{"id":21533,"date":"2007-06-07T00:00:00","date_gmt":"2007-06-07T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=21533"},"modified":"2007-06-07T00:00:00","modified_gmt":"2007-06-07T00:00:00","slug":"3531-dossier-sul-caso-cif-oil-e-programmi-pptie-itenets","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=21533","title":{"rendered":"3531 DOSSIER  sul CASO Cif-OIL e Programmi PPTIE\/ITENETS"},"content":{"rendered":"<p>20070731 18:38:00 redazione-IT<\/p>\n<p>Gli articoli che seguono sono tratti dalle agenzie Newsitaliapress e dai giornali &quot;l&#8217;Italiano&quot; e &quot;l&#8217;Espresso&quot;.<\/p>\n<p>Come sostiene il comunicato FIEI, essi rendono conto &quot;di una gestione anomala e preoccupante di un progetto ideato e proposto al MAE dalle organizzazioni dell&#8217;emigrazione per far fronte alle necessit\u00e0 formative e di occupazione degli italiani in Europa, le quali sono state ignorate ed escluse totalmente dai successivi interventi.<br \/>\nInterventi che hanno deviato totalmente dalle ipotesi iniziali discusse con le associazioni dell&#8217;emigrazione, consentendo il dirottamento di consistenti fondi per l&#8217;organizzazione di eventi e ricevimenti per la realizzazione di partenariati, il cui esito e la cui efficacia sono in grande parte ignoti ai pi\u00f9.<br \/>\nLe indagini in corso gettano una luce inquietante sul modo in cui si \u00e8 proceduto e, per quanto sia necessario attendere  il normale corso della giustizia, c&#8217;\u00e8 un dato di natura politica che non pu\u00f2 essere eluso: quando vengono a mancare gli elementi di partecipazione attiva e trasparente delle organizzazioni di rappresentanza sociale e di servizio dei cittadini, &#8211; in questo caso le organizzazioni associative e di servizio degli emigrati italiani, oltre al CGIE che per legge deve esprimere un parere su tali azioni- nella definizione di azioni e programmi ad essi destinati, c&#8217;\u00e8 sempre il rischio di sbagliare e di deviare dagli obbiettivi  utili alla collettivit\u00e0.<br \/>\nSiccome \u00e8 in discussione il rifinanziamento dei programmi PPTIE ed ITNETS, \u00e8 indispensabile attivare i momenti di partecipazione formali (CGIE) e quelli di una partecipazione di competenza e di merito con le associazioni, gli enti di formazione ed orientamento al lavoro e alla creazione di impresa, le camere di commercio, ecc..<br \/>\nSolo da una discussione aperta sugli obiettivi e le modalit\u00e0 per il loro raggiungimento, che miri a strutturare una rete paritaria e collaborativa tra le rappresentanze sociali e di servizio, possono essere evitati errori e ambiguit\u00e0.&quot;<\/p>\n<p>[b]Da  INFORM &#8211; N. 120 &#8211; 22 giugno 2007[\/b]<\/p>\n<p>Da \u201cl\u2019Italiano\u201d del 22.6.2007 l\u2019editoriale del direttore Gian Luigi Ferretti.<\/p>\n<p>Il Ministero degli Esteri, che non rispose al Cgie, ora sta rispondendo alla magistratura<\/p>\n<p>ROMA &#8211; Quando al telefono ti chiama la Guardia di Finanza e ti dice: \u201cvorremmo parlare con lei\u201d, hai voglia ad avere la coscienza pulita, un tuffo al cuore ti viene, un brivido alla schiena lo senti. Meno male, volevano solo sapere se avevo elementi utili all\u2019indagine che stanno svolgendo per la Procura di Roma.<br \/>\nIl 30 ottobre 2003 scrissi una lettera aperta al Segretario generale e ai miei colleghi del Cgie per chiedere se non ritenevano perlomeno strano che il Consiglio non fosse stato minimamente informato del progetto Pptie (Programma di Partenariato Territoriale con gli Italiani all\u2019Estero) da parte della Direzione Generale per gli Italiani all\u2019Estero, protagonista principale del progetto. E chiedevo: \u201cQualcuno sa a quanto ammontano le cifre dell\u2019Itenet e del Pptie? Qualcuno sa a chi sono stati affidati i progetti Itenet? Qualcuno sa chi \u00e8 stato invitato a partecipare al Pptie?\u201d<br \/>\nAmara la considerazione finale: \u201cSe neppure la Direzione Generale per gli Italiani all\u2019estero ci degna di considerazione, che ci stiamo a fare, caro Segretario?\u201d.<br \/>\nL\u2019allora Segretario generale, Narducci (oggi deputato dell\u2019Unione) condivise la mia indignazione e, a sua volta, si rivolse per iscritto al Direttore della Dgiepm per comunicargli che, avendolo io reso edotto dell\u2019esistenza del progetto Pptie, anche lui riteneva strano  che il Cgie non avesse ricevuto alcuna informazione in merito e gli ripeteva le mie stesse domande.<br \/>\nNon ricordo di aver mai visto una risposta in merito. Pu\u00f2 darsi che ci sia stata, comunque a posteriori, dato che i termini scadevano proprio nel giorno in cui scrivevo la mia lettera.<br \/>\nLeggete il riquadro in prima pagina (su http:\/\/www.litaliano.it\/ , ndr) e capirete che nessuno poteva essere in dubbio sul fatto che il Cgie dovesse essere informato e coinvolto prima, durante e dopo. Sono passati quasi quattro anni da allora. Nel frattempo un pentito eccellente di mafia, Francesco Campanella (quello che accusa Tot\u00f2 Cuffaro, Governatore della Sicilia, per intenderci) fa affermazioni gravissime su tutto l\u2019affare Pptie. Leggiamo su \u201cL\u2019Espresso\u201d del 28 ottobre 2006 un lungo articolo dove si trovano i passi riportati nei riquadri in questa pagina.