{"id":13481,"date":"2017-07-14T17:50:19","date_gmt":"2017-07-14T15:50:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.filef.net\/?p=13481"},"modified":"2019-06-20T13:49:05","modified_gmt":"2019-06-20T13:49:05","slug":"17-07-15-pd-parlamentari-estero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=13481","title":{"rendered":"17 07 15 PD &#8211; Parlamentari estero"},"content":{"rendered":"<p>\t\t\t\t1 &#8211; FEDI (PD) &#8211; LA SICUREZZA SOCIALE IN EUROPA DIVENTA DIGITALE: SAR\u00c0 GARANTITA UNA MIGLIORE TUTELA. La Sicurezza sociale nell\u2019Unione Europea diventa \u201cdigitale\u201d.<br \/>\n2 &#8211; FEDI (PD): IL MEF VARA LE DISPOSIZIONI ATTUATIVE PER LO SCAMBIO AUTOMATICO DELLE INFORMAZIONI FISCALI INTERNAZIONALI. Sono state emanate con un Provvedimento del MEF del 4 luglio 2017 le disposizioni attuative che riguardano lo scambio automatico obbligatorio di informazioni nel settore fiscale, cos\u00ec come stabilito dalla Direttiva europea n. 107\/2014 recepita con decreto del MEF del 28 dicembre 2015.<br \/>\n3 &#8211; FEDI E PORTA (PD) &#8211; RAPPORTO INPS 2017, SONO 770.741 LE PENSIONI IN CONVENZIONE (380.000 EROGATE ALL\u2019ESTERO). LE NUOVE TENDENZE. Un quadro aggiornato al 2016 sulle Pensioni in regime internazionale erogate dall\u2019Inps \u00e8 stato presentato marted\u00ec 4 luglio 2017 nel XVI Rapporto annuale , presso la Camera dei Deputati. La relazione \u00e8 stata svolta dal Presidente dell\u2019Istituto Tito Boeri e il Rapporto \u00e8 scaricabile sul sito web dell\u2019Inps<br \/>\n4 &#8211; FEDI (PD): CARO RENZI, SULL\u2019IMMIGRAZIONE NON \u00c8 IL CASO DI UTILIZZARE FRASI AD EFFETTO CHE RISCHIANO DI SUONARE COME QUELLE DI SALVINI E GRILLO. In una discussione serena e seria sui migranti \u00e8 possibile anche dire \u201caiutiamoli a casa loro\u201d, ma per giustificare una simile affermazione certamente non possono bastare gli slogan.<br \/>\n5 &#8211; FEDI (PD) &#8211; TUTTO FA BRODO PUR DI CAMBIARE CASACCA: DOPO IL PRETESTO DELLA CITTADINANZA IMU, TARI E TASI RIDIVENTANO \u201cPROMESSE\u201d ELETTORALI. Forza Italia, all\u2019estero, si prepara ad un salto di qualit\u00e0: dopo la fase zero, arriva la fase del nulla<br \/>\n6 &#8211; L&#8217;ON. LA MARCA INCONTRA L&#8217;EX SINDACO DI ROMA E PRESIDENTE ANICA FRANCESCO RUTELLI. Luned\u00ec, 10 luglio, l&#8217;on. Francesca La Marca ha incontrato presso la sede dell&#8217;ente il presidente dell&#8217;ANIC Francesco Rutelli.<br \/>\n7 &#8211; LA MARCA (PD): INSODDISFACENTE RISPOSTA SUI CONSOLATI ONORARI. CONTINUER\u00d2 IL MIO IMPEGNO PER IL MIGLIORAMENTO DEI SERVIZI AI CONNAZIONALI. La risposta data dal Governo alla mia interrogazione scritta sulle problematiche insorte nel campo dei servizi offerti ai nostri connazionali nelle aree servite da alcuni consolati onorari in Nord America, pur contenendo qualche interessante motivo di conoscenza, \u00e8 francamente deludente per quanto riguarda l\u2019efficacia dei servizi<\/p>\n<p>1 &#8211; FEDI (PD) &#8211; LA SICUREZZA SOCIALE IN EUROPA DIVENTA DIGITALE: SAR\u00c0 GARANTITA UNA MIGLIORE TUTELA. La Sicurezza sociale nell\u2019Unione Europea diventa \u201cdigitale\u201d. La Commissione Europea ha ieri introdotto il nuovo sistema informatico &#8211; l\u2019Electronic Exchange of Social Security Information System (EESSI) \u2013 che render\u00e0 pi\u00f9 veloce e semplice lo scambio delle informazioni relative alla sicurezza sociale nell\u2019ambito della UE, del SEE e della Svizzera. ROMA, 5 LUGLIO 2017<\/p>\n<p>L\u2019EESSI \u00e8 un sistema informatico che aiuter\u00e0 almeno 15.000 istituzioni degli Enti previdenziali dei vari paesi dell&#8217;UE a scambiarsi informazioni con maggiore rapidit\u00e0 e sicurezza, come previsto dal regolamento della UE sul coordinamento dei regimi di sicurezza sociale.