{"id":12446,"date":"2017-04-15T19:07:51","date_gmt":"2017-04-15T17:07:51","guid":{"rendered":"http:\/\/www.filef.net\/2017\/04\/15\/12026-giovani-italiani-in-australia-la-fotografia-della-migrantes\/"},"modified":"2019-06-20T14:35:28","modified_gmt":"2019-06-20T14:35:28","slug":"12026-giovani-italiani-in-australia-la-fotografia-della-migrantes","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=12446","title":{"rendered":"12026 \u201cGIOVANI ITALIANI IN AUSTRALIA\u201d: LA FOTOGRAFIA DELLA MIGRANTES"},"content":{"rendered":"<p>\t\t\t\t20160419 20:42:00 redazione-IT<\/p>\n<p>ROMA aise &#8211; \u201cGiovani italiani in Australia. Un \u201cviaggio\u201d da temporaneo a permanente\u201d. Questo il titolo della ricerca della Fondazione Migrantes, organismo pastorale della Conferenza Episcopale Italiana (Editrice Tau) presentata oggi a Roma.<br \/>\nIl lavoro \u00e8 frutto di due anni di studio, analisi e ricerca. Prima opera nel suo genere, fornisce un&#8217;analisi dettagliata del fenomeno migratorio italiano in Australia: partendo dai dati statistici che illustrano i flussi migratori dall\u2019Italia all\u2019Australia nell\u2019ultimo decennio, gli autori \u2013 Michele Grigoletti e Silvia Pianelli \u2013 hanno approfondito la grandezza e la complessit\u00e0 degli eventi in atto e, attraverso le storie dei protagonisti, hanno portato alla luce i motivi, i pensieri, i sogni, le speranze e le paure che caratterizzano il recente fenomeno migratorio.<\/p>\n<p>Completa la ricerca un video-reportage, contenuto nel volume, 88 giorni nelle farm australiane che testimonia l\u2019esperienza di vita e di lavoro di molti giovani italiani, di et\u00e0 compresa tra i 18 e i 30 anni, che ogni anno lasciano l\u2019Italia e viaggiano per l\u2019Australia seguendone le stagioni della raccolta della frutta e della verdura, lavorando la terra in zone rurali, lontane dalle principali citt\u00e0. Il video-reportage \u00e8 una testimonianza visiva dello spaccato giovanile, mostra e chiarisce come mai i giovani hanno fatto questa scelta, dove e con chi vivono, cosa pensano del proprio futuro e cosa si aspettano dall\u2019Australia. L\u2019anteprima \u00e8 anche disponibile sul sito www.88giorni.it.<\/p>\n<p>La ricerca: Giovani italiani in Australia. Un \u201cviaggio\u201d da temporaneo a permanente<\/p>\n<p>Il volume \u00e8 uno studio approfondito dei flussi migratori italiani in Australia, attraverso l\u2019analisi e le modalit\u00e0 d\u2019uso, da parte dei cittadini italiani, dei visti temporanei a loro accessibili fra cui i visti vacanza-lavoro, i visti studenteschi e i visti di sponsorizzazione lavorativa. Analizzando i dati forniti dalle fonti ufficiali, fra cui il Dipartimento d\u2019Immigrazione australiano, relativi a coloro che sono in possesso di permessi di residenza temporanei e studiando i cambiamenti dei visti richiesti dai cittadini italiani che si trovano sul territorio australiano, gli autori hanno dimostrato come i giovani italiani che si trasferiscono in Australia lo fanno, in molti casi, con l\u2019idea iniziale di rimanervi per un breve periodo, salvo poi cambiare prospettiva e cercare strade alternative per realizzare una migrazione definitiva, raggiungendo il traguardo della residenza permanente, che apre poi le porte alla possibilit\u00e0 di ottenere la cittadinanza australiana. Un percorso pianificato nei dettagli, fra leggi che regolano il rilascio e la possibilit\u00e0 di richiesta dei visti, per ottenere la propria permanenza in Australia, nonostante la rigidit\u00e0 dei visti stessi, che spesso obbligano a fare compromessi o a ritornare sui banchi di scuola. Questo fenomeno non si limita a