{"id":22528,"date":"2008-06-07T00:00:00","date_gmt":"2008-06-07T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=22528"},"modified":"2008-06-07T00:00:00","modified_gmt":"2008-06-07T00:00:00","slug":"6254-conferenza-dei-giovani-allestero-i-documenti-finali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=22528","title":{"rendered":"6254 CONFERENZA DEI GIOVANI ALL&#039;ESTERO: I DOCUMENTI FINALI"},"content":{"rendered":"<p>20081213 20:07:00 redazione-IT<\/p>\n<p>&#8211; COMMISSIONE &quot;MULTICULTURALISMO E IDENTIT\u00c0 ITALIANA&quot;: IL DOCUMENTO FINALE<br \/>\n&#8211; SINTESI DELLA DISCUSSIONE DELLA COMMISSIONE &quot;MONDO DEL LAVORO E LAVORO NEL MONDO&quot;<br \/>\n&#8211; COMMISSIONE &quot;LINGUA E CULTURA&quot;: IL DOCUMENTO FINALE<br \/>\n&#8211; COMMISSIONE PARTECIPAZIONE E RAPPRESENTANZA: IL DOCUMENTO FINALE<br \/>\n&#8211; COMMISSIONE INFORMAZIONE E COMUNICAZIONE: IL DOCUMENTO FINALE<\/p>\n<p>COMMISSIONE &quot;MULTICULTURALISMO E IDENTIT\u00c0 ITALIANA&quot;: IL DOCUMENTO FINALE <\/p>\n<p>Conoscersi e farsi conoscere; essere coscienti del proprio essere italiani, ma in una societ\u00e0 globale; ribadire l\u2019importanza del senso di appartenenza e combattere al tempo stesso ogni tipo di stereotipo. Questi alcuni degli spunti sintetizzati dal gruppo di lavoro sul &quot;Multiculturalismo e identit\u00e0 italiana&quot; riunito nell\u2019ambito della I Conferenza mondiale dei giovani, conclusa oggi pomeriggio nella sede della Fao e Roma.<br \/>\n&quot;Due i contributi principali. L\u2019affermazione di principi e linee guida dell\u2019essenza dell\u2019italianit\u00e0; la elaborazione di proposte pratiche ed efficace di queste idee.<br \/>\nRiconosciamo in questa conferenza e nei suoi contenuti un momento storico, una svolta che \u00e8 la base per la costruzione di una nuova idea di Nazione che superi le diversit\u00e0, le frontiere geografiche e simboliche e che vuole generare una nuova coscienza italiana che ci accomuni.<br \/>\nL\u2019apertura al mondo \u00e8 la chiave della grandezza e della eccellenza italiana cos\u00ec come il Rinascimento. Ci riconosciamo nei valori fondamentali della nostra Costituzione e li mettiamo in pratica nei Paesi in cui risiediamo. L\u2019Italia oggi deve riconoscersi come una nazione globale, caratterizzata dal dialogo interculturale.<br \/>\nNoi giovani italiani nel mondo dobbiamo assumerci la responsabilit\u00e0 di lavorare per far giungere tutti gli italiani a questa consapevolezza.<br \/>\n\u00c8 innegabile che gli italiani sono stati e continuano ad essere orgogliosi ambasciatori di valori, stili di vita, storia e cultura apprezzati in tutto il mondo, nonostante alcuni stereotipi che hanno accompagnato i nostri kigranti all\u2019estero.<br \/>\nL\u2019identit\u00e0 nasce da un senso di appartenenza che esige coscienza di chi si \u00e8 e conoscenza di noi stessi e degli altri e si costruisce nella quotidianit\u00e0.<br \/>\nL\u2019italianit\u00e0 oggi ha queste caratteristiche: \u00e8 il risultato della dimensione globale in cui siamo inseriti noi giovani; si manifesta in molteplici forme che rispecchiano le diversit\u00e0 dell\u2019italianit\u00e0 nel mondo; il nostro essere italiani, in questo modo, \u00e8 speciale per pluriculturale.<br \/>\nGli italiani nel mondo oggi sono coloro che per primi hanno lasciato l\u2019Italia per la ricerca del lavoro e di un futuro migliore per i loro discendenti, ma sono anche i giovani delle nuove generazioni che continuano a partire per contribuire anche alla crescita dei paesi in cui si inseriscono e all\u2019immagine dell\u2019Italia nel mondo.<br \/>\nSono varie le forme di italianit\u00e0 ed ognuno \u00e8 caratterizzata da un complesso intreccio di molte appartenenze, come emerso nei documenti preparatori alla conferenza dei giovani di ciascun Paese a cui rinviamo.<br \/>\nQuattro i punti in comune in cui ci ritroviamo tutti: cultura, lingua, valori comuni e legame col territorio.<br \/>\nSul diritto alla cittadinanza.<br \/>\nOltre al diritto alla cittadinanza il diritto\/dovere di informare e informarsi, abbiamo aggiunto il diritto\/dovere che ci sembra fondamentale: quello all\u2019appartenenza e all\u2019identit\u00e0. Appartenere per integrarsi socialmente attraverso l\u2019aiuto anche delle istituzioni e delle entit\u00e0 locali sia in Italia che all\u2019estero, e appartenere anche come riconoscimento legale che ci metta in condizione di poter essere cittadini sia nei nostri paesi di residenza che in Italia.<br \/>\nLa cosa pi\u00f9 importante che vogliamo trasmettere \u00e8 il messaggio di integrazione di dialogo interculturale che stiamo lanciando. Come cittadini italiani nel mondo siamo l\u2019emblema vivente della possibilit\u00e0, seppur con difficolt\u00e0, dell\u2019integrazione nei nostri Paesi di residenza perch\u00e9 coniughiamo varie identit\u00e0 nazionali e non e le conciliamo nel nostro vivere quotidiano. Ribadiamo che integrazione \u00e8 basato sulla conoscenza reciproca e sul dialogo multiculturale di cui noi siamo ambasciatori e promotori e, soprattutto, che qualsiasi tipo di integrazione deve basarsi sul rispetto delle diversit\u00e0 e senza discriminazione.<br \/>\nCrediamo che il nostro essere italiani ci richiami alla responsabilit\u00e0 di partecipazione esercitando una cittadinanza attiva.<br \/>\nInfine, le nostre proposte sono ispirate<br \/>\nLa collaborazione con le diversit\u00e0 realt\u00e0 che ci rappresentano e nelle quali siamo inseriti sia imprescindibile per concretizzare i progetti da noi proposti noi ci impegniamo ad essere portavoce dei principi e delle proposte discusse ed elaborate e ad essere agenti di cambio nelle nostre realt\u00e0 locali grazie al sostegno di una rete di solidariet\u00e0 internazionale e delle nostre istituzioni.<br \/>\nLe proposte:<br \/>\na. Nomaditalia: rete turismo e ospitalit\u00e0 giovani italiani<br \/>\nb. It Card<br \/>\nc. mass media:<br \/>\ni. programmi TV per farsi conoscere e conoscere la vita degli italiani<br \/>\nii. giornali per bambini, pubblicazioni<br \/>\nd. social network per gli italiani giovani<br \/>\ne. agevolazioni tariffarie per viaggi<br \/>\nf. presentare le feste tipiche \/tradizionali<br \/>\ng. volontariato nazionale\/internazionale<br \/>\nh. collette e raccolta materiali e fondi per bisognosi<br \/>\ni. istituire la giornata della famiglia italiana e del ricordo<br \/>\nj. accordi con uffici stampa<br \/>\nk. sport: giochi della giovent\u00f9 italiana nel mondo<br \/>\nl. corso di cittadinanza gratis in consolato\/IIC (con certificato)<br \/>\nm. Commissione Giovanile Nazionale (locale)con piano di lavoro triennale per coordinare tutte le proposte dei giovani che interagisca con i Ministeri, etc.<br \/>\nn. Mettersi a disposizione per consulenza alle associazioni esistenti<br \/>\no. Solidariet\u00e0 generazionale (programmie ducativi e culturali)<br \/>\np. Accordi bilaterali tra province<br \/>\nq. che lo Stato si informi all\u2019estero riguardo politiche di integrazione e multilinguismo, multicult.<br \/>\nr. Ruolo di MEDIATORI CULTURALI<br \/>\ns. Sportello opportunit\u00e0<br \/>\nt. Blog attivo<br \/>\nu. Serate a tema<br \/>\nv. Campagna informativa: pubblicit\u00e0 per combattere gli stereotipi sugli italiani (fatta da noi)<br \/>\nw. Programmi lingua cultura<br \/>\nx. Eventi per conoscere l\u2019Italia moderna<br \/>\ny. Festival internazionale della migrazione (in Italia e all\u2019estero) da fare in Italia.<br \/>\nz. Scambi tra scuole e universit\u00e0<br \/>\naa. Collocamento in Italia<br \/>\nbb. Investimenti nella formazione della cultura<br \/>\ncc. Accordi con le case editrici per materiali a prezzo agevolato<br \/>\ndd. Enit o nuovo ufficio presso consolato&quot;.