<\/p>\n<p>Giova ricordare che un sistema su base europea di questo tipo \u00e8 una novit\u00e0 assoluta: attualmente infatti la maggior parte degli scambi avviene ancora su carta. Il nuovo sistema quindi, che sar\u00e0 realizzato e che entrer\u00e0 a regime nell\u2019arco di due anni, intende modernizzare e rendere pi\u00f9 efficiente lo scambio di tutte le comunicazioni tra enti nazionali riguardanti la sicurezza sociale in ambito transfrontaliero e sar\u00e0 caratterizzato dall\u2019utilizzo di documentazione elettronica strutturata.<\/p>\n<p>L\u2019obiettivo \u00e8 quello di combattere frodi, abusi ed errori, visto, tra l\u2019altro, che gli enti previdenziali nazionali utilizzeranno documenti elettronici nella lingua nazionale garantendo cos\u00ec la correttezza e la completezza degli stessi.<br \/>\nIl nuovo sistema accelerer\u00e0 inoltre la lavorazione e la liquidazione di quelle domande di prestazione presentate da soggetti i quali hanno lavorato in pi\u00f9 Paesi. Tali documenti saranno inoltrati attraverso il sistema EESSI (collocato centralmente presso la Commissione europea) al destinatario dell&#8217;altro paese dell&#8217;UE. Il personale degli enti previdenziali sar\u00e0 in grado di trovare il destinatario corretto nell&#8217;elenco degli enti nazionali.<\/p>\n<p>QUALI SARANNO CONCRETAMENTE I VANTAGGI?<br \/>\nPer i cittadini: maggiore rapidit\u00e0 nella gestione delle domande di prestazione e maggiore rapidit\u00e0 nel calcolo e pagamento delle prestazioni. Per le pubbliche amministrazioni: flusso standardizzato delle informazioni; maggiore facilit\u00e0 nella comunicazione multilinguistica grazie a documenti strutturati comuni e ottimizzazione della verifica e raccolta dei dati.<\/p>\n<p>I Paesi dell\u2019Unione, del SEE e la Svizzera avranno due anni di tempo per collegare i loro sistemi nazionali alla piattaforma centrale europea in modo tale che entro luglio del 2019 sar\u00e0 realizzato un sistema di scambio elettronico semplice, rapido e sicuro, delle informazioni relative alla sicurezza sociale.<\/p>\n<p>L\u2019ideale sarebbe per l\u2019Italia riuscire ad introdurre lo stesso sistema in ambito bilaterale ma, nonostante la buona volont\u00e0 dell\u2019Inps, sono per ora pochi gli accordi di scambio informatico elettronico in materia di sicurezza sociale attuati con i Paesi extraeuropei. www.marcofedi.it<\/p>\n<p>2 &#8211; FEDI (PD): IL MEF VARA LE DISPOSIZIONI ATTUATIVE PER LO SCAMBIO AUTOMATICO DELLE INFORMAZIONI FISCALI INTERNAZIONALI. Sono state emanate con un Provvedimento del MEF del 4 luglio 2017 le disposizioni attuative che riguardano lo scambio automatico obbligatorio di informazioni nel settore fiscale, cos\u00ec come stabilito dalla Direttiva europea n. 107\/2014 recepita con decreto del MEF del 28 dicembre 2015. ROMA, 6 LUGLIO 2017<\/p>\n<p>Il Provvedimento stabilisce le modalit\u00e0 e i termini per la comunicazione, nell\u2019ambito della reciproca assistenza amministrativa tra gli Stati membri del Consiglio d\u2019Europa e dell\u2019OCSE, delle informazioni finanziarie e fiscali, ai fini del contrasto dell\u2019evasione fiscale internazionale.<\/p>\n<p>La direttiva 2014\/107\/UE del Consiglio, del 9 dicembre 2014 nonch\u00e9 gli accordi sottoscritti in applicazione dell\u2019articolo 6 della Convenzione concernente la reciproca assistenza amministrativa in materia fiscale tra gli Stati membri del Consiglio d\u2019Europa e i Paesi membri dell\u2019Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo prevedono lo scambio automatico di informazioni finanziarie a fini fiscali secondo uno standard comune di comunicazione al fine di contrastare l\u2019evasione fiscale internazionale.<\/p>\n<p>Tenuti all\u2019adempimento comunicativo, sono gli operatori finanziari, i contribuenti sottoposti a monitoraggio fiscale e le Istituzioni finanziarie italiane tenute a effettuare la comunicazione per lo scambio automatico di informazioni fiscali.<\/p>\n<p>Si inasprisce ulteriormente quindi il sistema di controllo in Italia per la lotta all\u2019evasione e all\u2019elusione fiscale con la cooperazione fiscale tra le Amministrazioni fiscali e scambio automatizzato delle informazioni.