{"id":15478,"date":"2019-05-04T00:58:31","date_gmt":"2019-05-03T22:58:31","guid":{"rendered":"http:\/\/www.filef.net\/?p=15478"},"modified":"2019-05-04T00:58:31","modified_gmt":"2019-05-03T22:58:31","slug":"19-05-04-news-dai-parlamentari-eletti-all-estero-ed-altre-comunicazioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=15478","title":{"rendered":"19 05 04 NEWS DAI PARLAMENTARI ELETTI ALL ESTERO  ED ALTRE COMUNICAZIONI."},"content":{"rendered":"<p>\t\t\t\t01 \u2013 E\u2019 stato un 1\u00b0Maggio nel segno del lavoro povero e intermittente, della crescita del debito pubblico.<br \/>\n02 -L\u2019On. La Marca (pd): l\u2019assunzione di un contrattista nel consolato di Toronto \u00e8 un primo passo nella giusta direzione<br \/>\n03 &#8211; L\u2019On. La Marca partecipa a New York alla celebrazione del 25 aprile e ai vny media awards<br \/>\n04 &#8211; Il 1\u00b0 maggio negli anni \u00e8 diventato per troppi un giorno di festa tra gli altri, dimenticando che \u00e8 giorno di riscatto e di ricordo delle lotte per e nel lavoro.<br \/>\n05 &#8211; LA RESISTENZA DI OGGI, ALDO TORTORELLA NELL\u2019ANNIVERSARIO DELLA LIBERAZIONE A PORTA SAN PAOLO. Pubblichiamo la traccia del discorso tenuto da Aldo Tortorella \u2013 il partigiano Alessio \u2013 alla conclusione della manifestazione tenuta a Roma a Porta San Paolo.<br \/>\n06 &#8211; L\u2019invecchiamento non frena la crescita. Spesso le economie con molti lavoratori anziani crescono poco. Ma non dev\u2019essere per forza cos\u00ec. Basterebbe una maggiore apertura verso l\u2019immigrazione e le tecnologie<br \/>\n07 -La generazione derubata. I ragazzi fanno bene a scendere in piazza per difendere la Terra.<\/p>\n<p>01 \u2013 E\u2019 STATO UN 1\u00b0MAGGIO NEL SEGNO DEL LAVORO POVERO E INTERMITTENTE, DELLA CRESCITA DEL DEBITO PUBBLICO. Nel cupo panorama, l\u2019Istat parla di uscita dalla recessione tecnica (+0,2 del Pil), il governo si esalta, le opposizioni rispondono con \u00abItalia fanalino di coda in Europa\u00bb. Festa, protesta e sciopero: i tanti volti del lavoro sempre pi\u00f9 impoverito Primo Maggio. Cortei, comizi e picchetti in tutta Italia. Cgil, Cisl e Uil in corteo a Bologna, passeranno davanti al presidio del Riders Union. L\u2019Usb a Piacenza sotto il tetto dove 33 facchini Gls da settimane chiedono il reintegro, ( di Massimo Franchi.)<br \/>\nC\u2019\u00c8 CHI FESTEGGIA E CHI SCIOPERA. E C\u2019\u00c8 CHI \u00c8 COSTRETTO A LAVORARE PERCH\u00c9 DIVERSAMENTE VERREBBE LICENZIATO.<br \/>\nIl primo maggio ai tempi del \u00abgoverno del cambiamento\u00bb \u00e8 pieno di contraddizioni. A Bologna per esempio a pochi metri di distanza questa mattina ci saranno Cgil, Cisl e Uil che terranno il loro tradizionale corteo nazionale da piazza Venti Settembre fino al comizio in piazza Maggiore alle 12 e i Riders Union Bologna \u2013 il sindacato dei fattorini \u2013 che alle 10,30 saranno in picchetto e in sciopero davanti al McDonald\u2019s della vicinissima via Indipendenza, lungo la quale passer\u00e0 il corteo dei confederali.<br \/>\nLA BOUTADE SU CONFINDUSTRIA che voleva salire sul palco della manifestazione sindacale si \u00e8 svuotata in fretta anche perch\u00e9 il conflitto dei rider \u00e8 l\u00ec a dimostrare come lo scontro lavoratori-padroni \u00e8 ancora pi\u00f9 che attuale e tutt\u2019altro che superato con il ritorno al cottimo rappresentato dalle paghe dei fattorini.<\/p>\n<p>A 17 ANNI DI DISTANZA dall\u2019ultima volta Cgil,Cisl e Uil riportano a Bologna la manifestazione nazionale. Teatro della festa, col titolo \u201cLavoro, diritti, stato sociale \u2013 La nostra Europa\u201d sar\u00e0 Piazza Maggiore, che i sindacati contano di riempire completamente, tracimando anche nelle strade laterali, con la presenza di maxi-schermi per chi non riuscir\u00e0 a entrare in piazza.<\/p>\n<p>Alle 12 ci saranno i comizi di Carmelo Barbagallo, Annamaria Furlan e di Maurizio Landini che a Bologna lavor\u00f2 a lungo in Fiom e ha tanti amici. Dopo tutti al \u00abpranzo solidale\u00bb e, mentre i leader torneranno a Roma per il Concertone, spazio alla musica dalle 16.30 con tra gli altri Apr\u00e8s la classe, Murubutu, David Riondino e Khorakhan\u00e8. Temi della mattinata la la regolarit\u00e0 dei contratti, le regole del lavoro, la riduzione degli orari e il contrasto alle delocalizzazioni. Sul palco saliranno anche il sindaco Virginio Merola e il presidente della Regione Stefano Bonaccini che punta ad essere rieletto a novembre. \u00abNon abbiamo notizie dal governo\u00bb, spiegano gli organizzatori.<\/p>\n<p>A DIFFERENZA DI PASQUA, quando l\u2019Outlet di Serravalle Scrivia -teatro di uno sciopero due anni fa \u2013 \u00e8 rimasto chiuso, serrande alzate oggi nell\u2019altro outlet McArthurGlen a Barberino del Mugello e in tantissimi altri iper mercati e supermercati con la sola Coop che pubblicizza la sua chiusura \u00abper scelta\u00bb con lo slogan \u00abvalori in corso\u00bb. La Filcams Cgil porta avanti da anni la battaglia \u00abLa festa non si vende\u00bb e anche oggi con Fisascat Cisl e Uiltucs ha dichiarato sciopero in molti territori per dare copertura ai lavoratori che decideranno di non lavorare.<\/p>\n<p>I COBAS PROTESTERANNO nei centri commerciali e negli outlet. \u00abMolto spesso una commessa lavora con un contratto part time involontario per la modica cifra di circa 620 euro al mese \u2013 denuncia Francesco Iacovone, dei Caobas del lavoro privato \u2013 . A volte lavorando comunque full time. L\u2019orario \u00e8 un girone infernale che non le consente la vita sociale e la cura della famiglia. I soprusi e il mobbing sono all\u2019ordine del giorno e se provi solo a protestare la tua vita diventa un girone dantesco. Anzi, peggio di un girone dantesco. Ecco, affinch\u00e9 vi ricordiate che domani \u00e8 il Primo Maggio ed \u00e8 ora che si cominci a cambiare questo stato di cose\u00bb, denuncia.<\/p>\n<p>Primo maggio di sciopero anche per i lavoratori Simply Sma a rischio per le voci di vendita \u2013 gi\u00e0 avvenute in Sicilia \u2013 con la propriet\u00e0 che continua a non rispondere ai sindacati nonostante il successo della mobilitazione che va avanti dal 19 aprile a rotazione nelle varie regioni dove sono sparsi i supermercati delle propriet\u00e0 francese Auchan.