<\/p>\n<p>__________________<\/p>\n<p>COMMISSIONE &quot;MONDO DEL LAVORO E LAVORO NEL MONDO&quot; <\/p>\n<p>I giovani delegati che hanno partecipato al gruppo di lavoro sul &quot;Mondo del lavoro e lavoro nel mondo&quot; non sono riusciti a sintetizzare in un unico documento le loro proposte: troppo diverse, hanno spiegato, le realt\u00e0 europea ed extraeuropea. Si \u00e8 quindi ricorso ad una sintesi delle istanze contenute nei due diversi documenti.<\/p>\n<p>&quot;VOCAZIONI E BISOGNI DEI GIOVANI ITALIANI NEL MONDO<br \/>\n* Tutti i delegati hanno espresso entusiasmo e soddisfazione per aver avuto l\u2019opportunit\u00e0 di partecipare alla prima Conferenza dei giovani italiani nel mondo, in quanto ci\u00f2 costituisce un primo segnale forte verso il riconoscimento della loro identit\u00e0 e &quot;dignit\u00e0&quot; di italiani all\u2019estero. I giovani italiani nel mondo amano l\u2019Italia e si sentono profondamente italiani, ma per troppo tempo hanno sofferto una carenza di attenzione dell\u2019Italia nei loro confronti.<br \/>\n* I giovani italiani nel mondo sono una realt\u00e0 estremamente complessa, sotto molti profili, perch\u00e9 rappresentano le diverse stratificazioni dell\u2019immigrazione italiana in ogni angolo del pianeta. In questi giorni si sono riuniti a Roma giovani imprenditori, artigiani, professionisti, ricercatori, volontari: ognuno di loro contribuisce ogni giorno al progresso dell\u2019Italia, svolgendo un ruolo fondamentale di diffusione dell\u2019identit\u00e0 italiana in tutti i campi.<br \/>\n* C\u2019\u00e8 consapevolezza nei giovani italiani nel mondo della condizione dei giovani in Italia: \u00e8 stata evidenziata l\u2019esistenza nel nostro Paese di una gerontocrazia dilagante, di una dolorosa mancanza di merito nei processi di valutazione scolastica, universitaria e di carriera, e quindi di un immobilismo sociale che determina una selezione &quot;anomala&quot; della classe dirigente. Spesso non vengono scelti i migliori, ma i &quot;meglio connessi&quot;. La precariet\u00e0 del lavoro non supportata da una rete adeguata di ammortizzatori sociali e le difficolt\u00e0 di accesso al credito bancario hanno costretto molti giovani italiani a fuggire all\u2019estero per cercare realt\u00e0 professionali migliori e pi\u00f9 appaganti<br \/>\n* \u00c8 stato altres\u00ec espresso un forte senso di appartenenza all\u2019Italia e ai suoi valori culturali: \u00e8 stata manifestata la volont\u00e0 di essere riconosciuti, dalle istituzioni e dalle aziende italiane che esportano all\u2019estero, come &quot;ambasciatori&quot; del Made in Italy nel mondo. \u00c8 importante che le imprese italiane all\u2019estero siano messe nella condizione di &quot;pescare&quot; nel bacino degli italiani nel mondo, offrendo loro posti di lavoro o stage, per poter far fruttare al meglio questo straordinario bacino di competenze. \u00c8 un paradosso, per esempio, che grandi imprese italiane come la Fiat sbarchino in Sud America con migliaia di posti di lavoro disponibili e nessuno di questi venga offerto agli italiani all\u2019estero, che costituiscono una grande opportunit\u00e0 anche per queste imprese.<br \/>\n* I giovani italiani nel mondo chiedono con grande forza una maggiore valorizzazione delle loro capacit\u00e0 professionali e creative da parte dell\u2019Italia, attraverso il riconoscimento automatico del titolo di studio conseguito nell\u2019ambito dell\u2019Unione Europea e Svizzera: oggi il riconoscimento del titolo di studio incontra ostacoli burocratici enormi, che spesso portano il giovane a rinunciare a nuove opportunit\u00e0 di lavoro o a esperienze che potrebbero arricchire il suo percorso formativo e umano.<br \/>\nPer quanto riguarda i titoli di studio conseguiti al di fuori dell\u2019Europa, non \u00e8 necessario un riconoscimento automatico. Si chiede, invece, la creazione di un sistema fluido e agile che permetta di integrare il percorso di studio conseguito all\u2019estero ad uno &quot;standard di conversione&quot; unico definito dall\u2019Italia, anche sulla base della firma di accordi bilaterali.<br \/>\n* \u00c8 assolutamente necessaria, per i giovani italiani che vivono nel mondo, una razionalizzazione ed una maggiore efficienza delle istituzioni italiane all\u2019estero (Ice, Camere di Commercio, Consolati, Ambasciate e Comites). Oggi appaiono frequentemente come strutture obsolete e lontane dalle esigenze attuali del mercato del lavoro e della formazione, spesso inadeguate ad assistere e orientare a livello professionale e sociale i giovani italiani che risiedono all\u2019estero. Sono, inoltre, poco integrate tra loro, lavorano in modo indipendente l\u2019una dall\u2019altra e sono poco propense a &quot;fare sistema&quot;. Non solo dovrebbero ricevere e veicolare le richieste di risorse umane da parte delle aziende italiane che operano all\u2019estero, ma dovrebbero anche orientare i giovani lavoratori sul mercato, informandoli sulle normative vigenti e sui sistemi di sicurezza sociale all\u2019estero. \u00c8 necessario infine metterli in contatto con gli italiani di seconda o terza generazione, per condividere insieme il ricco patrimonio di vita e di esperienza.<br \/>\n* \u00c8 molto forte la richiesta di migliorare e incrementare il sistema di formazione professionale per gli italiani all\u2019estero: razionalizzare l\u2019utilizzo dei fondi e modificare il criterio di selezione dei corsi finanziati. \u00c8 importante, inoltre, dare maggiori informazioni sulle opportunit\u00e0 di formazione offerte dal sistema universitario e lavorativo italiano (master, corsi di aggiornamento, stage)<br \/>\nLE PROPOSTE PIU\u2019 INNOVATIVE<br \/>\nCreazione di un &quot;database dei professionisti&quot;: un sistema telematico creato &quot;dal basso&quot;, dove inserire i curricula degli italiani nel mondo, che diventi un bacino di reclutamento per le imprese italiane che operano all\u2019estero, ma anche un punto di riferimento per lo scambio di informazioni e di esperienze professionali tra i giovani italiani nel mondo<br \/>\nUtilizzo del blog per mantenere in contatto la comunit\u00e0 di giovani italiani nel mondo: il gruppo propone di dare la possibilit\u00e0 ai partecipanti alla conferenza di confrontare le diverse proposte emerse, anche al termine dei lavori.<br \/>\nRealizzazione di un modello di valutazione delle istituzioni italiane all\u2019estero, con particolare riferimento alle strutture politiche e commerciali, in modo da individuare &#8211; attraverso un benchmark tra Paesi &#8211; le best practises da proporre come esempio&quot;.<\/p>\n<p>__________________<\/p>\n<p>COMMISSIONE &quot;LINGUA E CULTURA&quot;: IL DOCUMENTO FINALE <\/p>\n<p>La lingua italiana \u00e8 un legame con il Paese ed ogni Nazione dovrebbe avere consapevolezza del fatto che i suoi confini non sono dettati dalla geografia, ma dalla diffusione della sua cultura. \u00c8 una delle riflessioni contenute nel documento finale del gruppo di lavoro su &quot;Lingua e cultura&quot; riunitosi nell\u2019ambito della I Conferenza mondiale dei giovani italiani all\u2019estero, conclusa oggi alla Fao dopo 5 giorni di dibattito e incontri.<br \/>\nNe riportiamo di seguito la versione integrale.