{"id":21777,"date":"2007-06-07T00:00:00","date_gmt":"2007-06-07T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=21777"},"modified":"2007-06-07T00:00:00","modified_gmt":"2007-06-07T00:00:00","slug":"3288-anche-noi-siamo-chiesa-in-33-punti-la-vicenda-della-missione-cattolica-in-svizzera","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=21777","title":{"rendered":"3288 &#034;Anche noi Siamo chiesa&#034;: In 33 PUNTI LA VICENDA DELLA MISSIONE CATTOLICA IN SVIZZERA"},"content":{"rendered":"<p>20070523 09:54:00 redazione-IT<\/p>\n<p>In 33 PUNTI LA VICENDA DELLA MISSIONE CATTOLICA IN SVIZZERA<br \/>\nAnche noi Siamo chiesa &#8211; Wir auch sind die Kirche<br \/>\n&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;<br \/>\nAffoltern a. A. 16 AGOSTO 2006<br \/>\nELEZIONE DEL COORDINATORE DEI MISSIONARI ITALIANI IN SVIZZERA (Dall\u2019 1 GENNAIO 2007)<\/p>\n<p>In questo fascicolo leggerete<br \/>\nPROCEDIMENTO INACCETTABILE, MA CE LO SIAMO MERITATO<br \/>\nORMAI SUPERATI MOLTI COMPITI DEL COORDINATORE NAZIONALE<br \/>\n\u201cMISSIO CANONICA&quot;: L\u2019ASSO NELLA MANICA<br \/>\nCONSULTAZIONI ANCHE SULLA PERSONA DEL COORDINATORE<br \/>\nPERSONALISMI E CONTRAPPOSIZIONI<br \/>\nSAPER G0DERE ANCHE DELLE SODDISFAZIONI ALTRUI<br \/>\nRICORDATI CHE SEI UN UOMO \t<\/p>\n<p>( Appendice a cura del redattore: ULTERIORI SVILUPPI )\t    Pag. 7<\/p>\n<p>Padre Albino Michelin CS Missionario italiano<br \/>\nSeewadelstr. IIa &#8211;  CH-89IO Affoltern ZH<br \/>\nE-mail \/ Internet<br \/>\nsekretariat.affoltern@kath-affoltern.ch<br \/>\nimaduna@freesurf.ch<br \/>\nwww.rinascita.ch<\/p>\n<p>ELEZIONE DEL COORDINATORE MISSIONARI ITALIANI IN SVIZZERA<br \/>\nPROCEDIMENTO INACCETTABILE, MA CE LO SIAMO MERITATO<\/p>\n<p>A met\u00e0 maggio 06 la sede svizzera &quot;Migratio&quot; (Istituzione ecclesiale con sede a Lucerna) ha inviato agli addetti alla Pastorale la scheda per l&#8217;elezione del nuovo Delegato o la rielezione dello stesso. Sembra che l&#8217;attuale Antonio Spadacini, dopo due mandati quinquennali scada e a gennaio 07 e dovrebbe rientrare in carica un successore. Gli aspetti che hanno sollevato resistenza presso i missionari sono tre:<\/p>\n<p>a) Il cambiamento del ruolo, da delegato a coordinatore<br \/>\nb) La riduzione dell&#8217;impegno al 50%<br \/>\nc) L&#8217;indicazione di un solo nome, la scelta definitiva del candidato demandata alle gerarchie episcopali italo-svizzere.<\/p>\n<p>1- In tutta questa vicenda \u00e8 stata ignorata la consultazione di base fra le comunit\u00e0, i consigli pastorali, fra i missio-nari, le istituzioni parrocchiali e amministrative. Una specie di golpe. E qui i rappresentanti svizzeri ci hanno chia-ramente mancato di rispetto. Tant&#8217;\u00e8 che come conseguenza molti di noi hanno deciso di scioperare la votazione e boicottare fa formalit\u00e0.<br \/>\nMeglio tardi che mai!<\/p>\n<p>2 &#8211; Per\u00f2, con buona pace di tutti noi, questo \u00e8 il procedimento che ci meritiamo. Nel senso che nell&#8217;ultimo decennio della gestione Spadacini ci si \u00e8 riempiti molto la bocca di parole alate e devote, &quot;Missioni\u201d, \u201ccomunit\u00e0 di comunio-ne\u201d, \u201ccomunione di comunit\u00e0&quot;, ma in realt\u00e0 si \u00e8 avuto solo o sopratutto una gestione personalistica autoreferenziale del potere al vertice, con la conseguente concorrenza clientelare alla base. Affermazioni che risulteranno attendibili nel prosieguo del presente intervento. <\/p>\n<p>3 &#8211; Il fatto si \u00e8 che l&#8217;attuale chiesa gerarchica svizzera non ci prende in considerazione e da parte nostra non ha senso fare tanto baccano, correre ai ripari col fiatone grosso, in debito di ossigeno. Decisioni come queste che ci sono piovute sul collo non si cambiano in corso d&#8217;opera, ma sono frutto di una cultura, di una scuola, di un appren-distato articolato in tempi lunghi. Vogliamo fare le rivoluzioni, ma le rivoluzioni non si improvvisano, necessitano di lunghe incubazioni, si maturano e si motivano. Raccogliamo quel che nel passato decennio ci \u00e8 stato seminato. Mi auguro che nel caso specifico la nostra presa di posizione produca l&#8217;effetto sperato, ma si tratter\u00e0 sempre di una vittoria-scaramuccia. Se non si rinnova la nostra pedagogia pastorale con il prossimo coordinatore saremo sempre destinati a magre figure. A non contare nulla. <\/p>\n<p>4 &#8211; Premesso quindi che sul sentimento corresponsabilit\u00e0 di base abbiamo da anni perso dimestichezza (Punto 2) forse vale la pena riprendere quella nostra identit\u00e0 di gruppo cos\u00ec vitale negli anni 1980-90, con il delegato nazio-nale Pietro Bondone e con quello zonale zurighese Carlo Matulli. Altri tempi? NO, altro spirito!