{"id":14610,"date":"2018-09-01T10:44:57","date_gmt":"2018-09-01T08:44:57","guid":{"rendered":"http:\/\/www.filef.net\/?p=14610"},"modified":"2018-09-01T10:44:57","modified_gmt":"2018-09-01T08:44:57","slug":"18-09-01-news-dai-parlamentari-eletti-all-estero-altre-comunicazioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=14610","title":{"rendered":"18 09 01 NEWS DAI PARLAMENTARI ELETTI ALL ESTERO ALTRE COMUNICAZIONI"},"content":{"rendered":"<p>\t\t\t\t<strong>0 &#8211; Pepe M\u00fajica: \u00abun secolo fa il Rio de la Plata accolse gli europei in fuga\u00bb.Uruguay. L\u2019ex presidente uruguaiano in Italia: \u00abtanti sogni ancora da realizzare<\/strong><br \/>\n<strong> 1 &#8211; Sette storie da sapere.<\/strong><br \/>\n<strong> 2 &#8211; Ora bisogna ricostruire la citt\u00e0 e lo Stato. Genova: ricostruzioni fisiche e politiche.<\/strong><br \/>\n<strong> 3 &#8211; Dalla Florida al Bronx, sull\u2019America spira il vento socialista. Stati uniti. Anche l&#8217;afroamericano Gillum vince le primarie democratiche sconfiggendo i candidati moderati.<\/strong><br \/>\n<strong> 4 \u2013 CGIE. Schiavone, ricorda la tragedia di Mattmark. 30 agosto, il 53\u00b0 anniversario della tragedia di Mattmark.<\/strong><br \/>\n<strong> 5 &#8211; Argentina e Turchia, la tempesta degli emergenti.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>0<strong> &#8211; PEPE M\u00daJICA: \u00abUN SECOLO FA IL R\u00cdO DE LA PLATA ACCOLSE GLI EUROPEI IN FUGA\u00bb <\/strong><strong>URUGUAY. L\u2019EX PRESIDENTE URUGUAIANO IN ITALIA: \u00abTANTI SOGNI ANCORA DA REALIZZARE. I GIOVANI DEVONO LOTTARE ANCORA MOLTO PER LA DEMOCRAZIA. I DIRITTI DI CUI GODIAMO OGGI SONO CONQUISTE DI GENTE CHE SOGNAVA PI\u00d9 DI NOI, MA CHE ALLORA HA PERSO\u00bb L\u2019INCONTRO, LO SCORSO MARZO, TRA DUE EX PRESIDENTI: LULA E M\u00daJICA<\/strong> \u2013 di Virginia Tonfoni<\/p>\n<p>Ex ribelle dei Tupamaros, pi\u00f9 tardi presidente dell\u2019Uruguay tra il 2010 e il 2015, Jos\u00e9 Pepe M\u00fajica abbracci\u00f2 la politica formale dopo l\u2019apertura democratica del paese nel 1985, fondando qualche anno pi\u00f9 tardi il Mpp (Movimiento de Participaci\u00f3n Popular).<br \/>\nDa sempre difensore di idee libertarie e socialiste come l\u2019abbattimento delle classi sociali e della povert\u00e0, il diritto alla casa, la legalizzazione delle droghe leggere, allergico a cravatte, cerimonie e protocollo, l\u201983enne M\u00fajica ha rinunciato poche settimane fa alla carica di senatore per \u00abstanchezza dovuta al lungo viaggio e voglia di andare in pensione prima di morire\u00bb, promettendo per\u00f2 che finch\u00e9 rimarr\u00e0 lucido non abbandoner\u00e0 la solidariet\u00e0 n\u00e9 la lotta delle idee.<br \/>\nCittadino onorario di Livorno dal 2015 per volont\u00e0 del sindaco Filippo Nogarin, l\u2019ex presidente uruguaiano \u00e8 tornato marted\u00ec in citt\u00e0 per presentare il libro curato da Andr\u00e9s Danza e Ernesto Tulbovitz Una pecora nera al potere, edito dal gruppo Lumi.<br \/>\n\u00abRingrazio e rivolgo un abbraccio affettuoso all\u2019Italia, che \u00e8 anche un po\u2019 mia, perch\u00e9 italiana era la mia famiglia materna. I sentimenti compongono l\u2019essenza della nostra civilizzazione. La zona del R\u00edo de la Plata si \u00e8 formata un secolo fa attraverso il dolore degli europei che migravano. Questa \u00e8 la nostra storia\u00bb.<br \/>\nSi \u00e8 presentato cos\u00ec, M\u00fajica, toccando subito un tema molto spinoso: non \u00e8 semplice parlare di migrazioni in Italia oggi n\u00e9 soprattutto farlo seduti a fianco di un sindaco cinquestelle che durante la crisi dell\u2019Aquarius dichiar\u00f2 su Facebook che avrebbe aperto il porto, per poi smentirsi pochi minuti dopo.<br \/>\nMa quando qualcuno gli fa notare che i governi occidentali non sono capaci di gestire i flussi migratori, anzi ne esaltano le criticit\u00e0 e i rischi rispondendo con politiche nazionaliste di chiusura e repressione, M\u00fajica ricorda che l\u2019immigrazione massiccia che vide la zona del Rio de la Plata durante la prima parte del Novecento fu dovuta principalmente alla fuga dalla guerra e dalla miseria che affliggevano l\u2019Europa.