{"id":13434,"date":"2017-06-21T22:18:40","date_gmt":"2017-06-21T20:18:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.filef.net\/?p=13434"},"modified":"2017-06-21T22:18:40","modified_gmt":"2017-06-21T20:18:40","slug":"rapporto-immigrazione-la-presenza-straniera-in-italia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=13434","title":{"rendered":"Rapporto Immigrazione: la presenza straniera in Italia"},"content":{"rendered":"<div class=\"titolo\"><strong>Rapporto Immigrazione: la presenza straniera in Italia \u00a0 &#8211; \u00a0\u00a0<\/strong>I dati diffusi dall\u2019ISTAT sulla popolazione residente mostrano che al 1\u00b0 gennaio 2016 risiedevano in Italia 60.665.551 persone, di cui 5.026.153 di cittadinanza straniera (8,3%). Le donne straniere sono 2.644.666 (52,6%). La popolazione complessiva \u00e8 diminuita rispetto all\u2019anno precedente di 130.061 unit\u00e0 (-0,2%). Sono alcuni dati contenuti nel rapporto Immigrazione di Caritas Italiana e Fondazione Migrantes, presentato oggi a Roma.<\/div>\n<p><!--more--><\/p>\n<div class=\"testo\">\n<div>A inizio 2016, il 58,6% degli stranieri vive nel Nord, mentre questa percentuale scende al 25,4% nel Centro, con un ulteriore calo nel Mezzogiorno (15,9%). Entrando nel dettaglio regionale, in tre regioni del Nord ed una del Centro \u00e8 concentrata pi\u00f9 della met\u00e0 dell\u2019intera popolazione straniera presente in Italia (56,2%). In particolare, si tratta della Lombardia (22,9%), del Lazio (12,8%), dell\u2019Emilia Romagna (10,6%) e del Veneto (9,9%). Al 1\u00b0 gennaio 2016, in Italia sono presenti 198 nazionalit\u00e0, su un totale mondiale di 232 (fonte ONU), e dei cittadini stranieri presenti in Italia, oltre il 50% (oltre 2,6 milioni di individui) sono cittadini di un paese europeo. In particolare, poco pi\u00f9 del 30% degli stranieri residenti (1,5 milioni) sono cittadini di un paese dell\u2019Unione. La restante parte proviene dagli Stati dell\u2019Europa Centro-Orientale non appartenenti all\u2019UE (1,1 milioni).<\/div>\n<div>I gruppi, le cui quote sono pi\u00f9 consistenti, sono i romeni (22,9%), gli albanesi (9,3%) e i marocchini (8,7%): nel complesso, queste tre nazionalit\u00e0 rappresentano il 40,9% del totale degli stranieri residenti.<\/div>\n<\/div>\n<div><\/div>\n<div>\n<div><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><strong>Rapporto Immigrazione:\u00a0i nuovi italiani<\/strong><\/h3>\n<div><\/div>\n<div>Al 31 dicembre 2015 su un totale di 178.035 acquisizioni di cittadinanza di stranieri residenti, 158.891 riguardano non comunitari residenti e 19.144 comunitari, con un aumento, rispetto alla stessa data del 2014, del 37,1%. E\u2019quanto si legge nel rapporto Immigrazione di Caritas Italiana e Fondazione Migrantes, presentato questa mattina a Roma.<\/div>\n<div>Coloro che acquisiscono la cittadinanza per trasmissione dai genitori e coloro che, nati nel nostro Paese al compimento del diciottesimo anno di et\u00e0, scelgono la cittadinanza italiana sono passati da circa 10 mila nel 2011 a oltre 66 mila nel 2015, con una crescita costante e molto sostenuta. A questo proposito, si evidenzia un dato rilevante nel numero di acquisizioni di cittadinanza da parte di diciottenni: sono il 10% dei residenti della stessa et\u00e0 (la classe di et\u00e0 prevalente, 0-17 anni, fa registrare una propensione del 5%), mentre le classi di et\u00e0 centrali, mature ed anziane, si attestano su valori pi\u00f9 modesti compresi tra il 3% e l\u20191% circa.<\/div>\n<div>Con riferimento al genere, si osserva una prevalenza delle acquisizioni della cittadinanza italiana da parte di donne nella classe di et\u00e0 25-39 (quasi 56%). In questo caso incide probabilmente un certo numero di acquisizioni per matrimonio. Prevalgono leggermente gli uomini in tutte le altre classi di et\u00e0, fatta eccezione per le et\u00e0 pi\u00f9 avanzate.