranza, ma non sono pi\u00f9 in grado di dare ordini alla classe operaia. Per farlo &#8211; scherza, ma non troppo Spadolini &#8211; avrebbero bisogno dell&#8217;Armata rossa&quot;. E comunque: &quot;Il Pci \u00e8 ormai parte integrante del sistema politico, che sta andando a pezzi. L&#8217;unica speranza \u00e8 che sia contaminato dal potere come gli altri partiti&quot;. Parla da intellettuale, ma anche come ex ministro (dei Beni culturali, nel dicastero Moro-La Malfa): &quot;La polizia \u00e8 insoddisfatta e il quaranta per cento degli agenti sarebbe pronto a partecipare a un colpo di stato di sinistra. I carabinieri invece sono molto pi\u00f9 affidabili&quot;. Commento di Millard: &quot;Si percepisce un clima di profonda depressione, quasi di disperazione, per non dire di panico&quot;.<\/p>\n<p>Il tempo stringe, \u00e8 la formula che risuona nei documenti britannici. A Londra Henry Kissinger incontra il nuovo ministro degli Esteri di Sua Maest\u00e0, Antony Crosland. Da parte americana si avverte un indubbio nervosismo: &quot;La questione dell&#8217;obbedienza del Pci a Mosca \u00e8 secondaria. Per la coesione dell&#8217;occidente &#8211; \u00e8 ora la tesi di Kissinger &#8211; i comunisti come Berlinguer sono pi\u00f9 pericolosi del portoghese Cunhal&quot;. Ribatte Crosland: &quot;Il Pci non avrebbe il prestigio di cui gode se gli altri partiti italiani non fossero messi cos\u00ec male. Ma vi sono segni di decadenza anche tra i comunisti, corruzione, come nel caso di Parma&quot;. E francamente colpisce che leader cos\u00ec potenti si abbassino a parlare di un piccolo scandalo edilizio che nell&#8217;autunno del 1975 coinvolse l&#8217;amministrazione rossa della citt\u00e0 emiliana. La risposta di Kissinger, comunque, sembra stizzita: &quot;Sembrano tutti ipnotizzati dai successi del Pci, senza avere idea di cosa fare per bloccarne l&#8217;ascesa&quot;.<\/p>\n<p>Il 13 aprile un gruppo di specialisti del Western European Department del Foreign Office elabora un dossier che ha proprio il compito di stabilire la strategia operativa anticomunista, graduandone le mosse a seconda dei vari scenari. La prima parte \u00e8 dedicata appunto a come impedire che il Pci vada al governo e sono indicati i vari passi da compiere: finanziamento degli altri partiti, orchestrazione di campagne stampa sul pericolo, attacco alla credibilit\u00e0 delle Botteghe Oscure, moniti ai sovietici.<\/p>\n<p>Nella seconda parte il documento offre delle soluzioni per cos\u00ec dire pratiche nel caso il Pci sia gi\u00e0 riuscito a conquistare una quota di potere, cio\u00e8 sia gi\u00e0 andato al governo. A questo punto gli scenari sono cinque, e cinque di conseguenza le options, ciascuna esaminata a seconda dei vantaggi e degli svantaggi. La linea pi\u00f9 morbida \u00e8 definita &quot;Business as usual&quot; e prevede di &quot;continuare le relazioni come se nulla fosse cambiato&quot;. Seguono, in ordine di gravit\u00e0, &quot;misure di ordine pratico-amministrativo&quot; per &quot;salvaguardare i segreti e i processi decisionali dell&#8217;Alleanza atlantica&quot;. Come ulteriore scelta, sempre rispetto all&#8217;Italia, gli inglesi si riservano di mettere in atto una &quot;persuasione di tipo economico&quot; che si traduce in una serie di pressioni anche sul piano della Comunit\u00e0 europea e del Fondo monetario internazionale. Entrerebbero in gioco, in quel caso, posti di potere in tali organismi, benefici, prestiti. &quot;Occorre comunque precisare &#8211; si legge &#8211; che tali misure cesserebbero se il Pci abbandonasse il governo&quot;.<br \/>\n<B>E Kissinger diceva di Berlinguer<br \/>&quot;E&#8217; lui il comunista pi\u00f9 pericoloso&quot;<\/B><\/p>\n<p>La option number four ha un titolo che, anche in lingua inglese, non \u00e8 che suoni proprio tranquillizzante: &quot;Subversive or military intervention against the Pci&quot;. Ecco come comincia: &quot;Questa opzione copre una serie di possibilit\u00e0: dalle operazioni di basso profilo al supporto attivo delle forze democratiche (finanziario o di altro tipo) con l&#8217;obiettivo di dirigere un intervento a sostegno di un colpo di Stato incoraggiato dall&#8217;esterno&quot;. Vantaggi: &quot;Tali misure possono aiutare a rimuovere il Pci dal governo&quot;. Svantaggi: &quot;Vi sono immense difficolt\u00e0 pratiche per portare a compimento questo tipo di operazione. Vista la situazione italiana, \u00e8 estremamente improbabile che un&#8217;operazione coperta rimanga segreta a lungo. La sua rivelazione pu\u00f2 danneggiare gli interessi dell&#8217;occidente e aiutare il Pci a giustificare in maniera pi\u00f9 decisa il suo controllo sulla macchina del governo. Inoltre, la pubblica opinione dei paesi occidentali potrebbe prenderla male col risultato di creare tensioni all&#8217;interno della Nato, soprattutto fra Usa e alleati europei, nel caso gli americani assumano il comando dell&#8217;iniziativa&quot;. E conclude: &quot;Anche se l&#8217;intervento esterno servisse a rimuovere il Pci dal potere, la situazione politica italiana rimarrebbe instabile, rafforzando cos\u00ec l&#8217;influenza comunista e quella dell&#8217;Urss sul lungo periodo&quot;.