{"id":24301,"date":"2008-06-07T00:00:00","date_gmt":"2008-06-07T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=24301"},"modified":"2008-06-07T00:00:00","modified_gmt":"2008-06-07T00:00:00","slug":"4474-uruguay-scoppia-uno-scandalo-per-un-progetto-di-cooperazione-italiana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=24301","title":{"rendered":"4474 Uruguay: scoppia uno scandalo per un progetto di cooperazione italiana"},"content":{"rendered":"<p>20080301 11:34:00 redazione-IT<\/p>\n<p>di Antonio Mazzeo<\/p>\n<p>Un\u2019inchiesta di un settimanale di Montevideo rivela gravi irregolarit\u00e0 nella gara per l\u2019acquisto di attrezzature sanitarie, grazie a 15 milioni di euro \u201cdonati\u201d dal nostro governo. Tra le vincitrici due societ\u00e0 italiane di cui sono proprietarie banche e finanziarie. A 5 anni dall\u2019avvio di un programma d\u2019emergenza a favore della popolazione uruguayana, nulla \u00e8 giunto agli ospedali locali. Di contro per monitorare \u201cl\u2019intervento\u201d c\u2019\u00e8 chi ha gi\u00e0 intascato un milione di euro.<\/p>\n<p>Montevideo, 26 febbraio 2008.<\/p>\n<p>Passa dall\u2019Uruguay l\u2019ultimo degli scandali della malacooperazione. A rivelare le numerose zone d\u2019ombra di un progetto finanziato dal ministero degli Affari Esteri italiano, \u00e8 un dettagliato rapporto pubblicato dal giornalista Daniel Feldman nell\u2019ultimo numero del settimanale \u201cVoces del Frente\u201d di Montevideo. All\u2019inchiesta \u00e8 riservata la copertina del periodico dove fa mostra di s\u00e9 il disegno grafico del noto film \u201cIl Padrino\u201d. Ancora pi\u00f9 impattante il titolo, \u201cSalute pubblica. Cosa nuestra o Cosa Nostra?\u201d. Il lungo sommario chiarisce perfettamente di cosa si parli: \u201cCooperazione italiana di 15 milioni di euro nella mira. Licitazioni con gravi irregolarit\u00e0. Informazioni filtrate. Lotti con nome e cognome. Violazione della Legge sulla Concorrenza. Accordo tra offerenti. Opinione di esperti ignorata. Chi comanda al Ministero della Sanit\u00e0?\u201d. Ma \u00e8 la lettura delle cinque pagine che \u201cVoces del Frente\u201d dedica all\u2019inchiesta, a definire il quadro per nulla edificante di certa \u201ccooperazione in gestione diretta\u201d del nostro paese, dove ingenti risorse pubbliche destinate allo sviluppo, si trasformano in profitti per multinazionali, gruppi finanziari, banche e consulting.<br \/>\n<<La sanit\u00e0 \u00e8 un settore che implica il confronto tra i pi\u00f9 diversi interessi economici; con l\u2019obiettivo di potersi tenere in mano una parte della torta>>, esordisce Daniel Fredman. <<Il tema odierno \u00e8 un programma di cooperazione del governo italiano per il rafforzamento del sistema sanitario uruguayano, dove secondo alcune delle imprese partecipanti alla licitazione, si starebbero commettendo gravi irregolarit\u00e0, con il conseguente pregiudizio per lo Stato e in definitiva per gli utenti del sistema di salute pubblica>>. La vicenda prendeva il via il 5 maggio 2003, quando l\u2019allora governo ultraconservatore di Jorge Battle presentava formale richiesta all\u2019Italia con lettera protocollata n. 216\/03, per la concessione di aiuti a favore della popolazione uruguayana vittima di una pesante congiuntura socioeconomica. Il successivo 6 ottobre il ministro degli Affari Esteri, Gianfranco Fini, firmava una delibera che disponeva una deroga in favore dell\u2019Uruguay per la concessione di crediti di aiuto nel triennio 2003-2005 per la <<realizzazione di iniziative finalizzate alla lotta alla povert\u00e0 e a sostegno delle fasce pi\u00f9 deboli della popolazione>>. Il 21 novembre 2003, il governo uruguayano sottoscriveva un memorandum con l\u2019Italia, relativo