{"id":21920,"date":"2007-06-07T00:00:00","date_gmt":"2007-06-07T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=21920"},"modified":"2007-06-07T00:00:00","modified_gmt":"2007-06-07T00:00:00","slug":"3104-una-forza-grande-come-il-futuro-la-relazione-introduttiva-di-piero-fassino-al-4-congresso-ds","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=21920","title":{"rendered":"3104 &#034;Una forza grande come il futuro&#034;: La relazione introduttiva di Piero Fassino al 4\u00b0 Congresso DS"},"content":{"rendered":"<p>20070419 20:05:00 redazione-IT<\/p>\n<p>Gentili ospiti, cari amici, care compagne e cari compagni,<br \/>\ngrazie di essere oggi qui cos\u00ec tanti e con tanto calore.<\/p>\n<p>Voglio innanzi tutto unirmi all\u2019intero Congresso nel rivolgere un saluto affettuoso a Giorgio Napolitano, che in questo primo anno di mandato presidenziale \u00e8 stato un sicuro e costante punto di riferimento per l\u2019Italia intera, cogliendone con tempestivit\u00e0 ansie e aspettative. (&#8230;)<\/p>\n<p>La relazione introduttiva di Piero Fassino al 4\u00b0 Congresso nazionale dei Democratici di sinistra<\/p>\n<p>Gentili ospiti,<br \/>\ncari amici,<br \/>\ncare compagne e cari compagni,<br \/>\ngrazie di essere oggi qui cos\u00ec tanti e con tanto calore.<\/p>\n<p>Voglio innanzi tutto unirmi all\u2019intero Congresso nel rivolgere un saluto affettuoso a Giorgio Napolitano, che in questo primo anno di mandato presidenziale \u00e8 stato un sicuro e costante punto di riferimento per l\u2019Italia intera, cogliendone con tempestivit\u00e0 ansie e aspettative.<\/p>\n<p>Gli siamo grati per come ha saputo rappresentare il dolore e l\u2019indignazione di milioni di italiani di fronte alle tante morti bianche che funestano il mondo del lavoro.<br \/>\nE lo ringraziamo per la costante sollecitudine con cui richiama la politica al carattere strategico e ineludibile delle riforme istituzionali in Italia e in Europa.<\/p>\n<p>Desidero rivolgere un pensiero grato a Oscar Luigi Scalfaro e Carlo Azeglio Ciampi, che in tempi difficili per la vita della Repubblica hanno saputo essere presidio e certezza per le istituzioni democratiche del nostro Paese.<\/p>\n<p>Ringrazio per la loro presenza i Presidenti del Senato e della Camera, Franco Marini e Fausto Bertinotti, ai quali ci legano un\u2019amicizia antica e una comune storia di impegno per i diritti del mondo del lavoro e per i valori di democrazia, di libert\u00e0, di solidariet\u00e0.<\/p>\n<p>Ringrazio i tantissimi ospiti del mondo economico, sociale, culturale che hanno accolto il nostro invito, a testimonianza dell\u2019interesse che il progetto del Partito Democratico suscita nella societ\u00e0 italiana.<\/p>\n<p>Ringrazio i leaders politici dell\u2019Unione di centrosinistra, con cui condividiamo ogni giorno una convinta e impegnativa solidariet\u00e0 di maggioranza.<br \/>\nE con loro saluto Ministri, Vice ministri e Sottosegretari confermando il nostro apprezzamento pieno per la loro fatica quotidiana.<\/p>\n<p>Ringrazio in particolare Francesco Rutelli e i dirigenti della Margherita, con cui condividiamo da anni un\u2019intensa esperienza politica e umana e oggi l\u2019appassionante sfida di dare vita al Partito Democratico.<\/p>\n<p>E ringrazio i leaders e gli esponenti dell\u2019opposizione, che con la loro presenza qui testimoniano un\u2019attenzione che sappiamo non formale.<\/p>\n<p>Rivolgo il saluto pi\u00f9 affettuoso mio e di tutti noi al Presidente del Consiglio, Romano Prodi, che domani sar\u00e0 tra noi e al quale assicuro ancora una volta il forte e leale sostegno dei Democratici di Sinistra.<\/p>\n<p>Un ringraziamento particolare ai moltissimi ospiti internazionali e alle molte rappresentanze diplomatiche, la cui ampia presenza \u00e8 conferma di un interesse forte e sincero verso il nostro Partito e verso il progetto del Partito Democratico, di cui anche in Europa e nel mondo si colgono le potenzialit\u00e0 innovative.<\/p>\n<p>Tra i tanti ospiti stranieri permettetemi di ringraziare il Presidente della Internazionale Socialista George Papandreou, il Presidente del PSE Poul Rasmussen, il Presidente della SPD tedesca Kurt Beck, il Presidente del Gruppo Socialista al Parlamento Europeo Martin Schultz, che con la loro partecipazione confermano il sostegno caldo e convinto con cui la famiglia socialista accompagna il progetto del Partito Democratico.<\/p>\n<p>E altrettanto grati siamo al Presidente del Partito Democratico americano Howard Dean, cos\u00ec come ai rappresentanti del Partito indiano del Congresso e a Marco Aurelio Garcia, consigliere politico del Presidente Lula: la loro presenza \u00e8 la migliore testimonianza di come il Partito Democratico possa contribuire a una pi\u00f9 vasta unit\u00e0 delle forze riformiste nel mondo.<\/p>\n<p>Un saluto particolare alle delegazioni israeliana, palestinese, libanese, irakena e al Vice Presidente del Parlamento afgano Fawzia Koofi: a loro la solidariet\u00e0 dei DS e il nostro convinto impegno a sostenere ogni sforzo per la pace e la sicurezza nel grande Medio Oriente.<\/p>\n<p>E, infine, credo di interpretare i sentimenti di tutti voi nel salutare i rappresentanti del PS francese e nell\u2019inviare tutto il sostegno e la solidariet\u00e0 del nostro partito a S\u00e9gol\u00e8ne Royal, impegnata in una sfida decisiva non solo per la Francia, ma per l\u2019Europa intera.<\/p>\n<p>2. Care compagne e cari compagni,<\/p>\n<p>da un anno esatto l\u2019Esecutivo guidato da Romano Prodi governa il nostro Paese, sorretto dalla maggioranza di governo di centro sinistra che ha vinto le elezioni.<\/p>\n<p>Nonostante una vittoria elettorale ottenuta con ristretto margine e i difficili rapporti di forza al Senato dati da una pessima legge elettorale, il centrosinistra ha dimostrato che si pu\u00f2 dare all\u2019Italia una guida diversa.<\/p>\n<p>Abbiamo cominciato a farlo in politica estera, dove il nostro Paese ha riconquistato in questi mesi fiducia, credito e ruolo.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 davvero sconcertante e inaccettabile che una vicenda drammatica come il rapimento del giornalista Mastrogiacomo sia stata piegata a pura strumentalit\u00e0 politica interna.<br \/>\nSemmai la vicenda Mastrogiacomo \u2013 e l\u2019intera intricata questione afghana \u2013 ci dice quanto pace, sicurezza, lotta al terrorismo siano inscindibili e quanto sia indispensabile che ogni nazione assuma le sue responsabilit\u00e0 per contribuire ad un mondo pi\u00f9 libero e sicuro.<\/p>\n<p>Per questo al rientro dei nostri soldati dall\u2019Irak \u2013 una guerra che ogni giorno di pi\u00f9 si dimostra sbagliata \u2013 non \u00e8 seguito alcun nostro disimpegno dai molti fronti internazionali in cui l\u2019Italia agisce su mandato ONU e in solidale condivisione con NATO e Unione Europea.<br \/>\nAnzi, alla riconferma delle nostre missioni militari di pace nei Balcani e in Afghanistan, abbiamo aggiunto l\u2019impegno in Libano, dove l\u2019Italia guida la missione Unifil volta a scongiurare nuovi conflitti armati in Medio Oriente e a riaprire la strada a soluzioni negoziate di pace tra israeliani e palestinesi e tra Israele e gli Stati della regione.<\/p>\n<p>E tutto ci\u00f2 non solo non contrasta con l\u2019art. 11 della Costituzione, ma ne \u00e8 corretta applicazione, perch\u00e8 quando i padri costituenti scrissero quell\u2019articolo \u2013 all\u2019indomani dell\u2019orrore della guerra, dell\u2019olocausto, dell\u2019uso della bomba nucleare \u2013 pensavano ad un mondo libero e liberato da ogni forma di violenza, sopraffazione, sofferenza, terrore.<\/p>\n<p>Un impegno che si accompagna a una politica estera dinamica su molti fronti: il difficile negoziato sullo status del Kossovo, la crisi iraniana e lo stesso scenario afghano.<br \/>\nL\u2019iniziativa per una nuova stagione di disarmo, in primo luogo nucleare, e per la messa al bando della pena di morte e l\u2019immediata sospensione delle sentenze in attesa di esecuzione.<\/p>\n<p>Impegni tutti che il nostro Paese sta perseguendo in coerenza con le responsabilit\u00e0 che ci derivano dall\u2019essere membri del Consiglio di Sicurezza dell\u2019Onu e con la costante ricerca di coesione nell\u2019Unione Europea e di intesa leale e solidale con gli Stati Uniti.<\/p>\n<p>Allo stesso modo, con questo Governo l\u2019Italia \u00e8 tornata ad avere voce in Europa, proprio quando \u00e8 in atto uno sforzo comune per dare all\u2019Unione Europea istituzioni riformate, condizione per gestire nuovi allargamenti \u2013 la Croazia, i Balcani e, domani, la Turchia \u2013 e per far avanzare crescenti livelli di integrazione in campo economico, sociale e dei diritti di cittadinanza.<\/p>\n<p>Ma \u00e8 soprattutto in campo economico e sociale che si \u00e8 visto un significativo cambio di passo.<\/p>\n<p>Nel 2007 il deficit di bilancio si attester\u00e0 intorno al 2,5% o anche meno.<br \/>\nLa crescita del PIL, per la prima volta dopo anni, superer\u00e0 il 2%.<\/p>\n<p>Esportazioni e competitivit\u00e0 del sistema tornano a crescere.