{"id":15939,"date":"2011-06-01T00:00:00","date_gmt":"2011-06-01T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=15939"},"modified":"2011-06-01T00:00:00","modified_gmt":"2011-06-01T00:00:00","slug":"9384-a-libia-que-eu-conheci-la-libia-che-ho-conosciuto-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=15939","title":{"rendered":"9384 &#034;A L\u00edbia que eu conheci&#034; &#8211; La Libia che ho conosciuto"},"content":{"rendered":"<div title=\"\/item\/excerpt_encoded1\" class=\"xml-element lvl-1 lvl-mod4-1\">\n<div>&nbsp;<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"xml-content textonly short\">20111029 00:17:00 redazione-IT<\/p>\n<p>[i]por Georges Bourdoukan,<br \/>\nex-giornalista de O Globo, San Paolo del Brasile[\/i]<\/p>\n<p>[b]Dopo che Nelson Mandela fu liberato, and\u00f2 subito in Libia per ringraziare a nome del popolo sudafricano, per il sostegno di Gheddafi contro il regime dell&#8217;aparheid.<br \/>\nSono stato in Libia nel settembre del 1979, in occasione del decimo anniversario della rivoluzione che aveva portato Gheddafi al potere.<br \/>\nMi accompagn\u00f2 in quell&#8217;occasione il cameraman Luis Manse e operatore Nagra Nelson Belo.<br \/>\nEravamo l\u00ec per la Rete Globo, di cui ero al tempo, il direttore di San Paolo.<br \/>\nPrima sorpresa. L&#8217;hotel, dove il governo ci aveva mandato, era interamente occupato da diplomatici. Chiesi all&#8217;ambasciatore del Brasile il motivo di questa concentrazione.[\/b]<\/p>\n<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;<\/p>\n<p>[b]TRADUZIONE INTEGRALE dall&#8217;originale di Georges Bourdoukan su<br \/>\n[url]http:\/\/blogdobourdoukan.blogspot.com\/[\/url][\/b]<\/p>\n<p>1)<br \/>\nDopo che Nelson Mandela fu liberato, and\u00f2 subito in Libia per ringraziare a nome del popolo sudafricano, per il sostegno di Gheddafi contro il regime dell&#8217;aparheid.<br \/>\nSono stato in Libia nel settembre del 1979, in occasione del decimo anniversario della rivoluzione che aveva portato Gheddafi al potere.<br \/>\nMi accompagn\u00f2 in quell&#8217;occasione il cameraman Luis Manse e operatore Nagra Nelson Belo.<br \/>\nEravamo l\u00ec per la Rete Globo, di cui ero al tempo, il direttore di San Paolo.<br \/>\nPrima sorpresa. L&#8217;hotel, dove il governo ci aveva mandato, era interamente occupato da diplomatici. Chiesi all&#8217;ambasciatore del Brasile il motivo di questa concentrazione.<\/p>\n<p>La risposta mi sorprese ancora di pi\u00f9.<\/p>\n<p>&quot;Nella Libia di Gheddafi gli affitti sono stati vietati.&quot;<\/p>\n<p>Ai libici che non avevano una propria casa, era necessaria solo una richiesta e il governo provvedeva immediatamente alla costruzione di una apposita casa per il richiedente.<\/p>\n<p>Il paese era un enorme cantiere.<\/p>\n<p>E ancora: Una legge, [i]LA LEGGE DEL MATERASSO[\/i], stabiliva che ogni cittadino libico che sapesse dell&#8217;esistenza di una casa in affitto, gettando un materasso nel cortile di quella casa, ne acquisiva l&#8217;utilizzo.<\/p>\n<p>Molte ambasciate avevano \u201csofferto\u201d di questa legge da quando erano state occupate da cittadini libici.<\/p>\n<p>L&#8217;ambasciatore mi spieg\u00f2 che anche l&#8217;ambasciata brasiliana non era rimasta immune da questa legge.<\/p>\n<p>Un autista libico che vi lavorano disse ad un amico che non aveva ancora una casa, che l&#8217;edificio dove era situata l&#8217;Ambasciata brasiliana, era in realt\u00e0 affittata poich\u00e9 apparteneva ad un italiano che era tornato in Italia dopo l&#8217;ascesa al potere di Gheddafi.<\/p>\n<p>Immediatamente il suo amico gett\u00f2 un materasso nel cortile sostenendone la propriet\u00e0. <\/p>\n<p>Il governo libico dovette intervenire per evitare problemi ulteriori. Il Brasile fin\u00ec per mantenere l&#8217;ambasciata, e il cittadino libico ottenne comunque una nuova casa.<\/p>\n<p>Tutto questo accadeva negli anni &#8217;70, quando la Libia era una potenza ricchissima, con solo 3 milioni di abitanti, su quasi 1,8 milioni di chilometri quadrati.<\/p>\n<p>Ai libici, per legge, era vietato di lavorare alle dipendenze di stranieri.<\/p>\n<p>Chi non fosse comunque disposto a lavorare riceveva un valore equivalente di oggi, pari a circa 7.000 dollari al mese.<\/p>\n<p>Inoltre, medico, ospedale e farmaci, era tutto gratis.<\/p>\n<p>Nessuno pagava gli studi e chiunque voleva migliorare la propria formazione al di fuori del paese otteneva una consistente una borsa di studio.<\/p>\n<p>Ho incontrato molti dei libici che utilizzarono questa possibilit\u00e0 in Francia, Italia, Spagna e Germania e in altri paesi dove sono stato come giornalista.<\/p>\n<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;<\/p>\n<p>[img]http:\/\/1.bp.blogspot.com\/-wwdB6qjBS48\/TqJwntNq73I\/AAAAAAAAAuw\/9poiz2F_59A\/s1600\/tripoli.libia.jpg[\/img]<br \/>\n2)<\/p>\n<p>[b]La bella Tripoli prima dell&#8217;invasione degli Stati Uniti e la NATO[\/b]<\/p>\n<p>Siamo a Tripoli, nel settembre del 1979.<\/p>\n<p>Quella notte quasi non riuscivo a dormire.<\/p>\n<p>Nell&#8217; albergo, oltre a diplomatici e giornalisti ci sono anche delegazioni provenienti da paesi africani di lingua portoghese. Angola, Mozambico, Guinea-Bissau, Capo Verde, ecc.<\/p>\n<p>Erano loro che non mi permettevano di prendere sonno in quanto, sapendo che avrei avuto un incontro con Gheddafi il giorno dopo, mi avevano chiesto ulteriori spiegazioni sul socialismo libico.<\/p>\n<p>Mi dissero che non avevano mai visto niente di simile. Nemmeno nei libri.<\/p>\n<p>Erano stupiti dalla legge del materasso (case per tutti), con assistenza medica, farmaci e istruzione tutto gratis.<\/p>\n<p>E perch\u00e9 nessuno fosse costretto a lavorare (soprattutto per le compagnie straniere), in Libia si poteva continuare a ricevere un salario garantito &quot;fantastico&quot; secondo le parole di un angolano.<\/p>\n<p>Promisi loro di cercare di ottenere una risposta, dal momento che, infatti, avrei potuto parlare con Gheddafi, ma sapevo anche che era imprevedibile e spesso i giornalisti erano lasciati attendere all&#8217;infinito.<\/p>\n<p>In primo luogo, volevo sapere perch\u00e9 le porte degli appartamenti dell&#8217; hotel non avessero serrature.<\/p>\n<p>Cos\u00ec tutti potevano entrare nella casa di tutti e infatti i nostri appartamenti furono continuamente &quot;visitati&quot;.<\/p>\n<p>Chiesi al direttore dell&#8217;hotel la ragione per la mancanza di serrature.<\/p>\n<p>Mi rispose che non c&#8217;erano i ladri in Libia come &quot;durante la colonizzazione italiana e quindi le serrature potevano essere sacrificate&quot;.