{"id":22439,"date":"2007-06-07T00:00:00","date_gmt":"2007-06-07T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=22439"},"modified":"2007-06-07T00:00:00","modified_gmt":"2007-06-07T00:00:00","slug":"2601-il-discorso-di-fine-anno-del-presidente-della-repubblica-napolitano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=22439","title":{"rendered":"2601 IL DISCORSO DI FINE ANNO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA NAPOLITANO"},"content":{"rendered":"<p>20061231 22:00:00 webmaster<\/p>\n<p>Il testo integrale del discorso del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano<\/p>\n<p>A voi che mi ascoltate, e a tutti gli italiani, in patria e all&#8217; estero il pi\u00f9 cordiale augurio di Buon Anno. \u00c8 un augurio che vi rivolgo per la prima volta da Presidente della Repubblica. Rivivo la lontana emozione del mio incontro con la politica nell&#8217; Italia appena rinata alla democrazia. E colgo l&#8217; occasione per dirvi dunque brevemente dell&#8217; esperienza che sto compiendo da alcuni mesi e dei problemi con cui mi sono misurato. Mi sono stati gi\u00e0 affidati nel passato delicati incarichi nelle istituzioni italiane ed europee.Ma sto ora verificando quanto sia pi\u00f9 complessa e impegnativa la responsabilit\u00e0 che la nostra Costituzione attribuisce al Capo dello Stato. Interpretare ed esprimere, con passione civile e con assoluta imparzialit\u00e0, sentimenti e valori condivisi, esigenze e bisogni che riflettono l&#8217; interesse generale del paese. E guardare sempre all&#8217; unit\u00e0 nazionale come bene primario da tutelare e consolidare.<\/p>\n<p>A questo pi\u00f9 alto incarico sono stato chiamato all&#8217; indomani di un voto che ha visto gli elettori dividersi in due parti quasi uguali, tra loro nettamente contrapposte. Le diversit\u00e0, anche radicali, degli orientamenti e dei programmi, e quindi l&#8217; asprezza dei contrasti, non possono preoccupare perch\u00e8 fanno naturalmente parte della competizione democratica. E non cancellano tutto quel che ci unisce come italiani. Ma forte \u00e8 il bisogno di un clima pi\u00f9 sereno e costruttivo.<\/p>\n<p>Ho creduto e credo di doverlo dire. Se la politica diventa un continuo gridare, un gareggiare a chi alza di pi\u00f9 i toni, uno scontrarsi su tutto, su ogni questione, in ogni momento, ne soffrono le istituzioni, a cominciare dal Parlamento, e ne soffre il rapporto con i cittadini. Quando nel frastuono generale non si possono nemmeno pi\u00f9 cogliere bene le diverse posizioni e proposte, allora molti finiscono per allontanarsi non da questo o da quel partito, ma dalla politica. E invece, attenzione. <\/p>\n<p>A chi mi ascolta, e a tutti gli italiani, vorrei dire: non allontanatevi dalla politica. Partecipatevi in tutti i modi possibili, portatevi forze e idee pi\u00f9 giovani. Contribuite a rinnovarla, a migliorarla culturalmente e moralmente. Lessi molti anni fa e non ho mai dimenticato le parole della lettera che un condannato a morte della Resistenza, un giovane di 19 anni, scrisse alla madre: ci hanno fatto credere che &quot;la politica \u00e8 sporcizia&quot; o \u00e8 &quot;lavoro di specialisti&quot;, e invece &quot;la cosa pubblica siamo noi stessi&quot;. Quelle parole sono ancora attuali: non ci si pu\u00f2 rinchiudere nel proprio orizzonte personale e privato, solo dalla politica possono venire le scelte generali di cui ha bisogno la collettivit\u00e0, e la partecipazione dei cittadini \u00e8 indispensabile affinch\u00e8 quelle scelte corrispondano al bene comune. Ma a questo fine \u00e8 importante che vi sia pi\u00f9 dialogo, pi\u00f9 ascolto reciproco, tra gli opposti schieramenti. Non abbracci confusi, ma nemmeno guerre come tra nemici piuttosto che polemiche tra avversari.