<br \/>\n\u00abLe nuove generazioni probabilmente non lo ricordano, visto che dopo si \u00e8 sperimentato un periodo lunghissimo di pace, piuttosto insolito per un continente molto bellicoso come il vostro. L\u2019Europa si \u00e8 spartita l\u2019Africa nell\u2019Ottocento e, mentre mostrava i benefici della cultura occidentale, soppiantava la cultura primitiva e tradizionale africana. In fondo l\u2019onda migratoria africana \u00e8 la conseguenza diretta del colonialismo europeo. Non credo che si sia risposta, se non quella di portare lo sviluppo in Africa affinch\u00e9 esca dalla povert\u00e0\u00bb.<br \/>\nCi sono tutti gli estremi per arrivare velocemente a parlare della coalizione di governo italiana e di quello che sta facendo con i migranti nel Mediterraneo. \u00abNon ho risposte per la politica italiana \u2013 taglia corto l\u2019ex presidente \u2013 e se l\u2019avessi non le darei, visto che non conviene agli interessi del mio piccolo paese, l\u2019Uruguay. Ho bisogno della mano amica dell\u2019Italia per il bene dei miei compatrioti\u00bb.<br \/>\nParlando della crisi della sinistra internazionale, l\u2019ex presidente appare nostalgico: \u00abLa democrazia non \u00e8 mai perfetta e non sar\u00e0 mai un progetto finito: rimangono da fare molte cose, l\u2019uguaglianza, le pari opportunit\u00e0, ci sono molti sogni e utopie da realizzare ancora. Ci sono cose meravigliose nella modernit\u00e0, ma i giovani e le giovani di oggi hanno ancora molto da lottare per arrivare alla democrazia. Da giovane pensavo che lottavamo per ottenere il potere; oggi credo invece che lottiamo per salire dei piccoli gradini nella scala della civilizzazione. I diritti di cui godiamo oggi sono conquiste di gente che sognava pi\u00f9 di noi, ma che allora ha perso: le otto ore, la pensione\u2026sono tutti frammenti di sogni infranti\u00bb<\/p>\n<p>1 &#8211; SETTE STORIE DA SAPERE.<br \/>\na) IL MINISTRO DEL TESORO GIOVANNI TRIA (EPA)<br \/>\nLa missione orientale di Tria. Il ministro del Tesoro Giovanni Tria \u00e8 atterrato in Cina per la sua prima missione extraeuropea, alla testa di una delegazione che include il vice direttore della Banca d&#8217;Italia Fabio Panetta e la rappresentanza di aziende come Cassa Depositi e Prestiti (col neo ad Fabrizio Palermo), Snam e Fincantieri. Tria ha precisato che la visita serve a \u00abrinforzare i rapporti fra Italia e Cina\u00bb, negando che l&#8217;obiettivo fosse di convincere gli investitori asiatici a comprare i nostri Btp.<br \/>\nb) I MIGRANTI DELLA DICIOTTI A ROCCA DI PAPA\u2026 I<br \/>\n100 migranti della nave Diciotti presi in carico dalla Conferenza episcopale italiana saranno alloggiati inizialmente a Rocca di Papa, a sud di Roma, per essere poi smistati nel resto di Italia. Gli altri due paesi ad aver offerto la propria disponibilit\u00e0 sono Irlanda e Albania, anche se per il trasferimento a Tirana sar\u00e0 necessario il consenso dei migranti. Papa Francesco, reduce da un delicato viaggio in Irlanda, ha assicurato alla stampa di \u00abnon aver messo lo zampino\u00bb nella decisione della Cei.<br \/>\nc) \u2026E LE POLEMICHE CON L&#8217;EUROPA<br \/>\nProprio il caso Diciotti ha acceso (l&#8217;ennesima) miccia fra il governo gialloverde e l&#8217;Europa. Dopo il flop del summit di Bruxelles sulla gestione dei migranti, il vicepremier Luigi Di Maio ha minacciato di \u00abtagliare i fondi che diamo all&#8217;Europa\u00bb, quantificando la cifra in 20 miliardi di euro l&#8217;anno. In realt\u00e0 l&#8217;importo \u00e8 ben pi\u00f9 basso e il blocco dei contributi alla Ue rischia di rivelarsi un autogol (perch\u00e9? Lo spieghiamo qui).<br \/>\nd) NAFTA ADDIO, ACCORDO USA-MESSICO IN ARRIVO?<br \/>\nDonald Trump spinge su una delle sue passioni diplomatiche, gli accordi bilaterali. La rinegoziazione del Nafta, l&#8217;accordo di libero scambio fra Usa, Canada e Messico, potrebbe sfociare in una intesa ad hoc per Washington e i vicini di casa sul confine sud. \u00abI nostri rapporti con il Messico si stanno avvicinando con il passare delle ore\u00bb, ha assicurato Trump, preannunciando che si tratter\u00e0 di un \u00abgrande accordo\u00bb.<\/p>\n<p>CON L\u2019EUROPA COME VA? A GIUDICARE DAGLI ULTIMI ANNUNCI, NON PARTICOLARMENTE BENE&#8230;<\/p>\n<p>e) Pi\u00f9 Europa, meno Trump. Emmanuel Macron ha lanciato l&#8217;appello per un&#8217;Europa \u00abmilitarmente forte\u00bb. Letto fra le righe: indipendente dagli Stati Uniti di Donald Trump, un alleato che si \u00e8 rivelato sempre pi\u00f9 inaffidabile per la tenuta del progetto europeo. Il presidente francese ha dichiarato agli ambasciatori di Francia riuniti a Parigi che intende varare un progetto di rafforzamento della sicurezza in Europa spiegando che gli europei \u00abnon possono pi\u00f9 far affidamento esclusivamente sugli Stati Uniti\u00bb.