<\/p>\n<p>L&#8217;ultima opzione prevede, seccamente, &quot;l&#8217;espulsione dell&#8217;Italia dalla Nato&quot;. Vantaggi: &quot;Si tutelano i segreti e si elimina la possibilit\u00e0 che l&#8217;Italia comprometta l&#8217;alleanza dall&#8217;interno&quot;. Ma in questo caso, secondo gli analisti del Fco, si arriverebbe alla &quot;chiusura di tutte le basi nel paese, destinato a diventare neutrale con un orientamento verso l&#8217;occidente. Ma l&#8217;Italia potrebbe anche evolversi in una sorta di Yugoslavia. Al limite, potrebbe anche offrire agevolazioni di tipo militare all&#8217;Urss in cambio di denaro&quot;. In ogni caso, conclude il dossier, &quot;si renderebbe necessaria una revisione della strategia difensiva della Nato sul fianco Sud. La Sesta Flotta ne sarebbe danneggiata. Grecia e Turchia potrebbero chiedersi se valga la pena continuare a far parte dell&#8217;alleanza. Potrebbe anche essere compromessa la capacit\u00e0 americana di intervenire in Medio Oriente e di influenzare quei paesi a livello politico. Di conseguenza, il ritiro dell&#8217;Italia dalla Nato si trasformerebbe di fatto in una sconfitta dell&#8217;occidente di fronte al mondo intero&quot;.<br \/>\n<B>E Kissinger diceva di Berlinguer<br \/>&quot;E&#8217; lui il comunista pi\u00f9 pericoloso&quot;<\/B><\/p>\n<p>Paol VI con il capo dello Stato, Giuseppe Saragat<\/p>\n<p>Dopo tanto tempo viene da chiedersi, e pure con un certo sgomento, se e in che misura nel 1976 gli italiani fossero consapevoli dei rischi che correvano. Si ha qualche scrupolo a montare un caso di golpismo postumo, per giunta irrealizzato. Eppure, c&#8217;\u00e8 da dire che mai come allora l&#8217;idea stessa del golpe, la minaccia di golpe, le voci di golpe, la vigilanza e l&#8217;autodifesa in caso di golpe, erano entrate da tempo nell&#8217;immaginario politico.<\/p>\n<p>C&#8217;era stata la Grecia (1967) e poi il Cile (1973); e qui il &quot;Piano Solo&quot; del generale col monocolo, Giovanni De Lorenzo (1964), il tentativo del &quot;Principe nero&quot; Junio Valerio Borghese (1970) e la Rosa dei Venti (1974). Circolavano anche film (Colpo di Stato di Salce e l&#8217;indimenticabile Vogliamo i colonnelli di Monicelli) e perfino barzellette: &quot;Dicono a De Martino: &quot;Sono arrivati i carriarmati&quot;, e quello: &quot;Bene, e a noi socialisti quanti ce ne toccano?&quot;&quot;). Umorismo in verit\u00e0 raffreddato dalle tante, troppe stragi di quegli anni: Piazza Fontana, Reggio Calabria, Peteano, Piazza della Loggia, Italicus.<\/p>\n<p>Alla met\u00e0 degli anni Settanta i capi comunisti sono prudenti e qualche volta dormono fuori casa: &quot;Non ci prenderanno a letto&quot;, garantisce Pajetta. Ogni tanto qualche capo democristiano, ad esempio Moro, se ne esce con criptiche denunce tipo: &quot;Sta prendendo corpo un torbido disegno eversivo&quot;. Ogni tanto finisce in prigione qualche generale dei servizi segreti, accusato di cospirazione politica e insurrezione armata: proprio nel febbraio del 1976 tocca al generale Gianadelio Maletti, mentre a maggio la magistratura di Torino chiede l&#8217;arresto di Edgardo Sogno, figura di spicco della Resistenza non comunista, poi divenuto cos\u00ec acceso anticomunista da farsi ispiratore di un golpe detto &quot;bianco&quot;, para-legalitario. Scrive Pier Paolo Pasolini nell&#8217;articolo sulle lucciole, la cui scomparsa nelle campagne definiva poeticamente la grande mutazione antropologica degli italiani: &quot;\u00c8 probabile che il vuoto di potere stia gi\u00e0 riempiendosi attraverso una crisi e un riassestamento che non pu\u00f2 non sconvolgere l&#8217;intera nazione. Ne \u00e8 un indice ad esempio l&#8217;attesa &quot;morbosa&quot; del colpo di Stato&quot;.