<\/p>\n<p>L\u2019USB TIENE LA SUA FESTA a Piacenza in solidariet\u00e0 con i 33 lavoratori licenziati da Gls che da due settimane sono sul tetto per chiedere il reintegro nel piazzale dedicato ad Abd Elsalam, il facchino morto investito da un camion nel 2016 durante un picchetto. \u00abChi sta su e chi sta gi\u00f9 uniti nella lotta, contro i licenziamenti e per il lavoro dignitoso e sicuro\u00bb, \u00e8 lo slogan.<br \/>\nFESTA DI LOTTA ANCHE a Termini Imerese. La manifestazione, organizzata da Fim Fiom e Uilm si terr\u00e0 nel viale che nel 2004, alla presenza dei fratelli John e Lapo Elkann, fu intitolato all\u2019avvocato Gianni Agnelli, in omaggio alla famiglia che in quella fase aveva annunciato nuovi investimenti. Ma quel progetto si aren\u00f2, cinque anni dopo Marchionne annunci\u00f2 la chiusura della fabbrica. Cos\u00ec nel 2013, l\u2019amministrazione comunale, alla presenza dell\u2019allora leader della Fiom Maurizio Landini, revoc\u00f2 l\u2019intitolazione ad Agnelli cambiando la denominazione del viale in \u00abPrimo maggio festa dei lavoratori\u00bb. Il raduno davanti alla fabbrica comincer\u00e0 alle 9,30 e si concluder\u00e0 con l\u2019intervento di Michele De Palma, segretario nazionale della Fiom. Dopo la conferma gli arresti dell\u2019imprenditore Roberto Ginatta vicino a Fca e del sequestro della societ\u00e0 da parte del Tribunale di Torino, Fim, Fiom e Uilm sollecitano il commissario Giuseppe Glorioso ad accelerare il processo di reindustrializzazione.<br \/>\n\u00abChiediamo al commissario di accelerare il confronto con il ministero dello Sviluppo, con la Regione e con Fca per creare le condizioni necessarie a far rientrare al lavoro mille persone che aspettano ormai da troppi anni\u00bb, dice il segretario della Fiom siciliana, Roberto Mastrosimone. Per il sindacato \u00abse Fca non \u00e8 interessata al rilancio, allora il ministro Luigi Di Maio, che si \u00e8 impegnato in prima persona venendo pi\u00f9 volte a Termini Imerese, e il governatore Nello Musumeci collaborino per trovare una soluzione alternativa che dia finalmente un futuro ai mille lavoratori diretti e dell\u2019indotto e alle loro famiglie\u00bb<\/p>\n<p>02 &#8211; LA MARCA (PD): L\u2019ASSUNZIONE DI UN CONTRATTISTA NEL CONSOLATO DI TORONTO \u00c8 UN PRIMO PASSO NELLA GIUSTA DIREZIONE \u201cDesidero esprimere la mia soddisfazione per l\u2019emanazione da parte del Console generale di Toronto di un avviso di assunzione di un impiegato a contratto da adibire al servizio di collaboratore amministrativo. Il Consolato di Toronto \u00e8 uno dei pi\u00f9 grandi e importanti del Nord America e in esso, da tempo, si registrano nell\u2019erogazione dei servizi ai nostri connazionali le consuete difficolt\u00e0 legate alla limitazione di personale e alla crescita delle incombenze che ricadono sugli uffici consolari. Si tratta di una situazione che ho fatto presente, assieme ad altre di non minore rilievo nella mia ripartizione, in modo insistente e assiduo ai responsabili del MAECI, con i quali mi incontro periodicamente proprio per monitorare lo stato dei servizi consolari in nord e centro America. L\u2019ultima occasione \u00e8 stata quella dell\u2019incontro con il Ministro Plenipotenziario Renato Varriale, Direttore generale per le risorse e l\u2019innovazione presso la Farnesina.<br \/>\nSi tratta di un primo passo, naturalmente, che non esaurisce le esigenze avvertite dalla nostra comunit\u00e0 residente in quella grande circoscrizione consolare e i problemi di funzionalit\u00e0 degli uffici, ma certamente \u00e8 un passo compiuto nella giusta direzione.<\/p>\n<p>Non mancher\u00f2 di seguire con la stessa attenzione del passato sia la situazione di Toronto che degli altri importanti terminali della nostra amministrazione nella mia ripartizione di riferimento, dandone notizia ai nostri connazionali, che sono il riferimento obbligato per ognuno di noi\u201d.<br \/>\nOn.\/Hon. Francesca La Marca, Ph.D.<br \/>\nCircoscrizione Estero, Ripartizione Nord e Centro America<br \/>\nElectoral College of North and Central America<br \/>\nUfficio\/Office: Roma, Piazza Campo Marzio, 42 E-mail lamarca_f@camera.it<\/p>\n<p>03 &#8211; L\u2019ON. LA MARCA PARTECIPA A NEW YORK ALLA CELEBRAZIONE DEL 25 APRILE E AI VNY MEDIA AWARDS<br \/>\nL\u2019On. Francesca La Marca ha partecipato a New York alla seconda edizione della manifestazione Voce di New York Media Awards, svoltasi presso l\u2019Istituto di cultura della citt\u00e0, con la regia del fondatore della rivista Stefano Vaccara. All\u2019evento sono stati presenti rappresentanti dell\u2019ONU, del Consolato italiano, politici, giornalisti e professionisti non solo italiani.<\/p>\n<p>Il tema che ha fatto da filo conduttore della serata \u00e8 stato Liberty Meets Beauty. Con esso si \u00e8 voluto sottolineare l\u2019incontro della sensibilit\u00e0 soprattutto americana per la libert\u00e0 di pensiero e di espressione con l\u2019altrettanto forte sensibilit\u00e0 italiana per la bellezza, sia in campo etico che estetico. Il premio di questa edizione \u00e8 stato assegnato a Gaia Pianigiani, corrispondente del New York Times.<\/p>\n<p>Nel suo indirizzo di saluto, l\u2019On. La Marca ha richiamato il valore e l\u2019importanza, sempre attuali, della ricorrenza del 25 aprile per tutti gli italiani, ovunque risiedano, esprimendo un pensiero di gratitudine per tutti coloro che in condizioni difficili e talvolta drammatiche hanno lottato per restituire all\u2019Italia e all\u2019Europa la libert\u00e0, a rischio anche della loro vita. Il sentimento di gratitudine va non solo a coloro che hanno animato la Resistenza ma anche ai tanti giovani di Paesi, come gli Stati Uniti e il Canada, che prima hanno dato un contributo determinante alla liberazione e al ripristino della democrazia e poi hanno accolto gli italiani che cercavano lavoro e una migliore prospettiva di vita.