{"id":14677,"date":"2018-09-28T19:29:38","date_gmt":"2018-09-28T17:29:38","guid":{"rendered":"http:\/\/www.filef.net\/?p=14677"},"modified":"2018-09-28T19:29:38","modified_gmt":"2018-09-28T17:29:38","slug":"27-rapporto-migrante-caritas-sullimmigrazione-un-nuovo-linguaggio-per-le-migrazioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=14677","title":{"rendered":"27\u00b0 Rapporto Migrantes-Caritas sull&#8217;immigrazione: UN NUOVO LINGUAGGIO PER LE MIGRAZIONI"},"content":{"rendered":"<p>\t\t\t\tDi fronte all\u2019immigrazione ci troviamo di fronte ad una \u201cemergenza culturale\u201d che richiede un intervento strutturato e di lungo periodo. \u00c8 necessario mettere in campo tutte le risorse educative capaci di stimolare, da un lato, il necessario approfondimento rispetto a temi che sono ormai cruciali, e dall\u2019altro lato di accompagnare le nostre comunit\u00e0 verso l\u2019acquisizione di una nuova \u201cgrammatica della comunicazione\u201d che sia innanzitutto aderente ai fatti e rispettosa delle persone. Per questo il nuovo\u00a0<strong>Rapporto Immigrazione Caritas-Migrantes<\/strong>, presentato questa mattina nella Sala Marconi di Radio Vaticana a Roma, si intitola\u00a0<strong>&#8220;Un linguaggio nuovo per le migrazioni&#8221;<\/strong>.<br \/>\nUn\u2019edizione questa, la ventisettesima, che presenta molte novit\u00e0, e che come sempre \u00e8 ricca di numeri sul fenomeno migratorio sia in Italia che nel Mondo.<br \/>\nIl rapporto presenta una sezione internazionale che si focalizza sulle dinamiche a livello globale ed europeo, ed una parte nazionale che si concentra sulla presenza nel nostro paese di oltre 5 milioni di cittadini stranieri: il lavoro, la scuola, la cittadinanza, la salute, la devianza sono i principali temi oggetto dell\u2019analisi.<br \/>\nNel nostro Paese ci sono\u00a0<strong>5.144.440 immigrati regolarmente residenti<\/strong>, pari all\u20198,5% della popolazione totale residente in Italia. Cifra che colloca\u00a0<strong>il nostro Paese al 5\u00b0 posto in Europa e all\u201911\u00b0 nel mondo<\/strong>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>I DATI DEL RAPPORTO<br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p><strong>MONDO<br \/>\n<\/strong>Nel 2017 sono 257,7 milioni le persone che nel mondo vivono in un Paese diverso da quello di origine. Dal 2000 al 2017 il numero delle persone che hanno lasciato il proprio Paese di origine \u00e8 aumentato del 49%. Nel 2017 i migranti rappresentano il 3,4% dell\u2019intera popolazione mondiale, rispetto al 2,9% del 1990. Nel 2017 l\u2019Asia ospita il 30,9% dei migranti mondiali, seguita da Europa (30,2%), America del Nord (22,4%), Africa (9,6%), America Latina (3,7%) e Oceania (3,3%). Secondo le stime dell\u2019Organizzazione Internazionale delle Migrazioni (OIM) nel 2015 la quota dei migranti irregolari sul totale dei flussi internazionali ammonta al 10-15%.<\/p>\n<p><strong>EUROPA<br \/>\n<\/strong>Nel 2017 sono 38,6 milioni i cittadini stranieri residenti nell\u2019Unione Europea (30,2% del totale dei migranti a livello globale). Il Paese europeo che nel 2017 ospita il maggior numero di migranti \u00e8 la Germania (oltre 12 milioni), seguita da Regno Unito, Francia e Spagna. Secondo i dati EUROSTAT nel 2016 gli stranieri residenti che hanno acquisito la cittadinanza nell\u2019area dei Paesi UE-28 sono 994.800, con un aumento, rispetto al 2015, del 18,3%. Tra i Paesi con il maggior numero di \u201cnuovi cittadini\u201d al primo posto c\u2019\u00e8 l\u2019Italia, con 201.591 acquisizioni di cittadinanza, che corrispondono al 20,3% del totale UE-28.