{"id":24328,"date":"2008-06-07T00:00:00","date_gmt":"2008-06-07T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=24328"},"modified":"2008-06-07T00:00:00","modified_gmt":"2008-06-07T00:00:00","slug":"4411-santellocco-cgie-la-centralita-degli-italiani-nel-mondo-per-la-politica-euromediterranea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=24328","title":{"rendered":"4411 Santellocco (CGIE): LA CENTRALIT\u00c0 DEGLI ITALIANI NEL MONDO PER LA POLITICA EUROMEDITERRANEA"},"content":{"rendered":"<p>20080219 21:09:00 redazione-IT<\/p>\n<p>LA CENTRALIT\u00c0 DEGLI ITALIANI NEL MONDO PER LA POLITICA ESTERA CON PARTICOLARE RIFERIMENTO ALLA REGIONE EUROMEDITERRANEA: L\u2019INTERVENTO DI SANTELLOCCO (CGIE) ALLA CONTINENTALE DI MARRAKECH  <\/p>\n<p>MARRAKECH &#8211; Presidente della V Commissione del Cgie, Franco Santellocco \u00e8 intervenuto ai lavori della Commissione continentale Europa-Nord Africa, svolti dal 14 al 16 febbraio scorsi a Marrakech, presentando una relazione in cui ha fatto il punto della situazione sulle attivit\u00e0 del Consiglio Generale (CGIE) e individuato le direttrici per la futura attivit\u00e0 del Cgie, anche in rapporto con l&#8217;attivit\u00e0 degli eletti all&#8217;estero e con il ruolo dei Comites. La riportiamo di seguito.<\/p>\n<p>&quot;Quest\u2019anno 2008 si \u00e8 aperto all\u2019insegna di nuovi impegni del Governo e delle istituzioni per gli italiani all\u2019estero. Sono impegni che convergono verso importanti riforme di sistema che potrebbero giungere a svolte decisive anche grazie alle risorse destinate dalla Legge Finanziaria varata nel mese di dicembre 2007 e che prescindono dall\u2019attuale fase politica e dai suoi sbocchi: il rafforzamento delle risorse per l\u2019assistenza per le persone in difficolt\u00e0; la razionalizzazione dei servizi della rete consolare e potenziamento degli uffici con maggior carico di lavoro; l\u2019informatizzazione ed l\u2019integrazione dei servizi consolari; l\u2019attuazione di una migliore programmazione dei canali televisivi a seguito della revisione della Convenzione con RAI International; le riforme della legge sull\u2019editoria, della legge 153\/71 sulla scuola e cultura italiana all\u2019estero, della Legge sulla cittadinanza e di quella sull\u2019Associazionismo 383 del 2000 per renderla pi\u00f9 coerente con i bisogni delle nuove generazioni di italiani nel mondo.<br \/>\nAccanto a questi interventi strutturali si collocano iniziative attese da molto tempo come la realizzazione del Museo dell\u2019emigrazione italiana e della Prima Conferenza dei giovani italiani nel mondo.<br \/>\nLa Prima Conferenza dei giovani italiani nel mondo rappresenta senza dubbio uno dei maggiori impegni del Cgie rivolto a rafforzare il legame tra le ultime generazioni di italiani nel mondo e le loro radici alla riscoperta di una nuova identit\u00e0 di cittadini protagonisti del destino dell\u2019Italia nel mondo. Dopo l\u2019approvazione del Documento propositivo avvenuta durante l\u2019Assemblea plenaria del novembre 2007, \u00e8 iniziato un articolato percorso di preparazione della Conferenza a tutti i livelli associativi di base con la partecipazione dei Comites : incontri (l\u2019ultimo si \u00e8 tenuto il 25 gennaio ad Algeri) e conferenze (nazionali e continentali) che hanno permesso ai giovani di confrontarsi con le principali tematiche scelte per la Conferenza: l\u2019informazione, l\u2019identit\u00e0 italiana, la interculturalit\u00e0, l\u2019interscambio, la formazione professionale ed il mondo del lavoro.<br \/>\nQuest\u2019ultimo aspetto si collega alle riflessioni ed al programma d\u2019azione nati nell\u2019ambito della partecipazione del CGIE alla preparazione del nuovo Bando per la formazione degli italiani all\u2019estero e che riguarda la Riforma della formazione professionale destinata agli italiani residenti in Paesi non appartenenti all\u2019Unione Europea.