{"id":15338,"date":"2019-03-30T18:30:15","date_gmt":"2019-03-30T17:30:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.filef.net\/?p=15338"},"modified":"2019-03-30T18:30:15","modified_gmt":"2019-03-30T17:30:15","slug":"19-03-30-news-dai-parlamentari-eletti-all-estero-ed-altre-comunicazioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=15338","title":{"rendered":"19 03 30 NEWS DAI PARLAMENTARI ELETTI ALL ESTERO  ED ALTRE COMUNICAZIONI."},"content":{"rendered":"<p>\t\t\t\t01 &#8211; LA MARCA \u2013 SCHIR\u00d2: il governo non apre varchi per chi chiede la cittadinanza per matrimonio ma noi proseguiremo nel nostro impegno per avere risposte positive<br \/>\n02 &#8211; America latina, storie e lucenti contraddizioni: \u00abUn continente da favola\u00bb,<br \/>\n03 &#8211; In Colombia una rivolta ancestrale\/ La protesta. Ambiente, diritti umani, integrit\u00e0 culturale, pace<br \/>\n04 &#8211; Comitato della Societ\u00e0 Dante Alighieri delle Isole Baleari<br \/>\n05 &#8211; Parlamentari PD estero: il ministro Di Maio scopre che nel reddito di cittadinanza mancano gli italiani all\u2019estero. Meglio tardi che mai, ma ne verr\u00e0 fuori qualcosa di concreto?<br \/>\n06 &#8211; SCHIR\u00d2 (PD) &#8211; il ministro Di Maio ha finalmente capito: gli italiani all\u2019estero che rientrano in Italia devono poter accedere al reddito di cittadinanza. Ora aspettiamo le norme .<br \/>\n07 &#8211; La Marca (PD) incontra il rappresentante dell\u2019ambasciata di Cuba a Roma.<br \/>\n08 &#8211; \u00abReddito di cittadinanza\u00bb, il governo dei poveri \u00e8 legge. Workfare all&#8217;italiana. Il Senato ha approvato in maniera definitiva il decretone con la \u00abQuota 100\u00bb, le pensioni e il cosiddetto \u00abreddito di cittadinanza\u00bb. Nasce uno dei sistemi di \u00abworkfare\u00bb pi\u00f9 esigenti in Europa.<br \/>\n09 &#8211; PARLAMENTARI PD estero: lo ius soli \u00e8 parte integrante della storia dell&#8217;emigrazione italiana<br \/>\n10 &#8211; L\u2019on. La Marca incontra il direttore generale Varriale del Maeci per un esame della situazione del personale e dei servizi in nord e centro America<br \/>\n11 &#8211; PRIME SCADENZE e FINANZA PUBBLICA. L\u2019approvazione della scorsa legge di bilancio \u00e8 stata caratterizzata da numerosi errori. I ritardi e le difficili trattative con l\u2019Europa hanno infatti comportato un\u2019eccessiva contrazione dei tempi di discussione in parlamento.<br \/>\n12 &#8211; Il populismo mediatico \u00e8 evergreen Rete e tv. Il libro \u00abRosso digitale\u00bb di Vincenzo Vita, uscito per manifesto libri di Benedetto Vecchi<br \/>\n13 &#8211; Buio sul Venezuela. Nuova finanza pubblica. Se il chavismo sopravviver\u00e0 dovr\u00e0 progettare una economia che permetta uno sviluppo sostenibile per continuare a dirigersi verso un socialismo del XXI secolo<\/p>\n<p>01 &#8211; LA MARCA \u2013 SCHIR\u00d2: IL GOVERNO NON APRE VARCHI PER CHI CHIEDE LA CITTADINANZA PER MATRIMONIO MA NOI PROSEGUIREMO NEL NOSTRO IMPEGNO PER AVERE RISPOSTE POSITIVE<br \/>\n\u201cTutto va bene, Madama la Marchesa\u201d. Questa \u00e8 l\u2019espressione che forse meglio di altre pu\u00f2 dare il senso della risposta che il Sottosegretario all\u2019Interno, Stefano Candiani, ha dato a nome del governo alla nostra interrogazione urgente nella commissione Affari costituzionali della Camera sulle critiche conseguenze che la norma sull\u2019attestazione del possesso dell\u2019italiano al livello B1 sta producendo tra coloro che avanzano istanza di cittadinanza per matrimonio in Italia e in ogni parte del mondo.<\/p>\n<p>Per il Governo, infatti, altri Paesi fanno la stessa cosa, la conoscenza della lingua \u00e8 gi\u00e0 richiesta agli stranieri soggiornanti in Italia da pi\u00f9 di 5 anni che fanno domanda di soggiorno di lungo periodo, le pratiche presentate e che sono costate tempo e denaro non potranno essere successivamente integrate dalla certificazione linguistica e, infine, chiunque cerchi sui siti del MIUR e del MAECI pu\u00f2 trovare l\u2019ente certificatore pi\u00f9 vicino alla sua residenza. Insomma, per usare un diffuso modo di dire, chi vuole la Madonna se la preghi.<\/p>\n<p>Chiss\u00e0 perch\u00e9, dunque, da tutto il mondo continuano ad arrivarci proteste ed espressioni di disagio, che abbiamo cercato di rappresentare nel testo dell\u2019interrogazione, nella presentazione e nella replica che abbiamo fatto in Commissione.<\/p>\n<p>Si tratta in prevalenza non di stranieri che vengono a fare matrimoni fasulli in Italia ma di coppie miste che si sono moltiplicate negli ultimi tempi per il gran numero di italiani che vivono all\u2019estero e per l\u2019incremento dei flussi migratori giovanili. Si tratta di persone che vogliono consolidare il loro rapporto e le prospettive dei loro figli condividendo anche un elemento forte come la cittadinanza.<\/p>\n<p>Queste persone, per ricostruire le rispettive documentazioni, hanno dovuto spendere somme considerevoli e fare ricerche spesso in contesti difficili, senza sapere che per molti di loro, all\u2019improvviso, tutto sarebbe stato vanificato senza alcun preavviso. Molti hanno poi presentato da poco la loro istanza, pagando la tassa prevista, e poich\u00e9 la certificazione linguistica, soprattutto all\u2019estero non \u00e8 facile averla in breve tempo, chiedono di avere la possibilit\u00e0 di integrare la loro domanda. In pi\u00f9, gli oneri e gli impegni messi a carico degli interessati sono considerevoli.<\/p>\n<p>Molti, ancora, chiedono perch\u00e9 poi sia stata introdotta questa norma solo per una categoria di persone, coloro che fanno istanza di cittadinanza per matrimonio, e non per tutti gli altri casi di richiesta e di riconoscimento, visto che di ius culturae si sta parlando da qualche anno. Non sarebbe meglio sospendere per ora questa entrata a gamba tesa e semmai riparlarne in un quadro organico e coordinato?<br \/>\nLa risposta, come abbiamo detto, non \u00e8 stata incoraggiante.<br \/>\nMa non ci fermeremo a queste burocratiche chiusure, come abbiamo ribadito al Sottosegretario Candiani in un colloquio diretto a margine della riunione.<br \/>\nMolti italiani all\u2019estero sono rimasti con le mani nella trappola costruita in odio agli stranieri in Italia, una trappola che invece \u00e8 scattata per tanti altri sparsi nei quattro angoli del mondo. Questo non va bene. \u00c8 necessario in ogni caso dare risposte sensate alle questioni vere che gli interessati pongono e questo continuer\u00e0 ad essere il nostro impegno parlamentare e politico.<br \/>\nLe deputate PD: Francesca La Marca (Nord e Centro America) \u2013 Angela Schir\u00f2 (Europa)<\/p>\n<p>02 . AMERICA LATINA, STORIE E LUCENTI CONTRADDIZIONI SCAFFALE. \u00abUN CONTINENTE DA FAVOLA\u00bb, di Gabriella Saba e Alberto Somoza, per Rosenberg &amp; Sellier _Aldo Garzia<br \/>\nL\u2019America latina ha tante facce. Come ci ha ammonito lo scrittore cubano Alejo Carpentier, in questa porzione di mondo c\u2019\u00e8 il \u00abreale meraviglioso\u00bb che rende labile la frontiera tra cruda realt\u00e0, fantasia e immaginario. Il libro recente di Gabriella Saba e Alberto Somoza prova a raccontarcene alcune di queste facce: Un continente da favola (Rosenberg &amp; Sellier, pp. 182, euro 16).<br \/>\nSin dalla suddivisione in sezioni, si intuisce che la finalit\u00e0 non \u00e8 presentare una lettura scontata o a tesi sulla fenomenologia latinoamericana, quanto fornire i materiali per una lettura pi\u00f9 complessa. Si va dai \u00absignori del male\u00bb (i nazisti che hanno trovato ospitalit\u00e0 nel dopoguerra, ai capi dei narcos) a \u00abdalla periferia a Hollywood\u00bb (da Carlos Gardel a Violeta Parra), da \u00abla rivoluzione non \u00e8 un pranzo di gala\u00bb (da Augusto C\u00e9sar Sandino a Jos\u00e9 Mart\u00ed) a \u00aberoi per caso e per passione\u00bb (da Pancho Villa a Juana Azurday), da \u00abpredicatori e telenovelas\u00bb (due fenomeni marcatamente latinoamericani) fino alla \u00abricerca dell\u2019utopia\u00bb (da Pepe Mujica a Chico Mendes). Originale \u00e8 anche la scelta del genere di scrittura: non un unico saggio, bens\u00ec trenta ritratti appassionanti di altrettanti personaggi che fanno storia e contemporaneit\u00e0 dell\u2019intera America latina.