{"id":13932,"date":"2017-11-29T11:50:15","date_gmt":"2017-11-29T10:50:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.filef.net\/?p=13932"},"modified":"2017-11-29T11:50:15","modified_gmt":"2017-11-29T10:50:15","slug":"cgie-la-discussione-e-le-decisioni-della-seconda-assemblea-plenaria-del-2017","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=13932","title":{"rendered":"CGIE: la discussione e le decisioni della seconda Assemblea Plenaria del 2017"},"content":{"rendered":"<p>\t\t\t\t<em>La seconda Assemblea plenaria del CGIE si \u00e8 svolta a Roma, presso la Farnesina, dal 22 al 24 novembre, preceduta dalle riunioni delle commissioni continentali e tematiche che si sono svolte il 20 e il 21. Numerose, come sempre, le questioni e i temi in discussione. A partire dalla proposta di riforma di Comites e Cgie, che ha occupato l&#8217;intera giornata del 22 novembre con un confronto in plenaria a tratti teso e confuso. I due articolati di riforma alla fine approvati contengono una serie di modifiche, acquisiti dal contributo dei vari comites e consiglieri nell&#8217;arco dell&#8217;anno, che tuttavia non sembrano, complessivamente, del tutto adeguati alla nuova stagione che si \u00e8 aperta anche a seguito della ripartenza di grandi flussi di nuova emigrazione.\u00a0 Stiamo attraversando una fase di transizione complessa i cui tratti ancora non sembrano completamente acquisiti nelle loro conseguenze.<\/em><\/p>\n<p><em>Altro tema di discussione \u00e8 stata la valutazione della legge finanziaria e degli emendamenti proposti in sede parlamentare che ha fatto emergere alcuni elementi positivi e di inversione di rotta rispetto alla politica di tagli durata per l&#8217;intero decennio, anche se i fabbisogni sono nettamente superiori a quanto \u00e8 stato possibile acquisire\u00a0sui diversi capitoli di spesa, dalla scuola e cultura, all&#8217;attivit\u00e0 dei Comites e Cgie, alla Stampa ed editoria, al coinvolgimento delle collettivit\u00e0 nelle azioni di internazionalizzazione, alla situazione della rete consolare e dei servizi, su cui, tuttavia, per la prima volta dopo molti anni, vi sono interventi per rimpinguare l&#8217;organico dei consolati, con la riapertura dei concorsi per la carriera amministrativa e per i contrattisti.<\/em><\/p>\n<p><em>L&#8217;intera assemblea \u00e8 stata percorsa dal tema ricorrente, poi trattato in modo approfondito nella giornata di venerd\u00ec, del nuovo soggetto rappresentato dalla nuova emigrazione, composita e crescente, che cambia radicalmente il quadro di riferimento della discussione e delle politiche per l&#8217;emigrazione, per lungo tempo concentrata su un modello interpretativo che riguardava l&#8217;emigrazione tradizionale e da tempo insediata all&#8217;estero. Il fatto che l&#8217;entit\u00e0 complessiva della popolazione emigrata sia lievitata di circa il 60% in dieci anni, passando da 3.6 milioni ad oltre 5 milioni e che i nuovi flussi di emigrazione si situino ormai intorno alle 300mila partenze ogni anno a partire dal 2014-2015, cambia radicalmente l&#8217;orizzonte di riferimento.<\/em><\/p>\n<p><em>Tutti ormai sono convinti che si apre una stagione nuova di analisi, di rivendicazioni e di rappresentanza che \u00e8 stata colta perfettamente anche da parte dell&#8217;Amministrazione del Maeci, nella nuova gestione particolarmente sensibile ed aperta, del Direttore Generale Luigi Vignali. La consistenza dei cambiamenti sembrano alludere ad un cambio anche\u00a0sul fronte degli interlocutori istituzionali, con la presenza del Ministero del Lavoro gi\u00e0 rilevata in occasione della precedente assemblea di marzo scorso e delle Regioni, quale articolazione fondamentale dello Stato per ogni intervento che non sia episodico.<\/em><\/p>\n<p><em>Quindi, l&#8217;approntamento del tavolo di lavoro tra CGIE, MAECI e MIN.LAVORO sul tema dell&#8217;orientamento e dell&#8217;accompagnamento della nuova emigrazione, quello analogo sui lavoratori frontalieri, la programmazione della conferenza dei giovani, della Conferenza permanente Stato-Regioni-Prov. Autonome-Cgie, del convegno sulla dimensione di genere in emigrazione, appuntamenti tutti programmati tra la fine del prossimo anno e l&#8217;inizio del 2019, sembrano essere caratterizzati dai nuovi contesti descritti. Anche la proposta convenzione tra Patronati e Maeci e il pi\u00f9 ampio coinvolgimento dell&#8217;associazionismo di emigrazione in ogni politica attiva, rientrano in tale nuovo scenario.<\/em><\/p>\n<p><em>Cos\u00ec come la dimensione della rappresentanza, del voto all&#8217;estero e della compagine parlamentare (modificata con il recente e fortemente criticato emendamento Lupi), nella loro interazione con l&#8217;associazionismo, con i Comites e il Cgie, saranno influenzati e oggettivamente riconfigurati dalle modificazioni che stanno avvenendo.<\/em><\/p>\n<p><em>Vi \u00e8 infine una consapevolezza crescente, anche se non del tutto adeguata alle circostanze: la questione emigrazione, torna a costituire un ambito di interessa nazionale, laddove il brain drain verso altri paesi e la fuga di tanti giovani e ormai di intere famiglie, implicano un impoverimento oggettivo del paese e in particolare di alcune aree del meridione, coinvolte a loro volta anche in importanti flussi emigratori verso il nord del paese.<\/em><\/p>\n<p><em>Da questo punto di vista, nella misura in cui il Cgie sapr\u00e0 cogliere questi cambiamenti e sapr\u00e0 proporre soluzioni adeguate potr\u00e0 ambire ad emanciparsi da una\u00a0dimensione settoriale e diventare un organo di rappresentanza di rilievo nazionale.<\/em><\/p>\n<p><em>E.N.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Di seguito i servizi quotidiani sullo svolgimento dell&#8217;Assemblea realizzati dall&#8217;Agenzia Stampa Inform.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<hr \/>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">CGIE \u2013 ASSEMBLEA PLENARIA<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Riforma di Comites e Cgie nella prima mattinata di lavori. In apertura il saluto del direttore generale per gli Italiani all&#8217;Estero e le Politiche migratorie del Maeci<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Luigi Maria Vignali: \u201cNon c&#8217;\u00e8 niente di pi\u00f9 prezioso per la Farnesina che la voce diretta dei territori che voi rappresentate, organica all&#8217;articolazione della nostra attivit\u00e0. Essa ci fornisce un orientamento sui servizi resi all&#8217;estero, su cosa deve essere fatto diversamente, su come investire meglio le risorse che abbiamo, sulle nuove esigenze degli italiani all&#8217;estero\u201d<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">ROMA \u2013 Incentrata sulla propria auto-riforma la prima mattinata di lavori dell&#8217;assemblea plenaria del Consiglio Generale degli Italiani all&#8217;Estero che si \u00e8 aperta oggi nella Sala delle Conferenze Internazionali alla Farnesina. Un percorso, quello relativo all&#8217;elaborazione di due proposte di riforma degli organismi di rappresentanza dei connazionali residenti all&#8217;estero \u2013 Comites e Cgie, &#8211; avviato sin dall&#8217;insediamento del Consiglio generale e passato attraverso una consultazione allargata alle collettivit\u00e0 i cui primi frutti sono stati una bozza preliminare di riforma discussa e approvata nel corso della scorsa plenaria, nel mese di marzo. Un tentativo di \u201crendere pi\u00f9 efficaci questi organismi alla luce di quanto successo in Italia negli ultimi anni e dare indicazioni al Parlamento in questo senso \u2013 ha ricordato il segretario generale del Cgie, Michele Schiavone, precisando come questo sia un \u201ctema sentito, ma non obbligato\u201d su cui \u201cabbiamo interpellato e recepito i suggerimenti pervenuti da parte dei Comites, enti di organizzazioni presenti sul territorio e singoli per giungere ad una riscrittura di come dovr\u00e0 articolarsi la rappresentanza negli anni futuri\u201d. Il segretario generale ricorda come il percorso avviato pi\u00f9 di un anno fa dal Cgie intenda tenere conto dei mutamenti socio-politici avvenuti dal 1989 in poi, rafforzare \u201cil lavoro, la presenza e la natura di Comites e Cgie\u201d, in particolare il collegamento con il territorio, nel caso dei Comites, organismi di rappresentanza di primo livello, e con i parlamentari eletti nella circoscrizione Estero per quanto riguarda il Cgie. Il fine \u00e8 di coniugare e includere pi\u00f9 efficacemente anche il fenomeno delle nuove mobilit\u00e0 nelle politiche rivolte ai connazionali residenti all&#8217;estero, cercando di rafforzare i rapporti che essi hanno con la madrepatria.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">La consultazione allargata ha consentito di raccogliere proposte migliorative della rappresentanza in una bozza di riforma di sintesi curata dal vice segretario generale del Cgie, Silvana Mangione, gi\u00e0 approvata in prima battuta nella plenaria di marzo e ora ulteriormente modificata tenendo conto dei suggerimenti emersi in tale occasione. L&#8217;auspicio di Schiavone \u00e8 dunque di portare a termine questo iter e consegnare le proposte domani al ministro degli Affari Esteri, Angelino Alfano, attendendo indicazioni su possibili \u2013 e da lui auspicati \u2013 interventi legislativi che possano essere adottati magari entro la fine di questa legislatura.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">A portare i saluti all&#8217;assemblea, prima di entrare nel vivo delle questioni di riforma, il direttore generale per gli Italiani all&#8217;Estero e le Politiche migratorie del Maeci, Luigi Maria Vignali, che ha richiamato con soddisfazione anche le due giornate di riunioni che hanno preceduto la plenaria, evidenziando di avervi percepito \u201cvogli di concretezza, risultati e impegno\u201d. \u201cLa riforma degli organismi di rappresentanza \u00e8 senz&#8217;altro fondamentale per l&#8217;attesa che vi \u00e8 alla base, giusta nelle priorit\u00e0 e ambiziosa negli obiettivi che vi si pongono \u2013 ha precisato Vignali, sottolineando come lo stesso Ministero potr\u00e0 giovarsi di \u201cun rinnovato rapporto di collaborazione con il Cgie, pur nel rispetto dei diversi ruoli svolti\u201d. \u201cNon c&#8217;\u00e8 niente di pi\u00f9 prezioso per la Farnesina che la voce diretta dei territori che voi rappresentate, la vostra funzione \u00e8 di base e organica all&#8217;articolazione della nostra attivit\u00e0 \u2013 ha ricordato il direttore generale, rilevando come \u201csu questa voce noi siamo chiamati a lavorare\u201d, \u201cessa ci fornisce un orientamento sui servizi resi all&#8217;estero, su cosa deve essere fatto magari diversamente, su come investire meglio le poche risorse che abbiamo, sulle nuove esigenze degli italiani all&#8217;estero\u201d. Per Vignali dunque il Cgie pu\u00f2 svolgere un compito importante nell&#8217;accompagnamento ai \u201cpercorsi di riflessione, cambiamento e innovazione\u201d che la Farnesina sta portando avanti, richiamando a questo proposito la digitalizzazione dei servizi e l&#8217;attenzione alle istanze provenienti dalle nuove mobilit\u00e0. \u201cAbbiamo inoltre bisogno di uno stimolo ed un confronto serrato su situazioni di emergenza, come quelle del Venezuela, o particolarmente complesse, come nel caso della Brexit \u2013 afferma il direttore generale, preannunciando un confronto con il Cgie su questi temi e altri temi per avere \u201cuno spaccato realistico su quelle che sono le esigenze dei connazionali\u201d. Altro aspetto prioritario ricordato da Vingali anche il \u201cfar conoscere meglio, fuori da queste mura, l&#8217;importanza dei connazionali per l&#8217;Italia di oggi e quella del futuro\u201d. (Viviana Pansa &#8211;\u00a0Inform\u00a022\/11\/2017)<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">CGIE \u2013 ASSEMBLEA PLENARIA<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Il dibattito sulle proposte di riforma di Comites e Cgie<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Tra i punti di discussione richiamati dai consiglieri, natura e ruolo del Cgie, rappresentativit\u00e0 ed elettivit\u00e0 dello stesso, apertura alle nuove mobilit\u00e0, pari opportunit\u00e0. Lunga discussione sui consiglieri di nomina governativa designati dai partiti che vengono ridotti a 3, mentre 2 vengono affidati alla designazione di Regioni, Province autonome e Anci. Gli articolati di riforma approvati uno all&#8217;unanimit\u00e0 (Cgie) e uno con un astenuto (Comites)<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">ROMA \u2013 Dopo il saluto del direttore generale per gli Italiani all&#8217;Estero e le Politiche migratorie del Maeci, Luigi Maria Vignali, il segretario generale del Cgie, Michele Schiavone, \u00e8 entrato nel vivo della prima mattinata di lavori della plenaria del Consiglio generale tornando sulla riforma degli organismi di rappresentanza. Schiavone ha chiarito in particolare come le proposte in discussione costituiscano un ripensamento di funzioni e natura di Comites e Cgie, dello \u201cstrumento che deve fare in modo che i connazionali all&#8217;estero si sentano tutelati nelle loro istanze, ma nello stesso tempo protagonisti di un rinnovato legame con l&#8217;Italia\u201d, precisando come tali organismi debbano essere intesi quali punti di riferimento da parte di questi ultimi.