{"id":14329,"date":"2018-03-17T16:59:59","date_gmt":"2018-03-17T15:59:59","guid":{"rendered":"http:\/\/www.filef.net\/?p=14329"},"modified":"2018-03-17T16:59:59","modified_gmt":"2018-03-17T15:59:59","slug":"18-03-17-news-dai-parlamentari-eletti-allestero-altre-comunicazioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=14329","title":{"rendered":"18 03 17 &#8211; Tre analisi del voto del 4 marzo"},"content":{"rendered":"<p>\t\t\t\t1 &#8211; La sinistra se n\u2019\u00e8 andata da s\u00e9. \u00abL\u2019animo nostro informe\u00bb. Un\u2019Italia irriconoscibile. La sinistra del 2018 non \u00e8 stata messa sotto da nessuno. Gli elettori si sono limitati a sfilarle accanto per andare altrove. Come si lascia una casa in rovina di Marco Revelli.<br \/>\n2 &#8211; Le crisi del Pd e della sinistra chiedono di ricostruire una prospettiva politica Crisi della sinistra. I risultati elettorali dicono che l\u2019assenza di ogni pensiero apre la strada al successo, la massa non aspetta che sentirsi dire questo poich\u00e9 in questa assenza \u00e8 stata formata . Alberto Asor Rosa<br \/>\n3 &#8211; Abbiamo cercato in ogni modo di contrastare la legge elettorale con cui abbiamo votato il 4 marzo. Una legge approvata con 3 voti di fiducia alla Camera e 5 al Senato, in altre parole attraverso un accordo raggiunto tra Partito Democratico, Forza Italia, Lega e il supporto di schegge politiche di scarsa consistenza, di A. Grandi.<\/p>\n<p>1 &#8211; La sinistra se n\u2019\u00e8 andata da s\u00e9. \u00abL\u2019animo nostro informe\u00bb. Un\u2019Italia irriconoscibile. La sinistra del 2018 non \u00e8 stata messa sotto da nessuno. Gli elettori si sono limitati a sfilarle accanto per andare altrove. Come si lascia una casa in rovina di Marco Revelli.<br \/>\nL\u2019Italia del day after non ce la dicono i numeri, le tabelle dei voti. Ce la dicono le mappe, ce la dicono i colori. Ed \u00e8 un\u2019Italia irriconoscibile, quasi tutta blu nel centro nord, tutta gialla nel centro sud. Verrebbe da dire: l\u2019Italia di Visegrad e l\u2019Italia di Masaniello.<br \/>\nL\u2019Italia di sopra allineata con l\u2019Europa del margine orientale, l\u2019Europa avara che contesta l\u2019eccesso di accoglienza e coltiva il timore di tornare indietro difendendo col coltello tra i denti le proprie piccole cose di pessimo gusto: Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca, Slovacchia, passando per il corridoio austriaco\u2026<br \/>\nL\u2019Italia di sotto piegata nel suo malessere da abbandono mediterraneo, nella consapevolezza disperante del fallimento di tutte le proprie classi dirigenti, e in tumultuoso movimento processionale nella speranza di un intervento provvidenziale (un novum, qualcuno che al potere non c\u2019\u00e8 finora stato mai) che la salvi dall\u2019inferno.<\/p>\n<p>L\u2019UNA ATTIRATA DAL FLAUTO MAGICO DELLA FLAT TAX, L\u2019ALTRA DA QUELLO DEL REDDITO DI CITTADINANZA.<br \/>\nIn mezzo il nulla, o quasi: una sottile fascia, slabbrata, colorata di rosso nei territori in cui era radicato il nucleo forte dell\u2019insediamento elettorale della sinistra, e che ora appare in progressiva disgregazione, con i margini che gi\u00e0 cambiano.<br \/>\nBisogner\u00e0 ben dircelo una buona volta fuori dai denti, se non altro per mantenere il rispetto intellettuale di noi stessi: in questa nuova Italia bicolore la sinistra non c\u2019\u00e8 pi\u00f9. Non ha pi\u00f9 spazio come presenza popolare, come corpo sociale culturalmente connotato, neppure come linguaggio e modo di sentire comune e collettivo. Persino come parola. La sua identit\u00e0 politica, un tempo tendenzialmente egemonica, non ha pi\u00f9 corso legale. L\u2019acqua in cui eravamo abituati a nuotare da sempre \u00e8 defluita lontano \u2013 molto lontano \u2013 e noi ce ne stiamo qui, abbandonati sulla sabbia come ossi di seppia. Disseccati e spogli.