<br \/>\nUn breve excursus storico pu\u00f2 darci conferma di quanto abbiamo perduto e quanto dovremmo riguadagnare. <\/p>\n<p>5 &#8211; Un caso significativo fra i tanti \u00e9 stato quello di Wolfgang Haas nominato vescovo di Coira il 7.2.1988. Poich\u00e9 la cattolicit\u00e0 diocesana, i decanati, i consigli parrocchiali avevano posto resistenza per una decisione presa diret-tamente da Roma senza previa consultazione della base, da questa si coagul\u00f2 una forte richiesta per il trasferimento del prelato. Molti missionari pure hanno collaborato, lo stesso sottoscritto richiesto dall&#8217;allora Decano Martin Kopp di W\u00e4denswil, attuale Vicario generale della Svizzera interna, abbiamo lavorato sodo per uno spirito di chiesa, ecclesia assemblea dei credenti, con raccolta di firme, dibatti pubblici e legittime pressioni. <\/p>\n<p>6 &#8211; Nemmeno i missionari della zona Zurigo sono stati alla finestra. Difatti il 12.6.1990, con 17 si e 2 contrari, si \u00e8 deciso di pubblicare un articolo smentita sul settimanale \u201cCorriere degli italiani\u201d, organo dei missionari, alla presa di posizione del suo direttore, che in precedenza aveva sbeffeggiato il popolo di Dio con il titolo: &quot;Il Vescovo di Coira, la piccola Svizzera&quot;. Anzi si \u00e8 costituta una commissione stampa composta dai missionari zurighesi Lazzara, Nic-colin, Jungo, Mattulli, Pancera, Michelin, Spadacini (attuale coordinatore nazionale) <\/p>\n<p>7 &#8211; L&#8217;articolo pesante, ma espressione della solidariet\u00e0 con la Chiesa svizzera, venne dal \u201cCorriere\u201d rifiutato. Co-sicch\u00e9 il gruppo ha deciso di divulgarlo attraverso &quot;Agor\u00e0&quot; (27.6.90), al tempo organo di pretta marca comunista-anticlericale. L&#8217;attuale settimanale &quot;Rinascita&quot;, da noi giudicato di gestione laica, sulla quale al sottoscritto \u00e9 stato interdetto di apporre firma dei suoi articoli come missionario di Affoltern (15.2.2000) a paragone dell&#8217;ex-Agor\u00e0 fa-rebbe figura del Messaggero di S. Antonio.<\/p>\n<p>8 &#8211; Il Delegato nazionale del tempo (il su citato Pietro Bondone) preso dal panico fece una patetica comunicazio-ne a tutto campo al popolo elvetico, dissentendo ed esprimendo la sua solidariet\u00e0 al Vescovo Haas &quot;\u00e8 il mio ve-scovo&quot;. Ma non consider\u00f2 offesa il dissenso dei suoi missionari. Quattro giorni pi\u00f9 tardi (30.6.90) il Delegato di zo-na Zurigo Carlo Matulli in forma rappresentativa risponde dichiarandogli di tenersi pure per s\u00e9 le proprie pie con-siderazioni, ma un vescovo non deve essere imposto alla chiesa cui \u00e8 destinato. Non si era dei ribelli, ma dei cor-responsabili. Coesione di base che il 18.7.98 port\u00f2 alla diocesi di Coira Amedeo Grab, salutato dal libro del cap-puccino di Altdorf A. Rotzetter con il titolo &quot;Vescovo di Coira, ricordati che sei un uomo&quot;. <\/p>\n<p>9 &#8211; Anche negli anni successivi il sottoscritto ha sollecitato il \u201cCorriere degli italiani\u201d a pi\u00f9 riprese affinch\u00e9 non si limitasse soltanto a strumento di &quot;Gazzetta dei decreti del Coordinatore Spadacini&quot; ma diventasse un vero labora-torio di opinioni, di dibattiti, di confronti. Specialmente nell&#8217;ultimo biennio con il nuovo corso &quot;accorpamento delle Missioni\u201d. Gli fu risposto e tacitato in pubblico (15.3.06) di non fare il protagonista, il guastatore della comunione sacerdotale. Allora prendiamoci ci\u00f2 che ci meritiamo.<\/p>\n<p>10 &#8211; Nel frattempo, da quegli anni 90 costantemente la chiesa svizzera ha camminato coerente in questa linea di corresponsabilit\u00e0 di base. Fino a ieri, cio\u00e8 all&#8217;elezione del vescovo di S. Gallo, M. B\u00fcchel, successore di Ivo Fur-rer. Per mesi le comunit\u00e0 locali hanno approfondito il ruolo e la persona del nuovo responsabile. Il 4 luglio 06 (sal-to le procedure intermedie) fu presentata a Roma una triade di nomi con preferenza B\u00fcchel. Il giorno seguente Papa Ratzinger (cio\u00e8 chi per lui) ha confermato quello che tutti sapevamo. Una chiesa svizzera cio\u00e8 che non \u00e8 andata esautorando i fedeli con la predichetta che il nuovo Vescovo \u00e8 nelle mani dello Spirito Santo e del papa, ma che li legittimava ad agire in coscienza ed in corresponsabilit\u00e0 di base. <\/p>\n<p>11 &#8211; Ma da questa linea noi missionari italiani ci siamo allontanati da tempo, come pure ci assenteremo dalla scelta del successore del vescovo di Coira. Perch\u00e8 anche lui \u00e8 nelle mani dello Spirito Santo e del papa. Noi saltiamo fuori soltanto quando sono toccati i nostri interessi di borsa o di patria.<br \/>\nCome possiamo pretendere che le istituzioni svizzere (vedi Migratio) ci lascino spazi di consultazione e di corre-sponsabilit\u00e0 nella elezione o rielezione del prossimo Coordinatore nazionale?<br \/>\nSenz&#8217;altro, quando ritorneremo ad essere ci\u00f2 che storicamente eravamo: un gruppo solidale nell&#8217;esercizio della pastorale locale ed emigratoria. Solidale e corresponsabile.<\/p>\n<p>ORMAI SUPERATI MOLTI COMPITI DEL COORDINATORE NAZIONALE<\/p>\n<p>Si sa che i compiti sono adeguati alle necessit\u00e0 e queste si giustificano in base alle finalit\u00e0 attuali delle missioni cattoliche. Non possiamo negare che il loro ruolo si sia evoluto sopratutto considerando l&#8217;attuale accorpamento delle stesse in &quot;Unit\u00e0 pastorali&quot; verificatosi nello zurighese. Non \u00e8 solo questione finanziaria, ma in primo luogo pastorale, come si evince dal documento programmatico del Dr. Kosch, in data 11.4.05, pagine 10-11, definitivamente approvato dal sinodo (parlamento cattolico) zurighese il 23.6.05. Quindi il fatto di avere ampliato il territo-rio, o come si dice ingrandito il bussolotto, non significa che dentro ci possiamo mettere ancora le vecchie antica-glie. Si tratta di un salto