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 si potr\u00e0 anche sorridere di questa strisciante mitomania golpistica, dietrologica e pistarola; cos\u00ec come del comandante della Guardia Forestale Berti, con il suo spadone, che nella notte dell&#8217;Immacolata Concezione, da Cittaducale, provincia di Rieti, si lancia alla conquista del Viminale. Ma assai meno viene da sorridere leggendo il rapporto top-secret inviato a Londra dall&#8217;addetto militare dell&#8217;ambasciata britannica a Roma, colonnello Madsen, un mese esatto prima delle elezioni del 20 giugno. Titolo: &quot;La reazione delle forze armate italiane alla partecipazione comunista al governo e l&#8217;effetto che essa pu\u00f2 avere sul contributo dell&#8217;Italia alla Nato&quot;. Sono undici pagine fitte e dettagliatissime, dai piani di ristrutturazione appoggiati dal Pci al movimento dei &quot;proletari in divisa&quot; organizzato da Lotta continua. E di nuovo le conclusioni dell&#8217;indagine vanno a parare sul colpo di Stato: &quot;Gli ufficiali delle Forze armate sono per la maggior parte di destra o di estrema destra. Tuttavia i soldati di leva riflettono le inclinazioni politiche tipiche dell&#8217;Italia attuale. In teoria, se non in pratica, il Pci potrebbe contare sul sostegno di un terzo delle Forze armate. Una eccezione importante \u00e8 costituita dai Carabinieri, ottantaseimila uomini tra i quali il Pci non ha appoggi. Ma i Carabinieri sono tradizionalmente leali al governo, qualunque sia il suo colore politico&quot;.<\/p>\n<p>Rispetto all&#8217;ipotesi di un governo con i comunisti, sostiene il colonnello che &quot;il sentimento degli ufficiali \u00e8 generalmente di preoccupazione. \u00c8 difficile individuare nelle Forze armate un nucleo abbastanza forte o influente da promuovere un golpe. L&#8217;unica possibile eccezione \u00e8 quella dei Carabinieri. Nell&#8217;attuale situazione \u00e8 improbabile che i militari lo appoggino. Tuttavia potrebbe in breve crearsi una situazione tale da favorire un putsch militare &quot;per l&#8217;ordine pubblico&quot;, soprattutto se i risultati delle elezioni del 20 giugno generassero una situazione di incertezza politica&quot;. La premessa \u00e8 che si tratta di uno &quot;scenario ipotetico&quot;. Ma al tempo stesso il colonnello Madsen segnala al suo ministro della Difesa che &quot;nei piani di ristrutturazione, le forze armate italiane hanno di recente rafforzato le formazioni territoriali e quelle dei par\u00e0 con l&#8217;obiettivo di condurre operazioni di salvaguardia della sicurezza nazionale, nel caso venga meno l&#8217;ordine pubblico&quot;.<\/p>\n<p>Beato il paese che non ha paura del proprio passato. E che in nome della democrazia e della trasparenza apre regolarmente i suoi archivi a studiosi, appassionati e gente comune. Detto questo, a rileggere queste carte, si resta colpiti da un dubbio: meritava, l&#8217;Italia, la societ\u00e0 italiana, di essere sorvegliata in quel modo? Come una repubblica delle banane in mezzo al Mediterraneo? Torna alla memoria quel 1976: &quot;E l&#8217;Italia giocava alle carte\/ e parlava di calcio nei bar&quot; come ne La presa del potere di Gaber. Si resta un po&#8217; interdetti fronte a certe canzoni di allora: &quot;E la Cia ci spia &#8211; questo \u00e8 un Finardi d&#8217;annata &#8211; e non vuole pi\u00f9 andare via&quot;. L&#8217;Italia degli scioperi, della guerriglia urbana, dell&#8217;austerit\u00e0, della disoccupazione, dell&#8217;inflazione, dei mini-assegni al posto degli spiccioli. Parco Lambro e Porci con le ali. Ma anche l&#8217;Italia del boom di Benetton, del femminismo, della nascita di Repubblica e delle radio libere, degli ultimi Caroselli e dell&#8217;arrivo in tv della banda di Renzo Arbore, con Roberto Benigni improbabile critico cinematografico la domenica pomeriggio. E Gimondi, Panatta, la Ferrari di Niki Lauda. E il terremoto del Friuli, i matrimoni che diminuivano, Gheddafi nella Fiat, le Br che cominciano ad uccidere, il giudice Coco, a Genova, l&#8217;8 giugno 1976. Mai che le carte inglesi facciano riferimento al terrorismo rosso e nero di quella stagione di piombo.<\/p>\n<p>_________________<\/p>\n<p>IL GOLPE INGLESE \/ 3- I documenti degli archivi britannici, appena<br \/>\ndesecretati gettano una luce cruda sul backstage della Guerra Fredda<br \/>\nA Parigi l&#8217;incontro segreto<br \/>\n&quot;Meglio che gli italiani non sappiano&quot;<br \/>\nA Parigi una riunione a 4 (Francia, Usa, Gb, Germania) per mettere<br \/>\na punto il documento sul futuro dell&#8217;Italia e per fermare la &quot;deriva&quot; comunista<\/p>\n<p><B>A Parigi l&#8217;incontro segreto<br \/>&quot;Meglio che gli italiani non sappiano&quot;<\/B><br \/>\nInsomma, non c&#8217;era solo Berlinguer. Ma in quella primavera fra Londra, Washington e Bruxelles sembra davvero che non pensino ad altro. Il 6 maggio il Fco produce un secondo documento che integra e sviluppa il manuale di metodologia anticomunista del 13 aprile. E tuttavia proseguendo nella lettura si capisce che sull&#8217;uso di questi record nei contatti internazionali con gli alleati sorgono dei problemi. Il segretario di Stato si preoccupa delle &quot;implicazioni politiche&quot; di una linea cos\u00ec rigida. Nell&#8217;ambito dell&#8217;amministrazione britannica, che \u00e8 pur sempre costituita da laburisti, ci sono delle diverse valutazioni. Quelle che pone all&#8217;attenzione del Segretario di Stato il suo consigliere politico David Lipsey suonano ad esempio pi\u00f9 moderate e molto meno interventiste: &quot;Se diamo troppa corda ai comunisti potrebbero dichiararsi innocenti oppure impiccarsi da soli. Se invece ci imbarchiamo in un&#8217;operazione di linciaggio &#8211; \u00e8 la conclusione &#8211; sar\u00e0 la nostra credibilit\u00e0 democratica ad essere danneggiata, non la loro&quot;.