{"id":15261,"date":"2019-03-02T09:41:05","date_gmt":"2019-03-02T08:41:05","guid":{"rendered":"http:\/\/www.filef.net\/?p=15261"},"modified":"2019-03-02T09:41:05","modified_gmt":"2019-03-02T08:41:05","slug":"19-03-02-news-dai-parlamentari-eletti-all-estero-ed-altre-comunicazioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=15261","title":{"rendered":"19 03 02 NEWS DAI PARLAMENTARI ELETTI ALL ESTERO  ED ALTRE COMUNICAZIONI"},"content":{"rendered":"<p>\t\t\t\t<strong>1 &#8211; Cala il pil, occupazione ferma. L\u2019Italia sempre pi\u00f9 in frenata. Recessione. L\u2019Istat rivede le stime di crescita: colpa dei consumi Sempre meno donne al lavoro.<\/strong><br \/>\n<strong>2 &#8211; SCHIR\u00d2 (PD): quale futuro per le risorse destinate alla promozione della lingua e cultura italiane all\u2019estero?<\/strong><br \/>\n<strong>3 \u2013 In un silenzio assordante, si sta scrivendo una pericolosa riforma della Costituzione In un silenzio assordante, si sta scrivendo una pericolosa riforma della Costituzione.<\/strong><br \/>\n<strong>4 &#8211; Bernie Sanders e la sinistra che torna a parlare di lavoro e di tasse ai ricchi<\/strong><br \/>\n<strong>Occupazione. Trattare l\u2019occupazione in quanto diritto che deve essere garantito dallo Stato \u2013 come postula la nostra Costituzione \u2013 \u00e8 qualcosa di radicalmente diverso dall\u2019atteggiamento presupposto dalla visione paternalistica che si concentra sull\u2019elargizione di benefici monetari al popolo.<\/strong><br \/>\n<strong>5 &#8211; IL &#8220;BAIL IN&#8221;. Salvataggio banche e &#8216;bail in&#8217;, TRIA rivela: &#8216;Italia fu ricattata dalla Germania<\/strong><br \/>\n<strong>6 &#8211; Perch\u00e9 un Manifesto per la Sovranit\u00e0 Costituzionale?<\/strong><br \/>\n<strong>7 &#8211; Positivo incontro con Nicola Zingaretti, candidato alla segreteria del PARTITO DEMOCRATICO&#8221;. Domenica 3 marzo votiamo anche all&#8217;estero!<\/strong><\/p>\n<p><strong>1 &#8211; CALA IL PIL, OCCUPAZIONE FERMA L\u2019ITALIA SEMPRE PI\u00d9 IN FRENATA. RECESSIONE. L\u2019ISTAT RIVEDE LE STIME DI CRESCITA: COLPA DEI CONSUMI SEMPRE MENO DONNE AL LAVORO<\/strong>, di Roberto Ciccarelli da il Manifesto, 02 03 2019<br \/>\nL\u2019Istat ha rivisto al ribasso le stime del governo sulla crescita del 2018 (dall\u20191% allo 0,9%), avverte una frenata dei consumi (dall\u20191,5% al +0,6%) e degli investimenti (dal 4,1 al +3,4%), mentre il debito pubblico continua a salire (132,1%). Smentita la previsione del governo sul deficit per l\u2019anno: \u00e8 al 2,1%, mentre per Lega-Cinque Stelle \u00e8 all\u20191,9%. I dati \u00abrisentono di un fatto noto, un forte rallentamento\u00bb dell\u2019economia nel secondo semestre del 2018, che ha determinato \u00abdegli impatti negativi\u00bb sulla crescita, ha riconosciuto ieri il ministro dell\u2019Economia Giovanni Tria al forum economico franco-italiano a Versailles.<br \/>\n<strong>SONO GLI EFFETTI<\/strong> macroeconomici della \u00abrecessione tecnica\u00bb riscontrata dall\u2019Istat nell\u2019ultimo trimestre del 2018 che porter\u00e0, a partire dal Def previsto in aprile, a rivedere le ottimistiche previsioni sull\u2019\u00abanno bellissimo\u00bb. In autunno l\u2019esecutivo dovr\u00e0 affrontare una drammatica manovra, gi\u00e0 gravata dalla proibitiva ricerca di 23 miliardi per sterilizzare le \u00abclausole Iva\u00bb.<br \/>\nConsiderato l\u2019indebolimento strutturale dell\u2019economia, causato da un calo della domanda interna e da un rallentamento delle esportazioni, le risorse accantonate con la caparra di due miliardi contenuta nella legge di bilancio approvata a dicembre 2018 potrebbero non essere sufficienti. Con una crescita inferiore allo 0,6% previsto, un deficit pi\u00f9 alto del 2,04% e un debito in espansione i conti dovranno essere rivisti.<br \/>\nIn questa situazione, insieme alle donne, i giovani sono i pi\u00f9 penalizzati sul mercato del lavoro. \u00c8 quanto emerge da un altro rapporto sull\u2019occupazione a gennaio 2019, reso noto ieri dall\u2019Istat. Rispetto a dicembre, a gennaio c\u2019\u00e8 stata una timida crescita degli occupati, ma solo tra gli uomini: (+27 mila), calano invece le donne occupate (-6 mila).