<\/p>\n<p><strong>ITALIA<br \/>\n<\/strong>L\u2019Italia, con 5.144.440 immigrati regolarmente residenti sul proprio territorio (8,5% della popolazione totale residente in Italia) si colloca al 5\u00b0 posto in Europa e all\u201911\u00b0 nel mondo. Secondo l\u2019UNHCR tra il 1\u00b0 gennaio e il 31 agosto 2018 \u00e8 sbarcato in Italia l\u201980% di migranti in meno rispetto allo stesso periodo del 2017. Le comunit\u00e0 straniere pi\u00f9 consistenti sono quella\u00a0<strong>romena\u00a0<\/strong>(1.190.091 persone, pari al 23,1% degli immigrati totali), quella\u00a0<strong>albanese\u00a0<\/strong>(440.465, 8,6% del totale) e quella\u00a0<strong>marocchina\u00a0<\/strong>(416.531, 8,1%). I cittadini stranieri risultano risiedere soprattutto nel Nord-Ovest della Penisola (33,6%) e a diminuire nel Centro (25,7%), nel Nord-Est (23,8%), nel Sud (12,1%) e nelle Isole (4,8%). Le regioni nelle quali risiede il maggior numero di cittadini stranieri sono la Lombardia (1.153.835 cittadini stranieri residenti, pari all\u201911,5% della popolazione totale residente), il Lazio (679.474, 11,5%), l\u2019Emilia-Romagna (535.974, 12%), il Veneto (487.893, 10%) e il Piemonte (423.506, 9,7%). Le province nelle quali risiede il maggior numero di cittadini stranieri sono Roma (556.794, 12,8%), Milano (459.109, 14,2%), Torino (220.403, 9,7%), Brescia (156.068, 12,4%) e Napoli (131.757, 4,3%).<\/p>\n<p><strong>IL LAVORO<br \/>\n<\/strong>Dai microdati Rcfl-ISTAT al primo semestre 2017 la popolazione immigrata in et\u00e0 da lavoro \u00e8 di 4.100.826 persone con 15 anni di et\u00e0 ed oltre, delle quali il 59,3% sono occupate e il 30,6% inattive. In particolare, gli occupati stranieri risultano 2.430.409, aumentati rispetto al primo semestre 2016 del +0,9%. Di questi, 1.635.300 sono di nazionalit\u00e0 non-UE (67,3% degli occupati stranieri) e 795.100 lavoratori comunitari (32,7% degli occupati stranieri). Gli stranieri in cerca di occupazione sono 415.229 (10,1% del totale degli stranieri), di cui 283.837 di nazionalit\u00e0 non-UE (67,3% del totale degli stranieri in cerca di occupazione) e 131.392 di nazionalit\u00e0 UE (33,1%). Gli inattivi stranieri sono 1.255.187 (30,6% degli occupati stranieri), di cui 897.411 non-UE (71,5% degli inattivi stranieri) e 333.093 UE (28,5%). Se si considera il periodo che va dal primo semestre 2016 al primo semestre 2017, si osserva un aumento dell\u2019occupazione sia tra gli stranieri (+0,9%) sia tra gli italiani (+0,6%). La quota del lavoro non qualificato negli immigrati \u00e8 del 35,4%, contro l\u20198,2% negli occupati italiani. Secondo i dati UnionCamere, le imprese di cittadini nati in un Paese extra-UE al 31 dicembre 2016 sono 366.426, in aumento rispetto al 2015 (+3,5%). La regione con il maggior numero di queste imprese \u00e8 la Lombardia (69.625, 19,0% del totale nazionale), seguita da Lazio (41.849, 11,4%), Toscana (35.891, 9,8%), Campania (32.931, 9,0%) ed Emilia Romagna (32.418, 8,8%). La Campania \u00e8 la regione nella quale si registra l\u2019aumento pi\u00f9 cospicuo (+11,1%).<\/p>\n<p><strong>LA SCUOLA<br \/>\n<\/strong>Nell\u2019anno scolastico 2016-2017\u00a0<strong>gli alunni stranieri nelle scuole italiane sono 826.091\u00a0<\/strong>(<strong>di cui 502.963 nati in Italia, pari al 60,9%<\/strong>), in aumento rispetto all\u2019anno scolastico 2015-2016 di 11.240 unit\u00e0 (+1,4%). Nell\u2019anno scolastico 2016-2017, la scuola primaria accoglie la maggiore quota di alunni stranieri: 302.122, il 36,6% del totale. L\u2019incidenza degli alunni stranieri sul totale della popolazione scolastica varia in modo significativo in ragione del fatto che alcune regioni e province hanno una spiccata capacit\u00e0 attrattiva nei confronti di immigrati che vogliono insediarsi stabilmente con la propria famiglia. Le maggiori incidenze si riscontrano nelle regioni del Nord, con il valore massimo in Emilia Romagna (15,8%), significativamente maggiore del valore nazionale (9,4%), seguita da Lombardia (14,7%) e Umbria (13,8%). Nelle regioni del Centro-Nord il valore non scende al di sotto del 10%, con la sola eccezione del Lazio (9,5%). Decisamente inferiori i dati relativi alle regioni del Sud.