{"id":12478,"date":"2017-04-15T19:07:56","date_gmt":"2017-04-15T17:07:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.filef.net\/2017\/04\/15\/12059-pd-parlamentari-estero\/"},"modified":"2019-06-20T14:34:16","modified_gmt":"2019-06-20T14:34:16","slug":"12059-pd-parlamentari-estero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=12478","title":{"rendered":"12059 PD &#8211; Parlamentari estero."},"content":{"rendered":"<p>\t\t\t\t20160504 23:29:00 guglielmoz<\/p>\n<p>1 \u2013 MARCO FEDI: IL CORRIERE DI TUNISI COMPIE 60 ANNI. UN PASSAGGIO IMPORTANTE PER LA COMUNIT\u00c0 ITALIANA IN TUNISIA E PER LA STAMPA IN ITALIANO ALL\u2019ESTERO. La scorsa settimana si \u00e8 celebrato a Tunisi il sessantesimo anniversario della fondazione del Corriere di Tunisi con una serie di importanti iniziative. Per l&#8217;occasione \u00e8 stato pubblicato un numero speciale del mensile che raccoglie diversi contributi e testimonianze.<br \/>\n2 &#8211; LA MARCA (PD): INTENSA DOMENICA DI INIZIATIVE E DI INCONTRI COMUNITARI A MONTREAL<br \/>\n3 &#8211;  L\u2019ON. LA MARCA HA ACCOMPAGNATO AD OTTAWA E TORONTO IL SOTTOSEGRETARIO DELLA VEDOVA IN VISITA UFFICIALE IN CANADA<br \/>\n4 &#8211;  FARINA (PD): \u201cHO RICHIESTO AI MINISTRI DEGLI ESTERI E DEL LAVORO DI SEMPLIFICARE LE PROCEDURE DI ACCERTAMENTO DELL\u2019ESISTENZA IN VITA DEI PENSIONATI\u201d<br \/>\n5 &#8211;  FEDI E PORTA (PD) &#8211; PENSIONE ANTICIPATA: ANCHE LE LAVORATRICI ITALIANE ALL\u2019ESTERO POSSONO USUFRUIRE DELL\u2019\u201dOPZIONE DONNA<br \/>\n6 &#8211;  LA MARCA: OGGI A TORONTO L\u2019INAUGURAZIONE DELL\u2019ITALIAN FALLEN WORKERS MEMORIAL<br \/>\n7 &#8211;  FEDI (PD)\/ RIENTRO CERVELLI E MODALIT\u00c0 D\u2019ATTUAZIONE: CHE FINE HA FATTO IL DECRETO DEL MEF?<br \/>\n L\u2019intreccio delle normative introdotte negli ultimi anni per disciplinare le agevolazioni fiscali a favore dei \u201ccervelli\u201d che rientrano in Italia sta generando purtroppo un po\u2019 di confusione tra i soggetti potenzialmente interessati i quali mi scrivono per avere chiarimenti.<br \/>\n8 &#8211; FEDI INCONTRA A ROMA I RAPPRESENTANTI DEL COMITES DELL\u2019EGITTO: LA NOSTRA COMUNIT\u00c0 RICHIEDE MAGGIORE ATTENZIONE E INTERESSE.<br \/>\nL\u2019On. Fedi ha incontrato ieri alla Camera dei Deputati Piero Donato e Alessandro Lezzi, componenti del Comites dell&#8217;Egitto, e Andrea Melchiorri.<\/p>\n<p>1 &#8211; IL CORRIERE DI TUNISI COMPIE 60 ANNI. &#8211; UN PASSAGGIO IMPORTANTE PER LA COMUNIT\u00c0 ITALIANA IN TUNISIA E PER LA STAMPA IN ITALIANO ALL\u2019ESTERO. Di seguito il contributo dell\u2019on. Marco Fedi.<br \/>\nIl Corriere di Tunisi compie sessant\u2019anni. Un passaggio denso di memoria storica e di implicazioni attuali, che proietta il suo significato sull\u2019intera vicenda della stampa in italiano all\u2019estero.<br \/>\nUna lunga parabola storica, si diceva. Il Corriere di Tunisi, infatti, affonda le sue radici ideali e culturali nell\u2019appassionante vicenda della famiglia Finzi, di lontana tradizione liberale e democratica. Una famiglia di esuli politici, di emigrati e di protagonisti della vita culturale e civile della Tunisia. Italiani di una diaspora aperta all\u2019incontro e al dialogo, promotori di un solido legame culturale, sociale e politico tra Italia, Tunisia e Paesi del Nord Africa, quasi una premonizione dell\u2019orientamento che oggi l\u2019intera Unione comunitaria persegue in quella parte di Mediterraneo, cruciale per il futuro della stessa Europa.<br \/>\nUna storia che risale addirittura ai moti liberali del 1820-21, nati per reazione all\u2019assetto restauratore del Congresso di Vienna, che assicur\u00f2 all\u2019Europa oltre trent\u2019anni di pace, ma a prezzo di dure repressioni. Le grandi Potenze avevano infatti ricercato un equilibrio tra loro, a scapito delle legittime aspirazioni nazionali. Alla privazione di libert\u00e0 si aggiunse una grave crisi economica, particolarmente acuta nel 1817-18, che fu causa di povert\u00e0, carestia e disoccupazione e aliment\u00f2 i moti popolari e la nascita delle societ\u00e0 segrete, in particolare della Carboneria. Scopo di queste associazioni era la trasformazione dei regimi assolutistici in regimi costituzionali.<br \/>\nE\u2019 questo il periodo in cui Giulio Finzi, insieme a molti altri giovani liberali, si trasfer\u00ec da Livorno a Tunisi, dopo il fallimento dei moti carbonari del 1820&#8209;1821. Essi ebbe\u00adro un ruolo importante nella modernizzazione dello Stato tunisino e contribuirono attiva\u00admente alla creazione di infrastrutture, opere civili e imprese, come tipografie, ospedali, banche, scuole laiche e militari, che indussero le autorit\u00e0 locali pi\u00f9 lungimiranti a incoraggiarli a stabilirsi in modo definitivo in Tunisia.