<br \/>\n<strong>IL TASSO DI OCCUPAZIONE<\/strong> resta stabile al 58,7%. Questo significa che non si produce nuova occupazione, ma si trasforma l\u2019occupazione esistente. Un fenomeno che potrebbe essere dovuto alla crescita delle trasformazione dei contratti a termine in indeterminati registrati dall\u2019Inps. Un effetto spiegato, anche ieri, dai Cinque Stelle al loro \u00abdecreto dignit\u00e0\u00bb, ma che non esclude il fatto che l\u2019occupazione prevalente sia a termine. A gennaio c\u2019\u00e8 stato un aumento di 56 mila lavoratori dipendenti a tempo indeterminato rispetto al mese precedente.<\/p>\n<p>Questo andamento ha prodotto l\u2019entusiasmo tra i grillini che sobbalzano ad ogni singulto del mercato del lavoro. Il dato va visto tuttavia sui dodici mesi. Rispetto a gennaio 2018 l\u2019aumento \u00e8 stato solo di 29 mila unit\u00e0. E i dipendenti a termine sono cresciuti di 126 mila unit\u00e0, quelli \u00abindipendenti\u00bb sono stabili (6 mila). Non \u00e8 cambiato nulla rispetto ai tempi del Pd, perch\u00e9 la struttura del mercato e l\u2019organizzazione della produzione restano le stesse. Non basta una modifica normativa, per di pi\u00f9 modesta, come quella sulle clausole dei contratti a termine contenuta nel \u00abdecreto dignit\u00e0\u00bb per modificare l\u2019assetto stabilito dal Jobs Act che ha modificato lo stesso concetto di lavoro subordinato a tempo indeterminato, cancellando tra l\u2019altro l\u2019articolo 18. Un elemento che, al momento, il governo Lega-Cinque Stelle non intende cambiare.<br \/>\n<strong>L\u2019ESPANSIONE MINIMA<\/strong> dell\u2019occupazione ha interessato entrambe le componenti di genere concentrandosi esclusivamente tra gli ultracinquantenni (+250 mila). Anche a gennaio 2019 la crescita ha riguardato quasi esclusivamente gli uomini e le persone oltre i 35 anni, confermando che il lavoro in Italia \u00e8 precario e per pochi uomini maturi. Se si allarga lo sguardo agli ultimi 15 anni si scopre che l\u2019invecchiamento della popolazione lavorativa maschile matura \u00e8 una costante strutturale: gli over 50 al lavoro sono quasi raddoppiati passando dai 4,8 milioni di gennaio 2004 a 8,5 milioni del gennaio 2019. \u00c8 diminuita la quota della popolazione pi\u00f9 giovane con la fascia tra i 25 e i 34 anni passata nello stesso periodo da 6,02 milioni di persone a 4,06 milioni.<br \/>\n<strong>LA LUNGA STAGNAZIONE<\/strong> italiana ha collocato stabilmente il paese tra gli ultimi in Europa per quanto riguarda la disoccupazione: terzultimo (10,5%), seguito solo Spagna (14,1%) e Grecia (18,5%). Nella disoccupazione giovanile l\u2019Italia \u00e8 penultima. Solo la Grecia con il 39,1% fa peggio.<\/p>\n<p><strong>2 &#8211; SCHIR\u00d2 (PD): QUALE FUTURO PER LE RISORSE DESTINATE ALLA PROMOZIONE DELLA LINGUA E CULTURA ITALIANE ALL\u2019ESTERO?<\/strong><br \/>\nIl Comitato permanente sugli Italiani nel mondo e la Promozione del Sistema Paese della Camera dei Deputati ha avviato l&#8217;esame istruttorio della relazione sull&#8217;attivit\u00e0 svolta per la riforma degli Istituti Italiani di Cultura e sugli interventi per la promozione della cultura e della lingua italiane all&#8217;estero del 2017.<\/p>\n<p>A distanza di pochi mesi dall\u2019approvazione della Legge di Bilancio 2019, l\u2019occasione \u00e8 stata utile per affrontare in ambito parlamentare e alla presenza del Sottosegretario agli Esteri Ricardo Merlo le prospettive per il prossimo futuro della promozione della cultura e della lingua italiane all&#8217;estero.<\/p>\n<p>Nel mio intervento ho richiamato l\u2019attenzione sulla questione delle risorse destinate a questo settore, rilevando che il Ministro Moavero Milanesi nella relazione ha riconosciuto che, con l\u2019esercizio finanziario 2017, \u00abl\u2019azione per la \u00abPromozione della lingua e della cultura italiana all\u2019estero ha beneficiato di significativi finanziamenti\u00bb.<\/p>\n<p>Tali finanziamenti \u2013 come sappiamo &#8211; sono quelli allocati dal Governo Gentiloni con il Fondo quadriennale per il potenziamento della promozione della lingua e della cultura italiane nel mondo, istituito nella legge di bilancio per il 2017, e dotato complessivamente di 150 milioni di euro (di cui 20 milioni nel 2017, 30 nel 2018 e 50 per ciascuno degli anni 2019 e 2020), che ha rigenerato una serie di interventi di natura linguistico-culturale all\u2019estero e ha rafforzato la seconda leva, quella culturale, della promozione integrata del Sistema Paese all\u2019estero.