<br \/>\nLa riforma della formazione professionale degli italiani all\u2019estero ha particolare significato per i Paesi dell\u2019Africa del nord dove gli italiani residenti costituiscono un bacino di risorse umane che non \u00e8 significativo per il proprio numero, ma per il potenziale appoggio che pu\u00f2 dare alla politica estera italiana nell\u2019area. Agli italiani residenti va poi aggiunta la moltitudine di persone italiane, in gran parte giovani, le quali non sono adeguatamente rappresentate nelle statistiche ufficiali che utilizzano categorie e parametri ispirati dall\u2019emigrazione storica (fortemente legati al dato della residenza anagrafica), ma che fanno parte di un universo transnazionale di persone italiane che condizioneranno il futuro dello sviluppo delle relazioni economiche e sociali dell\u2019Italia con questi Paesi. Questo mondo italiano va sostenuto dalle istituzioni non solo con le politiche di investimento di beni e di capitali, ma anche attraverso l\u2019intervento formativo che valorizzi e renda produttivo il potenziale umano incorporato nei flussi di competenze, di conoscenze e di lavoro generati da lavoratori, esperti, tecnici, imprenditori, studenti e ricercatori che continuamente si spostano dall\u2019Italia verso le sponde meridionali del Mediterraneo.<br \/>\nNel programma di riforme e di nuove iniziative appena descritto, il CGIE ed i Comites sono, dunque, in prima linea alimentando i dibattiti e le riflessioni, ascoltando le associazioni di base, raccordando ipotesi e proposte, monitorando l\u2019azione del Governo, del MAE e delle altre istituzioni coinvolte, supportando e promuovendo l\u2019azione dei Parlamentari eletti. Appaiono completamente fuori luogo, quindi, le voci di coloro che ritengono ormai esaurita la funzione del CGIE e delle altre forme di rappresentanza degli italiani all\u2019estero all\u2019indomani della elezione dei 18 parlamentari della Circoscrizione estero. Occorrer\u00e0, invece, porre mano ad una riforma della legge istitutiva del CGIE che possa adeguarla ai tempi nella consapevolezza che mentre la rappresentanza politica riguarda il diritto degli emigrati di esprimersi, nella qualit\u00e0 di cittadini, sulle questioni che riguardano il loro Paese, il CGIE ed i Comites costituiscono il luogo in cui si manifesta la domanda di democrazia che proviene dalle associazioni, ma anche dalle persone italiane che vivono nel mondo, le quali, pur non avendo lo status di &quot;emigrato&quot; rappresentano l\u2019Italia nel mondo. Pensiamo a coloro che si muovono per lavoro, per costruire nuove imprese, per studio o per attivit\u00e0 scientifiche e culturali, molti dei quali sono giovani, a coloro, infine che abbiamo cominciato a chiamare &quot;italici&quot; ovvero quelle persone che pur non rispondendo a realt\u00e0 nazionali precise, formano una comunit\u00e0 globale tenuta unita da un insieme di valori, da una storia comune da uno stesso fondamento culturale, da quello stile di vita che riconosciamo come italiano. Tutto questo universo di italiani nel mondo costituisce una straordinaria risorsa non solo per l\u2019economia italiana, ma anche per l\u2019intera politica estera dell\u2019Italia in tutto il mondo, anche in quelle aree in cui il dato numerico dell\u2019emigrazione non \u00e8 significativo, ma in cui gli italiani svolgono un ruolo importante. Al CGIE ed ai Comites spetta dunque il ruolo di rappresentare questi italiani nel mondo valorizzandone la funzione di ambasciatori non formali ma sostanziali della nostra politica estera, gettando un ponte tra vecchia e nuova emigrazione, tra comunit\u00e0 italiane ormai radicate nelle nuove realt\u00e0 e persone che si mobilitano, tra generazioni diverse di migranti italiani, intercettando quel mondo nuovo di laureati, ricercatori, tecnici ed imprenditori che si spingono verso l\u2019Europa, l\u2019America ed i Paesi emergenti.