<br \/>\n&quot;I. L\u2019ITALIA NON \u00c8 SOLO IN ITALIA. LA LINGUA COME LEGAME<br \/>\nPrima ancora del territorio, la lingua \u00e8 la forma pi\u00f9 universale di unione e di riconoscimento di un popolo. Per tutti, ma specialmente per gli italiani all\u2019estero, essa rappresenta un elemento di sintesi della dimensione identitaria, di ricchezza culturale e di benessere. Uno strumento cos\u00ec forte da essere paragonato a una calamita talmente potente da riparare alla distanza. Se la lingua \u00e8 ci\u00f2 che &quot;istintivamente&quot; ci attrae, ci lega e coinvolge, il primo compito selettivo di una Conferenza dei giovani italiani nel mondo \u00e8 quello di rivendicare un tale potere di attrazione anche nella valorizzazione dell\u2019insegnamento dell\u2019italiano all\u2019estero. Questa prima matrice di riconoscimento, deve ottenere cure continue e, quando possibile, un\u2019attenta implementazione delle strutture esistenti. Se \u00e8 la matrice preliminare del riconoscimento, vale anche in tempi di crisi economica globale.<br \/>\nNell\u2019ottica di continuare a diffondere e mantener viva la cultura italiana &#8211; eliminando contraddizioni e differenze che possono invece radicalizzare le distanze tra gli italiani residenti in Italia e quelli che vivono in altri contesti nazionali \u2013 \u00e8 necessario promuovere un rapporto bidirezionale affinch\u00e9 si favorisca l\u2019aggiornamento e la creazione di reti di relazione tra tutti i connazionali, ovunque essi vivano. In questo spirito, va riconosciuta l\u2019importante novit\u00e0 costituita da questa Prima Conferenza Italiana dei Giovani Italiani nel Mondo.<br \/>\nL\u2019insegnamento della lingua e della cultura italiana \u00e8 stato sempre utilizzato strategicamente dal Governo come fondamentale medium della promozione della presenza italiana nel mondo e quale investimento e forma di collegamento anche per le generazioni future. Da questo punto di vista, si deve mettere in luce il ruolo di rilievo che gli emigrati hanno avuto, consapevolmente o di fatto, in qualit\u00e0 di moltiplicatori e ambasciatori dell\u2019italianit\u00e0 nel mondo, oltre che di sostegno economico per il paese di origine (basti pensare, ad esempio, alle rimesse economiche).<br \/>\nI tagli prospettati dalla finanziaria, effettuati pragmaticamente, ma in maniera repentina, ammontano a circa il 64% per le politiche di questo settore e rischiano di compromettere in maniera definitiva lo sforzo intrapreso da generazioni di emigrati per mantenere vive la lingua, la cultura e le tradizioni del loro paese di origine, nonostante la lontananza dall\u2019Italia. Pur consapevoli della necessit\u00e0 di queste riduzioni, consideriamo comunque opportuna una decisa revisione delle modalit\u00e0 di assegnazione dei fondi per l\u2019insegnamento della lingua e della cultura italiana all\u2019estero, sollecitando una verifica rigorosa della loro gestione (si segnala, ad esempio, il caso degli insegnanti di ruolo designati dal MAE &#8211; Ministero egli Affari Esteri &#8211; con stipendi significativamente superiori rispetto a quelli dei professori locali e che spesso non possiedono la formazione specifica per insegnare l\u2019italiano quale lingua straniera, come pure, sovente, un\u2019adeguata conoscenza della lingua locale).<br \/>\nLe riduzioni finanziarie indiscriminate colpiranno, dunque, le associazioni e gli enti gestori che, grazie a una tradizione ormai consolidata, offrono ai giovani italiani nel mondo \u2013 altrimenti impossibilitati ad avvicinarsi all\u2019Italia sia linguisticamente e culturalmente, che sul piano commerciale o turistico &#8211; l\u2019opportunit\u00e0 di studiare la lingua e la cultura italiana, salvaguardando cos\u00ec le proprie radici. Ma \u00e8 proprio in momenti di crisi che servono appunto progetti chiari, consistenti e trasparenti, perch\u00e9 la comunit\u00e0 sappia quali sono le politiche e le decisioni del Governo nei loro confronti. Affinch\u00e9 non si sprechino tutti questi anni di dedizione, compromettendo, forse definitivamente i ponti che legano l\u2019Italia ai suoi figli lontani si devono gestire attentamente le risorse monetarie esistenti effettuando gli eventuali tagli in maniera meno radicale. Come scelta strategica in tempi di crisi si devono valorizzare le iniziative gi\u00e0 esistenti e create nei diversi paesi, stimolare la loro crescita a livello locale e garantire lo svolgimento delle attivit\u00e0 previste dagli accordi gi\u00e0 firmati. A sostegno di tale posizione \u00e8 indispensabile sottolineare il ruolo fondamentale che hanno: i corsi di italiano (retti dalla legge 153), gli Istituti Italiani di Cultura, le Scuole Italiane all\u2019estero e le associazioni che sono purtroppo costrette a ridurre progressivamente le loro attivit\u00e0 e persino a chiudere unit\u00e0 pienamente operative.<br \/>\nConosciamo la realt\u00e0 Italiana e sappiamo che, come in tutto il mondo, le previsioni sono di recessione economica. A fronte di tale situazione siamo qui non solo per sollecitare una sensibilit\u00e0 diversa nei confronti delle comunit\u00e0 italiane nel mondo, ma soprattutto per offrire le energie e le competenze presenti in esse per valorizzare le esperienze di qualit\u00e0. L\u2019obiettivo non \u00e8 dunque unicamente quello di spingere a rivedere i tagli agli investimenti, ma di capitalizzare quanto gi\u00e0 esiste (si rammenta che nella maggior parte dei paesi del mondo operano strutture riconosciute dal Governo Italiano che potrebbero essere meglio utilizzate per promuovere la lingua e la cultura e quindi il &quot;prodotto Italia&quot;). Inoltre, dal punto di vista economico la nuova realt\u00e0 obbliga tutti all\u2019esercizio di un\u2019ottimizzazione delle risorse e persino, grazie alla razionalizzazione degli interventi, a fare di pi\u00f9 con meno.<br \/>\nIn estrema sintesi e per esemplificare quanto potrebbe esser fatto, grazie ad un\u2019accorta strategia istituzionale, sarebbe possibile sia stabilire nuove partenariato tra i vari governi locali e quello Italiano per articolare diversamente i costi, sia attivando ulteriori soluzioni di autosostenibilit\u00e0.<br \/>\nII. POSSIBILI LINEE DI INTERVENTO<br \/>\na. Per un Rinascimento dell\u2019Emigrazione. La valorizzazione delle risorse italiane all\u2019estero<br \/>\nAnche nell\u2019era digitale, la lingua resta comunque il primo vettore di comunicazione. \u00c8 quindi necessario un forte impegno nella salvaguardia e nella promozione della nostra lingua a livello mondiale attraverso:<br \/>\n&#8211; una presa di coscienza pi\u00f9 forte e convinta da parte dello Stato della complessit\u00e0 e della diversit\u00e0 di ogni realt\u00e0 locale in cui si \u00e8 sviluppata una particolare storia dell\u2019emigrazione italiana;<br \/>\n&#8211; il mantenimento del diritto all\u2019apprendimento e all\u2019insegnamento dell\u2019italiano in quanto diritto all\u2019istruzione iscritto nella Costituzione della Repubblica (Art. 34);<br \/>\n&#8211; una serie di investimenti mirati alla promozione dell\u2019italiano come lingua straniera (da affiancare all\u2019inglese, francese, spagnolo ecc.);<br \/>\n&#8211; l\u2019adozione di una linea politica di difesa e sostegno della pluralit\u00e0 linguistica e culturale.<br \/>\nb. La distanza da spreco a risorsa. La lingua come calamita identitaria<br \/>\n&quot;La lingua pi\u00f9 bella del mondo&quot; costituisce, per noi tutti, un patrimonio da salvaguardare e su cui operare una &quot;manutenzione permanente&quot;. Investire nella promozione della lingua \u00e8 per\u00f2 importante quanto la salvaguardia di quanto \u00e8 stato fatto finora da attori istituzionali e non in tema di tutela della stessa.