<br \/>\nLe indagini le fa la Procura della Repubblica di Roma. Io non sono assolutamente in grado di stabilire se ci sono colpevoli o innocenti, negligenze, scorrettezze oppure procedure ineccepibili. Ma qualche pensiero mi frulla per la testa. Continuo a ritenere molto strano che il Cgie non fosse stato informato di un  progetto di ben 8 milioni di euro con primaria attinenza agli italiani nel mondo e il coinvolgimento, con ruolo da protagonista, della Direzione generale italiani all\u2019estero del Ministero degli Esteri; A quanto mi risulta anche il Ministero per gli Italiani nel Mondo era all\u2019oscuro fino al Convegno finale.<br \/>\n&#8211; Perch\u00e9 affidarne la realizzazione ad un organismo internazionale?  Parliamo di agevolare il partnenariato fra imprenditori italiani all\u2019estero e le Regioni del meridione. Sarebbe stato pi\u00f9 logico coinvolgere la Confederazione degli Imprenditori Italiani nel Mondo (Ciim) ovvero Assocamerestero, l\u2019associazione delle Camere di Commercio italiane all\u2019estero.<br \/>\nQualora, per motivi che mi sfuggono, si fosse scelto a tutti i costi un organismo internazionale, perche l\u2019Oil? L\u2019Oil (Organizzazione Internazionale del Lavoro) o Ilo all\u2019inglese (International Labor Organisation) \u00e8 l\u2019agenzia delle Nazioni Unite che si occupa di promuovere il lavoro dignitoso e produttivo in condizioni di libert\u00e0, uguaglianza, sicurezza e dignit\u00e0 umana per uomini e donne. I suoi principali obiettivi sono: promuovere i diritti dei lavoratori, incoraggiare l\u2019occupazione in condizioni dignitose, migliorare la protezione sociale e rafforzare il dialogo sulle problematiche del lavoro. Questo potete leggere sul sito web italiano dell\u2019organizzazione.<br \/>\nChe c\u2019azzecca con imprenditori italiani all\u2019estero e regioni? Con progetti di investimenti economici? Il Centro  Internazionale di Formazione (Cif) incaricato di gestire il tutto \u00e8 &#8211; secondo il suo sito internet &#8211; lo strumento di formazione dell&#8217;Organizzazione Internazionale del Lavoro (Oil), agenzia delle Nazioni Unite impegnata a promuovere la giustizia sociale, compresi i diritti umani universalmente riconosciuti e le norme internazionali del lavoro.<br \/>\nCi sarebbero altre organizzazioni internazionali pi\u00f9 attinenti. Ad esempio a Roma, di fronte a Castel Sant\u2019Angelo,  c\u2019\u00e8 un\u2019altra organizzazione delle Nazioni Unite, l\u2019Unido (United Nations Industrial Develo-pment Organisation, organizzazione delle Nazioni Unite per lo sviluppo industriale) che ha un ufficio Itpo (ufficio di promozione investimenti e tecnologia) che \u2013 come \u00e8 scritto nel suo sito &#8211; in collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri italiano, offre servizi alle imprese italiane a titolo gratuito, allo scopo di favorire gli investimenti industriali nei Paesi emergenti.<br \/>\nC\u2019azzeccherebbe di pi\u00f9, no? Strano che al Ministero degli Esteri, dove controllano la cooperazione e i finanziamenti alle organizzazioni dell\u2019Onu, non sapessero queste cose elementari. Fra l\u2019altro questo ufficio \u00e8 diretto dalla moglie dell\u2019allora Sottosegretario agli Esteri Baccini (Cdu). Pu\u00f2 darsi che il mancato coinvolgimento sia stato un gesto delicato.<br \/>\nI motivi di questo strano atteggiamento della Dgiepm sono da ricercare in pressioni di tipo politico?  Con spirito di chi vuole conoscere e capire, non ho tesi precostituite, ma solo riflessioni da fare e domande da porre. Rimango in attesa di risposte chiare. E la giustizio faccia il suo corso, nessuno \u00e8 colpevole fino a sentenza definitiva.  <\/p>\n<p>(Gian Luigi Ferretti-L\u2019Italiano)<\/p>\n<p>____________________<\/p>\n<p>[b]Notiziario NIP &#8211; News ITALIA PRESS agenzia stampa &#8211; N\u00b0 140 &#8211; Anno XIV, 26 luglio 2007[\/b]<\/p>\n<p>&#8216;L&#8217;Italiano&#8217;: i soldi per gli italiani all&#8217;estero vanno al CIF-OIL  <\/p>\n<p>Roma &#8211; L&#8217;Italiano, quotidiano del centro destra per gli italiani nel mondo, diretto da Gianluigi Ferretti, esce oggi con una prima pagina dal titolo &quot;A CHI VANNO I SOLDI PER GLI ITALIANI ALL&#8217;ESTERO? AL FAMOSO CIF-OIL, ORGANIZZAZIONE DELL&#8217;ONU&quot;, testo a firma di Luigi Todini, ennesima denuncia dello strapotere dell&#8217;organizzazione ONU con base a Torino CIF-OIL, nel fagocitare fondi gestiti dal Ministero degli Esteri sui capitoli di spesa diretti agli italiani all&#8217;estero.