{"id":20591,"date":"2009-06-07T00:00:00","date_gmt":"2009-06-07T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=20591"},"modified":"2009-06-07T00:00:00","modified_gmt":"2009-06-07T00:00:00","slug":"6615-elezioni-europee-saltare-un-giro-una-lista-unitaria-senza-i-partiti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=20591","title":{"rendered":"6615 ELEZIONI EUROPEE: SALTARE UN GIRO? UNA LISTA UNITARIA SENZA I PARTITI"},"content":{"rendered":"<p>20090203 11:22:00 redazione-IT<\/p>\n<p>Il dibattito lanciato sul Manifesto sull&#8217;opportunit\u00e0 o meno che la sinistra si presenti alle prossime elezioni europee, alla luce dell&#8217;accordo PD-PDL sullo sbarramento al 4%.<\/p>\n<p>Articoli di Gabriele Polo e le repliche di Rossana Rossanda e Rina Gagliardi<br \/>\n__________________<\/p>\n<p>Sbarramento elettorale? Saltiamo un giro &#8211; 30\/01\/09<br \/>\ndi Gabriele Polo &#8211; da il Manifesto<\/p>\n<p>Da piccoli ci insegnavano che le elezioni erano un momento cruciale della democrazia. E che, quindi, il sistema elettorale doveva garantire la massima rappresentanza, lo specchio istituzionale dell\u2019opinione pubblica. Forse non era completamente vero, oggi non lo \u00e8 per nulla.<\/p>\n<p>Non da ieri le leggi elettorali italiane sono state prima piegate all\u2019ideologia della governabilit\u00e0 come valore assoluto, infischiandosene di tutto il resto. Ma ieri \u00e8 stato fatto un passo ulteriore verso lo svuotamento della rappresentanza elettorale, per ridurla a una simulazione della democrazia basata sullo scambio di convenienze reciproche. Berlusconi e Veltroni si sono accordati sull\u2019innalzamento al 4% della soglia di sbarramento per poter accedere al Parlamento europeo.<\/p>\n<p>Ce lo spiegheranno invocando l\u2019esistenza di soglie analoghe negli altri paesi dell\u2019Ue. Ma non \u00e8 vero. Non si sono accordati per essere pi\u00f9 europei, trascurando pure che ogni paese ha una sua storia e un suo assetto sociale che andrebbero rispettati. Non \u00e8 vero perch\u00e9 questo accordo &#8211; che diventer\u00e0 legge la prossima settimana &#8211; \u00e8 semplicemente il frutto di \u00abinteressi privati\u00bb trasformati in \u00abprogetti politici\u00bb. <\/p>\n<p>L\u2019interesse di Veltroni \u00e8 quello di desertificare ogni cosa alla sua sinistra (per quanto piccola sia) allo scopo di salvare se stesso e il suo partito dalla deflagrazione in corso. O di attenuarne gli effetti sulla sua leadership. Su questa urgenza si innesta la decretazione della fine di ogni ipotesi di alleanza con la sinistra, cio\u00e8 la fine definitiva del centrosinistra. Non lo sfiora nemmeno il problema che cos\u00ec facendo si preclude ogni ipotesi di governo, a meno che il delirio del maggioritario abbia cancellato qualunque barlume di intelligenza politica. E allora il Pd offre a Berlusconi la Rai come palestra del bipartitismo assoluto e ci aggiunge un atteggiamento disponibile sulla giustizia &#8211; a partire dalla legge sulle intercettazioni &#8211; come gi\u00e0 fece nei confronti della Lega sul federalismo. Il Cavaliere, fatti due calcoli, gi\u00e0 vede il suo Pdl primo partito tra quelli che compongono il Ppe, accetta, incassa e pensa al Quirinale. Bello scambio.<br \/>\nL\u2019agonizzante Pd \u00e8 talmente preso dallo spirito di sopravvivenza che non \u00e8 solo disposto ad accettare ogni condizione berlusconiana pur di produrre il deserto alla sua sinistra, ma non si preoccupa nemmeno di un altro particolare: la convinzione che si radicher\u00e0 tra quei milioni di italiani che hanno votato o ancora voterebbero la sinistra ex parlamentare, di trovarsi di fronte a una \u00abcasta partitica\u00bb che decide per loro a prescindere dalle loro convinzioni e idee.