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Si \u00e8 aperta quindi una discussione generale sui due articolati di riforma. Primo ad intervenire Luigi Papais (Ucemi) che ha rilevato come la situazione politica italiana sia nuovamente cambiata rispetto a quella della passata plenaria di marzo, con le novit\u00e0 introdotte dalla nuova legge elettorale \u2013 contestata in particolare la possibilit\u00e0 in essa prevista che anche i residenti in Italia possano presentare la propria candidatura nella circoscrizione Estero. Considerando i possibili effetti che tale legge potr\u00e0 determinare nella prossima consultazione elettorale, ormai molto vicina nel tempo, Papais ritiene opportuno sospendere la discussione sul tema per riprenderla alla luce degli sviluppi futuri. Il segretario generale precisa per\u00f2 come la riforma di Comites e Cgie sia un \u201cbisogno antico\u201d e come sia emersa perentoriamente la necessit\u00e0 di tenere insieme i tre livelli di rappresentanza \u2013 Comites, Cgie, parlamentari; &#8211; \u201cdobbiamo avere la forza e il coraggio \u2013 rileva Schiavone \u2013 di chiudere l&#8217;argomento\u201d. Pi\u00f9 tempo per esaminare le proposte prima di procedere con la votazione \u00e8 la richiesta formulata da Norberto Lombardi (Pd), richiesta che trova d&#8217;accordo Rodolfo Ricci (Filef) che precisa per\u00f2 come a suo avviso debba essere chiarito meglio nel testo l&#8217;articolo 1 relativo alla definizione e al ruolo del Cgie, rafforzando il richiamo alla rappresentanza che tale organismo svolge delle collettivit\u00e0 e correggendo termini che potrebbero sminuire tale sua natura. Ricci ritiene inoltre debba essere precisato il ruolo \u201cdialettico\u201d che il Cgie pu\u00f2 svolgere sui temi che riguardano i problemi della comunit\u00e0 italiane all&#8217;estero. Teme un possibile \u201cingessamento\u201d del percorso di riforma sino a qui compiuto Paolo Da Costa (Svizzera) che ritiene esso debba procedere indipendentemente dalle novit\u00e0 introdotte con la legge elettorale. Da Costa sollecita quindi l&#8217;approvazione di un un documento il pi\u00f9 possibile condiviso per passare ad affrontare altri urgenti problemi come quello della rappresentanza territoriale dei consiglieri, ridotti nel loro numero \u2013 per quanto riguarda quelli di provenienza territoriale &#8211; da 65 a 43 con un recente intervento normativo e su cui ritiene debba essere \u201cindicata almeno una soluzione correttiva gi\u00e0 da questa plenaria\u201d.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Per una riflessione pi\u00f9 approfondita e lunga sulla bozza di riforma \u00e8 anche Luca Tagliaretti (Ncd), che si sofferma sulla questione della residenza dei membri dei Comites \u2013 nella bozza di riforma si indica il trasferimento di residenza fisica per un periodo superiore a tre mesi motivo di decadenza dalla carica di consigliere del Comites, &#8211; ritiene debba essere inserita la possibilit\u00e0 per i presidenti dei Comites di avere accesso alle liste dei connazionali residenti nella circoscrizione consolare, fatti salvi i vincoli di privacy, per svolgere attivit\u00e0 informativa e non condivide, nella proposta relativa al Cgie, che i consiglieri di nomina governativa debbano risiedere in Italia. Altro motivo di perplessit\u00e0, sempre nella bozza relativa al Cgie, \u00e8 la designazione dei 4 consiglieri di nomina governativa, prima effettuata tenendo conto dei partiti politici pi\u00f9 rappresentativi, da parte di Regioni, Province autonome e Anci. Per Tagliaretti, infatti, attraverso tali numeri si potrebbe affrontare parte della questione gi\u00e0 richiamata dei territori non rappresentanti dai 43 consiglieri oggi presenti nella composizione del Cgie.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Schiavone e Mangione ricordano come l&#8217;esperienza passata abbia dimostrato l&#8217;opportunit\u00e0 della residenza in Italia dei consiglieri di nomina governativa, perch\u00e8 possono in questo modo partecipare a riunioni o incontri di natura istituzionale o politica anche organizzati a breve termine. Viene inoltre ribadita la diversa funzione svolta dai consiglieri di nomina governativa rispetto a quelli di provenienza territoriale. Il vice segretario conviene per\u00f2 sul fatto di non indicare il requisito di residenza in Italia indispensabile per il consigliere designato dalla Federazione unitaria della stampa italiana all&#8217;estero, per la natura stessa del suo incarico.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Soddisfatta delle proposte Maria Chiara Prodi (Francia), che apprezza lo spazio alla nuova emigrazione previsto dalla riforma dei Comites (un articolo prevede la possibilit\u00e0 di affiliazione al Comites di cittadini italiani della nuova emigrazione anche se non in possesso dei requisiti per la candidabilit\u00e0) e il richiamo a liste elettorali che garantiscano pari opportunit\u00e0. Prodi ritiene per\u00f2 necessario intervenire sulla rappresentanza territoriale dei consiglieri del Cgie, vista la situazione determinatasi con la riduzione di questi ultimi.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Mariana Gazzola (Argentina) ritiene opportuno votare e concludere l&#8217;iter avviato, pur precisando meglio l&#8217;indicazione della natura del Cgie, come chiesto da Ricci, e ribadisce la sua contrariet\u00e0 alla riduzione del numero dei consiglieri del Cgie che ritiene dovrebbe essere riportato a 65.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Sui problemi sorti a seguito della riduzione si dice ben consapevole anche Silvana Mangione, che annuncia un&#8217;apposita discussione sulla questione, successiva per\u00f2 all&#8217;assetto complessivo delle proposte di riforma e alla votazione sulle stesse.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Di seguito anche l&#8217;intervento di Marco Fedi, deputato eletto per il Pd nella ripartizione Africa, Asia, Oceania e Antartide, che sottolinea come la scelta dell&#8217;articolato di proposta di riforma richieda una discussione molto approfondita da parte del Cgie. Egli ritiene inoltre inopportuno che il documento di accompagnamento alla proposta di riforma menzioni la legge elettorale, perch\u00e8 crede sia controproducente per una discussione \u201cserena, aperta e critica\u201d su tale legge e che, a suo dire, non deve influenzare le proposte di riforma di Comites e Cgie. L&#8217;auspicio di Fedi \u00e8 quello dell&#8217;approvazione di un articolato che possa trovare \u201cil massimo consenso tra voi\u201d, anche se ricorda come vi siano \u201cdifficolt\u00e0 oggettive\u201d al fatto che tale provvedimento possa essere approvato entro la fine di questa legislatura. Fedi invita inoltre il Cgie ad avere un rapporto \u201cpi\u00f9 organico con i parlamentari\u201d, specie in merito a questioni importanti e sempre pi\u00f9 imminenti come il voto all&#8217;estero. Per l&#8217;esponente democratico non \u00e8 pi\u00f9 possibile ora ridiscutere l&#8217;impianto della riforma elettorale, ma invita a \u201cfare del nostro meglio\u201d in vista del provvedimento che verr\u00e0 emesso per lo svolgimento delle consultazioni all&#8217;estero.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Esprime soddisfazione per la designazione di 4 consiglieri di nomina governativa attribuita nella bozza di riforma del Cgie a Regioni, Province autonome e Anci Luigi Scaglione, del Consiglio regionale della Basilicata, che lo ritiene un \u201criconoscimento ufficiale e operativo dei rappresentanti delle Regioni\u201d all&#8217;interno del lavoro del Cgie e nei rapporti con i connazionali residenti all&#8217;estero, mentre Francesco Papandrea (Australia) si dice dipiaciuto per il mancato ruolo di leadership che a suo avviso il Cgie non ha assunto nell&#8217;ambito della proposta di riforma, anche se annuncia il suo voto favorevole per spirito di \u201cpragmatismo\u201d e per la conclusione del lungo lavoro avviato. Papandrea ritiene infatti che il Cgie avrebbe potuto approfondire l&#8217;analisi con uno sguardo di insieme sull&#8217;organismo. Egli aggiunge inoltre di condividere la necessit\u00e0 di una riflessione sulla rappresentanza territoriale dei consiglieri e suggerisce di considerare anche l&#8217;opportunit\u00e0 di mettere un limite massimo alla rappresentanza di singoli Paesi. Infine, ricorda la sua contrariet\u00e0 alla presenza in seno al Cgie dei consiglieri di nomina governativa, anche se previsti dalla bozza proposta e non condivide la premessa del documento di accompagnamento richiamata anche da Fedi. Auspica una rapida approvazione delle proposte anche Riccardo Pinna (SudAfrica) che chiede di non stravolgere i suggerimenti formulati dalle collettivit\u00e0 e di essere pragmatici, mentre Enrico Musella (Francia) ribadisce come la legge in vigore su Comites e Cgie sia una buona legge. \u201cSe per\u00f2 dobbiamo riformare facciamolo subito per restituire a Comites e Cgie la loro piena funzionalit\u00e0 \u2013 ribadisce Musella, che ritiene non opportuno imporre troppi vincoli ai meccanismi di cooptazione e sull&#8217;incandidabilit\u00e0, come quella indicata tra presidenti di Comites e i consiglieri del Cgie.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Osservazioni di natura stilistica su funzionalit\u00e0 e definizioni del Cgie anche quelle avanzate da Fabrizio Benvignati (Acli) che chiede di sottolineare meglio il carattere elettivo e di rappresentanza del Cgie, specificare gli interlocutori principali e non usare termini che potrebbero sminuire il ruolo dell&#8217;organismo, mentre Giangi Cretti (Fusie) esprime perplessit\u00e0 sulle distinzioni emerse tra consiglieri di nomina governativa e di provenienza territoriale, a meno che non si riferiscano al diverso ruolo che ad essi compete, e chiede se l&#8217;articolato verr\u00e0 presentato al Governo oppure ai Parlamentari. Da Tony Mazzaro (Germania) un richiamo all&#8217;importanza delle collettivit\u00e0 presenti all&#8217;estero per l&#8217;Italia, mentre Aniello Gargiulo (Cile) auspica la conclusione di questo lavoro di proposte, perch\u00e8 crede che siano state considerati tutti i suggerimenti e le precisazioni, che il ruolo del Cgie sia stato precisato in modo ampio e i Comites sostenuti ad uscire dai loro territori pi\u00f9 tradizionali. Anche per Gian Luigi Ferretti (Maie) \u00e8 il momento di concludere la discussione, anche se si chiede quale uso verr\u00e0 fatto delle proposte, mentre Luigi Bill\u00e9 (Regno Unito) chiede si aggiunga di considerare negli studi e ricerche cui il Cgie pu\u00f2 essere coinvolto anche il monitoraggio dei contributo economico apportato al Pil italiano dai residenti all&#8217;estero. Infine, Silvia Alciati (Brasile) ribadisce come impegno del Cgie sia stato fornire proposte migliorative e un arricchimento dell&#8217;attuale assetto di Comites e Cgie e non stravolgere l&#8217;esistente o pensare ad un modello nuovo di rappresentanza. Alciati ritiene per\u00f2 auspicabile inserire un riferimento in pi\u00f9 sulle modalit\u00e0 di accreditamento di Comites e Cgie presso le autorit\u00e0 dei Paesi ospitanti, modalit\u00e0 che per\u00f2 Silvana Mangione sottolinea sono gi\u00e0 ampiamente indicate nella proposta all&#8217;esame e spesso legate pi\u00f9 alla persona che alla norma di legge vera e propria.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Chiede pi\u00f9 tempo per riflettere sulle proposte, almeno fino a venerd\u00ec anche Gian Luca Lodetti (Cisl).<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Sul primo articolo che precisa natura e finalit\u00e0 del Cgie si dichiara disponibile ad intervenire Silvana Mangione, tenendo conto delle osservazioni emerse, cos\u00ec come sull&#8217;inserimento del monitoraggio del contributo al Pil. Nel documento di accompagnamento verr\u00e0 invece aggiunto il richiamo all&#8217;importanza di mantenere i diversi livelli di rappresentanza \u2013 Comites, Cgie, Parlamentari, mentre viene accolto anche il suggerimento di inserire nell&#8217;articolo che prevede l&#8217;istituzione della Conferenza permanente tra Stato, Regioni, Province autonome, Anci, Upi e Cgie, tra i componenti il Ministero dell&#8217;Economia e delle Finanze. Mangione ribadisce come non possa essere accolta invece l&#8217;osservazione sull&#8217;incompatibilit\u00e0 tra presidenti di Comites e Cgie, ricordando per\u00f2 come altri membri dei Comites possono essere eletti consiglieri del Cgie. Limiti meno stringenti vengono accordati invece per la cooptazione dei membri stranieri di origine italiana nei Comites.