<br \/>\nAndatevi a rileggere in prima pagina del numero del 22 giugno 2007, scrive Todini, l&#8217;articolo dal titolo &quot;Il Ministero degli esteri non rispose al Cgie, ora sta rispondendo alla Magistratura &quot;, con sottotitolo &quot;La Procura di Roma indaga sulla vicenda degli otto milioni di euro del progetto Pptie&quot;. Parliamo del ruolo nella vicenda del Centro Internazionale di Formazione (Cif), lo strumento di formazione dell&#8217;Organizzazione Internazionale del Lavoro (Oil), agenzia delle Nazioni Unite impegnata a promuovere la giustizia sociale, compresi i diritti umani universalmente riconosciuti e le norme internazionali del lavoro, continua Todini. &quot;Bene, scorrendo i vari capitoli di bilancio indicati dalla Direzione Generale per gli Italiani all&#8217;Estero e le Politiche Migratorie come attinenti agli italiani all&#8217;estero, ci siamo imbattuti nel capitolo 3104: &#8216;Contributo al Centro Internazionale di Perfezionamento professionale e tenico di Torino&#8217;. S\u00ec proprio il caro Cif-Oil, anche se con il nome leggermente camuffato. Da nessun&#8217;altra parte abbiamo trovato la dizione &#8216;di Perfezionamento professionale e tenico&#8217;. Dovunque si chiama Cif-Oil, Centro Internazionale di Formazione dell&#8217;Oil. Anzi, per essere un&#8217;organizzazione che fa girare molti milioni, stupisce che siano davvero poche le informazioni che si riescono a trovare in Internet su di essa. A questo Cif-Oil vengono dati ogni anno sui 7 milioni e 850mila euro. Perch\u00e9? Possiamo chiederlo al Viceministro Danielii, senza che nessuno s&#8217;inalberi? Questa cifra sostanziosa non sarebbe meglio spalmarla sugli altri capitoli ben pi\u00f9 utili ai nostri emigrati?&quot;<\/p>\n<p>______________________<\/p>\n<p>[b]Notiziario NIP &#8211; News ITALIA PRESS agenzia stampa &#8211; N\u00b0 141 &#8211; Anno XIV, 27 luglio 2007[\/b]  <\/p>\n<p>L&#8217;Italiano: a Cif-Oil &quot;il 9,15% dei fondi, pi\u00f9 di 2 volte e mezzo di quanto viene dato a tutti i Comites del mondo&#8230;&quot;<\/p>\n<p>Roma &#8211; Ieri, L&#8217;Italiano, quotidiano del centro destra per gli italiani nel mondo, \u00e8 uscito con una prima pagina dal titolo &quot;A CHI VANNO I SOLDI PER GLI ITALIANI ALL&#8217;ESTERO? AL FAMOSO CIF-OIL, ORGANIZZAZIONE DELL&#8217;ONU&quot;, a firma di Luigi Todini, denunciando che scorrendo &quot;i vari capitoli di bilancio indicati dalla Direzione Generale per gli Italiani all&#8217;Estero e le Politiche Migratorie come attinenti agli italiani all&#8217;estero, ci siamo imbattuti nel capitolo 3104: &#8216;Contributo al Centro Internazionale di Perfezionamento professionale e tenico di Torino&#8217;. S\u00ec proprio il caro Cif-Oil, anche se con il nome leggermente camuffato. Da nessun&#8217;altra parte abbiamo trovato la dizione &#8216;di Perfezionamento professionale e tenico&#8217;. Dovunque si chiama Cif-Oil, Centro Internazionale di Formazione dell&#8217;Oil. Anzi, per essere un&#8217;organizzazione che fa girare molti milioni, stupisce che siano davvero poche le informazioni che si riescono a trovare in Internet su di essa. A questo Cif-Oil vengono dati ogni anno sui 7 milioni e 850mila euro. Perch\u00e9? Possiamo chiederlo al Viceministro Danielii, senza che nessuno s&#8217;inalberi? Questa cifra sostanziosa non sarebbe meglio spalmarla sugli altri capitoli ben pi\u00f9 utili ai nostri emigrati?&quot; (&#8216;L&#8217;Italiano&#8217;: i soldi per gli italiani all&#8217;estero vanno al CIF-OIL  News ITALIA PRESS N\u00b0 140 del 26 luglio 2007).<br \/>\nOggi il quotidiano rincara la dose, e con un editoriale dal titolo &quot;Perch\u00e8 i nostri soldi al CIF-OIL&quot;, a firma dello stesso Direttore, Gianluigi Ferretti, nel sottotitolo l&#8217;affondo: &quot;a questo organismo va il 9,15% dei fondi, pi\u00f9 di 2 volte e mezzo di quanto viene dato a tutti i Comites del mondo&#8230;&quot;.<br \/>\nSpero mi sar\u00e0 concesso criticare valutazioni e disposizioni della Direzione Generale per gli Italiani all&#8217;Estero senza che l&#8217;Ambasciatore Benedetti personalizzi le mie osservazioni, scrive Ferretti. &quot;Per tutto l&#8217;oro del mondo non vorrei trovarmi un&#8217;altra volta in una situazione simile a quella verificatasi in occasione dell&#8217;ultimo Comitato di presidenza del Cgie. \u00c8 stato davvero imbarazzante vedere un alto funzionario perdere il self-control e urlarmi che su &quot;L&#8217;Italiano&quot; gli avevo dato dello stupido e dell&#8217;asino, insieme a considerazioni su Tremaglia e stranezze del genere. Mi sono ormai stancato di ripetere che non ho assolutamente nulla contro l&#8217;Ambasciatore Benedetti, di cui, fra l&#8217;altro, mi parlava un gran bene il mio carissimo amico, nonch\u00e9 collaboratore di questo giornale, l&#8217;Ambasciatore Paolo Faiola, che purtroppo ci ha lasciato prematuramente. Non sar\u00e0 lui, saranno i suoi collaboratori, ma certo \u00e8 che di stranezze ne produce la Direzione. Prendiamo le associazioni di emigrazione che operano all&#8217;estero. Secondo la Dgiepm il Ctim (che ha sedi in tutto il mondo, presidenti e consiglieri di Comites) non esiste all&#8217;estero. Ma esisterebbe l&#8217;Aitef; alzi la mano chi la conosce. Io non ricordo \u2013 e di solito sono molto attento \u2013 di aver mai visto citato il capitolo 3104 Contributo al Centro Internazionale di perfezionamento professionale e Tecnico di Torino&quot;. Eccolo apparire ora e magari si potrebbe anche pensare che i nostri commenti alla vicenda Pptie (sulla quale sta indagando la Guardia di Finanza per conto della Procura di Roma) ed al ruolo attribuito proprio a questo Centro possano aver suggerito di mettere tutte le carte in tavola. Intendiamoci. Il Ministero degli Esteri pu\u00f2 finanziare tutte le organizzazioni internazionali che crede. Di solito lo fa con fondi sui capitoli della Cooperazione Internazionale. Noi ci limitiamo a dire che ci sembra molto strano che lo sui faccia con i fondi della Direzione Generale per gli Italiani all&#8217;Estero. 