di qualit\u00e0, nella pastorale migratoria. <\/p>\n<p>12 &#8211; Il documento su citato prevede un&#8217;assistenza agli italiani maggiormente inserita nell&#8217;attivit\u00e0 della parrocchia locale. Ad esempio che il missionario faccia parte all&#8217;equipe pastorale svizzera con la quale pianifichi e costituisca sinergia. Nella prospettiva che la sua attivit\u00e0 divenga una forma di cappellania o vicaria delle istituzioni religiose del luogo. Sta diventando quindi una discussione di retroguardia quella che si vuole prolungare sul vocabolo &quot;mis-sione&quot;, un po\u2019 obsoleto e accettabile sotto altre geografie. In effetti non siamo nel Congo. Per cui trasferire la sigla &quot;missione cattolica italiana\u201d in &quot;comunit\u00e0 cattolica italiana&quot; non destabilizzerebbe pi\u00f9 tanto. Da un&#8217;attivit\u00e0 di conser-vazione, della nostra identit\u00e0 ad un&#8217;apertura plurietnica.<\/p>\n<p>13 &#8211; Da un fax fatto circolare di recente (non dal sottoscritto) contenente la relazione del Coordinatore A. Spada-cini sul suo decennale di governo (maggio 06, senza data), alle istituzioni ecclesiastiche superiori, Conferenza E-piscopale Italiana, Svizzera, Migratio, si desumono i compiti eventuali del suo ruolo. Esempio: sostituire i confratelli che per motivi salute o imprevisti non sono in grado di assicurare le messe domenicali. Premesso che nessuno con tutta la buona volont\u00e0 ha il dono dell&#8217;ubiquit\u00e0 questa attivit\u00e0 andrebbe semplicemente risolta con le parrocchie locali e rispettive segreterie. Cos\u00ec dicasi del farsi carico di comunit\u00e0 in attesa di assegnazione del nuovo missiona-rio. Cos\u00ec infine per la mappa delle ferie o assenze che ogni singolo prete, operatore pastorale dovrebbe concorda-re con il team del luogo e per quanto riguarda i religiosi anche con il rispettivo superiore.<\/p>\n<p>14 &#8211; Altra attivit\u00e0: tenere contatto con i sacerdoti anziani (o messi fuori uso\u2026 mia aggiunta) rimasti in Svizzera. Sa-rebbe stato e sarebbe auspicabile, ma il nostro coordinatore in troppi casi ha fatto di tutto o per prepensionarli o per inviarli alle congregazioni di origine. Con loro un discorso di corresponsabilit\u00e0 non \u00e9 stato fatto. Anzi si \u00e9 fatto pressione presso i loro superiori perch\u00e9 li togliessero dalla circolazione. Vedi il caso di Padre Carlo Pepe, di Pa-dre Angelo Melocchi, entrambi cappuccini, il caso del sottoscritto vedi Punti 24\/27. Significativo il fatto che i loro Provinciali abbiano concesso o consigliato di restare in luogo (Vedi e-mail al rispettivo sito) come onesti cittadini. Il 2006 \u00e9 l&#8217;anno delle vocazioni, per troppi \u00e8 l&#8217;anno delle evacuazioni. Prima di andare a fare e cercare nuovi preti, si utilizzino quelli che abbiamo. Per restare in argomento nessuna solidariet\u00e0 di base si \u00e9 fatta con gli anziani o fuori corso, viceversa si discetta tuttora per continuare ad escluderli dalle riunioni di zona e da altri tipi di aggregazione sacerdotale, cos\u00ec il loro confino diventa totale. Recentemente il sottoscritto si \u00e8 battuto per il riesame di questa situazione, nella speranza che se ne ridiscuta prima della morte degli interessati. <\/p>\n<p>15 \u2013 \u201cOrganizzare incontri di spiritualit\u00e0, formazione, convegni\u2026\u201d D&#8217;accordo, a patto che la componente svizzera invitata non sia solo celebrativa e decorativa, ma il tutto teso a fattiva convivenza e collaborazione con le parroc-chie locali e rispettivi operatori. Ci\u00f2 porta come conseguenza che battesimi, matrimoni, funerali, riti vari, ormai do-vrebbero essere da noi gestiti in forma bilingue. Anche se gli svizzeri partecipanti fossero minoranza, nessuna mi-noranza deve sentirsi al margine. Come pure problema farebbe la prima comunione e cresima impartita ai ragazzi italiani separatamente da quelli svizzeri. Insieme a scuola, nel tempo libero, nello sport non dovrebbe la nostra pa-storale (la chiesa) dividere ci\u00f2 che la vita unisce. <\/p>\n<p>16 &#8211; Garantire la stampa del settimanale \u201cCorriere degli italiani\u201d. Altro ruolo del Coordinatore. Indubbiamente la stampa in tipografia richiede tempo, ma pi\u00f9 importante \u00e8 il contenuto. Su questo punto non si \u00e9 mai compiuto un dibattito di base affinch\u00e9 il \u201cCorriere\u201d sia da una parte strumento culturale linguistico, e dall\u2019altra soprattutto un fo-rum, di incontro-confronto, sui problemi di fede, senso della vita, a tutto campo. L&#8217;unica assemblea organizzata con altre testate italiane in Svizzera (K\u00fcssnacht 27.11.1999) si \u00e9 risolta in uno scontro di prestigio. Il risanamento del deficit al quale pure il sottoscritto ha contribuito con Fr. 500 (febbraio 98) non garant\u00ec un salto di qualit\u00e0. Un set-timanale che ricopia in gran parte il \u201cGiornale del Popolo\u201d, della Diocesi di Lugano, divulga informazioni sulla chie-sa in forma asettica e senza spinte innovative, si esaurisce nel pubblicare gli orari delle messe, gli stessi che ven-gono ripetuti sui bollettini svizzeri con pi\u00f9 capillarit\u00e0. \u00c8 un po\u2019 denaro gettato al vento. Il \u201cCorriere\u201d (vedi Punto 8) Non ha fin&#8217;ora contribuito molto a creare solidariet\u00e0 di base fra i missionari. Se \u00e9 ammirevole l&#8217;impegno del Coordi-natore Spadacini nelle attivita su citate, giustificato sarebbe lo stipendio del 100% a patto che andassero rivedute le modalit\u00e0 e priorit\u00e0 della sua presenza. Cio\u00e8 un passaggio dall&#8217;ambito della conservazione a tutti i livelli all&#8217;ambito dell&#8217;integrazione con le sue sfide e le sue urgenze.