{"id":21924,"date":"2007-06-07T00:00:00","date_gmt":"2007-06-07T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=21924"},"modified":"2007-06-07T00:00:00","modified_gmt":"2007-06-07T00:00:00","slug":"3108-congresso-di-dl-la-margherita-la-relazione-di-francesco-rutelli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=21924","title":{"rendered":"3108 Congresso di DL &#8211; La Margherita: LA RELAZIONE DI FRANCESCO RUTELLI"},"content":{"rendered":"<p>20070421 12:30:00 redazione-IT<\/p>\n<p>20-04-2007<\/p>\n<p>Care amiche, amici, gentili ospiti,<br \/>\nbenvenuti al Congresso di Democrazia \u00e8 Libert\u00e0-la Margherita.<br \/>\n\u00c8 il II Congresso di questo nostro partito, nato per la convergenza tra PPI, i Democratici, Rinnovamento Italiano e grazie all\u2019apporto di centinaia di personalit\u00e0 e migliaia di militanti provenienti dalle esperienze del cattolicesimo popolare e democratico, laico-liberale e riformista, del vitale associazionismo del nostro paese, dell\u2019ambientalismo.<br \/>\nDomenica decideremo che sar\u00e0 anche l\u2019ultimo nostro Congresso.<\/p>\n<p>Ma non sar\u00e0 una decisione di addio. Realizzeremo l\u2019obiettivo di fondare una nuova, ambiziosa, difficile, affascinante impresa: la nascita del Partito Democratico. <\/p>\n<p>E\u2019 un passaggio senza precedenti nella democrazia italiana, che si svolge in parallelo ed unit\u00e0 d\u2019intenti con il Congresso dei Democratici di Sinistra, iniziato ieri a Firenze. I due maggiori partiti del centrosinistra italiano, che hanno raccolto insieme circa dieci milioni di voti nelle elezioni politiche di un anno fa, decidono di non continuare da soli l\u2019azione politica, decidono di unirsi e di aprire il cammino futuro a tutti quei cittadini e a quelle forze che condividono questo disegno.<br \/>\nNoi ci uniamo perch\u00e9, ben consapevoli della dignit\u00e0, della forza, dei valori che derivano da tanta parte delle esperienze da cui originano i nostri partiti, siamo soprattutto consapevoli che dobbiamo rispondere a sfide nuove, dobbiamo organizzarci in modo migliore. Che \u00e8 tempo di unire i democratici e i riformisti italiani. <\/p>\n<p>Saluto gli ospiti che rappresentano il mondo della cultura e dello spettacolo, che si trovano certamente a loro agio in questo luogo cos\u00ec speciale.<br \/>\nSaluto i nostri ospiti illustri che vengono dall\u2019estero.<br \/>\nSaluto i leader politici. I rappresentanti delle forze economiche, sociali, dell\u2019associazionismo.<\/p>\n<p>Al futuro si debbono dare basi solide. E in questi tre giorni dovremo rispondere a domande molto impegnative.<br \/>\n\u00c8 giusto, \u00e8 necessario sciogliere le nostre appartenenze e dare vita a un partito nuovo, anzich\u00e9 proseguire, ad esempio, sulla strada di alleanze o con una federazione tra soggetti che mantengano la propria autonomia?<br \/>\n\u00c8 saggio, in un\u2019epoca in cui tra i segni dominanti appaiono la frammentazione, l\u2019esasperazione delle divergenze, i particolarismi, imboccare la strada dell\u2019aggregazione tra forze che hanno certamente tratti diversi?<br \/>\nQual \u00e8, soprattutto, l\u2019idea del nostro Paese, l\u2019idea per il nostro Paese che intendiamo mettere in campo e su cui dovr\u00e0 crescere il Partito Democratico?<br \/>\n\u00c8 compito del Congresso dare risposte a questi interrogativi.<br \/>\nSubito, va detto che noi compiamo una scelta di fondo: non solo di far nascere un partito nuovo, unitario ed aperto. Ma che questo partito non sia fondato su un\u2019identit\u00e0 ristretta.<br \/>\nLeggiamo nelle nostre societ\u00e0 le potenzialit\u00e0 del pluralismo di culture, rappresentanze, propositi; e cogliamo tutti i rischi di frammentazione e conflittualit\u00e0.<br \/>\nPer guidare i cambiamenti occorre un grande partito. Non lunghe coalizioni di partiti in competizione tra loro. Occorrono idee ambiziose, piuttosto che racconti svolti in concorrenza.<br \/>\nEd \u00e8 illusoria l\u2019ipotesi di un\u2019identit\u00e0, ideologicamente o culturalmente definita, che pretenda di essere omogenea, condivisa da tutti, in mezzo alle trasformazioni incessanti di questo inizio di XXI secolo che esigono dialogo, confronto, integrazioni, sintesi.<br \/>\nDobbiamo agganciare l\u2019Italia a un mondo che corre. Dobbiamo restituire fiducia nella politica e nel pubblico servizio. Dobbiamo far partecipare milioni di persone, con sensibilit\u00e0 e passione.<br \/>\nCome ha scritto Amartya Sen \u201cbisogna educare gli uomini ad accettare il dato di fatto che possediamo molte identit\u00e0, e conviene usarle come punto di contatto con gli altri\u201d.<\/p>\n<p>Il partito arriva a questo appuntamento avendo centrato i suoi obiettivi fondamentali.<br \/>\nE\u2019 nato a ridosso delle elezioni del 2001, quando pochissimi immaginavano che le nostre liste avrebbero potuto raccogliere un risultato a due cifre. Fu invece ben pi\u00f9 robusto: la prima prova che l\u2019unione di partiti pu\u00f2 conseguire, a certe condizioni, consensi superiori alla somma dei punti di partenza. Sappiamo che quei consensi furono ingrossati dalla coincidenza nel simbolo e nella conduzione della campagna elettorale dalla mia responsabilit\u00e0 di candidato premier. Dal giorno dopo le elezioni, \u00e8 iniziata una storia nuova: Mastella ha ripreso la sua strada autonoma, la Margherita ha iniziato la vita del partito e la costruzione di un suo progetto politico basato su tre presupposti:<br \/>\nquel 13% di consensi \u2013 tolti i voti dell\u2019UDEUR \u2013 avrebbero perso per la via un\u2019importante componente di sinistra che si era identificata con la campagna contrapposta a Berlusconi, e dunque lo spazio di originale fisionomia della Margherita era da formare con un profilo di centrosinistra attento all\u2019innovazione dei contenuti di programma e anche ad una capacit\u00e0 di interpretare elettori moderati ma non favorevoli alla Destra;<br \/>\nla costruzione di uno spazio autonomo sarebbe stata sempre strategicamente intrecciata con il disegno dell\u2019Ulivo, ovvero lo sviluppo dell\u2019incontro tra le anime diverse del riformismo democratico italiano;<br \/>\nla quotidiana battaglia sarebbe stata volta al ritorno al governo, a partire dal recupero e la crescita di consensi nelle elezioni locali e regionali.<\/p>\n<p>Abbiamo registrato un successo su tutti e tre i fronti. In particolare il lavoro paziente di costruzione di coalizioni, scelta dei candidati, raccordo con le forze emergenti nei territori &#8211; condotto con lealt\u00e0 e dedizione unitaria, e attraverso uno stretto rapporto con Piero Fassino e i DS &#8211; ha consentito di riconquistare al centrosinistra non solo la maggioranza, ma i tre quarti delle regioni italiane, e una percentuale non dissimile nei governi delle Province e dei Comuni. La Margherita consolidava dappertutto le sue posizioni, ed oggi partecipano a questo Congresso 174 Amministratori  Regionali (di cui 140 consiglieri eletti),  32 Presidenti delle Province, centinaia di Sindaci di piccoli Comuni \u2013 fatemi salutare per tutti loro Sergio Rizzo, il Sindaco di Maierato, piccolo Comune calabrese, presidente dei giovani dell\u2019ANCI di quella regione, impegnato per la legalit\u00e0 e contro la mafia \u2013 e Sindaci di grandi citt\u00e0: fatemi salutare, per tutti, una protagonista della libert\u00e0, dell\u2019amministrazione democratica e trasparente in una delle pi\u00f9 belle e difficili citt\u00e0 d\u2019Italia, Rosa Russo Iervolino. Non \u00e8 un caso se per confermare il nostro impegno strategico, ho citato due nostri rappresentanti del Mezzogiorno.<br \/>\nLa Margherita ha conseguito il 10,7% dei voti nelle elezioni politiche (abbiamo certamente pagato qualche prezzo nell\u2019ultima fase della campagna elettorale al recupero in aree centrali dell\u2019elettorato da parte del centrodestra a causa di incertezze comunicative ed eccessive caratterizzazioni da parte delle sinistre radicali), ed \u00e8 stato l\u2019unico tra i partiti maggiori ad accrescere sensibilmente la propria rappresentanza parlamentare, con 122 tra senatori e deputati eletti. Il nostro partito ha contribuito a formare il carattere riformista e moderno, sociale e liberale ad un tempo, della proposta di governo dell\u2019Unione. Ha rilevanti responsabilit\u00e0 nella compagine del Governo Prodi, cos\u00ec come nei ruoli istituzionali della Repubblica, dove assicura un\u2019altissima responsabilit\u00e0 con intelligenza ed equilibrio uno dei nostri fondatori, Franco Marini; negli assetti politici e parlamentari dell\u2019Ulivo, dove occupa la pi\u00f9 importante posizione con dinamismo e qualit\u00e0 Dario Franceschini.