{"id":22347,"date":"2007-06-07T00:00:00","date_gmt":"2007-06-07T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=22347"},"modified":"2007-06-07T00:00:00","modified_gmt":"2007-06-07T00:00:00","slug":"2729-effetto-serra-dalle-parole-ai-fatti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=22347","title":{"rendered":"2729 EFFETTO SERRA: Dalle parole ai fatti"},"content":{"rendered":"<p>20070206 12:29:00 webmaster<\/p>\n<p>di Massimo Serafini, da &quot;Aprile on line&quot;<\/p>\n<p>Per sapere quali sono i diversi pesi fra efficienza, fonti rinnovabili e fonte di transizione, la prima cosa da decidere \u00e8 quanta energia serve a questo paese per avere servizi energetici adeguati, una societ\u00e0 con una forte coesione sociale, che garantisca a tutti il lavoro e una qualit\u00e0 della vita elevata<\/p>\n<p>Se non ora quando agire e passare dalle parole ai fatti. Ora, che si susseguono gli allarmi della comunit\u00e0 scientifica per il clima che cambia. Ora che la febbre del pianeta \u00e8 percepibile a tutta l&#8217;opinione pubblica col diffondersi degli eventi estremi, coi ghiacciai che si sciolgono e gli oceani e i mari che si innalzano e surriscaldano. Ora che la commissione europea rompe gli indugi e abbandona la politica dei continui rinvii, pretesi dagli americani, e decide di fare da sola, chiedendo agli stati membri di ridurre entro il 2020 del 20% le proprie emissioni.<br \/>\nDopo anni di inutili tentativi di coinvolgere tutti nella lotta all&#8217;effetto serra forse questo, delle decisioni unilaterali, \u00e8 il sistema pi\u00f9 efficace per trascinare il mondo intero ad agire o almeno per ricreare le condizioni di un tavolo multipolare. Perch\u00e9 dunque anzich\u00e9 mettersi al lavoro, definendo programmi operativi, si continua a perdere tempo in questa disputa paralizzante fra i delusi, per l&#8217;eccessiva moderazione e ambiguit\u00e0 delle decisioni prese (quasi tutti gli ambientalisti) e coloro che invece le considerano troppo onerose per il sistema economico e produttivo (la Confindustria)?<br \/>\nE&#8217; una competizione fra opposti che lascia le cose come stanno, cio\u00e8 molto male, visto che dovremmo, entro il 2010, ridurre le emissioni climalteranti del 6,5%, rispetto a quelle del 1990, ed invece le stiamo aumentando. Chi pagher\u00e0 ogni anno le multe di 2-4 miliardi di Euro che la UE ci far\u00e0?<br \/>\nE&#8217; giunto il tempo, anche per gli ambientalisti, di fare i conti con i ritardi e assumersi la responsabilit\u00e0 di avanzare proposte concrete su come un paese industriale e tecnologicamente avanzato come il nostro pu\u00f2, in tredici anni, realizzare quanto ci chiede l&#8217;Europa: ridurre le emissioni di gas serra del 20% rispetto al 1990, ovvero del 33% rispetto ad oggi. <\/p>\n<p>La prima cosa da dire a chi deve prendere le decisioni \u00e8 che questo obiettivo, se c&#8217;\u00e8 la volont\u00e0 politica, \u00e8 realizzabile. Indirizzare le scelte in questa direzione significa fare la principale riforma di cui questo paese ha urgente bisogno per rilanciarsi: quella del suo sistema energetico e di trasporto. Produrre una svolta nelle politiche energetiche e della mobilit\u00e0 di persone e cose, tale da consentire una riduzione delle emissioni di gas serra, come quella che ci chiede l&#8217;Europa, impone si avvii una graduale riconversione del nostro apparato produttivo, si investa in ricerca, gradualmente si esca da questo modello di consumo dissipativo e senza benessere e pi\u00f9 in generale impone politiche economiche e fiscali in totale discontinuit\u00e0 con quelle pi\u00f9 o meno liberiste finora perseguite. <\/p>\n<p>Dalle parole ai fatti \u00e8 tempo passi anche il movimento ambientalista se vuole incidere e fare della lotta al riscaldamento globale la priorit\u00e0 delle scelte di governo. A che serve continuare a lamentarsi che le riduzioni previste dalla commissione europea sono troppo modeste o denunciare che queste aprono degli spazi al carbone o all&#8217;agnosticismo sul