{"id":23081,"date":"2008-06-07T00:00:00","date_gmt":"2008-06-07T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=23081"},"modified":"2008-06-07T00:00:00","modified_gmt":"2008-06-07T00:00:00","slug":"5684-rassegna-sul-convegno-promosso-dallunaie-su-cittadinanza-integrazione-e-politiche-migratorie","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=23081","title":{"rendered":"5684 Rassegna sul Convegno promosso dall\u2019Unaie su &#034;Cittadinanza, integrazione e politiche migratorie&#034;"},"content":{"rendered":"<p>20080929 12:33:00 redazione-IT<\/p>\n<p>SPUNTI DI RIFLESSIONE PER UNA BUONA POLITICA MIGRATORIA: L\u2019ON. NARDUCCI APRE A PALAZZO MARINI IL CONVEGNO DELL\u2019UNAIE<\/p>\n<p>ROMA aise &#8211; Offrire spunti di riflessione e tutta l\u2019esperienza dell\u2019associazionismo italiano all\u2019estero perch\u00e9 l\u2019Italia riesca a mettere in atto buone politiche migratorie. Questo l\u2019obiettivo del convegno promosso dall\u2019Unaie su &quot;Cittadinanza, integrazione e politiche migratorie&quot; aperto questa mattina a Palazzo Marini da Franco Narducci, deputato del Pd eletto in Europa, che dell\u2019Unione Nazionale Associazioni Immigrati ed Emigrati \u00e8 il<br \/>\npresidente.<\/p>\n<p>Una sala gremita di rappresentanti delle Istituzioni,<br \/>\nambasciatori di Paesi esteri in Italia, membri dell\u2019associazionismo italiano<br \/>\nall\u2019estero, deputati e senatori, tra cui Fabio Porta e Laura Garavini, hanno<br \/>\nseguito gli interventi introduttivi del convegno che proseguir\u00e0 fino ad oggi<br \/>\npomeriggio. Molti i messaggi giunti agli organizzatori del convegno, tra cui<br \/>\nquello del presidente della Camera Fini, letti questa mattina da Gennaro<br \/>\nMaria Amoruso, segretario nazionale dell\u2019Unaie, che ha quindi dato la parola<br \/>\nprima a Narducci e poi a Rocco Buttiglione, vice presidente della Camera.<br \/>\nDopo aver indirizzato un pensiero particolare a Dino De Poli, presidente<br \/>\ndella Fondazione Cassamarca, assente ai lavori, lodandone la lungimiranza e<br \/>\nl\u2019impegno, Narducci ha esordito spiegando che &quot;questa giornata \u00e8 stata<br \/>\npromossa per cercare di dare indicazioni preziose agli &quot;addetti ai lavori&quot;,<br \/>\na quelle persone, cio\u00e8, che si occupano di politiche migratorie in Italia.<br \/>\nLavoro, asilo e accoglienza sono i temi centrali di un dibattito quanto mai<br \/>\nattuale&quot; che deve in qualche modo orientare le scelte politiche in tema<br \/>\nmigratorio che, ha sottolineato Narducci, devono avere come punto di<br \/>\nriferimento i valori della &quot;democrazia, della legalit\u00e0 e del rispetto della<br \/>\ndignit\u00e0 umana&quot;.<br \/>\nL\u2019immigrazione \u00e8 &quot;materia delicata&quot; che, per essere governata, ha bisogno di<br \/>\n&quot;scelte che prescindano da politiche di parte&quot;, di &quot;strumenti adatti&quot; che<br \/>\npresuppongono competenze, magari maturate sul terreno. Per questo, ha<br \/>\nsottolineato ancora Narducci, l\u2019apporto delle associazioni pu\u00f2 essere<br \/>\ndeterminante.<br \/>\nDopo aver citato Tocqueville che gi\u00e0 a met\u00e0 dell\u2019Ottocento sosteneva che<br \/>\n&quot;l\u2019associazionismo \u00e8 prerequisito dell\u2019affermazione della democrazia&quot;,<br \/>\nNarducci ha sottolineato che &quot;per gli immigrati le associazioni sono<br \/>\nimportanti per accedere ai cosiddetti diritti politici secondari&quot; a quei<br \/>\ndiritti, cio\u00e8, che lastricano la via verso &quot;l\u2019integrazione e la cittadinanza<br \/>\nattiva&quot;.<br \/>\nE qui entrano in gioco le istituzioni nazionali e amministrative, ma anche e<br \/>\nsoprattutto l\u2019Unione Europea che &quot;deve gestire la libera circolazione sia in<br \/>\nambito comunitario che extracomunitario, fornendo risposte urgenti&quot;,<br \/>\nraccogliendo le esperienze maturate sul campo da quei Paesi che nel vecchio<br \/>\ncontinente sono storicamente di immigrazione. &quot;Per questo \u2013 ha spiegato<br \/>\nNarducci \u2013 abbiamo invitato qui, oggi, rappresentanti di Germania, Svizzera<br \/>\ne Gran Bretagna, paesi di immigrazione molto prima dell\u2019Italia&quot;, perch\u00e9<br \/>\ndalle esperienze si pu\u00f2 imparare molto, sempre nella consapevolezza che<br \/>\n&quot;sulla politica migratoria nessuno ha la bacchetta magica&quot;, ma tutti devono<br \/>\navere la voglia di &quot;promuovere politiche attive per l\u2019integrazione&quot;.<br \/>\nL\u2019esperienza da cui attingere, per\u00f2, non \u00e8 solo quella degli paesi<br \/>\nd\u2019accoglienza: c\u2019\u00e8 anche quella, &quot;dolorosa&quot;, degli italiani all\u2019estero che<br \/>\nal nostro Paese pu\u00f2 insegnare molto e che ha comunque evidenziato, negli<br \/>\nanni, temi e nodi fondamentali da sciogliere che Narducci ha individuato<br \/>\nnella scuola, nella dignit\u00e0 abitativa, nella formazione professionale, come<br \/>\nanche nelle rimesse dirette, nel turismo di ritorno, nel sistema<br \/>\nprevidenziale e, infine, nella rappresentanza attiva, cio\u00e8 il voto.<br \/>\nE proprio dagli italiani all\u2019estero \u00e8 partito Rocco Buttiglione, secondo cui<br \/>\n&quot;dobbiamo ricordarci del passato&quot;, di quello che hanno patito i nostri<br \/>\nconnazionali, &quot;neanche troppi anni fa&quot;, anche per &quot;rispondere a quella<br \/>\nindifferenza con cui oggi leggiamo notizie sull\u2019ennesima carretta del mare<br \/>\naffondata con centinaia di immigrati in viaggio verso l\u2019Italia&quot;. E allora<br \/>\ndiventa fondamentale il &quot;richiamo all\u2019Europa&quot; per trovare soluzioni efficaci<br \/>\nper regolare i flussi migratori, cos\u00ec come \u00e8 necessaria la Conferenza del<br \/>\nMediterraneo per far dialogare i Paesi di partenza dei migranti e quelli di<br \/>\napprodo.<br \/>\nQuanto all\u2019Italia, per Buttiglione la &quot;Bossi-Fini&quot; ha &quot;favorito<br \/>\nl\u2019immigrazione clandestina&quot; perch\u00e9 &quot;gestisce male la politica dei flussi&quot;,<br \/>\nquindi, posto che la maggior parte dei migranti lascia la sua terra per<br \/>\ncercare lavoro, il nostro Paese deve, quanto meno, &quot;semplificare le<br \/>\nprocedure&quot; sia per gli immigrati che per i datori di lavoro. &quot;Ci sono tante<br \/>\nimmigrazioni \u2013 ha aggiunto Buttiglione \u2013 e non dimentichiamo che oggi c\u2019\u00e8<br \/>\nuna cittadinanza europea: lavorare fuori dai confini del proprio Paese \u00e8<br \/>\normai normale&quot;, per questo &quot;semplificare le procedure a livello europeo<br \/>\naiuterebbe una buona politica di immigrazione&quot;. Centrale, poi, diventa il<br \/>\ntema delle espulsioni di quello che Buttiglione ha chiamato &quot;asilo<br \/>\neconomico&quot;. In entrambi i casi \u00e8 fondamentale la &quot;collaborazione dei Paesi<br \/>\nd\u2019origine degli immigrati&quot; che gli Stati europei devono favorire &quot;proponendo<br \/>\ncanali attuabili&quot; per troncare il flusso di immigrati, &quot;missione&quot; che pu\u00f2<br \/>\navere una qualche speranza di riuscita solo se &quot;attraverso la cooperazione<br \/>\nsi aiutano i loro Paesi a migliorare le condizioni di vita cos\u00ec da ridurre,<br \/>\nall\u2019origine, il numero di quelli che partono&quot;.