7.850.000 euro non sono bruscolini. Sono la quarta voce. Rappresentano il 9,15% del totale nel 2007 o pi\u00f9 di due volte e mezzo quanto viene assegnato a tutti i Comites del mondo&quot;.<br \/>\nLa domanda, conclude Ferretti, \u00e8: &quot;che c&#8217;entra il Cif-Oil con gli italiani nel mondo? Qualcuno si abbassi al nostro livello (per dirla con Benedetti) e ci risponda cortesemente&quot;.  <\/p>\n<p>__________________<\/p>\n<p>[b]Pptie[\/b] <\/p>\n<p>Il &quot;Programma di Partenariato Territoriale con gli Italiani all&#8217;Estero&quot; (Pptie) \u00e8 un&#8217; iniziativa di institutional building orientata a dotare le Regioni dell&#8217;Obiettivo 1 (Basilicata, Calabria, Canmpania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia) e le istituzioni locali di competenze e della strumentazione per promuovere, programmare e sostenere accordi di collaborazione con gli italiani all&#8217;estero per l&#8217;internazionalizzazione e lo sviluppo locale dei territori. L&#8217;iniziativa Pptie, promossa dalla Direzione Generale per gli Italiani all&#8217;Estero e le Politiche Migratorie (Dgiepm) del Ministero degli Affari Esteri (Mae) di concerto con le Regioni dell&#8217;Obiettivo 1, attuata dal Centro Internazionale di Formazione dell&#8217;Organizzazione Internazionale del Lavoro (Cif-Oil), sostiene la capacit\u00e0 di istituzioni locali e di altri attori dello sviluppo del territorio di negoziare e programmare iniziative che proiettano l&#8217;economia e la cultura delle diverse e specifiche aree dello stesso territorio nel contesto di un &quot;sistema italiano nel mondo&quot;.<\/p>\n<p>[b](Da &quot;L&#8217;Espresso&quot;, 28 ottobre 2006)[\/b]<\/p>\n<p>Anche Campanella entra nel &#8216;sistema&#8217; per un grande affare.<br \/>\nSi chiama Pptie, ed \u00e8 il Programma di partnerariato territoriale per gli italiani all&#8217;estero. Il Fondo sociale europeo aveva stanziato 8 milioni di euro destinati al ministero degli Esteri per agevolare i rapporti con gli emigrati di successo. Per evitare le gare, racconta Campanella, Cesa e i suoi amici riuscirono a far assegnare il programma a un&#8217;agenzia dell&#8217;Onu, il Cif-Oil di Torino, per poi sovrafatturare il costo dei convegni e restituire una quota alla struttura politica di Cesa. Complessivamente, fino a oggi per il Pptie sono stati spesi circa 5 milioni di euro. La fetta spettante alle societ\u00e0 dei Cesa e di Randazzo ammonterebbe a poco meno di 400 mila euro.<br \/>\nCampanella si \u00e8 occupato della parte siciliana del programma che si \u00e8 conclusa all&#8217;Hotel Astoria di Palermo nel gennaio del 2004. Prima del pentimento, nell&#8217;ufficio palermitano della sua societ\u00e0 Sinergia c&#8217;era ancora il cartellone dell&#8217;evento. Campanella sostiene di avere incassato, insieme ai suoi soci, 50 mila euro per un lavoro all&#8217;acqua di rose. I soldi non uscirono direttamente dalle Nazioni Unite, ma da due societ\u00e0 incaricate di gestire la formazione. &quot;Sono tutti per te&quot;, gli dice Randazzo, memore della sua vicinanza nei tempi bui. Quando Campanella, sorpreso e incuriosito, chiede: &quot;Ma come fate a creare il nero per il partito?&quot;. Randazzo punta il dito sul cocktail organizzato per l&#8217;incontro nazionale al Grand Hotel di Roma: &quot;L&#8217;abbiamo fatturato 300 mila euro&quot;. In realt\u00e0 sembra che la spesa fatturata si aggiri sui 200 mila euro, comunque per Campanella poteva valere poco pi\u00f9 di 50 mila, il resto, secondo quello che gli avrebbe riferito Randazzo, era per Cesa e compagni. <\/p>\n<p>_________________<\/p>\n<p>[b](Da &quot;L&#8217;Espresso&quot;, 28 ottobre 2006)[\/b]<\/p>\n<p>Girandola di societ\u00e0<\/p>\n<p>L&#8217;indagine su Cesa trova un ostacolo nella natura del Cif Oil. L&#8217;agenzia che ha pagato le societ\u00e0 vicine al segretario Udc \u00e8 un ente sovranazionale e i suoi dipendenti sono funzionari delle Nazioni Unite. I pm romani non possono neanche perquisirli. L&#8217;affare del Pptie, descritto dal pentito Campanella, coinvolge quattro soggetti: il ministero degli Esteri assegna i milioni del Fondo sociale europeo al Cif-Oil. L&#8217;agenzia Onu dovrebbe svolgere l&#8217;incarico senza alcun profitto, nel rispetto di canoni francescani: niente taxi e alberghi di lusso. La realt\u00e0 descritta da Campanella \u00e8 diversa: grazie alle entrature