<br \/>\nIn una visione moderna del fenomeno migratorio italiano, assumono particolare rilevanza contesti geografici e circuiti globali di sviluppo e di competizione economica dove sono presenti gli interessi del nostro Paese e per i quali diventa essenziale non solo la presenza quantitativa di italiani residenti all\u2019estero ma anche la qualit\u00e0 del loro inserimento locale per il potenziale contributo che essi possono dare alla crescita del &quot;sistema Italia&quot; ed all\u2019attuazione della politica estera dell\u2019Italia. La Regione Euromediterranea \u00e8 un chiaro esempio di questi nuovi scenari.<br \/>\n2. La Regione Euromediterranea fondamentale scenario della politica estera italiana<br \/>\n\u00c8 ben noto che il rafforzamento dei rapporti con i Paesi dell\u2019area del Mediterraneo e del Medio Oriente \u00e8 una delle principali direttrici della Politica estera italiana dal secondo dopo guerra in poi, insieme all\u2019integrazione con l\u2019Europa, al consolidamento delle relazioni atlantiche ed all\u2019adesione al sistema politico e di sicurezza multilaterale (ONU e NATO). Gli indirizzi di politica estera italiana che riconoscono al Mediterraneo un interesse strategico \u2013 commerciale di primaria importanza dovuto alla vicinanza geografica ed alla sempre crescente internazionalizzazione economica e territoriale, stanno alla base della convinta adesione dell\u2019Italia alla Dichiarazione di Barcellona che nel novembre del 1995 ha promosso il Partenariato Euromediterraneo fra gli Stati membri dell\u2019Unione Europea ed i Paesi della sponda sud del Mediterraneo con l\u2019obiettivo di costruire un\u2019area di pace e di stabilit\u00e0. Nel novembre del 2005, con il nuovo vertice di Barcellona si \u00e8 fatto il bilancio dei dieci anni di vita del processo euro-mediterraneo con risultati buoni anche se inferiori alle aspettative.<br \/>\nDal punto di vista della bilancia commerciale dell\u2019Italia con i Paesi dell\u2019area mediterranea si registra un saldo in disavanzo a causa dell\u2019andamento del prezzo dei prodotti energetici. Negli ultimi anni, per\u00f2, si assiste ad una ripresa delle esportazioni italiane nei Paesi dell\u2019Africa del nord in alcuni settori in cui l\u2019Italia \u00e8 competitiva con il mercato asiatico: il sistema casa, il sistema moda, la meccanica ed i mezzi di trasporto, il comparto alimentare. I Paesi africani che si affacciano al Mediterraneo costituiscono, inoltre, uno dei principali poli di attrazione per gli investimenti produttivi italiani all\u2019estero. Nella graduatoria elaborata da Assocamerestero nel 2007, Egitto e Tunisia si trovano tra i primi 10 Paesi al mondo nei quali le imprese italiane trovano conveniente investire insieme alla Cina, all\u2019India, ad alcuni Paesi dell\u2019Europa Orientale ed all\u2019America Latina. L\u2019Africa mediterranea si presenta, infatti, come un interessante approdo per le imprese non solo per i costi del personale, ma anche per i prezzi di altri fattori come l\u2019energia elettrica, l\u2019acqua ed i prodotti petroliferi. Numerosi sono i settori in cui l\u2019imprenditoria italiana \u00e8 presente nell\u2019area, basta citare i programmi di sviluppo delle infrastrutture per la realizzazione di autostrade, ferrovie, porti ed acquedotti, ai quali si aggiunge anche il settore turistico.