<\/p>\n<p>A proposito della \u201cbellezza\u201d e del \u201cgusto\u201d, veri contrassegni italiani, la parlamentare ha sottolineato, oltre alla bellezza grafica della Voce di New York, promotrice della serata, la sua seriet\u00e0, l\u2019intelligenza dei suoi contenuti e il carattere stimolante della sua presenza. Una rivista apprezzata non solo nella vasta ed esigente comunit\u00e0 italiana di New York, ma in tutti gli USA e in altri Paesi, Italia compresa.<\/p>\n<p>La Marca ha concluso confermando l\u2019impegno per la sopravvivenza di una stampa libera, minacciata in Italia da una discutibile idea di limitazione del sostegno pubblico, non meno necessaria anche tra gli italiani all\u2019estero come strumento di informazione, di conservazione della lingua italiana e di persistenza dell\u2019identit\u00e0 di origine.<br \/>\nOn.\/Hon. Francesca La Marca, Ph.D.<br \/>\nCircoscrizione Estero, Ripartizione Nord e Centro America<\/p>\n<p>04 &#8211; IL 1\u00b0 MAGGIO NEGLI ANNI \u00c8 DIVENTATO PER TROPPI UN GIORNO DI FESTA TRA GLI ALTRI, DIMENTICANDO CHE \u00c8 GIORNO DI RISCATTO E DI RICORDO DELLE LOTTE PER E NEL LAVORO.<br \/>\nCos\u00ec il lavoro, i suoi drammatici problemi, la memoria delle faticose conquiste nel corso dei decenni, la scarsit\u00e0 di lavoro disponibile sono via via spariti dall&#8217;attenzione, con alcune eccezioni.<br \/>\nLa considerazione sociale del lavoro \u00e8 crollata con il peggioramento del potere contrattuale e delle condizioni di lavoro della maggioranza dei lavoratori.<\/p>\n<p>Non solo in Italia, dove pure \u00e8 esistito un movimento sindacale forte e combattivo, ma nel mondo perch\u00e8 la pressione della globalizzazione neoliberista ha spinto verso il basso il lavoro. Come ha detto con arroganza il finanziere Buffet: la lotta di classe l&#8217;abbiamo vinta noi.<\/p>\n<p>Per questo pu\u00f2 essere importante una giornata come il 1\u00b0 maggio: per riflettere, discutere, organizzare una risposta politica e sociale, per risalire la china.<\/p>\n<p>Dobbiamo al contributo dato dai lavoratori alla Resistenza, alla sconfitta dei nazifascisti, alla libert\u00e0, la conquista della Costituzione del 1948 che &#8211; non a caso &#8211; recita nell&#8217;articolo 1: l&#8217;Italia \u00e8 una Repubblica fondata sul lavoro.<\/p>\n<p>La Costituzione avrebbe dovuto essere applicata con pi\u00f9 coerenza, mentre il peso di politiche conservatrici ha precluso per molti anni l&#8217;adozione di leggi ispirate da una Carta fondamentale tra le pi\u00f9 progressiste nel mondo.<\/p>\n<p>Nel 1970, al culmine di una fase di conquiste contrattuali importanti, fu approvato lo statuto dei diritti dei lavoratori. Una legge che era una svolta. Alcuni, forse troppi, anche a sinistra lo capirono in ritardo. In anni pi\u00f9 recenti, con il dispiegarsi della globalizzazione, \u00e8 iniziato un attacco allo statuto dei lavoratori che ha portato allo smantellamento di parti fondamentali come la regola contro i licenziamenti immotivati che prevedeva il reintegro senza giusta causa.<\/p>\n<p>A sinistra, purtroppo, questo attacco, portato in nome dell&#8217;ideologia dominante che cantava le lodi della soppressione di tutte le regole sul lavoro, ha fatto proseliti, ad esempio, dobbiamo al governo Renzi un attacco tra i pi\u00f9 gravi allo statuto dei lavoratori.<\/p>\n<p>E&#8217; ovvio che a destra hanno approfittato di questo varco e hanno fatto di tutto per andare oltre.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che manca tuttora \u00e8 una chiara e coerente autocritica su quanto \u00e8 avvenuto, tale da consentire alla sinistra di diventare di nuovo riconoscibile agli occhi di chi lavora come sua rappresentanza politica, con l&#8217;obiettivo di fare dei lavoratori classe dirgente del paese. Altrimenti nessuno pu\u00f2 meravigliarsi se i lavoratori cercano altre rappresntanze della loro frustrazione, che non risolve ma cerca sfogo alla rabbia.<\/p>\n<p>La nostra Costituzione \u00e8 da anni sotto l&#8217;attacco di quanti la ritengono troppo favorevole al ruolo dei lavoratori. L&#8217;attacco viene da sedi finanziarie internazionali che ne vogliono la modifica sia sul lavoro che sostenendo l&#8217;esigenza di decisioni anche senza il consenso dei cittadini. In altre parole una svolta autoritaria. Per questo da tempo \u00e8 in corso un&#8217;iniziativa per riscrivere l&#8217;articolo 1 della Costituzione a favore del ruolo dell&#8217;impresa. Ovviamente a scapito del lavoro. Il ruolo dell&#8217;impresa \u00e8 definito con equilibrio nell&#8217;articolo 41 della Costituzione che ne sancisce l&#8217;importanza e la libert\u00e0 insieme alla sua responsabilit\u00e0 sociale.<\/p>\n<p>La pi\u00f9 recente elaborazione del prof Phillips sulla libert\u00e0 \u00e8 la conferma della validit\u00e0 dell&#8217;impostazione del testo della nostra Costituzione.<\/p>\n<p>L&#8217;attacco alla Costituzione \u00e8 un fiume carsico che periodicamente riemerge. La Costituzione \u00e8 una conquista continuamente rimessa in discussione. Anche in questa fase ci sono stati e ci sono tuttora tentativi di modificarla.<\/p>\n<p>A troppi sembra non essere chiaro che la Costituzione \u00e8 una garanzia fondamentale per tutti noi. In essa \u00e8 previsto che le classi sociale subordinate possano diventare dirigenti attraverso le loro rappresentanze sociali e adeguate scelte politiche. Da molti anni \u00e8 in corso non solo una crescente divaricazione sociale della ricchezza e dei redditi ma una lacerazione anche dentro il mondo del lavoro. Accanto a ristrette aree di lavoro pi\u00f9 tutelato ci sono ampie aree con tutele scarse o inesistenti, in mezzo un saliscendi da far venire il mal di mare, di cui sono parte integrante le centinaia di aziende che vedono l&#8217;occupazione a rischio.<\/p>\n<p>Questa \u00e8 la prima ragione delle difficolt\u00e0 di unificare e fare pesare il mondo del lavoro come \u00e8 accaduto in altre fasi della nostra storia recente. Anche la Costituzione risente di questa debolezza del ruolo del mondo del lavoro, che pure ha tanto contribuito alla sua conquista e in seguito alla sua attuazione.