<br \/>\nf) I DOLORI DELLA GIOVANE DAZN<br \/>\nContinuano gli scivoloni di Dazn, la \u00abNetflix dello sport\u00bb che si affianca a Sky nella trasmissione delle partite della serie A. Dopo l&#8217;esordio tutt&#8217;altro che brillante della prima giornata, il canale online ha scatenato le ire degli utenti anche nello scorso weekend tra ritardi, buchi nella diretta e buffering (il caricamento della pagina). La societ\u00e0 sta correndo ai ripari, ma nel frattempo sono scattati i primi esposti delle associazioni a difesa dei consumatori Altroconsumo e Codacons.<br \/>\ng) FAMMI FARE UN GIRO PRIMA SULLA MIA VESPA (ELETTRICA)<br \/>\nIl gruppo Piaggio avvier\u00e0 a settembre la produzione di Vespa Elettrica (Ansa)<br \/>\nPiaggio ha annunciato che inizier\u00e0 a settembre la produzione del modello elettrico della Vespa, lo scooter che ha fatto la storia del marchio toscano delle due ruote. Il modello sar\u00e0 sviluppato nello stabilimento di Pontedera, in provincia di Pisa, dove il gruppo ha dato i natali nel 1946 alla \u201cvecchia\u201d versione del ciclomotore. I primi pezzi del modello, presentato a Eicma nel 2017, saranno prenotabili da ottobre a un prezzo che si allinea all&#8217;offerta di alta gamma dell&#8217;azienda: 6mila euro<\/p>\n<p>2 &#8211; ORA BISOGNA RICOSTRUIRE LA CITT\u00c0 E LO STATO. GENOVA: RICOSTRUZIONI FISICHE E POLITICHE di Pasquale Cascella *<br \/>\nFanno male le espressioni con cui tanti familiari delle vittime del crollo del ponte di Genova hanno rifiutato i funerali di Stato per chiudersi nelle proprie comunit\u00e0, come avvertiti del rischio di finire in un vortice di strumentalizzazioni. Verrebbe da dire che hanno ragione, mentre echeggia lo stridore di applausi irrispettosi dell\u2019unico sentimento che di fronte a quella tragedia dovrebbe recuperare il senso dello Stato, al di l\u00e0 del numero dei feretri raccolti per il doveroso omaggio del Paese. Fa male anche quella corrida di fischi (all\u2019opposizione) e applausi al nuovo potere, che ha sopraffatto la voce del Presidente della Repubblica nell\u2019invocare con convinzione il \u201cpaese unito\u201d nel \u201crendere ancora pi\u00f9 forte la severit\u00e0 nell\u2019accertamento della verit\u00e0 e delle responsabilit\u00e0 che vanno perseguite con rigore\u201d.<\/p>\n<p>Ecco quale dovrebbe essere il compito dello Stato che non abdica di fronte a una sciagura \u201cinaccettabile\u201d. Ma lo Stato, che pure c\u2019\u00e8 \u2013 davanti a quel cratere nella ricerca dei dispersi, negli ospedali dove si assistono feriti che lottano ancora per la vita, tra gli abitanti che hanno perso la casa, persino laddove altre esequie si celebrano nel riserbo privato \u2013 \u00e8 mortificato dalla incapacit\u00e0 di risposte alle angosciose domande del presente.<\/p>\n<p>E il paese si divide, sull\u2019uno o sull\u2019altro orlo del baratro, avendo per\u00f2 davanti le rovine del passato, quasi senza accorgersi che si rischia ora che nel precipizio finisca anche il futuro.<\/p>\n<p>\u00c8 amara la lezione del giorno del lutto, quando la lacerazione del cordoglio lascia il passo alla elaborazione di quel che la collettivit\u00e0 ha perso, in vite umane e in legami affettivi, ma anche nel tessuto sociale e nella coscienza civile.<\/p>\n<p>Scagli la prima pietra, verrebbe da dire, chi non senta alcuna colpa per il delitto consumato ai danni della stessa concezione del servizio pubblico. In termini istintivi, i cittadini, che nel tempo hanno attraversato quel ponte, ne hanno vissuto il crollo come una minaccia al proprio diritto alla sicurezza. Eppure quell\u2019emozione collettiva anzich\u00e9 unire viene piegata ad uso e consumo di una disputa inconsulta su regole che a tutti appartengono e in cui tutti dovrebbero riconoscersi.