alle <<condizioni e modalit\u00e0 di concessione di un credito di aiuti per 15 milioni di euro a favore di un programma di appoggio al Sistema sanitario pubblico>>. Solo due giorni pi\u00f9 tardi il tema era inserito all\u2019ordine del giorno del Comitato direzionale per la cooperazione allo sviluppo (DCGS) della Farnesina, che si esprimeva favorevolmente sul programma. A questo punto l\u2019iter che sino ad allora era stato rapidissimo avvertiva i primi rallentamenti. Solo il 5 luglio 2004 il memorandum veniva approvato con Legge n. 17.788 dalla Camera dei rappresentanti della Repubblica di Uruguay, dopo che il ministro Reinaldo Gargano aveva dichiarato trattarsi <<praticamente di una donazione del governo italiano>>. In realt\u00e0 il ministero degli Affari Esteri si era limitato a prevedere <<anche componenti a dono, in gestione diretta e multibilaterale, per assistenza tecnica e monitoraggio>> attraverso <<vari esecutori>>. Sorge cos\u00ec, secondo \u201cVoces del Frente\u201d, il dubbio che non siano stati forniti elementi certi sulle condizioni del prestito. L\u2019articolo 2 della legge di ratifica del memorandum afferma infatti che <<Il Ministero dell\u2019Economia e Finanze definir\u00e0 con la banca italiana Medio Credito Centrale Spa gli aspetti finanziari di esecuzione del Programma, nell\u2019ambito dei termini e delle condizioni stipulati con l\u2019Italia\u201d. Secondo un rapporto interno del ministero della Sanit\u00e0 uruguayano del 7 dicembre 2007, le spese relative alla licitazione pubblica verrebbero coperte <<con finanziamento proveniente da indebitamento esterno, una volta che saranno aperti i crediti dell\u2019anno 2008>>. Nessuna donazione dunque, solo un prestito bancario che accrescer\u00e0 il debito statale della Repubblica Orientale d\u2019Uruguay.<\/p>\n<p>Una gara tra amici<\/p>\n<p>Molto pi\u00f9 allarmanti le modalit\u00e0 di svolgimento delle diverse licitazioni del programma. A partire dalla gara per l\u2019acquisto di attrezzature sanitarie effettuata il 5 dicembre 2006. <<Il bando era stato pubblicato il mese di ottobre \u2013 denuncia Daniel Feldman - tuttavia le quantit\u00e0 delle apparecchiature da licitare cos\u00ec come le loro caratteristiche tecniche circolavano ampiamente in alcune imprese internazionali da diversi mesi prima. Ci\u00f2 ha reso possibile che alcune societ\u00e0 partecipassero con certi vantaggi, dato che hanno avuto tempi di preparazione maggiori di altre e incluso hanno potuto incidere con cambi nelle specificazioni a loro favore>>. Ad elaborare le specificazioni tecniche del bando di gara erano stati l\u2019ingegnere Gonzalo Ambrois del ministero della Sanit\u00e0 uruguayano e l\u2019ingegnere Valerio Di Virgilio, in rappresentanza dell\u2019International Management Group (IMG), la consulting prescelta dal governo italiano come controparte del programma di \u201ccooperazione\u201d.<br \/>\nPi\u00f9 concretamente la gara prevedeva la fornitura di 11 lotti, 4 dei quali del tutto \u201cvincolati\u201d, cio\u00e8 riservati obbligatoriamente all\u2019acquisto di prodotti di origine italiana. Questo in ossequio al testo del memorandum che stabiliva come condizione per il prestito, che perlomeno il 50% dei beni o servizi da acquisire fossero italiani, riservando il resto all\u2019acquisto a livello locale e regionale. Un\u2019imposizione purtroppo sempre pi\u00f9 comune nei progetti proposti dai cosiddetti \u201cdonatori\u201d internazionali. Ebbene, stando al settimanale, <<gravi irregolarit\u00e0>> sono state riscontrate in almeno 3 dei lotti attribuiti, quelli contraddistinti dai numeri 1, 2 e 10. Il primo di essi, per un valore massimo di euro 2.980.000, comprendeva la fornitura di 22 ecografi di alta complessit\u00e0 