{"id":15545,"date":"2019-05-16T18:20:00","date_gmt":"2019-05-16T16:20:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.filef.net\/?p=15545"},"modified":"2019-05-16T18:20:00","modified_gmt":"2019-05-16T16:20:00","slug":"19-05-18-news-dai-parlamentari-eletti-all-estero-ed-altre-comunicazioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=15545","title":{"rendered":"19 05 18 NEWS DAI PARLAMENTARI ELETTI ALL ESTERO  ED ALTRE COMUNICAZIONI."},"content":{"rendered":"<p>\t\t\t\t<strong>01 &#8211; Le elezioni europee del 2019<\/strong><br \/>\n<strong>02 \u2013 Zingaretti in apnea per l&#8217;ultimo miglio di campagna elettorale. Punta tutto sulla denuncia del governo dell&#8217;inciucio: &#8220;Salvini e Di Maio pari sono&#8221;<\/strong><br \/>\n<strong>03 &#8211; Schir\u00f2 (Pd) \u2013 Elezioni Europee: rimuovere eventuali ostacoli per assicurare il pieno esercizio del diritto di voto. Il caso di monaco di baviera<\/strong><br \/>\n<strong>04 &#8211; I giallo verdi modificano la costituzione e si apprestano a varare una nuova legge elettorale: ma l&#8217;ultima parola spetta agli elettori: prepariamoci al referendum.<\/strong><br \/>\n<strong>05 &#8211; Non cambieremo mai. Candidati alle europee, tra scelte pubblicitarie e incarichi incompatibili.<\/strong><br \/>\n<strong>06 &#8211; Un festival per capire il Mediterraneo . Dal 16 al 19 maggio si terr\u00e0 a Lecce la quinta edizione di Sabir, Festival diffuso delle Culture Mediterranee.<\/strong><br \/>\n<strong>07 &#8211; Guaid\u00f3, consensi a picco. Ma tra i suoi alleati sbuca la Monsanto. Venezuela. Il leader dell\u2019opposizione ormai punta tutto sull\u2019intervento militare straniero.<\/strong><br \/>\n<strong>08 &#8211; La Marca (PD): nuovo intervento sull\u2019accordo per il reciproco riconoscimento delle patenti di guida tra Italia e Qu\u00e9bec<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>01 &#8211; Le elezioni europee del 2019.<\/strong><br \/>\n<strong>QUANDO SI VOTA<\/strong><br \/>\nIn seguito a decisione del Consiglio Europeo, si voter\u00e0 fra il 23 e il 26 maggio<br \/>\n<strong>CHI PU\u00d2 VOTARE<\/strong><br \/>\nSaranno chiamati alle consultazioni elettorali tutti i cittadini aventi diritto al voto di tutti gli Stati membri dell&#8217;Unione Europea. Sar\u00e0 l\u2019ottava elezione dell&#8217;Unione lui Europea per eleggere i rappresentanti del Parlamento europeo, dalle prime elezioni clic si sono tenute nel 1979. A questa tornata elettorale partecipa per la prima volta anche la Croazia.<\/p>\n<p><strong>COSA SI VOTA<\/strong><br \/>\nLe elezioni europee sono elezioni politiche che nell&#8217;Unione Europea hanno lo scopo di eleggere i membri del Parlamento europeo. Le elezioni sono a suffragio universale e si svolgono ogni 5 anni. In base al risultato delle elezioni, il Consiglio europeo sceglie il candidato per la presidenza della Commissione europea, che dovr\u00e0 ottenere la Udite ia dalla maggioranza del Parlamento; se il candidato ottiene la maggioranza potr\u00e0 formare la commissione, altrimenti il Consiglio dovr\u00e0 scegliere un altro candidato.<br \/>\nLe elezioni del 2019 saranno le seconde in cui verr\u00e0 applicato il Trattato di Lisbona. I seggi sono attualmente 751. Con la Brexit, se sar\u00e0 confermata, scenderanno a 705.<\/p>\n<p><strong>LE CONSEGUENZE DELLA BREXIT SULLE ELEZIONI EUROPEE<\/strong><br \/>\nAl Consiglio europeo straordinario sulla Brexit del 10 aprile 2019, i leader dell&#8217;Unione Europea a 27 (senza il Regno Unito) hanno acconsentito a rinviare l&#8217;uscita del Paese dall&#8217;Ue al 31 ottobre 2019. La decisione \u00e8 stata presa d&#8217;intesa con Westminster, dopo una lunga serie di rinvii.<br \/>\nTale ulteriore proroga non deve compromettere il regolare funzionamento dell\u2019Unione e delle sue istituzioni. Se non avr\u00e0 ratificato l&#8217;accordo di recesso entro il 22 maggio 2019, il Regno Unito sar\u00e0 soggetto all&#8217;obbligo di tenere le elezioni del Parlamento europeo, in conformit\u00e0 col diritto dell&#8217;Unione e, se non le tenesse, la proroga dovrebbe terminare il 31 maggio 2019.<br \/>\n11 Consiglio europeo ha preso atto dell&#8217;impegno del Regno Unito a comportarsi in modo costruttivo e responsabile durante tutto il periodo di proroga, come richiede il dovere di leale cooperazione, e si attende che il Regno Unito ottemperi a questo impegno e obbligo previsto dal trattato secondo modalit\u00e0 che rispecchino il suo status di Stato membro in fase di recesso.<br \/>\nGli attuali mandati dei membri delle istituzioni, degli organi e degli organismi dell&#8217;Unione nominati, designati o eletti in relazione all&#8217;adesione del Regno Unito all&#8217;Unione giungeranno al termine non appena i trattati cesseranno di applicarsi al Regno Unito, ossia alla data del recesso.<br \/>\nTale proroga esclude qualsivoglia riapertura dell&#8217;accordo di recesso e non pu\u00f2 essere utilizzata per avviare negoziati sulle future relazioni. ( a cura di Paola Boffo)<\/p>\n<p><strong>I PARTITI POLITICI<\/strong><\/p>\n<p><strong>Il Partito popolare europeo (Ppe)<\/strong> \u00e8 un partito politico europeo che raccoglie le forze generalmente classificabili come moderate, democristiane e conservatrici. Fondato nel 1976 da partiti cristiano-democratici, ispiratisi all\u2019azione di statisti europeisti come Alcide De Gasperi, Konrad Adenauer e Robert Schumann nel secondo dopoguerra, successivamente ha visto l&#8217;adesione anche di soggetti appartenenti all&#8217;area di centro-destra. Il Ppe raggruppa 80 partiti membri. Fra questi, ritroviamo varie forze importanti come la Cdu in Germania, I Repubblicani in Francia, il Pp in Spagna, il Po polacco e Forza Italia in Italia.<br \/>\n<strong>Il presidente del Ppe \u00e8 francese Joseph Daul.<\/strong><\/p>\n<p><strong>IL PARTITO DEL SOCIALISMO EUROPEO (PSE)<\/strong> \u00e8 un partito politico europeo di orientamento socialista, socialdemocratico e laburista fondato nel 1992. Precursore del partito \u00e8 stata la Confederazione dei Partiti socialisti della Comunit\u00e0 europea, fondata nel 1973.<br \/>\nL&#8217;atto costitutivo dell&#8217;attuale Pse, sottoscritto a L&#8217;Aia, reca le firme, per l&#8217;Italia, dei segretari dei tre partiti membri dell&#8217;epoca: Bettino Craxi (Psi), Achille Occhetto (Pds) e Carlo Vizzini (Psdi).<br \/>\nAl Pse aderiscono 57 partiti nazionali. Tra questi, il Partito laburista britannico, l&#8217;Spd tedesca, il Partito socialista francese. Per l&#8217;Italia, ne fanno parte il Pd e Psi.