<\/p>\n<p>Sono queste le linee guida che hanno orientato in questi ultimi anni l\u2019operato dell\u2019esecutivo italiano nella definizione delle azioni di contrasto all\u2019evasione fiscale internazionale.<\/p>\n<p>Anche grazie all\u2019impulso dell\u2019Italia nelle sedi internazionali nel 2017 quasi 100 Paesi renderanno operativo lo standard elaborato dall\u2019OCSE per lo scambio obbligatorio e automatico delle informazioni finanziarie sui patrimoni detenuti dai non residenti.<\/p>\n<p>\u00c8 uno scenario di rottura col passato che, grazie anche alla voluntary disclosure, consentir\u00e0 di contrastare l\u2019evasione fiscale, recuperare gettito e quindi ridurre la pressione fiscale sui contribuenti.<\/p>\n<p>Lo scambio automatico di informazioni \u00e8 lo strumento pi\u00f9 potente per la cooperazione fiscale internazionale. Esso prevede tutte le forme di assistenza amministrativa in materia fiscale: lo scambio di informazioni su richiesta, scambi spontanei, scambio automatico, verifiche fiscali all\u2019estero, verifiche fiscali simultanee e assistenza nella riscossione delle imposte, al fine ultimo di garantire la protezione dei diritti dei contribuenti. www.marcofedi.it<\/p>\n<p>3 &#8211; FEDI E PORTA (PD) &#8211; RAPPORTO INPS 2017, SONO 770.741 LE PENSIONI IN CONVENZIONE (380.000 EROGATE ALL\u2019ESTERO). LE NUOVE TENDENZE . Un quadro aggiornato al 2016 sulle Pensioni in regime internazionale erogate dall\u2019Inps \u00e8 stato presentato marted\u00ec 4 luglio 2017 nel XVI Rapporto annuale , presso la Camera dei Deputati. La relazione \u00e8 stata svolta dal Presidente dell\u2019Istituto Tito Boeri e il Rapporto \u00e8 scaricabile sul sito web dell\u2019Inps. ROMA, 10 LUGLIO 2017<\/p>\n<p>Nel 2016 sono state 770.741 le prestazioni in convenzione internazionale, di un importo \u2013 come constata lo stesso Rapporto \u2013 \u201cmodesto\u201d. Un fatto questo che noi denunciamo da anni e che avremmo voluto correggere con una nostra proposta di legge presentata tempo fa che prevede il raddoppio dell\u2019importo minimale delle pensioni in convenzione e che purtroppo giace ancora ignorata in qualche Commissione. Invece l \u2019insieme delle pensioni pagate all\u2019estero nel 2016 ammonta a quasi 380.000 prestazioni tra le quali sono incluse sia quelle in regime di totalizzazione internazionale che quelle liquidate sulla base di sola contribuzione italiana (cosiddette pensioni \u201cautonome\u201d).<\/p>\n<p>Nel Rapporto si evidenzia come fino a poco tempo fa il beneficiario di una pensione pagata all\u2019estero era esclusivamente l\u2019emigrante italiano costretto a trasferirsi in un altro Paese per necessit\u00e0 economiche. Oggi a questa tipologia se ne aggiungono altre due: gli stranieri immigrati che hanno lavorato in Italia e sono poi tornati nel proprio Paese di origine e i pensionati italiani che scelgono di emigrare al seguito di figli o nipoti o alla ricerca di luoghi fiscalmente vantaggiosi e\/o con un costo della vita relativamente pi\u00f9 basso di quello del nostro Paese.<\/p>\n<p>Le pensioni erogate all\u2019estero &#8211; giova ricordare che complessivamente questo aggregato rappresenta il 2,2% del totale delle pensioni erogate dall\u2019Istituto &#8211; si distribuiscono su ben 160 Paesi, ma con una concentrazione tra i soggetti residenti in Europa e \u2013 sia pure in riduzione &#8211; in Canada e Usa.<\/p>\n<p>In generale l\u2019evidenza mostra che stiamo attraversando una fase di transizione in cui si sta svuotando la componente dei cittadini italiani emigrati e si manifestano cambiamenti nei Paesi di destinazione dei pagamenti \u2013 in crescita quelli verso la Germania e la Svizzera, in diminuzione quelli verso altri Paesi, come la Francia, il Belgio, l\u2019America che sono stati in passato meta dei nostri migranti \u2013 mentre non \u00e8 ancora diventato numericamente rilevante l\u2019apporto degli stranieri.