{"id":24345,"date":"2008-06-07T00:00:00","date_gmt":"2008-06-07T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=24345"},"modified":"2008-06-07T00:00:00","modified_gmt":"2008-06-07T00:00:00","slug":"4383-veltroni-una-nuova-italia-si-puo-fare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=24345","title":{"rendered":"4383 Veltroni: una nuova Italia si pu\u00f2 fare"},"content":{"rendered":"<p>20080217 10:47:00 redazione-IT<\/p>\n<p>Il discorso di Walter Veltroni all&#8217;assemblea costituente del PD<\/p>\n<p>\u201cPap\u00e0 era in Afghanistan per portare la pace e non \u00e8 la prima volta che andava all\u2019estero: tutti i giorni ci mandava le foto di quello che faceva con i bambini nelle scuole che<br \/>\nricostruivano. Aveva scelto di far parte di un reparto dell\u2019Esercito che si occupa di ricostruire, ed era orgoglioso di quello che faceva. Credeva fino in fondo al suo lavoro, mettendo al servizio dello Stato e della patria la sua vita\u201d. Sono le parole con le quali una ragazza di diciotto anni ha ricordato suo padre.<br \/>\nGiovanni Pezzulo aveva 45 anni. Insieme ad alcuni colleghi, stava distribuendo viveri e medicinali alla popolazione, non lontano da Kabul. Gli hanno sparato a tradimento, lo<br \/>\nhanno colpito a morte e probabilmente hanno esultato, i guerriglieri talebani che hanno ferito, per fortuna in modo lieve, anche un altro giovane militare italiano, Enrico<br \/>\nMercuri, di 31 anni.<\/p>\n<p>A lui vanno i nostri auguri di rapida guarigione. Alla moglie e a Giusy, la figlia di<br \/>\nGiovanni, il commosso, riconoscente abbraccio di noi tutti.<br \/>\nGiovanni Pezzulo ha onorato la bandiera italiana, sotto la quale serviva, su mandato<br \/>\nOnu, le popolazioni civili dell\u2019Afghanistan. Non era l\u00ec per fare la guerra. Era l\u00ec per<br \/>\ncontribuire a un\u2019impresa difficile, ma necessaria: pacificare, stabilizzare, democratizzare<br \/>\nun paese che era diventato \u2013 e non deve tornare ad essere \u2013 un santuario del terrorismo<br \/>\nfondamentalista internazionale.<br \/>\nA Giovanni, agli altri nostri caduti in Afghanistan in questi anni, a tutte le donne e gli<br \/>\nuomini impegnati nelle nostre missioni militari di pace, va la gratitudine di ogni italiano.<br \/>\nLa strada verso la pace \u00e8 lunga e impervia, lo sappiamo bene. Con Romano Prodi,<br \/>\nMassimo D\u2019Alema, Arturo Parisi, in questi anni abbiamo lavorato in Europa, nella Nato<br \/>\ne all\u2019Onu, per un salto di qualit\u00e0 nella conduzione politica della questione afgana.<br \/>\nContinueremo a farlo. E\u2019 ancora pi\u00f9 necessario e urgente, con l\u2019aggravarsi della crisi del<br \/>\nPakistan.<br \/>\nMa lavorare per una soluzione politica non significa ritirare unilateralmente la nostra<br \/>\npresenza militare.<br \/>\nE\u2019 quanto ha chiesto in Parlamento, proprio in questi giorni, la Sinistra Arcobaleno, che<br \/>\nha votato contro il decreto di rinnovo di tutte le nostre missioni militari internazionali.<br \/>\nNoi consideriamo quel voto un grave errore. In via di fatto, perch\u00e9 non si vede come il<br \/>\nritiro unilaterale dell\u2019Italia possa aiutare una svolta politica della questione afgana. E in<br \/>\nvia di principio, perch\u00e9 il ripudio della guerra, solennemente affermato dalla nostra Carta<br \/>\nCostituzionale, non ha nulla a che vedere con un\u2019opzione neutralista o isolazionista.<br \/>\nL\u2019Italia non pu\u00f2 restare indifferente rispetto alla qualit\u00e0 dell\u2019ordine mondiale. L\u2019Italia<br \/>\ndeve intervenire attivamente nel contesto internazionale. Con un vincolo preciso: la pace<br \/>\npu\u00f2 essere perseguita solo attraverso il rafforzamento del multilateralismo e non<br \/>\nimboccando la scorciatoia senza uscita delle politiche e degli interventi unilaterali.<br \/>\nPer questa ragione siamo venuti via dall\u2019Iraq: perch\u00e9 quella missione era nata all\u2019insegna<br \/>\ndell\u2019ambiguit\u00e0 su questo decisivo discrimine politico e di principio.<br \/>\nPer questa stessa ragione, abbiamo invece confermato e confermiamo i nostri impegni in<br \/>\nAfghanistan, in Libano e nei Balcani, che non solo hanno una ineccepibile<br \/>\nlegittimazione internazionale, ma sono espressione di quel multilateralismo efficace che<br \/>\n\u00e8 la sola via per la gestione dei conflitti nel mondo nuovo che sta sorgendo attorno a noi.<br \/>\nUn mondo pi\u00f9 grande, segnato dall\u2019affacciarsi di miliardi di donne e di uomini a lungo<br \/>\nesclusi dallo sviluppo mondiale. La Cina e l\u2019India, il Brasile e la nuova Russia, rinata<br \/>\ndalle ceneri dell\u2019Unione Sovietica, insieme al vasto mondo arabo-islamico, stanno<br \/>\nmutando in modo radicale la natura stessa della globalizzazione.<br \/>\nSolo pochi anni fa, si pensava alla globalizzazione come alla possibile forzata<br \/>\noccidentalizzazione del mondo. Invece il mondo, sempre pi\u00f9, sta diventando<br \/>\nmultipolare: con le sue straordinarie opportunit\u00e0 di umanizzazione e con gli altrettanto<br \/>\nenormi rischi per la stabilit\u00e0 finanziaria e la giustizia sociale, per l\u2019equilibrio ambientale<br \/>\ne per la pace.<br \/>\nL\u2019ampliarsi degli orizzonti del mondo rende ancora pi\u00f9 attuali le quattro direttrici<br \/>\nstoriche della nostra politica estera. E rende ancora pi\u00f9 evidente e necessario il principio<br \/>\nche \u00e8 la forza di ogni Paese: la priorit\u00e0 assoluta sono gli interessi nazionali, non quelli di<br \/>\nparte.<br \/>\nSi potr\u00e0 e si dovr\u00e0, se necessario, dissentire tra maggioranza e opposizione su questa o<br \/>\nquella scelta concreta. E\u2019 avvenuto in passato e altrove, \u00e8 possibile che continui a<br \/>\nsuccedere. Ma un grande Paese, una grande democrazia come noi vogliamo essere, non \u00e8<br \/>\ntale senza una visione condivisa della collocazione dell\u2019Italia nel mondo e del nostro,<br \/>\ncomune interesse nazionale.<br \/>\nIl primo pilastro della nostra politica estera \u00e8, continua ad essere, la partecipazione attiva<br \/>\ndell\u2019Italia al processo di integrazione politica dell\u2019Europa: l\u2019Europa massima possibile,<br \/>\nnon quella minima indispensabile, l\u2019Europa come risposta a chi crede che la<br \/>\nglobalizzazione sia ingovernabile.<br \/>\nNoi facciamo nostro e chiediamo alle altre forze politiche di fare altrettanto, l\u2019appello<br \/>\ndel Presidente Napolitano, al quale rivolgiamo da qui il nostro saluto pi\u00f9 affettuoso, per<br \/>\nuna sollecita ratifica parlamentare del trattato di Lisbona.<br \/>\nNella prossima legislatura, le nostre priorit\u00e0 in campo europeo saranno una solida<br \/>\npolitica di sicurezza comune, una politica dell\u2019energia coerente con la strategia<br \/>\ndell\u2019abbattimento delle emissioni e dello sviluppo delle fonti rinnovabili, una<br \/>\nrappresentanza unitaria sui mercati esterni, una politica della ricerca e delle reti europee<br \/>\nda finanziarsi anche mediante l\u2019emissione di euro-bond.<br \/>\nIl secondo pilastro della nostra politica estera \u00e8 il Mediterraneo, che dopo secoli di<br \/>\nmarginalit\u00e0 ha oggi davanti a s\u00e9 la straordinaria opportunit\u00e0 di proporsi come l\u2019hub<br \/>\npolitico ed economico mondiale di questo secolo. Un hub che collega Europa e Nord<br \/>\nAfrica, Caspio e area del Golfo, a sua volta porta per l\u2019Asia. Un hub per le merci e per<br \/>\nl\u2019energia, per le migrazioni e il dialogo religioso.<br \/>\nEssere parte e perno di un forte circuito \u201ceuro-mediterraneo\u201d \u00e8 per l\u2019Italia la condizione<br \/>\nprincipale per il rilancio del Mezzogiorno, per rovesciare finalmente la prospettiva e fare<br \/>\ndel nostro Sud non pi\u00f9 il principale problema ma la pi\u00f9 importante risorsa sottoutilizzata<br \/>\ndel Paese.<br \/>\nIl terzo pilastro \u00e8 il rafforzamento dell\u2019amicizia e della collaborazione, nazionale ed<br \/>\neuropea, con gli Stati Uniti. Amicizia e collaborazione fondate ovviamente<br \/>\nsull\u2019autonomia, e non sulla dipendenza. Sul legame che la storia ci ha consegnato, e sui<br \/>\ncompiti che il presente ci assegna.<br \/>\nConcorrere alla costruzione di uno spazio comune transatlantico \u00e8 fondamentale nel<br \/>\ncampo tradizionale della politica estera e di difesa. Ed \u00e8 decisivo in campo economico,<br \/>\ndove serve una cooperazione che rafforzi il governo della globalizzazione e della<br \/>\nliberalizzazione dei mercati, e diminuisca il rischio di crescenti protezionismi.<br \/>\nEuropa e Stati Uniti assieme rendono tutto pi\u00f9 facile e possibile. La partnership atlantica<br \/>\n\u00e8 la base migliore per un nuovo dialogo con il mondo arabo e islamico. E\u2019<br \/>\nun\u2019opportunit\u00e0 per il governo delle crisi, a cominciare da quella israelo-palestinese. E\u2019 la<br \/>\nchiave per la piena integrazione dei Balcani occidentali nel sistema europeo, e per un<br \/>\napproccio positivo nei confronti delle nuove potenze emergenti e dei rischi della<br \/>\nproliferazione nucleare e del riarmo.<br \/>\nIl quarto pilastro di una politica estera che auspichiamo condivisa dal pi\u00f9 ampio arco di<br \/>\nforze parlamentari \u00e8 il multilateralismo, e in particolare il sostegno alle Nazioni Unite, al<br \/>\nloro imprescindibile ruolo, alla loro necessaria autoriforma.<br \/>\nDopo il successo dell\u2019iniziativa sulla moratoria delle esecuzioni capitali, l\u2019Italia deve<br \/>\ncontinuare a battersi per la tutela dei diritti umani e per l\u2019affermazione e il rispetto della<br \/>\nlegalit\u00e0 internazionale, tramite la Corte di Giustizia e il Tribunale Penale Internazionale.