<br \/>\n<strong>Il presidente \u00e8 l\u2019ex primo ministro bulgaro Sergej Stanisev.<\/strong><\/p>\n<p><strong>IL PARTITO DELL&#8217;ALLEANZA DEI DEMOCRATICI E DEI LIBERALI PER L&#8217;EUROPA<\/strong> (Aide) \u00e8 un<br \/>\npartito politico europeo che riunisce 67 partiti membri (46 dell&#8217;Ue, 21 extra-Ue) che, pur avendo diverse collocazioni politiche (centro, centro-destra o centro-sinistra), sono accomunati da ideali liberali e liberaldemocratici.<br \/>\nPreceduto da gruppi liberali e democratici gi\u00e0 all&#8217;epoca della Comunit\u00e0 europea, \u00e8 nato prima come Confederazione di partiti politici nazionali nel marzo del 1976 (Eld-Lde), per poi diventare il Partito europeo dei liberali, democratici e riformatori, partito politico europeo riconosciuto dal Parlamento europeo ed incluso come un&#8217;associazione senza scopo di lucro sotto la legislazione belga. Il 10 novembre 2012 il Partito ha adottato l&#8217;attuale denominazione.<br \/>\nPer l&#8217;Italia, aderiscono al partito Alde: Pi\u00f9 Europa, Radicali italiani, Team K\u00f2llensperger.<br \/>\n<strong>Il presidente \u00e8 l&#8217;olandese Hans van Baalen.<\/strong><\/p>\n<p><strong>IL PARTITO DEMOCRATICO EUROPEO (PDE)<\/strong> \u00e8 un partito politico europeo di natura centrista che riunisce esponenti politici provenienti dall&#8217;area del cristianesimo sociale e del liberalismo sociale. Il partito si richiama fortemente agli ideali europeisti. Esso \u00e8 composto da 19 forze politiche europee.<br \/>\n<strong>Il francese Francois Bayrou e l&#8217;italiano Francesco Rutelli sono i due co-presidenti del Pde.<\/strong><\/p>\n<p><strong>L&#8217;ALLEANZA DEI CONSERVATORI E DEI RIFORMISTI EUROPEI (AECR)<\/strong> \u00e8 un partito formatosi nel Parlamento europeo il 22 giugno 2009 attorno alle forze conservatrici che si dichiarano euroscettiche e antifederaliste provenienti dal Ppe e dall&#8217;Aen (Alleanza per l&#8217;Europa delle nazioni, formazione europea nazional conservatrice che si \u00e8 sciolta appunto nel 2009). Vi aderiscono due compagini politiche italiane: Fratelli d&#8217;Italia e Direzione Italia.<br \/>\n<strong>Il presidente \u00e8 il politico ceco Jan Zahradil<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>IL PARTITO VERDE EUROPEO O VERDI EUROPEI &#8211; PARTITI VERDI UNITI PER L&#8217;EUROPA (PVE)<\/strong><br \/>\n\u00e8 un partito politico europeo ecologista. Fu fondato al quarto congresso della Federazione dei Partiti verdi europei tenuto dal 20 al 22 febbraio 2004 a Roma. Trentadue delegati verdi di tutto il Continente aderirono a questa nuova formazione. La fondazione fu suggellata dalla firma di un trattato costitutivo al Campidoglio.<br \/>\nIl programma dei Verdi europei punta sulle &#8220;politiche green&#8221; come le fonti di energia rinnovabili e la salvaguardia dell&#8217;ambiente. I membri del Pve sono distinti dalla &#8220;Sinistra verde nordica&#8221;, che include i partiti rosso-verdi dei Paesi del nord europei per partecipano al gruppo parlamentare che Gue\/ngl insieme al partito della sinistra europea. In Italia aderiscono al partito la Federazione dei verdi e i Verdi del Sudtirolo<\/p>\n<p><strong>IL PARTITO DELLA SINISTRA EUROPEA<\/strong> (Se, European Left) \u00e8 un partito politico europeo e un&#8217;associazione di partili politici socialisti e comunisti dell&#8217;Europa intera. \u00c8 stato costituito nel gennaio del 2004 con l&#8217;obiettivo di presentarsi alle successive elezioni europee.<br \/>\nLa fondazione ufficiale \u00e8 datata 8 maggio 2004, ed \u00e8 stata celebrata a Roma. Il primo congresso delI&#8217;Se si \u00e8 svolto l&#8217;8 ottobre 2005 ad Atene. Tutti i partiti aderenti al Partito della sinistra europea fanno parte del gruppo politico confederale della Sinistra unitaria europea &#8211; Sinistra verde nordica (Gue-Ngl), che raggruppa anche i partiti comunisti e della sinistra alternativa che non fanno parte della Se e i partiti del Nord Europa aderenti all&#8217;Alleanza della Sinistra verde nordica.<br \/>\nIl presidente del partito \u00e8 Gregor Gysi, uno dei leader della tedesca Linke.<br \/>\nL\u2019unico membro italiano della formazione europea \u00e8 il Partito della rifondazione comunista, mentre Sinistra italiana e L&#8217;Altra Europa con Tsipras vi aderiscono come osservatori.<\/p>\n<p><strong>DEMOCRACY IN EUROPE MOVEMENT 2025 (DiEM25)<\/strong> non \u00e8 un vero e proprio partito, bens\u00ec il primo movimento politico transnazionale. Di ispirazione progressista, democratico radicale, ecologista, femminista, \u00e8 stato fondato dall&#8217;ex ministro delle Finanze greco Yanis Varoufakis nel 2016.<\/p>\n<p>Altri partiti:<br \/>\n\u2022 Alleanza libera europea (Ale)<br \/>\n\u2022 Movimento politico cristiano d&#8217;Europa (Mpce)<br \/>\n\u2022 Movimento per un&#8217;Europa delle nazioni e della libert\u00e0 (Enf)<\/p>\n<p><strong>I CANDIDATI ALLA PRESIDENZA<\/strong><br \/>\n<strong>DELLA COMMISSIONE EUROPEA<\/strong><\/p>\n<p><strong>IL PARTITO POPOLARE EUROPEO candida Manfred Weber, capogruppo del l\u2019pe, tedesco della Csu.<\/strong><br \/>\n<strong>IL PARTITO SOCIALISTA EUROPEO ha indicato Frans Timmermans, ex ministro degli Esteri olandese e l&#8217;attuale vicepresidente della Commissione europea.<\/strong><br \/>\n<strong>IL PARTITO DELLA SINISTRA EUROPEA (Se) ha formalizzato un programma comune e due spitzenleandidat che sono la slovena Violeta Tomic, artista e deputata di Levica, e il sindacalista belga di origine spagnola Nico Cue.<\/strong><br \/>\n<strong>L&#8217;ALLEANZA DEI CONSERVATORI E RIFORMISTI ha proposto Jan Zahardil, eurodeputato della Repubblica Ceca.<\/strong><br \/>\n<strong>IL PARTITO DELL&#8217;ALLEANZA DEI DEMOCRATICI E DEI LIBERALI per l&#8217;Europa presenta una rosa di candidati: Guy Verhofstadt, Sylvie Goulard, Margrethe Vestager, Cecilia Malmstr\u00f2m, Hans van Baalen, Emma Bonino e Violeta Buie.<\/strong><br \/>\n<strong>IL PARTITO VERDE EUROPEO ha avanzato la candidatura di due esponenti, la tedesca Ska Keller e Bas Eickhout eurodeputato dei Paesi Bassi.<\/strong><br \/>\n<strong>L&#8217;ALLEANZA LIBERA EUROPEA ha presentato la candidatura dello spagnolo Oriol Junqueras, che attualmente si trova in carcere a causa del suo coinvolgimento nel referendum per l&#8217;indipendenza catalana del 2017.