{"id":14331,"date":"2018-03-24T00:05:32","date_gmt":"2018-03-23T23:05:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.filef.net\/?p=14331"},"modified":"2018-03-24T00:05:32","modified_gmt":"2018-03-23T23:05:32","slug":"18-03-24-news-dai-parlamentari-eletti-allestero-altre-comunicazioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=14331","title":{"rendered":"18 03 24 NEWS DAI PARLAMENTARI ELETTI ALL\u2019ESTERO ALTRE COMUNICAZIONI."},"content":{"rendered":"<p>\t\t\t\t1 &#8211; La desertificazione renziana e i corpi intermedi \u201cmutanti\u201d di Rachele Gonnelli. Renzi, ante Jobs Act, voleva ridurre l\u2019intermediazione con i \u201ccorpi intermedi\u201d per facilitare l\u2019affermarsi di un diverso mercato del lavoro. Ci \u00e8 riuscito? In parte. Ma soprattutto \u00e8 iniziata una loro mutazione, ancora in corso.<\/p>\n<p>2 &#8211; La comunit\u00e0 italiana dell\u2019Ontario ha celebrato la rielezione alla Camera dei Deputati dell\u2019On. Francesca La Marca, con una serata svoltasi presso la Montecassino Banquet Hall di Toronto. On. Francesca La<\/p>\n<p>3 &#8211; L\u2019ON. LA MARCA, partecipa alla festa di san Giuseppe a Montreal e ringrazia i suoi sostenitori<\/p>\n<p>4 &#8211; Non ci salver\u00e0 il premio di maggioranza. Abbiamo tentato in tutti i modi di lanciare l&#8217;allarme sui risultati nefasti di questa legge elettorale. Nessun ascolto. Il Rosatellum porta nel nome l&#8217;impronta indelebile di chi l&#8217;ha voluta fortemente.<\/p>\n<p>5 &#8211; Oggi si conclude ufficialmente la XVII Legislatura e il mio mandato di parlamentare. Di M. Fedi.<\/p>\n<p>6 &#8211; La Marca (PD): recupero della cittadinanza, giornata degli italiani nel mondo e patenti. I miei primi impegni parlamentari.<\/p>\n<hr \/>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>1 &#8211; La desertificazione renziana e i corpi intermedi \u201cmutanti\u201d di Rachele Gonnelli. Renzi, ante Jobs Act, voleva ridurre l\u2019intermediazione con i \u201ccorpi intermedi\u201d per facilitare l\u2019affermarsi di un diverso mercato del lavoro. Ci \u00e8 riuscito? In parte. Ma soprattutto \u00e8 iniziata una loro mutazione, ancora in corso. Da Left marzo 2018.<br \/>\nLa cassiera bionda mugugna contro l\u2019associazione caritatevole che raccoglie all\u2019uscita del supermercato scatolame e pasta da dare ai poveri. No, non c\u2019\u00e8 per lei un grande aggravio di lavoro in un sabato come sempre convulso e dedicato alla spesa delle famiglie in un quartiere semi periferico della capitale. \u201cCi mancavano anche questi, tanto a cosa vuoi che serva..\u201d. Ed \u00e8 vero, certamente i poveri non diminuiranno con questo aiuto alimentare ma non pare, la sua, una considerazione critica sulle iniziative di \u201ccharity\u201d, quanto piuttosto un fastidio per la rottura di un tran tran in cui il tempo e l\u2019attenzione devono essere interamente assorbiti dal registratore di cassa, dai resti da dare, dalla cena a casa da preparare.<\/p>\n<p>L\u2019Italia del rancore e della paura del declassamento sociale descritta nell\u2019ultimo rapporto Censis non \u00e8 solo quella che si vede dai risultati delle urne. Se il Censis certifica che l\u201984 per cento degli italiani non ha fiducia nei partiti politici, nel rapporto Istat sul Benessere sociale 2017 c\u2019\u00e8 un dato ancora pi\u00f9 inquietante. Gli adulti, giovani sopra i quattordici anni o meno giovani, che ritengono sia ragionevole avere fiducia negli altri (intesi come la gran parte delle persone con cui si pu\u00f2 venire in contatto) raggiungono appena la percentuale del 19,7 per cento, quando in un paese come la Danimarca questo indice della fiducia generalizzata raggiunge il picco del 70 per cento.<\/p>\n<p>La diffidenza non appare neanche giustificata da una societ\u00e0 diventata del tutto atomizzata. L\u2019Italia conserva una innervatura ancora potente di reti amicali e parentali, tra le pi\u00f9 estese e capillari d\u2019Europa e dei paesi dell\u2019Ocse. Il 91 per cento della popolazione sostiene di poter contare in caso di necessit\u00e0 sull\u2019aiuto di amici e familiari. Un welfare fai-da-te che \u00e8 stato messo a dura prova negli anni della crisi, tanto che la storica propensione al risparmio e all\u2019investimento sul mattone delle famiglie italiane \u00e8 precipitata nell\u2019ultimo biennio.