coinvolgere i giovani di et\u00e0 compresa fra i 18 e i 30 anni, che spesso partono con il ben noto visto vacanza-lavoro, ma coinvolge anche famiglie e chi ha pi\u00f9 di 30 anni, tutti alla ricerca di un futuro diverso, a loro parere migliore, per se stessi e i propri figli. Residenti temporanei, residenti permanenti e nuovi cittadini australiani: l\u2019emigrazione italiana attuale ha creato gruppi ben distinti, numerosi, con esigenze e caratteristiche diverse da quelle gi\u00e0 presenti nel territorio. A storie di successo e di integrazione, si affiancano vicende di sfruttamento e solitudine che trovano, in questo volume, spazio per un\u2019analisi di ampio raggio che ha messo in luce le vere difficolt\u00e0 d\u2019integrazione.<\/p>\n<p>I protagonisti: le caratteristiche dei giovani italiani in Australia<\/p>\n<p>Chi sono i protagonisti del volume? Si tratta di giovani forti, tenaci, coraggiosi, pronti a mettersi alla prova, consapevoli di cosa significa fare sacrifici e compromessi, umili ma decisi. Contrariamente allo stereotipo spesso presentato dai media italiani, la ricerca restituisce un\u2019immagine completamente diversa: non si tratta di \u201cbamboccioni\u201d, n\u00e9 di persone che disprezzano opportunit\u00e0 di lavoro che non rispettino le proprie qualifiche, soprattutto in un Paese straniero, dove sembra quasi un passaggio obbligato l\u2019accettazione di lavori umili e con paghe relativamente basse. I giovani che emigrano in Australia, al contrario, conoscono e apprezzano i valori della cultura italiana: la famiglia, ad esempio, considerata un punto di riferimento imprescindibile, un sostegno costante nei momenti di difficolt\u00e0. Essi amano l\u2019Italia e la cultura italiana, amano il cibo e le tradizioni che li sostengono in quanto radici profonde della loro identit\u00e0. Rifiutano con forza (e con rabbia) gli aspetti attualmente negativi dell\u2019Italia: la percepiscono come un Paese vecchio, stanco, incapace di mostrare dinamicit\u00e0 in un mondo in continuo cambiamento; un Paese ingiusto, incapace di offrire possibilit\u00e0 o di applicare la tanto desiderata meritocrazia, soprattutto in ambito lavorativo. Vedono l\u2019Australia come il luogo in cui il lavoratore, di qualunque nazionalit\u00e0, viene rispettato e pagato il giusto, anche se giovanissimo e alla prima esperienza. La \u201cterra dei canguri\u201d \u00e8 un Paese dinamico, meritocratico, che offre possibilit\u00e0, ma che non regala niente perch\u00e9 il prezzo da pagare \u00e8 alto e richiede sacrifici, costanza, perseveranza e tanti compromessi.<\/p>\n<p>Il \u201cviaggio\u201d: il cambiamento interiore e la riscoperta di s\u00e9<\/p>\n<p>Il \u201cviaggio\u201d dei giovani italiani in Australia non \u00e8 solo da intendersi in senso etimologico come viaticus, spostamento da un luogo all\u2019altro, ma diventa una vera e propria metafora che porta alla scoperta di se stessi, dei propri limiti e delle proprie capacit\u00e0. Un viaggio alla scoperta di luoghi unici e magnifici che l\u2019Australia offre e un \u201cviaggio\u201d alla scoperta del proprio valore personale che, per tante circostanze, il vivere in Italia aveva cancellato e offuscato. Un cammino concreto che crea le condizioni di un \u201cviaggio\u201d metaforico, interiore. Una crescita personale, una maggiore consapevolezza e conoscenza di s\u00e9, un percorso realizzato tra alti e bassi e da momenti di gioia e momenti di totale sconforto e sensazione di non potercela fare. Il \u201cviaggio\u201d australiano \u00e8 una prova che viene superata mettendocela tutta. Ed \u00e8 anche un viaggio burocratico, un districarsi incessante all\u2019interno della