<\/p>\n<p>Ma un diplomatico mi aveva spiegato che la mancanza di serrature era per &quot;consentire&quot; agli agenti del governo di poter venire in qualsiasi momento del giorno e della notte per vedere se non ci fossero donne &quot;invitate&quot; negli appartamenti.<\/p>\n<p>&quot;Secondo il diplomatico, i libici dicevano che fino ad allora, durante la colonizzazione italiana e il regno di re Idris, gli hotel erano serviti solo per le orge&quot;.<\/p>\n<p>Il giorno dopo mi preparo per l&#8217;incontro con Gheddafi.<\/p>\n<p>Manse, con la sua macchina fotografica e Belo, con il suo registratore, Nagra accanto a me aspettando l&#8217;ascensore.<\/p>\n<p>Con una faccia assonnata, si era lamentato che i loro appartamenti erano stati &quot;penetrati&quot; tre volte fino all&#8217;alba ed era stato un bello spavento.<\/p>\n<p>La vettura inviata dal governo era in attesa all&#8217;ingresso, ma Manse aveva voluto prendere un altro caff\u00e8.<\/p>\n<p>Salii in macchina e aspettai.<\/p>\n<p>Cinque minuti dopo Luis Manse, con la sua inseparabile macchina fotografica arriv\u00f2 da solo.<\/p>\n<p>Chiesi di Belo e lui risponse che immaginava fosse gi\u00e0 arrivato.<\/p>\n<p>Chiesi all&#8217;uomo della nostra scorta se avesse visto il nostro compagno.<\/p>\n<p>Lui si rec\u00f2 immediatamente al portiere a chiedere.<\/p>\n<p>Un bel ragazzo rispose che aveva visto Belo accompagnato da due agenti in divisa sulla strada verso la piazza che era a circa cinquanta metri dall&#8217;Hotel.<\/p>\n<p>Ero preoccupato, pensando al peggio.<\/p>\n<p>Un giornalista accompagnato dalla polizia, in Brasile, non \u00e8 mai stato di buon auspicio.<\/p>\n<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-<\/p>\n<p>[img]http:\/\/3.bp.blogspot.com\/-EAzBFZH4FU4\/TqPZ88KLpqI\/AAAAAAAAAu4\/WoLdJ15dC3E\/s400\/65541837.jpg[\/img]<br \/>\nGheddafi al lato del suo eterno idolo, il Presidente dell&#8217;Egitto, Nasser<\/p>\n<p>3)<\/p>\n<p>[b]Belo e due poliziotti erano in piedi accanto a una scintillante Mercedes Benz nuova.[\/b]<\/p>\n<p>Chiesi cosa stesse succedendo.<\/p>\n<p>Un ufficiale mi rispose che il mio compagno non smetteva di indicare la chiave dell&#8217;auto inserita nel cruscotto. E non ne capivano il motivo, perch\u00e8 Belo non parlava arabo n\u00e9 loro conoscevano la &quot;brasiliana&quot;.<\/p>\n<p>Quindi era per questo che avevano lasciato l&#8217;hotel insieme.<\/p>\n<p>Niente di cui preoccuparsi.<\/p>\n<p>Belo mi spieg\u00f2 il motivo e io lo tradussi alla polizia: nel vedere la chiave inserita nel cruscotto, era preoccupato che qualcuno avesse potuto rubare l&#8217;auto.<\/p>\n<p>I due ufficiali cominciarono a ridere e dissero che era una macchina abbandonata.<\/p>\n<p>Era una consuetudine nel paese.<\/p>\n<p>A chi non piaceva abbastanza la propria auto l&#8217; abbandonava con la chiave all&#8217;interno. Cos\u00ec che un&#8217;altra persona poteva prenderla.<\/p>\n<p>Questa era la Libia dell&#8217;epoca.<\/p>\n<p>Nessuna povert\u00e0, un sacco di ricchezza e abbondanza per tutti.<\/p>\n<p>Questo si poteva osservare anche nelle singole persone.<\/p>\n<p>Gli anziani, che avevano vissuto sotto il dominio dei colonialisti e durante la monarchia, erano sofferenti, corpi asciutti e magri.<\/p>\n<p>I bambini e i giovani apparivano sani e felici.<\/p>\n<p>Giusto per darvi un&#8217;idea della Libia di allora, sotto Gheddafi, tutto costava pi\u00f9 o meno l&#8217;equivalente di 3 dollari.<\/p>\n<p>C&#8217;erano giganteschi supermercati, ma nulla era venduto al dettaglio.<\/p>\n<p>Chi volesse il riso, per esempio, pagava 3 dollari per sacchi di 50 chili.<\/p>\n<p>Tutto era su questa base.<\/p>\n<p>Visitammo il parco industriale di Tripoli, e chiesi di vedere una industria tessile.<\/p>\n<p>Chiesi come fosse il rapporto con i clienti e un tecnico tedesco che era l\u00ec per costruire i telai, si mise a ridere.<\/p>\n<p>&quot;I libici sono pazzi,&quot; disse. Aggiunse: &quot;qui non vendono niente al metro, vendono proprio tutto il pezzo di tela. Basta entrare in fabbrica e chiedere. &quot;<\/p>\n<p>Chiesi il prezzo del pezzo di tela: 3 dollari un pezzo di 50 metri &#8230;<\/p>\n<p>Ma se, per esempio, si voleva comprare una cravatta, il prezzo minimo di una singola cravatta era l&#8217;equivalente di 200 dollari.<\/p>\n<p>Una pipa, 300 dollari.<\/p>\n<p>Cio\u00e8, ogni prodotto che ricordasse i coloni e, di conseguenza, rappresentasse o suggerisse il consumo superfluo, era fortemente tassato.<\/p>\n<p>L&#8217;alcool, neanche da pensare. Arresto immediato.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 quello che accadde a due giornalisti argentini, la cui &quot;furbizia&quot; li port\u00f2 ad una nave ancorata al porto, per acquistare una cassa di whisky.<\/p>\n<p>Uno dello staff dell&#8217;hotel annus\u00f2 il loro fiato e li denunci\u00f2.<\/p>\n<p>Certo, non furono arrestati perch\u00e9 erano ospiti del governo.<\/p>\n<p>Ma non poterono intervistare nessuno, tanto meno il Gheddafi &#8230;<\/p>\n<p>E sapemmo questo solo perch\u00e9 l&#8217;ambasciatore del Brasile, una figura simpaticissima, una notte ci invit\u00f2 all&#8217;Ambasciata e l\u00e0, ci offr\u00ec un whisky di non so quanti anni (custodito in una cassaforte), che Belo e Manse trovarono delizioso.<\/p>\n<p>Naturalmente bevvi anch&#8217;io un sorso, anche se odio il whisky.<\/p>\n<p>Ricordo la marca, l&#8217;anno.<br \/>\nHo sempre ricordato il sapore di iodio.<\/p>\n<p>Naturalmente non avremmo rifiutato la premura e il consiglio dell&#8217;ambasciatore.<br \/>\nNon far schioccare la lingua perch\u00e9 sarebbe stato troppo evidente.<br \/>\nPrima di lasciarci, l&#8217;ambasciatore ci diede un gallone di latte per ciascuno, perch\u00e9 il latte mascherasse l&#8217;alito del nostro respiro.<\/p>\n<p>Sulla porta, chiesi all&#8217;ambasciatore se poteva darci una testimonianza.<\/p>\n<p>&quot;Gheddafi \u00e8 un genio&quot;, disse.<\/p>\n<p>Sorpreso dell&#8217;espressione, chiesi.<\/p>\n<p>&quot;Lei considera il signor Gheddafi un genio?&quot;<\/p>\n<p>&quot;S\u00ec! Un genio!&quot;<\/p>\n<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;<\/p>\n<p>[img]http:\/\/3.bp.blogspot.com\/-mIDWQ8Rs-7Y\/TqUz9FAqSUI\/AAAAAAAAAvA\/oRAJggsUdFU\/s400\/corpo_militar_feminino_libio.jpg[\/img]<\/p>\n<p>4)<\/p>\n<p>[b]&quot;Quindi Lei pensa che Gheddafi sia un genio?&quot;[\/b]<\/p>\n<p>&quot;S\u00ec! &#8211; rispose l&#8217;ambasciatore -. Un genio! E domani lei ne avr\u00e0 una prova.&quot;<\/p>\n<p>Non capii.<\/p>\n<p>&quot;Domani ci sar\u00e0 una parata per celebrare il decimo anniversario della Rivoluzione. Assista e guardi bene se mi sbaglio.