<\/p>\n<p>Scopriamo cos\u00ec che Roberto Su\u00e1rez Gom\u00e9z \u00e8 \u00abil pi\u00f9 grande narcotrafficante di tutti i tempi\u00bb che puntava a fare della cocaina un esclusivo mercato d\u2019\u00e9lite per tenerne alto il prezzo ed evitare la circolazione di droghe scadenti (c\u2019\u00e8 un mondo da scoprire dietro i narcotrafficanti). O che il guatemalteco Efra\u00edn R\u00edos Montt \u00e8 stato \u00abil primo dittatore latinoamericano a venire condannato per crimini di lesa maest\u00e0, per\u00f2 non ha scontato un giorno di pena\u00bb dopo la sentenza di condanna del 2013. O ancora che il mitico Carlos Gardel, mitico cantore del tango, forse \u00e8 nato in Francia e non in Argentina.<br \/>\nLe curiosit\u00e0 di questo libro, che sono molteplici, non riguardano solo il passato remoto. \u00c8 efficace per esempio lo schizzo della personalit\u00e0 di Antanas Mockus che diventato sindaco nel 1995 di Bogot\u00e0 ne ha cambiato la fisionomia sociale e culturale con un programma che all\u2019inizio sembrava irrealistico e visionario. Altrettanto interessante \u00e8 il ritratto di \u00c1lvaro Garc\u00eda Linera, \u00abil teorico del marxismo andino\u00bb, pragmatico vicepresidente del boliviano Evo Morales.<\/p>\n<p>ANDANDO INDIETRO, \u00e8 emozionante il racconto della breve vita di Miguel Humberto Enriquez, dirigente del Mir in Cile, la componente di estrema sinistra nel periodo di Salvador Allende, ucciso dai militari. Non scontato \u00e8 il racconto del messicano Pacho Villa, un brigante diventato con Emiliano Zapata leader della prima rivoluzione in America latina e capace di espropriare le grandi propriet\u00e0: un simbolo per chi lottava per il proprio riscatto.<br \/>\nLa lettura di questo volume aiuta pure a capire la complessit\u00e0 politica latinoamericana dove novit\u00e0 progressiste, accanto ad altre dichiaratamente di alternativa, si erano concentrate da qualche anno. Con poche eccezioni, i risultati delle elezioni registravano infatti il prevalere dello spostamento a sinistra dell\u2019orientamento dei singoli governi. Tale panorama politico non era ovviamente univoco nei contenuti e nelle direzioni di marcia, ma la pluralit\u00e0 di riferimenti sembrava voltare pagina all\u2019alternativa o fuochi guerriglieri o dittature militari o governi neoliberisti.<\/p>\n<p>LA POLITICA per\u00f2 procede per cicli. Mentre nell\u2019ultimo ventennio la sinistra variamente intesa arretrava in Europa e in altre zone del pianeta, in America latina mieteva successi come mai prima era avvenuto. L\u2019ex metalmeccanico Lula vinceva le elezioni presidenziali in Brasile nel 2002, seguiva Nestor Kirchner in Argentina, poi Hugo Ch\u00e1vez in Venezuela, Evo Morales in Bolivia, Rafael Correa in Ecuador, Daniel Ortega in Nicaragua (ci sarebbe per\u00f2 tanto da scrivere sulla parabola del personaggio Ortega), Jos\u00e9 Mujica in Uruguay. Tornava alla presidenza Michelle Bachelet in Cile e perfino il Paraguay conosceva una stagione progressista mentre si avviavano trattative di pace tra governi e guerriglie in San Salvador, Guatemala e Colombia. Prendeva corpo di conseguenza una nuova spinta verso la cooperazione e l\u2019unit\u00e0 latinoamericana. Da qualche tempo si ha invece l\u2019impressione che il ciclo del cambiamento si stia esaurendo. Prima la vittoria dei peronisti di destra in Argentina con Mauricio Macri, poi il golpe istituzionale in Brasile che ha portato all\u2019impeachment contro la presidente Dilma Roussef e all\u2019arresto di Lula, poi ancora le notizie che giungono dal Venezuela in ginocchio per una devastante crisi economica.<br \/>\nIn America latina si sta tornando dunque al dominio di governi conservatori, un po\u2019 liberisti e un po\u2019 populisti? Tuttavia questa zona del mondo resta comunque \u00abda favola\u00bb, con le sue ambiguit\u00e0 e contraddizioni, come scrivono Gabriella Saba e Alberto Somoza.<\/p>\n<p>03 IN COLOMBIA UNA RIVOLTA ANCESTRALE\/ LA PROTESTA. AMBIENTE, DIRITTI UMANI, INTEGRIT\u00c0 CULTURALE, PACE. In un clima di violenza di stato crescente, una \u00abminga indigena\u00bb dal 12 marzo paralizza il Sud Ovest per chiedere il rispetto degli accordi disattesi dal governo. Che affossando anche la pace con la Farc fa ripiombare il Paese negli anni pi\u00f9 bui\/ da BOGOT\u00c0 Francesca Caprini<br \/>\nIn Colombia il governo del presidente Ivan Duque mostra i muscoli e risponde con la forza alle istanze di una straordinaria protesta indigena \u2013 la \u00abminga per la difesa della vita, del territorio, della democrazia, della pace\u00bb \u2013 che da pi\u00f9 di due settimane sta bloccando il Sud Ovest del Paese.<\/p>\n<p>Finora il saldo \u00e8 di nove morti per lo scoppio di un ordigno esplosivo, lo scorso 21 marzo, durante un raduno della \u00abGuardia Indigena\u00bb, sulle cui cause si sta ancora indagando. Ci sono stati inoltre decine di feriti in conseguenza degli scontri con l\u2019Esmad, l\u2019unit\u00e0 speciale antisommossa della polizia, e con l\u2019esercito. Le regioni del Cauca e del Huila sono militarizzate, sorvolate da elicotteri militari e droni e pattugliate via terra.<\/p>\n<p>UNA TENSIONE in continua escalation che nella notte fra marted\u00ec e mercoled\u00ec ha registrato altri cinque attentati fra cui un\u2019autobomba a danno di posti controllo della polizia lungo la via Panamericana, mentre si sommano le denunce dei manifestanti, che mostrano con video e foto l\u2019utilizzo di armi improprie, fra cui proiettili di stoffa pieni di pallini di ferro.<\/p>\n<p>Lo Stato colombiano non riconosce la nostra relazione con la terra, che \u00e8 contraria alla politica economica imperante; non difende i leader sociali, che ogni giorno vengono ammazzati e minacciati. Per questo siamo in minga<br \/>\nArmando Wouriyu, leader wayuu<br \/>\nLa minga indigena \u00e8 una modalit\u00e0 di unione, collettivizzazione, incontro anche spirituale, tipica delle popolazioni andine. In Colombia si \u00e8 declinata anche attraverso la creazione pi\u00f9 recente di una \u00abGuardia Indigena\u00bb, una sorta di polizia senza armi riconosciuta dallo Stato, nata per difendere i territori ancestrali nel mezzo del conflitto. \u00abDa tempo camminiamo la parola per costruire una vita degna per i nostri popoli \u2013 spiega Arelis Cort\u00e9s, consigliera del Pueblo Embera Chami \u2013 ma questo governo non vuole riconoscere i nostri diritti\u00bb. La minga che dallo scorso 12 marzo \u00e8 stata promossa principalmente dalle popolazioni Embera, Nasa e Waunan, nasce per chiedere il rispetto degli accordi fra stato e popolazioni indigene \u2013 si parla di 138 contratti che ad oggi non sono stati applicati \u2013 e che riguardano la difesa dell\u2019ambiente, della integrit\u00e0 culturale dei popoli nativi, nonch\u00e9 l\u2019applicazione degli Accordi di Pace firmati dal governo di Juan Manuel Santos con la guerriglia Farc nel 2016.<\/p>\n<p>\u00c8 UN PANORAMA che l\u2019attuale governo sta mettendo fortemente in discussione , prima con l\u2019annuncio dato nelle scorse settimane dello stravolgimento della Justicia Especial Para la Paz (Jep), il meccanismo di giustizia di transizione previsto dai negoziati internazionali, atta al riconoscimento e alla sanzione dei crimini di guerra e alla ricostruzione della memoria storica di un Paese che in mezzo secolo di conflitto conta 280 mila morti e milioni di vittime della violenza; poi con l\u2019avvallo del fracking per la ricerca del petrolio e lo sdoganamento di un aggressivo \u00abPiano di sviluppo nazionale\u00bb, che prevede la concessione di ampie porzioni di territorio alle multinazionali.