burocrazia australiana per la richiesta e l\u2019ottenimento dei visti e tra i cambiamenti continui di status migratorio, di diritti e doveri imposti dai visti posseduti per cercare di raggiungere la meta della permanenza a tempo indefinito e della cittadinanza australiana. Quest\u2019ultima, per\u00f2, \u00e8 solo una conclusione apparente perch\u00e9 nella realt\u00e0 di questi viaggiatori (non migranti) essa apre a nuove possibilit\u00e0: quella certamente di rimanere in Australia per tutta la vita o fino a quando ci si stanca e si vuole ritentare la fortuna in Europa con la consapevolezza, per\u00f2, di poter ritornare nel continente australiano senza problemi, qualora la vita non dovesse prendere la piega giusta.<\/p>\n<p>Dalla temporaneit\u00e0 alla permanenza<\/p>\n<p>La recente emigrazione italiana in Australia ha una caratteristica molto particolare: il tentativo, continuo, incessante di prolungare la propria permanenza nel Paese. Un tentativo che, quando il percorso migratorio si conclude in maniera positiva, porta all\u2019ottenimento della residenza permanente che permette di accedere alla cittadinanza australiana. Un percorso che mira a cambiare la propria condizione di migranti da \u201ctemporanea\u201d, definita dalla durata del visto stesso (una situazione instabile, precaria, difficile da gestire proprio per i limiti temporali che impediscono la pianificazione e la realizzazione di progetti a lungo termine), a \u201cpermanente\u201d, indefinita, illimitata. Una migrazione a due fasi, dunque, che inizia con l\u2019arrivo in Australia per mezzo di un visto temporaneo e si completa, dopo un periodo medio-lungo, con l\u2019ottenimento della residenza permanente. La condizione di prolungata temporaneit\u00e0 dei nuovi migranti, con il passaggio da un visto temporaneo all\u2019altro, \u00e8 un fenomeno del tutto nuovo nella storia della migrazione in Australia e per questo risulta di difficile comprensione. I dati degli ultimi anni relativi agli arrivi di italiani in Australia mostrano chiaramente che essi non vogliono rientrare nel Belpaese, ma sono disposti a fare sacrifici e compromessi \u2013 come la richiesta del rinnovo di un altro visto temporaneo qualora non fosse possibile accedere subito ad un visto permanente \u2013 pur di prolungare la propria permanenza in Australia. Sono moltissimi i giovani che, alla scadenza del visto vacanza-lavoro, richiedono un visto studente, una o pi\u00f9 volte, oppure cercano di ottenere un visto di sponsorizzazione lavorativa. Tra le motivazioni principali che spiegano questa tendenza vi sono le migliori condizioni lavorative ed economiche, le maggiori opportunit\u00e0 di lavoro, le positive aspettative future per se stessi e la propria famiglia, ma anche pi\u00f9 semplicemente lo stile di vita, il clima, le spiagge e l\u2019espressione di una socialit\u00e0 completamente diversa rispetto a quella italiana, un vero e proprio \u201cinnamoramento\u201d dopo il primo periodo di soggiorno.<\/p>\n<p>Il video-reportage \u201c88 giorni nelle farm australiane\u201d e i luoghi delle riprese<\/p>\n<p>Una sezione della ricerca \u00e8 dedicata ad approfondire il fenomeno del visto vacanza-lavoro. L\u2019Italia \u00e8 la terza nazione europea che maggiormente utilizza il secondo visto vacanza-lavoro in Australia, preceduta solo dai cittadini estoni e irlandesi. Nel 2014-2015 sono il 26,2% gli italiani \u2013 tra i 18 e i 30 anni \u2013 che hanno rinnovano il visto per altri dodici mesi, rispetto al 13,6% dei coetanei francesi e al solo 7,0% dei giovani tedeschi. Dall\u2019inizio dell\u2019accordo bilaterale, 10.950 giovani italiani hanno completato gli 88 giorni di lavoro nelle fattorie australiane.