{"id":22769,"date":"2008-06-07T00:00:00","date_gmt":"2008-06-07T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=22769"},"modified":"2008-06-07T00:00:00","modified_gmt":"2008-06-07T00:00:00","slug":"6013-don-lorenzo-milani-lettera-ai-cappellani-militari","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=22769","title":{"rendered":"6013 DON LORENZO MILANI: LETTERA AI CAPPELLANI MILITARI"},"content":{"rendered":"<p>20081107 16:34:00 redazione-IT<\/p>\n<p>1. LORENZO MILANI: LETTERA AI CAPPELLANI MILITARI<br \/>\n[Riproponiamo ancora una volta la &quot;Lettera ai cappellani militari toscani che hanno sottoscritto il comunicato dell&#8217;11 febbraio 1965&quot; di don Milani, uno dei documenti poi raccolti nel volume intitolato L&#8217;obbedienza non e&#8217; piu&#8217; una virtu&#8217;; insieme alla successiva &quot;Lettera ai giudici&quot; (l&#8217;autodifesa milaniana al processo in cui fu imputato proprio per aver scritto quella lettera aperta), che costituisce uno dei grandi testi a sostegno dell&#8217;obiezione di coscienza contro ogni guerra, contro ogni esercito, contro ogni uccisione]<\/p>\n<p>&quot;Da tempo avrei voluto invitare uno di voi a parlare ai miei ragazzi della<br \/>\nvostra vita. Una vita che i ragazzi e io non capiamo.<br \/>\nAvremmo pero&#8217; voluto fare uno sforzo per capire e soprattutto domandarvi<br \/>\ncome avete affrontato alcuni problemi pratici della vita militare. Non ho<br \/>\nfatto in tempo a organizzare questo incontro tra voi e la mia scuola.<br \/>\nIo l&#8217;avrei voluto privato, ma ora che avete rotto il silenzio voi, e su un<br \/>\ngiornale, non posso fare a meno di farvi quelle stesse domande<br \/>\npubblicamente.<br \/>\nPrimo, perche&#8217; avete insultato dei cittadini che noi e molti altri<br \/>\nammiriamo. E nessuno, ch&#8217;io sappia, vi aveva chiamati in causa. A meno di<br \/>\npensare che il solo esempio di quella loro eroica coerenza cristiana bruci<br \/>\ndentro di voi una qualche vostra incertezza interiore.<br \/>\nSecondo, perche&#8217; avete usato, con estrema leggerezza e senza chiarirne la<br \/>\nportata, vocaboli che sono piu&#8217; grandi di voi.<br \/>\nNel rispondermi badate che l&#8217;opinione pubblica e&#8217; oggi piu&#8217; matura che in<br \/>\naltri tempi e non si contentera&#8217; ne&#8217; d&#8217;un vostro silenzio, ne&#8217; d&#8217;una<br \/>\nrisposta generica che sfugga alle singole domande. Paroloni sentimentali o<br \/>\nvolgari insulti agli obiettori o a me non sono argomenti. Se avete argomenti<br \/>\nsaro&#8217; ben lieto di darvene atto e di ricredermi se nella fretta di scrivere<br \/>\nmi fossero sfuggite cose non giuste.<br \/>\nNon discutero&#8217; qui l&#8217;idea di Patria in se&#8217;. Non mi piacciono queste<br \/>\ndivisioni.<br \/>\nSe voi pero&#8217; avete diritto di dividere il mondo in italiani e stranieri<br \/>\nallora vi diro&#8217; che, nel vostro senso, io non ho Patria e reclamo il diritto<br \/>\ndi dividere il mondo in diseredati e oppressi da un lato, privilegiati e<br \/>\noppressori dall&#8217;altro. Gli uni son la mia Patria, gli altri i miei<br \/>\nstranieri. E se voi avete il diritto, senza essere richiamati dalla Curia,<br \/>\ndi insegnare che italiani e stranieri possono lecitamente anzi eroicamente<br \/>\nsquartarsi a vicenda, allora io reclamo il diritto di dire che anche i<br \/>\npoveri possono e debbono combattere i ricchi. E almeno nella scelta dei<br \/>\nmezzi sono migliore di voi: le armi che voi approvate sono orribili macchine<br \/>\nper uccidere, mutilare, distruggere, far orfani e vedove. Le uniche armi che<br \/>\napprovo io sono nobili e incruente: lo sciopero e il voto.