<br \/>\nSu questo solido retroterra storico e ideale, a Tunisi nasceva sessant\u2019anni fa il Corriere, fondato dalla famiglia Finzi, che nel corso della sua lunga esistenza \u00e8 stato un costante fattore di promozione della comunit\u00e0 italiana nel quadro dell\u2019evoluzione della societ\u00e0 tunisina e un presidio democratico per l\u2019intero contesto locale.<br \/>\nIl punto di incrocio pi\u00f9 alto e significativo dell\u2019impegno del giornale con la societ\u00e0 tunisina \u00e8 stato sicuramente la \u201cprimavera araba\u201d. Il 17 dicembre 2010, preso dalla disperazione, un giovane venditore ambulante tunisino di nome Mohamed Bouazizi si suicidava, dandosi fuoco, per protesta contro la disoccupazione e i soprusi della polizia, e dava il via a sommosse popolari in tutto il mondo arabo. Cinque anni dopo un altro giovane tunisino, Ridha Yahyaoui, si toglieva la vita per l\u2019esasperazione di non trovare lavoro, scatenando le proteste popolari nelle stesse citt\u00e0, che cinque anni fa abbattevano il regime di Zine el Abidine Ben Ali.<br \/>\nNonostante l\u2019esperienza tunisina sia stata considerata quella di maggior successo nel panorama della cosiddetta \u201cprimavera araba\u201d per il progresso democratico che ha innescato, essa \u00e8 diventata allo stesso tempo un esempio delle contraddizioni che possono scaturire dall\u2019incapacit\u00e0 di far fronte al malessere economico, all\u2019isolamento e alla frustrazione dei giovani nordafricani.<br \/>\nIl Corriere di Tunisi, in un ambiente attraversato da tensioni cos\u00ec acute, ha svolto il suo compito con grande capacit\u00e0 di dialogo interculturale e interreligioso. Lo ha fatto con la propria comunit\u00e0, con la societ\u00e0 tunisina, con le istituzioni italiane, con la tenacia e la consapevolezza di chi sa che i diritti dei nostri connazionali si possono tutelare veramente solo nel quadro di politiche positive a favore delle comunit\u00e0 italiane nel mondo e in stretto collegamento con il progresso delle societ\u00e0 di insediamento. Il lavoro giornalistico \u00e8 stato un quotidiano impegno di riflessione e di analisi volto a sostenere le istanze di partecipazione democratica della comunit\u00e0 degli italiani nel mondo, a creare le condizioni per una forte presenza in Tunisia, Paese sempre amato profondamente, ad alimentare l\u2019intento di essere parte dei passaggi della storia del Mediterraneo.<br \/>\nAncora oggi attorno al Corriere di Tunisi si raccoglie una dinamica e attiva comunit\u00e0 italiana e una comunit\u00e0 tunisina che ha sognato, con Elia e tutta la famiglia Finzi, il cambiamento, la speranza di continuare a crescere nella libert\u00e0 e nella democrazia. Per questa continua spinta verso il cambiamento dobbiamo essere grati al Corriere di Tunisi e alle generazioni di uomini e donne che attraverso la carta stampata, l\u2019editoria, la comunicazione ci hanno raccontato il cammino verso il progresso ed in molti casi ne sono stati protagonisti.<br \/>\nAlla stampa italiana all\u2019estero si guarda spesso con sufficienza, considerandola un fenomeno sostanzialmente residuale rispetto all\u2019editoria nazionale e alla stessa vicenda emigratoria. Si tratta di una rappresentazione storicamente non fondata perch\u00e9 essa non solo \u00e8 stata un fattore importante nella costruzione della comunit\u00e0 italiana nel mondo, ma ha rispecchiato la stessa evoluzione della societ\u00e0 italiana, nonch\u00e9 la formazione e le trasformazioni che lo Stato nazionale ha subito nel corso del tempo.<br \/>\nNon a caso il periodo nel quale le testate italiane all\u2019estero nascono e si diffondono \u00e8 quello risorgimentale, ad opera soprattutto della diaspora di liberali, mazziniani e garibaldini che furono costretti a lasciare il Paese per evitare le repressioni poliziesche. In questo quadro, ad esempio, si collocano la creazione di una catena di giornali in italiano, impegnati a \u201cmantenere vivo tra i nostri lo spirito della patria\u201d, in Brasile (1836), in Uruguay (1841) e a Buenos Aires (1856) ad opera del mazziniano Giovanni Battista Cuneo; la stessa funzione ebbero \u201cEl Correo Atlantico\u201d (1836) tra Stati Uniti e Messico per merito di Orazio De Attellis, \u201cL\u2019Eco d\u2019Italia\u201d (1849) a New York per iniziativa di Francesco Secchi de Casali, e altri ancora.