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che diminuisce da un anno all\u2019altro \u00e8 la quota di italiani che parla o si informa di politica su qualsiasi \u201cmedia\u201d e \u201cdevice\u201dalmeno una volta a settimana. Siamo al 36 per cento se si considera chi si arrischia a esprimere un\u2019opinione, e al 58 per cento se si prende in esame chi semplicemente ha letto o postato opinioni politiche condivise sul web almeno una volta nei tre mesi precedenti l\u2019intervista del campione. E il drastico calo di interesse riguarda tutte le fasce d\u2019et\u00e0, senza distinzioni tra uomini e donne e tra Nord e Sud, anche se risulta pi\u00f9 accentuato nei comuni con meno di diecimila abitanti.<br \/>\nUn \u201cMondo piccolo\u201d che si sente sempre pi\u00f9 lontano dal centro ma che soprattutto sembra deciso a sprangare le finestre, barricandosi anche nei riguardi di ci\u00f2 che succede sotto casa, come la stragrande maggioranza dei cittadini di Macerata ha fatto di fronte al grande corteo antifascista in risposta alla tentata strage di Traini.<br \/>\nEra la Leopolda del 2014, un lustro fa, quando Matteo Renzi, divenuto premier da pochi mesi e alla vigilia del varo dei primi decreti Poletti che costituiscono il Jobs Act, si produce in un attacco a testa bassa dei \u201ccorpi intermedi\u201d sollecitando una completa \u201cdisintermediazione sociale\u201d, parole sue, per fare spazio alle \u201cmagnifiche sorti e progressive\u201d delle nuove forme di lavoro e relazione, ci\u00f2 che oggi, pi\u00f9 compiutamente, viene definito capitalismo di piattaforma, da Amazon a Deliveroo passando per Uber e Airbnb.<br \/>\nAll\u2019epoca lui disse \u201ccorpi intermedi\u201d e tutti capirono che ce l\u2019aveva con i sindacati, in primis la Cgil, da subito ostile al Jobs Act e alla fine di una politica di concertazione. Ma i sindacati, che pure nei due anni seguenti, hanno sub\u00ecto una vera e propria emorragia di iscritti, non sono gli unici corpi intermedi. E anche loro, nel frattempo, hanno seguito una mutazione seguendo il corso della trasformazione del mercato del lavoro. Hanno ad esempio aumentato le loro funzioni di \u201cadvocacy\u201d, cio\u00e9 di intermediazione o di servizio agli utenti-iscritti attraverso i patronati.<\/p>\n<p>La societ\u00e0 ha sub\u00ecto una dinamica accelerata di precarizzazione delle condizioni di lavoro che ha accompagnato la rapida ascesa della cosiddetta Gig economy, l\u2019economia dei lavoretti, delle prestazioni \u201con tap\u201d, cio\u00e8 a gettone \u2013 prima a voucher e ora a contratti a tempo determinato \u2013 vivamente caldeggiata nel 2014 dall\u2019influente rivista Economist all\u2019Italia. Veniva proposta come modello per uscire dall\u2019angolo in cui la crisi del 2008 e i suoi \u201cpeccati storici\u201d di contrattualismo e \u201ceccessivo peso\u201d della legislazione sul lavoro l\u2019avrebbero relegata.<\/p>\n<p>E ora che il nuovo mondo \u00e8 arrivato, viene da chiedersi che fine abbiano fatto i corpi intermedi, come si siano anch\u2019essi trasformati, considerando che persino nella dottrina sociale cattolica e liberale classica sono considerati come specchio delle modificazioni del mercato del lavoro ma anche come palestra di educazione al civismo e alla partecipazione collettiva alla cosa pubblica, colonna portante della democrazia partecipata non solo nell\u2019ottica dei costituenti, anche dalle teorie di Alexis de Tocqueville e Montesquieu.<\/p>\n<p>Nel rapporto Bes dell\u2019Istat non si rileva una diminuzione sostanziale della partecipazione civica e politica dei cittadini, che resta al 63 per cento, n\u00e9 dell\u2019adesione a forme di volontariato organizzato nel Terzo settore. Qui per\u00f2 i soggetti presi in esame sono quelli pi\u00f9 strutturati: partiti, sindacati, associazioni ecologiste e di tutela dei consumatori, o quelli della cosiddetta \u201cmultilevel governance\u201d, cio\u00e8 partecipazione a pi\u00f9 livelli della societ\u00e0 civile.