<\/p>\n<p>UN ATTEGGIAMENTO in linea con la politica di ultradestra del proprio partito \u2013 il Centro democratico \u2013 e del suo referente, l\u2019ex presidente Alvaro Uribe, da sempre contro gli accordi di pace, ma che sta facendo ripiombare la Colombia negli anni pi\u00f9 bui della sua storia: \u00abSembra di essere tornati al \u201992 e alla Guerra Sucia (la guerra sporca) \u2013 ci racconta la difensora dei diritti umani Johana Lopez, dell\u2019organizzazione colombiana Justicia y Paz, appena tornata da una missione umanitaria nel Nord Est -. Le nuove forze paramilitari stanno minacciando intere comunit\u00e0, anche nelle cosiddette Zone Umanitarie, dove si stava cercando di ricostruire spazi pacificati e senza violenza\u00bb. La chiusura unilaterale degli accordi di pace da parte del governo che erano in corso con l\u2019esercito guerrigliero Eln hanno di fatto riattivato violenti confronti armati soprattutto nella regione del Choc\u00f2, nel Pacifico colombiano.<\/p>\n<p>SEMBRA UN BOLLETTINO senza speranza, quello di queste ultime settimane, dove pare non esserci spazio per il dialogo: nei giorni scorsi il ministro della difesa Guillermo Botero ha parlato esplicitamente di \u00abinfiltrazioni della dissidenza della guerriglia nella protesta indigena\u00bb, mentre la stampa mainstream definisce gli indigeni in lotta \u00abterroristi\u00bb .<br \/>\nAl ministro Boero ha risposto Diana Sanchez, coordinatrice del Programa Somos Defensores e della piattaforma per i diritti umani fra Colombia, Europa e Usa: \u00abDire che in queste mingas esistano infiltrati, \u00e8 disconoscere la situazione del Paese: la stigmatizzazione delle proteste sociali da parte dello Stato \u00e8 uno strumento che ben conosciamo\u00bb.<br \/>\nINTANTO LA MINGA VA AVANTI e pi\u00f9 di 15 mila indigeni marciano e bloccano le maggiori arterie stradali del Sud Ovest: \u00abSiamo 104 popoli ancestrali indigeni in Colombia \u2013 dice il leader wayuu Armando Wouriyu \u2013 lo Stato colombiano non riconosce la nostra relazione con la terra, che \u00e8 contraria alla politica economica imperante; non difende i leader sociali, che ogni giorno vengono ammazzati e minacciati. Per questo siamo in minga: vogliamo la pace, e chiediamo al Paese di stare dalla nostra parte, perch\u00e9 noi siamo per la vita\u00bb.<\/p>\n<p>04 COMITATO DELLA SOCIET\u00c0 DANTE ALIGHIERI DELLE ISOLE BALEARI<br \/>\nMi\u00e9rcoles, 03 de abril de 2019, Palma<br \/>\nActo p\u00fablico de divulgaci\u00f3n cultural, con entrada libre hasta completar aforo, CaixaForum.<br \/>\nIdioma: italiano, catal\u00e0, castellano.<br \/>\nLugar : CaixaForum, Pla\u00e7a Weyler, 3, 07001 Palma.<br \/>\nHora: 19:00 h.<br \/>\n\u201cFortuna de Dante en Espa\u00f1a: Miguel de Unamuno\u201d<br \/>\n\u201c&#8230;Dante es actual, porque se cumple en \u00e9l las dos condiciones principales que debe reunir cualquier escritor para que<br \/>\nsus obras perduren en la historia y sean v\u00e1lidas para cualquier tiempo y lugar: la de ser un \u201cescritor de circunstancias\u201d<br \/>\ny la de haber buceado profundamente en el conocimiento del alma humana&#8230;hacia adentro, hacia las ra\u00edces, hacia los<br \/>\nmisterios mas ocultos de la existencia, de donde, a trav\u00e9s de la fe viva, de la fe que se alimenta de dudas y que surge<br \/>\nde la desesperaci\u00f3n, se sale a la luz: [E quindi uscimmo a riveder le stelle] Inf. XXXIV, 139\u201d.<br \/>\nJueves, 04 de abril de 2019, Palma<br \/>\nActividad dirigida a los estudiantes y profesores de los institutos: Ramon Llull; Polit\u00e9cnico; Ses Estacions; Guillem<br \/>\nColom Casasnovas Soller y Colegio Luis Vives.<br \/>\nIdioma: italiano, catal\u00e0, castellano.<br \/>\nLugar : IES Polit\u00e8cnic, Carrer Menorca, 1, 07011 Palma<br \/>\nHora: 12:00 h.<br \/>\n\u201cFortuna de Dante en Espa\u00f1a: Miguel de Unamuno\u201d<br \/>\n\u201c&#8230;Dante es actual, porque se cumple en \u00e9l las dos condiciones principales que debe reunir cualquier escritor para que<br \/>\nsus obras perduren en la historia y sean v\u00e1lidas para cualquier tiempo y lugar: la de ser un \u201cescritor de circunstancias\u201d<br \/>\ny la de haber buceado profundamente en el conocimiento del alma humana&#8230;hacia adentro, hacia las ra\u00edces, hacia los<br \/>\nmisterios mas ocultos de la existencia, de donde, a trav\u00e9s de la fe viva, de la fe que se alimenta de dudas y que surge<br \/>\nde la desesperaci\u00f3n, se sale a la luz: [E quindi uscimmo a riveder le stelle] Inf. XXXIV, 139\u201d.<br \/>\nGioved\u00ec 04 aprile 2019, Palma<br \/>\nAtto di divulgazione culturale, rivolto agli studenti e professori della Escola Oficial de Idiomas<br \/>\nLingua: italiano.<br \/>\nLuogo: Escola Oficial de Idiomas, carrer d&#8217;Arag\u00f3, 59, 07005 Palma<br \/>\nOre: 19:00<br \/>\n\u201cLa fortuna di Dante in Spagna: Miguel de Unamuno\u201d<br \/>\n\u201c&#8230;Dante \u00e8 attuale, perch\u00e9 soddisfa le due condizioni principali che ogni scrittore deve incontrare affinch\u00e9 le sue opere<br \/>\ndurino nella storia e siano valide per qualsiasi tempo e luogo: essere uno &#8220;scrittore di circostanze&#8221; e di essersi immerso<br \/>\nprofondamente nella conoscenza dell&#8217;anima umana&#8230;verso l&#8217;interno, verso le radici, verso i misteri pi\u00f9 nascosti<br \/>\ndell&#8217;esistenza, da dove, attraverso la fede vivente, dalla fede che si nutre dei dubbi e che viene dalla disperazione, viene<br \/>\nalla luce: [E quindi uscimmo a riveder le stelle] Inf. XXXIV, 139\u201d.<\/p>\n<p>05 &#8211; PARLAMENTARI PD ESTERO: IL MINISTRO DI MAIO SCOPRE CHE NEL REDDITO DI CITTADINANZA MANCANO GLI ITALIANI ALL\u2019ESTERO. MEGLIO TARDI CHE MAI, MA NE VERR\u00c0 FUORI QUALCOSA DI CONCRETO?<br \/>\nIl Ministro Di Maio a New York ha scoperto l\u2019America. Ha scoperto, cio\u00e8, che gli italiani all\u2019estero sono stati esclusi dal reddito e, aggiungiamo, dalla pensione di cittadinanza e ha detto che studier\u00e0 una norma per cercare di recuperarli.<br \/>\nI pi\u00f9 contenti dall\u2019annuncio dovremmo essere noi che siamo stati gli unici finora a denunciare questa vera e propria lesione di cittadinanza e ad offrire, sia alla Camera che al Senato, gli strumenti parlamentari per farlo mentre il decreto era ancora in discussione.<br \/>\nIl Ministro Di Maio, per\u00f2, si \u00e8 dimenticato di aggiungere che non si \u00e8 trattato di una svista o della solita \u201cmanina\u201d perversa, ma di una consapevole e netta posizione politica, dal momento che ai nostri emendamenti e ai nostri interventi il Governo e la maggioranza hanno opposto un rifiuto esplicito e numericamente insormontabile.<br \/>\nCosa \u00e8 cambiato nel frattempo? Il mimetismo (per essere eleganti) del Ministro di Maio \u00e8 troppo noto per dare tranquillamente credito alle sue parole e la cosa pi\u00f9 probabile \u00e8 che si sia trattato di un \u00e9scamotage per trarsi d\u2019impaccio di fronte ad una platea per lui imbarazzante. In ogni caso, comunque, la via \u00e8 fatta, gliela abbiamo spianata noi con il nostro lavoro, basta percorrerla con sincerit\u00e0 e reale volont\u00e0 politica.<br \/>\nMa per essere chiari, gi\u00e0 la partenza non ci piace. Il Ministro ha detto, infatti, che \u201causpica di lavorare a una norma che l\u2019introduca per gli italiani all\u2019estero\u201d. Perch\u00e9 una norma specifica per gli italiani all\u2019estero come se si trattasse di una categoria speciale? Non sono cittadini come gli altri?