<br \/>\nIl grado di internazionalizzazione delle imprese aumenta, mentre il progressivo e costante consolidarsi della ripresa Fiat, la nascita di nuovi<br \/>\npi\u00f9 grandi poli bancari e le recenti acquisizioni internazionali di Enel e Eni testimoniano di una nuova vitalit\u00e0 del sistema Italia.<\/p>\n<p>Imprese grandi, medie e piccole che in questi anni hanno saputo misurarsi con le sfide del mercato, si sono ristrutturate e oggi tornano a essere competitive e forti.<\/p>\n<p>Un patrimonio straordinario di capacit\u00e0 imprenditoriale, di saper fare, di innovazione che il Paese intero deve essere in grado di riconoscere e di sostenere.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 nella cultura d\u2019impresa ci sono quei fattori di innovazione e dinamicit\u00e0 di cui l\u2019Italia ha straordinario bisogno.<\/p>\n<p>Certo, non ci sfugge che tutto ci\u00f2 \u00e8 stato agevolato da una pi\u00f9 favorevole congiuntura internazionale.<br \/>\nMa non pu\u00f2 sfuggire neanche il contributo che viene da un\u2019azione di governo attenta a cogliere tutte le opportunit\u00e0 che i mercati offrono, mettendo a disposizione del sistema produttivo quegli strumenti \u2013 dalla riduzione del cuneo fiscale alle liberalizzazioni, dai nuovi indirizzi di politica industriale a una nuova politica energetica \u2013 che consentano alle imprese un pi\u00f9 alto e forte livello di competitivit\u00e0.<\/p>\n<p>E anche sul piano sociale spira un vento nuovo nel Paese.<br \/>\nLa Finanziaria ha dato il segno di un Governo che vuole restituire ai cittadini e alle famiglie maggiori certezze di vita quotidiana.<br \/>\nLa rimodulazione di assegni familiari e detrazioni fiscali a favore dei redditi meno abbienti e delle famiglie con figli, il piano pluriennale per gli asili nido, il Fondo nazionale per le persone non autosufficienti, il Fondo per l\u2019integrazione dei cittadini non-comunitari, il rifinanziamento delle leggi per il welfare locale: sono tutte scelte che indicano una direzione di marcia nuova, volta a riformare lo stato sociale non riducendone le prestazioni, ma disegnando una nuova gerarchia di priorit\u00e0 su cui investire.<\/p>\n<p>Cos\u00ec come di fronte al dramma delle morti bianche, alla piaga del lavoro sommerso e nero, ai rischi della precariet\u00e0 giovanile si sono avviate prime misure volte a restituire dignit\u00e0 e sicurezza al lavoro, mentre si sta predisponendo la riforma del mercato del lavoro e degli ammortizzatori sociali da portare al confronto con le parti sociali.<\/p>\n<p>Sul cruciale tema dei diritti della persona, con spirito civile e laico vogliamo affrontare questioni \u2013 l\u2019accanimento terapeutico, il testamento biologico, la ricerca sulle staminali e sulla genetica umana \u2013 della cui delicatezza siamo ben consapevoli e che proprio per questo richiedono non contrapposizioni ideologiche, ma ascolto, dialogo, confronto nella ricerca di soluzioni condivise, praticabili e non laceranti per la societ\u00e0.<\/p>\n<p>E\u2019 lo spirito con cui abbiamo avanzato la proposta di legge sui DICO che \u2013 senza contraddire l\u2019art.29 della Costituzione e il ruolo centrale della famiglia fondata sul matrimonio \u2013 consente maggiore serenit\u00e0 e rispetto a chi ha scelto una convivenza di fatto, eterosessuale o omosessuale.<br \/>\nE ci auguriamo che il confronto in Parlamento non deluda le aspettative di quei cittadini.<\/p>\n<p>Appuntamenti impegnativi stanno ora di fronte al governo: la messa a regime del sistema previdenziale, che oggi penalizza i giovani e le pensioni basse; la riforma del mercato del lavoro per ridurre l\u2019esposizione alla precariet\u00e0; l\u2019applicazione degli accordi per la riforma della pubblica amministrazione, sempre pi\u00f9 terreno cruciale nei rapporti tra cittadini e Stato; la riqualificazione \u2013 dopo gli interventi in Finanziaria \u2013 della spesa sanitaria e della sua efficacia. Tutte scelte dagli esiti non scontati perch\u00e9 richiedono di misurarsi con nuovi paradigmi, nuovi bisogni e soluzioni spesso inedite.<\/p>\n<p>E per questo necessitano della ricerca di condivisione e di concertazione con le parti sociali, che anch\u2019esse devono essere consapevoli dello sforzo straordinario che a tutti \u00e8 richiesto per rimettere in moto il Paese.<\/p>\n<p>Quel che \u00e8 certo \u00e8 che l\u2019Italia ha bisogno di una forte iniezione di innovazione, di riforme, di cambiamenti.<br \/>\nIl Paese \u00e8 in grado di farcela, ma non pu\u00f2 e non deve avere paura di cambiare ci\u00f2 che va cambiato.<\/p>\n<p>E, dunque, ancorch\u00e9 in Senato la maggioranza sia risicata questo Governo non \u00e8 un esecutivo provvisorio in attesa che accada qualcosa.<br \/>\nNo, questo \u00e8 il Governo espresso dalla maggioranza di centrosinistra che ha vinto le elezioni e intende governare con la determinazione e l\u2019ambizione necessarie a onorare le aspettative del Paese.<\/p>\n<p>E, tuttavia, governare bene pu\u00f2 non bastare.<\/p>\n<p>Ricordiamoci l\u2019esperienza degli anni dal \u201896 al 2001, quando i governi Prodi, D\u2019Alema e Amato guidarono l\u2019Italia fuori dall\u2019instabilit\u00e0 economica, politica, istituzionale in cui il Paese era precipitato nella met\u00e0 degli anni \u201990.<br \/>\nEppure non bast\u00f2: tant\u2019\u00e8 che al termine di quel quinquennio l\u2019Ulivo perse le elezioni e il Paese prefer\u00ec affidarsi alla destra.<\/p>\n<p>Riflettendo su quella sconfitta \u2013 al nostro Congresso di Pesaro \u2013 riconoscemmo il limite di un \u201criformismo dall\u2019alto\u201d, di un \u201criformismo senza popolo\u201d.<br \/>\nNon volevamo affermare naturalmente che la qualit\u00e0 del Governo sia ininfluente. Governare bene \u00e8 essenziale e il governo Prodi lo sta facendo.<\/p>\n<p>Ma quando occorre una stagione di riforme incisive, di innovazioni radicali, di cambiamenti strutturali, decisivo \u00e8 che vi sia un attore politico, sociale, culturale, che viva nella societ\u00e0, interloquisca con interessi e bisogni, promuova sintesi e mediazioni, costruisca condivisione.<\/p>\n<p>E dunque il tema cruciale \u00e8 chi abbia la forza, la capacit\u00e0, la volont\u00e0 di mettere mano a quest\u2019opera di innovazione e modernizzazione del Paese.<\/p>\n<p>Serve un partito, perch\u00e8 anche la migliore e pi\u00f9 oculata amministrazione della cosa pubblica non pu\u00f2 sostituire la politica.<\/p>\n<p>3. Al centro di questa nostra Assise, dunque, c\u2019\u00e8 questo progetto politico ambizioso: dare all\u2019Italia un soggetto politico nuovo, il Partito Democratico.<\/p>\n<p>Non un nuovo partito, nel senso di un partito in pi\u00f9.<br \/>\nMa, un partito \u201cnuovo\u201d.<\/p>\n<p>Nuovo perch\u00e9 capace di dare, per la prima volta nella storia italiana, rappresentanza unitaria ad un riformismo fino ad oggi plurale non solo nelle culture, ma anche nelle sue espressioni politiche.<\/p>\n<p>Nuovo perch\u00e9 capace di guidare l\u2019Italia in una fase di trasformazioni cruciali per il futuro del Paese.<\/p>\n<p>Nuovo perch\u00e9 in grado di ridisegnare la geografia politica italiana e dare al sistema istituzionale quella stabilit\u00e0 e governabilit\u00e0 che da troppi anni mancano.<\/p>\n<p>Nuovo perch\u00e9 capace di ricostruire un rapporto di fiducia e credibilit\u00e0 dei cittadini con la politica e lo Stato.<\/p>\n<p>Nuovo soprattutto nel pensiero, di fronte a cambiamenti che non si comprendono, n\u00e9 si governano riproponendo progetti ed esperienze elaborate e praticate in un mondo che \u00e8 alle nostre spalle.<\/p>\n<p>S\u00ec, serve un pensiero nuovo per un secolo nuovo.<\/p>\n<p>E non perch\u00e9 ci\u00f2 che abbiamo fatto ieri fosse sbagliato.<br \/>\nAnzi, il \u2018900 \u00e8 stato secolo di straordinarie conquiste di civilt\u00e0, di progresso, di emancipazione.<br \/>\nMa nel bagaglio di quelle esperienze non troviamo oggi le lenti, gli attrezzi, gli strumenti per leggere e agire in un tempo nuovo in cui tutti i caratteri della societ\u00e0 \u2013 modo di produrre, di consumare, di lavorare, di comunicare, di relazionarsi agli altri, di concepire e organizzare la vita individuale e sociale \u2013 sono cambiati profondamente.<\/p>\n<p>Muta la geografia economica e politica del pianeta \u2013 la crisi di leadership americana, il protagonismo dei paesi emergenti, la complessit\u00e0 dei rapporti tra islam e occidente, il ridefinirsi continuo dei rapporti tra potenza dell\u2019economia e capacit\u00e0 di guida della politica \u2013 e ci sollecita a ripensare il mondo, i suoi equilibri, a non rassegnarci ad un\u2019Europa fragile e debole e a ridefinire il ruolo e lo spazio dell\u2019Italia.<\/p>\n<p>Muta il clima del pianeta e le conseguenze catastrofiche che vengono paventate mettono in causa il paradigma di una crescita lineare e quantitativa \u2013 pi\u00f9 investimenti, pi\u00f9 produzione, pi\u00f9 lavoro, pi\u00f9 redditi, pi\u00f9 consumi, pi\u00f9 prosperit\u00e0 \u2013 che non funziona pi\u00f9.