{"id":20663,"date":"2009-06-07T00:00:00","date_gmt":"2009-06-07T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=20663"},"modified":"2009-06-07T00:00:00","modified_gmt":"2009-06-07T00:00:00","slug":"6527-dieci-domande-e-dieci-risposte-sullinvasione-israeliana-della-striscia-di-gaza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=20663","title":{"rendered":"6527 DIECI DOMANDE E DIECI RISPOSTE SULL\u2019INVASIONE ISRAELIANA DELLA STRISCIA DI GAZA"},"content":{"rendered":"<p>20090126 18:53:00 redazione-IT<\/p>\n<p>Uno degli analisti pi\u00f9 lucidi a proposito dell\u2019attacco israeliano a Gaza si \u00e8 dimostrato essere Loretta Napoleoni che il 14 gennaio sull\u2019Unit\u00e0 ha scritto: \u201cIsraele procede nella sua operazione di \u2018ripulitura\u2019 della striscia di Gaza indifferente alle proteste del mondo. C\u2019\u00e8 una sola cosa di cui si preoccupa: il tempo\u201d. Spiegava poi la Napoleoni che la guerra deve essere interrotta entro e non oltre il 21 gennaio perch\u00e9 quel giorno Obama sar\u00e0 al posto di Bush e se il conflitto dovesse continuare dovr\u00e0 dire la sua.<br \/>\nUna previsione quella di Loretta Napoleoni, azzeccata in pieno. Israele ha unilateralmente dichiarato la fine dell\u2019attacco il 18 gennaio, appena tre giorni prima dell\u2019effettivo insediamento del nuovo presidente americano.<br \/>\nQuesta decisione israeliana spiega molte cose sul significato della sua violentissima aggressione a Gaza. E una su tutte: con la fine dell\u2019era Bush non \u00e8 cos\u00ec certo che Israele avr\u00e0 sempre e comunque al suo fianco gli Stati Uniti. Almeno questo \u00e8 l\u2019auspicio del mondo civile. Per meglio capire i 22 giorni di follia che hanno sconvolto una delle zone pi\u00f9 povere e sovraffollate del pianeta ecco 10 domande 10 risposte.<\/p>\n<p>Chi ha rotto la tregua?<\/p>\n<p>Se \u00e8 vero quanto scrivono diversi quotidiani israeliani l\u2019attacco a Gaza era in preparazione gi\u00e0 dall\u2019estate 2008. E\u2019 nei fatti impensabile che un simile dispiegamento di forze aeree, navali e terrestri avvenga nel giro di poche ore a seguito del lancio di razzi Qassam sul Neghev da parte di miliziani di Hamas. La scelta del 27 dicembre come data per l\u2019attacco \u00e8 stata sicuramente suggerita, oltre che dalla necessit\u00e0 di precedere l\u2019insediamento del nuovo inquilino della Casa bianca, anche dal bisogno che il governo di centro-sinistra, guidato dalla troika Olmert-Barak-Livni, aveva di mostrare i muscoli in vista delle elezioni politiche del prossimo 10 febbraio nelle quali la destra estrema di Nethanyahu \u00e8 favorita.<br \/>\nIn ogni caso non \u00e8 stato Hamas con il lancio dei suoi rudimentali razzi a rompere la tregua, dal momento che la tregua (in scadenza il 19 dicembre) era gi\u00e0 stata rotta da Israele alcuni giorni prima quando un commando israeliano, penetrato nella striscia, aveva assassinato tre dirigenti dell\u2019organizzazione che ha legittimamente vinto le elezioni su quel territorio.<\/p>\n<p>Quali erano gli obiettivi di Israele?<\/p>\n<p>Ogni guerra per essere tale deve avere degli obiettivi politici e militari. L\u2019obiettivo politico di Israele era certamente l\u2019annientamento o almeno un forte indebolimento di Hamas. Quello militare la distruzione della rete sotterranea di approvvigionamento (circa 3000 tunnel) che i militanti di Hamas hanno scavato e che gestiscono pienamente sul confine nei pressi di Rafah che divide la striscia dall\u2019Egitto. Attraverso questo reticolo di tunnel (necessario anche per l\u2019approvvigionamento di beni di prima necessit\u00e0 per la popolazione palestinese, visto il totale embargo israeliano), Hamas si rifornisce di armi proprio dal vicino Egitto. A rifornire materialmente Hamas sono i militanti egiziani dell\u2019organizzazione Fratelli musulmani, ma da l\u00ec passano anche gli aiouti siriani ed iraniani.