e 70 ecografi portatili. Il lotto 2 (valore 3.480.000 euro) corrispondeva a 46 apparecchiature di radiologia portatile, 12 attrezzature di radioscopia  portatile, 8 unit\u00e0 di radiologia con intensificatori d\u2019immagine e 3 unit\u00e0 di radiologia convenzionale. Il lotto 10 (valore 2.120.000 euro) comprendeva una unit\u00e0 di risonanza magnetica e una unit\u00e0 di tomografia. Di questi tre lotti, che insieme raggiungono la somma di 8.580.000 euro (il 57,2% del valore totale del prestito), l\u20191 e 2 rientrano tra quelli <<vincolati>> all\u2019acquisto di prodotti italiani. E sono proprio questi i pi\u00f9 contestati.<br \/>\n<<La questione centrale del lotto 1 \u2013 spiega \u201cVoces del Frente\u201d - \u00e8 che in Italia esiste solo un fabbricante di ecografi, la societ\u00e0 ESAOTE, la quale commercializza in forma diretta i suoi prodotti. Inoltre, in questo lotto la licitazione si converte in una farsa. Le \u201cforme\u201d vengono salvate con la presentazione di una seconda offerta da parte dell\u2019impresa INSO, che per\u00f2 si limita a proporre gli stessi ecografi prodotti da ESAOTE. La societ\u00e0 che aveva offerto la quotizzazione ad INSO \u00e8 stata la stessa ESAOTE. INSO \u00e8 cio\u00e8 quella che in gergo viene definita una packager; non produce nulla, ci\u00f2 che fa \u00e8 di acquistare da differenti fornitori e presentarsi alle licitazioni>>. Se cos\u00ec fosse ci troveremmo di fronte ad un accordo tra due imprese per partecipare nella licitazione a beneficio di una di esse, in violazione delle norme sulla concorrenza prevista dai procedimenti dell\u2019Unione Europea e dalla Legge n. 18.159 di \u201cPromozione e Difesa della Concorrenza\u201d vigente in Uruguay. In realt\u00e0 pi\u00f9 di un dubbio sorge analizzando alcune delle quotizzazioni delle due imprese. Ad esempio, in quella relativa alla fornitura di 14 sonde, le due offerte sembrano essere state elaborate dalla stessa persona: \u00e8 del tutto identica la descrizione dei modelli e delle loro caratteristiche tecniche, uguale l\u2019importo richiesto (66.000 euro), uguali perfino i caratteri utilizzati per la compilazione del modulo. Uniche differenze, ovviamente, la firma e il timbro delle due societ\u00e0 e la data di presentazione: il 30 novembre 2006 quella di INSO e il 5 dicembre 2006 quella di ESAOTE.<br \/>\nIl valore complessivo delle attrezzature offerte da ESAOTE \u00e8 stato di 2.899.800, 50 mila euro in meno di quanto offerto da INSO. Un margine maggiore si rileva invece relativamente alla voce \u201cservizio tecnico\u201d, la manutenzione annuale delle attrezzature; qui l\u2019offerta di ESAOTE \u00e8 stata di 275.478 euro e quella di INSO di 436.554. Ci\u00f2 ha aperto la strada all\u2019aggiudicazione del lotto ad ESAOTE. Stando tuttavia all\u2019autore dell\u2019inchiesta giornalistica, il costo di manutenzione dei 92 ecografi pattuito <<\u00e8 totalmente sproporzionato e distante dai valori di mercato>>; inoltre non sarebbe coperto dal prestito italiano.<br \/>\nUn poco differente il caso del lotto numero 2, quello relativo alla fornitura di equipaggiamenti radiologici. Stavolta il soggetto aggiudicatario \u00e8 la stessa INSO di cui sopra, che ha come impresa referente in Uruguay la Interm\u00e9dica Ltda.. <<Un\u2019impresa quest\u2019ultima \u2013 scrive Feldman - senza alcun tipo di precedenti nell\u2019area delle attrezzature radiologiche (i suoi precedenti si riferiscono all\u2019ossigeno medico)>>. Di contro, la ditta esclusa, Tera Ingenerios Srl, rappresentante di Vila Sistemi, <<possiede 30 anni di presenza nel paese, con un ampio numero di attrezzature installate alle quali fornisce pure supporto tecnico>>. Tera Ingenerios aveva poi richiesto per le attrezzature