nucleare, se poi contemporaneamente non si fanno i conti con le emissioni aumentate anzich\u00e8 diminuite? E farli implica dire che ci\u00f2 \u00e8 avvenuto, non solo per le resistenze accanite al cambiamento degli interessi colpiti, Enel ed Eni in testa, ma anche perch\u00e9 molti ambientalisti hanno impedito in questi anni il decollo dell&#8217;eolico, contrastato le biomasse e i biocarburanti ed infine, in attesa del 100% rinnovabile, rifiutato il metano come fonte di transizione. Insomma, se veramente vogliamo costruire le condizioni politiche e i rapporti di forza necessari per fare ci\u00f2 che l&#8217;Europa ci chiede non \u00e8 pi\u00f9 possibile annunciare le catastrofiche conseguenze della degenerazione climatica e contemporaneamente dire che gran parte delle soluzioni possibili, rinnovabili comprese, sono da rifiutare perch\u00e9 produttrici di altrettanti disastri ambientali. <\/p>\n<p>La ricetta per ridurre le emissioni \u00e8 nota da tempo: \u00e8 necessario spingere il governo a prendere decisioni capaci di aumentare l&#8217;efficienza e gli usi intelligenti dell&#8217;energia, di procurare la maggior parte dell&#8217;energia necessaria dalle fonti rinnovabili (quelle vere e quindi senza le assimilate, rifiuti compresi), e usare, prevalentemente, il metano per coprire ci\u00f2 che inizialmente le rinnovabili non saranno ancora in grado di coprire, escludendo di conseguenza sia l&#8217;uso del carbone che del nucleare. <\/p>\n<p>Per sapere quali sono i diversi pesi fra efficienza, fonti rinnovabili e fonte di transizione, la prima cosa da decidere \u00e8 quanta energia serve a questo paese per avere servizi energetici adeguati, una societ\u00e0 con una forte coesione sociale, che garantisca a tutti il lavoro e una qualit\u00e0 della vita elevata.<\/p>\n<p>Oggi consumiamo grosso modo 200 milioni di tep (tonnellate equivalenti di petrolio) ogni anno (3,4tep\/abitante), con una tendenza all&#8217;aumento, che viene usata come giustificazione per nuove centrali. La proposta \u00e8 di puntare prima a una stabilizzazione di questi consumi e successivamente a una loro decrescita che riduca entro il 2020 del 20% il fabbisogno di fonte energetica primaria. Tutto ci\u00f2 non solo \u00e8 possibile, come la Germania ed i paesi del Nord Europa ci dimostrano, ma \u00e8 anche conveniente farlo. Infatti di questi 200 milioni di tep che oggi consumiamo oltre la met\u00e0 sono sprechi eliminabili. In altre parole sarebbe tecnicamente possibile avere gli stessi servizi di riscaldamento, fresco, illuminazione, forza motrice, telematica e comunicazioni consumando soltanto la met\u00e0, rispetto ad oggi, di energia primaria. Basta ricordare le note lampadine a risparmio che, rispetto alle normali lampadine incandescenti, risparmiano il 75-80% dell&#8217;energia necessaria fornendo la stessa quantit\u00e0 di luce. <\/p>\n<p>Quanti di questi sprechi vogliamo eliminare? La proposta \u00e8 di realizzare, da qui al 2020, un aumento di efficienza del 20% a parit\u00e0 di servizi. Farlo porterebbe ad una riduzione delle emissioni di gas serra del 20% rispetto ad oggi (120Mtep). Soprattutto \u00e8 a costi negativi. Vanno in questa direzione le misure contenute nella finanziaria (deducibilit\u00e0 fino al 55% per ristrutturazioni energetiche degli edifici, caldaie a condensazione, pannelli solari termici), ma per raggiungere il 20% serve molto di pi\u00f9. Alcune scelte, come quella di incentivare una generale sostituzione degli elettrodomestici eliminando dal mercato quelli inefficienti o quelle di favorire una diffusa penetrazione delle lampadine efficienti sono abbastanza semplici. Altrettanto facile \u00e8 aumentare gli obiettivi per i certificati bianchi il cui bilancio \u00e8 deludente. Come gi\u00e0 avviene in altri paesi, occorre creare un quadro normativo moderno ed appropriato per le ESCO, societ\u00e0 specializzate nei servizi di efficienza energetica. In tutte le citt\u00e0 va creata una diffusa rete di sportelli energetici per il pubblico e fornito un