{"id":21657,"date":"2007-06-07T00:00:00","date_gmt":"2007-06-07T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=21657"},"modified":"2007-06-07T00:00:00","modified_gmt":"2007-06-07T00:00:00","slug":"3411-rino-giuliani-al-seminario-su-lassociazionismo-in-emigrazione-rappresentanza-e-nuove-generazioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=21657","title":{"rendered":"3411 RINO GIULIANI al SEMINARIO su \u201cL\u2019associazionismo in emigrazione: rappresentanza e nuove generazioni\u201d"},"content":{"rendered":"<p>20070621 12:09:00 redazione-IT<\/p>\n<p>[b]L&#8217;INTRODUZIONE DI RINO GIULIANI PRESIDENTE DELLA CNE[\/b]<br \/>\n\u201cL\u2019associazionismo in emigrazione: rappresentanza e nuove generazioni\u201d &#8211; BOLOGNA 11 GIUGNO 2006 <\/p>\n<p>PREMESSA<\/p>\n<p>Nel corso degli ultimi anni, molte cose sono cambiate in Italia e nel mondo. \u00c9 cambiato il mondo dell&#8217;emigrazione ed \u00e8 mutato anche il ruolo e la funzione dell&#8217;associazionismo. A partire dagli anni &#8217;80, alla vecchia emigrazione. se ne \u00e8 aggiunta una nuova pi\u00f9 qualificata e pi\u00f9 preparata culturalmente, diretta verso aree tradizionali e nuove. A partire dagli anni \u201890 si sono ridotte di numero le associazioni a fini peculiarmente assistenziali, come anche quelle politiche.<\/p>\n<p>Quest\u2019ultime, per una crisi di identit\u00e0 effetto delle profonde, traumatiche trasformazioni del quadro partitico italiano .<br \/>\nL&#8217;associazionismo ha dunque in parte mutato e sta mutando la propria fisionomia: si sono rafforzate le associazioni culturali, ricreative, regionali, cui si sono aggiunte nuove tipologie come le associazioni di anziani quelle di professionisti e imprenditori. (IREF, Rapporto sull&#8217;associazionismo sociale 1993). <\/p>\n<p>LE ASSOCIAZIONI REGIONALI<\/p>\n<p>Le regioni, a seguito delle acquisite maggiori funzioni in tema di emigrazione, hanno potuto rafforzare il proprio ruolo nel settore oggettivamente rafforzando le proprie associazioni.<br \/>\nMaggiori sono stati i contributi ed i finanziamenti, maggiore \u00e8 stata l\u2019agibilit\u00e0 delle associazioni regionali.<br \/>\nIn parallelo l\u2019associazionismo nazionale d\u2019emigrazione oltre ad avere particolarmente risentito dei mutamenti esterni ed interni, ha visto via via drasticamente ridurre i precedenti pochi contributi mirati.<br \/>\nVi sono stati anche in alcuni casi processi d\u2019istituzionalizzazione e talora di entificazione delle funzioni associative in qualche modo intesi come precondizione preferenziale per l\u2019accesso ai finanziamenti e per lo svolgimento delle attivit\u00e0.<br \/>\nSi \u00e8 trattato di un processo analogo, anche se in un quadro diverso, a quello che ha interessato l\u2019area del volontariato e del no profit in genere.<br \/>\nIn qualche caso si \u00e8 iniziato a guardare al cittadino all\u2019estero come risorsa intendendo sperimentare l\u2019idea ottimistica ed in se non negativa di spostare l\u2019accento sulla attivazione del corregionale all\u2019estero come \u201cagente di sviluppo di rapporti economici bilaterali, come ambasciatore della regione\u201d.<br \/>\nLe associazioni storicamente votate a ruoli di supplenza dello stato in tema di promozione sociale, culturale ed in tutele talora squisitamente assistenziali e di mutuo soccorso non erano certo preparate a tali impegnativi compiti n\u00e9 certe che la loro funzione precedente fosse esaurita.<br \/>\nSi \u00e8 trattato di una impostazione interessante che presuppone tuttavia supporti efficaci, capacit\u00e0 di formare managerialmente giovani, risorse materiali, una \u201ccornice paese\u201d interattiva, a livello centrale e locale, si tratta di una impostazione condivisibile assunta, peraltro anche dall\u2019Unione Europea in tema di interventi per l\u2019emigrazione extraeuropea di ritorno.<br \/>\nUn corregionale, dell\u2019estero, in quella impostazione, pu\u00f2 essere in grado di sostenere la sua regione, avvantaggiare se stesso e la sua comunit\u00e0, le associazioni regionali sono parte di questo impegnativo disegno, sono sostenute ed operano in consonanza operativa con le istituzioni della propria regione.<br \/>\nI risultati avranno corrisposto alle aspettative?