<br \/>\nNon ci siamo fermati nel perseguire il disegno politico dell\u2019Ulivo verso il Partito Democratico. E ci presentiamo oggi coerenti e decisi a questo appuntamento, di portata storica.<br \/>\nNon mi nascondo problemi ed inadeguatezze con cui ci siamo misurati. Certamente, l\u2019errore di un tesseramento tenuto aperto troppo a lungo, e che ha dato corso in alcune parti del paese a sproporzionate raccolte di tessere. Una buona lezione imparata in vista della costruzione del Partito Democratico, che dovr\u00e0 essere aperto a tutti, sulla base del principio \u201cuna testa un voto\u201d, e vedere il contributo determinante del nostro partito, della nostra organizzazione, dei nostri amministratori. Ma l\u2019occasione di oggi voglio coglierla per ringraziare tutti coloro che hanno dedicato tempo, energie, dedizione, intelligenza a questo nostro progetto. Agli eletti, ai militanti, ai funzionari, ai dipendenti. A una comunit\u00e0 di donne e uomini ricca di qualit\u00e0 e di capacit\u00e0. Abbiamo fatto molta strada.<br \/>\nNe faremo tanta ancora, insieme. E come sono stato il vostro Presidente, al servizio di tutti in questi anni, cos\u00ec lo sar\u00f2 in questa nuova impresa, se mi rinnoverete la vostra fiducia.<\/p>\n<p>La transizione politica in Italia non finisce mai.<br \/>\nIl bipolarismo cos\u00ec organizzato \u00e8 inefficiente, ed appare pericolosamente stremato.<br \/>\nNon ci illudiamo che il problema si risolva con un gioco di prestigio azzeccato, con una riforma elettorale miracolosa.<br \/>\nAnche per questo nasce il Partito Democratico.<br \/>\n\u00c8 l\u2019antidoto politico al malfunzionamento delle coalizioni, l\u2019atto di creativit\u00e0 e responsabilit\u00e0 per restituire forza alla politica nel momento storico in cui si manifesta forse la sua maggiore debolezza.<br \/>\nIl PD vuole far approdare finalmente il Paese ad una equilibrata, matura democrazia dell\u2019alternanza.<br \/>\nDopo circa quindici anni dall\u2019approvazione dell\u2019eccellente legge Ciaffi per l\u2019elezione diretta dei Sindaci, e della legge Mattarella per l\u2019elezione di Camera e Senato \u2013 una legge molto ben fatta, e che ha funzionato, anche se \u00e8 stata tradita in sede di applicazione nei Regolamenti parlamentari, dove \u00e8 stato eluso e calpestato lo sbarramento del 4%, e dunque si \u00e8 aperta la strada alla frammentazione estrema del sistema politico \u2013 abbiamo preso un impegno con gli elettori : abolire la pessima legge Calderoli approvata a fine legislatura con i soli voti della maggioranza e con il solo scopo di limitare i danni di una sconfitta annunciata.<br \/>\nNel nostro partito viene generalmente preferito  un sistema maggioritario a due turni basato su collegi elettorali uninominali, perch\u00e9 vogliamo restituire ai cittadini la scelta degli eletti. Abbiamo preso comunque l\u2019impegno di trovare una larga convergenza parlamentare \u2013 non solo all\u2019interno dell\u2019Unione di centrosinistra, ma con le opposizioni di centrodestra \u2013 e dunque di arrivare ad una sintesi alta, nell\u2019interesse generale. Oltre ad eliminare l\u2019attuale legge elettorale, vogliamo assicurare rappresentativit\u00e0 al Parlamento e stabilit\u00e0 di governo con un rafforzamento del ruolo del premier.<br \/>\nNel rispetto del richiamo del Capo dello Stato e dell\u2019impegno assunto in Parlamento dal Presidente del Consiglio, abbiamo affermato due priorit\u00e0:<br \/>\nla riforma di alcuni punti della Costituzione a partire dalla modifica del bicameralismo con l\u2019istituzione del Senato delle Regioni e delle Autonomie e la riduzione del numero dei parlamentari; governabilit\u00e0 in entrambi i rami del Parlamento, con una rappresentanza per tutte le forze politiche che raccolgano consensi adeguati.<\/p>\n<p>Se oggi per\u00f2 noi imbocchiamo la via politica verso una matura democrazia, \u00e8 perch\u00e9 l\u2019Italia ha bisogno di un moderno bipolarismo in cui le coalizioni per il governo uniscano quanti si candidano effettivamente per governare.<br \/>\nNon per esporre bandierine, per tentare ossessivamente di strappare qualche ipotetico voto in pi\u00f9. Tutti vogliamo un Parlamento rappresentativo, e ricco delle diversit\u00e0 proprie della societ\u00e0 italiana. Noi restiamo fedeli all\u2019alleanza stretta davanti agli elettori anche con le forze della sinistra radicale, che vediamo impegnate per la stabilit\u00e0 del governo, ma vogliamo che l\u2019Unione non sia pi\u00f9 prigioniera di posizioni di astratto massimalismo. E vogliamo tenere aperta la possibilit\u00e0 di ampliare il centrosinistra a forze moderate, di quel centro riformatore che potrebbe sia guardare ad un significativo ingresso nel PD, sia concorrere a rafforzare il pluralismo dell\u2019alleanza.<br \/>\nVoglio salutare qui il fatto politico pi\u00f9 rilevante avvenuto dall\u2019inizio della legislatura: la scelta pulita, responsabile, coerente  con una lunga storia democratica e  di moderazione compiuta da Marco Follini.<br \/>\nI numeri contano. Ma in certe stagioni conta altrettanto, e di pi\u00f9, una scelta politica. Serve a seminare, serve a costruire, serve a indicare una strada. <\/p>\n<p>Rivolgendomi agli ospiti, benvenuti e graditi, del centrodestra, dico loro che indubbiamente nelle vicende degli ultimi tredici mesi spicca il recupero di consensi conseguiti da Silvio Berlusconi, cui va onestamente riconosciuto un temperamento di battaglia, nell\u2019esercizio della leadership.<br \/>\nIn parte, questo fatto ci ricorda che in politica si pu\u00f2 sempre recuperare, come nel suo caso dal giudizio impietoso degli italiani sui risultati veramente negativi di cinque anni del suo governo. Ci troviamo di fronte oggi a pi\u00f9 e differenti opposizioni parlamentari. La linea dell\u2019UDC di Casini e Cesa ha saputo ad esempio anteporre, sulla politica estera e il rinnovo delle nostre missioni militari, l\u2019interesse del Paese a disegni faziosi di corto respiro. Gliene diamo atto volentieri.<br \/>\nMa non vediamo affatto chiarezza strategica nelle forze dell\u2019altro campo politico, come \u00e8 emerso anche nel corso delle consultazioni recenti al Quirinale, nelle quali ciascuno dei quattro partiti ha sostenuto una posizione diversa.<br \/>\nTuttavia, noi vi tendiamo la mano, perch\u00e9 vorremmo che questa legislatura fosse l\u2019ultima di una contrapposizione senza quartiere. La prima di un confronto ordinato, regolato, civile. Senza fare commistioni di ruoli: cos\u00ec si fa l\u2019interesse del popolo italiano.<br \/>\nIo credo che la nascita del Partito Democratico ci attribuir\u00e0 la leadership dell\u2019innovazione politica.<br \/>\nCi far\u00e0 guidare la riorganizzazione del sistema. Indurr\u00e0 il centrodestra a inseguire.<br \/>\nMa noi partiamo con un vantaggio: abbiamo gi\u00e0 un enorme lavoro di collaborazione e di integrazione alle spalle: abbiamo gruppi unitari sia alla Camera che al Senato, in Consigli regionali, provinciali, comunali; una elaborazione comune, campagne elettorali sotto lo stesso simbolo nel 2004, nel 2005, nel 2006. <\/p>\n<p>Il Congresso della Margherita e quello dei DS, il processo nascente del Partito Democratico sono in rapporto strettissimo con i risultati del governo.<br \/>\nSe il governo non andasse bene, ne risulterebbe azzoppato il processo che abbiamo in corso: troppo forte \u00e8 l\u2019investimento sul cambiamento politico che hanno fatto i nostri elettori (i due terzi degli elettori dell\u2019Unione) perch\u00e9 un risultato non positivo possa essere sostituito dalla definizione di programmi e obiettivi futuri. Specularmente, abbiamo scongiurato che un blocco del processo di nascita del PD togliesse al governo la spinta unitaria e strategica che dev\u2019essere prodotta dall\u2019asse riformatore della coalizione.