contributo per le diagnosi energetiche, in modo che le famiglie, i cittadini, gli artigiani e le piccole imprese possono ottenere consigli qualificati ed indipendenti su come intervenire a casa loro, e nelle loro imprese per risparmiare energia. <\/p>\n<p>Occorre una diversa attuazione della direttiva comunitaria sugli edifici che introduca il libretto casa e fissi i consumi massimi consentiti di un edificio (tenendo conto delle aree climatiche mediamente 30kWh\/mq l&#8217;anno per gli edifici nuovi e 60kWh\/mq l&#8217;anno per quelli ristrutturati).. Fondamentale infine \u00e8 favorire una revisione dei regolamenti edilizi indirizzandoli verso scelte come quelle gi\u00e0 compiute a Bolzano e Carugate e contrastare la tendenza del mercato a proporre soltanto il condizionatore d&#8217;aria come soluzione unica. Il cambiamento proposto sollecita un ripensamento della scelta di liberalizzare la vendita di energia anche per le famiglie, che non aiuta le politiche di risparmio, ma solo a premiare, con prezzi scontati, chi consuma pi\u00f9 energia prodotta da fonti inquinanti che beneficia del privilegio di poter inquinare gratuitamente, mentre la collettivit\u00e0 si accolla i relativi costi sanitari e di bonifica. Va inoltre sollecitato un intervento sul sistema tariffario che fissi, per le aziende distributrici gas ed elettricit\u00e0, un tetto ai guadagni in funzione dei servizi forniti e del numero di utenti serviti, e non dei kWh di energia elettrica o dei m3 di gas venduti, portando in questo modo le aziende a guadagnare sull&#8217;efficienza dei serviti forniti, e non sulle quantit\u00e0 di energia venduta. <\/p>\n<p>Per quanto riguarda il contributo delle fonti rinnovabili alla produzione di elettricit\u00e0, la proposta \u00e8 di arrivare, come ci chiede la comunit\u00e0 europea, al 25% entro il 2010, e al 40% entro il 2020. In meno di un decennio le turbine eoliche installate in Germania hanno raggiunto oltre 20.000MW di capacit\u00e0 installata, ed in Spagna 12.000MW. Pertanto, considerando i potenziali eolici dei crinali del Appennino \u00e8 del tutto plausibile per l&#8217;Italia prevedere uno sviluppo dell&#8217;eolico che installi entro il 2020 almeno 12.000MW. <\/p>\n<p>Sommando insieme l&#8217;eolico con il solare Fotovoltaico, solare termoelettrico, la generazione geotermica, quella da biomasse e quella mini-idroelettrica, la potenza rinnovabile complessiva potr\u00e0 arrivare ad una capacit\u00e0 di oltre 20.000MW. In questo modo gli attuali 50TWh\/anno di contributo rinnovabile raddoppieranno fino a raggiungere un totale di 100TWh\/anno di elettricit\u00e0 verde, coprendo in questo modo il 42% del fabbisogno elettrico totale (che nel frattempo si sar\u00e0 ridotto del 20%). Questi interventi riducono le emissioni di gas climalteranti di ulteriori 35Mton di CO2 (-7% rispetto alle emissioni del 1990).<\/p>\n<p>Per realizzare questi obiettivi \u00e8 necessario non solo eliminare il furto fin qui perpetrato con le cosiddette fonti &quot;assimilate&quot;, ma anche rivedere il meccanismo dei certificati verdi che finisce per favorisce solo le fonti rinnovabili mature e meno bisognose di sostegno. La proposta \u00e8 di introdurre il meccanismo di incentivazione del &quot;conto energia&quot; per tutte le rinnovabili naturalmente con tariffe incentivanti differenziate a seconda della diversa maturit\u00e0 della fonte.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda il contributo delle rinnovabili nella produzione di calore (riscaldamento, acqua calda sanitaria, calore di processo) l&#8217;obiettivo al 2020 \u00e8 una penetrazione di mercato del 20%,. Se realizzato toglierebbe emissioni per circa 30MtonCO2 (-6% rispetto alle emissioni del 1990). Per realizzarlo, oltre alle cose previste dalla finanziaria, \u00e8 decisivo, per diffondere il solare termico, un provvedimento di deducibilit\u00e0 totale dell&#8217;investimento, l&#8217;eliminazione delle barriere normative ancora diffuse in Italia e l&#8217;introduzione generalizzata, a