<\/div>\n<div>Tra coloro che acquisiscono la cittadinanza italiana i maschi sono uno su due (52%). Le modalit\u00e0 di accesso alla cittadinanza restano differenti tra uomini e donne, anche se nell\u2019ultimo anno si registra una tendenza alla convergenza. Per gli uomini la modalit\u00e0 pi\u00f9 frequente di accesso alla cittadinanza \u00e8 la residenza (56% dei casi nel 2015), mentre il matrimonio \u00e8 una modalit\u00e0 residuale (meno del 3%). Nel 2015, diversamente da quanto avveniva in passato, anche per le donne le acquisizioni di cittadinanza per residenza sono state le pi\u00f9 numerose (42%), superando, seppur di poco, le acquisizioni per trasmissione\/elezione (41%). Si riduce ulteriormente, anche per le donne, la quota di procedimenti avviati a seguito del matrimonio: nel 2015 si attesta intorno al 16% dal 25% nel 2014. Si tratta di un segnale importante: anche per le donne l\u2019acquisizione di cittadinanza \u00e8 sempre pi\u00f9 il frutto di un lungo percorso di integrazione; ci\u00f2 conferma la trasformazione del nostro Paese in terra di insediamento stabile anche per le donne migranti.<\/div>\n<\/div>\n<div><\/div>\n<div>\n<div><\/div>\n<div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><strong>Rapporto Immigrazione:\u00a0la scuola multietnica e l&#8217;universit\u00e0<\/strong><\/h3>\n<div><\/div>\n<\/div>\n<div>Nell\u2019anno scolastico 2015\/2016, gli alunni con cittadinanza non italiana nelle scuole italiane sono 814.851, il 9,2% del totale degli alunni. Rispetto al 2013\/2014, vi \u00e8 stato un aumento di 664 unit\u00e0 (+0,1%). Gli alunni con cittadinanza non italiana nati in Italia sono il 58,7% del totale degli alunni stranieri (erano il 34,7% nell\u2019anno scolastico 2007\/2008). Il dato \u00e8 contenuto nel Rapporto Immigrazione di Caritas Italiana e Fondazione Migrantes presentato oggi a Roma.<\/div>\n<div>L\u2019incidenza degli alunni stranieri sul totale della popolazione scolastica varia in modo molto significativo a seconda delle ripartizioni territoriali italiane. Le maggiori incidenze si riscontrano, nelle regioni del Nord con il valore massimo in Emilia Romagna (15,6%) significativamente pi\u00f9 alto della media nazionale (9,2%), seguita da Lombardia (14,5%) e Umbria (13,8%). L\u2019unica eccezione \u00e8 costituita dalla Val d\u2019Aosta che presenta un\u2019incidenza inferiore alla media italiana (7,6%). Nelle regioni del Centro-Nord, invece, il valore non scende al di sotto del 10%, con la sola eccezione del Lazio (9,3%). Decisamente inferiori i dati relativi alle regioni del Sud.<\/div>\n<div>Nell\u2019anno scolastico 2015\/2016, confermando il dato dell\u2019anno scolastico precedente, la scuola primaria accoglie la maggiore quota di alunni stranieri: 297.285 che corrisponde al 36,5% del totale degli alunni con cittadinanza non italiana.\u00a0Secondo i dati forniti dall\u2019Anagrafe nazionale degli studenti del MIUR, nell\u2019anno accademico 2014\/15, su un totale di immatricolazioni pari a 270.173 studenti, risultano iscritti, nelle universit\u00e0 italiane, 257.100 studenti di nazionalit\u00e0 italiana (il 95,2%), 9.891 studenti non-UE (il 3,7%) e 3.165 studenti UE (l\u20191,2%). Si tratta quindi complessivamente di 13.156 studenti di cittadinanza non italiana. Fra gli studenti non-UE, 5.063 (il 51%) hanno conseguito la maturit\u00e0 in Italia, segnando quindi un sorpasso rispetto agli studenti stranieri in possesso di un titolo di studio ottenuto all\u2019estero. Come per gli studenti italiani, anche