{"id":21944,"date":"2007-06-07T00:00:00","date_gmt":"2007-06-07T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=21944"},"modified":"2007-06-07T00:00:00","modified_gmt":"2007-06-07T00:00:00","slug":"3087-il-direttivo-della-fiei-auspica-il-rapido-avvio-di-una-nuova-fase-politica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=21944","title":{"rendered":"3087 IL DIRETTIVO DELLA FIEI AUSPICA IL RAPIDO AVVIO DI UNA NUOVA FASE POLITICA"},"content":{"rendered":"<p>20070406 19:54:00 redazione-IT<\/p>\n<p>(da Notizie FIEI)<\/p>\n<p>Il Direttivo della FIEI, riunitosi il 27 marzo scorso presso la sala F.Santi della CGIL Nazionale, ha approvato la direzione introduttiva della Segreteria FIEI illustrata dal segretario generale Rodolfo Ricci.<br \/>\nNumerose le questioni affrontate durante l&#8217;incontro a cui hanno preso parte i membri della Segreteria e della Presidenza Michele Speranza, Cesare Novelli, Rino Giuliani, Stefania Pieri , Francesco Berrettini, Filippo Fiandrotti, oltre a Abdou Fay\u00e8, Francesco Calvanese, Carlo Lai, Rita Riccio, Nando Odescalchi, Elisa De Costanzo, Carmelo Nucera. Erano anche presenti Francesco Raco della FILEF di Sydney, Carlo Ghezzi, presidente della Fondazione &quot;Di Vittorio&quot;, Antonio Bruzzese, Coordinatore delle attivit\u00e0 della F.Di VIttorio in America Latina e Andrea Amaro, dell&#8217;Uff. Italiani nel mondo della CGIL Nazionale.<\/p>\n<p>Di seguito alcuni stralci della relazione approvata.<\/p>\n<p>DIRETTIVO FIEI del 27 Marzo 2007 RELAZIONE INTRODUTTIVA<\/p>\n<p>Ci ritroviamo a distanza di diversi mesi dall\u2019insediamento del nuovo Governo e dei primi parlamentari eletti all\u2019estero nella storia del nostro paese.<\/p>\n<p>In questa sala, alla fine di giugno dello scorso anno, assieme alle manifestazioni di grande soddisfazione per il risultato storico del voto e l\u2019elezione di 5 componenti dei nostri organi dirigenti (Bucchino, Bafilfe, Fedi, Farina e Micheloni) avevamo auspicato con i compagni parlamentari eletti, l\u2019avvio di una stagione nuova di lavoro comune e collegiale che valorizzasse la diffuse competenze di cui il mondo del nostro associazionismo dispone e che sostenesse l\u2019azione parlamentare e di Governo sulle questioni degli italiani all\u2019estero da una parte e dell\u2019immigrazione dall\u2019altra.<\/p>\n<p>Ricorderete che avevamo appena superato una fase di accese discussioni polemiche che avevano caratterizzato la fase della campagna elettorale e quella subito successiva, relative sia alla insufficiente partecipazione da molti registrata in sede di definizione delle candidature,  sia alla mancata elezione &#8211; per pochi voti &#8211; di alcune compagne e compagni che senza dubbio avrebbero meritato di sedere anch\u2019essi in Parlamento.<\/p>\n<p>Voglio poi ricordare che un\u2019ulteriore frizione sia era registrata nel dibattito sulla conferma, o meno, del Ministero degli italiani nel Mondo, sulla proposta innovativa, ma probabilmente non ancora matura, del Ministero delle Migrazioni e quindi sull\u2019indicazione del Viceministro per gli italiani all\u2019estero. <\/p>\n<p>Su tutti questi temi si era giunti ad una esposizione mediatica molto forte, con la presenza anche maldestra di tali polemiche fin sulle pagine di importanti quotidiani nazionali.