<br \/>\nIl governo sta centrando i suoi risultati. Ha assunto la crescita dell\u2019economia come traguardo cruciale. Come missione della legislatura. E gli indicatori confermano che il vento della ripresa potrebbe consolidarsi: l\u2019economia \u00e8 tornata al 2% di crescita annua, il deficit \u00e8 sotto controllo, l\u2019inflazione \u00e8 stabile, c\u2019\u00e8 un inizio di recupero di competitivit\u00e0 e ripresa delle esportazioni, favorito anche dalle buone prestazioni internazionali e dai buoni risultati della Germania, prosegue il calo della disoccupazione.<br \/>\nSe voi mi chiedete \u201cqual \u00e8 la priorit\u00e0 per il paese\u201d, io rispondo risolutamente: la crescita dell\u2019economia. Occorre rendere stabile la crescita dell\u2019economia perch\u00e9 crescano le opportunit\u00e0 per tutti.<br \/>\nOra occorre affrontare con determinazione e coraggio i ritardi strutturali del Paese, la crisi di competitivit\u00e0 che ci ha fatto perdere posizioni nel mondo. \u00c8 un\u2019iniezione di fiducia che deve accomunare la Nazione, i lavoratori, le famiglie. E l\u2019intero sistema produttivo. I sindacati, le medie aziende, la cooperazione, i professionisti, il popolo delle partite IVA; lo dico chiaramente: senza un recupero tra le piccole imprese, che fanno la ricchezza dell\u2019Italia, il centrosinistra finirebbe presto minoranza nel paese, non solo al nord.<\/p>\n<p>La crescita dipende in misura rilevante dalla vitalit\u00e0 delle imprese, dalla capacit\u00e0 di innovare, dalla disponibilit\u00e0 agli investimenti esteri.<br \/>\nIn una parola, dallo stato di salute del capitalismo italiano. Che interessa il governo \u2013 che ha destinato risorse cospicue al rilancio competitivo delle aziende \u2013 e interessa noi della Margherita.<br \/>\nNoi che da liberali, da cattolici democratici, da ambientalisti, certo non siamo un partito anticapitalista. Non impartiamo lezioni, non condividiamo giudizi sprezzanti.<br \/>\nRichiamiamo piuttosto, come in tutte le democrazie liberali avanzate, la responsabilit\u00e0 sociale delle imprese (e forse qualche rigore in pi\u00f9 su mega compensi e stock option che talvolta appaiono fuori controllo e indifferenti alle fortune di azionisti e dipendenti).<br \/>\nLa decisone di Pirelli di cedere il controllo su Telecom ha riaperto la discussione sullo stato di salute del nostro capitalismo.<br \/>\nE\u2019 in gioco il destino della pi\u00f9 grande impresa privata italiana. Un destino che ci riguarda tutti, anche perch\u00e9 la rete TLC \u00e8 il sistema nervoso della nostra economia.<br \/>\nIl governo non interferisce, si limita ad occuparsi delle regole, lascia al mercato la soluzione dell\u2019assetto proprietario dell\u2019azienda.<br \/>\nAnche su questa dichiarazione di principi liberali, non accettiamo lezioni. Ma vediamo bene le questioni che la vicenda ha fatto emergere. La questione del bilancio delle privatizzazioni avviate oltre dieci anni fa. Rivendichiamo quella scelta cruciale per la modernizzazione del Paese e l\u2019aggancio all\u2019Euro. Non ci nascondiamo i limiti che la lunga scia delle decisioni prese allora ha fatto venire alla luce. Ma voglio dire forte e chiaro che certi limiti non possono costituire un alibi per qualunque ipotesi di ripublicizzazione.<br \/>\nE pi\u00f9 in generale \u00e8 forse venuto il tempo di mettere anche le imprese italiane di fronte alla necessit\u00e0 di ridiscutere le regole che contribuiscono a rendere asfittico il nostro mercato dei capitali e che consentono il cosiddetto gioco delle scatole cinesi.<br \/>\nMa vi pare possibile, con tutta l\u2019apertura verso gli investimenti stranieri, che mentre Enel per acquisire il controllo di Endesa debba mettere sul piatto oltre 30 miliardi qualcuno possa acquisire il controllo di Telecom (che certo non \u00e8 meno importante) con un decimo di quella cifra?<br \/>\nNon mi pare proprio l\u2019apoteosi del mercato. Certo non lo \u00e8 per le migliaia di azionisti che non si collocano al vertice ma alla base della piramide azionaria di Telecom.<\/p>\n<p>Oggi dobbiamo rispondere a una fondamentale domanda: perch\u00e9, se il contesto economico sta migliorando, il sentimento diffuso non \u00e8 ancora di ritorno alla fiducia?<br \/>\nE\u2019 solo colpa di una difficolt\u00e0 di comunicazione, come spesso sentiamo dire?<br \/>\nNon solo, certamente. Ma prendiamoci una parte di responsabilit\u00e0 che ci spetta.<br \/>\nDobbiamo indicare con molta pi\u00f9 nettezza agli italiani la direzione per l\u2019economia. I traguardi chiari, netti, comprensibili per tutti.<br \/>\nMa poi dobbiamo tradurre i seri e positivi obiettivi che ci diamo in parole chiare. Il prossimo che parler\u00e0 di \u201ccuneo fiscale\u201d anzich\u00e9 di \u201ctasse sul lavoro\u201d verr\u00e0 additato al pubblico scherno. Se non lo troviamo noi, l\u2019Accademia della Crusca deve indicarci come tradurre in italiano \u201cammortizzatori sociali\u201d.<br \/>\nE se pensiamo di spiegare la sostenibilit\u00e0 del sistema pensionistico a furia di \u201ccoefficienti di trasformazione\u201d sar\u00e0 lecito chiamare il medico.<br \/>\nPoich\u00e9 so che non posso limitarmi a questa critica, mi prendo la responsabilit\u00e0 di un ragionamento e di una proposta sulle priorit\u00e0 dei prossimi mesi, in cui dobbiamo destinare alla riduzione del debito e al ritorno a un solido avanzo primario molti frutti derivanti dalle maggiori entrate, ma in cui dobbiamo realizzare almeno altri due maggiori risultati: iniziare a ridurre la pressione fiscale, e trasmettere agli italiani la certezza che dal risanamento dei conti pubblici possono ricevere dei benefici.<br \/>\nRipeto: noi pensiamo che occorra dare a chi ci ha votato e vuole ristabilire piena fiducia verso il centrosinistra, ai larghi ceti medi e popolari del Paese, il senso della direzione della nostra politica \u2013 la strategia per finanze sane, competitivit\u00e0, innovazione, migliore scuola, formazione e ricerca \u2013 e, allo stesso tempo, il senso di un\u2019attenzione sociale concreta, perch\u00e9 in Italia troppe persone vivono con stipendi bassi e con pensioni insufficienti. Perch\u00e9 ci sono troppi dibattiti generici sulle famiglie mentre siamo il paese che rende pi\u00f9 costoso e pi\u00f9 difficile per chi ha un reddito medio avere dei figli e quasi proibitivo per tutti avere pi\u00f9 di due figli.<br \/>\nSiccome la nostra linea non \u00e8 quella della demagogia e dell\u2019irresponsabilit\u00e0 \u2013 non abbiamo nostalgia degli anni della spesa e del debito fuori controllo \u2013 e siccome la peggiore ricetta sarebbe quella di una pioggia di piccoli ritocchi in cento direzioni, suggeriamo al Governo, come ho gi\u00e0 fatto con il premier e con i Ministri che hanno competenze nel settore, di scegliere una linea di priorit\u00e0 e impegnarsi a spiegarla bene ai cittadini.<br \/>\nIn Italia, oggi, oltre l\u201980% delle famiglie \u00e8 proprietario della prima casa. Resta un problema, serio, di precariet\u00e0 e impossibilit\u00e0 di un abitare civile per molti cittadini, in quanto gli affitti sono sempre pi\u00f9 cari e l\u2019acquisto di una casa \u00e8 inaccessibile per chi ha redditi bassi o discontinui.<br \/>\nMa le rigidit\u00e0 che derivano dalla crescita dei valori immobiliari si scontrano anche con attese di flessibilit\u00e0 proprie di famiglie in cui non si trovano soluzioni per i ragazzi che iniziano il lavoro o vogliono creare una famiglia, per gli anziani soli, per le varie esigenze legate alla frammentazione e alla mobilit\u00e0 delle strutture sociali.<br \/>\nE dunque il problema dell\u2019abitare torna centrale, e parla a tutte le famiglie italiane: riguarda il piccolo imprenditore artigiano come il dipendente pubblico, il commerciante come il giovane precario, i single e le famiglie numerose.