<\/p>\n<p>Anche per questo il governo inglese \u00e8 preoccupato che studi, indagini e relazioni restino al sicuro. &quot;La loro esistenza non deve essere rivelata &#8211; \u00e8 la raccomandazione &#8211; La Gran Bretagna non deve essere vista come un governo che interferisce negli affari interni dell&#8217;Italia&quot;. Ma il 18 maggio, in vista di un vertice Nato a Oslo, qualcosa trapela: un articolo del Financial Times dal titolo &quot;I timori del Foreign Office sull&#8217;Italia&quot;. Il giornalista rivela che l&#8217;atteggiamento degli alleati \u00e8 stato riassunto in un documento ad hoc. Dalla Farnesina, a questo punto, chiedono spiegazioni, ma a Londra fanno i vaghi, ridimensionano: il caso Italia non \u00e8 nell&#8217;agenda ufficiale di Oslo, non c&#8217;\u00e8 nessun paper, del Pci si parler\u00e0 al massimo &quot;nei corridoi&quot;.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 in generale, al di l\u00e0 delle necessit\u00e0 diplomatiche, pare anche di cogliere una sottile linea di distinzione fra l&#8217;atteggiamento britannico e quello americano. Oltre una certa prudenza che porta Crosland e il premier Callaghan a non fare mosse avventate prima del 20 giugno, il Foreign office si preoccupa soprattutto dell&#8217;unit\u00e0 degli alleati, il che significa da un lato incoraggiare i francesi e i tedeschi a una maggiore presenza sulla questione italiana e dall&#8217;altro di frenare gli americani, soprattutto Kissinger.<\/p>\n<p>Del Segretario di Stato Usa i colleghi britannici sembrano poco apprezzare certe intemperanze, sottolineano che in privato usa uno &quot;strong language&quot;, un linguaggio forte; come pure si concedono una qualche distaccata superiorit\u00e0 quando gli pare che Kissinger si comporti pi\u00f9 da professore di storia che da stratega: &quot;Cos\u00ec rischia di perdere di vista le implicazioni immediate delle sue parole &#8211; nota l&#8217;ambasciatore inglese a Washington, Peter Ramsbotham &#8211; sviluppando una sorta di teoria del domino europeo sul lungo termine&quot;. Ma gli americani, imperterriti, non solo seguitano a spingere sulla loro linea, ma in un memorandum del 4 giugno si mostrano anche piuttosto seccati dal fatto che mentre gli europei sono indecisi sul da farsi, loro rischiano di figurare sempre e comunque come il &quot;bad cop&quot;, il cattivo poliziotto della situazione, tipo in Cile nel 1973.<\/p>\n<p>A pochi giorni dalle elezioni tutto \u00e8 ancora incerto: &quot;I sondaggi italiani sono notoriamente inaffidabili&quot;. Intanto Berlinguer dichiara di accettare l&#8217;ombrello della Nato e Montanelli invita a turarsi il naso e votare Dc. E con questo si arriva finalmente al 20 giugno. I risultati non potrebbero essere pi\u00f9 ambigui. La Dc al 38,7 per cento e il Pci al 34,3 risultano i &quot;due vincitori&quot;, come li definisce Moro. Ma questi due vincitori, secondo un&#8217;analisi del Fco, sono anche &quot;prigionieri l&#8217;uno dell&#8217;altro&quot;.<br \/>\n<B>A Parigi l&#8217;incontro segreto<br \/>&quot;Meglio che gli italiani non sappiano&quot;<\/B><\/p>\n<p>Aldo Moro con Henry Kissinger<\/p>\n<p>Una settimana dopo, al vertice di Puertorico, riservato alle sette potenze pi\u00f9 industrializzate del mondo, l&#8217;Italia si presenta senza un governo. Ci sono Moro e Rumor, ma solo per salvare le forme. Gerald Ford, Callaghan, Schmidt e Giscard d&#8217;Estaing si incontrano alle 12,45 di domenica 27 giugno al Dorado Beach Hotel per un pranzo di lavoro e qui si verifica un pietoso incidente. Lo descrive brutalmente Campbell, futuro ambasciatore britannico a Roma: &quot;Quando arrivano per il lunch, ai due sfortunati ministri italiani viene impedito di entrare&quot;. \u00c8 il massimo dell&#8217;umiliazione.<\/p>\n<p>Appena chiuse le porte, si affronta il &quot;problema Italia&quot;. Il verbale di quell&#8217;incontro viene redatto dal funzionario Fergusson. Pur riconoscendo che gli italiani devono decidere da soli, i quattro capi di Stato sono d&#8217;accordo che occorre fare tutto il possibile perch\u00e9 i comunisti restino fuori dal potere. Giscard propone di elaborare, in una prossima riunione da tenersi a Parigi, una bozza di programma di governo che gli italiani dovranno accettare in cambio di un sostanzioso aiuto finanziario.