per gli stranieri, la componente femminile nelle immatricolazioni all\u2019universit\u00e0 supera quella maschile: fra i 5.640 studenti stranieri UE e non-UE diplomati nel 2014, le femmine iscritte al primo anno sono il 62%. Gli stranieri diplomati in Italia, sia UE sia non UE, pro vengono soprattutto, come gli italiani, dai licei, tuttavia in percentuale minore (il 42,9% e il 34,2% rispetto al 73,8% degli italiani), proprio perch\u00e9 fra gli stranieri \u00e8 alta anche la percentuale di provenienza dalla maturit\u00e0 tecnica (rispettivamente il 29,6% e il 32,7%) e professionale (rispettivamente il 6,4% e il 13,4%, dove invece gli italiani registrano solo un 4%). Nella scelta della facolt\u00e0, gli stranieri diplomati in Italia tendono a privilegiare soprattutto economia, ingegneria, le aree linguistica e politico-sociale. Nell\u2019anno accademico 2015\/16, su un totale di immatricolazioni pari a 271.000 studenti, gli immatricolati sono per il 5% di nazionalit\u00e0 non italiana e sono soprattutto rumeni (14,7%), albanesi (12,6%), cinesi (9,2%).<\/div>\n<div>Negli ultimi anni, varie universit\u00e0 in Italia hanno sviluppato misure di accoglienza e di sostegno per gli studenti stranieri, tuttavia sarebbe opportuna una maggiore attenzione a quella parte di studenti stranieri che hanno conseguito il diploma nel nostro Paese e sovente vi sono nati: per loro, diventa importante sia un\u2019azione di supporto alla scelta universitaria, sia un monitoraggio degli sbocchi professionali.<\/div>\n<\/div>\n<div><\/div>\n<h2><\/h2>\n<h2><strong><a href=\"https:\/\/prezi.com\/p\/xhqavavf_qng\/\">Leggi la sintesi del Rapporto<\/a><\/strong><\/h2>\n<div><\/div>\n<div><\/div>\n<div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><strong>Rapporto Immigrazione:\u00a0l&#8217;intervento di Delfina Licata, coordinatrice del Rapporto<\/strong><\/h3>\n<div><\/div>\n<\/div>\n<div>\n<div>La presentazione del XXVI <i>Rapporto Immigrazione Caritas e Migrantes<\/i> capita in un momento storico importante e particolarmente significativo caratterizzato da un lato dal dibattito forte e particolarmente sentito sulla <b>modifica della legge sulla cittadinanza<\/b> legata allo <i>ius culturae<\/i> e dall\u2019altro dalla <b>giornata mondiale dei rifugiati<\/b>.<\/div>\n<div>Detto in altri termini <b>non \u00e8 importante il quanto ma il chi<\/b> perch\u00e9 la presenza ha cambiato le sue caratteristiche ma \u00e8 anche vero che, a seguito di una serie di elementi sociali, culturali, economici, nazionali, europei e internazionali, \u00e8 la stessa Italia ad essere cambiata anche grazie a chi ha scelto di fermarsi sul nostro territorio e anche a seguito delle nuove partenze degli italiani.<\/div>\n<div>E allora lo scorso anno lo studio ci ha portato a dare voce a quei luoghi in cui l\u2019incontro avviene, cosa non scontata, ma che ha stupito noi per primi. Abbiamo trovato e descritto tante e diverse occasioni in cui prende vita quella che abbiamo definito la \u201c<b>cultura dell\u2019incontro<\/b>\u201d e portando avanti quel ragionamento ci siamo accorti che ogniqualvolta l\u2019incontro avviene ci troviamo di fronte, nella stragrande maggioranza dei casi, un giovane. L\u2019immigrazione ha il volto giovane.<\/div>\n<div>Quest\u2019anno, quindi, l\u2019attenzione, in modo naturale, si \u00e8 rivolta alle \u201cnuove generazioni\u201d, universo semantico ampio e complesso in quanto comprende giovani e giovani adulti, nati in Italia o no, con o senza cittadinanza italiana, occupati o non occupati, che studiano o meno, un \u201cmondo nuovo\u201d da cui deve essere prodotto il nuovo, la nuova Italia, un nuovo presente da cui ripartire e far ripartire il nostro Paese.