{"id":23951,"date":"2008-06-07T00:00:00","date_gmt":"2008-06-07T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=23951"},"modified":"2008-06-07T00:00:00","modified_gmt":"2008-06-07T00:00:00","slug":"4826-la-guerra-dei-cereali-ora-il-mondo-ha-fame","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=23951","title":{"rendered":"4826 La guerra dei cereali: Ora il mondo ha fame."},"content":{"rendered":"<p>20080416 20:02:00 redazione-IT<\/p>\n<p>Il raddoppio dei prezzi di mais, grano e riso ha scatenato rivolte in decine di Paesi. (dal Corriere della Sera)<\/p>\n<p>NEW YORK \u2014 In Egitto 12 mila persone sono state arrestate perch\u00e9 vendevano farina al mercato nero. Nelle Filippine, in preda a una crisi alimentare gravissima, il governo minaccia di condannare all&#8217;ergastolo chi si accaparra il riso per rivenderlo, poi, a prezzi maggiorati. Ovunque \u2014 dall&#8217;Africa al Pakistan, dalla Thailandia al Messico \u2014 i cereali, nuovo oro dei campi, vengono protetti come un bene prezioso: nell&#8217;imminenza del raccolto, i terreni sono sorvegliati da guardie armate. Fino a ieri nel nostro ricco Occidente ci siamo occupati quasi solo degli alti prezzi petroliferi,<br \/>\nallarmati dal rincaro del pieno di benzina.<\/p>\n<p>Certo, continuavano ad aumentare anche pane e pasta, ma il cibo incide solo per il 15-18 per cento sul bilancio di una famiglia europea (10-14% per quelle Usa). Ora,<br \/>\nall&#8217;improvviso, scopriamo che il raddoppio dei prezzi di grano, mais, riso e<br \/>\nsoia sta sconvolgendo il mondo: Stati che credevano di aver sconfitto la<br \/>\nfame ripiombano nella situazione di qualche decennio fa.<\/p>\n<p>RISCHIO GUERRA CIVILE &#8211; La Fao, l&#8217;organizzazione alimentare dell&#8217;Onu,<br \/>\ndenuncia che in Africa, Asia e America Latina, 36 Paesi rischiano la guerra<br \/>\ncivile. Sono nazioni poverissime nelle quali la gente<br \/>\n(Afp)<br \/>\nspende pi\u00f9 della met\u00e0 del suo reddito (spesso i due terzi) per alimentarsi.<br \/>\nIn molti casi \u2014 da Haiti al Kenia \u2014 sono gi\u00e0 scoppiate gravi rivolte<br \/>\nsanguinose. I governi reagiscono con misure di polizia e con blocchi<br \/>\ndell&#8217;export che stanno sconvolgendo il commercio internazionale in un<br \/>\nperiodo gi\u00e0 reso tumultuoso dalla crisi del credito e dalle tempeste<br \/>\nvalutarie: Cina e Vietnam, grandi produttori di riso, hanno deciso di<br \/>\nlimitare le vendite all&#8217;estero. La Russia ha bloccato per 60 giorni l&#8217;export<br \/>\ndi grano. L&#8217;Argentina tassa sempre pi\u00f9 pesantemente le esportazioni dei suoi<br \/>\nagricoltori nel tentativo di bloccare la crescita dei prezzi sul mercato<br \/>\ninterno. Credevamo di aver avviato a soluzione \u2014 se non quello della<br \/>\npovert\u00e0 \u2014 almeno il problema della fame: certo, nel mondo ci sono ancora un<br \/>\nmiliardo di persone malnutrite, ma nei 15 anni che vanno dal 1990 alla met\u00e0<br \/>\ndi questo decennio il loro numero \u00e8 calato di ben 278 milioni. Un trend<br \/>\npositivo che sembrava destinato a durare. La fame era ormai considerata la<br \/>\nconseguenza non della scarsit\u00e0 di cibo ma dell&#8217;incapacit\u00e0 di distribuirlo<br \/>\ncorrettamente e di aiutare i poveri in modo efficace: i depositi, infatti,<br \/>\nerano pieni, tanto che l&#8217;economista e premio Nobel Amartya Sen poteva<br \/>\nsostenere che, mettendoli uno vicino all&#8217;altro, i sacchi di grano e riso<br \/>\ndella riserva strategica statale indiana avrebbero coperto la distanza fra<br \/>\nla Terra e la Luna e ritorno. Oggi, invece, quelle riserve sono decimate e<br \/>\nl&#8217;India, nuova potenza dell&#8217; industria e dei servizi informatici, osserva il<br \/>\ncielo col fiato sospeso: tra qualche settimana, col monsone, arriver\u00e0 il<br \/>\nraccolto che deve sfamare un miliardo e cento milioni di persone.<\/p>\n<p>MUTAMENTI CLIMATICI &#8211; Ma i mutamenti climatici stanno rendendo irregolare<br \/>\nquesto ciclo. Se il monsone arriver\u00e0 in forma attenuata, come nel 2002, il<br \/>\nraccolto potrebbe ridursi del 20 per cento: 30 milioni di tonnellate di<br \/>\ngrano in meno. Sarebbe un disastro. Come detto, infatti, le scorte sono<br \/>\nall&#8217;osso e i mercati in questo momento sono disertati dai grandi produttori.