<br \/>\nUna pi\u00f9 forte capillarizzazione di questa esperienza e un passaggio dai temi patriottici e risorgimentali a quelli prevalentemente di natura sociale si sono avuti con l\u2019emigrazione di massa. Si \u00e8 trattato di pubblicazioni che hanno avuto il sostegno della rete di associazioni di mutuo soccorso che nel frattempo si erano costituite e diffuse, sotto la spinta dei principi solidaristici propagati dal nascente movimento dei lavoratori. In Europa, nello stesso periodo, si segnalano le esperienze di periodici non solo informativi, ma politici e culturali che si ebbero soprattutto in Svizzera e in Francia, in particolare a Parigi e a Marsiglia. Postazioni destinate diventare un riferimento importante, quando, dopo l\u2019avvento del fascismo, verso di esse si diressero i nuovi esuli della libert\u00e0.<br \/>\nSiamo di fronte, dunque, ad un importante patrimonio sociale, civile e culturale che in passato ha avuto una funzione essenziale nel costituire il profilo delle nostre comunit\u00e0, nel favorirne un\u2019integrazione non subalterna, nel mediare gli interessi del nostro Paese in contesti stranieri e nel preservare la lingua italiana. Un ruolo che per molti tratti conserva la sua validit\u00e0 ancora oggi, anche in considerazione del fatto che vi sono all\u2019estero poco meno di cinque milioni di cittadini italiani chiamati ad esprimere i loro diritti anche attraverso una partecipazione democratica consapevole.<br \/>\nNello stesso tempo, come nel caso del Corriere di Tunisi, sono strumenti che hanno la possibilit\u00e0 di contribuire significativamente alle dinamiche della societ\u00e0 in cui operano, nel nostro caso quella tunisina. Ritrovare lo spirito e l\u2019essenza della \u201cprimavera araba\u201d significa riprendere e dare sviluppo ai passaggi democratici che si sono realizzati: maggiore libert\u00e0 di espressione e pi\u00f9 ampia partecipazione democratica, con le elezioni politiche e la costituente per approvare la nuova Costituzione. Sono passaggi fondamentali anche se ancora parziali, insidiati per altro dal terrorismo jihadista e dalle incursioni di Daesh ai propri confini. Ma, nonostante la seriet\u00e0 di queste minacce, non c\u2019\u00e8 altra strada da percorrere. E il Corriere di Tunisi, dopo sessant\u2019anni di impegno ininterrotto, resta saldamente collocato in questa prospettiva.  <\/p>\n<p>2 &#8211; LA MARCA (PD): INTENSA DOMENICA DI INIZIATIVE E DI INCONTRI COMUNITARI A MONTREAL<br \/>\nPer l\u2019On. Francesca La Marca domenica 24 aprile \u00e8 stata una giornata densa di iniziative e di incontri comunitari a Montreal. Roma, 27 aprile 2016<br \/>\nLa parlamentare, infatti, nella mattinata ha partecipato ai festeggiamenti per il sessantacinquesimo anniversario della chiesa italo-francofona di Santa Caterina da Siena, nell\u2019area ad ovest della citt\u00e0. Oltre all\u2019Arcivescovo di Montreal, Monsignor Christian L\u00e9pine, e al Parroco Padre Igino, di origine italiana, erano presenti tra gli altri il Console Filippo Lonardo, la Senatrice Marisa Ferretti Barth del CRAIC, i Professori Mulas e Piccolo del PICAI, Giuseppe Continiello, segretario del Circolo del PD di Montreal e alcuni docenti universitari di origine italiana.<br \/>\nDopo la messa, c\u2019\u00e8 stato un ricevimento preparato grazie all\u2019apporto di volontari, quasi tutti di origine italiana. Nel breve saluto portato ai circa 350 convenuti, l\u2019On. La Marca ha dato merito ad alcuni protagonisti della vita comunitaria di Montreal presenti in sala del costante e disinteressato contributo da essi dato alla causa comune e ha fatto cenno alla necessit\u00e0 di salvaguardare l\u2019insegnamento dell\u2019italiano a Montreal e, in particolare, un ente, come il PICAI, che da oltre quarant\u2019anni svolge meritoriamente la sua funzione formativa. La parlamentare, infine, si \u00e8 compiaciuta di essere in una comunit\u00e0 cos\u00ec unita ed autorevole, animata da un forte senso di solidariet\u00e0 e di servizio: \u201cIl meglio dell\u2019Italia fuori d\u2019Italia\u201d, ha commentato.