<br \/>\nUna norma specifica per gli italiani all\u2019estero gi\u00e0 c\u2019\u00e8, quella che pone il limite dei dieci anni di residenza nel territorio nazionale, di cui due continuativi, ma \u00e8 una norma ai loro danni. Basta far cadere l\u2019esclusione, come noi proponiamo, e tutti sono messi sullo stesso piano. Consentendo, magari, anche ai giovani che vogliano tentare di reinserirsi dopo qualche esperienza all\u2019estero nel percorso lavorativo in Italia di poterlo fare, cosa che oggi non \u00e8 possibile.<br \/>\nIl vero problema, temiamo, sia di visione e di sensibilit\u00e0 politica. Nella loro visione assistenzialistica e corporativa, per Di Maio e soci di governo gli italiani all\u2019estero sono possibili consumatori di risorse che non portano molto consenso, come i fatti hanno finora dimostrato. Sfuggono loro completamente le potenzialit\u00e0 di proiezione globale e di moltiplicazione di opportunit\u00e0 che la loro presenza garantisce nel mondo, sicch\u00e9 non riescono a concepire altro che la politica delle pezze, come si dice dalle parti del Ministro. Senza rendersi conto nemmeno dell\u2019involontario risvolto umoristico legato al fatto che mentre Di Maio pronunciava quelle parole, la parte del \u201cpetente\u201d la faceva lui chiedendo a molti imprenditori di origine italiana di venire a investire in Italia.<br \/>\nI Parlamentari PD Estero: Garavini, Giacobbe, Car\u00e8, La Marca, Schir\u00f2, Ungaro<\/p>\n<p>06 &#8211; SCHIR\u00d2 (PD) &#8211; IL MINISTRO DI MAIO HA FINALMENTE CAPITO: GLI ITALIANI ALL\u2019ESTERO CHE RIENTRANO IN ITALIA DEVONO POTER ACCEDERE AL REDDITO DI CITTADINANZA. ORA ASPETTIAMO LE NORME. ROMA &#8211; 28 MARZO 2019<br \/>\nSono mesi che affronto la questione del reddito di cittadinanza dalla prospettiva degli italiani residenti all\u2019estero. Sia in Parlamento che fuori. Fin dall\u2019inizio ho denunciato che una delle condizioni dell\u2019accesso al beneficio, quella riguardante la residenza di dieci anni nel Paese, di cui gli ultimi due continuativi, avrebbe automaticamente escluso gli italiani residenti all\u2019estero iscritti all\u2019AIRE. Mi sono sempre preoccupata di sottolineare che la misura avrebbe potuto rappresentare per tanti giovani e lavoratori italiani all\u2019estero, costretti a rientrare in Italia, un\u2019opportunit\u00e0 per accedere al percorso di immissione al lavoro e riaprire in questo modo un futuro nel nostro Paese.<\/p>\n<p>La settimana scorsa, nell\u2019ambito della discussione alla Camera del cosiddetto \u201cdecretone\u201d, il mio emendamento e il conseguente ordine del giorno, presentati per correggere parzialit\u00e0 e storture del provvedimento, sono stati sistematicamente respinti, a conferma che non si \u00e8 trattato di sviste ma di misure perseguite nell\u2019ambito di una visione povera e arida del sistema Italia nel mondo.<\/p>\n<p>Ora, finalmente, il vicepremier e ministro del lavoro Di Maio sembra fare marcia indietro e, da New York, annuncia l&#8217;intenzione di introdurre una norma specifica che consenta di non escluderli dal reddito di cittadinanza.<\/p>\n<p>Sono positivamente sorpresa da questo cambio di rotta e vigiler\u00f2 attentamente affinch\u00e9 queste dichiarazioni non restino solo promesse, ma che si traducano in atti concreti. Servono norme e vanno trovate le risorse economiche necessarie. Staremo a vedere: questo \u00e8 il ruolo di un&#8217;opposizione propositiva e vigile.<\/p>\n<p>Tuttavia, non capisco il riferimento ad una norma specifica per gli italiani all\u2019estero. Non sono cittadini di pieno diritto, come tutti gli altri? Perch\u00e9 non inserirli nel provvedimento base come tutti gli altri cittadini?<br \/>\nLa residenza, per la nostra Costituzione, non pu\u00f2 essere un elemento di distinzione tra i cittadini o di diminuzione della cittadinanza. Nel provvedimento sul reddito di cittadinanza una norma specifica gi\u00e0 c\u2019\u00e8, quella della richiesta dei 10 anni di residenza, di cui gli ultimi due continuativi, ma \u00e8 una norma ad excludendum, non di inclusione.<br \/>\nDi Maio, il governo e la maggioranza hanno avuto l\u2019occasione di emendare il loro eventuale errore. Gliela abbiamo offerta noi con gli emendamenti presentati, tutti scientemente respinti. Di Maio abbia il coraggio e l\u2019onest\u00e0 di dire le cose come stanno e non sfugga da precise responsabilit\u00e0. Se poi vuole ripensarci veramente, ha la strada spianata, gliela abbiamo gi\u00e0 indicata con i nostri interventi. Pronti dunque a confrontarci.<br \/>\nL\u2019unica cosa che chiediamo e di non prendere in giro gli italiani all\u2019estero e di raccontare magari che questo governo li vuole far tornare in Italia. Tutti gli atti che ha compiuto finora vanno in direzione opposta. Le promesse e le chiacchiere in Italia per i 5Stelle non funzionano pi\u00f9, come i risultati elettorali stanno dimostrando. Tra gli italiani all\u2019estero a dire il vero non hanno funzionato nemmeno prima.<br \/>\nOn. Angela Schir\u00f2 &#8211; Camera dei Deputati &#8211; Piazza Campo Marzio, 42 &#8211; 00186 ROMA<br \/>\nTel. 06 6760 3193 &#8211; Email: schiro_a@camera.it<\/p>\n<p>07 &#8211; LA MARCA (PD) INCONTRA IL RAPPRESENTANTE DELL\u2019AMBASCIATA DI CUBA A ROMA.<br \/>\nL\u2019on. La Marca ha incontrato luned\u00ec 26 marzo il dottor Mauricio Martinez Duque, primo segretario Affari Politici dell\u2019Ambasciata della Repubblica di Cuba in Italia. L\u2019incontro \u00e8 stata l&#8217;occasione per ricevere informazioni sulla recente approvazione della nuova Costituzione cubana e sullo stato delle relazioni bilaterali fra Italia e Cuba.<br \/>\nLa cooperazione tra i nostri Paesi \u2013 ha sottolineato Duque &#8211; \u00e8 forte dei legami di amicizia tra i due popoli e si giova di un vivace scambio di iniziative sia in campo culturale che economico e commerciale. L&#8217;Italia &#8211; ha ricordato &#8211; \u00e8 fra i primi dieci partner di Cuba e il secondo paese UE dopo la Spagna.<br \/>\nIl rappresentante cubano ha voluto fornire un quadro di riferimento sulle principali novit\u00e0 introdotte dalla nuova costituzione e sottolineato le prospettive future che potranno registrarsi anche nello sviluppo di investimenti esteri in diversi settori dell&#8217;economia. In questo contesto, tuttavia, non ha mancato di evidenziare le preoccupazioni di Cuba in merito alla recente decisione dell\u2019amministrazione Trump di adottare misure volte ad indurire ulteriormente l\u2019embargo contro l\u2019economia cubana mediante il ricorso all&#8221;articolo III della legge Helms-Burton, risalente al 1996.<\/p>\n<p>Al termine dell\u2019incontro l\u2019on. La Marca ha ricordato che nell\u2019isola caraibica sono iscritti all&#8217;AIRE circa 5.000 cittadini italiani e che i consistenti flussi turistici italiani, di fatto, rendono pi\u00f9 vicini i nostri due popoli. Auspicando di poter visitare presto la comunit\u00e0 italiana, l&#8217;onorevole La Marca ha augurato che i rapporti tra Italia, Cuba e l\u2019UE possano rafforzarsi e consolidarsi.<br \/>\nOn.\/Hon. Francesca La Marca, Ph.D.<br \/>\nCircoscrizione Estero, Ripartizione Nord e Centro America<br \/>\nElectoral College of North and Central America<\/p>\n<p>08 &#8211; \u00abREDDITO DI CITTADINANZA\u00bb, IL GOVERNO DEI POVERI \u00c8 LEGGE. WORKFARE ALL&#8217;ITALIANA. IL SENATO HA APPROVATO IN MANIERA DEFINITIVA IL DECRETONE CON LA \u00abQUOTA 100\u00bb, LE PENSIONI E IL COSIDDETTO \u00abREDDITO DI CITTADINANZA\u00bb. Nasce uno dei sistemi di \u00abworkfare\u00bb pi\u00f9 esigenti in Europa. I Cinque Stelle e Conte parlano di una \u00abrivoluzione del Welfare\u00bb: ecco in cosa consiste. Dopo il voto al Senato di Roberto Ciccarelli.<br \/>\nA un soffio dalla scadenza, il \u00abdecretone\u00bb che istituisce il sussidio pubblico in cambio di lavoro obbligatorio e incentivi alle imprese \u2013 detto impropriamente \u00abreddito di cittadinanza\u00bb \u2013 le \u00abpensioni di cittadinanza\u00bb per gli over 67 e le pensioni anticipate \u00abquota 100\u00bb \u00e8 stato approvato ieri dal Senato in modo definitivo con 150 voti a favore, 107 contrari e 7 astenuti.