{"id":24560,"date":"2008-06-07T00:00:00","date_gmt":"2008-06-07T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=24560"},"modified":"2008-06-07T00:00:00","modified_gmt":"2008-06-07T00:00:00","slug":"4216-brasile-ma-le-sinistre-promettono-battaglia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=24560","title":{"rendered":"4216 BRASILE: Ma le sinistre promettono battaglia"},"content":{"rendered":"<p>20080112 23:25:00 redazione-IT<\/p>\n<p>[b]di David Lifodi (da Musibrasil)<\/p>\n<p>Preso atto della incolmabile distanza in materia sociale e tutela ambientale, i movimenti antagonisti incalzano il governo Lula \u00abcondizionato da multinazionali e politici loro alleati\u00bb.[\/b]<\/p>\n<p>Il recente sciopero della fame del vescovo dom Luiz Flavio Cappio contro la deviazione del Rio S\u00e3o Francisco (terminato lo scorso 20 dicembre) racchiude, e al tempo stesso delinea, le sfide che dovr\u00e0 affrontare la sinistra sociale durante tutto il 2008. La contrapposizione tra il vescovo del sert\u00e3o brasiliano e Lula infatti non \u00e8 limitata soltanto ad un contrasto personale, e nemmeno pu\u00f2 essere ridotta ad un semplice conflitto di carattere prevalentemente locale, ma riguarda due modi completamente diversi di concepire un&#8217;idea di sviluppo del paese, di tutela dei beni comuni, dell&#8217;ambiente, della questione agraria e indigena.<\/p>\n<p>Il recente sciopero della fame del vescovo dom Luiz Flavio Cappio contro la deviazione del Rio S\u00e3o Francisco (terminato lo scorso 20 dicembre) racchiude, e al tempo stesso delinea, le sfide che dovr\u00e0 affrontare la sinistra sociale durante tutto il 2008. La contrapposizione tra il vescovo del sert\u00e3o brasiliano e Lula infatti non \u00e8 limitata soltanto ad un contrasto personale, e nemmeno pu\u00f2 essere ridotta ad un semplice conflitto di carattere prevalentemente locale, ma riguarda due modi completamente diversi di concepire un&#8217;idea di sviluppo del paese, di tutela dei beni comuni, dell&#8217;ambiente, della questione agraria e indigena.<\/p>\n<p>La cosiddetta transposi\u00e7\u00e3o del Rio S\u00e3o Francisco (stato di Bahia) mette contemporaneamente in stretta relazione il legame tra governo e agrobusiness, l&#8217;obbligo per contadini e indigeni di abbandonare le loro terre che saranno inondate dalla deviazione del fiume, infine il ruolo determinante delle grandi transnazionali che hanno sempre l&#8217;ultima parola in merito alle grandi opere decise dal Planalto. Al contrario, la sinistra movimentista brasiliana inizier\u00e0 proprio nel 2008 il suo cammino verso un modello di societ\u00e0 \u00abecosocialista\u00bb, come \u00e8 stata definita dall&#8217;ex deputato petista del Cear\u00e0 Jo\u00e3o Alfredo, attualmente collaboratore di Greenpeace.<\/p>\n<p>\u00abI movimenti sociali ambientalisti\u00bb, spiega Jo\u00e3o Alfredo, \u00abhanno un ruolo fondamentale nella lotta per lo sviluppo sostenibile del paese e l&#8217;alleanza tra di loro sar\u00e0 decisiva per la costruzione di una nuova societ\u00e0 socialmente giusta e ambientalmente equilibrata, in una parola ecosocialista\u00bb. Aderente alla campagna &quot;Per un Brasile libero dagli Ogm&quot;, Jo\u00e3o Alfredo ha ribadito l&#8217;imprescindibile presenza dei movimenti indigeni, contadini e dei piccoli agricoltori nella battaglia per un Brasile in cui gli aspetti sociali, culturali, ambientali, etici ed etnici siano messi realmente al centro della politica da parte del governo Lula. Le sue dichiarazioni, rilasciate appena prima che la mobilitazione per il Rio S\u00e3o Francisco entrasse nella sua fase pi\u00f9 aspra, fotografano esattamente la distanza tra la sinistra antagonista brasiliana e i palazzi.