<br \/>\nNel pomeriggio, l\u2019On. La Marca ha visitato \u201cRadio Centre-Ville\u201d, dove il programma in italiano \u00e8 promosso e coordinato dal giornalista Giuseppe Continiello, e successivamente si \u00e8 spostata presso la sede principale del PICAI, dove ha potuto visitare i locali e l\u2019importante biblioteca messa a disposizione della comunit\u00e0. Nella sede dell\u2019ente gestore si \u00e8 avuto un proficuo scambio di opinioni tra la parlamentare italiana, la Senatrice Barth, i rappresentanti del PICAI Mulas e Piccoli, Giuseppe Continiello e altri presenti. Si \u00e8 manifestato un consenso unanime sull\u2019esigenza di ottenere da parte del Ministero degli esteri, nel pieno rispetto della normativa vigente, il ripristino dei finanziamenti sospesi da alcuni anni, pena un obiettivo e dannoso arretramento dell\u2019offerta linguistica in italiano in una realt\u00e0 importante come quella di Montreal e dell\u2019intero Quebec. <\/p>\n<p>3 &#8211;  L\u2019ON. LA MARCA HA ACCOMPAGNATO AD OTTAWA E TORONTO IL SOTTOSEGRETARIO DELLA VEDOVA IN VISITA UFFICIALE IN CANADA Roma, 26 aprile 2016<\/p>\n<p>L\u2019On. La Marca ha presenziato a tutti gli eventi nei quali si \u00e8 sviluppata la visita ufficiale in Canada del Sottosegretario Benedetto Della Vedova, dopo le deleghe a lui assegnate dal Ministro Gentiloni, tra le quali anche quella per il paese nordamericano.<br \/>\nLa visita si \u00e8 svolta dal 20 al 22 aprile, sotto l\u2019attenta ed esperta regia dell\u2019Ambasciatore d\u2019Italia Gianlorenzo Cornado, ed \u00e8 stata densa di incontri istituzionali e di contatti con rappresentanti di forze economiche e sociali, che si sono tenuti ad Ottawa e a Toronto. Essa \u00e8 iniziata mercoled\u00ec 20 aprile ad Ottawa con un ricevimento presso la residenza dell&#8217;ambasciatore Cornado, al quale erano presenti parlamentari federali italo-canadesi ed esponenti della comunit\u00e0 italiana della capitale canadese. Tra questi, i deputati federali Judy Sgro e Francesco Sorbara. Presenti anche diversi ricercatori italiani in Canada. Si \u00e8 parlato di come rafforzare i legami tra i due governi, alla luce del cambiamento di governo in Canada, della considerazione che l\u2019Italia ha per il Canada di oggi, di scambi a livello parlamentare e di altre questioni di rilevante importanza tra le due realt\u00e0.<\/p>\n<p>L\u2019indomani, gioved\u00ec 21, l\u2019On. La Marca ha partecipato sempre ad Ottawa al Convegno &quot;Brexit, refugees and security: the EU at the crossroads&quot;, organizzato dal think tank CIGI (Centre for International Governance and Innovation) insieme al IDRC (International Development Research Centre) e la Carlton University di Ottawa. L\u2019intervento del Sottosegretario Della Vedova, seguito da un acceso e stimolante dibattito, si \u00e8 concentrato sul ruolo politico dell&#8217;Italia all&#8217;interno della UE. Ha fatto seguito uno scambio informale di idee con docenti universitari di scienze politiche e di relazioni internazionali.<br \/>\nIn serata, la parlamentare ha partecipato ad un ricevimento, ancora presso la residenza dell&#8217;ambasciatore, nel corso del quale il Sottosegretario Della Vedova ha incontrato i rappresentati del Sistema Italia e delle aziende italiane in Canada, nonch\u00e9 alcuni rappresentanti del governo canadese. Nell\u2019occasione si \u00e8 parlato dei rapporti commerciali tra i due paesi e di come rafforzarli, dell\u2019attiva presenza in Canada di alcune grandi imprese come l\u2019ENI, la Finmeccanica, la Fincantieri, la cui testimonianza \u00e8 stata portata direttamente dai rappresentanti delle aziende presenti all\u2019incontro.<br \/>\nIl Sottosegretario Della Vedova e l\u2019On. La Marca venerd\u00ec 22 aprile si sono spostati a Toronto, dove si \u00e8 svolto un incontro con circa cinquanta rappresentanti della collettivit\u00e0 italiana presso il Consolato. In quella sede si \u00e8 tenuta una tavola rotonda tra il Sottosegretario, l&#8217;Ambasciatore Cornado, il Console Pastorelli e l\u2019On. La Marca. L\u2019esponente di governo italiano ha risposto alle domande formulate da diversi esponenti della comunit\u00e0, ad esempio della Camera di Commercio, del Comites, del circolo PD e di altri. L\u2019On. La Marca si \u00e8 soffermata sull\u2019attenzione che il Governo Renzi sta manifestando nei riguardi della comunit\u00e0 italiane, sulle questioni della cittadinanza, dei rapporti bilaterali Italia-Canada e dell\u2019Express Entry System, che presenta per gli italiani aspetti di evidente problematicit\u00e0. La parlamentare ha concluso il suo intervento ricordando le sue proposte di legge e le iniziative parlamentari pi\u00f9 significative.<br \/>\nLa giornata di incontri si \u00e8 conclusa con un ricevimento per la Business Community offerto dalla Camera di Commercio di Sondrio, presente con una sua delegazione, presso un ristorante italiano.