<\/p>\n<p>Rientra in quest\u2019ultima categoria, ad esempio, la coalizione di reti per la promozione della cittadinanza attiva e per gli interventi di rigenerazione di spazi urbani e beni comuni che fa capo al modello di sussidiariet\u00e0 orizzontale promossa da Labsus. Queste esperienze, dalla pulizia di un parco pubblico, alla manutenzione di una pista ciclabile, alla tinteggiatura delle aule da parte di un gruppo di genitori sono in aumento, soprattutto nel centro Italia e nelle citt\u00e0 sopra i 20 mila abitanti, meno nel Nord-Est.<\/p>\n<p>Si tratta comunque di realt\u00e0 in cui singoli e associazioni collaborano con dirigenti scolastici e enti territoriali, firmando regolamenti di gestione condivisa di spazi pubblici. Mille patti di questo tipo che finora hanno escluso, con effetti disastrosi di desertificazione del tessuto sociale urbano, la capitale governata dal Movimento Cinque Stelle.<\/p>\n<p>Le relazioni istituzionali e politiche non mancano neanche ai volontari con raschietto e pettorina dell\u2019associazione anti degrado urbano Retake, finita nell\u2019incubatore di startup dell\u2019universit\u00e0 confindustriale Luiss e organizzatrice di seminari di approfondimento sui programmi politici durante la campagna elettorale appena finita.<\/p>\n<p>Quanto al finanziamento alle ong, persino Medici senza Frontiere \u2013 l\u2019organizzazione pi\u00f9 grande impegnata nel soccorso in mare dei migranti e in prima linea nello scontro sulla firma del codice di condotta Minniti e nella campagna diffamatoria sui \u201ctaxi del mare\u201d \u2013 alla fine non ha accusato forti perdite di donazioni. Dai dati parziali del bilancio 2017 risulta infatti che i circa 107 mila donatori regolari e maggiormente motivati hanno incrementato i loro sforzi, coprendo l\u2019 improvvisa interruzione di un trend di crescita del 9 per cento annuo, successivamente alla campagna \u201ctaxi del mare\u201d, proseguita poi in tutta questa campagna elettorale con toni ancora pi\u00f9 beceri.<\/p>\n<p>Ma si sta facendo strada anche un\u2019altra forma di soggettivit\u00e0 sociale basata sull\u2019autorganizzazione e un nuovo tipo di mutualismo. Ne d\u00e0 conto la ricerca Commonfare sul welfare dal basso, realizzata da Bin (Basic Income Network) Italia in collaborazione con l\u2019Universit\u00e0 di Trento.<\/p>\n<p>Fabbriche occupate e trasformate in laboratori artigiani come Rimaflow a Milano o le Officine Zero a Roma, spazi coworking che mettono insieme lavoratori freelance, ambulatori e palestre popolari, asili autogestiti, gruppi di acquisto solidale, di produzioni agroalimentari diverse e di cure alternative, attivit\u00e0 di microcredito come il fondo etico delle Piagge a Firenze, occupazioni di case con spazi comuni.<\/p>\n<p>Il centro sociale napoletano Je so\u2019 Pazz \u00e8 per\u00f2 l\u2019unica di queste realt\u00e0 a essere uscito dalla frammentazione di queste esperienze, anche bellissime ma che cercano di dare risposte a bisogni specifici e spesso non si conoscono neppure tra loro, per proporsi come modello generale alternativo, per una nuova societ\u00e0, partecipando da protagonista alla nascita della lista Potere al popolo.<\/p>\n<p>Questo mondo pulviscolare e ancora disperso che ha preso il posto in modo disorganico a compiti sia dello Stato sociale sia delle case del popolo e dei sindacati, resta ancora scollegato al suo interno e privo di istanze politiche coordinate. E ancora tutto da studiare, per gli sconfinamenti che ha sia nel campo del consumo critico sia della produzione, e non ultimo nella generazione di istanze politiche nuove. Sempre che non se ne impadronisca una piattaforma non troppo diversa dalle altre.<br \/>\nDa Left del 9 marzo 2018<\/p>\n<p>2 &#8211; La comunit\u00e0 italiana dell\u2019Ontario ha celebrato la rielezione alla Camera dei Deputati dell\u2019On. Francesca La Marca, con una serata svoltasi presso la Montecassino Banquet Hall di Toronto. On. Francesca La<\/p>\n<p>Circa duecento invitati hanno salutato l\u2019avvenuta conferma dell\u2019On. La Marca al Parlamento italiano insieme all\u2019ottimo risultato elettorale che l\u2019ha vista ottenere oltre 8.600 voti, risultando la prima tra gli eletti in ordine di preferenze in Nord e Centro America.