&quot;<\/p>\n<p>Il giorno dopo spunt\u00f2 glorioso. Ed ero preoccupato.<\/p>\n<p>Se il paese si ferma per commemorare il decimo anniversario della Rivoluzione, Gheddafi avrebbe trovato il tempo per l&#8217;intervista?<\/p>\n<p>Le persone affollavano la piazza e le strade dove si sarebbero svolte le sfilate.<\/p>\n<p>Una cosa attir\u00f2 la mia attenzione.<\/p>\n<p>C&#8217;erano migliaia di ragazze in uniforme militare pronte per la parata.<\/p>\n<p>Sorridevano di un sorriso che solo gli adolescenti hanno.<\/p>\n<p>Impressionante la loro gioia.<\/p>\n<p>Era cos\u00ec che Gheddafi aveva liberato le donne, che in precedenza non potevano uscire dalla porta di casa e nemmeno togliere quei vestiti che coprivano il loro corpo da cima a fondo, mi confid\u00f2 l&#8217;ambasciatore.<\/p>\n<p>&quot;Non \u00e8 un genio?&quot;<\/p>\n<p>Queste adolescenti uscivano di casa molto presto la mattina con la divisa militare e tornavano alle loro case nel corso della giornata. Solo loro non dormivano in caserma.<\/p>\n<p>E hanno il permesso di non togliere mai la loro divisa.<\/p>\n<p>Dopo il servizio militare non potranno mai tornare a vestirsi come prima.<\/p>\n<p>Ecco perch\u00e9 le donne libiche si vestivano come le donne occidentali.<\/p>\n<p>Ma a volte incontravamo anche donne in abiti tradizionali.<\/p>\n<p>Dopo la sfilata, un funzionario del governo mi disse che Gheddafi non ci avrebbe pi\u00f9 ricevuto a Tripoli, ma a Bengasi, la bella citt\u00e0 del Mediterraneo.<\/p>\n<p>E all&#8217;alba tentammo di percorre le 600 miglia che separano le due citt\u00e0.<\/p>\n<p>Imparai, quel giorno, che l&#8217;elettricit\u00e0 che illumina il paese \u00e8 gratis.<\/p>\n<p>Nessuno riceve il conto della bolletta, sia di casa o del proprio negozio.<\/p>\n<p>E coloro che hanno attitudine per gli affari, possono ottenere le risorse della banca dello Stato senza pagare un centesimo di interesse.<\/p>\n<p>L&#8217;ampia distribuzione della ricchezza del paese alla sua popolazione, in nome dell&#8217;Islam, aveva creato un serio problema per altri paesi musulmani, in particolare con l&#8217;Arabia Saudita.<\/p>\n<p>E da allora, mai Gheddafi tenne in considerazione i leader sauditi che accus\u00f2 di aver preso possesso di un Paese che non apparteneva loro e di essere &quot;infedeli che avevano profanato il vero Islam&quot;.<\/p>\n<p>&quot;Hanno scambiato il Profeta con il petrolio.&quot;<\/p>\n<p>Per la prima volta il Corano veniva utilizzato (da Gheddafi) contro coloro che si dicevano essere i suoi difensori e interpreti.<\/p>\n<p>I sauditi, spalle al muro, potevano solo dire che era un &quot;comunista&quot;.<\/p>\n<p>Gheddafi rispondeva che lui stava semplicemente seguendo il Corano alla lettera.<\/p>\n<p>Diverse rivolte cominciarono a scoppiare in Arabia Saudita e nei paesi del Golfo.<\/p>\n<p>Stati Uniti e media associati cominciarono a rimboccarsi le maniche&#8230;.<\/p>\n<p>Era necessario difendere il vassallo Arabia Saudita e trasformare Gheddafi in un paria.<\/p>\n<p>Sulla via del ritorno in albergo, mi imbattei in rivoluzionari del Sud Africa che erano in Libia per cercare fondi per combattere l&#8217;apartheid.<\/p>\n<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;<\/p>\n<p>[img]http:\/\/4.bp.blogspot.com\/-cdTk83GknZ0\/TqZtN0mUw4I\/AAAAAAAAAvI\/auQn3Dyt1Y8\/s400\/Bengasi-libya.jpg[\/img]<\/p>\n<p>5)<\/p>\n<p>[b]Parliamo francamente.[\/b]<\/p>\n<p>Stavo cercando di realizzare un programma che difficilmente sarebbe stato messo in onda.<\/p>\n<p>A quel tempo il &quot;Globo Reporter&quot; registrava un vasto pubblico, tra i 50 ei 65 anni, con un picco a 72.<br \/>\nInoltre, vivevamo sotto il tallone della dittatura.<\/p>\n<p>Ma dal momento che eravamo l\u00ec, dovevamo utilizzare l&#8217;occasione e vedere poi come sarebbe andata.<\/p>\n<p>Nella notte in albergo, qualcuno apr\u00ec la porta e mi chiese se potevo parlare un po &#8216;.<\/p>\n<p>E &#8216;stato il capo della delegazione della Guinea-Bissau ed era eccitato. &quot;Mai immaginato di conoscere un paese come la Libia&quot;.<\/p>\n<p>Mi chiese come era stato il mio incontro con Gheddafi.<\/p>\n<p>Risposi che l&#8217;incontro sarebbe stato il giorno dopo a Bengasi.<\/p>\n<p>Mentre parlavamo, un &quot;ufficiale&quot; del governo entr\u00f2 nella stanza e ci salut\u00f2 con un sorriso.<\/p>\n<p>Una rapida occhiata e un sorriso da assistente di volo, ci ringrazi\u00f2 e se ne and\u00f2.<\/p>\n<p>Appena 10 minuti passarono e la porta si apr\u00ec di nuovo. Un giornalista di Rio de Janeiro, il mio vicino di stanza entr\u00f2 disperato.<\/p>\n<p>&quot;Una Coca-Cola per amor di Dio! Il mio regno per una Coca-Cola| Sto andando gi\u00f9 in fondo, alla lobby, qualcuno deve dirmi dove posso acquistare in questo paese di maniche al vento, una coca cola!&quot;<\/p>\n<p>Non aspett\u00f2 neanche l&#8217;ascensore. Si precipit\u00f2 gi\u00f9 di corsa per le scale.<\/p>\n<p>&quot;E&#8217; un p\u00f2 matto il tuo vicino&quot; mi confid\u00f2 quello della della Guinea-Bissau. E poi ha anche offeso Shakespeare.<\/p>\n<p>Poi mi rivel\u00f2 di aver incontrato molti rivoluzionari provenienti da diversi paesi che si trovavano in Libia in cerca di risorse.<\/p>\n<p>Anche sudafricani.<\/p>\n<p>&quot;Hanno consegnato una lettera di Nelson Mandela a Gheddafi chiedendogli di non dimenticare i loro fratelli africani&quot;, disse felice, il che implicava che erano rimasti soddisfatti.<\/p>\n<p>Ancora una volta l&#8217;&quot;ufficiale&quot;, con il sorriso da assistente di volo entra sorridente. Questa volta per invitarci a scendere nel salone dell&#8217;hotel per vedere un film sugli &quot;orrori&quot; dell&#8217;epoca coloniale.<\/p>\n<p>In realt\u00e0 non si trattava di un film, ma di un documentario di 15 minuti e se l&#8217;idea era che il pubblico si indignasse, l&#8217;effetto fu l&#8217;opposto.<\/p>\n<p>Il documentario mostrava le notti di Tripoli. Ragazze mezze nude, a piedi per le strade, alla ricerca di clienti, bordelli, cabaret, bevande alcoliche, e cos\u00ec via.<\/p>\n<p>Peggio ancora, alla fine della proiezione, gli applausi da parte del pubblico, per lo pi\u00f9 giornalisti, chiedendo il ritorno della colonizzazione &#8230;<\/p>\n<p>&quot;Quella s\u00ec che era una bella epoca&quot;, disse il giornalista di Rio, e il compagno di Minas Gerais aggiunse: &quot;Questo pap\u00e0 che neanche la Coca-Cola ha&quot;<\/p>\n<p>Alle quattro del mattino ci svegliammo. Da Tripoli direttamente all&#8217;aeroporto di Bengasi, dove finalmente andammo a intervistare Gheddafi.