<br \/>\nParlare di immigrazione e integrazione, per Buttiglione, non pu\u00f2 prescindere<br \/>\ndalla scuola e dal bilinguismo: &quot;questo tema \u2013 ha detto &#8211; \u00e8 stato importante<br \/>\nper gli italiani all\u2019estero e lo \u00e8 oggi per gli immigrati in Italia.<br \/>\nL\u2019apprendimento di due lingue per un bambino \u00e8 possibile, ma \u00e8 un<br \/>\nprocedimento lungo. Ci sar\u00e0 un punto, in questo cammino, in cui le sue<br \/>\ncompetenze linguistiche saranno inferiori a quelle dei coetanei italiani. \u00e8<br \/>\nqui che serve il sostegno, se no rimane indietro, come \u00e8 successo e continua<br \/>\na succedere ai nostri giovani connazionali in Germania. Non aiutare questi<br \/>\nragazzi tenere il passo, non \u00e8 solo una mancata opportunit\u00e0 per loro, ma<br \/>\nanche per il Paese che li accoglie che si priva delle loro potenziali<br \/>\ncompetenze&quot;.<br \/>\nInfine, Buttiglione ha parlato di Islam e dell\u2019immigrazione dei musulmani,<br \/>\ncon cui &quot;l\u2019integrazione \u00e8 meno facile&quot;. Posto che ci sono &quot;culture pi\u00f9<br \/>\nvicine alla nostra e altre meno&quot;, per il vice presidente della Camera &quot;non \u00e8<br \/>\ndiscriminatorio favorire l\u2019immigrazione di persone che sono culturalmente<br \/>\npi\u00f9 vicine a noi e quindi pi\u00f9 facilmente integrabili&quot;. Ci\u00f2 posto, &quot;nessuno<br \/>\nnega la libert\u00e0 di religione, cos\u00ec come l\u2019importanza di conoscere culture<br \/>\ndiverse&quot;, ma l\u2019Italia &quot;deve quanto meno controllare chi predica nelle<br \/>\nmoschee e chi le finanzia&quot;.<br \/>\nConcludendo, Buttiglione ha ribadito l\u2019importanza di &quot;recuperare il rispetto<br \/>\ndella dignit\u00e0 del singolo e della santit\u00e0 di ogni vita. Ricordare cosa hanno<br \/>\npatito i nostri connazionali emigrati deve farci provare vergogna di fronte<br \/>\nalla morte di persone che muoiono nel tentativo di raggiungere l\u2019Italia&quot;.<br \/>\n(ma.cip.aise)<\/p>\n<p>&quot;CITTADINANZA, INTEGRAZIONE E POLITICHE MIGRATORIE&quot;: I MESSAGGI DEL<br \/>\nPRESIDENTE FINI (CAMERA) CAROZZA (CGIE) E SIMONESCHI-CORTESI (CONFEDERAZIONE<br \/>\nELVETICA)<br \/>\nROMA aise &#8211; &quot;Desidero innanzitutto far giungere ai partecipanti al<br \/>\nconvegno organizzato dall\u2019Unaie il mio caloroso saluto e il mio<br \/>\napprezzamento per l\u2019importante iniziativa. La capacit\u00e0 di governare i<br \/>\ncomplessi mutamenti legati ai fenomeni migratori che attraversano il pianeta<br \/>\ne, in particolare, il continente europeo \u00e8 una sfida con la quale la<br \/>\npolitica, le istituzioni e la societ\u00e0 hanno l\u2019esigenza e il dovere di<br \/>\nmisurarsi&quot;. Inizia cos\u00ec il messaggio che il Presidente della Camera,<br \/>\nGianfranco Fini, ha inviato in occasione di &quot;Cittadinanza, integrazione e<br \/>\npolitiche migratorie&quot;, convegno di studi promosso dall\u2019Unaie, sotto l\u2019Alto<br \/>\nPatrocinio della Camera del Deputati, aperto questa mattina a Palazzo Marini<br \/>\nda Franco Narducci, deputato del Pd eletto in Europa, che dell\u2019Unione<br \/>\nNazionale Associazioni Immigrati ed Emigrati \u00e8 il presidente .<br \/>\n&quot;L\u2019obiettivo che ciascuno Stato dovrebbe perseguire \u2013 scrive ancora Fini \u2013 \u00e8<br \/>\nquello di un principio di cittadinanza, arricchita dall\u2019apporto di<br \/>\ndifferenti culture che si riconoscono in una intima adesione ai valori della<br \/>\nlibert\u00e0 e della dignit\u00e0 del\u2019uomo e in un condiviso senso di appartenenza<br \/>\ncivica, responsabile ed attiva&quot;.<br \/>\n&quot;Tale obiettivo \u2013 si legge ancora nel messaggio \u2013 richiede, da parte di<br \/>\ntutte le Istituzioni e di tutta la societ\u00e0 civile, un approccio sempre pi\u00f9<br \/>\nconsapevole, maturato attraverso il dialogo e la conoscenza tra diverse<br \/>\nculture e condotto tramite un\u2019opera di educazione civile che si declina sui<br \/>\nvalori della democrazia, della legalit\u00e0 e dell\u2019eguaglianza dei diritti. A<br \/>\ntutti i partecipanti al convegno \u2013 conclude Fini \u2013 invio il mio pi\u00f9 sentito<br \/>\naugurio di buone lavoro&quot;.<br \/>\nAssente per i numerosi impegni del Cgie questa settimana, anche il<br \/>\nSegretario Generale, Elio Carozza, ha inviato un messaggio di saluto. &quot;Il<br \/>\nCgie \u2013 si legge nel messaggio \u2013 ha le sue fondamenta proprio nell\u2019anima<br \/>\nassociativa; con essa ha saputo interpretare non solo le esigenze e le<br \/>\naspirazioni degli italiani nel mondo, ma ha saputo coglierne tutte le<br \/>\nevoluzioni, la crescita e i cambiamenti che via via si manifestano tra i<br \/>\nnostri connazionali che vivono nel mondo. Il ruolo che ha assunto e che<br \/>\nassume ancora oggi la realt\u00e0 associativa \u00e8 stato ed \u00e8 determinante sotto<br \/>\nogni aspetto: ha contribuito e contribuisce a valorizzare le nostre<br \/>\ncomunit\u00e0. Sono certo che la le conclusioni dei vostri lavori contribuiranno<br \/>\nalla discussione su politiche giuste e a trovare percorsi pi\u00f9 idonei per<br \/>\ngestire le migrazioni. La storia della nostra emigrazione, le esperienze<br \/>\nvissute da milioni di persone rappresentano l\u2019essenza con cui ci si dovr\u00e0<br \/>\nconfrontare e dalla quale bisogna necessariamente partire. L\u2019Unaie \u2013<br \/>\nconclude Carozza \u2013 ha tutto il bagaglio di competenze e conoscenze che oggi,<br \/>\nattraverso questo convegno, mette a disposizione&quot;.<br \/>\nConsigliera nazionale e Vice presidente del Consiglio nazionale della<br \/>\nConfederazione elvetica, Chiara Simoneschi-Cortesi nel suo messaggio<br \/>\nsottolinea che &quot;i nostri Paesi \u2013 che oso definire ancora opulenti \u2013 sono<br \/>\nvieppi\u00f9 confrontati con una costante pressione migratoria, proveniente da<br \/>\nquella parte del mondo afflitta da guerre, miseria e mancanza di<br \/>\nprospettive. Le politiche nazionali che regolano le migrazioni \u2013 annota la<br \/>\nSimoneschi-Cortesi \u2013 poco possono fare di fronte a questo fenomeno che \u00e8 una<br \/>\nrealt\u00e0 sempre pi\u00f9 dirompente (si veda quanto accade quasi ogni giorno a<br \/>\nLampedusa!), anche perch\u00e9 il divario tra ricchi e poveri \u00e8 aumentato negli<br \/>\nultimi decenni. \u00c8 dunque molto importante che ci si interroghi e che si<br \/>\ncerchino assieme delle politiche di immigrazione che, basandosi sui principi<br \/>\ndella Cedu, assicurino delle regole chiare e condivise sia per la prima<br \/>\naccoglienza, sia per la procedura d\u2019esame per gli eventuali richiedenti<br \/>\nl\u2019asilo politico, sia, infine, per stabilire i criteri per gli stranieri che<br \/>\nvivono e lavorano stabilmente sul territorio. Le politiche di integrazione<br \/>\nsono una &quot;conditio sine qua non&quot; se si vogliono davvero creare le premesse<br \/>\nper una convivenza pacifica tra le varie componenti della societ\u00e0;<br \/>\nconvivenza che deve essere rispettosa delle minoranze e delle differenze.