<br \/>\nE io continuo a credere che faremmo un torto alla nostra civilt\u00e0, oltre che al futuro stesso<br \/>\ndell\u2019umanit\u00e0, se non assumessimo in modo pi\u00f9 stringente e vincolante la lotta alla<br \/>\npovert\u00e0 e alla fame e il raggiungimento degli altri Obiettivi di Sviluppo del Millennio.<br \/>\nNon \u00e8 pi\u00f9 solo una questione di quantit\u00e0 dell\u2019impegno, di risorse da destinare agli aiuti<br \/>\nallo sviluppo, anche se fa male constatare che l\u2019Italia, pur invertendo al tendenza degli<br \/>\nanni precedenti, \u00e8 ferma allo 0,20 per cento del Pil, e che solo Grecia e Stati Uniti fanno<br \/>\nmeno di noi. E\u2019 anche una questione di qualit\u00e0 e di efficacia, di come gli aiuti vengono<br \/>\nimpiegati. Anche per questo nella prossima legislatura dovremo provvedere una sollecita<br \/>\napprovazione della legge di riforma della cooperazione.<br \/>\nLo dobbiamo anche a quei milioni di italiani \u2013 volontari, missionari, associazioni, Ong \u2013<br \/>\nche si spendono per dare speranza e sostegno all\u2019Africa, per migliorare le condizioni di<br \/>\nvita nei paesi in via di sviluppo.<br \/>\nSono il ritratto migliore dell\u2019Italia. Sono l\u2019esempio delle energie che abbiamo, del tesoro<br \/>\numano di cui disponiamo. Dobbiamo averne cura, sostenerlo, farlo crescere. Non<br \/>\nlasciamo che questa ricchezza venga mortificata, fino ad esaurirsi pian piano.<br \/>\nL&#8217;Italia deve muoversi, deve fare appello alle grandi risorse intellettuali e morali di cui<br \/>\ndispone, se vuole giocare da protagonista nel mondo che cambia.<br \/>\nL&#8217;Italia deve lasciarsi alle spalle il passato, e scegliere il nuovo.<br \/>\nDeve smettere di accontentarsi, e volere di pi\u00f9: pi\u00f9 mobilit\u00e0 sociale, pi\u00f9 spazio al merito<br \/>\ne ai talenti e meno chiusure corporative; pi\u00f9 legalit\u00e0 e meno furbizia; pi\u00f9 ricerca,<br \/>\nscienza, innovazione tecnologica e meno divisioni e steccati ideologici; pi\u00f9 fiducia nel<br \/>\nfuturo e in se stessi, e meno paura del nuovo; pi\u00f9 potere di decisione alla democrazia, e<br \/>\nmeno poteri di veto.<br \/>\nSi pu\u00f2 fare. Le risorse per riuscire ci sono. Sta gi\u00e0 succedendo.<br \/>\nIn Italia due-tremila imprese di media dimensione, ciascuna delle quali \u00e8 al centro di una<br \/>\ncostellazione di decine, talvolta centinaia di imprese pi\u00f9 piccole, si sono ristrutturate,<br \/>\nhanno tirato la cinghia, hanno sofferto, si sono internazionalizzate; e ora si sono<br \/>\nriproposte da leader nell&#8217;economia globale.<br \/>\nE\u2019 merito loro se nel 2007 le nostre esportazioni, in valore, sono tornate finalmente a<br \/>\ncrescere. Quando si dice \u201cimprese\u201d, si dice lavoratori e imprenditori, insieme.<br \/>\nIn Italia, migliaia di giovani calabresi hanno sfidato la mafia: &quot;ora uccideteci tutti&quot; hanno<br \/>\ngridato ai boss della criminalit\u00e0 organizzata.<br \/>\nIn Italia, in Sicilia, ci sono imprenditori, ci sono industriali, commercianti e artigiani, che<br \/>\nhanno deciso di rifiutarsi di pagare il pizzo e di espellere dalle loro associazioni chi<br \/>\ncontinua a pagarlo.<br \/>\nIn Italia, ci sono stati tre milioni e mezzo di cittadini che si sono messi in fila per far<br \/>\nnascere il Partito Democratico. E con la loro partecipazione, con la loro passione, hanno<br \/>\ndimostrato cos\u2019\u00e8 la buona politica, hanno fatto vedere dov\u2019\u00e8 che passa il cambiamento.<br \/>\nLe potenzialit\u00e0 dunque ci sono, e sono grandi. Ma senza un progetto, sono destinate a<br \/>\nrimanere tali.<br \/>\nIl primo dei problemi dell\u2019Italia \u00e8 che da troppi anni cresciamo troppo poco e comunque<br \/>\nsempre meno degli altri.<br \/>\nAncora tra il &#8217;91 e il &#8217;98, la produttivit\u00e0 totale dei fattori cresceva, in Italia, ad un ritmo di<br \/>\npoco superiore a quello medio dei principali Paesi europei.<br \/>\nDal &#8217;98 al 2000, \u00e8 cresciuta meno che in Francia e in Germania.<br \/>\nDal 2000 al 2006, \u00e8 addirittura diminuita, mentre Germania e Francia continuavano a<br \/>\nfarla crescere a buon ritmo.<br \/>\nAbbiamo cos\u00ec accumulato, dai primi anni &#8217;90, un ritardo di sviluppo di ben 11 punti di<br \/>\nPIL rispetto all&#8217;area dell&#8217;Euro. In moneta, pi\u00f9 di 170 miliardi di Euro all&#8217;anno.<br \/>\nSe non invertiamo questa tendenza, l\u2019Italia rischia di perdersi.<br \/>\nIl programma del Partito Democratico assume quindi l&#8217;aumento della ricchezza<br \/>\nnazionale come obiettivo principale della sua strategia politica e di governo.<br \/>\nAnche perch\u00e9, senza crescita, non c&#8217;\u00e8 politica redistributiva che tenga.<br \/>\nDetto con ancora pi\u00f9 chiarezza: senza crescita, senza pi\u00f9 ricchezza, non c\u2019\u00e8 giustizia<br \/>\nsociale.<br \/>\nSe l\u2019economia e le imprese vanno male, ogni obiettivo di equit\u00e0 sociale e di creazione di<br \/>\nopportunit\u00e0 si allontana.<br \/>\nLo dimostra il fatto che oggi l\u2019Italia, insieme ad un problema di crescita, ha anche un<br \/>\ngrave problema di disuguaglianza e immobilit\u00e0 sociale: si \u00e8 bloccato l&#8217;ascensore sociale<br \/>\nche consente ai giovani pi\u00f9 impegnati, intelligenti e preparati di salire quanto vorrebbero<br \/>\ne meriterebbero.<br \/>\nL&#8217;Italia \u00e8 tra i paesi pi\u00f9 diseguali d\u2019Europa. In Italia, il 20 per cento pi\u00f9 ricco della<br \/>\npopolazione possiede quasi sei volte il reddito del 20 per cento pi\u00f9 povero. Il rapporto<br \/>\ntra reddito e patrimonio \u00e8 uno a sette, il pi\u00f9 alto tra i paesi sviluppati.<br \/>\nL&#8217;indice di povert\u00e0 relativa segnala che il 19 per cento della popolazione \u00e8 in grave<br \/>\ndisagio economico. In Svezia questa percentuale \u00e8 al 9, in Germania e Francia al 13.<br \/>\nCome non bastasse, questa situazione riguarda pi\u00f9 le donne dei maschi. Pi\u00f9 i giovani<br \/>\ndegli adulti.<br \/>\nCi\u00f2 che \u00e8 pi\u00f9 grave: in Italia, a differenza ad esempio di quanto avviene in Spagna, nei<br \/>\npaesi del Nord o in Olanda, il tasso di disuguaglianza, dopo l\u2019intervento pubblico, invece<br \/>\ndi scendere resta pressoch\u00e9 invariato.<br \/>\nIl programma del Partito Democratico si propone quindi di cambiare profondamente<br \/>\nqualit\u00e0 e quantit\u00e0 dell&#8217;intervento pubblico, per renderlo capace di aiutare davvero i pi\u00f9<br \/>\npoveri ad uscire con le loro gambe dalla situazione di disagio in cui si trovano; di<br \/>\nfavorire il rapido innalzamento della partecipazione dei giovani e delle donne \u2013 specie<br \/>\nnel Sud \u2013 alle forze di lavoro; di chiamare di pi\u00f9 il mercato, secondo un principio di<br \/>\nsussidiariet\u00e0, a risolvere problemi sociali e ambientali.<br \/>\nNon si possono infatti affrontare in modo efficace i problemi di uguaglianza, se non<br \/>\nfacendo leva sulla libert\u00e0 delle persone, ampliando le possibilit\u00e0 per ciascuno di<br \/>\nperseguire il proprio disegno di vita, compatibilmente con l&#8217;eguale diritto altrui.<br \/>\nL&#8217;Italia non ha un problema di libert\u00e0, nei termini classici in cui questo problema viene<br \/>\nsolitamente posto: libert\u00e0 di manifestazione del pensiero, di associazione, di riunione e<br \/>\nsimili.<br \/>\nMa esiste nel nostro Paese un problema di libert\u00e0 con riferimento a quello che la<br \/>\nDichiarazione di indipendenza degli Stati Uniti chiama &quot;diritto alla ricerca della felicit\u00e0&quot;:<br \/>\nil diritto di ciascuno a perseguire liberamente il proprio disegno di vita, compatibilmente<br \/>\ncon l&#8217;eguale diritto altrui.<br \/>\nPer fare solo alcuni esempi: una giovane mamma desidera dedicare alcuni anni alla cura<br \/>\ndei suoi bimbi, per poi ricominciare a lavorare; in Italia, praticamente, non pu\u00f2.<br \/>\nUna pensionata, un pensionato, desidera svolgere un&#8217;attivit\u00e0 lavorativa part-time, legale e<br \/>\nregolare anche fiscalmente; in Italia, praticamente, non pu\u00f2.<br \/>\nUn giovane che voglia accedere ad una professione, senza avere il padre che gi\u00e0 la<br \/>\nesercita, in Italia quasi sempre si trova davanti ad un muro impossibile da scavalcare.<br \/>\nSe il capitalismo italiano viene definito &quot;relazionale&quot;, \u00e8 per la diffusione di opachi patti<br \/>\ndi sindacato e strutture piramidali nell&#8217;assetto proprietario di molti grandi gruppi, che ne<br \/>\nostacolano la contendibilit\u00e0, impedendo al mercato di esercitare la sua funzione<br \/>\ndinamica e selettiva.<br \/>\nE\u2019 ora di cambiare, di voltare pagina, di liberare la societ\u00e0 italiana.<br \/>\nLa regolamentazione pubblica definisce lo spazio in cui tutte le libert\u00e0, anche quelle<br \/>\nprivate, sono rese possibili ed effettive. Anche per questo, per\u00f2, essa \u00e8 chiamata a<br \/>\ngiustificare il perch\u00e9 di divieti, ostacoli, strettoie che si frappongono fra la libert\u00e0<br \/>\nindividuale e l&#8217;effettivo perseguimento del progetto di vita di ciascuno.<br \/>\nQuali di queste giustificazioni siano accettabili \u00e8 questione che investe la politica, le<br \/>\nscelte collettive. Ma \u00e8 giusto rimuovere quei vincoli \u2013 e sono tanti \u2013 la cui<br \/>\ngiustificazione ormai non \u00e8 pi\u00f9 sostenibile.<br \/>\nMeno veti, meno burocrazia, meno conservatorismi.