<\/p>\n<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;<\/p>\n<p>[img]http:\/\/4.bp.blogspot.com\/-72e7fAskxCo\/TqfGegaT_nI\/AAAAAAAAAvQ\/C6vYF8n0msI\/s400\/omar_mokhtar_arrested.jpg[\/img]<br \/>\n[i]&quot;Sopravviver\u00f2 al mio boia&quot; &#8211; Omar Moukhtar l&#8217;eroe nazionale della Libia, arrestato e picchiato dai colonialisti italiani[\/i]<\/p>\n<p>6)<\/p>\n<p>[b]Quando atterrammo a Bengasi, la bella Bengasi, le splendide spiagge erano ornate di palme.[\/b]<\/p>\n<p>Stavamo l\u00ec, come coqueiros, sulle spiagge del nord-est brasiliano.<br \/>\nCogliendo e mangiando datteri dolcissimi.<\/p>\n<p>Un giornalista svizzero che era arrivato a Bengasi una settimana prima, mi disse che non dovevo perdermi un matrimonio. Uno qualsiasi, disse.<\/p>\n<p>Era rimasto veramente colpito dei festeggiamenti ma quello che lo aveva lasciato pi\u00f9 impressionato era che gli sposi dopo la cerimonia, ricevevano una busta del governo con l&#8217;equivalente di 50.000 dollari come regalo per la futura famiglia.<\/p>\n<p>Beh, questa era la Libia che poche persone conoscevano e che i media occidentali facevano di tutto per non far conoscere.<\/p>\n<p>E non avrebbero potuto farlo perch\u00e8, come spiegare ai loro lettori che un giovane colonnello era salito al potere e che non aveva utilizzato la ricchezza per proprio beneficio?<\/p>\n<p>Al contrario.<\/p>\n<p>Che aveva condiviso la ricchezza con la popolazione del paese.<\/p>\n<p>Che non voleva vedere nessuno senza casa, o con la fame, ignorante e senza molte altre cose.<\/p>\n<p>Io, naturalmente, non avevo dubbi di concentrare la mia intervista proprio su questi punti.<\/p>\n<p>Ma prima dell&#8217;intervista, partecipammo a tre feste con musicisti provenienti da diversi paesi.<\/p>\n<p>E c&#8217;erano dolci.<\/p>\n<p>E c&#8217;erano succhi.<\/p>\n<p>E neanche un &quot;uisquinho&quot;, si lamentarono alcuni giornalisti che sinceramente credo che fossero l\u00ec senza sapere perch\u00e9 e per che cosa.<\/p>\n<p>Le feste si svolgevano nelle tende beduine, cosa che Gheddafi ha sempre apprezzato.<\/p>\n<p>Finalmente faccia a faccia con Gheddafi.<\/p>\n<p>Nella sua tenda.<\/p>\n<p>Sembrava stanco.<\/p>\n<p>Alcuni degli argomenti trattati:<br \/>\n[b]<br \/>\n1- Socialismo libico;<br \/>\n2- Istruzione;<br \/>\n3- Riforma agraria;<br \/>\n4- Casa<br \/>\n5- Movimento dei non allineati<br \/>\n6- Panarabismo<br \/>\n7- Socialismo cinese, sovietico, cubano;<br \/>\n8- Appoggio ai movimenti rivoluzionari;<br \/>\n9- Che Guevara;<br \/>\n10-Stati Uniti;<br \/>\n11-Brasile;<br \/>\n12-Liberazione della donna<br \/>\n13-Reincarnazione di Omar Moukhtar.[\/b]<\/p>\n<p>L&#8217;intervista, che avrebbe dovuto essere di 40 minuti, dur\u00f2 pi\u00f9 di due ore e avremmo passato la notte conversando se non fosse stato continuamente sollecitato per altri impegni.<\/p>\n<p>Naturalmente il Globo pens\u00f2 bene che fosse meglio non pubblicarla e metterla in onda, perch\u00e9 avrebbe potuto offendere la dittatura.<\/p>\n<p>Fu fatta una proposta per un programma di 15 minuti da mandare in onda su &quot;Fantastico&quot;.<\/p>\n<p>Preparammo la riedizione, ma il programma sarebbe stato poi bandito dai censori ufficiali della dittatura (civil-militar-mediatica).<\/p>\n<p>Tutta colpa della dittatura.<\/p>\n<p>\u00c8 vero?<\/p>\n<p>Oh Dio! O Terrra! Quando ci libereremo di questo sistema marcio?<\/p>\n<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-<\/p>\n<p>[img]http:\/\/1.bp.blogspot.com\/-CBWZQDfRaeU\/TqqIPX72i9I\/AAAAAAAAAvg\/cfYaYkHvWBs\/s400\/kadafi1.jpg[\/img]<\/p>\n<p>[b]LA LIBIA CHE HO CONOSCIUTO &#8211; Finale[\/b]<\/p>\n<p>Qual \u00e8 stato il grande errore di Gheddafi?<\/p>\n<p>Non ho alcun dubbio.<\/p>\n<p>Ha ceduto (si \u00e8 fidato) all&#8217;area euro-americana e ha rinunciato alla sua bomba atomica.<\/p>\n<p>I pacifisti mi perdonino.<\/p>\n<p>Non si tratta di incoraggiare la produzione di testate nucleari, ma di dissuasione.<\/p>\n<p>Il Brasile che trovi il modo e cominci a costruire la sua.<\/p>\n<p>In caso contrario, i media brasiliani stessi, associati con l&#8217;Impero, faranno di tutto perch\u00e8 il paese sia invaso e occupato.<\/p>\n<p>Gheddafi non \u00e8 diventato ricco, come i produttori di petrolio del Golfo Persico.<\/p>\n<p>Ha ripartito la ricchezza del paese con la popolazione.<\/p>\n<p>Supportato tutti i movimenti rivoluzionari di sinistra nel mondo.<\/p>\n<p>Anche i brasiliani.<\/p>\n<p>In nessun momento ha dimenticato la popolazione nera dell&#8217;Africa.<\/p>\n<p>N\u00e8 il Sud Africa, dove, in segno di gratitudine, un nipote di Nelson Mandela si chiama Gheddafi.<\/p>\n<p>Quando Nelson Mandela divenne il primo presidente del Sud Africa nel 1994, l&#8217;allora Presidente USA Bill Clinton fece di tutto per fermare Mandela per la quasi quotidiana gratitudine a Gheddafi per il suo appoggio alla lotta dei rivoluzionari africani.<\/p>\n<p>&quot;Coloro che sono irritati della nostra amicizia con il Presidente Gheddafi pu\u00f2 fare un salto in piscina&quot;, disse Mandela.<\/p>\n<p>Il presidente Yoweri Museveni dell&#8217;Uganda ha detto che &quot;qualunque siano stati i difetti di Gheddafi, \u00e8 stato un vero nazionalista. Preferisco i nazionalisti ai burattini nelle mani di interessi stranieri.&quot;<\/p>\n<p>E ancora:<\/p>\n<p>&quot;Gheddafi ha dato un contributo importante alla Libia, all&#8217;Africa e al Terzo Mondo. Dobbiamo ricordare che, come parte di questo visione di indipendenza, ha cacciato le basi militari britanniche e statunitensi dalla Libia dopo la presa del potere&quot;.<\/p>\n<p>Inoltre, l&#8217;ex leader libico ha avuto un ruolo fondamentale nella formazione dell&#8217;Unione africana (UA).<\/p>\n<p>Il coordinatore principale della guerra contro la Libia, Hillary Clinton \u00e8 andata in Africa predicando apertamente l&#8217;omicidio di Muammar Gheddafi.<\/p>\n<p>Siccome non c&#8217;\u00e8 riuscita, ha cominciato a reclutare mercenari.<\/p>\n<p>Sono stati proprio questi mercenari, tra cui gli squadroni della morte provenienti dalla Colombia, che hanno combattuto in Libia. E questi terroristi non sono stati ovviamente decimati dal Nord Atlantic Terrorist Organization (NATO) e degli Stati Uniti.<\/p>\n<p>Per chi ha voglia di fare qualche ricerca, quando Gheddafi nazionalizz\u00f2 le compagnie petrolifere e le banche, i media occidentali si riferivano a lui come il &quot;Che Guevara arabo&quot;.<\/p>\n<p>Prima di essere deposto e linciato dai mercenari sotto il comando dei terroristi della NATO e degli Stati Uniti, la Libia aveva il pi\u00f9 alto tasso di sviluppo umano in Africa, e comunque superiore a quella del Brasile.