<\/p>\n<p>Volenti o nolenti, \u00e8 cos\u00ec che si fa perdere allo Stato la sua funzione di presidio della coesione civile. Pu\u00f2 far comodo ridurre la contrapposizione sul piano economico e finanziario, tra pubblico e privato. Pu\u00f2 far gioco raccogliere il fango e usarlo in una nuova guerra ideologica. Pu\u00f2 servire scaricare le responsabilit\u00e0 delle scelte che si trascinano sulle grandi opere pubbliche. Ma, attenzione, il fango nel ventilatore pu\u00f2 colpire anche chi lo immette. E comunque, al di l\u00e0 del vantaggio propagandistico, nemmeno la \u201cgiustizia fai da te\u201d, invocata da chi si arroga la \u201cdifesa del popolo\u201d, pu\u00f2 autoassolvere chicchessia dalla delegittimazione inferta alla funzione pubblica.<\/p>\n<p>Ci si deve chiedere, allora, se non sia proprio questo il cuore dello scontro politico e istituzionale, prima ancora che gli addentellati economici di una una concezione moderna dei servizio pubblico.<\/p>\n<p>Discuterne potr\u00e0 forsanche costituire una ulteriore occasione di rissa, ma non per questo si pu\u00f2 cedere all\u2019impotenza. Ci sar\u00e0 sempre un nuovo caso, un altro strappo, pi\u00f9 alte grida. Ma deve pure arrivare il momento ed esserci una sede \u2013 il Parlamento, laddove la sovranit\u00e0 popolare trova la sua autentica legittimazione \u2013 in cui chiedere conto dell\u2019accumulo di lacerazioni, della rincorsa di invettive e dell\u2019accumulo di negazioni e contrapposizioni che scaraventa il rapporto con i cittadini al di fuori degli argini dello Stato di diritto. E dire alto e forte che sostenere lo Stato di diritto non significa difendere i Benetton, ma sottrarre quella ricerca della verit\u00e0 e della giustizia invocata dal presidente Mattarella dalla manipolazione delle regole del servizio pubblico che comprendono anche penali fino alla revoca della concessione per il privato ma non sottraggono il governo dal dovere della vigilanza.<\/p>\n<p>Del resto, se nemmeno la dimensione del dramma di Genova riesce a contenere la strumentalizzazione, se il confronto \u00e8 liquidato come retaggio del passato, se l\u2019invettiva e la contrapposizione diventano la cifra lessicale e comportamentale del \u201ccontratto\u201d di maggioranza, vuol dire che si sta cercando proprio di riversare la sintonia del \u201cvaffa\u201d nella pratica quotidiana di governo, per ideologizzare lo svuotamento della democrazia rappresentativa e radicalizzare l\u2019occupazione del potere.<\/p>\n<p>Non serve, allora, inseguire linguaggi e comportamenti che in nome del popolo puntano a dividerlo. Non basta attendere qualche scivolone di chi governa per ritrovare sorti magnifiche e progressive. In una condizione istituzionale sfibrata dalla transizione incompiuta e sottoposta a nuove scosse. \u00c8 dalla consapevolezza degli errori di cui non si \u00e8 riusciti ancora a fare ammenda, e dall\u2019assunzione di quella responsabilit\u00e0, che bisogna ripartire per recuperare un\u2019alternativa credibile. Perch\u00e9 capace di ricercare con i cittadini uno Stato che non si arrenda.<br \/>\n* Pasquale Cascella \u00e8 membro del comitato culturale della Fondazione Italiani<\/p>\n<p>3 &#8211; DALLA FLORIDA AL BRONX, SULL\u2019AMERICA SPIRA IL VENTO SOCIALISTA<br \/>\nSTATI UNITI. ANCHE L&#8217;AFROAMERICANO GILLUM VINCE LE PRIMARIE DEMOCRATICHE SCONFIGGENDO I CANDIDATI MODERATI. E TRUMP FURIOSO TIRA FUORI PRESUNTI HACKER DI PECHINO PER ATTACCARE I DEM IN VISTA DEL VOTO, di Marina Catucci da Il Manifesto del 30.08.2018<\/p>\n<p>Non si ferma l\u2019onda di sinistra che sposta il partito democratico Usa su posizioni pi\u00f9 radicali: l\u2019ultima stella nascente nel firmamento socialista americano \u00e8 il sindaco di Tallahassee, Andrew Gillum. Ha vinto a sorpresa la corsa per il ruolo di candidato democratico come governatore della Florida.<br \/>\nCome \u00e8 ormai prassi, Gillum ha battuto i candidati moderati con un budget ben pi\u00f9 cospicuo del suo, con l\u2019appoggio di Bernie Sanders e un programma su sanit\u00e0 pubblica, diritto allo studio, legalizzazione della marijuana, controllo delle armi, riforma carceraria. Se dovesse vincere a novembre sarebbe il primo governatore afro-americano della Florida.<\/p>\n<p>Che negli Usa un vento socialista spiri da abbastanza tempo per non essere una corrente passeggera se ne sono accorti in molti: sul New York Times Corey Robin, professore di scienze politiche al Brooklyn College e alla City University di New York, ha scritto che \u00abil socialismo era il nome del nostro desiderio, ma potrebbe cambiare. Il sostegno pubblico per il socialismo sta crescendo. Socialisti come Bernie Sanders, Alexandria Ocasio-Cortez e Rashida Tlaib si stanno facendo strada nel Partito democratico, che un tempo l\u2019analista politico Kevin Phillips chiamava il \u2018partito capitalista pi\u00f9 entusiasta del mondo\u2019. L\u2019appartenenza ai socialisti democratici americani, la pi\u00f9 grande organizzazione socialista del Paese, sta salendo alle stelle, specialmente tra i giovani\u00bb.