{"id":15383,"date":"2019-04-06T17:26:31","date_gmt":"2019-04-06T15:26:31","guid":{"rendered":"http:\/\/www.filef.net\/?p=15383"},"modified":"2019-04-06T17:26:31","modified_gmt":"2019-04-06T15:26:31","slug":"19-04-06-news-dai-parlamentari-eletti-all-estero-ed-altre-comunicazioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=15383","title":{"rendered":"19 04 06  NEWS DAI PARLAMENTARI ELETTI ALL ESTERO  ED ALTRE COMUNICAZIONI."},"content":{"rendered":"<p>\t\t\t\t01 &#8211; Terremoto L\u2019Aquila: dieci anni fa la tragedia, oggi la speranza. Dieci anni fa il terremoto dell\u2019Aquila. Una scossa di magnitudo 6.3 che ha provocato la morte di 309 persone e oltre mille feriti. Erano le 3:32 della notte tra il 5 e il 6 aprile 2009 quando la terra a L\u2019Aquila ha iniziato a tremare<br \/>\n02 &#8211; Terremoto dell\u2019Aquila 10 anni dopo, la ricostruzione \u201ctradita\u201d, cronaca.<br \/>\n03 &#8211; Schir\u00f2 e Ungaro (PD): velocizzare rimborsi fiscali ai pensionati INPS in svizzera.<br \/>\n04 &#8211; La Marca (PD): ho chiesto al ministro Salvini un incontro sulla questione dell\u2019attestazione dell\u2019italiano per coloro che richiedono la cittadinanza per matrimonio<br \/>\n05 &#8211; Schir\u00f2 (PD): la diminuzione degli eletti all\u2019estero lede i diritti dell\u2019emigrazione e danneggia gli interessi del paese.<br \/>\n06 &#8211; La Marca (PD): nell\u2019audizione del Cgie sulla riduzione del numero dei parlamentari ho ribadito la contrariet\u00e0 dei gruppi parlamentari e degli eletti all\u2019estero del PD<br \/>\n07 &#8211; Ottomila auto blu mettono in imbarazzo Di Maio facebook35 Twitter Consip pubblica due bandi per l\u2019acquisto di oltre ottomila auto blu.<br \/>\n08 &#8211; Salvini \u00e8 un pericolo per la nostra Costituzione. Guardare in faccia la realt\u00e0, comprenderla, reagire all&#8217;altezza delle sfide \u00e8 una regola aurea, purtroppo ora largamente in disuso a sinistra.<br \/>\n09 &#8211; Alcuni numeri per raccontare attivit\u00e0 e composizione delle istituzioni europee. Leggi il report &#8220;Infrazioni europee<br \/>\n10 &#8211; Incredibile. Commemorare oggi la dittatura brasiliana? Una giudice lo proibisce. 1964-2019. Sul proposito di Bolsonaro interviene la giustizia federale<br \/>\n11 &#8211; Disuguaglianze economiche e partiti populisti: legame da scindere. Scenari. Dal voto del 4 marzo: dove i \u00abcollegi\u00bb erano pi\u00f9 poveri, \u00e8 stato premiato il M5S; dove le classi medio-basse erano pi\u00f9 presenti, ad essere premiata \u00e8 stata la Lega.<br \/>\n12 &#8211; L\u2019anno che verr\u00e0, sotto il parametro del debito pubblico. Nuova finanza pubblica. La fragilit\u00e0 economica di un Paese \u00e8 certamente legata anche al livello del suo indebitamento, ma occorrerebbe fare riferimento al debito complessivo di tutti gli attori che operano nel sistema economico: oltre allo Stato, le famiglie, le imprese e le banche.<\/p>\n<p><strong>01 &#8211; TERREMOTO L\u2019AQUILA: DIECI ANNI FA LA TRAGEDIA, OGGI LA SPERANZA. DIECI ANNI FA IL TERREMOTO DELL\u2019AQUILA. UNA SCOSSA DI MAGNITUDO 6.3 CHE HA PROVOCATO LA MORTE DI 309 PERSONE E OLTRE MILLE FERITI. ERANO LE 3:32 DELLA NOTTE TRA IL 5 E IL 6 APRILE 2009 QUANDO LA TERRA A L\u2019AQUILA HA INIZIATO A TREMARE<\/strong>. Sono passati dieci anni da quella tragedia che ha segnato non solo un\u2019intera regione ma anche l\u2019Italia visto che si \u00e8 mobilitata immediatamente per aiutare tutti i paesi colpiti da questo sisma di magnitudo 6.3. Terremoto L\u2019Aquila 6 aprile 2009 Doveva essere una notte come le altre quella del 6 aprile 2009. Ma alle 3:32 l\u2019Abruzzo e L\u2019Aquila si fermano e vengono messe in ginocchio dal terremoto. Una scossa di magnitudo 6.3 che solo qualche ora dopo \u00e8 stata abbassata a 5.9 della scala Richter. La terra trema, i palazzi iniziano a crollare, le strade a spaccarsi. Un inferno che diverse persone dopo dieci anni ancora fanno fatica a raccontare. Terremoto L\u2019Aquila 20009: L\u2019Aquila \u00e8 il simbolo di questo terremoto con l\u2019orologio sul campanile che \u00e8 stato fermo alle 3:32 del 6 aprile per diverso tempo e la casa degli studenti crollata che ha spezzato la vita di molti giovani universitari. Una tragedia che ha sconvolto l\u2019intera Italia che si \u00e8 alzata con la notizia del terremoto ma soprattutto con la conta delle vittime che saliva di ora in ora. Un evento che nessuno mai riuscir\u00e0 a scordare con l\u2019intero Abruzzo che ci ha messo diverso tempo per rialzarsi e ripartire. Fonte foto: https:\/\/www.facebook.com\/pg\/LAquila- Terremoto L\u2019Aquila 2009, le vittime La scossa, i palazzi che crollano e le urla di diverse persone. Queste sono le prime immagini dei sopravvissuti. Ma il bilancio di quel terremoto parla di 309 morti oltre 1000 feriti ma soprattutto gli sfollati hanno raggiunto quota 80 mila. Vittime italiane ma anche palestinesi, greci, francesi, argentini, macedoni, cechi, argentini e peruviani. Un sisma che non ha risparmiato nessuno: giovani, anziani e adulti. Tra le tante storie anche quella di Giovanna Berardini, una donna che il giorno dopo avrebbe dovuto mettere al mondo la piccola Giorgia ma la sua casa \u00e8 crollata e con lei sono deceduti il marito e l\u2019altro figlio. Ma ci sono state anche tante persone salvate dagli eroi della protezione civile e dei vigili del fuoco. Tra queste Marta Valente ed Eleonora Caselini che sono state estratte rispettivamente dopo 23 e 42 ore. Ma anche la signora Maria D\u2019Antuono che all\u2019epoca aveva 98 anni. Un salvataggio avvenuto dopo 30 ore con la donna che ha dichiarato di aver trascorso il tempo lavorando all\u2019uncinetto. L\u2019Aquila oggi Una storia che nessuno mai si scorder\u00e0. L\u2019Aquila e l\u2019Abruzzo messi in ginocchio il 6 aprile 2009 da un terremoto che ha fatto paura a tutta l\u2019Italia. Oggi L\u2019Aquila presenta ancora i segni evidenti della tragedia ma anche il coraggio di una citt\u00e0 che vuole risorgere pi\u00f9 forte di prima<br \/>\nContinua su:<br \/>\nhttps:\/\/newsmondo.it\/terremoto-laquila 6aprile2009\/cronaca\/?utm_source=welcoming&amp;utm_medium=newsletter&amp;utm_campaign=news-mondo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>02 \u2013 <strong>TERREMOTO DELL\u2019AQUILA 10 ANNI DOPO, LA RICOSTRUZIONE \u201cTRADITA\u201d, CRONACA. DIECI ANNI DOPO, UNA PORTA SI APRE ANCORA SU UN SOGGIORNO, COPERTO DI MACERIE. E UN MOBILETTO DA BAGNO RESISTE SU UN BRANDELLO DI MURO.