{"id":22147,"date":"2007-06-07T00:00:00","date_gmt":"2007-06-07T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=22147"},"modified":"2007-06-07T00:00:00","modified_gmt":"2007-06-07T00:00:00","slug":"2889-il-discorso-di-romano-prodi-al-senato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=22147","title":{"rendered":"2889 Il discorso di Romano Prodi al Senato"},"content":{"rendered":"<p>20070227 21:28:00 webmaster<\/p>\n<p>Comunicazioni di Romano Prodi al Senato<br \/>\n27 febbraio 2007<\/p>\n<p>Signor Presidente del Senato, onorevoli senatrici e onorevoli senatori,<\/p>\n<p>l\u2019esecutivo da me presieduto \u00e8 stato nei giorni scorsi messo in minoranza in una votazione che aveva per oggetto un capitolo fondamentale dell\u2019azione di Governo e della vita del Paese: la politica estera e di sicurezza. Gi\u00e0 prima del voto, nella maggioranza si erano manifestate tensioni, con una accentuata litigiosit\u00e0 tra le sue diverse componenti.<\/p>\n<p>Comunicazioni di Romano Prodi al Senato<br \/>\n27 febbraio 2007<\/p>\n<p>Signor Presidente del Senato, onorevoli senatrici e onorevoli senatori,<\/p>\n<p>l\u2019esecutivo da me presieduto \u00e8 stato nei giorni scorsi messo in minoranza in una votazione che aveva per oggetto un capitolo fondamentale dell\u2019azione di Governo e della vita del Paese: la politica estera e di sicurezza. Gi\u00e0 prima del voto, nella maggioranza si erano manifestate tensioni, con una accentuata litigiosit\u00e0 tra le sue diverse componenti. Per questi motivi non ho, sin dall\u2019inizio, nascosto la natura politica di questa crisi e ho immediatamente presentato le dimissioni al Capo dello Stato.<\/p>\n<p>Al termine delle approfondite consultazioni e dopo aver ascoltato tutte le formazioni politiche presenti in Parlamento, il Presidente Napolitano ha respinto le dimissioni e ha rinviato il Governo alle Camere. Anche in virt\u00f9 del chiarimento politico avvenuto nel frattempo tra le componenti della maggioranza. Sono qui oggi, dunque, per chiedere il rinnovo della fiducia, per restituire immediata e piena normalit\u00e0 all\u2019attivit\u00e0 parlamentare, per riprendere con determinazione e slancio ancora maggiori l\u2019azione di Governo.<\/p>\n<p>Signor Presidente, onorevoli senatrici, onorevoli senatori, ho affermato che questa \u00e8 stata una crisi politica. Ci\u00f2 richiede che il Governo e la maggioranza che lo sostiene ne traggano fino in fondo gli insegnamenti conseguenti. Insegnamenti di metodo. Insegnamenti di merito.<\/p>\n<p>La prima lezione che dobbiamo trarre \u00e8 che questa crisi si colloca all\u2019interno della lunga e incompiuta transizione del sistema istituzionale e politico del Paese avviata nei primi anni Novanta. Ebbene, uno dei nodi principali di questa transizione \u00e8 rappresentato dalla attuale legge elettorale.<\/p>\n<p>Per questo motivo rispondendo con convinzione all\u2019invito del Presidente della Repubblica, ribadiamo l\u2019impegno col quale ci siamo presentati alle elezioni e consideriamo come nostro dovere quello di operare per una pronta riforma del sistema elettorale. Su questo argomento tuttavia mi soffermer\u00f2 a conclusione del mio intervento.<\/p>\n<p>Ora vorrei parlarvi di quelli che d\u2019ora in avanti dovranno essere il metodo e il merito dell\u2019azione del Governo e della maggioranza. Le forze che sostengono il Governo hanno ispirazioni culturali differenti; ma tutte sono accomunate da un obiettivo di riforma e di profondo rinnovamento del Paese. Questo grande obiettivo non potr\u00e0 essere perseguito se non si avr\u00e0 come unico punto di riferimento l\u2019interesse generale della comune azione di Governo.