<br \/>\nA commento della visita, l\u2019On. La Marca ha dichiarato: \u201cSi \u00e8 trattato di un proficuo giro di incontri con interlocutori istituzionali, uomini di affari e rappresentanti di comunit\u00e0 che ha consentito di verificare il buono stato di salute dei rapporti tra Italia e Canada, di rilevare gli aspetti di eccellenza e le buone pratiche e di precisare gli impegni sui quali concentrare gli sforzi nell\u2019immediato futuro. Per me, in particolare, \u00e8 stato un\u2019utile ricognizione di situazioni e problemi di cui, naturalmente, terr\u00f2 debito conto nello sviluppo della mia attivit\u00e0 parlamentare\u201d.<\/p>\n<p>4 &#8211;  FARINA (PD): \u201cHO RICHIESTO AI MINISTRI DEGLI ESTERI E DEL LAVORO DI SEMPLIFICARE LE PROCEDURE DI ACCERTAMENTO DELL\u2019ESISTENZA IN VITA DEI PENSIONATI\u201d Roma, 27 aprile 2016<br \/>\nPer i pensionati italiani all\u2019estero ogni anno si rinnovano l\u2019ansia e il fastidio della certificazione dell\u2019esistenza in vita, da inviare alla City Bank (la banca erogatrice di cui l\u2019INPS si serve) a distanza di alcuni mesi dall\u2019invio da parte della stessa banca del modulo di certificazione, pena la sospensione dell\u2019assegno mensile. Con tutte le conseguenze che si possono immaginare.<br \/>\nBeninteso, l\u2019INPS fa bene a fare le sue verifiche per evitare di continuare a trasferire somme, sia pure talvolta irrisorie, anche dopo la scomparsa del pensionato, somme che poi diventano non meno complicati e dolorosi recuperi di indebiti a carico dei parenti. Lo stesso ente, per altro, ha annunciato che attraverso i suoi riscontri \u00e8 riuscito a fare chiarezza su circa 24.000 situazioni, che su 370.000 titolari di pensioni all\u2019estero non sono proprio un\u2019inezia.<br \/>\nIl problema vero, tuttavia, \u00e8 la periodicit\u00e0 e le modalit\u00e0 richieste per le verifiche. La certificazione, infatti, \u00e8 richiesta annualmente, sicch\u00e9 il pensionato spesso \u00e8 costretto a fare gli stessi, faticosi passi a distanza di pochi mesi. Le modalit\u00e0 sono diverse: un\u2019autocertificazione sottoscritta davanti a \u201ctestimoni attendibili\u201d, vale a dire ad autorit\u00e0 italiane ed estere indicate dallo stesso ente previdenziale oppure l\u2019attestazione della riscossione avvenuta di persona presso sportelli di un operatore locale.<br \/>\nPoich\u00e9 l\u2019autentica della firma dai nostri connazionali viene fatta presso gli uffici consolari, dopo la chiusura di numerosi consolati e la diminuzione della dotazione di personale \u00e8 facile immaginare quale sia il disagio, soprattutto dei pensionati avanti con l\u2019et\u00e0 e in precarie condizioni di salute, nell\u2019adempiere a tale compito. Senza contare le situazioni in cui il consolato \u00e8 ubicato a notevole distanza dalla residenza degli interessati. Non \u00e8 raro il caso di pensionati che, per non aver fatto in tempo a inviare la documentazione nei tempi richiesti, si son visti sospendere l\u2019assegno, spesso unica fonte di sopravvivenza.<br \/>\nPer questo insieme di ragioni ho interrogato i Ministri del lavoro e degli esteri affinch\u00e9 intervengano al pi\u00f9 presto in questa situazione. A quello del Lavoro ho chiesto di sollecitare l\u2019INPS ad adottare forme di accertamento pi\u00f9 diluite nel tempo e che non costringano i pensionati a spostamenti fisici impegnativi, in modo che per loro le pur necessarie verifiche non comportino un disagio crescente e sempre meno sostenibile con l\u2019avanzare dell\u2019et\u00e0. Al Ministro degli esteri ho chiesto di dare disposizioni affinch\u00e9 gli uffici consolari predispongano servizi decentrati e pi\u00f9 veloci per le autenticazioni delle sottoscrizioni delle dichiarazioni di esistenza in vita dei pensionati, coinvolgendo pienamente anche i corrispondenti consolari, in modo da ridurre sensibilmente le difficolt\u00e0 legate all\u2019operazione.<br \/>\nHo fatto questo con la serena coscienza di dover manifestare una posizione di solidariet\u00e0 verso persone in avanti con l\u2019et\u00e0 e con crescenti problemi e, ad un tempo, il profondo rispetto che si deve a persone che con il loro lavoro e la loro vita hanno dato un aiuto importante al nostro paese quando ce n\u2019\u00e8 stato bisogno e ai paesi di insediamento per il loro sviluppo.