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>02 \u2013 ZINGARETTI IN APNEA PER L&#8217;ULTIMO MIGLIO DI CAMPAGNA ELETTORALE. PUNTA TUTTO SULLA DENUNCIA DEL GOVERNO DELL&#8217;INCIUCIO: &#8220;SALVINI E DI MAIO PARI SONO<\/strong>&#8221; ( di Alessandro De Angelis HP)<br \/>\nDue parole antiche, ma che danno il senso della posta in gioco: \u201cMobilitazione straordinaria\u201d. \u00c8 questo che ha chiesto il segretario del pd Nicola Zingaretti ai suoi per l\u2019ultima settimana di campagna elettorale: tv, comizi, ma anche il porta a porta, \u201ccasa per casa\u201d. Per dare il senso di una campagna reale, non racchiusa solo nella dimensione della politica spettacolo. \u201cInciucio\u201d \u00e8 la parola chiave, da far passare: \u201cMa quale svolta a sinistra di Cinque Stelle, tutte chiacchiere. Se questa dinamica conflittuale fosse vera, allora uno dei due chiederebbe di andare al voto, o no? E invece perch\u00e9 non ci vanno? Per il potere, questa \u00e8 la verit\u00e0\u201d.<br \/>\nQuesta \u00e8 la linea, per l\u2019ultima settimana: \u201cIl governo dell\u2019inciucio, senza neanche pi\u00f9 la dignit\u00e0 che poteva avere il contratto. Litigano ma non rompono per mantenere il potere\u201d. Non prendere sul serio questo gioco di un governo che cerca di rinchiudere al suo interno il ruolo di maggioranza e opposizione, n\u00e9 accreditare i Cinque Stelle come forza realmente anti-Salvini. \u00c8 la partita della vita, per il neo-segretario che si \u00e8 insediato meno di due mesi fa. Consapevole che c\u2019\u00e8 ancora un pezzo del suo partito che lo aspetta al varco. Quell\u2019asticella al 25 per cento messa da Renzi qualche giorno fa, lascia gi\u00e0 intendere come l\u2019ex segretario si prepari al fuoco amico, per la serie \u201cil problema non ero io\u201d: \u201cMi hanno insegnato che i conti si fanno alla fine. Questo \u00e8 il momento di menare. Al fischio finale si vede chi \u00e8 rimasto in piedi\u201d.<br \/>\nLuned\u00ec a Casal Bruciato per riaprire la sezione del Pd, poi Pozzuoli, Napoli, Genova, chiusura in Piazza a Milano: l\u2019agenda prevede 7 appuntamenti al giorno. Al momento la sensazione \u00e8 che il clima sia buono. Difficile ma buono, rispetto alle politiche. Indicativo che in varie citt\u00e0, come Torino, le iniziative pi\u00f9 larghe siano andate meglio di quelle di partito in senso stretto, con i notabili impegnati in giro a raccogliere preferenze: \u201cQuesto litigio di Lega e Cinque Stelle \u2013 \u00e8 la sua analisi &#8211; sta mobilitando pi\u00f9 chi vota contro che chi vota a favore. Guardate i giovani: quelli alla Sapienza che cantano Bella ciao o quelli che prendono in giro Salvini sui selfie. \u00c8 un segnale di risveglio e di rifiuto della cultura dell\u2019odio\u201d.<br \/>\nLa bilancia segna due chili in meno, persi nelle prime settimane di campagna elettorale. Per tenere una voce decente il rimedio \u00e8 una pasticca di propoli al giorno. Zingaretti, il mite, ha distribuito un paio di cartelle per fissare i punti di attacco degli ultimi giorni. In una c\u2019\u00e8 l\u2019elenco dei cento decreti che sono stati decadere dal governo, a causa dei continui litigi. Nell\u2019altra invece l\u2019elenco dei provvedimenti votati assieme in questo anno, che attesta una \u201ccomplicit\u00e0\u201d di fondo: \u201cDi Maio ha votato tutti i provvedimenti pi\u00f9 odiosi di Salvini, a partire da quelli sulla sicurezza. Chi vota Cinque Stelle vota per far rimanere Salvini ministro dell\u2019Interno. Del resto lo dice anche lui che il governo deve andare avanti altri quattro anni, o no?\u201d.<\/p>\n<p>Al voto ci crede poco, anche se il conflitto sta diventando reale. Le antenne sul territorio segnalano che, ormai, ai comizi di Salvini, la base mostra striscioni che lo invitano a rompere con Di Maio. \u00c8 accaduto ad Ascoli, a Novara, un po\u2019 ovunque. E anche il gruppo dirigente diffuso lo spinge in tal senso. Semmai dovesse accadere, non c\u2019\u00e8 spazio per manovre di Palazzo. La posizione del Pd \u00e8 stata gi\u00e0 recapitata in via informale al Quirinale: \u201cSe il governo cade, come sarebbe auspicabile, si vota. Non \u00e8 uno slogan. Hanno prodotto un buco economico cos\u00ec drammatico che \u00e8 giusto che siano i cittadini a scegliere tra soluzioni diverse. Solo cos\u00ec se ne esce\u201d.<br \/>\nSalvini e Di Maio, Di Maio e Salvini, l\u2019uno e l\u2019altro pari sono per Zingaretti. Anche per non polarizzare sono con uno, il che accrediterebbe l\u2019altro come un oppositore ha lasciato cadere l\u2019idea di un confronto tv. Perch\u00e9 anche se non si possono considerare due volti della stessa destra, cosa che il segretario del Pd non pensa, devono essere trattati come due protagonisti dello stesso sfascio: \u201cSiamo noi l\u2019unica alternativa. Lo spread ha toccato quota 281. E se continua a bruciare miliardi, non avremo soldi per la sanit\u00e0. Altro che spostamento a sinistra, se per gestire il potere rendi pi\u00f9 deboli le fasce pi\u00f9 deboli. C\u2019\u00e8 poco da fare: o saranno costretti ai tagli o aumenteranno l\u2019Iva. Questa \u00e8 la verit\u00e0\u201d.<br \/>\nA chi gli consiglia una comunicazione pi\u00f9 ad effetto, rumorosa, che li sfidi sul loro stesso terreno, risponde: \u201cNoi, anche nella comunicazione, dobbiamo rappresentare una alternativa. Hanno imprigionato il paese nella realt\u00e0 virtuale degli insulti. Noi dobbiamo essere quelli che parlano di una agenda reale\u201d. \u00c8 convinto che funzioni. Salvini \u00e8 nervoso. Per ora Di Maio non ha riempito piazze limitandosi a parecchi incontri con le categorie. Sembrano segnali \u201cbuoni\u201d. Nel \u201csorpasso\u201d ci crede.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>03 &#8211; SCHIR\u00d2 (PD) \u2013 ELEZIONI EUROPEE: RIMUOVERE EVENTUALI OSTACOLI PER ASSICURARE IL PIENO ESERCIZIO DEL DIRITTO DI VOTO. IL CASO DI MONACO DI BAVIERA.<\/strong><br \/>\nMancano pochi giorni alle elezioni europee. Per il rinnovo del Parlamento europeo, in base alla legge italiana del 1979, i cittadini italiani residenti nei Paesi UE possano scegliere di votare per i rappresentanti del Paese dove risiedono oppure per i candidati italiani presso le sezioni elettorali istituite in quegli stessi Paesi dalla nostra rete diplomatico-consolare, non prevedendo la possibilit\u00e0 di votare per corrispondenza.<br \/>\nCon la legge di bilancio 2019 approvata dall\u2019attuale governo, si \u00e8 operato un taglio piuttosto consistente nel numero dei seggi rispetto alle elezioni europee del 2014. Il Ministero dell&#8217;Interno, infatti, sulla base delle indicazioni fornite dal Ministero degli Affari esteri, assegna ad ogni sezione un numero di elettori non superiore a 5 mila e non inferiore a 200.