<\/p>\n<p>Eppure il mondo del lavoro oggi ha pi\u00f9 che mai bisogno della Costituzione e delle scelte politiche. In altri periodi il lavoro ha ispirato risposte politiche che andavano oltre il suo ambito, fino a diventare scelte generali, per tutta la societ\u00e0, come la scuola, il sistema pubblico di pensione, il sistema sanitario nazionale che fino a qualche decennio fa sono stati non solo conquiste sociali importanti ma collanti decisivi per la societ\u00e0 italiana. Ora tutto \u00e8 in movimento.<\/p>\n<p>Ora il mondo del lavoro ha bisogno di ottenere scelte politiche che aiutino a riunificare dispersione, frantumazione, scarso potere contrattuale, spesso scoraggiato con un attacco continuato al ruolo di rappresentanza dei sindacati.<\/p>\n<p>In altri periodi il potere contrattuale e l&#8217;iniziativa sindacale potevano supplire in parte ai vuoti legislativi, ora invece occorrono leggi ben fatte, attente all&#8217;obiettivo di invertire la tendenza alla concorrenza esasperata tra lavoratori, di allentare la pressione di una disoccupazione a livelli troppo alti in particolare tra i giovani.<\/p>\n<p>Occorre impostare un disegno ambizioso che ispirandosi alla nostra Costituzione realizzi un nuovo impianto di diritti (la Carta dei diritti di tutti i lavoratori presentata dalla Cgil \u00e8 un buon riferimento), di obiettivi sociali tali da garantire elementi nuovi ed importanti di unificazione del mondo del lavoro. Il lavoro oggi ha bisogno pi\u00f9 che mai della attuazione della Costituzione, di buone leggi che chiudano la fase della regressione fino al riemergere dal passato di forme di vera e propria schiavit\u00f9.<\/p>\n<p>La sinistra se vuole risalire la china deve ritrovare la sua iniziativa sul lavoro. Alcuni temi sono gi\u00e0 chiari da tempo. I diritti di chi lavora, a partire da una normativa di legge contro il ricatto del licenziamento ingiustificato. Il diritto dei lavoratori ad avere un controllo contrattuale sulla propria condizione di lavoro, sulla retribuzione, sugli orari, ecc. sulla base di contratti definiti con i sindacati in base alla loro effettiva rappresentanza. A questo la legge pu\u00f2 dare una spinta importante. Occorre ridisegnare gli interventi a favore delle aree di lavoratori che non riescono a difendersi adeguatamente da sole. La discussione sul reddito di cittadinanza ha il merito di avere portato alla luce che il salario in Italia \u00e8 molto basso e che l&#8217;adozione di un salario minimo pu\u00f2 essere utile se \u00e8 rivolto a sostenere la contrattazione, non a sostituirla, come un pericolosoo paternalismo ripropone. Il fenomeno dei lavoratori poveri si \u00e8 allargato a dismisura.<\/p>\n<p>Occorre infine ridisegnare i pilastri dello stato sociale, non per abbatterli come propone la destra neoliberista, ma per rafforzarli negli aspetti che hanno perso la capacit\u00e0 di difendere aree di lavoratori che oggi sono esclusi o ai margini e, ad esempio, sono costretti a non curarsi perch\u00e8 non se lo possono permettere.<\/p>\n<p>Il 1\u00b0 maggio 2019 deve essere anche una festa ma soprattutto l&#8217;occasione per rimettere in campo il tema del lavoro, per ridare al lavoro il ruolo e la dignit\u00e0 che merita nella societ\u00e0, invertendo una fin troppo lunga fase di regressione.<br \/>\nAlfiero Grandi<\/p>\n<p>05 &#8211; LA RESISTENZA DI OGGI, ALDO TORTORELLA NELL\u2019ANNIVERSARIO DELLA LIBERAZIONE A PORTA SAN PAOLO. Pubblichiamo la traccia del discorso tenuto da Aldo Tortorella \u2013 il partigiano Alessio \u2013 alla conclusione della manifestazione tenuta a Roma a Porta San Paolo.<\/p>\n<p>NOI CELEBRIAMO QUEST\u2019ANNO UN 25 APRILE MOLTO DIVERSO DA QUELLI PASSATI.<br \/>\nPer la prima volta in tanti anni di storia della Repubblica, una parte intera del governo ha voluto disertare le celebrazioni di questo giorno della Liberazione con una motivazione fornita dal capo di questa fazione che mette sullo stesso piano fascismo e antifascismo come si trattasse della lotta tra opposte tifoserie in una partita di calcio. \u00c8, prima che una infamia, una bestialit\u00e0, perch\u00e9 mette sullo stesso piano vittime e carnefici.<\/p>\n<p>Noi qui a Porta San Paolo, dove inizi\u00f2 la Resistenza italiana nella comunanza tra popolo e forze armate, siamo a pochi passi dalla tomba di Gramsci, lentamente assassinato dalla carcerazione fascista. E fu barbaramente trucidato Matteotti: il capo fascista, che se ne prese la responsabilit\u00e0, meritava la galera solo per questo. Fu assassinato don Minzoni, il sacerdote di Ferrara simbolo di una profonda fede cattolica e perci\u00f2 antifascista difensore della giustizia sociale. Furono assassinati Giovanni Amendola, liberale, i fratelli Rosselli socialisti liberali e, prima e dopo, lavoratori e lavoratrici, sindacalisti, intellettuali. Bande assassine incendiarono camere del lavoro e sedi dei quotidiani d\u2019opposizione\u2026.. Con la complicit\u00e0 della monarchia e delle classi dominanti, il fascismo si afferm\u00f2 con la violenza e il delitto..<\/p>\n<p>E furono mandati a morire e a dare la morte in guerre d\u2019aggressione centinaia di migliaia di giovani. In 20 anni di dittatura 10 sono stati di guerra: la guerra coloniale di Abissinia, vinta con l\u2019uso criminale dei gas asfissianti, la guerra contro la repubblica spagnola a favore del fascismo franchista , l\u2019aggressione alla Grecia, alla Francia, alla Russia sovietica scatenate tutte contro chi nulla aveva fatto contro di noi, e le ultime tre con il miserabile scopo di salire sul carro del presunto vincitore.<\/p>\n<p>L\u2019equiparazione tra fascismo e antifascismo sarebbe dunque solo una nuova prova di una ignoranza abissale se questo figuro che l\u2019ha detta non fosse un ministro della repubblica italiana, che ha giurato sulla Costituzione la quale proibisce la rinascita fascista. E quell\u2019equiparazione \u00e8 il ragionamento iniziale dei nuovi fascisti per avvalorare poi la loro volont\u00e0 di ritorno. Quella equiparazione equivale ad una esaltazione del fascismo, equivale a un reato. Commesso con lo scopo miserabile di ottenere i voti fascisti e con il proposito di imitarne la scalata al potere esclusivo.