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><b>Nuove generazioni a confronto<\/b><\/div>\n<div><\/div>\n<div><i>L\u2019Italia di oggi e di domani o riuscir\u00e0 ad essere diversa, capace di nuovi incontri e relazioni, o rischier\u00e0 di non avere futuro. L\u2019incontro \u00e8 la parola chiave che deve guidare le nostre comunit\u00e0.<\/i><\/div>\n<div><\/div>\n<div><b>Un incontro da cui deve originarsi non la tolleranza, non l\u2019ospitalit\u00e0, ma un dialogo tra pari che permetta la convivenza tra pari<\/b><\/div>\n<div><\/div>\n<div><b>E queste \u201cnuove famiglie\u201d di \u201c nuovi italiani\u201d sono linfa vitale per un Paese che ha seri problemi, allarmanti fragilit\u00e0 dovute a sbilanci demografici che vanno corretti con urgenza, ma siamo ancora purtroppo fermi al riconoscimento di tali fragilit\u00e0.<\/b><\/div>\n<div><\/div>\n<div>Lo diciamo nel volume: il divario negativo crescente tra nascite e decessi, la progressiva riduzione del numero delle potenziali madri, l\u2019aumento della longevit\u00e0 e l\u2019inesorabile invecchiamento della popolazione.<\/div>\n<div>Anche all\u2019interno della presenza immigrata stiamo assistendo a una progressiva riduzione della capacit\u00e0 compensativa degli squilibri tipicamente italiani: arrivi sempre pi\u00f9 contenuti, crescita interna dovuta alle nascite e ai ricongiungimenti, ma le stesse nascite tra gli stranieri sono oggi molto pi\u00f9 contenute (69 mila, erano 72 nel 2015, ma 80 mila nel 2012) per cui il calo demografico generale (-86 mila unit\u00e0) non riesce pi\u00f9 ad essere compensato dalla sola componente straniera.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><b>Andare oltre il numero significa riconoscere un\u2019altra Italia, quella che non traspare immediatamente \u2026 i volti<\/b><\/div>\n<div>Una presenza che \u00e8 sempre <b>pi\u00f9 femminile<\/b>, delocalizzata sul territorio anche se alcune <b>regioni sono strutturalmente pi\u00f9 attrattive<\/b> di altre.<\/div>\n<div>Emerge da fonti non statistiche, ma pi\u00f9 qualitative (ricordo che il volume deriva da esperienze e lavori sui territori diocesani) un\u2019attrazione dovuta a cause diverse. Non \u00e8 pi\u00f9 soltanto il lavoro a trattenere, ma in alcune regioni del Sud emergono sempre pi\u00f9 fattori altri, quali la maggiore capacit\u00e0 di sentirsi parte di un territorio, una ospitalit\u00e0 pi\u00f9 sentita, una condivisione pi\u00f9 effettiva.<\/div>\n<div>E vi sono <b>comunit\u00e0 etniche pi\u00f9 numerose di altre<\/b> per una serie di elementi (storici, economici, di prossimit\u00e0 geografica, linguistica e culturale) pi\u00f9 volte richiamati.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><b>Ma l\u2019Italia di oggi \u00e8 anche una presenza di normalit\u00e0 costante\u2026 abbiamo voluto porre in risalto 4 elementi.<\/b><\/div>\n<div>La scuola, l\u2019universit\u00e0 e quindi la formazione all\u2019adultit\u00e0 che poi porta a una partecipazione sentita e quindi la cittadinanza, tema caldo di questi giorni, e alla costituzione di nuovi nuclei familiari in questo Paese<\/div>\n<div><\/div>\n<div><b>Perch\u00e9 si viene in Italia<\/b>. Non siamo ancora abituati a \u201cparlare\u201d di presenza di origine non italiana, parliamo ancora di immigrazione come fenomeno legato alla straordinariet\u00e0 e la realt\u00e0 ci sorprende perch\u00e9 dopo 40 anni di storia di immigrazione in Italia, oggi la questione ha cambiato pelle diventando richiesta di protezione e asilo. Su oltre 3,9 permessi di soggiorni rilasciati la motivazione del lavoro e i motivi familiari, al terzo posto troviamo la richiesta di asilo che ha superato lo studio.