{"id":23258,"date":"2008-06-07T00:00:00","date_gmt":"2008-06-07T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=23258"},"modified":"2008-06-07T00:00:00","modified_gmt":"2008-06-07T00:00:00","slug":"5499-narciso-isa-conde-una-visione-radicale-del-conflitto-colombiano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=23258","title":{"rendered":"5499 Narciso Isa Conde: una visione  &#034;radicale&#034; del conflitto colombiano"},"content":{"rendered":"<p>20080904 11:47:00 redazione-IT<\/p>\n<p>di Annalisa Melandri<\/p>\n<p>Narciso Isa Conde pu\u00f2 essere considerato come uno dei rivoluzionari che hanno fatto la storia del suo paese, la Repubblica Dominicana e quella di tutta l\u2019America Latina per il contributo  del suo pensiero e per il suo impegno attivo  per una terra libera da legami  con l\u2019imperialismo dei \u201cfalchi\u201d del Nord. Nato nel 1942, appena adolescente partecipa alla lotta contro il regime di Trujillo.<br \/>\nDiventa  poi Secretario Generale del Partito Comunista Dominicano. Ha partecipato inoltre  alla rivoluzione di Aprile del 1965 e alla Guerra Patria contro l\u2019invasione degli Stati Uniti.<br \/>\nDurante il regime di Joaqu\u00edn Balaguer ha sofferto  il carcere, la persecuzione e l\u2019esilio.<br \/>\nAttualmente  fa parte della presidenza collettiva della Coordinadora Continental Bolivariana (CCB), insieme al  sociologo statunitense Jaime Petras, all\u2019arcivescovo Casald\u00e1liga del Brasile e ad altri importanti politici e intellettuali latinoamericani.<\/p>\n<p>Per questo impegno rivoluzionario caratterizzato dal fatto di non non  aver mai discriminato forme diverse di lotta, incluso la lotta armata delle FARC, con le quali mantiene  \u201cvincoli pubblici di amicizia e solidariet\u00e0 da lungo tempo\u201d,  \u00e8 oggetto  attualmente  di una campagna di diffamazione basata su falsit\u00e0  e  montata dal governo colombiano.<br \/>\nCercando notizie che lo riguardano, troviamo che viene definito:  \u201cideologo delle FARC\u201d,  \u201calto dirigente delle FARC\u201d, \u201cportavoce dei vertici delle FARC\u201d, \u201camico del separatismo basco\u201d, \u201cammiratore di Marulanda\u201d mentre  pi\u00f9 recentemente \u00c1lvaro Uribe lo  ha chiamato \u201cleader terrorista\u201d.<\/p>\n<p>Lo incontro nella sua casa di Santo Domingo, cordiale e gentile, e in verit\u00e0 non d\u00e0 l\u2019impressione di essere un terrorista. Nel suo paese \u00e8 conosciuto e rispettato e parlando di lui con la gente comune si nota negli occhi di qualcuno accendersi una luce, ricordando il \u201crivoluzionario radicale\u201d che ha lottato per la libert\u00e0 del suo paese.<\/p>\n<p>A.M. &#8211; Chi \u00e8 Narciso Isa Conde in realt\u00e0?  <\/p>\n<p>N.I.C. &#8211; Io sono un rivoluzionario radicale nel senso pi\u00f9 profondo del termine, in quanto cerco sempre di andare alla radice dei problemi, non per il linguaggio forte che utilizzo e nemmeno per  le diverse forme di  lotta che posso aver  impiegato  in alcun determinato momento.<\/p>\n<p>A.M. &#8211; Narciso, sei un riconosciuto  leader rivoluzionario nella Repubblica Dominicana, \u00e8 vero che hai partecipato in prima persona alla lotta per la libert\u00e0 del tuo paese?<\/p>\n<p>N.I.C. &#8211; Ho iniziato la mia attivit\u00e0 politica in clandestinit\u00e0,  contro il regime di  Trujillo e successivamente ho fatto parte della rivoluzione dell\u2019Aprile del 1965, dopo il golpe militare contro Juan Bosh. Ho partecipato poi alla  rivolta militare guidata dai colonnelli  Fern\u00e1ndez Dom\u00ednguez e Francisco Caama\u00f1o e i \u201cmilitari costituzionalisti\u201d, e alla sua  trasformazione  in una rivolta  popolare militare  quando si form\u00f3 allora l\u2019allenza tra i  militari patrioti  e il popolo armato.