livello nazionale, dell&#8217;obbligo di applicazione. Importante il ruolo delle biomasse nella produzione di calore tramite caldaie e teleriscaldamenti alimentati a Pellets e cippato stimolando in questo modo la relativa filiera produttiva, la manutenzione del territorio e lo sviluppo economico nei piccoli comuni montani. <\/p>\n<p>Infine due parole sulla transizione che va basata sul metano. Per quanto riguarda l&#8217;approvvigionamento del gas necessario a coprire ci\u00f2 che resta non coperto da efficienza e fonti rinnovabili gli accordi trentennali stipulati con Russia e Algeria paiono pi\u00f9 che sufficiente a coprire il fabbisogno rimanente. Se si ritiene pi\u00f9 conveniente diversificare ulteriormente si pu\u00f2 autorizzare uno o due impianti di rigassificazione, realizzandoli per\u00f2 in aree in cui possano essere affiancati da una filiera produttiva (per es. alimentare) in grado di far uso dell&#8217;enorme quantit\u00e0 di freddo generata dall&#8217;impianto rigassificatore. <\/p>\n<p>Per quanto riguarda la generazione termoelettrica (da gas metano o da qualunque altro combustibile) vanno respinte tutte le proposte che non prevedono la cogenerazione di energia elettrica e calore. In questo contesto la proposta pi\u00f9 innovativa e quella della microcogenerazione e trigenerazione. Si tratta di intervenire da qui al 2020 presso 30 mila imprese industriali, artigianali e del terziario, fra grandi alberghi, ospedali, centri commerciali, in modo che possano autoprodursi l&#8217;elettricit\u00e0, il calore e il freddo da queste tecnologie per un totale di circa 15.000 MW elettrici installati. <\/p>\n<p>Infine per la produzione di energia elettrica nelle centrali termoelettriche si propone di seguire l&#8217;esempio della Danimarca, che oggi \u00e8 il paese al mondo con il pi\u00f9 alto contributo della Generazione Distribuita, basato su impianti di cogenerazione e teleriscaldamento di media e piccola taglia e su fonti rinnovabili (prevalentemente eolico). Pertanto in Italia occorre prevedere la graduale sostituzione delle vecchie centrali non-cogenerative di grande taglia con un numero pi\u00f9 elevato di centrali cogenerative di piccolo\/media taglia fra 20-100 MW, che quindi andranno localizzate in zone dove serva soprattutto il calore (essendo l&#8217;elettricit\u00e0 svincolata in quanto facilmente trasportabile). La proposta \u00e8 di sostituire almeno 10.000MW di centrali inefficienti ed inquinanti con queste centrali cogenerative di piccola\/media taglia che, insieme con la micro-cogenerazione e trigenerazione, potranno realizzare un risparmio di fonte primaria pari a circa 10 Mtep ed evitare emissioni climalteranti per oltre 20MtonCO2.<\/p>\n<p>Come si intuisce queste proposte hanno senso solo nel quadro di una scelta che favorisca anche un modello energetico non centralizzato come quello attuale, ma diffuso sul territorio e quindi preveda una ristrutturazione della rete elettrica che tenga conto e favorisca lo sviluppo della generazione distribuita basata sulle fonti rinnovabili e sulla cogenerazione e trigenerazione.<br \/>\nAi trasporti e ai riflessi occupazionali di queste politiche dedicheremo questa pagina nel prossimo numero.<\/p>\n<p>www.aprileonline.info<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>2729-effetto-serra-dalle-parole-ai-fatti<\/p>\n<p>3504<\/p>\n<p>EmiNews 2007<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>20070206 12:29:00 webmaster di Massimo Serafini, da &quot;Aprile on line&quot; Per sapere quali sono i diversi pesi fra efficienza, fonti rinnovabili e fonte di transizione, <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=22347\" title=\"2729 EFFETTO SERRA: Dalle parole ai fatti\">[&#8230;]<\/a><\/p>\n<\/div>","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[80],"tags":[],"class_list":["post-22347","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-eminews-2007"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.4 - 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