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><b>In Italia manca un decreto flussi per lavoro da diversi anni. Gli occupati stranieri sono 2,4 milioni.<\/b><\/div>\n<div>Il lavoro \u00e8 un tema portante, lo \u00e8 sempre stato sia per descrivere il contributo che viene dato all\u2019Italia in termini di mera ricchezza prodotta, facilmente riconoscibile anche dagli stessi dati (oltre 350 mila imprese di cittadini non\u2013UE, forte presenza degli stranieri nel settore industriale e in quello dei servizi alla persona, nelle imprese di pulizia, nell\u2019edilizia, ecc.).<\/div>\n<div>Pi\u00f9 scarsa \u00e8 l\u2019attenzione e il risalto al tema lavoro quale luogo in cui avviene l\u2019incontro felice o meno ritornando al tema di partenza. Noi le abbiamo chiamate \u201cpietre di inciampo\u201d. \u00c8 dove la presenza straniera fa corto circuito, dove si presentano dei problemi.<\/div>\n<div>Nel lavoro queste pietre sono: la <b>segregazione occupazionale<\/b>, la <b>dequalificazione<\/b> e la <b>retribuzione<\/b> differente tra italiani e stranieri.<\/div>\n<div>Un\u2019altra pietra di inciampo \u00e8 <b>l\u2019accesso all\u2019universit\u00e0 provenendo da un liceo <\/b>(il 34% dei non-UE, il 43% dei UE e il 73,8% degli italiani provenienti dai licei verso l\u2019universit\u00e0).<\/div>\n<div>Collegato a questo, <b>l\u2019abbandono scolastico<\/b><\/div>\n<div>E poi la <b>questione giustizia<\/b>. Quelle stesse comunit\u00e0 che sono le pi\u00f9 numerose e che sono presenti sul nostro territorio da pi\u00f9 tempo sono quelle che delinquono di pi\u00f9 e tale caratteristica la riscontriamo anche tra i minori che delinquono. \u00c8 questo un luogo nel quale agire, un segnale sul quale porre attenzione e cercare di operare.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><b>Ma ci sono elementi positivi di una Italia che non ti aspetti, di una Italia da riconoscere nelle sue positivit\u00e0. Abbiamo voluto individuare 3 di questi aspetti.<\/b><\/div>\n<div>Dal 2014 (610) al 2016 (3.247) <b>+532% delle domande presentate da stranieri aventi requisiti per partecipare al Servizio Civile<\/b> (soprattutto nei settori ambiente e protezione civile; assistenza; educazione-istruzione) quindi legati fortemente e strettamente alle realt\u00e0 territoriali.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><b>Il tasso di overeducation<\/b> ovvero l\u2019impego in occupazioni di livello inferiore rispetto alla preparazione e formazione.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><b>Il vicino di casa<\/b>. Uso dell\u2019innovazione per generare socialit\u00e0 di prossimit\u00e0 inclusiva e gratuita. Social Street del quartiere Sarpi a Milano come caso concreto di cittadinanza attiva, interetnica e interculturale (<i>bookcrossing<\/i>, social-pulizia)<\/div>\n<div><\/div>\n<div><b>Se siamo chiamati a un compito in quanto persone \u00e8 quello di impegnarci sempre a essere migliori domani rispetto a ci\u00f2 che siamo oggi.<\/b><\/div>\n<div>Aderire a una campagna come <i>L\u2019Italia sono anche io<\/i> non solo come gesto di civilt\u00e0, ma perch\u00e9 crediamo in un futuro diverso, dove nessuno deve essere escluso per il semplice motivo che ne \u00e8 gi\u00e0 parte integrante, protagonista di diritto, <i>cittadino senza cittadinanza<\/i> appunto.<\/div>\n<div>Purtroppo questo non sta avvenendo per quanto riguarda la legge sulla cittadinanza, da troppo tempo attesa, messa in discussione, uno <i>ius culturae<\/i> di cui troppo pochi parlano correttamente sottolineando lo <i>ius soli<\/i> e sbagliando perch\u00e9 non c\u2019\u00e8 nessun automatismo.