<\/p>\n<p>NON \u00c8 UNA \u00abSCONFITTA storica\u00bb, come quella del \u201948 quando il Fronte popolare fu messo sotto dalla Dc atlantista e degasperiana, ma non usc\u00ec di scena. \u00c8 piuttosto un \u00abesodo\u00bb. Allora il giorno dopo, come dice Luciana Castellina, si pot\u00e9 ritornare al lavoro e alla lotta, perch\u00e9 quell\u2019esercito era stato battuto in battaglia ma c\u2019era, aveva un corpo, messo in minoranza ma consistente, e nelle fabbriche gli operai comunisti ritornavano a tessere la propria tela come pesci nell\u2019acqua, appunto.<\/p>\n<p>Oggi no: la sinistra del 2018 (se ha ancora un senso chiamarla cos\u00ec) non \u00e8 stata messa sotto da nessuno. Non \u00e8 stata selezionata come avversario da battere da nessuno degli altri contendenti. Se n\u2019\u00e8 andata da s\u00e9. O quantomeno si \u00e8 messa di lato. Gli elettori si sono limitati a sfilarle accanto per andare altrove. Come si lascia una casa in rovina. Ha ragione Roberto Saviano quando dice che i blu e i gialli hanno potuto occupare tutto lo spazio perch\u00e9 dall\u2019altra parte non c\u2019era pi\u00f9 nulla. Da questo punto di vista questo esito elettorale almeno un merito ce l\u2019ha: ci mette di fronte a un dato di verit\u00e0. E a un paio di constatazioni scomode: che l\u2019\u00abonda nera\u00bb non era affatto illusoria, \u00e8 stata veicolata al nord da Salvini, ed \u00e8 stata neutralizzata al sud dai 5Stelle (come fece a suo tempo la Dc).<br \/>\nD\u2019ALTRA PARTE un tratto di verit\u00e0 ci viene consegnato anche dalla catastrofica esperienza del quadriennio renziano. L\u2019opera devastante di \u00abMister Catastrofe\u00bb, come felicemente lo chiama Asor Rosa, costituisce un ottimo experimentum crucis. Utilissimo \u2013 a volerlo utilizzare per quello che \u00e8: una sorta di vivisezione senza anestesia \u2013 per indagare che cosa sia diventato il Pd a dieci anni dalla sua nascita, ma anche cosa rimanga delle sue identit\u00e0 pregresse, delle culture politiche che plasmarono il suo background novecentesco, dell\u2019antropologia dei suoi quadri e dei suoi membri, del suo radicamento sociale, del grado di tenuta o viceversa di evaporazione dei riferimenti nel set di tradizioni che definiscono ogni comunit\u00e0. Matteo Renzi, nella sua breve ma tumultuosa (quasi isterica) esperienza da leader nazionale ha stressato il proprio partito in ogni sua fibra, ne ha rovesciato (e irriso) tutti i valori, ha umiliato persone e idee che di quella tradizione avessero anche una minima traccia, ha rovesciato di 180 gradi l\u2019asse dei riferimenti sociali (gli operai di Mirafiori sostituiti da Marchionne), ha provocato a colpi di fiducia l\u2019approvazione di leggi impopolari e antipopolari, ha rieducato alla retorica e alla menzogna una comunit\u00e0 che aveva fatto del rigore intellettuale un mito se non una pratica effettiva, ha cancellato ogni traccia di \u00abdiversit\u00e0 berlingueriana\u00bb dando voce al desiderio smodato di \u00abessere come tutti\u00bb, di coltivare affari e cerchi magici, erigendo a modelli antropologici i De Luca delle fritture di pesce e i padri etruschi dei crediti facili agli amici\u2026 Ora, con tutto questo, ci si sarebbe potuto aspettare che, se di quella tradizione fosse rimasto qualcosa, se un qualche corpo collettivo di \u00absinistra storica\u00bb fosse rimasto dentro quelle mura, si sarebbe fatto sentire (\u201cse non ora, quando\u201d, appunto). Tanto pi\u00f9 dopo il compimento del gran passo \u2013 del rito sacrificale \u2013 della scissione. Un esodo di massa, al seguito del quadro dirigente che avevano seguito fino al 2013.