<\/strong> Dieci anni dopo, superate altre transenne, si torna indietro alla notte del 6 aprile 2009. A quella devastante scossa, che alle 3.32 schiacci\u00f2 309 vite, lasci\u00f2 80mila persone senza casa e rase al suo interi borghi dell\u2019Abruzzo. Dieci anni dopo, il ritorno a L\u2019Aquila \u00e8 un viaggio in un\u2019emergenza ancora aperta e in una ricostruzione a velocit\u00e0 diverse. Da un lato quella privata, dall\u2019 altro quella pubblica; da un lato il centro storico, dall\u2019altro vicoli e frazioni. Cos\u00ec palazzi restaurati, splendidi nei loro ritrovati decori barocchi, convivono con edifici, ancora ingabbiati in corazze di tubi, o con case, ancora pregne delle loro macerie. E 6.300 persone ancora vivono nelle casette d\u2019emergenza e il centro fatica a ritrovare la sua anima. Dieci anni dopo.<br \/>\n<strong>LA RICOSTRUZIONE<\/strong><br \/>\n\u00abNoi camminiamo con la torcia in borsa e gli stivali da cantiere\u00bb. Dopo un\u2019estenuante lotta con la burocrazia insieme al suo consorzio di residenti, Roberta Gargano \u00e8 tornata nella sua casa dagli stucchi azzurri. Di fronte a quel Palazzo del Governo, che con la sua scritta spezzata divenne il simbolo della ferita. Ora \u00e8 anche il pi\u00f9 avanzato cantiere di una ricostruzione pubblica, che arranca pi\u00f9 della privata (per la prima, sono stati erogati 2 miliardi; per la seconda, 5 miliardi e mezzo: 8.264 i cantieri conclusi su 24.947 pratiche).<br \/>\n<strong>FONDI TERREMOTO, UN MILIARDO L&#8217;ANNO PER LA RICOSTRUZIONE<\/strong><br \/>\nAccanto c\u2019\u00e8 un agglomerato ancora fermo nei suoi ponteggi ad un decennio qua. E questa diventa l\u2019immagine a pi\u00f9 facce di L\u2019Aquila oggi. Ma quando a sera, si interrompe il rumore di gru e scavatrici, il silenzio avvolge tutto. \u00c8 la voce dell\u2019assenza. Anche se i numeri dell\u2019anagrafe non lo registrano del tutto, perch\u00e9 molti hanno conservato la residenza, per non perdere finanziamenti, in tanti non sono mai pi\u00f9 tornati dalla costa. Cos\u00ec una successione di \u201cvendesi\u201d e \u201caffittasi\u201d pende dalle facciate rimesse a nuovo, con soldi pubblici. Nella voragine di quella che fu la Casa dello Studente, dove morirono 9 studenti, presto sorger\u00e0 un memoriale, progettato da studenti dell\u2019ateneo cittadino<br \/>\n<strong>ONNA E LE FRAZIONI<\/strong><br \/>\nAd Onna, le macerie di 10 anni fa sono ancora quasi tutte qui. In questo borgo, raso al suolo dal terremoto, la ricostruzione \u00e8 per ora solo una via. E il futuro non sta tanto nei bracci delle poche gru in azione, quanto nei banchi dell\u2019asilo, che tutti sono mobilitati a difendere dal rischio chiusura. Perch\u00e9 \u00abaltrimenti- sospira Antonella Foresta &#8211; ci resta solo il dolore\u00bb. Il dolore delle case diroccate, delle macerie ancora ferme e del piccolo cippo funerario lasciato nel vuoto di un\u2019abitazione demolita, a ricordare a tutti i 40 morti, su 350 abitanti. Seduta davanti alla sua casetta provvisoria, un\u2019anziana fissa quel che resta della vecchia frazione e denuncia: \u00ab\u00c8 il colmo che non siano stati ancora approvati neanche i progetti\u00bb. \u00c8 stata invece ricostruita, col supporto della Germania, la chiesetta del paese. Ma anche in altre frazioni de L\u2019Aquila, da Paganica, a San Gregorio, a Bazzano, non sembrano passati due lustri: la ricostruzione procede con lentezza, cos\u00ec Lucia e Cristina vivono ancora in quelle che qui chiamano \u00able casette di Berlusconi\u00bb, le residenze d\u2019emergenza. \u00abMa da quando \u00e8 andata via la protezione civile &#8211; denuncia la giovane parrucchiera- siamo abbandonati. Ci sono infiltrazioni, immondizia, topi, ma a nessuno importa\u00bb. Ognuno ormai, dopo il terremoto, sembra vivere chiuso nel suo piccolo circuito. E intorno a L\u2019Aquila si \u00e8 creata come una galassia di piccoli nuclei sparsi. Che al massimo si ricompongono in qualche centro commerciale, mentre nel centro si raccolgono firme contro l\u2019apertura di una nuova area periferica di vendite.<br \/>\n<strong>LE ATTIVIT\u00c0 ECONOMICHE<\/strong><br \/>\n\u00abIl centro storico \u00e8 deserto, resistere qui \u00e8 dura\u00bb, concordano due pensionati a spasso sull\u2019asse centrale del centro storico. Le vie con i palazzi pi\u00f9 belli, restaurate, aristocratiche, ma vuote. Come quei negozi, che sono tornati all\u2019interno della mura civiche. Dove i clienti sono la merce pi\u00f9 rara, tranne che per i locali della movida che nel weekend si riempiono di studenti, una voce importante della vita e dell\u2019economia cittadina. Le altre botteghe invece fanno fatica e per questo molte sono restie a rientrare nella sede originale. Per ora l\u2019hanno fatto 87 su mille, per ora, calcola Confcommercio. \u00abIl tessuto commerciale ormai \u00e8 strappato e molte botteghe sono restie a tornare nelle loro sedi storiche, perch\u00e9 \u2013 spiega il direttore di Confcommercio Abruzzo, Celso Cioni \u2013 nel frattempo si sono ricreate un circuito e poi in centro sono venuti a mancare quegli attrattori, che portavano migliaia di persone ogni giorno intorno al mercato\u00bb. Ossia scuole, uffici, poste, tuttora sparsi su un territorio \u00abpi\u00f9 ampio del racconto anulare, oltre 32 km\u00bb, calcola Cioni.