<br \/>\nAbbiamo dunque idee molto diverse. Posso rispettare le vostre se le<br \/>\ngiustificherete alla luce del Vangelo o della Costituzione. Ma rispettate<br \/>\nanche voi le idee degli altri. Soprattutto se son uomini che per le loro<br \/>\nidee pagano di persona.<br \/>\nCerto ammetterete che la parola Patria e&#8217; stata usata male molte volte.<br \/>\nSpesso essa non e&#8217; che una scusa per credersi dispensati dal pensare, dallo<br \/>\nstudiare la storia, dallo scegliere, quando occorra, tra la Patria e valori<br \/>\nben piu&#8217; alti di lei.<br \/>\nNon voglio in questa lettera riferirmi al Vangelo. E&#8217; troppo facile<br \/>\ndimostrare che Gesu&#8217; era contrario alla violenza e che per se&#8217; non accetto&#8217;<br \/>\nnemmeno la legittima difesa.<br \/>\nMi riferiro&#8217; piuttosto alla Costituzione.<br \/>\nArticolo 11 &quot;L&#8217;Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla<br \/>\nliberta&#8217; degli altri popoli&#8230;&quot;.<br \/>\nArticolo 52 &quot;La difesa della Patria e&#8217; sacro dovere del cittadino&quot;.<br \/>\nMisuriamo con questo metro le guerre cui e&#8217; stato chiamato il popolo<br \/>\nitaliano in un secolo di storia.<br \/>\nSe vedremo che la storia del nostro esercito e&#8217; tutta intessuta di offese<br \/>\nalle Patrie degli altri dovrete chiarirci se in quei casi i soldati dovevano<br \/>\nobbedire o obiettare quel che dettava la loro coscienza. E poi dovrete<br \/>\nspiegarci chi difese piu&#8217; la Patria e l&#8217;onore della Patria: quelli che<br \/>\nobiettarono o quelli che obbedendo resero odiosa la nostra Patria a tutto il<br \/>\nmondo civile? Basta coi discorsi altisonanti e generici. Scendete nel<br \/>\npratico. Diteci esattamente cosa avete insegnato ai soldati. L&#8217;obbedienza a<br \/>\nogni costo? E se l&#8217;ordine era il bombardamento dei civili, un&#8217;azione di<br \/>\nrappresaglia su un villaggio inerme, l&#8217;esecuzione sommaria dei partigiani,<br \/>\nl&#8217;uso delle armi atomiche, batteriologiche, chimiche, la tortura,<br \/>\nl&#8217;esecuzione d&#8217;ostaggi, i processi sommari per semplici sospetti, le<br \/>\ndecimazioni (scegliere a sorte qualche soldato della Patria e fucilarlo per<br \/>\nincutere terrore negli altri soldati della Patria), una guerra di evidente<br \/>\naggressione, l&#8217;ordine d&#8217;un ufficiale ribelle al popolo sovrano, la<br \/>\nrepressione di manifestazioni popolari?<br \/>\nEppure queste cose e molte altre sono il pane quotidiano di ogni guerra.<br \/>\nQuando ve ne sono capitate davanti agli occhi o avete mentito o avete<br \/>\ntaciuto. O volete farci credere che avete volta volta detto la verita&#8217; in<br \/>\nfaccia ai vostri &quot;superiori&quot; sfidando la prigione o la morte? se siete<br \/>\nancora vivi e graduati e&#8217; segno che non avete mai obiettato a nulla. Del<br \/>\nresto ce ne avete dato la prova mostrando nel vostro comunicato di non avere<br \/>\nla piu&#8217; elementare nozione del concetto di obiezione di coscienza.<br \/>\nNon potete non pronunciarvi sulla storia di ieri se volete essere, come<br \/>\ndovete essere, le guide morali dei nostri soldati. Oltre a tutto la Patria,<br \/>\ncioe&#8217; noi, vi paghiamo o vi abbiamo pagato anche per questo. E se manteniamo<br \/>\na caro prezzo (1.000 miliardi l&#8217;anno) l&#8217;esercito, e&#8217; solo perche&#8217; difenda<br \/>\ncolla Patria gli alti valori che questo concetto contiene: la sovranita&#8217;<br \/>\npopolare, la liberta&#8217;, la giustizia. E allora (esperienza della storia alla<br \/>\nmano) urgeva piu&#8217; che educaste i nostri soldati all&#8217;obiezione che<br \/>\nall&#8217;obbedienza.