<\/div>\n<div>\u00c8 consuetudine terminare per carpire l\u2019attenzione di chi ascolta con una frase ad effetto presa da grandi personaggi della storia o dell\u2019attualit\u00e0. Io voglio soffermarmi su un piccolo grande personaggio:<\/div>\n<div>Basim 9 anni nato a Roma da genitori marocchini che, intervistato da Giulia Santerini, alla domanda \u201cLo sai che lo Stato italiano non vi riconosce come italiani?\u201d risponde per me \u201cio sono cittadino italiano. Non importa la cittadinanza. Io sono italiano, voglio solo che lo capite\u201d.<\/div>\n<div>In altri termini, la cittadinanza \u00e8 una invenzione dell\u2019uomo, ci\u00f2 che conta \u00e8 ci\u00f2 che siamo, ci\u00f2 che sentiamo di essere, ci\u00f2 che riconosciamo di essere prima noi stessi e poi agli altri.<\/div>\n<div>I bambini in questo sono degli insegnanti importanti per noi adulti perch\u00e9 riescono a vedere il mondo con occhi disincantati. Vi racconto un episodio personale. Ho una nipote di 8 anni che vive a oltre 600 chilometri da Roma la sento ogni giorno e mi racconta della sua vita, delle sue giornate a scuola e, da settembre scorso, ha iniziato a raccontarmi della sua nuova compagna di scuola, quella che \u00e8 diventata la sua migliore amica, la compagna di giochi insostituibile, Sofia. Un <i>weekend<\/i> sono andata a prenderla da scuola all\u2019uscita pomeridiana e l\u2019accordo era di andare a mangiare un gelato in tre con la famosa Sofia cos\u00ec me la faceva conoscere. All\u2019uscita mia nipote \u00e8 corsa da me, ma io non sapevo chi fosse Sofia e gliel\u2019ho chiesto e mia nipote mi ha risposto \u201cEccola!!! ha la maglia rosa!\u201d Io ne vedevo almeno 5 di maglie rosa. Una insegnante avvisata da mia sorella che sarei andata io a prenderle mi si avvicina e mi dice: forse non le avevano detto che Sofia \u00e8 una bimba di colore? Nel frattempo Sofia si era avvicinata e risponde alla maestra: Io non sono di colore! Miriam (cio\u00e8 mia nipote) s\u00ec. Guardatela \u00e8 tutta rossa!<\/div>\n<div>Questa storia ci dice proprio quanto i bambini non abbiano costrutti mentali, preconcetti finch\u00e8 noi adulti non li trasmettiamo anche a loro e quanta responsabilit\u00e0 abbiamo su questo! Per Miriam, Sofia ha la maglia rosa non la pelle scura. Per Sofia, Miriam ha la pelle bianca, talmente bianca che diventa subito rossa!<\/div>\n<div>Se imparassimo dai bambini, saremmo probabilmente davvero persone migliori!<\/div>\n<\/div>\n<div><\/div>\n<div><\/div>\n<div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><strong>Rapporto Immigrazione:\u00a0l&#8217;intervento di\u00a0Mons. Di Tora<\/strong><\/h3>\n<div><\/div>\n<\/div>\n<div>\n<div>Solo pochi giorni fa sono stato, insieme al card. Montenegro, a un convegno internazionale ad Agrigento dal titolo \u201c<i>La sfida migratoria. Politiche e modelli di accoglienza a confronto<\/i>\u201d.<\/div>\n<div>Anche oggi in questo tempo insieme \u00e8 emerso che ci troviamo davanti <b>a un tempo straordinario<\/b>, <b>un tempo di sfida<\/b> di fronte alla quale dobbiamo <i>reagire<\/i> e <i>agire<\/i>, come Chiesa certamente, ma prima come singole persone, cittadini, capaci di pensare e pensarsi parti di un progetto comune, di una casa comune, di una nazione in difficolt\u00e0 da tempo.<\/div>\n<div>Lo ha detto lo stesso Santo Padre al Presidente Mattarella qualche giorno fa: viviamo un tempo nel quale l\u2019Italia e l\u2019Europa sono chiamate a confrontarsi con problemi di varia natura, quali il terrorismo internazionale, la recessione economica, la crisi occupazionale e, non da ultimo, il fenomeno migratorio, accresciuto dalle guerre e dai gravi e persistenti squilibri sociali ed economici di molte aree del mondo.