{"id":12403,"date":"2017-04-15T19:07:47","date_gmt":"2017-04-15T17:07:47","guid":{"rendered":"http:\/\/www.filef.net\/2017\/04\/15\/11750-stati-generali-la-relazione-introduttiva-di-ilaria-del-bianco\/"},"modified":"2019-06-20T14:39:33","modified_gmt":"2019-06-20T14:39:33","slug":"11750-stati-generali-la-relazione-introduttiva-di-ilaria-del-bianco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=12403","title":{"rendered":"11750 Stati Generali: la relazione introduttiva di Ilaria Del Bianco"},"content":{"rendered":"<p>\t\t\t\t20150707 00:38:00 redazione-IT<\/p>\n<p>[b]Assemblea: \u201cVerso il Forum delle associazioni degli italiani nel mondo\u201d<br \/>\n3 e 4 luglio 2015 \u2013 Centro Congressi Frentani, Roma<\/p>\n<p>\u201cL\u2019Associazionismo degli italiani all\u2019estero, tra integrazione e nuova emigrazione: diritti, partecipazione e rappresentanza sociale\u201d<br \/>\n(Relazione del Comitato Organizzatore: Ilaria Del Bianco)[\/b]<\/p>\n<p>Un benvenuto affettuoso e cordiale a tutti i rappresentanti dell\u2019Associazionismo provenienti dall\u2019estero e dall\u2019Italia, a nome del Comitato rivolgo a voi un forte e doveroso ringraziamento per lo sforzo fatto per essere presenti: senza il vostro caparbio impegno, senza il profondo legame con le comunit\u00e0 italiane residenti all\u2019estero, non saremmo qui a Roma in questa due giorni convocata per riflettere sul presente e sul futuro di quella parte di Italia emigrata, che nonostante lo scorrere dei decenni non dimentica le proprie origini e la propria italianit\u00e0, anzi fa di tutto per non  disperdere l\u2019identit\u00e0 culturale malgrado le crescenti difficolt\u00e0. Lo dobbiamo fare in questi due giorni, dobbiamo riflettere con attenzione sui complessi fenomeni e sulle caratteristiche che accompagnano la transizione dalla \u201cvecchia emigrazione\u201d ai nuovi protagonisti, che non sono soltanto le terze, le quarte e le quinte generazioni poich\u00e9 vi \u00e9 una spinta che alimenta, a regime crescente, un nuovo flusso emigratorio dall\u2019Italia verso vari continenti. Un flusso che eufemisticamente definiamo \u201cnuove mobilit\u00e0\u201d, ma che in verit\u00e0 \u00e8 il segno della crisi del nostro sistema produttivo, della mancanza di lavoro nel nostro Paese che porta cos\u00ec tanti giovani a cercare lavoro all\u2019estero ripercorrendo, seppure con caratteristiche diverse, le strade gi\u00e0 percorse nel passato da milioni d\u2019italiani.<\/p>\n<p>Nel manifesto degli Stati Generali sottoscritto da tantissime associazioni, abbiamo affermato che \u201cAttraverso l\u2019associazionismo i cittadini italiani residenti all\u2019estero hanno definito la loro appartenenza culturale e la loro identit\u00e0 in una positiva sintesi con le altre culture incontrate. Il mantenimento delle tradizioni e della memoria collettiva hanno anche portato un contributo importante alla crescita dei paesi di accoglienza e ampliato le relazioni di questi paesi con l\u2019Italia. Questo modo di vivere la cittadinanza richiede, per esprimersi al meglio, il concorso delle istituzioni e delle varie espressioni della societ\u00e0 e della societ\u00e0 civile.\u201d<\/p>\n<p>Questo passo del Manifesto degli Stati Generali \u00e8 gi\u00e0 di per s\u00e9 indicativo sul portato e sugli obiettivi che questa assemblea intende concretamente realizzare rapportandosi in modo sinergico con  le istituzioni, la societ\u00e0 civile, gli italiani all\u2019estero ed il mondo dell\u2019informazione indicando nuove prospettive all\u2019associazionismo all\u2019estero, che in un mondo sempre pi\u00f9 globalizzato deve confrontarsi con problemi nuovi e con i processi d\u2019integrazione che hanno mutato radicalmente il campo in cui l\u2019associazionismo stesso si \u00e8 sviluppato. Questo \u00e8 il nostro obiettivo e come Comitato Organizzatore auguriamo che a conclusione dei nostri lavori si possa dire che questa Assemblea rappresenti una base di partenza partecipata, densa di certezze in tal senso, capace di dare radici forti a questo slancio verso il futuro.