<\/p>\n<p>In pochi sanno che nel 2007 ha inaugurato il pi\u00f9 grande sistema di irrigazione del mondo.<\/p>\n<p>Ha trasformato il deserto (95% della Libia) in fattorie per la produzione di alimenti.<\/p>\n<p>Cosi ch\u00e8 quando sal\u00ec al potere chi tra i libici voleva produrre cibo riceveva terra, attrezzature, sementi e 50.000 dollari per sopravvivere fino al primo raccolto.<\/p>\n<p>Fu una riforma agraria totale e senza restrizioni.<\/p>\n<p>Egli si \u00e8 prodigato anche per la creazione degli Stati Uniti d&#8217;Africa (USA) a rivaleggiare con gli Stati Uniti (d&#8217;America) e con l&#8217;Unione europea.<\/p>\n<p>Ha combattuto per unificare l&#8217;Africa: &quot;Vogliamo truppe africane a difendere l&#8217;Africa. Vogliamo una moneta unica. Noi vogliamo un passaporto africano.&quot;<\/p>\n<p>Purtroppo dimentic\u00f2 la bomba atomica. E ha pagato per questo.<\/p>\n<p>Le nazioni che vogliono emanciparsi, dovranno rifletterci.<\/p>\n<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;<\/p>\n<p>[b][i]Il testo originale[\/b]<\/p>\n<p>Estive na L\u00edbia em setembro de 1979, por ocasi\u00e3o do d\u00e9cimo aniversario da Revolu\u00e7\u00e3o que levou Kadafi ao poder.<br \/>\nMe acompanharam na ocasi\u00e3o o cinegrafista Luis Manse e o operador de Nagra Nelson Belo, Belo ( por onde andar\u00e3o?).<br \/>\nEst\u00e1vamos ali pelo Globo Rep\u00f3rter, do qual eu era o diretor em S\u00e3o Paulo.<\/p>\n<p>Primeira surpresa. O hotel, para onde o governo nos enviou, estava totalmente ocupado por diplomatas.<br \/>\nPerguntei ao embaixador do Brasil a raz\u00e3o dessa concentra\u00e7\u00e3o.<br \/>\nA resposta me surpreendeu ainda mais.<br \/>\nNa L\u00edbia de Kadafi, os alugu\u00e9is estavam proibidos.<br \/>\nOs l\u00edbios que n\u00e3o tivessem casa, era s\u00f3 solicitar que o governo imediatamente providenciava a constru\u00e7\u00e3o de uma.<\/p>\n<p>O pais era um imenso canteiro de obras.<\/p>\n<p>E mais: Uma lei em vigor, A LEI DO COLCH\u00c3O, determinava que, qualquer cidad\u00e3o l\u00edbio que soubesse da exist\u00eancia de casa alugada, era s\u00f3 atirar um colch\u00e3o no quintal que a casa passava a ser sua.<\/p>\n<p>In\u00fameras embaixadas sofreram com essa lei j\u00e1 que foram ocupadas por l\u00edbios.<\/p>\n<p>O pr\u00f3prio embaixador me contou na ocasi\u00e3o que a embaixada brasileira n\u00e3o ficou imune a essa lei.<\/p>\n<p>Um motorista l\u00edbio que ali trabalhava informou a um amigo que ainda n\u00e3o tinha casa, que a embaixada do Brasil era alugada.<\/p>\n<p>Imediatamente esse amigo atirou um colch\u00e3o e reivindicou a propriedade( uma mans\u00e3o que pertencia a um italiano que retornou \u00e0 It\u00e1lia apos a subida ao poder de Kadafi).<\/p>\n<p>O governo l\u00edbio precisou intervir para evitar maiores dissabores.<\/p>\n<p>O Brasil acabou ganhando a embaixada e o l\u00edbio uma casa nova.<\/p>\n<p>Isto tudo aconteceu na d\u00e9cada de 70, quando a L\u00edbia era uma pot\u00eancia riqu\u00edssima, com apenas 3 milh\u00f5es de habitantes, em quase 1.800.000 quil\u00f4metros quadrados.<\/p>\n<p>Os l\u00edbios, por lei, eram proibidos de trabalhar como empregados de estrangeiros.<\/p>\n<p>O l\u00edbio que n\u00e3o quisesse trabalhar recebia o equivalente, valores de hoje, a cerca de  7 mil d\u00f3lares por m\u00eas.<\/p>\n<p>E mais: m\u00e9dico, hospital e rem\u00e9dios era tudo de gra\u00e7a.<\/p>\n<p>Ningu\u00e9m pagava escola e o l\u00edbio que quisesse aperfei\u00e7oar seus estudos fora do pa\u00eds ganhava uma substancial bolsa.<\/p>\n<p>Conheci muitos desses l\u00edbios na Fran\u00e7a, It\u00e1lia, Espanha e Alemanha, e outros pa\u00edses onde estive como jornalista.<\/p>\n<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;<\/p>\n<p>[b]Estamos em Tripoli, ano 1979.[\/b]<\/p>\n<p>Esta noite quase n\u00e3o consegui pegar no sono.<\/p>\n<p>No hotel onde estava hospedado, alem dos diplomatas e alguns jornalistas, estavam tamb\u00e9m delega\u00e7\u00f5es de pa\u00edses africanos de l\u00edngua portuguesa.<\/p>\n<p>Angola, Mo\u00e7ambique, Guin\u00e9-Bissau, Cabo Verde, etc.<\/p>\n<p>E foram eles que n\u00e3o me deixaram pegar no sono j\u00e1 que, sabendo que eu teria um encontro com Kadafi no dia seguinte, queriam que eu lhe pedisse mais explica\u00e7\u00f5es sobre o socialismo L\u00edbio.<\/p>\n<p>Disseram que nunca haviam visto algo igual. Nem mesmo em livros.<\/p>\n<p>Ficaram admirados com a Lei do Colch\u00e3o (veja post abaixo), com a assist\u00eancia medica, rem\u00e9dios e educa\u00e7\u00e3o tudo gratuito.<\/p>\n<p>E pelo fato de ningu\u00e9m ser obrigado a trabalhar na L\u00edbia e mesmo assim receber uma remunera\u00e7\u00e3o \u201c fant\u00e1stica\u201d  no dizer de um angolano.<\/p>\n<p>Prometi que tentaria obter uma resposta, desde que, de fato, eu conseguisse falar com Kadafi, por saber  que ele era imprevis\u00edvel e n\u00e3o poucas vezes deixou jornalistas aguardando ad infinitum.<\/p>\n<p>Antes, preciso esclarecer que as portas dos apartamentos dos hot\u00e9is n\u00e3o possu\u00edam fechaduras.<\/p>\n<p>Por isso todos podiam entrar no apartamento de todos raz\u00e3o pela qual nossos apartamentos eram sempre \u201cvisitados\u201d.<\/p>\n<p>Perguntei ao gerente do hotel a raz\u00e3o da falta de fechaduras. <\/p>\n<p>Respondeu que na L\u00edbia n\u00e3o havia ladr\u00f5es como na \u201c\u00e9poca da coloniza\u00e7\u00e3o italiana e por isso as fechaduras eram prescind\u00edveis\u201d.<\/p>\n<p>Mas um diplomata me esclareceu que a falta de fechaduras era para que os \u201cfiscais\u201d do governo pudessem entrar a qualquer hora do dia ou da noite para ver se n\u00e3o havia mulheres \u201cconvidadas\u201d nos apartamentos. <\/p>\n<p>\u201cPorque, prosseguiu o diplomata, os l\u00edbios at\u00e9 hoje falam que durante a coloniza\u00e7\u00e3o italiana e o reinado de Idris, os hot\u00e9is serviam apenas para orgias\u201d.<\/p>\n<p>No dia seguinte me preparo para o encontro com Kadafi.<\/p>\n<p>Manse, com a sua c\u00e2mera e Belo com seu gravador Nagra me aguardavam ao lado do elevador.<\/p>\n<p>Com cara de sono, reclamaram que seus apartamentos foram \u201cpenetrados\u201d umas tr\u00eas vezes de madrugada e foi um susto s\u00f3.<\/p>\n<p>O carro enviado pelo governo nos esperava na entrada, mas Manse queria tomar mais um cafezinho.<\/p>\n<p>Entrei no carro e aguardei.<\/p>\n<p>Cinco minutos depois Luis Manse, com sua insepar\u00e1vel c\u00e2mera chegava sozinho.<\/p>\n<p>Perguntei pelo Belo, ele disse que o imaginava comigo.<\/p>\n<p>Perguntei ao nosso acompanhante se ele havia visto o nosso companheiro.