{"id":23821,"date":"2008-06-07T00:00:00","date_gmt":"2008-06-07T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=23821"},"modified":"2008-06-07T00:00:00","modified_gmt":"2008-06-07T00:00:00","slug":"4936-riso-fantasma-maiali-principi-e-torte-di-fango-la-fame-ad-haiti-non-e-leggenda","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=23821","title":{"rendered":"4936 Riso fantasma, maiali principi e torte di fango: la fame ad Haiti non \u00e8 leggenda"},"content":{"rendered":"<p>20080513 15:21:00 redazione-IT<\/p>\n<p>Perch\u00e8 un Paese che riusciva a coprire il proprio fabbisogno alimentare sta morendo di fame? Trent\u2019anni fa Haiti coltivava tutto il riso di cui aveva bisogno, cosa \u00e8 accaduto? I recenti disordini dovuti all\u2019assurdo aumento del costo dei generi alimentari sono costati la vita a 6 persone.<\/p>\n<p>Di Alma Giraudo da SELVAS.ORG<\/p>\n<p>Trent\u2019anni fa Haiti coltivava tutto il riso di cui aveva bisogno, cosa \u00e8 accaduto? I recenti disordini dovuti all\u2019assurdo aumento del costo dei generi alimentari sono costati la vita a 6 persone. Ci sono stati disordini anche in altri Paesi, come in Burkina Faso, Camerun, Costa d\u2019Avorio, Egitto, Guinea, Mauritania, Messico, Marocco, Senegal, Uzbekistan, Yemen e altri. The Economist, che ha definito la crisi \u201cil silenzioso tsunami\u201d riporta che lo scorso anno il prezzo della farina \u00e8 aumentato del 77% ed il riso del 16%, ma da gennaio il riso \u00e8 aumentato del 141%. Hermite Joseph, madre di due bambini che lavora nel mercato di Port-au-Prince, dichiara: prima, con un dollaro e 25 centesimi potevi acquistare della verdura, riso, 10 centesimi di carbone, ed un po\u2019 d\u2019olio per cucinare. Adesso una piccola latta di riso costa da sola 65 centesimi e non \u00e8 affatto del buon riso. L\u2019olio costa 25 centesimi, il carbone 25 centesimi. Con un dollaro e 25 cents non riesci nemmeno pi\u00f9 a preparare un piatto di riso per un bambino!<\/p>\n<p>La chiesa di St. Claire, serve 1.000 pasti gratuiti al giorno, quasi tutti a bambini affamati. I bambini di Cit\u00e9 Soleil camminano per 8 chilometri per raggiungere la chiesa e ricevere un pasto. Il costo di riso, fagioli, verdura, carne, olio da cucina, propano per le stufe sono aumentati drammaticamente e le porzioni di cibo sono di conseguenza pi\u00f9 piccole, ma la fame cresce e sempre pi\u00f9 bambini raggiungono la chiesa per un pasto gratuito. Gli adulti usavano attendere che i bimbi si fossero sfamati per cibarsi a loro volta di ci\u00f2 che restava, ma ora non resta pi\u00f9 nulla. Nel 1986, dopo l\u2019espulsione del dittatore Jean Claude Duvalier (Baby Doc) il Fondo Monetario Internazionale ha concesso un prestito di 24,6 milioni di dollari, dei quali il Paese aveva disperato bisogno dopo che il dittatore aveva depredato i fondi che, in parte, si trovano ancora in una banca svizzera, senza che Haiti riesca a farseli restituire. Per concedere il prestito l\u2019FMI ha preteso la riduzione delle tariffe d\u2019importazione del riso e di altri prodotti agricoli, aprendo il mercato alla concorrenza di altri Paesi.