<\/p>\n<p>All\u2019interno dell\u2019esecutivo e nella maggioranza sono e saranno garantiti gli spazi e le occasioni per un confronto aperto delle posizioni e delle proposte ma, una volta giunti a una sintesi e a un\u2019intesa, essa sar\u00e0 da tutti seguita e rispettata. Lo scorso 21 febbraio \u00e8 sulla politica estera che si \u00e8 determinata la crisi. E\u2019 giusto, pertanto, che sia proprio da qui, dalla politica estera, che noi, Governo e maggioranza riprendiamo il nostro cammino, ricordando quanto abbiamo fatto fino ad ora e annunciando con chiarezza che cosa intendiamo fare nel futuro.<\/p>\n<p>Il 12 dicembre 2003, in una situazione di forte polarizzazione dei rapporti tra Europa e Stati Uniti, il Consiglio Europeo adott\u00f2 \u2013 per la prima volta nella sua storia \u2013 una strategia di sicurezza comune.<\/p>\n<p>Il concetto chiave su cui si basava quella strategia era il \u201cmultilateralismo\u201d: nessun Paese europeo, preso singolarmente, \u00e8 in grado di affrontare e risolvere problemi di portata mondiale. Nel definire la politica estera e di sicurezza del nostro Governo, fu quello il concetto essenziale al quale ci siamo rifatti. Abbiamo perci\u00f2 collocato l\u2019Italia al centro dell\u2019Europa costruendo un rapporto stretto con Germania, Francia e Spagna senza per questo allentare le relazioni con il Regno Unito. E guardiamo all\u2019Alleanza Atlantica e agli Stati Uniti come complemento naturale della scelta europea, in coerenza con la politica estera e di sicurezza che ha guidato tutta la nostra storia repubblicana.<\/p>\n<p>Coerenti con questo quadro ribadiamo gli impegni che da questi rapporti ci derivano con gli Stati Uniti. Partendo da tali principi, abbiamo sviluppato la nostra azione nelle aree a noi pi\u00f9 immediatamente vicine. Nei Balcani abbiamo perseguito un\u2019azione volta a favorire la definitiva stabilizzazione della regione, avendo in mente la prospettiva di adesione di tutti questi paesi all\u2019Unione. Parlando del Medio Oriente, non posso non ricordare, la decisione di portare a compimento la missione in Iraq con il rientro delle nostre truppe. Rientro avvenuto in modo concordato con le autorit\u00e0 irachene, senza creare vuoti di sicurezza.<\/p>\n<p>In Medio Oriente abbiamo sviluppato una politica di attenzione verso tutti gli attori della regione, convinti che il miglior modo per aiutare la pace e la stabilit\u00e0 della regione non \u00e8 quello di scegliere una parte a scapito dell\u2019altra, ma, al contrario, quello di sforzarsi di capire le ragioni degli uni e degli altri. Questo \u00e8 l\u2019unico metodo in grado di far progredire il percorso della pace.<\/p>\n<p>Non si tratta di retorica ma di un metodo coerente di lavoro: la decisione di assumere una posizione di guida nell\u2019invio di una missione di peace-keepers in Libano sotto l\u2019egida delle Nazioni Unite ne \u00e8 un\u2019applicazione concreta.<\/p>\n<p>Considero questa decisione uno dei momenti pi\u00f9 significativi dell\u2019azione di politica estera del nostro Governo. Essa \u00e8 stata sviluppata nell\u2019ambito delle Nazioni Unite, d\u2019intesa con i nostri partner europei, con il sostegno pieno di Washington, Mosca, Pechino e di molti stati musulmani. E con l\u2019appoggio convinto delle parti: Libano e Israele, cos\u00ec come degli altri attori regionali. Abbiamo dimostrato che siamo capaci di assumerci responsabilit\u00e0 importanti e di svolgere un\u2019azione di guida senza mai abbandonare l\u2019approccio multilaterale. Ma abbiamo anche dimostrato che questo Governo \u00e8 pronto a utilizzare le proprie truppe quando si tratta di porle con generosit\u00e0 al servizio della pace e della stabilit\u00e0.