{"id":21624,"date":"2007-06-07T00:00:00","date_gmt":"2007-06-07T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=21624"},"modified":"2007-06-07T00:00:00","modified_gmt":"2007-06-07T00:00:00","slug":"3421-il-non-profit-rischia-di-essere-un-utile-idiota-quale-futuro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=21624","title":{"rendered":"3421 IL NON PROFIT RISCHIA DI ESSERE &#039;&#039;UN UTILE IDIOTA&#034;. QUALE FUTURO?"},"content":{"rendered":"<p>20070622 11:54:00 redazione-IT<\/p>\n<p>A Roma il convegno della Comunit\u00e0 di Capodarco. Politici e associazioni a confronto sui nodi critici: dalla normativa ai &#8216;modelli&#8217; di intervento. <\/p>\n<p>&#8211; Ferrero: &#8216;Prepariamo insieme un convegno sul welfare&#8217;<br \/>\nServe un welfare adatto alla nuova societ\u00e0.<br \/>\n&#8211; Baretta (Cisl): &#8216;Anche il sindacato deve ripensarsi&#8217;<br \/>\n&#8211; Bindi: &#8216;Non \u00e8 necessario cambiare la legge 328&#8217;<br \/>\n&#8211; Il terzo settore fa autocritica. Marcon: &#8216;Schiacciati tra burocratizzazione e commercializzazione&#8217;<\/p>\n<p>Il non profit rischia di essere &#8221;un utile idiota&#8221;. Quale futuro?<\/p>\n<p>A Roma il convegno della Comunit\u00e0 di Capodarco. Politici e associazioni a confronto sui nodi critici: dalla normativa ai &#8221;modelli&#8221; di intervento<\/p>\n<p>ROMA &#8211; Chi opera nel sociale ha l\u2019impressione, a volte, di stare nel Darfur: non si capisce pi\u00f9 da chi dipendono le associazioni che lavorano, se la cura e l\u2019assistenza debbano essere a carico delle famiglie o dei servizi sociali, mentre si perde l\u2019umanit\u00e0 di chi lavora con le persone: si chiedono tante lauree e meno amore, si richiedono standard altissimi a chi offre servizi come se fossimo l\u2019Hotel Hilton a quattro stelle. Mentre aumentano continuamente i costi della politica: solo per una piccola citt\u00e0 come Fermo ci sono 500 candidati per le elezioni amministrative come se fosse Los Angeles. E i servizi sono a carico delle famiglie. Con queste parole forti, il presidente della Comunit\u00e0 di Capodarco, don Vinicio Albanesi, ha introdotto questa mattina il convegno di Roma &#8221;Per non essere utili idioti&#8221; al quale sono stati invitati politici e rappresentanti del Terzo Settore. Tutti gli invitati hanno partecipato (fatta eccezione per Livia Turco, ministro della Salute e il Vicepresidente del Consiglio Francesco Rutelli).<\/p>\n<p>Al convegno di Roma sono intervenuti il ministro della Solidariet\u00e0 Sociale, Paolo Ferrero, il ministro delle Politiche della Famiglia, Rosy Bindi, l\u2019onorevole Gianni Alemanno, il giornalista dell\u2019Espresso, Marco Damilano, Giulio Marcon esperto di terzo settore, Pier Paolo Baretta, segretario generale aggiunto della Cisl. Gli interventi dei rappresentanti del Terzo Settore e delle ong: Teresa Pedrangolini (Cittadinanza attiva), Maria Guidotti (portavoce del Forum del Terzo Settore), Sergio Marelli (Associazione delle Ong), Pietro Barbieri (Fict), Giacomo Panizza (Progetto Sud). Il convegno ha offerto una doppia occasione: fare il punto sulle politiche sociali (e sulla difficolt\u00e0 di praticarle anche da parte del governo di centro-sinistra); avviare un vero discorso critico su ci\u00f2 che \u00e8 diventato il Terzo Settore e sul rischio che sia utilizzato solo come \u201ctappabuchi&quot;.