e la loro manutenzione 3.438.140 euro, 670.314 euro in meno della concorrente. In questi casi l\u2019offerta pi\u00f9 cara \u00e8 dichiarata vincitrice solo se ci sono caratteristiche qualitative superiori. Un rapporto della Scuola di Tecnologia Medica dell\u2019Universit\u00e0 uruguayana, prodotto su richiesta del ministero della Salute, avrebbe tuttavia dimostrato l\u2019inesistenza di sostanziali differenze qualitative tra le due proposte. Inspiegabilmente per\u00f2 la Commissione aggiudicatrice ha attribuito la commessa alla societ\u00e0 italiana che era uscita sconfitta dalla gara per il lotto numero 1.<br \/>\nInfine la gara relativa al lotto 10 che ha visto concorrenti due colossi internazionali, General Electric e Conatel S.A., quest\u2019ultima in rappresentanza della tedesca Siemens. \u00c8 a Conatel che \u00e8 stato attribuito il punteggio pi\u00f9 alto. General Electric ha per\u00f2 presentato un ricorso per violazione di una norma del bando che prevedeva che l\u2019eventuale rappresentante nazionale di un\u2019impresa straniera dovesse essere iscritta nell\u2019albo delle fornitrici di attrezzature presso il Dipartimento di tecnologia medica del ministero della Sanit\u00e0. Al momento dell\u2019espletazione della gara, il 6 dicembre 2006, l\u2019autorizzazione di Conatel era scaduta da un anno. Sembra tuttavia che le fu assegnato un termine di 15 giorni per regolarizzare la posizione, cosa che tuttavia non \u00e8 avvenuto. Secondo \u201cVoces del Frente\u201d, la societ\u00e0 si sarebbe limitata a presentare una propria dichiarazione giurata, in cui si faceva riferimento ad una mera richiesta di rinnovo risalente al febbraio 2006. Allegata all\u2019inchiesta del settimanale compare copia della risoluzione a firma della ministra Mar\u00eda Julia Mu\u00f1oz che solo in data 22 agosto 2007, otto mesi cio\u00e8 dopo l\u2019apertura delle buste, rinnova l\u2019abilitazione al funzionamento dell\u2019impresa come importatrice e distributrice di attrezzature mediche. Ciononostante la commissione non ha escluso Conatel-Seamens, cosa  che \u00e8 stata fatta invece per le stesse ragioni ai danni una seconda societ\u00e0 operante in Uruguay, Servimedic. L\u2019intera vicenda appare ancora pi\u00f9 intrigata alla luce di una nota emessa il 18 dicembre 2006 dalla direttrice del Dipartimento di tecnologia medica, Ana P\u00e9rez, in cui si affermava che Conatel <<s\u2019incontrava abilitata sin dal precedente 5 dicembre>>. Grazie a questa dichiarazione la socia Siemens si \u00e8 aggiudicata la commessa. Alla stessa Conatel \u00e8 stato pure attribuito il lotto numero 8, relativo alle attrezzature di odontologia. In questa gara, l\u2019azienda uruguayana era l\u2019unica partecipante. S\u00ec, perch\u00e9 diversamente da come \u00e8 previsto dalle condizioni generali dei progetti dell\u2019Unione europea affidati alle organizzazioni non governative dove per ogni acquisto superiore ai 5 mila euro sono necessari preventivi di tre fornitori, le licitazioni effettuate in Uruguay sono state considerate valide nonostante la partecipazione di due candidati o meno.   <\/p>\n<p>Un affare tra banche<\/p>\n<p>Lo scoop di \u201cVoces del Frente\u201d ha gi\u00e0 causato un terremoto all\u2019interno del ministero della Sanit\u00e0. Intervistata dal quotidiano \u201cLa Rep\u00fablica\u201d, la ministra Mar\u00eda Julia Mu\u00f1oz ha respinto ogni addebito, affermando che l\u2019inchiesta giornalistica \u00e8 frutto <<degli interessi privati delle imprese che non sono risultate vincitrici della licitazione>>. La Mu\u00f1oz ha tuttavia ammesso che l\u2019intero fascicolo sulle licitazioni \u00e8 finito sotto esamina della Corte dei Conti: <<Se l\u2019alta Corte dovesse esprimere dubbi sul procedimento, esso sar\u00e0 annullato>>. Come se non bastasse, \u00e8 stato pure convocato un comitato d\u2019inchiesta parlamentare.