<br \/>\nI Paesi del Mediterraneo rivestono, inoltre, una valenza strategica anche nel quadro dei mercati globali e dell\u2019intero sistema geopolitico mondiale. Essi costituiscono non solo una piattaforma commerciale per i Paesi vicini ( nella veste di Paesi \u2013 ponte) ma anche il punto di collegamento dell\u2019Europa verso l\u2019Asia Centrale, della Cina verso l\u2019Europa, ponendosi anche al centro delle direttrici geopolitiche e commerciali della Federazione Russa e degli Stati Uniti. A ci\u00f2 occorre aggiungere che i Paesi dell\u2019Africa del nord costituiscono anche le aree di transito da e per l\u2019intera Africa Subahariana.<br \/>\nMa il destino dei rapporti commerciali ed economici \u00e8 fortemente condizionato alla realizzazione di un processo di integrazione dei Paesi della sponda sud del Mediterraneo con l\u2019Italia e l\u2019Europa sul piano pi\u00f9 ampio delle politiche pubbliche, legislative, sociali, educative e di sicurezza che possano costituire un ambiente favorevole agli investimenti economici e possano infine creare, secondo gli obiettivi di Barcellona, un\u2019area euro-mediterranea di libero scambio entro il 2010. Al processo di integrazione territoriale euromediterranea \u00e8 dedicata la politica di co-sviluppo del Mediterraneo che l\u2019Italia persegue anche nell\u2019ambito della nuova Politica di Vicinato dell\u2019Unione Europea avviata nel 2007 che \u00e8 finalizzata alla definizione di nuovi strumenti di cooperazione, al rafforzamento della capacit\u00e0 di programmazione degli enti e degli attori locali nell\u2019ambito di processi di partenariato territoriale. Si tratta di una nuova &quot;politica estera di ispirazione civile&quot; attraverso la quale le Regioni e gli Enti locali vengono incentivati a costituire partenariati territoriali per una ricerca di mutui vantaggi per i territori di riferimento. Tali partenariati coprono l\u2019intera politica del territorio approfondendo le relazioni di cooperazione economica e sociale, attivando soggetti pubblici, operatori privati, enti strumentali, centri di eccellenza, mondo della formazione tecnica e superiore, associazionismo, in una logica di sussidiariet\u00e0 rispetto alle politiche del governo nazionale.<br \/>\n3. Le prospettive degli italiani all\u2019estero nella Regione Euromediterranea e ruolo del CGIE e dei Comites<br \/>\nLe statistiche ufficiali ci dicono che sono poche migliaia gli italiani che risiedono stabilmente nell\u2019Africa del nord, una piccola percentuale (lo 0,2 % circa) di tutti gli italiani all\u2019estero, ma questo dato deve essere legato all\u2019importanza che questi Paesi del Mediterraneo hanno per la nostra politica estera e per gli interessi italiani nell\u2019area che abbiamo appena descritto. In questo senso, la presenza di questi italiani \u00e8 estremamente rilevante e ne va riconosciuto il valore indipendentemente dalla dimensione numerica. Ma non \u00e8 tutto, esiste, infatti, in questa parte del mondo una presenza di italiani &quot;invisibile&quot; alle statistiche eppure assai determinante per l\u2019apporto che danno e potrebbero ancora di pi\u00f9 dare allo sviluppo ed al benessere di tutta l\u2019area. La Regione Euromediterranea, infatti, si \u00e8 caratterizzata sempre pi\u00f9 come ambito di mobilit\u00e0 transnazionale di persone (non solo imprenditori e tecnici) fortemente dinamico stimolato dal movimento degli investimenti economici, dalle attivit\u00e0 commerciali e da quelle indotte dai processi di integrazione territoriale che riguardano il mondo delle istituzioni, della formazione della ricerca. Guardiamo, quindi, ad un universo di italiani che sfugge alle statistiche dell\u2019emigrazione in quanto operano sia nei Paesi di destinazione sia nella terra d\u2019origine e che tendono a costituire network professionali o imprenditoriali, vere e proprie comunit\u00e0 transnazionali. Questi nostri connazionali rappresentano le forze pi\u00f9 vive e giovani dell\u2019emigrazione di oggi nell\u2019area