<\/p>\n<p>Il video-reportage \u2013 allegato alla ricerca e della durata di 35 minuti \u2013 \u00e8 stato registrato nelle cittadine di Griffith, nel Nuovo Galles del Sud, durante la stagione della raccolta delle zucche e delle angurie, del riso e del cotone; e a Shepparton, Tatura e Murchison, nel Victoria, durante la stagione della raccolta delle mele, delle pere e dei pomodori. Queste zone sono accomunate tra loro dalla presenza di una storica comunit\u00e0 italiana, stabilitasi negli anni Quaranta e Cinquanta del secolo scorso. Negli ultimi anni, le citt\u00e0 di Griffith e Shepparton sono diventate sempre pi\u00f9 conosciute e una tappa quasi obbligatoria per molti dei giovani italiani alla ricerca di \u201cfarm\u201d dove poter lavorare. Sulla base di centinaia di interviste raccolte e dopo aver individuato i concetti e le parole chiave, nel video-reportage vengono evidenziati i concetti fondamentali raccontati in prima persona da 20 testimoni privilegiati.<\/p>\n<p>Queste testimonianze permettono di comprendere le reali intenzioni dei giovani italiani in Australia e la loro analisi dimostra l\u2019importanza delle farm come esperienza di crescita personale, di maturazione e di evoluzione; mostra inoltre che le motivazioni della partenza, associate ai benefici e ai valori riscoperti, svolgono un ruolo fondamentale nella scelta del giovane italiano di rimanere in Australia per un tempo molto pi\u00f9 lungo di quanto inizialmente preventivato. In breve \u00e8 possibile affermare che un giovane che lascia l\u2019Italia perch\u00e9 non ha \u201cnulla da perdere\u201d, che durante gli 88 giorni in farm ha trovato \u201cmeritocrazia\u201d e ha riscoperto la capacit\u00e0 di credere ancora in se stesso, sia incline a rimanere in Australia e a cercare ogni possibile via per prolungare la residenza.<br \/>\nIl trailer di 5 minuti (https:\/\/vimeo.com\/129090121) \u00e8 stato premiato con il primo premio al FILEF Film Festival di Sydney, mentre il video-reportage \u00e8 stato inserito in vari Festival cinematografici sia in Italia che in Australia.<\/p>\n<p>24 mila nuove presenze: residenti temporanei, residenti permanenti e nuovi cittadini australiani<\/p>\n<p>L\u2019arrivo di italiani in Australia supera da tre anni lo storico flusso migratorio degli inizi degli anni Cinquanta, con pi\u00f9 di 24.000 nuove presenze suddivise in residenti temporanei, residenti permanenti e nuovi cittadini australiani. Ai 14.138 giovani italiani arrivati in Australia, nel 2014-15, con un visto Working Holiday, si aggiungono i 5.602 giovani italiani titolari del visto Student e i 2.105 professionisti del visto Skilled Work, solo per elencare la tipologia dei visti pi\u00f9 numerosi. Ai dati dei cittadini italiani arrivati in Australia con un visto temporaneo, vanno aggiunti i 1.355 cittadini italiani che hanno ottenuto la residenza permanente e gli 824 cittadini italiani che hanno acquisito la cittadinanza australiana, per un totale (parziale) di 24.024 giovani italiani solo negli ultimi dodici mesi. Un moderno fenomeno migratorio che, quindi, nel 2014-15 ha raggiunto e superato il numero di italiani emigrati in Australia nel 1950-51 i quali, secondo le statistiche delDepartment of Immigration, furono 19.007.<\/p>\n<p>Visto Vacanza-lavoro: cifre e trend<\/p>\n<p>Con 14.138 visti vacanza-lavoro concessi a cittadini italiani \u2013 tra i 18 e i 30 anni \u2013 il 2014\/15 conferma il costante flusso di arrivi in Australia dall\u2019Italia: negli ultimi dieci anni pi\u00f9 di 81.500 giovani italiani.