<br \/>\nINVECE NIENTE: fuori da quelle mura \u00e8 uscito un fiume di disgustati, ma \u00e8 filtrato appena un esile rivolo, una minuscola \u00abbase\u00bb al seguito di un pletorico gruppo dirigente. Il 3 e rotti percento di Liberi ed Eguali misura le dimensioni di uno spazio residuale. Non annuncia \u2013 e lo dico con rammarico e rispetto per chi ci ha creduto \u2013 nessun nuovo inizio, ma piuttosto un\u2019estenuazione e tendenzialmente una fine. Dice che non c\u2019\u00e8 resilienza, in quello che fu nel passato il veicolo delle speranze popolari. N\u00e9 l\u2019esperienza pur generosa (per lo meno nella sua componente giovanile) di Potere al popolo \u2013 purtroppo sfregiata dal pessimo spettacolo in diretta la sera dei risultati con i festeggiamenti mentre si compiva una tragedia politica nazionale -, pu\u00f2 tracciare un possibile percorso alternativo: il suo risultato frazionale, sotto la soglia minima di visibilit\u00e0, ci dice che neppure l\u2019uso di un linguaggio mimetico con quello \u00abpopulista\u00bb aiuta a superare l\u2019abissale deficit di credibilit\u00e0 di tutto ci\u00f2 che appare riesumare miti, riti, bandiere travolte, a torto o a ragione, dal maelstrom che ci trascina.<br \/>\nSI DISCUTER\u00c0 A LUNGO degli errori compiuti, che pure ci sono stati: delle candidature sbagliate (come si fa a scegliere come frontman il presidente del Senato in un\u2019Italia che odia tutto ci\u00f2 che \u00e8 istituzionale e puzza di ceto politico?). Delle modalit\u00e0 di costruzione della proposta politica, assemblata in modo meccanico. Della compromissione di molti con un ciclo politico segnato da scelte impopolari. Tutto vero. Ma non basta. La caduta della sinistra italiana tutta intera s\u2019inquadra in un ciclo generale che vedo la tendenziale e apparentemente irreversibile dissoluzione delle famiglie del socialismo europeo, e con esse l\u2019uscita di scena della categoria stessa di \u201ccentro-sinistra\u201d, inutilizzabile per anacronismo.<br \/>\nPER QUESTO NON BASTA fare. Occorre pensare e ripensare. Guardare le cose per come sono e non per come vorremmo che fossero. Misurare i nostri fallimenti. Costruire strumenti di analisi pi\u00f9 adeguati. Perch\u00e9 questo mondo che non riconosciamo, non ci riconosce pi\u00f9\u2026 Come il Montale del 1925 (millenovecento venticinque!) mi sentirei di dire: \u00abNon chiederci la parola che squadri da ogni lato | l\u2019animo nostro informe, e a lettere di fuoco | lo dichiari e risplenda come un croco | perduto in mezzo a un polveroso prato\u00bb, per concludere, appunto, con il poeta, che questo solo sappiamo \u00abci\u00f2 che non siamo, ci\u00f2 che non vogliamo\u00bb.<\/p>\n<p>2 &#8211; LE CRISI DEL PD E DELLA SINISTRA CHIEDONO DI RICOSTRUIRE UNA PROSPETTIVA POLITICA CRISI DELLA SINISTRA. I risultati elettorali dicono che l\u2019assenza di ogni pensiero apre la strada al successo, la massa non aspetta che sentirsi dire questo poich\u00e9 in questa assenza \u00e8 stata formata, di Alberto Asor Rosa<\/p>\n<p>Siccome quando Matteo Renzi fu eletto segretario del Pd a furor di \u201cpopolo\u201d (primarie del\u2026.), io mi azzardai, a dire che il candidato eletto appariva chiaramente inadeguato al compito che aveva tenacemente richiesto e conquistato, e nell\u2019occasione azzardai anche qualche dubbio sull\u2019opportunit\u00e0 dell\u2019utilizzo dello strumento delle primarie anche per le specifiche questioni riguardanti la struttura di un partito (anticipo di \u201cpopulismo\u201d anche quello?); e siccome nel corso della sua opera di presidente del consiglio e di segretario di partito mi \u00e8 accaduto di nominarlo su queste colonne come \u00abMister Catastrofe\u00bb; credo di essere autorizzato a dire oggi che quanto \u00e8 accaduto con questo risultato elettorale \u00e8 la conseguenza logica e inevitabile della logica e della natura dell\u2019intero percorso. Anche in politica, e anche oggi (stagione d\u2019imprevediblit\u00e0), quel che accade continua a essere la conseguenza naturale di quel che \u00e8 accaduto; e se ce lo dimentichiamo sono guai.<br \/>\nSE MAI, SI PU\u00d2 esprimere perplessit\u00e0 sul fatto che il gruppo dirigente del Pd non abbia trovato la forza d\u2019interrompere prima questo percorso catastrofico. Anche la scissione di LiberieUguali, peraltro inevitabile e ragionevole, ne rappresenta una testimonianza: chi non accettava se n\u2019\u00e8 andato, non ha avuto la forza, non ha trovato il modo di cambiare.