<br \/>\nLa lingua, la cultura e l\u2019immagine dell\u2019Italia stanno conoscendo in questi anni un insperato quanto potente sviluppo, che allinea finalmente l\u2019immagine dell\u2019Italia a quel ruolo di &quot;Superpotenza Culturale&quot; universalmente riconosciutole in virt\u00f9 dell\u2019immenso patrimonio artistico e di una storia millenaria al centro di un Mar Mediterraneo culla di tutte le civilt\u00e0 occidentali. Oramai, inoltre, la nostra lingua non attira pi\u00f9 solo per le ben note ragioni (musica, canto, arti, cultura), ma anche per esigenze commerciali, di scambi economici, di finanza.<br \/>\nLe imprese italiane possono facilmente diffondere i loro prodotti tra gli appassionati dell\u2019Italia; \u00e8 noto che una persona che parla una lingua straniera assume delle affinit\u00e0 commerciali con il paese in cui tale lingua \u00e8 parlata. Promuovendo la lingua italiana aumenta, dunque, anche la nostra presenza commerciale nel mondo.<br \/>\nEcco allora che i corsi di lingua e cultura italiana all\u2019estero sono certamente fondamentali per il loro enorme valore culturale; una valenza relativa per\u00f2 non solo alla necessaria operazione di recupero dell\u2019identit\u00e0 linguistico-culturale delle seconde e successive generazioni, ma anche per lo sviluppo dell\u2019italofonia e dell\u2019italofilia (che vanno di pari passo) e una speculare internazionalizzazione culturale, economica commerciale e turistica dell\u2019Italia.<br \/>\nc. Contro la filosofia dei tagli a pioggia<br \/>\nConsapevoli dell\u2019evoluzione di una congiuntura economica negativa, la ridefinizione nell\u2019investimento rispetto alla diffusione dell\u2019italiano non deve diventare irrazionale e compromettere l\u2019esistenza dei corsi d\u2019italiano. Tagliare in modo indiscriminato i fondi destinati alla promozione della lingua italiana significherebbe, infatti, non solo impedire l\u2019esistenza della nostra lingua fra poche decine d\u2019anni, ma costituirebbe anche il progressivo esaurirsi del mercato trainante dei nostri beni di consumo all\u2019estero. Infatti, mentre altri Paesi stanno investendo centinaia di milioni per diffondere le proprie lingue nelle aree di mercato pi\u00f9 importanti del mondo, noi ci muoveremmo in una deleteria controtendenza, se, come si \u00e8 pi\u00f9 volte sottolineato, la promozione della lingua e della cultura italiana all\u2019estero contribuisce all\u2019immagine positiva di qualit\u00e0 e allo sviluppo economico dell\u2019Italia. La prospettiva di soppressione dei finanziamenti e contributi non deve dunque compromettere tutti gli investimenti economici, gli sforzi umani e i risultati culturali e sociali raggiunti finora con grande impegno.<br \/>\n\u00c8 in tal senso necessario sostenere la lingua e la cultura italiana con una politica seria e ragionata, coscienti che quando muore una lingua muore anche la sua cultura!<br \/>\nd. Acceleratori di culture. Alcune indicazioni progettuali<br \/>\nEsistono molte strutture che, nel loro piccolo, agiscono per la diffusione della lingua e della cultura italiana sul territorio tenendo in conto le esigenze locali.<br \/>\nAprire il mercato a tutte le strutture gi\u00e0 esistenti e meritevoli che siano in grado di proporre e gestire progetti multilaterali, intercomunitari, di scambio, di gemellaggio, progetti linguistici e culturali che sfruttino le risorse e le strutture presenti in ogni paese o citt\u00e0 del mondo e che permettano una razionalizzazione della spesa (cfr. Proposte Operative).<br \/>\ne. La qualit\u00e0 \u00e8 anche quantit\u00e0. Per un accesso allargato alla cultura italiana<br \/>\nAlla luce di quanto sinora esposto \u00e8 possibile individuare almeno tre elementi da cui partire per lavorare a un miglioramento delle politiche di investimento relative all\u2019ambito linguistico e culturale:<br \/>\n&#8211; individuare alcuni &quot;indicatori di qualit\u00e0&quot; da applicare ai corsi forniti da tutte le strutture operanti sui vari territori;<br \/>\n&#8211; garantire la formazione e l\u2019aggiornamento del personale docente;<br \/>\n&#8211; monitorare le attivit\u00e0 e i risultati di tutte le strutture delegate alla promozione dell\u2019italiano in vista della successiva distribuzione delle risorse finanziarie.<br \/>\nIII. PROPOSTE OPERATIVE<br \/>\na. Il bilinguismo<br \/>\nCombattere l\u2019attuale &quot;semilinguismo&quot; di alcuni paesi, favorendo il bilinguismo sin dall\u2019et\u00e0 prescolare con asili bilingue e corsi di italiano gratuiti a tutti i livelli dell\u2019istruzione. Sensibilizzare a tale riguardo i genitori, affinch\u00e9 sia incrementata non solo la frequenza di tali percorsi di formazione, ma soprattutto quelli di sostegno, indispensabili, in particolar modo, per i bambini con conoscenze linguistiche deficitarie.<br \/>\nIl bilinguismo permetterebbe cos\u00ec la piena interazione tra la cultura italiana e quella del luogo in cui si vive, facilitando l\u2019integrazione nei differenti contesti di residenza.<br \/>\nb. Verso una certificazione di qualit\u00e0<br \/>\nGli enti che promuovono la lingua e la cultura italiana devono impegnarsi a garantire un insegnamento caratterizzato da professionalit\u00e0, qualit\u00e0 e pertinenza dei contenuti dell\u2019insegnamento, considerando, conseguentemente, anche una formazione continua dei docenti.<br \/>\nPer i paesi in cui gli insegnanti di lingua e cultura italiane sono gi\u00e0 presenti, devono essere favorite le loro assunzioni, permettendo in questo modo una continuit\u00e0 didattica nel tempo e agevolando i rapporti con le istituzioni e le autorit\u00e0 delle nazioni ospitanti. Tali persone, infatti, oltre ad avere le necessarie competenze per un\u2019efficace trasmissione della lingua italiana, conoscono anche la realt\u00e0, la cultura e l\u2019idioma del paese in cui vivono. Ci\u00f2 permetterebbe un conseguente e notevole risparmio allo Stato italiano, in quanto lo solleverebbe dal costo degli onerosi assegni di trasferta che vengono pagati agli insegnanti ministeriali e produrrebbe inoltre un duplice vantaggio: 1) poter inviare insegnanti MAE nei luoghi dove non sono ancora presenti; 2) formare insegnanti locali mediante corsi professionali gi\u00e0 esistenti con l\u2019aggiunta di stage e corsi di aggiornamento in Italia per periodi di tempo determinati, che diano loro le qualifiche necessarie per poter insegnare la lingua e la cultura italiane nei loro paesi di residenza. L\u2019insegnamento della lingua e cultura italiana deve infatti essere adeguato alle varie realt\u00e0 presenti. Il materiale didattico deve rispecchiare le esigenze e le peculiarit\u00e0 dei contesti locali a cui saranno rivolti. Si ritiene per questo opportuno avviare dei processi di integrazione e di collaborazione tra i responsabili dei progetti formativi in Italia e quelli all\u2019estero.<br \/>\nDa ultimo si fa notare come anche un abbattimento delle tasse d\u2019importazione per i libri di testo favorirebbe una maggiore diffusione dell\u2019italianit\u00e0 nel mondo.<br \/>\nc. Un ripensamento del ruolo del lettorato: verso una riforma<br \/>\nA quanto sopra affermato si aggiunge la proposta di sostituzione del ruolo del Lettore MAE con personale qualificato reclutato a livello locale, tenendo conto della spesa che questo personale comporta per lo Stato e delle difficolt\u00e0 che gli insegnanti MAE incontrano talvolta andando all\u2019estero, senza un\u2019adeguata conoscenza della lingua e della cultura ospitante. Inoltre, proponiamo l\u2019istituzione di criteri di selezione mirati a integrare la promozione dell\u2019ITALIA nella realt\u00e0 locale del paese in cui si opera.<br \/>\nd. La diffusione e la socializzazione alle nuove tecnologie<br \/>\nFavorire l\u2019utilizzo di nuove tecnologie nell\u2019insegnamento in quanto mezzo valido all\u2019apprendimento a distanza attraverso progetti mirati, senza tuttavia sostituire la figura del docente in quanto soggetto centrale e imprescindibile di trasmissione diretta dell\u2019italianit\u00e0.