<br \/>\nAbbiamo subito successivamente  l\u2019invasione nordamericana e il massacro che questa ha perpetrato. Anche allora gli Stati Uniti ci calunniavano, presentandoci  come quelli che fucilavano i civili nel Parco Indipendenza qui nella citt\u00e0 di Santo Domingo. Allora il mio nome faceva parte  di una lista di 56 terribili comunisti ed ero  appena un giovane dirigente universitario. I  grandi  mezzi di comunicazione dell\u2019impero, costituiti anche da  aerei con altoparlanti potentissimi, sorvolavano la citt\u00e0, ripetendo il mio nome e quello degli altri 55 compagni,  descrivendoci come esseri diabolici&#8230;<\/p>\n<p>A.M. &#8211; Ci\u00f2 nonostante in questo determinato momento esiste contro di te una violenta  campagna di diffamazione e sta circolando anche la  notizia che elementi dei servizi segreti colombiani e dell\u2019esercito come il generale Mario Montoya sono stati nella Repubblica Dominicana per indagare  sui tuoi vincoli con le FARC. Esiste soltanto il rischio dell\u2019avvio di un procedimento giudiziario  contro di te  o temi qualcosa  di pi\u00f9 grave?<\/p>\n<p>N.I.C. &#8211; Generalmente quando si creano  queste campagne di diffamazione originate da una  specie di terrorismo mediatico,  si sa perfettamente chi le costruisce  e si sa che arrivano direttamente  dai  falconi di Washington, dalla Cia, dalle agenzie nordamericane, e specialmente in questo caso anche dagli apparati di sicurezza e intelligence del regime narcoparaterrorista di \u00c1lvaro Uribe, che ho affrontato sempre con molta responsabilit\u00e0,  e che chiaramente  costruisce  campagne di criminalizzazione con lo scopo di  facilitare processi pseudogiuridici e fomentare omicidi.<\/p>\n<p>In questo caso si \u00e8 creata questa campagna per  il fatto che io ho sempre considerato le FARC come un movimento politico militare  con una giusta ragione di essere.<br \/>\nIo non posso andare  in Colombia perch\u00e8 esiste un piano per attentare contro la mia vita organizzato da sicari della CIA e dagli stessi  servizi di sicurezza colombiani. Esistono indizi sicuri di questo,  oltre  al fatto che lo stesso Uribe ha informato di questo piano  l\u2019ex presidente dominicano Hip\u00f2lito Mej\u00eda.<\/p>\n<p>In passato gi\u00e0 hanno cercato di assassinarmi, fu un piano criminale organizzato contro di me nel 1987 dalla mafia cubano-americana di Miami con la complicit\u00e0 del regime di Balaguer  per la mia lotta contro l\u2019impunit\u00e0 dei crimini di Stato. Cercai infatti di ripresentare le accuse contro gli autori materiali e intellettuali dell\u2019omicidio del mio gran amico, compagno e formidabile  giornalista, membro del Partito Comunista Dominicano, Orlando Martinez Howley, che fu ucciso per aver  denunciato negli anni \u201870 i vincoli che allora esistevano tra  crimine e potere.  Trascorsero  25 anni senza che che si potesse istruire un processo per questo omicidio. Noi  siamo riusciti a mantenere il caso vigente, non solo  dal punto di vista giuridico ma anche da quello politico. Siamo riusciti ad ottenere cos\u00ec all\u2019inizio di quest\u2019anno la condanna a 30 anni di carcere degli autori materiali dell\u2019omicidio, mancano  ancora gli autori intellettuali.<\/p>\n<p>A.M. &#8211; Credi che abbia ancora senso la lotta armata delle FARC?<\/p>\n<p>N.I.C. &#8211; Bisogna considerare il fatto che  in Colombia la lotta armata esiste ormai da 60 anni, e che le FARC  esistono da 43 anni. Io penso che se  un movimento politico militare \u00e8 riuscito a mettere insieme  migliaia e migliaia di combattenti, di guerriglieri,  di simpatizzanti,  nel corso di una lotta cos\u00ec difficile e cos\u00ec  lunga, questo  deve aver avuto cause scatenanti molto profonde.