<\/p>\n<p>5 &#8211;  FEDI E PORTA (PD) &#8211; PENSIONE ANTICIPATA: ANCHE LE LAVORATRICI ITALIANE ALL\u2019ESTERO POSSONO USUFRUIRE DELL\u2019\u201dOPZIONE DONNA\u201d . Roma, 28 aprile 2016<br \/>\nI due deputati eletti nella Circoscrizione Estero informano le nostre collettivit\u00e0 che anche le donne emigrate possono usufruire dell\u2019opzione per il pensionamento anticipato, ancorch\u00e9 con un assegno pi\u00f9 basso. <\/p>\n<p>Con questo comunicato vogliamo informare e chiarire che la norma sul pensionamento anticipato definita \u201cOpzione donna\u201d deve applicarsi anche alle pensioni in regime internazionale e quindi a tutte le donne italiane residenti all\u2019estero, o successivamente rientrate in Italia, che possono far valere i requisiti richiesti e scelgono di optare per tale sistema.<br \/>\nSi tratta di una possibilit\u00e0 che potrebbe interessare migliaia di nostre connazionali le quali desiderino ottenere un pensione italiana in anticipo rispetto all\u2019attuale et\u00e0 pensionabile, ancorch\u00e9 con una penalizzazione (che comunque potrebbe essere in alcuni casi compensata con la concessione dell\u2019integrazione al trattamento minimo).<br \/>\nCome gli addetti ai lavori sanno, la legge Fornero aveva confermato fino al 31 dicembre 2015 la possibilit\u00e0 per le donne di andare in pensione prima (e cio\u00e8 a 57 anni e tre mesi con 35 anni di contribuzione), a patto per\u00f2 che avessero scelto (scelgano) di acquisire una pensione calcolata con il metodo contributivo (che come si sa, con riferimento all\u2019importo, \u00e8 meno favorevole di quello retributivo). I 35 anni di contribuzione richiesti possono essere perfezionati anche con il meccanismo della totalizzazione dei contributi previsto dalle convenzioni internazionali di sicurezza sociale, siano esse bilaterali o multilaterali come i Regolamenti comunitari. Si tratta di una possibilit\u00e0 introdotta dalla Legge Maroni (articolo 1, comma 9 della legge 243\/04) che consente di anticipare l&#8217;uscita di diversi anni rispetto alle regole ordinarie che, com&#8217;\u00e8 noto, attualmente richiedono in alternativa o il perfezionamento di almeno 41 anni e 10 mesi di contributi indipendentemente dall&#8217;et\u00e0 anagrafica ( pensione anticipata ) o il raggiungimento di un&#8217;et\u00e0 anagrafica pari a 65 anni e 7 mesi per le donne dipendenti del settore privato; 66 anni e 1 mese per le autonome unitamente a 20 anni di contributi ( pensione di vecchiaia ).<br \/>\nCon l&#8217;opzione donna si pu\u00f2 quindi uscire invece con un anticipo di diversi anni rispetto ai requisiti sopra indicati con la condizione del calcolo contributivo.<br \/>\nIn base alla normativa in vigore, modificata ultimamente ed ulteriormente con la Legge di stabilit\u00e0 per il 2016, la data del 31 dicembre 2015 va considerata quale termine entro il quale devono essere soddisfatti i soli requisiti contributivi ed anagrafici (e cio\u00e8 35 anni di contributi e 57 anni e tre mesi di et\u00e0) per il diritto alla pensione anticipata nel \u201cregime (sperimentale) donna\u201d, mentre invece la decorrenza della pensione (a patto che si sia cessato o si cessi di lavorare) pu\u00f2 essere successiva a tale data (si ricorda che secondo il messaggio Inps n. 9231\/2014 , \u00e8 possibile esercitare l\u2019opzione anche successivamente al mese in cui maturano i requisiti anagrafici e contributivi e cio\u00e8 anche nel 2016).<br \/>\nVa inoltre menzionato che per questa tipologia di prestazione resta in vigore la cd. finestra mobile secondo la quale l&#8217;assegno viene erogato dopo 12 mesi dalla maturazione dei predetti requisiti per le dipendenti e 18 mesi per le autonome: ci\u00f2 significa che se una nostra connazionale lavoratrice dipendente residente all\u2019estero (ma anche emigrata e poi rientrata in Italia) ha maturato i requisiti richiesti entro la fine del mese di ottobre 2015 (per esempio) potr\u00e0 ottenere la pensione (il pro-rata) entro la fine di ottobre 2016 (e potr\u00e0 eventualmente continuare a lavorare fino a tale data).<br \/>\nLe lavoratrici quindi che maturino il diritto tramite una convenzione internazionale e decidano di optare per il \u201cregime agevolato donna\u201d andrebbero in pensione molto prima ma subirebbero tuttavia una decurtazione sull\u2019assegno (magari gi\u00e0 basso perch\u00e9 in convenzione ed ottenuto con pochi contributi in Italia) anche fino al 30% (sono molte le variabili che andrebbero considerate, dall\u2019anzianit\u00e0 contributiva al montante contributivo, etc.).<br \/>\nPer la presa in considerazione della contribuzione utile per il perfezionamento dei 35 anni sono utili i contributi obbligatori, da riscatto e\/o da ricongiunzione , volontari, figurativi con esclusione dei contributi accreditati per malattia e disoccupazione.