<br \/>\nFunzioni e risorse nuove sono anche nel frattempo giunte in tema d\u2019universit\u00e0, di formazione professionale di credito, di politiche sanitarie e per la famiglia dopo la modifica del titolo V\u00b0 della costituzione.<br \/>\nI corregionali all\u2019estero avranno tratto vantaggio dalla possibilit\u00e0 nuova delle regioni di operare in una ottica di governo interassessorile, non settoriale delle tematiche d\u2019emigrazione?<\/p>\n<p>RINNOVAMENTO DELLA CNE, RINNOVAMENTO DELLE ALTRE RAPPRESENTANZE<\/p>\n<p>La CNE ha consapevolezza dei cambiamenti avvenuti. dei punti di criticit\u00e0 nell\u2019essere e nell\u2019operare delle associazioni, se, ne preoccupa e vi vuole mettere mano, non ignora le difficolt\u00e0 a raccordarsi con i cambiamenti ma ritiene tuttavia che le ragioni del cambiamento interessino ed  accomunino l\u2019intero mondo delle rappresentanze in emigrazione.<br \/>\nLo diciamo a quelli che, a ragione, ci invitano a rinnovarci ma che poi sono autoassolutorii quando si parla dei problemi di casa loro.<br \/>\nQualcosa non quadra se sul funzionamento delle regole del voto e sullo spoglio dei voti abbiamo letto ed \u00e8 stato autorevolmente scritto, che occorre andare a correttivi, qualcosa non quadra se nelle dichiarazioni programmatiche del governo non siamo riusciti a trovare citati i problemi dell\u2019l\u2019Italia \u201caltra\u201d. qualcosa non quadra se dopo la ricomposizione degli organismi del CGIE, da partiti ivi rappresentati la medicina suggerita per il CGIE \u00e8 quello di dare \u201cpi\u00f9 spazio all\u2019opposizione\u201d come se un organo consultivo fosse un ramo del parlamento e la sua funzionalit\u00e0 fosse una questione interna fra partiti.<br \/>\nL\u2019associazionismo, e la CNE al suo interno, dovrebbero essere, per meriti storici e per ruolo attuale. la presenza prevalente del CGIE riformato. Ne siamo convinti anche sentendocelo dire in modo assordante da altri protagonisti del nostro mondo che poi nulla fanno perch\u00e9 ci\u00f2 possa realizzarsi.<br \/>\nNoi non ci ritroviamo. ad accettare regole secondo le quali nel CGIE ci si dovrebbe dividere non sui contenuti ma in base alle appartenenze partitiche dei suoi componenti.<br \/>\nMi domando cosa dovrebbero fare quanti, nella loro azione associativa non intendono rappresentare altro che la risultanza del proprio dibattito interno all\u2019associazionismo.<br \/>\nLa discussione sulla rappresentanza che viene data per esaurita deve invece ancora iniziare.<br \/>\nChi interessatamente vi si oppone deve stare attento a non alimentare un clima che consolidi l\u2019antipolitica.<br \/>\nSarebbe bene evitare che fossero gli stessi partiti ad indurla con i propri comportamenti.<br \/>\nL\u2019articolo di fondo di Romano sul Corriere della Sera di ieri al riguardo \u00e8 stato particolarmente significativo.<br \/>\nLa rappresentanza delle associazioni.\u00e8, dentro le nostre comunit\u00e0 all\u2019estero e si modifica con le generazioni nuove e con i giovani italiani che oggi vanno all\u2019estero.<br \/>\nCostruire il futuro delle associazioni con loro, rendendo la rappresentanza consonante con il nuovo senza frantumare il legame, il patto con le vecchie generazioni, tenere lo sguardo attento al complesso di un italianit\u00e0 che si \u00e8 integrata e che \u00e8 ricchezza culturale e non solo possibile tramite di relazioni di lavoro e di interessi produttivi.<br \/>\nPer questo insieme oggi stiamo discutendo mettendo in rapporto il tema della rappresentanza, che abbiamo, con il tema delle nuove generazioni che ne configurano, per il futuro, ruolo e rappresentanza.<br \/>\nCome CNE, da tempo, siamo convinti della imprescindibilit\u00e0 e della non rinviabilit\u00e0 dell\u2019azione di rinnovamento che non riguarda solo l\u2019associazionismo . Le soluzioni che si vogliono adottare, le sedi nelle quali si vuole discutere non possono prescindere anche da quanto come CNE siamo in grado di rappresentare.<br \/>\nAl riconoscimento del ruolo devono far seguito atti. L\u2019associazionismo nazionale, regionale e locale dovrebbe avere un suo Forum permanente nel quale elaborare ed aggiornare, come associazionismo, le politiche d\u2019emigrazione .<br \/>\nLo stato dovrebbe vedere con favore uno strumento democratico importante in grado di dare forza ad una politica per gli italiani all\u2019estero organica, seria, non discontinua, discussa. non particolaristica.