euromediterranea, essi costituiscono la diplomazia dell\u2019Italia che produce, creano rapporti economici e sociali che legano il territorio di origine( la regione, la citt\u00e0, la comunit\u00e0 locale) con quello di destinazione, provocano la positiva contaminazione tra culture gettando le basi della pace, della sicurezza e del benessere in tutta l\u2019area, creano, infine, il clima pi\u00f9 favorevole per il positivo svolgersi dell\u2019azione delle nostre istituzioni all\u2019estero rafforzandone la capacit\u00e0 operativa. Per questi italiani che con risorse insufficienti gettano i ponti verso Paesi che, seppure geograficamente vicini, spesso non offrono ancora garanzie di pace e di stabilit\u00e0, occorre creare nuove forme di sostegno, di rappresentanza e di mediazione con le istituzioni regionali e nazionali comprese quelle di natura parlamentare. Occorre, ancora, predisporre misure di analisi dello scenario migratorio italiano nei Paesi mediterranei, ed in particolare, dell\u2019Africa del nord, che non siano inclini a considerare il dato quantitativo come indice prevalente di riferimento e che, invece, possano valutare la rilevanza della presenza degli italiani nel contesto in cui vivono, il loro potenziale contributo all\u2019affermazione delle linee di politica estera, non solo commerciale, che l\u2019Italia persegue nell\u2019ambito del quadro europeo e comunitario.<br \/>\nIl CGIE ed i Comites sono, cos\u00ec, chiamati a svolgere una insostituibile missione di valorizzazione di tutti i capitali umani, sociali, economici, professionali costituiti dagli italiani che risiedono nei Paesi del Mediterraneo e di quelli che vi si recano come lavoratori, imprenditori o studenti perch\u00e9 possano collaborare al processo di integrazione territoriale euromediterraneo.<br \/>\nNelle nuove prospettive dell\u2019azione del CGIE e dei Comites per la Regione Euromediterranea pu\u00f2, inoltre, collocarsi l\u2019affermazione di una funzione essenziale di questi organismi per il miglioramento e le conseguenti riforme di tutta l\u2019azione pubblica. Basti pensare, a questo proposito, alla necessit\u00e0 di razionalizzare la spesa pubblica verso quei Paesi del Mediterraneo, nell\u2019Africa del nord per esempio, che sono destinatari di risorse anche nazionali oltre che comunitarie, come quelle della Cooperazione allo sviluppo. Le politiche di partenariato e di co-sviluppo finanziate dall\u2019Unione Europea e da fondi nazionali, infatti, dovrebbero attuarsi secondo criteri di complementariet\u00e0 e di coerenza rispetto agli interventi di cooperazione per lo sviluppo che rispondono ad altri fini di aiuto e di lotta alla povert\u00e0, ma che spesso si sovrappongono creando evidenti sperperi di risorse. Comites e CGIE possono, in collaborazione con il mondo associazionistico locale, contribuire a trasformare gli interventi pubblici nell\u2019area in vere e proprie azioni di sistema rispondenti ai reali bisogni del territorio.<br \/>\nTutto ci\u00f2 ha particolare significato anche per i livelli regionali e locali dell\u2019Amministrazione pubblica che intervengono nell\u2019area mediterranea. Qui, infatti, le migrazioni assumono le caratteristiche del fenomeno, ormai sempre pi\u00f9 diffuso nel mondo, della &quot;glocalizzazione&quot;, ovvero del fatto che i migranti italiani (ma anche di altri Paesi) interagiscono essenzialmente con le citt\u00e0 e ed i territori specifici di origine creando catene e legami tra luoghi precisi di destinazione e di provenienza. Di qui si aprono nuove considerazioni sul ruolo delle istituzioni territoriali locali, le Regioni in primo luogo, il mondo associazionistico locale, le Consulte regionali per l\u2019emigrazione. Il radicamento territoriale dell\u2019emigrazione deve diventare un fattore