<br \/>\nCi\u00f2 che sino ad oggi nessuno ha rilevato \u00e8 l\u2019intrigata rete di banche e finanziarie italiane beneficiatesi dal cosiddetto \u201cprogetto di cooperazione allo sviluppo\u201d del Ministero degli Affari Esteri. Medio Credito Centrale, l\u2019istituto inizialmente prescelto per definire gli aspetti finanziari del programma in Uruguay, \u00e8 controllato in buona parte da Capitalia, holding bancaria fusasi recentemente in Unicredit. Ovviamente \u00e8 sempre una banca il nuovo soggetto individuato dal MAE per la definizione delle modalit\u00e0 di gestione del credito. Si tratta di Artigiancassa che, nonostante il nome, dal 1994 \u00e8 a tutti gli effetti una societ\u00e0 per azioni che offre finanziamenti alle imprese e il cui controllo \u00e8 in mano al gruppo francese BNP Paribas attraverso la Banca Nazionale del Lavoro. A risultati ben pi\u00f9 sorprendenti si giunge invece analizzando le societ\u00e0 italiane in lizza per aggiudicarsi buona parte delle forniture di apparecchiature mediche. ESAOTE, considerata come uno dei maggiori produttori mondiali di sistemi diagnostici e di risonanza magnetica, vanta un giro d\u2019affari annuale di 240 milioni di euro ed opera da vera e propria transnazionale con due poli tecnologici a Genova e Firenze ed impianti in Francia, Germania, Spagna, Olanda, Russia, Cina e Stati Uniti. Fondata nei primi anni \u201980 dall\u2019Ansaldo per operare nel settore della produzione di attrezzature per la medicina, dopo il processo di privatizzazioni del gruppo IRI avviato nella seconda met\u00e0 degli anni \u201990, ESAOTE fu acquisita dal gruppo farmaceutico Bracco. Nel gennaio 2006 il 100% della societ\u00e0 fu rilevato da un consorzio d\u2019investitori guidato da Banca Intesa e composto da un gruppo di manager della stessa ESAOTE, Imi Investimenti (Gruppo SanPaolo-IMI), Mps Venture (Gruppo Monte dei Paschi di Siena), Banca Carige ed Equinox Investment Company.  Quest\u2019ultima ha sede nel paradiso fiscale del Lussemburgo ed opera nel mercato italiano dei fondi di private equity. Ancora una volta sono banche e finanzieri i soci della Company. Innanzitutto Salvatore Mancuso, odierno presidente del Banco di Sicilia, istituto controllato da Capitalia\/Unicredit e dalla Regione Siciliana. A seguire, in Equinox ci sono pure Banca Intesa, Fininvest e Pirelli &#038; C..<br \/>\nPresidente del consiglio d\u2019amministrazione ed azionista di minoranza di ESAOTE \u00e8 il professore Carlo Castellano, gi\u00e0 dirigente di Italsider, Itaimpianti ed Ansaldo ed ex consulente degli uffici studi di Pirelli e Mediobanca. Carlo Castellano ricopre pure l\u2019incarico di presidente di Genova High Tech Spa ed \u00e8 membro del Cda della Camera di Commercio Italia-Russia e del Comitato di reggenza della Banca d\u2019Italia (filiale di Genova), nonch\u00e9 membro della Societ\u00e0 Italia-Argentina. Il manager, ex militante del Pci, oggi vicino ai leader liguri del Partito Democratico, nel novembre 1977 fu vittima di un grave attentato da parte delle Brigate Rosse che gli scaricarono addosso il caricatore di un\u2019intera mitraglietta, lasciandolo esanime per strada.<br \/>\nPer quanto riguarda INSO, ci troviamo di fronte ad un\u2019altra societ\u00e0 per azioni che opera come prime contractor in progetti di edilizia abitativa o ad alto contenuto tecnologico (impianti industriali, commerciali, farmaceutici ed agroalimentari, ospedali e strutture sanitarie), scuole, porti turistici e ferrovie, e solo in seconda battuta nella fornitura e installazione di attrezzature mediche. INSO ha realizzato complessi ospedalieri in varie regioni italiane (Lombardia, Lazio, Toscana) e nell\u2019area mediterranea e mediorientale (Algeria, Libia, Slovenia, Grecia, Arabia Saudita, Iraq, Cina, Russia e nei paesi dell\u2019ex Unione Sovietica).