<br \/>\nCreare, al contempo, una rete di informazione per permettere lo scambio, la condivisione di progetti. \u00c8 necessario, quindi, valorizzare i siti web per permettere scambi, confronti e arricchimenti tra istituzioni, operatori e principali attori individuali e collettivi.<br \/>\ne. Verso un ripensamento del ruolo degli Istituti di cultura<br \/>\nTenendo conto delle nuove forme di migrazione, non pi\u00f9 sintetizzabili con il semplice termine di emigrazione, la diffusione della cultura italiana all\u2019estero non dovrebbe essere appannaggio delle sole istituzioni. L\u2019obiettivo principale \u00e8 quello di attirare pubblici diversi, soprattutto giovani e suscitare la voglia degli italiani all\u2019estero di partecipare alle attivit\u00e0 proposte. Creare un legame pi\u00f9 stretto tra la cultura italiana e la cultura del territorio in cui operano gli IIC. Il MAE, in questa ipotesi, dovrebbe coordinare, dall\u2019alto, approvando e sostenendo economicamente i diversi progetti linguistici e culturali proposti da chi lavora nel settore e conosce bene gli attori locali e le problematiche di ogni citt\u00e0, provincia o regione. Gli Istituti di Cultura, in questo disegno, costituirebbero gli ideali mediatori nel dialogo costante con il Ministero.<br \/>\nf. La promozione culturale<br \/>\nSi sottolinea che la Costituzione (Art. 6) e la legge italiana riconoscono e tutelano le minoranze linguistiche e culturali presenti sul territorio nazionale (sardo, friulano, sloveno&#8230;). Risulta, di conseguenza, importante proteggere, aiutare e sostenere all\u2019estero anche la cultura e la lingua degli emigranti, cittadini italiani, appartenenti a tali minoranze linguistiche e culturali. Tutelando cos\u00ec anche le varie sfaccettature dell\u2019essere italiano.<br \/>\nUn altro nodo fondamentale della diffusione della cultura italiana \u00e8 rappresentato dai mass media. A partire da tale consapevolezza, si propone che venga ampliata la diffusione di programmi televisivi italiani gratuiti, in quanto il linguaggio televisivo \u00e8 oggi sempre pi\u00f9 uno specchio dell\u2019evoluzione culturale e linguistica, diventando per molti italiani &#8211; soprattutto per coloro che non hanno la possibilit\u00e0 di visitare frequentemente il Belpaese a causa delle distanze &#8211; un vero e proprio corso di aggiornamento non solo linguistico, ma anche culturale.<br \/>\nSi propone inoltre l\u2019abbassamento dei costi dei corsi di lingua italiana, offerti dagli istituti di cultura e dalla Dante Alighieri.<br \/>\nL\u2019espressione della cultura italiana non si definisce, ovviamente, soltanto attraverso la lingua, essa comprende infatti anche altre forme espressive, quali: lo sport, la musica, l\u2019artigianato, le arti, il volontariato, le professione ecc.<br \/>\nInvitiamo pertanto all\u2019uso delle nostre strutture in tali campi per favorire questi interscambi, che avrebbero lo scopo facilitare l\u2019apprendimento della lingua e della cultura, come pure lo scambio di abilit\u00e0 e competenze, sempre in termini di reciprocit\u00e0.<br \/>\ng. La mobilit\u00e0 degli studenti<br \/>\nSemplificare i percorsi degli studenti progettando iter burocratici pi\u00f9 chiari e sicuri. Ci\u00f2 significa: il riconoscimento dei titoli di studio, l\u2019equipollenza dei crediti universitari, la convalida degli esami.<br \/>\nQuesto implica altres\u00ec il favorire la partecipazione a: tirocini, soggiorni linguistici, stage e workshop in Italia. Occorre inoltre incrementare gli scambi culturali, quali SOCRATES, ERASMUS, COMENIUS, LEONARDO, LINGUA OVERSEAS ecc., con tutti i paesi stranieri, soprattutto con paesi ove questi programmi non sono ancora previsti, in modo da garantire a tutti le stesse possibilit\u00e0 educative, come prevede del resto l\u2019Articolo 34 della Costituzione Italiana.<br \/>\nIV. Per una nuova storia dell\u2019emigrazione italiana<br \/>\nNonostante siano tempi difficili siamo sicuri di essere di fronte all\u2019inizio di un delicato momento storico di Rinascimento dell\u2019emigrazione dal punto di vista culturale ed economico.<br \/>\nChiudere una pagina storica dell\u2019emigrazione e rifiutare forse irreparabilmente il dialogo con i giovani che vivono all\u2019estero dimostra che per comprendere il presente basta guardare alla storia per rendersi conto che gli antichi avevano ragione nel percepire l\u2019espansione come motore della crescita economica, umana, culturale, spirituale, linguistica ecc.<br \/>\n\u00c8 riduttivo, oltre ad essere paradossalmente contro la storia e la tradizione italiana, avere l\u2019idea che l\u2019Italia \u00e8 soltanto un pezzettino di terra a forma di stivale. Il vero confine di un paese \u00e8 quello delineato dalla sua influenza culturale: l\u2019Italia, dunque, non \u00e8 solo in Italia.<br \/>\n\u00c8 nostro dovere di cittadini italiani all\u2019estero essere protagonisti attivi di questa rinascita attraverso l\u2019attualizzazione e il rinnovamento di una cultura costruita da milioni e milioni di mani, di menti e di cuori diffusi da secoli in tutto il mondo&quot;. <\/p>\n<p>__________________<\/p>\n<p>COMMISSIONE PARTECIPAZIONE E RAPPRESENTANZA: IL DOCUMENTO FINALE <\/p>\n<p>Essere coinvolti, sempre, e dall\u2019interno degli organismi di rappresentanza che, d\u2019altro canto, da anni vedono nei giovani il loro futuro. \u00c8 quanto emerge dal documento finale del gruppo di lavoro sulla &quot;Partecipazione e rappresentanza&quot; riunitosi nell\u2019ambito della I Conferenza mondiale dei giovani italiani nel mondo, conclusa oggi pomeriggio alla Fao. Tra le richieste dei delegati quella di assegnare il 30% dei posti da consigliere nei Comites a chi ha meno di 35 anni e di prevedere la partecipazione di tre giovani (uno per area) alle assemblee del Cgie. Nel documento anche un paragrafo dedicato alla situazione dei giovani italiani in Sud Africa. Ne pubblichiamo di seguito il testo integrale.<br \/>\n&quot;I giovani italiani nel mondo hanno tenuto la loro prima conferenza mondiale a Roma e \u2013 nel 60\u00b0 anniversario della dichiarazione universale dei diritti umani \u2013 hanno riflettuto e dibattuto il tema \u201cpartecipazione e rappresentanza\u201d e hanno prodotto il seguente documento nella prospettiva che questa prima conferenza abbia un seguito positivo.<br \/>\n1. La realt\u00e0 dei giovani<br \/>\nSono pi\u00f9 di 2 milioni i giovani italiani nel mondo al di sotto dei 35 anni. Essi rappresentano il 54% di tutti i residenti italiani all\u2019estero. Di questi giovani 1,4 milioni hanno tra i 18 e i 34 anni e 1,3 milioni sono nati all\u2019estero (dati Aire, aprile 2008).<br \/>\nAl di l\u00e0 della consistenza numerica i giovani italiani nel mondo portano con s\u00e9 una maniera specifica di vivere l\u2019italianit\u00e0 in un mondo di relazioni sempre pi\u00f9 interculturali ed aperte, manifestano valori e sensibilit\u00e0 proprie come la solidariet\u00e0, il volontariato, la preparazione e la competenza professionale, sono disponibili al confronto e alla comprensione di posizioni diverse anche perch\u00e9 vivono sulla loro pelle le diversit\u00e0 geografiche, sociali, economiche e culturali dei vari paesi di residenza.<br \/>\nI giovani sono particolarmente sensibili alla moltiplicazione di immagini stereotipate e false che, in Italia, stigmatizzano la storia e la realt\u00e0 dell\u2019emigrazione e che, all\u2019estero, li etichettano in maniera semplicistica e spesso offensiva.