<\/p>\n<p>\u201cMISSIO CANONICA\u201d:  L&#8217;ASSO NELLA MANICA<\/p>\n<p>Da almeno due anni nella zona zurighese [e non solo\u2026 N.d.R.] \u00e9 venuto a serpeggiare un clima di disagio, di diffi-denze, sospetti, concorrenze, reazioni a fior di pelle a motivo della \u201cmissio canonica\u201d. In tale situazione si \u00e9 tentato di spostare la causa verso alcune prese di opinione da parte di qualcuno (ad esempio del sottoscritto) ma in fon-do \u00e9 un pretesto. Analizzando bene si vede che la motivazione di fondo giace l\u00e0: \u201csi salvi chi pu\u00f2!\u201d Quindi la paura del precariato. In effetti qualcuno di noi si sentiva in un&#8217; isola felice, qualche altro Mos\u00e9 salvato dalle acque, chi con un piede nella fossa, chi con le valigie pronte per la Terra Santa. Disagio creato o legittimato dal Coordinatore Spadacini il quale dichiarava sempre con aria di mistero, spada di Damocle, che le decisioni erano nella mani del Vescovo e che la \u201cMissio Canonica\u201d, cio\u00e8 l&#8217;incarico di esercitare una determinata attivit\u00e0 pastorale e nel determina-to luogo, sarebbe stata conferita da lui, indipendentemente dalle persone, dal loro passato, presente, futuro. <\/p>\n<p>17 &#8211; Pure questo clima \u00e9 stato il frutto di una mancata solidariet\u00e0 di base. Non sono stati invitati i missionari inte-ressati attorno ad un tavolo, a guardarsi in faccia, ad esprimere i loro sentimenti, desideri, disponibilit\u00e0 sul futuro. Si \u00e9 coniata la magica parola &quot;diritto alla privacy&quot;. La \u201cmissio canonica\u201d era diventata un&#8217;attesa snervante, delitto-castigo, paradiso-inferno, premio-punizione in mano a non si sa quale superiore. Infine non certo nelle mani del Vescovo, che nelle nostre faccende non \u00e9 informato se non attraverso i subalterni, Coordinatore, Commissione, ecc. E sui nominativi altro non pu\u00f2 fare se non apporre la firma ad una lista dalle stesse istanze subalterne presen-tata e delle quali non pu\u00f2 che aver fiducia. La quale per\u00f2 potrebbe sempre anche essere messa in discussione dalla base qualora vi siano ragioni sufficienti.<\/p>\n<p>18 &#8211; Per quanto concerne il modo di esercitare tale attivit\u00e0, il Coordinatore A. Spadacini avrebbe potuto usare maggiore sensibilit\u00e0 e tatto soprattutto considerando che egli per quasi vent&#8217;anni ha esercitato quale missionario di St\u00e4fa senza la \u201cmissio canonica\u201d, e rispedendola al Vescovo Vonderach, mittente, qualora questi si preoccupasse di conferirgliela. Atteggiamento che il nostro Coordinatore ostentava con un certo orgoglio. Il ricordo di questo pas-sato noto viene dal sottoscritto ricordato non come occasione di colpevolizzare, ma di imparare. L&#8217;informazione all&#8217;autorit\u00e0 superiore per il conferimento della \u201cmissio canonica\u201d \u00e9 oggi un gesto da compiere con la massima responsabilit\u00e0, non con lo spirito dell&#8217;amnistia per i simpatici, e pollice verso nei confronti degli altri. <\/p>\n<p>19 &#8211; Poi sul verbo magico &quot;Privacy&quot; \u00e9 comportamento che dovrebbe essere identico per tutti e in tutte le circostan-ze. Perch\u00e9 non \u00e9 &quot;fraterno&quot; (altra parola magica) riferire informazioni non oggettive sui missionari citando nome e cognome, allorch\u00e9 non rispondenti e offensive ai diritti privati dell&#8217;uomo (vedi Punto 21).<br \/>\nMentre se un qualunque semplice missionario facesse delle affermazioni oggettive e veritiere tacendo la fonte per rispetto della privacy, viene citato quale divulgatore di diffamazioni. Gli equivoci sulla &quot;privacy&quot; hanno nociuto assai a creare fra di noi una necessaria corresponsabilit\u00e0.<br \/>\nNon Per nulla don P. Pancera nella seduta zonale di autunno 2005 cit\u00f2 un detto sapienziale: &quot;Homo homini lupus, mulier mulieri lupior, sacerdos sacerdoti lupissimus&quot;. La prima parte \u00e8 di Plauto, la seconda di Giovenale, la terza di ignoto ecclesiastico medioevale.<br \/>\nPer il lettore digiuno di latino: &quot;l&#8217;uomo \u00e9 lupo per l&#8217; uomo, la donna per la donna ancora pi\u00f9 lupo, il prete per il prete \u00e8 lupo che pi\u00f9 lupo non si pu\u00f2.&quot; <\/p>\n<p>20 &#8211; Ancora argomento &quot;Privacy&quot;. Nella lettera circolare inviata alle Conferenze episcopali e alla Migratio (maggio 06) egli dichiara depennati dalla lista degli elettori del prossimo Coordinatore tre missionari: P. Michelin, Don E-berle, don Burelli. E aggiunge che questi hanno ricevuto una lettera \u201cad hoc\u201d. Il sottoscritto smentisce di aver ricevuto da A. Spadacini qualsiasi tipo di missiva (Punto 25) e reagisce a queste gherminelle, come reag\u00ec one-stamente a suo tempo inviando una rispettosa controinformazione alle suddette istanze. La Migratio di Lucerna (21.6) rispose giustamente che essa aveva deciso in base ad una lista passata per le mani del Coordinatore.