<br \/>\nOggi le dimissioni di Renzi vanno considerate immediatamente valide: non c\u2019\u00e8 tempo n\u00e9 modo di rimandarne gli eventuali, anche se problematici, esiti positivi. Non manca nell\u2019attuale gruppo dirigente del Pd un gruppo di nomi in grado di costituire un direttorio, allo scopo di promuovere un\u2019auspicabile, anche se, ripeto, problematica, transizione. I primi che verrebbero in mente a chiunque sono quelli di Del Rio, Franceschini, Gentiloni, Martina, Orlando; ora, a quanto sembra, Calenda; ma certamente, io penso, soprattutto nelle periferie del partito ce ne sono altri, e altre.<br \/>\nPER FARE COSA? Certamente non per andare al governo, in qualsiasi forma questo oggi si possa contemplare. Al governo \u00e8 giusto e corretto che vadano i vincitori, se ne sono capaci. Gli sconfitti vanno senza ombra di dubbio all\u2019opposizione, e da l\u00ec, se ne sono capaci, riprendono la strada. Cos\u00ec in articulo mortis (in senso figurato, s\u2019intende), anche \u00abMister Catastrofe\u00bb ha detto una cosa giusta, anche se lui l\u2019ha detta per prolungare l\u2019agonia, per rimandare l\u2019uscita di scena: motivo di pi\u00f9 per toglierlo di mezzo subito.<br \/>\nPER RIPARTIRE, \u2013 perch\u00e9 di questo si tratta, \u2013 bisogna per\u00f2 chiarire subito e definitivamente una faccenda: e cio\u00e8 se il Movimento 5Stelle possa esser considerato un interlocutore attendibile di un possibile, autentico partito o movimento di centro-sinistra. Il Movimento 5Stelle rappresenta, \u2013 che strano, lo abbiamo detto tutti fino a poco tempo fa, ora per la banale conquista di un 30% elettorale molti si sentono autorizzati a cambiare opinione?, \u2013 l\u2019essenza pi\u00f9 pura e rappresentativa, \u2013 proprio da qui, appunto, l\u2019attuale successo elettorale, \u2013 della sconfitta della \u201cpolitica\u201d a livello nazionale italiano. Il fatto che il pi\u00f9 grande successo sia stato conseguito al Sud, dove le strutture della rappresentanza e del potere, e dunque della \u201cpolitica\u201d, sono sempre state pi\u00f9 fragili che altrove, ne rappresenta un ulteriore testimonianza, non un segnale positivo, ma un\u2019aggravante.<br \/>\nIL SUCCESSO glielo abbiamo consegnato noi, \u2013 vedi il renzismo, \u2013 non \u00e8 nato consapevolmente e originalmente da solo. Se si ignora questo, e ci si allea con i 5Stelle, tempo due anni, e il Pd si scioglie in quello, cio\u00e8 nella preclara Ditta Grillo-Casaleggio-Di Maio. Leggo che Grillo ha dichiarato in questi giorni: \u00abNoi siamo dentro democristiani, un po\u2019 di sinistra e un po\u2019 di centro. Possiamo adattarci a qualsiasi cosa, quindi vinceremo sempre noi, sul clima, sull\u2019ambiente, sulla terra\u00bb. Cio\u00e8: l\u2019assenza di ogni pensiero apre la strada al successo. E\u2019 vero: la massa non aspetta che sentirsi dire questo, poich\u00e9 l\u2019assenza di ogni pensiero (per responsabilit\u00e0 anche nostra, certo) l\u2019ha formata cos\u00ec.<br \/>\nE ALLORA, che fa il Pd all\u2019opposizione? Ricostruisce quello che \u00e8 venuto meno in questi anni, e ha consentito il risultato elettorale da cui siamo partiti per questo ragionamento.<br \/>\nCOS\u2019\u00c8 MANCATO? E\u2019 mancato nel quadro politico italiano, \u2013 e questo mi pare indubitabile, quale che sia il giudizio positivo o negativo da formulare sul fenomeno, \u2013 una chiara, persuasiva, convincente, nutrita di argomenti e di fatti, prospettiva di centro-sinistra. Pu\u00f2 sopravvivere e avanzare un paese dell\u2019Europa sviluppata e moderna, nelle attuali, condizioni critiche globali, senza una prospettiva di centro-sinistra?<br \/>\nLA STORIA ORMAI parla chiaro: dove non c\u2019\u00e8 dilaga quello che pi\u00f9 o meno propriamente viene definito \u201cpopulismo\u201d. Questa prospettiva c\u2019\u00e8 stata in Italia? No, per niente, perch\u00e9 la politica del Pd, ammiccante a destra e come sospesa sul limbo di una sorta d\u2019infantile autonomia politico-ideologica, non se n\u2019\u00e8 curata, anzi, l\u2019ha impedita.