<br \/>\nDobbiamo ripensare l\u2019uso delle fonti energetiche, le tecnologie produttive, i caratteri dell\u2019alimentazione, l\u2019uso della terra e le coltivazioni, le ragioni di scambio tra mercati, il rapporto produzione-consumo.<br \/>\nIn una parola: la \u201csostenibilit\u00e0\u201d, non come vincolo punitivo e inibente, ma come leva di una vasta innovazione di produzione, consumi, stili di vita.<\/p>\n<p>E vorr\u00e0 pur dire qualcosa se quest\u2019anno il premio Nobel per la fisica \u00e8 stato assegnato a due ricercatori inventori di tecnologie innovative e pi\u00f9 accessibili per l\u2019uso quotidiano dell\u2019energia solare.<\/p>\n<p>N\u00e9 \u00e8 senza significato che una delle personalit\u00e0 italiane che si \u00e8 affermata nel mondo \u2013 l\u2019unica a cui in un anno il prestigioso Time abbia dedicato due copertine \u2013 si chiami Carlo Petrini, inventore di una nuova cultura del cibo e del rapporto uomo-natura.<\/p>\n<p>Mutano le forme della produzione e del lavoro e l\u2019antica stabilit\u00e0 fordista \u00e8 soppiantata dalla flessibilit\u00e0, dal just in time, dalla delocalizzazione. Il lavoro cambia non solo nella sua distribuzione e quantit\u00e0, ma anche nella qualit\u00e0 e percezione valoriale.<br \/>\nUn lavoro flessibile e mobile che offre certo opportunit\u00e0, ma espone anche a rischi e contraddizioni nuove.<\/p>\n<p>Sante Cacciola, Felice Schirru, Enrico Formenti, Franco Cirino, Nicusor Zavoian, Giovanni Bufalino, Michele Abaci: gli ultimi nomi di un elenco troppo lungo.<br \/>\nE\u2019 l\u2019elenco delle vittime del lavoro, delle morti bianche: 300 dall\u2019inizio dell\u2019anno, che si aggiungono ai 1280 del 2006 e ai 1265 del 2005.<br \/>\nUn tragico catalogo di vite spezzate e di famiglie travolte dal dolore, testimonianza dolente di quanto una modernit\u00e0 senza etica e senza regole abbia svilito il lavoro e lo abbia fatto scendere nella gerarchia sociale.<br \/>\nE testimonia quanto sia urgente che anche nella societ\u00e0 post-fordista al lavoro \u2013 sia dipendente, che autonomo \u2013 sia restituita dignit\u00e0, riconoscimento sociale, tutela giuridica e contrattuale, retribuzione adeguata, valorizzazione professionale.<\/p>\n<p>Mutano gli equilibri demografici e anagrafici di un pianeta percorso da nuovi flussi migratori che non riguardano pi\u00f9 solo chi cerca altrove le possibilit\u00e0 di vita che dispera di avere nel proprio paese, ma sempre pi\u00f9 spesso anche chi cerca migliori opportunit\u00e0 per mettere a frutto la professionalit\u00e0 e il sapere di cui dispone.<\/p>\n<p>Una mutazione che \u2013 i conflitti di questi giorni nella Chinatown milanese ce lo dicono \u2013 ci mette di fronte alla complessit\u00e0 della societ\u00e0 multietnica e multiculturale, che non cresce per contaminazioni spontanee, ma se si promuovono politiche attive di integrazione, riconoscimento dei diritti, cultura della responsabilit\u00e0 e dei doveri.<\/p>\n<p>Muta la struttura delle famiglie, il rapporto tra genitori e figli, i rapporti tra i coniugi, il ruolo degli anziani, sollecitando a ripensare lo stato sociale e la gerarchia delle sue priorit\u00e0.<br \/>\nE oggi in tutti i paesi industriali si manifesta un disagio esistenziale delle nuove generazioni che si sentono sacrificate dalle generazioni precedenti.<br \/>\nUna giovent\u00f9 a cui la politica ha il dovere morale di aprire tutte le porte chiuse e offrire quelle opportunit\u00e0 di sapere, di lavoro, di vita che consentano a un giovane di guardare alla propria vita con speranza.<\/p>\n<p>Muta il rapporto dell\u2019uomo con la vita e la morte affidate non pi\u00f9 solo alla natura e al destino, ma anche alla scienza, alla tecnologia, al sapere suscitando interrogativi di senso a cui tutti siamo chiamati a rispondere.<br \/>\nIl dibattito che da mesi infiamma la politica italiana sui DICO, sulla famiglia, su temi eticamente sensibili, sui diritti delle persone ci sollecita a ripensare il rapporto tra modernit\u00e0 e solidariet\u00e0, tra responsabilit\u00e0 e libert\u00e0, tra scienza e vita, tra fede e ragione, andando oltre letture manichee troppo semplici che si affidano a opposti non possumus.<\/p>\n<p>Muta ovunque il rapporto tra i cittadini e la politica, di fronte a una manifesta inadeguatezza degli istituti democratici a governare fenomeni e tendenze di dimensione pi\u00f9 ampia di quella su cui si esercita la sovranit\u00e0 degli Stati.<br \/>\nQuesto ci dice l\u2019esito dei referendum francesi e olandesi: in quel no non c\u2019era tanto il rifiuto della Costituzione europea, ma l\u2019espressione di una paura. La paura di non essere pi\u00f9 padroni del proprio destino, di vivere in uno spazio troppo grande per essere controllato dai cittadini, di perdere le protezioni di un modello sociale messo a dura prova dalla globalizzazione e dai mercati aperti.<br \/>\nQuel no rivela una crisi di consenso e di legittimazione.<br \/>\nUna \u201ccrisi democratica\u201d, che ci deve sollecitare a pensare che cosa debba essere la democrazia nel tempo della sopranazionalit\u00e0, dell\u2019integrazione, della mondializzazione.<\/p>\n<p>E anche in Italia la crescente estraneit\u00e0 dei cittadini verso le istituzioni e la politica \u2013 da cui non a caso il Presidente Napolitano prese le mosse nel suo messaggio di fine anno agli italiani \u2013 ci parla di una \u201ccrisi della democrazia\u201d, in cui sono venuti logorandosi gli istituti della rappresentanza, la loro capacit\u00e0 di governo e di gestione, la capacit\u00e0 regolativa dei poteri pubblici.<\/p>\n<p>Una crisi democratica che al Nord \u2013 l\u00e0 dove la societ\u00e0 \u00e8 pi\u00f9 aperta, pi\u00f9 ricca, pi\u00f9 mobile, pi\u00f9 sensibile a istanze di modernit\u00e0 e innovazione \u2013 si manifesta in una \u201cquestione settentrionale\u201d, che matura su temi cruciali del rapporto tra cittadini e Stato quali la fiscalit\u00e0 e la distribuzione della ricchezza, l\u2019autogoverno locale e il federalismo, la modernit\u00e0 delle infrastrutture e dei servizi pubblici, la qualit\u00e0 di una pubblica amministrazione percepita come opprimente e parassitaria.<br \/>\nSono i nuovi terreni della sfida tra populismo e democrazia.<\/p>\n<p>E una crisi democratica che al Sud si manifesta in un crescente distacco della societ\u00e0 dalla politica e nello spazio che si apre tra una societ\u00e0 fragile e una politica debole cresce in modo abnorme la funzione di intermediazione delle istituzioni e del suo personale politico.<\/p>\n<p>4. Sono questi i grandi temi con cui dobbiamo fare i conti e su cui definire il profilo e i caratteri del Partito Democratico.<\/p>\n<p>Ecco, la classe dirigente del nostro Paese ha oggi questa grande responsabilit\u00e0: pensare a quel che sar\u00e0 l\u2019Italia non nei prossimi sei mesi, ma nei prossimi dieci-quindici anni.<\/p>\n<p>Ce lo chiedono le imprese ogni giorno impegnate con una competizione sempre pi\u00f9 aggressiva, che solo si pu\u00f2 sostenere se il Paese promuove un pi\u00f9 alto grado di specializzazione e di innovazione dei prodotti e una pi\u00f9 penetrante internazionalizzazione verso nuovi mercati; si dota di infrastrutture moderne, dall\u2019alta velocit\u00e0 ai porti alle moderne tecnologie energetiche e ambientali; riforma radicalmente la pubblica amministrazione, assumendo come criteri organizzativi merito e capacit\u00e0, mobilit\u00e0 e flessibilit\u00e0; e se lo Stato \u00e8 capace di offrire al mercato e agli investitori regole trasparenti e certe in cui ciascuno possa riconoscersi e collocarsi.<\/p>\n<p>Ce lo chiedono i giovani, che pi\u00f9 di altri, pagano il prezzo di una societ\u00e0 non solo pi\u00f9 vecchia anagraficamente, ma troppo spesso chiusa e stagnante. Una societ\u00e0 nella quale 4 milioni di giovani tra i 26 e i 35 anni vivono nella famiglia dei genitori; il tempo di permanenza agli studi si allunga senza che vi corrisponda a una effettiva maggiore qualificazione; e nel lavoro ci si stabilizza non prima dei 37-38 anni. E ci si sposa pi\u00f9 tardi, si fanno meno figli, si hanno meno speranze.<\/p>\n<p>Ce lo chiedono le donne, che rivendicano pi\u00f9 opportunit\u00e0 di occupazione, servizi e politiche per rendere conciliabili lavoro e famiglia, abbattimento delle molte discriminazioni e pari opportunit\u00e0 di accesso a ogni tipo di attivit\u00e0, riconoscimento di ruolo e rappresentanza politica e istituzionale adeguate.<\/p>\n<p>Ce lo chiede il Mezzogiorno stretto tra un retaggio di fragilit\u00e0 strutturali e sociali \u2013 la pi\u00f9 drammatica della quali continua a essere la pervasivit\u00e0 delle mafie e della criminalit\u00e0 organizzata \u2013 e potenzialit\u00e0 di crescita che possono realizzarsi se il Sud torna a essere una scelta strategica per lo sviluppo dell\u2019intero Paese e si concentrano l\u00ec investimenti, infrastrutture, insediamenti e nuove attivit\u00e0.