<br \/>\nStoricamente, In Colombia tutto ci\u00f2 ha origine dalla \u201cguerra sucia\u201d, negli anni \u201850 e particolarmente con l\u2019assassinio di Gait\u00e1n e con  il massacro di 300 mila colombiani. Immagina  300mila persone a quel tempo e ci si pu\u00f2 rendere conto del livello di violenza e del potere terrorista di questo Stato.<\/p>\n<p>Sfortunatamente la  \u201cguerra sucia\u201d non \u00e8 finita,  anzi in molti casi si \u00e8 intensificata.  E non si sono risolte nemmeno le cause profonde di disuguaglianza, di esclusione e di discriminazione dei movimenti sociali.<br \/>\nSi parla inoltre del tema dei sequestri, ma quale conflitto armato non ha avuto ostaggi o prigionieri? In alcuni casi si pu\u00f2 dire perfino pi\u00f9 giustificati che in altri, ma le guerre non sono una passeggiata,  le guerre sono dure, e sono crudeli.<\/p>\n<p>A.M. &#8211; Tu sei uno dei presidenti della Coordinadora Continental Bolivariana che spesso viene presentata  in alcuni media  latinoamericani come la facciata politica delle FARC. Alcuni quotidiani, soprattutto quelli del Per\u00fa e della Colombia la accusano di avere vincoli con il terrorismo.  In Per\u00fa soprattutto \u00e8 accusata di essere lo spazio di ricomposizione del  MRTA (Movimiento Revolucionario Tupac Amaru). Si tratta di verit\u00e0 o di menzogne?<\/p>\n<p>N.I.C. &#8211; Come \u00e8 noto la  Coordinadora Continental Bolivariana nasce  5 anni fa in seguito ad un movimento coraggioso al quale hanno partecipato soprattutto  giovani rivoluzionari del Venezuela, della  Colombia e dell\u2019 Ecuador, celebrando cos\u00ec quasi una  replica della Campa\u00f1a Admirable (Campagna Ammirevole) del libertador Sim\u00f3n Bol\u00edvar, quella  marcia trionfale che egli guid\u00f2 da Cartagena delle Indie fino a Caracas.<\/p>\n<p>Cosi si lanci\u00f2 l\u2019idea di costruire la CCB motivata dalla necessit\u00e0 di creare uno spazio di confluenza del movimento rivoluzionario in tutta la sua diversit\u00e0, partiti di sinistra, movimenti sociali, organizzazioni comunitarie, cittadini, intellettuali, artisti, movimenti dei popoli originari, tutti ci trovammo d\u2019accordo con la necessit\u00e0 di unire le forze, non solo a livello nazionale in ogni paese, ma a livello mondiale, per affrontare una strategia che essa stessa ha carattere continentale. Una strategia politica, militare, economica, mediatica\u2026 degli Stati Uniti e delle sue forze  alleate  nella regione.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 un periodo che consideriamo di  cambiamento,  di lotte sociali e politiche, caratterizzato da  un movimento progressista, da processi che avanzano, con la rivoluzione bolivariana del Venezuela che va avanti, con Cuba che \u00e8 riuscita a resistere eroicamente, con il processo avanzatissimo in Ecuador, con il trionfo di Evo Morales e il suo emblematico potere indigeno,  con il ritorno del governo sandinista  in Nicaragua, con il trionfo del vescovo Lugo in Paraguay, con i piqueteros e con  coloro  che bloccano le strade , con le grandi lotte sociali urbane e rurali, con le imbattibili guerriglie messicana e colombiana&#8230;<\/p>\n<p>Tutta questa diversit\u00e0 di forme di lotta ha bisogno anche di un\u2019unit\u00e0 di attori. La Coordinadora nasce  con l\u2019idea includente di non discriminare nessuno per forma di lotta e questo \u00e8 quello che determina che le FARC o che i movimenti con un passato o con un presente ribelle ne  facciano parte. Della presidenza collettiva fin dal primo momento hanno fatto parte  figure come il vescovo Pedro Casald\u00e1liga del Brasile, come Manuel Marulanda delle FARC e V\u00edctor Polay leader del MRTA del Per\u00fa, come la cantautrice Lilia Vera con tutto quello che \u00e8 stato il suo ruolo per la  lotta del Venezuela degli anni \u201860 e \u201870\u2026 poeti, segretari generali del partiti comunisti, partiti che stanno sviluppando la loro lotta nella legalit\u00e0, che stanno partecipando a processi elettorali\u2026 come ci sono per esempio  i Fogoneros dell\u2019Uruguay, come il PCML (Partito Comunista Marxista Leninista) del  Brasile, altri partiti  marxisti e  tutta una serie di movimenti sociali.