<\/p>\n<p>Questa lontananza abissale \u00e8 emersa in occasione della Conferenza sull&#8217;Ambiente promossa lo scorso 8 Dicembre a Fortaleza dalla societ\u00e0 civile e dalle organizzazioni non governative. Sono sorte proposte per un nuovo modello di educazione ambientale, indicazioni alternative alla transposi\u00e7\u00e3o per irrigare il sempre pi\u00f9 arido Nord-Est, infine \u00e8 finito sotto accusa il famigerato Programa de Acelera\u00e7ao do Crescimento (Pac), all&#8217;interno del quale Lula ha inserito l&#8217;opera di deviazione del Rio S\u00e3o Francisco: si tratta di tutta una serie di nodi che verranno al pettine in occasione del seminario previsto in Brasile per il Maggio 2008 dal titolo &quot;Cambiamenti climatici&quot; e di cui la riunione di Fortaleza rappresentava soltanto uno degli incontri preparatori.<\/p>\n<p>L&#8217;improbo tentativo cui sono chiamati i movimenti sociali brasiliani sar\u00e0 quindi quello di rimettere sulla retta via un governo che, per il momento, \u00e8 manovrato dalle transnazionali e dai politici a loro vicini. In una lettera rivolta al ministro per l&#8217;Integrazione sociale Ciro Gomes (tra i principali sostenitori dalla transposi\u00e7\u00e3o oltre a provenire dal Cear\u00e0, uno degli stati che ne riceveranno i maggiori benefici) e pubblicata dal quotidiano &quot;O Globo&quot;, l&#8217;attrice Let\u00edcia Sabatella ha chiesto esplicitamente al governo Lula di invertire la rotta e non seguire pi\u00f9 il \u00abmodello di sviluppo neocoloniale\u00bb condotto finora.<\/p>\n<p>Poco differente la posizione del Premio Nobel argentino Adolfo P\u00e9rez Esquivel, che appoggia la posizione assunta (e pubblicata in Italia dal quotidiano il manifesto) dello stesso vescovo Cappio, secondo cui \u00abil governo mente quando dice che porter\u00e0 l&#8217;acqua a 12 milioni di assetati, poich\u00e9 \u00e8 un progetto che vuole usare denaro pubblico per favorire le imprese, privatizzare e concentrare nelle mani dei pochi di sempre l&#8217;acqua del Nord-Est\u00bb. Inoltre, scrive ancora Cappio, \u00abil progetto di trasposizione \u00e8 illegale ed \u00e8 portato avanti in forma autoritaria: gli studi sull&#8217;impatto sono incompleti, l&#8217;iter sugli effetti ambientali \u00e8 truccato, le aree indigene sono colpite e il Congresso nazionale non \u00e8 stato consultato come previsto dalla Costituzione\u00bb.<\/p>\n<p>Tuttavia non \u00e8 questo l&#8217;unico fronte caldo (oltre ad essere ben lontano da un lieto fine) su cui sinistra e movimenti saranno impegnati in questo 2008 da poco iniziato. Una situazione molto simile a quella della transposi\u00e7\u00e3o si registra in merito alla costruzione di quattro centrali idroelettriche sul Rio Madeira: anche in questo caso, a costruzioni ultimate, campesinos e indigeni saranno costretti a lasciare le loro terre, e ancora una volta la concessione per l&#8217;inizio dei lavori si \u00e8 svolta secondo un&#8217;asta pubblica non immune da irregolarit\u00e0 e vinta dai soliti noti, quell&#8217;impresa Furnas-Odebrecht ormai privilegiata dal governo brasiliano in contesti del genere. Il 2008 per il Movimento do atingidos por barragens (Mab), da sempre in lotta contro le dighe, sar\u00e0 all&#8217;insegna della mobilitazione.