<br \/>\nCon queste considerazioni \u2013 conclude \u2013 vi auguro una giornata fruttuosa&quot;.<br \/>\n(aise)<\/p>\n<p>QUALE WELFARE PER UN\u2019INTEGRAZIONE IN EUROPA? LE ESPERIENZE DI GERMANIA GRAN<br \/>\nBRETAGNA E SVIZZERA AL CONVEGNO DELL\u2019UNAIE SU CITTADINANZA E INTEGRAZIONE<br \/>\nROMA aise &#8211; &quot;Quale welfare per un\u2019integrazione in Europa?&quot; A questo<br \/>\ninterrogativo si \u00e8 cercato di dare risposta nella prima sessione del<br \/>\nconvegno &quot;Cittadinanza, integrazione e politiche migratorie&quot; in corso di<br \/>\nsvolgimento presso la Sala delle Conferenze della Camera dei deputati,<br \/>\npromosso dall\u2019Unaie &#8211; Unione Nazionale Associazioni Immigrati ed Emigrati &#8211;<br \/>\nin collaborazione con la Fondazione Cassamarca e patrocinato dalla<br \/>\nPresidenza della Camera,aperto dal suo presidente on. Franco Narducci. La<br \/>\nprima sessione di lavori su &quot;Le politiche dell\u2019integrazione dei migranti<br \/>\nnell\u2019esperienza europea&quot; \u00e8 stata presieduta da Daniele Marconcini,<br \/>\nPresidente dei Mantovani nel Mondo Onlus e Vice presidente del\u2019Unaie, ed ha<br \/>\nvisto gli interventi di Edoardo Ales, preside della facolt\u00e0 di<br \/>\ngiurisprudenza dell\u2019Universit\u00e0 di Cassino, dell\u2019on. Laura Garavini, di<br \/>\nGiuseppe Scigliano, docente e Presidente del Comites di Hannover, di Silvia<br \/>\nPieretti, economista a Londra, e di Sandro Cattacin, direttore del<br \/>\ndipartimento di sociologia dell\u2019Universit\u00e0 di Ginevra.<br \/>\nAd aprire la sessione, questa mattina, Edoardo Ales che ha fatto un<br \/>\nresoconto delle politiche adottate dalla CE.<br \/>\nAles si \u00e8 soffermato principalmente sul concetto del sistema di welfar<br \/>\neuropeo: &quot;Questo \u00e8 un interrogativo complesso&quot;, ha dichiarato, &quot;perch\u00e8<br \/>\nbisogna capire se si possa parlare di un modello di welfare unitario nel<br \/>\nquadro attuale dello sviluppo della cosiddetta Europa sociale. \u00c8 un quadro<br \/>\ntalvolta schizofrenico, con poca unit\u00e0. Dal 2000 ad oggi ci troviamo di<br \/>\nfronte ad una serie di atti istituzionali importanti, dal Consiglio europeo<br \/>\ndi Lisbona, la proclamazione della carta dei diritti universali dell\u2019UE a<br \/>\nNizza, fino ad arrivare alla sottoscrizione del trattato costituzione del<br \/>\n2004 a Roma. Ma la vicenda sappiamo tutti si \u00e8 conclusa negativamente con i<br \/>\nreferendum francesi ed olandesi che ha determinato uno stop al processo&quot;.<br \/>\n&quot;Tuttavia&quot;, ha proseguito, &quot;l\u2019Unione Europea ha dimostrato una capacit\u00e0 di<br \/>\nreazione con l\u2019approvazione del trattato di Lisbona nel 2007 che riprende il<br \/>\ntema dei diritti fondamentali sociali, ivi inclusi gli immigranti&quot;.<br \/>\nL\u2019Europa occidentale, ha sottolineato Ales, ha una tradizione &quot;fondata sulla<br \/>\n&quot;collettivizzazione del rischio&quot;, la collettivit\u00e0 nazionale e sovranazionale<br \/>\nha come obiettivo fondante quello di non lasciare solo l\u2019individuo di fronte<br \/>\nal rischi ma quello di farsene carico. \u00c8 un concetto a livello europeo<br \/>\ncondiviso pur con dei sistemi nazionali di welfare diversi&quot;.<br \/>\nLe politiche d\u2019integrazione comunitarie, ha spiegato, &quot;sono rivolte<br \/>\nprincipalmente all\u2019occupazione: dal 19997 la UE elabora delle linee guida<br \/>\nsul\u2019occupazione, perch\u00e9 la centralit\u00e0 del lavoro quale condizione necessaria<br \/>\nper l\u2019appartenenza ad una collettivit\u00e0. Oggi si parla di &quot;inclusione<br \/>\nsociale&quot; e la chiave d\u2019accesso all\u2019integrazione \u00e8 proprio il lavoro&quot;. Un<br \/>\naltro aspetto importante per il processo di integrazione, ha concluso il<br \/>\npreside della facolt\u00e0 di giurisprudenza dell\u2019Universit\u00e0 di Cassino, &quot;\u00e8<br \/>\nquello della &quot;coesione sociale. Una societ\u00e0 coesione socialmente potrebbe<br \/>\nessere la chiave di lettura anche del fenomeno dell\u2019accoglienza del<br \/>\nmigrante&quot;.<br \/>\nI lavori sono entrati nel vivo con l\u2019intervento dell\u2019on. Garavini che ha<br \/>\nparlato dell\u2019esperienza della Germania sottolineando i molti aspetti<br \/>\npositivi che caratterizzano le politiche d\u2019integrazione condotte da questo<br \/>\nPaese &quot;e dalla volont\u00e0 della societ\u00e0 civile di riconoscersi come un Paese<br \/>\nmultietnico&quot;.<br \/>\nLaura Garavini, a tal proposito, ha fatto riferimento alla manifestazione<br \/>\nche si \u00e8 tenuta a Colonia lo scorso fine settimana con la quale la<br \/>\npopolazione civile ha detto un chiaro &quot;no&quot; alla campagna delle destre<br \/>\nestreme contro l\u2019islam. In Germania oggi ci sono 6 milioni e 700 mila<br \/>\nstranieri, gli italiani sono 500 mila, ma lo stato ha avuto &quot;il coraggio di<br \/>\nriconoscere il suo stato di Paese d\u2019immigrazione&quot; e di rispondere con<br \/>\nconcretezza ai problemi sorti dall\u2019incontro di popoli diversi.<br \/>\n&quot;In Italia&quot;, ha affermato la Garavini, &quot;ai problemi che insorgono per la<br \/>\npresenza di immigrati si risponde con l\u2019isteria&quot;; in Germania la cancelliera<br \/>\nAngela Merkel ha proposto un &quot;Piano Nazionale per l\u2019integrazione&quot;.<br \/>\nItaliani e turchi sono quelli meno integrati: poca conoscenza della lingua,<br \/>\nscarsa integrazione a scuola, tendenza a vivere nelle proprie comunit\u00e0. &quot;Il<br \/>\ngoverno&quot;, ha spiegato la parlamentare, &quot;cerca di far uscire le persone<br \/>\ndall\u2019isolamento, organizzando corsi di lingua per gli stranieri appena<br \/>\narrivati, attraverso lo sviluppo urbano, perch\u00e9 l\u2019integrazione \u00e8 una<br \/>\npriorit\u00e0 per la politica, ed \u00e8 sostenuta da tutte le forze presenti in<br \/>\nParlamento&quot;.<br \/>\nIn Germania, ha concluso la deputata del PD, per richiedere la cittadinanza,<br \/>\nconcessa dopo 8 anni, &quot;\u00e8 necessario sottoporsi ad un esame, un test di 33<br \/>\ndomande, che attesti la produzione di reddito, la conoscenza della lingua, e<br \/>\nla conoscenza dei valori e della cultura del Paese&quot;.