<br \/>\nQuindi sull&#8217; equivoco &quot;Missio Canonica&quot; (Punto 32) il sottoscritto non ha diritto di voto. Ma non se ne duole pi\u00f9 di tanto. Non sar\u00e0 quella crocetta sul segreto papiro il segno profetico del nostro futuro, lo stanno a dimostrare i mis-sionari fautori dello sciopero e del boicottaggio. Dio a suo tempo si \u00e8 servito dell&#8217;asina di Balaam (Nm. 22, 26) per segnare i destini futuri del popolo ebreo, cos\u00ec ciascuno di noi pu\u00f2 fare altrettanto. Sopratutto con la parola e con la penna, fax, e-mail, internet, articoli di giornalismo, realt\u00e0 nelle quali il sottoscritto si sente per grazia di Dio suffi-cientemente dotato. <\/p>\n<p>21 &#8211; A complemento della riflessione sulla &quot;Missio Canonica&quot; diventa al limite persino offensiva la diffusione di so-spetti come si ha da leggere nell&#8217;ultimo verbale di zona a firma di Dolores Maccari (14.6.06) &quot;Non \u00e9 accettabile che i missionari perch\u00e9 credono di avere un contratto con la Kirchenpflege continuino ad esercitare il loro servizio nelle missioni senza la \u201cmissio\u201d. \u00c8 una questione morale e soprattutto giuridica&quot;. A quella riunione l&#8217;unico interessa-to alla rampogna era il sottoscritto. Mi chiedo: con che diritto si pu\u00f2 divulgare simili accuse? Forse si pensa che il sottoscritto ad Affoltern esercita senza un minimo di accordo scritto con il vescovo diocesano? Qui siamo vera-mente nel clima medioevale: &quot;caccia alle streghe&quot;. Ma il tutto \u00e8 legittimato dal Coordinatore nazionale, con buona pace della nostra solidariet\u00e0 di base. Lo spirito di divisione regna sovrano!<\/p>\n<p>22 &#8211; Al precedente nr. 20 viene citata la relazione del Coordinatore in cui accomuna nell&#8217;esclusione al diritto di voto tre missionari: il sottoscritto, don Eberle e don Burelli. Correttezza vorrebbe che n\u00e9 in questa occasione, n\u00e9 in pubbliche assemblee si accomunassero situazioni di missionari che hanno cause e motivazioni totalmente diverse. lo auguro a don Eberle una pronta assunzione nelle attivit\u00e0 pastorali in quanto ciascuno di noi ha sempre le pos-sibilit\u00e0 di far tesoro delle esperienze anche negative del passato. Altrettanto auguro a don Burelli al quale gi\u00e0 e-sternai la mia solidariet\u00e0 nella sua attuale vicenda nonostante nostra difficolt\u00e0 di convivenza nella precedente mis-sione di Uster, anni 1976-82. Ma \u00e9 informazione pubblica, quindi nessuna infrazione alla privacy, che don Eberle \u00e9 stato invitato dalle locali istituzioni e da tempo a lasciare Horgen per incompatibilit\u00e0 pastorale (\u201cThalwiler Zeitung\u201d 4.6.05 \/ \u201cNZZ\u201d 7+14.6.05) Il sottoscritto invece (per oggettivit\u00e0 d&#8217;informazione) non \u00e8 stato da nessuna istituzione locale invitato a lasciare il posto. Non fare per\u00f2 le giuste distinzioni e tacere sulle motivazioni \u00e9 offensivo sia alla privacy, come ai diritti dell\u2019uomo. Non tutte le mele vanno messe nello stesso sacchetto. <\/p>\n<p>CONSULTAZIONI ANCHE SULLA PERSONA DEL COORDINATORE<\/p>\n<p>Vi sono situazioni in cui \u00e9 la persona a fare il ruolo ed altre in cui \u00e9 il ruolo a cambiare la persona. In ogni caso nei rapporti pubblici il carattere della persona non \u00e9 di secondaria importanza e la stessa chiesa svizzera (per star vi-cino a noi), ci insegna con l&#8217;elezione di un parroco o di un vescovo attraverso una precedente consultazione di ba-se sul soggetto che un&#8217;analisi sulla persona \u00e9 in genere di utilit\u00e0 per sentirsi accettati.<br \/>\nPerci\u00f2 tale procedimento non \u00e8 irriverente se lo riteniamo valido anche nei confronti del Coordinatore Missionari italiani in Svizzera. L&#8217;evangelico &quot;non giudicare per non essere giudicati&quot; riguarda l&#8217;ambito della coscienza e delle intenzioni che noi non vogliamo in A. Spadacini mettere in discussione, ma l&#8217;altro evangelico &quot;dai frutti conoscere-te la pianta&quot; ci consente di esprimere un&#8217;opinione sul &quot;modo\u201d di agire. Dai precedenti nr. 5-8 si evince che A. Spa-dacini ha avuto un luogo eminente nel tranciare con giudizi negativi il carattere di Haas, ex vescovo di Coira, pure in pubblica TV. Accettiamo quindi reciprocit\u00e0 a tutto campo. <\/p>\n<p>23 &#8211; Negli ultimi anni \u00e9 aumentata la circolazione di fax, e-mail, comunicazioni attraverso i media.<br \/>\nCito a caso, ma con documentazione alla mano, indipendentemente dalla successione cronologica.<br \/>\nIl 10.11.05 in un fax circolante Padre E. Mostardi lamenta di essere stato cacciato fuori dalla Casa di aggiorna-mento a Delemont con altri tre senza motivazioni, che poi sono risultate semplici disguidi postali. Dichiara rispetto verso l&#8217;intelligenza di Spadacini ma anche di non sopportare arroganza e superbia. Si noti che Mostardi non \u00e9 bombarolo \u201cno-global\u201d, ma un prete stile pecorella di Dio. Nella stessa circostanza tralascio il caso del sottoscrit-to. Dopo di essersi annunciato come persona privata e con un giorno di ritardo si \u00e8 visto dalla direzione bloccare all&#8217;ingresso con l&#8217;ingiunzione: &quot;Monsignore Le vieta l&#8217;accesso&quot;.