<\/p>\n<p>Lo abbiamo ribadito pi\u00f9 volte, l\u2019obiettivo non \u00e8 soltanto di aggiornare e rilanciare le ragioni di un impegno dell\u2019associazionismo degli italiani all\u2019estero, carico di due secoli di storia, ma anche di richiamare con forza l\u2019attenzione delle Istituzioni pubbliche \u2013 principalmente Stato e Regioni \u2013 che in questi ultimi anni hanno disatteso progetti e speranze maturate in una stagione ricca d\u2019interazione, d\u2019intelligenza e di fattiva cooperazione, in particolare tra gli anni novanta e l\u2019inizio del secolo . Da quella stagione segnata dalla speranza siamo passati man mano all\u2019indifferenza che \u00e8 ben peggiore dei tagli finanziari e dello smantellamento dei servizi faticosamente conquistati; perch\u00e9 l\u2019indifferenza genera invisibilit\u00e0, che a sua volta vuol dire spezzare il filo del legame e della memoria, quel legame quasi viscerale che da oltre un secolo e mezzo lega non solo emotivamente gli italiani all\u2019estero all\u2019Italia.<\/p>\n<p>Di fronte a questa realt\u00e0 deludente e per certi versi sconcertante, le associazioni che hanno continuato ad impegnarsi nella Consulta Nazionale dell\u2019Emigrazione hanno deciso, poco meno di due anni fa, di dare vita ad un comitato promotore con l\u2019obiettivo di aggregare il pi\u00f9 ampio numero di associazioni e di costituire quel Comitato Organizzatore che ha portato con grande impegno di tutti i suoi membri al concretizzarsi oggi di questi Stati Generali dell\u2019Associazionismo italiano nel Mondo. Il percorso \u2013 dall\u2019elaborazione del manifesto fino all\u2019Assemblea odierna \u2013 \u00e8 stato scandito da 7 incontri del Comitato organizzatore e da una trentina di riunioni del Comitato promotore che ne ha reso operative le decisioni. Abbiamo avuto momenti di confronto anche con il Parlamento, in particolare con i due comitati presieduti rispettivamente dal Senatore Claudio Micheloni e dall\u2019Onorevole Fabio Porta che come noto si occupano specificatamente delle questioni degli italiani residenti all\u2019estero.<\/p>\n<p>L\u2019assemblea costituente e il Forum<\/p>\n<p>Questa \u00e8 un\u2019assemblea costituente, giova ribadirlo, dalla quale nascer\u00e0 il Forum, un organismo che dovr\u00e0 concretamente andare oltre il contesto che aveva dato vita alla CNE.  Forum che, nel rispetto del pluralismo delle idee e delle culture originate dalla singole storie, si propone come forma di rappresentanza sociale che non si ferma ai confini nazionali ma, recependo la pluralit\u00e0 delle esperienze territoriali, sia in grado di offrire modelli di partecipazione e di aggregazione efficaci e rispondenti alle urgenze poste dai problemi che l\u2019associazionismo italiano all\u2019estero vive da vari anni e che altrimenti sono probabilmente destinati ad aggravarsi nel futuro. Auspichiamo dunque una discussione aperta, ampia e coinvolgente, non fine a se stessa, che affronti i problemi nella loro dimensione attuale e in quella di prospettiva. Un  discussione che metta al centro il lavoro e l\u2019integrazione, la rappresentanza, le nuove mobilit\u00e0 e i diritti di cittadinanza.