<br \/>\nL&#8217;obiezione in questi 100 anni di storia l&#8217;han conosciuta troppo poco.<br \/>\nL&#8217;obbedienza, per disgrazia loro e del mondo, l&#8217;han conosciuta anche troppo.<br \/>\nScorriamo insieme la storia. Volta volta ci direte da che parte era la<br \/>\nPatria, da che parte bisognava sparare, quando occorreva obbedire e quando<br \/>\noccorreva obiettare.<br \/>\n1860. Un esercito di napoletani, imbottiti dell&#8217;idea di Patria, tento&#8217; di<br \/>\nbuttare a mare un pugno di briganti che assaliva la sua Patria. Fra quei<br \/>\nbriganti c&#8217;erano diversi ufficiali napoletani disertori della loro Patria.<br \/>\nPer l&#8217;appunto furono i briganti a vincere. Ora ognuno di loro ha in qualche<br \/>\npiazza d&#8217;Italia un monumento come eroe della Patria.<br \/>\nA 100 anni di distanza la storia si ripete: l&#8217;Europa e&#8217; alle porte.<br \/>\nLa Costituzione e&#8217; pronta a riceverla: &quot;L&#8217;Italia consente alle limitazioni<br \/>\ndi sovranita&#8217; necessarie&#8230;&quot;. I nostri figli rideranno del vostro concetto<br \/>\ndi Patria, cosi&#8217; come tutti ridiamo della Patria Borbonica. I nostri nipoti<br \/>\nrideranno dell&#8217;Europa. Le divise dei soldati e dei cappellani militari le<br \/>\nvedranno solo nei musei.<br \/>\nLa guerra seguente 1866 fu un&#8217;altra aggressione. Anzi c&#8217;era stato un accordo<br \/>\ncon il popolo piu&#8217; attaccabrighe e guerrafondaio del mondo per aggredire<br \/>\nl&#8217;Austria insieme.<br \/>\nFurono aggressioni certo le guerre (1867-1870) contro i Romani i quali non<br \/>\namavano molto la loro secolare Patria, tant&#8217;e&#8217; vero che non la difesero. Ma<br \/>\nnon amavano molto neanche la loro nuova Patria che li stava aggredendo,<br \/>\ntant&#8217;e&#8217; vero che non insorsero per facilitarle la vittoria. Il Gregorovius<br \/>\nspiega nel suo diario: &quot;L&#8217;insurrezione annunciata per oggi, e&#8217; stata<br \/>\nrinviata a causa della pioggia&quot;.<br \/>\nNel 1898 il Re &quot;Buono&quot; onoro&#8217; della Gran Croce Militare il generale Bava<br \/>\nBeccaris per i suoi meriti in una guerra che e&#8217; bene ricordare. L&#8217;avversario<br \/>\nera una folla di mendicanti che aspettavano la minestra davanti a un<br \/>\nconvento a Milano. Il Generale li prese a colpi di cannone e di mortaio solo<br \/>\nperche&#8217; i ricchi (allora come oggi) esigevano il privilegio di non pagare<br \/>\ntasse. Volevano sostituire la tassa sulla polenta con qualcosa di peggio per<br \/>\ni poveri e di meglio per loro. Ebbero quel che volevano. I morti furono 80,<br \/>\ni feriti innumerevoli. Fra i soldati non ci fu ne&#8217; un ferito ne&#8217; un<br \/>\nobiettore. Finito il servizio militare tornarono a casa a mangiar polenta.<br \/>\nPoca perche&#8217; era rincarata.<br \/>\nEppure gli ufficiali seguitarono a farli gridare &quot;Savoia&quot; anche quando li<br \/>\nportarono a aggredire due volte (1896 e 1935) un popolo pacifico e lontano<br \/>\nche certo non minacciava i confini della nostra Patria. Era l&#8217;unico popolo<br \/>\nnero che non fosse ancora appestato dalla peste del colonialismo europeo.