<br \/>\nPi\u00f9 crescita, pi\u00f9 uguaglianza, pi\u00f9 libert\u00e0.<br \/>\nSono queste le tre stelle fisse che orientano il programma del Partito Democratico per il<br \/>\nrinnovamento e il rilancio dell\u2019economia e della societ\u00e0 italiana.<br \/>\nI Governi di centrosinistra che hanno guidato l&#8217;Italia tra il &#8217;96 e il 2001 e tra il 2006 e il<br \/>\n2008 hanno creato le condizioni che rendono oggi possibile e realistico un programma di<br \/>\nsvolta riformatrice: prima con la stabilizzazione economico-finanziaria (Euro), e poi con<br \/>\ni primi, importanti successi nella lotta all&#8217;evasione fiscale e l&#8217;avvio di un migliore<br \/>\ncontrollo della spesa pubblica.<br \/>\nOra \u00e8 finalmente possibile, e allo stesso tempo necessario, chiamare a raccolta le forze<br \/>\nsociali \u2013 le organizzazioni sindacali, la Confindustria, ma anche le associazioni della<br \/>\npiccola impresa, del lavoro autonomo, delle professioni, del terzo settore \u2013 per una<br \/>\nnuova stagione di concertazione, finalizzata allo sviluppo.<br \/>\nPer\u00f2 non dimentichiamolo mai: la concertazione \u00e8 un mezzo, non un fine.<br \/>\nIl Patto del Luglio del &#8217;93 aveva una finalit\u00e0 precisa: la stabilizzazione economicofinanziaria.<br \/>\nRisult\u00f2 decisivo per conseguirla, con l&#8217;Euro.<br \/>\nOggi abbiamo bisogno di un nuovo modello, con un nuovo obiettivo: la crescita. L\u2019Italia<br \/>\ndeve crescere. Deve incrementare la produttivit\u00e0 totale dei fattori e crescere.<br \/>\nIn questo nuovo contesto, tutti devono cambiare comportamenti e capacit\u00e0 di<br \/>\nrappresentanza. La politica, certo, e per prima. Ma anche le forze sociali, per le quali<br \/>\ndiventa urgente una nuova assunzione di responsabilit\u00e0, in nome dell\u2019interesse generale<br \/>\ndel Paese, e una autoriforma delle regole della rappresentanza.<br \/>\nPi\u00f9 crescita, pi\u00f9 uguaglianza, pi\u00f9 libert\u00e0.<br \/>\nNei prossimi giorni il Coordinamento politico discuter\u00e0 e approver\u00e0 un documento<br \/>\nprogrammatico che tradurr\u00e0 questi principi in una organica proposta al Paese.<br \/>\nQui mi limiter\u00f2 ad indicare dodici grandi obiettivi, dodici proposte innovative che<br \/>\npossono cambiare l\u2019Italia.<br \/>\n1. Primo: modernizzare l\u2019Italia significa scegliere come priorit\u00e0 le infrastrutture e la<br \/>\nqualit\u00e0 ambientale.<br \/>\nPartiamo da qui, da un programma straordinario che si proponga di colmare il grave<br \/>\nritardo che l\u2019Italia ha accumulato.<br \/>\nIl Paese ha bisogno di infrastrutture e servizi che oggi sono ostacolati pi\u00f9 da incapacit\u00e0<br \/>\ndi decisione che da carenza di risorse finanziarie.<br \/>\nEcco la novit\u00e0 del nostro ambientalismo del fare: s\u00ec al coinvolgimento, alla<br \/>\npartecipazione, alla consultazione dei cittadini in tutte le fasi di localizzazione,<br \/>\nprogettazione e costruzione; ma basta con l&#8217;ambientalismo che cavalca ogni movimento<br \/>\ndi protesta del tipo Nimby, \u201cnon nel mio giardino\u201d, e impedisce di fare le infrastrutture<br \/>\nnecessarie al Paese.<br \/>\nNoi riformeremo la normativa di valutazione ambientale delle opere, con l&#8217;eliminazione<br \/>\ndei tre passaggi attuali e la concentrazione in un\u2019unica procedura di autorizzazione, da<br \/>\nconcludere in tre mesi. Una volta assunta la decisione, deve essere previsto un divieto di<br \/>\nrevoca o l&#8217;applicazione di sanzioni pecuniarie elevate con responsabilit\u00e0 erariale a carico<br \/>\ndegli amministratori pubblici interessati.<br \/>\nLa priorit\u00e0 va data agli impianti per produrre energia pulita, ai rigassificatori<br \/>\nindispensabili per liberalizzare e diversificare l&#8217;approvvigionamento di metano, ai<br \/>\ntermovalorizzatori e agli altri impianti per il trattamento dei rifiuti, alla manutenzione<br \/>\nordinaria e straordinaria della rete idrica.<br \/>\nE poi al trasporto ferroviario. L\u2019Alta Velocit\u00e0 \u00e8 il pi\u00f9 grande investimento<br \/>\ninfrastrutturale in corso nel nostro Paese: va completato e utilizzato appieno. Il<br \/>\ncompletamento della TAV metter\u00e0 a disposizione del trasporto regionale un aumento del<br \/>\n50 per cento delle tratte ferroviarie. Noi le useremo per ridurre il traffico attorno alle<br \/>\ngrandi citt\u00e0 e per dare ai pendolari un servizio finalmente decente.<br \/>\nDotare il Paese delle necessarie infrastrutture non solo non \u00e8 in contraddizione con<br \/>\nl\u2019obiettivo di tutelare e valorizzare l\u2019ambiente, ma ne \u00e8 il presupposto. Allo stesso modo,<br \/>\nle tecnologie per l&#8217;ambiente saranno nei prossimi vent&#8217;anni ci\u00f2 che il comparto della<br \/>\ncomunicazione \u00e8 stato nei venti precedenti: la forza trainante dello sviluppo e di un pi\u00f9<br \/>\nvasto cambiamento economico e sociale.<br \/>\nProdurre il 20 per cento di energia con il sole e con il vento significa risparmiare miliardi<br \/>\ndi euro sulle importazioni di petrolio; migliorare l&#8217;efficienza energetica significa pi\u00f9<br \/>\ncompetitivit\u00e0 per le imprese e risparmio per le famiglie.<br \/>\nE la nostra proposta \u00e8 un piano per realizzare in dieci anni la trasformazione delle fonti<br \/>\nprincipali di riscaldamento degli edifici, privati e pubblici, in modo da creare al tempo<br \/>\nstesso un gigantesco risparmio energetico e un grande volano di crescita economica.<br \/>\nPer anni abbiamo incentivato la rottamazione delle auto. Ora incentiviamo la<br \/>\nrottamazione del petrolio.<br \/>\n2. Il secondo grande obiettivo di innovazione \u00e8 il Mezzogiorno, \u00e8 la sua crescita, che \u00e8<br \/>\npoi la crescita dell\u2019Italia.<br \/>\nGran parte delle politiche per il Mezzogiorno \u00e8 incentrata sull&#8217;utilizzo delle risorse<br \/>\ncomunitarie. L\u2019efficacia di questa spesa \u00e8 stata tuttavia spesso deludente, si \u00e8 assistito<br \/>\nalla dispersione dei fondi in una miriade di programmi e si sono cos\u00ec mancate importanti<br \/>\noccasioni per utilizzare le risorse in modo da superare i rilevanti gap del Mezzogiorno<br \/>\nnelle infrastrutture e nei servizi collettivi.<br \/>\nSi deve quindi procedere a una drastica e veloce revisione dei programmi, e ad un<br \/>\naltrettanto drastico accentramento delle risorse su pochi obiettivi, quantificabili e<br \/>\ncontrollabili.<br \/>\nLa priorit\u00e0 \u00e8 quella di portare entro il 2013 la rete delle infrastrutture, a cominciare dal<br \/>\nsistema dei trasporti \u2013 strade, ferrovie, porti, aeroporti e autostrade del mare \u2013 su un<br \/>\nlivello quantitativo e qualitativo confrontabile con l\u2019Europa sviluppata. E lo stesso vale<br \/>\nper servizi essenziali come quelli idrici e ambientali.<br \/>\nPensiamo alla Sicilia, alla sua collocazione strategica, al suo essere approdo quasi<br \/>\nnaturale per i traffici commerciali delle economie emergenti dell\u2019area, che fa dell\u2019Isola<br \/>\nl\u2019avamposto europeo nel Mediterraneo. Perch\u00e9 questo circuito virtuoso si sviluppi la<br \/>\nSicilia ha bisogno di una rete infrastrutturale che le consenta di diventare davvero, con le<br \/>\naltre regioni del nostro Mezzogiorno, la naturale piattaforma logistica per gli scambi di<br \/>\nservizi, di beni, di persone, di culture in un\u2019area cruciale del mondo.<br \/>\n3. Terzo grande obiettivo di innovazione \u00e8 il controllo della dinamica della spesa<br \/>\npubblica. E\u2019 aumentarne la produttivit\u00e0 e renderla finalmente quel fattore di sviluppo e<br \/>\ndi uguaglianza che oggi ancora non \u00e8.<br \/>\nNei cinque anni di governo del centrodestra la spesa corrente primaria \u00e8 aumentata di<br \/>\ndue punti e mezzo di PIL. Un&#8217;enormit\u00e0, che spiega da sola il fallimento delle politiche<br \/>\neconomiche della Casa delle libert\u00e0.<br \/>\nIn tutto il mondo, la destra liberista ha come slogan \u201cmeno Stato pi\u00f9 mercato\u201d.<br \/>\nSolo in Italia il centrodestra pensava di poter governare riducendo le tasse e aumentando<br \/>\nla spesa.<br \/>\nAlla fine dei cinque anni del governo Berlusconi, la pressione fiscale era stata<br \/>\nleggermente ridotta. Peccato per\u00f2 che la spesa corrente primaria, che il centrodestra<br \/>\naveva trovato nel 2000 al 37,3 per cento del PIL sia stata lasciata al 39,9 per cento nel<br \/>\n2005: pi\u00f9 2,6.<br \/>\nTra minori entrate e maggiori uscite, 3 punti e mezzo di PIL da finanziare: questa \u00e8<br \/>\nl\u2019eredit\u00e0 che ha trovato il Governo Prodi.<br \/>\nE\u2019 quindi vero che il miglioramento dei conti pubblici, che ha portato alla fuoriuscita<br \/>\ndell&#8217;Italia dalla procedura di infrazione per deficit eccessivo in cui era precipitata nel<br \/>\nquinquennio 2001-2006, deriva per la parte maggiore da un aumento della pressione<br \/>\nfiscale: peraltro, in parte consistente, frutto del successo nella lotta all&#8217;evasione fiscale.<br \/>\nMa non \u00e8 meno vero, che per la prima volta dopo dieci anni un Governo stava riuscendo<br \/>\na mettere sotto controllo la spesa corrente primaria, che \u00e8 passata dal 39,9 del 2005 al<br \/>\n39,3 del 2007.<br \/>\nProprio l\u2019esperienza di questi due anni ci consente di dire credibilmente ai cittadini<br \/>\nitaliani che nella prossima legislatura, il banco di prova decisivo per il Governo del<br \/>\nPartito Democratico \u00e8 quello riqualificare e ridurre la spesa pubblica. Senza ridurre, anzi<br \/>\nfacendo gradualmente crescere in rapporto al PIL, la spesa sociale.