<br \/>\nPERCH\u00c9 DICO CENTRO-SINISTRA e non puramente e semplicemente sinistra, come forse ci si aspetterebbe? Perch\u00e9 la sinistra pu\u00f2 avere un ruolo importante, anzi, per certi versi decisivo, se accetta di partecipare a questo gioco. Naturalmente, se accettasse di giocarlo; se non accettasse sarebbe un altro disastro. Se accettasse di giocarlo, sarebbe estremamente importante, in presenza delle attuali difficolt\u00e0 interne al Pd, che dichiarasse apertamente subito, o almeno i1 prima possibile, di volerlo giocare.<br \/>\nMA BISOGNA in ogni caso accettare e riconoscere che questo gioco, \u2013 un gioco fortemente riparatore e risarcitorio, non puramente difensivo, \u2013 si svolge nel quadro strategico, \u2013 strategico, ripeto, \u2013 di un centro-sinistra italiano ed europeo.<br \/>\nOra, \u00e8 ovvio che in Italia senza Pd non si pu\u00f2 ricostruire una prospettiva di centro-sinistra. Da qui l\u2019importanza che assumeranno le scelte, nei prossimi giorni e settimane, da parte del gruppo|dirigente di quel partito. Sto parlando intenzionalmente di \u201ctempi politici\u201d, attuali, anzi attualissimi. Se decidessimo di ragionare su \u201ctempi storici\u201d, forse la meditazione e la proposta potrebbero essere diverse. Ma chi con noi avrebbe voglia di farlo?<br \/>\nUn\u2019ultima cosa: e se, oltre a tutto il resto, si aprisse un dibattito politico-intellettuale comune su forme, contenuti, strumenti, dislocazioni e proiezioni sociali, di un\u2019eventuale prospettiva di centro-sinistra, riportata qui in Italia, certo, ma con uno sguardo all\u2019Europa? Non era tradizione della sinistra (pi\u00f9 o meno, in gradazioni diverse, qualsiasi sinistra), coniugare il dibattito politico con quello culturale? Da quanti anni questo non accade pi\u00f9.<\/p>\n<p>3 &#8211; ABBIAMO CERCATO IN OGNI MODO DI CONTRASTARE LA LEGGE ELETTORALE CON CUI ABBIAMO VOTATO IL 4 MARZO. UNA LEGGE APPROVATA CON 3 VOTI DI FIDUCIA ALLA CAMERA E 5 AL SENATO, IN ALTRE PAROLE ATTRAVERSO UN ACCORDO RAGGIUNTO TRA PARTITO DEMOCRATICO, FORZA ITALIA, LEGA E IL SUPPORTO DI SCHEGGE POLITICHE DI SCARSA CONSISTENZA. di A Grandi.<\/p>\n<p>Senza trascurare che Gentiloni al momento del suo insediamento aveva detto che il governo non avrebbe imposto una sua legge elettorale, ma nell&#8217;autunno scorso il governo ha cambiato idea sotto la pressione del Pd e ha posto la fiducia impedendo qualsiasi tipo di discussione sul testo della proposta di legge elettorale. La responsabilit\u00e0 politica di questa legge \u00e8 evidente, basta pensare che viene chiamata Rosatellum dal nome del capogruppo Pd della Camera.<br \/>\nNel corso della campagna elettorale \u00e8 emerso in modo sempre pi\u00f9 chiaro che questa legge elettorale non risolve alcun problema perch\u00e9 non consente agli elettori di scegliere i parlamentari, perch\u00e9 stabilisce una continuit\u00e0 nella nomina dall&#8217;alto dei parlamentari come avveniva con il porcellum. Al momento del voto gli elettori si sono resi conto, almeno in parte, che il loro voto avrebbe avuto effetti imprevedibili. Tanto pi\u00f9 che in due regioni fondamentali il voto era disgiunto (tra Presidente e liste) e gli elettori potevano esprimere fino a due preferenze di genere diverso, mentre per Camera e Senato il voto \u00e8 stato veicolato entro una camicia di forza dai risultati largamente imprevedibili. Ancora adesso non abbiamo la lista definitiva degli eletti.<br \/>\nPer questo il Coordinamento democrazia costituzionale ha presentato una proposta di legge di iniziativa popolare. La raccolta delle 50.000 firme necessarie terminer\u00e0 a fine giugno, con l&#8217;obiettivo di presentare il testo al Senato, il cui nuovo regolamento prevede che le leggi di iniziativa popolare vengano esaminate con una corsia preferenziale entro tre mesi.<br \/>\nAbbiamo scelto di scrivere una proposta di legge elettorale tale da rivoltare come un guanto quella in vigore.