<\/p>\n<p>Il problema \u00e8 che nel bilancio triennale dell\u2019attuale Governo giallo verde resistono solo gli stanziamenti su base triennale dai governi di centro sinistra e che per il 2021 non compare il rifinanziamento del Fondo, con il rischio di una seria regressione della presenza culturale dell\u2019Italia all\u2019estero.<\/p>\n<p>Per questa ragione, ho chiesto al Sottosegretario Merlo di sapere come si intenda affrontare il futuro e rispondere alle indicazioni del Ministro quando si augura che, prima del 2020, la consistenza degli stanziamenti possa assumere natura ordinaria, cos\u00ec da consentire \u00abla prosecuzione di un efficace piano di valorizzazione dell\u2019immagine dell\u2019Italia all\u2019estero\u00bb. Il Sottosegretario ha rinviato la risposta ad altra sede e ad altra data.<\/p>\n<p>Il mio invito ai deputati della maggioranza eletti \u00e8 quello di lavorare unitariamente affinch\u00e9 venga scongiurata l\u2019interruzione traumatica di questi processi di potenziamento iniziati con la legge di bilancio 2017, assicurando la vita del Fondo per il sostegno della lingua e della cultura italiane nel mondo.<\/p>\n<p>Nel corso del dibattito sulla legge di bilancio per il 2019, si \u00e8 persa un\u2019occasione importante, respingendo tra gli altri il mio emendamento finalizzato proprio ad assicurare la vita del Fondo oltre la scadenza fissata nel 2020, emendamento approvato peraltro dalla Commissione affari esteri.<\/p>\n<p>A conclusione della riunione del Comitato, non posso che augurarmi che le difficolt\u00e0 dei deputati della maggioranza a farsi carico di specifiche responsabilit\u00e0 politiche possano essere superate nell\u2019interesse delle nostre comunit\u00e0.<\/p>\n<p>On. Angela Schir\u00f2 &#8211; Camera dei Deputati &#8211; Piazza Campo Marzio, 42 &#8211; 00186 ROMA<br \/>\nTel. 06 6760 3193 &#8211; Email: schiro_a@camera.it<\/p>\n<p><strong>3 &#8211; ALFIERO GRANDI. IN UN SILENZIO ASSORDANTE, SI STA SCRIVENDO UNA PERICOLOSA RIFORMA DELLA COSTITUZIONE IN UN SILENZIO ASSORDANTE, SI STA SCRIVENDO UNA PERICOLOSA RIFORMA DELLA COSTITUZIONE<\/strong>, di Alfiero Grandi.<br \/>\nNessuna contrariet\u00e0 ad introdurre una forma nuova di referendum, cosiddetto propositivo, nella Costituzione che potrebbe rafforzare l\u2019impianto della democrazia nel nostro paese se effettivamente innestasse una forma di partecipazione diretta nella democrazia parlamentare del nostro paese. Tuttavia all\u2019intenzione dichiarata dai proponenti (maggioranza e governo) non corrisponde un\u2019attuazione convincente. E\u2019 la classica distinzione tra buone intenzioni e fatti. Malgrado i passi avanti fatti rispetto alla proposta di legge su cui si \u00e8 iniziato a discutere alla Camera, l\u2019impianto di questa modifica della Costituzione presenta tuttora dei difetti di fondo che non consentono di valutarla positivamente.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 anzitutto il contesto in cui avviene, che non \u00e8 poca cosa. Basta ricordare che governo e maggioranza finora hanno dato all\u2019attuazione dell\u2019articolo 116 della Costituzione un\u2019impostazione grave ed inaccettabile, di merito e di metodo, tanto da creare un giusto allarme sulla possibilit\u00e0 di aprire una ferita nei diritti fondamentali garantiti nella prima parte della Costituzione, fino al rischio di mettere in discussione la stessa unit\u00e0 nazionale, aprendo le porte ad una strisciante secessione delle regioni ricche a danno di quelle maggiormente in difficolt\u00e0. Inoltre, tra qualche settimana la Camera esaminer\u00e0 la proposta, gi\u00e0 approvata dal Senato, di modifica della Costituzione che riduce il numero dei parlamentari, con l\u2019unica motivazione della riduzione dei costi e senza alcun ragionamento serio sulla funzione del parlamento. Per di pi\u00f9 questa modifica \u00e8 accompagnata da una proposta di legge che conferma sostanzialmente l\u2019impianto dell\u2019attuale legge elettorale, con il risultato di mantenere un parlamento di nominati dall\u2019alto, ancorch\u00e8 ridotti di numero.