<\/p>\n<p>\u00c8 questo l&#8217; appello che ho rivolto e che continuo testardamente a rivolgere ai protagonisti della vita politica, interpretando, credo, il comune sentire dei cittadini. Quel che auspico \u00e8 lo stesso clima consolidatosi, nella politica e nelle istituzioni, in grandi paesi democratici. \u00c8 possibile che ci sia anche da noi, confido che ci si arriver\u00e0. Attraverso un confronto costruttivo si potranno ricercare &#8211; e questo, in sostanza, \u00e8 ci\u00f2 che preme a tutti noi &#8211; le soluzioni migliori ai problemi pi\u00f9 gravi del paese. Ne citer\u00f2 qualcuno che sento di pi\u00f9. Innanzitutto quello di far crescere e progredire l&#8217; Italia nel suo insieme. Le difficolt\u00e0 non sono poche, lo sappiamo: dobbiamo alleggerirci del pesante debito pubblico accumulato nei decenni scorsi, e ci\u00f2 richiede seri sforzi per dare priorit\u00e0 all&#8217; interesse generale. Dobbiamo riuscirci non solo per rispettare i nostri impegni con l&#8217; Europa, ma per porre su fondamenta pi\u00f9 solide e sane lo sviluppo del nostro paese. Lo sviluppo, ripeto, dell&#8217; insieme del paese. La sua parte pi\u00f9 dinamica e competitiva merita la massima attenzione per il ruolo trainante che svolge, ma neppure essa pu\u00f2 crescere per proprio conto, con le sue sole forze.<\/p>\n<p>\u00c8 indispensabile una visione unitaria e solidale: non si pu\u00f2 fare a meno del grande potenziale rappresentato dal Mezzogiorno, occorre metterlo a frutto con politiche incisive e coraggiose. E per fortuna, l&#8217; Italia non \u00e8 ferma. Ha gi\u00e0 ripreso a crescere, col contributo determinante di imprenditori che hanno imboccato la strada dell&#8217; innovazione e del rischio del mercato globale; e insieme di tecnici e lavoratori qualificati e aperti al cambiamento, consapevoli che \u00e8 il momento di premiare il merito. Bisogna incoraggiare gli uni e gli altri: guardando con particolare sensibilit\u00e0 a chi lavora in condizioni pesanti e per salari inadeguati, a cominciare dagli operai dell&#8217; industria. E non si pu\u00f2 tollerare la minaccia e la frequenza degli infortuni cui \u00e8 esposta la sicurezza, e addirittura la vita, di troppi occupati, specie di chi, italiano o immigrato, lavora in nero. L&#8217;occupazione \u00e8 in aumento. Ma c&#8217; \u00e8 da creare ancora lavoro per molti giovani e donne, specialmente nel Sud: lavoro alla luce del sole e pienamente riconosciuto nei suoi diritti. \u00c8 questa una delle condizioni principali per realizzare una maggiore coesione sociale e civile, e in particolare per combattere fenomeni di disgregazione e criminalit\u00e0 nelle regioni pi\u00f9 difficili.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 coesione significa anche pi\u00f9 equit\u00e0, meno disparit\u00e0 nei redditi e nelle condizioni di vita, pi\u00f9 vicinanza e sostegno per le persone e le famiglie che versano &#8211; e sono tante &#8211; in penose ristrettezze, e per quelle che sono provate da sofferenze di ogni natura. Pi\u00f9 coesione significa inoltre uno sforzo maggiore per integrare nel sistema dei nostri principi e precetti costituzionali, senza discriminarli o tenerli ai margini, gli stranieri di cui l&#8217; Italia oggi ha certamente bisogno, e di cui \u00e8 stato ed \u00e8 giusto regolare l&#8217; ingresso legale nel nostro paese. Una societ\u00e0 pi\u00f9 giusta, libera e aperta pu\u00f2 anche essere pi\u00f9 sicura, attraverso il richiamo severo, che non deve mancare, al rispetto delle leggi, delle regole, dei doveri. \u00c8 a questo impegno che presiedono con grande dedizione, negli ambiti di rispettiva competenza, le forze dell&#8217; ordine, e la magistratura, alla quale spetta anche contribuire a un pi\u00f9 lineare e rapido corso della giustizia. Sono queste le basi da rafforzare per un nuovo sviluppo del nostro paese, che \u00e8 possibile e non dipende solo da chi ha responsabilit\u00e0 di governo ma dall&#8217; iniziativa e dal contributo di molti.