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 da augurarsi che la rete consolare abbia tenuto conto della distribuzione delle nostre collettivit\u00e0, delle distanze effettive da percorrere per recarsi ai seggi e della presenza di reti di trasporto che consentano gli spostamenti, facendo in modo che il taglio non si traduca in un effettivo ostacolo all\u2019esercizio del diritto di voto.<\/p>\n<p>Devo segnalare che negli ultimi giorni sono arrivate decine di segnalazioni di cittadini italiani residenti nella circoscrizione consolare di Monaco di Baviera che esprimono disagio e talvolta indignazione per essere stati indirizzati &#8211; forse per un errore materiale &#8211; a seggi elettorali lontanissimi, anche 80-100 km dal proprio indirizzo di residenza. Gli elettori di Monaco di Baviera risultano ripartiti tra 9 seggi in base al PLZ del loro domicilio in Baviera.<br \/>\nPer questa ragione ho scritto al Console generale Enrico De Agostini per sapere se sia a conoscenza di queste problematiche. In particolare, ho chiesto al Console, nel caso le segnalazioni risultassero attendibili, di verificare le possibilit\u00e0 di porvi rimedio consentendo ai nostri cittadini di esercitare il proprio voto nelle modalit\u00e0 pi\u00f9 idonee e senza dovervi rinunciare, tenendo conto peraltro che in alcuni seggi si potr\u00e0 votare soltanto venerd\u00ec 24 maggio, giorno lavorativo.<br \/>\nIl diritto di voto \u00e8 un diritto di cittadinanza fondamentale e sacrosanto, facciamo in modo che lo sia anche per le elezioni europee perch\u00e9 l\u2019Europa \u00e8 la nostra casa.<br \/>\nOn. Angela Schir\u00f2 &#8211; Camera dei Deputati &#8211; Piazza Campo Marzio, 42 &#8211; 00186 ROMA<br \/>\nEmail: schiro_a@camera.it<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>04 &#8211; GIALLO VERDI MODIFICANO LA COSTITUZIONE E SI APPRESTANO A VARARE UNA NUOVA LEGGE ELETTORALE: MA L&#8217;ULTIMA PAROLA SPETTA AGLI ELETTORI: PREPARIAMOCI AL REFERENDUM<\/strong>. La maggioranza della stampa e dei media ha parlato 3 settimane del caso Siri e delle liti vere o presunte nel governo, mentre ha praticamente ignorato che \u00e8 stata votata dalla Camera un&#8217;importante modifica della Costituzione, per fortuna non ancora definitiva. Anche i parlamentari hanno dato pessima prova di s\u00e9 con assenze incomprensibili, voti scontati, poca voglia di combattere una battaglia importante, sia dalla maggioranza che dall&#8217;opposizione.<\/p>\n<p>Uno spettacolo desolante, per questo le persone che hanno consapevolezza di questo momento triste per la democrazia italiana debbono reagire denunciando questo spettacolo inaccettabile.<\/p>\n<p>La Camera il 9 maggio ha approvato il testo di legge costituzionale che contiene la riduzione dei deputati e dei senatori del 30%. Il testo, gi\u00e0 approvato dal Senato, dovr\u00e0 ora essere riapprovato nello stesso testo, come prevede l&#8217;art 138, trascorsi almeno tre mesi dai due rami del parlamento. Inoltre lunedi 13 la Camera probabilmente approver\u00e0 anche la nuova legge elettorale, che richiede una sola lettura per entrare in vigore e che adeguer\u00e0 i collegi e il resto delle norme elettorali a questi cambiamenti della Costituzione, quando diventeranno efficaci.<\/p>\n<p>E&#8217; la seconda volta che le camere approvano la legge elettorale prima di avere la certezza che la Costituzione verr\u00e0 effettivamente modificata. Questo peccato di orgoglio \u00e8 costato caro al governo Renzi, che aveva fatto approvare una nuova legge elettorale (Italicum) in vista della corposa modifica della Costituzione che il suo governo aveva approvato e che dava per scontato sarebbe stata confermata dal voto popolare. La sorpresa (amara per Renzi e c.) fu che il referendum costituzionale che si svolse il 4 dicembre 2016 bocci\u00f2 clamorosamente la deformazione della Costituzione proposta.<\/p>\n<p>Va ricordato che il governo Renzi era talmente sicuro di vincere il referendum che ha fatto di tutto per arrivarci, convinto di avere un plebiscito a favore, fino a farlo promuovere dagli stessi parlamentari della maggioranza. Di norma dovrebbe essere la minoranza parlamentare che chiede di arrivare al referendum, essendo stata sconfitta nelle aule del Senato e della Camera, invece abbiamo assistito all&#8217;iniziativa anomala che il referendum lo chiedeva anche la maggioranza. Stranezze del periodo.<\/p>\n<p>L&#8217;attuale maggioranza parlamentare giallo verde sta imitando, pi\u00f9 di quanto non voglia ammettere, il governo Renzi e vuole ad ogni costo fare approvare la legge elettorale prima della definitiva approvazione della modifica costituzionale che riduce il numero dei parlamentari. Poteva tranquillamente aspettare di avere la certezza della conclusione del percorso.<\/p>\n<p>Il messaggio che viene dalla scelta di anticipare l&#8217;approvazione della legge elettorale sulle modifiche della Costituzione \u00e8 molto chiaro: la legge non cambier\u00e0 nei successivi passaggi parlamentari, rovesciando il percorso logico e costituzionale. Se la riforma costituzionale dovesse essere bocciata il parlamento avr\u00e0 approvato un&#8217;altra legge inutile.<\/p>\n<p>In altre parole, dalla maggioranza viene un messaggio di totale chiusura al confronto, diversamente da quanto \u00e8 avvenuto sul cosiddetto referendum propositivo, ora all&#8217;esame del Senato. In altre parole la legge costituzionale che riduce il numero dei parlamentari nei prossimi passaggi potr\u00e0 essere solo approvata o respinta.<\/p>\n<p>La legge elettorale, la cui approvazione definitiva \u00e8 in calendario alla Camera per lunedi 13 maggio, \u00e8 un riproporzionamento del rosatellum in vigore. In altre parole rende permanente l&#8217;attuale legge elettorale che ha il difetto principale di impedire agli elettori di scegliere i loro rappresentanti.<\/p>\n<p>In pratica la legge elettorale con cui abbiamo votato il 4 marzo 2018 permette solo di scegliere il partito, cos\u00ec nel collegio uninominale viene eletto il parlamentare indicato che a sua volta porta con s\u00e9 l&#8217;elezione dei candidati nel proporzionale in ordine di presentazione fino a concorrenza dei posti conquistati dalla lista.