<br \/>\nVale la pena ricordare che la posizione della FIEI, come quelle delle sue organizzazioni aderenti, \u00e8 stata caratterizzata, fin dall\u2019inizio della campagna elettorale, dalla ricerca della massima unit\u00e0 e collegialit\u00e0 delle forze politiche e sociali che vi erano impegnate, pur nella distinzione di ruoli e funzioni, e dal sostegno convinto alla presentazione di liste unitarie dell\u2019Unione all\u2019estero; dalla richiesta di riconoscimento della pari dignit\u00e0 tra tutte le forze nazionali e locali che contribuivano alla mobilitazione elettorale e dalla necessit\u00e0 di strutturazione e condivisione di un programma che recuperasse e facesse propria tutto la ampia e innovativa discussione che si \u00e8 sviluppata negli ultimi due decenni su questo versante, la cui significativa sperimentazione era iniziata gi\u00e0 con il primo Governo Prodi, quando Piero Fassino aveva la delega di Sottosegretario al MAE.<\/p>\n<p>Durante la campagna elettorale, la FIEI ha avuto occasione di manifestare pubblicamente il proprio dissenso verso le posizioni che tendevano ad accentuare presunte autosufficienze o posizioni unilaterali da qualsiasi parte provenissero, richiamando sempre alla necessit\u00e0 di comprensione delle diverse situazioni, di colloquio e interlocuzione con ogni ambito di aggregazione e rappresentanza democratica che sosteneva l\u2019Unione nei diversi paesi, non soltanto perch\u00e9 ritenevamo e riteniamo che questa sia una prassi in ogni caso corretta, ma anche perch\u00e9 era l\u2019unica che poteva risultare efficace e vincente. Tutto ci\u00f2 a partire dalla consapevolezza delle modalit\u00e0 storiche in cui si \u00e8 costituita la rappresentanza nell\u2019universo dell\u2019emigrazione italiana nel mondo, delle le relazioni tra i momenti di rappresentanza politico-partitica, sociale ed associativa.<\/p>\n<p>Questo ragionamento \u00e8 stato praticato congiuntamente con la CGIL e le sue organizzazioni, \u00e8 stato anche condiviso formalmente, purtroppo non \u00e8 stato praticato da tutti con la necessaria coerenza.<br \/>\nI risultati del voto, quelli positivi e quelli meno positivi, e i successivi esiti polemici cui ho prima accennato, danno conto della giustezza della nostra posizione.<br \/>\nUna posizione, vorrei aggiungere, che non ci ha visto affatto isolati politicamente, ma in ottima compagnia: oltre alla CGIL, altre importanti organizzazioni, come le ACLI e un pi\u00f9 vasto fronte di associazionismo democratico hanno condiviso e sostenuto posizioni simili alle nostre.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 ha costituito, tra l\u2019altro, un\u2019importante premessa per il positivo esito di un\u2019altra lunga battaglia sostenuta in prima persona dalle organizzazioni della FIEI dentro la CNE (Consulta Nazionale dell\u2019Emigrazione), che ha portato al rinnovo di questa importante sede di confronto istituzionale, alla elezione del compagno Rino Giuliani alla sua Presidenza, all\u2019inaugurazione di una nuova fase di discussione e di confronto positivo tra le forze associative nazionali.<br \/>\nMa su questo, il comp. Giuliani avr\u00e0 modo di aggiornarci in modo approfondito durante la nostra discussione.<\/p>\n<p>Bisogna poi rilevare come, subito dopo le elezioni, il tavolo di consultazione permanente dei partiti dell\u2019Unione sia letteralmente \u201csaltato\u201d, per l\u2019 accentuata conflittualit\u00e0 interna tra le sue forze principali, per la marginalizzazione lamentata da altre ed infine per il disinteresse oggettivo di altre ancora.<br \/>\nSolo in queste ultimissime settimane, a distanza di quasi un anno, questo tavolo pare essersi ricomposto, quanto meno \u00e8 tornato a riunirsi, incentivato, probabilmente, dal paventato rischio di imminenti elezioni anticipate.