<\/p>\n<p>Dai numeri dell\u2019Inps risulta che nel 2016 , 459.866 pensioni sono state erogate in convenzione con la U.E., 98.794 con la Svizzera, 50.797 con il Canada, 50.077 con l\u2019Australia, 28.104 con l\u2019Argentina, 38.062 con gli USA, 8.423 con la ex-Jugoslavia, 12.417 con il Qu\u00e9bec, 7.402 con il Brasile, 7.047 con il Venezuela, 9.752 con altri Paesi.<\/p>\n<p>Di quelle pagate all\u2019estero invece ce ne sono 182.254 in Europa, 96.597 in America settentrionale, 47.581 in Oceania, 41.444 in America meridionale, 1.026 in America centrale, 2.991 in Africa, 1.374 in Asia per un totale di 373.265.<\/p>\n<p>Il dato interessante \u00e8 la forte crescita delle pensioni pagate in America centrale e in Asia (rispettivamente + 42,8% e +42,6% tra il 2012 e il 2016), determinata soprattutto dal rientro di coloro che, dopo aver lavorato e\/o aver conseguito diritto a pensione in Italia, scelgono di tornare nel proprio Paese d\u2019origine.<br \/>\nLa gran parte di questa spesa \u00e8 comunque destinata ancora a cittadini italiani; infatti in media solo poco pi\u00f9 del 17% dei beneficiari risulta straniero con differenze per\u00f2 importanti per l\u2019Asia e l\u2019Africa.<\/p>\n<p>Altra componente importante della presenza straniera nella platea dei beneficiari di pensioni Inps all\u2019estero \u00e8 costituita dai coniugi superstiti di pensionati. Infatti i beneficiari stranieri che vivono all\u2019estero sono soprattutto donne \u2013 circa l\u201980% &#8211; ma oltre il 60% sono titolari di pensioni ai superstiti e tuttavia, soprattutto nell\u2019area europea, \u00e8 in crescita il numero di donne straniere che hanno maturato il diritto alla pensione di vecchiaia per aver lavorato in Italia.<\/p>\n<p>Nel proprio Rapporto l\u2019Inps sembra nuovamente mostrare perplessit\u00e0 sull\u2019esportabilit\u00e0 nei Paesi extraeuropei delle prestazioni assistenziali affermando che \u201cUn aspetto di interesse in questo ambito riguarda le cosiddette prestazioni a carattere non contributivo (principalmente, integrazione al trattamento minimo, maggiorazioni sociali, pensioni e assegni sociali), anche per le implicazioni che possono derivarne sulla coerenza ed efficienza del sistema.<\/p>\n<p>La materia, come noto, \u00e8 regolamentata da norme europee che prevedono la garanzia di livelli minimi di importo delle prestazioni ma al tempo stesso stabiliscono la non esportabilit\u00e0 delle prestazioni speciali non contributive nei Paesi in cui si applicano i Regolamenti UE per il Coordinamento dei Sistemi di Sicurezza Sociale e spostano la tutela completamente a carico dell\u2019istituzione del paese di residenza. Ci\u00f2 comporta che forme di integrazioni pagate dall\u2019Inps possano essere godute solo da chi risiede in un Paese Extra-UE, ovviamente in presenza dei requisiti previsti per l\u2019accesso al diritto. Nonostante in passato si sia fissato, per limitare il fenomeno, un requisito contributivo minimo per poter avere l\u2019integrazione al trattamento minimo, spesso il diritto all\u2019integrazione al minimo e ad altre prestazioni non contributive \u00e8 riconosciuto anche a pensionati che hanno versato contribuzioni esigue nel nostro Paese. Il numero di pensioni integrate o che godono di maggiorazioni sociali e\/o quattordicesima a favore di titolari che risiedono all\u2019estero non \u00e8 basso e la spesa relativa ammonta nel 2016 a circa 96 milioni di euro. Si ricorda che queste prestazioni non sono soggette a tassazione in Italia n\u00e9 diretta n\u00e9 indiretta\u201d. Speriamo che queste affermazioni non siano un segnale per un nuovo attacco (il primo siamo riusciti a sventarlo) all\u2019esportabilit\u00e0 di talune prestazioni assistenziali nei Paesi extracomunitari.<\/p>\n<p>Infine l\u2019Inps sottolinea che per quanto al trattamento fiscale applicato alle pensioni pagate all\u2019estero, con riferimento alle 55.238 pensioni erogate nel periodo d\u2019imposta 2016 per cui \u00e8 stata richiesta l\u2019applicazione delle convenzioni internazionali contro le doppie imposizioni, quasi l\u201985% (46.848 soggetti) dei pensionati detassati si concentra su sei paesi (Australia, Germania, Svizzera, Canada, Belgio e Austria).