<\/p>\n<p>Ce lo chiedono i ricercatori, il mondo scientifico, l\u2019Universit\u00e0 che vuole mettere a disposizione del proprio Paese sapere e intelligenza creativa, che troppo spesso vengono riconosciute pi\u00f9 facilmente all\u2019estero che in patria.<\/p>\n<p>Ce lo chiedono gli italiani, che avvertono che il Paese ha enormi risorse, intelligenze, saperi che stentano tuttavia a esprimersi e realizzarsi perch\u00e9 troppo spesso i processi di formazione e selezione sono fondati non sul merito, ma sulla cooptazione.<\/p>\n<p>Insomma l\u2019Italia \u00e8 di fronte a uno di quei passaggi d\u2019epoca nei quali sono i caratteri costitutivi della nazione \u2013 il ruolo internazionale, il modello di sviluppo, le forme della coesione sociale, gli assetti istituzionali \u2013 che vanno ripensati, restituendo alla societ\u00e0 italiana quelle certezze di futuro, quel senso di appartenenza, quell\u2019essere comunit\u00e0 che configurano una identit\u00e0 nazionale forte in cui ciascuno possa riconoscersi.<\/p>\n<p>E quando un Paese \u00e8 chiamato a decisioni cos\u00ec strategiche per il suo avvenire, decisivo \u00e8 che ci sia una classe dirigente che si fa carico di guidare la nazione e si assume la responsabilit\u00e0 di scelte difficili.<br \/>\nPer questo oggi l\u2019Italia ha bisogno di una grande forza politica \u2013 grande per consenso elettorale, per radicamento sociale, per credibilit\u00e0 della sua classe dirigente, per cultura di governo \u2013 che assolva a questa funzione nazionale.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 questa responsabilit\u00e0 dinanzi all\u2019Italia, dinanzi al nostro Paese \u2013 care compagne e cari compagni, cari amici \u2013 che ci porta a dire che il Partito Democratico \u00e8 una \u201cnecessit\u00e0\u201d storica.<\/p>\n<p>Diamo vita al Partito Democratico non per un\u2019esigenza dei DS o della Margherita o di un ceto politico.<br \/>\nNo. Il Partito Democratico \u00e8 una necessit\u00e0 del Paese, serve all\u2019Italia.<\/p>\n<p>Vogliamo dare vita ad un soggetto politico non moderato o centrista, bens\u00ec progressista, riformista e riformatore.<\/p>\n<p>Un partito che faccia incontrare i valori storici per cui la sinistra \u00e8 nata e vive \u2013 libert\u00e0, democrazia, giustizia, uguaglianza, solidariet\u00e0, lavoro \u2013 con l\u2019alfabeto del nuovo secolo: cittadinanza, diritti, laicit\u00e0, innovazione, integrazione, merito, multiculturalit\u00e0, pari opportunit\u00e0, sicurezza, sostenibilit\u00e0, sopranazionalit\u00e0.<\/p>\n<p>E per questo dovr\u00e0 essere un partito del lavoro, dello sviluppo sostenibile, della cittadinanza e dei diritti, dell\u2019innovazione e del merito, del sapere e della conoscenza, della persona e della laicit\u00e0, della democrazia e dell\u2019autogoverno locale, dell\u2019Europa e dell\u2019integrazione sopranazionale, della pace e della sicurezza.<\/p>\n<p>Un partito per le libert\u00e0 e per una \u201csociet\u00e0 aperta\u201d, che promuova l\u2019iniziativa individuale e ogni forma di innovazione prodotta dall\u2019intelligenza, che riconosca il merito \u2013 che non \u00e8 un\u2019astuzia dei ricchi contro i poveri, ma lo strumento dei poveri per essere uguali ai ricchi \u2013 e assuma la capacit\u00e0 come fondamento di ogni forma di selezione, che promuova il rinnovamento generazionale e l\u2019uguaglianza di genere, che rompa tutte le chiusure corporative che rendono la nostra societ\u00e0 asfittica e stagnante e per questo meno giusta, in primo luogo verso i giovani e le donne.<\/p>\n<p>Un partito dei diritti che metta al centro della politica l\u2019uguaglianza delle opportunit\u00e0 per ogni persona; la disponibilit\u00e0 di servizi sociali che riducano la solitudine di cittadini e famiglie; la promozione di politiche che superino ogni forma di barriera sociale e di discriminazione; la tutela e il sostegno \u2013 non solo giuridico \u2013 di chi subisce un torto, una violenza; il rispetto della vita, delle identit\u00e0, degli orientamenti sessuali di ciascuno; una distribuzione del reddito e del prelievo fiscale secondo criteri di equit\u00e0 e progressivit\u00e0.<\/p>\n<p>E un partito dei diritti \u00e8 consapevole che i primi e fondamentali strumenti di uguaglianza e di promozione individuale e sociale sono il sapere e la conoscenza. E dunque \u00e8 investendo su formazione, scuola, universit\u00e0, ricerca, innovazione, che si consegue la crescita civile e sociale di una nazione. E\u2019 investendo sull\u2019infanzia che si fa crescere una societ\u00e0 pi\u00f9 grande e matura. E\u2019 con la formazione e il sapere che si restituisce gioia all\u2019et\u00e0 matura.<\/p>\n<p>E diritti chiamano doveri: l\u2019osservanza delle leggi, il riconoscimento delle capacit\u00e0, il valore dell\u2019interesse generale, il rispetto delle identit\u00e0, la valorizzazione delle competenze, l\u2019irrinunciabilit\u00e0 di un\u2019etica pubblica, l\u2019esercizio della libert\u00e0 nella responsabilit\u00e0.<\/p>\n<p>5. Vogliamo un partito laico, capace di riconoscere e ascoltare ogni cultura e pensiero, attento al contributo che le fedi religiose, tutte, offrono al perseguimento del bene comune. E al tempo stesso un partito consapevole che funzione irrinunciabile dello Stato \u00e8 assicurare l\u2019imparzialit\u00e0 della legge, l\u2019uguaglianza dei diritti per ogni cittadino, la rimozione di ogni forma di discriminazione, la tutela delle scelte di vita e dell\u2019orientamento sessuale di ciascuno.<\/p>\n<p>E\u2019 scritto nell\u2019Appello sottoscritto da personalit\u00e0 cattoliche per il Partito Democratico: \u201cNella societ\u00e0 aperta e plurale, la laicit\u00e0 va pensata come la condizione di un dialogo costante, orientato alla convivenza civile e al bene comune. Questa laicit\u00e0 deve continuare a garantire la Repubblica da ogni forma di integralismo religioso, ideologico ed economico. E deve stabilire forme e regole per il riconoscimento e il dialogo tra tutte le culture \u2013 religiose o secolari \u2013 che scelgano di muoversi nello spazio pubblico\u201d.<\/p>\n<p>Una concezione della laicit\u00e0 in cui possono riconoscersi credenti e non credenti, come testimonia la lettera con cui 60 parlamentari dell\u2019Ulivo, proprio in quanto credenti impegnati in politica, hanno rivendicato l\u2019autonomia della loro responsabilit\u00e0 istituzionale.<\/p>\n<p>Con approccio laico vogliamo affrontare anche il cruciale tema della famiglia, questione che certamente non \u00e8 delegabile alla destra e su cui \u00e8 sensibile non solo chi \u00e8 credente.<\/p>\n<p>Anzi, c\u2019\u00e8 nel pensiero laico e nella sinistra una lunga tradizione culturale e politica di attenzione alla famiglia, nucleo essenziale di ogni forma di organizzazione sociale. Basterebbe pensare alla battaglia della sinistra alla Costituente a favore dell\u2019uguaglianza dei coniugi e del riconoscimento dei diritti dei figli.<br \/>\nOppure alla riforma del diritto di famiglia realizzata nel \u201975, con la convergenza delle grandi culture politiche del tempo.<br \/>\nE, ancora, come dimenticare che nell\u2019ultimo decennio \u00e8 stata la sinistra a promuovere leggi cruciali per le famiglie e i diritti delle persone \u2013 contro la pedofilia, sulle adozioni, sulle adozioni internazionali, contro la violenza sulle donne \u2013 approvate in Parlamento all\u2019unanimit\u00e0.<\/p>\n<p>Oggi avvertiamo tutti la responsabilit\u00e0 di riconoscere alla famiglia una nuova centralit\u00e0, facendo i conti con le dinamiche demografiche, anagrafiche, occupazionali e sociali che hanno profondamente ridisegnato la composizione stessa e i caratteri della famiglia.<\/p>\n<p>La famiglia italiana media \u00e8 costituita da un figlio, due genitori, quattro nonni e due (o pi\u00f9) bisnonni.<br \/>\nL\u201980% dei lavoratori dipendenti ha un reddito individuale netto che non supera i 1.300 euro e nel 48% dei nuclei familiari italiani soltanto una persona lavora.<\/p>\n<p>Sono 4 milioni e mezzo le persone non autosufficienti, la quasi totalit\u00e0 dei quali a esclusivo carico della propria famiglia.<br \/>\nIl basso tasso di natalit\u00e0 ha sollecitato una crescita delle adozioni, soprattutto internazionali.<\/p>\n<p>Nell\u2019arco di una generazione sono cresciute le famiglie monoparentali, i nuovi figli delle seconde unioni, i figli unici, i figli adottati, i figli in affido, le coppie senza figli, i divorziati, le convivenze di fatto, i figli naturali.<\/p>\n<p>Nella famiglia si sono trasformati anche i cicli di vita, i ruoli maschile e femminile, i compiti genitoriali ed educativi, i modi di vivere l\u2019et\u00e0 adulta, i rapporti con la famiglia di origine, la presenza degli anziani e le relazioni tra generazioni, le famiglie ricostruite e i nuovi rapporti, tutti fenomeni che si collocano nel difficile equilibrio tra il \u201cprivato\u201d e il \u201csociale\u201d.<\/p>\n<p>Tutte dinamiche che sollecitano a ridisegnare lo stato sociale pensato e costruito per una societ\u00e0 e famiglie ben diverse da quelle di oggi.