<br \/>\nPer contrastare tali generalizzazioni fuorvianti \u00e8 necessario promuovere tutte quelle iniziative di ricerca, inchiesta, studio, analisi, che facciano conoscere la vera faccia del giovane italiano nel mondo.<br \/>\nInfatti, avvicinando correttamente il mondo italiano fuori dall\u2019Italia non si pu\u00f2 non scoprire una realt\u00e0 umana, dedita al lavoro e cosciente di essere una risorsa economica, culturale e scientifica sia per il Paese di residenza che per il Paese di origine.<br \/>\n2. La partecipazione<br \/>\nPer partecipazione, i giovani italiani nel mondo intendono tutte quelle capacit\u00e0, quei momenti e quei luoghi dove poter condividere valori ed iniziative comuni, in modo da creare, sostenere e rinforzare i legami tra i connazionali all\u2019estero, non perdere il contatto e le relazioni con l\u2019Italia ed operare attivamente nei Paesi di residenza.<br \/>\nStoricamente, le comunit\u00e0 italiane nel mondo hanno esplicitato la loro partecipazione all\u2019identit\u00e0 italiana creando vari tipi di associazioni come risposta alle esigenze e alle sfide del momento. Sono nate e si sono diffuse, allora, le societ\u00e0 di mutuo soccorso, le missioni cattoliche, i patronati, le associazioni regionali, quelle culturali, ricreative e sportive.<br \/>\nI giovani italiani nel mondo riconoscono l\u2019importanza delle associazioni per l\u2019esercizio concreto della partecipazione e si impegnano a contribuire al loro necessario rinnovamento.<br \/>\nAllo stesso tempo, i giovani riconoscono che certe forme associative non rispondono pi\u00f9 alle loro esigenze ed attese e promuovono nuove forme associative pi\u00f9 rispondenti ai tempi. In quest\u2019ottica, nuovi esempi di aggregazione travalicano il territorio di un solo Paese creando reti transnazionali.<br \/>\nMolte associazioni, soprattutto quelle create da giovani per i giovani, superano la logica della mono-appartenenza regionale o nazionale per aprirsi non solo agli italofili ma anche che agli italofoni, a chi ama o ha interesse a sviluppare relazioni con l\u2019Italia indipendentemente dal Paese di appartenenza e dalla lingua parlata.<br \/>\nInfine, i giovani italiani nel mondo sono coscienti della difficolt\u00e0 di allargare la partecipazione, coinvolgendo altri giovani italiani, oriundi o simpatizzanti nelle diverse iniziative di condivisione dell\u2019italianit\u00e0. E\u2019 questa la ragione delle seguenti proposte.<br \/>\n2.1 Le proposte per partecipare<br \/>\nRiconoscendo il valore dell\u2019associazionismo, la sua fondamentale libert\u00e0 e base volontaria; consapevoli che l\u2019associazionismo e le nuove aggregazioni non possono raggiungere tutta la realt\u00e0 italiana all\u2019estero; coscienti che non esistono ricette pre-confezionate per allargare le maglie della partecipazione, i giovani ribadiscono la necessit\u00e0 di rafforzare la realt\u00e0 delle associazioni che operano in favore della comunit\u00e0 con le seguenti proposte:<br \/>\n&#8211; facilitare l\u2019incontro e lo scambio tra migranti di prima e di successive generazioni e con le nuove forme di mobilit\u00e0;<br \/>\n&#8211; procedere, con il coinvolgimento di Stato, Regioni, CGIE e Comites, ad un rilevamento delle realt\u00e0 associative e delle nuove forme di aggregazione; all\u2019analisi critica dei dati del rilevamento e alla loro diffusione;<br \/>\n&#8211; cercare contenuti ed obiettivi pi\u00f9 attuali in modo da facilitare l\u2019ingresso dei giovani nelle associazioni, come:<br \/>\n&#8211; favorire iniziative associative in collegamento con le realt\u00e0 locali dei paesi di residenza;<br \/>\n&#8211; organizzare attivit\u00e0 di animazione con i pi\u00f9 piccoli per mantenere vivo il senso di italianit\u00e0 e di educazione all\u2019apertura interculturale;<br \/>\n&#8211; promuovere nuove forme di aggregazione, capaci di rispondere alle esigenze dei giovani in ambito culturale, musicale, gastronomico, informativo e formativo, professionale, tecnologico e sportivo (coinvolgendo, per esempio, il CONI, le Camere di commercio, gli Istituti italiani di cultura);<br \/>\n&#8211; rafforzare scambi universitari, corsi di formazione (anche per gestire le associazioni), stages e tirocini, corsi popolari di lingua e cultura italiana, anche in chiave di valorizzare le lingue minoritarie;<br \/>\n&#8211; modificare la legge 383\/2000 sulle associazioni di promozione sociale per estenderla anche alle associazioni italiane nel mondo.<br \/>\n3. La rappresentanza<br \/>\nPer permettere ad ogni componente sociale di portare il suo specifico contributo alla &quot;res publica&quot; e al perseguimento del &quot;bene comune&quot;, \u00e8 opportuno che ogni attore \u2013 istituzioni, organismi ufficiali di rappresentanza, organizzazioni universitarie, associazioni storiche e nuove aggregazioni giovanili \u2013 riconosca e accetti i rispettivi ruoli e competenze senza alcuna prevaricazione.<br \/>\nInfatti, ogni esperienza di partecipazione attiva richiede necessarie forme di riconoscimento sia a livello del Paese di residenza che a livello di rapporti con l\u2019Italia. Tra le diverse forme di riconoscimento c\u2019\u00e8 la possibilit\u00e0 di &quot;rappresentanza istituzionale&quot;, integrando &#8211; come giovani &#8211; gli attuali istituti (comites, cgie, rappresentanza parlamentare, consulte regionali).<br \/>\nAd ogni modo, \u00e8 utile ribadire che l\u2019esistenza di Comites e CGIE, l\u2019ottenimento dell\u2019esercizio di voto in loco da parte degli Italiani nel mondo, la successiva elezione di parlamentari nella circoscrizione estero non sono la conclusione del processo partecipativo e di rappresentanza per quanti, soprattutto giovani, non vogliono delegare ad altri la gestione dei problemi sociali, educativi e culturali della comunit\u00e0 italiana nel mondo. In quest\u2019ottica, le seguenti proposte cercano di promuovere una maggiore presenza giovanile, anche nella prospettiva delle annunciate riforme di tali organi di rappresentanza.<br \/>\n3.1 Le proposte per esserci<br \/>\n&#8211; tramite i Comites e Consolati di riferimento prendere contatto con tutti i giovani della circoscrizione per coinvolgerli nel processo di comunicazione dei risultati della prima conferenza e stimolarne la possibile partecipazione alle iniziative;<br \/>\n&#8211; qualora non fossero gi\u00e0 presenti, istituire &quot;commissioni giovani&quot; organiche ai Comites, composte da persone (dai 18 ai 35 anni) residenti nella circoscrizione, rappresentative delle realt\u00e0 associative e delle nuove forme aggregative di giovani, scelte con criteri oggettivi, trasparenti e pubblici;<br \/>\n&#8211; i coordinatori delle suddette &quot;commissioni giovani&quot; cercheranno le migliori forme di collegamento sia a livello nazionale (sull\u2019esempio degli intercomites) che a livello continentale: Europa e Nord Africa; America Latina e Area anglofona extraeuropea (secondo la divisione seguita dal CGIE);<br \/>\n&#8211; nella prospettiva della modifica della legge 286\/2003 sui Comites, introdurre la &quot;quota giovani&quot; (18-35 anni), in misura non inferiore al 30% nella composizione delle liste per l\u2019elezione dei Comites;<br \/>\n&#8211; attribuire un carattere vincolante ai pareri espressi dai Comites circa gli interventi dei consolati di riferimento;<br \/>\n&#8211; favorire il riconoscimento e le iniziative dei Comites presso le diverse realt\u00e0 locali dei Paesi di residenza;<br \/>\n&#8211; richiedere al CGIE che inviti almeno tre giovani (uno per area geografica, a rotazione e con criteri oggettivi, trasparenti e pubblici) a partecipare ai lavori del