<br \/>\nFuori dal giochino c\u2019\u00e8 soprattutto ci\u00f2 che resta della sinistra. Gi\u00e0 divisa e frammentata per suo conto &#8211; e colpe &#8211; ora rischia di essere la vittima di un\u2019ingiustizia. E giustamente protesta. Ma, forse dovrebbe passare dalle parole ai fatti. Ad esempio far valere la propria presenza dove \u00e8 ancora istituzionalmente presente, cio\u00e8 nelle giunte locali. Perch\u00e9 &#8211; dove si voter\u00e0 in primavera nello stesso giorno della scadenza europea &#8211; costruire alleanze con chi vuole ucciderti e andare cos\u00ec incontro &#8211; comunque &#8211; a una progressiva sparizione? E, poi, prendere in considerazione un fatto elementare. Uno sbarramento elettorale al 4% \u00e8 difficilmente abbordabile, forse nemmeno assemblando le attuali scomposte e litigiose particelle (in una riedizione ancor meno credibile dello sconfitto Arcobaleno) che finirebbero col passare i prossimi mesi a contendersi le candidature. E, allora, visto che tanto si parla di ricostruzione dal basso, di legami col territorio, di mettere al centro il merito&#8230; allora forse &#8211; in alto, alle europee &#8211; meglio saltare un giro e concentrarsi sulla politica \u00abdal basso\u00bb. Sarebbe anche una protesta chiara contro la riduzione dell\u2019agire pubblico a interesse privato.<\/p>\n<p>__________________<\/p>\n<p>SALTARE UN GIRO? UNA LISTA UNITARIA SENZA I PARTITI<br \/>\ndi Rina Gagliardi<\/p>\n<p>Ho trovato affascinante la provocazione di Gabriele Polo che, in sostanza, per le elezioni europee propone alle sinistre una scelta nonviolenta &#8211; un digiuno di protesta, un&#8217;ascesi, un Ramadan laico. Una parte di me pensa, con il direttore del manifesto, che a questa sinistra &#8211; in crisi pressoch\u00e9 agonica eppur malata di istituzionalismo &#8211; non potrebbe che far bene questa ulteriore \u00abpurificazione\u00bb per riflettere e magari ricominciare a pensare in grande. L&#8217;altra parte di me, per\u00f2, non pu\u00f2 non vedere che, ove la proposta fosse applicata alla lettera, produrrebbe alcuni effetti alquanto deleteri: non solo la soddisfazione di Veltroni, non solo e non tanto l&#8217;ulteriore boom dipietrista, ma la sepoltura definitiva di ci\u00f2 che resta della sinistra italiana. In effetti, se al (mini)ceto politico della sinistra l&#8217;ossessione della presenza istituzionale fa malissimo, alle istituzioni e alla democrazia, l&#8217;assenza totale della sinistra fa peggio. Da queste \u00abdialettiche\u00bb riflessioni, mi \u00e8 venuta una piccola idea, quasi una proposta (del tutto personale). La formulo in quattro punti.<br \/>\n1) Dando per scontata l&#8217;approvazione della soglia di sbarramento al 4% (un atto di golpismo di pessimo gusto), la sola possibilit\u00e0 di ottenere rappresentanza, per un punto di vista di sinistra, \u00e8 quella di una lista unitaria. Mi pare evidente che se quel poco che rimane del consensodissenso di sinistra si dovesse dividere tra due o pi\u00f9 liste, il risultato non potrebbe essere un granch\u00e9. Una sola lista, dunque. Ma quale?<br \/>\n2) Non un cartello dei partiti(ni) che gi\u00e0 dettero vita alla disgraziata \u00abSinistra Arcobaleno\u00bb, ma una coalizione radicalmente nuova. Costruita in toto, fuori da ogni mitologia sulla \u00absociet\u00e0 civile\u00bb, su esponenti dei movimenti, dell&#8217;intellettualit\u00e0 critica, del sindacalismo, dell&#8217;associazionismo. Imperniata su un programma semplice e chiaro: portare a Strasburgo l&#8217;idea di un&#8217;altra Europa, del lavoro e dei diritti. Capace di rappresentare un punto di vista diverso, sia nei contenuti che nella concezione stessa della politica.