importante delle future politiche per gli italiani nel mondo recuperando il dato sensibile del profondo rapporto tra emigrati e luoghi di origine, rafforzando e promuovendo il ruolo delle istituzioni locali che possono meglio interpretare bisogni, aspettative e potenzialit\u00e0 degli emigrati. Istituzioni nazionali ed istituzioni regionali dovranno ricercare nuovi equilibri di cooperazione tra le loro politiche e i loro programmi per l\u2019emigrazione cogliendo anche in questo settore le opportunit\u00e0 offerte dalle trasformazioni costituzionali, dal decentramento amministrativo e dalle spinte dell\u2019Unione Europea verso un modello di &quot;Governace&quot; multilivello della nostra democrazia. Anche questa \u00e8 una innovazione e costituisce una sfida che potr\u00e0 essere vinta con la collaborazione del CGIE e dei Comites che potranno svolgere una funzione positiva nel processo complessivo di governance del sistema italiano attivando, per esempio, i propri collegamenti con le regioni di origine e le consulte regionali per l\u2019emigrazione.<br \/>\nCogliamo, dunque, l\u2019occasione offerta da questa Commissione Continentale per lanciare un programma d\u2019azione per il CGIE che, recuperando il ruolo di consulenza istituzionale ad esso assegnato dalla Legge: a) predisponga griglie e modelli di analisi dei bisogni e delle potenzialit\u00e0 dei connazionali che operano tra l\u2019Italia, l\u2019Europa e i Paesi dell\u2019Africa del Nord, dei networks e delle reti immateriali da loro costituite tra territori di destinazione e luoghi di origine; b) sostenga nel senso di promuovere un nuovo associazionismo qualificato non solo per azioni di rappresentanza ma anche di offerta di servizi verso le istituzioni locali, regionali e nazionali impegnate in progetti e programmi di partenariato territoriale e in azioni di co-sviluppo; c) individui il potenziale di sviluppo costituito dalle comunit\u00e0 o dalle famiglie che discendono dall\u2019emigrazione storica e che hanno raggiunto posizioni importanti nel Paese di residenza; d) promuova una formazione professionale adeguata alla specificit\u00e0 del contesto e perci\u00f2 integrata nelle linee strategiche di politica estera e nelle prospettive di sviluppo dell\u2019intera regione euromediterranea; e) sviluppi, infine, un ruolo dei Comites per il monitoraggio delle politiche pubbliche italiane nei territori esteri che sono spesso indebolite dalla mancanza di coordinamento tra i diversi settori e livelli dell\u2019amministrazione, dalla frammentariet\u00e0 programmatica ed organizzativa.<br \/>\nNel programma appena tracciato, non pu\u00f2 mancare, infine, l\u2019azione del CGIE nel sostenere gli interventi assistenziali per quegli italiani che non appartengono alla fascia attiva della popolazione ma che non per questo devono essere dimenticati. Tra questi ci sono i pensionati che vorrebbero vedere riconosciuto il diritto al ricongiungimento delle diverse posizioni pensionistiche maturate in Italia ed all\u2019estero. Gli accordi bilaterali tra l\u2019Italia e i Paesi dell\u2019Africa del nord in materia pensionistica vanno considerati all\u2019interno dell\u2019intero sistema di cooperazione sociale ed economica messo in atto che ricomprende problematiche di reciprocit\u00e0 sull\u2019immigrazione in Italia e sulla condizione dei lavoratori che provengono dall\u2019Africa spesso solo transitando dai Paesi mediterranei. Anche in questo contesto di politiche assistenziali e sociali, il CGIE svolge un ruolo di collegamento tra la realt\u00e0 dell\u2019emigrazione e le istituzioni contribuendo, attraverso l\u2019azione mediatrice dei Comites e delle associazioni italiane, a facilitare presso le autorit\u00e0 estere la positiva conclusione dei negoziati in corso e l\u2019effettiva attuazione di quelli gi\u00e0 formalizzati.