<br \/>\nPer questo, noi proponiamo al Governo di concentrarsi su un programma per la casa degli italiani sin dalle prossime settimane, di cui indico qui alcuni titoli: via l\u2019ICI della prima casa; tassazione secca del 20% sugli affitti (che porter\u00e0 certamente pi\u00f9 abitazioni sul mercato attraverso l\u2019emersione) il cui gettito passi interamente ai Comuni, compensandoli della perdita dell\u2019ICI.<br \/>\nUn piano per la casa di tipo nuovo, concordato con regioni ed enti locali, con l\u2019obiettivo di immettere sul mercato nuove offerte, specialmente in locazione per combattere il disagio abitativo e dare pi\u00f9 flessibilit\u00e0 al sistema (pensiamo anche agli ex-edifici della Difesa per creare alloggi per studenti) ma sempre col dovere di integrare situazioni differenti, per non creare pi\u00f9 ghetti o realt\u00e0 separate.<br \/>\nRisultati: una riduzione importante della pressione fiscale a valere sulla priorit\u00e0-casa. Crescita dell\u2019autonomia finanziaria dei Comuni e loro responsabilizzazione per gestire le politiche dell\u2019abitare con risposte specifiche per il loro territori. Piani finalizzati delle Regioni per costruire, ristrutturare, utilizzare meglio i patrimoni.<br \/>\nEcco un indirizzo strategico, cui destinare parte delle risorse dell\u2019extragettito. Secondo noi, ne verr\u00e0 consenso al Governo e il senso di una direzione virtuosa nei conti, utile per lo sviluppo, attenta al sociale.<\/p>\n<p>Ho fatto prima riferimento alla pi\u00f9 grande scuola di formazione del Paese: i Comuni, le Province, le Regioni; il servizio ai cittadini sul territorio.<br \/>\nMolti tra i presenti possono raccontare infinite storie vissute in prima persona per aiutare a capire cosa intendo per cultura di governo del Partito Democratico.<br \/>\nCosa \u00e8 stata infatti, care amiche ed amici, l\u2019esperienza che alcuni e, via via, migliaia di noi hanno intrapreso dalla fine del \u201893, se non una effettiva anticipazione di quello che oggi si concretizza nel Partito Democratico?<br \/>\nAbbiamo realizzato con i fatti, con i risultati, un comune sentire. Che, nel senso concreto del termine, costituiscono testimonianze, spesso silenziose, frutto della qualit\u00e0 di un lavoro paziente e in squadre operose. Quando ad esempio iniziammo la preparazione dei lavori per il Giubileo, di fronte alla prospettiva di migliaia di cantieri concentrati in circa tre anni, io dissi ai miei collaboratori: andate a visitare un monumento. Si trova nello Stadio Olimpico. \u00c8 la lapide che ricorda i morti sul lavoro nella preparazione dei Campionati Mondiali di calcio del 1990: ben 24  vittime. Non dobbiamo ripeterlo.<br \/>\nIl nostro impegno, lo dico francamente, non fu per una nuova legge. Non per nuove sanzioni. Non centrata su interviste. Furono decine di riunioni con il Prefetto, con gli ispettori del lavoro, quelli delle ASL. Per potenziare i controlli. Renderli generalizzati, senza guardare in faccia nessuno; e coordinati, nel senso di non intervenire pi\u00f9 volte prendendo di mira lo stesso cantiere mentre se ne trascuravano decine di altri. Il risultato: non ci fu neppure una vittima del lavoro nei cantieri di Roma per il Giubileo.<br \/>\nQuelli che ci piacciono, amiche ed amici, sono i Sindaci che ascoltano e faticano.<br \/>\nMolto meno quelli che organizzano fiaccolate populiste per soffiare sul fuoco delle paure dei cittadini.<br \/>\nVedete, se qualcuno chiede perch\u00e9 a Reggio Emilia il Partito Democratico punti a raccogliere la maggioranza assoluta dei voti, \u00e8 perch\u00e9 in questi decenni di \u201cGiunte Rosse\u201d \u2013 e oggi di un bravo sindaco della Margherita \u2013 si \u00e8 fatto funzionare le scuole materne e gli asili, i servizi, i trasporti, il teatro. Questo \u00e8 il centrosinistra che sa raccogliere la fiducia dei cittadini, questo vogliamo che sia il Partito Democratico al servizio degli italiani: il partito pi\u00f9 radicato nel territorio.<br \/>\nHo citato i teatri di Reggio, e voglio sottolineare, non solo per riferirmi a questa parte che tanto amo del mio lavoro nel governo, quanto le politiche per la cultura, giudicate \u2013 a lungo e cos\u00ec a torto \u2013 marginali sono invece fattore insostituibile di sviluppo e anche di competitivit\u00e0 per il Paese.<br \/>\nChi riflette sulla sfida di rinnovare l\u2019identit\u00e0  profonda della nostra Patria sa che poche vie sono decisive come l\u2019arte, il patrimonio, il paesaggio, per ritrovare la dignit\u00e0 e la forza anche simbolica di una Missione nazionale integrata con la capacit\u00e0 dell\u2019accoglienza turistica, lo sviluppo dei servizi, la moltiplicazione delle imprese, motivazioni creative per le giovani generazioni.<br \/>\nVoglio citare l\u2019azione rigorosa \u2013 in nessun modo da presentarsi come nemica della modernizzazione e della qualit\u00e0 delle trasformazioni &#8211; che abbiamo intrapreso per la tutela del paesaggio italiano, sottoposto ad aggressioni dozzinali e irresponsabili.<br \/>\nCos\u00ec come la campagna aggressiva per il recupero di centinaia di capolavori trafugati dall\u2019Italia: un riscatto necessario, dopo le stagioni dell\u2019incuria verso il patrimonio, della complicit\u00e0 verso l\u2019illegalit\u00e0, dell\u2019indifferenza verso valori che oggi siamo tornati a riconoscere, se \u00e8 vero che le citt\u00e0 italiane oggi competono, ancor prima che per ospitare una fabbrica, per accogliere una grande mostra, un festival del teatro, per organizzare un itinerario di conoscenza e scoperta civile.<br \/>\nE se ho proposto di tenere qui questo congresso, nel mitico Studio 5 di Cinecitt\u00e0 dove i pi\u00f9 grandi maestri \u2013 tra cui Federico Fellini \u2013 hanno creato i loro capolavori, \u00e8 perch\u00e9 questo \u00e8 luogo di industria avanzata, di lavoro e artigianato qualificato, di talenti creativi, di innovazione incessante.<br \/>\nE se \u00e8 una gioia immensa salutare i nostri cineasti che tornano ad avere non solo l\u2019attenzione della critica, ma grandi successi di pubblico (non accadeva da 30 anni quel che sta accadendo nel 2007, con il 40% degli incassi che vanno a film italiani; film popolari, film di qualit\u00e0), \u00e8 un impegno quello che a nome del Governo io prendo qui davanti a voi, per la nuova legge sul cinema, per la nuova legge sullo spettacolo. Per una svolta che resti duratura, dopo gli anni in cui, con il Governo precedente, abbiamo visto le donne e gli uomini della cultura costretti a manifestare, sotto l\u2019ironica leadership di Roberto Benigni, per mettere fine all\u2019impoverimento e alla depressione delle grandi realt\u00e0 del cinema, del teatro, della danza, della lirica, della musica italiana!<br \/>\nQuesto \u00e8 il  sogno italiano che vuole tornare a vivere e vuole rendere l\u2019Italia pi\u00f9 che mai amata nel mondo.   <\/p>\n<p>E\u2019 necessario ora guardare al quadro pi\u00f9 largo.<br \/>\nAll\u2019orizzonte delle alleanze e delle collaborazioni europee e internazionali. Ricorderanno alcuni tra voi i tre traguardi che, nella prospettiva di preparare le condizioni per la nascita del Partito Democratico, posi nell\u2019estate del 2005: accanto alla nettezza dell\u2019autonomia nel rapporto tra politica, economia, soggetti sociali; accanto al pluralismo delle culture, anzich\u00e9 le esasperazioni identitarie ed intolleranti, noi indicammo un nuovo approdo nelle alleanze europee ed internazionali.<br \/>\nQuesto Congresso ci indica che abbiamo percorso un sorprendente tratto di strada. Guardate, innanzitutto, alle autorevoli delegazioni presenti.<br \/>\nAi nostri amici del PDE, dieci partiti europei che concorrono a formare, nel gruppo dell\u2019Alleanza dei Democratici e Liberali Europei, la terza realt\u00e0 del Parlamento Europeo, in continua espansione, oggi giunta a 106 deputati.<br \/>\nAi rappresentanti del Partito Democratico degli Stati Uniti, del Partito del Congresso Indiano, del Partito Democratico giapponese.<br \/>\nA Peter Mandelson, Pasqual Maragall e a Graham Watson, leader dell\u2019ALDE in Europa.<br \/>\nA grandi combattenti per la libert\u00e0 e la democrazia: a chi l\u2019ha conquistata e se la tiene stretta, come la Democrazia Cristiana del Cile, a chi l\u2019ha perduta e vuole riconquistarla, come  Maung Maung, il Segretario Generale del partito di Aun Sun Suu Khy ancora costretta agli arresti domiciliari; il leader del Partito Democratico Tailandese; il leader dell\u2019opposizione cambogiana.