<\/p>\n<p><strong>FAMIGLIA E CITTADINANZA<\/strong><br \/>\nNel corso del 2016 sono stati celebrati 25.611 matrimoni con almeno uno dei coniugi straniero (12,6% del totale dei matrimoni), in leggero aumento rispetto al 2015 (+0,2%). Nel 56,4% dei casi si tratta dell\u2019unione fra uno sposo italiano e una sposa straniera. A fine 2017 i bambini nati da genitori entrambi stranieri risultano 67.933 (14,8% del totale delle nascite). Diminuisce il numero medio di figli delle cittadine straniere, pur mantenendosi su livelli decisamente pi\u00f9 elevati di quelli delle cittadine italiane (1,95 rispetto a 1,27 secondo le stime nel 2017). I dati ISTAT relativi al bilancio demografico nazionale confermano l\u2019aumento dei nuovi cittadini italiani gi\u00e0 rilevato negli anni precedenti e che ha condotto l\u2019Italia nel 2015 e nel 2016 ad essere al primo posto tra i Paesi UE per numero di acquisizioni di cittadinanza. Al 31 dicembre 2017, su un totale di 146.605 acquisizioni di cittadinanza di stranieri residenti, il 50,9% riguarda donne. Tali acquisizioni, rispetto alla stessa data del 2016, sono diminuite (-27,3%). Nelle regioni del Nord Italia si registrano tassi di acquisizione di cittadinanza ben al di sopra della media nazionale. Si notino, in particolare, i casi della Valle d\u2019Aosta, del Trentino Alto Adige e del Veneto, ma risulta interessante segnalare tassi di acquisizione superiori alla media nazionale anche in regioni del Centro (Marche) e del Sud (Abruzzo). Riferendosi sempre al 2016, le modalit\u00e0 di accesso alla cittadinanza restano differenti tra uomini e donne. Per gli uomini la modalit\u00e0 pi\u00f9 frequente \u00e8 la residenza (56% dei casi nel 2015), mentre il matrimonio \u00e8 una modalit\u00e0 residuale (meno del 3%). Nel 2016, diversamente da quanto avveniva in passato, anche per le donne le acquisizioni di cittadinanza per residenza sono state le pi\u00f9 numerose (43,9%), superando, seppur di poco, le acquisizioni per trasmissione\/elezione (39,3%). Si riduce ulteriormente, anche per le donne, la quota di procedimenti avviati a seguito del matrimonio: nel 2016 questi risultano il 16,8% del totale, mentre nel 2014 risultavano il 25%.<\/p>\n<p><strong>LA CRISI ECONOMICA<br \/>\n<\/strong>Osservando nel dettaglio l\u2019incremento della povert\u00e0 rispetto alla base di riferimento (il 2010), \u00e8 interessante notare come l\u2019incremento maggiore di povert\u00e0 abbia riguardato i cittadini stranieri appartenenti a Paesi dell\u2019Unione Europa: dal 35,4% al 48,5% (+13,1% in 7 anni). Seguono i cittadini originari di Paesi non-UE, presso i quali l\u2019incidenza del rischio di povert\u00e0 \u00e8 passata dal 43,5% al 54% (+10,5%). Tra gli italiani l\u2019aumento del rischio di povert\u00e0 \u00e8 stato meno rilevante, passando dal 20,8% del 2010 al 26,1% del 2016 (+5,3%). Nel corso del 2016 le persone accolte ed accompagnate presso i Centri di ascolto della Caritas sono state 205.090, un dato che comprende anche i quasi 16 mila profughi ascoltati dalla sola diocesi di Ventimiglia-Sanremo. Come in passato, anche nel 2016 nel Nord e nel Centro Italia il profilo sociale delle persone aiutate coincide per lo pi\u00f9 con quello degli immigrati (rispettivamente il 62,6% e il 62,1% del totale); nel Mezzogiorno, invece, chiedono aiuto soprattutto le famiglie di italiani (68,1%). In questi anni di crisi economica, tuttavia, anche le regioni del Nord e del Centro hanno rilevato un incremento evidente del peso degli italiani. Tra gli stranieri sono due le nazionalit\u00e0 prevalenti, in linea con gli anni passati: quella marocchina (19,2%) e quella romena (13,6%).