<br \/>\nLa pervasivit\u00e0 dei partiti nelle istituzioni, oggetto di critiche impietose oltre 13 anni or sono, \u00e8 oggetto delle stesse critiche di nuovo.<br \/>\nSarebbe auspicabile un accorto passo indietro .<br \/>\nDall\u2019esterno la nostra azione di autoriforma pu\u00f2 essere facilitata o resa difficile.<br \/>\nPu\u00f2 essere facilitata se il ruolo della Cne viene riconosciuto dagli altri che, come noi, esprimono una rappresentanza del mondo dell\u2019emigrazione.<br \/>\nSe per\u00f2 ci\u00f2 seguita a mancare e nei fatti si pensa (e si scrive) che la rappresentanza \u00e8 stata completata con il voto dell\u2019estero e si riassume negli eletti dall\u2019estero, nel CGIE (magari elettivo) e nei comites, allora si vuole un associazionismo senza ruolo.<br \/>\nNella realt\u00e0 se c\u2019\u00e8 una rappresentanza istituzionale c\u2019\u00e8 n\u2019\u00e8 una altra quella sociale che \u00e8 rappresentata dalla CNE e dalle associazioni regionali e locali. quest\u2019ultime, riconosciute e sostenute dalle leggi regionali .<br \/>\nCi sono poi i patronati le cui funzioni all\u2019estero sono previste e regolamentate da una normazione nazionale e che svolgono finalit\u00e0 assistenziali inizialmente di natura previdenziale ed oggi a pi\u00f9 vasto spettro, su finanziamento pubblico.<\/p>\n<p>I COSTI DELLA RAPPRESENTANZA<\/p>\n<p>I costi della rappresentanza sono un problema reale che, ad esempio, legittimamente i partiti politici si sono posti ed hanno risolto anche se con esiti che, nell\u2019arco della vita della nostra Repubblica, sono stati traumatici quanto alla fiducia dei cittadini nelle comuni istituzioni e tuttavia nessuno ragionevolmente pensa che i partiti non debbano avere il contributo pubblico<br \/>\nLa CNE le cui associazioni svolgono da sempre una azione di promozione sociale fra i cittadini delle nostre comunit\u00e0 all\u2019estero deve potere essere riconosciuta ed avere conseguentemente il sostegno economico che le consenta di poter agire<br \/>\nSarebbe anche importante se il Parlamento comprendesse fra le associazioni di promozione sociale esistenti anche quelle che operano all\u2019estero.<br \/>\nOggi le associazioni, dopo l\u2019esaurimento dell\u2019emigrazione di massa. la nuova pi\u00f9 qualificata emigrazione, l\u2019esistenza di seconde. terze generazioni e di oriundi, la forte integrazione nei paesi d\u2019accoglienza hanno davanti compiti molto impegnativi.<br \/>\nLe forme organizzative ed i contenuti delle associazioni devono essere rinnovati.<br \/>\nUna strada nuova e diversa va percorsa ; la percezione diversa dell\u2019identit\u00e0 delle nuove generazioni va messa in luce, una italianit\u00e0 che cambia con le generazioni va colta, va valorizzata, va rafforzata, collegata e interscambiata con l\u2019Italia di oggi.<br \/>\nLe associazioni hanno la responsabilit\u00e0 di adeguare la propria funzione alla nuova situazione, per poter cos\u00ec continuare a svolgere un ruolo sostanziale in emigrazione.<br \/>\nLe organizzazioni dei partiti degli anni \u201970 e \u201980 che dall\u2019Europa portavano a votare in Italia, se fossero ancora attive, oggi non interesserebbero pi\u00f9 neanche le organizzazioni promotrici di allora.<br \/>\nIl recente voto all\u2019estero, come abbiamo letto sulla stampa, ha fatto rinascere in alcuni la voglia di costituire nuove associazioni partitiche a sostegno di coalizioni elettorali o di partiti.<br \/>\n C\u2019e da domandarsi se la risposta alle difficolt\u00e0 dell\u2019associazionismo sia quella della sostituzione, dentro altri paesi con propri ordinamenti statuali e propri sistemi giuridici con associazioni la cui finalit\u00e0 \u00e8 quella di organizzare. dentro le nostre comunit\u00e0 all\u2019estero, il consenso elettorale per partiti italiani<br \/>\nPremesso che c\u2019\u00e8 spazio per tutti forse \u00e8 meglio che, in modo chiaro ognuno si presenti e si organizzi nelle forme proprie; i partiti in quelle con le quali si presentano all\u2019elettorato.<br \/>\nL\u2019associazionismo ha una funzione di servizio, conta sul contributo volontario dei suoi aderenti, non opera per la ricerca di un consenso elettorale. \u00e8 realt\u00e0 distinta dai partiti e dalle coalizioni di partiti. esprime una rappresentanza, ha finalit\u00e0 di promozione sociale che raggiunge dandosi statuti democratici, ha controparti istituzionali nelle quali i partiti, peraltro, sono un elemento fondante.