<\/p>\n<p>Rivolgendosi alla folta platea di amici e sostenitori, La Marca ha esordito ringraziando ognuno per l\u2019impegno e per il contributo offerti durante la recente campagna elettorale. \u201cNon avrei potuto farcela senza il vostro aiuto\u201d ha sottolineato La Marca \u201ce questa vittoria<br \/>\nappartiene a tutti noi\u201d.<br \/>\nLa Marca ha poi riconfermato la promessa gi\u00e0 fatta all\u2019inizio della scorsa legislatura, quella di \u201cmantenere contatti sempre pi\u00f9 forti e stretti con i nostri connazionali &#8211; a prescindere dall\u2019appartenenza politica &#8211; incontrando le nostre comunit\u00e0 in Canada, cos\u00ec come nel resto del Nord e Centro America\u201d.<br \/>\nNel corso di alcune interviste con la stampa locale, l\u2019On. La Marca ha sottolineato il suo rinnovato impegno affinch\u00e9 in Parlamento venga anzitutto approvata la proposta di legge per il riacquisto della cittadinanza italiana, per tutti coloro che l\u2019avevano perduta.<\/p>\n<p>3 &#8211; L\u2019ON. LA MARCA PARTECIPA ALLA FESTA DI SAN GIUSEPPE A MONTREAL E RINGRAZIA I SUOI SOSTENITORI Sabato, 17 marzo, l\u2019On. La Marca ha partecipato alla tradizionale festa annuale di San Giuseppe, organizzata dall\u2019associazione jelsese di Montreal, sotto la guida del Presidente Andrea Passarelli e dal Comitato esecutivo. Per tradizione vengono offerte in segno di solidariet\u00e0 e amicizia tredici portate di magro in presenza di figuranti che impersonano la Sacra famiglia. Alla festa hanno partecipato anche altre associazioni molisane, essendo questo rito praticato e diffuso in molti paesi della regione di provenienza. Nel suo saluto, La Marca si \u00e8 compiaciuta per la osservanza di quest\u2019altra bella tradizione che si affianca alla Festa del grano dedicata Sant\u2019Anna; ha inoltre ringraziato la comunit\u00e0 jelsese per il sostegno dimostratole. La parlamentare ha poi menzionato la sua visita a Jelsi (CB) a dicembre, parlando della sua esperienza personale in quel comune e dell\u2019importanza di mantenere vivi i rapporti tra Montreal e il paese di origine per consolidare e trasmettere le proprie radici. Domenica, 18 marzo, l\u2019On. La Marca ha voluto ringraziare i suoi sostenitori residenti a Montreal nel corso di un incontro conviviale. Nel suo intervento, la deputata ha sottolineato il lavoro di squadra che si \u00e8 fatto e ha ribadito di essere al servizio della comunit\u00e0 di Montreal, promettendo di mantenere stretti legami come nella scorsa legislatura. Ha accennato inoltre al difficile quadro politico che si \u00e8 determinato in Italia a seguito delle recenti elezioni e ha ribadito che lavorer\u00e0 per tutti gli italiani della ripartizione, a prescindere dall\u2019affiliazione politica: \u201cPrima di tutto gli italiani del Nord e Centro America\u201d.<\/p>\n<p>4 &#8211; NON CI SALVER\u00c0 IL PREMIO DI MAGGIORANZA. ABBIAMO TENTATO IN TUTTI I MODI DI LANCIARE L&#8217;ALLARME SUI RISULTATI NEFASTI DI QUESTA LEGGE ELETTORALE.<br \/>\nNESSUN ASCOLTO.<br \/>\nIL ROSATELLUM PORTA NEL NOME L&#8217;IMPRONTA INDELEBILE DI CHI L&#8217;HA VOLUTA FORTEMENTE.<br \/>\nCi sono stati anche furbi comprimari che l&#8217;hanno condivisa come fi e lega e degli entusiasti sostenitori come il governo Gentiloni che ha messo ben 8 fiducie per ottenerne l&#8217;approvazione, malgrado all&#8217;insediamento avesse promesso che avrebbe lasciato fare al parlamento.<br \/>\nIl parlamento non ha potuto cambiare una virgola dell&#8217;intesa tra Pd, Lega e FI.<br \/>\nIl punto non \u00e8 il sommovimento politico che c&#8217;\u00e8 stato e nessun sistema elettorale poteva nascondere. Mentre il Pd e il governo continuavano a dipingere la situazione del paese in rosa, come se fosse possibile dipingere la realt\u00e0 diversa da quella che \u00e8, altri hanno dato voce al malessere profondo di un aumento della povert\u00e0 e della divaricazione sociale denunciati anche dalla Banca d&#8217;Italia e dalla caduta libera del ruolo del lavoro, dall&#8217;aumento esponenziale della precariet\u00e0.