CGIE, del Comitato di Presidenza, delle Commissioni per le aree Continentali e delle Commissioni di lavoro, fino alla riforma della legge istitutiva del CGIE;<br \/>\n&#8211; chiedere alle Regioni che non lo fanno di nominare consultori giovani all\u2019estero;<br \/>\n&#8211; mantenere e difendere il diritto di voto in loco all\u2019estero anche dopo la prevista riforma dell\u2019assetto istituzionale dell\u2019Italia;<br \/>\n&#8211; nell\u2019organizzare le prossime tornate elettorali garantire una omogenea e corretta informazione dei cittadini sulle modalit\u00e0 di voto, utilizzando anche i media locali e l\u2019uso delle lingue locali per una migliore comprensione delle informazioni;<br \/>\n&#8211; proporre la rappresentanza degli italiani all\u2019estero nell\u2019elezione del parlamento europeo;<br \/>\n&#8211; chiedere al ministero della giovent\u00f9 di costituire un &quot;dipartimento giovani estero&quot; nel quadro dell\u2019Agenzia nazionale per i Giovani (ANG) in modo da poter garantire le risorse per il collegamento e l\u2019informazione (blog, newsletter telematica, bollettini di collegamento) dei giovani italiani nel mondo;<br \/>\n&#8211; chiedere al ministero della giovent\u00f9 di poter partecipare come giovani italiani nel mondo alla costituzione di un &quot;Consiglio Giovane Estero&quot; sull\u2019esempio del Consiglio Nazionale Giovani;<br \/>\n&#8211; si propone di costituire alla fine della prima conferenza dei giovani una forma provvisoria di &quot;coordinamento giovani&quot; (con rappresentanti delle 3 aree continentali) per accompagnare, in collegamento con le autorit\u00e0 competenti, gli sviluppi di questa conferenza, in modo da preparare i futuri incontri che riteniamo debbano realizzarsi ogni biennio.<br \/>\nAlla fine di questo documento, che abbiamo voluto il pi\u00f9 possibile propositivo, non possiamo non denunciare alcune situazioni che, a nostro parere, sono chiaramente in contraddizione con la volont\u00e0 di partecipazione e di rappresentanza che ha animato il nostro gruppo tematico durante tutto lo svolgimento della Conferenza.<br \/>\nIn primo luogo denunciamo le forme di nepotismo e la mancanza di trasparenza e di oggettivit\u00e0 dei criteri che hanno guidato alcuni Comites nella scelta dei partecipanti a questa conferenza.<br \/>\nIn secondo luogo, dopo le elezioni, auspichiamo che i parlamentari eletti all\u2019estero si rendano presenti nei Paesi delle loro circoscrizioni elettorali, in modo da evitare le carenze denunciate dal documento qui allegato.<br \/>\nIn terzo luogo, denunciamo la situazione di &quot;cittadinanza negata&quot; a numerosi italiani, specie in America Latina, che attendono da mesi una risposta dai loro consolati di riferimento.<br \/>\nIn caso specifico Sud Africa<br \/>\nIn caso specifico noi in Sud Africa abbiamo veramente a cuore la tematica di partecipazione e rappresentanza. La situazione per gli italiani in Sud Africa \u00e8 un problema che ha bisogno di massima attenzione. Per quanto riguarda la rappresentanza, sia locale che internazionale, gli italiani in Sud Africa si sentono o sotto rappresentati o completamente dimenticati.<br \/>\nGli italiani in Sud Africa non hanno nessun rappresentante parlamentare, sia a livello locale che a livello nazionale. Vista tale mancanza, \u00e8 importante mantenere il nostro legame con l\u2019Italia attraverso il nostro Comites e il Cgie provando ad inserire pi\u00f9 giovani possibile. Il nostro futuro in Sud Africa non \u00e8 garantito e quindi abbiamo bisogno che l\u2019Italia non si dimentica di noi.<br \/>\nPur avendo dei rappresentanti parlamentari che abbiamo votato, ci rendiamo conto che in tre anni (dal 2006 ad oggi &#8211; ndr) non abbiamo mai avuto la possibilit\u00e0 di comunicare con loro o di incontrarli e quindi non sono rappresentativi per il Sud Africa. Questo per noi \u00e8 un grande disagio perch\u00e9 la nostra realt\u00e0 consiste nel pensare addirittura alla nostra sopravvivenza e quindi abbiamo bisogno della vostra attenzione particolare per risolverla&quot;.<\/p>\n<p>__________________<\/p>\n<p>COMMISSIONE INFORMAZIONE E COMUNICAZIONE: IL DOCUMENTO FINALE <\/p>\n<p>Un\u2019informazione a 360\u00b0, che li aggiorni sull\u2019Italia e che al tempo stesso sia attenta alle loro esigenze, che passi attraverso i nuovi mezzi di comunicazione telematici, ma anche in tv. In una parola, un\u2019informazione che coinvolga i giovani come fruitori delle notizie, ma anche come protagonisti delle stesse. Questo in sintesi quanto riportato nel documento finale dal gruppo tematico &quot;Informazione e Comunicazione&quot; nella I Conferenza mondiale dei giovani italiani nel mondo, conclusa oggi alla Fao.<br \/>\nDi seguito il testo integrale del documento.<br \/>\n&quot;L\u2019informazione \u00e8 un diritto. \u00c8 lo strumento necessario per la crescita e lo sviluppo di ogni democrazia. In particolare, riteniamo che conoscere ci\u00f2 che accade in Italia per gli italiani all\u2019estero e far conoscere in Italia come vivono gli italiani nelle diverse comunit\u00e0 nel mondo sia un diritto irrinunciabile che qui vogliamo riaffermare con forza. Solo attraverso l\u2019informazione, la comunicazione e, quindi, la conoscenza \u00e8 possibile tutelare e alimentare il sentimento di italianit\u00e0 nel mondo e dare un senso alle radici che ci legano in modo cos\u00ec profondo.<br \/>\nRiteniamo, quindi, che vadano razionalizzati e resi pi\u00f9 efficaci gli strumenti di informazione esistenti oggi per gli italiani all\u2019estero e valorizzate le esperienze migliori, vengano esse dalle comunit\u00e0 fuori dall\u2019Italia o da singole Regioni italiane. A questo proposito, chiediamo sin d\u2019ora una maggiore trasparenza nell\u2019utilizzo dei contributi ai giornali italiani nel mondo.<br \/>\nIn un difficile momento per la congiuntura economica internazionale, di sacrifici per la spesa pubblica di tutti i paesi e dell\u2019Italia in particolare, di gravi difficolt\u00e0 e di ripensamento per il sistema dell\u2019informazione nel mondo, crediamo che i criteri di assegnazione non possano pi\u00f9 prescindere da parametri oggettivi e dalla verifica degli obiettivi raggiunti.<br \/>\nIn particolare, essendo quello delle nuove tecnologie e dell\u2019informazione via Internet un processo mondiale irreversibile, chiediamo che il riparto delle sovvenzioni tenga conto di questa nuova realt\u00e0. Inoltre, la scommessa per il futuro del &quot;Villaggio Globale Italia&quot; nel mondo deve fare leva sui giovani pi\u00f9 di quanto non accada oggi, siano essi di prima, seconda o terza generazione. \u00c8 fondamentale, quindi, far giungere le informazioni nel modo a loro pi\u00f9 naturale, pi\u00f9 semplice ed efficace possibile.<br \/>\nPremesso questo, passiamo alle proposte operative per riempire di contenuti le affermazioni di principio.<br \/>\nIl Ministero degli Affari Esteri ha messo a disposizione dei giovani delegati un blog sul quale discutere i temi che sarebbero stati affrontati nella Prima Conferenza dei Giovani Italiani nel Mondo. \u00c8 stata un\u2019esperienza importante anche se limitata.<br \/>\nChiediamo, quindi, che questo blog possa evolvere in un vero e proprio sito con riconosciuti crismi di ufficialit\u00e0, e che possa, in tempi brevi, trasformarsi nella piattaforma globale per l\u2019informazione e la comunicazione tra tutti i giovani italiani all\u2019estero, ma anche, e soprattutto, in un network sociale dove gli italiani all\u2019estero possano scambiarsi esperienze e tenersi in contatto con altri giovani in Italia. Questo nuovo strumento metter\u00e0 ordine e mapper\u00e0 (con link o rassegne stampa) l\u2019arcipelago di siti e giornali per italiani all\u2019estero oggi esistente, dando cos\u00ec visibilit\u00e0 e mettendo a disposizione di tutti un\u2019importantissima messe di informazioni che spesso vanno disperse.