<\/p>\n<p>Rileggiamo dunque a questo ministro la motivazione della medaglia d\u2019oro conferita a Roma per la lotta di liberazione su proposta della apposita commissione militare e consegnata ieri dalla ministra della difesa, esponente dell\u2019altra parte del medesimo governo cui lui appartiene, motivazione che cos\u00ec conclude : \u201cI partigiani, i patrioti, la popolazione tutta riscattarono l\u2019Italia dalla dittatura fascista e dalla occupazione nazista\u201d. Il riscatto da una dittatura e dalla svendita dell\u2019Italia agli occupanti nazisti, questa fu la Resistenza!<\/p>\n<p>La motivazione parla di Roma ma, mutando i nomi, vale per tutta l\u2019Italia oppressa che si ribellava. C\u2019era un \u201cnemico sanguinario e oppressore\u201d da combattere e Roma lo contrast\u00f2 \u201cper 271 giorni con sofferenze durissime\u201d e si citano insieme la battaglia di Porta san Paolo e il \u201cmartirio delle fosse Ardeatine e di Forte Bravetta\u201d; il \u201crastrellamento degli ebrei\u201d e le \u201ctemerarie azioni della guerriglia partigiana\u201d; la \u201cstoica sopportazione delle pi\u00f9 atroci torture a via Tasso\u201d e le \u201cindiscriminate esecuzioni\u201d giunte sino, bisogna aggiungere, alla strage delle donne sul \u201cPonte di ferro\u201d per un pezzo di pane strappato nell\u2019assalto ai forni che rifornivano gli occupatori.<\/p>\n<p>Era questa la conclusione di un regime che sopprimeva la libert\u00e0 in nome dello spirito guerriero e di conquista suscitato e alimentato dal nazionalismo e dall\u2019idea della superiorit\u00e0 dei bianchi, anzi degli ariani, con l\u2019inimicizia verso tutti gli altri e l\u2019odio razzista verso gli ebrei, verso i rom, oltre che verso tutti gli oppositori politici e morali. Il risultato fu lo scatenamento nazista con l\u2019accodamento fascista della seconda guerra mondiale. Lutti infiniti, rovine immani, miseria e fame.<\/p>\n<p>I disertori del 25 aprile, e molti con loro, dicono che tutti i caduti sono da considerare moralmente uguali perch\u00e9 tutti caddero per il loro ideale. Ma questa \u00e8 una falsificazione della verit\u00e0. Bisogna avere la medesima piet\u00e0 per tutti i morti come noi antifascisti abbiamo. Ma ci\u00f2 non vuol dire la dimenticanza dei torti e delle ragioni. C\u2019\u00e8 chi \u00e8 morto per difendere o affermare la tirannide e chi \u00e8 morto per instaurare la libert\u00e0.<\/p>\n<p>Tuttavia dobbiamo chiederci come sia possibile che la reale consistenza del regime fascista e la sua catastrofica conclusione sia stata dimenticata da tanti. Certamente il tempo che passa affievolisce i ricordi. Ma non \u00e8 solo per il tempo che vi \u00e8 chi oggi rivaluta il fascismo.<\/p>\n<p>Ci fu un errore anche in noi vecchi, anche nelle forze democratiche pi\u00f9 avanzate. Fu sbagliato considerare che la Resistenza fosse stato un lavacro della nazione. Si pens\u00f2 che il disastro era stato cos\u00ec enorme che la lezione valesse per sempre. Non era cos\u00ec. Permanevano nel fondo sentimenti ancestrali che il fascismo aveva saputo mobilitare: l\u2019ostilit\u00e0 contro i diversi per il colore della pelle, per la fede religiosa, per le tendenze sessuali, permaneva il patriarcato e il maschilismo.<\/p>\n<p>Il razzismo non \u00e8 cosa nuova ma ha radici antiche: per quasi due millenni gli ebrei sono stati definiti dai cristiani il popolo deicida e fin dai tempi della conquista dell\u2019Africa e poi delle Americhe, i neri, gli indiani, gli indios sono stati considerati inferiori ai bianchi o schiavi dei bianchi\u2026 Solo alla met\u00e0 dell\u2019800 fu abolita la schiavit\u00f9 negli Stati Uniti e ci volle una guerra civile per affermare la parit\u00e0 nei diritti, ma ancor oggi i suprematisti uccidono\u2026 I gay sono stati perseguitati per secoli, Oscar Wilde, ricordate?, pat\u00ec la prigione\u2026 E i pi\u00f9 non conoscono la verit\u00e0 scientifica che dice: le razze non esistono, il diverso colore della pelle non implica diversit\u00e0 razziale. siamo tutti egualmente della specie sapiens sapiens (sebbene i fascisti se lo dimentichino)\u2026 E le differenze sessuali non sono una colpa o una \u201cmalattia\u201d o un capriccio\u2026<\/p>\n<p>E per ci\u00f2 che riguarda il maschilismo e il patriarcato ancora oggi vi \u00e8 chi pensa da noi e altrove \u2013 come mi disse qualcuno che era un onesto lavoratore \u2013 che tutti i guai sono incominciati quando si \u00e8 venuta affermando l\u2019idea della emancipazione femminile, della liberazione della donna. Le donne dovrebbero essere solo madri e casalinghe, come una volta\u2026 Ma senza il lavoro femminile il mondo crollerebbe, e questa affermata superiorit\u00e0 maschile negli affari pubblici ha portato solo a un mondo di folle competizione e di guerre\u2026 si vorrebbe che le donne tornassero a subire, ma la loro rivoluzione \u00e8 in atto\u2026 Non pi\u00f9 la imitazione dell\u2019uomo, ma la valorizzazoione della differenza e l\u2019autorit\u00e0 femminile\u2026..<\/p>\n<p>Nelle crisi gravi, quando i disagi economici colpiscono le classi lavoratrici e il ceto medio, le forze economicamente dominanti possono sempre fare appello ai preconcetti ancestrali per riversare sui \u201cdiversi\u201d le loro colpe, per attaccare il \u201cpermissivismo\u201d democratico, per contrastare l\u2019avanzamento dei diritti civili, per alimentare il mito dell\u2019uomo forte che tutto risolver\u00e0 e per conquistare in tal modo le coscienze popolari.<\/p>\n<p>Ci fu sottovalutazione di questo permanente pericolo. Ma, oltre a ci\u00f2, ben presto inizi\u00f2 una campagna di denigrazione della Resistenza, di processi a partigiani spesso per atti di guerra e talora per delitti mai commessi cui si aggiunse una strisciante opera di rivalutazione del fascismo per ci\u00f2 che aveva fatto nel tempo tra gli iniziali delitti e le criminali guerre.