<br \/>\nLe autorit\u00e0 indiane tremano e si pentono della loro scarsa lungimiranza. Non<br \/>\nsono le sole: dopo la \u00abrivoluzione verde\u00bb degli anni &#8217;70 che raddoppi\u00f2 il<br \/>\nrendimento dei campi in tutto il Terzo mondo, la produzione \u00e8 rimasta<br \/>\nstazionaria. Colpa dei governi ma anche delle agenzie internazionali che<br \/>\nhanno smesso di promuovere gli investimenti nello sviluppo dell&#8217;agricoltura.<br \/>\nQuando i consumi hanno cominciato a salire per il maggior ricorso a<br \/>\nbiocarburanti a base di mais e per l&#8217;aumento della domanda da parte di Paesi<br \/>\nemergenti come Cina e India, non \u00e8 rimasta altra soluzione che ricorrere a<br \/>\nqueste riserve. I governi che, scossi dalla crisi, reagiscono tutti con<br \/>\nmisure repressive all&#8217;interno e bloccando l&#8217;export, danno una risposta miope<br \/>\nche elude il problema centrale: la necessit\u00e0 di aumentare la produzione. Per<br \/>\ndi pi\u00f9, la loro azione impedisce al commercio internazionale di funzionare<br \/>\nda fattore di riequilibrio almeno parziale tra domanda e offerta. Risposta<br \/>\nmiope ma comprensibile: per i governi che rischiano di saltare per il<br \/>\nmalcontento delle popolazioni, quello della scarsit\u00e0 delle derrate \u00e8<br \/>\nsoprattutto un problema politico. Pi\u00f9 che di interventi strutturali, oggi<br \/>\nhanno bisogno di segnali visibili e di efficacia immediata. E&#8217; il caso<br \/>\ndell&#8217;Egitto: pressato da tempo dagli integralisti islamici, il reg ime di<br \/>\nMubarak ha usato il pugno di ferro contro le speculazioni sulla farina e ha<br \/>\nbloccato l&#8217;export di riso. Nulla che serva a risolvere il problema nel lungo<br \/>\nperiodo, ma intanto sul mercato domestico il prezzo del riso, che era<br \/>\npassato da 200 a 430 dollari la tonnel-lata, \u00e8 sceso di 100 dollari.<br \/>\nL&#8217;effetto-calmiere di simili misure sar\u00e0, per\u00f2, solo momentaneo, cos\u00ec come<br \/>\nmomentaneo sar\u00e0 l&#8217;effetto del versamento straordinario di 500 milioni di<br \/>\ndollari a favore del World Food Program che l&#8217;Onu ha richiesto ai Paesi<br \/>\ndonatori: la Banca Mondiale avverte, infatti, che il fenomeno dell&#8217;impennata<br \/>\ndei prezzi ci accompagner\u00e0 per anni. Le quotazioni continueranno a salire<br \/>\nalmeno fino al 2009 e poi si stabilizzeranno. L&#8217;eventuale contrazione non<br \/>\narriver\u00e0 prima del 2015.<\/p>\n<p>ADDIO PREZZI BASSI &#8211; Ma possiamo dimenticarci i bassi prezzi degli ultimi<br \/>\ntrent&#8217;anni. Nell&#8217;immediato, paradossalmente, si spera nella recessione Usa:<br \/>\nrallentando la crescita dell&#8217;intera economia mondiale, potrebbe alla fine<br \/>\nfrenare anche il \u00abboom\u00bb della domanda alimentare dell&#8217;Asia. Dove, per\u00f2, per<br \/>\nora, la rapida crescita di Cina e India sta spingendo i ceti benestanti di<br \/>\nquei popoli ad inseguire anche a tavola i modelli di consumo dei Paesi<br \/>\nricchi. C&#8217;\u00e8, poi, la spinta ad assorbire volumi crescenti di mais per la<br \/>\nproduzione di biocarburanti: un fenomeno che non si arrester\u00e0, anche se gli<br \/>\namericani si stanno rendendo conto che l&#8217;etanolo riduce s\u00ec la dipendenza<br \/>\nenergetica degli Usa, ma ha un impatto negativo sull&#8217;ambiente, soprattutto<br \/>\nper il grande assorbimento di risorse idriche. Alla fine si torna sempre<br \/>\nalla necessit\u00e0 di aumentare la produzione cerealicola. Ma in giro per il<br \/>\nmondo di terreni coltivabili ce ne sono rimasti ben pochi. Per questo il<br \/>\npresidente della World Bank, Robert Zoellick, chiede ai Paesi pi\u00f9 colpiti di<br \/>\navviare una nuova \u00abgreen revolution\u00bb, capace di incrementare in misura<br \/>\nsignificativa le rese per ettaro coltivato. Musica per i sostenitori degli<br \/>\nOgm: fin qui il mondo si \u00e8 diviso in due, con l&#8217;Europa fermamente contraria<br \/>\nalla loro diffusione. Ma con la fame che si riaffaccia e l&#8217;industria chimica<br \/>\nche prepara molecole di seconda generazione, capaci di far crescere i<br \/>\ncereali anche in condizioni di siccit\u00e0, tutto cambia. (di Massimo Gaggi)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>4826-la-guerra-dei-cereali-ora-il-mondo-ha-fame<\/p>\n<p>5572<\/p>\n<p>EmiNews 2008<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>20080416 20:02:00 redazione-IT Il raddoppio dei prezzi di mais, grano e riso ha scatenato rivolte in decine di Paesi. 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