<br \/>\nRiteniamo che il sito debba avere un &quot;amministratore&quot; centrale a Roma, a cui facciano riferimento singoli coordinatori per continente, ai quali, a loro volta, faranno capo i responsabili per nazione. Le redazioni nazionali provvederanno a reclutare giornalisti tra gli italiani che lavorano e vivono in quella nazione, che scriveranno in maniera volontaria i loro contributi.<br \/>\nNaturalmente, ogni singola redazione dovr\u00e0 verificare e garantire la veridicit\u00e0 dei contenuti e delle informazioni. Fondamentale \u00e8 che l\u2019informazione sia professionale e mai improvvisata, che faccia riferimento alle singole comunit\u00e0 e ai supporti consolari in loco.<br \/>\nA questo proposito \u00e8 auspicabile che, con il tempo, attorno al sito nascano delle commissioni giovanili, veri e propri club con l\u2019obiettivo di diffondere il sentimento di italianit\u00e0 e l\u2019amore per la lingua italiana all\u2019estero, con base in ogni nazione e che si coordino tra di loro in una confederazione mondiale dei giovani italiani all\u2019estero.<br \/>\nLa lingua ufficiale del sito \u00e8, naturalmente, l\u2019italiano. Le singole commissioni locali decideranno l\u2019opportunit\u00e0 di tradurre parte del sito nella lingua locale qualora ravvisino la necessit\u00e0 di avvicinare italiani di seconda o terza generazione che hanno ormai difficolt\u00e0 ad esprimersi o a documentarsi nella lingua italiana.<br \/>\nI siti stessi, comunque, si faranno promotori della conoscenza della lingua italiana all\u2019estero.<br \/>\nQuesto documento pone particolare enfasi sulle nuove tecnologie, ma ci\u00f2 non significa che debba venire meno la pluralit\u00e0 dell\u2019informazione, soprattutto cartacea, televisiva e radiofonica. Siamo consapevoli dell\u2019importante ruolo giocato fino ad oggi dai quotidiani e dai periodici in lingua italiana all\u2019estero, temiamo per\u00f2 che le nuove frontiere dell\u2019informazione li possano spingere su un binario morto e questo potrebbe avere un riflesso negativo per la diffusione dell\u2019italianit\u00e0 nel mondo.<br \/>\nRiteniamo che il sito dei giovani italiani all\u2019estero debba produrre anche materiali in pdf, che possano essere stampati se le redazioni locali lo riterranno necessario, sia per fornire informazioni a persone che non hanno familiarit\u00e0 con le nuove tecnologie e con Internet, sia per raccogliere pubblicit\u00e0 che possa contribuire ad auto-finanziare l\u2019attivit\u00e0 di informazione.<br \/>\nPer quanto riguarda i contenuti sia del sito, sia dei giornali cartacei esistenti, ma anche della televisione e delle radio, fondamentale \u00e8 un ripensamento che tenga conto delle esigenze dei giovani: attualit\u00e0, lavoro, associazionismo, regionalit\u00e0, politica restano i temi fondamentali per la diffusione dell\u2019italianit\u00e0 nel mondo, ma riteniamo opportuno che vengano sviluppate tematiche &quot;pi\u00f9 giovanili&quot;, vicine al mondo della cultura, della letteratura, della musica, dello spettacolo e dello sport.<br \/>\nL\u2019informazione deve anche tenere conto della multiculturalit\u00e0 degli italiani all\u2019estero e, quindi, delle specificit\u00e0 delle comunit\u00e0 nei singoli Paesi (es. italo-canadesi, italo-brasiliani, italo-belgi, ecc.). Perch\u00e9 questo, in un mondo globalizzato, \u00e8 un elemento che arricchisce e che consente di far diventare patrimonio italiano anche le esperienze degli italiani all\u2019estero.<br \/>\nQuesto ci consente di aprire una parentesi speciale sul tema dei contenuti della televisione di Stato, in particolare di Rai International. Chiediamo, sin d\u2019ora, che sia possibile attivare un contatto diretto e continuativo con la Rai dedicata agli italiani all\u2019estero per poter partecipare, anche solo a livello di consigli, alla creazione di palinsesti pi\u00f9 vicini alle esigenze di informazione e di conoscenza delle comunit\u00e0 italiane nel mondo. Sarebbe auspicabile che, periodicamente, venisse messo a disposizione di tutti, via Internet, un questionario per fornire suggerimenti e giudizi sui programmi di Rai International.<br \/>\nChiediamo, inoltre, che si riducano i tempi per la creazione (gi\u00e0 in corso d\u2019opera) di due-tre reti di Rai International: una dedicata allo sport, una all news e l\u2019altra particolarmente attenta alla cultura, alla societ\u00e0 italiana e alle esperienze degli italiani nel mondo. Chiediamo, inoltre, che vengano &quot;messe in chiaro&quot; le frequenze di Rai International anche per gli italiani d\u2019Europa. Che la Rai aumenti i contenuti messi a disposizione su Internet. Che Rai International sia visibile via internet in streaming. Che la Rai, in questo suo sforzo di comprensione dei &quot;diversi&quot; mondi degli italiani all\u2019estero, dia la possibilit\u00e0 alle comunit\u00e0 locali di contribuire alla formazione dei palinsesti con materiali e informazioni prodotte volontariamente in loco.<br \/>\nChiediamo, inoltre, che anche Radio Rai possa diventare uno strumento per promuovere l\u2019italianit\u00e0 all\u2019estero. La radio resta un ottimo strumento di penetrazione anche nelle aree pi\u00f9 lontane del mondo ed \u00e8 la migliore palestra per esercitare e facilitare la conoscenza e l\u2019uso della lingua italiana all\u2019estero.<br \/>\nVorremo concludere sottolineando che queste proposte provengono da giovani. E che per i giovani gli strumenti pi\u00f9 efficaci per apprendere, per esprimersi e per comprendersi sono lo spettacolo, la cultura e lo sport.<br \/>\nSe anche gli italiani all\u2019estero potessero avere facile accesso a questi mondi (spettacolo, cultura e sport) italiani, con interscambi, magari anche con semplici stage, nei programmi della televisione di Stato o in progetti finanziati con denaro pubblico, questo potrebbe dimostrarsi uno strumento rivoluzionario e moderno di far sentire i giovani italiani sparsi per il mondo italiani di serie A a tutti gli effetti. Contribuirebbe, certamente, allo sviluppo di un social network giovanile in tutto il globo. E consentirebbe di riportare in patria capacit\u00e0 artistiche affinate fondendo l\u2019italianit\u00e0 con le culture delle nazioni in cui molti giovani italiani si trovano a vivere.<br \/>\nProponiamo, infine, che in breve tempo venga individuato un referente, presso il ministero degli Affari Esteri, a cui venga delegato il dialogo con i giovani italiani all\u2019estero sulla base di questi propositi per il futuro&quot;.<\/p>\n<p>www.aise.it<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>6254-conferenza-dei-giovani-allestero-i-documenti-finali<\/p>\n<p>6990<\/p>\n<p>EmiNews 2008<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>20081213 20:07:00 redazione-IT &#8211; COMMISSIONE &quot;MULTICULTURALISMO E IDENTIT\u00c0 ITALIANA&quot;: IL DOCUMENTO FINALE &#8211; SINTESI DELLA DISCUSSIONE DELLA COMMISSIONE &quot;MONDO DEL LAVORO E LAVORO NEL MONDO&quot; <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=22528\" title=\"6254 CONFERENZA DEI GIOVANI ALL&#039;ESTERO: I DOCUMENTI FINALI\">[&#8230;]<\/a><\/p>\n<\/div>","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[108],"tags":[],"class_list":["post-22528","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-eminews-2008"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.4 - 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