<br \/>\nSingolarmente la storia di INSO presenta molte analogie con quella della \u201cconcorrente\u201d ESAOTE. La societ\u00e0 nacque infatti negli anni \u201960 come \u201cdivisione prefabbricati\u201d del Nuovo Pignone (Gruppo ENI), per operare a favore della rete di vendita di AGIP petroli. Solo successivamente si \u00e8 passati al settore infrastrutturale. Nel 1994, sempre con il processo di smantellamento e svendita dell\u2019industria a capitale pubblico, INSO e il Nuovo Pignone furono acquisite dalla multinazionale americana General Electric, la stessa che abbiamo incontrato in una delle conteste gare della cooperazione italiana in Uruguay. Poi, nel 2000, INSO pass\u00f2 nelle mani di una cordata guidata dal Gruppo Consorzio Etruria e di cui fanno parte la Cassa di Risparmio di San Miniato e il C.T.C. Consorzio Toscano Costruzioni. Azienda leader del Gruppo Consorzio Etruria \u00e8 a sua volta la Cooperativa Consorzio Etruria (socia di LegaCoop) che opera prevalentemente in Toscana nel settore costruzioni. Del Consorzio Etruria fanno pure parte il Monte dei Paschi di Siena (gi\u00e0 visto tra gli azionisti di ESAOTE), ancora la Cassa di Risparmio San Miniato e la Finec Holding S.p.A., la finanziaria a capo di societ\u00e0 operanti nelle pi\u00f9 svariate aree economico-commerciali che vede come maggiori azionisti il Gruppo Unipol Assicurazioni e ancora una volta il Monte dei Paschi di Siena. Presidente di INSO \u00e8 l\u2019ingegnere Massimo Pagnini, contestualmente amministratore delegato del Consorzio Etruria e presidente di Co.e.stra, altra societ\u00e0 del gruppo Etruria operante nel settore delle costruzioni. INSO e Co.e.stra fanno parte, insieme alla controllante Consorzio Etruria, del Consorzio Stabile Ergon attivo nel settore delle grandi opere. Tra i pi\u00f9 recenti lavori acquisiti tramite Ergon da segnalare la realizzazione del 2\u00b0 maxilotto del contestatissimo sistema di collegamento viario denominato \u201cQuadrilatero Umbria Marche\u201d, il project financing per la costruzione della bretella autostradale Lastra a Signa-Prato ed alcune nuove stazioni della linea ferroviaria ad Alta Velocit\u00e0 in Toscana. Inutile ogni commento sulla vocazione solidale e internazionalista di ESAOTE, INSO, General Electric e Siemens\u2026 <\/p>\n<p>I soliti noti<\/p>\n<p>Qualche perplessit\u00e0 pure sulla scelta di International Mangement Group come fiduciaria del ministero Affari Esteri (MAE) per l\u2019implementazione del programma sanitario in Uruguay. Nato nel 1993 sotto l\u2019egida dell\u2019Alto Commissariato ONU per i Rifugiati (UNHCR) e il supporto dell\u2019Ufficio Umanitario della Commissione Europea (ECHO) in vista del piano di ricostruzione post-bellica in Bosnia Herzegovina, IMG \u00e8 oggi presente un po\u2019 in tutto il mondo. Staff del gruppo operano in particolare in Kosovo, Serbia, Montenegro, Macedonia, Palestina, Libano, Sudan, Somalia, Tanzania, Laos, Afghanistan, Iraq ed Uruguay. Diversissimi i settori d\u2019intervento della consulting: si va dalla valutazione dei danni in caso di conflitto alla ricostruzione delle infrastrutture; dalla fornitura di sistemi per l\u2019energia e le telecomunicazioni al credito alle piccole e medie imprese, ecc.. Un contributo determinante all\u2019espansione delle attivit\u00e0 di IMG \u00e8 stato determinato dall\u2019accordo-quadro sottoscritto nel 2004 con la Direzione generale della cooperazione allo sviluppo del MAE, finalizzato al <<sostentamento e lo sviluppo dei Paesi meno avanzati, anche al fine