<\/p>\n<p>Quella riunione si tiene effettivamente a Parigi, all&#8217;Eliseo, l&#8217;8 luglio del 1976. Il padrone di casa \u00e8 il Segretario generale aggiunto della Presidenza della Repubblica francese Yves Cannac. Per gli Usa c&#8217;\u00e8 Helmut Sonnenfeldt, consigliere del Dipartimento di Stato e braccio destro di Kissinger; per i tedeschi arriva Gunther Van Well, alto funzionario del ministero degli Esteri di Bonn; e infine, per la Gran Bretagna, il sottosegretario del Foreign Office, Reginald Hibbert.<br \/>\n<B>A Parigi l&#8217;incontro segreto<br \/>&quot;Meglio che gli italiani non sappiano&quot;<\/B><\/p>\n<p>Giorgio Napolitano e Nilde Jotti<\/p>\n<p>\u00c8 a quest&#8217;ultimo che si deve il resoconto, a tratti anche abbastanza scanzonato, di un incontro in cui &quot;ognuno ha i suoi buoni motivi per mantenere il Pci fuori dal governo&quot;. Giscard vorrebbe un &quot;centrodestra riformista&quot; in Italia perch\u00e9 teme la spinta che a casa sua favorirebbe Mitterrand. Il rappresentante di Schmidt, d&#8217;altra parte, punta sulla rinascita del centrosinistra perch\u00e9 un successo di Berlinguer potrebbe spaventare il suo elettorato e aprire le porte a una vittoria dei democristiani nelle imminenti elezioni tedesche. E poi ci sono gli americani che appoggiano decisamente una Dc rinnovata. Insomma, un po&#8217; di confusione.<\/p>\n<p>In pi\u00f9, fa notare Hibbert con evidente disappunto, mancano traduttori e dattilografi che lavorino in inglese e soprattutto c&#8217;\u00e8 una gran fretta perch\u00e9 il rappresentante di Kissinger deve scappare all&#8217;aeroporto. Cos\u00ec, &quot;Kannac ci invita a pranzo al ristorante Ledoyen, ma l&#8217;urgenza \u00e8 tale che non facciamo neanche in tempo a leggere il menu&quot;. In un angolo, Sonnenfeldt si concede una battuta sul clima carbonaro di quel pranzo: &quot;Siete sicuri che l&#8217;ambasciatore italiano non sia qui? Se ci beccano, \u00e8 chiaro che \u00e8 per parlare di Berlino&quot;.<\/p>\n<p>Chiss\u00e0 che cosa sapevano Moro, Andreotti o Berlinguer di tutto questo. O che cosa immaginavano. Da quel che si capisce l&#8217;incontro di Parigi, che Hibbert definisce &quot;sticky&quot;, cio\u00e8 difficile, insidioso, appiccicoso, fa pensare in realt\u00e0 a una specie di ultimo avviso all&#8217;Italia, che \u00e8 anche una prova di commissariamento. Le delegazioni producono una bozza d&#8217;intenti che a distanza di trent&#8217;anni finisce per avere un certo peso storiografico. S&#8217;intitola &quot;Democracy in Italy&quot; e in pratica espone ai futuri governanti italiani quello che devono fare. Cos\u00ec comincia: &quot;Malgrado gli ulteriori progressi del Pci, le recenti elezioni consentono di mantenere in vita la democrazia in Italia. Ma \u00e8 arrivato il momento di mettere fine a questa deriva&quot;. La parola usata \u00e8 &quot;slide&quot;, uno scivolamento che porta a una caduta, al collasso italiano.<\/p>\n<p>I quattro grandi dell&#8217;occidente non solo alzano il tradizionale muro di fronte all&#8217;ipotesi di un governo con il Pci, ma nella riunione segreta di Parigi intervengono anche sulla formula e sulla maggioranza che dovr\u00e0 avere il nuovo dicastero: a &quot;guida dc&quot;, con &quot;partiti non comunisti e non fascisti&quot;. E quindi provano pure a delineare le caratteristiche della loro compagine ideale: &quot;Un piccolo gruppo omogeneo di uomini di prestigio che lavorino in squadra&quot;. Nelle carte c&#8217;\u00e8 addirittura il programma, che tocca amministrazione pubblica, giustizia, sicurezza, economia e politica estera. Si scende nei particolari: un piano a medio termine per il risanamento della finanza pubblica e riduzione dell&#8217;evasione fiscale; \u00e8 indicata la necessit\u00e0 di tentare un accordo con imprenditori e sindacati. C&#8217;\u00e8 anche la lotta alla corruzione e perfino un accenno al &quot;nepotismo&quot;.