<\/p>\n<p>CON UN PERCORSO parlamentare tortuoso e un futuro incerto la misura-bandiera che i Cinque Stelle sventoleranno alle elezioni europee sar\u00e0 erogata a partire dai primi di maggio e rester\u00e0 in attesa che l\u2019imponente apparato del controllo, sorveglianza e attivazione dei \u00abpoveri assoluti\u00bb predisposto dal governo tramite i centri per l\u2019impiego entri in funzione. Nel frattempo gli stranieri extra-comunitari residenti da meno di 10 anni sono stati esclusi e ai restanti aventi diritto la vita \u00e8 stata resa ancora pi\u00f9 complicata perch\u00e9 dovranno chiedere la certificazione patrimoniale e del reddito dai paesi di provenienza.<\/p>\n<p>IL \u00abREDDITO\u00bb \u00e8 stato presentato ieri, di nuovo, come una \u00abrivoluzione del Welfare\u00bb. Il momento \u00e8 stato celebrato con brindisi e selfie, mentre esponenti pentastellati hanno inneggiato \u00aball\u2019Italia e alla vittoria\u00bb. \u00abSiete stati grandi\u00bb ha detto Conte che ha pagato il conto dei prosecchi da 100 euro. Pur non avendo eguagliato il momento del balcone di Palazzo Chigi, tanta enfasi ha celebrato in realt\u00e0 la svolta punitiva dello stato sociale in Italia.<\/p>\n<p>IL SENATO HA APPROVATO una misura che prevede un\u2019ulteriore stretta sui \u00abfinti divorzi\u00bb e per i genitori single; l\u2019assunzione di carabinieri e guardia di finanza per controllare i redditi Isee e i comportamenti di acquisto tramite la \u00abcarta del reddito\u00bb, tasselli che si aggiungono al mosaico contenente la minaccia di pene fino a sei anni di carcere in caso di false dichiarazioni. Sono i primi passi per sospettare i richiedenti \u00abreddito\u00bb di comportamenti opportunisti, fino a prova contraria. L\u2019esame sar\u00e0 continuo, prevede premi e punizioni. Durer\u00e0, teoricamente, 18 mesi in cui i beneficiari lavoreranno obbligatoriamente fino a 16 ore a settimana per gli enti locali (in sostituzione di personale contrattualizzato, presumibilmente); dovranno formarsi e rispondere a un\u2019offerta di lavoro su tre entro 100 km da casa nei primi 6 mesi, 250 in 12 mesi, poi ovunque.<\/p>\n<p>LA MOBILIT\u00c0 FORZATA della forza lavoro, insieme alle 16 ore di lavoro obbligatorio, sono un\u2019eccezione nei sistemi di \u00abworkfare\u00bb esistenti. Tranne l\u2019Ungheria di Orban, dove esiste un sistema di \u00ablavori pubblici\u00bb, non risulta una simile \u00abrivoluzione\u00bb in Europa. I populisti penta-leghisti hanno inaugurato il pi\u00f9 duro governo dei poveri. Pi\u00f9 grave \u00e8 la crisi sociale, pi\u00f9 autoritario \u00e8 il controllo sui poveri. Sulla carta. L\u2019applicazione sar\u00e0 un\u2019altra storia.<\/p>\n<p>LE INGENTI RISORSE, stanziate in deficit, finanzieranno un \u00abreddito\u00bb su basi familiari e i patrimoniali, non in ragione del riconoscimento di un diritto sociale fondamentale della persona indipendentemente dal lavoro, tra l\u2019altro presente nella carta di Nizza. Il \u00abreddito\u00bb non sar\u00e0 di 780 euro, ma non sar\u00e0 inferiore a 480. Valori alti che hanno indurito le condizioni richieste a coloro che, su una platea potenziale di 2,7 milioni (calcolo Istat), saranno disponibili al lavoro. Potrebbero non essere pi\u00f9 del 30%. La maggioranza non sarebbe ritenuta in grado di essere \u00abattivata\u00bb e dunque rientrer\u00e0 nelle politiche di contrasto alla povert\u00e0, non in quelle dell\u2019inserimento al lavoro. Questo dispositivo si chiama \u00abpolitiche attive del lavoro\u00bb. Il suo simbolo sono i 654 precari dell\u2019agenzia Anpal Servizi che dovranno formare i 3 mila \u00abnavigator\u00bb precari. Insieme dovranno collocare poveri e disoccupati. Se si realizzer\u00e0 questo paradosso, le imprese riceveranno il \u00abreddito\u00bb in forma di incentivo per l\u2019assunzione da un sistema di trasferimento della ricchezza pubblica al capitale simile a quello istituito dal Pd con il Jobs Act.<\/p>\n<p>PRESENTATA come pro-crescita, il \u00abreddito\u00bb avr\u00e0 un impatto modesto sul Pil, ma servir\u00e0 a occultare la povert\u00e0, a diminuire il tasso di inattivit\u00e0 e aumentare quello di occupazione. Il governo potr\u00e0 dire di avere \u00absconfitto\u00bb la povert\u00e0. Come in altri paesi, anche l\u2019Italia potr\u00e0 riconoscere il rischio della \u00abtrappola della povert\u00e0\u00bb. In questi dispositivi di controllo sociale \u00e8 facile entrare, ma \u00e8 pi\u00f9 difficile uscirne.<\/p>\n<p>09 &#8211; PARLAMENTARI PD ESTERO: LO IUS SOLI \u00c8 PARTE INTEGRANTE DELLA STORIA DELL&#8217;EMIGRAZIONE ITALIANA. La vicenda di Rami e Adam, i due ragazzi che con il loro coraggio e la loro intraprendenza hanno evitato un esito di drammatiche proporzioni, ha riportato in primo piano la questione della concessione della cittadinanza ai figli nati in Italia da stranieri regolarmente residenti. Magari con il corredo di riflessioni inerenti alla ius culturae, maturate negli ultimi anni.<\/p>\n<p>Il ministro Salvini, dopo giorni di tentennamenti e sgradevoli commenti alle parole di un ragazzo, alla fine sembra essersi convinto che in Italia vi siano almeno due stranieri che meritano rispetto e un riconoscimento. Per questo, dopo avere gettato in strada circa 40.000 persone che avevano goduto o erano in attesa di un permesso umanitario, ha annunciato come atto premiale la concessione della cittadinanza ai due ragazzi. Dichiarando contestualmente, ancora una volta con il consenso dei 5Stelle, che dello ius soli non intende nemmeno sentir parlare.<\/p>\n<p>Siamo contenti, naturalmente, per Rami ed Adam e per il fatto che il loro caso abbia rilanciato un impegno di civilt\u00e0, quale lo ius soli, ma dobbiamo rilevare come questo governo continui a tenere l&#8217;Italia bloccata nella trincea di una totale e ideologica chiusura anche rispetto a giovani che in maggioranza sono nati in Italia, frequentano le nostre scuole, parlano la nostra lingua, difendono i nostri colori sportivi, si avviano con il loro lavoro a contribuire all&#8217;avanzamento del Paese. Tenerli in un ghetto significa solo alimentare delusione e risentimento e allungare le distanze tra l\u2019Italia e gli altri partner pi\u00f9 avanzati che su questo terreno hanno tutti legislazioni pi\u00f9 favorevoli.<\/p>\n<p>Ancora una volta stupisce l&#8217;uscita del Sottosegretario Merlo, titolare della delega per gli italiani nel mondo, che a milioni sono diventati cittadini argentini, brasiliani, uruguaiani, statunitensi, canadesi, australiani e cos\u00ec via usufruendo dello ius soli nei Paesi di insediamento.<\/p>\n<p>Per Merlo, alla faccia della sua stessa storia familiare, esiste solo il diritto di sangue perch\u00e9 gli italiani all&#8217;estero sono una corporazione da imbonire e da coltivare elettoralisticamente, come un giardino di casa.<br \/>\nQuindi poco importa se la rappresentanza parlamentare viene ridotta di un terzo, se le strategie culturali all&#8217;estero rischiano di scivolare verso il precipizio senza il rinnovo del Fondo quadriennale, se Comites e Cgie vengono riportati ai nastri di partenza, se finora le uniche assunzioni di personale che si sono viste sono solo quelle dei governi precedenti. &#8220;Prima gli italiani all&#8217;estero&#8221;, dice Merlo. S\u00ec, a chiacchiere.<\/p>\n<p>I Parlamentari PD Estero: Garavini, Giacobbe, La Marca, Schir\u00f2, Ungaro<\/p>\n<p>10 &#8211; L\u2019ON. LA MARCA INCONTRA IL DIRETTORE GENERALE VARRIALE DEL MAECI PER UN ESAME DELLA SITUAZIONE DEL PERSONALE E DEI SERVIZI IN NORD E CENTRO AMERICA<br \/>\nL\u2019On. La Marca, venerd\u00ec 22 marzo, ha incontrato presso la Farnesina il Ministro Plenipotenziario Renato Varriale, Direttore generale per le risorse e l\u2019innovazione.