<br \/>\nIl mancato gettito che ne deriva (altra ossessione dell\u2019Inps?) si stima, ipotizzando l\u2019assenza di eventuali detrazioni d\u2019imposta, in 102 milioni di euro.<br \/>\nI deputati PD Marco Fedi e Fabio Porta<\/p>\n<p>4 &#8211; FEDI (PD): CARO RENZI, SULL\u2019IMMIGRAZIONE NON \u00c8 IL CASO DI UTILIZZARE FRASI AD EFFETTO CHE RISCHIANO DI SUONARE COME QUELLE DI SALVINI E GRILLO. In una discussione serena e seria sui migranti \u00e8 possibile anche dire \u201caiutiamoli a casa loro\u201d, ma per giustificare una simile affermazione certamente non possono bastare gli slogan. Altrimenti si rischia di dare l\u2019impressione di rincorrere gli altri e di fare come Salvini e Grillo. Se su un tema cos\u00ec attuale e dirompente apriamo invece una vera discussione, con la problematicit\u00e0 che richiede e con l\u2019intento di individuare proposte e soluzioni, a conclusione del confronto possiamo poi anche individuare nuove parole d\u2019ordine. Ma partire dagli slogan, lo ripeto, credo sia un errore. E se fossi costretto ad usarne uno allora direi, prima di tutto, \u201cintegrazione\u201d. ROMA, 11 LUGLIO 2017<\/p>\n<p>L\u2019intera questione, infatti, ha implicazioni di grande rilievo quali la cooperazione allo sviluppo, l\u2019impegno contro la povert\u00e0, il contrasto alla desertificazione, la lotta alla fame, le scelte mondiali per la sicurezza, la stabilit\u00e0 democratica, i ritmi di sviluppo, la salute. In questo senso \u00e8 evidente che l\u2019\u201caiutarli a casa loro\u201d \u00e8 connesso con \u201caffinch\u00e9 sempre di meno siano costretti a partire\u201d, collocandosi in una prospettiva positiva.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 altrettanto evidente che la riflessione deve necessariamente estendersi anche alle nostre scelte in campo internazionale, in campo economico-commerciale e ambientale. Non \u00e8 possibile che Paesi e forze economiche continuino a distruggere l\u2019ambiente di interi continenti, a sfruttare le risorse naturali di altre realt\u00e0, a spingere forsennatamente le esportazioni in tutto il mondo e, nello stesso tempo, dichiararsi impegnati a sostenere la crescita e lo sviluppo democratico, civile e sociale di aree continentali in crescente difficolt\u00e0. Con l\u2019illusione, vera o presunta, che la spinta a partire diminuisca, che il bisogno di spazi di crescita individuale e collettiva si attenui, che i confini del mondo si allontanino da noi.<\/p>\n<p>Nel quotidiano questa discussione, tuttavia, rischia di essere superflua e superata da drammatiche emergenze: ogni giorno abbiamo a che fare con gli sbarchi e l\u2019accoglienza. Il dovere di salvare vite umane dal Mediterraneo \u00e8 prioritario. Questo non \u00e8 solo una doverosa necessit\u00e0, ma una lezione di civilt\u00e0 che l\u2019Italia sta dando al mondo. Il dovere, per\u00f2, se non vuole essere una pura enunciazione di principio, implica sempre una responsabilit\u00e0. Il tema \u00e8 di tutti, a partire dalla UE. Ma non solo: la responsabilit\u00e0 \u00e8 di tutti, a livello tanto collettivo quanto individuale.<\/p>\n<p>Non esiste una distinzione tra migranti economici e rifugiati o profughi quando salviamo vite umane. Non esiste una distinzione in termini di accoglienza. La distinzione interviene, semmai, nel momento della identificazione. Quando devi decidere per ciascuno che arriva, cio\u00e8, se rimpatriarlo, dare seguito ad una sua richiesta di asilo, vale a dire accogliendo come rifugiato o profugo, oppure passare direttamente al reato di immigrazione clandestina.<\/p>\n<p>La priorit\u00e0 dovrebbe essere quindi quella di abolire il reato di immigrazione clandestina, rendere pi\u00f9 breve ed efficace il sistema di identificazione e rimpatrio e, ove possibile, integrare il numero chiuso annuale di immigrati regolari con eventuali accoglimenti regolati e controllati.