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 qui, dunque, un ampio appassionante terreno di ricerca, confronto e incontro che consente anche di aprire una nuova stagione del rapporto tra credenti e non credenti.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 per questo che non guardiamo con ostilit\u00e0 al Family Day promosso da un gruppo ampio di associazioni cattoliche, con le quali ci interessa al contrario interloquire.<\/p>\n<p>Cos\u00ec come \u2013 nel rispetto delle autonomie di pensiero e di ruoli \u2013 serve una nuova stagione di confronto tra fede e politica.<\/p>\n<p>N\u00e9 ci spaventa e ci preoccupa che il mondo cattolico, le sue istituzioni sociali, la Chiesa si manifestino con maggiore assertivit\u00e0.<br \/>\nSemmai tutto questo deve sollecitare la politica ad essere all\u2019altezza delle sfide culturali e morali che anche dal mondo cattolico ci vengono poste.<\/p>\n<p>Le nuove frontiere della scienza, della ricerca e delle tecnologie ci hanno condotto in un tempo in cui la vita, la morte, la riproduzione sono affidati sempre di pi\u00f9 all\u2019intervento dell\u2019uomo e del suo sapere.<\/p>\n<p>E ci\u00f2 suscita \u2013 sia in Benedetto XVI, sia in un non credente come Habermas \u2013 interrogativi etici, culturali, antropologici a cui tutti siamo chiamati a dare risposte, promuovendo una nuova stagione di ricerca culturale e di dialogo tra culture e religioni.<\/p>\n<p>Anche per questo serve un grande Partito Democratico, di donne e uomini liberi, credenti e non credenti, mossi dall\u2019unico intento di affermare valori di uguaglianza, di giustizia, di solidariet\u00e0, di dignit\u00e0.<\/p>\n<p>Qui sta la vera difesa della laicit\u00e0. Che non consiste nella riproposizione di antichi e anacronistici steccati. Ma nella comune ricerca di un nuovo umanesimo, di un pensiero nuovo, capace di suscitare comuni, innovative risposte alle grandi questioni che interrogano l\u2019intelligenza e la coscienza dell\u2019umanit\u00e0 contemporanea.<br \/>\nSolo la politica capace di alimentarsi a questa ricerca comune \u00e8 una politica forte, autonoma e quindi laica.<\/p>\n<p>E d\u2019altra parte il rapporto con il mondo cattolico rappresenta una delle grandi costanti della politica italiana.<\/p>\n<p>E le modalit\u00e0 con cui il mondo cattolico ha organizzato e realizzato la sua presenza politica ha sempre segnato la storia italiana, sia quando vi \u00e8 stato un partito come la Democrazia Cristiana, fondato sul presupposto storico dell\u2019unit\u00e0 politica dei cattolici, e sia quando, come oggi, quel partito non c\u2019\u00e8.<\/p>\n<p>Quell\u2019unit\u00e0 politica non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 ed \u00e8 aperta davanti a noi la duplice possibilit\u00e0 di vedere il grande patrimonio di tensione morale e cultura politica del movimento cattolico o reinvestito in un grande progetto democratico, o invece tentato di trasformarsi nel riferimento identitario e nella base elettorale di un partito conservatore di massa.<\/p>\n<p>E\u2019 anche sulla base di questa consapevolezza che diciamo che una delle ragioni non ultime del Partito Democratico \u00e8 proprio offrire un grande soggetto politico, riformista e progressista a credenti e non credenti, abbattendo definitivamente storici steccati e aprendo cos\u00ec una stagione nuova alla democrazia italiana.<\/p>\n<p>6. La scelta del Partito Democratico \u00e8 anche una risposta alla crisi del sistema politico e istituzionale, resa pi\u00f9 acuta da un sistema elettorale che ha accentuato la frammentazione del sistema politico, ha ridotto la governabilit\u00e0, ha accresciuto la distanza tra paese legale e paese reale.<\/p>\n<p>Non si esagera davvero dicendo che l\u2019Italia vive una \u201ccrisi democratica\u201d.<br \/>\nCerto, \u00e8 una crisi non solo italiana; riguarda la democrazia rappresentativa e i suoi istituti.<\/p>\n<p>In Italia vi si aggiunge un sistema politico caratterizzato da alta frammentazione \u2013 23 partiti in Parlamento \u2013 e un sistema elettorale che consente di vincere le elezioni, ma non di governare.<\/p>\n<p>Mettere mano ad una riforma elettorale che restituisca a questo paese stabilit\u00e0 e governabilit\u00e0 \u00e8, dunque, una assoluta priorit\u00e0.<br \/>\nUna legge elettorale che \u2013 in omaggio ad una regola in vigore in tutte le democrazie moderne \u2013 sia frutto di un\u2019intesa tra maggioranza e opposizione e sia sostenuta da un ampio consenso parlamentare.<\/p>\n<p>E noi, da questo Congresso, ribadiamo cinque priorit\u00e0 intorno a cui costruire l\u2019intesa: conferma della democrazia dell\u2019alternanza, affidando agli elettori la scelta, con il voto, della coalizione che debba governare; restituzione agli elettori del potere di scegliere gli eletti, preferibilmente attraverso collegi uninominali; meccanismi \u2013 che consentano stabilit\u00e0 alla maggioranza; soglie di accesso e regole parlamentari per la riduzione della attuale frammentazione; equilibrio di rappresentanza tra uomini e donne, dando applicazione all\u2019articolo 51 della Costituzione.<\/p>\n<p>L\u2019efficacia di una legge che corrisponda a quegli obiettivi richiede anche una intesa tra le forze politiche che consenta di mettere in campo tre innovazioni di rilievo costituzionale: la riduzione del numero dei parlamentari; il superamento del bicameralismo perfetto, con trasformazione del Senato in Camera federale delle Autonomie regionali e locali e concentrazione nella Camera dei Deputati delle potest\u00e0 legislative statali e della fiducia al Governo; il rafforzamento dei poteri del Presidente del Consiglio.<\/p>\n<p>Tre riforme su cui, in linea di principio, l\u2019intesa c\u2019\u00e8 gi\u00e0 e la cui discussione \u00e8 gi\u00e0 stata avviata nella Commissione Affari Costituzionali della Camera. E, dunque, approvabili in tempi sufficientemente rapidi.<\/p>\n<p>Cos\u00ec come rapidamente \u00e8 possibile avviare l\u2019esame parlamentare dei provvedimenti necessari al completamento dell\u2019assetto federalista dello Stato.<\/p>\n<p>Dipende da questa volont\u00e0 della politica il rapporto con il referendum sull\u2019attuale legge elettorale, che noi abbiamo sempre considerato una sollecitazione alle forze politiche a ritrovare in Parlamento la soluzione legislativa adeguata.<\/p>\n<p>Se in questi giorni la volont\u00e0 delle forze politiche \u2013 come noi auspichiamo \u2013 si manifestasse e si concretizzasse in proposte e intese credibili, sarebbe ragionevole discutere con i promotori del referendum anche la disponibilit\u00e0 ad una sospensione della raccolta delle firme, che consenta al Parlamento di approvare la legge elettorale e di avviare l\u2019iter di revisione costituzionale.<\/p>\n<p>In ogni caso quel che non sarebbe tollerabile \u00e8 un ennesimo balletto di disponibilit\u00e0 formali, a cui non seguisse una volont\u00e0 effettiva e concreta di realizzare in tempi rapidi le riforme necessarie.<\/p>\n<p>E vorrei cogliere quest\u2019occasione \u2013 nella quale sono qui tutti i principali leaders politici del Paese \u2013 per lanciare un appello: abbiamo una grande responsabilit\u00e0 verso l\u2019Italia e abbiamo soprattutto il dovere della coerenza tra parole e fatti.<\/p>\n<p>Il bipolarismo \u00e8 stato adottato in tanti paesi perch\u00e9 consente di dare stabilit\u00e0 al sistema politico e serenit\u00e0 e certezze ai cittadini.<\/p>\n<p>Proprio per questo non pu\u00f2 essere una sorta di guerra civile politica permanente.<br \/>\nNella democrazia matura e forte non ci sono nemici.<br \/>\nCi sono avversari, che si combattono anche aspramente, ma si riconoscono e si rispettano.<br \/>\nE ciascun partito gradua e misura le proprie legittime posizioni riconoscendo il primato degli interessi generali.<\/p>\n<p>Il bipolarismo deve essere \u201cmite\u201d e il suo funzionamento non pu\u00f2 che essere fondato sulla responsabilit\u00e0 di ogni suo attore.<\/p>\n<p>E le riforme \u2013 se ci crediamo davvero \u2013 possono essere l\u2019occasione per far uscire il nostro sistema dalla nevrosi che lo agita quotidianamente, per approdare finalmente ad una democrazia dell\u2019alternanza matura e responsabile.<\/p>\n<p>Proviamoci. E i cittadini guarderanno a noi e alla politica certamente con maggiore fiducia.<\/p>\n<p>Legge elettorale e riforme in tempi rapidi, non risolvono tuttavia da sole l\u2019esigenza di un nuovo sistema politico.<\/p>\n<p>L\u2019esperienza di questi quindici anni di transizione incompiuta, ci dice che nuove regole per essere efficaci necessitano di una riforma dei soggetti politici.<\/p>\n<p>In fondo una delle ragioni della crisi democratica sta nella contraddizione tra un sistema che tende al bipolarismo e una geografia politica tuttora figlia di un esasperato proporzionalismo.<\/p>\n<p>La nascita del Partito Democratico ritrova proprio qui una delle sue ragioni.<\/p>\n<p>Mettere in campo una grande forza, a vocazione maggioritaria, infatti, \u00e8 la condizione per dare al bipolarismo un assetto stabile e effettivamente di governo.