<br \/>\nA sottolineare l\u2019importanza della conoscenza della lingua del Paese<br \/>\nospitante, anche Giuseppe Scigliano che ha richiamato all\u2019importanza del<br \/>\nPiano Nazionale in quanto il frutto di un lavoro che ha visto coinvolti<br \/>\nStato, Regioni, comuni e parti sociali, riuniti tutti intorno allo stesso<br \/>\ntavolo con lo stesso obiettivo, l\u2019integrazione e la valorizzazione della<br \/>\ndiversit\u00e0. Scigliano si \u00e8 soffermato sulla condizione degli italiani in<br \/>\nGermania che ancora oggi sono tra i pi\u00f9 svantaggiati e meno integrati in<br \/>\nquanto &quot;il problema della lingua \u00e8 discriminante, fin dall\u2019asilo. Se un<br \/>\nbambino arriva a scuola senza conoscere bene il tedesco ha meno chance.<br \/>\nL\u2019integrazione \u00e8 una questione di pari opportunit\u00e0 e non solo di carit\u00e0&quot;.<br \/>\nAncora oggi, ha riferito il presidente del Comites di Hannover, gli italiani<br \/>\nsono quelli con meno qualifiche professionali, siamo terzi dopo i turchi e i<br \/>\ngreci. In Bassa Sassonia gli italiani sono quelli che ancora hanno meno<br \/>\ntitoli di studio. Nasce dunque, ha concluso Scigliano, &quot;la necessit\u00e0<br \/>\nespressa anche nel Piano Nazionale di promuovere la partecipazione degli<br \/>\nimmigrati nella programmazione degli interventi in loco&quot;.<br \/>\nA portare l\u2019esperienza della Gran Bretagna, Silvia Pieretti, che, dopo aver<br \/>\nillustrato i numeri dell\u2019immigrazione, ha messo in evidenza come la politica<br \/>\nbritannica consideri gli stranieri una risorsa ed un contributo all\u2019economia<br \/>\ndel Paese. Gli immigrati comunitari costituiscono circa il 50% ed hanno<br \/>\nfortemente partecipato anche alla crescita demografica del Regno Unito.<br \/>\nL\u2019arrivo dai Paesi dell\u2019Europa dell\u2019Est ha per\u00f2 causato una pressione sui<br \/>\nservizi perch\u00e9 si \u00e8 innescato un meccanismo di competizione con la<br \/>\npopolazione residente sui lavori meno qualificati.<br \/>\nOggi per ottenere la cittadinanza inglese sono necessari cinque anni: non \u00e8<br \/>\npi\u00f9 un diritto acquisito ma \u00e8 una conquista regolata da precise norme come<br \/>\nla buona conoscenza della lingua. &quot;Nel luglio del 2008&quot;, ha spiegato in<br \/>\nconclusione la Pieretti, &quot;\u00e8 stata fatta una proposta di legge su<br \/>\nImmigrazione e cittadinanza che sostituir\u00e0 i precedenti 10 Immigration Acts.<br \/>\nSi pensa ad un sistema a punti per il controllo della immigrazione assegnati<br \/>\nin basa a precisi requisiti, tra cui lingua e qualifiche professionali&quot;.<br \/>\nAltro Paese d\u2019immigrazione \u00e8 la Svizzera, che dal 1880 ha accolto<br \/>\nsoprattutto italiani, che hanno partecipato fortemente alla crescita<br \/>\neconomica del Paese. Sandro Cattacin, direttore del dipartimento di<br \/>\nsociologia dell\u2019Universit\u00e0 di Ginevra, nel suo intervento ha fatto un rapido<br \/>\nexcursus storico del fenomeno migratorio, spiegando ai presenti quale \u00e8<br \/>\nstato il corso politico che ha accompagnato i cambiamenti sociali derivati<br \/>\ndall\u2019arrivo di altre culture. Oggi, dal 2000, &quot;sono stati fatti dei<br \/>\nProgrammi nazionali contro il razzismo, a favore dell\u2019integrazione, che<br \/>\nnascono dall\u2019idea che questi devono toccare tutti i settori amministrativi&quot;.<br \/>\nInfatti, negli anni \u201990 sono nati slogan come &quot;Zurigo la citt\u00e0 che vivo&quot; o<br \/>\npi\u00f9 semplicemente &quot;Ginevra citt\u00e0 aperta&quot; a testimonianza della volont\u00e0 che<br \/>\n&quot;dobbiamo integrare, non espellere&quot;, come aveva affermato il cancelliere<br \/>\nfederale Fed Furgler negli anni \u201970.<br \/>\nInfine, ha concluso Cattacin, &quot;in citt\u00e0 come Basilea o Zurigo, sono nati i<br \/>\nprimi gruppi di lavoro, anche scientifici, con l\u2019obiettivo di analizzare le<br \/>\nnecessit\u00e0 del territorio legate al fenomeno migratorio&quot;. (federica<br \/>\ncerinoaise)<\/p>\n<p> ASSOCIAZIONI E OPERATORI SOCIALI PROTAGONISTI AL CONVEGNO UNAIE PER<br \/>\nPROMUOVERE UN\u2019ITALIA MULTICULTURALE E INTEGRATA<br \/>\nROMA aise &#8211; Che la nostra lunga esperienza di Paese d\u2019emigrazione possa<br \/>\nessere un valido insegnamento per affrontare il nuovo destino dell\u2019Italia<br \/>\nquale Paese d\u2019immigrazione \u00e8 oggi cosa nota, detta e ridetta. Ma da qui ad<br \/>\napplicare valori e principi maturati sulla pelle di milioni di famiglie, la<br \/>\nstrada \u00e8 ancora lunga. Come emerso nella terza sessione del convegno<br \/>\n&quot;Cittadinanza, integrazione e politiche migratorie&quot;, promosso dall\u2019Unaie,<br \/>\nl\u2019Unione Nazionale Associazioni Immigrati ed Emigrati, ed aperto questa<br \/>\nmattina a Palazzo Marini dal suo presidente, l\u2019on. Franco Narducci (Pd)<br \/>\n(vedi aise del 26 settembre 2008 h.12.04). Sessione che, moderata da<br \/>\nDomenico Azzia, membro del consiglio direttivo dell\u2019Unaie oltre che<br \/>\npresidente di Sicilia Mondo, consigliere del Cgie e membro del CdP della<br \/>\nFusie, ha visto i contributi dell\u2019associazionismo e degli operatori sociali.<br \/>\n&quot;L\u2019Italia, Paese tradizionalmente d\u2019accoglienza, vive oggi una fase di<br \/>\nregressione&quot;, ha detto Azzia, prima di introdurre i relatori. Poi ha accolto<br \/>\ncon un &quot;caloroso&quot; benvenuto Franco Pittau, direttore del Dossier statistico<br \/>\nsull\u2019immigrazione della Caritas-Migrantes, il quale \u00e8 andato dritto al<br \/>\npunto.<br \/>\n&quot;L\u2019immigrazione \u00e8 la risorsa che la storia ci sta dando&quot; in un momento in<br \/>\ncui &quot;l\u2019Italia \u00e8 in crisi&quot;. E, &quot;se vogliamo uscire da questa fase di secca,<br \/>\ndobbiamo lavorare con gli immigrati&quot;, che sono dei &quot;buoni partner&quot;, perch\u00e9<br \/>\ngiungono in Italia spesso con &quot;titoli di studio pi\u00f9 alti dei nostri&quot; e con<br \/>\nla &quot;disponibilit\u00e0 ad inserirsi laddove ci sono dei vuoti&quot;. Per Pittau<br \/>\n&quot;sarebbe un giochetto dimostrare tutto ci\u00f2 attraverso i numeri e le<br \/>\nstatistiche&quot;, se non dovesse bastare gi\u00e0 la nostra esperienza d\u2019emigrazione.