<\/p>\n<p>Il dott. Paul Farmer, medico che ha vissuto molti anni nelle zone rurali, era ad Haiti quando \u00e8 successo \u201cIn meno di due anni \u00e8 diventato impossibile per gli agricoltori haitiani competere con quello che chiamano il \u201criso di Miami\u201d L\u2019intero mercato del riso locale ha ceduto al riso a basso costo, sostenuto da lauti sussidi, proveniente dagli USA. Ci furono violente proteste, una \u201cguerra del riso\u201d ed alcuni agricoltori persero la vita. \u201cIl riso americano ha invaso il Paese\u201d ricorda Charles Suffrard, un agricoltore durante un\u2019intervista al Washington Post nel 2000. \u201cDal 1987 al 1988 arriv\u00f2 cos\u00ec tanto riso che molti smisero di lavorare la terra\u201d La gente dalle campagne, perso il lavoro, si trasfer\u00ec in citt\u00e0. Ma ancora, la comunit\u00e0 internazionale degli affari non era soddisfatta.<\/p>\n<p>Nel 1994, quale condizione per \u201cripristinare la democrazia\u201d (essenzialmente per porre fine agli sbarchi di migliaia di disperati sulle coste della Florida, che fuggivano le violenze della dittatura militare di Cedras)e ricondurre nel Paese il Presidente legittimo Jean-Bertrand Aristide , che gli stessi USA avevano rovesciato 3 anni prima con un violento colpo di stato, Stati Uniti, Fondo Monetario Internazionale, Banca Mondiale, imposero una ancora maggiore apertura del mercato. Le tariffe doganali sull&#8217;importazione del riso scesero al 3%. Ma quale ragione poteva indurre gli Stati Uniti a distruggere il mercato interno del Paese pi\u00f9 povero del continente americano, dove pi\u00f9 di met\u00e0 della popolazione vive con meno di un dollaro al giorno? Ebbene Haiti \u00e8 diventato uno dei maggiori importatori di riso dagli USA: il Dipartimento dell&#8217;agricoltura indica Haiti come il terzo maggiore importatore, per 240.000 tonnellate di riso all&#8217;anno. <\/p>\n<p>I coltivatori di riso degli Stati Uniti ricevono forti sussidi: fra il 1995 ed il 2006 i sussidi concessi hanno raggiunto gli 11 miliardi di dollari. Un solo produttore, la Riceland Foods Inc. di Stuttgart Arkansas, ha ricevuto in sussidi 500 milioni di dollari fra il 1995 ed il 2006. Il riso \u00e8 uno dei prodotti che viene maggiormente sovvenzionato negli USA, con tre differenti tipi di sussidi. Le sovvenzioni programmate per i prossimi anni, almeno fino al 2015, ammontano a 700 milioni di dollari per anno. Il risultato? Decine di milioni di coltivatori di riso nei Paesi poveri non riescono pi\u00f9 a mantenere le proprie famiglie a causa del bassissimo e volatile prezzo dovuto alla politica interventistica dei Paesi pi\u00f9 ricchi. In pi\u00f9, negli USA le barriere doganali sul riso raggiungono anche il 24%, lo stesso tipo di protezione che Stati Uniti e FMI hanno preteso venisse eliminata dai governi di Haiti.<\/p>\n<p>Ma non sono solo i produttori di riso ad essere stati colpiti.<br \/>\nPaul Farmer ha visto succedere la stessa cosa ai produttori di zucchero di canna. Una volta Haiti era il maggior esportatore di zucchero ed altri prodotti tropicali in Europa. Adesso sta importando persino lo zucchero dalle compagnie che lo producono nella Repubblica Dominicana, controllate dagli USA, e dalla Florida. \u201cE&#8217; stato terribile vedere gli agricoltori Haitiani espulsi dal loro lavoro. Tutto questo \u00e8 stato l&#8217;inizio di quella spirale che ha portato alle proteste per fame di questi giorni\u201d<br \/>\nIlluminante per capire parte dela storia recente di Haiti \u00e8 l&#8217;esempio riportato dallo stesso Jean-Bertrand Aristide, Anno 2000, nel su trattato &quot;Eyes of the Heart: Seeking a Path for the Poor in the Age of Globalization&quot;.