<br \/>\nNegli ultimi ventiquattro mesi due nuove tendenze si sono delineate: per il secondo anno consecutivo si riscontra una flessione nel primo visto di arrivo (-16,6%, 10.751 visti) e una crescita del secondo visto richiesto da chi \u00e8 gi\u00e0 presente in Australia, (+7,5%, 3.387 visti). Quest\u2019ultima caratteristica si lega al voler rimanere in Australia complice, sicuramente la difficile, negativa e pesante congiuntura economica e occupazionale italiana soprattutto per i giovani.<br \/>\nNel 2014\/15 l\u2019Italia si posiziona, nella categoria di visto vacanza-lavoro, al sesto posto per numero totale di visti e quarta nazione europea, portando la presenza dei giovani italiani in Australia al 7,0% del totale nazionale, preceduta, se prendiamo in considerazione i valori assoluti, solo dai britannici (44.703; -1,0%), taiwanesi (26.648; -9,2%), tedeschi (26.327; -1,8%), coreani (25.589; -4,8%) e francesi (23.375; -9,1%).<br \/>\nLa presenza di giovani maschi italiani \u00e8 la pi\u00f9 elevata tra tutte le nazionalit\u00e0. Ogni 100 giovani italiani, infatti, 66 sono ragazzi e 34 sono ragazze (66,0%), pi\u00f9 di Francia (57,0%) e Germania (47,0%) dove addirittura \u00e8 maggiore la presenza femminile come pure per le nazioni del Nord Europa (Svezia, Norvegia, Finlandia) e dell\u2019Estremo Oriente (Giappone, Hong Kong e Taiwan).<br \/>\nDal confronto europeo, l\u2019analisi del primo visto vacanza-lavoro dimostra anche che i giovani italiani sono pi\u00f9 \u201canziani\u201d rispetto ai coetanei francesi e tedeschi, nella fascia d\u2019et\u00e0 compresa tra i 26 e i 30 anni.<\/p>\n<p>Generazione vacanza-lavoro: dall\u2019Australia alla Nuova Zelanda<\/p>\n<p>Una volta giunti in Australia, alla scadenza del primo o del secondo visto vacanza-lavoro, alcuni giovani italiani decidono di proseguire il loro viaggio trasferendosi in Nuova Zelanda per un ulteriore anno. La Nuova Zelanda rappresenta quella meta facilmente raggiungibile dall\u2019Australia che consente ai giovani italiani di pianificare, ancora per qualche anno, una vita lavorativa lontano dall\u2019Italia che stenta a riprendersi dalle difficolt\u00e0. Le testimonianze raccolte hanno svelato che una parte dei giovani italiani con visto vacanza-lavoro (circa l\u20198%) si trova adesso in Nuova Zelanda. Un movimento continuo che inserisce, a pieno titolo, i giovani italiani nella cosiddetta \u201cgenerazione vacanza-lavoro\u201d.<\/p>\n<p>Visto studentesco: le cifre e i trend<\/p>\n<p>Il visto Student \u00e8 riservato alle persone che si dedicano alla propria formazione ma viene usato, sempre pi\u00f9 spesso, dai giovani italiani come un visto di transito per prolungare la permanenza in Australia. Con 5.602 visti studente concessi in Australia a cittadini italiani e un aumento percentuale del +24,3% rispetto all\u2019anno precedente, il 2014-15 conferma un trend di crescita che ha visto arrivare in Australia, negli ultimi dieci anni, 25.000 italiani per acquisire lo status di studente. L\u2019Italia \u00e8 la prima nazione europea per numero totale di visti studente rilasciati in loco (3.103 visti), precedendo Regno Unito (1.717), Francia (1.164) e Spagna (1.065), e la quarta nazione a livello mondiale per il numero di visti ELICOS assegnati per corsi di inglese, preceduta solo da Colombia, Arabia Saudita e Corea del Sud.<\/p>\n<p>Visto lavoro temporaneo specializzato: le cifre, i trend e le professioni pi\u00f9 richieste<\/p>\n<p>Lo scopo del programma di visto Temporary Work (Skilled) subclass \u201c457\u201d \u2013 lavoro temporaneo specializzato \u2013 \u00e8 quello di consentire ai datori di lavoro australiani di ricoprire, a breve-medio termine, quelle carenze di competenze attraverso l\u2019assunzione di lavoratori qualificati provenienti dall\u2019estero.