<\/p>\n<p>Un\u2019opera di rivalutazione che ignorava il fatto che quel regime non unicamente nelle sue conclusioni disastrose ma in tutto il suo svolgimento fu fallimentare. Fu tale da lasciare in eredit\u00e0 non solo un paese distrutto ma terribilmente arretrato, un paese agricolo industriale quando questa fase era gi\u00e0 stata superata da gran tempo altrove, un paese dove si insegnava con testi scolastici di stato, dove ogni apertura alle altre culture era vista con sospetto, dove gli studi universitari erano per pochi e patrimonio prevalente dei pi\u00f9 agiati, dove il nazionalismo e le pretese imperiali nascondevano la indigenza e la miseria diffuse.<\/p>\n<p>Tuttavia, l\u2019utilizzazione delle paure ancestrali verso i \u201ddiversi\u201d per colore della pelle, per tendenze sessuali, per differenze di fede religiosa non avrebbe potuto essere cos\u00ec notevole come provano i sondaggi senza una responsabilit\u00e0 grave delle forze democratiche e di quelle che si dicono di sinistra. La responsabilit\u00e0 di avere ignorato i disagi crescenti a causa della crisi economica dovuta al corso economico neo liberista di cui anche la sinistra moderata era stata succube artefice. Le periferie sono state abbandonate, le sezioni dei partiti democratici scomparse, si credeva che bastassero le comparse televisive e la partecipazione ai poteri pubblici\u2026E i problemi reali creati dalle migrazioni sono stati troppo spesso ignorati, il sindaco di Riace \u00e8 stato lasciato solo, non si \u00e8 denunciato a sufficienza il neo colonialismo che ha scatenato guerre come in Iran, in Siria, in Libia, non si \u00e8 lottato per avere un grande piano dell\u2019Europa e dei paesi ricchi per i paesi africani: la elemosina dei pur migliori tra i capitalisti americani, come Bill Gates o Warren Buffet, non basta\u2026<\/p>\n<p>Guai a noi e alla democrazia se le forze pi\u00f9 democratiche non comprendono i disagi economici e i sentimenti delle classi lavoratrici e popolari, se indulgessimo all\u2019abitudine sbrigativa e sbagliata di dare del razzista a tutti coloro che non capiscono di essere trascinati in una guerra tra poveri in cui gli unici vincitori saranno i poteri del grande capitale e dei loro servitori\u2026<\/p>\n<p>Se ci sono giovani che si volgono verso nostalgie fascistiche ci\u00f2 accade sia perch\u00e9 si \u00e8 voluto deliberatamente ignorare, in nome di una malintesa pacificazione nazionale, di insegnare la storia reale del nostro paese ma anche e soprattutto perch\u00e9 le giovani generazioni sono state le pi\u00f9 penalizzate dalla crisi. Le cifre della disoccupazione giovanile soprattutto al sud sono paurose. E il lavoro precario, mal pagato, privo di tutele e garanzie prevale tra il giovani. Non c\u2019\u00e8 avvenire e non c\u2019\u00e8 speranza.<\/p>\n<p>Tra i giovani pu\u00f2 avanzare l\u2019ideologia che dice: il socialismo \u00e8 fallito, la democrazia \u00e8 fallita, facciamo piazza pulita, imbocchiamo una strada nuova tutta nostra. Solo i gruppi dirigenti ideologizzati sanno che la strada nuova \u00e8 quella vecchia. Ci\u00f2 che viene presentato ai giovani su cui si punta per farne dei quadri o dei seguaci delle formazioni neo fasciste o del populismo di estrema destra \u00e8 un misto di nazionalismo razzista (l\u2019Italia umiliata da una democrazia succube, le aziende italiane vendute agli stranieri, gli italiani sommersi dagli immigrati ecc) e di rivoluzionarismo di pseudo sinistra (contro l\u2019americanismo di facciata, confusione tra governo Netanyahu ed ebrei, misure di socialit\u00e0 ecc). Ezra Pound fu tipico di questa ideologia: pensando di essere un rivoluzionario antiborghese copr\u00ec le pi\u00f9 atroci infamie naziste e fasciste.<\/p>\n<p>A chi rivendica la democrazia diretta contro la democrazia rappresentativa occorre ricordare che quando fu cancellata la democrazia rappresentativa in nome dei consigli degli operai e dei soldati, furono alla fine esautorati i consigli, trionf\u00f2 la burocrazia e questa si fece padrona. E a chi esalta il nazionalismo come amor di patria bisogna spiegare che l\u2019amore per il nostro paese fu quello della Resistenza che riscatt\u00f2 l\u2019onore dell\u2019Italia trascinato nel fango dal fascismo. L\u2019amore per la propria terra \u00e8 il contrario del nazionalismo che predica l\u2019inimicizia verso gli altri o, peggio, predica l\u2019odio razziale. Non c\u2019\u00e8 amore per l\u2019Italia se non c\u2019\u00e8 lo sforzo continuo di far vivere e rinnovare la nostra cultura nel dialogo con gli altri. Il nazionalismo sciovinista \u00e8 stato causa di conflitti infiniti e di due guerre europee divenute mondiali.<\/p>\n<p>L\u2019Europa \u00e8 stata fatta innanzitutto per garantire la pace. E coloro che vanno predicando, come fanno gli emuli di quello Steve Bannon cacciato persino da Trump, la ripresa degli antichi costumi \u2013 l\u2019antifemminismo, la lotta contro i diritti civili delle donne e degli uomini, contro tutti i \u201cdiversi\u201d, la chiusura in se stessi \u2013 vogliono soltanto farsi padroni, vogliono tornare alla dittatura delle classi dominanti in nome del populismo. Il populismo di Trump vuol dire meno tasse ai miliardari. E i Salvini nostrani vogliono la tassa piatta per sgravare i pi\u00f9 ricchi.<\/p>\n<p>Non \u00e8 faziosit\u00e0 di parte ricordare che in questo mondo dove comandano i pi\u00f9 ricchi, i padroni delle multinazionali, i petrolieri, quello che in sintesi si chiama il grande capitale, l\u2019enorme accumulo di merci non ha risolto il problema della infinita miseria di miliardi di donne e di uomini, anzi ha esasperato la differenza abissale tra ricchi e poveri e ha creato un disastro ambientale che compromette le sorti dell\u2019umanit\u00e0\u2026<\/p>\n<p>Le basi del fascismo furono e sono nella tendenza autoritaria che le classi dominanti mettono in campo ogni volta che vengano messe in discussione le basi del loro potere. Perci\u00f2 si fomentano le paure antiche, la creazione di falsi nemici del popolo, l\u2019ostilit\u00e0 verso il parlamento (tutti ladri, tutti imbroglioni\u2026) per conquistare l\u2019opinione comune. E oggi i mezzi di persuasione di massa e le comunicazioni in tempo reale rendono estremamente pi\u00f9 facile formare le opinioni per chi ne ha i mezzi. Oggi Trump non ha bisogno di radunare le masse in piazza, pu\u00f2 parlare tutti i giorni ai suoi seguaci, o anche pi\u00f9 volte al giorno se lo vuole.