<\/p>\n<p>Ma soprattutto si fa notare, sotto un paragrafo dal titolo &quot;The Christian democratic party&quot;, un appello che di nuovo suona come un atto di sottomissione richiesto alla classe di governo del &quot;partito che ha esercitato il potere per trent&#8217;anni e rimane il pi\u00f9 forte dopo le elezioni&quot;. Per battere il Pci, la Dc dovrebbe (should) ripulire la sua immagine di partito tollerante della &quot;prevaricazione e del sotterfugio&quot;, ha il dovere di &quot;liberarsi delle pecore nere&quot;, la necessit\u00e0 di &quot;mettere ordine a casa sua&quot;, di svecchiarsi e arruolare giovani, assicurare maggiore spazio alle donne, ai lavoratori e ai sindacati. Suo compito \u00e8 anche quello di contestare al Pci l&#8217;egemonia culturale &quot;riconquistando l&#8217;intellighenzia, le universit\u00e0 e i media&quot;. Il giorno dopo, 9 luglio, ore 23,20, l&#8217;ambasciatore inglese a Washington telegrafa a Londra: &quot;Kissinger approva il paper &quot;Democracy in Italy&quot;&quot;. Da Londra, forse, il premier Callaghan un po&#8217; si spaventa a leggere quelle carte: &quot;Dobbiamo usare molta cautela considerando il grande danno che ne verrebbe se la loro esistenza divenisse pubblica. Sarebbe un&#8217;intrusione diretta negli affari di uno stato europeo nostro alleato&quot;. E aggiunge: &quot;Ogni fuga di notizie finirebbe per essere un regalo ai comunisti italiani&quot;.<\/p>\n<p>E cos\u00ec potrebbe anche concludersi il grande film del 1976. Poi certo, molte altre cose accadono &#8211; e il Foreign Office le registra con la consueta diligenza. Il Pci che rimane sulla soglia del potere. I democristiani che continuano a traccheggiare inventando formule quasi intraducibili, per cui l&#8217;andreottianissima &quot;non sfiducia&quot; diventa &quot;non no-confidence&quot;. C&#8217;\u00e8 anche un nuovo segretario socialista, il quarantenne milanese Bettino Craxi. L&#8217;ambasciatore Millard, che ha l&#8217;occhio lungo, lo segnala subito come una luce in fondo al tunnel del caos italiano. Si stabilisce che una sua visita a Londra &quot;sarebbe auspicabile&quot;. Arriva l&#8217;autunno e a Bruxelles, davanti a Kissinger, il Segretario di Stato britannico Crosland parla &quot;warmly&quot;, con calore, del &quot;Signor Craxi&quot;.<\/p>\n<p>A Roma il successore di Millard \u00e8 Alan Hugh Campbell. A fine anno l&#8217;ambasciatore scrive la tradizionale Christmas letter al Foreign Office: &quot;Pur immersi nella tristezza, frustrazione, incompetenza, corruzione, gli italiani continuano a essere un popolo duttile e molto operoso. Ma condivido l&#8217;idea che non siano maturi per la rivoluzione&quot;. E c&#8217;\u00e8 quasi un salto poetico: &quot;Forse, questo spiega la sofferenza che ho osservato sul volto di Berlinguer, l&#8217;altro giorno, quando me lo sono trovato seduto vicino durante una cerimonia&quot;.<\/p>\n<p>(tratto dall&#8217;inchiesta di &quot;la Repubblica&quot; del 13.01.08)<\/p>\n<p>http:\/\/www.repubblica.it\/2008\/01\/sezioni\/politica\/documenti-foreign-office-1\/documenti-foreign-office-1\/documenti-foreign-office-1.html<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>4217-1976-il-golpe-inglese-dalle-carte-segrete-del-foreign-office-lidea-di-un-colpo-di-stato-in-italia<\/p>\n<p>4971<\/p>\n<p>2008-3<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>20080113 23:27:00 redazione-IT IL GOLPE INGLESE \/ 1 &#8211; I documenti degli archivi britannici, appena desecretati gettano una luce cruda sul backstage della Guerra Fredda <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=24561\" title=\"4217 1976: IL GOLPE INGLESE- Dalle carte segrete del Foreign Office l&#039;idea di un colpo di Stato in Italia\">[&#8230;]<\/a><\/p>\n<\/div>","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[108],"tags":[],"class_list":["post-24561","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-eminews-2008"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.4 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\r\n<title>4217 1976: IL GOLPE INGLESE- Dalle carte segrete del Foreign Office l&#039;idea di un colpo di Stato in Italia - Emi-News<\/title>\r\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\r\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=24561\" \/>\r\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\r\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\r\n<meta property=\"og:title\" content=\"4217 1976: IL GOLPE INGLESE- Dalle carte segrete del Foreign Office l&#039;idea di un colpo di Stato in Italia - Emi-News\" \/>\r\n<meta property=\"og:description\" content=\"20080113 23:27:00 redazione-IT IL GOLPE INGLESE \/ 1 &#8211; I documenti degli archivi britannici, appena desecretati gettano una luce cruda sul backstage della Guerra Fredda [...]