<br \/>\nSpendere meglio, spendere meno.<br \/>\nMezzo punto di PIL di spesa corrente primaria in meno nel primo anno, un punto nel<br \/>\nsecondo e un punto nel terzo: il conseguimento di questo risultato \u00e8 condizione<br \/>\nirrinunciabile per onorare l&#8217;altro impegno che assumiamo con i contribuenti italiani,<br \/>\nfamiglie e imprese: restituire loro, con riduzioni di aliquota e detrazioni, ogni Euro di<br \/>\ngettito aggiuntivo, derivante dalla lotta all&#8217;evasione fiscale.<br \/>\nProcederemo con innovazioni legislative certo. Ma, soprattutto, con attivit\u00e0 di alta<br \/>\namministrazione.<br \/>\nUn maggiore controllo della spesa pubblica \u00e8 possibile, come dimostrano i dati positivi<br \/>\ndel 2007. Occorre continuare con tenacia e con rigore.<br \/>\nNoi risparmieremo sugli acquisti di beni e servizi, ricorrendo a grandi piattaforme di<br \/>\nacquisto.<br \/>\nAumenteremo l\u2019efficienza del lavoro pubblico, collegando all\u2019effettiva produttivit\u00e0 la<br \/>\ndinamica delle retribuzioni, oltre che valutando davvero i dirigenti sulla base del<br \/>\nraggiungimento degli obiettivi.<br \/>\nE a proposito di valutazione, \u00e8 tempo di dare ai cittadini la reale possibilit\u00e0 di giudicare i<br \/>\nservizi ricevuti, di fornire indicazioni per il loro miglioramento e di operare per<br \/>\nrealizzarlo. Non pu\u00f2 sempre passare tutto sulla testa delle persone. Questa \u00e8 una<br \/>\ninnovazione profonda, per mettere l\u2019Italia sullo stesso piano delle grandi democrazie<br \/>\nmoderne.<br \/>\nE ancora, per questo: semplificare il nostro barocco sistema amministrativo, ridurre le<br \/>\nsovrapposizioni fra uffici, livelli istituzionali, organismi ed enti pubblici, accorpare in<br \/>\nun\u2019unica sede provinciale tutti gli uffici periferici dello Stato.<br \/>\nAnche in attesa di una riforma istituzionale pi\u00f9 complessiva, che assesti finalmente il<br \/>\nTitolo V della Costituzione, cominceremo da subito abolendo le Province nei grandi<br \/>\nComuni metropolitani, ai quali andranno dati poteri reali in settori importanti come la<br \/>\nmobilit\u00e0.<br \/>\nUtilizzeremo in modo produttivo il grande patrimonio demaniale, con l\u2019accordo di Stato<br \/>\ne Comuni, in modo da abbattere contestualmente di qualche punto il debito pubblico, che<br \/>\npotr\u00e0 cos\u00ec scendere pi\u00f9 rapidamente al di sotto della soglia del 100 per cento sul PIL.<br \/>\nLibereremo cos\u00ec risorse per almeno un punto di PIL all\u2019anno, attualmente impiegate per<br \/>\npagare interessi sul debito: una posta di bilancio che oggi si mangia quasi la met\u00e0<br \/>\ndell\u2019intero gettito IRPEF.<br \/>\nInsomma: una politica forte e autorevole, un quadro istituzionale pi\u00f9 sereno, un lavoro di<br \/>\nlunga lena ma realistico, possono permetterci, nell\u2019arco di pochi anni, di ridurre la<br \/>\npercentuale di spesa pubblica sul PIL e, soprattutto, di migliorare la qualit\u00e0 della spesa.<br \/>\n4. Quarto obiettivo, fare quello che non \u00e8 mai stato fatto e che oggi \u00e8 possibile fare:<br \/>\nridurre davvero le tasse ai contribuenti leali, che sono tanti, lavoratori dipendenti e<br \/>\nautonomi, e che pagano davvero troppo.<br \/>\nIl risanamento della finanza pubblica realizzato negli ultimi due anni, combinato con<br \/>\nquesto credibile e concreto programma di riduzione e riqualificazione della spesa e con<br \/>\nla prosecuzione della lotta all\u2019evasione, permette per il futuro, anche per quello<br \/>\nimmediato, di programmare una riduzione del carico fiscale.<br \/>\nPer sostenere il potere d\u2019acquisto delle famiglie italiane e affrontare la questione<br \/>\nsalariale.<br \/>\nPer restituire alle famiglie e alle imprese i frutti della lotta all\u2019evasione e all\u2019elusione.<br \/>\nPer rendere il fisco pi\u00f9 amico dello sviluppo delle persone e dell\u2019economia.<br \/>\nPagare meno, pagare tutti: \u00e8 questo il terzo grande obiettivo programmatico del Partito<br \/>\nDemocratico.<br \/>\nUn obiettivo che si traduce, subito, in un incremento della detrazione IRPEF a favore dei<br \/>\nlavoratori dipendenti. E dunque in un aumento di salari e stipendi.<br \/>\nLa manovra \u00e8 attuabile in pi\u00f9 fasi, in progressiva crescita nel tempo, partendo dai redditi<br \/>\nmedio-bassi. E pu\u00f2 essere usato per portare a regime l&#8217;intervento per la restituzione del<br \/>\nfiscal-drag: ogni anno, la detrazione aumenta per neutralizzare l&#8217;effetto del drenaggio<br \/>\nfiscale.<br \/>\nLa detrazione pu\u00f2 essere utilizzata anche per sperimentare forme di sostegno ai redditi<br \/>\npi\u00f9 bassi, come trasferimento a favore dei lavoratori che hanno un reddito cos\u00ec basso da<br \/>\nnon poter usufruire delle detrazioni di cui pure avrebbero diritto.<br \/>\nProprio perch\u00e9 abbiamo dimostrato di saper fare la lotta all\u2019evasione fiscale, insieme al<br \/>\ncontrollo della spesa, possiamo essere credibili se ci assumiamo l\u2019impegno, a partire dal<br \/>\n2009, di ridurre gradualmente tutte le aliquote IRPEF: un punto in meno all&#8217;anno, per tre<br \/>\nanni.<br \/>\nSubito ridurremo invece la pressione fiscale sulla quota di salario da contrattazione di<br \/>\nsecondo livello: azienda, gruppo, distretto, territorio.<br \/>\nRidurre le tasse sul salario di produttivit\u00e0 \u00e8 la strada maestra per favorire la crescita e,<br \/>\nallo stesso tempo, per redistribuire finalmente un po\u2019 dei vantaggi da aumento della<br \/>\nproduttivit\u00e0 anche a favore dei lavoratori.<br \/>\nPer pagare le tasse, le piccolissime imprese commerciali ed artigiane sopportano<br \/>\nesorbitanti costi di regolare tenuta della contabilit\u00e0. Va dunque significativamente<br \/>\nelevato il tetto di 30 mila euro di fatturato per il pagamento a forfait delle diverse<br \/>\nimposte e tributi, anche attraverso una differenziazione del tetto stesso per settori e<br \/>\ncomparti, da concordare con tutte le categorie interessate.<br \/>\nAd esempio: pi\u00f9 alto, fino a 50 mila Euro, per chi produce beni, un po\u2019 pi\u00f9 basso per chi<br \/>\nproduce servizi.<br \/>\nAgli artigiani, ai commercianti, alle piccole imprese in generale voglio dire che<br \/>\nsemplificheremo drasticamente l\u2019applicazione degli studi di settore per imprese in<br \/>\nmonocommittenza e contoterzisti, fino a consentire loro la totale fuoriuscita dall&#8217;uso di<br \/>\nquesto strumento.<br \/>\nLa revisione degli studi di settore si applicher\u00e0 all\u2019anno d\u2019imposta in corso e non sar\u00e0<br \/>\nmai retroattiva.<br \/>\nAbrogheremo la norma che prevede la possibilit\u00e0 di reiterare gli accertamenti.<br \/>\nDaremo maggiore rilevanza alla dimensione territoriale nella definizione degli indicatori<br \/>\nutilizzati negli studi.<br \/>\nPotenzieremo la formazione congiunta tra Agenzia delle Entrate e Associazioni di<br \/>\ncategoria.<br \/>\n5. Il quinto grande obiettivo di innovazione \u00e8 investire pi\u00f9 di quanto mai sia stato fatto<br \/>\nsul lavoro delle donne.<br \/>\nIl modello sociale italiano \u00e8 oggi afflitto da tre gravi patologie: bassi tassi di<br \/>\noccupazione femminile, bassa natalit\u00e0 e alti tassi di povert\u00e0 minorile.<br \/>\nSi tratta di un circolo vizioso, che blocca la crescita economica, demografica e \u201ccivile\u201d<br \/>\ndell\u2019Italia. Che futuro pu\u00f2 avere il Mezzogiorno se un quarto dei suoi bambini nasce<br \/>\npovero e vive un\u2019infanzia deprivata? Se i suoi quindicenni hanno una preparazione<br \/>\nscolastica pi\u00f9 simile a quella di Thailandia e Uruguay che a quella della Francia o della<br \/>\nGermania, e anche del Trentino e della Lombardia? Che sicurezza economica possono<br \/>\navere le famiglie italiane se la loro maggioranza, soprattutto fra quelle con figli, pu\u00f2<br \/>\ncontare su un solo percettore di reddito, quasi immancabilmente il maschio adulto?<br \/>\nPer questo noi vogliamo trasformare l\u2019enorme capitale umano femminile inattivo in un<br \/>\n\u201casso\u201d da giocare nella partita dello sviluppo, della competitivit\u00e0, del benessere sociale.<br \/>\nVogliamo rovesciare il circolo vizioso in un circolo virtuoso. Pi\u00f9 donne occupate<br \/>\nsignifica infatti pi\u00f9 crescita, pi\u00f9 nascite (come dimostra l\u2019esperienza degli altri paesi<br \/>\neuropei), famiglie pi\u00f9 sicure economicamente e pi\u00f9 dinamiche e meno minori in povert\u00e0.<br \/>\nPer favorire l\u2019occupazione femminile, noi introdurremo incentivi fiscali mirati per il<br \/>\nlavoro delle donne, anche al fine di favorire il secondo reddito familiare, e incentivi<br \/>\nfiscali per promuovere, sul mercato, un settore di servizi \u201cavanzati\u201d alle famiglie, che sia<br \/>\ninsieme un settore di occupazione per le donne e un mezzo di conciliazione.<br \/>\nIn particolare, pensiamo ad un credito d&#8217;imposta rimborsabile per le donne che lavorano,<br \/>\nadeguato a sostenere le spese di cura, cos\u00ec da essere incentivante e graduato in rapporto<br \/>\nal numero dei figli e al livello di reddito. Tutte le donne lavoratrici, siano dipendenti,<br \/>\nautonome o atipiche, con figli e reddito familiare al di sotto di una certa soglia che potr\u00e0<br \/>\ncrescere nel tempo, dovranno poterne beneficiare. Nei primi due anni della legislatura, il<br \/>\ncredito d\u2019imposta potr\u00e0 essere applicato alle donne lavoratrici del Sud, per poi essere<br \/>\nesteso a tutto il territorio nazionale.