<br \/>\nI collegi uninominali rimangono gli stessi per la Camera e il Senato. La scelta degli eletti nei collegi uninominali, con la nostra proposta, avverr\u00e0 su base proporzionale &#8211; nell&#8217;ambito della circoscrizione &#8211; come avveniva con la vecchia legge del Senato o se si preferisce con il meccanismo elettorale delle Province.<br \/>\nLa nostra proposta introduce due voti distinti per uninominale e per la lista proporzionale, nella quale viene prevista la doppia preferenza di genere da esprimere su un numero di candidati pari a quelli da eleggere in modo da evitare la migrazione dei seggi in altre aree territoriali. Vengono introdotte altre modifiche come l&#8217;eliminazione delle liste civetta che oggi tra l&#8217;1 e il 3 % portano voti al partito maggiore senza eleggere parlamentari.<br \/>\nLa nostra proposta ha l&#8217;obiettivo di riaprire la discussione sulla legge elettorale. Con il Rosatellum si \u00e8 tentato di creare un fatto compiuto. Il risultato \u00e8 pessimo. Dobbiamo impegnarci a cambiare questa legge subito, tanto pi\u00f9 in presenza di un rischio evidente di tornare a votare tra qualche mese. Non si pu\u00f2 votare di nuovo con questa legge sbagliata, probabilmente incostituzionale, ad esempio sul voto non disgiunto.<br \/>\nE&#8217; necessario che l&#8217;Italia si doti di una nuova legge elettorale coerente con la Costituzione, tale da consentire ai cittadini di scegliere i loro rappresentanti in parlamento.<br \/>\nOggi la questione pi\u00f9 grave da risolvere nella nostra democrazia \u00e8 la crisi di credibilit\u00e0 del parlamento, i cui componenti non vengono riconosciuti come loro rappresentanti dagli elettori. Il Parlamento \u00e8 l&#8217;asse portante della democrazia delineata dalla nostra Costituzione. La caduta di credibilit\u00e0 del parlamento \u00e8 un serio pericolo per la nostra democrazia. Sappiamo che ci sono forze che punteranno a qualche forma di presidenzialismo, a un governare fondato sul ricorso alla fiducia e ai decreti, relegando il parlamento ad un ruolo di ratifica. Ci sono gravi responsabilit\u00e0 per la fase politica che si \u00e8 chiusa il 4 marzo, con comportamenti subalterni a idee sostanzialmente di destra. Il cui apice \u00e8 stato il tentativo di manomettere la Costituzione, per fortuna bocciato dalla vittoria del No nel referendum del 4 dicembre 2016. Chi avrebbe dovuto non ha cercato di raccogliere il messaggio degli elettori. Ancora alla vigilia del 4 marzo e perfino nell&#8217;incontro con la stampa dopo la sconfitta Renzi ha insistito sul tasto che i problemi di oggi deriverebbero dalla bocciatura del 4 dicembre 2016. E&#8217; inevitabile che gli elettori si sentano offesi dalla riproposizione delle stesse posizioni come se nulla fosse accaduto conferma che il risultato elettorale non poteva che essere questo.<br \/>\nNon si \u00e8 riflettuto abbastanza che poco prima del voto tre Presidenti di Regione (Emilia, Lombardia, Veneto) hanno firmato un protocollo con Gentiloni per avviare il conferimento di altri poteri sulla base della Costituzione. Eppure tra i protagonisti di questa scelta c&#8217;\u00e8 il Pd che ha tentato di togliere poteri alle Regioni, in evidente in contraddizione con s\u00e9 stesso.<br \/>\nCostituzione e legge elettorale sono strettamente connesse.<br \/>\nAvere salvato la Costituzione da un grave attacco oggi pone a tutti il problema di costruire un sistema elettorale costituzionale, in grado di riavvicinare i cittadini alla loro rappresentanza parlamentare e ad avere fiducia nella capacit\u00e0 di fare scelte giuste nell&#8217;interesse della collettivit\u00e0.<br \/>\nAlfiero Grandi, vice presidente Coordinamento per la democrazia costituzionale.<\/p>\n<p>. 4 &#8211; Gianni Cuperlo12 marzo alle ore 17:25 \u00b7<br \/>\nLa riunione della Direzione nazionale del PD \u00e8 ancora in corso. Io sono intervenuto e ho detto queste cose.<br \/>\n&#8220;Ho apprezzato il tono e l\u2019onest\u00e0 politica della relazione di Maurizio. A partire dal giudizio sul voto.<br \/>\nLa sconfitta non ha precedenti.<br \/>\nPer la sinistra nel suo complesso \u00e8 il dato peggiore nella storia repubblicana.