<\/p>\n<p>La legge elettorale, che probabilmente verr\u00e0 approvata lunedi 13, riduce il numero dei collegi. Come conseguenza in media alla Camera vi saranno collegi di 400.000 abitanti, al Senato di 800.000, con punte pi\u00f9 alte in alcune regioni, mentre sono state fatte concessioni ad altre regioni con soglie molto pi\u00f9 basse.<\/p>\n<p>La soglia reale di accesso all&#8217;elezione in alcuni casi pu\u00f2 arrivare al 20 %, in ogni caso i piccoli partiti verranno spazzati via, nemmeno la Lega e il M5 Stelle delle origini avrebbero oggi la possibilit\u00e0 di accedere al parlamento. In pratica la combinazione della riduzione dei parlamentari e della legge elettorale porter\u00e0 a ridurre drasticamente i partiti rappresentati in parlamento e soprattutto a favorire quelli che ci sono gi\u00e0, scoraggiando nuovi ingressi.<\/p>\n<p>Perch\u00e8 questa smania di cambiare la Costituzione ? Unica vera motivazione \u00e8 ridurre i costi del parlamento. Portando il ragionamento all&#8217;eccesso se il parlamento venisse chiuso come avvenne durante il fascismo non costerebbe nulla. Ma la democrazia ne risentirebbe pesantemente, visto che per riavere il parlamento in Italia c&#8217;\u00e8 voluta la caduta del fascismo, avvenuta con la vittoria della Resistenza e degli alleati.<\/p>\n<p>In realt\u00e0 la scelta di ridurre i parlamentari aggrava la crisi attuale del parlamento, creata anzitutto da un ruolo prevalente del governo e largamente al di fuori della previsione della Costituzione, che gli attribuisce un ruolo centrale nel nostro sistema istituzionale di democrazia rappresentativa.<\/p>\n<p>Da un paio di decenni \u00e8 iniziata un&#8217;azione per deprimere il ruolo del parlamento ed esaltare quello del governo. Anche questa maggioranza opera in continuit\u00e0 con quelle precedenti e non solo governa con decreti legge, voti di fiducia a ripetizione, uso improprio dei regolamenti parlamentari, ma \u00e8 arrivata a fare approvare a scatola chiusa la legge di bilancio &#8211; che deputati e senatori non hanno potuto leggere, n\u00e9 tanto meno modificare. Del resto l&#8217;accentramento \u00e8 andato molto oltre. Oggi il Presidente del Consiglio e due vice Presidenti sono di fatto la cupola che decide tutto per il governo e il governo impone a cascata le sua scelte al parlamento.<\/p>\n<p>La riduzione dei parlamentari viene decisa in questo quadro di mortificazione del parlamento e porter\u00e0 ad allontanare ancora di pi\u00f9 rappresentanti e rappresentati. Le riduzioni non sono tutte uguali. Si pu\u00f2 discutere di un nuovo progetto istituzionale con meno parlamentari purch\u00e8 abbia un senso, ad esempio non riduca la rappresentanza del territorio. Ho citato pi\u00f9 volte Rodot\u00e0 e la sua antica proposta di riduzione, che era tuttaltra cosa perch\u00e8 puntava a ridare centralit\u00e0 al parlamento e rimetteva il governo al suo posto di esecutivo, di attuatore.<\/p>\n<p>Non va dimenticato che autorevoli esponenti della maggioranza hanno parlato senza mezzi termini di superamento del parlamento, altri hanno siglato patti per il presidenzialismo, mentre centri di potere internazionali spingono da anni per cambiare la Costituzione.<\/p>\n<p>Per questo occorre pretendere dal parlamento che non approvi queste norme, in seconda lettura, con i 2\/3 dei voti perch\u00e8 questo renderebbe impossibile il referendum costituzionale, cio\u00e8 gli elettori non potrebbero pronunciarsi.<br \/>\nL&#8217;ultima parola deve essere degli elettori e conviene prepararsi al referendum costituzionale. La paura di affrontare una prova difficile non \u00e8 all&#8217;altezza della sfida di chi punta a cambiare la Costituzione. Troppo alta la posta in gioco e la partita va affrontata in ogni caso, ricordo che il Ministro Fraccaro ha fatto di tutto per evitare il referendum costituzionale, evidentemente tanto tranquillo non \u00e8, perch\u00e8 sa per esperienza che anche contro la deformazione costituzionale di Renzi il No era dato al 20%, poi sappiamo come \u00e8 finita. ( di Alfiero Grandi di Ars)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>05 &#8211; NON CAMBIEREMO MAI<\/strong>. Candidati alle europee, tra scelte pubblicitarie e incarichi incompatibili. Politici pluricandidati, e altri che al parlamento europeo non andranno mai. Molte delle candidature per queste elezioni non convincono.<br \/>\nA fine mese si terranno le elezioni per il parlamento europeo. Il sistema elettorale vigente prevede le preferenze, e d\u00e0 quindi la possibilit\u00e0 agli elettori di selezionare uno o pi\u00f9 candidati. Un elemento che rende la campagna elettorale decisamente incentrata sulle personalit\u00e0 che corrono per un seggio a Bruxelles. Molto del possibile successo dei partiti dipende infatti dalla scelta dei candidati messi in campo.<\/p>\n<p>MOLTE CANDIDATURE \u201cSPOT\u201d, CON EVENTUALI ELETTI CHE DIFFICILMENTE ANDRANNO A BRUXELLES.<br \/>\nProprio per affrontare al meglio questa situazione i partiti stanno adottando tattiche legittime ma discutibili. Il vice presidente del consiglio, nonch\u00e9 ministro e senatore, Matteo Salvini \u00e8 il capolista della Lega in tutte le circoscrizioni. Pluricandidature puramente promozionali considerando che evidentemente Matteo Salvini non lascer\u00e0 il suo incarico nel governo e nel parlamento italiano per andare a Bruxelles. Ma il segretario del Carroccio non \u00e8 l\u2019unico in questa situazione, a prova del fatto che di buone pratiche nella politica italiana se ne vedono sempre meno.<\/p>\n<p>COME FUNZIONANO INCANDIDABILIT\u00c0, INELEGGIBILIT\u00c0 E INCOMPATIBILIT\u00c0. Doppi incarichi incompatibili<br \/>\nIl tema dei doppi incarichi \u00e8 uno che seguiamo da tempo. L\u2019argomento ha molte sfaccettature, e un punto di partenza \u00e8 sicuramente quello delle incompatibilit\u00e0. Alcuni incarichi infatti non si possono svolgere contemporaneamente, per evitare possibili conflitti di interesse. Le varie forme di incompatibilit\u00e0 sono stabilite dalla legge, ma soprattutto dalla costituzione.<br \/>\nNessuno pu\u00f2 appartenere contemporaneamente a un Consiglio o a una Giunta regionale e ad una delle Camere del Parlamento, ad un altro Consiglio o ad altra Giunta regionale, ovvero al Parlamento europeo.<\/p>\n<p>&#8211; Art. 122 &#8211; COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA ITALIANA.