<br \/>\nVareremo inoltre una legge sull\u2019eguaglianza di genere nel mercato del lavoro, come in<br \/>\nSpagna, e stabiliremo punteggi pi\u00f9 elevati nelle graduatorie per gli appalti alle aziende<br \/>\nche rispettano la parit\u00e0 di genere.<br \/>\nE ai livelli pi\u00f9 alti, vogliamo che i Consigli d\u2019Amministrazione delle aziende pubbliche<br \/>\nsiano formati, per met\u00e0, da donne.<br \/>\nPer la conciliazione tra lavoro e maternit\u00e0, proponiamo orari flessibili e \u201clunghi\u201d negli<br \/>\nasili, nelle scuole elementari e negli uffici pubblici che rendono i principali servizi ai<br \/>\ncittadini; gli asili dovranno chiudere solo una settimana a Ferragosto; le scuole<br \/>\nelementari dovranno organizzare attivit\u00e0 estive e restare aperte anche al pomeriggio; gli<br \/>\norari del commercio dovranno essere liberalizzati.<br \/>\nProponiamo anche un nuovo congedo di paternit\u00e0 interamente retribuito, dalle imprese,<br \/>\ncome nei paesi scandinavi, addizionale alla maternit\u00e0\/paternit\u00e0 gi\u00e0 oggi prevista, e non<br \/>\nfruibile dalle donne; congedi parentali al 100 per cento per 12 mesi, come in Francia;<br \/>\nincentivi alla flessibilit\u00e0 di orario richiesta dal dipendente.<br \/>\nE se parliamo di dignit\u00e0 femminile, di libert\u00e0 e responsabilit\u00e0 delle donne italiane, fatemi<br \/>\ndire ancora una volta con estrema chiarezza: la legge 194 \u00e8 una buona legge, \u00e8 una legge<br \/>\ncontro il dramma dell\u2019aborto, tanto che ha sottratto le donne dall\u2019incubo della<br \/>\nclandestinit\u00e0 e in trent\u2019anni ha quasi dimezzato il numero degli aborti. Discutiamo di<br \/>\ncome applicarla integralmente, di come valorizzarne gli aspetti di prevenzione. Ma \u00e8 una<br \/>\nlegge che va difesa ed \u00e8 un tema che va tenuto fuori dalla campagna elettorale.<br \/>\n6. Il sesto obiettivo di innovazione \u00e8 aumentare il numero di case in affitto.<br \/>\nIn Italia la quota di patrimonio immobiliare in affitto \u00e8 pari al 19 per cento, contro il 60<br \/>\nin Germania, tra il 40 e il 50 in Austria, Danimarca, Francia, Paesi Bassi e Svezia, il 30<br \/>\nnel Regno Unito.<br \/>\nLa scarsa disponibilit\u00e0 di case in affitto blocca la mobilit\u00e0, specie dei giovani e delle<br \/>\ngiovani coppie. Il terzo delle famiglie che non possiede abitazioni \u00e8 esposto al rischio di<br \/>\naumenti dei costi degli affitti e alle difficolt\u00e0 di poter acquistare una casa senza venderne<br \/>\nun&#8217;altra.<br \/>\nTra le misure che proporremo per aumentare l\u2019offerta di case in affitto, un grande<br \/>\nprogetto di social housing realizzato da fondi immobiliari di tipo etico a controllo<br \/>\npubblico, con ruolo centrale della Cassa Depositi e Prestiti, che pu\u00f2 mobilitare risorse<br \/>\nper 50 miliardi di euro, senza intervento di spesa pubblica, per la costruzione e gestione<br \/>\ndi 700 mila unit\u00e0 abitative da mettere sul mercato a canoni compresi fra i 300 e i 500<br \/>\neuro.<br \/>\nE una coraggiosa riforma del regime fiscale degli affitti: tassare il reddito da affitto ad<br \/>\naliquota fissa, ferma restando l\u2019opzione per la condizione di miglior favore; e consentire<br \/>\nla detraibilit\u00e0 di una quota fissa dell\u2019affitto pagato fino a 250 euro mensili.<br \/>\n7. Il settimo grande obiettivo programmatico del Partito Democratico \u00e8 quello di<br \/>\ninvertire l\u2019attuale trend demografico, aiutando in modo significativo le famiglie con figli,<br \/>\nmediante l\u2019istituzione della Dote fiscale per il figlio, proposta dalla Conferenza<br \/>\ngovernativa di Firenze sulla famiglia.<br \/>\nLa Dote sostituisce gli attuali Assegni per il nucleo familiare e le detrazioni Irpef per<br \/>\nfigli a carico, assicura trattamenti significativamente superiori a quelli attuali, si rivolge<br \/>\nanche ai lavoratori autonomi.<br \/>\nLa Dote parte da un valore pieno di 2.500 euro annui sul primo figlio, aumentando col<br \/>\nnumero dei figli secondo parametri di equivalenza e riducendosi regolarmente in<br \/>\nfunzione del reddito familiare, ma in modo da migliorare i trattamenti anche per i redditi<br \/>\nmedi e medio-alti.<br \/>\nPer le famiglie incapienti con figli, la Dote stessa fa da imposta negativa in quanto viene<br \/>\nerogata come trasferimento.<br \/>\nL&#8217;asilo nido deve diventare un servizio universale, disponibile per chiunque ne abbia<br \/>\nbisogno. Il nostro obiettivo, in collaborazione con le Regioni e gli enti locali, \u00e8 quello di<br \/>\nraddoppiare il numero dei posti entro cinque anni, in modo da assicurare il servizio ad<br \/>\nalmeno il 20 per cento dei bambini da 0 a 3 anni.<br \/>\nE\u2019 anche con questi strumenti che si sostiene la famiglia, che la si aiuta a svolgere la sua<br \/>\nimportante funzione sociale.<br \/>\nDobbiamo fare della nostra una societ\u00e0 a misura di bambino, riservando all\u2019infanzia i<br \/>\ntempi e gli spazi di cui ha bisogno.<br \/>\nE difendendo i bambini dalle violenze, spesso familiari, e dalle insidie che una societ\u00e0<br \/>\npredona mette in atto nei loro confronti.<br \/>\nLo dico tornando per un momento all\u2019esperienza che ho vissuto negli ultimi sette anni.<br \/>\nCome Sindaco ho incontrato migliaia di bambini. Li ho visti felici negli asili, nelle<br \/>\nscuole, nei parchi giochi insieme ai loro genitori. Li ho visti non perdere il sorriso e<br \/>\nl\u2019allegria negli ospedali. Ho incontrato, ed \u00e8 questa la cosa pi\u00f9 dura, lo sguardo dei<br \/>\nbambini che avevano subito un trauma, una violenza, un abuso.<br \/>\nIo su poche cose non ho dubbi come su questa: la pedofilia \u00e8 per me il pi\u00f9 orrendo dei<br \/>\ncrimini, \u00e8 equiparabile ad un delitto, perch\u00e9 \u00e8 la vita di un piccolo innocente che si<br \/>\nspezza. Come tale la giustizia lo deve perseguire, con la pi\u00f9 assoluta durezza, anche<br \/>\nnell\u2019erogazione della pena.<br \/>\n8. Ottavo obiettivo, ottava sfida di innovazione: fare della Scuola, dell\u2019Universit\u00e0, della<br \/>\nRicerca un sistema all\u2019altezza delle sfide della societ\u00e0 della conoscenza. Mi limito qui ad<br \/>\nanticipare alcune proposte.<br \/>\nAbbiamo bisogno di \u201ccampus\u201d scolastici e universitari. Abbiamo bisogno che per i<br \/>\nragazzi i luoghi di formazione non siano come una fabbrica o un ufficio, ma dei centri di<br \/>\nvita e di formazione permanente.<br \/>\nCi sono risorse non solo per riqualificare le strutture esistenti, ma per farne i luoghi pi\u00f9<br \/>\nbelli e accoglienti del quartiere. Scuole aperte il pomeriggio, con architetture nuove,<br \/>\nattrezzature didattiche di qualit\u00e0, strumenti tecnologici e impianti sportivi.<br \/>\nCento \u201ccampus\u201d, universitari e scolastici, dovranno essere pronti per il 2010. Delle<br \/>\ncentrali di sapere per le comunit\u00e0 locali. Dei luoghi di formazione e di<br \/>\n\u201cinternazionalizzazione\u201d per i nostri ragazzi.<br \/>\nIl secondo impegno riguarda la valutazione. Tutti gli studenti delle scuole italiane<br \/>\nsaranno periodicamente sottoposti a test oggettivi, che serviranno alle famiglie per<br \/>\nvalutare la qualit\u00e0 dell\u2019apprendimento dei ragazzi e della scuola che frequentano.<br \/>\nPerch\u00e9 \u00e8 sul talento e sul merito che la societ\u00e0 italiana dovr\u00e0 contare. Perch\u00e9 il talento e<br \/>\nil merito, se uniti alla costruzione di un sistema di pari opportunit\u00e0, sono il miglior<br \/>\npropellente della crescita e della coesione sociale.<br \/>\nE fatemi dire, a quarant\u2019anni dal \u201968, che chi allora proponeva il \u201c6 politico\u201d produceva<br \/>\nun falso egualitarismo che perpetuava le divisioni sociali e di classe esistenti.<br \/>\nIl terzo impegno riguarda gli insegnanti: noi investiremo sulla loro passione e la loro<br \/>\ncompetenza, la vera risorsa di una scuola di qualit\u00e0, avviando una vera e propria carriera<br \/>\nprofessionale degli insegnanti che valorizzi, anche qui, il merito e l\u2019impegno.<br \/>\nInvestire sulla professionalit\u00e0 docente significa ad esempio prevedere per gli insegnanti<br \/>\nperiodi sabbatici di aggiornamento intensivo, cos\u00ec come avviene per i professori<br \/>\nuniversitari.<br \/>\nQuanto alla ricerca, dobbiamo spingere le imprese a investire pi\u00f9 risorse, concentrando<br \/>\nsolo sugli investimenti in ricerca e sviluppo i contributi a fondo perduto.<br \/>\n9. Il nostro nono grande obiettivo \u00e8 in realt\u00e0 una priorit\u00e0 assoluta: la lotta alla precariet\u00e0.<br \/>\nE in senso pi\u00f9 ampio la qualit\u00e0 del lavoro, la sua sicurezza.<br \/>\nComincio da questa: si tratta di difendere e promuovere standard minimi di civilt\u00e0. Ma si<br \/>\ntratta anche di far avanzare un\u2019idea alta della competizione e della produttivit\u00e0.<br \/>\nDobbiamo vincere sui mercati internazionali per la qualit\u00e0 delle nostre produzioni,<br \/>\nquindi per la forza del nostro lavoro, non perch\u00e9 ci illudiamo di poter competere sui<br \/>\ncosti, mettendo in pericolo la sicurezza e sacrificando i diritti dei lavoratori.<br \/>\nEd io sono orgoglioso di potervi annunciare la prima candidatura del Partito<br \/>\nDemocratico alle prossime elezioni: \u00e8 quella di Antonio Boccuzzi, operaio della<br \/>\nThyssen, sindacalista, unico sopravvissuto dei sette che quella notte si trovavano sulla<br \/>\nlinea cinque.