{"id":24013,"date":"2008-06-07T00:00:00","date_gmt":"2008-06-07T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=24013"},"modified":"2008-06-07T00:00:00","modified_gmt":"2008-06-07T00:00:00","slug":"4768-terra-se-il-contesto-climatico-peggiora","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=24013","title":{"rendered":"4768 TERRA: SE IL CONTESTO CLIMATICO PEGGIORA"},"content":{"rendered":"<p>20080410 12:04:00 redazione-IT<\/p>\n<p>da QUALENERGIA &#8211; GENNAIO\/FEBBRAIO 2008<br \/>\nEDITORIALE di Gianni Silvestrini<\/p>\n<p>Il conteggio delle emissioni dei gas climalteranti dei Paesi industrializzati previsto dal Protocollo di Kyoto a partire dallo scorso primo gennaio avviene in un contesto molto preoccupante.<br \/>\nDa un lato infatti la produzione antropica di anidride carbonica su scala mondiale invece di raffreddare la propria crescita ha recentemente subito una brusca accelerazione, passando da un incremento annuo dell\u00a1\u00af1,3% nello scorso decennio al 3,3% nel periodo 2000-6.<\/p>\n<p>Analogo comportamento hanno subito le concentrazioni della CO2 in atmosfera<br \/>\nche nei due periodi considerati sono aumentate mediamente di 1,5 e di 1,9 parti per<br \/>\nmilione\/anno.<br \/>\nE tutto ci\u00a8\u00b0 avviene mentre il Pianeta malato continua a lanciare segnali sulla gravit\u00a8\u00a4 della<br \/>\nsituazione. Particolarmente allarmante il dato della superficie ghiacciata del Polo Nord, il cui<br \/>\nvalore minimo registrato nel settembre del 2007 \u00a8\u00a8 risultato del 23% inferiore rispetto al<br \/>\nprecedente minimo storico.<br \/>\nAumenta l\u00a1\u00afattenzione sull\u00a1\u00afenergia e migliorano le prospettive dell\u00a1\u00afecodiplomazia<br \/>\nL\u00a1\u00afincremento delle emissioni di anidride carbonica \u00a8\u00a8 strettamente legato alla crescita<br \/>\ndei consumi energetici. Ma proprio la fame di energia, pensiamo solo alla Cina, ha comportato<br \/>\nun aumento dei prezzi dei combustibili, assolutamente non previsto<br \/>\nda Governi e istituzioni.<br \/>\nE non parliamo solo del greggio schizzato a 90-100 $ il barile. Anche il carbone ha visto in<br \/>\nalcuni casi, per esempio nelle importazioni in Europa arrivate a 150 $\/t, una quintuplicazione del<br \/>\nprezzo rispetto al 2002. Per non parlare dell\u00a1\u00afuranio i cui prezzi dal 2001 si sono moltiplicati per<br \/>\ndieci arrivando a 90 $\/t U3O8.<br \/>\nDunque quotazioni elevate che, aldil\u00a8\u00a4 di possibili future oscillazioni, segnalano la fine dell\u00a1\u00afera<br \/>\ndell\u00a1\u00afenergia a buon mercato. Gli alti prezzi sono stati finora digeriti dalle economie grazie alla<br \/>\ngradualit\u00a8\u00a4 degli aumenti e al fatto che l\u00a1\u00afintensit\u00a8\u00a4 energetica \u00a8\u00a8 molto inferiore rispetto ai valori<br \/>\nrilevati prima delle crisi petrolifere di trenta anni fa. Negli Usa, ad esempio, la continuazione del<br \/>\ntrend precedente al 1973 avrebbe portato a consumi del 70% pi\u00a8\u00b4 elevati rispetto agli attuali.