<br \/>\nScopo del colloquio \u00e8 stato quello di mettere a fuoco la situazione della dotazione di personale presso le strutture consolari del Nord e Centro America e del miglioramento dei servizi offerti ai nostri connazionali.<br \/>\nLa parlamentare ha richiamato le diverse e molteplici esigenze della sua ripartizione elettorale, soffermandosi, in particolare, sulla necessit\u00e0 di rafforzare i servizi al cliente nel Consolato di Toronto, che annovera oltre 70.000 iscritti all\u2019AIRE, sulle problematiche del Consolato di Miami, nel quale dal 2015 ad oggi si \u00e8 passati da 28.000 a 42.750 iscritti all\u2019AIRE per l\u2019impetuoso afflusso di cittadini con passaporto italiano e sull\u2019opportunit\u00e0 di considerare le dinamiche anche di una realt\u00e0 in evoluzione come quella di Citt\u00e0 del Messico.<\/p>\n<p>Dopo avere tracciato un quadro generale dell\u2019assegnazione alle strutture locali di nuovo personale autorizzato con le due ultime leggi di bilancio, il Direttore Varriale ha tenuto ad assicurare l\u2019attenzione dell\u2019amministrazione per la situazione del Consolato di Miami, dove entro l\u2019anno dovrebbero arrivare una figura di ruolo e un contrattista a tempo indeterminato e, in prospettiva, un altro contrattista a tempo indeterminato, per il quale sono state avviate le procedure.<\/p>\n<p>Anche per i Consolati di San Francisco e Los Angeles, di cui gi\u00e0 in passato l\u2019on. La Marca si era occupata, sarebbero state avviate le procedure per l\u2019assunzione di un contrattista per ciascuna delle due strutture.<\/p>\n<p>Il colloquio si \u00e8 concluso con una dichiarazione di impegno da parte dell\u2019On. La Marca, che ha ringraziato il Direttore Varriale per la sua disponibilit\u00e0, di continuare a monitorare la situazione della ripartizione in un costante rapporto di dialogo e di collaborazione con l\u2019amministrazione del MAECI.<br \/>\nOn.\/Hon. Francesca La Marca, Ph.D.<br \/>\nCircoscrizione Estero, Ripartizione Nord e Centro America.<\/p>\n<p>11 &#8211; PRIME SCADENZE E FINANZA PUBBLICA. L\u2019APPROVAZIONE DELLA SCORSA LEGGE DI BILANCIO \u00c8 STATA CARATTERIZZATA DA NUMEROSI ERRORI. I RITARDI E LE DIFFICILI TRATTATIVE CON L\u2019EUROPA HANNO INFATTI COMPORTATO UN\u2019ECCESSIVA CONTRAZIONE DEI TEMPI DI DISCUSSIONE IN PARLAMENTO.<br \/>\nIl governo, tre mesi dopo l\u2019approvazione della legge di bilancio per il 2019, \u00e8 gi\u00e0 a lavoro sulla manovra per il prossimo anno. Il ministro dell\u2019economia Tria ha dichiarato, nel corso di un Question Time alla Camera, che il Documento di economia e finanza (Def), primo step del ciclo di bilancio, aggiorner\u00e0 le previsioni economiche. Nella stessa occasione il ministro ha assicurato il documento verr\u00e0 presentato entro la scadenza del 10 aprile.<br \/>\nCon la trasmissione del Def al parlamento inizier\u00e0 ufficialmente il ciclo di bilancio. Entro il 27 settembre 2019, il governo dovr\u00e0 trasmettere al parlamento una Nota di aggiornamento sul Def (Nadef), necessaria ad aggiornare le previsioni economiche e finanziarie alla luce dei dati pi\u00f9 recenti. L\u2019esecutivo dovr\u00e0 poi presentare, entro il 20 ottobre, il disegno di legge di bilancio, provvedimento centrale di tutta la manovra. Il percorso si concluder\u00e0 alla fine dell\u2019anno con l\u2019approvazione della legge di bilancio 2020.<br \/>\nIl rispetto delle scadenze \u00e8 fondamentale perch\u00e9 la legge di bilancio deve essere approvata entro il 31 dicembre, pena l\u2019esercizio provvisorio. Vai a &#8220;Come funziona il ciclo di bilancio&#8221;<br \/>\nIl governo ha commesso gravi errori nelle modalit\u00e0 di approvazione della scorsa legge di bilancio. Tutti i documenti della manovra sono stati trasmessi in ritardo, il parlamento ha dovuto votare un provvedimento di cui non conosceva il contenuto e il governo non si \u00e8 assunto la piena responsabilit\u00e0 della legge approvata dalle camere.<br \/>\nSono diverse le circostanze che hanno portato a commettere tali errori: la mancanza di tempo, i vincoli europei, il fatto che il governo si fosse formato da poco. Il lavoro dell\u2019esecutivo guidato da Conte \u00e8 stato ulteriormente complicato dal fatto che il Def, primo documento del ciclo di bilancio, fosse stato elaborato da un altro governo.<br \/>\nVogliamo allora ripercorrere gli errori pi\u00f9 gravi commessi lo scorso anno nella speranza che, con l\u2019avvio del nuovo ciclo di bilancio, il governo colga l\u2019occasione per approvare una manovra condivisa da parlamento, istituzioni europee e parti sociali.<\/p>\n<p>IL CONFLITTO CON L\u2019UNIONE EUROPEA<br \/>\nPur comprendendo alcune importanti misure di bandiera (come quota 100 e reddito di cittadinanza) il testo finale della legge di bilancio \u00e8 stato scritto seguendo le indicazioni provenienti da Bruxelles.<br \/>\nLe istituzioni europee erano infatti contrarie alla richiesta dell\u2019Italia di rivedere il bilancio in senso espansivo. Il nostro governo d\u2019altro canto rimaneva saldo sulla propria posizione. La conflittualit\u00e0 che ha caratterizzato le trattative con l\u2019Unione ha alimentato incertezze circa i contenuti del provvedimento. Infatti si sapeva sin dall\u2019inizio che sarebbe stato necessario rivedere le ottimistiche previsioni sulla crescita dell\u2019Italia fatte dal governo.<\/p>\n<p>+0,2% La crescita del Pil italiano prevista dalla Commissione europea per il 2019. Il governo nella Nadef aveva previsto una crescita dell\u20191,5%.<br \/>\nQuesto, sommato al fatto che la narrazione sulle trattative facesse intendere che non si sarebbe scesi ad alcun compromesso, ha di fatto impedito che nel paese si realizzasse un dibattito sui reali contenuti della manovra.<br \/>\nSolo verso fine novembre l\u2019esecutivo, forse ascoltando gli inviti del capo dello stato, ha iniziato ad aprirsi al dialogo con l\u2019Europa.<br \/>\n\u2026\u00e8 mio dovere sollecitare il governo a sviluppare \u2013 anche nel corso dell\u2019esame parlamentare \u2013 il confronto e un dialogo costruttivo con le istituzioni europee.<br \/>\n&#8211; SERGIO MATTARELLA &#8211; PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA<br \/>\nL\u2019Italia ha evitato per un soffio la procedura di infrazione. Ma non senza conseguenze: sono previsti diversi step di verifica per controllare che l\u2019esecutivo rispetti gli impegni presi. In caso di violazione degli accordi sono state annunciate penali che peserebbero duramente sulle tasche degli italiani.<\/p>\n<p>IL PRINCIPIO DELL\u2019EQUILIBRIO DI BILANCIO E IL RUOLO DEL PARLAMENTO<br \/>\nNelle prime fasi di discussione della manovra le opposizioni parlamentari hanno accusato il governo di violare l\u2019articolo 81 della costituzione.<br \/>\nPremessa: l\u2019articolo 81 della costituzione, che introduce nel nostro ordinamento il principio del pareggio di bilancio, limita i casi in cui si pu\u00f2 ricorrere all\u2019indebitamento.<br \/>\nIl governo, all\u2019interno della Nadef, aveva anticipato la volont\u00e0 di discostarsi dall\u2019obiettivo programmatico stabilito dal Def. Il documento prevedeva infatti un aumento del deficit al 2,4% del Pil, molto superiore all\u2019obiettivo dello 0,8% fissato dal precedente governo in aprile.<br \/>\nTuttavia l\u2019Ufficio Parlamentare di bilancio, organismo indipendente che valuta le previsioni economiche del governo, aveva dichiarato LA MANCANZA DELLE CONDIZIONI NECESSARIE PER RICHIEDERE LO SCOSTAMENTO DEL SALDO STRUTTURALE DALL\u2019OBIETTIVO PROGRAMMATICO.<br \/>\nIl governo ha deciso infine di rimodulare l\u2019aumento del deficit, evitando di incappare in una violazione di un principio costituzionale.