di Lorenzo Cesa, Cif-Oil delega l&#8217;organizzazione degli eventi alle societ\u00e0 amiche che sovrafatturano creando la provvista per il segretario Udc. Quest&#8217;ultimo \u00e8 il passaggio che gli inquirenti devono provare. Il programma Pptie si \u00e8 svolto realmente e gli accordi di partnerariato sono stati firmati. I pm devono dimostrare che il tourbillon di eventi \u00e8 stato montato con lo scopo di accantonare fondi. L&#8217;affare parte a fine 2003 quando, secondo il pentito, Randazzo gli dice: &quot;Ci sono 8 milioni di euro e Cesa mi ha creato i rapporti per gestirne una parte&quot;. Campanella organizza in 15 giorni gli incontri di Palermo e diventa di casa a Largo Chigi: &quot;Entravo e mi sedevo al computer. Stavo per mettere la targa della mia societ\u00e0 accanto a quella della G&#038;B di Randazzo. Condividevamo la carta intestata e lui aveva gi\u00e0 messo la targa G&#038;B nel mio ufficio siciliano&quot;. Il pentimento stronca il gemellaggio. A Largo Chigi non appare la targa di Campanella, ma quella di una societ\u00e0 vicina alla famiglia Cesa: la Media &#038; Project. L&#8217;affitto? Lo paga Cesa. <\/p>\n<p>_________________<\/p>\n<p>[b]Notiziario NIP &#8211; News ITALIA PRESS agenzia stampa &#8211; N\u00b0 143 &#8211; Anno XIV, 31 luglio 2007[\/b]   <\/p>\n<p>CIF-OIL: Rodolfo Ricci (FIEI) risponde a L&#8217;Italiano e ricostruisce la vicenda  <\/p>\n<p>Roma &#8211; Da alcune settimane il quotidiano del centro-destra degli italiani all&#8217;estero, L&#8217;Italiano, diretto da Gianluigi Ferretti, sta seguendo la vicenda dei Pptie (Programma di Partenariato Territoriale con gli Italiani all&#8217;Estero) gestiti dal Ministero degli Affari Esteri, Direzione Generale per gli Italiani all&#8217;Estero, e il ruolo che nella spesa di detti fondi ha avuto il CIF-OIL (Centro Internazionale di Formazione dell&#8217;Organizzazione Internazionale del Lavoro), vicenda della quale per altro si sta occupando la Magistratura romana.<br \/>\nLo scorso 22 giugno il quotidiano aveva presentato il servizio di maggior peso (Il Ministero degli Estri, che non rispose al CGIE, ora sta rispondendo alla Magistratura  News ITALIA PRESS N\u00b0 116 del 22 giugno 2007), a seguire, lo scorso 26 luglio un servizio nel contesto del quale si denunciava che &quot;scorrendo i vari capitoli di bilancio indicati dalla Direzione Generale per gli Italiani all&#8217;Estero e le Politiche Migratorie come attinenti agli italiani all&#8217;estero, ci siamo imbattuti nel capitolo 3104: &#8216;Contributo al Centro Internazionale di Perfezionamento professionale e tenico di Torino&#8217;. S\u00ec proprio il caro Cif-Oil, anche se con il nome leggermente camuffato&quot; (&#8216;L&#8217;Italiano&#8217;: i soldi per gli italiani all&#8217;estero vanno al CIF-OIL  News ITALIA PRESS N\u00b0 140 del 26 luglio 2007) e il giorno seguente l&#8217;intervento di commento del Direttore Ferretti (L&#8217;Italiano: a Cif-Oil &quot;il 9,15% dei fondi, pi\u00f9 di 2 volte e mezzo di quanto viene dato a tutti i Comites del mondo&#8230;&quot;  News ITALIA PRESS N\u00b0 141 del 27 luglio 2007).<br \/>\nIn questo contesto, ieri sera il Segretario Generale della FIEI (Federazione Italiana Emigrazione Immigrazione) Rodolfo Ricci, interviene per tentare di fare il punto sulla vicenda, con una nota dal titolo: &quot;Gianluigi Ferretti ha ragione: Ma Itnets e Pptie nascono sotto Tremaglia&quot;.<br \/>\n&quot;Ho letto gli articoli de L&#8217;Italiano a firma Todini e Ferretti relativamente alla lamentata incogruenza di un cos\u00ec consistente dirottamento di fondi MAE destinati agli italiani all&#8217;estero al Cif-Oil di Torino e la prima considerazione che mi \u00e8 venuto di fare \u00e8 stato che finalmente qualcuno se ne fosse accorto. Ferretti ha in buona parte ragione; si tratta di fondi molto consistenti (Euro 7 milioni e 850 mila) che avrebbero potuto essere gestiti diversamente o quantomeno con una logica partecipata (antica metodologia ormai dissolta nella montante necessit\u00e0 di decisionismo), visto che si tratta di soldi che erano e sono destinati agli italiani all&#8217;estero&quot; afferma Ricci. &quot;Solo che Ferretti, ignora, credo, che l&#8217;intera operazione fu gestita nei modi in cui \u00e8 stata gestita, vale a dire senza il minimo coinvolgimento del CGIE, dei Comites, delle associazioni e dei centri di formazione degli italiani all&#8217;estero, sotto il Ministero di Tremaglia&quot;.<br \/>\nPerch\u00e9 questi fondi erano e sono da destinarsi agli italiani all&#8217;estero? &quot;Vorrei fornire un modesto contributo conoscitivo al riguardo, peraltro gi\u00e0 in ripetute occasioni sollevato sia dalla FIEI che dalla FILEF, e, come altre vicende analoghe e poco condivisibili, mai ripreso con convinzione da alcuno, durante la precedente legislatura&quot; afferma Ricci.