<\/div>\n<div>Un momento storico complesso, che contribuisce ad aumentare la <b>sfiducia nel futuro<\/b> non favorendo la nascita di nuove famiglie e di figli.<\/div>\n<div>Demograficamente, e lo abbiamo sentito, la situazione italiana \u00e8 seriamente preoccupante: sempre pi\u00f9 anziani, sempre pi\u00f9 morti, sempre meno nascite, sempre meno giovani, sempre pi\u00f9 partenze, sempre meno ritorni \u2026 un paese \u201cdestinato a morire\u201d, lo leggiamo ormai quotidianamente sui giornali o lo ascoltiamo in televisione.<\/div>\n<div>Eppure gli studi, e questo nostro <i>Rapporto Immigrazione<\/i> di oggi in particolare, ci restituiscono gli <b>elementi dai quali ripartire<\/b>.<\/div>\n<div>Quali sono questi elementi?<\/div>\n<div><b>In un momento storico in cui il fenomeno migratorio deve essere definito epocale, esso ha il volto del giovane<\/b>.<\/div>\n<div>I migranti sono giovani e se i giovani sono i pi\u00f9 colpiti da questo tempo essi, loro malgrado, ne continuano ad essere i protagonisti indiscussi.<\/div>\n<div>Gli immigrati che risiedono stabilmente sul nostro territorio hanno scelto di restare in Italia. Sono giovani prevalentemente che vogliono impegnarsi a <b>ri-costruire<\/b> la casa comune, a <b>partecipare<\/b> alla costruzione del bene comune.<\/div>\n<div>Lo sentiamo e lo vediamo attraverso le richieste di modificare la legge sulla cittadinanza, da tanto troppo tempo ferma, e poi il sollecitare di essere sempre pi\u00f9 presenti negli spazi di decisione pubblica, nazionale e locale.<\/div>\n<div>E dai territori ricevono risposte pi\u00f9 o meno positive, pi\u00f9 o meno accoglienza, pi\u00f9 o meno aperture alla partecipazione e alla piena e incondizionata condivisione.<\/div>\n<div>Mi fermo un momento su quanto sta capitando a proposito dello Ius Soli. Qui non si tratta di aprire a realt\u00e0 nuove, ma di riconoscere una situazione che gi\u00e0 esiste.<\/div>\n<div>Si tratta di riconoscere la cittadinanza a coloro che di fatto sono gi\u00e0 italiani: figli di genitori da tempo in regola nel nostro Paese o giovani che studiano qui e, anche se non nati in Italia, sono integrati.<\/div>\n<div><b>L\u2019Italia sta rispondendo bene a livello nazionale e internazionale<\/b>. Ne \u00e8 prova l\u2019accoglienza e il primo soccorso di chi sbarca o \u00e8 vicino alle coste italiane. Ne \u00e8 prova l\u2019impegno della capillare rete diocesana, ma certamente si potrebbe e si deve fare di pi\u00f9 senza dimenticare chi sul territorio italiano ha scelto di restare da tempo, chi ha fatto nascere i propri figli, chi produce ricchezza economica attraverso il suo lavoro, ma dobbiamo andare oltre e pensare alla ricchezza immateriale, quella linguistica e culturale che da sempre rendono l\u2019Italia crogiuolo di diversit\u00e0, riferimento di raffinatezza, humus intellettuale estremamente fertile.<\/div>\n<div>Spesso questa produzione non direttamente visibile, ma per la quale occorre particolare riflessione, viene dimenticata sia negli studi sia nelle riflessioni che seguono gli studi.<\/div>\n<div><b>Purtroppo oggi si parla di popoli, non pi\u00f9 di persone; di numeri, non di individui. E cos\u00ec l\u2019essere umano, creato ad immagine di Dio, passa in secondo piano.<\/b><\/div>\n<div>Dobbiamo impegnarci, ciascuno di noi presenti qui oggi, nel proprio campo di lavoro e di impegno, a non mettere in secondo piano l\u2019individuo, a dare un volto a colui di chi parliamo.