<br \/>\nQuando si battono bianchi e neri siete coi bianchi? Non vi basta di imporci<br \/>\nla Patria Italia? Volete imporci anche la Patria Razza Bianca? Siete di quei<br \/>\npreti che leggono la Nazione? Stateci attenti perche&#8217; quel giornale<br \/>\nconsidera la vita d&#8217;un bianco piu&#8217; che quella di 100 neri. Avete visto come<br \/>\nha messo in risalto l&#8217;uccisione di 60 bianchi nel Congo, dimenticando di<br \/>\ndescrivere la contemporanea immane strage di neri e di cercarne i mandanti<br \/>\nqui in Europa?<br \/>\nIdem per la guerra di Libia.<br \/>\nPoi siamo al &#8217;14. L&#8217;Italia aggredi&#8217; l&#8217;Austria con cui questa volta era<br \/>\nalleata.<br \/>\nBattisti era un Patriota o un disertore? E&#8217; un piccolo particolare che va<br \/>\nchiarito se volete parlare di Patria. Avete detto ai vostri ragazzi che<br \/>\nquella guerra si poteva evitare? Che Giolitti aveva la certezza di poter<br \/>\nottenere gratis quello che poi fu ottenuto con 600.000 morti?<br \/>\nChe la stragrande maggioranza della Camera era con lui (450 su 508)? Era<br \/>\ndunque la Patria che chiamava alle armi? E se anche chiamava, non chiamava<br \/>\nforse a una &quot;inutile strage&quot;? (l&#8217;espressione non e&#8217; d&#8217;un vile obiettore di<br \/>\ncoscienza ma d&#8217;un Papa canonizzato).<br \/>\nEra nel &#8217;22 che bisognava difendere la Patria aggredita. Ma l&#8217;esercito non<br \/>\nla difese. Stette a aspettare gli ordini che non vennero. Se i suoi preti<br \/>\nl&#8217;avessero educato a guidarsi con la Coscienza invece che con l&#8217;Obbedienza<br \/>\n&quot;cieca, pronta, assoluta&quot; quanti mali sarebbero stati evitati alla Patria e<br \/>\nal mondo (50.000.000 di morti). Cosi&#8217; la Patria ando&#8217; in mano a un pugno di<br \/>\ncriminali che violo&#8217; ogni legge umana e divina e riempiendosi la bocca della<br \/>\nparola Patria, condusse la Patria allo sfacelo. In quei tragici anni quei<br \/>\nsacerdoti che non avevano in mente e sulla bocca che la parola sacra<br \/>\n&quot;Patria&quot;, quelli che di quella parola non avevano mai voluto approfondire il<br \/>\nsignificato, quelli che parlavano come parlate voi, fecero un male immenso<br \/>\nproprio alla Patria (e, sia detto incidentalmente, disonorarono anche la<br \/>\nChiesa).<br \/>\nNel &#8217;36 50.000 soldati italiani si trovarono imbarcati verso una nuova<br \/>\ninfame aggressione: Avevano avuto la cartolina di precetto per andar<br \/>\n&quot;volontari&quot; a aggredire l&#8217;infelice popolo spagnolo.<br \/>\nErano corsi in aiuto d&#8217;un generale traditore della sua Patria, ribelle al<br \/>\nsuo legittimo governo e al popolo suo sovrano. Coll&#8217;aiuto italiano e al<br \/>\nprezzo d&#8217;un milione e mezzo di morti riusci&#8217; a ottenere quello che volevano<br \/>\ni ricchi: blocco dei salari e non dei prezzi, abolizione dello sciopero, del<br \/>\nsindacato, dei partiti, d&#8217;ogni liberta&#8217; civile e religiosa.<br \/>\nAncor oggi, in sfida al resto del mondo, quel generale ribelle imprigiona,<br \/>\ntortura, uccide (anzi garrota) chiunque sia reo d&#8217;aver difeso allora la<br \/>\nPatria o di tentare di salvarla oggi. Senza l&#8217;obbedienza dei &quot;volontari&quot;<br \/>\nitaliani tutto questo non sarebbe successo.<br \/>\nSe in quei tristi giorni non ci fossero stati degli italiani anche<br \/>\ndall&#8217;altra parte, non potremmo alzar gli occhi davanti a uno spagnolo. Per<br \/>\nl&#8217;appunto questi ultimi erano italiani ribelli e esuli dalla loro Patria.<br \/>\nGente che aveva obiettato.<br \/>\nAvete detto ai vostri soldati cosa devono fare se gli capita un generale<br \/>\ntipo Franco? Gli avete detto che agli ufficiali disobbedienti al popolo loro<br \/>\nsovrano non si deve obbedire?