<\/p>\n<p>Il presidente Albanesi ha riproposto a tutti gli intervenuti una scaletta di domande-problemi, che poi sono l\u2019essenza delle questioni oggi sul tappeto: la legge 328, &quot;ultimo grande atto legislativo riguardante il welfare in Italia&quot;, i modellli di intervento, la suddivisione tra intervento sanitario e sociale, ma sorpattutto il ruolo dell&#8217;associazionismo, che ad oggi si sente schiacciato tra la gestione diretta dei servizi e &quot;un utilizzo strumentale&#8221;. Da qui &quot;incertezza, precariato, insufficienza delle risorse, non limpidezza di interventi e di continuit\u00e0&quot;. <\/p>\n<p>_________________<\/p>\n<p>Ferrero: &#8221;Prepariamo insieme un convegno sul welfare&#8221;<\/p>\n<p>Il ministro per la Solidariet\u00e0 Sociale intervenuto a Roma al convegno della Comunit\u00e0 di Capodarco. E sui livelli essenziali, il governo ha scelto di dare priorit\u00e0 alla non autosufficienza <\/p>\n<p>ROMA &#8211; &quot;Voglio farvi una proposta: potremmo pensare a organizzare insieme un grande convegno sul welfare nel prossimo autunno. Sarebbe l&#8217;occasione per rifare il punto in modo serio su tutti i problemi delle politiche sociali. Dovr\u00e0 essere una cosa seria che abbia una attitudine di verit\u00e0\u201d. Cos\u00ec il ministro della Solidariet\u00e0 Sociale, Paolo Ferrero, ha concluso questa mattina il suo intervento al convegno \u201cPer non essere utili idioti\u201d, organizzato a Roma dalla Comunit\u00e0 di Capodarco. Il ministro ha spiegato che sarebbe molto contento di poter organizzare un evento del genere con la Comunit\u00e0 che da anni sperimenta sulla propria pelle le contraddizioni del sistema di welfare italiano. Alla proposta di Ferrero, ha risposto subito il presidente Vinicio Albanesi che ha detto: \u201cNoi accettiamo e siamo pronti\u201d. Si tratta ora di costruire un appuntamento che potrebbe segnare un importante punto di svolta nel percorso delle politiche sociali italiane.<\/p>\n<p>Il ministro Ferrero ha detto di essersi \u201crallegrato\u201d leggendo il documento scritto da don Vinicio come base del convegno di oggi. Ferrero ha detto che l&quot;analisi l\u00ec proposta rappresenta i punti principali di una situazione che sta peggiorando. Il ministro ha voluto per\u00f2 proporre le sue osservazioni sia a proposito della legge 328, di cui non si sono capite le potenzialit\u00e0 e che viene applicata oggi in modo distorto viste le differenze abissali di risorse che vengono destinate alle politiche sociali nelle singoli realt\u00e0. Ferrero ha spiegato anche che esiste una linea d&#8217;ombra sulle Regioni, perch\u00e9 mentre il governo nazionale e i comuni sono costantemente sotto osservazione, le Regioni possono vivere un po&quot; indisturbate. Ovvia anche la constatazione che molte delle difficolt\u00e0 attuali del governo dipendono dal taglio delle risorse applicato dal governo Berlusconi (il dimezzamento del fondo sociale che invece non dovrebbe mai essere tagliato). Ma Ferrero non ha lesinato critiche anche al Terzo Settore dove spesso oggi si confondono i ruoli. Sempre pi\u00f9 spesso, infatti, il Terzo Settore \u00e8 rappresentante dell\u2019utenza, ma anche produttore di servizi creando cos\u00ec un corto circuito di interessi che precipita al momento degli appalti e delle convenzioni. Il Terzo Settore non deve marciare al livello della politica. Deve essere pi\u00f9 in basso (ovvero vicino alla gente nei territiori) e pi\u00f9 