<br \/>\nI frequenti interventi sulla stampa di P. Melocchi, ex missionario di Brunnen, senza voler qui assolvere l&#8217;autore, dimostrano per\u00f2 che il carteggio fra il Provinciale dei Cappuccini di Milano e il Coordinatore direbbe cose assai di-verse da quelle ammannite dal Coordinatore stesso.<br \/>\nFrequenti articoli della scorsa primavera apparsi su \u201cRinascita\u201d, \u201cLa Pagina\u201d, \u201cAnzeiger von Uster\u201d non possono permetterci di archiviare il caso con una sola verit\u00e0, quella di A. Spadacini. Mi riferisco ovviamente al caso Don Burelli, regione Pf\u00e4ffikon-Wetzikon.<br \/>\nLa pubblicazione di F. Cosentino su \u201cRinascita\u201d del 17.3.06, gi\u00e0 assistente pastorale nello zurighese e nell&#8217;Argo-via, ha ricevuto risposta burocratica, non in conformit\u00e0 della documentazione base intercorsa nel tempo, come la relazione del Cosentino al Consiglio pastorale di Lenzburg il 6.12.1999.<br \/>\nSul fronte laici cito solo un documento. La presidente del Consiglio pastorale di Affoltern in data 1.5.2001 si \u00e9 di-messa dal Consiglio Pastorale zonale zurighese, perch\u00e9 \u201cmaltrattata\u201d da A. Spadacini, il quale non dovrebbe pu-nire i laici perch\u00e8 dietro di loro vi \u00e9 un missionario a lui non del tutto gradito. La conseguenza fu che da quella volta purtroppo il nostro Consiglio Pastorale non partecipa pi\u00f9, assenza che verr\u00e0 senz&#8217;altro colmata in caso di un nuovo coordinatore. Eppure sarebbe bastato un chiarimento, al quale il Coordinatore dalla presidente venne invitato, ma al quale non presenzi\u00f2.<br \/>\nQuando si dice chiesa dei laici, chiesa di base, comunit\u00e0 di comunione, comunione di comunit\u00e0.<br \/>\nQuando circolano attraverso i media frustrazioni, malessere, rivendicazioni di sottobosco significa che forse un e-same di coscienza ha da farselo anche l&#8217; attuale Coordinatore. Nell&#8217;eventualit\u00e0 cio\u00e8 avrebbe il carattere per riaccettare un nuovo incarico quinquennale? <\/p>\n<p>PERSONALISMI E CONTRAPPOSIZIONI<\/p>\n<p>Come corollario del precedente argomento non va passato sotto silenzio alla fine del decennio il rapporto Coordi-natore Spadacini &#8211; Missionario Michelin, anche perch\u00e9 al limite va a finire in deplorevole barzelletta. A tutti \u00e9 no-ta la collaborazione esistita fra entrambi dal sessantotto in poi. Il sottoscritto ha sostenuto l&#8217;allora assistente dei laici e missionario di St\u00e4fa nella sua attivit\u00e0 di contestazione nei confronti del papa, vescovi, Diritto canonico, preti celibi. Viceversa A. Spadacini si \u00e8 servito a piene mani del sottoscritto nei convegni di Dulliken, Einsiedeln, ecc. unitamente ai \u201csospesi a divinis\u201d e dalla \u201cmissio canonica\u201d, usciti o defenestrati, come l&#8217;Abate Franzoni. Il sotto-scritto gli \u00e9 stato corifeo nella campagna elettorale per la successione al precedente delegato Pietro Bondone nel 1996. Ovviamente A. Spadacini con il nuovo ruolo ha dovuto rientrare nei ranghi, mentre il sottoscritto pur conservando una linearit\u00e0 di base ha mitigato le modulazioni di frequenza. \u00c8 la vita, del proprio passato non ci si deve vergognare. \u00c8 probabile che A. Spadacini una volta asceso al potere si sia vergognato di essermi stato ami-co, mentre il sottoscritto di ci\u00f2 non si \u00e9 mai vergognato e nemmeno di essersi lasciato usare. \u00c8 la vita. Difficile da accettare invece \u00e9 l&#8217;escalation di personalismi e contrapposizioni che ne sono seguite con conseguenze soltanto negative su entrambi i fronti.<\/p>\n<p>24 &#8211; Prima dell&#8217;incarico a Coordinatore era noto in tutta la Svizzera che don Spadacini aveva un bersaglio in don Pino Pancera. Storiche le diatribe in teoria e di fatto. Dal 1999, divenuto Coordinatore nazionale A. Spadacini spost\u00f2 il bersaglio verso il sottoscritto. Anche questo \u00e8 oggi noto in tutta la Svizzera. La domanda: \u00e9 sempre col-pa di questi due (il primo di estrema destra, il secondo di estrema sinistra) bersagliati, oppure anche del Coordina-tore Spadacini che per suo carattere ha bisogno di crearsi dei bersagli? <\/p>\n<p>25 &#8211; Nel prosieguo degli anni il Coordinatore costantemente minacciava il sottoscritto di farlo rientrare dagli Sca-labrini, sua congregazione di appartenenza. Dal 2004 con missive al mio Provinciale di allora, P. B. Rossi, esige il ritiro da Affoltern. Motivo: la missione \u00e9 la pi\u00f9 piccola della Svizzera e dal P. Michelin non \u00e9 pi\u00f9 ritenuta necessaria. Dunque passai per uno che vuole svendere la propriet\u00e0 altrui.<br \/>\nIl 5 agosto 2005 il Vescovo Volmar, Vicario generale di Zurigo, invia una lettera al nuovo Provinciale P. Parolin chiedendo il ritiro del sottoscritto da Affoltern. Motivo come sopra: inoltre la postilla, che per questo missionario di 72 anni (allora) non c\u2019\u00e9 pi\u00f9 posto in Svizzera.<br \/>\nIl 30 agosto mi \u00e9 concesso un incontro personale con Volmar, gli spiego me stesso, il mio lavoro, il rapporto con l&#8217;ambiente, con il futuro. Egli conclude la conversazione dicendomi di continuare come prima, abitazione, paese, lavoro pastorale, incarichi.<br \/>\nIl 13 settembre l&#8217;Ufficio pastorale del Vicariato mi invia una lettera dichiarandosi soddisfatto perch\u00e9 ho capito che si \u00e9 trattato (con quella lettera) di un malinteso. E tanti auguri per il futuro.