<br \/>\nMolte ragioni del risultato sono incise nell\u2019ultima stagione.<br \/>\nDirlo \u00e8 giusto, ma non basta perch\u00e9 oltre alle ragioni, legate alla cronaca, la sconfitta ha radici che affondano pi\u00f9 lontano.<br \/>\nAlmeno negli ultimi dieci anni \u2013 l\u2019intero arco di vita del Pd \u2013 e anche da prima.<br \/>\nCavarsi dai guai rovesciando tutto il peso sul segretario che si \u00e8 dimesso \u2013 e al quale va la mia solidariet\u00e0 sul piano umano \u2013 \u00e8 una soluzione senza onest\u00e0.<br \/>\nQuesto risultato interroga e incalza l\u2019intera classe dirigente del centrosinistra.<br \/>\nPartito.<br \/>\nGoverno.<br \/>\nPadri nobili e minoranze.<br \/>\nChi ha scelto di piantare la tenda altrove e ha raccolto pochissimo.<br \/>\nSono responsabilit\u00e0 diverse, certo.<br \/>\nPerch\u00e9 c\u2019era chi ha comandato e chi no.<br \/>\nChi ha sempre applaudito. E chi no.<br \/>\nChi ha chiesto di cambiare per tempo. E chi no.<br \/>\nMa poich\u00e9 la sinistra rischia di dileguarsi questo, per tutti, non pu\u00f2 che essere un tempo di verit\u00e0 e di svolta.<br \/>\nAbbagli, limiti, del progetto del Pd hanno accentuato nella stagione pi\u00f9 recente una regressione evidente.<br \/>\nNoi per\u00f2 non perdiamo per una singola riforma venuta male.<br \/>\nPerdiamo per molte vie.<br \/>\nUna \u00e8 il declino rovinoso delle soluzioni che la sinistra ha offerto alle democrazie dell\u2019Occidente nell\u2019ultimo quarto di secolo.<br \/>\nPerdiamo per la incapacit\u00e0 di restituire a valori proclamati \u2013 uguaglianza e dignit\u00e0 in primo piano \u2013 un legame saldo con i bisogni della parte pi\u00f9 fragile dentro la societ\u00e0.<br \/>\nAncora.<br \/>\nNoi perdiamo per un vuoto decennale di identit\u00e0.<br \/>\nDi senso.<br \/>\nPensare che l\u2019aridit\u00e0 degli statuti potesse colmare il venir meno di una appartenenza fondata su simboli e culture \u00e8 stata una illusione drammatica.<br \/>\nSi \u00e8 buttata a mare la sola cosa che andava rifondata: un pensiero attrezzato sulla societ\u00e0, l\u2019economia, gli interessi.<br \/>\nMentre si \u00e8 innalzato a modello un primato della guida associando il concetto di \u201ccomando\u201d a quello di modernit\u00e0.<br \/>\nVeltroni, Bersani, Renzi: con profili diversi, lo schema che si \u00e8 imposto \u00e8 rimasto lo stesso.<br \/>\nCon una differenza nella collegialit\u00e0, aspetto che pure conta.<br \/>\nAnche questo schema va rovesciato adesso se vogliamo tornare in superficie.<br \/>\nEd \u00e8 per questo che dinanzi alla valanga del 4 marzo ripartire dai nomi non aiuta.<br \/>\nNon \u00e8 quello che i tempi ci chiedono.<br \/>\nNon \u00e8 ci\u00f2 che serve per rialzarsi dalla sconfitta peggiore della nostra vita.<br \/>\nL\u2019agenda ci mette davanti a due questioni.<br \/>\nLa prima \u2013 ha ragione Maurizio \u2013 oggi possiamo solo abbozzarla nel titolo.<br \/>\nRiguarda le cause del risultato e le scelte che saremo chiamati a compiere.<br \/>\nCredo che l\u2019ultima settimana non sia stata la prima del nuovo corso ma la coda della campagna elettorale.<br \/>\nDire che la nostra collocazione \u00e8 di minoranza \u2013 e dunque di opposizione \u2013 mi pare un dato di realt\u00e0. Ma ricostruire chieder\u00e0 tempo e fatica.<br \/>\nAll\u2019indomani del referendum del 4 dicembre, in questa stessa sala, avevo ascoltato compagni e amici spiegare che noi \u201cnon avevamo paura del voto\u201d.<br \/>\nMi ero permesso di aggiungere che non lo temevo neppure io: il voto.<br \/>\nIo temevo il risultato.<br \/>\nHo letto nei giorni scorsi dichiarazioni eguali fatte dopo domenica scorsa: \u201cnon temiamo il voto\u201d.<br \/>\nQuesta volta la prendo per una espressione dadaista.<br \/>\nIl punto \u00e8 che questo Paese un governo dovr\u00e0 averlo.<br \/>\nNon sar\u00e0 facile arrivarci.<br \/>\nNoi non dovremo fare la stampella di nessuno.<br \/>\nEd \u00e8 giusto che la parola passi a chi si dichiara vincitore: e almeno nelle percentuali lo \u00e8.