<\/p>\n<p>Mentre i socialisti vincono, i repubblicani si distanziano da Trump. Ieri \u00e8 stato il turno di Don McGahn, il pi\u00f9 importante consigliere giuridico e legale del presidente. L\u2019annuncio \u00e8 arrivato meno di due settimane dopo la diffusione della notizia che McGahn ha collaborato a lungo con l\u2019inchiesta sul Russiagate del procuratore speciale Mueller: circa 30 ore di deposizioni.<\/p>\n<p>Queste notizie innervosiscono Donald che si \u00e8 lasciato andare a dichiarazioni una pi\u00f9 dura dell\u2019altra. In un incontro con i leader cristiani evangelici ha affermato che se alle elezioni di midterm di novembre dovessero vincere i democratici, questi \u00abrevocheranno tutto quello che ho fatto e lo faranno velocemente e violentemente. Siete a un\u2019elezione dal perdere tutto quello che avete, il livello di odio, di rabbia \u00e8 inimmaginabile\u00bb. Mossa nemmeno troppo occulta per fomentare i suoi sostenitori suprematisti bianchi contro i movimenti antifascisti seguiti soprattutto dagli afroamericani.<\/p>\n<p>Non pago ha affermato su Twitter che \u00able email di Hillary Clinton, molte delle quali costituiscono Informazioni Riservate, sono state hackerate dalla Cina\u00bb, riferendosi alla notizia divulgata dal portale super conservatore Daily Caller News Foundation, secondo cui una societ\u00e0 cinese controllata da Pechino avrebbe violato il server di posta dell\u2019abitazione privata di Clinton, ai tempi in cui era segretario di Stato, grazie a un codice che ritrasmetteva agli hacker in tempo reale una copia di tutti i messaggi.<\/p>\n<p>\u00abLa prossima mossa \u00e8 meglio che sia dell\u2019Fbi e del Dipartimento di Giustizia, o dopo tutti i loro altri passi falsi (Comey, McCabe, Strzok, Page, Ohr, FISA, Dirty Dossier etc.), la loro credibilit\u00e0 sar\u00e0 persa per sempre!\u00bb. ha concluso. Dopo di che \u00e8 passato ad attaccare la rete, prima Google che diffonderebbe sul suo conto solo fake news, poi anche Twitter a Facebook: \u00abAbbiamo letteralmente migliaia e migliaia di lamentele \u2013 ha detto Trump \u2013 Google, Twitter e Fb stanno rischiando e devono stare attenti, non possono fare questo alla gente.<\/p>\n<p>4 \u2013 CGIE. SCHIAVONE, RICORDA LA TRAGEDIA DI MATTMARK. 30 AGOSTO, IL 53\u00b0, ANNIVERSARIO DELLA TRAGEDIA DI MATTMARK.<br \/>\n\u201cLa Comunit\u00e0 italiana in Svizzera ricorda il sacrificio degli 88 operai morti sul versante svizzero delle alpi, e tra loro le 56 vittime italiane. Il sol pensiero a ritroso ci ripropone fotogrammi sbiaditi, ma per alcuni versi ancora attuali, di un periodo di grandi trasformazioni, che avrebbero contribuito a modellare la modernit\u00e0\u201d, afferma in una nota il segretario generale del Consiglio generale degli italiani all\u2019estero Michele Schiavone. \u201cDal ricordo di quegli anni affiorano la piena occupazione nel mondo del lavoro, il contributo allo sviluppo economico e sociale, l\u2019avanzamento della legislazione svizzera in termini di diritti, la valorizzazione delle culture presenti in questo piccolo Paese al centro dell\u2019Europa e in particolare il difficile cammino dell\u2019accoglienza, che con il tempo ne ha modificato abitudini e comportamenti civili e civici. In quel ricordo \u00e8 insita una parte della recente storia degli italiani in Svizzera, della storia del nostro paese e dei tratti caratterizzanti il fenomeno migratorio, che con virulenza ritornano ad alimentare il discorso pubblico nel nostro continente. Alle vittime di Mattmark e alle loro famiglie va il nostro pi\u00f9 sincero sentimento di riconoscenza e gratitudine\u201d. \u201cDietro la costruzione di grandi opere ci sono sempre il genio umano e la realizzazione di un intuito o di una necessit\u00e0, utili a far progredire la civilt\u00e0. Numerose infrastrutture realizzate nei secoli dagli uomini hanno modificato la geografia, il territorio e l\u2019ambiente contribuendo a modellare civilt\u00e0 e progresso, per favorire la mobilit\u00e0 