<br \/>\nParticolarmente rilevante per questa fase politica \u00e8 quindi l\u2019impossibilit\u00e0 per qualsiasi membro del parlamento europeo di essere anche o membro del parlamento italiano o membro di una giunta o consiglio regionale. Questo di fatto rende le candidature di deputati, senatori, consiglieri o assessore regionali, e la loro eventuale elezione, il preambolo di una scelta importante tra uno dei due incarichi. Per molti casi l\u2019opzione di andare a Bruxelles non sembra nemmeno percorribile, rendendo quindi le candidature di fatto \u201cfittizie\u201d.<\/p>\n<p><strong>LE CANDIDATURE DI PARLAMENTARI E CONSIGLIERI REGIONALI.<\/strong><br \/>\nSono 36 i candidati al parlamento europeo che attualmente siedono o in un consiglio regionale o nel parlamento italiano. Politici che, qualora venissero eletti, sarebbero quindi costretti a scegliere tra un ruolo e l\u2019atro. Diciannove di essi sono consiglieri regionali, di cui 4 per\u00f2 termineranno il proprio incarico nei prossimi mesi, 10 sono deputati e 7 sono senatori. I partiti politici con pi\u00f9 candidati coinvolti sono Fratelli d\u2019Italia, con 13 tra consiglieri regionali o parlamentari che corrono per un seggio a Bruxelles, Forza Italia e Lega entrambi con 7, e infine il Partito democratico con 4.<\/p>\n<p><strong>36 CANDIDATI ALLE EUROPEE SONO ATTUALMENTE O CONSIGLIERI REGIONALI O MEMBRI DEL PARLAMENTO.<\/strong><br \/>\nPer tutti questi candidati quindi un\u2019eventuale elezione porterebbe ad un bivio, costringendo il politico di turno a scegliere tra un\u2019opzione e l\u2019altra. Per alcuni di essi per\u00f2 la scelta \u00e8 palese gi\u00e0 da ora, e la candidatura sembra quindi pi\u00f9 una scelta pubblicitaria a favore del partito, che un reale impegno nell\u2019andare al parlamento europeo. \u00c8 il caso per esempio di 4 leader politici nazionali: Bonino (+Europa), Fratoianni (Sinistra italiana), Meloni (Fratelli d\u2019Italia) e Salvini (Lega).<br \/>\nCominciamo dai 2 leader del centrodestra. Giorgia Meloni, oltre ad essere attualmente consigliere comunale di Roma, \u00e8 anche deputata a Montecitorio. Quest\u2019ultimo incarico, come detto, \u00e8 incompatibile con quello europeo, il che rende la sua candidatura una finzione. Con difficolt\u00e0 infatti \u00e8 ipotizzabile che Giorgia Meloni lasci i suoi incarichi a Roma per andare a Bruxelles.<\/p>\n<p><strong>PER ALCUNI POLITICI LA SCELTA TRA UN INCARICO E L\u2019ALTRO \u00c8 GI\u00c0 STATA FATTA, RENDENDO LA CANDIDATURA DI FATTO UNA FINZIONE.<\/strong><br \/>\nSituazione analoga, anche se molto pi\u00f9 complessa, quella che vede protagonista Matteo Salvini. Anche il leader della Lega compare come candidato capolista alle prossime elezioni europee. Come noto Salvini, oltre ad essere vice presidente del consiglio e ministro dell\u2019interno, \u00e8 anche senatore della repubblica. Tutti incarichi incompatibili con quello di europarlamentare.<br \/>\nAssieme ai due leader della destra anche Emma Bonino e Nicola Fratoianni. L\u2019esponente dei radicali italiani, attualmente senatrice, \u00e8 anche candidata come capolista per +Europa nella circoscrizione Italia centrale. Anche il segretario di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni \u00e8 candidato nella stessa circoscrizione, e anche lui siede gi\u00e0 nel parlamento nazionale, essendo deputato. Per entrambi, come per i due leader del centrodestra, sembra difficile ipotizzare un reale passaggio al parlamento europeo.<\/p>\n<p>I<strong> 36 CANDIDATI AL PARLAMENTO EUROPEO CHE SE ELETTI SAREBBERO INCOMPATIBILI. CONSIGLIERI REGIONALI E PARLAMENTARI CANDIDATI ALLE EUROPEE 2019, PER LISTA DI CANDIDATURA<\/strong><\/p>\n<p>DA SAPERE<br \/>\n<strong>LA NOSTRA COSTITUZIONE STABILISCE CHE L\u2019INCARICO DI EUROPARLAMENTARE \u00c8 INCOMPATIBILE CON QUELLO DI ASSESSORE O CONSIGLIERE REGIONALE, NONCH\u00c9 DI MEMBRO DEL PARLAMENTO ITALIANO.<\/strong><\/p>\n<p><strong>IL CASO SMERIGLIO: DIMISSIONI DALLA REGIONE PRIMA DI CANDIDARSI.<\/strong><br \/>\nTra i principali partiti italiani, alcuni comportamenti virtuosi ci sono stati. Massimiliano Smeriglio ha rassegnato le sue dimissioni da vice presidente della regione Lazio il 17 aprile 2019. Lo ha fatto in concomitanza con la scelta di candidarsi con il Partito democratico proprio al parlamento europeo. Una scelta in controtendenza, spinta dalla volont\u00e0, a detta di Smeriglio, di fare dei passaggi netti e trasparenti, senza piani B. Questo prova quindi che una via alternativa \u00e8 percorribile. Ma dimostra soprattutto quale dovrebbe essere, a detta nostra, una buona pratica della politica italiana.<\/p>\n<p><strong>LE PLURICANDIDATURE<\/strong><br \/>\nI gi\u00e0 citati casi di Giorgia Meloni e Matteo Salvini ci permettono di aprire un&#8217;altra questione. Entrambi infatti sono pluricandidati, cio\u00e8 candidati in tutte le circoscrizioni: nord occidentale, nord orientale, centrale, meridionale e insulare.<\/p>\n<p><strong>SCOPRI CHI SONO I TUOI CANDIDATI. VAI AL SITO DEL MINISTERO. SI VOTA PER UN POLITICO MA, SE ELETTO, AL PARLAMENTO EUROPEO NE ANDR\u00c0 UN ALTRO<\/strong><\/p>\n<p>Come detto il sistema elettorale per le europee prevede le preferenze, e quindi l&#8217;avere dei nomi noti in cima alle liste dei candidati \u00e8 sempre un elemento positivo per i diversi partiti in gara. Molti partiti hanno quindi deciso di candidare il leader stesso del movimento in tutte le circoscrizioni, cercando evidentemente di sfruttare al meglio l&#8217;impatto carismatico dei singoli nomi. Ovviamente una persona non pu\u00f2 essere eletta in pi\u00f9 circoscrizioni, e questo apre le porte alle persone che seguono nell&#8217;elenco dei candidati. Di fatto si vota per una persona ma, se eletta, al parlamento europeo ne andr\u00e0 un&#8217;altra.<\/p>\n<p>Oltre ai casi gi\u00e0 citati, le pluricandidature tra i partiti principali riguardano anche altri nomi illustri: Silvio Berlusconi (Fi), candidato in 4 circoscrizione su 5, Alessandra Mussolini (Fi), sia in Italia meridionale che in quella centrale, e infine 2 nomi forti della destra: Simone Di Stefano di Casapound e Roberto Fiore di Forza Nuova, entrambi candidati in tutte le circoscrizioni. Anche Pietro Bartolo, il noto medico di Lampedusa sceso in campo con il Partito democratico, compare i pi\u00f9 circoscrizioni, candidato sia nelle isole che al centro.