<br \/>\nA chi vuole una democrazia libera dal terrorismo e dalle guerre, come il Premier del Kurdistan Irakeno e leader del Partito Democratico Kurdo Massud Barzani e come Shukria Barakzai parlamentare afgana del primo Gruppo Democratico e Progressista non formato n\u00e9 su base regionale, n\u00e9 su base etnica.<br \/>\nRingrazio il Primo Ministro d\u2019Israele Ehud Olmert del partito di Kadima e il premio Nobel per la Pace Mohamman Yunus inventore del Microcredito che ci saluteranno con un loro messaggio video.<br \/>\nCon i nostri ospiti ci riuniremo domattina per consolidare il nostro network, l\u2019Alliance of Democrats: un serio contributo per guardare non al passato ma al futuro.<\/p>\n<p>Tra tanti ospiti illustri, amiche ed amici cari, ce n\u2019\u00e8 uno che ci manca. Ma sappiamo che ha davvero molto da fare. \u00c8 stato a Roma con noi pochi mesi fa, e non ha trovato molti giornalisti pronti ad intervistarlo, quando abbiamo tenuto il Congresso annuale del PDE, con la presidenza d\u2019onore di Romano Prodi.<br \/>\n\u00c8 uno straordinario, creativo, tenace, leader politico. \u00c8 il pi\u00f9 coerente europeista di Francia. \u00c8 fondatore e co-Presidente del PDE.<br \/>\nFran\u00e7ois Bayrou, candidato dell\u2019UDF nelle Presidenziali, \u00e8 stato protagonista di un\u2019incredibile crescita nell\u2019opinione francese, e fino all\u2019ultimo giocher\u00e0 la sua battaglia anche se tutti sappiamo che le condizioni erano, e sono, difficilissime. Fran\u00e7ois ha seminato bene. Non possiamo prevedere come in questo fine settimana si concluder\u00e0 il primo turno delle Presidenziali. Ma a lui va il riconoscimento dell\u2019apertura di una nuova frontiera riformista in quel sistema politico.<br \/>\nMi dispiace molto che l\u2019appello di importanti personalit\u00e0 socialiste francesi \u2013 tra questi, l\u2019ex primo ministro Michel Rocard \u2013 che hanno proposto un\u2019alleanza tra socialisti e UDF in vista del secondo turno sia stata rigettata dai dirigenti socialisti.<br \/>\nQuesta alleanza \u00e8 proprio quello che noi proponiamo in Europa. Aspettiamo e vedremo. Ma, soprattutto, lavoriamo per costruire un cammino nuovo.<br \/>\nVedete: io non ho risposto alle polemiche gratuite e non convincenti di alcuni dirigenti del socialismo europeo, che hanno sostenuto che in Europa, come nella circolazione stradale, ci sarebbero solo la destra e la sinistra. Non \u00e8 vero, e lo ha capito, in Italia, da pi\u00f9 di dieci anni chi ha animato il progetto dell\u2019Ulivo: che non vi sarebbe mai stata in Italia un\u2019autosufficienza politica ed elettorale della sinistra e che solo attraverso l\u2019incontro di culture diverse si sarebbero creati fatti e speranze nuove, maggioranze di centrosinistra nel paese. Noi non abbiamo chiesto, e non chiederemo mai alla sinistra democratica di rinunciare ai propri valori e al proprio legittimo orgoglio per le tante conquiste assicurate al popolo italiano. Se lo facessimo, faremmo un torto all\u2019Italia e un danno a noi tutti. Ma solo con il dialogo tra i migliori riformismi e la fine di ogni proposito di egemonia in questo paese si sono sprigionate nuove energie, e si rende oggi possibile far nascere il PD.<br \/>\nNon molto diverso, senza che alcuni dirigenti e funzionari del PSE mostrino di accorgersene, \u00e8 quanto sta avvenendo in Europa.<br \/>\nOsservate questi diagrammi, che documentano rispettivamente la consistenza di tutte le sinistre nel Parlamento Europeo negli ultimi tredici anni, che hanno segnato il grande allargamento dell\u2019UE; il decremento della presenza del gruppo socialista; il rapporto tra i conservatori del PPE, il PSE, e l\u2019ascendente presenza dell\u2019ELDR, oggi ADLE.<br \/>\nLa nostra linea \u00e8 semplice: l\u2019ingresso nel PSE \u00e8 impossibile per la Margherita, e sarebbe una riduzione delle opportunit\u00e0, non una crescita, anche per il Partito Democratico.<br \/>\nMa noi vogliamo allearci con il PSE; insieme con il PSE vogliamo portare le forze europeiste, riformiste, innovatrici verso un nuovo orizzonte. Dopo questo Congresso, avremo due anni di tempo per costruire questo nuovo e pi\u00f9 largo approdo.<br \/>\nSono certo che la crescente collaborazione con i Democratici Americani \u2013 che guardano con reale interesse alla nascita del PD \u2013 con il Partito del Congresso Indiano e con altre forze riformatrici che non aderiscono all\u2019Internazionale Socialista rafforzer\u00e0 i pilastri delle libert\u00e0 e delle battaglie per un mondo sicuro, pacifico, giusto, governato con il multilateralismo, capace di vincere le sfide per il clima e l\u2019ambiente globale, per i diritti umani, per la sconfitta del terrorismo fondamentalista, per il dialogo che fa crescere la democrazia anzich\u00e9 lo scontro suicida tra le civilt\u00e0.<br \/>\nNoi, occidentali, noi, amici e alleati dell\u2019America nel polo della democrazia atlantica, noi multilateralisti, noi italiani che viviamo nel cuore del Mediterraneo, noi possiamo e dobbiamo svolgere una funzione di equilibrio, di dialogo, di integrazione. Non dimenticate che \u00e8 stata l\u2019Italia, l\u2019Italia del governo di Prodi e D\u2019Alema, ad essere chiamata a portare un contributo decisivo per avere pi\u00f9 sicurezza al posto della guerra tra Israele e Libano. L\u2019Italia che prende le sue responsabilit\u00e0. Con la sua politica. Con i suoi soldati. E anche con i suoi volontari.<br \/>\nNon c\u2019\u00e8 futuro dell\u2019Italia fuori dall\u2019Europa. Il Partito Democratico nasce su un patto tra europeisti. Nel nome di Alcide De Gasperi e anche di Altiero Spinelli. Grazie all\u2019impegno di Romano Prodi e Carlo Azeglio Ciampi. E, oggi, grazie alla testimonianza rigorosa, lineare, appassionata del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.<br \/>\nNoi vogliamo essere pi\u00f9 rispettati in Europa, pi\u00f9 influenti in Europa, pi\u00f9 utili all\u2019Europa e dunque pi\u00f9 utili anche all\u2019Italia. A 50 anni dalla firma dei Trattati di Roma, rivendichiamo lo spirito dei fondatori, ma soprattutto l\u2019urgenza di capire la crisi di oggi, la distanza delle istituzioni europee dal demos europeo.<br \/>\nVogliamo dunque istituzioni efficienti, un Presidente del Consiglio europeo in carica per almeno due anni, il Ministro degli esteri della UE e le altre riforme indispensabili nell\u2019Europa a 27. Ma vogliamo politiche europee che i cittadini capiscano e, se non saranno in 27 a condurle &#8211; pur restando aperte a tutti le porte \u2013 come \u00e8 avvenuto per l\u2019Euro e per Schengen saranno condotte da chi crede a un nuovo avanzamento del processo europeo: politiche per la difesa e la sicurezza, per il contrasto del traffico di persone umane, per l\u2019energia, per le politiche sul clima e l\u2019ambiente.<\/p>\n<p>Ripetiamo spesso che il Partito Democratico sar\u00e0 il partito delle giovani generazioni, del ricambio nella politica, di una nuova stagione di impegno per le ragazze e i ragazzi d\u2019Italia.<br \/>\n\u00c8 giusto dirlo, \u00e8 giustissimo battersi per raggiungere questo obiettivo. Credo per\u00f2 che su questo punto dobbiamo essere onesti. Noi lavoriamo e lavoreremo per creare le condizioni di un partito aperto, disponibile, un partito che pu\u00f2 essere \u201cconquistato\u201d dai giovani chi vi aderiranno liberamente.<br \/>\nMa la nostra generazione non pu\u00f2 chiamare a raccolta i giovani, come in un bando di reclutamento, in una chiamata alle armi. Per questo voglio rivolgere alcune parole alle ragazze e ai ragazzi italiani. Una specie di sms dal palco di questo congresso.<br \/>\nNoi tutti siamo corresponsabili di una politica che non \u00e8 riuscita a entusiasmare, a trasmettere valori, a coinvolgere i nostri concittadini che hanno meno di trenta anni.<br \/>\nPenso che dovremmo provare a capovolgere questo assunto, e a dire alle nostre ragazze e ai nostri ragazzi, semplicemente: a voi sta bene come vive la vostra generazione?