<\/p>\n<p>\u201cLa storia della eradicazione della popolazione dei maiali creoli haitiani negli anni 80 \u00e8 una classica parabola della globalizzazione. I piccoli, neri maiali creoli erano il cuore dell\u2019economia contadina. Una variet\u00e0 estremamente sana, ben adattata al clima di Haiti, mangiavano i prodotti di scarto e potevano vivere tre giorni senza mangiare. Tra l\u201980 e l\u201985% delle famiglie rurali allevavano maiali: essi avevano un ruolo chiave per mantenere la fertilit\u00e0 del suolo e costituivano un \u201cbanca primaria\u201d per la popolazione contadina. Tradizionalmente un maiale veniva venduto per far fronte alle emergenze ed in particolari occasioni (funerali, matrimoni, battesimi, malattie e, in casi critici, per pagare la scuola ed i libri quando le scuole aprivano ogni anno ad ottobre) <\/p>\n<p>Nel 1982, le agenzie internazionali convinsero i contadini che il loro maiali erano ammalati e dovevano essere uccisi (cos\u00ec la malattia non si sarebbe diffusa nei Paesi al Nord). Furono fatte promesse che tali maiali sarebbero stati sostituiti con una razza migliore. Con una efficienza mai vista prima in un programma di sviluppo, tutti i maiali creoli furono uccisi, nell\u2019arco di 13 mesi. Due anni dopo i migliori maiali arrivarono dall\u2019Iowa. Erano cos\u00ec migliori che richiedevano acqua pulita da bere (indisponibile all\u201980% della popolazione haitiana), cibo di importazione (costo 90 dollari all\u2019anno, quando le entrate pro capita erano di 130 dollari) e speciali ricoveri. I contadini Haitiani li soprannominarono \u201cprincipi a 4 zampe\u201d. Aggiungendo insulto al danno, la carne non era buona. Inutile a dirsi, il programma di ripopolazione fu un completo fallimento. Un osservatore del processo stim\u00f2 che, in termini monetari, i contadini Haitiani persero 600 milioni di dollari. Ci fu una diminuzione del 30% delle iscrizioni nelle scuole rurali, un drammatico declino di consumo di proteine in queste aree, una devastante<\/p>\n<p>dell\u2019economia contadina ed un incalcolabile impatto negativo sul suolo e sulla produzione agricola. Ad oggi i contadini haitiani non si sono ripresi. La maggior parte dell\u2019Haiti rurale \u00e8 ancora isolata dal mercato globale, cos\u00ec per molti contadini lo sterminio dei maiali creoli \u00e8 stata la loro prima esperienza di globalizzazione. L\u2019esperienza resta nella memoria collettiva. Oggi, quando ai contadini viene detto che riforma economica e privatizzazione porter\u00e0 loro benefici, sono comprensibilmente diffidenti. Le aziende di stato sono malate, ci dicono, e devono essere privatizzate. I contadini scuotono la testa e ricordano i maiali creoli.\u201d<\/p>\n<p>L&#8217;influenza europea<br \/>\nMa anche la nostra solidale Europa non rinuncia a fare la sua parte: i Paesi Caraibici sono stati costretti a sottoscrivere i nuovi \u201caccordi di partenariato economico\u201d (EPA o APE, come si vogliano definire), che sostituiscono il non perfetto, ma ancora accettabile \u201caccordo di Cotonou\u201d, e prevedono la totale apertura dei loro mercati alle nostre merci, senza che cessino i sussidi ai nostri prodotti agricoli. Nel sito della delegazione UE ad Haiti vengono presentati come una \u201cgrande opportunit\u00e0\u201d per gli Haitiani. Probabilmente lo sono per quella ristrettissima \u00e9lite che ha continuato ad arricchirsi durante questi 4 anni che hanno seguito il colpo di stato contro Jean-Bertrand Aristide, ma non per l&#8217;80% della popolazione che ne sar\u00e0 fortemente danneggiata. Con quale ricatto siamo riusciti a far sottoscrivere gli EPA \u00e8 facilmente immaginabile: la presenza UE ad Haiti si \u00e8 sempre pi\u00f9 rafforzata in questi ultimi anni, addirittura nel periodo 2004-2006 (gli anni della dittatura di Latortue) siamo stati il \u201cmaggior Paese donatore\u201d, superati ora dagli Stati Uniti.