<br \/>\nLe attuali difficolt\u00a8\u00a4 del contesto economico, che nascono prevalentemente da una serie di altri<br \/>\nfattori, potrebbero per\u00a8\u00b0 rendere pi\u00a8\u00b4 difficile l\u00a1\u00afassorbimento di ulteriori aumenti e c\u00a1\u00af\u00a8\u00a8 chi parla di<br \/>\ngreggio a 150 $\/barile. D\u00a1\u00afaltra parte, una decisa politica sul versante dell\u00a1\u00afefficienza energetica e<br \/>\ndelle fonti rinnovabili &#8211; resa pi\u00a8\u00b4 facile dagli alti costi dell\u00a1\u00afenergia convenzionale &#8211; potrebbe avere un<br \/>\neffetto di contenimento della domanda e quindi indirettamente calmierare i prezzi.<br \/>\nResta il fatto che il contesto determinato dalle alte quotazioni energetiche delinea uno<br \/>\nscenario favorevole alla riduzione delle emissioni dei gas climalteranti e alla creazione di forti<br \/>\ncomparti industriali legati all\u00a1\u00afirruzione di nuove tecnologie. In Germania si \u00a8\u00a8 creata un\u00a1\u00afindustria<br \/>\ndelle rinnovabili con 235.000 addetti, negli Usa lo scorso anno sono stati installati 5.600 MW<br \/>\neolici pari al 30% della nuova potenza elettrica totale messa in rete, la produzione mondiale di<br \/>\nfotovoltaico nel 2008 \u00a8\u00a8 arrivata a 3.800 MW, una cifra superiore del 50% rispetto all\u00a1\u00afanno<br \/>\nprecedente.<br \/>\nC\u00a1\u00af\u00a8\u00a8 poi un altro elemento positivo nella battaglia dei cambiamenti climatici e riguarda le<br \/>\nprospettive diplomatiche del post-Kyoto. Qualsiasi sar\u00a8\u00a4 la prossima amministrazione Usa infatti,<br \/>\nl\u00a1\u00afatteggiamento del secondo emettitore mondiale, il primato \u00a8\u00a8 ormai passato alla Cina, subir\u00a8\u00a4 un<br \/>\nprofondo cambiamento. Obama, Clinton e McCain hanno tutti una posizione molto attenta alle<br \/>\nquestioni climatiche. Sono sempre pi\u00a8\u00b4 concrete le possibilit\u00a8\u00a4 che entro la fine del prossimo anno<br \/>\nsi arrivi a un accordo che coinvolga tutti i Paesi del Pianeta.<\/p>\n<p>Ritardi dell\u00a1\u00afItalia e possibilit\u00a8\u00a4 di invertire la rotta<\/p>\n<p>Per anni abbiamo visto crescere le emissioni del nostro Paese fino a giungere a un valore del<br \/>\n12% pi\u00a8\u00b4 alto rispetto al 1990, in totale divaricazione rispetto all\u00a1\u00afobbiettivo del -6,5% stabilito per<br \/>\nl\u00a1\u00afItalia. Negli ultimi due anni per\u00a8\u00b0 si \u00a8\u00a8 registrata una seppure lieve inversione di tendenza.<br \/>\nI dati preliminari relativi al 2007 indicano infatti un calo dei consumi energetici dell\u00a1\u00af1,4%<br \/>\n(195,4 Mtep) che seguono la riduzione dello 0,8% dell\u00a1\u00afanno precedente. Hanno influito su questa<br \/>\ndinamica il clima mite, gli alti prezzi dell\u00a1\u00afenergia e i primi risultati delle politiche di intervento<br \/>\navviate dal Governo.<br \/>\nMalgrado ci\u00a8\u00b0, il ritardo accumulato ci coster\u00a8\u00a4 molto. Il Kyoto Club valuta infatti in circa<br \/>\ncinque milioni euro al giorno il debito virtuale legato alla distanza che ci separa dagli impegni<br \/>\nassunti.