<\/p>\n<p>A questo si deve aggiungere un certo scontento lamentato dai nostri parlamentari eletti, in ragione di obiettive difficolt\u00e0 nell\u2019azione dei due rami del Parlamento, con il ricorso frequente al voto di fiducia e con la conseguente difficolt\u00e0 di disporre di un luogo di approfondimento aperto delle questioni specifiche dell\u2019emigrazione italiana che aspettano da decenni di essere risolte.<\/p>\n<p>Una difficolt\u00e0 che, su un versante pi\u00f9 ampio, \u00e8 anche manifestata dalla scarsa visibilit\u00e0 dei parlamentari sul piano dell\u2019opinione pubblica nazionale; ci\u00f2 continua a riprodurre, pur dopo la novit\u00e0 storica del voto all\u2019estero, una condizione di secondariet\u00e0 e marginalit\u00e0 dell\u2019emigrazione italiana sullo scenario nazionale, sia sul piano delle sue storiche rivendicazioni, e ancora di pi\u00f9, se si vuole, quanto alla lettura strategica dell\u2019emigrazione come risorsa e alla presunta, potenziale funzione \u201csprovincializzante\u201d che i nuovi parlamentari dell\u2019estero avrebbero potuto assumere ad esempio rispetto all\u2019altro grande tema dell\u2019immigrazione nel nostro paese.<\/p>\n<p>Alcuni nostri parlamentari hanno anche pubblicamente lamentato la insufficiente interlocuzione con il Governo; e noi ci sentiamo di aggiungere che appare anche insufficiente la capacit\u00e0 dei parlamentari eletti nelle liste dell\u2019Unione di lavorare assieme con obiettivi condivisi o almeno con una strategia comune, pur nella normale differenziazione delle questioni ritenute prioritarie.<br \/>\nAnche rispetto a questo, ancora soltanto negli ultimi giorni pare essere stata ricostituita una sede formale di confronto con il Vice Ministro; ma il fatto che riprendano forza e consenso le ipotesi di comitato interparlamentare, proposta inizialmente di Tremaglia, che raccolga tutti i 18 eletti all\u2019estero, d\u00e0 conto di una certa \u201cvolont\u00e0 di riscatto\u201d che accomuna gran parte degli eletti a prescindere dal proprio orientamento politico.<\/p>\n<p>E\u2019 anche corsa voce, nei giorni della crisi, di un costituendo \u201cPartito degli emigrati\u201d da affiancare alle liste dell\u2019Unione, oppure di una sorta di AISE mondiale (sull\u2019esempio della lista del Sen. Pallaro).<\/p>\n<p>Tutto ci\u00f2 costituisce il segnale di un certo disorientamento e scontento che pervade molti ambienti, anche se i risultati ottenuti in sede di legge finanziaria, relativamente agli stanziamenti per la nostra emigrazione, non sono stati negativi: si \u00e8 trattato comunque di uno dei pochi capitoli di spesa che complessivamente non risultano essere stati tagliati e che anzi hanno riscontrato un pur modesto aumento.<\/p>\n<p>Siccome a distanza di soli due mesi dall\u2019approvazione di una delle maggiori manovre finanziarie della storia d\u2019Italia, si evidenzia un insperato trend positivo sia sul versante delle entrate che su quello dell\u2019aumento del tasso di incremento del PIL, \u00e8 possibile riproporre con convinzione un\u2019azione che consenta il raggiungimento di alcuni risultati.<br \/>\nPer far ci\u00f2 \u00e8 opportuno ed essenziale il rilancio di un confronto ampio che recuperi, o meglio inauguri, ci\u00f2 che fino ad oggi \u00e8 in gran parte mancato: vale a dire un tavolo di confronto e discussione che metta insieme il fronte della rappresentanza sociale ed associativa dell\u2019emigrazione italiana, quello della rappresentanza politica, quello parlamentare e di governo, finalizzato alla ridefinizione di un programma minimo di legislatura, condiviso e che possa godere del sostegno del CGIE.