<\/p>\n<p>Imediatamente ele foi \u00e0 portaria perguntar.<\/p>\n<p>Um rapaz simp\u00e1tico respondeu que tinha visto Belo acompanhado por dois policiais uniformizados a caminho da pra\u00e7a que ficava a uns cinq\u00fcenta metros do hotel.<\/p>\n<p>Fiquei preocupado, imaginando o pior.<\/p>\n<p>Jornalista acompanhado por policiais no Brasil nunca era um bom aug\u00fario.<\/p>\n<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;<\/p>\n<p>3)<\/p>\n<p>[b]Belo e os dois policiais est\u00e3o parados ao lado de um reluzente carro Mercedes Benz novinho em folha.[\/b]<\/p>\n<p>Perguntei o que estava acontecendo.<\/p>\n<p>Um dos policiais me disse que o meu companheiro n\u00e3o parava de apontar a chave do carro na igni\u00e7\u00e3o. E que eles n\u00e3o sabiam a raz\u00e3o, pois Belo n\u00e3o falava o \u00e1rabe e nem eles o \u201cbrasileiro\u201d.<\/p>\n<p>Ent\u00e3o era por isso que eles sa\u00edram juntos do hotel.<\/p>\n<p>Nada preocupante.<\/p>\n<p>Belo me explicou e eu traduzi para o policial que ele, ao ver a chave na igni\u00e7\u00e3o, ficou preocupado de algu\u00e9m roubar o carro.<\/p>\n<p>Os dois policiais come\u00e7aram a rir e disseram tratar-se de um carro abandonado.<\/p>\n<p>Era um costume no pa\u00eds.<\/p>\n<p>Quem n\u00e3o gostasse do carro bastava abandon\u00e1-lo com a chave dentro. O interessado podia lev\u00e1-lo.<\/p>\n<p>Essa era a L\u00edbia da \u00e9poca.<\/p>\n<p>Muita fartura, nenhuma mis\u00e9ria e a abund\u00e2ncia ao alcance de todos.<\/p>\n<p>Alias isso podia se observar nas pessoas.<\/p>\n<p>Os mais velhos, que viveram sob o dom\u00ednio dos colonialistas e durante a monarquia, eram pessoas alquebradas, corpo seco.<\/p>\n<p>As crian\u00e7as e os jovens eram saud\u00e1veis e alegres.<\/p>\n<p>S\u00f3 para se ter uma id\u00e9ia da L\u00edbia sob Kadafi, tudo custava mais ou menos o equivalente a 3 d\u00f3lares.<\/p>\n<p>Havia supermercados gigantescos, mas nada era vendido a varejo.<\/p>\n<p>Quem quisesse arroz, por exemplo, pagava 3 d\u00f3lares pelo saco de 50 quilos.<\/p>\n<p>Tudo era nessa base.<\/p>\n<p>Fomos visitar o parque industrial de Tr\u00edpoli e eu pedi para conhecer uma tecelagem.<\/p>\n<p>Perguntei como era a rela\u00e7\u00e3o com os clientes e um t\u00e9cnico  alem\u00e3o  que ali se encontrava para montar o maquin\u00e1rio, come\u00e7ou a rir.<\/p>\n<p>\u201cOs l\u00edbios s\u00e3o loucos\u201d, me disse. E completou: \u201celes n\u00e3o vendem nada aqui por metro, somente a pe\u00e7a  inteira. E para qualquer um que entrar na f\u00e1brica e pedir\u201d.<\/p>\n<p>Perguntei o pre\u00e7o da pe\u00e7a: 3 d\u00f3lares a pe\u00e7a de 50 metros&#8230;<\/p>\n<p>Mas se voc\u00ea, por exemplo, quisesse comprar uma gravata, qualquer uma, o pre\u00e7o m\u00ednimo era o equivalente a 200 d\u00f3lares.<\/p>\n<p>Um cachimbo, 300 d\u00f3lares.<\/p>\n<p>Ou seja, todo produto que que lembrasse os colonizadores e, de acordo com eles, representasse ou sugerisse consumo sup\u00e9rfluo, era altamente taxado.<\/p>\n<p>Bebida alco\u00f3lica, nem pensar. Dava pris\u00e3o sum\u00e1ria.<\/p>\n<p>E foi o que aconteceu com dois jornalistas argentinos, cuja \u201cesperteza\u201d os remeteu ao porto e ali compraram de um cargueiro, uma garrafa de u\u00edsque.<\/p>\n<p>Um dos funcion\u00e1rios do hotel sentiu o bafo e os denunciou.<\/p>\n<p>\u00c9 verdade que eles n\u00e3o foram presos, porque eram convidados do governo.<\/p>\n<p>Mas n\u00e3o puderam entrevistar ningu\u00e9m, muito menos o Kadafi&#8230;<\/p>\n<p>E n\u00f3s s\u00f3 soubemos disso porque o embaixador do Brasil, uma figura simpatic\u00edssima, uma noite nos convidou para a Embaixada e, ali, nos ofereceu um u\u00edsque de n\u00e3o sei quantos anos (guardado a sete chaves num cofre), que Manse e Belo acharam delicioso.<\/p>\n<p>Claro que eu tamb\u00e9m bebi um gole, apesar de detestar u\u00edsque.<\/p>\n<p>Seja de que marca for, de que ano for.<\/p>\n<p>Sempre me lembrou o gosto de iodo.<\/p>\n<p>Evidentemente n\u00e3o faria uma desfeita ao embaixador t\u00e3o sol\u00edcito.<\/p>\n<p>N\u00e3o estalei a l\u00edngua porque a\u00ed seria demais.<\/p>\n<p>Antes de nos despedirmos, o embaixador nos ofereceu um litro de  leite para cada um, pois segundo ele o leite disfar\u00e7aria o nosso h\u00e1lito.<\/p>\n<p>Na porta, perguntei ao embaixador se ele poderia nos dar um depoimento.<\/p>\n<p>\u201cO Kadafi \u00e9 um G\u00eanio\u201d, respondeu.<\/p>\n<p>Surpreso, perguntei.<\/p>\n<p>O senhor considera o Kadafi um G\u00eanio?<\/p>\n<p>Sim! Um G\u00eanio!<\/p>\n<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;<\/p>\n<p>4)<br \/>\n[b]Ent\u00e3o o senhor considera Kadafi um G\u00eanio?[\/b]<\/p>\n<p>Sim! Respondeu o embaixador. Um G\u00eanio! E amanh\u00e3 o senhor vai ter uma prova disso.<\/p>\n<p>N\u00e3o entendi.<\/p>\n<p>Amanh\u00e3 vai haver um desfile em comemora\u00e7\u00e3o ao d\u00e9cimo aniversario da Revolu\u00e7\u00e3o. Assista e veja se n\u00e3o tenho raz\u00e3o.<\/p>\n<p>O dia seguinte amanheceu glorioso. E eu j\u00e1 estava preocupado.<\/p>\n<p>Se o pa\u00eds vai parar para comemorar o d\u00e9cimo anivers\u00e1rio da Revolu\u00e7\u00e3o, ser\u00e1 que Kadafi vai encontrar tempo para a entrevista?<\/p>\n<p>A popula\u00e7\u00e3o lotava a pra\u00e7a e as ruas onde seriam realizados os desfiles.<\/p>\n<p>Um fato me chamou a aten\u00e7\u00e3o.<\/p>\n<p>Havia milhares de meninas adolescentes com uniformes militares prontas para o desfile.<\/p>\n<p>Sorriam um sorriso que somente as adolescentes possuem. <\/p>\n<p>Impressionante a sua alegria.<\/p>\n<p>Foi assim que Kadafi libertou as mulheres, que antes n\u00e3o podiam atravessar a porta de casa e nem tirar as vestimentas que cobriam seu corpo de cima abaixo, me confidenciou o embaixador.<\/p>\n<p>\u00c9 ou n\u00e3o um g\u00eanio?<\/p>\n<p>Essas adolescentes saem de casa bem cedinho usando o uniforme militar e retornam para suas casas no fim do dia. Elas s\u00f3 n\u00e3o dormem no quartel.<\/p>\n<p>E t\u00eam autoriza\u00e7\u00e3o para n\u00e3o tirar o uniforme.<\/p>\n<p>Depois do servi\u00e7o militar elas jamais voltam a se vestir como anteriormente.<\/p>\n<p>Ent\u00e3o \u00e9 por isso que as mulheres l\u00edbias se vestem como as ocidentais?<\/p>\n<p>Mas vez ou outra deparamos com mulheres com roupas tradicionais.<\/p>\n<p>Terminado o desfile, um membro do governo me diz que Kadafi nos receberia n\u00e3o mais em Tr\u00edpoli, mas em Benghazi, a bela cidade mediterr\u00e2nea.<\/p>\n<p>E que nos buscariam de madrugada pra viajarmos os 600 quil\u00f4metros que separam as duas cidades.