<\/p>\n<p>In quanto membri della societ\u00e0 civile che si organizza ci sentiamo  impegnati a far sentire la nostra voce a tutti i livelli decisionali al fine di determinare progetti per un futuro equo, solidale e sostenibile; a rappresentare le istanze della societ\u00e0 civile nei dibattiti e nei processi di formazione delle politiche pubbliche; a rafforzare e integrare la rete internazionale di progetti, azioni e iniziative che costituiscono un\u2019importante risorsa collettiva per lo sviluppo umano.<\/p>\n<p>Nella piena condivisione degli stretti legami fra riequilibrio tra le diverse aree del mondo, sostenibilit\u00e0 ambientale , equit\u00e0, ci confortano i contenuti recentemente espressi ad esempio nella \u201cCarta di Milano\u201d che raccoglie riflessioni di decenni di impegno sociale e civile e che ritiene accettabili e ingiustificabili le enormi diseguaglianze nelle opportunit\u00e0 tra individui e popoli da cui in gran parte dipendono i flussi migratori.<\/p>\n<p>Dobbiamo farlo e lo dobbiamo fare bene perch\u00e9 la situazione non consente tentennamenti, chiede di agire e di agire in fretta. Le recenti elezioni per il rinnovo dei Comites hanno certificato con brutalit\u00e0, se volete, la voragine che si \u00e8 aperta tra le rappresentanze democratiche e le comunit\u00e0 italiane emigrate. Moltissimo \u00e8 stato detto ed \u00e8 stato scritto sulla debacle delle elezioni per il rinnovo dei Comites ed \u00e8 difficile accettare che un organismo cos\u00ec importante possa essere eletto con un partecipazione media a livello mondiale del 4,46% della platea degli aventi diritto e con una percentuale di voti validi pari al 3,75%.  Molteplici fattori hanno influito su questo risultato. Forse in tante situazioni non vi \u00e8 stato  un impegno forte delle associazioni; forse \u00e8 venuto meno un loro adeguato coinvolgimento, vista la tentazione di alcuni ambienti di trasformare l\u2019elezione dei Comites in palestra elettorale. Forse ha pesato come, in questi ultimi 10 anni, l\u2019attenzione delle comunit\u00e0 e delle loro organizzazioni si \u00e8 via via concentrata sulle problematiche locali, anche perch\u00e9 i motivi di impegno e di vicinanza con la realt\u00e0 italiana erano sempre minori e le lotte decennali per far nascere organismi di rappresentanza democraticamente eletti non hanno prodotto risultati cos\u00ec eclatanti.<\/p>\n<p>Gli organismi di rappresentanza, crisi presunta o realt\u00e0 che muta?<\/p>\n<p>Ma  come \u00e8 potuto accadere tutto ci\u00f2? Se lo sono chiesti in tanti \u2013 esperti, responsabili politici e della pubblica amministrazione\u2013 e non avrebbe senso ripetere qui analisi e valutazioni. Non si possono tuttavia ignorare le responsabilit\u00e0 del Governo e del Parlamento, incluse quelle dei parlamentari eletti all\u2019estero, rispetto ad una situazione che di rinvio in rinvio \u00e8 divenuta surreale. Per ragioni incomprensibili \u2013 visto che lo spettro di tempo a disposizione \u00e8 andato dal 2004 al 2015 \u2013 non \u00e8 stato affrontato con seriet\u00e0 il tema della riforma dei Comites e parimenti del CGIE. Anzi sono emerse contraddizioni assurde dentro il Cgie, persino sulle finalit\u00e0 da attribuire agli organismi di rappresentanza che si sono aggiunte al balletto delle leggi e leggine proposte, ai veti e contro veti. Non sorprende affatto, dunque, la bocciatura emersa in occasione dell\u2019elezione dei comites in termini di partecipazione, bench\u00e9 questa fosse complicata da un sistema di voto farraginoso: una bocciatura che ci auguriamo abbia fatto scattare almeno qualche campanello di allarme nelle stanze del Governo cos\u00ec come in Parlamento, tale da spingere le istituzioni ad un cambio di rotta che smentisca quella sterile dietrologia che sosterrebbe che tutte queste mancanze ed errori rispondano a un progetto di definitiva cancellazione di quanto conquistato in termini di rappresentanza.