<\/p>\n<p>Guardando ora al futuro \u2013 e sempre rimanendo nella regione mediorientale \u2013 voglio confermare che continueremo ogni sforzo per avvicinare le posizioni di israeliani e palestinesi, e rendere finalmente possibile la prospettiva di due stati e due popoli che possano vivere in pace e sicurezza l\u2019uno accanto all\u2019altro. Siamo ugualmente impegnati per tenere aperto un canale di dialogo con l\u2019Iran. Se \u00e8 vero che le scelte di Teheran hanno creato una situazione di forte contrapposizione con la comunit\u00e0 internazionale, \u00e8 anche vero che occorre fare tutto il possibile per evitare il precipitare della crisi verso una soluzione militare.<\/p>\n<p>Non voglio sfuggire alla questione della nostra presenza in Afghanistan. Sono ben cosciente che si tratta di un tema su cui esistono sensibilit\u00e0 diverse. E sono convinto che la presenza militare non possa rappresentare, da sola, la soluzione ai problemi della regione. Il Governo ha sostenuto con convinzione \u2013 e continuer\u00e0 a farlo \u2013 che solo un\u2019azione politica che coinvolga tutta la comunit\u00e0 internazionale (ed in particolare i paesi confinanti) potr\u00e0 garantire la stabilit\u00e0 dell\u2019area. E\u2019 questo il senso della conferenza per la pace in Afghanistan, conferenza che stiamo proponendo da tempo. Una proposta che, dopo la fatica iniziale, sta raccogliendo consensi crescenti a partire da quello espressomi personalmente dal Presidente Karzai. La nostra presenza in Afghanistan ha l\u2019obiettivo di aiutare e sostenere il processo di consolidamento delle giovani istituzioni democratiche del Paese. I nostri soldati in Afghanistan \u2013 come in tutte le nostre missioni &#8211; sono portatori di una cultura di dialogo e di aiuto, non di confronto o scontro. A loro va un\u2019ammirazione che so essere condivisa da tutte le forze politiche e da tutto il Parlamento.<\/p>\n<p>Quando si parla di pace e stabilit\u00e0, occorre parlare anche di solidariet\u00e0 e di cooperazione. Penso in particolar modo al continente africano. Nei mesi scorsi abbiamo gi\u00e0 fornito un concreto segnale di sostegno all\u2019Africa raddoppiando i fondi del nostro aiuto pubblico allo sviluppo, portandoli a 600 milioni di euro per il 2007. Abbiamo anche voluto far fronte agli impegni assunti internazionalmente versando al Fondo Globale per la Lotta all\u2019AIDS, Tubercolosi e Malaria i 260 milioni di euro che rappresentano la nostra quota per gli anni 2005, 2006 e 2007.<\/p>\n<p>E anche sul piano pi\u00f9 propriamente politico abbiamo dato un segnale preciso con la mia partecipazione, unico capo di Governo dell\u2019Unione Europea, al Vertice dell\u2019Unione Africana di Addis Abeba. Il nostro obiettivo \u00e8 stato e sar\u00e0 duplice. Da un lato aiutare a costruire un partenariato euro-africano basato sullo sviluppo, sulla giustizia e sui diritti; dall\u2019altro aiutare la risoluzione di crisi come quella del Darfur e del Corno d\u2019Africa.<\/p>\n<p>Con i nostri partner mondiali ci stiamo impegnando per favorire il ritorno a un vero sistema multilaterale per poter affrontare insieme le grandi sfide dell\u2019umanit\u00e0: i cambiamenti climatici, la lotta alle pandemie, la gestione dei flussi migratori. Abbiamo ingaggiato in questi mesi una significativa battaglia contro la pena di morte. Con la nostra proposta di moratoria all\u2019Assemblea Generale delle Nazioni Unite siamo diventati capofila di una grande battaglia di civilt\u00e0.