<\/p>\n<p><strong>IL CASO VIRTUOSO DEL MOVIMENTO 5 STELLE<\/strong><br \/>\nDa sottolineare che tra i grandi partiti nazionali l&#8217;unico che non \u00e8 coinvolto da quanto raccontato finora \u00e8 il Movimento 5 stelle. All&#8217;interno dei candidati M5s infatti non ci sono pluricandidature, e soprattutto non figurano consiglieri regionali o membri del parlamento italiano. Da questo punto di vista quindi il partito guidato da Luigi Di Maio rappresenta un unicum, e soprattutto un esempio di buona pratica che sarebbe auspicabile vedere pi\u00f9 spesso. Sottolineiamo che il comportamento degli altri partiti \u00e8 consentito dalla legge e in maniera specifica dell&#8217;attuale sistema elettorale. Non si tratta quindi di comportamenti &#8220;illegali&#8221;, ma bens\u00ec di pratiche che ledono il rapporto tra elettori ed eletti.<\/p>\n<p><strong>IL RAPPORTO CON GLI ELETTORI<\/strong><br \/>\nEntrambi i problemi sollevano infatti un grande tema, ossia quello del distanziamento tra elettori e eletti. Una questione ricorrente, a cui spesso contribuisce anche la scelta del sistema elettorale, se con preferenze o no. L&#8217;attuale meccanismo che porta all&#8217;individuazione dei rappresentati italiani al parlamento europeo d\u00e0 la possibilit\u00e0 ai cittadini di scegliere tra i diversi candidati. Una possibilit\u00e0 non troppo comune, considerando, per esempio, che per la maggior parte dei seggi nel parlamento nazionale i cittadini possono solo indicare il partito, e non specifici candidati.<br \/>\nPer le elezioni europee quindi \u00e8 in campo un sistema elettorale che potrebbe contribuire a riavvicinare i cittadini ai propri candidati, ed eventualmente agli eletti. Dare la possibilit\u00e0 di votare per qualcuno, che poi al parlamento europeo non andr\u00e0, rappresenta un elemento di rottura, che forse andrebbe evitato.<\/p>\n<p><strong>06 &#8211; UN FESTIVAL PER CAPIRE IL MEDITERRANEO . DAL 16 AL 19 MAGGIO SI TERR\u00c0 A LECCE LA QUINTA EDIZIONE DI SABIR, FESTIVAL DIFFUSO DELLE CULTURE MEDITERRANEE.<\/strong><br \/>\nSabir \u00e8 stata, per molto tempo, e fino all\u2019inizio del \u2018900, la lingua comune dei marinai in tutti i porti del Mare Nostrum. Una lingua mediterranea, che fondeva insieme parole greche, italiane, arabe, spagnole, francesi e non solo.<br \/>\nQuel mare oggi \u00e8, purtroppo, una barriera, una frontiera di morte, dove i cadaveri si contano a migliaia.<\/p>\n<p>Una barriera che \u00e8 diventata il carattere principale dell\u2019identit\u00e0 europea, oramai vista sempre pi\u00f9 come spazio di negazione dei diritti di alcuni, di esclusione e discriminazione. Governi e istituzioni europee fanno a gara a dividere, bloccare, respingere, esternalizzare le frontiere. Per interessi di potere o incapacit\u00e0 di trovare un\u2019alternativa credibile.<\/p>\n<p>Queste le ragioni che ci hanno spinto, 5 anni fa, nell\u2019ottobre del 2014, a un anno dalla strage di Lampedusa con i suoi 368 morti, a promuovere uno spazio internazionale di scambio, formazione e iniziativa della societ\u00e0 civile dei Paesi del Mediterraneo e non solo. La necessit\u00e0 di un\u2019alternativa civile alla cultura dominate di dominio ed esclusione, anche attraverso la ricostruzione di un linguaggio comune, a partire dalle organizzazioni sociali, dai movimenti e dalle reti internazionali, di mondi e culture diverse, che hanno in comune la volont\u00e0 di tutelare i diritti umani e la dignit\u00e0 delle persone.<\/p>\n<p>L\u2019Arci, insieme a Caritas italiana, Acli e Cgil, con la collaborazioen di Asgi, A Buon Diritto e Carta di Roma, con la presenza di molte reti e organizzazioni nazionali e internazionali, organizza per 4 giorni pi\u00f9 di 80 eventi.<\/p>\n<p>Un appuntamento che anche quest\u2019anno ha ottenuto il patrocinio della Rai e dell\u2019Anci, oltre che del Comune e della Provincia di Lecce, della Regione Puglia e di Unisalento.<br \/>\nSeminari formativi rivolti a giuristi, giornalisti, operatori sociali e operatori dell\u2019accoglienza. Incontri internazionali ai quali prenderanno parte centinaia di militanti, studiosi e rappresentanti delle istituzioni, soprattutto locali.<\/p>\n<p>La presenza di numerosi rappresentanti della societ\u00e0 civile delle due rive del Mediterraneo e di reti internazionali \u2013 Solidar, Migreurop, EuroMedRights, Tni, Attac Francia, Forum Civico Europeo, Attac Internazionale, il progetto Majalat, tra le altre \u2013 ha come obiettivo proprio la riflessione sull\u2019urgenza di una reale alternativa politica, culturale e sociale nel bacino del Mediterraneo. La novit\u00e0 della quinta edizione del Festival saranno le \u00ablezioni mediterranee\u00bb che si svilupperanno come approfondimenti su temi specifici legati al Mediterraneo, la sua storia, le sue tradizioni, la sua cultura e il Mercato del Mediterraneo, in collaborazione con la Fondazione Slow Food per la Biodiversit\u00e0.<\/p>\n<p>Come nelle scorse edizioni l\u2019offerta culturale, i laboratori, i concerti, la presentazione di libri, il cinema e le mostre, rivolti soprattutto al pubblico del Salento, oltre che agli ospiti che arriveranno da tutta Italia, dall\u2019Europa, dall\u2019Africa e dal Medio Oriente, rappresenteranno quella volont\u00e0 di costruzione di un linguaggio comune gi\u00e0 in atto.<br \/>\nLa collocazione temporale \u2013 dal 16 al 19 maggio \u2013 ci consente un forte richiamo alla riflessione sull\u2019Europa e il suo ruolo nel Mediterraneo.<\/p>\n<p>L\u2019alternativa ha bisogno di spazi collettivi dove confrontarsi e avanzare proposte, e Sabir vuole essere questo, uno spazio aperto a chiunque senta il disagio di una realt\u00e0 sempre pi\u00f9 chiusa e priva di alternative. E\u2019 possibile trovare il programma del festival sul sito www.festivalsabir.it<br \/>\nFilippo Miraglia *Responsabile immigrazione Arci nazionale<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>07 &#8211; GUAID\u00d3, CONSENSI A PICCO. MA TRA I SUOI ALLEATI SBUCA LA MONSANTO. VENEZUELA. IL LEADER DELL\u2019OPPOSIZIONE ORMAI PUNTA TUTTO SULL\u2019INTERVENTO MILITARE STRANIERO. E SUL \u00abRITORNO\u00bb ANTI-CHAVISTA DI OGM E GLIFOSATO. LO SPAURACCHIO DEI \u00abTERRORISTI ELN\u00bb E DEI CUBANI GI\u00c0 IN CAMPO NON CONVINCE NEANCHE TRUMP.