e la sicurezza. In questi cambiamenti, ovunque nel mondo, gli italiani hanno sempre fatto la loro parte, distinguendosi per operosit\u00e0, genio e intraprendenza. In diverse situazioni tali opere sono la risultanza del loro lavoro materiale e immateriale caratterizzatosi per sacrifici e perdite di vite umane. Parliamo, purtroppo, di tristi aspetti della nostra antica e recente storia, che ritorna in auge ogni qualvolta si verifica un tragico incidente con effetti dirompenti. Sono quei momenti in cui l\u2019opinione pubblica disquisisce e discute di prevenzione, di sicurezza, di cause ed effetti e sistematicamente si cercano capri espiatori e cause difficilmente giustificabili\u201d. \u201cLe recenti commemorazioni di Marcinelle, del L\u00f6tschberg, della tragedia legata al ponte Morandi di Genova assieme al ricordo di Mattmark, che ci riporta alla memoria la valanga di ghiaccio abbattutasi il 30 agosto del 1965 sul campo di lavoro di quella che sarebbe diventata la diga del lago di Mattmark, comprovano questo modus operandi a testimonianza dell\u2019impervia disputa tra l\u2019uomo e la natura, in una lotta impari tra il bisogno, il desiderio e il creato\u201d.<br \/>\nSchiavone segretario generale del Cgie.<\/p>\n<p>5 &#8211; ARGENTINA E TURCHIA, LA TEMPESTA DEGLI EMERGENTI.<br \/>\nGiornata al cardiopalma per i mercati valutari. Ieri il peso argentino \u00e8 arrivato a perdere il 15% del suo valore: il crollo peggiore dal 2015, quando la moneta ha iniziato ad essere scambiata liberamente. Il tonfo ha costretto la Banca centrale dell&#8217;Argentina a un rialzo-monstre del costo del denaro, portato dal 15% al 60%. I mercati stanno reagendo alla richiesta, fatta dal presidente argentino Mauricio Macri al Fondo monetario internazionale, di accelerare l&#8217;esborso dei fondi previsti nel piano da 50 miliardi di dollari in tre anni accordato lo scorso 7 giugno.<br \/>\nA migliaia di chilometri di distanza, sull&#8217;altra sponda dell&#8217;Atlantico, la lira turca cola a picco dopo la fuga di indiscrezioni sull&#8217;addio del vicegovernatore della banca centrale locale Erkan Kilimci. Il rumor ha scatenato un tracollo della valuta, arrivata a cedere il 4% del suo valore rispetto al dollaro. L&#8217;istituto \u00e8 finito sotto nuove pressioni dopo la rielezione alla presidenza di Recep Tayyip Erdogan, sponsor di misure poco gradite ai mercati (come tagliare o tenere fermi i tassi di interesse anche a fronte di una brusca crescita dell&#8217;inflazione).<br \/>\nPer approfondire:<br \/>\na) ARGENTINA, ACCORDO CON FMI PER PRESTITO DA 50 MILIARDI<br \/>\nb)\u2009IL CASO:\u2009TENARIS NELLA MORSA DELLA CRISI ARGENTINA<\/p>\n<p>a &#8211; ARGENTINA E TURCHIA SPAVENTANO I LISTINI. IL TASSO SUI BTP SALE AL 3,20% \u2013di S. Arcudi e A. Fontana 30 agosto 2018.<br \/>\nL&#8217;aggravarsi della crisi finanziaria argentina e la nuova caduta della lira turca (-4,5% a 6,3 per un dollaro) sulle voci di dimissioni del vice governatore della banca centrale turca, all&#8217;indomani del downgrade di Moody&#8217;s sugli istituti di credito locali, hanno penalizzato tutte le Borse europee che hanno chiuso la giornata in rosso: le vendite hanno colpito soprattutto le banche e le tlc e per questo Piazza Affari e Madrid hanno registrato le performance peggiori con cali superiori a un punto percentuale.<br \/>\nA Milano il FTSE MIB ha chiuso in calo dell&#8217;1,28%. Di Tenaris e Telecom Italia le perdite pi\u00f9 rilevanti. Il gruppo dei tubi per l&#8217;industria petrolifera ha perso il 5,6% pagando la forte esposizione in Argentina ma anche le ipotesi di dazi Usa pi\u00f9 leggeri sull&#8217;acciaio coreano. Il calo di Tim (-3%), che alcuni analisti associano alle tensioni sull&#8217;Italia, aggiorna nuovi minimi da settembre 2013 sotto 57 centesimi per azione.