<br \/>\n3) Da questa lista si autoescluderebbero i dirigenti, massimi, medi e piccoli, di partito. Qui si applica la proposta ascetica di Polo: si salta comunque un giro. I partiti stessi dovrebbero, certo, accordarsi, fare un patto: l&#8217;appoggio concreto (organizzativo, logistico, \u00abtecnico\u00bb) ai candidati di questa lista (e un eventuale accordo finanziario).<br \/>\n4) Il processo di costruzione di questa lista non potrebbe, a sua volta, che essere radicalmente innovativo. Primarie, assemblee, incontri, costruzione processuale dei criteri di selezione dei candidati &#8211; fatto salvo il vincolo di genere &#8211; insomma, un esperimento vero di partecipazione e coinvolgimento di massa, al quale un giornale come il manifesto potrebbe offrire un contributo vero. In sintesi, quello che avrebbe dovuto fare, e non fece, la Sinistra Arcobaleno.<br \/>\nHo ben chiaro che una proposizione di questa fatta non trover\u00e0 il consenso dei \u00abgruppi dirigenti\u00bb delle attuali sinistre, convinti come sono che le elezioni europee possano costituire una buona occasione di risalita, se non di revanche anche grazie all&#8217;arroganza veltrusconiana. A me pare un&#8217;illusione &#8211; intorno vedo crescere soprattutto sfiducia, confusione, egemonia culturale della destra e la (in)credibilit\u00e0 di queste sinistre. Ma pu\u00f2 darsi che mi sbagli. In ogni caso, battere una strada radicalmente nuova mi sembra un passaggio obbligato, se si pensa che la priorit\u00e0 sia quella della rifondazione di una sinistra degna di questo nome. Se, invece, si continua a inseguire l&#8217;obiettivo del \u00absalvare la pelle\u00bb, il risultato non potr\u00e0 comunque essere buono, neppure ai fini della sopravvivenza stessa. Alla fine, la proposta di Polo potrebbe rivelarsi come quella pi\u00f9 razionale.<\/p>\n<p>__________________<\/p>\n<p>NON SALTARE UN GIRO<br \/>\ndi Rossana Rossanda<\/p>\n<p>La direzione del manifesto propone una non presentazione delle sinistre alle elezioni del parlamento europeo. Non sono d&#8217;accordo. Come ci si permette di tagliar fuori dalla possibilit\u00e0 di esprimersi tutta una fascia di societ\u00e0 che non si sente rappresentata dal Pd? Essa era arrivata, ancora in presenza dei Ds, fino a pi\u00f9 del 13 per cento, ma i piccoli partiti ancora in campo, segnatamente Rc, si guardarono bene dal trovare un accordo elettorale &#8211; ognuno se ne and\u00f2 al voto per conto suo, con la propria pi\u00f9 o meno grande miseria; e dopo le elezioni, in cui pesarono sempre meno, continuarono a dividersi, anzi pi\u00f9 perdevano pi\u00f9 si dividevano, fino a ridursi alle poche migliaia di persone che sono attorno ai gruppuscoli dirigenti.<br \/>\nDa queste poche gloriose vicende i citati gruppi dirigenti non hanno imparato nulla e adesso si lamentano che Pdl e Pd mettano uno sbarramento alle europee del 4 per cento, livello che nessuno di loro da solo \u00e8 in grado di raggiungere e che assieme &#8211; con spasso del Pd &#8211; non vogliono raggiungere. Crepi chi vorrebbe poter votare, oppure voti Veltroni o Di Pietro, un ex ragazzo di centro o un giustizialista di destra. Se non ci sono loro, nessuno ci sia. Apr\u00e8s moi le d\u00e9luge. L&#8217;opposizione all&#8217;Europa di oggi &#8211; pressoch\u00e9 inesistente perch\u00e9 fuori della concorrenza e competizione non sa pensare altro, sulla crisi non spiaccica parola, sul Medio Oriente pi\u00f9 che sostenere Israele nella guerra a Gaza non ha fatto &#8211; sia rappresentata al pi\u00f9 dal Pse, cio\u00e8 una specie di niente.