in alto, ovvero avere la capacit\u00e0 costante di critica e di indirizzo strategico, perfino \u201cprofetico\u201d. <\/p>\n<p>In una situazione che rischia di trasformarsi in una guerra tra poveri, il governo &#8211; sempre secondo Ferrero \u2013 sta cercando di concentrarsi su alcune priorit\u00e0. Siccome \u00e8 praticamente impossibile (sarebbero necessari 20 miliardi) fissare tutti i livelli essenziali in tutti i settori, il ministero della Solidariet\u00e0 Sociale ha scelto di dare la priorit\u00e0 alla non autosufficienza, introducendo una gradualit\u00e0 di applicazione dai 3 ai 6 anni. I diritti devono essere esigibili \u2013 ha detto Ferrero \u2013 altrimenti non sono.  L\u2019altro punto toccato dal ministro riguarda il fondo per le politiche sociali che appunto non si pu\u00f2 diminuire. L\u2019altro filone di lavoro riguarda il monitoraggio della spesa sociale che deve essere fatto con le regioni. (pan)<\/p>\n<p>__________________<\/p>\n<p>Serve un welfare adatto alla nuova societ\u00e0. Baretta (Cisl): &#8221;Anche il sindacato deve ripensarsi&#8221;<\/p>\n<p>Le priorit\u00e0 secondo il sindacalista devono essere i giovani, le donne e le persone anziane. E sulle risorse: &#8221;non \u00e8 vero che i soldi, in un paese ricco come il nostro, non ci sono. Dobbiamo decidere dove indirizzarli&#8221;<\/p>\n<p>ROMA &#8211; Che cosa deve essere il welfare in una societ\u00e0 che non si basa pi\u00f9 sulle grandi fabbriche e dove sta crescendo la quota della popolazione anziana? E quali devono essere i rapporti tra la politica e il mondo del Terzo Settore? Sono state queste le due domande alle quali hanno cercato di rispondere tutti gli ospiti di oggi al convegno &quot;Per non essere utili idioti\u201d organizzato a Roma dalla Comunit\u00e0 di Capodarco (vedi lanci precedenti). Molti gli spunti critici nei confronti della politica, che sono stati poi bilanciati dall&#8217;intervento del ministro Rosy Bindi, che ha messo in guardia dalle scivolate qualunquistiche.<\/p>\n<p>Il giornalista Marco Damilano (al quale era stato affidato il compito di raccontare dove vive la politica) ha polemizzato per esempio con i politici italiani, anche con quelli di sinistra, che si sono dimenticati degli \u201cstraccioni\u201d termine metaforico per indicare tutti quelli che sono esclusi dai giri del potere, quelli che si possono vedere nel quadro di Pellizza da Volpedo. Per Damilano (l&#8217;Espresso), i politici hanno davvero perso il rapporto con la realt\u00e0, vivono tra la bouvette di Montecitorio e gli studi televisivi, ma non \u00e8 tanto un discorso moralistico. Quello che conta, il concetto che dovrebbe invece tornare al centro dell\u2019attenzione della politica \u00e8 quello della rappresentanza e dell\u2019appartenenza. Anche Giulio Marcon, impegnato protagonista e studioso del Terzo Settore, la politica deve ripensarsi, ma deve ripensarsi contemporaneamente anche lo stesso Terzo Settore, che ha \u201cesaurito la sua spinta propulsiva\u201d (vedi lancio successivo). In una situazione di crisi della politica e crisi dell\u2019associazionismo si rischia di far trionfare un welfare compassionevole, mentre non si parla pi\u00f9 di diritti, ma di bisogni e di \u201cclienti\u201d e non di utenti e cittadini. Invece di parlare solo del deficit economico, ha concluso Marcon, sarebbe necessario cominciare a parlare dell\u2019enorme deficit sociale che abbiamo.