<\/p>\n<p>Battaglia di lungo periodo che ha bisogno di tutte le energie disponibili: politiche, culturali e religiose. Il nostro impegno in campo internazionale non sarebbe completo se non menzionassimo l\u2019impegno per sostenere e valorizzare il patrimonio rappresentato dalle comunit\u00e0 italiane nel mondo. Un patrimonio che pochi altri paesi possono vantare, ma che noi tutti, nei decenni scorsi, abbiamo largamente trascurato. La presenza, per la prima volta in questo Parlamento, di senatori e deputati eletti all\u2019estero \u00e8 il segno felice di un\u2019inversione di tendenza che dobbiamo onorare e che noi onoreremo.<\/p>\n<p>Questi sono alcuni dei punti cardine della nostra politica estera e di sicurezza che fa perno intorno all\u2019Art. 11 della Costituzione. Che si basa sulla profonda convinzione che il quadro multilaterale \u00e8 il solo che permette di far progredire i processi di riconciliazione nei paesi in conflitto, di difendere i diritti umani, di abbattere il muro della povert\u00e0. Io penso che una politica matura della pace vada giudicata nel suo disegno complessivo e non sulle singole scelte. Non chiedo sconti, chiedo solo che si ragioni sulle soluzioni concrete realistiche e possibili. Questa \u00e8 la via della pace, questa \u00e8 la fatica della pace.<\/p>\n<p>E ora, \u00e8 giunto per me il tempo di illustrare gli altri temi e gli altri campi dell\u2019azione di Governo: l\u2019economia, l\u2019ambiente, il Mezzogiorno, l\u2019energia e la ricerca.<\/p>\n<p>Con una premessa e una precisazione:<\/p>\n<p>Signor Presidente del Senato, onorevoli senatrici e onorevoli senatori, le parole che oggi vi rivolgo debbono essere lette in continuit\u00e0 con quelle qui da me pronunciate nelle considerazioni programmatiche dello scorso mese di maggio. Il programma di Governo \u00e8 e rimane il punto di riferimento della nostra azione. Ma, proprio perch\u00e9 esso \u00e8 gi\u00e0 un punto di riferimento condiviso, oggi, non ne ripercorrer\u00f2, uno per uno, i capitoli. Vi chiedo, pertanto, e lo chiedo prima che a ogni altro ai parlamentari della maggioranza e agli stessi membri del Governo, di non giudicare il mio discorso per quello che esso non contiene. Oggi mi concentrer\u00f2 solo su alcune sfide che il corso degli avvenimenti e le novit\u00e0 politiche degli ultimi giorni ci stanno ponendo davanti con maggiore urgenza e intensit\u00e0. Tra l\u2019ottobre e il dicembre dello scorso anno &#8211; e qui vengo all\u2019economia \u2013 il Paese ha accelerato il proprio ritmo di crescita, tanto da portare il tasso di sviluppo sul totale dei dodici mesi al 2 per cento.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 di quanto ci si aspettasse. Pi\u00f9 di quanto l\u2019Italia aveva fatto in tutti i quattro anni precedenti messi insieme. Abbiamo cos\u00ec ridotto la distanza che ci separa dalle principali economie europee. E per quest\u2019anno speriamo e ragionevolmente pensiamo di fare ancora meglio. So troppo bene che la nostra ritrovata capacit\u00e0 di crescere dipende anche dal positivo andamento dell\u2019economia mondiale ed europea. E sono anche consapevole che non tutto il merito dei buoni risultati pu\u00f2 essere attribuito al nostro Governo.<\/p>\n<p>Tuttavia, posso con tranquilla coscienza affermare che l\u2019azione del Governo ha positivamente stimolato la crescita economica, mettendo contestualmente sotto controllo i conti pubblici e mantenendo cos\u00ec gli impegni presi con l\u2019Unione Europea. Abbiamo avviato un riordino del sistema delle autorit\u00e0 indipendenti, creando, tra l\u2019altro, una speciale Commissione bicamerale per le liberalizzazioni e l\u2019apertura dei mercati. Abbiamo aperto alla concorrenza e liberato da regole e vincoli ormai superati molti settori. Ogni azione in questo campo \u00e8 stata orientata a favorire il cittadino consumatore che gi\u00e0 ne ha tratto concreti benefici.