<\/p>\n<p>L\u2019attuazione dell\u2019articolo 116 e queste modifiche della Costituzione fanno parte di un contesto che punta a ridimensionare drasticamente il ruolo della democrazia rappresentativa, cio\u00e8 del parlamento. Parlamento che invece \u00e8 il punto centrale dell\u2019assetto istituzionale previsto dalla nostra Costituzione. Parlamento che non solo subisce il diluvio di decreti legge e voti di fiducia ma \u00e8 stato perfino costretto ad approvare una legge importante come quella di bilancio senza poterla neppure leggere, n\u00e8 tanto meno modificare.<\/p>\n<p>Nel merito della proposta di introdurre nella Costituzione il referendum propositivo ci sono almeno tre punti inaccettabili nell\u2019attuale formulazione.<br \/>\n1) Gli argomenti che possono essere sottoposti a referendum propositivo sono pi\u00f9 ampi e indefiniti di quelli previsti nell\u2019articolo 75 riguardanti il referendum abrogativo, bastava adottare lo stesso testo, invece si \u00e8 scelta una forma ambigua ed involuta che potrebbe portare a referendum propositivi su materie che dovrebbero essere escluse in radice, scaricando sulla Corte costituzionale compiti eccessivi.<br \/>\n2) Un referendum propositivo non pu\u00f2 avere effetti di spesa e tanto meno prevedere modalit\u00e0 di finanziamento. Solo governo e parlamento sono in grado di affrontare il tema del finanziamento di misure introdotte con referendum e questa riserva chiara non \u00e8 prevista. Eppure Di Maio e Salvini dovrebbero per primi avere ben presente le riunioni di vertice a cui sono stati costretti in materia di bilancio. Ora seriamente pensano di farsi scrivere il bilancio dello stato da scelte impreviste? Se un referendum propositivo prevedesse di coprire le spese con l\u2019aumento dell\u2019Iva sarebbe accettabile?<br \/>\n3) La procedura del referendum propositivo \u00e8 tale da provocare seri rischi di contrapposizione tra iniziativa popolare e ruolo del parlamento. Anzitutto andrebbe limitato il numero dei referendum propositivi possibili durante la legislatura, non pi\u00f9 di due\/tre, altrimenti \u00e8 evidente che il parlamento difficilmente riuscir\u00e0 a discuterne e quindi si arriver\u00e0 inevitabilmente al referendum.<br \/>\nInoltre se le Camere approvano una legge sull\u2019argomento, la Cassazione dovr\u00e0 decidere se il risultato del lavoro parlamentare e la proposta di iniziativa popolare sono veramente diverse, per evitare un referendum del tutto formale. Ma cos\u00ec la questione \u00e8 mal posta. Se le Camere approvano una legge che si propone di rispondere al referendum propositivo i proponenti dovrebbero semmai ricorrere al normale referendum abrogativo, invece viene sottoposto agli elettori il testo della proposta di iniziativa popolare che di fatto stoppa il lavoro del parlamento, il cui esito forse non vedr\u00e0 mai la luce visto che la sua efficacia viene sospesa e se passa il referendum propositivo non esister\u00e0 pi\u00f9. Come si fa a sostenere che non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 contrapposizione tra parlamento e cittadini? La contrapposizione \u00e8 nascosta meglio di prima, ma resta la sostanza ed \u00e8 grave perch\u00e9 cos\u00ec non si integrano democrazia diretta e rappresentativa, ma vengono contrapposti e questa \u00e8 una scelta grave. C\u2019\u00e8 ancora il passaggio al Senato e dopo la doppia lettura, quindi non \u00e8 ancora detto che questo sar\u00e0 il testo della modifica della Costituzione. Tuttavia perch\u00e8 cambi nella sostanza occorre che questa modifica della Costituzione esca dall\u2019ombra in cui finora \u00e8 rimasta.<br \/>\nEra impressionante ieri sentire dai maggiori mezzi di informazione tutto sulla Tav mentre ignoravano una modifica della Costituzione che, checch\u00e8 se ne dica, fa parte di un pacchetto, e che comunque introduce una novit\u00e0 che potrebbe contribuire a ridurrre non poco il ruolo del parlamento. Al di l\u00e0 della tattica parlamentare, sempre discutibile, su questi argomenti costituzionali \u00e8 auspicabile che alla fine i parlamentari ricordino bene che se la proposta passer\u00e0 con i 2\/3 dei voti nella seconda lettura il referendum costituzionale non sar\u00e0 possibile. Invece \u00e8 fondamentale che se i cittadini lo vorranno possano ricorrere al referendum e questo, non a caso, non \u00e8 gradito a chi insiste su formulazioni discutibili o sbagliate.