<\/p>\n<p>E ci d\u00e0 fiducia la ricchezza delle risorse umane di cui disponiamo: risorse come quelle della scuola e della ricerca, ingegno creativo e produttivo, e insieme sensibilit\u00e0 e solidariet\u00e0 diffuse, che si esprimono con forza crescente in tante forme, a cominciare dal volontariato, quello delle ragazze e dei ragazzi del Servizio civile che ho da poco incontrato, e quello dell&#8217; associazionismo laico e religioso. E alla vigilia dell&#8217; Anno europeo delle pari opportunit\u00e0 voglio sottolineare come in Italia tra le riserve preziose su cui contare ci sia quella, ancora cos\u00ec poco valorizzata, dei talenti e delle energie femminili. Vedete, ho conosciuto e ascoltato un mese fa a Napoli due donne. La prima, madre di un ragazzo che si stava perdendo nelle trappole della malavita, ci ha raccontato come abbia combattuto per salvarlo, per recuperarlo alla scuola e come ci sia riuscita con l&#8217; aiuto della scuola. La seconda, una giovane che ha studiato con successo giungendo alla laurea e al dottorato, lavora ora a un progetto avanzato di ricerca genetica, per mille euro al mese &#8211; e si considera fortunata -, con un contratto che scade nel maggio prossimo, ma &quot;non ci penso &#8211; ha detto &#8211; perch\u00e8 ho un lavoro bellissimo&quot;. Ecco, due casi cos\u00ec diversi: ma che ci dicono entrambi quale forza morale anima tante donne e pu\u00f2 diventare fattore essenziale di progresso civile e di crescita dell&#8217; economia e della societ\u00e0. In particolare, gli incontri che ho ricordato mi hanno dato ancor pi\u00f9 fiducia nell&#8217; avvenire di Napoli: \u00e8, come sapete, la mia citt\u00e0, ma penso sia cara a tutti gli italiani.<\/p>\n<p>Per raccogliere le energie di cui \u00e8 ricca la societ\u00e0 italiana, indirizzarne e soddisfarne responsabilmente le domande, contrastando particolarismi e chiusure egoistiche, la politica ha bisogno di istituzioni pi\u00f9 riconosciute e pi\u00f9 forti. Si trovi dunque l&#8217;intesa per riformarle, senza toccare il patrimonio dei grandi valori e indirizzi costituzionali. Si concordino con realismo e misura quelle riforme che possono rendere pi\u00f9 chiaro e coerente il ruolo delle autonomie regionali e locali, pi\u00f9 efficace nelle sue decisioni il Parlamento nazionale, supremo fondamento della democrazia repubblicana. E si ricerchi pazientemente l&#8217;accordo su meccanismi elettorali che rendano pi\u00f9 lineare e sicura la formazione delle maggioranze chiamate a governare il paese. Infine, la politica deve guardare non solo all&#8217; Italia d&#8217; oggi, ma al mondo e al suo futuro.<\/p>\n<p>Abbiamo costruito e consolidato la pace nel cuore dell&#8217; Europa, ma c&#8217;\u00e8 ancora pace oltre i suoi confini. In questo momento tragici bagliori ci giungono ancora dall&#8217; Iraq. Sentiamo come minaccia comune le guerre che sconvolgono il Medio Oriente, che insieme con la fame e le malattie attraversano e flagellano l&#8217; Africa, da ultimo ancora una volta in Somalia, e che toccano ancora altre regioni. La comunit\u00e0 internazionale, e in particolare l&#8217; Europa e l&#8217; Italia, non possono assistere inerti a questi conflitti, o a rischio della proliferazione nucleare; sono tenute a fare la loro parte per promuovere pace, stabilit\u00e0, disarmo, sviluppo, per sostenere ovunque la causa dei diritti umani. Perci\u00f2 \u00e8 giusto intensificare le iniziative di cooperazione internazionale e partecipare alle missioni delle Nazioni Unite e dell&#8217; Unione europea in aree di crisi, come quella da poco iniziata in Libano. Ed \u00e8 importante farlo con la carica di professionalit\u00e0 e umanit\u00e0 che contraddistingue le nostre Forze Armate, alle quali anche questa sera esprimo la nostra riconoscenza. Ci sono state decisioni, come quella sull&#8217; ultima missione, prese in Parlamento a larghissima maggioranza: ecco un esempio positivo di intesa tra opposte parti politiche.<\/p>\n<p>Il fenomeno delle crisi pi\u00f9 gravi e delle guerre in diverse parti del mondo si intreccia col fenomeno del terrorismo internazionale, portando in s\u00e8 il pericolo dei fanatismi, delle contrapposizioni radicali, degli scontri di civilt\u00e0. Non possiamo dimenticare quel che l&#8217; Italia ha pagato per il terrorismo di casa nostra, per quel delirio di violenza e per quelle vite stroncate, alla cui memoria dobbiamo ancora rendere omaggio. Ebbene, ci opponiamo con eguale fermezza al terrorismo di matrice fondamentalista che non conosce frontiere. Esso non rappresenta ma divide e minaccia innanzitutto lo stesso Islam. In quanto a noi, perseguiamo non lo scontro ma il dialogo tra le culture e tra le religioni.