<br \/>\nC\u2019\u00e8 da sperare che quando da nostri eletti all\u2019estero, da componenti del CGIE e dall\u2019interno del Ministero degli Esteri viene avanti l\u2019affermazione della imprescindibilit\u00e0 del ruolo delle associazioni si pensi a quest\u2019ultime.<\/p>\n<p>ASSOCIAZIONISMO, GIOVANI E NUOVE OPPORTUNIT\u00c0<\/p>\n<p>Nel 2005 al congresso di Pescara della FIEI in un intervento si sollecitava l\u2019associazionismo ad elaborare una sorta di &quot;Carta dei valori comuni&quot; da assumere in modo condiviso come premessa per un profilo delle associazioni caratterizzato da una forte autonomia ed indipendenza e nelle quali le nuove generazioni potessero cos\u00ec trovare le condizioni migliori per un accesso e per un immediato impegno.<br \/>\nNei fatti come CNE, non da ora, ci siamo dati una costituzione materiale che corrisponde a tale sollecitazione e pensiamo di poter formulare. anche in termini formali. linee-guida di comportamento di recepimento di tale realt\u00e0 fattuale .<br \/>\nL\u2019occasione ci servir\u00e0 anche a meglio definire, concretamente, i percorsi di rinnovamento e di valorizzazione della presenza dei giovani nelle associazioni, perch\u00e9 possano manifestare e far crescere il senso di appartenenza, la propria italianit\u00e0 non attraverso il ricordo di chi ha dovuto lasciare a suo tempo il proprio luogo d\u2019origine ma legandosi a determinate opportunit\u00e0 soprattutto occupazionali, formative e culturali di cui le associazioni saranno in grado di farsi tramite o di direttamente proporre.<br \/>\nAssociazioni nazionali e regionali, insieme, per una italianit\u00e0 \u201ca tutto tondo\u201d, per giovani che vogliono e devono conoscere le regioni le citt\u00e0 dei loro progenitori e che, accanto ai percorsi strutturali alla riscoperta delle origini, vogliono reinterpretare la propria italianit\u00e0 in modo peculiare come appartenenza all\u2019Italia di oggi con le sue luci e le sue ombre.<br \/>\nQuando rivendichiamo come CNE un riconoscimento, cui va legato anche un sostegno economico, lo facciamo consapevoli dei costi della rappresentanza tanto pi\u00f9 in una fase critica quale \u00e8 quella in cui l\u2019associazionismo innegabilmente deve rinnovarsi, ripensare i propri strumenti di comunicazione e di azione, tenere conto dei nuovi linguaggi e dei modelli culturali che accompagnano l\u2019integrazione e l\u2019affermarsi delle nuove generazioni all\u2019estero, in altre parole deve dispiegare una progettualit\u00e0 aderente ai cambiamenti.<\/p>\n<p>REGIONI E CONSULTE REGIONALI<\/p>\n<p>Riconoscimento e sostegno economico sono a garanzia dell\u2019autonomia delle associazioni.<br \/>\n Le Regioni, devono fra loro raccordarsi, in modo strutturale, per favorire una programmazione della presenza di giovani che intendono formarsi o specializzarsi professionalmente in Italia.<br \/>\n A tal fine lo stato centrale, d\u2019intesa con la Conferenza delle Regioni deve fornire criteri ispiratori omogenei con un apposito atto d\u2019indirizzo.<br \/>\nAbbiamo esperienza diretta o apprendiamo delle insoddisfazioni dei nostri consultori per lo scarso rilievo che spesso si attribuisce alle Consulte, per le convocazioni sporadiche, per i rischi di un ruolo formale che, talora, ma non dappertutto, corrono i componenti delle stesse, per le poche risorse.<br \/>\nIn qualche caso il consultore, un lavoratore o un pensionato, deve pagarsi il viaggio e la permanenza.<br \/>\nI legami con i territori da tutto ci\u00f2 ne risentono, le associazioni che sono rappresentate nelle Consulte non riescono a fare bene una parte importante del loro lavoro, l\u2019elaborazione collettiva regionale viene ad avere occasioni e spazi limitati.<br \/>\nTutto ci\u00f2 presuppone cambiamenti e migliore utilizzo delle Consulte, valorizzazione delle associazioni nazionali. competenze locali delle associazioni e riconoscimento di diritti.<br \/>\nLe associazioni nazionali all\u2019estero, come sentiremo nella relazione successiva, sono in grado di meglio interpretare le istanze sociali dei giovani che sono diverse da quelle dei padri e dei nonni. Il solo richiamo delle radici, lo ricordavamo prima, non desta un grande interesse negli eredi della diaspora italiana.