<br \/>\nLa crisi di governo in atto cade nel momento meno opportuno. Altri Paesi europei stanno<br \/>\ninnalzando la priorit\u00a8\u00a4 della questione climatica con atti importanti. Ricordiamo, ad esempio, la<br \/>\nGran Bretagna che ha definito obbiettivi ambiziosi di riduzione dei gas climalteranti (-26% al<br \/>\n2020, -60% al 2050) e la verifica quinquennale dei risultati, da effettuare indipendentemente dal<br \/>\nGoverno in carica. La Germania lo scorso dicembre ha varato un pacchetto di 18 misure<br \/>\nlegislative che dovrebbero consentire di ridurre le emissioni climalteranti del 36% entro il 2020,<br \/>\ncon un vantaggio economico netto per il Paese. Anche Francia e Spagna hanno stabilito modalit\u00a8\u00a4<br \/>\ndi intervento integrato che vanno ben oltre l\u00a1\u00afazione di un singolo ministero.<br \/>\nAnche in Italia si dovrebbe operare con una forte regia centrale, un sottosegretario alla<br \/>\nPresidenza del consiglio o un ministero forte con deleghe specifiche sulla questione climatica, e<br \/>\nun coinvolgimento di tutti gli altri dicasteri. Ma non basta. Un ruolo fondamentale dovr\u00a8\u00a4 essere<br \/>\nsvolto dalle Regioni e dagli Enti locali.<\/p>\n<p>Il nuovo ruolo delle Regioni<\/p>\n<p>Qual \u00a8\u00a8 l\u00a1\u00afattuale situazione della gestione energetica a livello decentrato? Il panorama \u00a8\u00a8<br \/>\nrelativamente disomogeneo con alcune realt\u00a8\u00a4 eccellenti, ma altre disimpegnate. Un quarto delle<br \/>\nRegioni non ha ancora approvato in via definitiva il proprio Piano energetico ambientale, uno<br \/>\nstrumento previsto da pi\u00a8\u00b4 di 15 anni.<br \/>\nNei prossimi mesi comunque tutte le Regioni dovranno per\u00a8\u00b0 fare uno sforzo particolare per<br \/>\nimpostare o rivedere i Piani alla luce degli ambiziosi obbiettivi al 2020 decisi in sede europea.<br \/>\nPensiamo solo alla crescita prevista per le fonti rinnovabili che dovrebbero triplicare il proprio<br \/>\ncontributo nel giro di 13 anni.<br \/>\nUn primo salto di qualit\u00a8\u00a4 dell\u00a1\u00afazione regionale riguarder\u00a8\u00a4 certo la diffusione dell\u00a1\u00afenergia<br \/>\nverde. La Legge finanziaria 2008 prevede che entro 90 giorni vengano definiti i target regionali<br \/>\nsulla produzione da fonti rinnovabili e che nei successivi 90 giorni le Regioni adeguino<br \/>\ni propri piani energetici. Analogamente sul fronte dell\u00a1\u00afefficienza energetica il decreto<br \/>\ndi recepimento della direttiva europea sugli usi finali prevede una ripartizione di impegni<br \/>\nfra le diverse Regioni. Questa sfida andr\u00a8\u00a4 affrontata in modo intelligente per riuscire<br \/>\na sfruttare le ricadute che potranno derivare sul versante della ricerca e della creazione<br \/>\ndi nuove industrie verdi. Occorrer\u00a8\u00a4 infatti creare le condizioni pi\u00a8\u00b4 favorevoli per attrarre<br \/>\ninvestimenti nel proprio territorio e divenire protagonisti della rivoluzione energetica<br \/>\nche si \u00a8\u00a8 innescata.<br \/>\nSi apre una competizione che riguarda l\u00a1\u00afItalia rispetto agli altri Paesi che stanno facendo ponti<br \/>\nd\u00a1\u00aforo per le imprese pi\u00a8\u00b4 innovative. Il Governo tedesco, ad esempio, ha distribuito in forma di<br \/>\nsussidi oltre 600 milioni di euro solo negli ultimi tre anni per la creazione di nuove industrie<br \/>\nfotovoltaiche. Ma la competizione riguarder\u00a8\u00a4 anche le diverse Regioni che ambiscono a<br \/>\nsvolgere un ruolo di punta in questo settore. Chi riuscir\u00a8\u00a4 a elaborare la proposta pi\u00a8\u00b4 credibile<br \/>\nin termini di risorse finanziarie, procedure autorizzative, soluzioni logistiche, collegamenti<br \/>\ncon centri di ricerca, potr\u00a8\u00a4 infatti avvantaggiarsi dell\u00a1\u00afattuale irripetibile situazione, pensiamo<br \/>\nalle risorse dei fondi comunitari 2007-13, e creare distretti delle rinnovabili, poli solari e altre<br \/>\niniziative.