<br \/>\nChi ha dato voce al malessere \u00e8 stato premiato. La resistenza ad ammettere la verit\u00e0 ha finito con il caricare una potente molla anticasta, vissuta come sempre pi\u00f9 sorda e lontana. L&#8217;esito era prevedibile e previsto ma c&#8217;\u00e8 chi testardamente si \u00e8 rifiutato di affrontare la realt\u00e0. Lega e 5Stelle sono cresciuti entrambi, per ragioni non sovrapponibili. Avere due vincitori si \u00e8 rivelato un problema difficile da risolvere, se dovessero sovrapporsi troppo uno dei due sarebbe destinato a soccombere all&#8217;altro.<br \/>\nIl Pd ha scelto un aventino rancoroso chiamandosi fuori. Formare un governo sar\u00e0 complicato. Farlo vivere ancora di pi\u00f9.<br \/>\nPer questo ora \u00e8 tornata con grande forza di attualit\u00e0 la legge elettorale perch\u00e8 \u00e8 evidente che potrebbe essere necessario tornare a votare tra alcuni mesi e non si pu\u00f2 fare con questa legge elettorale, con buona pace di Berlusconi.<br \/>\nPotremmo dire che era prevedibile. Al punto che abbiamo avviato a met\u00e0 febbraio (prima del voto) una raccolta di firme a sostegno di una proposta di legge di iniziativa popolare per rivedere il rosatellum con quattro punti di fondo.<br \/>\n1)Anzitutto voto disgiunto tra uninominale e liste, del resto in Lombardia e Lazio si \u00e8 votato per i Presidenti e in modo disgiunto per le liste, perch\u00e8 non si pu\u00f2 fare per il parlamento ? Per di pi\u00f9 \u00e8 questione in odore di incostituzionalit\u00e0.<br \/>\n2)Rendere il voto per l&#8217;uninominale proporzionale e non maggioritario, come era anni fa il voto per il Senato.<br \/>\n3)Consentire la preferenza, o due di genere diverso, nella lista plurinominale, insieme al voto disgiunto, anche in questo caso come per le Regioni.<br \/>\n4)Consentire la presentazione di tanti candidati quanti sono i seggi plurinominali in palio in modo da evitare le trasmigrazioni dei seggi da una regione all&#8217;altra, compresa la ridicolaggine che a distanza di quasi due settimane l&#8217;elenco degli eletti non \u00e8 ancora completo. Vietare le liste civetta: chi non arriva al 3 % non viene conteggiato.<br \/>\nI principi sono semplici: il cittadino sceglie chi eleggere parlamentare e la ripartizione dei seggi \u00e8 sostanzialmente proporzionale.<br \/>\nGira notizia che tra i due soggetti che hanno guadagnato di pi\u00f9 potrebbe avviarsi un dialogo per arrivare al voto con una nuova legge elettorale, se \u00e8 cos\u00ec chi si chiama fuori continua a sbagliare.<br \/>\nSuggeritori interessati propongono di arrivare ad un premio per garantire una maggioranza parlamentare comunque, in nome della governabilit\u00e0.<br \/>\nIl premio di maggioranza \u00e8 sbagliato, probabilmente incostituzionale, perfino inutile. E&#8217; sbagliato perch\u00e8 d\u00e0 al voto dei cittadini peso diverso, uno pu\u00f2 pesare il doppio dell&#8217;altro, senza dimenticare che per cambiare la Costituzione \u00e8 prevista una soglia che verrebbe alterata dal premio di maggioranza. Come \u00e8 avvenuto con la manomissione della Costituzione tentata da Renzi, per fortuna bocciata il 4\/12\/16. Torneremmo a tentativi di manomettere la Costituzione e questa volta \u00e8 certo che si tenterebbe di arrivare ad una qualche forma di presidenzialismo. Inoltre gi\u00e0 ora un premio di maggioranza c&#8217;\u00e8, Di Maio ha ricordato che M5S ha il 32 % dei voti e il 36 % dei parlamentari, pi\u00f9 della percentuale dei voti. Pu\u00f2 bastare.<br \/>\nIncostituzionale perch\u00e8 la Corte aveva gi\u00e0 dichiarato che occorre mantenere un eventuale premio di maggioranza entro limiti precisi, ad esempio una soglia del 40 %, livello non raggiunto il 4 marzo. Proporre un premio di maggioranza ora vuol dire alterare profondamente perfino i blandi limiti della Corte, perch\u00e8 mai dovrebbe essere consentito ?<br \/>\nInutile, perch\u00e8 il problema politico \u00e8 definire un governo, che pu\u00f2 essere anche di minoranza, in grado di proporre e fare approvare alcune misure urgenti e importanti ed \u00e8 sicuro che il nostro paese apprezzerebbe una discussione pubblica trasparente su cosa fare e comportamenti coerenti. In definitiva confrontarsi,cercare sintesi non sono bestemmie ma compiti essenziali della politica. Cercare una maggioranza ad ogni costo, anche con alterazioni numeriche importanti sulla basi di leggi elettorali compiacenti, potrebbe portare rapidamente a mutamenti di aspettative e di voto.