<\/p>\n<p>Proseguiremo su questa strada. In questo ambito stiamo gi\u00e0 procedendo alla individuazione di politiche particolari per il settore dell\u2019acqua, in modo da garantirne la funzione di servizio pubblico. All\u2019Unione Europea, che per bocca del commissario agli affari economici Almunia ha riconosciuto che l\u2019Italia \u201csta andando nella giusta direzione\u201d, assicuriamo che continueremo a fare la nostra parte con seriet\u00e0 e impegno. Il Governo, ma direi tutta la classe politica del Paese, ha oggi una grande responsabilit\u00e0, quella di non vanificare gli importanti risultati fin qui conseguiti. Dobbiamo consolidare la crescita economica e dobbiamo completare il processo di risanamento della finanza pubblica. Abbiamo infatti ancora un debito pubblico ben superiore alla ricchezza che il Paese \u00e8 in grado di produrre in un anno. Per ottenere tali obiettivi abbiamo bisogno di coinvolgere tutte le fasce di popolazione, aumentando la loro partecipazione alla vita attiva e la loro produttivit\u00e0.<\/p>\n<p>Per raggiungere i nostri obiettivi abbiamo tuttavia bisogno del contributo di tutti, secondo le specificit\u00e0 di ciascun territorio. Ci\u00f2 mi porta a toccare il tema del Mezzogiorno. Lo sviluppo del Mezzogiorno mantiene un\u2019importanza centrale nel programma del Governo. Oltre alle misure previste nella legge Finanziaria, e penso in particolare alle risorse certe per le infrastrutture stradali e portuali, abbiamo adottato il Quadro strategico nazionale per il 2007-2013 per l\u2019allocazione dei Fondi comunitari e del Fondo per le Aree sottoutilizzate. Si tratta, complessivamente, di 123 miliardi di euro. E\u2019 un volume di risorse straordinario.<\/p>\n<p>Il Governo \u00e8 comunque consapevole che una politica per il Mezzogiorno deve puntare in primo luogo e con forza sulla creazione di condizioni di sicurezza per le persone, per gli investimenti e per le imprese. Senza sicurezza non vi sar\u00e0 sviluppo, cos\u00ec come in passato non vi \u00e8 stato sviluppo nelle aree in cui l\u2019illegalit\u00e0 ha agito da padrona.<\/p>\n<p>I profondi cambiamenti climatici in atto ci impongono l\u2019assunzione di chiari impegni a difesa dell\u2019ambiente, in particolare delle energie rinnovabili e di lotta all\u2019inquinamento. Il pacchetto energia recentemente approvato dal Governo va in questa direzione con molta determinazione. In particolare, esso punta alla riqualificazione degli edifici per ridurre le dispersioni termiche, all\u2019aumento dell\u2019efficienza dei consumi industriali, alla mobilit\u00e0 sostenibile.<\/p>\n<p>Ma non ci possiamo accontentare. Dobbiamo fare di pi\u00f9 e assumere la questione ambientale come una questione centrale dell\u2019Italia e una grande opportunit\u00e0 per la qualit\u00e0 della vita, per la competitivit\u00e0, per l\u2019innovazione. Penso a un grande sforzo di ricerca per le energie rinnovabili di ultima generazione: una nuova energia pulita, abbondante e nelle mani dei cittadini. Dentro a un pi\u00f9 forte impegno nella ricerca e nell\u2019innovazione intendiamo lanciare un progetto sulla energia solare di ultima generazione. In questo campo, come nel campo della medicina dove in alcuni settori, come nella medicina rigenerativa, abbiamo la concreta possibilit\u00e0 di recuperare il tempo perduto.