<br \/>\nPoi dal &#8217;39 in la&#8217; fu una frana: i soldati italiani aggredirono una dopo<br \/>\nl&#8217;altra altre sei Patrie che non avevano certo attentato alla loro (Albania,<br \/>\nFrancia, Grecia, Egitto, Jugoslavia, Russia).<br \/>\nEra una guerra che aveva per l&#8217;Italia due fronti. L&#8217;uno contro il sistema<br \/>\ndemocratico. L&#8217;altro contro il sistema socialista. Erano e sono per ora i<br \/>\ndue sistemi politici piu&#8217; nobili che l&#8217;umanita&#8217; si sia data.<br \/>\nL&#8217;uno rappresenta il piu&#8217; alto tentativo dell&#8217;umanita&#8217; di dare, anche su<br \/>\nquesta terra, liberta&#8217; e dignita&#8217; umana ai poveri.<br \/>\nL&#8217;altro il piu&#8217; alto tentativo dell&#8217;umanita&#8217; di dare, anche su questa terra,<br \/>\ngiustizia e eguaglianza ai poveri.<br \/>\nNon vi affannate a rispondere accusando l&#8217;uno o l&#8217;altro sistema dei loro<br \/>\nvistosi difetti e errori. Sappiamo che son cose umane. Dite piuttosto cosa<br \/>\nc&#8217;era di qua dal fronte. Senza dubbio il peggior sistema politico che<br \/>\noppressori senza scrupoli abbiano mai potuto escogitare. Negazione d&#8217;ogni<br \/>\nvalore morale, di ogni liberta&#8217; se non per i ricchi e per i malvagi.<br \/>\nNegazione d&#8217;ogni giustizia e d&#8217;ogni religione. Propaganda dell&#8217;odio e<br \/>\nsterminio d&#8217;innocenti. Fra gli altri lo sterminio degli ebrei (la Patria del<br \/>\nSignore dispersa nel mondo e sofferente).<br \/>\nChe c&#8217;entrava la Patria con tutto questo? e che significato possono piu&#8217;<br \/>\navere le Patrie in guerra da che l&#8217;ultima guerra e&#8217; stata un confronto di<br \/>\nideologie e non di patrie?<br \/>\nMa in questi cento anni di storia italiana c&#8217;e&#8217; stata anche una guerra<br \/>\n&quot;giusta&quot; (se guerra giusta esiste). L&#8217;unica che non fosse offesa delle<br \/>\naltrui Patrie, ma difesa della nostra: la guerra partigiana.<br \/>\nDa un lato c&#8217;erano dei civili, dall&#8217;altra dei militari. Da un lato soldati<br \/>\nche avevano obbedito, dall&#8217;altra soldati che avevano obiettato.<br \/>\nQuali dei due contendenti erano, secondo voi, i &quot;ribelli&quot;, quali i<br \/>\n&quot;regolari&quot;?<br \/>\nE&#8217; una nozione che urge chiarire quando si parla di Patria. Nel Congo p. es.<br \/>\nquali sono i &quot;ribelli&quot;?<br \/>\nPoi per grazia di Dio la nostra Patria perse l&#8217;ingiusta guerra che aveva<br \/>\nscatenato. Le Patrie aggredite dalla nostra Patria riuscirono a ricacciare i<br \/>\nnostri soldati.<br \/>\nCerto dobbiamo rispettarli. Erano infelici contadini o operai trasformati in<br \/>\naggressori dall&#8217;obbedienza militare. Quell&#8217;obbedienza militare che voi<br \/>\ncappellani esaltate senza nemmeno un &quot;distinguo&quot; che vi riallacci alla<br \/>\nparola di San Pietro: &quot;Si deve obbedire agli uomini o a Dio?&quot;. E intanto<br \/>\ningiuriate alcuni pochi coraggiosi che son finiti in carcere per fare come<br \/>\nha fatto San Pietro.<br \/>\nIn molti paesi civili (in questo piu&#8217; civili del nostro) la legge li onora<br \/>\npermettendo loro di servir la Patria in altra maniera. Chiedono di<br \/>\nsacrificarsi per la Patria piu&#8217; degli altri, non meno. Non e&#8217; colpa loro se<br \/>\nin Italia non hanno altra scelta che di servirla oziando in prigione.