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Una lunga discussione si apre infine sui consiglieri di nomina governativa prima designati dai partiti \u2013 4- e la cui designazione la proposta di riforma assegna ora a Regioni, Province autonome ed Anci. \u00c8 in primis Norberto Lombardi (Pd) a ribadire la sua perplessit\u00e0 sul punto, ricordando come la bozza approvata a marzo non recasse tale modifica. Anche Fedi ritiene necessario un approfondimento sulla questione e ritiene che il Cgie dovrebbe invece sollecitare una presenza qualificata dai rappresentanti di partiti nel Consiglio generale. Dopo l&#8217;ascolto di proposte di diverso tipo l&#8217;assemblea conviene sul fatto di rivedere la suddivisione dei consiglieri di nomina governativa, riducendo a 3 i consiglieri designati dai partiti di maggiore rappresentanza nel parlamento italiano, prevedendone 2 designati da Regioni, Province autonome ed Anci e eliminando quello designato dalla Federazione nazionale della Stampa.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Nel corso del pomeriggio viene approvato l&#8217;articolato di riforma del Cgie, all&#8217;unanimit\u00e0. e del Comites &#8211; con un astenuto. (Viviana Pansa &#8211;\u00a0Inform 22\/11\/2017)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<hr \/>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">CGIE<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Il segretario generale Michele Schiavone fa il punto sui lavori dell\u2019Assemblea Plenaria<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>\u201cIl voto per corrispondenza rimane l\u2019unico strumento obiettivamente spendibile per far partecipare alle consultazioni politiche il maggior numero di cittadini italiani all\u2019estero\u201d<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">ROMA \u2013 Il Consiglio Generale degli Italiani all\u2019Estero, dopo un\u2019intensa settimana di incontri, discussioni e riunioni, ha concluso alla Farnesina i suoi lavori. Per avere un quadro d\u2019insieme delle tante tematiche affrontate nel corso del dibattito, abbiamo chiesto al segretario generale del Cgie Michele Schiavone di ripercorrere le tappe salienti del complesso lavoro dell\u2019Assemblea.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\u201cL\u2019obiettivo principale di questa Assemblea Plenaria \u2013 ha spiegato Schiavone &#8211; era quello di approvare la bozza di riforma degli organi di rappresentanza degli italiani all\u2019estero (Comites e Cgie). Il lavoro ha preso quasi un\u2019intera giornata ed \u00e8 la risultanza di una grande sintesi nella quale sono stati coinvolti i Comites, le organizzazioni italiane all\u2019estero, gli enti, i singoli cittadini e in particolare i consiglieri del Cgie. Il documento che abbiamo approvato verr\u00e0 consegnato al ministro degli Esteri Alfano affinch\u00e9 ne faccia l\u2019uso pi\u00f9 appropriato,\u00a0 con la speranza che venga discusso dal Consiglio dei Ministri al pi\u00f9 presto.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Successivamente l\u2019Assemblea \u2013 ha proseguito Schiavone &#8211; ha affrontato questioni che riguardano le nuove mobilit\u00e0, anche attraverso il coinvolgimento di\u00a0 istituti e fondazioni di ricerca. Abbiamo in questo ambito avuto anche la possibilit\u00e0 di interloquire con la rappresentante di un\u2019Agenzia del Ministero del Lavoro che interagisce con il ministero degli Esteri e con il Cgie per un progetto che servir\u00e0 a determinare interventi di orientamento e formazione per chi decide di partire e trasferirsi all\u2019estero. Un progetto che non \u00e8 rivolto solo agli accademici e ai ricercatori,\u00a0 ma a tutte le categorie dei cittadini italiani che dovrebbero essere orientati e preparati\u00a0 alla conoscenza del Paese in cui intendono trasferirsi. Donne e uomini che andrebbero seguiti anche attraverso le strutture regionali e le organizzazioni presenti nei nostri Paesi di residenza.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Nella seduta odierna \u2013 ha aggiunto il segretario generale &#8211;\u00a0 si \u00e8 avuta anche una discussione sulla soggettivit\u00e0 delle donne italiane in emigrazione. L\u2019occasione \u00e8 stata data dalla commemorazione di un seminario sulle donne in emigrazione , realizzato 20 anni fa dal Cgie, che aveva fra i suoi protagonisti l\u2019allora ministro per le Pari Opportunit\u00e0 Silvia Costa, Oggi Silvia Costa, con il suo intervento, ci ha dato degli spunti e delle motivazioni per coinvolgere il Cgie in appuntamenti per il 2018 che riguardano momenti di internazionalizzazione, la questione femminile e il patrimonio culturale.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Voglio inoltre segnalare un elemento molto importante, a cui sta lavorando la VII Commissione \u201cNuove Migrazioni e Generazioni Nuove\u201d, ovvero la possibile organizzazione nella citt\u00e0 di Palermo , su questo ci sono stati forniti anche alcuni elementi di intervento, della Conferenza dei Giovani Italiani nel Mondo,\u00a0 che dovrebbe aver luogo il prossimo anno.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">In definitiva \u2013 ha rilevato Schiavone &#8211; \u00e8 stata una settimana proficua. Abbiamo avuto la possibilit\u00e0 di approfondire nelle Commissioni tematiche tutti i temi che riguardano gli interventi del Cgie. Si \u00e8 discusso\u00a0 anche di scuola, ed \u00e8 stato presente in Assemblea un direttore della direzione generale del Maeci per la Promozione del Sistema Paese. Con lui si \u00e8 parlato di collaborazione per la scrittura della nuova circolare che riguarda la promozione all\u2019estero culturale e linguistica italiana. Lo scopo \u00e8 quello di rendere ancora pi\u00f9 incisivi i progetti degli Enti promotori della lingua e della cultura italiana, in rapporto anche ad altre organizzazioni, scuole ed enti, che svolgono lo stesso lavoro in ambito universitario e della formazione a distanza.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">A partire da quest\u2019anno \u2013 ha poi ricordato Schiavone\u00a0 &#8211; la direzione generale per la Promozione del Sistema Paese ha assunto la responsabilit\u00e0 di seguire la promozione della lingua e cultura italiana all\u2019estero, Per loro l\u2019incontro odierno \u00e8 stato un momento di verifica per capire le difficolt\u00e0 dell\u2019intervento e il Cgie si \u00e8 messo a disposizione per poterli sostenere in questo impervio lavoro. Alla discussione in Plenaria ha partecipato anche il direttore generale per la Promozione del\u00a0 Sistema Paese Vincenzo De Luca che, nel suo intervento, ha illustrato le iniziative che la direzione generale intende portare avanti facendo sistema e dando maggiore attuazione anche a proposte gi\u00e0 collaudate, come ad esempio le Settimane dedicate alla lingua e alla cucina italiana nel mondo .<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Il segretario generale del Cgie si \u00e8 poi soffermato sulla riforma elettorale. \u201cDi questo\u00a0 \u2013 ha rilevato Schiavone &#8211;\u00a0 si \u00e8 parlato nel dibattito odierno in cui sono emerse delle indicazioni rispetto ad alcune modifiche della procedura per l\u2019espressione di voto degli elettori e delle elettrici all\u2019estero. La nuova legge elettorale, che amplia la possibilit\u00e0 di candidarsi nella circoscrizione Estero anche ai residenti in Italia,\u00a0 per le modalit\u00e0 con cui \u00e8 stata approvata ha dato vita nelle comunit\u00e0 a un fortissimo disappunto. A fronte di ci\u00f2 il Consiglio Generale degli Italiani all\u2019Estero ha assunto una iniziativa per verificare presso il Consiglio di Stato la costituzionalit\u00e0 della legge elettorale , tuttavia ci siamo anche espressi a favore dell\u2019individuazione di modifiche, rispetto alle procedure attuali, del voto all\u2019estero al fine di renderlo pi\u00f9 trasparente e certo, In ogni caso, per quanto riguarda le modalit\u00e0 di voto, noi ribadiamo che il voto per corrispondenza rimane l\u2019unico strumento obiettivamente spendibile per far partecipare alle consultazioni politiche il maggior numero di cittadini italiani all\u2019estero. Le\u00a0 modifiche delle procedure del voto all\u2019estero proposte dal Cgie \u2013 ha infine precisato Schiavone- riguardano alcuni aspetti pratici come l\u2019idea di inserire un codice a barre sulla busta elettorale per l\u2019estero e la proposta di suddividere su quattro citt\u00e0 diverse, una per ogni circoscrizione , lo spoglio delle schede votate dai nostri connazionali nel mondo\u201d.\u00a0 (G.M.\u00a0Inform\u00a024\/11\/2017)<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">CGIE<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Celebrato dall\u2019Assemblea il XX anniversario del seminario sulle Donne italiane in emigrazione<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>L\u2019intervento del direttore generale del Maeci per gli Italiani all\u2019estero e le Politiche migratorie Luigi Maria Vignali. \u201c<\/strong><strong>Ci piacerebbe vedere la nuova mobilit\u00e0 in una prospettiva di genere per capire qual \u00e8 il contributo delle donne e come si inseriscono nelle correnti di emigrazione\u201d<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">ROMA \u2013 Una sessione del dibattito conclusivo del Cgie \u00e8 stata dedicata alla celebrazione del XX anniversario del seminario sulle Donne italiane in Emigrazione. Un\u2019aperta discussione da cui sono emersi importanti spunti di riflessione sulla possibile ripetizione dell\u2019evento gi\u00e0 a partire dal prossimo anno. Il dibattito \u00e8 stato concluso dall\u2019intervento del direttore generale del Maeci per gli Italiani all\u2019Estero e le Politiche Migratorie Luigi Maria Vignali che ha sottolineato come il ruolo delle donne in Italia e all\u2019estero e nelle nostre correnti di emigrazione non sia ancora stato raccontato e sviluppato per le potenzialit\u00e0 che offre . Un tema , quello delle donne,\u00a0 che secondo Vignali, si presenta in tutta la sua attualit\u00e0, anche in considerazione del fatto che domani si celebra la Giornata internazionale per la sensibilizzazione della violenza contro le donne. \u201cSi tratta di un tema \u2013 ha spiegato il direttore generale\u00a0 &#8211; di forte impronta che dobbiamo assolutamente recuperare. Quindi mi compiaccio per la ricostituzione del Gruppo Donne, annunciata in questa riunione del Cgie, e mi auguro che questo possa portare ad un recupero di iniziativa, anche concreto, di tipo operativo e organizzativo, non solo per celebrare il ventennale di una splendida iniziativa, ma per perpetuare questo evento gi\u00e0 dall\u2019anno prossimo\u201d. \u201c<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">In questo senso, &#8211; ha continuato Vignali &#8211; raccogliendo l\u2019invito del segretario generale del Cgie, provo a dare qualche indicazione di percorso per l\u2019individuazione delle basi di partenza di questa iniziativa.. Il primo tema \u00e8 quello dei racconti, delle testimonianze, del filo di quelle storie non scritte che, come ci ha raccontato nel dibattito l\u2019onorevole Costa, rappresentano il patrimonio pi\u00f9 prezioso delle donne in emigrazione\u2026 Oltre alla testimonianza \u2013 ha proseguito il direttore generale &#8211;\u00a0 un secondo tema \u00e8 quello delle reti delle donne che esistono in Italia e all\u2019estero e che andranno coinvolte nel progetto. Se queste sono le basi di partenza, i racconti e le reti, vedo poi quattro aree per sviluppare la tematica . Innanzi tutto la trasmissione dei valori,\u00a0 della cultura e il sistema Paese in cui le donne hanno un ruolo fondamentale rappresentando davvero un valore aggiunto. \u2026 Un secondo tema \u00e8 quello della nuova mobilit\u00e0. Ci piacerebbe vedere la nuova mobilit\u00e0 in una prospettiva di genere per capire\u00a0 qual \u00e8 il contributo delle donne a tutto questo e come\u00a0 si inseriscono nelle correnti di viaggio e emigrazione \u2026 c\u2019\u00e8 poi il terzo filone delle donne giovani\u201d. Un aspetto che, per Vignali, potrebbe trovare spazio e connessioni nella nuova Conferenza dei Giovani Italiani nel Mondo. Il quarto tema individuato dal direttore generale \u00e8 quello di una maggiore presenza e ruolo delle donne nell\u2019ambito della stagione di rilancio dell\u2019associazionismo italiano nel mondo. \u201cProprio per le reti che abbiamo ricordato, per la loro capacit\u00e0 di essere veicolo di integrazione e di trasmissione alle nuove generazioni, le donne \u2013 ha spiegato Vignali &#8211; possono giocare in questo ambito un ruolo sempre pi\u00f9 importante\u201d. (G.M.