<\/p>\n<p><strong>4 &#8211; BERNIE SANDERS E LA SINISTRA CHE TORNA A PARLARE DI LAVORO E DI TASSE AI RICCHI<\/strong><br \/>\n<strong>OCCUPAZIONE. TRATTARE L\u2019OCCUPAZIONE IN QUANTO DIRITTO CHE DEVE ESSERE GARANTITO DALLO STATO \u2013 COME POSTULA LA NOSTRA COSTITUZIONE \u2013 \u00c8 QUALCOSA DI RADICALMENTE DIVERSO DALL\u2019ATTEGGIAMENTO PRESUPPOSTO DALLA VISIONE PATERNALISTICA CHE SI CONCENTRA SULL\u2019ELARGIZIONE DI BENEFICI MONETARI AL POPOLO<\/strong>, di Laura Pennacchi da Il Manifesto 27.02.2019<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 un fiorire d\u2019iniziative sul \u201clavoro garantito\u201d nel Partito democratico americano, promosso da Bernie Sanders \u2013 sotto la spinta di una ispirazione socialista che lo induce a valorizzare un impegno di lunga data di think tank come il Levy Institute \u2013 ma raccolto anche da esponenti centristi con la rivendicazione della superiorit\u00e0 dei servizi pubblici. Il focus sul \u201clavoro garantito\u201d, soprattutto per i giovani e le donne, costituisce la proiezione nell\u2019immediato della riscoperta di un valore e di un obiettivo considerato obsoleto.<\/p>\n<p>L\u2019obiettivo della \u201cpiena e buona occupazione\u201d, finalmente assunto con una energia analitica e una determinazione politica ammirevoli, anticipate dalla Cgil fin dal 2013 con il Piano del lavoro, ora riproposto con fantasia e vigore dalla nuova segreteria di Maurizio Landini. A sua volta l\u2019obiettivo della piena occupazione si radica nell\u2019urgenza di concentrare tutte le forze nel rilancio degli investimenti, pubblici e privati, vivificati in un rinnovato sforzo di grande progettazione per un nuovo modello di sviluppo ricollocando al suo centro le domande su \u201cper cosa, per chi, come produrre\u201d.<\/p>\n<p>A questo grappolo inscindibile di valori e di obiettivi i democratici americani associano il ribadimento della legittimit\u00e0 democratica della tassazione progressiva e la liberazione dalla subalternit\u00e0 al dogma neoliberista della \u201criduzione oltranzistica delle tasse sempre e comunque\u201d, proponendo, invece, un vertiginoso aumento delle aliquote maggiori per i pi\u00f9 ricchi (nelle proposte di Ocasio-Cortez fino al 70%) e una pi\u00f9 incisiva imposizione sulle imprese e sui patrimoni.<br \/>\nTutto ci\u00f2 dimostra che quando gli argomenti intellettuali si saldano con quelli etici, l\u2019intero contesto politico pu\u00f2 cambiare profondamente e rapidamente. Dunque, pensiero ed energia emotiva e morale si confermano risorse strategiche.<\/p>\n<p>Esattamente quelle risorse che difettano alle sinistre italiana ed europee, come argomenta Peppe Provenzano nel suo La sinistra e la scintilla (Donzelli).<\/p>\n<p>Esattamente quelle risorse che mancano del tutto al governo Lega-5Stelle, il quale assai pi\u00f9 che per la violazione delle regole del patto di stabilit\u00e0 \u2013 pur riprovevole perch\u00e9 utilizza margini di flessibilit\u00e0 per spesa corrente improduttiva destinata a disordinate regalie pensionistiche e a misure assistenziali risarcitorie non promozionali \u2013 andrebbe stigmatizzato per la miseria e l\u2019angustia con cui affronta le cruciali scadenze di un Def che cade nel mezzo di un serio rallentamento dell\u2019economia europea e di una aperta recessione di quella nazionale.<\/p>\n<p>Trattare l\u2019occupazione in quanto diritto che deve essere garantito dallo Stato \u2013 come postula la nostra Costituzione \u2013 \u00e8 qualcosa di radicalmente diverso dall\u2019atteggiamento presupposto dalla visione paternalistica che si concentra sull\u2019elargizione di benefici monetari al popolo.<\/p>\n<p>Tra l\u2019altro, riportare il baricentro sull\u2019occupazione e sul lavoro \u2013 contestando la ineluttabilit\u00e0 della jobless society intrinseca al funzionamento spontaneo del capitalismo \u2013 consente anche di trattare le questioni della diseguaglianza non solo come problema redistributivo, facendone una nuova retorica inconcludente, ma anche come problema concernente primariamente la sfera produttiva, l\u2019allocazione, le strutture in cui si articolano i modelli di sviluppo.