<br \/>\nCOME FAVORIRE IL RICAMBIO GENERAZIONALE<\/p>\n<p>Forse l\u2019associazionismo con la testa rivolta al passato non ci tramuter\u00e0 in statue di sale ma certo inibisce i giovani, perch\u00e9 non riesce a stimolarli, ad attrarli. Il ricambio generazionale nella rete associativa degli italiani all\u2019estero diventa cos\u00ec difficile, occorre cambiare.<br \/>\n La nota indagine IREF lo mette bene in evidenza: non si tratta di attuare un turn over nelle cariche.<br \/>\nNon basta, come dice Caltabiano, nominare un presidente trentenne e intraprendente per risolvere una questione cos\u00ec complessa. Piuttosto, bisogna cercare di capire meglio il vissuto dei giovani.<br \/>\nN\u00e9, alla distanza, quello che transitoriamente appare positivo, la scelta, cio\u00e8, di separate forme d\u2019organizzazione dei giovani e per i giovani, risolve il problema di attribuire loro una funzione di rinnovamento delle associazioni<br \/>\nLe consulte, con i loro programmi d\u2019attivit\u00e0 annuali e pluriennali possono molto per favorire l\u2019obiettivo di rendere i giovani elemento propulsore dell\u2019associazionismo.<br \/>\n Dai corsi di lingua gratuiti per i giovani agli scambi culturali, sportivi, economici, accademici e sociali formando operatori in grado di gestire l\u2019insieme delle relazioni con le associazioni all\u2019estero.<br \/>\nInoltre \u00e8 bene  far conoscere fra loro i giovani favorendo viaggi di giovani residenti in Italia nei paesi in cui sono presenti comunit\u00e0 italiane per fare corsi di lingua (inglese, spagnolo, ecc.) e conoscere la realt\u00e0 dell\u2019altra Italia fuori dai confini.<br \/>\nCome CNE dovremmo promuovere, in vista della conferenza dei giovani del 2008 una occasione d\u2019incontro fra i giovani delle nostre associazioni presenti nelle regioni e quelli delle corrispettive associazioni all\u2019estero, aperta a tutti i giovani che vi vogliono partecipare.<br \/>\n Favorire, pi\u00f9 in generale, un contatto diretto tra i giovani delle associazioni residenti all\u2019estero con gruppi giovanili di associazioni delle diverse regioni favorisce la conoscenza diretta tra coetanei, attiva proposte e pu\u00f2 far sviluppare progetti interessanti su temi specifici.<br \/>\nLe scuole possono promuovere gemellaggi con le scuole italiane e scuole frequentate all\u2019estero dai componenti della comunit\u00e0 di italiani per incentivare la futura partecipazione nell\u2019associazionismo ed in questa maniera far conoscere ai ragazzi italiani le diverse comunit\u00e0 nel mondo attraverso mostre, videoconferenze, lavori sull\u2019emigrazione.<br \/>\nLe scuole si prestano anche per una attivit\u00e0 di formazione linguistica e di cultura italiana che potrebbe essere attivata in T-Learning dalla Rai che ha gi\u00e0 sperimentato tale modalit\u00e0 interattiva per corsi ormai testati in collaborazione con pubbliche istituzioni quali il Formez con il vantaggio duplice di raggiungere in contemporanea una platea estesa di potenziali alunni e di permettere ad altrettanti di seguire i corsi con una innegabile utilit\u00e0.<br \/>\nUn programma d\u2019inserimento lavorativo in Italia di giovani residenti in paesi esteri andrebbe realisticamente predisposto con una azione convergente delle istituzioni interessate ed attivate sulla base di un praticato principio di sussidiariet\u00e0.<br \/>\nPromuovere corsi di formazione di gestione delle ONG per i giovani dirigenti dei sodalizi.<br \/>\n E opportuno investire in formazione dei giovani per un impegno nelle associazioni all\u2019estero.<br \/>\nSia giovani delle associazioni all\u2019estero sia giovani delle associazioni che abbiamo sul territorio nazionale identificando il meglio nella realt\u00e0 curriculare per la definizione di un profilo e per la formazione di un operatore di associazione di promozione sociale, messo in grado di formarsi in parte in Italia in parte nei paesi dove vive.<br \/>\nIl presidente Errani intervenendo a Rimini, recentemente nei lavori della Consulta ha osservato come occorra integrare le politiche della Regione e della Consulta con quelle del sistema Paese, ed eliminare l\u2019autoreferenzialit\u00e0.