<br \/>\nI temi da affrontare sono molti e, a prescindere dalla inopportunit\u00e0 di procedere da soli,  o in ordine sparso, c\u2019\u00e8 anche da dire che nessuno pare disporre di saperi e competenze esaustive ed autosufficienti sul merito delle varie questioni. <\/p>\n<p>Dalle materie fino ad oggi prese seriamente in considerazione dai parlamentari e dal Governo, ad esempio, continuano a restare fuori un molteplicit\u00e0 di temi, (solo alcune affrontate in sede CGIE), di fondamentale rilievo e di valore strategico: per esempio quelli relativi alla armonizzazione delle politiche regionali, alla formazione e qualificazione professionale, al sostegno alla piccola imprenditoria, alle nuove generazioni, alla cooperazione internazionale, agli interventi di scuola e cultura, alle situazioni di povert\u00e0 e indigenza, ecc.<\/p>\n<p>Ci si trova sempre pi\u00f9 frequentemente di fronte ad equivoche interpretazioni o letture; ne cito solo alcune: <\/p>\n<p>a)- che il mondo dell\u2019imprenditorialit\u00e0 e del lavoro autonomo degli emigrati italiani, come quello dei fabbisogni formativi e di qualificazione dei lavoratori e dei giovani possa essere rappresentato in via prioritaria dalle camere di commercio; <\/p>\n<p>b)- o che i problemi dell\u2019assistenza sanitaria in America Latina si risolvano con il finanziamento di polizze assicurative locali, in un momento, in cui, invece, si assiste in quei paesi, alla ristrutturazione dei locali sistemi sanitari in chiave di maggiore partecipazione pubblica, analogamente ai sistemi sanitari europei; ci\u00f2, che aprirebbe interessanti opportunit\u00e0 di cooperazione nell\u2019ambito dell\u2019assistenza sanitaria e quindi ancora pi\u00f9 interessanti momenti di relazioni tra l\u2019Italia e questi paesi rispetto alla volont\u00e0 di rafforzamento dei locali sistemi di welfare.<br \/>\nE comunque un incremento dell\u2019assistenza diretta non pu\u00f2 far cadere l\u2019attenzione per la proposta di assegno sociale per le fasce indigenti o in difficolt\u00e0 dei nostri connazionali pi\u00f9 anziani.<\/p>\n<p>c)- altro equivoco molto frequente \u00e8 quello che confonde e sovrappone la rappresentanza dell\u2019emigrazione con il ruolo di servizio dei patronati. <\/p>\n<p>Oppure ci si trova di fronte a decisioni che lasciano francamente perplessi, come l\u2019affidamento di un mega-progetto di 6 milioni di euro da parte del Ministero del Lavoro alla partecipata \u201cItalia Lavoro\u201d per realizzare qualche ricerca in America Latina (Brasile, Argentina, Uruguay) sui fabbisogni formativi dei nostri giovani emigrati e sulle potenziali connessioni con il mondo delle imprese italiane che hanno ivi delocalizzato; abbiamo avuto modo di far presente che con 6 milioni di euro, solo per portare un esempio, si possono installare 60 laboratori informatici permanenti in altrettante localit\u00e0 latino-americane, per contribuire a ridurre il il \u201cdigital divide\u201d che affligge anche i nostri giovani connazionali residenti in quelle aree. <\/p>\n<p>Altro fatto non condivisibile, quello della \u201csilenziosa\u201d riconferma di un programma, a titolarit\u00e0 del MAE, ma cofinanziato dalla UE, secondo un modello a suo tempo proposto proprio dalle nostra organizzazioni FIEI e CGIL in Europa, di consistenza pari a circa 40 milioni di euro da spendere nel quinquennio 2007-2011 per i programmi ITENETS e Partenariati transnazionali; cosa strana \u00e8 che sui risultati del precedente analogo programma, di analoga consistenza finanziaria, se ne sa quasi niente, n\u00e9, a parte noi, c\u2019\u00e8 stato qualcuno che abbia almeno posto l\u2019interrogativo.