<br \/>\nIL CONFRONTO CON L\u2019EUROPA 30 agosto 2018<br \/>\nMontagne, trasporto pesante e \u00abpay per use\u00bb: perch\u00e9 in Italia abbiamo le autostrade pi\u00f9 care<br \/>\nL&#8217;altro caso del giorno a Piazza Affari sono il crollo di Astaldi sui rumors di tempi lunghi nella cruciale vendita del Ponte sul Bosforo, operazione chiave nel riassetto finanziario del gruppo romano: le azioni sono scese del 7,4% mentre il bond da 750 milioni con scadenza 2020, il cui rifinanziamento rientra nel piano di rafforzamento patrimoniale, ha perso il 20% sul mercato secondario. Balzo per Sogefi (+3,7%) che ha risolto con un accordo definitivo i contenziosi con Peugeot e Bmw su un componente difettoso del sistema di raffreddamento. Sul FTSE MIB la seduta dei bancari \u00e8 andata via via peggiorando con la discesa dei titoli di Stato italiani (3,2% il rendimento del decennale e spread allargatosi sopra 280 punti): Bper(-3,8%) la peggiore mentre Ubi Banca, Intesa Sanpaolo e Banco Bpm hanno perso oltre il 2%. In controtendenza Brembo (+2,2%) e Pirelli nel settore auto che si \u00e8 difeso in tutta Europa nell&#8217;attesa dei possibili accordi commerciali nel fine settimana tra Usa e Canada dopo l&#8217;intesa tra Washington e Citt\u00e0 del Messico.<\/p>\n<p>ASTALDI SCIVOLA AI MINIMI STORICI<br \/>\nLe indiscrezioni su possibili ritardi nella cessione del Terzo Ponte sul Bosforo mettono il freno al titolo di Astaldi, che ha perso oltre il 7% e aggiornato al ribasso il minimo storico (il precedente era stato fissato nel 2003). Secondo quanto riportato dal Messaggero, ci sarebbero ulteriori ritardi nella formalizzazione delle offerte vincolanti per il Terzo Ponte sul Bosforo e per questo motivo le principali banche creditrici avrebbero chiesto ulteriori garanzie alla societ\u00e0. Il ritardo sarebbe dovuto al peggioramento della crisi turca e alla continua svalutazione della lira turca. L&#8217;ulteriore rallentamento della cessione delle quote della joint venture che ha in concessione il Terzo Ponte sul Bosforo influisce sull&#8217;intero piano di rafforzamento patrimoniale di Astaldi (aumento di capitale e rifinanziamento del debito), essendo tra le clausole sia per l&#8217;ingresso del gruppo Ihi nel capitale sia per la formazione del consorzio di garanzia. In serata Astaldi ha precisato in una nota che le trattative relative alla vendita degli asset legati alla Concessionaria del Terzo Ponte sul Bosforo in Turchia \u00abproseguono e sono in fase avanzata\u00bb. Un&#8217;offerta vincolante &#8211; ha aggiunto la societ\u00e0 &#8211; \u00e8 attesa in tempi \u00abragionevoli\u00bb, pur tenendo conto dei recenti accadimenti che stanno interessando la Turchia. IL gruppo di costruzioni ha invece negato di aver ricevuto richieste da parte di qualche creditore di avviare una procedura secondo l&#8217;articolo 67 della Legge Fallimentare.<\/p>\n<p>TELEFONICI MALE IN TUTTA EUROPA: CADONO ILIAD E VODAFONE<br \/>\nNel resto d&#8217;Europa, Madrid ha chiuso le contrattazioni con un calo dell&#8217;1,06% su cui ha pesato nuovamente la flessione di Inditex(-2%), ieri scivolata dopo un report negativo di Morgan Stanley, ma soprattutto il malumore sul settore bancario (-2,7% Bbva esposta in Turchia -1,9% Santander) e le vendite su Telefonica(-2,1%). Francoforte, Londra e Parigi hanno invece limitato a circa mezzo punto percentuale la flessione. Il listino inglese ha chiuso a -0,62% nell&#8217;indice Ftse 100 mentre la sterlina e&#8217; tornata a 0,8962 per un euro (da 0,8987) proseguendo nel rafforzamento avviato ieri pomeriggio dopo l&#8217;apertura del capo negoziatore Ue sulla Brexit, Michel Barnier, a una partnership ad hoc tra Londra e Bruxelles: sul listino azionario, in calo molti titoli minerari e gi\u00f9 di oltre il 3% Vodafone nel giorno in cui e&#8217; stato annunciato l&#8217;accordo in Australia per l&#8217;alleanza tra Tpg Telecom e Vodafone Hutchinson Australia(jv paritetica tra Vodafone e Hutchinson Telecommunications). A Parigi (-0,4% il Cac40) balzo di Bouygues (+47,4%) dopo i conti semestrali che sono stati sostenuti dai risultati della divisione di telecomunicazioni. Nel comparto, Iliad ha perso il 7% e Orange l&#8217;1,5%. A Francoforte (-0,5%) pesante Fresenius Medical.<\/p>\n<p>PETROLIO IN RIALZO, IL DOLLARO IN RECUPERO<br \/>\nIl petrolio \u00e8 salito in area 69,7 dollari al barile nel Wti ottobre all&#8217;indomani delle scorte Usa e in area 77,5 nel Brent ottobre. Nella settimana conclusa il 25 agosto scorso le scorte di petrolio negli Stati Uniti hanno registrato un calo superiore alle stime. Il dato \u00e8 sceso di 2,566 milioni di barili a 405,792 milioni di unit\u00e0 mentre gli analisti attendevano una contrazione di 1 milione di barili dopo la flessione nei sette giorni precedenti pari a 5,836 milioni di barili. Sul mercato valutario, il cambio euro\/dollaro ha ripiegato a 1,1650 (1,1714 ieri) con il biglietto verde in generale recupero vista la minore propensione al rischio.