<br \/>\nGli immigrati in Italia sono oggi &quot;circa 4 milioni&quot;, tanti quanti sono gli<br \/>\nitaliani all\u2019estero, ha ricordato il direttore del Dossier<br \/>\nCaritas-Migrantes, che, presente alla riunione delle Missioni Cattoliche in<br \/>\nEuropa, tenutasi nei giorni scorsi a Lione, ha potuto l\u00ec toccare con mano<br \/>\nquanto l\u2019esperienza migratoria porti &quot;all\u2019apertura&quot;, cambiando non solo i<br \/>\nPaesi di accoglienza, ma soprattutto le &quot;persone&quot;. Che senso hanno, allora,<br \/>\nsi \u00e8 chiesto Pittau, &quot;il sospetto ed il mero pregiudizio verso gli<br \/>\nimmigrati&quot;, se questi sono anche portatori di &quot;una grande ricchezza<br \/>\nculturale&quot;? Quella stessa ricchezza che, &quot;in un mondo globalizzato com\u2019\u00e8<br \/>\nquello attuale, ci consente di essere in rete&quot; e, dunque, pi\u00f9 forti. &quot;Non ci<br \/>\nabbiamo creduto con i nostri emigrati&quot;, ha osservato amaramente Pittau, &quot;e<br \/>\nnon ci crediamo oggi con gli immigrati&quot;. \u00c8 invece in questa direzione che<br \/>\nnon solo gli operatori sociali e la societ\u00e0 civile, ma anche lo Stato deve<br \/>\nmuoversi, perch\u00e9 &quot;se pensiamo di governare l\u2019immigrazione con il Pacchetto<br \/>\nSicurezza ci illudiamo&quot;, ha aggiunto Pittau con una ben poco velata critica<br \/>\nal governo. &quot;Espulsione&quot; e &quot;carcere&quot; non solo le &quot;parole-chiave&quot; per<br \/>\nrisolvere il problema. Al contrario la parola-chiave \u00e8 &quot;integrazione&quot;. Tutti<br \/>\ndobbiamo comprendere che &quot;gli immigrati sono persone che vogliono camminare<br \/>\ncon noi in questa avventura&quot;. A noi, ha concluso Pittau, il compito di<br \/>\n&quot;offrir loro le condizioni ottimali per l\u2019inserimento sociale e<br \/>\nl\u2019integrazione&quot;.<br \/>\n\u00c8 quello che sta tentando di fare il ministero dell\u2019Interno, ha assicurato<br \/>\nil prefetto Mario Ciclosi, prendendo la parola subito dopo per &quot;dimostrare&quot;<br \/>\nche il Viminale non interviene solo attuando una &quot;politica dell\u2019ordine e<br \/>\ndella sicurezza pubblica&quot;, bens\u00ec cercando anche di &quot;definire adeguate<br \/>\npolitiche di accoglienza&quot;, che peraltro si inquadrino in una &quot;ottica<br \/>\neuropea&quot;. Ma il suo intervento non ha convinto del tutto la platea e i<br \/>\nrelatori che sono seguiti. Il problema, secondo Ciclosi, sta in una serie di<br \/>\n&quot;criticit\u00e0&quot; nel definire lo stato del fenomeno migratorio in Italia &#8211;<br \/>\nevidenti se si comparano i 170mila ingressi stabiliti dal Decreto Flussi<br \/>\n2008 e le 740mila domande pervenute -, criticit\u00e0 che rendono poi difficile<br \/>\nla determinazione delle politiche da attuare. Per questo, ha riferito il<br \/>\nprefetto, sono sorti i &quot;consigli territoriali&quot; e si sta realizzando una<br \/>\n&quot;rete&quot; che funga da &quot;infrastruttura comune&quot; alle Amministrazioni pubbliche,<br \/>\nlocali e centrali, per comprende, attraverso il &quot;confronto&quot;, quali siano le<br \/>\nmigliori strategie di intervento. Ma serve anche la &quot;collaborazione degli<br \/>\nimmigrati&quot;, ha aggiunto, cos\u00ec come quella del mondo economico, dei Paesi<br \/>\nd\u2019emigrazione e, non ultimo, dell\u2019associazionismo, in Italia e all\u2019estero.<br \/>\nNonostante questi &quot;sforzi&quot;, per il presidente delle Acli, Andrea Olivero,<br \/>\nquanto fatto sinora dal ministero &quot;\u00e8 del tutto insufficiente&quot;. L\u2019Italia non<br \/>\n\u00e8 ancora in grado di &quot;governare il fenomeno migratorio&quot; ed ha accumulato un<br \/>\ngrave &quot;deficit politico e di programma&quot;, specie se si pensa agli altri Paesi<br \/>\neuropei (vedi aise del 26 settembre 2008 h.15.20). Ancora &quot;prevale la paura<br \/>\ndell\u2019altro rispetto alle grandi chance che l\u2019immigrazione pu\u00f2 offrire al<br \/>\nnostro Paese&quot;, che pure, ha sottolineato Olivero, pu\u00f2 affrontare la<br \/>\nquestione &quot;con l\u2019occhio privilegiato degli italiani all\u2019estero&quot;. Per il<br \/>\npresidente delle Acli non si tratta di adottare un &quot;approccio buonista o<br \/>\npopulista&quot;, che a nulla serve, quanto piuttosto di individuare una<br \/>\n&quot;strategia complessiva&quot; tanto sulle politiche di ingresso quanto su quelle<br \/>\ndi integrazione. Perch\u00e9 poi, se non si \u00e8 capaci di regolare gli ingressi e<br \/>\ntanto meno di garantire a chi ne ha diritto il mantenimento della legalit\u00e0,<br \/>\n&quot;\u00e8 difficile pretendere il rispetto della legge&quot;. E qui Olivero si \u00e8<br \/>\nriferito alle lungaggini cui \u00e8 sottoposto chi chiede il rinnovo del permesso<br \/>\ndi soggiorno, che viene poi spesso concesso dopo un intero anno passato<br \/>\nnell\u2019illegalit\u00e0. E che dire delle &quot;decine di migliaia di persone con<br \/>\nimportanti titoli di studio&quot;, che vengono accolte nel nostro Paese ma &quot;non<br \/>\nsono inserite in professionalit\u00e0 loro confacenti&quot;? Per il presidente delle<br \/>\nAcli si \u00e8 fatto &quot;molto poco&quot; anche per le &quot;politiche scolastiche&quot; e questo<br \/>\nnonostante la nostra emigrazione ci abbia ben insegnato che &quot;le scuole sono<br \/>\nil primo luogo in cui i migranti sentono di essere integrati&quot;. Quella della<br \/>\ncittadinanza \u00e8 poi &quot;una delle partite pi\u00f9 complesse&quot;: per Olivero proseguire<br \/>\nnella tradizione dello &quot;ius sanguinis&quot; non vuol dire necessariamente<br \/>\n&quot;chiudersi&quot; all\u2019ipotesi di considerare &quot;cittadini quanti vivono o sono nati<br \/>\nnel nostro Paese&quot;. Il rischio, ha concluso, \u00e8 quello di ritrovarci in un<br \/>\n&quot;Paese di paglia, cio\u00e9 di senza diritti&quot;.<br \/>\nNon \u00e8 stato convinto dalle parole del prefetto Ciclosi, neanche l\u2019on. Luigi<br \/>\nBobba, gi\u00e0 presidente delle Acli ed oggi vice presidente della Commissione<br \/>\nLavoro della Camera. &quot;Il lavoro \u00e8 la via privilegiata per l\u2019integrazione<br \/>\nsociale&quot; e &quot;la storia dell\u2019emigrazione ci dice che questa \u00e8 la verit\u00e0&quot;, ha<br \/>\nesordito. Oggi siamo di fronte ad una &quot;evidente contraddizione tra il<br \/>\nbisogno di manodopera, da un lato, e la procedura vessatoria per inserire in<br \/>\nmodo legale gli immigrati nel mondo del lavoro, dall\u2019altro&quot;. Dunque &quot;ci\u00f2 che<br \/>\navviene \u00e8 il contrario di ci\u00f2 che \u00e8 scritto sulla carta della nostra<br \/>\nAmministrazione&quot;. Una soluzione, per Bobba, oltre al riconoscimento del<br \/>\ndiritto di voto, potrebbe essere quella di &quot;introdurre, anche per decreto,<br \/>\nil permesso di soggiorno per la ricerca di lavoro&quot;: si tratta di una &quot;norma<br \/>\nsemplice&quot; che consentirebbe di aggirare il problema della illegalit\u00e0 in un<br \/>\ndeterminato periodo. A sostegno della sua proposta, il deputato del Pd ha<br \/>\nsottolineato &quot;l\u2019influenza positiva che ha sull\u2019economia italiana il successo<br \/>\nimprenditoriale degli immigrati&quot; con &quot;100mila aziende&quot; ed un &quot;fatturato pari<br \/>\na +344%&quot;. E spesso sono proprio queste le aziende da cui proviene una<br \/>\nmaggior richiesta di lavoro. Come insegna anche l\u2019esperienza dei nostri<br \/>\nconnazionali nel mondo, che ovunque hanno aperto attivit\u00e0 &quot;grazie al loro<br \/>\ngenio e alla loro capacit\u00e0 impenditoriale&quot;, &quot;il lavoro \u00e8 la via provilegiata<br \/>\nper l\u2019integrazione, perch\u00e9 cos\u00ec si dimostrano le proprie capacit\u00e0, si<br \/>\ninstaurano rapporti sociali e si sperimentano diritti e doveri&quot;. Diritti e<br \/>\ndoveri che sono poi &quot;l\u2019ossatura, il cemento di una comunit\u00e0 e della sua<br \/>\ncoesione sociale&quot;.