<\/p>\n<p>Dietro le iniziative sul \u201clavoro garantito\u201d e sulla connessa idea di utilizzare lo Stato come employer of last resort stanno, oltre a una nobile tradizione teorica (che da Keynes va a Meade, a Minsky, ad Atkinson), le profonde trasformazioni di questi anni che spingono tutti i paesi verso un modello di sviluppo meno orientato alle esportazioni (meno export led) e pi\u00f9 centrato sulla domanda interna, per alimentare il quale occorrono interventi mission oriented da parte dell\u2019operatore pubblico, forti politiche industriali e territoriali, energiche iniziative in innovazione e in ricerca.<\/p>\n<p>Dobbiamo respingere la retorica dell\u2019esogenit\u00e0, della naturalit\u00e0 e della neutralit\u00e0 dei fenomeni tecnologici e riaffermare la possibilit\u00e0 di quella che Atkinson chiamava una direzione pubblica e collettiva dell\u2019innovazione. Infatti, da una parte, a pi\u00f9 di dieci anni dall\u2019esplosione della crisi del 2007\/2008, l\u2019economia mondiale mantiene un andamento talmente sussultorio che in molti denunziano i segnali del probabile scatenarsi di una nuova grande crisi e parlano di secular stagnation, vale a dire, secondo le parole di Larry Summers, di una \u201ccrescita ordinaria realizzata mediante politiche straordinarie e speciali condizioni finanziarie\u201d, le quali incoraggiano il rischio abnorme, un indebitamento malsano, la formazione di bolle che, a loro volta, pongono le premesse per nuove crisi.<\/p>\n<p>In Europa la fine del quantitative easing accentua lo scarto tra il volume di lavoro desiderato e quello reso disponibile da parte delle imprese e qualcuno \u2013 per esempio il sindacato svizzero \u2013 propone di fissare per legge alle imprese al di sopra di una certa dimensione \u201cstandard occupazionali\u201d in termini di European employment guideline (Eeg), una sorta di imponibile di manodopera per il nuovo millennio.<\/p>\n<p>Dall\u2019altra parte assistiamo al manifestarsi di drammatiche problematiche come quella ambientale e all\u2019emersione di enormi bisogni sociali insoddisfatti (che tipicamente modellano la domanda interna), tutte cose che il mercato da solo non risolve, non lenisce, non tratta. La rottura degli equilibri ambientali sta avvenendo a una velocit\u00e0 senza precedenti, mentre nell\u2019abitazione, l\u2019alimentazione, la mobilit\u00e0, il tempo libero, la cultura, l\u2019istruzione, la formazione, la salute, i bisogni dei cittadini rimangono inevasi e nei territori (dalle grandi aree metropolitane alle piccole e medie citt\u00e0, alle aree rurali e periferiche) la qualit\u00e0 delle vita degrada.<\/p>\n<p>In tutti questi settori e aree andrebbe sollecitata una mobilitazione di energie fuori del comune. L\u2019impegno nel \u201clavoro garantito\u201d ci ricorda che l\u2019anima del New Deal di Roosevelt, di cui spesso si parla del tutto a sproposito, furono straordinari progetti collettivi (quali l\u2019elettrificazione di aree rurali, il risanamento di quartieri degradati, la creazione dei grandi parchi, la conservazione e la tutela delle risorse naturali) piegati al fine di creare lavoro in vastissima quantit\u00e0 e per tutte le qualifiche (perfino per gli artisti e gli attori di teatro) attraverso i Job Corps \u2013 le \u201cBrigate del lavoro\u201d \u2013, identificando per questa via nuove opportunit\u00e0 di investimento e di dinamismo per l\u2019intero sistema economico.<\/p>\n<p>\u00c8 un varco simile quello che oggi si apre e da cui si pu\u00f2 sollecitare la svolta da un modello di sviluppo malato \u2013 basato sulla droga delle \u201cbolle\u201d finanziarie e immobiliari, dell\u2019incremento esponenziale di valore degli asset e dell\u2019indebitamento speculativo privato \u2013 a un nuovo modello di sviluppo, orientato a rivoluzione verde, rigenerazione urbana e riqualificazione dei territori, beni culturali, istruzione e Universit\u00e0, benessere umano e civile.<\/p>\n<p><strong>5 &#8211; IL &#8220;BAIL IN&#8221;. SALVATAGGIO BANCHE E &#8216;BAIL IN&#8217;, TRIA RIVELA: &#8216;ITALIA FU RICATTATA DALLA GERMANIA. LA RIVELAZIONE ARRIVA DIRETTAMENTE DAL LEADER DEL MEF ITALIANO RISPONDENDO ALLE DOMANDE DELLA COMMISSIONE FINANZE DEL SENATO<\/strong>.