<br \/>\nNoi pensiamo che la conseguenza di tale condivisibile affermazione sia in primo luogo il riconoscimento da parte delle regioni di avere obbiettivi comuni da gestire in comune, da confrontare ad un tavolo comune con le associazioni, da insieme sostenere con le stesse verso il governo centrale fornendo forza ed argomenti per una politica nazionale verso l\u2019emigrazione che non da oggi stentiamo a riconoscere nell\u2019azione dei governi che si sono succeduti<br \/>\nCome CNE guardiamo con interesse alle  diverse iniziative delle singole regioni maggiormente responsabilizzate dopo l\u2019assunzione pi\u00f9 ampia delle competenze in tema di emigrazione a seguito dell\u2019affermarsi delle ragioni alla base della modifica del titolo V\u00b0 della Costituzione.<br \/>\nSe \u00e8 comprensibile che assegnazioni economiche e programmi delle diverse regioni siano rivolte ai giovani italiani all\u2019estero di origine della regione stessa, sarebbe tuttavia auspicabile a tal fine un coordinamento delle azioni fra tutte le regioni per dare opportunit\u00e0 di pari livello, a parit\u00e0 di condizioni, a tutti i giovani interessati.<br \/>\nA tal fine, una forma concreta di intervento potrebbe essere la creazione di un fondo comune di tutte le regioni italiane per i giovani all\u2019estero, dove far confluire su una progettazione condivisa. ed insieme gestita, i finanziamenti delle regioni stesse ed eventualmente anche contributi privati di fondazioni che intendano partecipare allo sforzo di rinnovamento della rete delle associazioni.<br \/>\n Errani, sottolineava ancora come riallacciare i legami con la terra d\u2019origine non bastasse pi\u00f9 ma fosse necessario fare entrare i giovani nelle consulte, anche quelli di terza e quarta generazione, che con la loro nazionalit\u00e0 a tutti gli effetti straniera e le loro radici italiane e locali potrebbero contribuire a realizzare una fase di revisione della stessa legislazione regionale sulla emigrazione.<br \/>\nCome vedete ci sono nel panorama degli amministratori locali contributi di merito che sotto il titolo dell\u2019italianit\u00e0 e per i possibili effetti nella composizione delle consulte pongono problemi e suggeriscono indicazioni sui quali \u00e8 giusto riflettere con la dovuta attenzione.<br \/>\n Il mondo dell\u2019associazionismo all\u2019estero deve dunque affrontare i nodi del cambio generazionale, sociale e culturale con i quali le associazioni si devono confrontare.<br \/>\nLe ragioni del cambiamento delle associazioni non risiedono soltanto nello scarto fra nuove generazioni e modo di essere e di operare di molte associazioni cresciute e stabilizzate all\u2019ombra di una rassicurante e gratificante memoria, nella parte pi\u00f9 custodita, interna, rassicurante dei legami familiari e di compaesanit\u00e0 al riparo dagli effetti non voluti della integrazione avvenuta, con successo o senza successo sociale.<br \/>\nLo sappiamo e sarebbe facile motivarlo dal contesto globale nel quale siamo inseriti.<br \/>\nLa nostra azione dipende anche da altri e condiziona altri.<br \/>\nPer questo lamentiamo la frammentazione, la separatezza, la concorrenzialit\u00e0, l\u2019individualismo con i quali si affrontano i temi dell\u2019adeguamento delle politiche per i nostri emigrati, per le loro famiglie .<br \/>\nNoi non cadiamo nella trappola di confondere i fini con i mezzi. Parliamo di rinnovamento delle associazioni, di riconoscimento vero e non a parole della CNE da parte delle istituzioni e delle forze politiche che a diritto le dirigono, ma sappiamo che tutto ci\u00f2 non pu\u00f2 essere fine a se stesso ma che occorre mettere mano ad una riforma dell\u2019insieme che, purtroppo, anche nella fase delle proposte non riesce a superare la soglia dell\u2019autoreferenzialit\u00e0 ed ad essere assunta come una esigenza vera dal quadro politico istituzionale complessivamente inteso.<\/p>\n<p>CONCLUSIONI<br \/>\n Oggi questo nostro primo dibattito, aperto, vuole porre, con la dovuta concretezza, qu\u00ec ed ora, il tema del possibile rilancio e dell\u2019espansione dell\u2019associazionismo attraverso il protagonismo delle giovani generazioni.<br \/>\n \u00c9 nostro convincimento che la riscoperta delle radici nazionali avverr\u00e0 in un contesto di lettura nuova e diversa della memoria familiare, della regione e del paese d\u2019origine.