<br \/>\nI fondi relativi ai programmi PPTIE e ITNETS, derivano da un accordo tra MAE ed UE sottoscritto se non erro nel 2000, che aveva l&#8217;obiettivo di recuperare, se cos\u00ec si pu\u00f2 dire, risorse FSE (Fondo Sociale Europeo) \u2013 abbinato alla corrispondente quota di F.R, (Fondo di Rotazione a titolarit\u00e0 Ministero del Lavoro), che annualmente andava a finanziare progetti di formazione professionale nei paesi UE per un ammontare medio annuo di circa 15 miliardi delle vecchie lire (cio\u00e8 proprio quei 7 milioni ed 850 mila euro di cui parlasi) e che l&#8217;UE non intese pi\u00f9 attribuire ad interventi per i migranti italiani residenti nei paesi comunitari, dal momento che le successive direttive ed indicazioni approvate alla fine degli anni &#8217;90, obbligavano i singoli paesi ospitanti a farsi carico direttamente e in via esclusiva dei fabbisogni formativi dei nostri connazionali in Germania, come in Francia, Belgio, ecc.<br \/>\nCosa giusta e condivisibile, &quot;ma che a parere dell&#8217;associazionismo d&#8217;emigrazione, non considerava il particolare gap che riguardava i nostri connazionali sul piano della formazione e della qualificazione professionale in Europa (come anche su quello del successo scolastico dei nostri ragazzi), che era, e continua ad essere, tra i peggiori se comparato con le altre etnie presenti.<br \/>\nAncora nel 1999, gli italiani in Germania risultavano dietro a greci, spagnoli, portoghesi, ex-jugoslavi, turchi e solo prima dei marocchini nella specialissima classifica dei possessori di una qualifica professionale. Mi consta che il quadro non sia cambiato di molto&quot;.<br \/>\nE inoltre, continua Rodolfo Ricci, veniva sprecata un&#8217;opportunit\u00e0 fondamentale e &quot;ratificata&quot; dalla Prima conferenza degli italiani nel mondo, relativa alla concreta sperimentazione di cosa potesse significare &quot;la risorsa emigrazione&quot;, cio\u00e8 interventi innovativi e anche ambiziosi che contrastassero l&#8217;usuale atteggiamento dei paesi ospitanti di orientare i nostri giovani emigrati solo verso i livelli bassi della formazione e della qualificazione professionale.<br \/>\nLa FILEF assieme al centro di formazione CGIL-Bildungswerk che operava da decenni con riconosciuto apprezzamento istituzionale in Germania e con la condivisione dell&#8217;Enaip-Acli, proposero all&#8217;allora Direttore Generale Marsili, una soluzione alternativa che ben si conciliava con il livello di riflessione e di progettualit\u00e0 acquisito nel corso della seconda met\u00e0 degli anni &#8217;90 (sotto la gestione dei diversi Governi di centro sinistra (Prodi, D&#8217;Alema, Amato), in particolare della possibilit\u00e0 di valorizzare gli elementi di biculturalit\u00e0 e bilinguismo dei giovani italiani in Europa attraverso iter formativi finalizzati alle nuove professioni richieste dai processi di internazionalizzazione soprattutto delle PMI operanti nelle regioni del meridione italiano (da dove proviene in grande maggioranza l&#8217;emigrazione europea) e dove continuava ad essere applicabile il cofinanziamento comunitario del FSE (Regioni dell&#8217;Obiettivo 1).<br \/>\nInoltre, un&#8217;altra tipologia di azione che poteva essere oggetto di attenzione era quella relativa ad iter di aggiornamento che potevano riguardare i piccoli imprenditori italiani in paesi europei e della costruzione di possibili partenariati tra piccoli imprenditori nel meridione e quelli emigrati all&#8217;estero, per la costruzione di imprese miste o di partenariati commerciali in settori come il turismo, la commercializzazione di produzioni tipiche agroalimentari e dell&#8217;artigianato locale, ecc.<br \/>\nLe nostre organizzazioni, continua Ricci, gi\u00e0 nel 1995-&#8217;96 avevano sperimentato con successo un&#8217;azione con queste caratteristiche in un progetto europeo realizzato sulla falsariga di quelli della Legge 40 per l&#8217;imprenditorialit\u00e0 giovanile, dal titolo &quot;Missioni di Sviluppo&quot; e collegato all&#8217;azione della IG-Spa, che aveva fatto incontrare qualche centinaio di giovani in formazione e di imprenditori emigrati in Francia, Germania e Svizzera, con quelli di Sardegna, Sicilia e Calabria.<br \/>\nE fin dal 1987 realizzavano formazione nei settori del commercio estero, del turismo, della creazione di impresa, dell&#8217;orientamento al lavoro autonomo, anche -non secondariamente-, per l&#8217;assottigliarsi delle opportunit\u00e0 occupazionali nei settori produttivi manifatturieri tradizionali e per il parallelo aumento in quello dei servizi.<br \/>\n&quot;Ricordo che all&#8217;incontro con il Ministro Marsili, consegnammo a titolo esemplificativo e dimostrativo due pesanti pacchi di progetti che facevano parte del nostro patrimonio e delle esperienze realizzate negli ultimi 15 anni. E suggerimmo che la possibilit\u00e0 di attivare fondi comunitari FSE risiedeva nel coinvolgimento delle regioni meridionali (regioni Obiettivo 1) quali erogatori della quota nazionale (che doveva essere pari al 55%; mentro l&#8217;FSE avrebbe potuto cofinanziare il restante 45%). A livello regionale si potevano attivare fondi relativi ai futuri POR a titolarit\u00e0 regionale (sia per le misure della formazione che per quelli a favore dell&#8217;internazionalizzazione) che, tra l&#8217;altro, da anni risultavano fortemente sottoutilizzati e in buona misura ritornavano alla UE a dimostrazione della nostra pessima capacit\u00e0 di programmazione e di spesa. L&#8217;intero programma concordato con UE, Ministero del Lavoro, Regioni meridionali dell&#8217;Obiettivo 1 del QCS (Quadro comunitario di sostegno) avrebbe potuto acquisire la configurazione di un Piano Operativo ad hoc coordinato e a titolarit\u00e0 MAE&quot;.