<br \/>\nTale ossatura rischia per\u00f2 di essere incrinata dalla &quot;burocrazia<br \/>\ninefficiente&quot; che &quot;pu\u00f2 divenire causa di illegalit\u00e0&quot; quando un immigrato<br \/>\n&quot;resta senza permesso di soggiorno perch\u00e9 quello che sta rinnovando \u00e8 gi\u00e0<br \/>\nscaduto prima del rilascio&quot;. E cos\u00ec perde il posto ed \u00e8 costretto a lavorare<br \/>\n&quot;in nero con stipendi pi\u00f9 bassi&quot; e &quot;perfino iscrivere o mantenere i figli a<br \/>\nscuola diventa difficile nei comuni a tolleranza zero&quot;. Per Rino Giuliani,<br \/>\ncoordinatore della Consulta Nazionale dell\u2019Emigrazione, \u00e8 &quot;un disastro che<br \/>\ncolpisce l&#8217;immigrazione in regola e sul quale il ministero dell\u2019Interno<br \/>\ntace&quot;. Mentre in Europa si va avanti, in Italia &quot;i governi che si sono<br \/>\nsucceduti hanno mostrato una incredibile inadeguatezza&quot; nell\u2019affrontare tale<br \/>\nproblema, al punto che oggi &quot;non si percepisce quale sia il ruolo stabile<br \/>\nche l\u2019Italia vuole affidare all\u2019immigrazione&quot;, che spesso diviene &quot;capro<br \/>\nespiatorio per problemi sociali irrisolti&quot;. Eppure, non \u00e8 lontano il ricordo<br \/>\ndella &quot;criminalizzazione&quot; cui furono soggetti molti italiani emigrati<br \/>\nall\u2019estero alla ricerca di una &quot;rassicurante integrazione&quot;. Ma l\u2019affondo di<br \/>\nGiuliani \u00e8 andato oltre: &quot;il razzismo \u00e8 venuto a galla e prospera in Italia<br \/>\ndopo una gestazione molto assistita&quot;. Le condizioni &quot;per venir fuori<br \/>\ndall\u2019impasse&quot; sono chiare: occorre seguire la &quot;strada maestra dei diritti e<br \/>\ndei doveri di chi vive e lavora all\u2019interno di una comunit\u00e0&quot; tramite il<br \/>\ndiritto al voto amministrativo. C\u2019\u00e8 l\u2019urgenza di creare un\u2019Italia &quot;che viva<br \/>\nin modo equilibrato, non ansiogeno, il passaggio ad una societ\u00e0 dai diversi<br \/>\napporti culturali&quot;, mentre, ha aggiunto Giuliani, gli ultimi provvedimenti<br \/>\ndel governo sembrano &quot;ispirati&quot; ad una logica di &quot;esclusione&quot; e<br \/>\n&quot;repressione&quot;. Ci\u00f2 che serve \u00e8 invece l\u2019integrazione, ha affermato il<br \/>\ncoordinatore della Cne, attraverso una &quot;giustizia sociale&quot; che garantisca<br \/>\n&quot;scuola, casa, ricongiungimento familiare, sanit\u00e0 e previdenza&quot;. Ma<br \/>\nsoprattutto, ha ribadito Giuliani, &quot;il diritto di voto che deve diventare un<br \/>\narchitrave di questa nuova cittadinanza&quot;. Infine, &quot;regolarizzazione e<br \/>\nintegrazione&quot; sono i &quot;due volti di una stessa medaglia&quot;, gli &quot;strumenti veri<br \/>\ndi governo positivo dell\u2019immigrazione ed anche i pi\u00f9 efficaci per prevenire<br \/>\ne reprimere soggetti e comportamenti criminali&quot;. L\u2019auspicio di Giuliani \u00e8<br \/>\nche &quot;cambino le medicine somministrate, ma&quot;, ha concluso, &quot;se queste restano<br \/>\nle stesse, forse sarebbe meglio cambiare i medici&quot;.<br \/>\nUn ultimo intervento ha arricchito il dibattito odierno a Palazzo Marini.<br \/>\nQuello di Leonardo Becchetti, presidente del comitato etico di Banca Etica,<br \/>\nche abbiamo voluto riservare in chiusura, perch\u00e9 rappresenta un esempio<br \/>\nconcreto e assolutamente positivo di azione. &quot;Tra gli economisti vi \u00e8 un<br \/>\nconsenso unanime verso l\u2019immigrazione&quot;, considerata come &quot;una risorse per<br \/>\ncolmare gli squilibri tra nord e sud del mondo&quot;, ha esordito. Certo, non si<br \/>\npu\u00f2 non considerare il lato umano e &quot;doloroso&quot; della vicenda, ma il fenomeno<br \/>\nmigratorio &quot;colma i vuoti di mercato&quot; nei Paesi di accoglienza e, allo<br \/>\nstesso tempo, &quot;riversa le rimesse nei Paesi d\u2019origine&quot;, lavorando cos\u00ec in<br \/>\nuna &quot;ottica del riequilibrio&quot;. Il problema italiano, secondo Becchetti, sta<br \/>\npiuttosto nella &quot;schizofrenia&quot; di alcune forze politiche che &quot;cavalcano la<br \/>\npaura del nuovo&quot; trasformando l\u2019immigrato in un &quot;capro espiatorio&quot;. Si<br \/>\ntratta di un &quot;problema culturale&quot; che si allarga alla societ\u00e0 civile e<br \/>\npersino alla stampa, ha rilevato Becchetti, che, da buon economista, ha<br \/>\nspiegato: &quot;un motivo razionale per la paura dello straniero c\u2019\u00e8&quot; e sta nel<br \/>\nfatto che &quot;in un periodo di stagnazione&quot;, qual \u00e8 quello che sta vivendo il<br \/>\nnostro Paese, &quot;la torta non cresce&quot; e &quot;l\u2019insider \u2013 l\u2019italiano \u2013 teme che<br \/>\nl\u2019arrivo dell\u2019outsider \u2013 l\u2019immigrato \u2013 possa sottrargli una fetta della sua<br \/>\ntorta&quot;. Ma questa convinzione \u00e8 profondamente sbagliata, perch\u00e9 invece &quot;la<br \/>\npresenza di outsider aumenta la ricchezza&quot;. \u00c8 per questo che le banche<br \/>\ncosiddette &quot;sociali&quot; come Banca Etica hanno scelto gi\u00e0 da tempo di puntare<br \/>\nsul microcredito rivolto agli immigrati. &quot;L\u2019accesso al credito per aprire<br \/>\nun\u2019attivit\u00e0 imprenditoriale \u00e8 uno dei servizi che garantisce l\u2019integrazione<br \/>\ne la partecipazione&quot;, ha spiegato Becchetti. Eppure le grosse banche che<br \/>\ninseguono i &quot;criteri dell\u2019utile&quot; non lo applicano perch\u00e9 produce &quot;bassi<br \/>\nrendimenti&quot;. Nonostante ci\u00f2, ha continuato il presidente del comitato etico,<br \/>\n&quot;una nuova economia sta nascendo&quot;: grazie alle banche sociali e alle<br \/>\nassociazioni di immigrati \u00e8 stato messo in moto un &quot;circolo virtuoso&quot;<br \/>\ncostituito da &quot;rimesse e microfinanza&quot; \u2013 quest\u2019ultima raggiunge 400 milioni<br \/>\ndi famiglie nel mondo \u2013 ed \u00e8 questa &quot;la direzione verso cui dobbiamo<br \/>\nandare&quot;. Perch\u00e9 &quot;gli spiriti sociali sono pi\u00f9 forti degli spiriti animali&quot;<br \/>\ne, ha concluso Becchetti, se non si punta sulla &quot;cultura del dono e della<br \/>\ngratuit\u00e0&quot;, il rischio \u00e8 quello di erodere la societ\u00e0 intera. (raffaella<br \/>\naronicaaise)<\/p>\n<p>&quot;QUALI POLITICHE PER L\u2019INTEGRAZIONE IN ITALIA?&quot; NELLA SESSIONE CONCLUSIVA<br \/>\nDEL CONVEGNO UNAIE A ROMA<br \/>\nROMA aise &#8211; L\u2019integrazione lavorativa, scolastica e sociale degli<br \/>\nimmigrati che vivono in Italia, sono stati i temi dell\u2019ultima sessione di<br \/>\nlavori del convegno di studi &quot;Cittadinanza, integrazione e politiche<br \/>\nmigratorie&quot;, che si \u00e8 tenuto oggi, 26 settembre, a Roma nella Sala delle<br \/>\nConferenze della Camera dei deputati.