<br \/>\nLe vicende locali saranno pi\u00f9 vivide e comprensibili se viste alla luce della fitta trama storica che li collocher\u00e0 nella vicenda di un paese, l\u2019Italia di ieri e di oggi, l\u2019Italia che si \u00e8 sempre sentita parte dell\u2019Europa ed \u00e8 sempre stata pronta quando \u00e8 stato necessario dare risposte solidali a paesi ed a popoli.<br \/>\nLa valorizzazione delle qualit\u00e0 professionali e culturali acquisite in emigrazione dai giovani possono essere validi argomenti di coinvolgimento delle giovani generazioni all\u2019estero.<br \/>\nUna formazione che li porti a contatto con il paese dei propri padri pu\u00f2 contribuire a rimotivare e rivitalizzare la loro appartenenza e partecipazione associativa,.<br \/>\nLa loro doppia origine diviene una risorsa fondamentale da valorizzare, a partire da loro interessi e bisogni precisi, in prospettive reali di occupazione e di autoimprenditorialit\u00e0 collegate con la conoscenza della societ\u00e0 e dell\u2019economia delle nostre regioni apprese attraverso la formazione (dagli scambi linguistico-culturali ai progetti d\u2019impresa).<br \/>\nCondizione fondamentale \u00e8 realizzare le iniziative in modo organico e continuativo, programmando percorsi modulari di formazione finalizzata, capace di coinvolgere il territorio e le imprese, e non con mere visite e generici incontri.<br \/>\nLe associazioni storiche della nostra emigrazione concretamente sono disponibili ad avviare un vero ricambio generazionale che vada di pari passo con l&#8217;inserimento degli stessi nelle Consulte.<br \/>\nLe comunit\u00e0 italiane nel mondo esprimono oggi un grande potenziale economico e imprenditoriale scientifico e culturale.<br \/>\nElites delle professioni, rappresentano oggi il volto nuovo dell\u2019italianit\u00e0 giovane che si afferma fuori dai confini della patria.<br \/>\nAppare urgente l\u2019adeguamento del quadro legislativo nazionale ed al suo interno l\u2019associazionismo oggi largamente rimosso deve poter trovare il suo giusto spazio.<br \/>\nA partire dalla normativa riguardante la modifica del CGIE che dovrebbe vedere una pi\u00f9 intensa presenza delle associazioni .<br \/>\nTroppa sproporzione vi \u00e8 rispetto al peso ed alla rappresentativit\u00e0 reale e diretta dell\u2019associazionismo.<br \/>\nNoi chiediamo all\u2019on Danieli ed al Segretario del CGIE Carozza come intendono, se intendono impegnare nella preparazione e nello svolgimento della Conferenza dei giovani del 2008, l\u2019associazionismo di emigrazione come centrale operativa affidabile, in grado di organizzare la Conferenza per la sua presenza reale nel tessuto connettivo delle nostre comunit\u00e0.<br \/>\n Vi \u00e8 una centralit\u00e0 dell\u2019 associazionismo al passo con i tempi, sempre pronto a rispondere alle esigenze che vengono dalla societ\u00e0 che cambia in forza della sua autonomia e dei valori che porta con s\u00e9 e che il livello istituzionale non coglie o non vuole cogliere.<br \/>\nLa considerazione vale, anche in rapporto alla vita del CGIE, a quanto \u00e8 accaduto a cavallo della elezione dei 18 parlamentari e dell\u2019Assemblea Plenaria di rinnovo degli organismi, nella quale l\u2019associazionismo non ha potuto adeguatamente svolgere il suo ruolo . Il problema del riequilibrio della rappresentanza, tra quella delle associazioni, dei partiti e degli apparati amministrativi, \u00e8 una questione ancora aperta da discutere nelle sedi di riforma del CGIE. .<br \/>\nL\u2019 associazionismo di emigrazione.\u00e8 innegabile, deve trovare formule nuove e moderne per il lavoro comune.<br \/>\nRisposte concrete devono venire sia da parte delle Associazioni che dagli altri soggetti della rappresentanza<br \/>\n L\u2019invecchiamento nelle nostre articolazioni territoriali, pu\u00f2 trovare un freno dall\u2019inserimento delle nuove generazioni.<br \/>\nIl futuro in emigrazione si pu\u00f2 costruire solo se nuove e vecchie generazioni collaborano in tutto il mondo, superando gli steccati derivanti dalle diverse provenienze ed esperienze e facendo leva sulle comuni radici culturali.<br \/>\nSiamo consapevoli ormai che la nostalgia ed il ricordo che guidavano i primi emigrati non sono valori fatti propri dalle nuove generazioni e non bastano pi\u00f9.<br \/>\nUna riconversione a tutto campo deve vedere tutti coinvolti con l\u2019idea che vi \u00e8 un bene comune da difendere e non rendite di posizione o particolarismi da conservare.