<\/p>\n<p>Fatto \u00e8 che il CGIE \u00e8 stato riformato d\u2019ufficio dalla Farnesina    per la riduzione del numero dei componenti; una riduzione che, pur condivisibile, si \u00e8 presentata come assurda nella qualit\u00e0, ovvero per le modalit\u00e0 di assegnazione del numero dei componenti ad ogni Paese. Anche in questa vicenda emergono le responsabilit\u00e0 dei parlamentari eletti all\u2019estero e del CGIE stesso.<\/p>\n<p>La rete associazionistica ha spesso raccolto le testimonianze e le dichiarazioni poco benevole dei connazionali a cui \u00e8 stata tolta voce: un CGIE essenzialmente europeo, che forse consente di risparmiare qualcosa nei suoi costi di gestione, ma all\u2019interno del quale si sottovalutno in modo incomprensibile Paesi ed aree fondamentali come gli Stai Uniti d\u2019America, l\u2019Australia, le aree continentali africana ed asiatica.<\/p>\n<p>N\u00e9 il metodo n\u00e9 i criteri politici (o economici) che hanno guidato tali scelte sono condivisibili: ogni comunit\u00e0 italiana emigrata \u00e8 parte dello stesso mosaico, parte di una stessa storia di sacrificio e allo stesso tempo di un contributo ampio e tangibile offerto alla crescita dell\u2019Italia e dei diversi Paesi di accoglimento.<\/p>\n<p>A cavallo tra gli anni \u201990 e l\u2019inizio di questo secolo ci siamo battuti prima da soli e poi insieme ad altri soggetti collettivi (ai Comites e al CGIE) per la rappresentanza parlamentare ritenendola il traguardo di una sfida durata decenni, credendo che la valorizzazione delle collettivit\u00e0 italiane all\u2019estero sarebbe finalmente uscita dalle stanze del MAE o dai testi di pochi studiosi. Al contrario, si \u00e8 assistito, negli ultimi 7 anni, ad un gravissimo arretramento nel rapporto tra lo Stato italiano e  le collettivit\u00e0 emigrate.<\/p>\n<p>Accanto alla scarsissima partecipazione per il rinnovo dei Comites e all\u2019improduttivit\u00e0 dell\u2019azione del CGIE si deve registrare (a distanza ormai di 10 anni dalla sua introduzione) la scarsa incisivit\u00e0 della rappresentanza parlamentare, sulla quale si erano posti gli auspici di una valorizzazione delle collettivit\u00e0 emigrate, mentre in parallelo, negli ultimi 7 anni le collettivit\u00e0 emigrate hanno via via dovuto ingoiare rospi amari come lo smantellamento della rete consolare e la chiusura totale verso qualsiasi proposta di modelli alternativi nell\u2019erogazione dei servizi ai cittadini. Inefficienze, ritardi e distanze crescenti hanno compromesso il rapporto tra cittadino emigrato e rappresentanze dello Stato all\u2019estero.<\/p>\n<p>L\u2019insegnamento della lingua e della cultura italiana ai figli degli italiani emigrati ha subito drastiche riduzioni e balza agli occhi soprattutto l\u2019incapacit\u00e0 dello Stato di adottare una decisione netta sul modello strategico che si deve dare, sia per far fronte alle diminuite risorse sia per i processi globali che hanno modificato profondamente il quadro di riferimento. Chi ne ha la responsabilit\u00e0 non \u00e8 capace di elaborare una strategia a medio-lungo termine, ad esempio nel comparto delle scuole italiane all\u2019estero e della diffusione della lingua e della cultura italiana, al pari di quanto fanno inglesi, francesi tedeschi e spagnoli. Sorge il dubbio che non siamo nemmeno capaci di copiare modelli che hanno dato buona prova di s\u00e9.