<br \/>\nVi sta bene di essere tanto pi\u00f9 lenti nell\u2019ingresso nella vita attiva rispetto ai vostri coetanei di ogni paese moderno? Su oltre cinquemila nominativi delle \u201cpersone che contano\u201d in Italia, solo il 5 per cento \u00e8 sotto i 40 anni. Negli Stati Uniti, nei grandi paesi europei, a quell\u2019et\u00e0 bisogna gi\u00e0 impegnarsi per resistere alla concorrenza di chi \u00e8 pi\u00f9 giovane. Significa che le ragazze e i ragazzi italiani partono gi\u00e0 tagliati fuori, e non certo per i loro demeriti.<br \/>\nL\u2019et\u00e0 media dei ricercatori con contratto regolare, in Italia, \u00e8 di cinquant\u2019anni.<br \/>\nAncora: vi sta bene di essere tanto dipendenti dalla vostra famiglia, e di essere cos\u00ec condizionati dai vostri punti di partenza: la famiglia e la citt\u00e0 nella quale siete nati, il ceto dal quale venite? Un giovane che nasce da una famiglia di operai ha in Italia pi\u00f9 del doppio delle probabilit\u00e0 di rimanere operaio egli stesso, rispetto a un coetaneo inglese, francese, tedesco, americano. Mentre i figli di famiglie benestanti in Germania o in America hanno tre volte meno la probabilit\u00e0 di esserlo \u2013 poich\u00e9 lo debbono ai propri meriti \u2013 rispetto ai figli dei benestanti italiani.<br \/>\nPi\u00f9 di sei italiani su dieci sono convinti che solo con amicizie e raccomandazioni si va avanti nel lavoro, che il merito non conta nulla. Non abbiamo fatto abbastanza per far loro cambiare idea.<br \/>\nRagazze, ragazzi, vi sta bene che l\u2019immagine di voi che passa sui giornali, in televisione, nel mondo \u201cadulto\u201d, sia l\u2019immagine di una generazione che si butta via? Che non rispetta se stessa, i luoghi dove studia, i propri coetanei magari pi\u00f9 fragili, che non rispetta i beni pubblici intorno a s\u00e9?<br \/>\nIo non credo che la scuola italiana sia proprio come appare dai filmati ripresi coi telefonini. Ma sta anche a voi dimostrarlo.<br \/>\nA quanti tra voi non piace un sistema che vi contempla solo come manodopera a basso costo, da un contratto precario all\u2019altro, mentre protegge quelli che sono arrivati, e sono gi\u00e0 garantiti?<br \/>\nNon stupisce che pi\u00f9 del 70% dei nostri giovani, in questa situazione, preferirebbe una piccola occupazione sicura pagata poco, piuttosto che rischiare, cambiare posto di lavoro con la prospettiva di guadagnare di pi\u00f9.<br \/>\nNon stupisce, ma \u00e8 un dato drammatico per il futuro della nostra societ\u00e0.<br \/>\nE allora ragazzi, se tutto questo non vi sta bene, \u00e8 giusto che sappiate che la responsabilit\u00e0 di combattere questo stato di cose spetta certamente a noi, la politica. Che altrimenti dichiarerebbe il proprio fallimento. Al Partito Democratico. Che vuole rimettere in moto l\u2019ascensore sociale, rimettere in moto la mobilit\u00e0 sociale in Italia.<br \/>\nMa sarei insincero e scorretto se non dicessi che il cambiamento \u00e8 in gran parte nelle vostre mani.<br \/>\nDovete farlo voi, senza aspettarvi paternalismo, n\u00e9 elargizioni; e dovete farlo con le uniche armi che avete a disposizione. Le armi della politica democratica, dell\u2019impegno civile in prima persona.<br \/>\nIo vi dico: prendetelo, questo Partito democratico. Venite qui dentro a fare la vostra battaglia. Anche contro i nostri ritardi, le nostre insufficienze, i nostri limiti.<br \/>\nOrganizzatevi, come ritenete opportuno di farlo, pi\u00f9 e meglio di quanto non lo siano gi\u00e0 i giovani che si sono organizzati dentro la Margherita e dentro i Ds.<br \/>\nImponete con la battaglia politica i vostri temi, il vostro punto di vista, le vostre priorit\u00e0.<br \/>\nNessuna generazione al mondo ha cambiato le cose attendendo che il cambiamento lo portasse qualcun altro.<br \/>\nPer questo io dico: la vostra battaglia per cambiare una societ\u00e0 che non funziona \u00e8 qui dentro, nel Partito Democratico che nasce. Nel Partito democratico la vostra linea, le vostre idee, diventeranno non una testimonianza utopica od estremista, non uno sfogo minoritario, ma dovranno essere al centro della linea e delle idee del pi\u00f9 grande partito italiano.<\/p>\n<p>Volete ancora una, ma \u2013 vorrei dire \u2013 persino una sola ragione, semplice, urgente e affascinante, per cui nasce il Partito Democratico? Si chiama ambiente.<br \/>\n\u00c8 la sfida pi\u00f9 ambiziosa ed impellente che l\u2019intera umanit\u00e0 si trova ad affrontare oggi. In un mondo che diventa sempre pi\u00f9 piccolo, non diminuisce la portata dei problemi di fronte a noi. I cambiamenti climatici, lo sviluppo sostenibile, l\u2019energia e le risorse naturali del pianeta, ma anche la vita quotidiana di ognuno di noi.<br \/>\nLe persone discutono della scomparsa dell\u2019inverno, della fioritura anomala e precoce nei giardini, della tropicalizzazione del clima. Uragani nel cuore dell\u2019Europa. Ghiacciai eterni che si ritirano. Il nostro Po in secca.<br \/>\nTrasformazioni epocali, che vinceranno solo mettendo in campo qui e ora progetti credibili. L\u2019ambiente globale influenzer\u00e0 il XXI secolo non meno dei nuovi scenari della globalizzazione o delle dinamiche della popolazione.<br \/>\nSe ne sono accorti i leader progressisti di tutto il mondo, da Tony Blair a Lula, da Barack Obama a Bill Clinton e Al Gore. Cos\u00ec come Angela Merkel. E, in alcuni casi, anche esponenti conservatori come il governatore della California Arnold Schwarzenegger.<br \/>\nNe ha scritto bene pochi giorni fa Thomas Friedman sul New York Times: \u201cNon si tratta soltanto di una contrapposizione tra chi ha e chi no, ma tra presente e futuro, tra la generazione di oggi e quella dei nostri figli e nipoti\u201d.<br \/>\nPer vincere quella che potrebbe essere la pi\u00f9 spaventosa delle guerre che questo pianeta ha conosciuto abbiamo bisogno di tre cose: consapevolezza, visione e concretezza.<br \/>\nConsapevolezza significa che siamo costretti a fare i conti con alcuni dati di fatto inoppugnabili. Quelli, drammatici, presentati all\u2019ONU dall\u2019IPCC: entro il 2020 potrebbe sparire circa il 20-30% delle specie vegetali ed animali, a causa dell\u2019innalzamento della temperatura. Aumenteranno di estensione le aree colpite da siccit\u00e0 e i rischi di inondazione. Entro il 2020 tra i 75 e i 250 milioni di persone in Africa avranno insormontabili problemi idrici. Le popolazioni dei Paesi in via di sviluppo si confronteranno con l\u2019aumento della malnutrizione e dei rischi di malattie infettive e respiratorie.<br \/>\nNon \u00e8 catastrofismo. E\u2019 catastrofico non misurarsi con essi, fare finta di nulla.<br \/>\nVisione significa avere ben presente interdipendenze ed interconnessioni della contemporaneit\u00e0. E lavorare, utilizzando le straordinarie possibilit\u00e0 aperte dalla tecnologia, per ridurre fortemente la dipendenza dal petrolio e, pi\u00f9 in generale, dalle fonti fossili. Impegnarci con maggiore decisione sul fronte della riduzione delle emissioni di gas serra, secondo quanto previsto dal protocollo di Kyoto. Ridurre del 20% al 2020 le emissioni di CO2, come prevedono gli obiettivi europei. O alzare questo obiettivo al 60% per il 2050, come vorrebbe il governo inglese, che oggi forse \u00e8 all\u2019avanguardia in Europa su questa frontiera.<br \/>\nConcretezza significa declinare queste sfide nel contesto del nostro territorio, in un paese come il nostro in cui il tema della salvaguardia ambientale si pone con particolare urgenza. Cos\u00ec come la lotta contro l\u2019illegalit\u00e0 e l\u2019abusivismo edilizio, il dissesto idrogeologico, l\u2019inquinamento e le politiche insostenibili dei trasporti: quei cambiamenti portano anche benefici economici importanti.<br \/>\nIl nostro sforzo, per citare Italo Calvino, deve essere proprio quello di \u201ccercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all\u2019inferno, non \u00e8 inferno, e farlo durare, e dargli spazio\u201d. Puntando sulla straordinaria bellezza dell\u2019Italia, sul suo patrimonio unico, sulla qualit\u00e0 che dev\u2019essere il nostro biglietto da visita nel mondo, sui saperi e i talenti di un territorio profondo che \u00e8 fatto di quei piccoli comuni che stiamo lottando per tutelare e valorizzare.