<\/p>\n<p>Una politica che limiti il ricorso a energie altamente inquinanti esige per\u00f2 nel breve e nel medio termine di poter far uso di fonti pi\u00f9 pulite e gi\u00e0 oggi largamente disponibili, come il gas. Coinvolgendo e responsabilizzando le autorit\u00e0 locali, procederemo per dotare l\u2019Italia di strutture adeguate allo scopo, dalle reti europee ai terminali.<\/p>\n<p>Tra gli impegni internazionali che l\u2019Italia intende rispettare vi \u00e8 anche il completamento, nei tempi prestabiliti, delle tratte di competenza italiana della rete transeuropea di trasporto. L\u2019Italia far\u00e0 la sua parte perch\u00e9 le tratte transfrontaliere da Torino a Lione, da Verona a Monaco di Baviera e da Trieste a Divaccia vengano cantierate e concluse nei tempi pi\u00f9 rapidi possibili. Nello stesso tempo dovranno essere completate anche le tratte interne, oltre che avviate le \u201cautostrade del mare\u201d. E\u2019 un impegno assunto in sede europea, e che porteremo avanti con il metodo che noi abbiamo scelto, di un dialogo continuo e aperto con le comunit\u00e0 interessate.<\/p>\n<p>I giovani, le donne, gli anziani e le famiglie sono i soggetti e le componenti della nostra societ\u00e0 verso cui concentrare uno sforzo straordinario. In particolare l\u2019Italia registra ancora un grave ritardo per quanto riguarda il ruolo delle donne. Il Governo ha gi\u00e0 cominciato a lavorare per porre rimedi a questa situazione ma molto dovr\u00e0 essere fatto in futuro. Affronteremo inoltre con numerosi strumenti il tema delle pensioni pi\u00f9 basse e delle carriere professionali dei nostri giovani, in particolare di coloro che vivono il dramma della precariet\u00e0. L\u2019Italia deve sentire il dovere morale di concedere ai propri figli l\u2019opportunit\u00e0 di costruirsi il futuro in dignit\u00e0 e serenit\u00e0, di impedire che un\u2019intera generazione di giovani affronti la vita senza certezza. A questo ci dedicheremo nell\u2019ambito del riordino del sistema previdenziale e delle politiche del lavoro.<\/p>\n<p>Ci sentiamo fortemente impegnati per garantire la tenuta finanziaria del sistema ma, allo scopo di assicurare una maggiore efficienza e ottenere gli indispensabili risparmi, non indietreggeremo di fronte a scelte e a interventi di riorganizzazioni anche non facili come l\u2019unificazione degli enti previdenziali e assistenziali.<\/p>\n<p>Come dicevo in precedenza, la crescita va incentivata ulteriormente, ma anche governata con la costante ricerca di maggiore equit\u00e0 e coesione sociale. Al centro della quale continuiamo a ritenere debba stare la famiglia. Il rilancio economico, sostenuto da un solido risanamento dei conti pubblici e da una seria, determinata e costante lotta all\u2019evasione fiscale \u00e8 l\u2019unica condizione per potere ridurre progressivamente il carico fiscale che grava sulle famiglie italiane.<\/p>\n<p>Proseguendo sulla strada intrapresa negli scorsi mesi, le politiche del Governo si concentreranno con ancora maggiore attenzione sul sostegno alle famiglie e sulla creazione di condizioni e servizi migliori a favore della natalit\u00e0. L\u2019area delle famiglie interessate all\u2019aumento delle erogazioni monetarie alle famiglie sar\u00e0 allargata, con l\u2019obiettivo di una loro estensione universale.<\/p>\n<p>Inoltre, aumenteremo in modo significativo il numero degli asili nido. La casa ha assunto ancor pi\u00f9 che nel passato un peso centrale nel determinare le condizioni di vita reali delle famiglie e richiede un ampio sforzo per affrontare sia le emergenze abitative in senso stretto che le difficolt\u00e0 nel mercato degli affitti. Rilanceremo perci\u00f2 l\u2019offerta di edilizia residenziale pubblica, assieme a misure per allargare il mercato privato degli affitti, in particolare con una revisione degli incentivi fiscali. Il Governo inoltre proporr\u00e0 una modifica del calcolo dell\u2019ICI sulla prima casa, modifica che consentir\u00e0 significative riduzioni in funzione del numero di componenti del nucleo familiare.