<br \/>\nIl Ministro Marsili rest\u00f2 molto interessato alla proposta, afferma Ricci, e promise di attivarsi per verificarne la fattibilit\u00e0 che andava discussa innanzitutto con il Ministero del Lavoro, essendo questo il dicastero titolare delle iniziative assimilabili alla formazione e all&#8217;orientamento al lavoro sia in Italia che per i nostri connazionali all&#8217;estero.<br \/>\nNello stesso periodo, continua Ricci, &quot;ricevemmo le attenzioni dell&#8217;OIL di Torino che ci veniva a chiedere, tramite il Dottor Claudio Sicolo, se non erro dell&#8217; ITC (International Training Centre)&quot; (n.d.r. e per\u00f2 anche consulente del Ministero degli Affari Esteri e prima ancora del medesimo CIF-OIL,) &quot;la possibilit\u00e0 di attivare un partenariato (OIL-Rete Filef) per la realizzazione di progetti di formazione all&#8217;estero che potevano essere finanziati dal Ministero del Lavoro; cosa che cordialmente lasciammo cadere, in quanto operavamo da oltre 20 anni nel settore della formazione per la nostra emigrazione senza particolare bisogno di partenariati seppure con strutture autorevolissime come quella presentata, la quale, per una decisione interna, aveva recentemente ristrutturato l&#8217;organizzazione, posizionato &quot;sul mercato&quot;, alcuni settori di attivit\u00e0, che ora necessitavano quindi di risorse esterne. Cos\u00ec, l&#8217;offerta ci parve in effetti, un po&#8217; strumentale poich\u00e9 la proposta era di risultare partner di progetti la cui titolarit\u00e0 non sarebbe stata nostra. Fummo tuttavia abbondantemente disponibili a fornire ogni dettaglio richiesto sulle azioni svolte e sulle prospettive possibili, compresa quella di cui sopra&quot;.<br \/>\nPassarono diversi mesi e, nel frattempo, il Ministro Marsili lasci\u00f2 l&#8217;incarico e fu nominato Ambasciatore, se non erro, in Turchia. E poi, con una certa sorpresa, afferma Ricci, l&#8217;anno successivo ci trovammo di fronte al varo dei Programmi Itnet e Pptie, &quot;con la configurazione conosciuta e i cui esiti in termini di efficacia mi pare siano per lo pi\u00f9 ignoti, certamente a noi e credo anche al CGIE, che, salvo smentite, su questo programma relativo al quinquennio  non ha mai espresso un suo parere o \u00e8 stato debitamente informato, come non lo \u00e8 stato per il programma che dovrebbe seguire per gli anni  a cui si riferisce Ferretti. Il cui ammontare complessivo dovrebbe essere di circa 40 milioni di Euro di cui 7.850 mila andrebbero a Cif-Oil&quot;.<br \/>\nNessun minimo coinvolgimento fu fatto allora verso il nostro associazionismo e i centri di formazione all&#8217;estero nella fase di programmazione degli interventi, salvo recuperare tutte le ricerche sui fabbisogni formativi e sul lavoro autonomo in emigrazione che Filef e le altre organizzazioni della rete avevano realizzato negli anni  in Svizzera, Francia, Belgio, Germania, Gran Bretagna, Canada, Uruguay e Brasile e salvo alcune improbabili presentazioni agli addetti ai lavori in alcune capitali estere, dove l&#8217;associazionismo operativo del settore veniva invitato in funzione di supporter e moltiplicatore dell&#8217;informazione, come sta avvenendo attualmente (almeno fino ad ora) per altro programma a titolarit\u00e0 di Italia Lavoro che si svolge a San Paolo del Brasile, Buenos Aires e Montevideo. Ma vogliamo restare fiduciosi.<br \/>\n&quot;Con una relativa sorpresa, ritrovammo anche una serie di progetti finanziati nelle diverse regioni e dai due programmi di cui si discute, a soggetti che mai si erano occupati di emigrazione, analoghi se non in tutto, quasi, a quelli del famoso pacco che consegnammo al MAE. E questo pu\u00f2 rientrare nel regno del casuale&quot;.<br \/>\n&quot;Non siamo in grado di dare un giudizio preciso sull&#8217;efficacia di ci\u00f2 che \u00e8 stato fatto con gli oltre 35 milioni di Euro attivati da questi programmi. E&#8217; certo per\u00f2, e questa \u00e8 un&#8217;altra cosa che probabilmente Ferretti ignora, che i molteplici incontri partenariali organizzati in amenissime localit\u00e0 italiane, come Capri, e altre all&#8217;estero, siano state certamente utili alla convegnistica del Ministro Tremaglia e, almeno supponiamo, per l&#8217;approntamento di quella strana creatura che era (ed \u00e8 ?) la Confederazione degli Imprenditori Italiani nel Mondo (CIM), presieduta dallo stesso Tremaglia, che sembrava dovesse rivoluzionare il rapporto tra l&#8217;impresa (questa volta la grande impresa) emigrata e quella patria, in cui \u00e8 stato coinvolto solo il mondo delle Camere di Commercio&quot;.