<br \/>\n<strong>ALLA SCOPERTA DELL\u2019ABRUZZO, LA TERRA DEI castelli<\/strong><br \/>\nE sulle imprese incombono anche le preoccupazioni della vertenza, ancora aperta con l\u2019Europa, che ha considerato aiuti di Stato la quota di tasse non pagate nel 2009, in base alla norma che tutti qui chiamano legge Letta. Questione ancora aperta, che se si dovesse concludere nel modo pi\u00f9 negativo per le imprese aquilane, \u00absignificherebbe la perdita di almeno un migliaio di posti di lavoro, nelle aziende pi\u00f9 piccole\u00bb, stima Ezio Rainaldi, delegato Confindustria per la ricostruzione. E gli enti locali sono ora impegnati ad evitare che questo non accasa. Per reclamare pi\u00f9 attenzione, il sindaco a marzo ha riconsegnato la fascia, per poi ritirare le dimissioni davanti alla garanzia di 10 mln, per il bilancio di previsione. \u00abMa servono norme speciali, per questioni ordinarie\u00bb, sintetizza il primo cittadino Pier Luigi Biondi, secondo cui \u00e8 stato \u00abun errore la fine dello stato d\u2019emergenza\u00bb. E con le vie ordinarie e con lo scarso personale per una mole di pratiche, la ricostruzione pubblica ne risente.<br \/>\n<strong>I BENI CULTURALI<\/strong><br \/>\nLa ricostruzione de L\u2019Aquila \u00e8 anche quella del suo grande patrimonio culturale: 2mila immobili di interesse, per cui fin da subito \u00e8 stato chiaro che \u00abricostruire il patrimonio culturale volesse dire ricostruire L\u2019Aquila\u00bb, sintetizza la sovrintendente alle Belle Arti, Alessandra Vittorini.<br \/>\nE dieci anni dopo, \u00e8 innanzitutto la visita del centro storico, con le facciate cinquecentesche, i decori e gli stemmi barocchi, di nuovo splendidi, e poi la riapertura di alcune basiliche simbolo \u2013 da San Bernardino, a Collemaggio \u2013 dove sono stati ricostruiti 6 dei 14 pilastri con tecniche da scavo archeologico &#8211; alle Anime Sante &#8211; a confermare quello che i numeri dicono: 25 i monumenti restaurati in citt\u00e0, 320 gli agglomerati approvati, per un totale di 1.300 mln di euro. Ed entro fine anno \u00e8 attesa la riapertura anche di S.Maria del Soccorso, S.Silvestro, S.Pietro Coppito, S.Filippo e Palazzo Ardinghelli. Un lavoro titanico, portato avanti con un numero a volte risibile di esperti. Tra tanta distruzione, il terremoto ha anche portato dei piccoli preziosi doni: la riscoperta di affreschi, di dorature originarie, di volte che nei secoli erano state coperte. Sorprese, tra le macerie. ( da Il Sole24ore di Raffaella Calandra<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>03 &#8212; SCHIR\u00d2 E UNGARO (PD): VELOCIZZARE RIMBORSI FISCALI AI PENSIONATI INPS IN SVIZZERA. Viste l\u2019inerzia delle autorit\u00e0 fiscali e previdenziali italiane e l\u2019indisponibilit\u00e0 di quelle svizzere abbiamo presentato una interrogazione in Commissione Affari sociali della Camera ai ministri del Lavoro e dell\u2019Economia per chiedere una soluzione al grave problema della complessit\u00e0 delle procedure che i nostri pensionati Inps residenti in Svizzera devono affrontare per ottenere il rimborso da parte dell\u2019Agenzia delle Entrate delle ritenute fiscali trattenute dall\u2019Inps sulle loro pensioni.<\/strong><br \/>\nNonostante l\u2019esistenza di una Convenzione contro le doppie imposizioni fiscali tra Italia e Svizzera i nostri pensionati residenti in Svizzera vengono tassati due volte: una volta in Svizzera cos\u00ec come stabilisce la Convenzione e un\u2019altra volta in Italia dall\u2019Inps che come sostituto di imposta effettua le ritenute alla fonte fino a quando i pensionati interessati non inviano all\u2019Istituto previdenziale italiano un formulario di domanda di esenzione dell\u2019imposta italiana.<\/p>\n<p>Questa operazione troppo spesso impiega tempi lunghi (anche anni) e cos\u00ec l\u2019Inps nel frattempo trattiene ai fini fiscali somme che invece andrebbero erogate al lordo di imposte considerato che i pensionati in virt\u00f9 della Convenzione dovrebbero pagare le tasse solo in Svizzera.<\/p>\n<p>Per ottenere il rimborso di queste somme \u201carretrate\u201d &#8211; impropriamente trattenute dall\u2019Inps e riferite ad anni precedenti \u2013 \u00e8 previsto che i pensionati interessati redigano una apposita domanda, contenente l\u2019attestazione di residenza fiscale in Svizzera, da indirizzare al Centro Operativo dell\u2019Agenzia delle Entrate di Pescara. Purtroppo le autorit\u00e0 fiscali svizzere, adducendo il fatto che il formulario di domanda per il rimborso delle somme trattenute dall\u2019Inps non \u00e8 contemplato nella Convenzione contro le doppie imposizioni fiscali, si rifiutano di produrre e attestare alcun tipo di documentazione (modelli, formulari, etc.) che i pensionati interessati possano inviare all\u2019Agenzia delle Entrate di Pescara per ottenere i rimborsi per la tassazione concorrente effettuata dall\u2019Istituto previdenziale italiano.<\/p>\n<p>I nostri pensionati dell\u2019Inps residenti in Svizzera, quindi, rischiano ora di pagare le tasse sulle loro pensioni due volte, in Italia e in Svizzera, nonostante l\u2019esistenza della Convenzione contro le doppie imposizioni fiscali e per una deficienza burocratica degli enti preposti all\u2019attuazione della convenzione.<\/p>\n<p>Con la nostra interrogazione oltre ad esporre il problema abbiamo sollecitato i ministeri competenti a trovare una sua urgente ed adeguata soluzione e a mettere i nostri pensionati in Svizzera nelle condizioni di richiedere e ottenere il rimborso delle tasse trattenute dall\u2019Inps.<br \/>\nOn. Angela Schir\u00f2 &#8211; Camera dei Deputati &#8211; Piazza Campo Marzio, 42 &#8211; 00186 ROMA &#8211; Tel. 06 6760 3193<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>04 &#8211; LA MARCA (PD): HO CHIESTO AL MINISTRO SALVINI UN INCONTRO SULLA QUESTIONE DELL\u2019ATTESTAZIONE DELL\u2019ITALIANO PER COLORO CHE RICHIEDONO LA CITTADINANZA PER MATRIMONIO. <\/strong><strong>\u201cSulla questione delle modifiche introdotte dalla legge di ratifica del Decreto Sicurezza alla normativa prevista per coloro che richiedono la cittadinanza per matrimonio, ho chiesto al Ministro Matteo Salvini un incontro per discutere i problemi interpretativi e amministrativi che ne sono derivati per gli italiani all\u2019estero.<\/strong> ROMA, 4 APRILE 2019<\/p>\n<p>Non diminuiscono di numero e di intensit\u00e0, infatti, le sollecitazioni e le proteste provenienti da ogni parte del mondo da parte di quanti, in procinto di condividere con il coniuge e spesso con i figli un elemento forte quale la cittadinanza, si sono vista vanificare una documentazione complessa e dispendiosa o si sono trovati di fronte ad un percorso non previsto e di difficile compimento per il fatto che, senza alcun preavviso, sia stato introdotto l\u2019obbligo di attestazione del possesso della lingua italiana al difficile livello B1 del Quadro europeo delle lingue.