<br \/>\nVa sottolineato che la disciplina sperimentale prevede che l&#8217;applicazione del sistema contributivo sia limitata alle sole regole di calcolo.<br \/>\nPertanto a chi dovesse optare per il regime agevolato si dovranno applicare le disposizioni sul trattamento minimo e non \u00e8 richiesto il requisito dell&#8217;importo minimo previsto per coloro che accedono al trattamento pensionistico in base alla disciplina del sistema contributivo (Inps, Messaggio 219 del 4 gennaio 2013).<br \/>\nAlla luce della complessit\u00e0 della materia esaminata, si consiglia comunque alle nostre connazionali interessate alla pensione anticipata di contattare un competente ente di patronato per verificare il soddisfacimento dei requisiti e la effettiva convenienza di optare per il sistema \u201cOpzione donna\u201d che consente di andare in pensione prima ma con un importo pensionistico pi\u00f9 basso. <\/p>\n<p>6 &#8211;  LA MARCA: OGGI A TORONTO L\u2019INAUGURAZIONE DELL\u2019ITALIAN FALLEN WORKERS MEMORIAL  &#8211; Roma, 28 aprile 2016<br \/>\nDopo quasi sei anni di intenso lavoro, si inaugura oggi, in occasione della Giornata mondiale della salute e sicurezza sul lavoro, il monumento dedicato ai lavoratori italiani caduti in territorio canadese realizzato grazie al contributo di Villa Charities, di donazioni private e con il sostegno del Consolato Generale d\u2019Italia di Toronto.<br \/>\nIl comitato organizzatore, annunciando con orgoglio l\u2019appuntamento, invita tutta la comunit\u00e0 italiana a partecipare numerosa. Alle ore 15.00, presso il Columbus Centre di Toronto, alla presenza di rappresentanti istituzionali dei due Paesi, del mondo associativo italo-canadese e delle famiglie, verranno ricordati gli oltre 1000 lavoratori italiani dell\u2019Ontario caduti sul lavoro.<br \/>\nL\u2019On. La Marca ha inviato al Presidente del Comitato Organizzatore, Marino Toppan, un messaggio di partecipazione in cui esprime la sincera e profonda emozione per l\u2019inaugurazione del memoriale dedicato ai lavoratori italiani caduti in territorio canadese.<br \/>\n\u201c\u00c8 un atto giusto e doveroso che salva la memoria degli scomparsi e rende loro l\u2019onore dovuto, reca conforto alle famiglie e ai discendenti, esalta il contributo dato dagli italiani allo sviluppo del Canada.<br \/>\n Il desiderio di una vita migliore per s\u00e9 e per i propri cari troppe volte \u00e8 stato pagato con il bene pi\u00f9 prezioso: la vita. Un esito estremo che ancora oggi trova una sua replica dolorosa nelle migrazioni tumultuose e disperate che portano intere popolazioni lontane dalle proprie case e dai loro legami umani e sociali.<br \/>\nOgni volta che un lavoratore cade sul luogo di lavoro o sul cammino della speranza \u00e8 una sconfitta per tutti.<br \/>\nIl sacrificio dei caduti per lavoro in terra canadese rappresenta, dunque, un messaggio universale, che va raccolto e travasato nelle leggi, nelle istituzioni, nelle relazioni umane e nella cultura.<br \/>\nA loro va la nostra infinita gratitudine e il nostro pensiero. Francesca La Marca\u201d.<br \/>\nwww.italianfallenworkersmemorial.com<\/p>\n<p>7 &#8211;  FEDI (PD)\/ RIENTRO CERVELLI E MODALIT\u00c0 D\u2019ATTUAZIONE: CHE FINE HA FATTO IL DECRETO DEL MEF?<br \/>\n L\u2019intreccio delle normative introdotte negli ultimi anni per disciplinare le agevolazioni fiscali a favore dei \u201ccervelli\u201d che rientrano in Italia sta generando purtroppo un po\u2019 di confusione tra i soggetti potenzialmente interessati i quali mi scrivono per avere chiarimenti. Roma, 2 maggio 2016<br \/>\nIn effetti si sono accavallate tre leggi (la legge  n. 238 del 2010, il d.lgs n.147 del 2015 e la legge di Stabilit\u00e0 per il 2016) la cui armonizzazione doveva essere realizzata prima con un Decreto applicativo del MEF che non \u00e8 ancora stato emanato e poi con un Provvedimento dell\u2019Agenzia delle Entrate che \u00e8 stato pubblicato e di cui abbiamo dato notizia in un precedente comunicato. \u00c8 l\u2019articolo 16 (Regime speciale per lavoratori rimpatriati), comma 3, del d.lgs n.147 del 2015 che stabilisce che con decreto del Ministero dell\u2019Economia e delle Finanze da emanarsi entro novanta giorni dalla data dell\u2019entrata in vigore dello stesso d. lgs  (7 ottobre 2015) sono adottate le disposizioni di attuazione del Decreto in questione anche relativamente alle disposizioni di coordinamento con le altre norme agevolative vigenti in materia, nonch\u00e9 relativamente alle cause di decadenza dal beneficio.