<\/p>\n<p>Fico sabendo nesse dia que a energia el\u00e9trica que ilumina o pa\u00eds \u00e9 de gra\u00e7a.<\/p>\n<p>Ningu\u00e9m recebe a conta de luz, seja em casa ou no com\u00e9rcio.<\/p>\n<p>E quem tiver aptid\u00e3o para empres\u00e1rio, pode buscar os recursos necess\u00e1rios no banco estatal e n\u00e3o paga nenhum centavo de juros.<\/p>\n<p>A divis\u00e3o da riqueza do pa\u00eds  com sua popula\u00e7\u00e3o, em nome do islamismo, criou um s\u00e9rio problema para os demais pa\u00edses mu\u00e7ulmanos, principalmente Ar\u00e1bia Saudita.<\/p>\n<p>E desde ent\u00e3o, Kadafi nunca poupou os dirigentes sauditas que acusou de terem se apossado de um pa\u00eds que jamais lhes pertenceu e de serem \u201cinfi\u00e9is que conspurcavam o verdadeiro islamismo\u201d.<\/p>\n<p>\u201cTrocaram o Profeta pelo petr\u00f3leo\u201d.<\/p>\n<p>Pela primeira vez usava-se o Alcor\u00e3o contra aqueles que se diziam seus defensores.<\/p>\n<p>Os sauditas, acuados, s\u00f3 conseguiam dizer que ele era \u201ccomunista\u201d.<\/p>\n<p>Kadafi respondia que ele apenas seguia o Alcor\u00e3o ao p\u00e9 da letra.<\/p>\n<p>V\u00e1rias revoltas come\u00e7aram a eclodir na Ar\u00e1bia Saudita e pa\u00edses do Golfo.<\/p>\n<p>Estados Unidos e m\u00eddia associada come\u00e7aram a arrega\u00e7ar as mangas.<\/p>\n<p>Era preciso defender a vassala Ar\u00e1bia Saudita e transformar Kadafi num p\u00e1ria.<\/p>\n<p>Na volta ao hotel, dou de cara com revolucion\u00e1rios da \u00c1frica do Sul. Estavam na L\u00edbia em busca de fundos para lutar contra o apartheid.<\/p>\n<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;<\/p>\n<p>5)<br \/>\n[b]Vamos falar francamente.[\/b]<\/p>\n<p>Eu estava me esfor\u00e7ando para realizar um programa que dificilmente seria exibido.<\/p>\n<p>Naquela \u00e9poca o Globo Rep\u00f3rter registrava uma audi\u00eancia enorme, entre 50 e 65, com pico de 72.<\/p>\n<p>Alem do mais, viv\u00edamos sob o tac\u00e3o da ditadura.<\/p>\n<p>Mas j\u00e1 que est\u00e1vamos l\u00e1, vamos tocar o barco e ver no que vai dar.<\/p>\n<p>\u00c0 noite, no hotel, algu\u00e9m abre a porta e me pergunta se posso conversar um pouco.<\/p>\n<p>Era o chefe da delega\u00e7\u00e3o de Guin\u00e9-Bissau e estava empolgado. Nunca imaginara conhecer um pa\u00eds como a L\u00edbia.<\/p>\n<p>Perguntou como foi o meu encontro com Kadafi.<\/p>\n<p>Respondi que o encontro seria no dia seguinte em Benghazi.<\/p>\n<p>Enquanto convers\u00e1vamos, um \u201cfiscal\u201d do governo, entra no quarto e nos cumprimenta sorridente.<\/p>\n<p>D\u00e1 uma olhada r\u00e1pida e com aquele sorriso de comiss\u00e1ria de bordo, nos agradece e vai embora.<\/p>\n<p>Mal passaram 10 minutos e a porta novamente \u00e9 aberta. Um jornalista do Rio de Janeiro, meu vizinho de quarto entra desesperado.<\/p>\n<p>-Uma coca cola pelo amor de Deus. Meu reino por uma coca-cola. Vou descer at\u00e9 sagu\u00e3o, algu\u00e9m precisa me informar onde consigo comprar coca cola nesse pa\u00eds de birutas.<\/p>\n<p>E nem esperou o elevador. Desceu pela escada mesmo.<\/p>\n<p>-Maluco esse seu vizinho, me confidenciou o guine-bissauense( \u00e9 assim mesmo que se diz?). E alem do mais ainda ofendeu  Shakespeare.<\/p>\n<p>Em seguida ele me revela que conheceu muitos revolucion\u00e1rios de pa\u00edses diferentes que se encontravam na L\u00edbia em busca de recursos.<\/p>\n<p>Inclusive sul africanos.<\/p>\n<p>-Entregaram uma carta de Nelson Mandela para o Kadafi pedindo para ele n\u00e3o esquecer seus irm\u00e3os africanos, respondeu feliz dando a entender que eles foram atendidos.<\/p>\n<p>Novamente o \u201cfiscal\u201d com sorriso de comiss\u00e1ria de bordo entra. Desta vez para nos convidar a assistir no sal\u00e3o do hotel a um filme sobre os \u201chorrores\u201d da heran\u00e7a colonialista.<\/p>\n<p>Na verdade n\u00e3o era um filme, mas um document\u00e1rio de 15 minutos e se a id\u00e9ia era para que a plat\u00e9ia se indignasse, o efeito foi o contr\u00e1rio.<\/p>\n<p>O document\u00e1rio mostrava a noite em Tr\u00edpoli. Garotas seminuas andando nas ruas em busca de clientes, \u201cinferninhos\u201d, cabar\u00e9s, bebidas alco\u00f3licas, muitas bebidas, e por a\u00ed vai.<\/p>\n<p>E o pior, terminada a exibi\u00e7\u00e3o v\u00e1rios aplausos da plat\u00e9ia, principalmente de jornalistas, pedindo a volta dos colonizadores&#8230;<\/p>\n<p>Isso sim \u00e9 que era \u00e9poca boa, exclamou o jornalista carioca, agora ao lado de um colega mineiro que completou: \u201ceta paizinho que nem coca-cola tem\u201d.<\/p>\n<p>Quatro da manh\u00e3 somos acordados. Do aeroporto de Tripoli seguimos  para Benghazi, onde finalmente vamos entrevistar Kadafi.<\/p>\n<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;<\/p>\n<p>6)<br \/>\n[b][i]\u201cSobreviverei ao meu verdugo\u201d &#8211; Omar Moukhtar o her\u00f3i nacional da L\u00edbia, preso e arrebentado pelos colonialistas italianos[\/b][\/i]<\/p>\n<p>Quando desembarcamos em Benghazi, a bel\u00edssima Benghazi, tamareiras enfeitavam suas praias.<\/p>\n<p>Estavam ali como os coqueiros nas praias do nordeste.<\/p>\n<p>Era colher e comer t\u00e2maras dulc\u00edssimas.<\/p>\n<p>Um jornalista su\u00ed\u00e7o que chegara a Benghazi uma  semana antes, me confidenciou que n\u00e3o deveria perder um casamento. Qualquer um, disse.<\/p>\n<p>Estava realmente deslumbrado com a festa e o que o deixou mais impressionado, \u00e9 que os noivos, depois da cerim\u00f4nia, recebem um envelope do governo com o equivalente a 50 mil d\u00f3lares de presente.<\/p>\n<p>Bem, essa era a L\u00edbia que pouca gente conhecia e a m\u00eddia ocidental n\u00e3o fazia nenhuma quest\u00e3o de mostr\u00e1-la.<\/p>\n<p>E n\u00e3o poderia, pois como explicar a seus leitores que havia ascendido ao poder um jovem coronel que n\u00e3o utilizou a riqueza em benef\u00edcio pr\u00f3prio?<\/p>\n<p>Pelo contrario.<\/p>\n<p>Havia dividido a riqueza com a popula\u00e7\u00e3o do pa\u00eds.<\/p>\n<p>Que n\u00e3o queria ver ningu\u00e9m sem teto, sem fome, sem educa\u00e7\u00e3o e sem<br \/>\nmuitas outras coisas mais.<\/p>\n<p>Eu, naturalmente, iria sem d\u00favida nortear a minha entrevista a partir desses pontos.<\/p>\n<p>Mas antes da entrevista, fomos a tr\u00eas festas com m\u00fasicos \u00e1rabes de diversos pa\u00edses.<\/p>\n<p>E haja doce.<\/p>\n<p>E haja suco.<\/p>\n<p>E nem um \u201cuisquinho\u201d, lamentavam alguns jornalistas que, sinceramente, acho que estavam no pa\u00eds sem saber porque e para que.<\/p>\n<p>As festas corriam em tendas bedu\u00ednas, algo que Kadafi sempre prezou.<\/p>\n<p>Finalmente cara a cara com Kadafi.<\/p>\n<p>Em sua tenda.