<br \/>\nIl coinvolgimento delle Regioni non si potr\u00a8\u00a4 comunque limitare alle rinnovabili, ma dovr\u00a8\u00a4<br \/>\nriguardare pi\u00a8\u00b4 in generale il contributo alla riduzione delle emissioni dei gas climalteranti.<br \/>\nConsiderando che i settori industriali maggiormente emissivi sono gi\u00a8\u00a4 regolamentati<br \/>\nsulla base della Direttiva sull\u00a1\u00afEmissions trading, l\u00a1\u00afattenzione andr\u00a8\u00a4 concentrata su altri comparti,<br \/>\ncome industria leggera, edilizia, trasporti e agricoltura, sui quali le Regioni<br \/>\nhanno una maggiore possibilit\u00a8\u00a4 di intervento. Efficienza energetica, fonti rinnovabili,<br \/>\nmobilit\u00a8\u00a4 sostenibile, forestazione potranno quindi divenire le aree per le quali \u00a8\u00a8 ragionevole la<br \/>\ndefinizione di obbiettivi di riduzione coerenti con gli impegni nazionali.<br \/>\nDelle fonti rinnovabili si \u00a8\u00a8 gi\u00a8\u00a4 parlato, ma pensiamo alle ampie possibilit\u00a8\u00a4 di intervento legate<br \/>\nall\u00a1\u00afefficienza energetica. Il recente decreto di revisione del meccanismo dei certificati bianchi<br \/>\nporta a sei Mtep di risparmio l\u00a1\u00afobbiettivo da raggiungere entro il 2012.<br \/>\nQuesto strumento, da solo, consentir\u00a8\u00a4 di coprire nel quinquennio di Kyoto un settimo del ritardo<br \/>\nche abbiamo accumulato e le Regioni potranno svolgere un ruolo importante per orientare gli<br \/>\ninterventi e per amplificare gli obbiettivi con risorse proprie.<br \/>\nNel settore dei trasporti, il pi\u00a8\u00b4 in controtendenza in termini di emissioni climalteranti,<br \/>\nl\u00a1\u00afefficacia dell\u00a1\u00afazione locale risulta decisiva, specialmente per la mobilit\u00a8\u00a4 urbana.<br \/>\nAnche nella forestazione, da cui ci si aspetta un ulteriore taglio pari un settimo del gap di<br \/>\nKyoto, il ruolo regionale sar\u00a8\u00a4 decisivo.<br \/>\nCome \u00a8\u00a8 stata effettuata una suddivisione dei target nazionali in seno all\u00a1\u00afUnione Europea, cos\u00a8\u00ac<br \/>\ndunque pu\u00a8\u00b0 risultare utile una ripartizione a livello di singole Regioni degli impegni nei settori<br \/>\nnon compresi dall\u00a1\u00afEmissions trading, escludendo quindi centrali elettriche e industrie energivore.<br \/>\nMa come impostare questa suddivisione? Si tratta di un\u00a1\u00afoperazione delicata che deve essere<br \/>\naffrontata utilizzando una metodologia chiara e condivisa.<br \/>\nA questo scopo sono state sviluppate diverse proposte, come il \u00a1\u00b0Triptych approach\u00a1\u00b1,<br \/>\nsperimentato nella definizione degli obbiettivi degli Stati europei, che tiene conto della possibile<br \/>\nevoluzione delle emissioni dei vari sottosettori. L\u00a1\u00afEnea, per esempio, ha proposto una<br \/>\nmetodologia di ripartizione per i trasporti, il domestico e il terziario basata sui consumi<br \/>\nenergetici e su alcuni indicatori settoriali, quali la densit\u00a8\u00a4 abitativa, il consumo pro capite e il<br \/>\nvalore aggiunto.