-\u00a0Inform\u00a024\/11\/2017)<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">CGIE- ASSEMBLEA PLENARIA<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Altre riflessioni nel dibattito sulla relazione di Governo<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Gli interventi del deputato Gianni Farina (Pd) e del direttore generale del Maeci \u00a0per la Promozione del Sistema Paese Vincenzo De Luca<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">ROMA- La seconda sessione pomeridiana dell\u2019Assemblea Plenaria del Cgie \u00e8 stata aperta dall\u2019interveto del consigliere\u00a0<strong>Guillermo Rucci<\/strong>\u00a0che ha espresso contrariet\u00e0 sulla proposta, illustrata in mattinata dal Senatore Micheloni, di aumentare da 300\u00a0 a 400\u00a0 euro la tassa all\u2019estero sulla cittadinanza. Rucci ha anche evidenziato le difficolt\u00e0 che incontreranno i consolati per porre in essere un\u2019eventuale prova di conoscenza della lingua italiana per chi richiede la cittadinanza italiana. Un adempimento che, secondo il consigliere dell\u2019Argentina, dovrebbe essere accompagnato da un rafforzamento dell\u2019insegnamento della lingua italiana. Rucci ha anche parlato delle necessit\u00e0 di coprire i posti vacanti fra il personale della rete consolare in Sud America e in particolare in Argentina. Posti di lavoro che\u00a0 presentano degli stipendi poco attrattivi. Il consigliere ha infine segnalato l\u2019esigenza di uniformare le tempistiche e le procedure per il rilascio dei passaporti nei vari consolati.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Ha poi preso la parola il consigliere di nomina governativa\u00a0<strong>Norberto Lombardi<\/strong>\u00a0(Pd) che ha rilevato la necessit\u00e0 di superare le polemiche fra gli eletti all\u2019estero. \u201cPersonalmente \u2013 ha affermato Lombardi entrando nel merito dei contenuti dell\u2019emendamento del Senatore Micheloni sulla cittadinanza &#8211; io sono d\u2019accordo su molte cose, come ad esempio la riapertura della possibilit\u00e0 di recuperare la cittadinanza per chi \u00e8 nato in Italia e l\u2019ha perduta all\u2019estero per ragioni di lavoro. Sulla questione pi\u00f9 delicata dello sbarramento a due generazioni dello ius sanguinis, ovvero al grado di parentela dei\u00a0 nonni, credo che presto o tardi dovremo porci questa tematica.\u00a0 Circa allo ius culturae, e cio\u00e8 il\u00a0 fatto di avere anche la conoscenza della nostra lingua per ottenere la cittadinanza italiana, &#8211; ha continuato Lombardi &#8211;\u00a0 posso dare un parere positivo, anche se sarebbe stato pi\u00f9 bello e opportno che prima di questa modifica all\u2019estero lo ius culturae fosse stato introdotto per chi arriva in Italia e chiede la nostra cittadinanza. Vi \u00e8 poi\u00a0 c\u2019\u00e8 la questione dell\u2019aumento da trecento a 400 euro della tassa sulla cittadinanza, una cifra pagata all\u2019estero che gi\u00e0 era superiore rispetto a quanto pagano gli immigrati in Italia che chiedono le cittadinanza\u201d.\u00a0 Una tassa che, per il consigliere del Cgie , appare sicuramente gravosa per chi vive in continenti meno abbienti di altri. come ad esempio l\u2019America Latina. Secondo Lombardi la questione potrebbe essere affrontata dal Cgie con la richiesta di reperire altrove le risorse necessarie alla riapertura dei termini per la cittadinanza o, in alternativa, che sia quantomeno prevista una tabella differenziata della tassa in relazione alla condizione di reddito medio dei Paesi in cui vive chi avanza questa domanda.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">E\u2019 poi intervenuto il direttore generale del Maeci per la Promozione del Sistema Paese\u00a0<strong>Vincenzo De Luca<\/strong>\u00a0che ha esordito: \u201cTengo molto a condividere con il Cgie e le comunit\u00e0 italiane all\u2019estero questi nuovi programmi che stiamo realizzando di\u00a0 promozione integrata dell\u2019Italia nel mondo, ovvero l\u2019idea di promuovere in maniera unitaria e compatta le nostre imprese, la nostra tecnologia, la nostra lingua e cultura e lo stile di vita, tenendo presente che vi sono risorse aggiuntive sul piano straordinario del made in Italy e su quello della promozione integrata. Ma al di l\u00e0 delle risorse, che comunque sono importanti,\u00a0 &#8211; ha proseguito De Luca- secondo me quello che rappresenta un salto di qualit\u00e0 \u00e8 la capacit\u00e0 di muoversi in una logica di sistema, cio\u00e8 il mettere insieme tutti i soggetti attorno a campagne di promozione che siano fortemente concentrate su quelli che sono i segni distintivi dell\u2019Italia nel mondo, come ad esempio la Settimana della lingua italiana e quella della Cucina o la Giornata del design italiano in tutto il mondo\u2026 Vi \u00e8 poi il lavoro\u00a0 \u2013 ha continuato il direttore generale &#8211; che pi\u00f9 specificatamente stiamo svolgendo con il Cgie, i Comites e gli Enti gestori. Strutture , quest\u2019ultime, che vorrei chiamare da oggi in poi Enti promotori, perch\u00e9 noi dobbiamo darci una prospettiva di crescita e di sviluppo della diffusione della lingua italiana nel mondo\u00a0 e lo dobbiamo fare in maniera innovativa, come abbiamo gi\u00e0 cominciato a fare in questi anni. Vi sono delle risorse aggiuntive, abbiamo un Piano di promozione integrato, stiamo avviando un Piano di implementazione della riforma della \u2018Buona scuola\u2019. Dobbiamo fare tutto questo in maniera convergente per tutti i soggetti che operano in questo campo\u201d. Un approccio nuovo alla materia che , secondo De Luca , deve muoversi come un vero e proprio \u201cpiano industriale\u201d di diffusione della nostra lingua all\u2019estero. \u201cAi prossimi Stati Generali della Lingua Italiana \u2013 ha spiegato De Luca\u00a0 &#8211; noi dobbiamo arrivare ad un obiettivo di crescita di coloro che studiano la lingua italiana, che abbiamo quantificato in due milioni e centomila in tutto il mondo , di circa il 10% in tre anni. In ogni Paese bisogna approntare una strategia nazionale e un progetto che individui quali siano le concrete opportunit\u00e0 e modalit\u00e0 di crescita della lingua italiana\u201d.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Dal canto suo il deputato del Pd\u00a0<strong>Gianni Farina<\/strong>, eletto nella ripartizione Europa, ha segnalato al Cgie la necessit\u00e0, non avendo \u00a0assoluta certezza dell\u2019appoggio del Governo alla proposta di riforma degli organi di rappresentanza appena approvata, di sensibilizzare il Parlamento su questa materia. Farina, dopo aver espresso solidariet\u00e0 per tutti i connazionali che soffrono per la\u00a0 crisi economica, sociale politica del Venezuela, ha spiegato come lo ius soli \u201cnon rappresenti una concessione \u00a0che facciamo ad un milione di giovani che vanno a scuola, che apprendono la nostra lingua, che parlano i nostri dialetti e che hanno rapporti con i nostri bimbi, ma una straordinaria ricchezza che poniamo al servizio del nostro paese\u201d. Farina ha poi ricordato le figure del consigliere del Cgie Luigi Sandirocco e dell\u2019ex ministro per gli Italiani nel Mondo Mirko Tremaglia, sottolineando come questi due uomini, pur distanti politicamente, siano stati portatori dell\u2019idea che solo un Cgie unito potesse raggiungere traguardi importanti. Farina ha poi criticato la scelta, presente nell\u2019ultima riforma elettorale, di allargare la platea dei candidati della circoscrizione Estero anche ai residenti in Italia. Un problema che forse, secondo Farina, poteva essere affrontato in maniera migliore se fosse stata posta in essere l\u2019istituzione di una Bicamerale per gli eletti all\u2019estero di Camera e Senato che affrontasse quotidianamente i problemi degli italiani nel mondo. Per il deputato del Pd sarebbe inoltre stata opportuna l\u2019introduzione nella circoscrizione Estero, come proposto in un suo disegno di legge, di ristretti collegi uninominali, che permettano agli eletti di rendere conto delle loro iniziative ai cittadini che li hanno votati.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Dopo l\u2019intervento del segretario generale\u00a0<strong>Michele Schiavone<\/strong>\u00a0che si \u00e8 detto speranzoso sul fatto che l\u2019iter parlamentare della riforma di Comites e Cgie possa andare avantis speditamente, il presidente della I Commissione\u00a0<strong>Giangi Cretti<\/strong>\u00a0si \u00e8 detto certo dell\u2019intenzione del Governo di lavorare in maniera costruttiva con gli italiani all\u2019estero e della volont\u00e0 dell\u2019amministrazione di fare sistema per la promozione del sistema Paese. Cretti ha per\u00f2 rilevato come tra la volont\u00e0 di lavorare all\u2019estero facendo sistema, e la reale applicazione di questa vi sia un divario da colmare, come ad esempio evitare che le strutture in loco si facciano concorrenza fra di loro per intercettare i fondi a disposizione. \u201cGli\u00a0 Enti gestori \u2013 ha poi spiegato Cretti riferendosi all\u2019intervento del direttore generale De Luca &#8211; sarebbero ben felici di trasformarsi in enti promotori, il divario da colmare \u00e8 per\u00f2 la questione delle risorse a disposizione.\u00a0 Gli Enti gestori allo stato attuale devono gestire una carenza drammatica di risorse che crea tutti quei problemi che dal 93 ad oggi vengono di volta in volta affrontati intervenendo sull\u2019emergenza. Se riuscissero a diventare Enti promotori \u2013 ha aggiunto Cretti &#8211; significherebbe che la parte della gestione sarebbe garantita\u201d. (G.M.-\u00a0Inform\u00a024\/11\/2017)<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">CGIE- ASSEMBLEA PLENARIA<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Il vice segretario generale Silvana Mangione illustra i lavori della Commissione Continentale Paesi Anglofoni Extraeuropei<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">ROMA \u2013 Nel corso dell\u2019Assemblea Plenaria del Cgie il vice segretario generale per i Paesi Anglofoni extraeuropei\u00a0<strong>Silvana Mangione<\/strong>\u00a0\u00e8 intervenuta per illustrare i risultati dei lavori di questa Commissione Continentale.\u00a0 \u201cUno dei temi pi\u00f9 importanti per quanto ci riguarda \u2013 ha esordito la Mangione &#8211; \u00e8 quello della promozione della lingua italiana. In tre dei quattro Paesi della Commissione Continentale Anglofoni Extraeuropei ormai da decenni portiamo avanti una strategia precisa che \u00e8 quella di inserire i corsi nei curriculum delle scuole dell\u2019obbligo pubbliche o private nelle nostre diverse citt\u00e0. Questo succede negli Stati Uniti, nel Canada e in Australia con risultati eccezionali. La nostra seconda strategia di successo \u00e8 quella di cercare raccordi molto stretti con i vari dipartimenti per l\u2019educazione delle Contee e delle citt\u00e0 degli Stati nei quali viviamo. Naturalmente tutti lo fanno nel mondo, ma in alcuni dei nostri Paesi diventa particolarmente importante perch\u00e9 non possiamo in nessuna maniera inserire come insegnanti nelle scuole dell\u2019obbligo negli Stati Uniti docenti italiani anche se hanno un Master nell\u2019insegnamento dell\u2019italiano come seconda lingua e quindi sono spesso ad un livello superiore rispetto ai docenti locali. In questo senso \u2013 ha continuato il segretario generale\u00a0 &#8211; per noi il problema futuro \u00e8 quello di riuscire ad arrivare, ci stiamo riuscendo in alcuni Stati degli Usa, a degli accordi che ci consentano un diverso riconoscimento dei titoli italiani e quindi permettano l\u2019inserimento di queste persone nell\u2019insegnamento. La terza strategia,\u00a0\u00a0 diventata utilissima, \u00e8 quella della creazione di un Osservatorio nazionale e di Osservatori locali. Gli Osservatori locali sono nati inizialmente con il compito di raccogliere fondi che non bastano mai, ora stanno diventando anche degli strumenti per la promozione assieme agli organi gestori\u201d.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\u201c Non so se \u00e8 possibile farlo in tutti i Paesi, &#8211; ha proseguito Silvana Mangione &#8211; ma uno degli strumenti di marketing migliore che noi siamo riusciti a trovare \u00e8 quello di interessare i ragazzi delle scuole, spesso anche prima che scelgano la lingua che intendono studiare con eventi basati sul divertimento, come ad esempio la visita allo showroom della Ferrari,\u00a0 dove i ragazzi disegnano la Ferrari del futuro. Il\u00a0 divertimento \u00e8 una forma di spinta verso la bellezza dell\u2019italiano, del made in Italy e la promozione del sistema Paese\u201d. Il vice segretario generale ha poi rilevato come da un libro di ricerca sulla comunit\u00e0 negli Stati Uniti sia emerso un invecchiamento crescente della collettivit\u00e0 e una diminuzione del flusso migratorio verso l\u2019Australia, a causa delle politiche limitative degli ingressi, di contro crescono le complicanze per i giovani, anche plurilaureati, che vogliono entrare negli Usa.