<\/div>\n<div>E se lo scorso anno attraverso il <i>Rapporto Immigrazione<\/i> la riflessione comune di Caritas se Migrantes sollecitava a riconoscere gli incontri che normalmente avvengono nel nostro presente per poi farli diventare la normalit\u00e0 del vivere quotidiano, la cultura caratterizzante dei nostri territori, lo stile dell\u2019Italia, una sorta di <i>italian style<\/i>, quest\u2019anno la nostra proposta \u00e8 quella di mettere al centro del nostro pensiero e della nostra azione il giovane, in tutte le sue \u201cesistenze\u201d e \u201cdeclinazioni\u201d, di cittadinanza non italiana per lo specifico studio qui oggi presentato, ma non di certo escludendo i giovani italiani.<\/div>\n<div>Le nuove generazioni appunto, che comprendono un mondo variegato. Li abbiamo visti a scuola, nelle universit\u00e0, nelle culle, sui posti di lavoro, nelle chiese, ma anche nelle moschee e nei templi pi\u00f9 diversi; li leggiamo descritti nelle mansioni occupazionali pi\u00f9 diverse, oppure completamente sfiduciati nel fare (la generazione dei NEET): li troviamo descritti come richiedenti asilo o rifugiati, bambini soli, non accompagnati, volontari del Servizio Civile, vicini di casa.<\/div>\n<div>Un mondo cos\u00ec complesso e diverso che io stesso ne sono rimasto affascinato. Mi rallegra pensare a quanto lo stesso mondo del volontariato sia arricchito dalla presenza di giovani di nazionalit\u00e0 non italiana, quel volontariato che tanto d\u00e0 gratuitamente, sostituendosi in molti aspetti a uno Stato che arranca faticosamente.<\/div>\n<div>Ma sarebbe ingrato non sottolineare l\u2019impegno delle istituzioni e di quanti \u2013 cittadini di nazionalit\u00e0 italiana o no, \u2013 si adoperano, mediante solerte generosit\u00e0 e facendo appello alle loro risorse spirituali, per trasformare le sfide incontrate in occasioni di crescita e in nuove opportunit\u00e0.<\/div>\n<div>Migrano i giovani, italiani e di ogni nazionalit\u00e0, e continueranno a farlo, spinti dalla sete di futuro, dal desiderio di sentirsi vivi. Lo raccontano nelle nostre ricerche sulla immigrazione e sull\u2019emigrazione. Lo raccontano nei nostri incontri. Lo testimoniano nei nostri progetti diocesani. Migrano con maggiori conoscenze e capacit\u00e0, spinti dalla difficolt\u00e0 di accedere a un lavoro stabile e dignitoso, in un tempo in cui tutto si muove con maggiore facilit\u00e0, ma spetta a noi raccogliere anche la naturale nostalgia umana che il migrante avverte lontano da \u201ccasa\u201d accompagnandolo nella scelta, ponderata ed entusiasta, non per forza di cose limitata al nostro paese, di un nuovo luogo in cui sentirsi non accolto, ma nuovamente \u201ca casa\u201d.<\/div>\n<\/div>\n<div><\/div>\n<div><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><strong>Rapporto Immigrazione:\u00a0l&#8217;intervento del Card. Francesco Montenegro<\/strong><\/h3>\n<div><\/div>\n<div><strong>QUI:<\/strong> <a href=\"http:\/\/www.migrantesonline.it\/pls\/siti\/V3_S2EW_CONSULTAZIONE.mostra_pagina?id_pagina=19534&amp;rifi=guest&amp;rifp=guest\">http:\/\/www.migrantesonline.it\/pls\/siti\/V3_S2EW_CONSULTAZIONE.mostra_pagina?id_pagina=19534&amp;rifi=guest&amp;rifp=guest<\/a><\/div>\n<p>&nbsp;\t\t<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>Rapporto Immigrazione: la presenza straniera in Italia \u00a0 &#8211; \u00a0\u00a0I dati diffusi dall\u2019ISTAT sulla popolazione residente mostrano che al 1\u00b0 gennaio 2016 risiedevano in Italia <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=13434\" title=\"Rapporto Immigrazione: la presenza straniera in Italia\">[&#8230;]<\/a><\/p>\n<\/div>","protected":false},"author":1,"featured_media":13435,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[31,24,20,30],"tags":[],"class_list":["post-13434","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-immigrazione","category-lavoro","category-politica","category-popolazione"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.4 - 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