<\/p>\n<p>Al Ministro Salvini, assieme alla collega Angela Schir\u00f2, ho gi\u00e0 rivolto una lettera aperta, chiedendo di sospendere il provvedimento, e poi indirizzato un\u2019interrogazione urgente in commissione Affari costituzionali, che ha ricevuto purtroppo una risposta non soddisfacente.<\/p>\n<p>Poich\u00e9 i giusti interessi degli italiani all\u2019estero vengono prima di ogni altra cosa, non intendo fermarmi nel rivendicare, a nome di tante persone che vogliono legarsi legittimamente al nostro Paese, un trattamento equo e in linea con quello riservato agli altri che chiedono la cittadinanza italiana.<br \/>\nVoglio sperare che il Ministro Salvini si renda conto delle positive opportunit\u00e0 che tante coppie miste presenti nelle diverse aree del mondo offrono all\u2019Italia sul piano della sua proiezione internazionale e provveda di conseguenza\u201d. On.\/Hon. Francesca La Marca, Ph.D. Circoscrizione Estero, Ripartizione Nord e Centro America<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>05 -SCHIR\u00d2 (PD): LA DIMINUZIONE DEGLI ELETTI ALL\u2019ESTERO LEDE I DIRITTI DELL\u2019EMIGRAZIONE E DANNEGGIA GLI INTERESSI DEL PAESE. <\/strong><strong>Due ragioni mi hanno indotta a intervenire all\u2019audizione della delegazione del CGIE, guidata dal Segretario generale Michele Schiavone, che si \u00e8 svolta il 3 aprile nella commissione Affari costituzionali della Camera sulla proposta di legge costituzionale di riduzione del numero dei parlamentari, compresi quelli eletti all\u2019estero.<\/strong><br \/>\nLa prima \u00e8 di completa solidariet\u00e0 con l\u2019organismo di rappresentanza degli italiani all\u2019estero e di condivisione delle ragioni giuridiche, istituzionali ed etiche che hanno indotto il CGIE a dichiarare una netta contrariet\u00e0, a nome del mondo che rappresenta, che \u00e8 anche il mio mondo, all\u2019ipotesi di riduzione da 18 a 12 dei parlamentari eletti nella circoscrizione Estero.<br \/>\nLa seconda \u00e8 legata alla consapevolezza della lesione che si compie ai danni della realt\u00e0, vecchia e nuova, dell\u2019emigrazione e al danno che si arreca agli interessi reali del nostro Paese, soprattutto in un momento di difficolt\u00e0 come questo.<\/p>\n<p>In sostanza, in qualit\u00e0 di italiana di seconda generazione nata in Germania, ho chiesto nel mio intervento di riflettere sul fatto che a tanti come me una decisione come questa viene vissuta come una diminuzione di cittadinanza, una specie di etichettatura di cittadino di serie B, che costituisce una vera e propria lesione dei principi della nostra Costituzione.<\/p>\n<p>La riduzione della rappresentanza ad una dimensione puramente simbolica, inoltre, priva le nostre comunit\u00e0 e i protagonisti delle nuove emigrazioni di un essenziale strumento di partecipazione e dialogo. Chi rappresenter\u00e0 al Governo e al Parlamento i problemi aperti e le istanze che provengono dai quattro angoli del mondo? Si fa un bel parlare di cervelli in fuga, ma nelle nostre comunit\u00e0 vi sono problemi seri da affrontare. Come sar\u00e0 possibile farlo se non c\u2019\u00e8 nessuno che potr\u00e0 porli nelle sedi opportune e agli interlocutori giusti?<\/p>\n<p>La sordit\u00e0 di governo e maggioranza rispetto a queste domande legittima brutti pensieri, sospinti anche da una serie di provvedimenti punitivi nei confronti degli italiani all\u2019estero che si sono succeduti in questa legislatura. Speriamo che non si tratti di un primo passo verso l\u2019abolizione della circoscrizione estero, faticosamente conquistata grazie all\u2019impegno della nostra emigrazione.<br \/>\nUn segnale come questo, poi, non far\u00e0 altro che deprimere e deludere i protagonisti pi\u00f9 attivi della molteplice presenza italiana nel mondo e questo proprio mentre il Paese si sta reimmergendo in una fase difficile. Per uscirne, come \u00e8 gi\u00e0 accaduto tante volte, anche di recente, sar\u00e0 necessario contare su tutte le energie disponibili, soprattutto su quelle che all\u2019estero potranno fare da ponte e da recettori degli interessi nazionali. Si fa ancora in tempo, dunque, a correggere un segnale sbagliato e dannoso\u201d. On. Angela Schir\u00f2 Camera dei Deputati<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>06 &#8211; LA MARCA (PD): NELL\u2019AUDIZIONE DEL CGIE SULLA RIDUZIONE DEL NUMERO DEI PARLAMENTARI HO RIBADITO LA CONTRARIET\u00c0 DEI GRUPPI PARLAMENTARI E DEGLI ELETTI ALL\u2019ESTERO DEL PD. <\/strong><strong>\u201cSi \u00e8 svolta oggi, mercoled\u00ec 3 aprile, presso la Commissione Affari Costituzionali della Camera, l\u2019audizione dei rappresentanti del CGIE, guidati dal Segretario generale Michele Schiavone, sulla proposta di legge costituzionale riguardante la riduzione del numero dei parlamentari, che prevede anche la contrazione degli eletti nella circoscrizione Estero, che scenderebbero da 18 a 12.<\/strong><br \/>\nA conclusione dell\u2019esposizione del Segretario Schiavone, ho avuto modo di esprimere, anche a nome degli altri eletti all\u2019estero del Partito Democratico, la piena condivisione delle argomentazioni contrarie al provvedimento, che non soltanto non corregge lo squilibrio nel rapporto di rappresentanza che esiste fin dalla istituzione della circoscrizione Estero, ma addirittura l\u2019aggrava pesantemente. Si verrebbe, in questo modo a creare una differenziazione tra cittadini della Repubblica italiana sulla base della residenza, una distinzione che non trova alcun possibile riferimento nelle Costituzione.<br \/>\nHo anche ricordato che i gruppi parlamentari del Partito Democratico, gli unici ad averlo fatto, si sono dissociati formalmente da tale ipotesi, presentando al Senato emendamenti che ne prevedevano lo stralcio, e altrettanto si prefiggono di fare alla Camera. Essi, inoltre, hanno aderito e sostenuto una petizione online, che ha raccolto migliaia di firme in tutto il mondo e che mi auguro possa continuare a raccogliere la contrariet\u00e0 e la protesta che tra le diverse componenti degli italiani all\u2019estero si vanno manifestando\u201d.