<\/p>\n<p>Tra i temi affrontati dalla CCB c\u2019\u00e8 anche quello della solidariet\u00e0 con i prigionieri politici, perch\u00e8 come sono stati solidali i compagni cubani in difesa dei loro cinque patrioti,  cos\u00ec anche noi, dobbiamo  tenere presente la terribile situazione di una quantit\u00e0 enorme di prigionieri politici dei movimenti rivoluzionari, dei movimenti sociali e politici del continente e del mondo.<\/p>\n<p>Un altro tema importante \u00e8 la pericolosa presenza militare degli Stati Uniti, tema che  viene affrontato in modo marginale nell\u2019agenda di una parte importante della sinistra latinoamericana e che per questo abbiamo lanciato la campagna \u201cnemmeno un solo soldato yankee nella Nostra America\u201d.<br \/>\nViviamo in un continente  colonizzato e ricolonizzato economicamente nel modo pi\u00f9 brutale e per di pi\u00f9 che sta  subendo  gli effetti di una strategia militare degli Stati Uniti,  con una forte presenza di basi militari, di operazioni belliche,  e di manovre veramente impressionante.<\/p>\n<p>La sfida  della Coordinadora \u00e8 quella di non essere pi\u00f9 passivi di fronte a queste drammatiche realt\u00e0, di essere veramente di sinistra, intendendo la sinistra come una diversit\u00e0 ma anche come una necessit\u00e0 profondamente rivoluzionaria, contestataria, trasformatrice.<\/p>\n<p>A.M. &#8211; Dal computer di Ra\u00fal Reyes \u00e8 venuto fuori che tu eri implicato in una mediazione tra Correa e le FARC per la liberazione di Ingrid Betancourt. Cosa \u00e8 successo in realt\u00e0?<\/p>\n<p>Questa \u00e8 una menzogna. Il mio ruolo rispetto all\u2019Ecuador \u00e8 in relazione al  II congresso della CCB. I compagni allora riposero  in me e nel compagno Amilcar  Figueroa la fiducia necessaria per poter  intraprendere in quel  paese i contatti che poi resero  possibile la realizzazione di quel congresso, cercando di sensibilizzare gli attori del processo ecuadoriano, incluso anche   un gran numero di contatti con forze politiche e sociali del paese.<\/p>\n<p>Per la posizione delicata di quel processo rispetto all\u2019oligarchia e all\u2019imperialismo considerammo doveroso comunicare al governo ecuadoriano il nostro proposito e con questo fine chiedemmo un\u2019incontro con Gustavo Larrea, ministro della Sicurezza.  Egli ci ricevette e quindi gli spiegammo con assoluta chiarezza che la Coordinadora era un\u2019organizzazione che non aveva vincoli di Stato e che quindi non gli stavamo chiedendo un impegno governativo, ma volevamo sapere se potevamo contare con la sua approvazione dal momento che non volevamo organizzare il congresso sfidando l\u2019autorit\u00e0 ecuadoriana o nascondendogli  qualcosa che era di sua competenza. Egli ci rispose che capiva benissimo e che non aveva nessuna obiezione al fatto che fosse realizzato  un evento del genere nel paese.<\/p>\n<p>Accadde poi che mentre si realizzava il congresso contemporaneamente si stava svolgendo tra le FARC, e tra i governi dell\u2019Ecuador, del Venezuela e della Francia un nuovo processo volto alla liberazione di  Ingrid Betancourt e di altri ostaggi. Questo spiega perch\u00e8 l\u2019accampamento di Ra\u00fal Reyes si trovasse in quel momento vicino alla frontiera e in territorio ecuadoriano. Immagino che Ra\u00fal abbia pensato che Uribe non avrebbe sabotato il processo in un altro Stato. Gi\u00e0 esistevano infatti  informazioni che le trattative per quella  liberazione erano ad uno  stato avanzato.