\" \/>\r\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=24561\" \/>\r\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"Emi-News\" \/>\r\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2008-06-07T00:00:00+00:00\" \/>\r\n<meta name=\"author\" content=\"admin\" \/>\r\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\r\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Scritto da\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"admin\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Tempo di lettura stimato\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"29 minuti\" \/>\r\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\\\/\\\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"Article\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/emigrazione-notizie.org\\\/?p=24561#article\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/emigrazione-notizie.org\\\/?p=24561\"},\"author\":{\"name\":\"admin\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/emigrazione-notizie.org\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/fe29b413db8f079f5349865bcb161aa4\"},\"headline\":\"4217 1976: IL GOLPE INGLESE- Dalle carte segrete del Foreign Office l&#039;idea di un colpo di Stato in Italia\",\"datePublished\":\"2008-06-07T00:00:00+00:00\",\"mainEntityOfPage\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/emigrazione-notizie.org\\\/?p=24561\"},\"wordCount\":6053,\"commentCount\":0,\"publisher\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/emigrazione-notizie.org\\\/#organization\"},\"articleSection\":[\"Z- EmiNews 2008\"],\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"CommentAction\",\"name\":\"Comment\",\"target\":[\"https:\\\/\\\/emigrazione-notizie.org\\\/?p=24561#respond\"]}]},{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/emigrazione-notizie.org\\\/?p=24561\",\"url\":\"https:\\\/\\\/emigrazione-notizie.org\\\/?p=24561\",\"name\":\"4217 1976: IL GOLPE INGLESE- Dalle carte segrete del Foreign Office l&#039;idea di un colpo di Stato in Italia - Emi-News\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/emigrazione-notizie.org\\\/#website\"},\"datePublished\":\"2008-06-07T00:00:00+00:00\",\"breadcrumb\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/emigrazione-notizie.org\\\/?p=24561#breadcrumb\"},\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"https:\\\/\\\/emigrazione-notizie.org\\\/?p=24561\"]}]},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/emigrazione-notizie.org\\\/?p=24561#breadcrumb\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"name\":\"Home\",\"item\":\"https:\\\/\\\/emigrazione-notizie.org\\\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"name\":\"4217 1976: IL GOLPE INGLESE- Dalle carte segrete del Foreign Office l&#039;idea di un colpo di Stato in Italia\"}]},{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/emigrazione-notizie.org\\\/#website\",\"url\":\"https:\\\/\\\/emigrazione-notizie.org\\\/\",\"name\":\"Emi-News\",\"description\":\"Emigrazione Notizie\",\"publisher\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/emigrazione-notizie.org\\\/#organization\"},\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":{\"@type\":\"EntryPoint\",\"urlTemplate\":\"https:\\\/\\\/emigrazione-notizie.org\\\/?s={search_term_string}\"},\"query-input\":{\"@type\":\"PropertyValueSpecification\",\"valueRequired\":true,\"valueName\":\"search_term_string\"}}],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":\"Organization\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/emigrazione-notizie.org\\\/#organization\",\"name\":\"Emi-News\",\"url\":\"https:\\\/\\\/emigrazione-notizie.org\\\/\",\"logo\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/emigrazione-notizie.org\\\/#\\\/schema\\\/logo\\\/image\\\/\",\"url\":\"https:\\\/\\\/emigrazione-notizie.org\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2023\\\/04\\\/cropped-cropped-LOGO-EMI-NEWS-100-3.png\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/emigrazione-notizie.org\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2023\\\/04\\\/cropped-cropped-LOGO-EMI-NEWS-100-3.png\",\"width\":390,\"height\":115,\"caption\":\"Emi-News\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/emigrazione-notizie.org\\\/#\\\/schema\\\/logo\\\/image\\\/\"}},{\"@type\":\"Person\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/emigrazione-notizie.org\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/fe29b413db8f079f5349865bcb161aa4\",\"name\":\"admin\",\"image\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/c6a5980337db2acdbf91d5a435f092b24e21b51c832d5e3457a6fbd3ade7009a?s=96&d=mm&r=g\",\"url\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/c6a5980337db2acdbf91d5a435f092b24e21b51c832d5e3457a6fbd3ade7009a?s=96&d=mm&r=g\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/c6a5980337db2acdbf91d5a435f092b24e21b51c832d5e3457a6fbd3ade7009a?s=96&d=mm&r=g\",\"caption\":\"admin\"},\"url\":\"https:\\\/\\\/emigrazione-notizie.org\\\/?author=1\"}]}<\/script>\r\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"4217 1976: IL GOLPE INGLESE- Dalle carte segrete del Foreign Office l&#039;idea di un colpo di Stato in Italia - Emi-News","robots":{"index":"index","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"canonical":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=24561","og_locale":"it_IT","og_type":"article","og_title":"4217 1976: IL GOLPE INGLESE- Dalle carte segrete del Foreign Office l&#039;idea di un colpo di Stato in Italia - Emi-News","og_description":"20080113 23:27:00 redazione-IT IL GOLPE INGLESE \/ 1 &#8211; I documenti degli archivi britannici, appena desecretati gettano una luce cruda sul backstage della Guerra Fredda [...]","og_url":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=24561","og_site_name":"Emi-News","article_published_time":"2008-06-07T00:00:00+00:00","author":"admin","twitter_card":"summary_large_image","twitter_misc":{"Scritto da":"admin","Tempo di lettura stimato":"29 minuti"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"Article","@id":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=24561#article","isPartOf":{"@id":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=24561"},"author":{"name":"admin","@id":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/#\/schema\/person\/fe29b413db8f079f5349865bcb161aa4"},"headline":"4217 1976: IL GOLPE INGLESE- Dalle carte segrete del Foreign Office l&#039;idea di un colpo di Stato in Italia","datePublished":"2008-06-07T00:00:00+00:00","mainEntityOfPage":{"@id":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=24561"},"wordCount":6053,"commentCount":0,"publisher":{"@id":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/#organization"},"articleSection":["Z- EmiNews 2008"],"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"CommentAction","name":"Comment","target":["https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=24561#respond"]}]},{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=24561","url":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=24561","name":"4217 1976: IL GOLPE INGLESE- Dalle carte segrete del Foreign Office l&#039;idea di un colpo di Stato in Italia - Emi-News","isPartOf":{"@id":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/#website"},"datePublished":"2008-06-07T00:00:00+00:00","breadcrumb":{"@id":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=24561#breadcrumb"},"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=24561"]}]},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=24561#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"4217 1976: IL GOLPE INGLESE- Dalle carte segrete del Foreign Office l&#039;idea di un colpo di Stato in Italia"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/#website","url":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/","name":"Emi-News","description":"Emigrazione Notizie","publisher":{"@id":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/#organization"},"potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?s={search_term_string}"},"query-input":{"@type":"PropertyValueSpecification","valueRequired":true,"valueName":"search_term_string"}}],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"Organization","@id":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/#organization","name":"Emi-News","url":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/","logo":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/#\/schema\/logo\/image\/","url":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/cropped-cropped-LOGO-EMI-NEWS-100-3.png","contentUrl":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/cropped-cropped-LOGO-EMI-NEWS-100-3.png","width":390,"height":115,"caption":"Emi-News"},"image":{"@id":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/#\/schema\/logo\/image\/"}},{"@type":"Person","@id":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/#\/schema\/person\/fe29b413db8f079f5349865bcb161aa4","name":"admin","image":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/c6a5980337db2acdbf91d5a435f092b24e21b51c832d5e3457a6fbd3ade7009a?s=96&d=mm&r=g","url":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/c6a5980337db2acdbf91d5a435f092b24e21b51c832d5e3457a6fbd3ade7009a?s=96&d=mm&r=g","contentUrl":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/c6a5980337db2acdbf91d5a435f092b24e21b51c832d5e3457a6fbd3ade7009a?s=96&d=mm&r=g","caption":"admin"},"url":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?author=1"}]}},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/24561","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=24561"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/24561\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=24561"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=24561"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=24561"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}