<br \/>\nDel resto anche in Italia c&#8217;e&#8217; una legge che riconosce un&#8217;obiezione di<br \/>\ncoscienza. E&#8217; proprio quel Concordato che voi volevate celebrare. Il suo<br \/>\nterzo articolo consacra la fondamentale obiezione di coscienza dei Vescovi e<br \/>\ndei Preti.<br \/>\nIn quanto agli altri obiettori, la Chiesa non si e&#8217; ancora pronunziata ne&#8217;<br \/>\ncontro di loro ne&#8217; contro di voi. La sentenza umana che li ha condannati<br \/>\ndice solo che hanno disobbedito alla legge degli uomini, non che son vili.<br \/>\nChi vi autorizza a rincarare la dose? E poi a chiamarli vili non vi viene in<br \/>\nmente che non s&#8217;e&#8217; mai sentito dire che la vilta&#8217; sia patrimonio di pochi,<br \/>\nl&#8217;eroismo patrimonio dei piu&#8217;?<br \/>\nAspettate a insultarli. Domani forse scoprirete che sono dei profeti. Certo<br \/>\nil luogo dei profeti e&#8217; la prigione, ma non e&#8217; bello star dalla parte di chi<br \/>\nce li tiene.<br \/>\nSe ci dite che avete scelto la missione di cappellani per assistere feriti e<br \/>\nmoribondi, possiamo rispettare la vostra idea. Perfino Gandhi da giovane<br \/>\nl&#8217;ha fatto. Piu&#8217; maturo condanno&#8217; duramente questo suo errore giovanile.<br \/>\nAvete letto la sua vita?<br \/>\nMa se ci dite che il rifiuto di difendere se stesso e i suoi secondo<br \/>\nl&#8217;esempio e il comandamento del Signore e&#8217; &quot;estraneo al comandamento<br \/>\ncristiano dell&#8217;amore&quot; allora non sapete di che Spirito siete! che lingua<br \/>\nparlate? come potremo intendervi se usate le parole senza pesarle? se non<br \/>\nvolete onorare la sofferenza degli obiettori, almeno tacete!<br \/>\nAuspichiamo dunque tutto il contrario di quel che voi auspicate: Auspichiamo<br \/>\nche abbia termine finalmente ogni discriminazione e ogni divisione di Patria<br \/>\ndi fronte ai soldati di tutti i fronti e di tutte le divise che morendo si<br \/>\nson sacrificati per i sacri ideali di Giustizia, Liberta&#8217;, Verita&#8217;.<br \/>\nRispettiamo la sofferenza e la morte, ma davanti ai giovani che ci guardano<br \/>\nnon facciamo pericolose confusioni fra il bene e il male, fra la verita&#8217; e<br \/>\nl&#8217;errore, fra la morte di un aggressore e quella della sua vittima.<br \/>\nSe volete diciamo: preghiamo per quegli infelici che, avvelenati senza loro<br \/>\ncolpa da una propaganda d&#8217;odio, si son sacrificati per il solo malinteso<br \/>\nideale di Patria calpestando senza avvedersene ogni altro nobile ideale<br \/>\numano.<br \/>\nLorenzo Milani sac.<\/p>\n<p>2. ET COETERA<\/p>\n<p>Lorenzo Milani nacque a Firenze nel 1923, proveniente da una famiglia della<br \/>\nborghesia intellettuale, ordinato prete nel 1947. Opera dapprima a S. Donato<br \/>\na Calenzano, ove realizza una scuola serale aperta a tutti i giovani di<br \/>\nestrazione popolare e proletaria, senza discriminazioni politiche. Viene poi<br \/>\ntrasferito punitivamente a Barbiana nel 1954. Qui realizza l&#8217;esperienza<br \/>\ndella sua scuola. Nel 1958 pubblica Esperienze pastorali, di cui la<br \/>\ngerarchia ecclesiastica ordinera&#8217; il ritiro dal commercio. Nel 1965 scrive<br \/>\nla lettera ai cappellani militari da cui derivera&#8217; il processo i cui atti<br \/>\nsono pubblicati ne L&#8217;obbedienza non e&#8217; piu&#8217; una virtu&#8217;. Muore dopo una lunga<br \/>\nmalattia nel 1967; era appena uscita la Lettera a una professoressa della<br \/>\nscuola di Barbiana. L&#8217;educazione come pratica di liberazione, la scelta di<br \/>\nclasse dalla parte degli oppressi, l&#8217;opposizione alla guerra, la denuncia<br \/>\ndella scuola classista che discrimina i poveri: sono alcuni