<br \/>\nOn.\/Hon. Francesca La Marca, Ph.D.<br \/>\nCircoscrizione Estero, Ripartizione Nord e Centro America<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>07- OTTOMILA AUTO BLU METTONO IN IMBARAZZO DI MAIO FACEBOOK35 TWITTER CONSIP PUBBLICA DUE BANDI PER L\u2019ACQUISTO DI OLTRE OTTOMILA AUTO BLU. LUIGI DI MAIO: NON NE ERO A CONOSCENZA, INDAGHEREMO. MA MONTA LA PROTESTA. Scoppia il caso auto blu nel mondo della politica dopo che il Messaggero ha scoperto e dato notizia dell\u2019acquisto di circa ottomila automobili destinate ai politici e ai funzionari dello Stato<\/strong>. Un acquisto che evidentemente stride con la promessa del Movimento Cinque Stelle di tagliare i costi della politica. Fonte foto: https:\/\/www.facebook.com\/pg\/LuigiDiMaio Consip, due bandi per l\u2019acquisto di oltre ottomila auto blu In realt\u00e0 l\u2019acquisto non sarebbe ancora stato effettuato, ma il governo avrebbe lanciato il bando per la fornitura di 8.250 auto blu. Il bando, anzi, i bandi visto che sono due, sono stati lanciati dal Consip e sono stati indetti alla fine del 2018. Uno prevede l\u2019acquisto di 7.900 auto con cilindrata inferiore ai 1.600 cavalli, mentre il secondo prevede la formitura di 380 macchine con cilindrata superiore a 1.600. Di Maio al lavoro per un decreto per il taglio delle macchine ministeriali Immediata la reazione di Luigi Di Maio, volto e leader del Movimento Cinque Stelle, che ha fatto sapere di essere intenzionato a indagare sulla vicenda e di voler chiedere al premier Giuseppe Conte un decreto per tagliare l\u2019acquisto delle tanto contestate automobili mantenute con i fondi pubblici e, come insegna la storia recente, non sempre usate per scopi lavorativi. Anzi. Fonte foto: https:\/\/www.facebook.com\/DeVitoM5SLazio Pd e Fi all\u2019attacco La notizia \u00e8 stata accolta dalle critiche feroci delle opposizioni politiche. Duro il Partito democratico, che ha voluto sottolineare come durante la gestione dem il numero delle auto blu sia drasticamente calato rispetto agli anni precedenti (anche se hanno lasciato in eredit\u00e0 il Renzi Force One ormai abbandonato su una pista). Critiche anche da Forza Italia dove si chiedono come sia possibile che Di Maio non sia a conoscenza di una spesa milionaria. La versione della Consip A fare luce sulla vicenda ci ha pensato, o almeno provato, la Consip, che con una nota pubblicata sul proprio sito ha fatto sapere che l\u2019acquisto e il noleggio delle auto \u00e8 gestito dalle singole amministrazioni. La Consip di fatto, tramite i bandi, farebbe sapere ai diversi uffici quelle che sono le concessionarie convenzionate.<br \/>\nContinua su: https:\/\/newsmondo.it\/consip-bando-per-ottomila-auto-blu\/politica\/?utm_source=welcoming&amp;utm_medium=newsletter&amp;utm_campaign=news-mondo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>08 &#8211; SALVINI \u00c8 UN PERICOLO PER LA NOSTRA COSTITUZIONE. GUARDARE IN FACCIA LA REALT\u00c0, COMPRENDERLA, REAGIRE ALL&#8217;ALTEZZA DELLE SFIDE \u00c8 UNA REGOLA AUREA, PURTROPPO ORA LARGAMENTE IN DISUSO A SINISTRA. <\/strong><strong>Dalla Basilicata, come dalle altre regioni in cui si \u00e8 votato prima, emerge un dato evidente, si tratta della crescita della Lega. In alcuni casi neppure si era presentata, eppure ha raggiunto risultati importanti, molto pi\u00f9 alti di quelli delle politiche del 4 marzo<\/strong>. La Lega \u00e8 un pericolo evidente per le strizzate d&#8217;occhio al fascismo, per atteggiamenti di prepotenza evidenti, per i flirt spregiudicati con posizioni apertamente reazionarie sui diritti civili, sulla famiglia, sulla concezione del rapporto tra persona e societ\u00e0. La lega ha orientamenti di vera e propria restaurazione ideologica, religiosa fino a dialogare con i settori della chiesa che non sopportano il magistero di papa Franesco, fa appello alle paure profonde e in una certa misura le suscita sollecitando reazioni da far west, che in questo caso non sono film ma vita reale, oggi. Eppure i toni gridati e i contenuti reazionari non impediscono alla Lega di conquistare voti. Inseguire o essere l&#8217;alternativa ? Essere l&#8217;alternativa. E&#8217; vero che la destra politica e sociale ha sempre avuto in Italia una forza importante, ma ora si \u00e8 spostata pi\u00f9 a destra, si sente sulla cresta dell&#8217;onda e riconosce largamente nella Lega di Salvini il suo riferimento, con buona pace di Fratelli d&#8217;Italia e Berlusconi.<br \/>\nNeppure la sottrazione di 49 milioni pubblici \u00e8 bastata a bloccarne i consensi. Questo reato \u00e8 stato riconosciuto visto che la Lega si \u00e8 impegnata a restituire in quasi 80 anni i soldi sottratti, ma non ha creato particolari imbarazzi.<\/p>\n<p>SI STANNO LENTAMENTE CONSOLIDANDO I TENTATIVI DI COSTRUZIONE DI UN REGIME REAZIONARIO DI MASSA.<br \/>\nIl M5 Stelle, purtroppo, non \u00e8 un argine a questa deriva, non ne comprende la pericolosit\u00e0 e anzi finisce con il portare acqua al consolidamento della Lega come dimostra l&#8217;approvazione della nuova legge sulla (il)legittima difesa e la copertura politica offerta sui migranti, fino al voto contrario alla richiesta del tribunale dei Ministri di Catania di processare Salvini perch\u00e8 aveva agito non come attuatore delle leggi, ma eccedendo nell&#8217;uso dei suoi poteri bloccando lo sbarco da una nave militare che \u00e8 territorio italiano a tutti gli effetti, fino a lambire lo spregio di diritti garantiti dalla Costituzione.<br \/>\nL\u2019avvocato-Ministro Buongiorno ha capito bene il rischio che correva Salvini se il processo fosse andato avanti e gli ha consigliato un&#8217;inversione di rotta decisa, dal \u201cprocessatemi\u201d non ho paura, al \u201cdovete respingere\u201d la richiesta stessa del processo, costringendo il M5Stelle ad una ridicola giravolta di 180\u00b0, ancora una volta hanno subito il diktat. E&#8217; questo che fa perdere voti e che conferma che il Movimento 5 Stelle non \u00e8 un argine, ma \u00e8 purtroppo una copertura di atteggiamenti reazionari, pur di fare stare in piedi il governo.