<\/p>\n<p>Non \u00e8 senza significato, d\u2019altra parte, che l\u2019avvio del nostro progetto stia gi\u00e0 producendo dinamiche che investono sia la maggioranza di governo, sia l\u2019opposizione.<\/p>\n<p>A destra Forza Italia e Alleanza Nazionale discutono di un possibile \u201cpartito conservatore\u201d, competitivo con il Partito Democratico.<br \/>\nA loro volta, UDC e Lega accentuano le loro distinzioni nell\u2019opposizione, anche in funzione di una diversa dinamica politica.<\/p>\n<p>E a sinistra: dopo una lunga diaspora i socialisti tentano di riunificarsi; e per la prima volta forze politiche caratterizzate da un forte sentimento identitario \u2013 come Rifondazione Comunista e Comunisti Italiani \u2013 si pongono il tema di una possibile aggregazione di sinistra radicale, non dissimile da esperienze esistenti in altri paesi europei.<\/p>\n<p>Proprio l\u2019ampiezza dei movimenti in atto ci dice quanto riduttivo sia leggere il Partito Democratico come semplice fusione tra due partiti.<br \/>\nSe cos\u00ec fosse nessuno si preoccuperebbe pi\u00f9 di tanto.<br \/>\nE invece chiunque vede bene il carattere di grande innovazione del sistema politico che il Partito Democratico rappresenta.<\/p>\n<p>In una politica segnata, nei decenni, da separazioni, scissioni e frammentazioni, \u00e8 la prima volta che due importanti partiti decidono di unirsi e, anzi, di fare della loro unit\u00e0 il punto di aggregazione di un campo di forze politiche e sociali pi\u00f9 vaste.<\/p>\n<p>Anzi, \u00e8 proprio questo tratto innovatore e riformatore, questa tensione all\u2019unit\u00e0 che induce molti cittadini a riconoscersi nel Partito Democratico e a sostenerlo.<\/p>\n<p>7. S\u00ec, perch\u00e9 unire oggi quel che la storia ieri ha diviso \u00e8 la sfida del nostro progetto.<\/p>\n<p>Sappiamo tutti come il campo progressista e riformista italiano sia stato caratterizzato per oltre un secolo da pi\u00f9 riformismi, da quello originario socialista al riformismo de facto del Pci, dal riformismo cristiano sociale e cattolico democratico al progressismo liberaldemocratico.<br \/>\nE, in tempi pi\u00f9 recenti, \u00e8 cresciuto anche in Italia un riformismo di natura ambientalista.<br \/>\nPer non dire dei tratti riformisti che segnano movimenti espressione di nuove sensibilit\u00e0 quali la non violenza, la soggettivit\u00e0 femminile, i nuovi bisogni giovanili.<\/p>\n<p>E\u2019 possibile far incontrare e unire tutto ci\u00f2 in un unico grande partito? La mia risposta \u00e8 s\u00ec.<br \/>\nE non certo perch\u00e9 ignori i caratteri peculiari della storia italiana e la lunga teoria di conflitti e antagonismi che hanno accompagnato la vicenda dei riformismi del nostro Paese.<\/p>\n<p>Ma le ragioni ideologiche e storiche che hanno a lungo diviso e contrapposto i riformismi italiani stanno alle nostre spalle.<br \/>\nIl secolo in cui viviamo non \u00e8 iniziato il 1\u00b0 gennaio 2000, ma il 9 novembre \u201989.<\/p>\n<p>Da quel giorno il mondo e l\u2019Europa sono entrati in scenari del tutto nuovi.<br \/>\nE anche la dialettica politica italiana \u00e8 venuta mutando, con il superamento dei partiti e della geografia politica della prima Repubblica, l\u2019apparire di nuove formazioni politiche e l\u2019adozione di un sistema elettorale e istituzionale bipolare e maggioritario.<\/p>\n<p>Un enorme sommovimento dentro il quale \u00e8 maturata un\u2019esperienza politica unitaria di straordinario valore: l\u2019Ulivo, che in questi dodici anni \u2013 sia nella sua versione originaria di alleanza larga di centrosinistra, sia nella configurazione attuale di casa comune dei riformisti \u2013 \u00e8 stato gi\u00e0 il luogo dove donne e uomini provenienti da storie, percorsi, esperienze diverse \u2013 e per lungo tempo in competizione e conflitto \u2013 si sono incontrati, si sono reciprocamente riconosciuti, hanno costruito una comune lettura della societ\u00e0 italiana a cui hanno offerto un comune progetto politico, che gli elettori hanno dimostrato di riconoscere e condividere.<\/p>\n<p>E\u2019 su questa esperienza che si \u00e8 radicata la presentazione delle Liste dell\u2019Ulivo \u2013 intorno alla quale si \u00e8 realizzata una unificazione culturale e politica dell\u2019elettorato \u2013 e poi la formazione di Gruppi parlamentari e consiliari dell\u2019Ulivo.<\/p>\n<p>E, oggi, la stessa esperienza dell\u2019Ulivo richiede di essere portata a compimento, oltre l\u2019attuale stadio di intesa politico\u2013elettorale, percepita come insufficiente dagli stessi nostri elettori.<\/p>\n<p>Quello di cui abbiamo bisogno \u00e8 una nuova, comune cultura politica, un comune progetto per la societ\u00e0 italiana, una comune visione del mondo e dei rapporti tra le persone.<br \/>\nE tutto questo possiamo pensarlo solo un vero partito: il partito dell\u2019Ulivo, il Partito Democratico.<\/p>\n<p>Per questo noi \u2013 donne e uomini di sinistra \u2013 non ci sentiamo a disagio di fronte alla sfida di un partito che unifichi le diverse esperienze del riformismo italiano: perch\u00e9 i nostri valori, la nostra esperienza sono parte costituente e fondante del nuovo Partito Democratico.<\/p>\n<p>Anzi, avvertiamo tutti che le sfide inedite del nuovo secolo chiedono di andare oltre la parzialit\u00e0 delle storie, delle esperienze, del pensiero di ciascuno di noi.<br \/>\nNella decisione di dar vita a un nuovo partito c\u2019\u00e8 tutta la consapevolezza di un limite della propria esperienza che ciascuno di noi onestamente riconosce.<\/p>\n<p>Non \u00e8 in discussione la nostra storia, lontana e recente.<br \/>\nN\u00e9 \u00e8 in discussione la funzione centrale che la sinistra e il nostro Partito hanno esercitato in questi anni e di cui forse molti dovrebbero avere pi\u00f9 consapevolezza e pi\u00f9 rispetto.<\/p>\n<p>E in 150 anni di unit\u00e0 del Paese non c\u2019\u00e8 davvero passaggio cruciale della vita italiana che non abbia visto la sinistra esercitare una funzione nazionale, ogni volta tenendo insieme le ragioni degli oppressi, dei pi\u00f9 deboli, del mondo del lavoro con gli interessi generali del Paese.<\/p>\n<p>Penso alla lotta al fascismo, alla Resistenza, alla scrittura della Costituzione, alla costruzione della Repubblica. Penso alla rinascita industriale, negli anni della ricostruzione e del boom economico, e al contributo alla salvezza del paese negli anni \u201970. Penso alla lotta al terrorismo e all\u2019impegno contro la mafia, simboleggiato dal sacrificio, proprio venticinque anni fa, di Pio La Torre a cui sabato il nostro Congresso render\u00e0 onore.<\/p>\n<p>Una funzione nazionale che, tuttavia, non ha mai offuscato in noi la consapevolezza di misurarci sempre con i cambiamenti, facendo le scelte \u2013 anche difficili o dolorose \u2013 che ogni volta erano necessarie.<\/p>\n<p>Come avvenne nell\u201989, quando di fronte a mutamenti che cambiavano la vita del mondo considerammo esaurita l\u2019esperienza del PCI e scegliemmo di ricollocare il nostro patrimonio storico e culturale nel socialismo democratico europeo, l\u2019unica sinistra che abbia dimostrato di tenere insieme uguaglianza e libert\u00e0.<\/p>\n<p>E, tuttavia, non possiamo non vedere che l\u2019ambizione che da allora ci ha mosso \u2013 prima dando vita al Pds, poi aprendo i Ds all\u2019apporto di altre culture socialiste, repubblicane, cristiano sociali, ambientaliste \u2013 da sola non \u00e8 stata ancora sufficiente per dare all\u2019Italia quella grande forza riformista di cui ha bisogno.<\/p>\n<p>E d\u2019altra parte anche la Margherita \u00e8 chiamata a fare i conti con lo stesso problema: nata per unire culture popolari, cattolico-democratiche e liberaldemocratiche e per rappresentare in nuce un nuovo Partito riformista, anche il partito di Rutelli deve prendere atto che da solo non pu\u00f2 rappresentare l\u2019intera ricchezza del riformismo italiano.<br \/>\nE ancora meno possono pensare di farlo forze riformiste di dimensioni minori.<\/p>\n<p>Ecco, dunque, il senso della nostra sfida: il Partito Democratico supera le nostre parzialit\u00e0 per unire intorno ad un unico progetto un arco ampio di forze e culture, che oggi si possono incontrare e fondere perch\u00e9 comuni sono i valori a cui ciascuna tende e lontane sono le ragioni che spingevano ognuno ad affermare quei valori da solo. E perch\u00e9 l\u2019Ulivo ha gi\u00e0 dimostrato che possono stare insieme e avere un progetto per l\u2019Italia.<\/p>\n<p>Insomma, il Partito Democratico nasce come un grande progetto di innovazione.<br \/>\nChe peraltro non esaurisce le prospettive di riorganizzazione della pi\u00f9 ampia rappresentanza politica e sociale del riformismo.<\/p>\n<p>Il riformismo italiano, infatti, \u00e8 anche un robusto movimento sindacale, una consolidata esperienza cooperativa, una diffusa rete di soggetti sociali e culturali.<\/p>\n<p>Ebbene come non vedere che l\u2019intera rappresentanza sociale del riformismo \u00e8 ancora strutturata nelle forme nate con la rottura dell\u2019unit\u00e0 antifascista dell\u2019immediato dopo-guerra: tre organizzazioni sindacali, tre centrali cooperative, tre associazioni artigiane, due confederazioni commerciali e via di questo passo.