<\/p>\n<p><strong>LA SALUTE<br \/>\n<\/strong>Dal punto di vista sanitario, il profilo di salute dei migranti si va sempre pi\u00f9 caratterizzando per condizioni di sofferenza dovute ad accoglienza inadeguata, fragilit\u00e0 sociale e scarsa accessibilit\u00e0 ai servizi. Alla salute dei migranti, cos\u00ec come alla sua mancanza, concorrono le condizioni di vita nel Paese di provenienza (condizioni pre-migratorie), il percorso migratorio e i livelli di accoglienza e inclusione nel Paese di arrivo (condizioni post-migratorie): i migranti si ammalano anche di esclusione sociale, di fallimento o minaccia di fallimento del proprio progetto migratorio, a volte di povert\u00e0 e spesso di difficolt\u00e0 di accesso ai servizi socio-sanitari. I dati al 2016, anno record di sbarchi, non modificano il trend degli ultimi anni, e cio\u00e8 una diminuzione dei casi di malattie infettive, come TBC e AIDS. Sono dati oggettivi che ridimensionano i timori soggettivi e che, da una parte, devono rassicurare l\u2019intera popolazione, ma dall\u2019altra devono stimolare interventi di integrazione sociale e di garanzia dell\u2019accessibilit\u00e0 ai servizi sanitari. Realizzare buone pratiche di accoglienza diventa il primo e imprescindibile passo per difendere e promuovere la salute di ogni migrante.<\/p>\n<p><strong>LA DEVIANZA<br \/>\n<\/strong>Al 31 dicembre 2017 la popolazione carceraria conta 19.745 detenuti stranieri tra imputati, condannati e internati. Rispetto allo stesso periodo del 2016, quando gli immigrati erano 18.621, si registra un incremento del +6%. Rimane inalterata, tuttavia, l\u2019incidenza della componente estera sul dato complessivo della popolazione carceraria, a distanza di dodici mesi ancora ferma al 34%. Per quanto riguarda le aree geografiche di provenienza, negli istituti di pena prevale la componente africana, che da sola rappresenta la met\u00e0 dei detenuti stranieri, con 9.979 persone (il 50,5%). I detenuti nordafricani rappresentano il 71% della componente africana e circa il 35% della popolazione straniera nelle carceri italiane. Il continente europeo \u00e8 invece rappresentato da 7.287 persone, pari al 36,9% dei carcerati di origine straniera. Il dettaglio delle nazioni vede il Marocco confermarsi come il Paese maggiormente presente, con 3.703 detenuti (il 18,7%), seguito dall\u2019Albania (2.598 persone, pari al 13,1%) e, di poco distanziata, dalla Romania (2.588 persone, pari al 13,1%). La componente immigrata \u00e8 nettamente pi\u00f9 giovane rispetto a quella italiana. Il detenuto straniero tipo \u00e8 un uomo, \u00e8 sposato e ha meno di 40 anni. La stragrande maggioranza della popolazione carceraria straniera \u00e8 composta da detenuti di sesso maschile (18.844, pari al 95,5%), a fronte di 901 detenute (appena il 4,5%). Per le detenute occorre segnalare il preoccupante aumento di bambini al seguito. In termini generali, sono 56 i bambini presenti accanto a 51 donne detenute. Di questi, i bambini stranieri in carcere sono 30 (pari al 58%) al seguito di 33 detenute straniere. Dei 20.313 minori e giovani adulti presi in carico nel 2017 dagli Uffici di servizio sociale per i minorenni (USSM), gli stranieri sono 5.302 (26%), di cui 4.604 ragazzi (86%) e 698 ragazze (14%). Nella tipologia dei delitti commessi dagli stranieri prevalgono i reati contro il patrimonio (9.222), seguiti dai reati in materia di stupefacenti (7.430), contro la persona (7.151), contro la pubblica amministrazione (3.061) e contro la fede pubblica (1.630). I dati mostrano come, a parit\u00e0 di reato, gli italiani entrano meno facilmente in carcere rispetto agli stranieri, i quali beneficiano in maniera difforme delle misure alternative per l\u2019espiazione della pena, a cominciare dall\u2019esecuzione della pena presso il domicilio.