<\/p>\n<p>Secondo Jos\u00e9 Josivaldo Alves de Oliveira, tra i coordinatori del Mab, il nuovo anno si aprir\u00e0 con il lancio della campagna &quot;Il Rio Madeira \u00e8 nostro&quot;, volta a formare un&#8217;alleanza con il Foro boliviano do meio ambiente (anche il versante boliviano bagnato dal fiume costringer\u00e0 coloro che abitano sulle sue rive alla fuga) per impedire la costruzione delle dighe e soprattutto sottolineare che \u00abla Furnas-Odebrecht mente quando afferma che le terre non saranno inondate: qualsiasi fiume su cui il governo pretende di costruire delle centrali idroelettriche inonder\u00e0 migliaia di ettari di terra\u00bb. Di nuovo la storia si ripete: sembra che l&#8217;operazione Rio Madeira servir\u00e0 ad implementare il Programa de acelera\u00e7\u00e3o do crescimento e l&#8217;Iirsa (Iniziativa de integra\u00e7\u00e3o de infra-estrutura regional sul-americana), che il governo vuol portare a termine a qualunque costo.<\/p>\n<p>Se le Organiza\u00e7\u00f5es ind\u00edgenas de bacia amaz\u00f4nica  hanno pi\u00f9 volte avvertito sui rischi per le popolazioni indigene (le cui terre sarebbero inondate dall&#8217;acqua), al pari dei 1600 indios accampati nel comune di Cabrob\u00f2 e poi sgomberati a giugno in via preventiva per l&#8217;inizio della deforestazione che avrebbe dovuto consentire l&#8217;inizio dei lavori di deviazione del S\u00e3o Francisco, \u00e8 evidente che un altro nodo irrisolto per il 2008 resta quello della demarcazione delle terre indigene, che in teoria dovrebbe essere di competenza della governativa Funai (Funda\u00e7\u00e3o nacional do indio). Ancora una volta si tratta di una sfida di lungo periodo, per la quale probabilmente non sar\u00e0 certo durante il corso di questo nuovo anno che saranno raggiunti dei risultati significativi in merito alla demarcazione delle terre.<\/p>\n<p>Resta per\u00f2 il fatto che gli indios attendono perlomeno un cambio di rotta e un impegno reale della Funai, dopo anni di politiche indigeniste quantomeno equivoche. Anche le comunit\u00e0 native che non abitano sulle rive del Rio Madeira o del S\u00e3o Francisco hanno conosciuto gli effetti di una sorta di Programa de acelera\u00e7\u00e3o do crescimento in salsa urbana camuffato sotto il nome di &quot;Setor de expans\u00e3o urbana&quot;. Approvato per riqualificare la zona nord-est del distretto federale di Brasilia, il &quot;Setor de Expans\u00e3o Urbana&quot; prevede la costruzione di un complesso abitativo di circa quarantamila persone sul terreno del Santu\u00e1rio Sagrado dos Paj\u00e9s, santuario indigeno sacro non solo per le due comunit\u00e0 direttamente danneggiate dal progetto, Fulni-\u00f4-Tapuya e Cariri-Xoc\u00f3 e Tux\u00e1, ma per tutte le comunit\u00e0 indigene sudamericane.<\/p>\n<p>Dopo l&#8217;appalto vinto dalla compagnia immobiliare di Brasilia Terracap, la Funai, pur avendo individuato fin dal 2002 l&#8217;area spettante alle comunit\u00e0 Fulni-\u00f4-Tapuya e Cariri-Xoc\u00f3 e Tux\u00e1, non ha mai condotto a termine la demarcazione ufficiale delle terre stesse, fornendo cos\u00ec un ottimo assist alle compagnie immobiliari (e alla lobby dei loro sostenitori all&#8217;interno del Planalto e del distretto di Brasilia) per strappare letteralmente sotto il naso degli indios i terreni in cui abitano da decenni. La sinistra sociale ha coniato per le politiche del governo Lula il termine di \u00abimperialismo neofinanziario\u00bb, ma difficilmente riuscir\u00e0 a contrastare questo nuovo progetto di edificazione selvaggia (di cui beneficer\u00e0 principalmente la classe medio-alta), che durante il 2008 sar\u00e0 probabilmente portato a termine, nonostante il suo costante lavoro di controinformazione.