<br \/>\nCon 1.328 visti primari concessi a cittadini italiani, l\u2019Italia risulta essere, nel 2014\/15, la nona nazione fornitrice di professionalit\u00e0 e nuovi dipendenti ad aziende australiane (+35,2% rispetto all\u2019anno precedente). A questi visti vanno aggiunte altre 777 persone, richiedenti secondari. In totale sono 2.105 i cittadini italiani che sono stati direttamente o indirettamente sponsorizzati da aziende australiane.<br \/>\nLo \u201cSviluppatore\/Programmatore\u201d \u00e8 la professione che ha ricevuto il numero pi\u00f9 alto di visti di sponsorizzazione lavorativa nell\u2019anno 2014-15. Dal 2005 al 2015, l\u2019Australia ha importato 706 responsabili di ristorante o di bar, 608 chef e 390 cuochi italiani, ma anche docenti universitari, esperti di marketing, tecnici in ingegneria meccanica, amministratori di progetto, programmatori e sviluppatori. Nel 2014-2015 le professioni con le quali i giovani cittadini italiani sono stati sponsorizzati, mentre erano gi\u00e0 presenti in Australia si mantiene immutata: il responsabile di ristorante o di bar (176), lo chef (159) e il cuoco (83) restano nelle prime tre posizioni; a questi si affianca la nuova figura del pasticcere con 17 nuovi assunti nell\u2019ultimo anno.<\/p>\n<p>Residenti permanenti e nuovi cittadini australiani<\/p>\n<p>Con 1.355 visti di residenza permanente concessi a cittadini italiani e un aumento del 21,7% rispetto all\u2019anno precedente, il 2014-15 conferma un trend che vede crescere la presenza di cittadini italiani in Australia anche nella categoria delle \u201caggiunte permanenti\u201d alla popolazione residente. Dal 2005 al 2015 sono, infatti, 7.576 i cittadini italiani che hanno ottenuto la residenza permanente. Molti di questi non sono nuovi arrivi, ma persone che hanno gi\u00e0 vissuto in Australia a titolo temporaneo. Al 30 giugno 2015, i cittadini italiani che hanno ottenuto la residenza permanente in loco rappresentano l\u201980,4% del totale dei visti permanenti rilasciati a nuovi arrivati.<br \/>\nNel 2014-15, 824 cittadini italiani hanno ottenuto la cittadinanza australiana. Negli ultimi 15 anni si contano 11.797 italiani ai quali \u00e8 stata conferita la cittadinanza australiana.<\/p>\n<p>Dare voce ai protagonisti<\/p>\n<p>La ricerca e il video-reportage hanno voluto dare voce a un mondo giovanile ancora poco conosciuto. Giovani che hanno scoperto una grande duttilit\u00e0 al cambiamento, con una capacit\u00e0 di reinventarsi e una predisposizione alla trasformazione. Ragazzi maturi che, in Australia, stanno scoprendo la possibilit\u00e0 di sviluppare pienamente le loro capacit\u00e0. Le interviste sono parte fondamentale e integrante di questo volume, perch\u00e9 i giovani che stanno vivendo l\u2019esperienza migratoria hanno la necessit\u00e0 di raccontarla, di descriverla per aiutare amici e famigliari, e in generale gli italiani, a comprendere che partire comporta tanti sacrifici e compromessi e per dir loro che, nonostante la propria scelta, hanno l\u2019Italia nel cuore. Storie toccanti, simili, ma uniche. Sono le storie dei nuovi giovani italiani in Australia, di chi ancora non sa dire se in Australia ci rimarr\u00e0 \u201ctutta la vita\u201d, forse perch\u00e9 sono tre parole che spaventano, ma di chi comunque sta camminando lentamente \u2013 pi\u00f9 o meno consapevolmente \u2013 verso uno status di nuovo cittadino australiano. <\/p>\n<p>(aise\/eminews)<\/p>\n<p>&nbsp;\t\t<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>20160419 20:42:00 redazione-IT ROMA aise &#8211; \u201cGiovani italiani in Australia. 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