<br \/>\nE\u2019 una battaglia, per tutta la comunit\u00e0, fatta di interventi legislativi e piccoli gesti di ogni giorno. Modificare le incentivazioni delle fonti rinnovabili, semplificare le procedure autorizzative, puntare decisamente sui mezzi e i sistemi di trasporto meno o non inquinanti. Migliorare concretamente la vita delle persone. Come \u00e8 possibile, ad esempio, che le tecnologie dei telefonini che usiamo con perizia ogni giorno non possano essere utilizzate per migliorare la mobilit\u00e0 nelle nostre citt\u00e0? Che la nuova edilizia residenziale non obbedisca a requisiti minimi di qualit\u00e0 e sostenibilit\u00e0 ambientale, oltre che di integrazione per le persone disabili o non autosufficienti?<br \/>\nScommettere su una alleanza, un patto tra saperi, ricerca, innovazione, talenti e risorse del nostro territorio, dal patrimonio storico e culturale all\u2019agricoltura di qualit\u00e0 e al \u201cmade in Italy\u201d: questa \u00e8 la sfida per l\u2019ambiente del Partito Democratico.<br \/>\nLe culture politiche del secolo scorso non avevano e non hanno gli strumenti concettuali, una cassetta degli attrezzi che consenta di offrire risposte all\u2019altezza dei rischi globali e delle opportunit\u00e0 di progresso e convivialit\u00e0 legate all\u2019ambiente.<br \/>\nAnche questa \u00e8 una ragione profonda per cui abbiamo bisogno del Partito Democratico.<\/p>\n<p>Non mi occorrono molte parole, care amiche ed amici, per affrontare un tema che apparentemente dovrebbe essere tra i pi\u00f9 controversi, se non scandalosi, nel dibattito politico.<br \/>\nIo contesto l\u2019estremizzazione che alcuni hanno promosso per dare agli italiani l\u2019idea che ci troviamo di fronte ad una grave minaccia: un processo di clericalizzazione della politica italiana.<br \/>\nQuesta posizione estrema ha gi\u00e0 prodotto intossicazioni intollerabili, e anche alcune reazioni sproporzionate, quasi che ci si trovi, di converso, davanti a un disegno di \u201cscristianizzazione\u201d dell\u2019Italia. Noi dobbiamo riaffermare semplicemente e fermamente la chiarezza e la pulizia della distinzione laica delle responsabilit\u00e0 tra poteri pubblici e religione.<br \/>\nConfermare il rispetto profondo che le istituzioni hanno verso la fede delle persone e verso la Chiesa Cattolica e le organizzazioni religiose, che sono parte irrinunciabile della ricchezza morale e civile di una comunit\u00e0: \u201cUna rete di popolo \u2013 come ha scritto Andrea Riccardi \u2013 in mezzo al nostro Paese\u201d.<br \/>\nNel discorso pubblico, sono laici i non credenti, laici i credenti. Nella responsabilit\u00e0 politica \u00e8 alla sintesi che siamo e saremo chiamati.<br \/>\nSono certo che il Partito Democratico dar\u00e0, proprio attraverso l\u2019incontro di sensibilit\u00e0, culture, esperienze la temperatura giusta al dibattito sulla laicit\u00e0 e un contributo decisivo al pluralismo. Non c\u2019\u00e8 nessun bisogno di ricercare minoritarismi, ma di praticare grande libert\u00e0 e tolleranza.<br \/>\nDel resto, \u00e8 una sfida mondiale, quella della tolleranza, di fronte al riaffacciarsi imprevedibile, sino a pochi anni fa, delle minacce di fondamentalismi, violenze a base religiosa, intimidazioni alla sfera religiosa.<br \/>\nVoglio raccontarvi quel che mi disse Giovanni Paolo II, in uno degli ultimi incontri, quando si affacciava il rischio della guerra in Iraq. Una guerra che, voglio ricordare, egli tent\u00f2 personalmente fino all\u2019ultimo di arginare: conservo la foto donatami dal Cardinale Etchegarray del suo incontro con Saddam Hussein, a poche ore dall\u2019invasione dall\u2019Iraq; l\u2019ultima foto del dittatore al potere.<br \/>\nIl Papa aveva tentato vanamente, nell\u2019anno del Giubileo, un pellegrinaggio a Ur dei Caldei, sulle orme di Abramo: gli fu impedito dal regime di Bagdad. Ma mi disse che quel che pi\u00f9 temeva, persino oltre le sofferenze della guerra, era il rischio imminente del riaccendersi di guerre a base religiosa; che non sarebbero state pi\u00f9 solo un ricordo delle carneficine e del buio del XX secolo.<br \/>\nEcco: rifletta bene la nostra comunit\u00e0 nazionale sulla responsabilit\u00e0 politica che abbiamo \u2013 e che non attiene a una coalizione, un partito, e neppure al governo \u2013 nel garantire il ruolo dell\u2019Italia come paese della tolleranza religiosa, del dialogo tra confessioni, del contrasto al fondamentalismo, nemico della laicit\u00e0 come della fede, e dell\u2019impegno per la reciprocit\u00e0 dell\u2019esercizio libero dei culti religiosi.<br \/>\nE\u2019 una responsabilit\u00e0 che sta nella storia di questo nostro paese e credo che un\u2019attenzione di tutto lo schieramento politico a problemi veri e seri come questi potrebbe aiutarci a disinnescare polemiche interne antistoriche e improduttive.<br \/>\nPer altro, quello che a molti sfugge nella foga polemica, riferendoci ai temi della bioetica, \u00e8 che quando nei referendum di due anni fa tre italiani su quattro si ritrassero dal voto, non fu per una risposta a richieste della gerarchia cattolica. Ma concorrendo ad esprimere il disagio che attraverser\u00e0 tutto questo nuovo secolo: la richiesta alla politica di dirimere, attraverso un lavoro paziente, competente, eticamente avvertito, questioni straordinariamente e sempre pi\u00f9 complesse.<br \/>\n\u00c8 bene rifletterci, perch\u00e9 sar\u00e0 questo un primario compito laico della politica: conoscere, regolare, stabilire indispensabili equilibri tra la libert\u00e0 della scienza, gli sviluppi della tecnologia, e le precauzioni legate ai fondamenti della vita umana.<br \/>\nL\u2019umanesimo democratico del XXI secolo si misurer\u00e0, ad esempio, sulla maniera di trattare il patrimonio genetico della persona: in vendita, a vantaggio di un traffico di informazioni destinato a favorire interessi economici e a regolare polizze di assicurazione a svantaggio dei pi\u00f9 poveri, oppure a costituire un patrimonio di ricerca e di innovazione a beneficio di tutti?<\/p>\n<p>Siamo pronti ad unirci, oggi, con i Democratici di Sinistra.<br \/>\nDomani, allargando, e molto, il campo delle adesioni fuori dai nostri partiti, in un dialogo con altre forze che raccolgano la sfida dell\u2019aggregazione con le insegne del PD.<br \/>\nAlcuni ci ammoniscono: siamo sicuri che la somma sar\u00e0 positiva? Non si perderanno per strada dei consensi?<br \/>\nAbbiamo tempo sino alle elezioni politiche per la risposta. Vi dir\u00f2: io credo probabile che dei voti si disperderanno. Ma, se saremo all\u2019altezza, sono certo che molti nuovi voti si potranno conquistare.<br \/>\n\u00c8 chiaro, agli elettori che hanno gi\u00e0 votato l\u2019Ulivo per la Camera dodici mesi fa diciamo: manteniamo l\u2019impegno preso. E ricordo che questi elettori non hanno votato per la sinistra, non hanno votato i DS; n\u00e9 la Margherita.<br \/>\nHanno votato, una volta di pi\u00f9, per l\u2019incontro tra noi. Hanno votato da sinistra, hanno votato non essendo di sinistra. Hanno votato l\u2019Ulivo.<br \/>\nSaremmo arroganti se chiedessimo ai Democratici di Sinistra di negare la loro storia e la loro cultura per l\u2019appunto, di Democratici di Sinistra.<br \/>\nE al pluralismo di forze e personalit\u00e0 nella Margherita, nessuno potr\u00e0 chiedere di diventare altro da s\u00e9: non a tanti esponenti di culture moderate che hanno concretamente concorso al nostro progetto.<br \/>\nIn cosa ci troviamo effettivamente uniti? Anche in quello che Hannah Arendt chiamava, definendo la politica, \u201cla capacit\u00e0 di dare inizio\u201d. Noi iniziamo una storia nuova.<br \/>\nSe c\u2019\u00e8 qualcuno tra noi che immagini di poter esercitare una rendita di posizione, sbaglia. Se c\u2019\u00e8 qualcuno, tra i DS, che immagini di riproporre disegni egemonici, sbaglia. Trascorsa la fase di transizione, che sar\u00e0 molto pi\u00f9 breve di quel che molti pensano, saremo tutti parte di una storia nuova.<br \/>\nE saremo obbligati a costruire il futuro, pena l\u2019insuccesso di un Partito Democratico che si dedicasse a rintracciare ragioni e divergenze del passato.<br \/>\nNon nasce per questo. Non ne vivrebbe.