<\/p>\n<p>Un serio programma di immigrazione deve essere a numero chiuso se l\u2019obiettivo \u00e8 l\u2019integrazione. Il programma deve essere autenticamente \u201cumanitario\u201d e quindi tener conto delle situazioni specifiche, dei ricongiungimenti famigliari, dei bisogni di manodopera e delle opportunit\u00e0 di impiego che offre il nostro mercato del lavoro. Sapendo, in ogni caso, che vi sono figure coperte dal diritto internazionale, rispetto alle quali l\u2019Italia, come nessun altro Paese, si pu\u00f2 esimere dal dare protezione.<\/p>\n<p>Il programma di immigrazione non pu\u00f2 e non deve essere confuso con l\u2019emergenza, cio\u00e8 con gli sbarchi e la necessit\u00e0 di salvare vite umane e di accogliere in attesa di identificare e capire esattamente cosa fare. \u201cL\u2019accoglienza\u201d, insomma, non risolve tutto ed ha dei limiti oggettivi se non \u00e8 affiancata da vere politiche di integrazione.<br \/>\nOn. Marco Fedi<br \/>\nwww.marcofedi.it<\/p>\n<p>5 &#8211; FEDI (PD) &#8211; TUTTO FA BRODO PUR DI CAMBIARE CASACCA: DOPO IL PRETESTO DELLA CITTADINANZA IMU, TARI E TASI RIDIVENTANO \u201cPROMESSE\u201d ELETTORALI. Forza Italia, all\u2019estero, si prepara ad un salto di qualit\u00e0: dopo la fase zero, arriva la fase del nulla. La fase zero, come si ricorder\u00e0, era caratterizzata dal fatto che essa non aveva pi\u00f9 parlamentari eletti all\u2019estero tra le proprie fila. Nella nuova fase qualcuno, anzi uno, \u00e8 ricomparso, ma solo per produrre il nulla. ROMA, 11 LUGLIO 2017<\/p>\n<p>La produttrice di nulla, dopo aver utilizzato la cittadinanza come pretesto per giustificare l\u2019ennesimo passaggio ad altro gruppo e partito in vista delle ormai prossime elezioni politiche, ha lamentato \u201cpromesse\u201d non mantenute dai centristi in cui per sua scelta ha militato, sostenendo un cambiamento di posizione sul tema della cittadinanza da parte governativa.<br \/>\nQuesto cambiamento, in realt\u00e0, non c\u2019\u00e8 mai stato. Dal lontano 1997 ad oggi, infatti, le richieste sulla riapertura dei termini per il riacquisto della cittadinanza italiana hanno incontrato sempre gli stessi ostacoli, a partire quelli opposti dal Governo Berlusconi. Il quale, anche se i neoadepti in cerca di una rinnovata verginit\u00e0 politica fanno finta di dimenticarlo, ha governato dal 2001 al 2006 e poi dal 2008 al 2011. In questi periodi non ha toccato nemmeno una virgola sul tema della cittadinanza perch\u00e9 troppo impegnato a devastare i capitoli per gli italiani all\u2019estero, riducendo di oltre il 70% i finanziamenti.<\/p>\n<p>Il Governo Berlusconi ha anche abrogato l\u2019ICI per tutti, ma l\u2019ha mantenuta solo per gli italiani all\u2019estero!<br \/>\nCon un capolavoro di acrobazia, la stessa produttrice di nulla, si azzarda ad utilizzare IMU, TASI e TARI promettendo che Forza Italia al governo risolver\u00e0 la questione per gli italiani all\u2019estero. Nessuno le ha ancora spiegato che per i cittadini italiani iscritti AIRE e pensionati localmente l\u2019equiparazione gi\u00e0 esiste, grazie al PD, e che comunque il suo partito, sul tema, ha una credibilit\u00e0 parecchio al di sotto dello zero.<\/p>\n<p>Su questo argomento, nel 2014, facevo alcune considerazioni che mi sembrano ancora molto attuali, anche alla luce dei problemi di sopravvivenza di molti piccoli comuni a seguito delle ridotte entrate tributarie. Le ripropongo, anche per rispondere alle tante inesattezze avanzate allora ed oggi da alcuni interlocutori.<\/p>\n<p>La vicenda IMU, TASI e TARI, e Canone Rai, con le riduzioni o le esenzioni proposte, non \u00e8 classificabile tra i diritti negati.<br \/>\nRicordavo, citando l\u2019esempio della mobilit\u00e0 in ambito nazionale raffrontata a quella internazionale, che in questo caso vige una parit\u00e0 di trattamento \u201csostanziale\u201d. A chi dice che non si tiene conto della particolarit\u00e0 delle comunit\u00e0 insediate nel mondo da molti anni, delle distanze e della situazione specifica degli italiani fuori d\u2019Italia, rispondo: \u201cBene, questa \u00e8 la conferma che si tratta di una condizione peculiare di cui tener conto\u201d.