<br \/>\nVorrei davvero finire con un ideale colloquio come Presidente della Cne con il segretario del CGIE Elio Carozza, presente oggi fra noi, a partire da una sua importante dichiarazione:<br \/>\n\u201cLe nostre comunit\u00e0. ha dichiarato Carozza, hanno finalmente raggiunto in tanti paesi una piena e completa integrazione, in particolare le giovani generazioni\u201d. Questa va considerata, una conquista, una vittoria e in definitiva una meritata ricompensa\u201d.<br \/>\n\u201cSenza cadere nella retorica, ha poi proseguito Carozza, dobbiamo riconoscere con onest\u00e0 che la nostra emigrazione \u00e8 stata sin dall&#8217;inizio abbandonata alla sua sorte. Il disimpegno del nostro<br \/>\npaese \u00e8 stato quasi totale. L&#8217;Italia non si \u00e8 preoccupata di accompagnare e di facilitare la graduale integrazione dei nostri emigrati n\u00e9 di allacciare un rapporto reale e di sostegno. Il legame con il paese di origine \u00e8 stato in gran parte unilaterale. Sono stati gli italiani della prima e seconda generazione che hanno mantenuto e mantengono un rapporto con l&#8217;Italia attraverso ogni forma di associazionismo\u201d.<br \/>\nElio Carozza conclude, tuttavia queste considerazioni che fanno parte della sua prima intervista come Segretario Generale del CGIE, con una affermazione che \u2013 a mio giudizio- sembra contraddire tutti i precedenti riconoscimenti verbali sul ruolo dell\u2019associazionismo.<br \/>\nIn quella che \u00e8 stata la sua prima intervista come Segretario Generale, Carozza conclude questa parte delle sue considerazioni con una affermazione che sembra contraddire tutti i riconoscimenti verbali dei quali ha gratificato l\u2019associazionismo:<br \/>\n\u201cAbbiamo oggi, attraverso la completa rappresentanza, gli strumenti per percorrere strade nuove, per recuperare in termini attivi un rapporto costruito su interessi reciproci. Bisogna incominciare da subito con un forte investimento nella diffusione e l&#8217;apprendimento della lingua e della cultura italiane e con un rilancio delle nostre associazioni. Bisogna operare affinch\u00e9 la rete associazionistica, cos\u00ec ramificata nel mondo, possa ritrovare slancio e funzioni di collegamento con la rappresentanza e con le istituzioni.\u201d<br \/>\nIn questo che. oggi, \u00e8 anche il primo confronto da Segretario Generale di Carozza con la CNE vorrei concludere con alcuni interrogativi:<br \/>\nLa rappresentanza degli italiani all\u2019estero \u00e8 esclusivamente quella degli eletti, atteso che nel CGIE si proietta solo una parte della rappresentanza, quella dei comites ed in parte, per la sua composizione componenti di nomina governativa?<br \/>\nQuando si afferma che la rappresentanza \u00e8 completa, e si pensa a comites, CGIE ed eletti, si pu\u00f2 ritenere, come sembra ritenere Elio Carozza, che il ruolo delle associazioni debba essere quello\u201d di collegamento con la rappresentanza\u201d (?) e con le istituzioni\u201d?<br \/>\nIl dibattito che, come \u00e8 noto, serve a comprendere i diversi punti di vista ci aiuter\u00e0 a meglio capire anche quest\u2019ultimo che \u00e8 cos\u00ec lontano dalla consapevolezza che abbiamo del ruolo di rappresentanza sociale svolto dall\u2019associazionismo nazionale, regionale e locale in emigrazione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>3411-rino-giuliani-al-seminario-su-lassociazionismo-in-emigrazione-rappresentanza-e-nuove-generazioni<\/p>\n<p>4174<\/p>\n<p>EmiNews 2007<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>20070621 12:09:00 redazione-IT [b]L&#8217;INTRODUZIONE DI RINO GIULIANI PRESIDENTE DELLA CNE[\/b] \u201cL\u2019associazionismo in emigrazione: rappresentanza e nuove generazioni\u201d &#8211; BOLOGNA 11 GIUGNO 2006 PREMESSA Nel corso <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=21657\" title=\"3411 RINO GIULIANI al SEMINARIO su \u201cL\u2019associazionismo in emigrazione: rappresentanza e nuove generazioni\u201d\">[&#8230;]<\/a><\/p>\n<\/div>","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[80],"tags":[],"class_list":["post-21657","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-eminews-2007"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.4 - 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