<br \/>\nUna domanda: ma chi ha progettato questo piano finito in un malinteso? Nella recente data del 20.6.06 l&#8217;ex Pro-vinciale P. Rossi mi rifer\u00ec di avere a quel tempo deciso con il suo Consiglio di non muoversi e di non abboccare perch\u00e9 la procedura risultava inspiegabile. <\/p>\n<p>26 &#8211; Dal 1998 ad oggi il sottoscritto non ricevette mai parola, nemmeno una telefonata dal Coordinatore. Se egli riscontrava in me situazioni limite era suo dovere non raggirami ma chiedermi un quattrocchi e porre condizioni chiare. Il 4 novembre del 2004 ha permesso circolasse un verbale della Delegazione in cui si dichiarava che nella missione di Affoltern le cose andavano male. Poste le fanterie in avanscoperta! Mentre invece procedevano benis-simo e questo missionario era a tutti i livelli desiderato. Risultava per\u00f2 sgradito al Coordinatore. Nel Vangelo si parla di Buon Pastore che va in cerca della pecora smarrita (sempre che io lo fossi\u2026) non approfittava dello smar-rimento, Ges\u00f9.<br \/>\nCos\u00ec in data 19.3.06 il Vescovo di Coira nominava confermando i missionari incaricati nell&#8217;Unit\u00e0 Pastorale del terri-torio, e nella lista il mio nome non risultava.<br \/>\nIn una lettera chiedevo le motivazioni. Risposta la stessa: \u201cda un verbale assemblea territorio del 3.2.05 avevo di-chiarato che la Missione di Affoltern non era pi\u00f9 necessaria\u201d. Veramente in tale assemblea delle autorit\u00e0 svizzere io avevo detto in coerenza con tutte le documentazioni precedenti che le missioni ormai andavano integrate mag-giormente nelle parrocchie svizzere. Il vocabolo usato fu \u201cintegriert&quot;. Il verbale passato al vescovo riportava &quot;au-sgel\u00f6st\u201d. Fischi per fiaschi. lo avevo sottolineato &quot;integrazione&quot;, mi hanno registrato &quot;disintegrazione&quot;. Chi ha pas-sato un documento del genere al Vescovo Grab? Ma quel verbale non \u00e8 stato visto da nessuno n\u00e9 dal sottoscrit-to, n\u00e9 dalle autorit\u00e0 amministrative, n\u00e9 da quelle ecclesiali del luogo. Machiavellismo, quando un fine, a tutti i costi voluto anche se non espresso, giustifica ogni mezzo.<\/p>\n<p>27 &#8211; Ritorno a documentare ampiamente al Vescovo Grab sul malinteso, facendogli delle proposte di mio lavoro nel sud del nuovo territorio Reppischtal. Impiego interparrocchiale, assistenza per italiani con orientamento all&#8217;inte-grazione, e via tutto l&#8217;impianto pastorale in sintonia con gli studi del Sinodo zurighese. Programma che mai si riusc\u00ec a capire se dal Coordinatore Spadacini sostenuto oppure osteggiato. La domanda: perch\u00e9 il Coordinatore non \u00e9 intervenuto eventualmente per riportare alla commissione Stampfli di cui fa parte le opportune chiarifiche? A. Spa-dacini vuole salvare le missioni cattoliche italiane e relativi missionari? Certo, ma quelle e quelli di suo gradimen-to! Ricordare il monito gridato ad alta voce &quot;Michelin, ti caccer\u00f2 io negli Scalabrini&quot;.<\/p>\n<p>GODERE ANCHE DELLE SODDISFAZIONI ALTRUI<\/p>\n<p>A nessuno di noi torna gradito che sul conto proprio corrano illazioni e dicerie pi\u00f9 o meno fantasiose. Poich\u00e9 alcu-ne circolano e non rispondenti a verit\u00e0 nei confronti del sottoscritto, che il Coordinatore Spadacini liquid\u00f2 in u-n&#8217;assemblea informativa come \u201cdisoccupato\u201d, ritengo opportuno chiarire la mia identit\u00e0.<\/p>\n<p>28 &#8211; Da un documento vescovile del 28.4.06 a me personalmente inviato comunico: io lavoro a tempo pieno in questo territorio, sono sovvenzionato al 50% (come da diversi anni da me deciso), con la qualifica di \u201cAushilfe\u201d, missionario italiano multilingue, multietnico, animatore per l&#8217;integrazione, alle dipendenze di un&#8217;amministrazione in-ter o superparrocchiale.<br \/>\nNon sono quindi direttore di Missione, in quanto la missione di Affoltern \u00e9 stata sciolta, direttore parroco del territo-rio Reppischtall (cui questa zona sud venne accorpata) \u00e8 don Marek Gorski, residente a Dietikon. A dire il vero \u201cAushilfe\u201d lo sono gi\u00e0 da diversi anni, avendo io comunicato al vescovo che non mi interessavano n\u00e9 titoli n\u00e9 coc-carde, ma lavorare con questa missione con questo incarico, come sopra citato,<br \/>\nLa mia permanenza in questo luogo e il mio tipo di lavoro non vuole essere una sfida a nessuno. Sarebbe contro-evangelizzazione. In effetti per quanto riguarda particolari giurisdizioni (delega e licenza matrimoni) o viene da me chiesta a don Marek (sopratutto per due partner italiani) oppure ai parroci locali, secondo la loro legittima compe-tenza. <\/p>\n<p>29 &#8211; Il mio ex territorio non essendo pi\u00f9 Missione cattolica italiana, ha ugualmente cessato con il relativo timbro e stampiglia.