<\/p>\n<p>Ci vuole una grande battaglia culturale se non si vuole che la piaga si diffonda. Ma per combattere culturalmente bisogna contemporaneamente essere dentro i problemi reali delle persone. Non \u00e8 sufficiente sostenere i sacrosanti diritti civili, bisogna occuparsi dei diritti sociali, stare vicino a chi \u00e8 a disagio e a chi soffre. Bisogna farsi missionari dell\u2019azione concreta contro le difficolt\u00e0 quotidiane delle lavoratrici e dei lavoratori, dei penultimi e degli ultimi. Altrimenti nessuno ascolter\u00e0 le nostre argomentazioni in difesa della democrazia.<\/p>\n<p>E ci vuole l\u2019esempio. Ha ragione il presidente della Repubblica. La Resistenza fu un secondo Risorgimento e una rivolta morale. Un secondo Risorgimento perch\u00e9 vi parteciparono in prevalenza, diversamente dal primo, la classe operaia, i braccianti e i contadini, donne e uomini delle classi chiamate \u201csubalterne\u201d. E si dimostr\u00f2 vincente perch\u00e9 fu unitaria. La rottura dell\u2019unit\u00e0 antifascista nel mondo e in Italia port\u00f2 solo tensioni e lacerazioni, anzich\u00e9 un reciproco influsso e un reciproco miglioramento tra paesi diversi od opposti\u2026<\/p>\n<p>E fu una rivolta morale in nome della libert\u00e0 ma, insieme, della giustizia sociale. Perci\u00f2 quando si grida Resistenza ora e sempre come anche voi fate, bisogna sapere che non si rende solo onore al passato ma ci si impegna a battersi qui ed ora per la libert\u00e0 e per la difesa della democrazia costituzionale, e , insieme, per la giustizia sociale, per l\u2019eguaglianza, contro lo sfruttamento, per un mondo migliore.<\/p>\n<p>06 &#8211; L\u2019INVECCHIAMENTO NON FRENA LA CRESCITA. SPESSO LE ECONOMIE CON MOLTI LAVORATORI ANZIANI CRESCONO POCO. MA NON DEV\u2019ESSERE PER FORZA COS\u00cc. BASTEREBBE UNA MAGGIORE APERTURA VERSO L\u2019IMMIGRAZIONE E LE TECNOLOGIE<br \/>\nPer la prima volta nel mondo il numero di persone di pi\u00f9 di 65 anni supera quello dei minori di cinque anni. Secondo Torsten Slok, un economista della Deutsche Bank, tra vent\u2019anni il rapporto sar\u00e0 di due a uno. Questa tendenza \u00e8 preoccupante per una serie di motivi, dall\u2019aumento dei costi delle pensioni al rallentamento della crescita. L\u2019invecchiamento mondiale \u00e8 inevitabile, ma i suoi effetti negativi sull\u2019economia no. Se le societ\u00e0 con pi\u00f9 anziani crescono di meno, forse \u00e8 perch\u00e9 preferiscono la tradizione familiare al dinamismo. Con l\u2019aumento del numero di anziani, i governi tendono a trascurare le politiche espansive basate su investimenti pubblici nella scuola e nelle infrastrutture, privilegiando le pensioni e l\u2019assistenza sanitaria. Per bilanciare l\u2019aumento dei pensionati, i lavoratori pagano<br \/>\ntasse pi\u00f9 alte. Ma il colpo pi\u00f9 duro alla crescita arriva dal calo della produttivit\u00e0. Uno studio pubblicato nel 2016 ha esaminato i dati di alcuni stati americani, rilevando che un aumento del 10 per cento delle persone con pi\u00f9 di sessant\u2019anni riduce di mezzo punto percentuale il tasso di crescita del pii pr\u00f2 capite. Due terzi di questo calo sono dovuti alla minore produttivit\u00e0.<br \/>\nQualcuno potrebbe pensare che i lavoratori pi\u00f9 anziani siano meno produttivi. Ma non \u00e8 cos\u00ec. Anche se alcune abilit\u00e0 (soprattutto) fisiche) si riducono con l\u2019et\u00e0, l\u2019effetto complessivo non \u00e8 determinante. Uno studio del settore manifatturiero tedesco pubblicato nel 2016 non ha evidenziato alcun calo sensibile nella produzione dei lavoratori con pi\u00f9 di sessant\u2019anni.<br \/>\nTra l\u2019altro le aziende possono cambiare le mansioni dei dipendenti pi\u00f9 anziani per sfruttare al meglio i vantaggi dell\u2019et\u00e0, come l\u2019esperienza e i contatti professionali. Inoltre, se la crescita debole della produttivit\u00e0 fosse legata al rendimento ridotto dei lavoratori anziani, questo dovrebbe riflettersi nell\u2019andamento salariale: gli stipendi tenderebbero ad aumentare all\u2019inizio della carriera e a ridursi verso la fine. Ma secondo uno studio di Moody\u2019s Analytics, nelle<br \/>\naziende con molti lavoratori anziani gli stipendi sono pi\u00f9 bassi per tutti. Gli autori ipotizzano che queste aziende impieghino meno le nuove tecnologie vista l\u2019et\u00e0 avanzata dei dipendenti.<br \/>\nSe le difficolt\u00e0 delle economie che invecchiano rapidamente fossero dovute alla crescita lenta della forza lavoro e al rapido aumento dei costi pensionistici, la scelta sensata sarebbe tenere le persone al lavoro, per esempio alzando l\u2019et\u00e0 pensionabile. Se invece il problema nasce dalla riluttanza ad adottare le nuove tecnologie, \u00e8 necessario fissare obiettivi diversi, a cominciare dall\u2019aumento della competitivit\u00e0. Negli Stati Uniti l\u2019aumento della concentrazione industriale e i profitti costantemente alti hanno rinnovato l\u2019interesse per le regole antitrust. I vantaggi legati allo spezzettamento delle grandi aziende e all\u2019aumento della competitivit\u00e0 potrebbero essere maggiori di quanto si pensa, perch\u00e9 a quel punto le aziende pi\u00f9 \u201cvecchie\u201d e conservatrici sarebbero spinte a fare un uso migliore delle nuove tecnologie.<br \/>\nSempre pi\u00f9 conservatori<br \/>\nAltre misure potrebbero essere utili: per esempio, favorire l\u2019immigrazione. Un flusso di giovani lavoratori stranieri risolverebbe quasi tutti i problemi derivanti dall\u2019invecchiamento della popolazione. In questo modo non solo si amplierebbe la forza lavoro e il numero dei contribuenti, ma ci sarebbero anche pi\u00f9 aziende giovani con una maggiore apertura alle nuove tecnologie. Ma le societ\u00e0 con molti lavoratori anziani hanno anche molti elettori anziani, che in media sono pi\u00f9 conservatori e meno favorevoli all\u2019immigrazione. Davanti alla scelta tra una societ\u00e0 dinamica ma poco familiare e una familiare ma statica, i paesi pi\u00f9 vecchi tendono a preferire la seconda.