<br \/>\nL\u2019iniziativa \u00e8 stata promossa dall\u2019Unaie &#8211; Unione Nazionale Associazioni<br \/>\nImmigrati ed Emigrati -, presieduta da Franco Narducci (vedi AISE del 26<br \/>\nsettembre h. 12.04), deputato del Pd eletto in Europa, in collaborazione con<br \/>\nla Fondazione Cassamarca e patrocinata dalla Presidenza della Camera.<br \/>\nIl tema &quot;Quali politiche per l\u2019integrazione in Italia?&quot; (vedi AISE del 26<br \/>\nsettembre h. 18.30) \u00e8 stato introdotto dal vice presidente dell\u2019Unaie,<br \/>\nsenatore Aldo Degaudenz, moderatore di questa terza ed ultima parte.<br \/>\n&quot;La lotta al lavoro nero \u00e8 necessaria per combattere l\u2019immigrazione<br \/>\nillegale&quot; ha detto nel suo intervento il direttore della Rappresentanza<br \/>\ndella Commissione Europea in Italia, Pier Virgilio Dastoli, che ha aggiunto<br \/>\n&quot;gli Stati dell\u2019Ue (vedi AISE del 26 settembre h. 15.20) dovrebbero<br \/>\ninvestire di pi\u00f9 sulle tematiche dell\u2019educazione, salute e della casa. Gli<br \/>\nimmigrati dovrebbero usufruire degli stessi diritti di cui usufruiscono i<br \/>\ncittadini comunitari in merito al diritto della Salute&quot;.<br \/>\n&quot;Non esistendo pi\u00f9 frontiere la prospettiva \u00e8 di dotare l\u2019Ue di una politica<br \/>\ncomune sull\u2019immigrazione. \u2013 ha aggiunto \u2013 Serve pi\u00f9 impegno da parte delle<br \/>\nistituzioni europee, delle istituzioni pubbliche , del mondo dell\u2019impresa,<br \/>\ndel mondo economico e della societ\u00e0 civile, cos\u00ec da garantire sviluppo e<br \/>\nprosperit\u00e0&quot;.<br \/>\n&quot;I governi dovrebbero essere maggiormente coinvolti su queste tematiche. \u2013<br \/>\nha commentato Degaudenz \u2013 Dalla mia esperienza in Senato posso dire che sul<br \/>\nproblema dell\u2019immigrazione e dell\u2019emigrazione sono pochissimi i parlamentari<br \/>\ninteressati e che conoscevano il fenomeno. Gli altri erano all\u2019oscuro.<br \/>\nQuindi questi incontri organizzati dalle Associazioni, che qualcuno invece<br \/>\ndice che le Associazioni dovrebbero scomparire, sono importanti in quanto<br \/>\noccasioni di confronto e dialogo&quot;.<br \/>\n&quot;Non c\u2019\u00e8 emergenza immigrazione in Italia, a differenza di quanto viene<br \/>\ndiffuso e detto&quot;, ha esordito l\u2019on. Jean Leonard Touad\u00ec, membro della<br \/>\nCommissione &quot;Politiche dell\u2019Unione Europea&quot;. &quot;La quantit\u00e0 di immigrati<br \/>\npresenti in Italia \u00e8 del 5%, come negli altri Paesi europei. C\u2019\u00e8 invece un<br \/>\ngrave problema di criminalit\u00e0 che tocca il nostro Paese. Non si pu\u00f2 per\u00f2<br \/>\nassociare la criminalit\u00e0 con la presenza degli immigrati&quot;.<br \/>\nPer il parlamentare del Pd &quot;la politica sull\u2019immigrazione lavora, da un po\u2019<br \/>\ndi tempo, sulle retrovie della paura. Lucrare sulla pelle della povera gente<br \/>\nper guadagnare una poltroncina di assessore provinciale o comunale \u00e8 una<br \/>\ncosa immorale oltre che sbagliata politicamente&quot;.<br \/>\n&quot;Non mi piace la parola integrazione perch\u00e9 \u00e8 ambigua. &#8211; ha spiegato Touad\u00ec<br \/>\n\u2013 Il corpo errante che \u00e8 l\u2019immigrazione, quella bocca da sfamare che \u00e8<br \/>\nl\u2019immigrato, \u00e8 anche e soprattutto una persona portatrice di diritti e<br \/>\ndoveri. Questo conferimento di diritti \u00e8 un fatto connaturato alla persona.<br \/>\nIn quanto persona ha diritti non per gentile consessione&quot;.<br \/>\n&quot;L\u2019immigrato che arriva nel nostro paese \u2013 ha aggiunto \u2013 ha compiuto e<br \/>\ncontinua a compiere una mediazione tra la tradizione che ha ricevuto con la<br \/>\ncontemporaneit\u00e0, con la legittimit\u00e0 di adattarsi in Italia. \u00c8 il risultato<br \/>\ndi una mediazione interculturale. La sua storia, tutto il suo vissuto<br \/>\nesistenziale, rappresentano un paradigma interessante&quot;.<br \/>\nLa parola che l\u2019on. Touad\u00ec preferisce utilizzare al posto di integrazione \u00e8<br \/>\n&quot;interazione&quot;, &quot;intendendo \u2013 ha spiegato \u2013 l\u2019esigenza di due polarit\u00e0. \u00c8<br \/>\nimplicito ed urgente riconoscere soggettivit\u00e0 e protagonismo all\u2019immigrato.<br \/>\nNon si pu\u00f2 parlare di integrazione senza soggettivazione dell\u2019immigrazione.<br \/>\nLe politiche dell\u2019immigrazione non possono fare a meno della grande rete<br \/>\ndelle comunit\u00e0 di immigrati, creando interlocuzioni con la comunit\u00e0 locale&quot;.<br \/>\n&quot;Una citt\u00e0 o provincia deve creare spazi specifici per degli incontri. \u2013 ha<br \/>\nproposto \u2013 Inoltre la presenza di bambini stranieri nelle scuole pu\u00f2 creare<br \/>\nesperienze pedagogiche che vanno a vantaggio di tutti. La scuola \u00e8 il luogo<br \/>\ndell\u2019accoglienza, non solo come accoglienza materiale di alunni ed<br \/>\ninsegnanti, ma delle istanze delle culture, delle lingue di cui sono<br \/>\nportatori. Quindi stiamo attenti alle nuove generazioni, che non possono<br \/>\nessere tenuti in una specie di &quot;limbo&quot; senza cittadinanza. Questa nuova<br \/>\ngenerazione non ha la pazienza dei padri, dobbiamo evitare a quaetsa<br \/>\ngenerazione un\u2019identit\u00e0 reattiva che \u00e8 foriera di grandi disordini&quot;.<br \/>\n\u00c8 importante per l\u2019onorevole del Pd la &quot;mediazione culturale&quot; come approccio<br \/>\nal problema. Infine &quot;trasformare il mancato guadagno per i paesi di origine,<br \/>\na causa della fuga di cervelli, in guadagno per l\u2019Italia in quanto qui<br \/>\narrivano immigrati gi\u00e0 formati, che possono essere indirizzati verso<br \/>\npercorsi di formazione&quot;.<br \/>\nDi razzismo e xenofobia dopo le vicende accadute a Castelvolturno sono stati<br \/>\ni temi centrali dell\u2019intervento del presidente dell\u2019Associazione nazionale<br \/>\noltre le frontiere (Anolf), Mohamed Saady, il quale ha sottolineato che la<br \/>\nsua preoccupazione di possibile &quot;vento di razzismo in Italia&quot; \u00e8 stata<br \/>\nsuscitata da quando la maggior parte degli immigrati cerca di dire che<br \/>\nnonostante &quot;tutto quello che \u00e8 successo nei confronti degli immigrati il<br \/>\nrazzismo non c\u2019\u00e8&quot;.<br \/>\n&quot;Credo che dietro l\u2019espressione &quot;sporco negro&quot; qualcosa c\u2019\u00e8, \u2013 ha spiegato \u2013<br \/>\nc\u2019\u00e8 un sentimento di guerra del bianco, dell\u2019autoctono, del cittadino<br \/>\nitaliano. Il modello da perseguire a cui penso \u00e8 quello di perseguire un<br \/>\nprocesso di conoscenza, di dialogo, che arricchisce gli immigrati e i<br \/>\ncittadini italiani&quot;.