<\/p>\n<p>Con la stessa velocit\u00e0 con cui fu eliminato il Ministero degli italiani nel mondo, sono stati messi da parte o completamente cancellati i bandi e i progetti, taluni gi\u00e0 sperimentati e rodati, per creare un circuito sinergico tra l\u2019Italia e la rete di imprenditori o di giovani italiani all\u2019estero, come \u00e8 accaduto per la formazione professionale binazionale e i progetti di sviluppo e messa in rete. Per fortuna alcune, (poche) Regioni non hanno \u201csgomberato il campo\u201d e non sfugge di certo a noi l\u2019importanza della loro fondamentale funzione per mantenere o allargare il cerchio delle opportunit\u00e0. Tuttavia in termini contabili l\u2019intervento pubblico verso le collettivit\u00e0 emigrate si \u00e8 ridotto in media di circa l\u201980%. Diverse regioni lo hanno completamente abolito.<\/p>\n<p>L\u2019associazionismo, una risorsa fondamentale<\/p>\n<p>Non vogliamo per\u00f2 esimerci dalle nostre responsabilit\u00e0 facendo dipendere le difficolt\u00e0 unicamente dal calo d\u2019interesse delle Istituzioni e dalle conseguenze nefaste della crisi economica che attanaglia l\u2019Italia. Non possiamo infatti nascondere che vi sono responsabilit\u00e0 anche nell\u2019ambito associativo, locale, sia quello regionale o nazionale , in particolare quando e dove ha tardato ad affrancarsi da varie subalternit\u00e0, atteggiamenti strumentali, scarsa autonomia. Quando ha confuso la propria inderogabile funzione di rappresentanza e di attivismo sociale (che costituisce la sua specifica mission) con forme spurie di adesione partitica o di acritica accondiscendenza istituzionale.<\/p>\n<p>Vi \u00e8 stato poi anche un colpevole ritardo nel mantenere forme organizzative eccessivamente centralizzate su direzioni nazionali che non hanno colto in modo adeguato le modificazioni e le novit\u00e0 che emergevano nelle rispettive reti e all\u2019interno delle collettiv\u00e0.<\/p>\n<p>Per riconquistare forza e slancio l\u2019associazionismo deve riscoprirne i suoi valori fondanti, la solidariet\u00e0 come legame basilare tra le persone, il senso civico e di appartenza, la responsabilit\u00e0 collettiva per una societ\u00e0 pi\u00f9 solidale e per la partecipazione democratica, l\u2019apertura e la capacit\u00e0 di ascolto e di relazione, la disponibilit\u00e0 alla \u201ccontaminazione\u201d interculturale, rifuggendo da autoreferenzialit\u00e0 e presunzioni italo centriche o dal considerarsi depositario esclusivo di una storia che invece appartiene a tutti, all\u2019Italia e agli italiani all\u2019estero e agli stessi paesi dove ci siamo insediati. Riconquistare una profonda consapevolezza del nostro proprio ruolo ed essere capaci di innovare e di porci in discussione aperta dovrebbero essere le direttive poste alla base di una azione forte per affrontare il futuro con rinnovato slancio. Innovare per innnestare nuove energie in un contesto gi\u00e0 ampio e consistente e profondamente radicato: oltre 3.500 associazioni censite, rapida crescita delle aggregazioni virtuali sui social network, migliaia di gruppi facebook che collegano gi\u00e0 oggi quasi un milione di persone.<\/p>\n<p>Gli italiani all\u2019estero sono stati partecipi e hanno sperimentato sulla loro pelle cosa vuol dire interazione con la societ\u00e0 ospitante, conoscono gli effetti problematici dei processi d\u2019integrazione non accompagnati dal rispetto per la cultura d\u2019origine, in molti casi vivono in societ\u00e0 interculturali e sono interessati sempre pi\u00f9 al contesto in cui vivono. Hanno, insomma, un patrimonio di conoscenze acquisite sul campo che possono significare molto per l\u2019Italia di oggi in cui la discussione sull\u2019immigrazione assume quasi sempre toni populistici e di scontro durissimo, anzich\u00e9 di dibattito serio sul modello di governance di questo fenomeno. Omettendo volutamente, tra l\u2019altro, che alla base vi \u00e8 l\u2019inarrestabile calo demografico del nostro Paese, un calo che mette a forte rischio il sistema di welfare italiano dei prossimi anni.