<\/p>\n<p>Si potrebbero citare una serie di altri esempi, come i criteri di finanziamento ai centri di lingua e cultura, che 10 anni fa si era riusciti ad ancorare, su nostra proposta a Piani-Paese discussi ed approvati da Comites, CGIE e MAE e che sembrano, adesso, ancorati a niente; come anche i criteri di assegnazione di contributi del MAE per la stampa e l\u2019informazione delle nostre comunit\u00e0, o per le iniziative culturali; aggiungo anche l\u2019incredibile indifferenza verso politiche di sostegno all\u2019associazionismo nazionale, ecc..<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che vogliamo porre in evidenza \u00e8 che si sta riproducendo una prassi per la quale una ristrettissimo numero di attori molto autoreferenziali discute \u2013poco e con pochi elementi- e decide da solo.<br \/>\nA nostro parere, quindi, la problematicit\u00e0 di questo momento si registra sia su un fronte tecnico che su un fronte strategico.<br \/>\nSu quest\u2019ultimo piano, una acquisizione molto innovativa di dieci anni or sono, quella cio\u00e8 della assoluta necessit\u00e0 di un coordinamento interministeriale degli interventi per la nostra emigrazione che facesse interloquire il MAE con il Ministero del Lavoro, della Pubblica Istruzione, delle Pari Opportunit\u00e0, del MINCOMES, della Cultura, \u00e8 finita nel dimenticatoio.<\/p>\n<p>Come FIEI e anche come CNE al completo, abbiamo sollecitato in pi\u00f9 occasioni il Viceministro a inaugurare una prassi di consultazione; a una positiva risposta non sono seguiti atti conseguenti.<\/p>\n<p>Non vogliamo sottovalutare la gi\u00e0 difficile situazione dei nostri parlamentari, ma non si pu\u00f2 negare che anche con loro, le opportunit\u00e0 di colloquio e confronto siano molto scarse; e con ci\u00f2, forse, al di l\u00e0 di tutto, ne risulta affievolita la loro capacit\u00e0 di proposta e la possibilit\u00e0 per tutti, di rafforzare e consolidare i rapporti con le comunit\u00e0 italiane all\u2019estero.<\/p>\n<p>Quanto al CGIE, esso si ritrova oggi, dopo la rielezione delle cariche rese vacanti dalle dimissioni di diversi parlamentari eletti, &#8211; positiva come risultato, ma decisamente infelice quanto a metologia applicata che rischia di renderlo ingovernabile e molto conflittuale al proprio interno-, nella incredibile situazione di essere nuovamente sotto scacco dalla seconda decisione del TAR del Lazio che non ha riconosciuto i criteri di nomina dei membri dei Patronati e dei Sindacati, con l\u2019ennesima esclusione dell\u2019EPASA-CNA a favore del patronato della Coldiretti (che si chiama EPACA), evidentemente inesistente all\u2019estero.<\/p>\n<p>Quindi in un momento politicamente molto importante, il CGIE \u00e8, e presumibilmente rester\u00e0 di nuovo inattivo per diverso tempo, a fronte di scadenze importanti che erano state programmate come la Prima Conferenza Mondiale dei Giovani italiani all\u2019estero, il dibattito sulla sua riforma (oltre a quella dei Comites) e il suo ruolo alla luce della novit\u00e0 della rappresentanza parlamentare, il dibattito sull\u2019azione delle Regioni e la preparazione della Conferenza Stato-Regioni-P.A.-CGIE.<\/p>\n<p>Tutti questi fatti messi in fila forniscono un quadro preoccupante; e riproducono una sorta di sindrome del \u201cGoverno amico\u201d, da cui vengono talvolta irretite realt\u00e0 organizzate che hanno sostenuto con convinzione l\u2019affermazione di una compagine di governo e che, pur perseverando nell\u2019intenzione, trovano, via via, sempre maggiori perplessit\u00e0 rispetto alla sua azione, collezionando elementi di critica che tuttavia restano inespressi.