<\/p>\n<p>Anche il segretario generale aggiunto della Cisl, Pier Paolo Baretta, ha detto che \u00e8 necessario ripensare il welfare. Molte famiglie fanno fatica ad arrivare alla fine del mese, mentre sta aumentando la povert\u00e0. Quello che poi i politici dovrebbero cominciare a capire \u00e8 il fatto che le spese sociali non potranno che aumentare nel prossimo futuro. Anche il sindacato confederale, per Baretta, deve fare un grande sforzo di ripensamento, bisogna ripensare un welfare adatto alla nuova societ\u00e0 in cui viviamo e dove le priorit\u00e0 sono sicuramente i giovani, le donne e le persone anziane. Anche il lavoratore tipo 45enne, quello su cui era misurato il vecchio welfare, deve capire \u2013 sempre secondo Baretta \u2013 che non pu\u00f2 pi\u00f9 tutelare se stesso: se non pensa a chi \u00e8 pi\u00f9 giovane e a chi \u00e8 pi\u00f9 anziano di lui, verr\u00e0 risucchiato. L\u2019altra grande priorit\u00e0 deve essere quindi la non autosufficienza, mentre si devono elaborare proposte nuove anche per gli incapienti, ovvero per quella fascia di popolazione che non si pu\u00f2 aiutare con le misure fiscali. Non \u00e8 vero che i soldi, in un paese ricco come il nostro, non ci sono, ha detto Baretta. E\u2019 che dobbiamo decidere dove indirizzarli. (pan)<\/p>\n<p>__________________<\/p>\n<p>Bindi: &#8221;Non \u00e8 necessario cambiare la legge 328&#8221;<\/p>\n<p>Sulla crisi di fiducia nella politica: &#8221;Attenti a scivolare nel qualunquismo&#8221;. Per Alemanno il non profit rischia di cadere invischiato nella burocrazia e di essere &#8221;strumentalizzato&#8221; dalla politica<\/p>\n<p>ROMA &#8211; Il ministro delle Politiche della Famiglia, Rosy Bindi, che oggi ha partecipato al convegno &quot;Per non essere utili idioti\u201d (vedi lanci precedenti), ha detto che ci si dovrebbe scrollare di dosso un po&#8217; del pessimismo che oggi circola sempre pi\u00f9 frequentemente. Ha detto che la politica, ma anche ogni cittadino, ha il dovere di reagire. Il primo ingrediente che serve \u00e8 la fiducia. Bisogna stare anche molto attenti a scivolare nel qualunquismo perch\u00e9 \u00e8 vero che la politica ha le sue responsabilit\u00e0, ma \u00e8 vero anche che spetta a tutti noi ritrovare un senso comunitario che si sta perdendo. Non \u00e8 facile battere Berlusconi, ha spiegato il ministro, ma \u00e8 ancora pi\u00f9 difficile battere il berlusconismo. Per questo si deve ripartire dalla cose concrete e da una rivalutazione del welfare che sia anche diverso rispetto al passato. Una volta un nonno \u2013 ha detto scherzando Rosy Bindi \u2013 aveva cinque nipoti. Ora siamo in una situazione in cui un nipote ha cinque nonni. <\/p>\n<p>Secondo il ministro della Famiglia, \u00e8 necessario quindi ripensare le politiche. Ma non \u00e8 necessario cambiare la legge 328 che non \u00e8 stata applicata come avrebbe dovuto. Servono caso mai pi\u00f9 fondi a partire dal problema sempre pi\u00f9 evidente della cura alle persone non autosufficienti. Una cosa \u00e8 una famiglia con una badante, ha detto, altra cosa, \u00e8 una famiglia che non ha nessuno. L&#8217;altro punto decisivo, su cui sembra che il ministro Bindi concordi con il ministro Ferrero (vedi lancio precedente) riguarda la centralit\u00e0 e l\u2019urgenza della definizione dei livelli essenziali. Ma tutto ci\u00f2 non basta, se si vuole davvero re-inventare un welfare all\u2019altezza delle trasformazioni