<\/p>\n<p>Scrive Michel Chossudovsky: \u201cCon ampi settori della popolazione mondiale gi\u00e0 al di sotto della soglia di povert\u00e0, il brusco aumento dei prezzi dei prodotti alimentari \u00e8 devastante. Milioni di persone nel mondo non sono in grado di acquistare il cibo per la propria sopravvivenza. Questo sta contribuendo nella realt\u00e0 ad eliminare i poveri tramite morte per fame. \u201c Controlla il petrolio e controlli le nazioni, controlla il cibo e controlli le popolazioni\u201d: parole pronunciate da Henry Kissinger. A questo riguardo Kissinger aveva dichiarato nel 1974, nel contesto dello \u201cStudio della sicurezza nazionale: implicazioni della crescita della popolazione mondiale per la sicurezza degli Stati Uniti ed i loro interessi d\u2019oltremare\u201d che \u201cla fame pu\u00f2 costituire uno strumento \u201cdi fatto\u201d per il controllo della popolazione\u201d (inteso come controllo dell\u2019aumento della popolazione N.d.A.) <\/p>\n<p>La fame nell\u2019era della globalizzazione \u00e8 una scelta politica.<br \/>\nLa fame non \u00e8 la conseguenza di scarsit\u00e0 di cibo ma l\u2019opposto: il surplus alimentare \u00e8 usato per destabilizzare la produzione agricola nei Paesi in via di Sviluppo\u201d. (Michel Chossudovsky \u201cLa fame Globale\u201d \u2013 Globalresearch, 2 maggio 2008) Testimonia, sulla situazione in Haiti, il giornalista Kevin Pina, che ha vissuto per anni a fianco dei pi\u00f9 poveri la violenza del golpe del 2004, la feroce repressione che ne \u00e8 seguita, la brutalit\u00e0, le minacce, gli insulti dei soldati dell\u2019ONU, il carcere: \u201cLe agenzie non governative invitate a provvedere agli aiuti da parte delle Nazioni Unite segnano il passo, nonostante le statistiche indichino che ricevono il 45% degli aiuti stranieri, ma il 15% ritorna ai rispettivi Paesi donatori, mentre il salario medio del capo di una ONG in Haiti ammonta a 60,000 dollari annui, da comparare a quello di un cittadino medio haitiano che guadagna persino meno di 250 dollari annui. Nulla di meglio poi che dare il giusto esempio alla popolazione forzata a cibarsi di immondizia, che recarsi in ufficio in un SUV con aria condizionata. La verit\u00e0 \u00e8 che mentre i poveri soffrono durante l\u2019attuale esercizio di \u201cnation building\u201d da parte dell&#8217;ONU, che li forza a mangiare fango, i ricchi di Haiti sono sempre pi\u00f9 ricchi, chiedete alle famiglie Bigio, Mev, Brandt se hanno abbastanza di cui cibarsi: avevano gi\u00e0 uno standard di vita incredibilmente alto secondo gli standard haitiani, ed \u00e8 di gran lunga aumentato dal rovesciamento di Aristide, nel 2004. Tutto questo \u00e8 stato imposto dalle Nazioni Unite che hanno servito come mandatari dell&#8217;amministrazione Bush, secondo la quale lavorare con il settore privato \u00e8 l&#8217;unica strada per aiutare i poveri ad Haiti. Esperti dello sviluppo delle Nazioni Unite ci chiedono di credere che creare maggiori opportunit\u00e0 di affari per le famiglie agiate porter\u00e0 ad una dimostrabile ricaduta positiva sui poveri. E&#8217; la nuova agenda neo-liberale che incorpora la vecchia teoria reaganiana. Un nuovo nome potrebbe essere pi\u00f9 approppriato, nel contesto haitiano: l&#8217;economia