<\/p>\n<p>Un sistema di emissions trading regionale?<\/p>\n<p>Una volta definiti gli obbiettivi di riduzione, Regione per Regione, potrebbe essere<br \/>\nragionevole impostare anche un sistema volto al riconoscimento di crediti ambientali regionali<br \/>\ncomplementare con il sistema di Emissions Trading gi\u00a8\u00a4 operativo per le emissioni industriali.<br \/>\nQuesto approccio consentirebbe alle Regioni virtuose di valorizzare il proprio impegno con una<br \/>\ncontabilizzazione delle riduzioni delle emissioni e con la creazione di un mercato nazionale di<br \/>\nscambio dei crediti.<br \/>\nIn sostanza una Regione impegnata sul clima, che alzer\u00a8\u00a4 la priorit\u00a8\u00a4 delle politiche ambientali,<br \/>\nmobiliter\u00a8\u00a4 gli attori operanti sul suo territorio, sapr\u00a8\u00a4 utilizzare pi\u00a8\u00b4 efficacemente gli strumenti di<br \/>\nincentivazione nazionali e destiner\u00a8\u00a4 proprie risorse in programmi di riduzione efficaci potr\u00a8\u00a4<br \/>\nessere premiata anche economicamente.<br \/>\nNaturalmente, per avviare questa procedura occorre avere aree di intervento definite, catasti<br \/>\ndelle emissioni aggiornati, regole chiare e una regia centrale del sistema.<br \/>\nIl Kyoto Club ha avviato una sperimentazione di questo tipo su base locale (Comuni e<br \/>\nProvince) evidenziando le criticit\u00a8\u00a4 da affrontare e prospettando possibili soluzioni e dar\u00a8\u00a4 il suo<br \/>\ncontributo di riflessione.<br \/>\nIn conclusione, la partita che abbiamo di fronte \u00a8\u00a8 complessa ed esige strumentazioni<br \/>\nadeguate. Considerata l\u00a1\u00afambizione degli obbiettivi dei prossimi anni, lo sforzo del nostro Paese<br \/>\navr\u00a8\u00a4 successo solo attivando tutti i soggetti istituzionali. La proposta di obbiettivi regionali e dello<br \/>\nscambio delle emissioni rappresenta un possibile percorso virtuoso per innalzare l\u00a1\u00afattenzione<br \/>\ndelle Amministrazioni locali, responsabilizzando gli attori presenti sul territorio e facilitando<br \/>\nil raggiungimento degli obbiettivi climatici del Paese. \u00a1\u00f6<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>4768-terra-se-il-contesto-climatico-peggiora<\/p>\n<p>5514<\/p>\n<p>EmiNews 2008<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>20080410 12:04:00 redazione-IT da QUALENERGIA &#8211; GENNAIO\/FEBBRAIO 2008 EDITORIALE di Gianni Silvestrini Il conteggio delle emissioni dei gas climalteranti dei Paesi industrializzati previsto dal Protocollo <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=24013\" title=\"4768 TERRA: SE IL CONTESTO CLIMATICO PEGGIORA\">[&#8230;]<\/a><\/p>\n<\/div>","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[108],"tags":[],"class_list":["post-24013","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-eminews-2008"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.4 - 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