di promuovere e consolidare i rapporti politici, economici, sociali e culturali tra l\u2019Italia e detti Paesi>>. Grazie all\u2019accordo, a favore di International Management Group sono stati erogati rilevanti fondi pubblici, spesso a discapito delle agenzie dell\u2019Onu e delle organizzazioni non governative. Stando a quanto dichiarato dal gruppo, dal febbraio 2004 esso avrebbe gestito direttamente 470 contratti per un valore complessivo di 522 milioni di euro, fornendo inoltre un supporto tecnico ad altri 2.000 progetti per un totale di 3,9 miliardi di euro. Siamo di fronte cio\u00e8 ad uno dei maggiori gestori dell\u2019aiuto internazionale allo sviluppo.<br \/>\nVa tuttavia detto che il rapporto fiduciario con il breve governo di centrosinistra si \u00e8 progressivamente raffreddato, anche a seguito della pubblicazione di contraddittorie notizie sul suo modus operandi. Hanno pesato particolarmente sull\u2019immagine di IMG i \u201cLibri bianchi 2006 e 2007\u201d sulle politiche pubbliche di cooperazione pubblicati dalla \u201cCampagna Sbilanciamoci!\u201d a cui aderiscono decine di associazioni ed organizzazioni non governative italiane. Dopo aver rilevato come nel solo 2006, su un totale di 102 milioni di euro di progetti affidati ad IMG, ben 87 derivavano dal governo o dal Ministero degli Esteri, \u201cSbilanciamoci!\u201d ha sottolineato come <<pi\u00f9 volte in passato questo organismo internazionale ha conosciuto le luci della ribalta, per la verit\u00e0 assai poco edificanti, a causa della totale mancanza di trasparenza nella gestione delle risorse ad esso assegnate\u2026>>. Di International Management Group \u00e8 stata poi denunciata la spiccata visione \u201ccommerciale\u201d: <<Grazie ai finanziamenti pubblici italiani, il gruppo apre a sua volta linee di credito agevolate per le piccole e medie imprese straniere che vogliono acquisire macchinari e tecnologie italiani>>, operando apertamente come <<efficace promozione del made in Italy in molti dei settori chiave dell\u2019imprenditoria italiana>>.<br \/>\nTra i progetti pi\u00f9 controversi affidati dal DGCS-MAE ad IMG, quello relativo all\u2019ampliamento del Policlinico Universitario di Tirana legato all\u2019italiano Istituto Dermopatico dell\u2019Immacolata. Si tratta di un contributo di 10 milioni di euro, <<finanziamento da pi\u00f9 parti considerato addirittura illegittimo per diverse ragioni, a cominciare dal fatto che la quantificazione dei costi necessari alla realizzazione del progetto viene demandata all\u2019IMG ad approvazione e finanziamento gi\u00e0 avvenuti\u2026>>. Alla stessa consulting, \u00e8 stato pure affidato il monitoraggio e la valutazione del progetto da loro stessi realizzato.<br \/>\nRecentemente IMG \u00e8 stato al centro di alcune polemiche per la gestione dell\u2019ospedale pediatrico Avamposto 55 in Darfur, finanziato con fondi del festival di Sanremo e avviato nonostante l\u2019insufficienza di fondi lo renda praticamente inutilizzabile.<br \/>\nIncerto anche l\u2019esito di un secondo intervento di International Management Group in Uruguay, realizzato quasi in contemporanea al progetto sanitario. Grazie ad un contributo MAE di quasi un milione di euro, IMG ha coordinato un programma a sostegno del credito a favore delle medie e piccole imprese uruguayane e italiane operanti nel paese sudamericano. La decisione fu formalizzata durante la riunione del Comitato direzionale del Ministero del 13 ottobre 2003. Con delibera n. 141,<<tenuto conto della critica situazione socioeconomica che attraversa attualmente la Repubblica dell\u2019Uruguay, aggravata da una congiuntura che coinvolge le fasce meno favorite della popolazione e vista la richiesta del Governo della Repubblica