<br \/>\nMa non credo si debba escludere la terza forza del Parlamento dal compito che le deriva dalle urne: fare politica.<br \/>\nUsare il consenso raccolto per cercare lo sbocco possibile evitando una paralisi deleteria per l\u2019Italia.<br \/>\nAnche eventualmente con un governo di scopo che si rivolga al complesso delle forze e degli schieramenti.<br \/>\nCon un programma limitato e poi un ritorno governato alle urne.<br \/>\nMa su questo il tempo dir\u00e0.<br \/>\nLa seconda questione della nostra agenda \u00e8 persino pi\u00f9 preziosa.<br \/>\nAlmeno se vogliamo rifondare assieme:<br \/>\n\u2022 una presenza l\u00ec dove da tempo non siamo e non ci votano;<br \/>\n\u2022 il pensiero in grado, quella presenza, di sorreggerla;<br \/>\n\u2022 e uno spirito di comunit\u00e0 che in troppi luoghi non esiste pi\u00f9.<br \/>\nVuol dire ripensare molto.<br \/>\nIntrodurre categorie in grado di spezzare tanto l\u2019ortodossia del vecchio laburismo socialista che i miti dell\u2019innovazione depurati da classi, diseguaglianze e nuove miserie.<br \/>\nSu questo dovremo discutere nei prossimi mesi.<br \/>\nE scegliere.<br \/>\nLa verit\u00e0 \u00e8 che in questi anni quello che \u00e8 stato chiamato il \u201crenzismo\u201d (la combinazione della personalit\u00e0 e della politica di Matteo Renzi e del suo gruppo dirigente) \u00e8 stato un disegno forte.<br \/>\nLo dico io che spesso ho detto le mie ragioni di distanza da quella impostazione.<br \/>\nMa non vi \u00e8 dubbio che quello fosse un disegno politico.<br \/>\nUna strategia che puntava a governare una nuova fase dello sviluppo del Paese.<br \/>\nQuel disegno \u00e8 prevalso: prima qui dentro, poi per un tratto anche fuori da qui.<br \/>\nE ha prevalso anche perch\u00e9 \u2013 lo dico con onest\u00e0 \u2013 a quel disegno non abbiamo saputo contrapporre alcuna vera alternativa.<br \/>\nN\u00e9 qui dentro, n\u00e9 fuori da qui.<br \/>\nMa il 4 marzo ha detto una cosa netta e diversa.<br \/>\nChe quel disegno \u00e8 stato sconfitto. E sta qui il limite fondamentale dell\u2019intervista, stamane, di Renzi.<br \/>\nNel rimuovere ancora una volta la realt\u00e0 per come si \u00e8 manifestata ed espressa.<br \/>\nQuel disegno non ha convinto una parte larghissima del Paese e dell\u2019elettorato stesso della sinistra.<\/p>\n<p>E allora il ricambio necessario di una leadership e una classe dirigente non sono solo il frutto di una percentuale bassa e deludente nelle urne.<br \/>\nSono la risposta dovuta a quel giudizio politico.<br \/>\nToccher\u00e0 costruirla un\u2019alternativa.<br \/>\nPresto.<br \/>\nE toccher\u00e0 farlo perch\u00e9 dalle grandi crisi \u2013 il \u2018900 lo ha dimostrato \u2013 non si esce col mondo di prima.<br \/>\nServono analisi e ricette in larga misura sconosciute.<br \/>\nLo stesso vale per le grandi sconfitte.<br \/>\nNon baster\u00e0 correggere qualcosa o cambiare la disposizione degli arredi.<br \/>\nBisogner\u00e0 rifondare: una teoria e una pratica.<br \/>\nProgrammi, alleanze sociali, i riferimenti nel mondo.<br \/>\nInsomma se non vogliamo restare esclusi dalla storia adesso bisogna pensare a un edificio profondamente diverso.<br \/>\nConteranno le nostre decisioni, a partire da qui e dalla fiducia a Maurizio perch\u00e9 sia garante di questa svolta.<br \/>\nIl che equivale ad azzerare la segreteria e costituire subito una collegialit\u00e0 che coinvolga la ricchezza del nostro pluralismo. Colmando anche la ferita prodotta in quell\u2019ultima notte sulla composizione delle liste.<br \/>\nDopo conter\u00e0 molto altro.<br \/>\nLa discussione che faremo. Le cose che diremo.<br \/>\nChi sar\u00e0 chiamato a interpretare la riscossa necessaria.<br \/>\nAbbiamo perso, ma questa \u00e8 la cronaca.<br \/>\nTocca a noi dimostrare che pu\u00f2 non essere un destino&#8221;.\t\t<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>1 &#8211; La sinistra se n\u2019\u00e8 andata da s\u00e9. \u00abL\u2019animo nostro informe\u00bb. Un\u2019Italia irriconoscibile. 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