<\/p>\n<p>Credo che siano in molti a trovarsi in questa situazione. E, senza voler per forza trovare giustificazioni, ci\u00f2 costituisce uno dei motivi per cui anche la FIEI ha attraversato in questi ultimi 6 mesi una fase di \u201cimpasse\u201d. All\u2019aver fatto presente pubblicamente, in alcune circostanze la delicatezza della situazione, ci si \u00e8 anche trovati anche di fronte a inopportuni ammonimenti. <\/p>\n<p>Una situazione questa che risulta non accettabile, dal nostro punto di vista, poich\u00e9 non pu\u00f2 portare ad altro che ad un ulteriore indebolimento complessivo: dell\u2019azione di governo da una parte e delle organizzazioni che lo sostengono, dall\u2019altro; infine dell\u2019immagine stessa dei parlamentari.<\/p>\n<p>Crediamo sia invece necessaria una rapida svolta, per molteplici ragioni:<br \/>\nPrimo, che, alla luce della migliorata situazione economica del Paese, diversi obiettivi su cui la grande maggioranza delle organizzazioni politiche ed associative pu\u00f2 certamente convenire, sono realisticamente raggiungibili, quindi da riproporre con convinzione.<br \/>\nSecondo, che bisogna farlo in fretta perch\u00e9 nessuno pu\u00f2 dare per certo che torneremo a votare nel 2011. Appare molto pi\u00f9 probabile una scadenza diversa. E agli elettori, qualche risultato significativo bisogner\u00e0 presentarlo !<br \/>\nE in ogni caso, la storia di impegno e di lavoro di mezzo secolo delle nostre organizzazioni, ci impone da una parte la rivendicazione di alcuni risultati visibili e contemporaneamente la tutela di un\u2019immagine di coerenza e di seriet\u00e0 che ci ha storicamente caratterizzato e che deve continuare a caratterizzarci.<\/p>\n<p>Vorrei a questo proposito far nuovamente presente, qualora ce ne fosse bisogno, che il mondo del nostro associazionismo si trova impegnato. fin dal suo nascere, su un doppio fronte: uno \u00e8 quello del versante italiano, di cui stiamo abbondantemente parlando anche in questa occasione; l\u2019altro, per niente secondario, \u00e8 quello della rivendicazione di pari diritti e misure di integrazione nei paesi di accoglimento, un momento caratterizzato tra l\u2019altro, dalla progressiva intensificazione delle relazioni politiche ed istituzionali locali e dal progressivo riconoscimento del suo ruolo di attore sociale e civile in paesi a grande presenza migratoria, come dimostra il consistente aumento della presenza di nostri connazionali in tutti i momenti di rappresentanza istituzionale, dai consigli comunali, a quelli provinciali, a quelli regionali, fino ai parlamenti nazionali.<br \/>\nCi\u00f2 avviene, pur in misura diversificata, un po\u2019 dappertutto. E l\u2019interesse verso la politica locale \u00e8 ovunque, e giustamente, crescente dentro le nostre collettivit\u00e0. Esso costituisce un segnale oggettivo del procedere dell\u2019integrazione di milioni di connazionali.<\/p>\n<p>Ora, se dal versante italiano non si producono innovazioni forti e convincenti nelle politiche verso le nostre collettivit\u00e0, non solo o non tanto sul piano delle risorse, ma soprattutto su quello della funzione strategica che esse possono rappresentare in un mondo globalizzato e multipolare, sotto il profilo politico, culturale ed economico  \u2013cosa che un governo di centrosinistra dovrebbe cogliere meglio di altri-, la prospettiva non potr\u00e0 che essere quella di un maggiore distacco e disinteresse verso l\u2019Italia, soprattutto da parte delle nuove generazioni, che costituiscono il futuro della nostra emigrazione.<\/p>\n<p>La rappresentanza che abbiamo eletto nell\u2019aprile 2006 si trova in effetti, dentro questo dilemma: o riesce far valere e a dar conto di un salto di qualit\u00e0 effettivo, oppure il rischio \u00e8 che questa rappresentanza -e il suo stesso persistere sul piano istituzionale- siano destinate ad un pericoloso indebolimento.