<br \/>\n4. Conclusioni<br \/>\nI Paesi dell\u2019Africa del nord interagiscono con l\u2019Italia e l\u2019Europa attraverso una fitta rete di relazioni economiche, sociali e culturali interessate da diverse linee politiche locali, regionali, nazionali e comunitarie che riguardano l\u2019internazionalizzazione economica, il commercio e gli investimenti produttivi, la politica di co-sviluppo del partenariato euromediterraneo inaugurata a Barcellona nel 1995, la nuova Politica di Vicinato dell\u2019Unione Europea avviata nel 2007, la Cooperazione allo sviluppo. In questo quadro, il CGIE ed i Comites, in collaborazione con le Consulte regionali per l\u2019emigrazione, svolgono il compito insostituibile di orientare l\u2019azione pubblica verso i nuovi bisogni dell\u2019emigrazione sempre pi\u00f9 caratterizzata dalla mobilit\u00e0 transnazionale e verso la valorizzazione degli italiani all\u2019estero quali mediatori ed operatori di partenariati territoriali sociali, economici e culturali. L\u2019impegno del CGIE e dei Comites si estende su due versanti: da un lato verso il rafforzamento della capacit\u00e0 delle istituzioni di svolgere azioni coordinate tra politiche di cosviluppo e politiche di aiuto (Cooperazione allo sviluppo) anche al fine di migliorare il livello di integrazione tra Regioni, Enti Locali e Amministrazioni Centrali, dall\u2019altro verso una migliore efficacia degli interventi assistenziali, come quelli pensionistici, integrandoli nell\u2019intero contesto delle relazioni tra l\u2019Italia e gli altri Paesi. Al centro dell\u2019azione futura del CGIE sar\u00e0 la valorizzazione del capitale umano costituito dai giovani italiani che sono protagonisti dell\u2019interscambio economico, sociale e culturale tra il territorio di provenienza, le citt\u00e0, le regioni e quello di destinazione. Questi giovani, non solo lavoratori ed imprenditori, ma anche tecnici, ricercatori e studenti, possono contribuire, purch\u00e9 adeguatamente sostenuti dalle istituzioni, al raggiungimento di tutti gli obiettivi della politica di sviluppo economico, di pace e di stabilit\u00e0 della Regione euromediterranea attraverso una partecipazione pi\u00f9 consapevole e motivata al futuro del &quot;sistema&quot; italiano nel mondo.<br \/>\nLa Commissione continentale del CGIE Europa e Africa del Nord ha consentito, quindi, di fare il punto sul legame esistente tra la politica estera dell\u2019Italia e l\u2019emigrazione italiana in un contesto altamente strategico come quello del Mediterraneo, offrendo un modello di analisi che sicuramente si adatta ad altri contesti geografici. In questo senso, la regione euromediterranea pu\u00f2 essere considerata un laboratorio di idee, di ricerca, di innovazione politica e strategica per il ruolo che il CGIE e i Comites svolgeranno nel futuro&quot;.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>4411-santellocco-cgie-la-centralita-degli-italiani-nel-mondo-per-la-politica-euromediterranea<\/p>\n<p>5163<\/p>\n<p>2008-3<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>20080219 21:09:00 redazione-IT LA CENTRALIT\u00c0 DEGLI ITALIANI NEL MONDO PER LA POLITICA ESTERA CON PARTICOLARE RIFERIMENTO ALLA REGIONE EUROMEDITERRANEA: L\u2019INTERVENTO DI SANTELLOCCO (CGIE) ALLA CONTINENTALE <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=24328\" title=\"4411 Santellocco (CGIE): LA CENTRALIT\u00c0 DEGLI ITALIANI NEL MONDO PER LA POLITICA EUROMEDITERRANEA\">[&#8230;]<\/a><\/p>\n<\/div>","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[108],"tags":[],"class_list":["post-24328","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-eminews-2008"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.4 - 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