<\/p>\n<p>La sinistra, intesa nel suo insieme, senza andare troppo per il sottile, sembra non rendersi conto della gravit\u00e0 e dell&#8217;urgenza della situazione. Oppure se ne rende conto ma non ritiene possibile opporsi perch\u00e8 condizionata da troppi lacci del passato. Certo per opporsi a questa deriva reazionaria il Pd \u2013 ad esempio &#8211; dovrebbe fare alcune svolte decise, come, ad esempio, prendere le distanze dalle scelte di Minniti sui migranti e in particolare sull&#8217;appalto ai libici del lavoro sporco. Oppure sulla Costituzione della Repubblica.<\/p>\n<p>Si \u00e8 gi\u00e0 detto della delusione per le parole di Zingaretti che hanno attribuito alla vittoria del No parte delle ragioni della situazione attuale. E&#8217; un grave errore insistere sulle posizioni del Si, sconfitte senza appello nel referendum costituzionale il 4 dicembre 2016 e neppure la spiegazione tutta interna ai rapporti di forza del Pd \u00e8 convincente. La conseguenza pi\u00f9 seria di questa posizione \u00e8 che non consente di individuare la gravit\u00e0 dei rischi che corre oggi la Costituzione e rende difficile costruire una reazione perch\u00e8 non prendendo le distanze dalle scelte del periodo renziano la credibilit\u00e0 delle posizioni sulla Costituzione \u00e8 meno forte, come \u00e8 ovvio.<\/p>\n<p>Eppure \u00e8 del tutto evidente che la Lega punta apertamente non solo a prendere voti ma sogna un regime politico e istituzionale a sua immagine e somiglianza. La controprova sta nella legge elettorale che l&#8217;esperienza di Calderoli ha fatto approvare al Senato strettamente agganciata al taglio dei parlamentari con un tempismo sospetto.<\/p>\n<p>La legge elettorale perpetua i principi del rosatellum attuale, semplicemente riducendo il numero degli eletti, con effetti grotteschi: in Calabria verrebbero eletti 2 senatori con collegi di quasi un milione di abitanti. Alla Lega interessa avere gruppi parlamentari fedeli al capo Salvini, il resto molto meno.<\/p>\n<p>Questa ed altre scelte puntano a creare le condizioni per calare l&#8217;asso fondamentale: l&#8217;elezione diretta del Presidente della Repubblica, che sarebbe del tutto compatibile, per non dire coerente con l&#8217;autonomia differenziata di Lombardia e Veneto che sognano di diventare simili alle regioni a statuto speciale. Un sistema di governatori e Presidente eletto direttamente possono dare una risposta alle ambizioni della Lega.<\/p>\n<p>La sinistra e il Pd in particolare farebbero bene a prendere seriamente in considerazione la sfida che si profila. E&#8217; vero: tra i presidenti delle regioni ci sono anche alcuni del Pd, cosa facciano in questa compagnia \u00e8 un mistero, o almeno ragione di confusione. E&#8217; vero altres\u00ec che il primo firmatario di una proposta di legge per il presidenzialismo \u00e8 Ceccanti del Pd, sarebbe bene prendere le distanze come \u00e8 accaduto con la proposta di Zanda.<\/p>\n<p>Resta il fatto fondamentale che occorre chiarire al paese la natura di fondo della sfida che \u00e8 anzitutto difendere le radici antifasciste della Costituzione ma ancora di pi\u00f9 evitare la deriva politico istituzionale di un presidenzialismo, che vorrebbe dire avere un parlamento di mero supporto al potere del governo e del suo capo e un accentramento del potere che finirebbe con erodere l&#8217;autonomia della magistratura, metterebbe il bavaglio alla stampa che dovrebbe solo esaltare il regime.<br \/>\nDel resto gli amici polacchi e ungheresi di Salvini si sono gi\u00e0 mossi in questa direzione, quindi perfino gli esempi sono pronti. Il M5Stelle vuole coprire anche questa deriva costituzionale ?<\/p>\n<p>COSA SI ASPETTA ANCORA PER REAGIRE DA OGNI SETTORE CHE HA SENSIBILIT\u00c0 COSTITUZIONALE ? di Alfiero Grandi<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>09 &#8211; ALCUNI NUMERI PER RACCONTARE ATTIVIT\u00c0 E COMPOSIZIONE DELLE ISTITUZIONI EUROPEE. LEGGI IL REPORT &#8220;INFRAZIONI EUROPEE.<\/strong><br \/>\n<strong>&#8211; 119 PROCEDURE D&#8217;INFRAZIONE VENGONO APERTE IN MEDIA ALL&#8217;ANNO<\/strong> . Quando si parla d&#8217;Europa non si pu\u00f2 ignorare il tema delle procedure d&#8217;infrazione. Parliamo del meccanismo messo in piedi dalla commissione europea per intervenire in situazioni in cui gli stati membri non rispettano il diritto Ue. Ogni anno in media ne vengono aperte pi\u00f9 di 100.<br \/>\n<strong>&#8211; 73 LE PROCEDURE APERTE NEI CONFRONTI DELL&#8217;ITALIA.<\/strong> A fine febbraio erano pendenti 73 procedure a carico del nostro paese, dato pi\u00f9 alto da 2 anni a questa parte. Al suo insediamento il governo Conte ne ha ereditate 59, dato basso per gli standard italiani, ma con i mesi i numeri sono costantemente saliti.<br \/>\n<strong>&#8211; 10% DELLE INFRAZIONI SONO APERTE DA PI\u00d9 DI 10 ANNI.<\/strong> Alcune delle infrazioni attualmente in essere hanno accompagnato la vita politica del nostro paese per anni. Per 1\/3 dei casi l&#8217;avvio risale a piu\u0300 di 5 anni fa, elemento non da poco se si considera persino che alcune infrazioni (poco meno del 10%) sono state avviate addirittura piu\u0300 di 10 anni fa.<br \/>\n<strong>&#8211; \u20ac547mln VERSATI DALL&#8217;ITALIA DAL 2012 A CAUSA DI INFRAZIONI<\/strong> . Come certificato dalla Corte dei conti sono 5 le infrazioni che ad oggi hanno costretto il nostro paese a pagare sanzioni pecuniarie. Tre riguardano l&#8217;ambiente e 2 aiuti di stato a imprese. In particolare quella sulle discariche abusive \u00e8 costata all&#8217;Italia oltre 200 milioni di euro.<br \/>\n<strong>&#8211; \u20ac148mln, SONO STATI VERSATI NEL 2018, ANNO RECORD.<\/strong> La cattiva gestione delle procedure d&#8217;infrazione sta avendo un costo sempre crescente sulle casse dello stato. Proprio l&#8217;anno appena concluso \u00e8 stato quello pi\u00f9 negativo da questo punto di vista. L&#8217;Italia ha dovuto versare 148 milioni di euro, 31 in pi\u00f9 rispetto all&#8217;anno precedente.