<br \/>\nLa sicurezza del lavoro, poter lavorare senza morire e senza farsi male, \u00e8 un diritto<br \/>\nfondamentale della persona umana, che non pu\u00f2 essere comprato e venduto a nessun<br \/>\nprezzo.<br \/>\nBisogna creare un&#8217;unica Agenzia Nazionale per la sicurezza sul lavoro, come luogo di<br \/>\nindirizzo e coordinamento per l&#8217;attivit\u00e0 ispettiva, preventiva e repressiva, anche<br \/>\nrafforzando il ruolo della concertazione.<br \/>\nAnche grazie all&#8217;attivit\u00e0 dell&#8217;Agenzia, potr\u00e0 essere realizzato un sistema di forti premi<br \/>\nper le imprese che investono in sicurezza, agendo sul livello della contribuzione;<br \/>\nI lavoratori in nero sono anche i pi\u00f9 esposti al rischio infortuni. Vanno quindi premiate<br \/>\nle imprese che accolgono l&#8217;invito a regolarizzarsi e a rispettare i contratti.<br \/>\nIn Italia un numero consistente di lavoratori ha retribuzioni inaccettabilmente basse; si<br \/>\ntrovano per questo in una situazione di povert\u00e0 che riguarda soprattutto i lavoratori<br \/>\natipici, giovani, donne, e che si cumula spesso con condizioni di precariet\u00e0<br \/>\ndell&#8217;occupazione.<br \/>\nNoi intendiamo contrastare con decisione questa situazione, con misure diverse e<br \/>\nconvergenti.<br \/>\nLa pi\u00f9 importante \u00e8 la sperimentazione di un compenso minimo legale, concertato tra le<br \/>\nparti sociali e il governo, per i collaboratori economicamente dipendenti, con l&#8217;obiettivo<br \/>\ndi raggiungere 1.000 euro mensili.<br \/>\nTroppi giovani sono ora \u201cintrappolati\u201d troppo a lungo, spesso per anni, in rapporti di<br \/>\nlavoro precari.<br \/>\nNoi contrasteremo questa situazione, facendo costare di pi\u00f9 i lavori atipici e favorendo<br \/>\nun percorso graduale verso il lavoro stabile e garantito.<br \/>\nUn percorso che preveda un allungamento del periodo di prova e una incentivazione e<br \/>\nmodulazione del contratto di apprendistato come strumento principale di formazione e di<br \/>\ningresso dei giovani nel lavoro.<br \/>\nIn un primo periodo, di lunghezza variabile da definire con le parti secondo le necessit\u00e0<br \/>\ndi formazione, i trattamenti e le agevolazioni all\u2019impresa restano quelle attuali; alla fine<br \/>\ndi questo periodo si procede alla verifica della qualificazione dell\u2019apprendista, con la<br \/>\npossibilit\u00e0 di continuare il rapporto, se necessario a completare la formazione, con<br \/>\nulteriori agevolazioni.<br \/>\nDopo questo ulteriore periodo vanno previsti incentivi all\u2019impresa che trasforma il<br \/>\nrapporto in contratto di lavoro a tempo indeterminato.<br \/>\n10. Il decimo obiettivo di innovazione riguarda uno dei primi diritti, forse il primo, che<br \/>\nogni individuo ha: quello alla sicurezza.<br \/>\nMalgrado l\u2019impegno generoso delle forze dell\u2019ordine, i cittadini si sentono pi\u00f9 insicuri:<br \/>\nla qualit\u00e0 della vita ne viene gravemente danneggiata. E il danno \u00e8 pi\u00f9 grave per chi \u00e8<br \/>\npi\u00f9 debole.<br \/>\nFar sentire sicuri i cittadini, aumentando la presenza di agenti per strada e anche<br \/>\nutilizzando nuove tecnologie \u00e8 uno dei principali obiettivi programmatici del Partito<br \/>\nDemocratico.<br \/>\nE\u2019 questione di entit\u00e0 delle risorse pubbliche dedicate, ma \u00e8 soprattutto questione di<br \/>\nmigliore impiego delle risorse umane e finanziarie gi\u00e0 disponibili. Se si vogliono pi\u00f9<br \/>\nagenti in divisa a presidio del territorio, di giorno e di notte, in centro e in periferia, nelle<br \/>\ncitt\u00e0 e nelle campagne, si impongono misure radicali.<br \/>\nTrasferiremo ai comuni funzioni amministrative e vareremo un piano di mobilit\u00e0 interna<br \/>\nalla Pubblica Amministrazione di personale civile oggi sottoutilizzato, per impiegarlo<br \/>\nnelle attivit\u00e0 amministrative di supporto alle attivit\u00e0 di polizia.<br \/>\nLe nuove tecnologie, a cominciare dalle reti senza fili a larga banda (WI-FI, WIMAX)<br \/>\nconsentono un\u2019infinita possibilit\u00e0 di controllo del territorio. Col loro impiego si possono<br \/>\naiutare i cittadini pi\u00f9 esposti alla paura: le donne che escono sole di notte, gli anziani che<br \/>\nsi muovono nel quartiere, i bambini che vanno a scuola, possono essere protetti dalla<br \/>\nrete, attivando un allarme in caso di pericolo.<br \/>\nLe stesse iniziative di video sorveglianza dei privati, che nascono come funghi,<br \/>\npotrebbero avere convenienza a diventare un terminale della rete, contribuendo alla sua<br \/>\nespansione e ottenendo in cambio preziosi vantaggi.<br \/>\nStazioni e fermate del trasporto pubblico possono diventare, da luogo insicuro per<br \/>\ndefinizione, l\u2019esatto contrario: le \u201cboe della sicurezza\u201d nel mare metropolitano,<br \/>\nconsentendo collegamenti agili con le forze dell\u2019ordine.<br \/>\nLa sicurezza dipende anche dalla certezza della pena. Troppo frequenti sono i casi di<br \/>\ncondannati per reati di particolare allarme sociale che vengono ammessi a rilevanti<br \/>\nbenefici di legge senza avere mai scontato un giorno di carcere.<br \/>\nIl \u201cpacchetto sicurezza\u201d approvato dal Consiglio dei Ministri il 30 ottobre scorso aveva<br \/>\nampliato il numero dei reati particolarmente odiosi, fra questi la rapina, il furto in<br \/>\nappartamento, lo scippo, l\u2019incendio boschivo e la violenza sessuale aggravata. E in tutti<br \/>\nquesti casi prevedeva l\u2019obbligo della custodia cautelare in carcere, il giudizio immediato,<br \/>\nl\u2019applicazione d\u2019ufficio della custodia cautelare in carcere gi\u00e0 con la sentenza di primo<br \/>\ngrado e l\u2019immediata esecuzione della sentenza di condanna definitiva senza meccanismi<br \/>\ndi sospensioni.<br \/>\nSu questa linea noi proseguiremo.<br \/>\n11. Di innovazione ha bisogno un\u2019altra sfera decisiva nella vita di un Paese e di ogni suo<br \/>\ncittadino: quella della giustizia, della legalit\u00e0.<br \/>\nDa troppi anni, in Italia, il confronto e lo scontro sulla giustizia riguardano<br \/>\nesclusivamente i rapporti tra la politica e la magistratura.<br \/>\nSu questo tema il Presidente Napolitano ha pronunciato gioved\u00ec scorso, davanti al<br \/>\nplenum del Csm, parole chiare e dal nostro punto di vista conclusive.<br \/>\nVorrei tuttavia che, in materia di etica pubblica e di moralit\u00e0 politica, noi fossimo capaci<br \/>\ndi essere pi\u00f9 severi con noi stessi di qualunque legge e qualunque magistrato.<br \/>\nIl Partito Democratico non pu\u00f2 disporre per altri partiti. Ma per se stesso, sia attraverso il<br \/>\ncodice etico, sia attraverso norme statutarie relative ai comportamenti di suoi iscritti<br \/>\neletti nelle istituzioni, il partito stabilisce indicazioni rigorose in particolare sulla qualit\u00e0<br \/>\ndelle nomine di cui i suoi rappresentanti dispongono.<br \/>\nCodici di comportamento e regole deontologiche lasciano il tempo che trovano,<br \/>\nosserveranno gli scettici. Non \u00e8 vero: i cittadini sono sensibili all\u2019onest\u00e0 in politica e, se<br \/>\nl\u2019onest\u00e0 diventa un vantaggio competitivo, anche gli altri partiti seguiranno l\u2019esempio<br \/>\ndel nostro.<br \/>\nIn ogni caso, noi proporremo norme innovative per la trasparenza delle nomine di<br \/>\ncompetenza della politica. Per ognuna di esse, dovranno essere predeterminati e resi<br \/>\npubblici criteri di scelta fondati sulle competenze; attivate procedure di sollecitazione<br \/>\npubblica delle candidature; infine, pubblicato lo stato e gli esiti delle procedure di<br \/>\nselezione.<br \/>\nNoi proporremo anche di introdurre nel nostro ordinamento il principio della non<br \/>\ncandidabilit\u00e0 al Parlamento dei cittadini condannati per reati gravissimi come quelli<br \/>\nconnessi alla mafia e alla camorra, alle varie forme di criminalit\u00e0 organizzata, o per<br \/>\ncorruzione o concussione.<br \/>\nMa la vera emergenza giustizia, quella che l\u2019opinione pubblica avverte come tale, perch\u00e9<br \/>\nha effetti devastanti sia sulla sicurezza dei cittadini che sullo sviluppo economico del<br \/>\nPaese, \u00e8 quella dei tempi del processo, sia penale che civile, che vedono l\u2019Italia agli<br \/>\nultimi posti in Europa e nel confronto coi Paesi avanzati di tutto il mondo.<br \/>\nIl nostro undicesimo grande obiettivo programmatico \u00e8 allora ridurre sensibilmente<br \/>\nquesti tempi, portandoli entro la legislatura a livelli europei.<br \/>\nNoi porteremo a compimento le riforme avviate negli scorsi anni, come la<br \/>\nrazionalizzazione e l\u2019accelerazione del processo civile e di quello penale. Ma adotteremo<br \/>\nanche provvedimenti amministrativi che possono essere presi immediatamente, per<br \/>\naccrescere l\u2019efficienza del sistema giudiziario italiano.<br \/>\nPenso ad esempio alla gestione manageriale degli Uffici giudiziari, anche prevedendo la<br \/>\nfigure del manager dell&#8217;Ufficio Giudiziario, un magistrato appositamente formato per<br \/>\nl&#8217;assolvimento di questo compito. Penso alla realizzazione del processo telematico, per<br \/>\neliminare gli infiniti iter cartacei. O ancora alla modifica dei contratti tra avvocati e<br \/>\nclienti, attualmente basati sulla durata del processo, verso forme basate su premi alla<br \/>\nrapidit\u00e0.