<\/p>\n<p>SPREAD S&#8217;IMPENNA A 285 PUNTI, RENDIMENTO BALZA AL 3,2%<br \/>\nRisale di 15 punti lo spread tra BTp e Bund, tornando oltre la soglia dei 280 punti base. Il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark (Isin IT0005323032) e il pari scadenza tedesco, che ieri aveva chiuso alleggerito a 270 punti base, mantenendosi a questo livello stamattina, \u00e8 peggiorato da met\u00e0 seduta, con il calo di Wall Street il mega rialzo dei tassi argentini. Lo spread segna in chiusura 285 punti base e il rendimento del decennale italiano, dal 3,12% della vigilia, \u00e8 schizzato al 3,20%.<\/p>\n<p>IN USA SALGONO RICHIESTE SUSSIDI LAVORO, SU REDDITI E SPESE<br \/>\nNei sette giorni conclusi il 25 agosto scorso il numero di lavoratori che per la prima volta hanno fatto richiesta per ricevere sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti \u00e8 salito meno delle stime degli analisti e mantenendosi a livelli minimi storici. Secondo quanto riportato dal dipartimento del Lavoro, le richieste sono aumentate di 3.000 unit\u00e0 a 213mila unit\u00e0. Gli analisti attendevano un dato a quota 215.000 unit\u00e0. Inoltre, nel settimo mese in cui la riforma fiscale Usa \u00e8 entrata in vigore, gli americani hanno visto crescere i loro salari e hanno speso di pi\u00f9. Secondo quanto riportato dal dipartimento del Commercio, le spese per consumi sono salite dello 0,4% sul mese precedente, esattamente quanto atteso dagli analisti. I redditi personali sono aumentati dello 0,3%, come previsto. Infine, l&#8217;inflazione ha continuato a rafforzarsi. La misura preferita dalla Federal Reserve per calcolarla, il dato Pce (personal consumption expenditures price index), \u00e8 cresciuta dello 0,1% a luglio su base mensile, mentre su base annuale \u00e8 salita del 2,3%, massimo di sei anni. (Il Sole 24 Ore Radiocor)<\/p>\n<p>b) TENARIS NELLA MORSA DELLA CRISI ARGENTINA E DEL RISIKO DAZI \u2013di Stefania Arcudi 30 agosto 2018<br \/>\nL&#8217;intensificarsi della crisi in Argentina pesa sul titolo di Tenaris, tra le peggiori del FTSE MIB, arrivando a perdere anche pi\u00f9 del 2%. Mercoled\u00ec il peso argentino ha ceduto fino al 7,6% sul dollaro, il calo giornaliero maggiore da dicembre 2015, e cede ora un ulteriore 7%. La Banca centrale sta ampiamente attingendo alle riserve e il presidente Mauricio Macri ha chiesto al Fondo monetario internazionale di sbloccare in anticipo fondi di emergenza, cosa che ha destato non poca preoccupazione tra gli investitori. L&#8217;istituto di Washington, guidato da Christine Lagarde, ha fatto sapere che rivedr\u00e0 la tempistica della distribuzione dei fondi all&#8217;Argentina nell&#8217;ambito del piano di salvataggio a 50 miliardi di dollari.<\/p>\n<p>IL CASO DAZI SUL BUSINESS DEI TUBI 26 marzo 2018<br \/>\nRimbalzo Tenaris, Seul ridurr\u00e0 export acciaio verso Usa<br \/>\nTutto questo incide sul titolo della scuderia Rocca, colosso dei tubi e servizi per l&#8217;esplorazione e la produzione di petrolio e gas, che in Argentina ha stabilimenti produttivi, che rappresentano una fetta rilevante della capacit\u00e0 del gruppo. Il Paese sudamericano \u00e8 un importante mercato per Tenaris, che ha una quota di mercato importante nell&#8217;Octg grazie ai suoi rapporti di lunga data con la compagnia statale Ypf.<br \/>\nInoltre, secondo Equita, incidono in negativo anche le indiscrezioni secondo cui il presidente americano Donald Trump, nell&#8217;ambito della sua politica commerciale, sarebbe pronto ad alleggerire i dazi applicati alle importazioni di acciaio negli Stati Uniti da Corea del Sud, Brasile e Argentina. \u00abRiteniamo che l&#8217;eventuale eliminazione delle tariffe sulla Corea del Sud abbia delle implicazioni negative per Tenaris, principalmente perch\u00e9 potrebbe peggiorare lo scenario sui prezzi in Usa. Gli Stati Uniti rappresentano il 30% del fatturato di Tenaris (e stimiamo volumi per circa 800-900k tonnellate)\u00bb, sostengono gli analisti, le cui stime 2019 \u00abincorporano un incremento prezzi del +6% e un miglioramento dei volumi del +6%\u00bb.\t\t<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>0 &#8211; Pepe M\u00fajica: \u00abun secolo fa il Rio de la Plata accolse gli europei in fuga\u00bb.Uruguay. 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