<\/p>\n<p>Naturalmente sappiamo tutti che sul piano culturale e dell\u2019autonomia politica tutte quelle organizzazioni hanno via via sciolto i vecchi collateralismi, ridefinendo la loro identit\u00e0 progettuale la loro autonomia e politica. E non vi \u00e8 dubbio che un processo politico che superi storiche divisioni politiche, pu\u00f2 favorire processi di unificazione anche nella rappresentanza sociale del riformismo.<\/p>\n<p>Anche questo, dunque, \u00e8 un motivo di fecondit\u00e0 del Partito Democratico.<\/p>\n<p>8. Discende da questa impostazione anche la risposta al \u201ccon chi\u201d e \u201ccome\u201d costruire il Partito Democratico.<\/p>\n<p>\u201cCon chi\u201d.<br \/>\nE\u2019 evidente che l\u2019intesa tra le due principali forze riformiste italiane \u2013 DS e Margherita \u2013 \u00e8 condizione necessaria per dar vita al Partito Democratico.<br \/>\nMa se \u00e8 condizione necessaria, non \u00e8 da sola sufficiente.<br \/>\nE\u2019 un\u2019affermazione che abbiamo fatto fin dall\u2019inizio di questo progetto \u2013 ne fanno fede documenti, scritti e comportamenti \u2013 e solo una pervicace strumentalit\u00e0 pu\u00f2 continuare a rappresentare un progetto che vogliamo ampio e plurale come semplice somma di due partiti, fusione fredda tra due nomenclature, una caricatura ingenerosa prima di tutto verso i tantissimi che in questi anni si sono spesi prima per L\u2019Ulivo e poi per il Partito Democratico.<\/p>\n<p>Certo, non sfugge neanche a me che, da Orvieto a oggi, in questa fase il ruolo dei partiti sia stato preminente.<br \/>\nD\u2019altra parte avendo considerato tutti \u2013 in primo luogo i critici o gli avversari del PD \u2013 che fosse pregiudiziale a ogni ulteriore scelta, una deliberazione congressuale, non poteva che essere cos\u00ec.<\/p>\n<p>E, tuttavia, anche questa prima fase \u00e8 stata caratterizzata da un\u2019alta partecipazione: 255.000 partecipanti ai Congressi DS; decine di migliaia ai Congressi della Margherita; migliaia di iniziative pubbliche di confronto con i cittadini.<\/p>\n<p>In ogni caso con lo svolgimento dei Congressi nazionali la prima fase giunge al suo compimento.<br \/>\nAdesso si apre la \u201cfase 2\u201d, il processo costituente, che dovr\u00e0 essere caratterizzato fin da subito da quell\u2019apertura che tutti auspichiamo.<\/p>\n<p>E in questi stessi mesi si sono gi\u00e0 manifestate molte forze pronte a concorrervi.<\/p>\n<p>Oltre 3000 ambientalisti \u2013 tra cui tutti i pi\u00f9 significativi esponenti politici e culturali dell\u2019ecologismo italiano \u2013 hanno sottoscritto un manifesto per il Partito Democratico.<\/p>\n<p>I Repubblicani europei \u2013 eredi della tradizione riformista laica di Piero Gobetti, Ernesto Rossi, Ugo La Malfa \u2013 hanno confermato la loro volont\u00e0 di essere parte di questo progetto.<\/p>\n<p>Mentre la sinistra liberale \u2013 anch\u2019essa espressione del riformismo laico democratico \u2013 ha scelto di partecipare al Partito Democratico aderendo ai Democratici di Sinistra.<\/p>\n<p>E la stessa scelta ha fatto Ivan Scalfarotto, espressione di un mondo giovanile che guarda al Partito Democratico come lo strumento per innovare la politica e aprirla alle giovani generazioni.<\/p>\n<p>Un\u2019area vasta di dirigenti sindacali di Cgil, Cisl e Uil hanno sottoscritto un \u201cManifesto per il lavoro\u201d che costituisce un prezioso e forte arricchimento della prima bozza di Manifesto per il Partito Democratico.<\/p>\n<p>Analoghi contributi sono venuti da esponenti significativi del mondo del lavoro autonomo, cos\u00ec come dal mondo del volontariato, del terzo settore e dell\u2019impresa no profit.<\/p>\n<p>Un gruppo di Associazioni per il Partito Democratico insieme a Libert\u00e0 e Giustizia e ai Cittadini per L\u2019Ulivo hanno costituito un primo Coordinamento nazionale che consente di dare voce a forze civiche e di societ\u00e0 civile.<\/p>\n<p>Da Sindaci e amministratori locali \u00e8 venuto proprio in questi giorni un contributo prezioso sui caratteri e il profilo del PD, che deve essere capace di raccogliere le esperienze di autonomia civica e federalista.<\/p>\n<p>Personalit\u00e0 significative del mondo cattolico \u2013 da Domenico Rosati a Luigina Di Liegro \u2013 hanno sottoscritto un Appello per il PD e deciso di accogliere l\u2019invito dei Cristiano Sociali dei DS ed essere parte attiva alla costruzione del Partito Democratico.<\/p>\n<p>E anche dal mondo socialista sono molte le voci che auspicano la piena partecipazione al PD, consapevoli che un processo di unificazione politica del riformismo italiano non pu\u00f2 non includere quella grande storia che \u00e8 stata protagonista della vita della sinistra e della democrazia italiana.<\/p>\n<p>Peraltro lo Sdi \u00e8 stato partecipe dell\u2019Ulivo fin dalla sua fondazione e ha contribuito nel 2004 e 2005 al suo rilancio come progetto riformista.<\/p>\n<p>Proprio per questo voglio ancora una volta rivolgere da questa tribuna un appello a Enrico Boselli e ai dirigenti dello Sdi e di altre organizzazioni di ispirazione socialista.<\/p>\n<p>Non corrisponde alla realt\u00e0 rappresentare il PD \u2013 come si \u00e8 fatto recentemente nel Congresso socialista di Fiuggi \u2013 come una riedizione, in scala minore, del compromesso storico. Non solo tutto \u00e8 radicalmente diverso da trent\u2019anni fa \u2013 scenario internazionale, rapporti di forza, identit\u00e0 politiche, culture del Paese \u2013 ma soprattutto non \u00e8 nella nostra volont\u00e0 riproporre quell\u2019impianto.<\/p>\n<p>Noi vogliamo unire i riformisti italiani. Tutti.<br \/>\nE il Partito Democratico \u00e8 la casa anche dei socialisti.<\/p>\n<p>E anche gli aspetti su cui oggi lo SDI solleva dubbi e obiezioni potranno essere tanto meglio chiariti e risolti se i socialisti faranno valere le loro proposte nella costruzione del PD.<\/p>\n<p>Siamo sempre stati rispettosi del travaglio \u2013 in alcuni passaggi drammatico \u2013 vissuto dai socialisti negli ultimi quindici anni. E siamo consapevoli che la dispersione del patrimonio socialista e dei suoi elettori sia stata ragione non ultima dell\u2019impoverimento politico e elettorale del centrosinistra.<br \/>\nE comprendiamo l\u2019ansia e la passione che muove quanti continuano a battersi perch\u00e9 il socialismo riformista sia una presenza viva della politica italiana.<\/p>\n<p>Proprio per questo siamo convinti che una presenza forte e visibile del riformismo socialista nel Partito Democratico pu\u00f2 costituire il modo giusto per realizzare la ricomposizione delle forze socialiste fino ad oggi disperse, facendole incidere e pesare in un grande partito.<\/p>\n<p>Per questo ci auguriamo che la \u201cCostituente socialista\u201d possa essere non gi\u00e0 una forma di autoisolamento, bens\u00ec uno strumento di aggregazione di forze socialiste in vista di una loro partecipazione al Partito Democratico.<\/p>\n<p>Insomma, quel che vogliamo costruire \u00e8 un percorso largo, aperto, partecipativo. Tutto il contrario di un incontro tra nomenclature, ceti politici o burocrazia.<\/p>\n<p>L\u2019obiettivo \u00e8 parlare a milioni di donne e di uomini del nostro Paese che chiedono e attendono dalla politica una stagione di novit\u00e0 e di cambiamenti.<\/p>\n<p>Restituire parola ai cittadini, rilegittimare la politica, ricreare fiducia nelle istituzioni: questo ci proponiamo.<\/p>\n<p>E per questo vogliamo subito mettere in campo un processo costituente che parli ai giovani, alle donne, all\u2019associazionismo democratico e civico, al popolo delle Primarie, a quanti si sono riconosciuti nell\u2019Ulivo e ai tantissimi che vogliono una politica innovativa, aperta, pulita.<\/p>\n<p>Un obiettivo da cui discende anche il \u201ccome\u201d perseguirlo.<\/p>\n<p>Fin da domani, il processo di costruzione del Partito Democratico dovr\u00e0 decollare, con la Costituzione del Comitato promotore nazionale presieduto da Romano Prodi e promuovendo in tutta Italia analoghi Comitati promotori \u2013 aperti a partiti, associazioni, societ\u00e0 civile, cittadini \u2013 e avviando subito una fase di largo confronto e discussione sulla prima bozza di Manifesto, che proprio perch\u00e9 carta fondativa del nuovo partito ha bisogno di essere patrimonio condiviso di milioni di donne e di uomini.<\/p>\n<p>E parallelamente proponiamo di promuovere la Costituente delle donne per il PD e i Forum tematici del PD sulla scuola, sulla famiglia, sull\u2019ambiente, sulla ricerca e sui principali assi del nostro progetto, cos\u00ec da coinvolgere nella stesura finale del Manifesto saperi, competenze, professionalit\u00e0.<\/p>\n<p>Sulla base di questa larga azione partecipativa prepariamo per l\u2019autunno la Assemblea Costituente, eletta dai cittadini sulla base del principio una testa \u2013 un voto.