<br \/>\nIl presidente Saady ha ricordato che &quot;la legge quadro Martelli \u00e8 uscita dopo<br \/>\nun omicidio avvenuto nell\u201989&quot;, quindi adesso dopo quanto &quot;accaduto a Milano<br \/>\ne a Castelvolturno attende una mossa da parte di questo Governo&quot;. &quot;Perch\u00e9<br \/>\noggi nell\u2019era della globalizzazione le regole giuridiche ed etiche \u2013 ha<br \/>\ncommentato \u2013 non sono riconosciute? Perch\u00e9 si \u00e8 creato un solco tra la<br \/>\nclasse politica e la gente, un solco che ha creato insicurezza, che tende ad<br \/>\naumentare il disagio nei confronti di persone considerate diverse,<br \/>\nstraniere. Considerare i clandestini passibili di condanna penale \u00e8<br \/>\ninaccettabile. Servono misure contro la criminalit\u00e0, contro lo sfruttamento<br \/>\ndegli immigrati e contro il lavoro nero. I Cpt devono essere gestiti in modo<br \/>\ntrasparente, aperti alle associazioni, alla stampa. Questi sono i valori<br \/>\ndella democrazia che noi cercavamo nel nostro Paese e che non abbiamo<br \/>\ntrovato&quot;.<br \/>\nL\u2019intervento di Daniele Pompei, responsabile di Immigrazione della Comunit\u00e0<br \/>\ndi Sant\u2019Egidio, nonch\u00e9 docente di metodi e tecniche al Servizio Sociale di<br \/>\nRoma Tre, \u00e8 iniziato con la domanda: &quot;quando possiamo dire che il percorso<br \/>\ndi integrazione si \u00e8 concluso?&quot;. Le varie storie che gli immigrati che<br \/>\nvivono in Italia raccontano alla Pompei sono situazione all\u2019apparenza di<br \/>\nintegrazione perfetta, ma in realt\u00e0 si tratta di situazioni che creano dubbi<br \/>\nnegli immigrati riguardo la loro presenza qui, molti vogliono trasferirsi<br \/>\nall\u2019estero.<br \/>\n&quot;La condizione esistenziale di tanti stranieri \u2013 ha affermato \u2013 \u00e8 quella di<br \/>\nun amore deluso. Bisogna cambiare la cultura dell\u2019accoglienza e del rispetto<br \/>\ndell\u2019altro. Sono queste le basi di una buona politica di integrazione.<br \/>\nL\u2019Europa e in particolare l\u2019Italia senza immigrati si spopola, diventa<br \/>\nvecchia, regredisce economicamente: muore. C\u2019\u00e8 necessit\u00e0 ed urgenza di porre<br \/>\nil problema della presenza in Italia degli immigrati in modo serio&quot;.<br \/>\nL\u2019esperienza di immigrato ben inserito nella societ\u00e0 civile e soprattutto in<br \/>\npolitica \u00e8 stata raccontata dall\u2019on. Mimmo Srour, assessore ai lavori<br \/>\npubblici e politiche del Mediterraneo della Regione Abruzzo, che in passato<br \/>\n\u00e8 stato eletto sindaco di un piccolo comune abruzzese.<br \/>\n&quot;La gente mi ha votato perch\u00e9 mi stimava, la gente mi trattava da italiano \u2013<br \/>\nha raccontato \u2013 ma mi sono accorto di essere uno straniero un\u2019ora dopo la<br \/>\nmia elezione, quando io e i miei concittadini siamo stati circondati da<br \/>\ngiornalisti e televisioni. Dico che c\u2019\u00e8 una distanza tra il paese reale e la<br \/>\npolitica&quot;.<br \/>\n&quot;Dopo l\u201911 settembre lo scontro che volevano, per fortuna non c\u2019\u00e8 stato e<br \/>\nnon ci sar\u00e0, fra culture, fra civilt\u00e0, credo sia vero, \u2013 ha detto Srour \u2013 si<br \/>\ncapisce come ci vogliono mettere l\u2019uno contro l\u2019altro e noi in questa<br \/>\ntrappola non vogliamo caderci. Il Mediterraneo invece di essere Ponte si sta<br \/>\ntrasformando in un confine, in un cimitero di poveracci che tentano di<br \/>\nmigliorare le loro condizioni di vita&quot;.<br \/>\n&quot;Questo \u00e8 l\u2019anno del dialogo interculturale \u2013 ha aggiunto \u2013 e il nostro<br \/>\ncompito \u00e8 di aiutare i moderati dell\u2019altra parte di uscire fuori, di<br \/>\nparlare. Dobbiamo rivedere la nostra politica sul territorio, affrontare il<br \/>\nproblema dell\u2019edilizia residenziale, che in questo Paese \u00e8 grave. In Abruzzo<br \/>\nc\u2019\u00e8 lo spopolamento di borghi e centri minori, noi siamo riusciti a<br \/>\ngarantire una casa dignitosa nei piccoli centri che si spopolano a molti<br \/>\nimmigrati. Per una buona politica di integrazione abbiamo bisogno di<br \/>\nrisorse&quot;.<br \/>\nLe conclusioni sono state affidate a all\u2019on. Silvia Costa, assessore<br \/>\nall\u2019istruzione, formazione e lavoro della Regione Lazio, per la quale &quot;le<br \/>\nnostre identit\u00e0 sono un processo in divenire&quot; ed inoltre ha condiviso<br \/>\nl\u2019utilizzo della parole &quot;interazione&quot; riferita agli immigrati che cercano di<br \/>\ninserirsi nella nostra societ\u00e0, perch\u00e9 &quot;evoca confronto, parit\u00e0&quot;.<br \/>\n&quot;L\u2019Unione Europea deve affrontare il problema sulla sicurezza, \u2013 ha detto \u2013<br \/>\ndelle politiche che riguardano la formazione, la scuola e l\u2019inserimento<br \/>\nlavorativo. La sicurezza ha il volto dell\u2019integrazione, cos\u00ec come la scuola<br \/>\n\u00e8 la prima frontiera dell\u2019interazione. La scuola deve distribuire le classi<br \/>\nin modo omogeneo. Bisogna dotare le scuole di laboratori e avere pi\u00f9<br \/>\nstrumenti e pi\u00f9 lingue, curare in modo particolare l\u2019italiano, che \u00e8 la<br \/>\nlingua di mediazione tra stranieri, quella pi\u00f9 usata&quot;.<br \/>\n&quot;Inoltre bisogna riprendere la questione relativa al diritto di cittadinanza<br \/>\nai minori nati in Italia da genitori che si trovano nel nostro Paese da un<br \/>\ncerto periodo di tempo. \u2013 ha evidenziato \u2013 Altro problema \u00e8 l\u2019accesso al<br \/>\nlavoro, dove non vengono riconosciuti agli immigrati i titoli di studio. In<br \/>\nambito europeo il nostro Paese \u00e8 indietro. La Regione Lazio ha riconosciuto<br \/>\nla professione di mediatore culturale e di assistente familiare, istituendo<br \/>\nanche dei corsi di formazione professionale&quot;. &quot;Non \u00e8 possibile che siamo<br \/>\navari nei confronti di chi vuole diventare cittadino italiano \u2013 ha concluso<br \/>\nCosta \u2013 nel nostro Paese che ha alle spalle una grande storia di<br \/>\nemigrazione&quot;.<br \/>\n&quot;Ogni cittadino \u00e8 portatore di diritti, noi abbiamo fatto battaglie per i<br \/>\npassaporti in breve \u2013 ha detto Narducci nelle conclusioni \u2013 Essere<br \/>\nall\u2019estero significa molte cose. Anche l\u2019associazionismo \u00e8 importante,<br \/>\nperch\u00e9 vuol dire stare insieme. Gli italiani che abbandonarono il nostro<br \/>\nPaese per andare all\u2019estero diedero prova di coraggio e di questo oggi noi<br \/>\nabbiamo bisogno. Bisogna indicare il coraggio all\u2019integrazione al nostro<br \/>\nPaese&quot;. (clara salpietro aise)<\/p>\n<p>www.aise.it<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>5684-rassegna-sul-convegno-promosso-dallunaie-su-cittadinanza-integrazione-e-politiche-migratorie<\/p>\n<p>6422<\/p>\n<p>EmiNews 2008<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>20080929 12:33:00 redazione-IT SPUNTI DI RIFLESSIONE PER UNA BUONA POLITICA MIGRATORIA: L\u2019ON. 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