<br \/>\n&#8216;BAIL IN&#8217;: secondo Tria l&#8217;Italia accett\u00f2 l&#8217;adozione del sistema su ricatto della Germania<br \/>\nIL &#8220;BAIL IN&#8221;, il discusso meccanismo che serve a tutelare le banche, sarebbe la conseguenza di un ricatto operato dalla Germania all&#8217;Italia. E&#8217; pi\u00f9 o meno questo il concetto espresso dal ministro dell&#8217;Economia Giovanni Tria, rispondendo a precisa domanda rivoltagli dalla Commissione Finanze del Senato. Parole che, con ogni probabilit\u00e0, sono destinate a far discutere, aprendo come al solito diversi fronti di opinione, tra cui quelli che, da tempo, accusano l&#8217;Italia di essersi, nel tempo, assoggetta ad economie forti come quella tedesca, nell&#8217;ambito di un&#8217;Europa che non \u00e8 mai stata tenera con l&#8217;Italia e con i suoi conti.<\/p>\n<p>IL &#8216;BAIL IN&#8217; FA DISCUTERE<br \/>\nNegli ultimi anni pi\u00f9 volte si \u00e8 dovuto far fronte alla necessit\u00e0 di salvaguardare alcune banche che si sono trovate in difficolt\u00e0.<br \/>\nGli attuali governanti, quando erano all&#8217;opposizione, accusavano il Pd di avere salvato degli istituti mettendo in secondo piano gli interessi dei risparmiatori. Parti che, invece, si sono invertite quando \u00e8 stato l&#8217;attuale esecutivo giallo-verde ad operare il discusso salvataggio della Carige. Oggi, per\u00f2, a tenere banco in Commissione Finanze al Senato \u00e8 stato il cos\u00ec detto meccanismo del &#8220;bail-in&#8221;. Si tratta di un sistema attraverso cui \u00e8 possibile operare i salvataggi delle banche scaricando i costi anche sugli investitori e sui risparmiatori. Una misura che, evidentemente, non pu\u00f2 essere ritenuta equa da molti cittadini, ma che non sarebbe frutto di una scelta politica italiana, bens\u00ec quasi di un&#8217;imposizione tedesca. O meglio di un ricatto.<\/p>\n<p>LA MISURA IN GERGO TECNICO<br \/>\n&#8220;Bail in&#8221; \u00e8 un termine che viene dall&#8217;inglese e la cui traduzione letterale \u00e8 cauzione interna. Si tratta di una misura che viene messa in campo quando si prova a superare una crisi bancaria attraverso il coinvolgimento di azionisti, obbligazionisti e correntisti dello stesso istituto.<br \/>\nTradotto in termini semplici si pu\u00f2 dire che si chiede un contributo al &#8220;cliente della banca&#8221;, con la certezza, per\u00f2, che il sacrificio o la perdita sarebbe comunque sensibilmente inferiore a quella che maturerebbe in caso di liquidazione coatta amministrativa. La pratica, in termini tecnici, viene definita: no creditor worse off.<br \/>\nEventuali prelievi forzosi non riguardano comunque depositi inferiori a 100.000 euro e coinvolge unicamente i soggetti che beneficiano di un rapporto diretto con l&#8217;ente, non quindi i patrimoni dei clienti che abbiano semplici azioni, obbligazioni o titoli di fondi.<br \/>\nLE PAROLE DI TRIA ATTACCANO LA GERMANIA<br \/>\nPer quanto si tratta di una misura messa in atto da un governo che faceva capo al Partito Democratico, Tria sottolinea come nessuno all&#8217;epoca, compreso il ministro Saccomanni, fosse favorevole all&#8217;adozione del &#8220;bail in&#8221;. L&#8217;Italia, secondo quanto evidenziato dall&#8217;attuale leader del Mef, si trov\u00f2 nel bel mezzo di un ricatto proveniente dalla Germania. Da quanto mette in rilievo il Ministro l&#8217;Italia sarebbe stata messa di fronte ad un bivio: accettare il &#8220;bail in&#8221; o confrontarsi con il fatto che sarebbe stata diffusa la notizia secondo cui il sistema bancario del Bel Paese fosse prossimo al fallimento. Un&#8217;eventualit\u00e0 che, con buona probabilit\u00e0, avrebbe avuto ricadute importanti in negativo e che avrebbe scoraggiato molti investitori. Tria, comunque, ha sottolineato come al momento \u00e8 difficile ipotizzare che il &#8220;bail in&#8221; possa essere abolito in tempi brevi.<\/p>\n<p>Questo articolo \u00e8 stato verificato con:<br \/>\nhttps:\/\/www.repubblica.it\/economia\/2019\/02\/27\/news\/tria_bail_in_introdotto_perche_saccomanni_fu_ricattato_dalla_germania_-220277538\/<br \/>\nhttps:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2019\/02\/27\/bail-in-tria-erano-tutti-contrari-il-ministro-saccomanni-fu-ricattato-dal-ministro-delle-finanze-tedesco\/5002231\/<\/p>\n<p><strong>6 &#8211; PERCH\u00c9 UN MANIFESTO PER LA SOVRANIT\u00c0 COSTITUZIONALE?