<br \/>\nC\u2019\u00e8 poi il nodo delle intercettazioni telefoniche, informatiche e telematiche. E\u2019 uno<br \/>\nstrumento essenziale al fine di contrastare la criminalit\u00e0 organizzata e assicurare alla<br \/>\ngiustizia chi compie i delitti di maggiore allarme sociale, quali la pedofilia e la<br \/>\ncorruzione. Si tratta di conciliare queste finalit\u00e0 con i diritti fondamentali, come quello<br \/>\nall\u2019informazione e quelli alla riservatezza e alla tutela della persona.<br \/>\nIn parole semplici: ai magistrati deve essere garantita la massima libert\u00e0, ai cittadini la<br \/>\nmassima tutela.<br \/>\nIl divieto assoluto di pubblicazione di tutta la documentazione relativa alle<br \/>\nintercettazioni e delle richieste e delle ordinanze emesse in materia di misura cautelare<br \/>\nfino al termine dell\u2019udienza preliminare, e delle indagini, serve a tutelare i diritti<br \/>\nfondamentali del cittadino e le stesse indagini, che risultano spesso compromesse dalla<br \/>\ndivulgazione indebita di atti processuali.<br \/>\nE\u2019 necessario individuare nel Pubblico Ministero il responsabile della custodia degli atti,<br \/>\nridurre drasticamente il numero dei centri di ascolto e determinare sanzioni penali e<br \/>\namministrative molto pi\u00f9 severe delle attuali, per renderle tali da essere un\u2019efficace<br \/>\ndeterrenza alla violazione di diritti costituzionalmente tutelati.<br \/>\n12. Dodicesimo obiettivo di innovazione, dodicesima sfida: portare la banda larga in<br \/>\ntutta Italia e garantire a tutti gli italiani una TV di qualit\u00e0.<br \/>\nL\u2019effettiva possibilit\u00e0 di accesso alla rete a banda larga deve diventare un diritto<br \/>\nriconosciuto a tutti i cittadini e a tutte le imprese, su tutto il territorio nazionale,<br \/>\nesattamente come avviene per il servizio idrico o per l\u2019energia elettrica.<br \/>\nNoi realizzeremo, a partire dalle grandi citt\u00e0, reti senza fili a banda larga per creare un<br \/>\nambiente disponibile alla gestione di nuovi servizi collettivi. Non c\u2019\u00e8 bisogno di grandi<br \/>\ninvestimenti pubblici: sono tecnologie infinitamente meno costose delle classiche opere<br \/>\npubbliche. Soprattutto, sono sistemi che attivano l\u2019iniziativa dei privati, creano nuove<br \/>\nconvenienze a cooperare, attraggono investimenti.<br \/>\nSviluppare un programma nazionale per le info-citt\u00e0 \u00e8 tanto pi\u00f9 importante per far<br \/>\nentrare l\u2019Italia nell&#8217;era della TV digitale con pi\u00f9 libert\u00e0, pi\u00f9 concorrenza, pi\u00f9 qualit\u00e0, pi\u00f9<br \/>\nautonomia dalla politica.<br \/>\nPi\u00f9 libert\u00e0 significa superamento del duopolio, oggi reso possibile dall&#8217;aumento di canali<br \/>\ngarantito dalla TV digitale. Per andare oltre il duopolio occorre correggere gli eccessi di<br \/>\nconcentrazione delle risorse economiche, accrescendo cos\u00ec il grado di pluralismo e di<br \/>\nlibert\u00e0 del sistema.<br \/>\nLa libert\u00e0 di informazione \u00e8 un cardine della democrazia, come ci ha insegnato un<br \/>\ngrande giornalista, che resta nel cuore di tutti gli italiani, Enzo Biagi.<br \/>\nPi\u00f9 concorrenza significa ricondurre il regime di assegnazione delle frequenze ai principi<br \/>\ndella normativa europea e della giurisprudenza della Corte costituzionale.<br \/>\nPi\u00f9 qualit\u00e0: noi proponiamo di istituire un fondo, finanziato da una aliquota sui ricavi<br \/>\npubblicitari, che finanzi le produzioni di qualit\u00e0. Dire qualit\u00e0 e dire Italia \u00e8 la stessa cosa.<br \/>\nVale se pensiamo alla nostra cultura. Se pensiamo a un settore in cui non \u00e8 possibile che<br \/>\nil nostro Paese abbia pero tante posizioni: quello del turismo.<br \/>\nPi\u00f9 autonomia della televisione dalla politica significa, subito, nuove regole per il<br \/>\ngoverno della RAI. La nostra idea \u00e8 quella di una Fondazione titolare delle azioni, che<br \/>\nnomina un amministratore unico del servizio pubblico responsabile della gestione.<br \/>\nQueste sono alcune delle nostre idee per cambiare il Paese. Questo \u00e8 il cammino di<br \/>\ninnovazione che attende l\u2019Italia.<br \/>\nIl nostro Paese deve tornare ad avere voglia di futuro. Deve tornare a correre.<br \/>\nMa per riuscire farlo, per essere \u201cviaggiatori leggeri\u201d, dobbiamo liberarci di un peso. E\u2019<br \/>\nil peso dei veti, dei no, dei conservatorismi e delle paure.<br \/>\nE\u2019 un peso che rende malata la nostra democrazia, che indebolisce la forza delle<br \/>\nistituzioni, che aumenta l\u2019impotenza di un sistema frammentato e inadeguato, che riduce<br \/>\nal minimo la credibilit\u00e0 di una politica che appare ai cittadini tanto arrogante e<br \/>\ninvadente, quanto inconcludente quando si tratta di prendere decisioni, quando si deve<br \/>\ninterpretare il bisogno, che nel Paese c\u2019\u00e8, di unit\u00e0, di coesione attorno a obiettivi di<br \/>\ninteresse comune.<br \/>\nL\u2019Italia ha bisogno di altro. Gli italiani devono sentire di poter contare su una<br \/>\ndemocrazia che funzioni, su istituzioni forti e autorevoli, su una politica lieve e<br \/>\ntrasparente, che sappia per prima far vivere i principi della responsabilit\u00e0 e della<br \/>\ndecisione.<br \/>\nLo abbiamo sostenuto per mesi. Ci siamo spesi per questo dando vita ad un confronto<br \/>\naperto e dettagliato con tutte le forze politiche. Abbiamo insistito nelle ultime settimane,<br \/>\ne nei giorni del generoso tentativo del Presidente Marini.<br \/>\nMa si \u00e8 preferito dire di no. Si \u00e8 voluto portare di corsa il Paese al voto pensando che<br \/>\nquesta fosse la convenienza. Una grande occasione perduta per dare alla democrazia<br \/>\nitaliana stabilit\u00e0 e governabilit\u00e0. Un\u2019occasione perduta per dare prova di quel coraggio<br \/>\ndella responsabilit\u00e0 che una parte della politica italiana sembra aver perduto. E che il<br \/>\nbreve respiro non porti lontano appare tanto pi\u00f9 chiaro oggi, mentre tra i nostri avversari<br \/>\nsi sta sgretolando la certezza, inossidabile fino a qualche tempo fa, di una vittoria<br \/>\nconquistata a mani basse.<br \/>\nNoi abbiamo introdotto una novit\u00e0: nel momento in cui lavoravamo per un nuovo<br \/>\nbipolarismo, abbiamo unilateralmente abbandonato il paradigma che fondava il vecchio:<br \/>\nla demonizzazione dell\u2019avversario.<br \/>\nAbbiamo uno schema che \u00e8 quello tipico delle grandi democrazie: convergenza per la<br \/>\nscrittura delle regole e poi conflitto programmatico e politico per chi deve governare il<br \/>\nPaese. Ma il conflitto, appunto, \u00e8 \u201cper\u201d e non \u201ccontro\u201d.<br \/>\nQuesta novit\u00e0 di linguaggio, che abbiamo scelto da soli da molti mesi, inevitabilmente<br \/>\ncondiziona in modo positivo tutto il confronto politico, che fin qui si \u00e8 svolto con toni<br \/>\nnuovi.<br \/>\nSono i toni sollecitati dal Presidente Napoletano, e sono anche i toni che gli italiani,<br \/>\nstanchi delle risse pi\u00f9 finte che vere, preferiscono.<br \/>\nAnche per questo sarebbe stato giusto cambiare un\u2019insulsa legge elettorale.<br \/>\nChi l\u2019ha scritta l\u2019ha definita come sappiamo. Chi l\u2019ha votata, o ha promosso un<br \/>\nreferendum per abrogarla o ha convenuto sulla necessit\u00e0 di cambiarla, e fino ad un certo<br \/>\npunto ha lavorato per questo.<br \/>\nOra si dice che questa legge pu\u00f2 funzionare benissimo e garantire perfettamente la<br \/>\ngovernabilit\u00e0 del Paese. Non \u00e8 cos\u00ec. E lo sa bene anche chi lo afferma.<br \/>\nQuello della riforma della legge elettorale rester\u00e0 un problema aperto dall\u2019inizio della<br \/>\nprossima legislatura. E a chi non vorr\u00e0 vederlo sar\u00e0 comunque il referendum, dopo non<br \/>\nmolti mesi, a ricordarlo.<br \/>\nMa ripeto: \u00e8 il senso di responsabilit\u00e0 che deve far comprendere a tutti che l\u2019Italia ha<br \/>\nbisogno di una democrazia che funzioni, di una democrazia che sappia decidere. E anche<br \/>\nin modo coraggioso, con una velocit\u00e0 pari a quella del Paese.<br \/>\nUna legge per essere approvata deve passare una o due volte in due rami del Parlamento.<br \/>\nNon c\u2019\u00e8 bisogno. Sia una sola Camera ad avere la funzione legislativa.<br \/>\nIl primo ministro non pu\u00f2, come avviene altrove, proporre nomina e revoca dei ministri<br \/>\nal Presidente della Repubblica. Non pu\u00f2 varare una legge finanziaria senza che questa<br \/>\nsubisca lo stillicidio degli emendamenti, che vuol dire tempo e altre decisioni perse,<br \/>\nquando tutto il confronto giusto e necessario, come avviene altrove, potrebbe svolgersi<br \/>\napprofonditamente prima, nelle Commissioni. Pi\u00f9 forza alla figura del premier non vuol<br \/>\ndire altro che una democrazia che funziona meglio.<br \/>\nAbbiamo, un vero record tra le grandi democrazie, mille tra deputati e senatori. Troppi.<br \/>\nOgni proposta di legge pu\u00f2 essere scritta, e ogni decisione pu\u00f2 essere presa, da un<br \/>\nnumero drasticamente ridotto di parlamentari. Cominciamo anche cos\u00ec ad abbattere i<br \/>\ncosti della politica.<br \/>\nE a proposito della sua credibilit\u00e0, di come \u00e8 stata minata in questi anni dai passaggi di<br \/>\nquesto o quel parlamentare da una parte all\u2019altra e a volte all\u2019altra ancora, non ho trovato<br \/>\nnessuno che non abbia convenuto, in questi mesi, sulla necessit\u00e0 e sulla possibilit\u00e0 di<br \/>\nriformare i regolamenti parlamentari in modo da escludere la costituzione di gruppi che<br \/>\nnon corrispondano alle liste presentate alle elezioni.<br \/>\nBene, proprio perch\u00e9 tutti si son detti d\u2019accordo, rinnovo la proposta: si approvi subito,<br \/>\nin questo Parlamento, nelle prossime settimane, la riforma dei regolamenti.