<\/p>\n<p>Successivamente, gi\u00e0 terminato il congresso della CCB,  fu quando ricevemmo la terribile notizia del  bombardamento dell\u2019accampamento. In questo processo io non partecipai, e nemmeno  ne fui informato prima che avvenisse.<\/p>\n<p>A.M. Allora quali sono i tuoi veri vincoli con le FARC?<\/p>\n<p>N.I.C. \u2013 I miei vincoli con le FARC sono pubblici ed io ogni volta che ho avuto un incontro con i suoi dirigenti lo ho reso noto. Sono stato nel Cagu\u00e1n come testimone dell\u2019apertura del processo di pace, che successivamente fall\u00ec per la pressione del governo nordamericano sul regime di Pastrana.<br \/>\nEvidentemente il governo degli Stati Uniti gi\u00e0 stava contemplando la prospettiva di vittoria di Uribe, che rappresentava una miglior garanzia per  una poltica molto pi\u00f9 dura.<br \/>\nIo s\u00ec partecipai poco tempo dopo in una gestione per la liberazione di Ingrid Betancourt da qui, da Santo Domingo, e questo ebbe a che vedere con il mio precedente viaggio al Cagu\u00e1n.<br \/>\nCredo che certe relazioni debbano essere sempre rese note alla ra societ\u00e0. Per questo io preparai  un reportage  per il giornale Hoy, molto importante qui nella Repubblica Dominicana, che pubblic\u00f2 una pagina completa dove io apparvi in una foto con Marulanda e dove raccontavo del mio viaggio nel Cagu\u00e1n e del  mio soggiorno nel campo delle FARC.<br \/>\nQuesto accadde nel 2001, dopo di questa pubblicazione, vennero  a casa mia un giornalista e un diplomatico francese. Il diplomatico era l\u2019ex marito di Ingrid Betancourt. La Francia era molto interessata alla liberazione di Ingrid ed egli  mi chiese di far arrivare  un messaggio alle FARC e di prestarmi ad una mediazione  affinch\u00e9 pervenisse  una prova di  vita di Ingrid,  che era ci\u00f2 di cui loro avevano bisogno per qualsiasi accordo futuro.<br \/>\nL\u2019ex marito di Ingrid mi spieg\u00f2 i livelli di ostilit\u00e0 di Uribe, come   si  comportava questo signore con la famiglia e la sfiducia che essi avevano in lui. Il governo francese era a disposizione per  trattare bilateralmente con le FARC e perfino per riconoscerle  come forza belligerante,  trattando qualsiasi argomento relativo a questa problematica.<br \/>\nIo avviai  la gestione, giunse il messaggio, i comandanti della FARC fornirono le prove di vita e di salute di Ingrid,  accettarono il processo e si intraprese un cammino per la sua liberazione di Ingrid, ma quando Uribe e l\u2019esercito colombiano  se ne resero conto, bloccarono  bloccarono questa possibilit\u00e0.<\/p>\n<p>A.M. \u2013 Narciso, tu sei stato sempre solidale con la rivoluzione bolivariana del Venezuela e con il presidente Ch\u00e1vez. Cosa pensi delle sue recenti dichiarazioni e di quelle di Fidel Castro sulla guerriglia e sulla lotta armata?<\/p>\n<p>N.I.C. \u2013 Quello di Ch\u00e1vez \u00e8 stato un cambiamento forte, sorprendente e sconcertante. La cosa peggiore per me \u00e8  l\u2019aver detto che la lotta armata non ha pi\u00f9 alcun senso. Come spiegarlo,  dal momento che egli stesso  si \u00e8 ribellato con le armi.<br \/>\nPerch\u00e8 Ch\u00e1vez non si \u00e8 ribellato con un mazzo di fiori , egli \u00e8 insorto  con i fucili e fu questo quello che  allora applaudimmo. Lo appoggiammo e lo difendemmo anche quando  quel gesto trascendente venne  stigmatizzato, quando  i suoi protagonisti venivano disonestamente chiamati \u201cgolpisti\u201d.