<\/p>\n<p>A tutti questi temi, come a quelli che toccano, pi\u00f9 in generale, la questione della crescita o della riforma e del rilancio della Pubblica Amministrazione, ci dedicheremo utilizzando gli strumenti della concertazione. Non per un fatto formale o di semplice ricerca del consenso. \u201cConcertare\u201d significa in primo luogo saper ascoltare e saper comprendere le ragioni di coloro che operano e lavorano nella societ\u00e0. Nelle prossime settimane daremo perci\u00f2 il via a questo percorso, che sar\u00e0 dedicato ai temi della competitivit\u00e0 e della produttivit\u00e0 e della crescita compatibile del nostro sistema economico. Nella sua storia, e particolarmente in quella pi\u00f9 recente, l\u2019Italia ha dato le prove migliori e pi\u00f9 alte quando ha saputo mettere in atto un\u2019azione comune e concordata. E\u2019 stato cos\u00ec negli anni della ricostruzione. E\u2019 stato cos\u00ec negli anni della lotta al terrorismo. E\u2019 stato cos\u00ec nello sforzo per entrare nell\u2019Europa dell\u2019Euro. Oggi, pur nel legittimo confronto tra le forze politiche, l\u2019Italia ha bisogno di ritrovare quel medesimo spirito di coesione.<\/p>\n<p>Le forze dell\u2019ordine sono state, nei mesi scorsi, impegnate con dedizione e con risultati straordinari nel contrasto e nella prevenzione del terrorismo. Mentre, interpretando il pensiero di tutti voi, esprimo la solidariet\u00e0 a coloro che sono stati oggetto di minacce, rinnovo la riconoscenza a tutte le donne e gli uomini che lavorano per proteggerci. Solo mostrandoci uniti, potremo sconfiggere in modo definitivo il terrorismo. Ugualmente, solo unendo i nostri sforzi e operando insieme potremo consolidare la ripresa in atto e rendere la nostra societ\u00e0 pi\u00f9 prospera, pi\u00f9 equa e, forse, pi\u00f9 serena.<\/p>\n<p>Voglio riprendere ora il tema della riforma elettorale. E\u2019 un compito che certamente trascende l\u2019orizzonte, forzatamente di parte, della maggioranza e del Governo, e che coinvolge la scrittura di regole fondamentali su cui l\u2019intero sistema politico deve potersi riconoscere. Il riassetto complessivo dell\u2019ordinamento deve coinvolgere tutte le parti politiche, e avere nel Parlamento la sua prima e principale sede. E\u2019 importante che questo avvenga in una prospettiva di aggiornamento complessivo del nostro sistema costituzionale e di definitiva conclusione della troppo lunga transizione italiana.<\/p>\n<p>Un impegno, questo, che il Presidente Napolitano ha indicato a tutto il Parlamento.<\/p>\n<p>E\u2019 vitale avere un sistema istituzionale capace di garantire un\u2019effettiva stabilit\u00e0 all\u2019azione di Governo, di assicurare un ruolo forte e incisivo all\u2019opposizione e di rispettare il diritto degli elettori di poter chiedere conto dei risultati conseguiti e delle politiche attuate. Occorre portare finalmente a equilibrio virtuoso il rapporto tra lo Stato, le Regioni e le altre articolazioni territoriali che esprimono la ricchezza di un Paese pieno di potenzialit\u00e0 e di capacit\u00e0. Questo, eventualmente, anche attraverso una modifica della composizione stessa del Parlamento. Abbiamo bisogno di una Repubblica governante e governabile che assegni allo Stato e al Governo centrale il compito di garantire l\u2019interesse generale, ma capace di coinvolgere i livelli territoriali nella assunzione delle decisioni che li riguardano, e delle quali esse devono rispondere ai loro cittadini.