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Per quanto poi riguarda l\u2019informazione in vista delle elezioni politiche la Commissione Continentale ha chiesto al direttore uscente di Rai Italia, ma lo chieder\u00e0 nuovamente al neo direttore, l\u2019elaborazione di messaggi semplici per spiegare alla gente come si vota, garantendo l\u2019assoluta pluralit\u00e0 dell\u2019informazione affinch\u00e9 i nostro connazionali \u00a0possa scegliere per chi votare. \u201cTornando alla lingua italiana \u2013 ha poi segnalato la Mangione &#8211; nel nostro documento finale abbiamo chiesto due mappature degli Enti gestori nel mondo e delle sedi della Dante Alighieri all\u2019estero Perch\u00e9 queste due mappature a confronto ci danno un chiaro quadro dei punti di\u00a0 forza e di debolezza della promozione della lingua, e quindi ci fanno comprendere dove dobbiamo intervenire per rafforzare quello che esiste\u201d. Silvana Mangione, \u00a0dopo aver esortato il Cgie ha mantenere alta l\u2019attenzione sulla difficile situazione ai confini con il Sud Africa che potrebbe portare al collasso dell\u2019economa di questo Paese, si \u00e8 soffermata sulla questione dell\u2019attribuzione della rappresentanza dei paesi limitrofi privi di membri nel Consiglio Generale ai consiglieri dell\u2019attuale Cgie. \u201cAbbiamo \u2013 ha spiegato Silvana Mangione &#8211; tre proposte e necessit\u00e0. La prima \u00e8 la Nuova Zelanda da attribuire al consigliere Franco Papandrea che rappresenta l\u2019Australia. La seconda \u00e8 l\u2019Africa che andrebbe al consigliere del Cgie che rappresenta il Sud Africa, ovvero Riccardo Pinna. La terza \u00e8 il Messico. noi abbiamo chiesto al vice segretario generale Gazzola di vedere come l\u2019America Latina possa assumere questa rappresentanza\u201d. (Inform 24\/11\/2017)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<hr \/>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>CGIE<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Discusso dall\u2019assemblea il tema della nuova mobilit\u00e0<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Presentato il numero 207 della collana \u201cStudi Emigrazione\u201d dello Cser dedicato alla nuova emigrazione italiana<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Vignali (Maeci): Trasformare i flussi della nuova mobilit\u00e0 da unidirezionali a circolari anche per acquisire delle identit\u00e0 professionali arricchite dall\u2019esperienza dell\u2019estero<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">ROMA \u2013 Nel corso dell\u2019assemblea Plenaria del Cgie, svoltasi alla Farnesina, il dibattito sulla nuova mobilit\u00e0 \u00e8 stato introdotto dal segretario generale\u00a0<strong>Michele Schiavone<\/strong>\u00a0che ha rilevato l\u2019esigenza di promuovere politiche adeguate per accompagnare e proteggere chi oggi, giovani e meno giovani, decidono di lasciare l\u2019Italia per cercare lavoro o trovare realizzazione all\u2019estero.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">La parola \u00e8 poi passata alla ricercatrice del Centro Studi Emigrazione\u00a0<strong>Carola Perillo<\/strong>\u00a0che ha illustrato il numero 207 della collana \u201cStudi Emigrazione\u201d dello Cser dedicato alla nuova emigrazione italiana. Fra i dati presenti nella pubblicazione anche quelli raccolti, presso il Comites di Montreal e il Consolato di Friburgo, attraverso un questionario predisposto dall\u2019Ufficio I delle Direzione Generale per gli Italiani all\u2019Estero del Maeci. \u00a0\u201cQuesto studio \u2013 ha spiegato la Perillo &#8211; nasce per esaminare le nuove mobilit\u00e0. Come ricercatori ci siano accorti che all\u2019attenzione del pubblico e dei media la migrazione italiana rimaneva nell\u2019immaginario collettivo la grande diaspora storica e non la nuova mobilit\u00e0, In realt\u00e0 gi\u00e0 prima della crisi economica del 2008 l\u2019Italia ha conosciuto un numero consistente di espatri\u2026 Vogliamo far comprendere \u2013 ha proseguito \u00a0la ricercatrice &#8211; che la mobilit\u00e0 umana \u00e8 un fenomeno strutturale che appartiene all\u2019identit\u00e0 dell\u2019uomo e che va vista e gestita dalle istituzioni perch\u00e9 di fatto appartiene alla nostra storia\u201d. La Perillo ha poi segnalato come al 1 gennaio 2017 gli italiani residenti fuori dai confini nazionali erano 5. 383.000 pari all\u20198,2% della popolazione italiana. Una percentuale paragonabile a quella degli stranieri residenti in Italia. A livello continentale il 54% degli italiani all\u2019estero risiede in Europa, mentre circa due milioni di connazionali vivono in America soprattutto in quella centro meridionale. I primi tre paesi con comunit\u00e0 italiane sono l\u2019Argentina con 800.000 persone, la Germania (720.000) e la Svizzera (600.000). Il Regno Unito ha invece registrato nel 2015\u00a0 il pi\u00f9 alto aumento di immigrazione italiana. Carola Perillo ha anche rilevato come aumentino sempre di pi\u00f9 nella nuova emigrazione italiana gli uomini e le donne non sposate che affrontano la sfida migratoria (57%). Per quanto riguarda i dati forniti dal questionario del Maeci la Perillo ha segnalato come fra gli intervistati il 60% delle donne risultino laureate contro il 31% degli uomini. Inoltre chi ha dichiarato voler fare un\u2019esperienza lavorativa all\u2019estero \u00e8 in maggioranza laureato (53,3%), seguono i diplomati (35%) e chi possiede un titolo di studio inferiore (11%). In ogni caso oltre la met\u00e0 degli intervistati ha giustificato l\u2019espatrio con la impossibilit\u00e0 di trovare un qualsiasi lavoro in Italia.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\u201cIn generale la mobilit\u00e0 \u2013 ha affermato la Perillo &#8211; \u00e8 una risorsa che permette il confronto con realt\u00e0 diverse e se ben indirizzata e governata \u00e8 un\u2019opportunit\u00e0 di crescita e di arricchimento. Purtroppo la mobilit\u00e0 attuale continua a rappresentare una valvola di sfogo soprattutto per le donne e cosi intesa diventa unidirezionale dall\u2019Italia verso l\u2019estero con partenze sempre pi\u00f9 numerose e ritorni sempre pi\u00f9 improbabili soprattutto per i giovani pi\u00f9 qualificati. Piuttosto che agire sul numero delle partenze bisognerebbe trasformare questa attitudine all\u2019espatrio per motivi professionali in una circolarit\u00e0, cio\u00e8 che l\u2019esperienza professionale all\u2019estero permetta un arricchimento ed anche un ritorno\u201d .<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Dopo il commento del segretario generale Schiavone che ha sottolineato la necessit\u00e0 di valorizzare la nostra emigrazione facendola anche guardare con occhi diversi dall\u2019opinione pubblica italiana, il consigliere\u00a0<strong>Edith Pichler<\/strong>\u00a0(Germania) ha illustrato le varie sfaccettature della nuova mobilit\u00e0 italiana in Germania. Una viaggio, quello della nostra comunit\u00e0 in territorio tedesco, che \u00e8 iniziato negli anni 50 con i gastarbeiter, \u00e8 proseguito con i loro discendenti di seconda e terza generazione, fino ad arrivare alla nuova mobilit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\u201cCon la crisi finanziaria \u2013 ha spiegato la Pichler \u2013 \u00e8 tornata anche la mobilit\u00e0 dettata dalla necessit\u00e0, le mete pi\u00f9 importanti sono la Svizzera il Regno Unito e la Germania. Fra questi nuovi arrivati in Germania non vi sono solo cervelli in fuga, ma anche diplomati e interi nuclei familiari\u2026 \u00a0E\u2019 in aumento anche la presenza femminile\u2026 Prima giungono coloro che lavorano e poi questi si fanno raggiungere dalla famiglia, in pratica siamo tornati ai modelli migratori del passato. Sono anche in aumento gli arrivi con pi\u00f9 di 65 anni che spesso vanno dalle famiglie emigrate, vi sono per\u00f2 anche pensionati italiani che scelgono di tornare in Germania\u201d. \u00a0Edith Pichler ha anche evidenziato come i nuovi emigrati italiani, alla stregua di quanto avveniva nel passato, vadano a soddisfare la mancanza di manodopera tedesca, con contratti precari o con forme di lavoro grigio. Lavori che non sviluppano ulteriori competenze. Evidenziato inoltre dal consigliere come a questa nuova mobilit\u00e0 europea si applichino per\u00f2 norme nazionali che tendono in molti paesi a ridurre \u00a0l\u2019acceso al sistema di sicurezza sociale, oppure a ristringere il diritto alla libera circolazione. \u00a0\u00a0\u201cQueste persone in mobilit\u00e0 \u2013 ha infine affermato la Pichler \u00a0&#8211; non dovrebbero essere pi\u00f9 considerati come migranti stranieri, ma bens\u00ec come cittadini europei mobili, ma c\u2019\u00e8 un gap fra mobilit\u00e0, identit\u00e0 europea e prassi istituzionali\u201d.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Ha poi preso la parola\u00a0<strong>Anna Chiara Giorio<\/strong>, dell\u2019Agenzia Nazionale per le Politiche Attive del Lavoro, \u00a0che ha spiegato come l\u2019ANPA, sia nata \u00a0per rendere attrattivo il mercato del lavoro italiano, portare avanti esperienze formative, \u00a0e per far si che domanda e offerta lavorativa si incontrino nel modo migliore.\u00a0 \u201cTanti giovani \u2013 ha affermato la Giorio \u00a0&#8211; escono dall\u2019Italia con l\u2019Erasmus, per il Servizio Civile o per formazione professionale, e rimangono all\u2019estero perch\u00e9 non trovano lavoro adeguato in Italia. Quindi l\u2019obiettivo di questo tavolo di lavoro che abbiamo intrapreso con il Cgie \u00a0\u00e8 quello di aiutare a colmare questi gap, attraverso una serie di servizi che stiamo sviluppando con finanziamenti europei, \u00a0fra l\u2019offerta del lavoro italiano e le competenze acquisite dai giovani all\u2019estero, aprendoci inoltre alle imprese italiane nel mondo con cui i giovani emigrati \u00a0potrebbero portare avanti degli stage\u201d.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Dopo l\u2019intervento di\u00a0<strong>Luca Tagliaretti<\/strong>\u00a0(Ncd) che ha sottolineato la necessit\u00e0 di riqualificare professionalmente i tanti italiani all\u2019estero che vogliono tornare in patria dopo aver svolto lavori inferiori al loro titolo di studio,\u00a0<strong>Fabrizio Benvignati<\/strong>\u00a0(Acli)\u00a0ha rilevato l\u2019esigenza sia di declinare in maniera nuova, rispetto alla nuova emigrazione, \u00a0la differenza fra necessit\u00e0 ed opportunit\u00e0, sia di capire dove si voglia istillare il primo seme della circolarit\u00e0 migratoria. Un seme che, \u00a0per Benvignati, pu\u00f2 essere sviluppato solo mantenendo i contati e seguendo nel tempo e con continuit\u00e0 questi progetti migratori. \u00a0\u201cQuindi tutte quelle reti formali ed informali orientate dalle reti istituzionali, \u00a0&#8211; ha aggiunto Benvignati &#8211; abbiano il compito di fornire quella relazione che mantenga vivo fin quando necessario la potenziale circolarit\u00e0 del progetto migratorio\u201d.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Il consigliere\u00a0<strong>Norberto Lombardi<\/strong>\u00a0(Pd) \u00a0ha evidenziato come l\u2019Italia, nonostante la ripresa, rischi sul profilo delle mobilit\u00e0 di essere \u00a0meno attrattiva rispetto al passato. \u00a0\u201cIn Italia &#8211; ha affermato Lombardi &#8211; c\u2019\u00e8 difficolt\u00e0 ad avere una cognizione certa di questi fenomeni e della direzione che i flussi hanno assunto. La prima cosa che mi sentirei di chiedere \u00e8 la nascita di un osservatorio permanente proiettato nel tempo che dia conto della evoluzione di questi fenomeni migratori nel corso degli anni e in particolare della loro destinazione..Chiediamo dunque al Maeci \u2013 ha aggiunto il consigliere &#8211; di farsi promotore di un tavolo di coordinamento per costituire un osservatorio di fatto delle nuove mobilit\u00e0 e in particolare di quelle che sfuggono a qualsiasi rilevanza statistica\u201d. Lombardi ha anche auspicato sia la costituzione\u00a0 di un portale per dare informazioni a chi intraprende il viaggio migratorio,sia una salda cooperazione tra consolati, comites e patronati per accogliere e aiutare che giunge nei nuovi paesi di residenza.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Dal canto suo\u00a0<strong>Rodolfo Ricci<\/strong>\u00a0(Filef) ha sottolineato come l\u2019entit\u00e0 numerica della nuova mobilit\u00e0 italiana sia almeno il doppio rispetto ai dati registrati dall\u2019Istat. \u00a0Flussi molto consistenti che, secondo Ricci &#8211; \u00a0continueranno ad esserci anche nei prossimi anni con movimenti brevi e caratterizzati dalla precariet\u00e0 del mercato del lavoro italiano e di tutta l\u2019Ue.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\u201cSe questi flussi continueranno con questa intensit\u00e0 \u2013 ha spiegato Ricci &#8211; questi ragazzi, che vanno alla ventura, avranno estremo bisogno di essere accompagnati e orientati nel loro progetto migratorio, anche in vista di un possibile rientro. Lo dovranno fare tutti quei soggetti istituzionali, sociali ed economici che hanno interesse a gestire in modo serio questa questione sia a livello centrale che periferico. E\u2019 inoltre necessario che la nuova emigrazione diventi un patrimonio cosciente ed acquisito dalle Regioni, perch\u00e9 abbiamo di fronte una situazione di desertificazione demografica di intere aree interne del meridione, soprattutto nei piccoli comuni. Questo \u00e8 un problema di grande importanza &#8211; ha concluso Ricci &#8211; che pu\u00f2 caratterizzare il lavoro del Cgie\u201d.