<\/strong><br \/>\nCon le spalle al muro e in caduta libera di consensi, e per di pi\u00f9 retrocesso dalla stampa mondiale dal ruolo di \u00abpresidente ad interim\u00bb a quello di \u00ableader dell\u2019opposizione\u00bb, Juan Guaid\u00f3 tenta il tutto per tutto, deciso a giocarsi l\u2019unica carta che gli rimane: quella dell\u2019intervento militare straniero. Ed \u00e8 cos\u00ec che rivolgendosi l\u201911 maggio alla sparuta folla dei suoi sostenitori, ha annunciato di aver dato istruzioni al suo pseudo-ambasciatore negli Usa Carlos Vecchio affinch\u00e9 \u00absi riunisca immediatamente\u00bb con il Comando sud degli Stati uniti e con il presidente della Colombia Iv\u00e1n Duque per definire una \u00abcooperazione militare internazionale\u00bb<br \/>\nUNA DECISIONE GIUSTIFICATA con l\u2019argomento che in Venezuela sarebbe gi\u00e0 in atto un intervento straniero, rappresentato dalla \u00abpenetrazione dell\u2019Esercito di liberazione nazionale colombiano e dei militari cubani, come rivelato dallo stesso usurpatore\u00bb. Dove il riferimento \u00e8 al lapsus in cui \u00e8 caduto Maduro il 9 maggio, parlando, durante una cerimonia di laurea di medici comunitari, dell\u2019arrivo nel paese di \u00abun gruppo di 500 soldati cubani\u00bb, prima di correggersi con una risata spiegando che intendeva riferirsi a \u00ab500 medici specialisti\u00bb. Una frase che Guaid\u00f3 ha interpretato come l\u2019ammissione della presenza di militari cubani nel paese, in aggiunta al \u00ab50% dell\u2019organico della guerriglia dell\u2019Eln\u00bb che si troverebbe in Venezuela: \u00abNoi non vogliamo \u2013 ha detto \u2013 che il paese diventi un santuario del terrorismo\u00bb.<br \/>\nNon \u00e8 la prima volta, in realt\u00e0, che Guaid\u00f3 arriva a sollecitare l\u2019intervento militare straniero. Era gi\u00e0 successo dopo il mancato ingresso di aiuti militari attraverso la frontiera colombiana, quando aveva dichiarato di vedersi costretto a \u00abproporre in modo formale alla comunit\u00e0 internazionale di mantenere tutte le opzioni disponibili per liberare il paese\u00bb. Salvo poi dover fare un passo indietro dinanzi ai tanti distinguo sull\u2019uso della forza espressi dagli stessi governi amici del gruppo di Lima.<br \/>\nSTAVOLTA, TUTTAVIA, non avendo davvero pi\u00f9 frecce al proprio arco, non sembra poter far altro che confidare nell\u2019ala pi\u00f9 guerrafondaia dell\u2019amministrazione Trump, malgrado le rivelazioni del Washington Post su una crescente insofferenza del presidente Usa rispetto alla strategia pesantemente interventista seguita finora in Venezuela da Bolton e dai suoi compari. Non a caso, il 9 maggio, appena due giorni prima dell\u2019appello di Guaid\u00f3, il capo del Comando sud degli Usa Craig Faller aveva dichiarato di essere \u00abdisposto a discutere il modo in cui appoggiare il futuro ruolo dei leader delle forze armate\u00bb decisi a \u00abrestaurare l\u2019ordine costituzionale\u00bb, non appena avesse ricevuto l\u2019invito \u00abdi Guaid\u00f3 e del legittimo governo del Venezuela\u00bb: \u00abSiamo pronti\u00bb, ha detto.<br \/>\nN\u00e9 l\u2019autoproclamato presidente ad interim deve pi\u00f9 preoccuparsi della possibilit\u00e0 che l\u2019invocazione esplicita di un\u2019invasione del proprio paese da parte di potenze straniere possa fargli perdere il sostegno della popolazione: quel sostegno semplicemente non ce l\u2019ha pi\u00f9. Dalla Deutsche Welle all\u2019Associated Press e France Press, molti media hanno dovuto ammettere il nuovo e completo fallimento della manifestazione convocata da Guaid\u00f3 sabato scorso, prendendo atto del deciso calo di consensi registrato dopo il fallito golpe del 30 aprile (bench\u00e9 in realt\u00e0 sia iniziato gi\u00e0 prima).<br \/>\nCOME SE NON BASTASSE, il nome di Guaid\u00f3 viene ora associato anche a quello di un\u2019impresa in gravissima crisi di reputazione: la Bayer, colosso tedesco della chimica e della farmaceutica, che, con l\u2019acquisizione della Monsanto, ne ha ereditato anche le cause \u2013 due quelle gi\u00e0 perse, in arrivo altre 13mila \u2013 intentate dalle vittime del glifosato, il principio attivo del diserbante Roundup dai \u00abprobabili\u00bb effetti cancerogeni (stando allo Iarc, l\u2019Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro che fa parte dall\u2019Organizzazione mondiale della sanit\u00e0).<br \/>\nCOSA ABBIA A CHE FARE il colosso tedesco con Guaid\u00f3 lo spiega nei dettagli Whitney Webb sul sito MintPress News, evidenziando i legami della Bayer-Monsanto con figure chiave della strategia Usa diretta a operare un cambio di regime in Venezuela, dove finora la \u00abLegge sulle sementi del popolo\u00bb, approvata nel 2015, ha bloccato ogni tentativo dell\u2019impresa di aprire il mercato venezuelano ai propri prodotti, glifosato e ogm inclusi. E vi accenna anche, sull\u2019inserto Affari Finanza della Repubblica di luned\u00ec, Tonia Mastrobuoni, ricordando come Ch\u00e1vez avesse sventato gi\u00e0 nel 2004 il piano della Monsanto di piantare 500mila acri di terra agricola con soia geneticamente modificata e riportando le accuse rivolte all\u2019impresa di sostenere Guaid\u00f3 \u00abper rientrare nel paese e impadronirsi delle piantagioni\u00bb. ( di Claudia Fanti da Il Manifesto 14 05 2019)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>08 &#8211; LA MARCA (PD): NUOVO INTERVENTO SULL\u2019ACCORDO PER IL RECIPROCO RICONOSCIMENTO DELLE PATENTI DI GUIDA TRA ITALIA E QU\u00c9BEC.<\/strong><br \/>\n\u201c\u00c8 tempo che la trattativa con le autorit\u00e0 del Qu\u00e9bec sul reciproco riconoscimento delle patenti di guida giunga ad un sua definizione, in modo che gli interessati possano godere delle facilitazioni consentite dal protocollo di intesa.<br \/>\nLo chiedono i nostri connazionali presenti nella Provincia canadese e i cittadini canadesi in Italia.<br \/>\nPer questo, dopo numerosi contatti diretti con rappresentanti delle due amministrazioni, ho nuovamente sollecitato i dirigenti del Ministero dei Trasporti e quelli del MAECI competenti in materia perch\u00e9 vogliano favorire un mio incontro diretto ad avere una parola chiara sullo stato attuale delle cose e sull\u2019indicazione del prevedibile tempo del passaggio alla fase operativa. Sulla questione, inoltre, non ho mancato di richiedere aggiornamenti anche alla Console Generale d\u2019Italia a Montr\u00e9al, Silvia Costantini.<br \/>\nNon mancher\u00f2 di informare gli interessati dell\u2019esito di questi ulteriori contatti\u201d.<br \/>\nOn.\/Hon. Francesca La Marca, Ph.D. &#8211; Circoscrizione Estero, Ripartizione Nord e Centro America<br \/>\nElectoral College of North and Central America &#8211; Ufficio\/Office: Roma, Piazza Campo Marzio, 42<br \/>\nTel &#8211; (+39) 06 67 60 57 03 . Email &#8211; lamarca_f@camera.it\t\t<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>01 &#8211; Le elezioni europee del 2019 02 \u2013 Zingaretti in apnea per l&#8217;ultimo miglio di campagna elettorale. 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