<\/p>\n<p>\u201cNiente di questo mondo ci risulta indifferente\u201d, come a ragione viene affermato nella Enciclica \u201cLaudato si\u201d di Papa Francesco. E\u2019evidente il deterioramento della qualit\u00e0 della vita umana, la degradazione sociale che si viene producendo e l\u2019inequit\u00e0 che \u201cnon colpisce solo gli individui ma paesi interi e obbliga a pensare ad un\u2019etica delle relazioni internazionali\u201d della quale si sente sempre pi\u00f9 l\u2019esigenza.<\/p>\n<p>Con alle spalle la nostra storia di emigrazione siamo consapevoli dell\u2019importanza che la realt\u00e0 sociale nella quale siamo calati esiga che si continui a perseguire come prioritario l\u2019obiettivo dell\u2019accesso al lavoro per tutti \u201caldil\u00e0 degli interessi limitati delle imprese e di una discutibile razionalit\u00e0 economica\u201d (enciclica \u201cLaudato si\u201d pag 49). Emigrazione e immigrazione rappresentano, con sfumature diverse, il concretizzarsi di uno stesso fenomeno.<\/p>\n<p>Quali donne e uomini che hanno conosciuto l\u2019emigrazione, come associazioni che li rappresentano possiamo essere di stimolo e di aiuto nei difficili percorsi di integrazione in ambienti culturali diversi;  noi stessi oggi esprimiamo una vasta, sincretica e plurale identit\u00e0 che costituisce una formidabile ricchezza di vissuto e di competenze per la costruzione di ponti tra realt\u00e0 diverse e di possibilit\u00e0 di cooperazione tra paesi.<\/p>\n<p>\u00c8 dunque in questo quadro che l\u2019associazionismo pu\u00f2 tornare ad assumere tutta la sua importanza, a patto che esprima una soggettivit\u00e0 autonoma e svincolata da paradigmi unilaterali o da subalternit\u00e0 culturali, partitiche o istituzionali.<\/p>\n<p>In questo percorso, assume grande importanza la novit\u00e0 costituita dalla nuova emigrazione connotata da particolarit\u00e0 e specificit\u00e0 che pongono un ampio ventaglio di problemi e di nuove battaglie sociali da sostenere: dall\u2019accompagnamento, all\u2019assistenza, alla tutela di nuovi diritti e nuove garanzie di welfare transnazionale da ri-conquistare.<\/p>\n<p>Le nuove emigrazioni<\/p>\n<p>Sar\u00e0 il 2105, come sostengono autorevoli rappresentanti del Governo, il punto di rottura della crisi e il rilancio economico italiano? Dobbiamo augurarcelo con forza, poich\u00e9 nel nostro Paese la \u201cquestione lavoro\u201d \u00e8 l\u2019emergenza delle emergenze. I nuovi flussi in uscita dall\u2019Italia attestano che negli ultimi anni l\u2019emigrazione \u00e8 ritornata ed \u00e8 in forte aumento! Nell\u2019ambito dell\u2019associazionismo sono stati prodotti in questi anni, studi, ricerche e approfondimenti di grande valenza, come il Rapporto Italiani nel Mondo coordinato da Migrantes, che mette a disposizione, da anni, una fonte attendibile e autorevole di dati sull\u2019Italia nel mondo, sulle novit\u00e0 che la riguardano e sulle nuove migrazioni.<\/p>\n<p>Secondo i dati AIRE, al 1\u00b0 gennaio 2014 gli iscritti erano 4.482.115, ovvero il 7,5% degli italiani residenti in Italia. L\u2019aumento in valore assoluto, rispetto al 2013 \u00e8 stato di quasi 141mila iscrizioni, con un incremento del 3,1% e occorre ricordare che molti nuovi emigrati non si iscrivono all\u2019AIRE nei termini previsti dalla legge. Dobbiamo dunque ritenere che tali cifre siano di molto sottostimate e che nei prossimi anni continueranno ad aumentare sensibilmente.