<\/p>\n<p>Quali obiettivi Israele ha raggiunto?<\/p>\n<p>Praticamente nessuno. L\u2019obiettivo politico, l\u2019annientamento o l\u2019indebolimento di Hamas, \u00e8 pienamente fallito a meno di non volerlo ridurre all\u2019uccisione di circa 300 militanti tra cui un solo dirigente, il \u201cministro dell\u2019Interno\u201d della striscia, Said Siam. Il nucleo di ferro di Hamas, in parte a Damasco, non solo \u00e8 uscito indenne dalla guerra, ma addirittura sentimentalmente rafforzato nel cuore dei palestinesi di Gaza.. Disatteso anche l\u2019obiettivo della distruzione dei tunnel, colpiti solo al 10%.<\/p>\n<p>L&#8217;attacco israeliano \u00e8 stato proporzionato?<\/p>\n<p>In guerra il concetto di proporzione non esiste. Cos\u00ec come non esiste il fair play. Una guerra la si prepara e la si provoca per vincerla. E in ogni guerra chi la promuove calcola sempre preventivamente quanti civili saranno uccisi. Quindi Israele sapeva benissimo prima dell\u2019attacco che i bombardamenti e poi le incursioni da terra avrebbero provocato numerose vittime tra i civili.<br \/>\nDetto questo se le guerre permettessero di misurare la proporzione, Israele avrebbe compiuto una spedizione punitiva con un rapporto di 1 a 100, di dieci volte superiore alle leggi della rappresaglia applicate dai nazisti durante la seconda guerra mondiale.<br \/>\nIl conto delle vittime della guerra di Gaza \u00e8 infatti molto semplice: contro i 13 israeliani morti (10 soldati &#8211; alcuni uccisi da fuoco amico &#8211; e tre civili, di cui un cittadino israeliano di origine palestinese), ci sono 1340 morti palestinesi (di cui 418 bambini, 125 donne e 797 uomini).    <\/p>\n<p>Oggi chi \u00e8 pi\u00f9 forte in Israele?<\/p>\n<p>Dopo le guerre sono sempre i falchi della politica a vincere. E\u2019 quasi una legge naturale. In primo luogo perch\u00e9 loro possono dire di avere sempre sostenuto il pugno di ferro, mentre i loro avversari hanno spesso tentennato. In secondo luogo perch\u00e9 gli elettori israeliani (specie quelli delle citt\u00e0 del Negev), consci che l\u2019aggressione di Gaza non ha portato risultati concreti nel loro vivere quotidiani si rivolgeranno proprio ai falchi. L\u2019idea criminale di Olmert-Barak-Livni, sponsorizzati dal finto pacifista Peres, capo dello Stato israeliano, il 10 febbraio potrebbe dimostrasi anche demenziale e autolesionista se, come dicono i sondaggi, la destra vincer\u00e0 le elezioni a mani basse.<\/p>\n<p>Oggi chi \u00e8 pi\u00f9 forte in Palestina?<\/p>\n<p>Certamente il nucleo duro di Hamas, anche a discapito delle colombe dell\u2019organizzazione fondamentalista e terrorista, esce rafforzato dall\u2019aggressione israeliana. Ne esce praticamente distrutta l\u2019immagine dei palestinesi moderati della Cisgiordania (che sono stati a guardare) e del presidente dell\u2019Anp Abu Mazen, ormai privo di ogni credibilit\u00e0 e ritenuto da ampi settori della resistenza palestinese un fantoccio di Israele.<br \/>\nIl dato in qualche modo sconvolgente \u00e8 che Hamas, organizzazione fondata nel 1987, \u00e8 in qualche modo da ritenersi una creatura di Israele che agli albori arriv\u00f2 addirittura a finanziarla occultamente per usarla in funzione anti-Arafat. Come accadde in Afghanistan agli americani con l\u2019organizzazione di bin Laden, anche a Gaza gli israeliani hanno creato il mostro contro cui oggi sono impegnati.