<br \/>\nLa priorit\u00e0 dovrebbe essere rispondere alle aspettative, alle urgenze, non cercare blindature di potere.<br \/>\nPer questo \u00e8 importante che le nostre proposte vengano sostenute e arrivino presto in parlamento con la forza necessaria.<br \/>\nAlfiero Grandi da \u201cIl Fatto Quotidiano 20 marzo 2018i \u201c<\/p>\n<p>5 &#8211; Cari amici, oggi si conclude ufficialmente la XVII Legislatura e il mio mandato di parlamentare.<br \/>\nPrima di tutto, desidero comunicare ai pochi interessati che non ho alcuna intenzione di \u201cabbandonare\u201d la politica. Per ora ho solo \u201cabbandonato\u201d questo Partito Democratico.<\/p>\n<p>Per i tanti che hanno provato a contattarmi sul mio cellulare australiano, non sono ancora rientrato a Melbourne, ma lo far\u00f2 nei prossimi giorni quando avrete occasione di seguire il mio lavoro nella comunit\u00e0 anche su una serie di questioni importanti per gli italiani nel mondo.<\/p>\n<p>A proposito dell\u2019attualit\u00e0, ed in particolare della sconfitta PD, del governo e della legislatura che sta per iniziare, credo che il Partito Democratico dovrebbe utilizzare i prossimi mesi per una discussione seria e aperta sulle ragioni politiche della sconfitta, ma soprattutto per discutere le ragioni per continuare a stare insieme, il progetto politico che deve unire gli iscritti e gli elettori.<\/p>\n<p>Il PD \u00e8 alternativo al centro-destra ed al M5S. Non ho dubbi che oggi la collocazione deve essere quella dell\u2019opposizione. Il problema \u00e8 che senza maggioranza e governo non pu\u00f2 esistere neanche l\u2019opposizione.<br \/>\nMatteo Renzi si \u00e8 dimesso assumendosi responsabilit\u00e0 politiche piene, come un buon leader dovrebbe fare. Ha detto cose giuste, purtroppo con la consueta superbia e presunzione. Quella dichiarazione, sulla collocazione politica dopo il voto, doveva farla la Direzione del Partito, in attesa di una discussione piena in assemblea e successivamente di una fase congressuale del tutto urgente. Ed andavano fatte, quelle dichiarazioni, con un forte senso delle istituzioni, tenendo presente che il passo iniziale politico \u00e8 di chi \u00e8 stato premiato dal voto, anche se non in grado di formare da solo un governo, quindi Centro-Destra e M5S. Il passo istituzionale, invece, compete al Presidente Mattarella: e qui non possiamo dire \u201cmai\u201d semplicemente perch\u00e9 il \u201cmai\u201d preventivo \u00e8 poco istituzionale.<br \/>\nDopodich\u00e9 mi rendo conto perfettamente della complessit\u00e0 della situazione e del fatto che il Partito Democratico non pu\u00f2 scegliere un\u2019alleanza con il centro-destra e tantomeno il M5S.<\/p>\n<p>Il problema, comunque, non \u00e8 solo Matteo Renzi ma tutta la generazione di leader che a lui si sono accodati, rinunciando a qualsiasi analisi critica. E quelli che hanno espresso una critica non sono riusciti, a volte anche per senso di responsabilit\u00e0, a dare un peso politico pieno alle loro posizioni all\u2019interno del PD. Un grande partito, cos\u00ec articolato, deve saper strutturare le posizioni interne, altrimenti rischia di dare due immagini opposte, ma sul piano pratico equivalenti: implosione e allineamento. In entrambi i casi l\u2019immagine, e i risultati, sono negativi.<\/p>\n<p>* * *<\/p>\n<p>C\u2019ERA UNA VOLTA L\u2019ANALISI DEL VOTO\u2026<br \/>\nLa mia ultima newsletter doveva essere interamente dedicata al futuro, con un saluto affettuoso a Roma ed alla politica parlamentare.<br \/>\nTuttavia le valutazioni che la responsabile per gli italiani nel mondo del PD, Anna Grassellino, ha fatto pubblicamente sul risultato del voto all\u2019estero mi hanno indotto a cambiare direzione.<\/p>\n<p>Dedicher\u00f2 quindi al Partito nel quale ho militato fino alle recenti elezioni e come ex-parlamentare alcune brevi riflessioni.