<\/p>\n<p>Abbiamo bisogno di mettere finalmente a punto un sistema di federalismo fiscale che, in un quadro di equit\u00e0 e coesione nazionale e di valorizzazione dei territori, assegni ai livelli regionali e locali la necessaria autonomia finanziaria e le conseguenti responsabilit\u00e0 nella gestione delle risorse. Ed \u00e8 in questo quadro che il Governo si impegna a dare rapida attuazione alla parte del programma che riguarda le minoranze linguistiche e le autonomie speciali. Il Parlamento ha davanti un lungo lavoro: consolidare e razionalizzare la forma di Governo; rendere pi\u00f9 equilibrata la forma di Stato; dare al nostro ordinamento repubblicano un assetto coerente con i grandi valori della Costituzione, ma anche con le sfide del nostro tempo. Spetta al Parlamento stabilire con quali modalit\u00e0, anche organizzative, svolgere questo lavoro. Decider\u00e0 il Parlamento se, a questo fine, potr\u00e0 essere utile individuare al suo interno un \u201cluogo\u201d in grado di elaborare, come \u00e8 necessario, un disegno complessivo e coerente.<\/p>\n<p>La legge elettorale ha assoluta priorit\u00e0. Il Governo, da parte sua, far\u00e0 ogni sforzo per accompagnare il Parlamento in una riflessione che dovr\u00e0 svolgersi in tempi rapidi. Non tocca a me oggi dare indicazioni di merito. Il Ministro Chiti ha iniziato a lavorare su questo. Continueremo a farlo, sempre consapevoli del rispetto dovuto al Parlamento e della necessit\u00e0 di cercare e trovare su questi temi il pi\u00f9 ampio consenso. Non abbiamo pregiudiziali se non una: la nuova legge elettorale dovr\u00e0 essere il frutto di una convergenza ampia. Le leggi elettorali, come le modifiche alla Costituzione, non dovranno mai pi\u00f9 essere decise dalla sola maggioranza.<\/p>\n<p>Credo che alcuni principi possano essere da tutti condivisi. Una legge che garantisca ai cittadini di poter scegliere non solo un partito, ma anche un programma, una coalizione, una proposta di Governo, un primo ministro. Il dibattito italiano su questi nodi dura ormai da alcuni decenni. Esso \u00e8 riuscito persino a trapassare dalla prima alla seconda fase della nostra esperienza repubblicana, senza mai giungere a una conclusione adeguata alle esigenze del Paese.<\/p>\n<p>L\u2019ambizione che possiamo coltivare \u00e8 che questa legislatura porti finalmente a termine questa lunga infinita transizione. Al Parlamento e al Governo che saranno capaci di raggiungere questo risultato, il Paese assicurer\u00e0 riconoscenza e gratitudine. Il mio auspicio \u00e8 che quel Parlamento sia questo Parlamento. Ed \u00e8 su tali propositi e su questo programma, onorevoli senatrici e onorevoli senatori, che chiedo a nome del Governo la vostra fiducia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>2889-il-discorso-di-romano-prodi-al-senato<\/p>\n<p>3664<\/p>\n<p>EmiNews 2007<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>20070227 21:28:00 webmaster Comunicazioni di Romano Prodi al Senato 27 febbraio 2007 Signor Presidente del Senato, onorevoli senatrici e onorevoli senatori, l\u2019esecutivo da me presieduto <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=22147\" title=\"2889 Il discorso di Romano Prodi al Senato\">[&#8230;]<\/a><\/p>\n<\/div>","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[80],"tags":[],"class_list":["post-22147","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-eminews-2007"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.4 - 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