<br \/>\nNelle procedure seguite per l\u2019approvazione del bilancio diversi osservatori hanno ravvisato anche una violazione dell\u2019articolo 72 della costituzione, che disciplina il procedimento di approvazione delle leggi. La costituzione prevede che ogni disegno di legge venga esaminato da una commissione parlamentare e poi dall\u2019aula. Per il bilancio dello stato si deve necessariamente seguire la normale procedura di esame e approvazione.<br \/>\nLa procedura normale di esame e di approvazione diretta da parte della Camera \u00e8 sempre adottata per i disegni di legge in materia [\u2026] di approvazione di bilanci e consuntivi.<\/p>\n<p>&#8211; ARTICOLO 72, QUARTO COMMA DELLA COSTITUZIONE<br \/>\nPer l\u2019approvazione della legge di bilancio 2019 le cose non sono per\u00f2 andate cos\u00ec. La commissione bilancio del senato in particolare ha avuto pochissimo tempo per esaminare il testo, stravolto nei contenuti rispetto al disegno di legge precedentemente discusso.<br \/>\n&#8211; 4 SECONDI, il tempo disponibile per l\u2019esame di ogni comma della legge di bilancio in commissione al senato.L\u2019aula ha avuto per l\u2019esame appena poche ore, non sufficienti neanche a leggere il testo prima di votare la fiducia.<br \/>\nPrima di allora nessun esecutivo aveva svuotato in questo modo il parlamento del suo ruolo. La prassi sviluppatasi all\u2019inizio degli anni 2000 (secondo il c.d. lodo Pera-Morando) prevedeva infatti che il governo ponesse la questione di fiducia sul testo approvato in commissione.<br \/>\nLa compressione dei tempi \u00e8 stata dovuta a un accumulo di ritardi, parzialmente giustificato dal fatto che il governo, al momento di presentare la Nadef, si era formato solo da pochi mesi.<br \/>\nIl disegno di legge di bilancio \u00e8 stato trasmesso al parlamento con 11 giorni di ritardo.<br \/>\nNonostante alcuni dei ritardi siano comprensibili, \u00e8 fondamentale che le scadenze disciplinate da regolamenti parlamentari e dalla legge 196\/2009 vengano rispettate, al fine di assicurare il tempo necessario per l\u2019interlocuzione con l\u2019Unione Europea e per il dibattito parlamentare. Parlamento e parti sociali sono state escluse dalla fase di elaborazione del testo finale, e questo non pu\u00f2 accadere.<br \/>\nIl 28 dicembre 37 senatori del Partito democratico hanno presentato un ricorso alla Corte Costituzionale sulle modalit\u00e0 di approvazione della legge di bilancio.<br \/>\nLa Corte, nella propria decisione, pur avendo dichiarato inammissibile il conflitto, ha ammesso che ci sono state delle forzature che in futuro non saranno tollerate.<br \/>\n\u2026per le leggi future simili modalit\u00e0 decisionali dovranno essere abbandonate altrimenti potranno non superare il vaglio di costituzionalit\u00e0.<br \/>\n&#8211; COMUNICATO DELLA CORTE COSTITUZIONALE<\/p>\n<p>LE RESPONSABILIT\u00c0 DEL GOVERNO<br \/>\nIl governo ha riscritto la legge in pochissimo tempo a seguito delle durissime trattative con l\u2019Unione Europea. Il parlamento ha dovuto votare il provvedimento alla cieca, a causa della mancanza del tempo materiale per leggere il testo.<br \/>\nQuesto significa che all\u2019indomani dell\u2019approvazione della legge quasi nessuno ne conosceva nel dettaglio i contenuti.<br \/>\nLa grande compressione dell\u2019esame parlamentare e la mancanza di un opportuno confronto con i corpi sociali richiedono adesso un\u2019attenta verifica dei contenuti del provvedimento.<br \/>\n&#8211; SERGIO MATTARELLA, PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA<br \/>\nBisogna riconoscere all\u2019esecutivo di aver inserito nel testo finale alcune delle pi\u00f9 importanti norme contenute nel \u201cpatto di governo\u201d. Ma questo non basta. Molti investimenti su cui l\u2019esecutivo puntava non sono presenti nella manovra. Mancano ad esempio gli aiuti pubblici allo sviluppo previsti dalla Nadef.<br \/>\nConsiderato il difficile percorso della scorsa manovra finanziaria, il rischio \u00e8 che nell\u2019anno in corso i conti non tornino. Rimaniamo in attesa dell\u2019approvazione del Def di quest\u2019anno, per vedere se ci saranno i soldi per attuare le misure previste dalla legge di bilancio.<br \/>\nIn attesa dell\u2019avvio ufficiale del ciclo di bilancio, suggeriamo al governo:<br \/>\ndi ripristinare il ruolo centrale del parlamento all\u2019interno della decisione di bilancio, per assicurare la democraticit\u00e0 del procedimento;<br \/>\ndi assumersi le responsabilit\u00e0 delle proprie scelte. Il governo e la sua maggioranza devono essere responsabili per tutto il testo della legge di bilancio. Per farlo sar\u00e0 necessario un percorso trasparente dall\u2019inizio fino alla fine;<br \/>\ndi basare il dialogo con l\u2019Unione Europea su fatti concreti, e non polemiche sterili, al fine di giungere a decisioni chiare e condivise anche con la societ\u00e0 civile<br \/>\nLa crescita dell\u2019aps promessa dal Def e smentita dalla legge di bilancio<br \/>\nConsiderato il difficile percorso della scorsa manovra finanziaria, il rischio \u00e8 che nell\u2019anno in corso i conti non tornino. Rimaniamo in attesa dell\u2019approvazione del Def di quest\u2019anno, per vedere se ci saranno i soldi per attuare le misure previste dalla legge di bilancio.<br \/>\nIn attesa dell\u2019avvio ufficiale del ciclo di bilancio, suggeriamo al governo: di ripristinare il ruolo centrale del parlamento all\u2019interno della decisione di bilancio, per assicurare la democraticit\u00e0 del procedimento;<br \/>\ndi assumersi le responsabilit\u00e0 delle proprie scelte. Il governo e la sua maggioranza devono essere responsabili per tutto il testo della legge di bilancio. Per farlo sar\u00e0 necessario un percorso trasparente dall\u2019inizio fino alla fine; di basare il dialogo con l\u2019Unione Europea su fatti concreti, e non polemiche sterili, al fine di giungere a decisioni chiare e condivise anche con la societ\u00e0 civile.<\/p>\n<p>12 &#8211; IL POPULISMO MEDIATICO \u00c8 EVERGREEN RETE E TV. libro \u00abRosso digitale\u00bb di Vincenzo Vita, uscito per manifesto libri di Benedetto Vecchi<br \/>\nComposta in oltre venti anni, \u00e8 una carrellata di scritti sulla Rete, il suo rapporto con gli altri media, il suo ruolo nella formazione dell\u2019opinione pubblica. Esempio di una storia del presente nel suo divenire, Rosso Digitale manifesto libri, di Vincenzo Vita, firma nota ai lettori del manifesto per suoi contributi sull\u2019evoluzione dei media, \u00e8 anche un\u2019appassionata cronaca della formazione di un populismo mediatico che vede nelle tecnologie digitali un potente dispositivo performativo della vita sociale.<br \/>\nL\u2019AUTORE \u00c8 INIZIALMENTE convinto che la tv sia il media principe nella formazione dell\u2019opinione pubblica e che la Rete non possa che attestarsi su una funzione ancillare degli old media. Un punto di vista maturato nell\u2019analisi di quel laboratorio sociale e ideologico che sono state le tv commerciali e che ha avuto, nel sorriso beffardo di Silvio Berlusconi, la sua silhouette pacioccona.<br \/>\nNon \u00e8 dato sapere se Fininvest prima e Mediaset dopo, sarebbero ugualmente diventati i piloni portanti di un sistema oligopolistico (sia per la tv che per la raccolta pubblicitaria) senza la complicit\u00e0 di una parte del sistema politico. Quello che \u00e8 certo \u00e8 che Berlusconi utilizzi il piccolo schermo come megafono di una patinata e seducente weltanshauung neoliberista. Vita non limita la sua analisi alla comprensione del berlusconismo. Mette infatti a fuoco l\u2019incapacit\u00e0 della sua parte politica \u2013 la sinistra \u2013 di fornire risposte adeguate a una situazione in veloce mutamento. Lo sguardo nostalgico verso il passato o la subalternit\u00e0 alle imprese della comunicazione sono le derive della sinistra politica.<br \/>\nBerlusconi dunque come apripista del populismo mediatico, mentre Renzi, Salvini e il Movimento5stelle ne sono gli eredi e i continuatori, all\u2019interno di un\u2019alternanza tra continuit\u00e0 e discontinuit\u00e0 che ha, sullo sfondo, la corrosione della democrazia rappresentativa da parte del capitalismo globale.