<br \/>\nCrediamo che ci sia  bisogno di reciprocit\u00e0 in questo e che nessuna ragione di Stato debba essere posta davanti al riconoscimento della verit\u00e0. Se in Colombia esiste la lotta armata a tal livello e da tanti anni \u00e8 perch\u00e8 essa ha ragione di esistere e pertinenza.<br \/>\nIn Venezuela evidentemente ha predominato la decisione di ripristinare le relazioni tra Uribe e Ch\u00e1vez, tra i due governi e tra i due Stati; e per facilitare questo processo si \u00e8 incorso in due grandi errori: esaltare l\u2019amicizia con il regime narcoparalitare terrorista di \u00c1lvaro Uribe, ricompensandolo di tutte le verit\u00e0 che lo stesso Ch\u00e1vez  aveva detto e chiedendo  la  smobilitazione delle FARC come qualcosa di auspicabile per la pace e la democrazia e importante necessario per una relazione di buon vicinato con il paese fratello. E, ancor peggio che criticare la lotta armata, cercare di delegittimare la lotta di tutto un popolo e lo spiegamento di ogni forza, mentre  il governo colombiano assume posizioni  di guerra e gli Stati Uniti minacciano con la loro Quarta Flotta.<br \/>\nQuesto equivale a mettere un coltello alla gola della rivoluzione bolivariana e contribuisce a dare fiducia a uno Stato che sta pretendendo di svolgere  nella regione lo stesso ruolo che svolge Israele in Medio Oriente. La verit\u00e0 \u00e8 che se si comincia a cedere un poco su questo terreno poi verranno chiesti prima il braccio e infine la testa.<br \/>\nLe dichiarazioni di Fidel Castro e la posizione di Cuba rispetto alla Colombia vanno evidentemente nella stessa direzione, anche se sicuramente Fidel Castro ha trattato con pi\u00f9 attenzione il tema della lotta armata quando ha affermato: \u201cio non sto chiedendo a nessuno di deporre le armi\u201d.<br \/>\nMa questo nuovo posizionamento  di leadership cos\u00ec influenti nel continente, pi\u00f9 che far danno alla guerriglia colombiana abituata a situazioni difficili, colpisce soprattutto la possibilit\u00e0 immediata di un cambiamento democratico in quel paese, cambiamento che stava  maturando in conseguenza della frattura  del regime di Uribe e dei progressi compiuti  verso una piattaforma comune di tutte le forze progressiste che gli si oppongono.<\/p>\n<p>A.M. \u2013 Credi che ci sia una via d\u2019uscita dalla situazione colombiana?<\/p>\n<p>N.I.C. \u2013 Io credo che il regime di Uribe renda impossibile un processo di dialogo e di accordo. Mi sembra che ci siano prove molto significative di questo, cio\u00e8 che non si tratti soltanto di Uribe, ma di tutto ci\u00f2 che lui rappresenta.<br \/>\nQuello che si deve creare in Colombia \u00e8 una confluenza tra le forze politiche civili e militari alternative, le forze politiche, l\u2019insorgenza armata, i movimenti sociali politicizzati&#8230; con una proposta di governo sovrano, democratico e partecipativo che renda possibile aprire un tavolo di negoziati sul tema della violenza per trovare cammini di pace e di  benessere.<br \/>\nIn Colombia stavano crescendo e possono continuare a crescere le forze che prospettano  la rinuncia di Uribe, come \u00e8 accaduto per gli altri  movimenti che sono esistiti  in America del Sud, come \u00e8 accaduto per l\u2019Ecuador, l\u2019 Argentina, la Bolivia&#8230; si cerca di cacciarlo  dalla presidenza come illegittimo, come usurpatore e come criminale e corrotto, ci cerca di raggiungere  un\u2019altra composizione governativa.<br \/>\nTanto l\u2019 ELN come  le FARC hanno dimostrato che  sono disposte a far parte di un progetto con queste caratteristiche e a far parte di  una soluzione politica al conflitto armato. Ma un processo di questo tipo ha bisogno di garanzie e di condizioni impossibili da raggiungere sia nel contesto di un governo come quello di Uribe, sia  attraverso la smobilitazione della guerriglia. Questo equivarrebbe ad un  suicidio collettivo.