dei temi su cui<br \/>\nla lezione di don Milani resta di grande valore. Opere di Lorenzo Milani e<br \/>\ndella scuola di Barbiana: Esperienze pastorali, L&#8217;obbedienza non e&#8217; piu&#8217; una<br \/>\nvirtu&#8217;, Lettera a una professoressa, pubblicate tutte presso la Libreria<br \/>\nEditrice Fiorentina (Lef). Postume sono state pubblicate le raccolte di<br \/>\nLettere di don Lorenzo Milani priore di Barbiana, Mondadori; le Lettere alla<br \/>\nmamma, Mondadori; e sempre delle lettere alla madre l&#8217;edizione critica,<br \/>\nintegrale e annotata, Alla mamma. Lettere 1943-1967, Marietti. Altri testi<br \/>\nsono apparsi sparsamente in volumi di diversi autori. La casa editrice<br \/>\nStampa Alternativa ha meritoriamente effettuato nell&#8217;ultimo decennio la<br \/>\nripubblicazione di vari testi milaniani in edizioni ultraeconomiche e<br \/>\ncriticamente curate. La Emi ha recentemente pubblicato, a cura di Giorgio<br \/>\nPecorini, lettere, appunti e carte varie inedite di don Lorenzo Milani nel<br \/>\nvolume I care ancora. Altri testi ha pubblicato ancora la Lef. Opere su<br \/>\nLorenzo Milani: sono ormai numerose; fondamentali sono: Neera Fallaci, Vita<br \/>\ndel prete Lorenzo Milani. Dalla parte dell&#8217;ultimo, Rizzoli, Milano 1993;<br \/>\nGiorgio Pecorini, Don Milani! Chi era costui?, Baldini &#038; Castoldi, Milano<br \/>\n1996; Mario Lancisi (a cura di), Don Lorenzo Milani: dibattito aperto,<br \/>\nBorla, Roma 1979; Ernesto Balducci, L&#8217;insegnamento di don Lorenzo Milani,<br \/>\nLaterza, Roma-Bari 1995; Gianfranco Riccioni, La stampa e don Milani, Lef,<br \/>\nFirenze 1974; Antonio Schina (a cura di), Don Milani, Centro di<br \/>\ndocumentazione di Pistoia, 1993. Segnaliamo anche l&#8217;interessante fascicolo<br \/>\nmonografico di &quot;Azione nonviolenta&quot; del giugno 1997. Segnaliamo anche il<br \/>\nfascicolo Don Lorenzo Milani, maestro di liberta&#8217;, supplemento a &quot;Conquiste<br \/>\ndel lavoro&quot;, n. 50 del 1987. Tra i testi apparsi di recente: il testo su don<br \/>\nMilani di Michele Ranchetti nel suo libro Gli ultimi preti, Edizioni cultura<br \/>\ndella pace, S. Domenico di Fiesole (Fi) 1997; David Maria Turoldo, Il mio<br \/>\namico don Milani, Servitium, Sotto il Monte (Bg) 1997; Liana Fiorani, Don<br \/>\nMilani tra storia e attualita&#8217;, Lef, Firenze 1997, poi Centro don Milani,<br \/>\nFirenze 1999; AA. VV., Rileggiamo don Lorenzo Milani a trenta anni dalla sua<br \/>\nmorte, Comune di Rubano 1998; Centro documentazione don Lorenzo Milani e<br \/>\nscuola di Barbiana, Progetto Lorenzo Milani: il maestro, Firenze 1998; Liana<br \/>\nFiorani, Dediche a don Milani, Qualevita, Torre dei Nolfi (Aq) 2001; Edoardo<br \/>\nMartinelli, Pedagogia dell&#8217;aderenza, Polaris, Vicchio di Mugello (Fi) 2002;<br \/>\nMarco Moraccini (a cura di), Scritti su Lorenzo Milani. Una antologia<br \/>\ncritica, Il Grandevetro &#8211; Jaca Book, Santa Croce sull&#8217;Arno (Pi) &#8211; Milano<br \/>\n2002; Jose&#8217; Luis Corzo Toral, Lorenzo Milani. Analisi spirituale e<br \/>\ninterpretazione pedagogica, Servitium, Sotto il Monte (Bergamo) 2008.<\/p>\n<p>__________________<\/p>\n<p>da: Supplemento de &quot;La nonviolenza e&#8217; in cammino&quot;<br \/>\nNumero 257 del 7 novembre 2008<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>6013-don-lorenzo-milani-lettera-ai-cappellani-militari<\/p>\n<p>6750<\/p>\n<p>EmiNews 2008<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>20081107 16:34:00 redazione-IT 1. 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