<br \/>\nCi\u00f2 significa che parliamo di uno \u201cstatus particolare\u201d da riconoscere, non di un diritto negato da garantire. Tanto \u00e8 vero che il Senato, nella scorsa legge di stabilit\u00e0 (2014), ha fatto proprio questo, riconoscendo la equiparazione a prima casa, sull\u2019immobile a scelta, al pensionato di prestazione estera o in convenzione internazionale. Ed ora si estende agli stessi soggetti l\u2019esenzione TASI e la riduzione TARI. Nulla di tutto questo era scontato, tanto meno ottenuto per grazia ricevuta.<br \/>\nAbbiamo lavorato tutti per ottenere questo risultato. Non si tratta di un privilegio, ma di un regime privilegiato (e non \u00e8 una mera sottigliezza). Un regime, per altro, gi\u00e0 esistente, per tutti, nella situazione precedente all\u2019abolizione dell\u2019ICI, per tutti fuorch\u00e9 per i residenti all\u2019estero, grazie al Governo Berlusconi, dal quale proviene questa vicenda.<\/p>\n<p>Prima dell\u2019abolizione dell\u2019ICI, la casa non locata in Italia era automaticamente equiparata a prima casa. Sarebbe stato sufficiente mantenere nel sistema questo automatismo ed oggi probabilmente non ci troveremmo a parlarne.<\/p>\n<p>Personalmente sono dell\u2019idea che l\u2019IMU debbano pagarla tutti, senza esenzioni. Sono convinto che debba essere un importo ragionevole, ma compatibile con le responsabilit\u00e0 civiche nei confronti dei Comuni. Sono abituato a farlo in Australia, dove ogni possessore di immobili, senza distinzione tra prime e seconde case, \u00e8 tenuto a pagare una quota per tutti i servizi, indivisibili e divisibili che siano. Solo in Italia inventiamo strane distinzioni, sistemi complicati, tanta burocrazia, facendo risparmiare per altro migliaia di euro alle case di gran valore e poche centinaia a quelle che rientrano nella media nazionale.<\/p>\n<p>Ho conosciuto sindaci disperati, di tanti comuni d\u2019Italia, che negli anni hanno visto i centri storici languire, con case anche di italiani all\u2019estero abbandonate e trascurate. Siamo sicuri che cancellare le tasse comunali sia lo strumento migliore per rianimare l\u2019interesse verso l\u2019Italia? Non sarebbe meglio, invece, un regime fiscale sulla casa semplice, chiaro, che garantisca tutti, indipendentemente da dove si vive e lavora?<\/p>\n<p>A proposito dei residenti in Italia, \u00e8 vero che la somma di due errori non ci restituisce giustizia, dignit\u00e0 e legittimit\u00e0. Dobbiamo ricordare, per\u00f2, che la nostra proposta supera i confini delle comunit\u00e0 all\u2019estero: dovremmo fare tutti insieme una battaglia proprio sul principio di \u201cprima casa\u201d e sulla sua applicazione in Italia e nel mondo. Neanche le opposizioni hanno sottolineato questa necessit\u00e0 in Parlamento. Il Governo e la maggioranza hanno assunto un orientamento sulla fiscalit\u00e0 relativa alla casa.<br \/>\nQuando sono stato eletto ho preso un impegno con il Partito Democratico e, nonostante le diversit\u00e0 di opinione su alcuni temi, sono convinto che in un confronto pacato e ragionevole si possa trovare anche qualche risposta concreta e positiva.<br \/>\nMarco Fedi<br \/>\nwww.marcofedi.it<\/p>\n<p>6 &#8211; L&#8217;ON. LA MARCA INCONTRA L&#8217;EX SINDACO DI ROMA E PRESIDENTE ANICA FRANCESCO RUTELLI. Luned\u00ec, 10 luglio, l&#8217;on. Francesca La Marca ha incontrato presso la sede dell&#8217;ente il presidente dell&#8217;ANIC Francesco Rutelli. Rutelli, com&#8217;\u00e8 noto, \u00e8 stato ex sindaco di Roma, leader del centrosinistra per diverse stagioni politiche, fondatore del Partito Democratico Europeo e personalit\u00e0 di spicco del mondo politico italiano. ROMA, 11 LUGLIO 2017<\/p>\n<p>Nel colloquio si \u00e8 discusso del ruolo passato e presente del PD, di cui Rutelli \u00e8 stato uno dei fondatori, delle posizioni politiche degli attuali governi di Canada e USA, della circoscrizione degli italiani all&#8217;estero e della ripartizione Nord e Centro America, nonch\u00e9 della complessit\u00e0 della gestione di una metropoli come Roma.