dell\u2019Uruguay del 5 maggio 2003, trasmessa dalla Rappresentanza italiana in loco il 16 maggio 2003>>, venne concesso ad IMG il finanziamento a dono di euro 400.000 quale componente in gestione diretta del programma per le piccole e medie imprese. In realt\u00e0 la stessa delibera rimanda ad una successiva dello stesso direzionale, la n. 142, con la quale veniva approvato un secondo finanziamento di euro 592.904, sempre a favore di IMG, per il <<monitoraggio e verifica dell\u2019iniziativa>>. Nella stesa seduta del 13 ottobre, il Comitato direzionale esprimeva parere favorevole alla concessione di un \u201ccredito di aiuto\u201d per un importo di 20 milioni di euro a favore dello stesso programma pro-imprese in Uruguay, <<attraverso il sostegno a progetti ad elevato impatto sociale>> e in cui fino al 50% del finanziamento <<potr\u00e0 essere utilizzato per l\u2019acquisto di beni e servizi locali>>. Un mese pi\u00f9 tardi, il 25 novembre 2003, venivano attribuiti ad IMG e all\u2019Organizzazione Panamericana della Salute, le funzioni di assistenza tecnica e monitoraggio del programma sanitario in Uruguay, grazie ad un finanziamento di 934.000 euro. Nel dettaglio, 90.000 euro finivano al \u201cfondo esperti\u201d, 402.000 ad IMG e 442.000 all\u2019OPS. Anche stavolta veniva specificata che la richiesta del programma era giunta dal governo uruguayano il precedente 5 maggio 2003.<br \/>\nSommando il valore delle tre delibere, IMG intascava per il paese sudamericano 1.394.904 euro. Non poco. Dando per\u00f2 un\u2019occhiata alla pagina Internet della consulting, i conti non tornano. Nella sezione sui progetti realizzati o in fase di realizzazione in Uruguay, dei due progetti a favore delle piccole e medie imprese ne compare uno solo, quello denominato \u201cCredit Lines in support of the SME-s\u201d, corrispondente ad un contributo MAE di 592,904 euro (esattamente quello previsto dalla delibera n. 142), che si dice realizzato in un periodo compreso tra l\u20191 dicembre 2004  e l\u20191 dicembre 2007. Compare invece il programma \u201cCredit Lines in support of the Public Health\u201d, (\u201clinee di credito a favore della sanit\u00e0 Pubblica\u201d), con relativo contributo MAE di 402.000 euro per un periodo compreso tra l\u20191 gennaio 2006 e il 31 dicembre 2007. Il progetto, cio\u00e8, che aveva goduto di una corsia preferenziale per le sue caratteristiche di urgenza onde alleviare gli effetti della critica situazione socioeconomica che aveva colpito la popolazione, \u00e8 stato avviato solo 25 mesi dopo la delibera del MAE. Ammesso che servissero davvero, a quasi cinque anni dall\u2019avvio del programma, nessuna delle attrezzature mediche \u00e8 stata consegnata agli ospedali uruguayani. Con lo scandalo sui presunti accordi tra le imprese in gara, l\u2019indigesto dono italiano forse non arriver\u00e0 mai.<\/p>\n<p>Antonio Mazzeo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>4474-uruguay-scoppia-uno-scandalo-per-un-progetto-di-cooperazione-italiana<\/p>\n<p>5226<\/p>\n<p>2008-3<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>20080301 11:34:00 redazione-IT di Antonio Mazzeo Un\u2019inchiesta di un settimanale di Montevideo rivela gravi irregolarit\u00e0 nella gara per l\u2019acquisto di attrezzature sanitarie, grazie a 15 <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=24301\" title=\"4474 Uruguay: scoppia uno scandalo per un progetto di cooperazione italiana\">[&#8230;]<\/a><\/p>\n<\/div>","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[108],"tags":[],"class_list":["post-24301","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-eminews-2008"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.4 - 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