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Dopo le parole del consigliere\u00a0<strong>Paolo Brullo<\/strong>\u00a0(Germania) che ha auspicato l\u2019istituzione di un\u2019agenzia del lavoro per l\u2019estero che orienti chi vuole lasciare il Paese<strong>, \u00a0Giuseppe Stabile<\/strong>(Spagna) ha sollecitato la creazione un sistema informativo unico delle istituzioni per chi va all\u2019estero. Secondo Stabile inoltre appare importante favorire il rientro in Italia non solo dei connazionali con alte professionalit\u00e0, ma anche degli italiani che svolgono lavori di pi\u00f9 basso profilo, perch\u00e9 Italia non pu\u00f2 prescindere dal loro contributo. Da segnalare anche gli interventi di\u00a0<strong>Isabella Parisi<\/strong>\u00a0(Germania), che ha chiesto lumi sullo stato del riconoscimento dei titoli di studio e dei diplomi a livello europeo onde garantire adeguato livello lavorativo ai nostri connazionali, e di\u00a0<strong>Tony Mazzaro<\/strong>\u00a0(Germania) che ha segnalato come dal 2015 in Germania siano stati predisposti specifici iter per il conoscimento delle qualifiche professionali e dei titoli di studio, con l\u2019eventuale integrazione di alcuni esami.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Ha poi preso la parola del direttore generale del Maeci per gli Italiani all\u2019Estero e le Politiche Migratorie\u00a0<strong>Luigi Maria Vignali<\/strong>\u00a0che ha evidenziato come la pubblicazione dello Cser \u201cLa nuova emigrazione italiana\u201d parli di una emigrazione, con caratteristiche simili al passato,\u00a0 ma che presenta alcuni aspetti di novit\u00e0 che vanno colti. \u00a0\u201cEsiste certamente \u2013 ha spiegato Vignali &#8211; una flusso di mobilit\u00e0 \u00a0che riguarda i ricercatori laureati e specializzati, per\u00f2 di fatto vi \u00e8 una maggioranza di persone\u00a0 che si muovono dall\u2019Italia e che si rapportano ad un altro tipo di migrazione. Sono d\u2019accordo \u2013 ha continuato il direttore generale &#8211; a non usare il termine \u2018fuga di cervelli\u2019 in maniera sottilmente denigratoria dell\u2019emigrazione tradizionale. L\u2019emigrazione italiana \u00e8 un valore aggiunto della storia di questo paese.. \u00a0Questo \u00e8 importante ricordarlo anche perch\u00e9 la maggior parte delle persone che se ne vanno non sono riconducibili alla fuga dei cervelli.. Poi \u2013 ha aggiunto Vignali &#8211; vi sono altri elementi di interesse, come il problema del mancato riconoscimento del merito in Italia che porta la gente ad andarsene. E\u2019 vero che si cercano migliori opportunit\u00e0 di lavoro, per\u00f2 si cerca anche di essere riconosciuti per i propri meriti e per quello che si ha da offrire sul mercato del lavoro..Vi sono poi altri problemi, come le difficolt\u00e0 che incontrano i nuovi emigrati, i rischi di sfruttamento ancora forti e la dequalificazione lavorativa. Resta stabile la voglia di tornare, di circolarit\u00e0 del progetto migratorio. Un obiettivo, quest\u2019ultimo, che ci dobbiamo porre, ovvero trasformare questi flussi da unidirezionali a circolari per un recupero degli investimenti che abbiamo fatto sulle persone che sono partite e per acquisire delle identit\u00e0 professionali arricchite dall\u2019esperienza dell\u2019estero\u201d.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Per Vignali inoltre questa nuova mobilit\u00e0, che come nell\u2019emigrazione tradizione ha in se l\u2019elemento del sacrificio e il ritrovamento della propria identit\u00e0 nella terra d\u2019origine, va recuperata all\u2019associazionismo italiano all\u2019estero, promuovendo al contempo un maggiore coinvolgimento nei nostri sodalizi nel mondo anche della componente femminile. Il direttore generale ha poi evidenziato la necessit\u00e0 sia di discutere, anche in vista di un possibile ritorno, il tema della nuova mobilit\u00e0 con i territori di provenienza, sia di portare questa realt\u00e0 nell\u2019ambito della Conferenza dei giovani italiani nel mondo che forse si terr\u00e0 a Palermo. Vignali ha infine segnalato come la questa nuova corrente di mobilit\u00e0 richiami l\u2019esigenza di maggiori risorse per la rete consolare che deve accompagnare questa migrazione con adeguati servizi.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">E\u2019 poi intervenuto il nuovo il nuovo direttore di Rai Italia\u00a0<strong>Marco Giudici<\/strong>\u00a0che ha salutato l\u2019Assemblea: \u201cE\u2019 molto difficile\u00a0 organizzare l\u2019offerta della Rai per chi sta all\u2019estero i problemi sono tantissimi. \u00a0Vi sono problemi di qualit\u00e0, di risorse e di garanzia di tutte le voci affinch\u00e9 ai nostri connazionali arrivi una realt\u00e0 italiana pi\u00f9 completa possibile e articolata\u201d.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Fra gli altri interventi segnaliamo quello di\u00a0<strong>Vincenzo Arcobelli<\/strong>\u00a0(Usa) ha sollecitato il patrocinio del Cgie per commemorazione della tragedia di Monongah ed ha ricordato il dramma sul lavoro del \u00a025 marzo del 1911, quando in una fabbrica a New York morirono 146 persone di cui 123 donne e 23 uomini. \u201cIl responsabile del Comitato Tricolore del Molise Gianni Meffe \u2013 ha annunciato Arcobelli &#8211; sar\u00e0 a New York il 6 di dicembre per consegnare una targa su questa tragedia e poi continuer\u00e0 la missione a Monongah\u201d. Arcobelli ha poi rilevato la necessit\u00e0 di sensibilizzare la Farnesina e il ministero della difesa sul problema del monitoraggio e della conservazione dei cimiteri di guerra italiani all\u2019estero. Il consigliere del Cgie ha anche ricordato come a tutt\u2019oggi manchi una risposta alla richiesta di intitolare una sala della Farnesina all\u2019ex ministro per gli Italiani nel Mondo Mirko Tremaglia. Il sede di replica il segretario generale Schiavone ha assicurato il patrocinio del Cgie per la commemorazione di Monongah ed ha ricordato che rapporto fra il Maeci ed il ministero della Difesa per la tutela dei cimiteri italiani di guerra \u00e8 gi\u00e0 stato attivato (Inform 28\/11\/2017)<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">CGIE<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Il dibattito dell\u2019Assemblea Plenaria sulla riforma elettorale<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Il Consiglio Generale chieder\u00e0 un parere al Consiglio di Stato sulle modifiche apportate per la circoscrizione Estero<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Schiavone: \u201cAmmettere la candidatura di residenti in Italia non iscritti all\u2019Aire in una delle ripartizioni estere ha rappresentato una rottura di un equilibrio consolidato e una forzatura normativa rispetto alla reciprocit\u00e0. Il Cgie chiede alle forze politiche di rimediare all\u2019errore compiuto impegnandosi a candidare nelle proprie liste per la circoscrizione Estero solo cittadini iscritti all\u2019Aire\u201d<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">ROMA \u2013 Il dibattito dell\u2019Assemblea Plenaria sulla riforma elettorale \u00e8 stato introdotto dal segretario generale\u00a0<strong>Michele Schiavone<\/strong>\u00a0che ha sottolineato come questa legge approvata ad inizio novembre, che ha creato molta apprensione fra i nostri connazionali, \u00a0abbia cambiato, anche dal punto di vista costituzionale\u00a0 il senso della circoscrizione Estero, ponendosi in contrasto con legge<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">459\/2001 sul voto all\u2019estero che si proponeva di recuperare la mancanza di rappresentanza degli italiani nel mondo che i padri costituenti non avevano preso in considerazione. \u201cAmmettere la candidatura di residenti in Italia non iscritti all\u2019Aire in una delle ripartizioni estere \u2013 ha spiegato \u00a0Schiavone &#8211; ha rappresentato una rottura di un equilibrio consolidato e una forzatura normativa rispetto alla reciprocit\u00e0 che francamente \u00e8 sembrata improvvisata<strong>.<\/strong>\u00a0Il Cgie chiede alle forze politiche di rimediare all\u2019errore compiuto impegnandosi a candidare nelle proprie liste per la circoscrizione Etero solo cittadini iscritti all\u2019Aire\u201d. Schiavone ha poi rilevato l\u2019esigenza, in vista delle prossime elezioni, \u00a0di predisporre una campagna informativa sostenuta da risorse adeguate, di provvedere ad una aggiornamento dei dati Aire, di suddividere in quattro citt\u00e0 italiane, una per ogni ripartizione, lo scrutinio delle schede della circoscrizione Estero e di introdurre la par condicio nell\u2019informazione, nonch\u00e9 di apporre un codice a Barre sul plico elettorale per limitare il numero delle schede nulle. Ha poi preso la parola il consigliere\u00a0<strong>Vittorio Pessina<\/strong>\u00a0(Fi) che si \u00e8 detto d\u2019accordo con le modifiche proposte da Schiavone sulle modalit\u00e0 del voto all\u2019estero ed ha auspicato un ricorso da parte del Cgie sulla legge elettorale presso la Corte Costituzionale, in quanto la presentazione delle liste all\u2019estero con residenti italiani appare in contrasto con la legge 459\/2001. Dopo l\u2019intervento di\u00a0<strong>Luca Tagliaretti<\/strong>\u00a0(Ncd) che ha proposto la creazione di una tessera elettorale da inviare prima delle elezioni agli elettori nel mondo anche al fine di verificare la correttezza degli \u00a0indirizzi per il successivo invio del plico elettorale,\u00a0 il vice segretario Generale per i Paesi Anglofoni Extraeuropei\u00a0<strong>Silvana Mangione<\/strong>\u00a0ha rilevato come le modifiche per la circoscrizione Estero apportate dalla nuova legge elettorale vadano contro il principio della \u201creciprocit\u00e0\u201d. \u201cMolti sostengono &#8211;\u00a0 ha spiegato la Mangione &#8211; che chi esercita il diritto di opzione per l\u2019elettorato attivo, e cio\u00e8 per la possibilit\u00e0 di votare in Italia, in quel momento garantisca a se stesso anche il diritto all\u2019elettorato passivo , cio\u00e8 la possibilit\u00e0 di essere candidati in Italia.\u00a0 Quello che noi vorremmo chiedere \u00e8 un parere pro veritate al Consiglio di Stato, perch\u00e9 \u00e8 l\u2019unico vincolante ai sensi della Costituzione, per capire: se \u00e8 vero che possiamo candidarci in Italia anche noi dall\u2019estero, e quale procedura dovrebbe seguire il residente all\u2019estero che riesce a farsi candidare in Italia\u201d. Dal canto suo\u00a0<strong>Luigi Papais<\/strong>\u00a0(Ucemi) ha ricordato come nelle legge elettorale vi sia una diversit\u00e0 di trattamento fra chi si candidata all\u2019estero, che non pu\u00f2 farlo se negli ultimi cinque anni ha ricoperto cariche pubbliche , e che chi risiede in Italia che non ha questo vincolo. Papais ha anche sottolineato come la FAIM, la rete delle associazioni italiane all\u2019estero, sia pronta ad avviare con il ministero un\u2019azione di collaborazione e sussidiariet\u00e0 per promuovere iniziative volte ad aumentare la partecipazione al voto dei nostri connazionali.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Chiesta invece da\u00a0<strong>Isabella Parisi<\/strong>\u00a0(Germania) la stesura di un testo da parte del Cgie in cui vengano sottolineati gli aspetti incostituzionali della legge elettorale. Un documento, volto a dire che gli italiani nel mondo non intendono tornare indietro sui loro diritti, da sottoporre alla firma dei Comites e dei connazionali nel mondo. \u00a0Una decisa presa di posizione contro le modifiche apportare dalla legge elettorale \u00e8 stata chiesta anche da\u00a0<strong>Manfredi Nulli<\/strong>\u00a0(Gran Bretagna) che ha inoltre rilevato come la suddivisione dello spoglio elettorale in diverse citt\u00e0 richieder\u00e0 anche un aumento del personale da impegnare nelle operazioni.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Dopo l\u2019intervento di\u00a0<strong>Giuseppe Stabile<\/strong>\u00a0(Spagna) che per quanto riguarda i seggi elettorali ha segnalato la possibilit\u00e0 di utilizzare gli uffici europei,\u00a0<strong>Rita Blasioli Costa<\/strong>\u00a0(Brasile) ha auspicato una vasta campagna informativa sul voto all\u2019estero che precisi con chiarezza anche il termine ultimo per l\u2019invio ai consolati dei plichi elettorali votati dai connazionali.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\u201cTremaglia \u2013 \u00a0ha ricordato\u00a0<strong>Gianfranco Sangalli<\/strong>\u00a0(Per\u00f9) &#8211; aveva concepito questo sogno del voto all\u2019estero. E\u2019 inaccettabile che a persone che si siano distinte e fatte onore nel mondo in tanti settori e attivit\u00e0 sia negata la possibilit\u00e0 di candidarsi anche in Italia. Occorre presentare la cosa davanti al Consiglio di Stato. Il Cgie deve inviare un messaggio chiaro in proposito per dare la nostra posizione davanti alla nazione e agli italiani all\u2019estero\u201d.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Al termine del\u00a0 dibattito il segretario generale Schiavone ha annunciato che il Cgie chieder\u00e0 su questa materia l\u2019intervento del Consiglio di Stato e solleciter\u00e0 le modifiche alle procedure del voto all\u2019estero gi\u00e0 illustrate al fine di rendere pi\u00f9 chiaro il suffragio e rafforzane l\u2019immagine e il prestigio. Un voto, quello degli italiani all\u2019estero, che, secondo il segretario generale, \u00e8 da sempre sotto attacco.