<\/p>\n<p>Si \u00e8 discusso, inoltre, del futuro del cinema italiano nel mondo e della sua promozione, soffermandosi in particolare sulle forme da perseguire per meglio valorizzare il cinema italiano in Canada e negli USA.<\/p>\n<p>I due interlocutori, infine, si sono soffermati sulle eccellenze italiane in vari settori presenti in Nord e Centro America e del contributo che esse possono dare alla ripresa economica dell&#8217;Italia e all&#8217;ulteriore proiezione delle sue produzioni nella sfera internazionale.<\/p>\n<p>7 &#8211; LA MARCA (PD): INSODDISFACENTE RISPOSTA SUI CONSOLATI ONORARI. CONTINUER\u00d2 IL MIO IMPEGNO PER IL MIGLIORAMENTO DEI SERVIZI AI CONNAZIONALI. La risposta data dal Governo alla mia interrogazione scritta sulle problematiche insorte nel campo dei servizi offerti ai nostri connazionali nelle aree servite da alcuni consolati onorari in Nord America, pur contenendo qualche interessante motivo di conoscenza, \u00e8 francamente deludente per quanto riguarda l\u2019efficacia dei servizi. ROMA 14 LUGLIO 2017<\/p>\n<p>Avevo richiamato, come esemplificazione di una situazione piuttosto diffusa, i casi dei consolati onorari di Rochester e del New Jersey, dove la lunga periodicit\u00e0 delle visite dei funzionari itineranti e le difficolt\u00e0 di spostamento presso gli uffici del consolato generale di New York, soprattutto per la popolazione anziana, avevano creato problemi di vario genere, in particolare nel rinnovo dei passaporti in vista delle vacanze estive.<\/p>\n<p>Sul piano generale, il Governo ha riconfermato l\u2019intenzione di insistere sulla pratica dei funzionari itineranti, che tuttavia per i noti limiti di dotazione di personale pu\u00f2 solo in parte corrispondere alle esigenze dei connazionali, e ha ribadito di volere accelerare e sviluppare ulteriormente la sperimentazione gi\u00e0 avviata dal 2014 presso 36 consolati onorari in tema di raccolta e di trasmissione dei dati biometrici. L\u2019orientamento \u00e8 quello di estenderla ad altri 75 consolati onorari e di potere utilizzare un programma di trasmissione dei dati che tenga conto delle osservazioni formulate dal Garante in tema di privacy. L\u2019orizzonte temporale prefigurato per mettere a regime questo sistema \u00e8 quello della fine del corrente anno.<\/p>\n<p>Vedremo. Voglio ribadire l\u2019esigenza, comunque, che i tempi tengano conto non tanto di astratte procedure quanto delle necessit\u00e0 concrete delle persone, assieme all\u2019auspicio che le tecnologie possano aiutare quantomeno a semplificare le procedure e ad accorciare le attese. Non posso nemmeno esimermi dall\u2019osservare, tuttavia, che i riferimenti al riavvio delle assunzioni di personale e al ricorso ai funzionari itineranti siano ancora troppo vaghi e rituali perch\u00e9 si possa pensare che i connazionali possano trovare in tempi rapidi una risposta concreta alle loro esigenze.<\/p>\n<p>Una parte della mia interrogazione raccoglieva, poi, il disagio dei connazionali presenti nella circoscrizione consolare di Toronto per l\u2019allungamento dei tempi degli appuntamenti e dell\u2019evasione delle pratiche. Anche in questo caso, sulla base della diretta conoscenza di fatti e persone, non posso dichiararmi soddisfatta della risposta piuttosto burocratica che ho ricevuto.<\/p>\n<p>Per questo, non considero certo esaurito il mio dovere di attenzione sulle questioni che mi sono state sottoposte dagli amici dei due consolati onorari statunitensi e dai connazionali di Toronto, che riguardano, in sostanza, una generalit\u00e0 di situazioni abbastanza diffuse nel mondo. Continuer\u00f2 a seguirne gli sviluppi e soprattutto a rappresentare a Governo ed Amministrazione i problemi concreti che le persone devono affrontare nella loro quotidianit\u00e0. On. Francesca La Marca\t\t<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>1 &#8211; FEDI (PD) &#8211; LA SICUREZZA SOCIALE IN EUROPA DIVENTA DIGITALE: SAR\u00c0 GARANTITA UNA MIGLIORE TUTELA. 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