<\/p>\n<p>Cara Grassellino, ti rendo noto, nel caso tu non abbia avuto modo di verificarlo, che il centro-sinistra e il PD da quando si vota per la circoscrizione Estero hanno sempre vinto. O meglio, il nostro \u00e8 stato sempre il primo partito, prima come asse portante dell\u2019Unione nel 2006 e poi come PD dal 2008 ad oggi. Nessuna sorpresa quindi che si sia confermato anche questa volta. La vera domanda, semmai, \u00e8: che cosa sta accadendo intorno a noi e fino a quando questa prevalenza potr\u00e0 reggere?<\/p>\n<p>Il recente risultato del PD, dunque, non \u00e8 \u201cin controtendenza\u201d, come tu dici, proprio con niente. Nel 2006 il \u201csanto subito\u201d rivolto a Tremaglia, che per supponenza aveva diviso lo schieramento di centrodestra sperando in un plebiscito personale, d\u00e0 un\u2019idea di come andarono le cose. Neanche allora \u201cin controtendenza\u201d perch\u00e9 si tratt\u00f2 all\u2019estero dell\u2019esordio di una \u201ctendenza\u201d destinata a durare nel tempo. Nel 2008 a livello nazionale vinse il centro-destra, eppure nel mondo si afferm\u00f2 il PD, nonostante la perdita di due senatori. Nel 2013 all\u2019estero ci siamo confermati primo partito, perdendo un deputato in Europa ma recuperando al Senato l\u2019assetto iniziale con 4 eletti.<\/p>\n<p>Nel 2018, invece, abbiamo perduto due senatori. In termini di seggi, quindi, nelle ultime elezioni abbiamo subito una sconfitta, anche se restiamo il primo partito e otteniamo percentuali che vanno dal 29% al 33% in tutte le ripartizioni, meno che in Sud America, dove arretriamo.<\/p>\n<p>La tendenza, se vogliamo configurarla dal punto di vista politico e anche aritmetico, \u00e8 che abbiamo recuperato, insieme al centro-destra, i voti che nel 2013 erano andati alle liste di Mario Monti.<\/p>\n<p>Se a nostra volta non avessimo subito fenomeni di emorragia, avremmo dovuto vincere alla grande, confermando i 4 senatori. Invece abbiamo perduto, e non poco, verso il M5S. E se non ritroviamo un modo di essere centro-sinistra nel mondo, di dare un\u2019idea di squadra coesa e pronta a fare gli interessi dell\u2019Italia e degli italiani nel mondo, rischiamo molto alle prossime elezioni.<\/p>\n<p>Questo sul piano politico. Sul piano della strategia elettorale ti rendo noto, perch\u00e9 temo che tu nemmeno lo sappia, che il cardine della costruzione delle nostre liste \u00e8 sempre stato la logica di coalizione, di unit\u00e0 di tutte le forze di centrosinistra. \u00c8 stato in tutte le precedenti occasioni un esercizio faticoso volto a tenere insieme forze anche diverse, ma vincente. Se anche questa volta ci fossimo posti il problema di evitare la concorrenzialit\u00e0 nel nostro campo, fra le tante liste che si richiamavano al centrosinistra e alla sinistra, avremmo potuto difendere i nostri due senatori. Magari, marcando la nostra presenza con un forte coordinamento della campagna elettorale, ripartizione per ripartizione, che invece \u00e8 mancato totalmente. Ognuno per s\u00e9 e Dio per tutti.<\/p>\n<p>Sono sicuro, purtroppo, che a queste mie considerazioni non si dar\u00e0 ascolto e tantomeno peso. Il vecchio PD ha delegato a personalit\u00e0 distanti dalla realt\u00e0 degli italiani nel mondo e a parlamentari nazionali il compito di coordinare un settore che richiede conoscenza dei temi e dei problemi, esperienza dei diversi contesti ambientali, capacit\u00e0 di analisi politica e soprattutto \u201ccoraggio\u201d.<\/p>\n<p>Ma coraggio vero, quello del confronto e delle idee, del dire sempre ci\u00f2 che si pensa, del difendere le situazioni che si conoscono, dell\u2019agire di conseguenza e con coerenza. Precisamente il contrario dell\u2019acquiescenza opportunistica che ha contraddistinto l\u2019ultimo PD.<\/p>\n<p>Poich\u00e9 dubito che qualcosa possa cambiare, almeno nei tempi che la situazione ci impone, riprendo la mia autonomia con determinazione e chiarezza dopo aver assolto, fino in fondo, il mio dovere di parlamentare eletto nel Partito Democratico.