<br \/>\nE ancora, se vogliamo che la politica davvero, sempre pi\u00f9, sia partecipazione e<br \/>\nresponsabilit\u00e0, in questo caso delle persone, facciamolo: diritto di voto alle<br \/>\namministrative ai cittadini immigrati e a tutti i ragazzi di sedici anni.<br \/>\nQuesta \u00e8 la societ\u00e0 che vogliamo. Una societ\u00e0 aperta, fondata sulla libert\u00e0 e la<br \/>\nresponsabilit\u00e0. Una societ\u00e0 che considera le differenze una ricchezza, rispetta le scelte di<br \/>\nognuno e si oppone a qualunque forma di discriminazione e di intolleranza e ai fenomeni<br \/>\ndi risorgente omofobia. Una societ\u00e0 capace di riconoscere i diritti delle persone che si<br \/>\namano e convivono.<br \/>\nL\u2019ho detto domenica a Spello, voglio ripeterlo qui: non \u00e8 l\u2019Italia, a doversi rialzare, non<br \/>\nsono gli italiani, che sono bene in piedi, che lavorano, studiano, creano, sperano e<br \/>\nvogliono partecipare, contare, decidere. E\u2019 la politica che deve risollevarsi.<br \/>\nE comunque comincer\u00e0 ad apparire chiaro a tutti: noi non aspettiamo i ritardi degli altri e<br \/>\nnon ci facciamo bloccare dai veti, dai rifiuti, dai calcoli interessati o dalle timidezze,<br \/>\ndalla paura della novit\u00e0.<br \/>\nIl Partito Democratico \u00e8 nato dalla generosit\u00e0 e dall\u2019entusiasmo con cui milioni di<br \/>\npersone si sono lasciati alle spalle grandi storie o si sono gettati per la prima volta nella<br \/>\nloro vita in una sfida affascinante. E\u2019 nato dal coraggio disinteressato di chi ha messo in<br \/>\ndiscussione il proprio ruolo, le proprie responsabilit\u00e0, se volete le proprie comodit\u00e0.<br \/>\nVale a dire: il cambiamento, il gusto del nuovo, \u00e8 nel nostro stesso atto di nascita. Ed \u00e8<br \/>\nnel nostro modo di essere e di interpretare la politica.<br \/>\nPer questo non abbiamo avuto paura di rompere il vecchio schema politico.<br \/>\nProbabilmente chi ha guardato a noi con gli occhi di una volta avr\u00e0 pensato fosse solo<br \/>\ntattica, fossero solo parole.<br \/>\nSe \u00e8 cos\u00ec, ha avuto non solo il tempo per ricredersi, ma anche per maturare il<br \/>\nconvincimento che la nostra scelta di presentarci agli italiani, da soli con le nostre idee e<br \/>\nle nostre proposte, finalmente liberi, segna la fine di un\u2019epoca e obbliga tutti al<br \/>\ncambiamento.<br \/>\nE\u2019 stato sufficiente aver avuto il coraggio per farlo, ed \u00e8 come se una voce si fosse alzata<br \/>\na dire che \u201cil re \u00e8 nudo\u201d.<br \/>\nImprovvisamente tutti hanno visto quel che era evidente: siamo andati avanti per<br \/>\nquindici anni con alleanze tanto grandi quanto eterogenee, fittizie, pensate solo per<br \/>\nbattere l\u2019avversario, anzi per distruggere il nemico. Poi, puntualmente, esecutivi che non<br \/>\npotevano realizzare programmi e governare. E altrettanto puntualmente puniti dagli<br \/>\nelettori la volta dopo, visto che nessun governo, in questa lunga stagione di bipolarismo<br \/>\nabbozzato, \u00e8 stato confermato per due volte di seguito.<br \/>\nNon lo si \u00e8 voluto fare insieme? Noi abbiamo cominciato unilateralmente a cambiare la<br \/>\npolitica italiana.<br \/>\nE\u2019 questo che sta facendo il Partito democratico. E\u2019 questo che sta accadendo dopo che<br \/>\nnoi abbiamo deciso: basta mediare, basta attenuare, basta ritardare o rinunciare.<br \/>\nOggi siamo finalmente liberi di dire agli italiani quello che pensiamo e vogliamo. E se<br \/>\nguadagneremo la loro fiducia saremo finalmente liberi di governare. Liberi di imprimere<br \/>\nal Paese la svolta riformista che serve.<br \/>\nDiciamo la verit\u00e0, l\u2019altro effetto della nostra scelta \u00e8 stato quello di far capire agli italiani<br \/>\nche si trovano davanti ad una alternativa secca.<br \/>\nQuando il principale esponente dello schieramento nostro avversario si \u00e8 presentato ai<br \/>\ntelespettatori seduto sulla stessa scrivania di sette anni fa, agli italiani \u00e8 sembrato di<br \/>\nassistere alla replica dello stesso film. Immagini gi\u00e0 viste. Parole gi\u00e0 sentite.<br \/>\nNoi segniamo un elemento di discontinuit\u00e0.<br \/>\nQuando lo stesso esponente dello stesso schieramento si candida per la quinta volta alla<br \/>\nguida del Paese, cosa che non \u00e8 mai successa in nessuna grande democrazia, agli italiani<br \/>\n\u00e8 sembrato di tornare indietro, ad una lunga storia gi\u00e0 vissuta e troppo lunga. Quindici<br \/>\nanni. Met\u00e0 con governi di centrosinistra. Met\u00e0 con governi di centrodestra. E problemi di<br \/>\nieri che sono diventati quelli di oggi.<br \/>\nNoi segniamo un elemento di discontinuit\u00e0.<br \/>\nLa radicalit\u00e0 della nostra scelta ha prodotto e sta producendo effetti di autentico<br \/>\nterremoto della vita politica italiana. E\u2019 quanto pensavamo sarebbe successo. E\u2019 quanto \u00e8<br \/>\ngiusto accada.<br \/>\nNoi abbiamo scelto di chiudere l\u2019esperienza nazionale di coalizioni la cui eterogeneit\u00e0<br \/>\nprogrammatica \u00e8 ogni giorno confermata dalle dichiarazioni, che rispetto, degli amici<br \/>\ndella sinistra Arcobaleno, ai quali voglio rivolgere un augurio di buona fortuna per la<br \/>\nloro scelta di autonomia.<br \/>\nNoi con questa scelta abbiamo definito con chiarezza il nostro campo e il campo del<br \/>\ngoverno che ci sar\u00e0. E\u2019 il campo del centrosinistra riformista. Chi voter\u00e0 per noi avr\u00e0 la<br \/>\ncertezza che il riformismo, libero da condizionamenti e veti, diventer\u00e0 governo del<br \/>\nPaese.<br \/>\nMa il vero terremoto \u00e8 ora nel centrodestra.<br \/>\nPrecipitati verso le elezioni con la bottiglia di champagne in mano, ora per effetto della<br \/>\nnostra iniziativa vedono squadernate le loro divisioni e le loro lacerazioni. Impossibilitati<br \/>\na fare quello che avevano pensato, e cio\u00e8 una coalizione di 18 partiti che dopo la nostra<br \/>\nscelta sarebbe apparsa \u201cmarziana\u201d, sono stati costretti da un lato a improvvisare un<br \/>\ncartello che non si capisce se sia un partito o una lista elettorale, e dall\u2019altro a scaricare<br \/>\nalleati.<br \/>\nMa al contrario di quanto abbiamo fatto noi, che abbiamo concluso la nostra esperienza<br \/>\ncon la sinistra radicale, Forza Italia ha ritenuto di dover concludere la sua esperienza con<br \/>\nle forze moderate di centro, alleandosi con AN e con il movimento di estrema destra<br \/>\nguidato dalla signora Mussolini.<br \/>\nCos\u00ec il panorama politico italiano \u00e8 cambiato. E\u2019 obiettivamente, nessuno lo pu\u00f2 negare,<br \/>\nuno spostamento a destra.<br \/>\nE tutto questo avviene con l\u2019anomalia della ripetizione di quel film gi\u00e0 visto, di quei<br \/>\nprotagonisti gi\u00e0 sperimentati.<br \/>\nL\u2019alternativa oggi \u00e8 netta: da una parte la ripetizione di un passato conosciuto, dall\u2019altra<br \/>\nl\u2019investimento sul futuro.<br \/>\nFu la scelta fatta dagli americani quando uscirono dal reaganismo scegliendo Bill<br \/>\nClinton. Fu la scelta degli inglesi quando, uscendo dal lungo periodo del thatcherismo,<br \/>\ndiedero fiducia a Tony Blair.<br \/>\nOra ci siamo. Domani, da Pescara, inizier\u00e0 il nostro viaggio. Dodicimila chilometri in<br \/>\npullman per toccare tutte le 110 province italiane. Due mesi per ascoltare, per dialogare,<br \/>\nper proporre, per costruire insieme un\u2019Italia nuova.<br \/>\nAccanto a noi ci sar\u00e0 Antonio Di Pietro, ci sar\u00e0 l\u2019Italia dei valori, la forza politica che ha<br \/>\naccettato di condividere il programma, di entrare a far parte dello stesso gruppo<br \/>\nparlamentare all\u2019indomani delle elezioni, di intraprendere un percorso che ci far\u00e0<br \/>\nritrovare insieme nel Partito Democratico.<br \/>\nE oggi, da qui, voglio rinnovare ancora una volta l\u2019invito a Emma Bonino e al suo<br \/>\npartito ad essere con noi per continuare la bellissima esperienza che Emma ha fatto come<br \/>\nministro capace e autorevole.<br \/>\nMi rivolgo non solo ad Emma, alla quale mi lega una stima e un\u2019amicizia profonda, ma<br \/>\nal patrimonio di pensiero e di battaglie che i radicali hanno compiuto spesso in<br \/>\nsolitudine. So, ed \u00e8 stato ribadito ancora oggi, che quel partito e quella storia non<br \/>\nintendono sciogliersi. E per questo ribadisco che la soluzione migliore \u00e8 che le liste del<br \/>\nPartito Democratico si aprano ad Emma e ai dirigenti radicali. Cos\u00ec riusciremo a far<br \/>\nconvivere l\u2019identit\u00e0 radicale e la presenza nelle istituzioni della Repubblica.<br \/>\nPi\u00f9 difficile appare capire per quale ragione il nuovo Partito socialista, che in questi anni<br \/>\nsi \u00e8 presentato sotto quasi<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>4383-veltroni-una-nuova-italia-si-puo-fare<\/p>\n<p>5135<\/p>\n<p>2008-3<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>20080217 10:47:00 redazione-IT Il discorso di Walter Veltroni all&#8217;assemblea costituente del PD \u201cPap\u00e0 era in Afghanistan per portare la pace e non \u00e8 la prima <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=24345\" title=\"4383 Veltroni: una nuova Italia si pu\u00f2 fare\">[&#8230;]<\/a><\/p>\n<\/div>","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[108],"tags":[],"class_list":["post-24345","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-eminews-2008"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.4 - 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