<\/p>\n<p><strong>LA RELIGIONE<br \/>\n<\/strong>Secondo le pi\u00f9 recenti stime della Fondazione ISMU, su un totale di 5.144.440 stranieri residenti in Italia al 1\u00b0 gennaio 2018, i musulmani sono poco meno di 1 milione e mezzo, pari al 28,2% del totale degli stranieri. I cristiani complessivamente sono il doppio, quasi 3 milioni, in aumento di circa 50 mila unit\u00e0 negli ultimi due anni. Ne consegue che, nel complesso, il 57,7% dei cittadini stranieri residente in Italia \u00e8 cristiano. Si tratta in maggioranza di ortodossi (1,6 milioni, dei quali quasi 1 milione romeni) e 1,1 milioni di cattolici (tra coloro che migrano dall\u2019Est Europa soprattutto albanesi, una minoranza di romeni e polacchi, filippini tra coloro che migrano dall\u2019Asia, ecuadoriani e peruviani fra i latinoamericani). Fra le nazionalit\u00e0 delle principali comunit\u00e0 religiose locali, il gruppo marocchino \u00e8 il principale di religione musulmana nelle tre regioni con pi\u00f9 cittadini stranieri con tale appartenenza religiosa \u2013 Lombardia, Emilia Romagna e Veneto. Per quanto riguarda la nazionalit\u00e0 dei cattolici stranieri, con riferimento alle sole due regioni con oltre 100 mila stranieri residenti con tale appartenenza religiosa \u2013 Lombardia e Lazio \u2013 al primo posto si collocano i filippini, sia in Lombardia sia nel Lazio, seguiti dai latinoamericani di Per\u00f9 ed Ecuador in Lombardia e dagli europei comunitari di Romania e Polonia nel Lazio.<\/p>\n<p><strong>LINGUAGGIO E MEDIA<br \/>\n<\/strong>La mobilit\u00e0 umana si conferma fra i temi di maggior dibattito nella societ\u00e0 attuale. Il monitoraggio delle notizie riguardanti l\u2019immigrazione apparse nei telegiornali di prima serata delle reti Rai, Mediaset e La7 rivela che in dodici anni i riferimenti all\u2019immigrazione sono aumentati di oltre dieci volte, passando dalle 380 notizie del 2005 alle 4.268 del 2017. Appare sistematica la correlazione fra l\u2019aumento di interesse mediatico verso i flussi migratori diretti verso l\u2019Italia e gli eventi di natura politica che coinvolgono il Paese. Colpisce constatare che la sensazione di minaccia alla sicurezza e all\u2019ordine pubblico ricondotta all\u2019immigrazione sperimenta dal 2013 una crescita costante. Nel corso del 2017 i telegiornali di prima serata si soffermano per lo pi\u00f9 sui flussi migratori (40%), riservando quasi la met\u00e0 delle notizie ai numeri e alla gestione degli sbarchi sulle coste italiane. Un ulteriore 34% dei servizi telegiornalistici \u00e8 dedicato a questioni che mettono in relazione immigrazione, criminalit\u00e0 e sicurezza. Per trovare il primo tema dotato, almeno potenzialmente, dei caratteri di \u201cbuona notizia\u201d \u00e8 necessario scendere al terzo posto, dove si colloca il racconto dell\u2019accoglienza, al quale nel 2017 \u00e8 riservato l\u201911% delle notizie.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Fonte: Migrantes\t\t<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>Di fronte all\u2019immigrazione ci troviamo di fronte ad una \u201cemergenza culturale\u201d che richiede un intervento strutturato e di lungo periodo. \u00c8 necessario mettere in campo <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=14677\" title=\"27\u00b0 Rapporto Migrantes-Caritas sull&#8217;immigrazione: UN NUOVO LINGUAGGIO PER LE MIGRAZIONI\">[&#8230;]<\/a><\/p>\n<\/div>","protected":false},"author":1,"featured_media":14678,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[16,31,24,20,25,67],"tags":[32,33],"class_list":["post-14677","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-associazionismo","category-immigrazione","category-lavoro","category-politica","category-leggi-e-normative","category-terzo-settore","tag-immigrazione","tag-lavoro"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.5 - 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