<\/p>\n<p>E\u2019 qui, crediamo, che si gioca la capacit\u00e0 di rilancio dell\u2019azione politica da parte di tutti. E forse la proposta di coordinamento interministeriale ritrova, in questa ottica, una sua validit\u00e0.<br \/>\nO l\u2019emigrazione italiana, da problema nazionale qual \u00e8 stato, diventa davvero una risorsa nazionale a tutti i livelli, oppure la sua collocazione esclusiva a livello \u201cvice ministeriale\u201d di un Ministero seppure importante come il MAE, la stringer\u00e0 in una posizione marginale dalla quale sar\u00e0 anche difficile giustificare la presenza di 18 eletti dall\u2019estero nei due rami del nostro Parlamento. <\/p>\n<p>COSA FARE, QUINDI ?<\/p>\n<p>Io penso che la fase di rodaggio di questa nuova importante stagione politica debba essere data per conclusa; bisogna tornare a manifestare, sulla base del nostro patrimonio ideale, del patrimonio di elaborazioni e di programmi realizzati in questi anni, la nostra capacit\u00e0 di analisi e di proposta anche critica laddove necessario; il nostro associazionismo, assieme ad altre reti e federazioni, con tutti i suoi limiti e la ristrettezza di mezzi a disposizione, continua a costituire la vera spina dorsale della rappresentanza dell\u2019 emigrazione; gli elementi di aggregazione e di libera partecipazione continuano ad essere i suoi elementi costitutivi. Cos\u00ec come il rapporto strategico con le grandi organizzazioni sociali come la CGIL in Italia e con grandi realt\u00e0 sociali e politiche di progresso all\u2019estero.<\/p>\n<p>A fronte di una crisi evidente delle forme e delle modalit\u00e0 di gestione della rappresentanza, visibile in Italia come altrove, ma incredibilmente ignorate o prese sottogamba nei nostri ambienti, della sempre pi\u00f9 frequente e negativa autoreferenzialit\u00e0 che caratterizza molti momenti decisionali, si deve rispondere con il richiamo forte ai principi fondanti della nostra storia e della nostra identit\u00e0: la partecipazione  e la discussione innanzitutto e un posizionamento politico che riconfermi l\u2019autonomia della nostra organizzazione in un rapporto dialettico con le forze politiche dell\u2019unione e con le forze sociali di progresso di questo paese.<\/p>\n<p>(&#8230;)<br \/>\n&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;<\/p>\n<p>Sintesi dell\u2019intervento di Carlo GHEZZI &#8211; Presidente Fondazione Giuseppe Di Vittorio al Comitato Direttivo nazionale della FIEI  (Roma 27 marzo 2007)<\/p>\n<p>&quot;Esprimo apprezzamento per lo scenario nazionale e internazionale, cos\u00ec come i problemi affrontati ed i propositi annunciati, offertici dalla relazione di Rodolfo Ricci. In questo contesto si colloca agevolmente il rinnovato impegno che la Segreteria della Cgil intende sviluppare nei confronti delle comunit\u00e0 italiane operanti nei paesi extra europei di fronte ai compiti nuovi ed antichi che ci attendono.<br \/>\nPrendendo la parola nel corso dei lavori del vostro organismo dirigente ho la possibilit\u00e0, della quale vi ringrazio vivamente, di illustrarvi alcune scelte che la Cgil ha fatto affidandoci nuovi compiti.<br \/>\nLa Segreteria ha deciso di affidare alla Fondazione Giuseppe Di Vittorio il concreto coordinamento di tale suo impegno all\u2019estero che si concretizza sia nel consolidamento dei rapporti con le locali organizzazioni dell\u2019italianit\u00e0, sia in raccordo con le presenze dirette della Cgil che in quei territori operano, sia nel rafforzamento del sistema di relazioni che la Cgil intrattiene con associazioni amiche o a lei legate da protocolli o da patti, sia infine nell\u2019intessere costruttivi e proficui con coloro che sono interessati al miglioramento delle relazioni tra il nostro e il loro paese e le rispettive  collettivit\u00e0.