<\/p>\n<p>Le vittime civili si potevano evitare?<\/p>\n<p>Una domanda questa che ha gi\u00e0 avuto una risposta pi\u00f9 sopra. Ma che merita un approfondimento. Le scuole dell\u2019Onu colpite dall\u2019aviazione e dall\u2019esercito israeliano, il tiro sulle autoambulanze della crocerossa, il media center pieno di giornalisti centrato sul finire dell\u2019attacco, la stessa casa del ginecologo Izzedin Abu al-Aishxy distrutta il 16 gennaio con tre figlie dentro mentre il padrone di casa era in diretta sulla tv israeliana Canale 10, la dicono lunga sulla volont\u00e0 israeliana di non distinguere tra palestinesi combattenti di Hamas e inermi, soprattutto donne, anziani e bambini.<br \/>\nE\u2019 impensabile che 418 bambini siano da considerare \u201ceffetti collaterali\u201d di attacchi mirati. N\u00e9 vale la mai dimostrata affermazione di parte israeliana che le case civili colpite da missili, bombe, granate e colpi di cannone siano stati covi di estremisti islamici che tenevano in ostaggio dei civili. E\u2019 una bugia che Israele ha cercato di accreditare anche nell\u2019estate del 2006, durante l\u2019aggressione al Libano, quando bombard\u00f2 in Libano la scuola di Cana.<br \/>\nMa proviamo ad ammettere solo per un attimo che le menzogne di Israele abbiano un fondamento. In qualsiasi contesto gli ostaggi hanno diritto alla protezione. Se davvero donne e bambini erano ostaggi di spietati criminali terroristi di Hamas perch\u00e9 bombardarli? Quando degli ostaggi sono tenuti prigionieri, ad esempio in una banca, il compito di chi interviene \u00e8 quello per prima cosa di tutelare la vita degli ostaggi. Quando l\u2019equazione diventa ostaggi palestinesi uguale nemici palestinesi tout court non c\u2019entra pi\u00f9 neanche la guerra. Si tratta solo di elementari principi di civilt\u00e0. Che, evidentemente, Israele, paese che si dice democratico, non possiede.<br \/>\nUno degli elementi che in ogni guerra spinge gli attaccanti a non tenere conto dei civili deriva da una convinzione sbagliata. Quella che se terrorizzi i civili, gli stessi si rivolteranno contro i loro leader. E\u2019 accaduto che avessero questa errata convinzione gli americani che durante la seconda guerra mondiale rasero al suo citt\u00e0 d\u2019arte e prive di qualsiasi infrastruttura bellica come Dresda, senza per\u00f2 che gli abitanti di questa citt\u00e0 muovessero un dito contro i loro capi nazisti. E\u2019 accaduto, ancora agli americani, nella guerra del Kosovo (1999) quando deliberatamente attaccarono un treno carico di passeggeri serbi e la torre della televisione di Belgrado. Pi\u00f9 recentemente \u00e8 accaduto in Georgia dove l\u2019aviazione e i carri armati russi hanno martoriato la popolazione civile. Risultato: mai nessuna ribellione interna.<br \/>\nL\u2019unico vero effetto sui civili martoriati \u00e8 che gli stessi anzich\u00e9 ribellarsi ai loro capi politici, si stringono ancora di pi\u00f9 attorno a loro.  <\/p>\n<p>Israele ha usato o no armi illegali?<\/p>\n<p>Per rispondere a questa domanda pubblichiamo in fondo a questo numero della Newsletter un articolo di Massimo Zucchetti, esperto in armamenti.<\/p>\n<p>Cosa sono i razzi Qassam usati da Hamas?<\/p>\n<p>Il razzo Qassam \u00e8 un rudimentale ordigno in acciaio pieno di esplosivo prodotto da Hamas. Ne esistono diversi modelli che hanno una gittata che varia dai 3 ai 45 chilometri. Non hanno bisogno di artiglieria per essere lanciati e sono privi di qualsiasi sistema di guida.