<br \/>\nE proponiamo che l\u00ec si vari il testo aggiornato ed emendato del Manifesto, si adotti uno Statuto del partito e si lanci la fase finale di costituzione in tutti i Comuni italiani delle strutture di base del PD, fissando la convocazione del Congresso di fondazione entro la primavera del 2008, in modo da presentare il nuovo partito gi\u00e0 alle elezioni amministrative parziali del prossimo anno.<\/p>\n<p>Come si vede noi DS crediamo con convinzione alla costruzione di un Partito nuovo, anche nelle forme di organizzazione e nel rapporto con i cittadini.<\/p>\n<p>Anche i partiti, infatti, sono figli del \u2018900 e del fordismo, da cui hanno mutuato strutture, gerarchie, rigidit\u00e0.<\/p>\n<p>Il Partito Democratico vogliamo che sia anche una formidabile occasione per innovare la politica, le sue forme, i suoi linguaggi.<\/p>\n<p>Per questo proporremo nello Statuto del PD norme che prevedano il ricorso alle primarie per la scelta di candidati a incarichi elettivi; che anche nel PD si introduca il limite nel numero dei mandati a incarichi dirigenti; che tutti gli incarichi dirigenti siano a voto segreto; che si applichi la parit\u00e0 di rappresentanza di genere e si apra con coraggio l\u2019accesso di nuove leve a funzioni dirigenti.<\/p>\n<p>E anche la scelta della leadership del Partito Democratico \u2013 in coerenza con l\u2019intero impianto aperto di un partito dei cittadini \u2013 dovr\u00e0 essere affidata al voto individuale e segreto di tutti coloro che si riconoscono nel Partito Democratico.<\/p>\n<p>Proporremo che la rete diventi strumento quotidiano di rapporto con i cittadini, sperimentando nuove forme di \u201cdemocrazia deliberativa\u201d.<\/p>\n<p>E tutto ci\u00f2 non \u00e8 affatto in contrasto con l\u2019essere un partito radicato, con centinaia di migliaia di aderenti, con strutture di base in tutti i comuni italiani, con un\u2019attivit\u00e0 politica costante, con capacit\u00e0 di formazione e selezione di nuove classi dirigenti, con struttura federale coerente con l\u2019assetto regionalista del Paese.<\/p>\n<p>Lasciamoci definitivamente alle spalle la disputa astratta tra sezioni e gazebo.<br \/>\nAbbiamo bisogno di sezioni perch\u00e9 senza organizzazioni radicate non saprei davvero chi organizza i gazebo.<br \/>\nMa abbiamo bisogno di gazebo perch\u00e9 altrimenti le sezioni rischiano di rinchiudersi in s\u00e9 stesse.<\/p>\n<p>E il PD sia un partito che riproponga ad una societ\u00e0 spesso sfiduciata e diffidente, i valori etici della responsabilit\u00e0, della trasparenza, della sobriet\u00e0 pubblica, dell\u2019onest\u00e0 personale, del primato dell\u2019interesse generale.<br \/>\nUn partito che si batta per dare attuazione all\u2019art. 49 della Costituzione e per forme di finanziamento trasparenti e certe della politica.<br \/>\nE che non tolleri livelli di indennit\u00e0 e stipendi di politici che i cittadini considerano inaccettabili.<\/p>\n<p>Insomma, un partito, aperto, partecipativo, democratico di nome e di fatto.<\/p>\n<p>9. E per questo un partito capace anche di contribuire al rinnovamento del riformismo in campo europeo e internazionale.<br \/>\nQuei cambiamenti, infatti, che sollecitano la nascita del PD in Italia, battono alle porte del riformismo in altri paesi.<\/p>\n<p>In tutte le nazioni chiamate al voto negli ultimi due anni \u2013 in Italia, Germania, Olanda, Austria, Svezia, Finlandia \u2013 il differenziale tra chi ha vinto e chi ha perso si \u00e8 ridotto a un punto percentuale o poco pi\u00f9.<br \/>\nSegno che i comportamenti dell\u2019elettorato si bipolarizzano sempre di pi\u00f9 e che la frammentazione politica non raccoglie la domanda di rappresentanza della societ\u00e0.<\/p>\n<p>E crescono le tentazioni populistiche \u2013 non solo a destra \u2013 come facile suggestione ad una crisi di rappresentanza con cui tutti gli schieramenti politici hanno difficolt\u00e0 a misurarsi.<\/p>\n<p>Unire le forze progressiste e riformiste e dare loro un nuovo profilo non \u00e8, dunque, soltanto un nostro obiettivo.<\/p>\n<p>Ne ha dato prova il PSE che \u2013 anche tenendo conto del nostro progetto \u2013 ha riformulato il suo Statuto, dandosi come missione di riunire non solo i partiti socialisti, socialdemocratici e laburisti, ma anche progressisti e democratici dell\u2019Unione Europea.<\/p>\n<p>E su un\u2019analoga apertura sta riflettendo il Gruppo Socialista al Parlamento Europeo, dove gi\u00e0 oggi siedono non solo europarlamentari socialisti.<\/p>\n<p>Peraltro chiunque sa che i partiti socialisti e socialdemocratici non sono certo quelli della II Internazionale. Ciascuno di loro ha conosciuto una evoluzione culturale, programmatica, politica \u2013 talora anche organizzativa \u2013 che ne fanno partiti di centrosinistra dentro cui si ritrova l\u2019arco di posizioni che in Italia si ritrova nell\u2019Ulivo.<\/p>\n<p>E\u2019, dunque, del tutto naturale che un grande partito riformista, quale vuole essere il PD, trovi collocazione l\u00e0 dove si riuniscono le altre forze riformiste europee, che nella stragrande maggioranza sono socialiste e socialdemocratiche.<\/p>\n<p>E\u2019 evidente che il Partito Democratico ha una sua specifica e peculiare identit\u00e0 di partito riformista plurale, che nasce per contribuire ad una pi\u00f9 larga unit\u00e0 del riformismo europeo.<br \/>\nMa proprio in funzione di questo obiettivo \u00e8 necessario un rapporto forte e strutturato con il Pse. Se si ha l\u2019ambizione di unire il riformismo europeo, non si pu\u00f2 eludere il rapporto organico con quella famiglia socialista che ne rappresenta il 90%.<\/p>\n<p>D\u2019altra parte, di ci\u00f2 sono consapevoli gli amici della Margherita che non a caso pongono la questione della collocazione europea del PD in termini diversi da un anno fa, quando sembrava prevalere la suggestione di dar vita ad una famiglia democratica europea che si aggiungesse alle famiglie politiche esistenti.<\/p>\n<p>Oggi invece si riconosce che l\u2019obiettivo di realizzare un campo riformista pi\u00f9 ampio va perseguito \u201cinsieme al Pse\u201d.<br \/>\nBene, proseguiamo il confronto tra noi e con gli stessi socialisti europei per individuare le forme concrete e praticabili di questo impegno comune.<\/p>\n<p>Peraltro all\u2019obiettivo di un campo pi\u00f9 largo di forze riformiste e progressiste tende anche l\u2019Internazionale Socialista, che gi\u00e0 oggi \u00e8 costituita per quasi met\u00e0 dei suoi 185 partiti da forze di ispirazione culturale diversa dall\u2019esperienza socialista.<br \/>\nE i rapporti sempre pi\u00f9 stretti che il Presidente dell\u2019I.S. Papandreou sta promuovendo con Democratici americani, con il Partito del Congresso Indiano e con il Partito dei Lavoratori di Lula, possono consentire al nostro Partito Democratico di collocarsi nello stesso percorso, che potr\u00e0 essere favorito da atti politici e simbolici con cui l\u2019Internazionale Socialista prosegua il cammino di apertura alle principali forze democratiche e progressiste del mondo intero.<\/p>\n<p>10. Sono, dunque, questi i lineamenti e i caratteri del progetto del Partito Democratico, che dovranno essere ulteriormente definiti e precisati nel corso del processo costituente.<\/p>\n<p>Proprio il carattere aperto, democratico, partecipativo che tutti auspichiamo, esclude un progetto chiavi in mano, prendere o lasciare.<br \/>\nAl contrario sar\u00e0 proprio dal contributo di tutti i protagonisti \u2013 e in primo luogo dei cittadini \u2013 che dovr\u00e0 derivare il profilo e la forma del nuovo partito.<\/p>\n<p>La rete di Comitati promotori dovr\u00e0 essere l\u2019occasione per un coinvolgimento largo, insieme ai partiti, di associazionismo democratico, cittadini e articolazioni della societ\u00e0.<\/p>\n<p>Il Manifesto per il PD \u2013 redatto da un gruppo di personalit\u00e0 indicate da Romano Prodi \u2013 dovr\u00e0 adesso essere lo strumento di un largo confronto che consenta di emendarne il testo, raccogliendo integrazioni, arricchimenti, proposte, in vista di redigere un nuovo testo aggiornato, da sottoporre all\u2019Assemblea Costituente.<\/p>\n<p>Cos\u00ec anche lo Statuto del nuovo Partito \u2013 che proponiamo sia redatto da un gruppo di lavoro aperto e composto per met\u00e0 da donne e per met\u00e0 da uomini \u2013 dovr\u00e0 essere ampiamente discusso per farlo poi assumere dall\u2019Assemblea Costituente.<\/p>\n<p>Insomma: un processo in cui nulla \u00e8 scontato e definito a priori, ma tutto va costruito con procedure democratiche e trasparenti, consentendo di esserne partecipe anche a chi fino ad oggi ha espresso opinioni contrarie o critiche alla formazione del PD.<\/p>\n<p>Alle compagne e<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>3104-una-forza-grande-come-il-futuro-la-relazione-introduttiva-di-piero-fassino-al-4-congresso-ds<\/p>\n<p>3877<\/p>\n<p>EmiNews 2007<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>20070419 20:05:00 redazione-IT Gentili ospiti, cari amici, care compagne e cari compagni, grazie di essere oggi qui cos\u00ec tanti e con tanto calore. 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