<br \/>\nLa Rete \u00e8 diventata nel tempo una \u00abmacchina universale\u00bb, ha la capacit\u00e0 di sussumere gli old media. Non ne provoca la morte, quindi. Semmai ne modifica modi di produzione e stile comunicativo. Significativo \u00e8 da questo punto di vista come i populismi postmoderni siano capaci di usare e piegare i media a progetti politici che segnano, questi s\u00ec, una radicale discontinuit\u00e0 con il Novecento liberale o socialdemocratico.<br \/>\nCon buona approssimazione il sociologo e economista politico Colin Crouch scrive di quel regime che \u00e8 la postdemocrazia, la cui instaurazione avviene non sempre linearmente. Per quanto riguarda l\u2019Italia, ad esempio, Renzi vede naufragare la sua idea di riforma dello stato sociale, mentre Salvini fa leva sull\u2019uso congiunto di old media e new media, cambiando camaleonticamente lo stile comunicativo con lo scopo dichiarato di ripristinare l\u2019autorit\u00e0 dello stato nazione.<\/p>\n<p>DISCORSO A PARTE meritano i \u00abgrillini\u00bb e il loro simulacro di democrazia diretta incardinato su piattaforme digitali gestite secondo una logica proprietaria che nega tanto la sbandierata trasparenza quanto la possibilit\u00e0 di controllo del \u00abpopolo\u00bb sul loro funzionamento.<br \/>\nVincenzo Vita registra la grande trasformazione e propone una lettura del world wide web come macchina tecnologica che radicalizza l\u2019erosione della democrazia rappresentativa, la scomparsa dei cosiddetti corpi intermedi della societ\u00e0. Mette inoltre in evidenza la formazione di oligopoli globali, che contribuiscono a colonizzare la comunicazione \u00abspicciola\u00bb attraverso i social network e a plasmare a propria immagine l\u2019opinione pubblica. Non demonizza la rete; semmai sottolinea la dimensione politica di un settore che, al tempo stesso, forma l\u2019opinione pubblica, facendo affari e profitti con sentimenti, scambi di informazioni tra uomini e donne. Da qui, la rilevanza delle leggi sulla propriet\u00e0 intellettuale e le norme che stanno ridefinendo le regole della libera concorrenza e anche la possibilit\u00e0, da parte dei network televisivi, di dare vita a media globali. \u00c8 questo il presente che l\u2019autore invita a guardare, esortando a riprendere in mano e rileggere quella critica dell\u2019economia politica che ha nell\u2019opera di Karl Marx il suo momento pi\u00f9 alto.<\/p>\n<p>13 &#8211; BUIO SUL VENEZUELA. NUOVA FINANZA PUBBLICA. SE IL CHAVISMO SOPRAVVIVER\u00c0 DOVR\u00c0 PROGETTARE UNA ECONOMIA CHE PERMETTA UNO SVILUPPO SOSTENIBILE PER CONTINUARE A DIRIGERSI VERSO UN SOCIALISMO DEL XXI SECOLO di Matteo Bortolon da Il Manifesto<br \/>\nIl Venezuela come un sommergibile (o una balena) emerge e scompare a tratti nel mare magno della informazione dominante.<br \/>\nCadtm (il Comitato per l\u2019abolizione del debito illecito) ha preso severamente posizione contro l\u2019operazione di cambio di regime in corso, visto come un vero e proprio golpe illegale. Ma le ragioni della difficile situazione attuale vanno viste con spassionata lucidit\u00e0<br \/>\nL\u2019economia del Venezuela si basa essenzialmente sull\u2019esportazione di petrolio. Dopo un cinquantennio di crescita continua, dalle crisi degli anni Settanta si \u00e8 avuto un periodo difficile, che \u00e8 sboccato nell\u2019aggiustamento strutturale imposto dal Fondo monetario del 1989; similmente a tanti paesi \u2013 in buona parte latinoamericani \u2013 questo si \u00e8 risolto in un disastro sociale: la quota salari passa da 41,4% sul Pil al 33,4% fra 1988-1990; l\u2019economia venezuelana, tradizionalmente protetta e regolata, non solo subisce l\u2019ortodossia macroeconomica e la liberalizzazione dei mercati ma un vera e propria deindustrializzazione. Un tratto caratteristico di essa si intensifica a livello allarmante. Viene chiamata la malattia olandese. Essa colpisce i paesi che si basano su un massiccio export di materie prime. Vediamo in che modo.<br \/>\nUna forte esportazione fa s\u00ec che la valuta nazionale sul mercato delle monete subisca delle pressioni al rialzo, seguendo la legge della domanda e dell\u2019offerta (ci\u00f2 che viene pi\u00f9 desiderato aumenta il suo costo). Ci\u00f2 rende le importazioni pi\u00f9 economiche (dato che la valuta locale ha un potere di acquisto alto); ma questo distrugge la produzione interna di manifattura, dato che subisce una concorrenza esterna, e scoraggia gli investimenti privati. \u00c8 un meccanismo studiato a proposito della Olanda degli anni sessanta, che vide un declino palpabile della sua industria dopo la scoperta di un ampio bacino di gas naturale. Senza una produzione interna, tutti i beni \u2013 tanto di uso quotidiano che le componenti produttive dell\u2019industria, inclusa quella petrolifera \u2013 devono essere importati; ma per ottenerli ci vuole la valuta estera. Come si vede \u00e8 una spirale discendente che si autoalimenta. Il vincolo estero della bilancia commerciale (il saldo fra esportazioni ed importazioni) diventa l\u2019elemento decisivo per la stessa produttivit\u00e0 interna.<\/p>\n<p>Dopo gli anni Novanta, funestati da una grave crisi bancaria, inizia l\u2019era di Chavez, che riuscir\u00e0 a superare la conflittualit\u00e0 sociale e il tentativo di golpe dell\u2019aprile 2002, seguito da pesanti scioperi del settore petrolifero. Fra il 2003-09 il governo riusc\u00ec a controllare la situazione, facendo una forte redistribuzione sociale che fece registrare il pi\u00f9 portentoso abbassamento della povert\u00e0 dell\u2019America Latina, con forte crescita economica, buoni salari e inflazione sotto controllo (che in media era stata del 19,4% fra 1980-89 e del 47,4% fra 1990-1999). Ma tutto ci\u00f2 era trainato da due fattori: un forte rialzo del prezzo del petrolio e un cambio forte che rendeva l\u2019import economico (ed infatti le importazioni passarono da $8.3 mld nel 2003 a $45.1 mld nel 2008) per rendere i beni di consumo accessibili. Questo si dimostr\u00f2 un problema molto serio quando il prezzo del petrolio pass\u00f2 da 129 dollari al barile a 31 in soli 6 mesi. Non aver avviato serie politiche industriali per diversificare l\u2019economia era stato poco avveduto; deprezzare il cambio e limitare l\u2019ingresso di valuta estera non valse a controbilanciare la caduta dell\u2019import \u2013 vitale per la produzione stessa. La aggressione economica esterna, la illegale e massiccia fuga di capitali e la vasta corruzione, che Chavez aveva aggirato ma non debellato, resero la posizione del successore Maduro sempre pi\u00f9 precaria, con ondate di iperinflazione degne di quella di Weimar. Il resto \u00e8 storia recente, e una struttura economica di rendita petrolifera decennale non si risolve in poco tempo. Se il chavismo sopravviver\u00e0 dovr\u00e0 progettare una economia che permetta uno sviluppo sostenibile per continuare a dirigersi verso un socialismo del XXI secolo.\t\t<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>01 &#8211; LA MARCA \u2013 SCHIR\u00d2: il governo non apre varchi per chi chiede la cittadinanza per matrimonio ma noi proseguiremo nel nostro impegno per <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=15338\" title=\"19 03 30 NEWS DAI PARLAMENTARI ELETTI ALL ESTERO  ED ALTRE COMUNICAZIONI.\">[&#8230;]<\/a><\/p>\n<\/div>","protected":false},"author":2,"featured_media":13413,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[16,21,20,17,22],"tags":[],"class_list":["post-15338","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-associazionismo","category-cultura","category-politica","category-economia","category-parlamento"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.4 - 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