<br \/>\nMa siccome Ges\u00f9 ha detto: &quot;dove due o tre sono riuniti nel mio nome l\u00e0 ci sono io&quot;, nulla vieta di chiamare il terri-torio &quot;Comunit\u00e0 cattolica italiana Sud Reppischtal&quot;. Non essendo fondazione giuridica al limite ogni nostro pic-colo paese con connazionali pu\u00f2 chiamarsi &quot;Comunit\u00e0 cattolica italiana di . . . &quot; <\/p>\n<p>30 &#8211; Le commissioni finanziarie e team pastorali del Sud Reppischtal (risparmio citazioni) sono d&#8217;accordo e cal-deggiano affinch\u00e9 l&#8217;Unit\u00e0 pastorale Reppischtal (42 Km da un capo all&#8217;altro) conservi Affoltern &quot;Ansprechbasis&quot;, base di contatto e di animazione pastorale per gli italiani. Con possibile continuit\u00e0 di sostegno interparrocchiale. Cio\u00e8 come esistono pastorali per i giovani, per gli anziani, per i malati, tipo confederazione di parrocchie, cos\u00ec si abbia a continuare con un settore per italiani, maggiormente inserito nelle istituzioni locali. D\u2019altronde questo \u00e9 an-che il senso della nostra storia in un prossimo futuro. Vale la pena anticipare nello spirito ci\u00f2 che in breve tempo sar\u00e0 codificato nel diritto. <\/p>\n<p>31 &#8211; Il Coordinatore Spadacini a queste situazioni e relative previsioni ha investito il sottoscritto, sempre in pub-blico (17.5.06) perch\u00e9 ad una certa et\u00e0 \u00e8 doveroso andare fuori dai piedi e staccarsi dai propri egoismi.<br \/>\nConosciamo tutti il canone 538 \u00a7 3 per l&#8217;autorinuncia dei parroci, anche se molti di noi, come il sottoscritto , par-roci non sono. Ne costatiamo anche le elastiche interpretazioni, fruibili dagli ultrasettantacinquenni pi\u00f9 graduati degli stessi parroci. Parecchi nostri direttori di missione hanno gi\u00e0 da tempo superato l\u2019et\u00e0 canonica, il nostro Ve-scovo 71enne esercita ancora, per non citare Papa Wojtyla che filava verso gli 85 anni, sia pure in seggiolone, ma capo della chiesa universale.<br \/>\nLa domanda: non si pu\u00f2 anche godere del bene altrui? Accettare persone contente del loro lavoro? C&#8217;\u00e8 gente che compie con passione la propria professione, a fronte di certe vocazioni senza professionalit\u00e0. E che non si pu\u00f2 goderne anche dopo i 75 anni?<br \/>\nSu tutto questo discorso va ricordato che anche il Coordinatore Spadacini \u00e8 sui 68 anni, buon pensionato e quindi avrebbe dovuto gi\u00e0 spontaneamente rinunciare allo stipendio del 100% (come fece il sottoscritto a suo tempo), dovrebbe gi\u00e0 programmare il suo ritorno al popolo camuno, magari nella parrocchia di Esine (Brescia) d&#8217;onde ormai 40 anni fa \u00e8 stato consigliato di cambiare arie. Se su questo egli dar\u00e0 l&#8217;esempio, anche altri pensio-nati potranno farci un pensierino.<\/p>\n<p>32 &#8211; Un quesito importante non va dimenticato: in fondo ci sar\u00e0 proprio\tbisogno di questa \u201cmissio canonica\u201d per fare del volontariato e testimoniare il vangelo gratuitamente, senza denaro e senza bisaccia? <\/p>\n<p>COORDINATORE DEI MISSlONARI, RICORDATI CHE SEI UN UOMO !&#8230;<\/p>\n<p>Infine per quanto concerne la serie di epiteti a tutti divulgati e con cui il Coordinatore Spadacini ha onorato in pubblico il sottoscritto &quot;paranoico\u201d (1999), \u201ccivetta sullo sterco\u201d (2001), \u201ccuc\u00f9\u201d (2004)\u201d, egli resta nel dubbio fra il consiglio evangelico (Matteo 18, 15) e il foro civile per diffamazione. Non \u00e8 bello tenere l&#8217;odio in pancia, ma anche il risarcimento dei propri diritti fa parte della dignit\u00e0 di una persona. Su questo chiedo lumi pure a chi mi legge, in merito un consiglio mi sar\u00e0 utile.<\/p>\n<p>33 &#8211; Quanto su esposto nasce dal dovere di corresponsabilit\u00e0 nella chiesa e della chiesa. Questo dal 1970 al 1997 ci ha insegnato Mons. Antonio Spadacini. E io ho tentato di applicarne il consiglio. Personalmente lo ringrazio se egli ceder\u00e0 il posto ad un altro. Quanto citato \u00e8 tutto documentato e per nulla romanzato. Anzi non rispecchia tutta la verit\u00e0 , dato che alcuni missionari erano in dubbio se permettermi la loro citazione. In definitiva non ha molta im-portanza se il prossimo Coordinatore godr\u00e0 dell&#8217;appellativo &quot;Delegato\u201d oppure no, se sar\u00e0 stipendiato al 100 o 50%, indispensabile \u00e9 che secondo le sue possibilit\u00e0 e disponibilit\u00e0 ricrei un\u2019adeguata atmosfera, basata sul rispet-to e l&#8217;imparzialit\u00e0.<br \/>\nCon il cappuccino P. Rotzetter auguro soltanto quanto quest&#8217;ultimo intitolava nel suo libro dedicato all&#8217;allora neo e attuale vescovo di Coira-Zurigo, A. Grab: &quot;Ricordati che sei un uomo&quot; !<\/p>\n<p>Albino Michelin c.s.<\/p>\n<p>www.rinascita.ch<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>3288-anche-noi-siamo-chiesa-in-33-punti-la-vicenda-della-missione-cattolica-in-svizzera<\/p>\n<p>4054<\/p>\n<p>EmiNews 2007<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>20070523 09:54:00 redazione-IT In 33 PUNTI LA VICENDA DELLA MISSIONE CATTOLICA IN SVIZZERA Anche noi Siamo chiesa &#8211; Wir auch sind die Kirche &#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212; Affoltern <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=21777\" title=\"3288 &#034;Anche noi Siamo chiesa&#034;: In 33 PUNTI LA VICENDA DELLA MISSIONE CATTOLICA IN SVIZZERA\">[&#8230;]<\/a><\/p>\n<\/div>","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[80],"tags":[],"class_list":["post-21777","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-eminews-2007"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.4 - 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