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>10 &#8211; INCREDIBILE. COMMEMORARE OGGI LA DITTATURA BRASILIANA? UNA GIUDICE LO PROIBISCE. 1964-2019. SUL PROPOSITO DI BOLSONARO INTERVIENE LA GIUSTIZIA FEDERALE.<\/strong> Cerimonia di fine corso e commemorazione del golpe militare del 1964, ieri, in una caserma di San Paolo In Brasile ricorre oggi il 55mo anniversario dell\u2019avvento dei militari al potere, con il rovesciamento del presidente Jo\u00e3o Goulart e l\u2019inizio della dittatura che durer\u00e0 per i successivi 21 anni (1964-1985). Il presidente Jair Bolsonaro, noto fan incondizionato di quel regime, sognava celebrazioni in pompa magna e aveva dato indicazioni al ministero della Difesa in tal senso.<br \/>\nMa l\u2019idea ovviamente ha sollevato un\u2019ondata di indignazione delle forze democratiche brasiliane. E venerd\u00ec \u00e8 arrivata anche la bocciatura da parte della giustizia e in particolare della Defensoria P\u00fablica da Uni\u00e3o (Dpu), che ha tra i suoi compiti quello di orientamento giuridico: la giudice federale Ivani Silva da Luz ha proibito commemorazioni ufficiali della ricorrenza chiedendo di astenersi dall\u2019ordine del giorno emenato dal ministero della Difesa e dai comandanti delle Forze armate \u2013 su impulso del presidente Bolsonaro \u2013 che fa riferimento alla data del 31 marzo 1964. Nelle nove pagine in cui illustra la sua decisione la magistrata reitera tra l\u2019altro la raccomandazione di \u00abserenit\u00e0 ed equilibrio da parte delle istituzioni\u00bb.<br \/>\nBolsonaro \u00e8 previsto che oggi partecipi alla cerimonia dell\u2019alza bandiera nel Pal\u00e1cio da Alvorada. Sulla decisione della giudice Silva da Luz si \u00e8 limitato a pecisare che la sua intenzione non era quella di \u00abcommemorare\u00bb ma di \u00abricordare\u00bb<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>11 &#8211; DISUGUAGLIANZE ECONOMICHE E PARTITI POPULISTI: LEGAME DA SCINDERE. SCENARI. DAL VOTO DEL 4 MARZO: DOVE I \u00abCOLLEGI\u00bb ERANO PI\u00d9 POVERI, \u00c8 STATO PREMIATO IL M5S; DOVE LE CLASSI MEDIO-BASSE ERANO PI\u00d9 PRESENTI, AD ESSERE PREMIATA \u00c8 STATA LA LEGA. \u00c8 un populismo che \u00e8 sbocciato dove la sinistra progressista, pi\u00f9 della destra conservatrice, avrebbe dovuto prendere il testimone di \u00abdifendere il 99%\u00bb<\/strong>,<br \/>\nL\u2019Italia non \u00e8 ancora uscita dalla crisi iniziata nel 2008 e la lunga stagnazione ha finito col coincidere con l\u2019aumento del consenso dei populisti.<br \/>\nIl successo dei partiti populisti, in Italia come in Europa, \u00e8 stato interpretato come reazione dei \u00abperdenti della modernizzazione\u00bb, non solo quelli per i quali essa ha portato salari fermi, mobilit\u00e0 sociale verso il basso, precarizzazione del lavoro e tutti gli svantaggi della rivoluzione tecnologica, ma anche i \u00abperdenti culturali\u00bb, disorientati dai cambiamenti nei valori portati da nuove ondate migratorie potenzialmente minacciose.<br \/>\nA ci\u00f2 si \u00e8 aggiunta l\u2019Unione Europea, con le sue politiche di bilancio e di tagli della spesa sociale che ha consentito ai sovranisti di ergere il vessillo della perdita della sovranit\u00e0 nazionale verso l\u2019Ue a difesa dei ceti indifesi.<br \/>\nSE ESAMINIAMO da vicino l\u2019ascesa dei partiti populisti, possiamo concludere che \u00e8 l\u2019aumento della disuguaglianza \u2013 misurata dalla distribuzione del reddito \u2013 ad esserne stata la grande incubatrice.<br \/>\nI risultati delle elezioni del 4 marzo 2018 per collegio elettorale sembrano rispecchiare molto da vicino i dati sulla distribuzione del reddito. La Lega, ad esempio, appare raccogliere preferenze elettorali diverse nelle varie aree italiane: nelle regioni settentrionali ottiene il voto delle classi a basso e medio reddito; nel Centro e nel Sud, essa raccoglie le preferenze dalle classi a basso reddito in un voto anti-establishment. Tuttavia, in quelle stesse regioni, la Lega \u00e8 in concorrenza con il partito M5S, che generalmente ottiene le preferenze delle classi di reddito medio e medio-basso.<\/p>\n<p><strong>IL VOTO PER LA LEGA<\/strong> nelle regioni settentrionali \u00e8 pi\u00f9 un voto anti-immigrazione (e antieuropeo), mentre nel Meridione sembra essere un voto pi\u00f9 \u00absovranista\u00bb. Il voto per il M5S \u00e8 un voto anti-establishment da parte dell\u2019elettorato medio-basso e piccolo-borghese del Nord, mentre nel Sud raccoglie i voti delle classi pi\u00f9 povere e quelle a reddito basso e medio basso, minacciate dalla globalizzazione e dalla crisi dello stato sociale.<\/p>\n<p>Le correlazioni tra distribuzione del reddito e voto sembrano confermare queste interpretazioni. In sintesi, le semplici correlazioni tra le percentuali di voto e la concentrazione relativa della popolazione per classi di reddito mostrano che le classi di reddito medio-basso tendono a favorire i due principali partiti populisti. Dove la concentrazione \u00e8 superiore alla media \u2013 dove i collegi sono pi\u00f9 poveri \u2013 il M5S viene premiato; dove invece le classi medio-basse sono pi\u00f9 presenti, \u00e8 la Lega ad essere premiata. Per il Pd e il Centro-sinistra, invece, le correlazioni positive pi\u00f9 alte sono tra le classi ad alto reddito, in particolare al Nord, dove le percentuali di voto sono pi\u00f9 alte. E le correlazioni negative maggiori sono con le classi a basso reddito nei collegi dove le percentuali di voto a sinistra sono pi\u00f9 alte.<\/p>\n<p><strong>LA SINISTRA<\/strong>, da tempo, sembra aver rinunciato al suo mandato originario e non \u00e8 riuscita a dare risposte ai suoi elettori \u00abnaturali\u00bb colpiti da crescenti disuguaglianze economiche: ci\u00f2 ha lasciato al populismo anti-establishment l\u2019opportunit\u00e0 di prendere il centro della scena. Il M5S ha riempito parte di quel vuoto, fornendo risposte, almeno nominalmente, a tali richieste. La Lega, nata come una frangia locale della destra ora moderata, ha ripreso il discorso populista delle destre radicali, cavalcando i temi dell\u2019immigrazione e della sicurezza pi\u00f9 sensibili per le classi pi\u00f9 svantaggiate. Quindi, in entrambi i casi, la disuguaglianza \u00e8 stata il motore che ha alimentato l\u2019ascesa populista.