<br \/>\nLo sviluppo di questo tipo di arma \u00e8 iniziato nel 2000. Si tratta di razzi, scarsamente intercettabili, costruiti con l\u2019apposito intento di mettere in difficolt\u00e0 lo stato ebraico. A partire dal 2000 Hamas ha lanciato sulle citt\u00e0 del Negev (le pi\u00f9 colpite Ashlkelon e Sderot) oltre nove mila di questi razzi, provocando complessivamente dieci vittime. Teoricamente un Qassam potrebbe colpire anche Tel Aviv.<br \/>\nI danni provocati dai Qassam sono sempre assai limitati e comunque non paragonabili a quelli delle armi convenzionali e non convenzionali di cui dispone Tsahal (l&#8217;esercito israeliano), ma hanno comunque un fortissimo impatto emotivo sulla popolazione israeliana che vive nelle zone limitrofe alla Striscia di Gaza fino a 45 km da essa. C\u2019\u00e8 da aggiungere che la facilit\u00e0 di costruzione ed il loro basso costo rendono per Israele la minaccia costante e cronica e certamente non limitata ad un periodo di tempo.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 Israele ha paura dell&#8217;informazione?<\/p>\n<p>Evidentemente perch\u00e9 ha la coscienza sporca e vuole agire indisturbata. Ecco cosa afferma il segretario generale di Reporters sans fronti\u00e9res, Jean-Francois Juluard:<\/p>\n<p>\u201cDurante gli attuali combattimenti l&#8217;informazione sembra essersi fermata alle porte di Gaza. Il blocco &#8211; l&#8217;ennesimo &#8211; imposto alla stampa dall&#8217;inizio dell&#8217;operazione \u00abPiombo fuso\u00bb pone i giornalisti stranieri ed israeliani nella pi\u00f9 assurda delle situazioni: non possono avvicinarsi n\u00e9 documentare da vicino quello che \u00e8 gi\u00e0 risaputo a livello internazionale. Una situazione paradossale, come ammette anche un portavoce della diplomazia israeliana per il quale \u00abl&#8217;esclusivit\u00e0 della copertura del conflitto \u00e8 lasciata unicamente ai giornalisti palestinesi\u00bb. Le immagini e le informazioni offerte dai reporter di Gaza riescono invece a cortocircuitare il blocco imposto e la comunit\u00e0 internazionale le riceve: assurdo, inutile e pericoloso. Il conflitto israelo-palestinese non \u00e8 un conflitto come gli altri proprio perch\u00e9 porta in s\u00e9 l&#8217;impatto della storia e della sua reinterpretazione. Bloccare i professionisti dell&#8217;informazione internazionali ed israeliani alle porte di Gaza non potr\u00e0 che alimentare le voci ed esasperare l&#8217;odio. Se Tsahal non vuole i giornalisti, questo significa che Israele ha qualcosa da nascondere. Possiamo gi\u00e0 immaginare le conseguenze di questo tipo di situazione. E nessuno ha interesse a che ci\u00f2 accada, tanto meno Israele\u201d.<\/p>\n<p>Dalla newsletter di &quot;Misteri d&#8217;Italia&quot;<br \/>\nNewsletter-misteri@misteriditalia.com<\/p>\n<p>http:\/\/www.forumpalestina.org\/news\/2009\/Gennaio09\/26-01-09VideoRagazzaSoldato.htm<\/p>\n<p>&nbsp;<br \/>\n6527-dieci-domande-e-dieci-risposte-sullinvasione-israeliana-della-striscia-di-gaza<\/p>\n<p>7260<br \/>\nEmiNews 2009<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>20090126 18:53:00 redazione-IT Uno degli analisti pi\u00f9 lucidi a proposito dell\u2019attacco israeliano a Gaza si \u00e8 dimostrato essere Loretta Napoleoni che il 14 gennaio sull\u2019Unit\u00e0 <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=20663\" title=\"6527 DIECI DOMANDE E DIECI RISPOSTE SULL\u2019INVASIONE ISRAELIANA DELLA STRISCIA DI GAZA\">[&#8230;]<\/a><\/p>\n<\/div>","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[107],"tags":[],"class_list":["post-20663","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-eminews-2009"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.4 - 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