<\/p>\n<p>Ai nuovi eletti faccio i migliori auguri, sapendo che questa legislatura sar\u00e0 durissima, comunque vadano le cose. Consapevole che vi saranno pressioni politiche fortissime per \u201crivedere o modificare radicalmente\u201d l\u2019esercizio in loco del diritto di voto: questione sulla quale ripetutamente ho insistito, inascoltato, affinch\u00e9 si evitasse quello che \u00e8 accaduto, cio\u00e8 cambiamenti dell\u2019ultima ora, opportunistici, in assenza di una vera riforma che puntasse a migliorare le operazioni di voto.<\/p>\n<p>Consapevole che la vera unit\u00e0 nel mondo deve essere costruita nell\u2019alveo delle forze progressiste, tra le generazioni, tra coloro che vivono e lavorano stabilmente all\u2019estero e i protagonisti delle nuove mobilit\u00e0, tra connazionali, in sostanza, che sono la rappresentazione pi\u00f9 vera ed autentica di una italianit\u00e0 diffusa, senza confini intellettuali, reddituali e di genere. Senza commettere l\u2019errore di orientare la nostra attenzione, e le scelte politiche conseguenti, unicamente verso le categorie che ci sono pi\u00f9 vicine. Il mondo \u00e8 complesso e quello degli italiani all\u2019estero non \u00e8 da meno.<\/p>\n<p>Nella campagna elettorale appena conclusa il nostro messaggio \u00e8 stato debole rispetto a quella visione moderna degli italiani nel mondo, necessaria perch\u00e9 essi possano avere il ruolo strategico sempre invocato per l\u2019internazionalizzazione dell\u2019Italia. Un messaggio talvolta appesantito da una specie di blocco culturale su temi superati dall\u2019evoluzione storica e dalla realt\u00e0 delle cose.<br \/>\n\u00c8 tempo, dunque, di abbandonare al pi\u00f9 presto atteggiamenti consolatori e autoassolutori e di aprire con determinazione e spirito di libert\u00e0 il cantiere culturale e politico che ci consenta di proiettare le forze di rinnovamento oltre le difficolt\u00e0 di questa difficile fase, che probabilmente non sar\u00e0 breve.<br \/>\nLa mia newsletter continuer\u00e0 a raggiungervi periodicamente per aggiornarvi sulla mia attivit\u00e0 e sulle questioni che ci riguardano, con la speranza che questo canale di comunicazione possa essere anche uno strumento per condividere idee, opinioni, progetti.<br \/>\nE ora, concludendo, permettetemi di ringraziarvi e di salutarvi con sincero affetto.<\/p>\n<p>6 &#8211; LA MARCA (PD): RECUPERO DELLA CITTADINANZA, GIORNATA DEGLI ITALIANI NEL MONDO E PATENTI. I MIEI PRIMI IMPEGNI PARLAMENTARI. ROMA, 23 MARZO 2018<br \/>\n\u201cNel corso della campagna elettorale ho detto agli elettori che i miei primi atti parlamentari sarebbero stati dedicati alla questione del recupero della cittadinanza, alla istituzione della Giornata nazionale degli italiani nel mondo e agli accordi operativi con i governi delle Province del Canada per il reciproco riconoscimento delle patenti di guida.<br \/>\nOggi, primo giorno della nuova legislatura, all\u2019atto dell\u2019insediamento della Camera dei deputati, ho presentato due proposte di legge sulla cittadinanza, l\u2019una per il recupero da parte di coloro che l\u2019hanno perduta dopo il loro insediamento in paese straniero per ragioni di lavoro, l\u2019altra per il riconoscimento a favore delle donne, e dei loro discendenti, per matrimonio con cittadino straniero.<br \/>\nHo consegnato, inoltre, la proposta di legge per l\u2019istituzione della Giornata nazionale degli italiani nel mondo, che lo scorso anno \u00e8 stato approvato a larghissima maggioranza dalla Camera e che si era fermato al Senato per la scadenza della legislatura.<br \/>\nHo gi\u00e0 provveduto infine a interrogare il Ministro degli esteri e quello delle infrastrutture e trasporti per sapere quali siano i tempi prevedibili per la stipula degli accordi con i governi provinciali del Canada affinch\u00e9 l\u2019accordo quadro sul reciproco riconoscimento delle patenti di guida possa diventare finalmente operativo e dare i vantaggi attesi da tanti interessati.<\/p>\n<p>\u201cImpegno, seriet\u00e0 e trasparenza\u201d \u00e8 stato il mio messaggio elettorale. Impegno, seriet\u00e0 e trasparenza saranno le regole di condotta della mia azione parlamentare\u201d. On.\/Hon. Francesca La Marca, Ph.D.\t\t<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>1 &#8211; La desertificazione renziana e i corpi intermedi \u201cmutanti\u201d di Rachele Gonnelli. 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