<br \/>\nPer dare attuazione al compito affidatoci abbiamo provveduto a stipulare delle convenzioni e a definire pi\u00f9 puntualmente i nostri rapporti con la Presidenza nazionale dell\u2019Inca-Cgil, con il sindacato dei pensionati (Spi-Cgil) e con la Fiei che integrino e rafforzino quelle gi\u00e0 operanti con la Cgil.<br \/>\nLa attivit\u00e0 che la Fondazione Giuseppe Di Vittorio svolge ruota, come sapete, attorno ai temi della storia, della memoria, dell\u2019approfondimento culturale, della ricerca sulle tematiche economico-sociali e istituzionali.<br \/>\nNell\u2019anno in corso siamo particolarmente impegnati, dopo le conclusioni del Centenario della Cgil, a ricordare il Cinquantesimo anniversario della morte di Giuseppe Di Vittorio, i 50 anni del Mercato Comune Europeo, il Bicentenario della nascita di Giuseppe Garibaldi, l\u2019eroe dei due mondi.<br \/>\nStiamo avviando a tal fine un piano di iniziative in Italia e nel mondo, anche in collaborazione con i sindacati locali e con le comunit\u00e0 italiane all\u2019estero, sul quale ci auguriamo di poter verificare il vostro consenso e di poter realizzare le integrazioni al nostro programma e mettere in campo tutte le sinergie da voi stessi proposte e che risulteranno reciprocamente utili. Di tale piano di lavoro abbiamo avuto occasione di informare le strutture con le quali collaboriamo, ivi compresa la vostra, del programma di massimo previsto fino alle ferie del corrente anno.<br \/>\nLa funzione di coordinamento attribuitaci, i protocolli di collaborazione sottoscritti, i piani di lavoro comuni che ci auspichiamo poster vedere presto realizzati, non inficiano l\u2019autonomia che ogni singola struttura deve avere, ne tantomeno i suoi programmi di lavoro coerenti con la funzione che ognuno \u00e8 chiamato a svolgere.<br \/>\nAugurandovi buon lavoro vi confermiamo la nostra pi\u00f9 completa disponibilit\u00e0 a rafforzare il lavoro comune gi\u00e0 avviato e ed esaminare congiuntamente ogni nuova proposta che voi riteniate utile avanzare.<br \/>\nLe celebrazioni per Di Vittorio, il rapporto tra MEC e Mercosur e la loro evoluzione nella costruzione di un mondo bipolare, le celebrazioni per Garibaldi, per le quali siamo stati accolto nel comitato nazionale che ha sede al Ministero dei Beni Culturali, costituiscono un primo utile terreno per operare insieme.&quot;<\/p>\n<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;<\/p>\n<p>*)- seguono altri interventi nelle prossime comunicazioni FIEI<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>3087-il-direttivo-della-fiei-auspica-il-rapido-avvio-di-una-nuova-fase-politica<\/p>\n<p>3861<\/p>\n<p>EmiNews 2007<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>20070406 19:54:00 redazione-IT (da Notizie FIEI) Il Direttivo della FIEI, riunitosi il 27 marzo scorso presso la sala F.Santi della CGIL Nazionale, ha approvato la <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=21944\" title=\"3087 IL DIRETTIVO DELLA FIEI AUSPICA IL RAPIDO AVVIO DI UNA NUOVA FASE POLITICA\">[&#8230;]<\/a><\/p>\n<\/div>","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[80],"tags":[],"class_list":["post-21944","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-eminews-2007"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.4 - 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