<br \/>\nNon \u00e8 un caso che siamo arrivati a questo. E&#8217; il risultato della convinzione di tutte le sinistre e sinistrine, e di gran parte della loro esigua base \u00abmilitante\u00bb, che istituzioni e partiti siano la stessa identica cosa. Non riescono a fare un partito di una qualche consistenza? La rappresentanza se la spartiscano il centro e la destra. Dal pi\u00f9 che approssimativo tentativo della Sinistra Arcobaleno, che di colpo doveva diventare \u00abil\u00bb partito della sinistra, non hanno dedotto che un conto \u00e8 dare una voce, o una coalizione di voci, alla inquietudine critica di societ\u00e0 complessa e un altro \u00e8 dare forma a un gruppo anticapitalista che si propone di dare un nesso ai conflitti in atto fra capitale e lavoro, modo capitalistico di produzione e rapporti fra uomini e donne, logica del capitale e difesa dell&#8217;ecosistema, modo di produrre e istituzioni; le questioni irrisolte del Novecento sulle quali siamo capaci pi\u00f9 di far lazzi che fare un&#8217;analisi. Meglio saltare un giro. Come se fosse un ballo, dove rientri quando ti pare.<br \/>\nEppure il Parlamento \u00e8 un osservatorio importante per capire il continente che ci determina e il perch\u00e9 del suo sempre pi\u00f9 scarso peso nel mondo. Non che decida molto, ma pu\u00f2 opporsi, sapere e far sapere. E non \u00e8 ancora un&#8217;istituzione bilaterale. Bella trovata ridurla a tale.<br \/>\nMi si dir\u00e0: ma quelli che anche noi chiamiamo cespugli non si mettono d&#8217;accordo. Rispondo, primo non dargli un alibi. Secondo, dove essi si danno assenti o troppo deboli per farcela, possiamo proporre che si formi un lista di candidati che non sono e non ambiscano diventare leader di questa o quella sigla, ma siano disposti a mettere a frutto competenze e volont\u00e0 per dire: \u00abEppure una sinistra italiana esiste\u00bb. Non conosciamo frotte di giuristi, costituzionalisti, economisti, lavoristi, sindacalisti, lavoratori rossi ed esperti, donne riflessive sul femminismo, ecologi, sociologi, scienziati ecc. che avrebbero molto da dire e che nessun partito pi\u00f9 ascolta? Non ci ha fatto sempre impressione che ormai le scelte dei candidati alle istituzioni siano fatte dalle segreterie, con l&#8217;alibi delle primarie all&#8217;italiana? E si siano candidati dirigenti che abbiano altro da fare, o abbiano candidato sempre pi\u00f9 degli acchiappavoti obbedienti? Che abbiano fatto delle europee una mera occasione per misurare i rapporti di forza interni?<br \/>\nNon \u00e8 una lista del manifesto che propongo, non tocca a noi. Ma \u00e8 nostro dovere suonare un allarme, dare una scossa, mobilitarsi e mobilitare, raccogliere e far raccogliere le persone necessarie. Fare tutti i giorni la cronaca delle impossibilit\u00e0 non \u00e8 molto interessante. E neanche proprio del giornale seriamente di parte che diciamo di essere.<\/p>\n<p>__________________<\/p>\n<p>www.ilmanifesto.it<\/p>\n<p>&nbsp;<br \/>\n6615-elezioni-europee-saltare-un-giro-una-lista-unitaria-senza-i-partiti<\/p>\n<p>7348<br \/>\nEmiNews 2009<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>20090203 11:22:00 redazione-IT Il dibattito lanciato sul Manifesto sull&#8217;opportunit\u00e0 o meno che la sinistra si presenti alle prossime elezioni europee, alla luce dell&#8217;accordo PD-PDL sullo <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=20591\" title=\"6615 ELEZIONI EUROPEE: SALTARE UN GIRO? 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