avvenute. Per un\u2019operazione cos\u00ec ambiziosa bisogna quindi tentare di coinvolgere tante forze anche a livello traversale, ovvero che attraversino i classici schieramenti politici. <\/p>\n<p>In risposta al ministro Bindi \u00e8 intervenuto il parlamentare di An, Gianni Alemanno, che ha apprezzato le proposte del ministro a proposito di una rivisitazione comune del welfare. Un dialogo comune, su queste cose, ha detto Alemanno, \u00e8 possibile, come dimostra l\u2019iniziativa della Notte della solidariet\u00e0 che vedr\u00e0 insieme a Roma (il 29 giugno prossimo) lo stesso Alemanno e il sindaco Walter Veltroni. Alemanno ha detto che si sta lavorando in un \u201cintergruppo\u201d parlamentare alla stesura di un testo unico sul non profit. Si deve ripartire da l\u00ec per ridefinire ruoli che oggi sono confusi e che vedono riprodursi situazioni ambigue dove il volontariato spesso si trasformare in lavoro mal pagato (concetto che \u00e8 stato espresso nel convegno anche dal ministro Ferrero). Il non profit, per Alemanno, rischia di cadere invischiato nella burocrazia e di essere \u201cstrumentalizzato\u201d dalla politica. Per questo molte associazioni scelgono sempre pi\u00f9 spesso di stare a debita distanza dalla politica e dalle stanze del potere. Come rispondono dunque i rappresentanti del Terzo Settore alle provocazioni dei politici e degli studiosi?<\/p>\n<p>__________________<\/p>\n<p>Il terzo settore fa autocritica. Marcon: &#8221;Schiacciati tra burocratizzazione e commercializzazione&#8221;<\/p>\n<p>Servono nuove forme di rappresentanza. Marelli: &#8221;Continuiamo ad essere troppo autoreferenziali\u2019&#8221;. Guidotti: &#8221;E&#8217; il momento di riflettere sul ruolo del Forum&#8221;<\/p>\n<p>ROMA \u2013 Il Terzo Settore sotto esame. Al convegno sugli &quot;utili idioti\u201d (vedi lanci precedenti) molti sono stati gli spunti critici e perfino autocritici, a partire dall\u2019intervento di Giulio Marcon, secondo il quale il Terzo Settore ha perso la sua spinta propulsiva e dovrebbe tentare di rinnovarsi ripartendo da una rivisitazione dei ruoli. Il Terzo settore si \u00e8 fatto schiacciare tra la burocratizzazione e la commercializzazione, mentre dovrebbe invece dare il suo contributo per un nuovo welfare della cittadinanza, senza \u201cfarsi usare come stampella\u201d da uno Stato che si ritira. Il Terzo Settore deve dire la sua anche sulle politiche economiche e deve tentare di essere un soggetto politico senza essere un partito. <\/p>\n<p>Polemico soprattutto nei confronti della politica l\u2019intervento di Teresa Petrangolini di Cittadinanza attiva, secondo la quale ci si deve tenere il pi\u00f9 distanti possibile dalla politica per far contare i cittadini. Per questo, secondo lei, \u00e8 importante il referendum sulla legge elettorale che non \u00e8 stato appoggiato da nessun partito (salvo An). Non \u00e8 tanto il Terzo Settore che deve ripensarsi, per la rappresentante di Cittadinanza attiva, ma la politica. Anche Maria Guidotti, nella sua veste di portavoce del Forum del Terzo Settore, non accetta tutte le critiche che vengono fatte al mondo del non profit. \u201cMi piacerebbe \u2013 ha detto oggi al convegno \u2013 che accanto all\u2019analisi, si avanzassero anche delle proposte per vedere come uscire da una situazione di crisi. E\u2019 vero che le cooperative o le associazioni del non profit rischiano molto quando si