\u00a0 Schiavone ha anche segnalato che il Comitato di Presidenza chieder\u00e0 al ministero di coinvolgere nella campagna informativa per il voto all\u2019estero, oltre alla stampa italiana edita al\u2019estero, gli organismi di rappresentanza e il mondo delle associazioni. (G.M-\u00a0Inform 28\/11\/2017)<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">CGIE<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>La celebrazione del XX anniversario della Conferenza delle donne in emigrazione<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Durante il dibattito si \u00e8 parlato della possibilit\u00e0 di ripetere l\u2019evento entro il 2018. La seduta \u00e8 stata aperta dall\u2019intervento dell\u2019europarlamentare Silvia Costa<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">ROMA Il dibattito al Cgie sulla celebrazione del XX anniversario della Conferenza delle donne in emigrazione si \u00e8 aperto con l\u2019intervento di\u00a0<strong>Silvia Costa<\/strong>, coordinatrice del Gruppo Socialisti &amp; Democratici (S&amp;D) alla Commissione Cultura del Parlamento Europeo, che ha in primo luogo sottolineato come in Europa gli italiani, le persone di origini italiana e le nuove mobilit\u00e0 giovanili rappresentino una realt\u00e0 in aumento. La Costa , dopo essersi complimentata con il Cgie per l\u2019ottimo lavoro compiuto sulla riforma degli organi di rappresentanza degli italiani all\u2019estero anche in vista delle esigenze delle nuove mobilit\u00e0, ha evidenziato come la nuova legge elettorale non appaia in linea con la norma sulla circoscrizione Estero che si prefiggeva l\u2019elezione dei connazionali dei nel mondo.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Silvia Costa ha poi ricordato la Conferenza sulle Donne del 1997 e l\u2019importante apporto all\u2019evento delle donne all\u2019estero che nel mondo svolgono un ruolo di mediazione culturale. Un incontro, quello di 20 anni fa, da cui scatur\u00ec un documento finale in cui si chiedeva l\u2019impegno al Governo e al Cgie per ampliare la rappresentanza di genere e per promuovere ricerche sulle donne in emigrazione. La Costa a poi rilevato come in Europa si stia lavorando sia ad un\u2019agenda che metta al primo posto l\u2019integrazione delle donne nel mercato del lavoro, garantendo pari retribuzioni fra uomo e donna, sia ad una direttiva comune sull\u2019asilo. \u00a0L\u2019europarlamentare si \u00e8 anche soffermata sull\u2019importanza della Convenzione di Istanbul contro tutte le forme di violenza, sfruttamento e tratta delle donne. Un documento che il nostro Paese ha ratificato.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\u201cPenso che oggi \u2013 ha affermato la Costa &#8211; noi dobbiamo imparare dai documenti finali della vostra plenaria dove troviamo quelle che sono le nuove frontiere dell\u2019essere, una rappresentanza di uomini e donne che vivono l\u2019esperienza della identit\u00e0, della cultura e della storia italiana ma in un contesto che rende cittadini nel mondo\u201d<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">L\u2019europarlamentare ha anche parlato sia l\u2019anno Europeo del patrimonio culturale, materiale immateriale digitale e paesaggistico, un\u2019occasione che si terr\u00e0 nel 2018 e consentir\u00e0 di rilanciare in tutti i continenti la nostra grande eccellenza, sia del Forum Europeo della Cultura, che avr\u00e0 luogo il 7 e l\u20198 dicembre\u00a0 a Milano. \u201cQuesto evento \u2013 ha spiegato Silvia Costa \u2013 ci dar\u00e0 la grande opportunit\u00e0 di mettere in rete gli istituti di cultura europei, nella logica di avere la consapevolezza che esiste una identit\u00e0 culturale europea che pu\u00f2 ritrovarsi, rafforzarsi e essere anche pi\u00f9 vicina alla valorizzazione delle nostre tradizioni e interpretazioni della cultura. A Milano \u2013 ha aggiunto &#8211; sar\u00e0 presentata, proprio de Federica Mogherini, la nuova strategia per la cultura in tutte le relazioni internazionali europee. Penso che questa sia una grande occasione che pu\u00f2 coinvolgere \u00a0il Cgie, i Comites, le nostre associazioni, \u00a0le universit\u00e0 e le reti fra i ricercatori. Ci sar\u00e0 un nuovo programma di mobilit\u00e0 internazionale europeo. Noi potremo pensare, insieme al Parlamento e al Consiglio Generale, come fare di tutto questo una forza per gli italiani nel mondo e per tutto ci\u00f2 che esprime di meglio del made in Italy\u201d.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Ha poi preso la parola il vice segretario Generale per i Paesi Anglofoni Extraeuropei\u00a0<strong>Silvana Mangione<\/strong>. \u201cLa conferenza di 20 anni fa un momento meraviglioso. Oggi \u2013 ha aggiunto &#8211; siamo arrivate all\u2019innovazione totale e ad una realt\u00e0 di italiane all\u2019estero che sono esponenti fra le migliori della nostra mobilit\u00e0. Lo vediamo nel paese in cui vivo dove c\u2019\u00e8 questo arrivo di donne eccezionali che si inseriscono in maniera meravigliosa nel tessuto della ricerca e della sperimentazione e \u00a0in qualunque ambito importante della societ\u00e0. L\u2019idea potrebbe essere di realizzare la Conferenza nel 2018, all\u2019intermo di quanto ci ha annunciato l\u2019onorevole Costa, perch\u00e9 la donna \u00e8 produttrice di cultura, trasmette cultura ed \u00a0\u00e8 creatrice di bellezza\u201d.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\u201cQuindi potremo studiare l\u2019evento \u2013 ha proseguito Silvana Mangione &#8211; come momento dell\u2019anno prossimo, all\u2019interno delle iniziative europee, preparandolo capillarmente con incontri volti ad identificare i temi di interesse\u2026 Credo che potrebbe diventare un momento magico di ridefinizione della presenza delle donne all\u2019intermo delle strutture democratiche non soltanto dei paesi maturi dal punto di vista della democrazia, ma anche di quelli che stanno crescendo\u201d. Il vice segretario generale ha anche annunciato la ricostituzione del Gruppo Donne del Cgie che avr\u00e0 come coordinatrice la professoressa Edith Pichller.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Dopo l\u2019intervento del\u00a0 consigliere\u00a0<strong>Guillermo Ignacio Rucci<\/strong>\u00a0(Argentina), che ha ricordato la necessit\u00e0 di risolvere il problema della mancata trasmissione della nostra cittadinanza ai figli di donne italiane nati prima del 1948, la dirigente Rai e segretaria generale della Comunit\u00e0 radiotelevisiva italofona Loredana Cornero ha proposto la collaborazione, della componente femminile presente nelle radio e nelle televisioni in lingua italiana nel mondo, per la preparazione dell\u2019evento sulle donne da tenersi nel 2018. \u201cIl tema della rappresentazione femminile, della presenza delle donne in emigrazione e immigrazione \u2013 ha spiegato la Cornero &#8211; non \u00e8 un problema di presenza , ma di mancanza. Quello che manca in tutti i nostri ambiti \u00e8 il punto di vista delle donne, che deve essere valutato ed ascoltato allo stesso modo di quello degli uomini\u201d.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Dal canto suo\u00a0<strong>Gaetano Cal\u00e0<\/strong>\u00a0(Anfe) ha proposto la realizzazione, nell\u2019ambito dell\u2019evento del 2018, di un progetto volto al recupero della memoria domestica dell\u2019emigrazione italiana nel mondo. Un\u2019iniziativa che potrebbe essere portata avanti dal Forum delle Associazioni Italiane nel Mondo. Ha poi preso la parola la consigliera\u00a0<strong>Simonetta Del Favero<\/strong>\u00a0(Germania) che ha ricordato il caso delle \u201cvedove bianche\u201d, cio\u00e8 delle tante donne che rimanevano in Italia ad aspettare i loro mariti emigrati. Per la consigliera quando si parla di nuova mobilit\u00e0 si rischia di nascondere dietro questo termine quello che ancora caratterizza ai giorni nostri il fenomeno dell\u2019emigrazione, ovvero che si va all\u2019estero anche per cercare lavori umili. Una situazione in cui le donne sicuramente sono presenti. \u201cMi piacerebbe \u2013 ha aggiunto Simonetta Del Favero dopo aver sottolineato la necessit\u00e0 di rivalutare il ruolo delle donne in emigrazione &#8211; che il Gruppo Donna venisse visto come un riconoscimento alla figura di donna madre, moglie, lavoratrice e professionista, perch\u00e9 \u00e8 un mondo che va valutato per tutto quello che d\u00e0 alla societ\u00e0\u201d.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Dopo l\u2019intervento di\u00a0<strong>Gianluca Lodetti<\/strong>\u00a0(Cisl) che ha sottolineato l\u2019esigenza di approfondire ed unire nei prossimi eventi le due esperienze delle donne emigrate e di quelle immigrate,\u00a0<strong>Maria Chiara Prodi<\/strong>\u00a0(Francia) ha parlato dell\u2019importanza di incrementare la partecipazione delle donne nella prossima conferenza mondiale dei giovani italiani all\u2019estero. La Prodi ha anche rilevato come in questi ultimi \u00a020 anni \u00a0vi siano stati grandi cambiamenti culturali che hanno portato gli uomini delle nuove generazioni ad essere pi\u00f9 aperti alla condivisione dei compiti ed alla collaborazione con le donne.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">E\u2019 poi intervenuto il direttore generale del Maeci per gli Italiani all\u2019Estero e le Politiche Migratorie\u00a0<strong>Luigi Maria Vignali<\/strong>\u00a0che ha sottolineato come il ruolo delle donne in Italia e all\u2019estero e nelle nostre correnti di emigrazione non sia ancora stato raccontato e sviluppato per le potenzialit\u00e0 che offre . Un tema , quello delle donne,\u00a0 che secondo Vignali, si presenta in tutta la sua attualit\u00e0, anche in considerazione del fatto che domani si celebra la Giornata internazionale per la sensibilizzazione della violenza contro le donne. \u201cSi tratta di un tema \u2013 ha spiegato il direttore generale\u00a0 &#8211; di forte impronta che dobbiamo assolutamente recuperare. Quindi mi compiaccio per la ricostituzione del Gruppo Donne, annunciata in questa riunione del Cgie, e mi auguro che questo possa portare ad un recupero di iniziativa, anche concreto, di tipo operativo e organizzativo, non solo per celebrare il ventennale di una splendida iniziativa, ma per perpetuare questo evento gi\u00e0 dall\u2019anno prossimo. In questo senso, &#8211; ha continuato Vignali &#8211; raccogliendo l\u2019invito del segretario generale del Cgie, provo a dare qualche indicazione di percorso per l\u2019individuazione delle basi di partenza di questa iniziativa.. Il primo tema \u00e8 quello dei racconti, delle testimonianze, del filo di quelle storie non scritte che, come ci ha raccontato nel dibattito l\u2019onorevole Costa, rappresentano il patrimonio pi\u00f9 prezioso delle donne in emigrazione\u2026 Oltre alla testimonianza \u2013 ha proseguito il direttore generale &#8211;\u00a0 un secondo tema \u00e8 quello delle reti delle donne che esistono in Italia e all\u2019estero e che andranno coinvolte nel progetto. Se queste sono le basi di partenza, i racconti e le reti, vedo poi quattro aree per sviluppare la tematica . Innanzi tutto la trasmissione dei valori,\u00a0 della cultura e il sistema Paese in cui le donne hanno un ruolo fondamentale rappresentando davvero un valore aggiunto. \u2026 Un secondo tema \u00e8 quello della nuova mobilit\u00e0. Ci piacerebbe vedere la nuova mobilit\u00e0 in una prospettiva di genere per capire\u00a0 qual \u00e8 il contributo delle donne a tutto questo e come\u00a0 si inseriscono nelle correnti di viaggio e emigrazione \u2026 c\u2019\u00e8 poi il terzo filone delle donne giovani\u201d. Un aspetto che, per Vignali, potrebbe trovare spazio e connessioni nella nuova Conferenza dei Giovani Italiani nel Mondo. Il quarto tema individuato dal direttore generale \u00e8 quello di una maggiore presenza e ruolo delle donne nell\u2019ambito della stagione di rilancio dell\u2019associazionismo italiano nel mondo. \u201cProprio per le reti che abbiamo ricordato, per la loro capacit\u00e0 di essere veicolo di integrazione e di trasmissione alle nuove generazioni, le donne \u2013 ha spiegato Vignali &#8211; possono giocare in questo ambito un ruolo sempre pi\u00f9 importante\u201d.