<br \/>\nQuesta particolare prassi, conclude Ricci, &quot;per cui l&#8217;emigrazione \u00e8 sempre pi\u00f9 una risorsa per altri e non per se stessa, ha purtroppo preso piede in diversi ambiti nazionali, regionali, provinciali e si potrebbe continuare fin dentro grandi e meno grandi organizzazioni, poich\u00e9 la concorrenza sfrenata e il riposizionamento sul mercato di settori di parastato invita -o obbliga- molti a ingegnarsi e a tuffarsi su ogni residua disponibilit\u00e0 di spesa e anche perch\u00e9, in carenza di posizioni dirigenziali, ogni spazio pu\u00f2 risultare interessante soprattutto quando il lavoro \u00e8 gi\u00e0 stato fatto da altri in anni ed anni di volontaria fatica e non resta che scopiazzare e mirare bene. Agli amici e colleghi del CGIE e al Viceministro e, perch\u00e9 no, anche ai 18 eletti all&#8217;estero, invece, un brevissimo e modesto suggerimento: vigilare di pi\u00f9 e avere maggiore attenzione alla memoria storica dell&#8217;emigrazione, la quale, per forza di cose, risiede in luoghi raramente in prima pagina, ma che continuano ad operare, contro ogni &#8216;logica e razionalit\u00e0 di mercato&#8217;, con un contributo variabile da parte del MAE, che va da zero a 5.000 Euro l&#8217;anno&quot;.<\/p>\n<p>_________________<\/p>\n<p>[b]Nota aggiunta dell&#8217;agenzia Newsitaliapress[\/b]<\/p>\n<p>&quot;La nota cronachistica di chi al tempo si occup\u00f2 della vicenda, pu\u00f2 chiudere il cerchio.<br \/>\nNel 2000 il Ministero dell&#8217; Economia e delle Finanze, dopo alcuni anni di consultazioni con la Commissione Europea, \u00e8 autorizzato, nell&#8217;ambito del QCS (Quadro Comunitario di Sostegno) ad elaborare il Programma Operativo Nazionale che consiste in una serie di documenti progettuali nei quali vengono tracciate le linee di indirizzo e di orientamento finalizzate  al conseguimento di obiettivi prioritari a favore delle Regioni d&#8217; Italia e soprattutto quelle del Mezzogiorno.<br \/>\nPer la realizzazione dell&#8217;intero Programma Operativo (che viene suddiviso in Assi, Misure ed Azioni) la Commissione assegna al Ministero dell&#8217;Economia una grossa somma di risorse finanziarie, attraverso i fondi degli Stati membri dell&#8217;Unione Europea.<br \/>\nQueste risorse vengono successivamente ripartite tra le Amministrazioni Centrali dello Stato italiano che si dichiarano disponibili ad elaborare un proprio progetto e a realizzare degli interventi mirati secondo gli obiettivi programmati dalla Commissione Europea.<br \/>\nAl Ministero degli Affari Esteri &#8211; Direzione Generale per gli Italiani all&#8217;Estero e le Politiche Migratorie &#8211;  vengono assegnate risorse pari a 39 Milioni di euro.<br \/>\nNel 2001 il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, capofila quale Autorit\u00e0 di gestione del Fondo Sociale Europeo, affida al  Ministero degli Affari Esteri &#8211; Direzione Generale per gli Italiani all&#8217;Estero e le Politiche Migratorie,  la titolarit\u00e0 dell&#8217;Azione &quot;D&quot; nell&#8217;ambito della sua Misura Misura II.1 (&quot;Iniziative specifiche di animazione e promozione di legami stabili tra l&#8217;economia del Mezzogiorno e gli Italiani residenti all&#8217;estero&quot;), ed il MAE stesso, in base alla cifra assegnatagli, predispone  un progetto operativo che  viene inserito nel pi\u00f9 ampio progetto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.  Nel Progetto viene previsto che una parte delle attivit\u00e0 programmate vengano realizzate da il CIF-OIL, al quale il MAE assegna, per il periodo 2000\/2006 (ma di fatto 2001\/2006) circa 8 Meuro. Il Programma viene approvato dal Comitato di Sorveglianza presieduto dal Ministero dell&#8217;Economia.<br \/>\nIl Ministero dell&#8217;Economia, nell&#8217;anno 2003, \u00e8 obbligato a verificare se vengono rispettate, dalle Amministrazioni interessate, le previsioni di spesa indicate nel progetto a suo tempo presentato dalle singole Amministrazioni, tra queste il MAE. In caso contrario pu\u00f2, d&#8217;autorit\u00e0, tagliare i fondi e ridistribuirli alle Amministrazioni centrali titolari di progetto che sanno spendere meglio.<br \/>\nIl MAE, per evitare una eventuale decurtazione dei fondi, decide di accelerare la spesa e affidare altri 7 Milioni di euro circa sempre al CIF OIL, utilizzando il meccanismo dell&#8217;assegnazione diretta, previsto nel complemento di programmazione. CIF OIL ebbe dunque in qualche modo il ruolo di salvagente per evitare il disimpegno automatico.&quot; <\/p>\n<p>News ITALIA PRESS<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>3531-dossier-sul-caso-cif-oil-e-programmi-pptieitenets<\/p>\n<p>4290<\/p>\n<p>EmiNews 2007<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>20070731 18:38:00 redazione-IT Gli articoli che seguono sono tratti dalle agenzie Newsitaliapress e dai giornali &quot;l&#8217;Italiano&quot; e &quot;l&#8217;Espresso&quot;. 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