<br \/>\nHa detto ieri giustamente Piero Fassino aprendo il Congresso dei DS: \u201cIl PD serve a superare le nostre parzialit\u00e0\u201d. Per questo voglio rivendicare qui, per intero, il coraggio di quanti giungono a questa scelta. I DS, innanzi tutto. Una scelta di discontinuit\u00e0, l\u2019adesione a un progetto nazionale in cui \u00e8 giusto rintracciare le ragioni pi\u00f9 alte della storia e dell\u2019esperienza delle pagine migliori del PCI, prima, della denuncia degli errori con le svolte successive alla caduta del Muro, poi.<br \/>\nUn riconoscimento a Romano Prodi (e a chi pi\u00f9 gli \u00e8 stato vicino, penso a Nino Andreatta come ispiratore dell\u2019avvio, ad Arturo Parisi come protagonista di oltre dieci anni di impegno per l\u2019Ulivo): si compie un processo per il quale porta non pochi meriti.<br \/>\nE un tributo a Democrazia \u00e8 Libert\u00e0. Solo la nascita e il percorso coerente di questo nostro partito avrebbero potuto consentire questo risultato. Lo dico senza presunzione. Ma con vero orgoglio. Anche nell\u2019unico momento di scontro e di rottura registrato al nostro interno, era il 19 maggio 2005, discutevamo aspramente, ma percorrendo questa stessa strada.<br \/>\nFatemi citare qualche passaggio della pi\u00f9 difficile relazione che ho tenuto all\u2019Assemblea federale: \u00abNon \u00e8 la Margherita il fine del nostro progetto. La Margherita \u00e8 uno strumento (\u2026..). C\u2019\u00e8 qui qualcuno che pensa che noi possiamo aderire alle ipotesi dl partito riformista con approdo nel socialismo europeo? (\u2026.). Io penso che l\u2019approdo pi\u00f9 importante posto al termine del nostro cammino, quello in cui potr\u00e0 un giorno sciogliersi la Margherita, \u00e8 la nascita in Italia, in base ad un autentico \u201cnuovo inizio\u201d, di un Partito Democratico\u00bb.<\/p>\n<p>Il Partito Democratico sar\u00e0, dunque, il primo partito del XXI Secolo.<br \/>\nMa come lo immaginiamo, il tempo che viene?<br \/>\nCogliamo molto pessimismo tra chi si occupa di scenari e previsioni sociali. Non riusciamo a leggere se il secolo che nasce sar\u00e0 dominato da economia e tecnologia; oppure, se torner\u00e0 prepotente il bisogno di senso nell\u2019esperienza umana. Se dalle cose tangibili; o, anche nelle grandi masse, da valori e da culture che appaiono o si ridisegnano.<br \/>\nSe l\u2019attenzione torner\u00e0 alla natura dell\u2019uomo, anche alla luce della manipolabilit\u00e0 del vivente oppure alla trasformazione in un videogioco, in una \u201cseconda vita\u201d virtuale, dei volti dell\u2019esistenza.<br \/>\nIl poco, o molto, che possiamo tentare di fare, \u00e8 di ricostruire la dignit\u00e0 e la reputazione della politica. Arte del possibile, certo. Ma ancora di pi\u00f9, ormai, arte di governare la crescente pluralit\u00e0 dei soggetti, dei poteri, dei mezzi, degli interrogativi, delle possibili soluzioni.<br \/>\nCome potr\u00e0 essere il Partito Democratico ?<br \/>\nCerto, noi ci ispiriamo alle storie di successo di chi, nelle difficolt\u00e0 pi\u00f9 gravi, ha saputo aggregare, unire, anzich\u00e9 dividere. E poi, naturalmente, ricominciare, nell\u2019incessante sfida della democrazia: \u201cdopo aver scalato un alto monte \u2013 disse Nelson Mandela \u2013 ci si accorge che davanti non hai che tanti altri monti da scalare\u201d.<br \/>\nIn questa sfida, c\u2019\u00e8 chi ha combattuto con sacrificio i totalitarismi: il nazismo, il fascismo, il comunismo. Grazie a loro l\u2019Italia \u00e8 libera, ed ha una Costituzione democratica; e l\u2019Europa \u00e8 unita, con quasi mezzo miliardo di persone che vivono in pace e libert\u00e0.<br \/>\nEppure, il mondo non \u00e8 in pace. Come possiamo tacere l\u2019orrore e la violenza che fa migliaia di vittime nel Darfur, in Sudan, mentre restiamo impotenti?<\/p>\n<p>Noi vogliamo essere quelli che uniscono, quelli che avviano le soluzioni.<br \/>\nCon la competenza, con il riformismo operoso; e con la passione, con le motivazioni di un pubblico servizio che vuole migliorare la vita delle persone.<br \/>\nIl PD sar\u00e0 un partito-strumento. Il luogo dove confrontare idee e progetti.<br \/>\nProporr\u00e0 le grandi missioni dell\u2019Italia del XXI Secolo.<br \/>\nSar\u00e0 democratico. Quindi ci sar\u00e0 battaglia di idee. E sar\u00e0 partecipato e non oligarchico. Aperto e non ristretto. Federale e non centralistico.<br \/>\nSar\u00e0 poliarchico, dunque. Ecco perch\u00e9 individuer\u00e0 democraticamente, con il voto di tutti gli aderenti, il leader per competere al meglio. Ma non avr\u00e0 un leader solitario: al contrario, una ricca e aperta classe dirigente di donne e uomini. Ribadisco: di donne e uomini. Il nostro partito non \u00e8 stato all\u2019altezza, non ha fatto un adeguato investimento sul contributo delle donne. Noi ci impegniamo perch\u00e9 con il PD si volti pagina.<br \/>\nSar\u00e0 il partito della modernizzazione dell\u2019Italia. Perch\u00e9 il riformismo \u00e8 realizzare i cambiamenti, anzich\u00e9 annunciare la rivoluzione e certificare la conservazione.<br \/>\nSar\u00e0 un partito popolare, radicato nel popolo. E dunque proporr\u00e0 anche linguaggi popolari.<br \/>\nSar\u00e0 il partito del lavoro, della piena e buona occupazione, e del cittadino consumatore, prima che delle corporazioni.<br \/>\nSar\u00e0 il partito della politica, contro il trionfo annunciato dell\u2019anti-politica, servente di tecnocrazie e poteri finanziari senza responsabilit\u00e0 generale; un\u2019anti-politica aiutata, purtroppo, dai casi di corruzione, dalla complicazione e dalle inefficienze dei poteri pubblici.<br \/>\nSi \u00e8 parlato in questi anni male, e molto, contro la politica. Costa, non funziona, non serve. E invece dobbiamo renderla pi\u00f9 efficace e semplice proprio per dimostrare che non \u00e8 cos\u00ec.<br \/>\nLa politica \u00e8 incontro, sfida, amore, ideazione, sconfitta, recupero. La politica si fa con la pi\u00f9 preziosa delle materie prime: la persona umana. Ed \u00e8 un\u2019esperienza irripetibile, umanamente impagabile, anche nei momenti dell\u2019amarezza. Dai tavolini della raccolta delle firme ai palazzi del governo, dalle piccole sale piene di fumo alle trasmissioni TV con milioni di persone. \u00c8 altissima la dignit\u00e0, a tutti i livelli, di una politica onesta e autentica. Diciamolo a coloro che sono fuori di qui. La politica \u00e8 e deve tornare ad essere per molte persone \u201cla vita nella citt\u00e0\u201d. E\u2019 emozione e passione per tutte le persone che sono in questo grande spazio. Ma la politica \u00e8 uno spazio che deve essere di tutti, per tutti. Noi ci ribelliamo ai guasti, ma anche alla denigrazione della politica, alla denigrazione dei valori che animano chi si dedica alla politica.<\/p>\n<p>Alla fine di tutto questo, in capo ad un duro lavoro, faremo e pluribus unum.<br \/>\nNon vi affrettate a pretenderne l\u2019evidenza in poche settimane; ma sono certo che da tanta ricchezza e attraverso non poche difficolt\u00e0 scaturir\u00e0 una unit\u00e0 profonda.<br \/>\nSaremo il partito che non toglie per l\u2019interesse del presente la parola al futuro.<br \/>\nSaremo il partito che torna a dire che la speranza \u00e8 una virt\u00f9.<br \/>\nSaremo il partito in cui l\u2019io conter\u00e0 molto, ma riscopriremo la gioia e la felicit\u00e0 di saperci riconoscere nel noi.<br \/>\nNoi, oggi, qui, la Margherita, che compie la sua missione.<br \/>\nNoi, domani, che iniziamo con tanti uomini e donne generosi, capaci, innamorati dell\u2019Italia, il cammino atteso e sognato da tanti anni.<br \/>\nIl cammino del Partito Democratico.<\/p>\n<p>20 APRILE 2007<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>3108-congresso-di-dl-la-margherita-la-relazione-di-francesco-rutelli<\/p>\n<p>3881<\/p>\n<p>EmiNews 2007<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>20070421 12:30:00 redazione-IT 20-04-2007 Care amiche, amici, gentili ospiti, benvenuti al Congresso di Democrazia \u00e8 Libert\u00e0-la Margherita. \u00c8 il II Congresso di questo nostro partito, <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=21924\" title=\"3108 Congresso di DL &#8211; 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