<br \/>\nMa \u00e8 probabile che prima o poi sia la tecnologia a superare l\u2019effetto paralizzante dell\u2019invecchiamento. In uno studio Daron Acemoglu, del Massachusetts institute of technology, e Pascual Restrepo, dell\u2019Universit\u00e0 di Boston, hanno riscontrato che la carenza di lavoratori giovani porta le aziende a investire di pi\u00f9 nell\u2019automazione, che a sua volta favorisce la produttivit\u00e0. I robot non hanno ancora rivoluzionato i servizi e altri settori, ma le cose potrebbero cambiare. Il mondo avrebbe bisogno subito di un po\u2019 di produttivit\u00e0 e flessibilit\u00e0. Ma la stagnazione finir\u00e0 prima o poi, magari quando i robot diventeranno dirigenti.<\/p>\n<p>07 &#8211; LA GENERAZIONE DERUBATA. I RAGAZZI FANNO BENE A SCENDERE IN PIAZZA PER DIFENDERE LA TERRA. BISOGNA VIETARE I COMBUSTIBILI FOSSILI E PASSARE A UN\u2019ECONOMIA CIRCOLARE IN CUI NIENTE SI DISTRUGGE, SCRIVE MONBIOT RAGAZZI CHE SCENDONO IN PIAZZA HANNO RAGIONE: GLI STIAMO RUBANDO IL FUTURO. L\u2019economia \u00e8 un sistema piramidale con conseguenze ambientali che ricadono sui ragazzi e sui bambini che nasceranno. La crescita di questo modello \u00e8 basata sul furto intergenerazionale.<br \/>\nAl cuore del capitalismo c\u2019\u00e8 un presupposto: chiunque abbia denaro ha il diritto di accaparrarsi le risorse del pianeta. \u00c8 possibile comprare la terra, l\u2019atmosfera, i minerali, la carne e il pesce senza preoccuparsi di chi rimarr\u00e0 senza. Basta pagare per avere catene montuose e pianure fertili. Chiunque pu\u00f2 bruciare tutto il combustibile che vuole. Ogni sterlina o dollaro garantisce un diritto sulla ricchezza naturale del mondo.<br \/>\nIn base a quale principio il conto in banca d\u00e0 un diritto a possedere il pianeta? La giustificazione classica risale al Secondo trattato sul governo di John Locke, del 1689. Per Locke il diritto a possedere le risorse naturali si acquisisce con il lavoro: i frutti raccolti, i minerali estratti e i terreni arati diventano propriet\u00e0 esclusiva di chi ci lavora. La sua teoria fu ampliata nel settecento dal giurista William Blackstone, secondo cui il diritto di un uomo al \u201ccontrollo esclusivo e dispotico\u201d della terra \u00e8 attribuito a chi la occupa per primo per produrre cibo. Quel diritto pu\u00f2 poi essere ceduto in cambio di denaro.<\/p>\n<p>ANNO ZERO<br \/>\n\u00c8 questo il principio fondante del nostro attuale sistema economico. E non ha alcun senso. Tanto per cominciare ipotizza un arbitrario anno zero in cui chiunque pu\u00f2 occupare un pezzo di terra e rivendicarlo come suo. Locke us\u00f2 l\u2019America come esempio di territorio vergine su cui affermare i propri diritti. In realt\u00e0, come ammise Blackstone, questo diritto era basato sullo sterminio dei nativi americani. I coloni non si limitavano a cancellare i diritti precedenti, ma anche quelli futuri. Con i loro discendenti acquisivano il diritto a possedere la terra a tempo indeterminato, fino all\u2019eventuale decisione di venderla. In questo modo s\u2019impediva ai<br \/>\nfuturi pretendenti di ottenere le risorse naturali nello stesso modo. E non \u00e8 tutto. Il \u201ctuo\u201d lavoro \u00e8 spesso svolto da altri. Non dovrebbero essere loro ad acquisire il diritto? A quanto pare Locke non pensava ai diritti di tutti, ma solo a quelli dei possidenti europei. Comunque sia, cosa c\u2019\u00e8 di cosi magico nel lavoro da trasformare tutto ci\u00f2 che tocca in propriet\u00e0 privata? Perch\u00e9 non affermare allora che la ricchezza naturale \u00e8 di chi ci fa la pip\u00ec sopra? Le argomentazioni a difesa del nostro sistema economico sono deboli e insensate. Una volta smontate, rimane una struttura basata sul saccheggio, ai danni di altre persone, di altri paesi, di altre specie e del futuro.<br \/>\nEppure i ricchi si arrogano il diritto di comprare risorse naturali da cui tutti dipendiamo. Locke avvert\u00ec che la sua teoria funzionava solo se restavano sufficienti beni in comune per gli altri. Ma \u00e8 evidente che oggi i beni in comune sono insufficienti. Chi si accaparra le risorse le sottrae agli altri.<br \/>\n\u00c8 impossibile rendere equo l\u2019attuale sistema. E allora come sostituirlo? Penso che il principio fondante di un nuovo sistema debba essere che chi non \u00e8 ancora nato ha, quando viene al mondo, gli stessi diritti di chi \u00e8 gi\u00e0 in vita. Niente di nuovo: l\u2019articolo 1 della Dichiarazione universale dei diritti umani stabilisce che \u201ctutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignit\u00e0 e diritti\u201d. Purtroppo la dichiarazione non aggiunge che nessuna generazione ha il diritto di derubare quella successiva. L\u2019articolo mancante potrebbe essere questo: \u201cOgni generazione ha uno stesso diritto a godere della ricchezza naturale\u201d.<br \/>\nBisognerebbe stabilire che lo sfruttamento delle risorse rinnovabili non pu\u00f2 essere pi\u00f9 rapido della loro rigenerazione, e vietare lo sfruttamento di quelle non rinnovabili che non siano riciclabili. Questo implica due cambiamenti epocali: il passaggio a un\u2019economia circolare in cui niente si distrugge e la fine dei combustibili fossili.<br \/>\nPer quanto riguarda la propriet\u00e0 della terra, in un mondo densamente popolato come l\u2019attuale, l\u2019articolo 17 della dichiarazione \u00e8 contraddittorio. Dice che \u201cogni individuo ha il diritto ad avere una propriet\u00e0 personale\u201d, ma non introduce limiti e quindi non garantisce il diritto a tutti.<br \/>\nIl dibattito pubblico dovrebbe essere incentrato su questi temi. Per impedire la distruzione dell\u2019ambiente e il crollo del sistema dobbiamo rimettere in discussione le nostre convinzioni pi\u00f9 profonde. ( George Monbiot, The Guardian, Regno Unito)\t\t<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>01 \u2013 E\u2019 stato un 1\u00b0Maggio nel segno del lavoro povero e intermittente, della crescita del debito pubblico. 02 -L\u2019On. 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