delle focacce al fango. <\/p>\n<p>E&#8217; sempre pi\u00f9 ovvio che questo approccio non funziona e ci\u00f2 di cui Haiti abbisogna \u00e8 un&#8217;economia che metta in discussione la disparit\u00e0 fra chi ha e chi non ha. Le famiglie citate hanno dimostrato, nell&#8217;arco degli anni, di non essere dei partners credibili per la maggioranza povera di Haiti. Sono infatti predatori monopolisti che controllano il mercato, non capitalisti in un libero mercato. Nessun investimento da parte della comunit\u00e0 internazionale o beneficienza alterer\u00e0 i fatti. Questo \u00e8 il reale messaggio dietro la ricetta di focaccine al fango che i poveri sono costretti a mangiare a Cit\u00e9 Soleil oggi. Tutto oggi ad Haiti \u00e8 in supporto degli affari del settore privato mentre il resto della popolazione \u00e8 abbandonato alla \u201ccarit\u00e0\u201d. E\u2019 ci\u00f2 che Bush, l\u2019ONU ed i quadri di esperti in economia lasciano ad Haiti. E\u2019 chiaramente favorito chi ha un capitale da investire mentre per gli altri aumenta la dipendenza dalla \u201cgenerosit\u00e0\u201d degli stranieri. E\u2019 abbastanza chiaro che fino a quando il monopolio dell\u2019economia sar\u00e0 nelle mani di poche famiglie ci possiamo aspettare di sentire parlare sempre pi\u00f9 spesso di focacce di fango nel futuro. Non lo ripeter\u00f2 mai a sufficienza: l\u2019ultimo presidente ad avere avuto il coraggio di sollevare la questione rimane in esilio. Aristide fu rovesciato nel 2004 ed il suo movimento, che aveva dato ai poveri il senso di poter controllare il proprio destino, selvaggiamente calpestato.\u201d<\/p>\n<p>Adesso Haiti sta ricevendo aiuti di emergenza da Venezuela (350 tonnellate di cibo), Stati Uniti, Brasile: altro cibo arriva dalle Nazioni Unite, ma durer\u00e0 poco e si tratta sempre e comunque di \u201cbeneficienza\u201d, fondamentale nell\u2019immediato, ma che non risolve i problemi di povert\u00e0 e fame. Ad aumentare la confusione, il 12 aprile, il Primo Ministro, Jacques-Edouard Alexis \u00e8 stato costretto alle dimissioni da un voto di sfiducia di un gruppo di senatori di destra guidati da Youri Latortue, il corrotto nipote del dittatore Gerard Latortue, che era riuscito a farsi eleggere senatore. Il Presidente Ren\u00e9 Preval ha indicato come successore di Alexis Ericq Pierre, noto per le sue convinzioni neo-liberiste e rappresentante haitiano alla Banca Interamericana dello Sviluppo, gradito alla \u201ccomunit\u00e0 internazionale\u201d. Pr\u00e9val, nella sua scelta, oltre a consultarsi con i partiti, come normale, ha dovuto consultare anche la \u201ccomunit\u00e0 internazionale\u201d subendo le pressioni di vari funzionari stranieri fra i quali Alain Joyandel, Segretario di Stato Francese per la Cooperazione e la Francofonia, Jose Miguel Insulza, Segretario Generale dell&#8217;Organizzazione degli Stati Americani e Miguel Angel Moratinos, Ministro Spagnolo per gli Affari Esteri e la Cooperazione.<\/p>\n<p>Dimostrazione questa di quanto Haiti sia, dal 29 febbraio 2004, data del golpe, un Paese a sovranit\u00e0 molto limitata<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>4936-riso-fantasma-maiali-principi-e-torte-di-fango-la-fame-ad-haiti-non-e-leggenda<\/p>\n<p>5682<\/p>\n<p>EmiNews 2008<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>20080513 15:21:00 redazione-IT Perch\u00e8 un Paese che riusciva a coprire il proprio fabbisogno alimentare sta morendo di fame? 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