mettono a gestire i servizi (come aveva fatto notare nell\u2019introduzione lo stesso presidente di Capodarco, Vinicio Albanesi). Ma \u00e8 pur vero \u2013 ha detto Guidotti \u2013 che tutto quel sapere accumulato non deve essere disperso. Quello che \u00e8 certo, a quanto pare (e lo ammettono ormai un po\u2019 tutti) \u00e8 che il Terzo Settore non pu\u00f2 recitare la parte del sostituto o della stampella. Non deve essere insomma un tappabuchi. Dopo 10 anni dalla sua costituzione, ha concluso Maria Guidotti, \u00e8 arrivato il momento di riflettere sul ruolo del Forum.<\/p>\n<p>Quello che manca, ha detto invece Sergio Marelli (associazione Ong) \u00e8 sempre la dimensione internazionale. Continuiamo ad essere troppo autoreferenziali. Nessuno problema sul tappeto, ha spiegato Marelli, pu\u00f2 essere risolto in una dimensione nazionale ed \u00e8 chiaro comunque che si pone (come hanno detto praticamente oggi tutti gli intervenuti al dibattito) un grosso problema di rappresentanza della societ\u00e0 civile. Lo ha detto anche Pietro Barbieri (Fict), secondo il quale il ruolo di Capodarco, in questo senso, \u00e8 stato esemplare. L\u2019esperienza della comunit\u00e0 nata negli anni settanta ha mandato infatti il segnale pi\u00f9 importante: \u00e8 possibile fare uscire le persone disabili dagli istituti \u00e8 possibile un loro effettivo inserimento. Questo \u00e8 stata Capodarco, secondo Barbieri, \u00e8 proprio questo che oggi viene rimesso in discussione, come viene evidenziato dai dati Istat secondo cui negli ultimi cinque anni si \u00e8 ridotta la quota delle persone disabili che vivono nelle loro famiglie. C\u2019\u00e8 un ritorno agli istituti e alla chiusura. Per questo \u00e8 necessario rilanciare una politica che abbia un grande respiro culturale. <\/p>\n<p>Ripartendo dunque dalle esperienze concrete, dai singoli territori, anche quelli governati dalle mafie, come ha spiegato Giacomo Panizza (Progetto Sud e Comunit\u00e0 di Capodarco), che ha tirato le fila della mattinata di discussione. Ecco i temi che Panizza ha estrapolato dal convegno: 1) la necessit\u00e0 di tenere alta la soggettualit\u00e0 sociale, sperimentando nuove forme di rappresentanza; 2) chi lavora nel settore sociale non deve essere un semplice mestierante, ma deve avere anche un ruolo culturale; 3) mettere sotto osservazione (stanare) i servizi, le amministrazioni, i professionisti che operano nel sociale; 4) per non essere utili idioti, si tratta di smetterla di chiedere sempre alla politica se dobbiamo esistere. Il senso del nostro lavoro dobbiamo chiederlo solo a noi stessi chiedere conto alla politica del rispetto di tutte le sue promesse. In questo caso il carnet \u00e8 pesante: dai livelli essenziali delle prestazioni, al reddito minimo di inserimento. (pan)<\/p>\n<p>www.redattoresociale.it<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>3421-il-non-profit-rischia-di-essere-un-utile-idiota-quale-futuro<\/p>\n<p>4181<\/p>\n<p>EmiNews 2007<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>20070622 11:54:00 redazione-IT A Roma il convegno della Comunit\u00e0 di Capodarco. Politici e associazioni a confronto sui nodi critici: dalla normativa ai &#8216;modelli&#8217; di intervento. <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=21624\" title=\"3421 IL NON PROFIT RISCHIA DI ESSERE &#039;&#039;UN UTILE IDIOTA&#034;. 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