<\/p>\n<p>Infine, come per la delimitazione delle terre indigene, resta irrisolta (e lo sar\u00e0 ancora per molto tempo) la questione della riforma agraria. Le aggressioni contro il Movimento sem terra verificatesi in autunno ad opera della multinazionale Syngenta e sfociate nella morte di alcuni contadini che stavano denunciando la coltivazione illegale di semi transgenici ritenuti particolarmente pericolosi (e non a caso denominati &quot;Terminator&quot;), dimostrano quanto sia giudicata rischiosa l&#8217;apertura all&#8217;agrobusiness scelta dal Planalto. Al pari del recente viaggio di Lula in Paraguay, secondo le sinistre organizzato pi\u00f9 che altro per promuovere la produzione di etanolo e biodiesel allo scopo di compiacere gli imprenditori brasiliani e le transnazionali straniere. Come in una sorta di guerra a bassa intensit\u00e0 ufficialmente non dichiarata, proseguir\u00e0 la contrapposizione tra Mst e Via Campesina da un lato e i sostenitori di soia ogm e pi\u00f9 in generale di qualsiasi tipo di monocoltura dall&#8217;altro.<\/p>\n<p>Sembra tuttavia chiaro che il 2008 non porter\u00e0 a un&#8217;inversione di tendenza della politica brasiliana, ed \u00e8 altrettanto evidente che, sebbene le critiche alla politica di Lula siano motivate da controproposte di spessore in tutti i campi da parte dei movimenti, la sinistra sociale brasiliana \u00e8 conscia che il successore del \u00abpresidente operaio\u00bb al Planalto, nel migliore dei casi, perseguir\u00e0 politiche molto probabilmente analoghe. Nonostante i pur ragguardevoli risultati fin qui raggiunti ed elencati da Lula in una sorta di messaggio di fine anno al paese, quali la crescita economica di oltre il 5 per cento nel 2007, il calo della disoccupazione con la creazione di due nuovi milioni di posti di lavoro e l&#8217;inclusione per la prima volta del Brasile da parte dell&#8217;Onu tra i paesi con un alto indice di sviluppo umano, i movimenti ritengono che la strada da imboccare debba ancora essere trovata.  A livello istituzionale la sinistra radicale del Psol (Partido socialismo e liberdade) non sembra avere i numeri sufficienti per poter condizionare in modo efficace e sistematico la \u00abderiva di centro-destra\u00bb dell&#8217;attuale esecutivo. Tuttavia \u00e8 certo che anche per il 2008 movimenti e sinistre non si limiteranno ad azioni di pura testimonianza, ma riusciranno comunque a lasciare un segno tangibile nella societ\u00e0 e tra i palazzi della politica brasiliana.<\/p>\n<p>10.01.2008<\/p>\n<p>www.musibrasil.net<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>4216-brasile-ma-le-sinistre-promettono-battaglia<\/p>\n<p>4970<\/p>\n<p>2008-3<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>20080112 23:25:00 redazione-IT [b]di David Lifodi (da Musibrasil) Preso atto della incolmabile distanza in materia sociale e tutela ambientale, i movimenti antagonisti incalzano il governo <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=24560\" title=\"4216 BRASILE: Ma le sinistre promettono battaglia\">[&#8230;]<\/a><\/p>\n<\/div>","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[108],"tags":[],"class_list":["post-24560","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-eminews-2008"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.4 - 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