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Da segnalare infine il saluto del presidente del consiglio dei rumeni nel mondo\u00a0<strong>Marius Livanu<\/strong>\u00a0che ha rilevato l\u2019importanza della collaborazione con il Cgie. Livanu ha inoltre ricordato come oggi tanti rumeni che hanno preso i Italia la cittadinanza tornino in Romania diventano italiani all\u2019estero. Auspicata infine la creazione di Consiglio Generale europeo che unisca i consigli generali dei vari paesi. (G.M. &#8211;\u00a0Inform 28\/11\/2017)<\/p>\n<hr \/>\n<p style=\"font-weight: 400;\">CGIE<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Il dibattito in Aula sulla promozione all\u2019estero della lingua e cultura italiana<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>L\u2019Assemblea approva l\u2019estensione della rappresentanza di alcuni consiglieri del Cgie alle comunit\u00e0 italiane di paesi limitrofi che, avendo costituito un Comites, non sono rappresentate nel Consiglio Generale<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">ROMA \u2013 Nel corso della riunione del Cgie la Plenaria ha deliberato, a maggioranza e con due astenuti, su alcune proposte volte ad estendere a vari consiglieri dell\u2019Assemblea, su base volontaria, la rappresentanza dei paesi limitrofi\u00a0 privi di membri del Cgie. Ad esempio la rappresentanza della Nuova Zelanda \u00e8 stata attribuita al consigliere dell\u2019Australia Franco Papandrea. La rappresentanza del continente Africano \u00e8 stata invece estesa al consigliere Riccardo Pinna (Sud Africa). Il\u00a0 consigliere del Cgie Giuseppe Stabile (Spagna) si occuper\u00e0 anche del Portogallo, mentre al\u00a0 Regno Unito andr\u00e0 la rappresentanza dell\u2019Irlanda . Per quanto riguarda invece l\u2019America Latina \u00e8 stato deciso di affidare a ogni paese non presente nel Cgie, ma in possesso di un Comites,\u00a0 a due paesi coperti dalla rappresentanza.\u00a0 La comunit\u00e0 in Paraguay sar\u00e0 quindi rappresentata in Assemblea dai consiglieri dell\u2019Argentina e dell\u2019Uruguay. La Bolivia verr\u00e0 seguita da Cile e Per\u00f9. Anche l\u2019Ecuador sar\u00e0 rappresentato da Cile e Per\u00f9. Della Colombia si occuperanno invece Brasile e Venezuela. I consiglieri di quest\u2019ultimi paesi avranno in carico anche il Messico, mentre\u00a0 Repubblica Domenicana e Panama saranno rappresentate dall\u2019Argentina e dal Venezuela.\u00a0 \u201cIl Comitato di Presidenza \u2013 ha spiegato il segretario generale\u00a0<strong>Michele Schiavone<\/strong>\u00a0&#8211; ha ricevuto diverse richieste in proposito e a legge vigente ci sono delle lacune. Vi sono segni di difficolt\u00e0 perch\u00e9 il numero degli italiani aumenta e sarebbe opportuno avere riferimenti. C\u2019\u00e8 la disponibilit\u00e0 di consiglieri volontari che desiderano mettersi a disposizione per dare una\u00a0 rappresentanza ai\u00a0 nostri connazionali che vivono nei Paesi limitrofi\u201d.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">La seduta \u00e8 poi proseguita con il dibattito \u00a0sulla lingua e cultura italiana che \u00e8 stato caratterizzato dall\u2019interevento del consigliere\u00a0<strong>Roberto Nocella<\/strong>, della Direzione Generale per la Promozione del Sistema Paese, \u00a0che ha in primo luogo sottolineato come con il provvedimento della \u201cBuona Scuola<strong>\u201d\u00a0<\/strong>\u00a0i corsi di lingua italiana all\u2019estero siano stati inseriti in una dimensione pi\u00f9 ampia, volta a favorire la moltiplicazione degli interventi. Nocella, per quanto riguarda l\u2019aggiornamento della circolare sulla promozione e la diffusione della lingua italiana all\u2019estero, si \u00e8 poi detto disponibile ad ulteriori incontri con i componenti del Cgie. Nocella, dopo aver segnalato l\u2019aumento di 50 unit\u00e0 del personale docente all\u2019estero (da 624 a 674), ha sottolineato come a partire dal prossimo anno, dopo i ritardi dovuti \u00a0al transito delle competenze da una direzione generale all\u2019altra, saranno ripristinate le normali scadenze di pagamento degli Enti gestori. A seguire il dibattito si \u00e8 aperto con l\u2019intervento del consigliere\u00a0<strong>Norberto Lombardi<\/strong>\u00a0(Pd) che ha auspicato sia la creazione di cabine di regia locali per la l\u2019elaborazione di Piani paese dal basso, che possano recepire le istanze territoriali, sia la semplificazione delle procedure e dei controlli, nonch\u00e9 un sistema pi\u00f9 efficiente per l\u2019erogazione degli contributi agli Enti gestori. Dal canto suo\u00a0<strong>Fernando Marzo<\/strong>\u00a0(Belgio) ha sollecitato un miglior coordinamento degli interventi in favore della promozione linguistica che vadano di pari passo con una comunicazione pi\u00f9 tempestiva per i soggetti interessati. Marzo ha anche parlato della necessit\u00e0 di riportare i lettorati nelle universit\u00e0 di prestigio e \u00a0della possibilit\u00e0 che l\u2019Italiano regredendo possa divenire una lingua d\u2019\u00e9lite. Un problema che , secondo il consigliere, potrebbe essere superato con interventi mirati, concreti e condivisi nati da cabine di regia locali. Marzo ha infine ricordato il problema del criptaggio dei programmi televisivi italiani . Fra gli altri interventi segnaliamo quelli del consigliere\u00a0<strong>Tony Mazzaro<\/strong>\u00a0(Germania), \u00a0che ha chiesto di anticipare da febbraio a gennaio il decreto dei finanziamenti per gli enti gestori; di\u00a0<strong>Blasioli Costa<\/strong>\u00a0(Brasile), che ha parlato dell\u2019esigenza di fare sistema per la trasmissione di buone pratiche e di rendere obbligatoria la presenza dei Comites e del Cgie nelle fasi di progettazione dei Piani paese; di\u00a0<strong>Aniello Gargiulo<\/strong>\u00a0(Cile) che ha sottolineato la necessit\u00e0 di distribuire le risorse per la lingua in base a un punteggio di qualit\u00e0 e \u00a0di\u00a0<strong>Francesco Papandrea<\/strong>\u00a0(Australia) che ha rilevato l\u2019importanza dei corsi di lingua per adulti, un ambito che potrebbe incentivare il turismo di ritorno verso l\u2019Italia.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">In sede di replica Roberto Nocella, dopo aver segnalato la volont\u00e0 di velocizzare le procedure per l\u2019erogazione dei contributi agli Enti gestori, ha spiegato come il Maeci intenda affidare alla ambasciate l\u2019ideazione dei rispettivi Piani paese su base triennale, attraverso un\u2019ottica inclusiva degli attori istituzionali e \u00a0di coloro che si occupano sul terreno per la promozione della lingua italiana all\u2019estero. \u00a0Per Nocella appare necessario elaborare un formato dei Piani paese che non ingabbi il lavoro con una modulistica troppo rigida e che comunque permetta di inquadrare i problemi che si incontrano nella diffusone della lingua, fino giungere a proposte concrete tarate sulle \u00a0dinamiche del luogo. Nocella ha infine ricordato l\u2019entit\u00e0 numerica della vasta platea degli studenti di italiano nel mondo che in 115 paesi si \u00e8 attestata, nell\u2019anno scolastico 2015 \/2016 a quota 2.065.000. (G.M.- Inform 29\/11\/17)<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">CGIE<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Le Mozioni e gli Ordini del Giorno discussi e approvati dall\u2019Assemblea<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">ROMA- Nell\u2019ultimo giorno della Plenaria il Consiglio Generale si dedicato all\u2019approvazione delle Mozioni e degli Ordini del Giorno. Nella prima Mozione, approvata dall\u2019Assemblea all\u2019unanimit\u00e0, si chiede al Governo di mantenere inalterato il sistema del rilascio del passaporto elettronico, evitando \u00a0l\u2019emissione centralizzata in Italia che moltiplicherebbe i tempi per il suo rilascio. A maggioranza, con 11 voti contrari e 26 favorevoli, \u00e8 stato invece approvato l\u2019Ordine del Giorno, che chiede al Senato di varare lo ius soli temperato e culturae. \u00a0L\u2019unanimit\u00e0 \u00e8 stata invece ottenuta dall\u2019Odg in cui si sottolinea come\u00a0 la nuova legge elettorale, che prevede ai residenti in Italia di candidarsi in qualsiasi circoscrizione all\u2019estero, vada contro i criteri ispiratori della legge \u00a0459\/2001 sul voto all\u2019estero. Al contempo nel testo si chiede di vigilare sulla sicurezza e la trasparenza del voto e sulla informazione per la consultazione elettorale. Approvato sempre all\u2019unanimit\u00e0 l\u2019Ordine del Giorno che sollecita il Cgie a realizzare, di concerto con la Dgit, un\u2019indagine sul funzionamento globale dei servizi consolari. Pieno consenso \u00e8 stato inoltre ottenuto dall\u2019Odg che chiede di affidare la rappresentanza delle comunit\u00e0 italiane che, avendo costituito un Comites non sono presenti al Cgie , ad un consigliere del Consiglio Generale dei paesi limitrofi e vicini. Unanimit\u00e0 anche per l\u2019Ordine del Giorno che chiede, alla Commissione interministeriale che si occupa delle richieste cittadinanza italiana dei discendenti emigrati degli ex territori austroungarici, \u00a0il numero delle pratiche presentate,\u00a0 di quelle positive e negative e di quelle in attesa di risoluzione, oltre ad una previsione di smaltimento delle stesse. Approvato invece a maggioranza, con 33 favorevoli e 5 astenuti, l\u2019Odg che sollecita l\u2019apertura di un tavolo di concertazione per redigere nuove norme o eventuali modifiche di integrazione della legge sulle Camere di Commercio. Via libera, sempre a maggioranza e con tre astenuti, anche all\u2019Ordine del Giorno che , ai fini fiscali (IMU ecc.) , chiede il riconoscimento per tutti i residenti all\u2019estero iscritti all\u2019Aire dello stesso trattamento per la prima abitazione in Italia ora riservato solo ai pensionati all\u2019estero. Approvato invece all\u2019unanimit\u00e0 l\u2019Odg che sollecita la stesura di una relazione scritta entro 14 giorni dalla seduta sulle attivit\u00e0 svolte dal Comitato di\u00a0 Presidenza del Cgie e la tempestiva trasmissione ai consiglieri degli atti della riunione. Via libera inoltre, sempre all\u2019unanimit\u00e0 all\u2019Ordine del Giorno che chiede di rispettare il coinvolgimento dei Comites nelle attivit\u00e0 ufficiali dei consolati. \u00a0Unanimit\u00e0 anche per l\u2019Odg che sollecita il Maeci a farsi promotore affinch\u00e9 tutto gli stati che fanno parte del\u2019Ue adottino un unico di modello di documento di identit\u00e0 che abbia validit\u00e0 di documento di viaggio nell\u2019UE. Approvato sempre all\u2019unanimit\u00e0 l\u2019Ordine del Giorno proposto dal Consigliere Stabile che chiede di interessare l\u2019organo legislativo per porre fine alla disparit\u00e0 di trattamento fra pensionati Inps ed ex Inpdap. Pieno consenso anche per l\u2019Odg che sollecita il Comitato di Presidenza di inserire nei prossimi lavori del Cgie i temi della viabilit\u00e0 e del pesante stato in cui versa l\u2019intero sistema di mobilit\u00e0 nelle aree transfrontaliere. Unanimit\u00e0 inoltre per l\u2019Odg che chiede alla direzione generale del Maeci per gli Italiani all\u2019Estero di farsi promotrice di tutte le iniziative necessarie ad assicurare la prosecuzione, senza soluzione di continuit\u00e0, del servizio svolto dalle agenzie specializzate fino all\u2019assegnazione definitiva dell\u2019incarico previsto dalla gara d\u2019appalto. Ottiene l\u2019unanimit\u00e0 anche l\u2019Odg che sollecita il Maeci al coinvolgimento dell\u2019associazionismo di emigrazione nell\u2019azione di sussidiariet\u00e0 in favore dei connazionali all\u2019estero con particolare riferimento alle nuove migrazioni. Da segnalare inoltre il pieno consenso ottenuto dall\u2019Ordine del Giorno che chiede l\u2019implementazione e il necessario coordinamento della campagna di aiuti umanitari verso i connazionali in Venezuela. S\u00ec convinto dell\u2019Assemblea anche all\u2019Odg, che sollecita un monitoraggio della situazione dei nostri connazionali coinvolti nella Brexit, e a quello che chiede di dedicare nella prossima Assemblea Plenaria un momento di audizione \u00a0con i responsabili del Museo Nazionale dell\u2019Emigrazione e interlocutori competenti del ministero dei Beni Culturali. Il Cgie ha poi approvato, sempre all\u2019unanimit\u00e0, sia l\u2019Ordine del Giorno che sollecita progetti speciali per la formazione, e l\u2019integrazione lavorativa dei giovani all\u2019estero e degli oriundi, sia l\u2019Odg che chiede il ripristino della Commissione per i contributi alla stampa italiana all\u2019estero non prevista nel regolamento della nuova legge. Pieno consenso inoltre all\u2019Odg che raccomanda al Governo di continuare nell\u2019attuazione del piano nazionale contro la violenza alle donne e gli chiede di sollecitare anche a livello europeo una campagna capillare in tal senso. Da segnalare poi l\u2019unanimit\u00e0 ottenuta dalla Mozione che sollecita il Governo a stipulare un accordo bilaterale con l\u2019esecutivo israeliano per il riconoscimento reciproco dei titoli di studio e professionali. Medesimo consenso infine dall\u2019Assemblea per la Mozione sulla ricostruzione del certificato di nascita per i residenti in Libia. La ricostruzione dell\u2019atto di nascita \u2013 si spiega nella mozione &#8211; \u00e8 fatta attraverso una richiesta ai tribunali italiani competenti. Premesso che tale procedura \u00e8 di difficile attuazione , soprattutto quando fatta in Paesi di difficili peculiarit\u00e0 geopolitiche come la Libia, si chiede l\u2019impegno del Governo a facilitare quanto in premessa attraverso atto notarile rilasciato dai consolati competenti nel territorio di residenza estera. 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