<br \/>\nIo  do ragione a Marulanda, ricordo che mi spieg\u00f2 questo  in una conversazione  personale quando ero nel Cagu\u00e1n. Lui mi disse: \u201cio non smanteller\u00f2 tutto  in cambio di niente o di poco, non smobiliter\u00f2 una costruzione storica di pi\u00f9 di 40 anni di vita, un esercito popolare,  su  un tavolo di trattative\u201d.<br \/>\nQuesta forza armata irregolare deve essere parte di una soluzione politica come cerc\u00f2 di essere il FMLN in Salvador prima di consegnare le armi, quando propose che fosse  riconosciuto militarmente e invece  venne considerato  limitatamente al  caso della polizia civile con le conseguenze negative che noi conosciamo.<br \/>\nBisogna imparare da tutte le esperienze precedenti  di pace negoziata. Le FARC hanno il vantaggio di essere sopravvissute nel tempo e di essere cresciute per poterle  ponderare meglio, oltre al fatto di avere forza considerevole e logistica  per resistere.<br \/>\nBisogna dare spazio a tutta l\u2019immaginazione possibile per questo,  ma io credo che le armi in mano alle FARC in caso di qualsiasi caso siano una garanzia per esse stesse e per buona parte della societ\u00e0 civile.<br \/>\nSicuramente bisogna contribuire a una politica di umanizzazione  del  conflitto e l\u2019umanizzazione del conflitto prevede un capitolo che si chiama scambio umanitario di prigionieri e ogni scambio umanitario implica uno scambio di prigionieri da entrambe le parti. Non si deve parlare della crudelt\u00e0 della prigionia degli ostaggi  nelle montagne e tacere l\u2019enorme crudelt\u00e0 di un regime che squarta la gente, che la tortura, che semina il paese di cadaveri. Tra i prigionieri delle  FARC ci sono paramilitari e professionisti delle motoseghe, torturatori, narcotrafficanti, e veri criminali. Le FARC hanno cercato molte volte lo scambio umanitario e hanno dato molti segnali positivi in tal senso. Io stesso fui invitato a quello scambio, quando liberarono pi\u00f9 di trecento militari, ma allora mi fu negato il visto.<\/p>\n<p>A.M. e Ingrid Betancourt?<\/p>\n<p>N.I.C. \u2013 E\u2019 chiaro che  Ingrid Betancourt \u00e8 una candidata della Francia e non della Colombia e che fa parte di un  progetto francese per l\u2019America Latina. Lei fece un elogio a Uribe e al generale genocida Montoya che mai sarebbe dovuto uscire dalle sue labbra, anche se poi ha rivisto le sue posizioni. E la differenza  tra lei e la sua famiglia, , \u00e8 che mentre lei agisce con in mente il suo progetto politico e con Sarkozy alla presidenza francese per opera e grazia della CIA, la sua famiglia invece agisce con i sentimenti e con il dolore che gli ha provocato il cinismo di Uribe.<\/p>\n<p>Annalisa Melandri<br \/>\nwww.annalisamelandri.it<\/p>\n<p>www.annalisamelandri.it<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>5499-narciso-isa-conde-una-visione-radicale-del-conflitto-colombiano<\/p>\n<p>6239<\/p>\n<p>EmiNews 2008<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>20080904 11:47:00 redazione-IT di Annalisa Melandri Narciso Isa Conde pu\u00f2 essere considerato come uno dei rivoluzionari che hanno fatto la storia del suo paese, la <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=23258\" title=\"5499 Narciso Isa Conde: una visione  &#034;radicale&#034; del conflitto colombiano\">[&#8230;]<\/a><\/p>\n<\/div>","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[108],"tags":[],"class_list":["post-23258","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-eminews-2008"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.4 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\r\n<title>5499 Narciso Isa Conde: una visione &#034;radicale&#034; 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