<br \/>\nAd oggi questo Decreto (i novanta giorni sono gi\u00e0 trascorsi) non \u00e8 stato ancora emanato. Il coacervo delle norme, e dei vari provvedimenti collegati, possono essere riassunte in questi termini (si tratta di una nostra interpretazione ovviamente dedotta dalla lettura del combinato disposto): i cosiddetti \u201ccontroesodati\u201d disciplinati inizialmente dalla legge n.238 del 2010 hanno diritto alle agevolazioni fiscali stabilite da quella legge fino a tutto l\u2019anno 2017 (imponibile ridotto del 70-80 per cento) ma hanno altres\u00ec la facolt\u00e0 di optare per le nuove agevolazioni introdotte dal d.lgs n.147 del 2015 (le differenze sono nella durata delle agevolazioni e nell\u2019entit\u00e0 delle stesse), mentre invece i \u201crimpatriati\u201d i quali non rientrano nella legge n.238 del 2010 ma sono disciplinati dal d.lgs n.147\/2015, possono avvalersi esclusivamente delle agevolazioni previste da tale d.lgs (e cio\u00e8 imponibile ridotto del 30 per cento per 5 anni).<br \/>\n\u00c8 ovvio che tuttavia solo il MEF con il Decreto ancora da emanare pu\u00f2 fugare ogni dubbio e chiarire esattamente diritti, doveri, modalit\u00e0, soggetti beneficiati, decorrenze e scadenze, periodi di residenza all\u2019estero e in Italia, etc.<br \/>\nMi adoperer\u00f2 pertanto per attivare ogni strumento politico e legislativo al fine di sollecitare il Governo ed il MEF ad emanare il Decreto ed informare adeguatamente le migliaia di nostri connazionali potenziali beneficiari i quali desiderano rientrare in Italia (ma vanno informati anche coloro i quali sono gi\u00e0 rientrati) ed usufruire delle agevolazioni fiscali previste dalle norme in vigore.<\/p>\n<p>8 &#8211; FEDI INCONTRA A ROMA I RAPPRESENTANTI DEL COMITES DELL\u2019EGITTO: LA NOSTRA COMUNIT\u00c0 RICHIEDE MAGGIORE ATTENZIONE E INTERESSE.<br \/>\nL\u2019On. Fedi ha incontrato ieri alla Camera dei Deputati Piero Donato e Alessandro Lezzi, componenti del Comites dell&#8217;Egitto, e Andrea Melchiorri.  Roma, 3 maggio 2016 <\/p>\n<p>A conclusione dell\u2019incontro, l\u2019on. Fedi ha ringraziato i rappresentanti del Comites per avergli fornito una preziosa occasione di confronto e di scambio di vedute su una serie di questioni che riguardano la vita e le condizioni della nostra comunit\u00e0. Questioni che si intrecciano, necessariamente, anche con le vicende politiche ed economiche italiane: dalla politica internazionale alla crisi dei rapporti tra i due paesi in seguito alla drammatica vicenda di Giulio Regeni, dalla scuola alla promozione della cultura e della lingua italiana, dai rapporti economici e commerciali alle questioni in materia di accordi sociali e fiscali, dalla sicurezza ai diritti dei nostri cittadini.<br \/>\n\u201cLa nostra comunit\u00e0 in Egitto vanta antiche radici e oggi, seppure limitata nei numeri, &#8211; ha ricordato Fedi &#8211; rappresenta una realt\u00e0 di straordinario interesse. I recenti sconvolgimenti politici e sociali di molti paesi che si affacciano sul Mediterraneo hanno contribuito a portare alla ribalta anche le realt\u00e0 delle nostre comunit\u00e0 che vi risiedono. Comunit\u00e0 integrate ed operose che possono essere considerate di fatto un osservatorio privilegiato per conoscere pi\u00f9 approfonditamente questi paesi\u201d.<br \/>\n\u201cL\u2019Italia \u00e8 uno dei principali partner commerciali e ha una presenza consolidata in Egitto, con pi\u00f9 di 100 imprese operanti in una pluralit\u00e0 di settori, tra cui quelli degli idrocarburi, dell\u2019energia, delle costruzioni, quello bancario e manifatturiero. Ma questi aspetti, seppure importanti, non esauriscono la ricchezza degli scambi tra Italia e Egitto e la domanda di partecipazione e di relazione con il paese di origine espressa dalla nostra comunit\u00e0 che, negli ultimi anni, si \u00e8 rinnovata anche grazie alla presenza di giovani e di imprenditori. Per questa ragione \u2013 ha sottolineato Fedi &#8211; penso sia importante ascoltare direttamente da loro quali siano le priorit\u00e0 da affrontare insieme\u201d.<br \/>\nFedi, infine, ha ribadito ai rappresentanti del Comites il suo interesse a visitare prossimamente la comunit\u00e0 italiana in Egitto.<\/p>\n<p>&nbsp;\t\t<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>20160504 23:29:00 guglielmoz 1 \u2013 MARCO FEDI: IL CORRIERE DI TUNISI COMPIE 60 ANNI. 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