<\/p>\n<p><strong>CI\u00d2 SEMBRA<\/strong> confermare il legame tra disuguaglianza e populismo: le risposte alla perdita di fiducia, alla scarsa mobilit\u00e0 sociale, alle politiche di consolidamento fiscale che hanno messo ai margini classi a reddito basso e medio sono state fornite dai populisti, non da quelli che avevano ricevuto quel mandato, per tradizione.<\/p>\n<p><strong>\u00c8 UN POPULISMO c<\/strong>he \u00e8 sbocciato dove la sinistra progressista, pi\u00f9 della destra conservatrice, avrebbe dovuto prendere il testimone di \u00abdifendere il 99%\u00bb Le \u00e9lite economiche, come quelle progressiste, hanno perso di vista l\u2019aumento delle disuguaglianze e sono state considerate insensibili ai valori dello stato sociale e dell\u2019uguaglianza. Gli abbienti e i non abbienti sono venuti allo scontro e i non abbienti si sono (elettoralmente) vendicati.<\/p>\n<p>Semplici correlazioni tra dati statistici non fanno una prova, ma sono un indizio pesante. Ci\u00f2 che \u00e8 chiaro \u00e8 che la disuguaglianza \u00e8 all\u2019origine del consenso populista e finch\u00e9 le sue determinanti non verranno attaccate alle radici esso non potr\u00e0 che perdurare. (\u00a0da Il Manifesto. Pier Giorgio Ardeni, Mauro Gallegati)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>12 &#8211; L\u2019ANNO CHE VERR\u00c0, SOTTO IL PARAMETRO DEL DEBITO PUBBLICO. NUOVA FINANZA PUBBLICA. LA FRAGILIT\u00c0 ECONOMICA DI UN PAESE \u00c8 CERTAMENTE LEGATA ANCHE AL LIVELLO DEL SUO INDEBITAMENTO, MA OCCORREREBBE FARE RIFERIMENTO AL DEBITO COMPLESSIVO DI TUTTI GLI ATTORI CHE OPERANO NEL SISTEMA ECONOMICO: OLTRE ALLO STATO, LE FAMIGLIE, LE IMPRESE E LE BANCHE<\/strong>. \u00abSar\u00e0 un anno bellissimo\u00bb aveva annunciato ad inizio febbraio il Presidente del Consiglio Conte. Sar\u00e0 perch\u00e9 \u201cnemo propheta in patria\u201d, ma i conti di Conte sembrano tutt\u2019altro che intenzionati a tornare.<br \/>\nLe previsioni di un Pil al +1,5% nel 2019 fanno ormai parte delle favole che si raccontano nelle sere d\u2019inverno ai nipotini, mentre la vorticosa discesa verso la recessione (Pil negativo) sembra imboccata con determinazione.<br \/>\nINTANTO, IL DEBITO PUBBLICO, RISPETTANDO IL VERO COPIONE DELLA DOTTRINA NEOLIBERALE, AUMENTA CON PASSO COSTANTE, E LA GABBIA PER LA POPOLAZIONE ITALIANA, RIVERNICIATA DI GIALLO-VERDE, \u00c8 DI NUOVO CHIUSA CON DOPPIO MANDATO.<br \/>\nStrano esito per un governo che aveva annunciato fuoco e fiamme contro i parametri finanziari dell\u2019Unione Europea, e che, guardandosi bene dal toccarne alcuno, secondo la narrazione grillina ha gi\u00e0 abolito la precariet\u00e0, la povert\u00e0 e la corruzione. Mentre con molto pi\u00f9 realismo, l\u2019uomo delle felpe \u2013 gli manca quella dei finanzieri, forse per una vecchia questione di 49 milioni \u2013 sa che, se non si mettono in discussione i vincoli, l\u2019unica possibilit\u00e0 \u00e8 quella di dar sfogo alla frustrazione, distribuendo armi agli italiani e invitandoli a sparare, meglio se contro i migranti o i bambini rom.<br \/>\nTuttavia, pur sapendo che proprio non si cava il sangue dalle rape, il governo potrebbe fare da subito qualcosa. Per esempio, ponendo con forza un quesito all\u2019Unione Europea: perch\u00e9 per determinare lo stato di salute finanziaria di un Paese, si ricorre al solo parametro del debito pubblico?<br \/>\nLa fragilit\u00e0 economica di un Paese \u00e8 certamente legata anche al livello del suo indebitamento, ma occorrerebbe fare riferimento al debito complessivo di tutti gli attori che operano nel sistema economico: oltre allo Stato, le famiglie, le imprese e le banche.<br \/>\nSe lo si facesse, si scoprirebbero dati sorprendenti: secondo uno studio del McKinsey Global Institute, sulla base dei dati della Banca dei regolamenti internazionali, riferiti al 2017, l\u2019Italia, con il suo indebitamento complessivo pari al 265% del Pil, \u00e8 uno dei Paesi pi\u00f9 virtuosi, con valori appena superiori a quelli della Germania, e decisamente migliori di Francia (304%) e Gran Bretagna (281%).<br \/>\nPorre questo quesito renderebbe manifesto il fatto che si utilizza il solo debito pubblico, come parametro, perch\u00e9 l\u2019obiettivo dell\u2019oligarchia europea non \u00e8 la stabilit\u00e0 finanziaria dei Paesi, bens\u00ec impedire agli stessi di adottare politiche di spesa che contrastino l\u2019ideologia dell\u2019austerit\u00e0, e imbrigliarne le scelte per favorire la deregolamentazione del lavoro, la mercificazione dei beni comuni, la privatizzazione dei servizi pubblici e, alla fine, l\u2019espropriazione di democrazia.<br \/>\nD\u2019altronde, dopo aver costruito per anni la narrazione del debito secondo la doppia metafora della catastrofe naturale che colpisce tutti, e che tutti devono assumere su di s\u00e9, da una parte, e, dall\u2019altra, della grave malattia, la cura della quale va affidata agli esperti, diventa molto difficile rendere il re nudo e dire chiaramente come la trappola del debito sia funzionale alla nuova accumulazione finanziaria che investe la societ\u00e0, la natura e la vita stessa delle persone.<br \/>\nMeglio cantarsela e suonarsela, con il sorriso del vice-premier Di Maio stampato sulla faccia, nell\u2019illusione di stare producendo un cambiamento epocale, o urlare a destra e a manca, con il ghigno di Salvini, mentre si pone l\u2019occhio sul mirino.<br \/>\nE, mentre le cosiddette opposizioni vestono i panni del rigore eurocentrico, una domanda investe ciascuno di noi: \u00e8 questa la societ\u00e0 in cui vogliamo vivere?<br \/>\nPossiamo lasciare soli gli studenti di Global Strike for Future o il quindicenne che a Torre Maura ha sfidato gli orchi? ( da Il Manifesto, Marco Bersani edizione del 06.04.2019)\t\t<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>01 &#8211; Terremoto L\u2019Aquila: dieci anni fa la tragedia, oggi la speranza. Dieci anni fa il terremoto dell\u2019Aquila. 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