<\/p>\n<p>Nell&#8217; attuale, contraddittorio quadro mondiale un grande contributo positivo pu\u00f2 venire dall&#8217; Europa. \u00c8 una convinzione, ed \u00e8 un&#8217; aspettativa, che ho sentito esprimere dai Capi di Stato e dalle personalit\u00e0 rappresentative di numerosi paesi, di diversi continenti che ho incontrato in questi mesi. Occorre perci\u00f2 superare resistenze e difficolt\u00e0 che impediscono una pi\u00f9 forte unit\u00e0 e azione europea. Lo diciamo sapendo che anche l&#8217;Italia conter\u00e0 nel mondo che si trasforma sotto i nostri occhi solo se conter\u00e0 di pi\u00f9 l&#8217; Europa. Su questi grandi temi &#8211; la pace, in Terra Santa innanzitutto, tra israeliani e palestinesi; il dialogo con altre civilt\u00e0 e altre fedi, nella distinzione e nel reciproco rispetto; il ruolo dell&#8217; Europa &#8211; colgo una profonda sintonia con la Chiesa cattolica, con le sue espressioni di base, con le sue voci pi\u00f9 alte.<\/p>\n<p>Ne ho tratto conferma dall&#8217; aperto e cordiale incontro del 20 novembre con Papa Benedetto XVI, al quale invio di qui il mio saluto beneaugurante. C&#8217;\u00e8 sintonia nel sollecitare un pi\u00f9 giusto ordine mondiale, un modello di sviluppo globale diverso e pi\u00f9 sobrio, di fronte a un ormai inquietante degrado dell&#8217; ambiente, che minaccia la stessa sopravvivenza umana. Nel discorso indirizzatomi in occasione di quell&#8217; incontro il Pontefice ha voluto richiamare ripetutamente i principi e i valori affermati nella Costituzione italiana. \u00c8 mia convinzione che sia in effetti questo il riferimento essenziale per affrontare nel modo migliore anche i temi pi\u00f9 delicati che oggi ci vengono proposti dagli sviluppi della scienza e dall&#8217; etica, da complesse situazioni sociali e da dolorosi casi umani come quelli che ci hanno di recente turbato e coinvolto.<\/p>\n<p>Alle scelte di cui si riconosca la necessit\u00e0, il Parlamento pu\u00f2 giungere nella sua autonomia attraverso un dialogo sulla vita e un confronto sulla realt\u00e0 della famiglia che portino chiarezza ed evitino fratture. In conclusione, le questioni che si profilano in ogni campo all&#8217; inizio del nuovo anno richiedono un impegno di pi\u00f9 pacata e costruttiva riflessione, un maggior senso del limite e della responsabilit\u00e0. \u00c8 cos\u00ec che potranno essere superate molte difficolt\u00e0, rispetto alle quali un paese come il nostro deve e pu\u00f2 avere fiducia in se stesso. \u00c8 un paese nel quale antiche e profonde sono le radici della civilt\u00e0 dell&#8217; Europa e dell&#8217; Occidente. \u00c8 un paese che pu\u00f2 far leva tanto sulla sua storia quanto sul suo dinamismo, sulla sua capacit\u00e0 di rinnovarsi e migliorarsi.<\/p>\n<p>\u00c8 questo il saluto di Buon Anno che rivolgo dunque a voi tutti, alle vostre famiglie, e in modo particolarmente affettuoso &#8211; anche da nonno, se mi permettete &#8211; ai bambini che vi circondano. Ne incontro molti, al Quirinale e nelle citt\u00e0: e sono sempre una fonte fresca di gioia e di speranza. \u00c8 pensando a loro che dobbiamo saper guardare lontano, saper guardare consapevolmente al futuro. Grazie, e ancora auguri!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>2601-il-discorso-di-fine-anno-del-presidente-della-repubblica-napolitano<\/p>\n<p>3376<\/p>\n<p>EmiNews 2007<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>20061231 22:00:00 webmaster Il testo integrale del discorso del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano A voi che mi ascoltate, e a tutti gli italiani, in <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=22439\" title=\"2601 IL DISCORSO DI FINE ANNO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA NAPOLITANO\">[&#8230;]<\/a><\/p>\n<\/div>","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[80],"tags":[],"class_list":["post-22439","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-eminews-2007"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.5 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\r\n<title>2601 IL DISCORSO DI FINE ANNO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA NAPOLITANO - 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