<\/p>\n<p>Aparentava cansa\u00e7o.<\/p>\n<p>Alguns dos assuntos discutidos:<br \/>\n[b]<br \/>\n1-Socialismo l\u00edbio;<br \/>\n2-Educa\u00e7\u00e3o;<br \/>\n3-Reforma agr\u00e1ria;<br \/>\n4-Moradia<br \/>\n5-Alinhamento<br \/>\n6-Arabismo<br \/>\n7-Socialismo chin\u00eas, sovi\u00e9tico, cubano;<br \/>\n8-Apoio aos movimentos revolucion\u00e1rios;<br \/>\n9-Che Guevara;<br \/>\n10-Estados Unidos;<br \/>\n11-Brasil;<br \/>\n12-libera\u00e7\u00e3o feminina<br \/>\n13-Reencarna\u00e7ao de Omar Moukhtar.[\/b]<\/p>\n<p>A entrevista, que seria de 40 minutos, durou mais de duas horas e creio que passar\u00edamos a noite conversando se ele n\u00e3o fosse a toda hora solicitado.<\/p>\n<p>Naturalmente a Globo achou melhor n\u00e3o colocar o programa no ar, pois poderia melindrar a ditadura.<\/p>\n<p>Foi feita uma proposta para que um programa de 15 minutos fosse ao ar no Fant\u00e1stico.<\/p>\n<p>Foi realizada a reedi\u00e7\u00e3o, mas o programa teria sido proibido pelos  censores oficiais da ditadura (civil-militar-midiatica.)<\/p>\n<p>Tudo culpa da ditadura.<\/p>\n<p>Ser\u00e1?<\/p>\n<p>\u00d3h  c\u00e9us! \u00f3h terrra! Quando nos livraremos desse sistema putrefato?<\/p>\n<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;<\/p>\n<p>[b]A L\u00edbia que eu conheci \u2013 Final[\/b]<\/p>\n<p>Qual foi o grande erro de Kadafi?<\/p>\n<p>Eu n\u00e3o tenho a menor d\u00favida.<\/p>\n<p>Foi acreditar nos euro-estadunidenses e desistir de sua bomba at\u00f4mica.<\/p>\n<p>Os pacifistas que me perdoem.<\/p>\n<p>Aqui n\u00e3o se trata de incentivar a produ\u00e7\u00e3o de ogivas nucleares, mas de persuas\u00e3o.<\/p>\n<p>O Brasil que tome jeito e comece a produzir a sua.<\/p>\n<p>Caso contr\u00e1rio, a pr\u00f3pria m\u00eddia brasileira, associada ao Imp\u00e9rio, far\u00e1 de tudo para que o pa\u00eds seja invadido e ocupado.<\/p>\n<p>Kadafi n\u00e3o ficou rico, como os produtores de petr\u00f3leo do Golfo.<\/p>\n<p>Dividiu a riqueza do pa\u00eds com a popula\u00e7\u00e3o.<\/p>\n<p>Apoiou todos os movimentos revolucion\u00e1rios de esquerda do mundo.<\/p>\n<p>Inclusive os brasileiros.<\/p>\n<p>Em nenhum momento esqueceu a popula\u00e7\u00e3o negra da \u00c1frica.<\/p>\n<p>E da \u00c1frica do Sul, onde, em agradecimento, um neto de Nelson Mandela chama-se Kadafi.<\/p>\n<p>Quando Nelson Mandela tornou-se o primeiro presidente da \u00c1frica do Sul em 1994, o ent\u00e3o presidente dos Estados Unidos, Bill Clinton fez de tudo para que Mandela parasse com os agradecimentos quase di\u00e1rios a Kadafi pelo seu apoio \u00e0 luta dos revolucion\u00e1rios africanos.<\/p>\n<p>&quot;Os que se irritam com nossa amizade com o presidente Kadafi podem pular na piscina&quot;, respondeu Mandela.<\/p>\n<p>O presidente de Uganda Yoweri Museveni afirmou que &quot;quaisquer que sejam as falhas de Kadafi, ele \u00e9 um verdadeiro nacionalista. Prefiro nacionalistas do que marionetes de interesses estrangeiros&quot;.<\/p>\n<p>E disse mais:<\/p>\n<p>&quot; Kadafi  deu contribui\u00e7\u00f5es importantes para a L\u00edbia,  para a \u00c1frica e para o Terceiro Mundo. Devemos lembrar ainda que, como parte desta forma independente de pensar, ele expulsou bases militares brit\u00e2nicas e americanas da L\u00edbia ap\u00f3s tomar o poder&quot;.<\/p>\n<p>Alem disso,  o ex-l\u00edder l\u00edbio tamb\u00e9m teve papel importante na forma\u00e7\u00e3o da Uni\u00e3o Africana (UA).<\/p>\n<p>A principal coordenadora da guerra contra a L\u00edbia, Hillary Clinton, andou pela \u00c1frica pregando abertamente o assassinato de Muamar Kadafi.<\/p>\n<p>Como n\u00e3o teve sucesso, come\u00e7ou a recrutar mercen\u00e1rios.<\/p>\n<p>Alias foram esses mercen\u00e1rios, inclusive os esquadr\u00f5es da morte colombianos, que lutaram na L\u00edbia. E eles n\u00e3o foram dizimados gra\u00e7as \u00e0 Organiza\u00e7\u00e3o Terrorista do Atl\u00e2ntico Norte (OTAN) e EUA.<\/p>\n<p>Quem puder pesquisar, quando Kadafi nacionalizou as empresas petrol\u00edferas e os bancos, a m\u00eddia Ocidental referia-se a ele com Che Guevara \u00c1rabe.<\/p>\n<p>Antes de ser deposto e linchado pelos mercen\u00e1rios a mando dos terroristas OTAN e EUA, a L\u00edbia possu\u00eda o maior \u00edndice de desenvolvimento humano da \u00c1frica, e at\u00e9 hoje maior que o do Brasil.<\/p>\n<p>E o que pouca gente sabe, em 2007 inaugurou o maior sistema de irriga\u00e7\u00e3o do mundo.<\/p>\n<p>Transformou o deserto (95% da L\u00edbia) em fazendas produtoras de alimentos.<\/p>\n<p>Alias, assim que subiu ao poder os l\u00edbios que quiseram produzir alimentos receberam terra,  equipamentos, sementes e 50 mil d\u00f3lares para sobreviver at\u00e9 a safra.<\/p>\n<p>Foi uma Reforma Agr\u00e1ria total e irrestrita.<\/p>\n<p>Ele tamb\u00e9m pressionou pela cria\u00e7\u00e3o dos Estados Unidos da \u00c1frica(EUA) para rivalizar com os eua e uni\u00e3o europ\u00e9ia.<\/p>\n<p>Ele lutou por uma \u00c1frica una: \u201cQueremos militares africanos para defender a \u00c1frica. Queremos uma moeda \u00fanica. Queremos um s\u00f3 passaporte africano&quot;.<\/p>\n<p>Lamentavelmente esqueceu a Bomba At\u00f4mica. E pagou por isso.<\/p>\n<p>As na\u00e7\u00f5es que querem se emancipar que pensem nisso.[\/i]<\/p>\n<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-<\/p>\n<p>FONTE: [url]http:\/\/blogdobourdoukan.blogspot.com\/[\/url][i]<\/p>\n<p>http:\/\/blogdobourdoukan.blogspot.com\/2011\/10\/0-false-18-pt-18-pt-0-0-false-false_21.html#comments<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p><\/div>\n<div title=\"\/item\/wp_post_id1\" class=\"xml-element lvl-1 lvl-mod4-1\">\n<div class=\"xml-element-xpaths\">&nbsp;<\/div>\n<div class=\"xml-tag closing\">&nbsp;<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"xml-content textonly short\">&nbsp;<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>&nbsp; 20111029 00:17:00 redazione-IT [i]por Georges Bourdoukan, ex-giornalista de O Globo, San Paolo del Brasile[\/i] [b]Dopo che Nelson Mandela fu liberato, and\u00f2 subito in Libia <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=15939\" title=\"9384 &#034;A L\u00edbia que eu conheci&#034; &#8211; La Libia che ho conosciuto\">[&#8230;]<\/a><\/p>\n<\/div>","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[104],"tags":[],"class_list":["post-15939","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-eminews-2011"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.5 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\r\n<title>9384 &#034;A L\u00edbia que eu conheci&#034; 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