<\/strong><br \/>\nPerch\u00e9 riconosciamo la Repubblica in quanto forma di vita libera, come fratellanza e solidariet\u00e0 fra cittadini che amano il proprio Paese. Essere per il patriottismo costituzionale significa dare valore a quei vincoli di solidariet\u00e0 che sono condizione necessaria per la redistribuzione e la giustizia sociale. Non lasciamo alle destre il monopolio di tutto questo!<\/p>\n<p>Uno dei motivi per cui la nostra Costituzione non piace alla grande finanza internazionale \u00e8 perch\u00e9 promuove l\u2019emancipazione personale e collettiva, afferma un riequilibrio dei rapporti di forza fra le classi in favore dei pi\u00f9 deboli, soprattutto dei lavoratori. A destra, centro e sinistra l\u2019hanno manipolata con \u201criforme\u201d neoliberiste.<br \/>\nChe tu sia ricco o povero, la tua Costituzione \u00e8 nata per proteggerti e per affermare la tua dignit\u00e0 sociale e personale. \u00c8 ora che tu la difenda!<\/p>\n<p>Questi sono alcuni dei motivi per cui noi di Patria e Costituzione, Senso Comune e Rinascita! Abbiamo scritto questo Manifesto (che puoi trovare qui).<\/p>\n<p>7 &#8211; POSITIVO INCONTRO CON NICOLA ZINGARETTI, CANDIDATO ALLA SEGRETERIA DEL PARTITO DEMOCRATICO&#8221;. DOMENICA 3 MARZO VOTIAMO ANCHE ALL&#8217;ESTERO!<br \/>\nDomenica 3 marzo, vi invito a partecipare alle primarie del Partito Democratico!<\/p>\n<p>ROMA &#8211; Ieri ho avuto il piacere di incontrare Nicola Zingaretti, Presidente della Regione Lazio e candidato alla segreteria nazionale del Partito Democratico. \u00c8 stato un incontro positivo nel corso del quale ho avuto modo di illustrare le principali questioni che riguardano le nostre comunit\u00e0 del Centro e Nord America. Ho apprezzato la disponibilit\u00e0 all\u2019ascolto di Nicola Zingaretti e la sua sensibilit\u00e0 nei confronti degli italiani all&#8217;estero di nuova e vecchia emigrazione.<br \/>\nIl 3 marzo, in Italia e nel mondo, si sceglier\u00e0 il nuovo segretario del Partito Democratico.<br \/>\nPotranno partecipare liberamente non solo gli aderenti al partito, ma tutti coloro che desiderano mantenere un rapporto di dialogo e di collaborazione con il Partito Democratico. Anche i cittadini italiani residenti all&#8217;estero possono votare, recandosi ai seggi organizzati in diverse citt\u00e0 del Nord America.<br \/>\nIo esprimer\u00f2 la mia preferenza per Nicola Zingaretti. Perch\u00e9? Per la sua seriet\u00e0 ed esperienza, per le sue provate doti di buon governo, per il suo programma di rinnovamento e di rilancio del Partito Democratico e del centrosinistra. Sono stata sempre convinta che gli uomini debbano servire la politica e i cittadini e non la politica gli uomini.<br \/>\n\u00c8 necessario un Partito Democratico pi\u00f9 forte, capace di fare da punto di aggregazione di un ampio schieramento di centrosinistra e di porsi come interlocutore credibile a livello internazionale.<br \/>\nNicola Zingaretti \u00e8 la persona giusta per raggiungere questi obiettivi e per guidare questo cammino di rilancio per il centro sinistra e per il nostro Paese.<br \/>\nPer queste ragioni il 3 marzo, alle primarie del PD, io voter\u00f2 Nicola Zingaretti e invito tutti a fare altrettanto.<\/p>\n<p>Partecipiamo numerosi!<br \/>\nFrancesca La Marca<br \/>\n\u00c8 POSSIBILE VOTARE ANCHE ALL&#8217;ESTERO.<br \/>\nIN ALLEGATO I SEGGI ALLESTITI IN DIVERSE CITT\u00c0.<br \/>\nPer saperne di pi\u00f9 vai al sito del Partito Democratico<\/p>\n<p>ZINGARETTI CANDIDATO ALLA SEGRETERIA NAZIONALE DEL PARTITO DEMOCRATICO<br \/>\nMi candido come segretario del Pd perch\u00e9 voglio tenere vivo<br \/>\nun progetto riformista e progressista di cambiamento per l\u2019Italia,<br \/>\nun impegno che rimetta al centro le persone.<br \/>\nSono felice che al mio fianco in questa nuova sfida ci siano tante facce nuove<br \/>\ne pi\u00f9 di mille amministratori e sindaci di tutte le regioni, da nord a sud.<br \/>\nPerch\u00e9 da soli si va pi\u00f9 veloci, ma insieme si va pi\u00f9 lontano.<br \/>\nCon un nuovo Pd, per unire e per cambiare.\t\t<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>1 &#8211; Cala il pil, occupazione ferma. 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