<\/p>\n<p>Questo nuovo fenomeno impone un\u2019attenzione e un\u2019analisi puntuale, scevra di toni retorici, ed una sfida che dobbiamo raccogliere e vincere: progettare l\u2019associazionismo del futuro. Un associazionismo capace d\u2019integrare la tradizionale e pi\u00f9 antica presenza organizzata con i nuovi bisogni e le necessit\u00e0 che caratterizzano le sfide del presente e del domani.<\/p>\n<p>Il nuovo patto associativo all\u2019origine del Forum<\/p>\n<p>La proposta del Forum si inserisce in tale contesto, da una parte come assunzione di responsabilit\u00e0 autonoma delle organizzazioni sociali, mirando ad una ricomposizione del tessuto connettivo stesso dell\u2019emigrazione, dall\u2019altra per superare le divisioni nel campo associativo che erano contraddistinte da ispirazioni ideali, e talvolta ideologiche,  legate ad una fase politica che di fatto \u00e8 superata.<\/p>\n<p>Il Forum, con lo strumento del patto associativo, intende dunque esprimere una rappresentanza unitaria di questo mondo sociale plurale che non pu\u00f2, per sua stessa natura, essere ricondotto, n\u00e9 assimilabile, a quello istituzionale e politico della cosiddetta \u201crappresentanza perfetta\u201d costituita dalla triade Comites, CGIE, rappresentanza parlamentare. Esso si pone invece come interlocutore critico di questi momenti. La soggettivit\u00e0 del forum, in questo senso, \u00e8 pienamente libera ed autonoma, anche rispetto alla dimensione politica e ad altre entit\u00e0 organizzate.<\/p>\n<p>Per realizzare questo programma il Forum, oltre a recuperare le ragioni di un impegno gi\u00e0 illustrate, deve cercare e stringere alleanze con le altre organizzazioni sociali e deve tentare di ampliare il ventaglio di interlocutori istituzionali, oltre l\u2019Italia, verso i Paesi di accoglimento e altre istituzioni multilaterali e continentali (a partire dalla UE), superando la dimensione nazionale, un processo che per altro \u00e8 gi\u00e0 in buona parte atto nelle sue espressioni pi\u00f9 innovative come abbiamo sottolineato nel documento preparatorio. Allo stesso tempo, rispetto al quadro di riferimento italiano, si potrebbe instaurare una fase di progettualit\u00e0 comune, in questa direzione, con i nuovi Comites.<\/p>\n<p>In ogni caso il successo del Forum dipender\u00e0 molto dalla sua predisposizione all\u2019ascolto delle realt\u00e0 locali e dalla capacit\u00e0 di essere soggetto in grado di valorizzarne gli elementi di novit\u00e0 e di qualit\u00e0 diffondendoli all\u2019intera rete associativa aderente, superando la dimensione di centralismo, orami poco produttiva. In questo senso, pu\u00f2 essere interpretato come un soggetto pluricentrico, dimensione che potr\u00e0 essere acquisita anche con la nascita di Forum nei singoli Paesi, in rapporto biunivoco con il Forum in Italia. Il Forum nazionale deve fungere da coordinamento, stimolo e propulsione, oltre che di rappresentanza nei confronti delle istituzioni nazionali e regionali.<\/p>\n<p>Quanto ai mezzi e ai campi di azione specifici su cui programmare la propria attivit\u00e0, essi sono in buona parte indicati nel documento preparatorio: innanzitutto, ottimizzare la comunicazione interna e la diffusione di buone pratiche a tutta la rete nei diversi ambiti di azione dell\u2019associazionismo: partecipazione, educazione civica, cultura, lingua, formazione, progetti di sviluppo locale, ecc.<\/p>\n<p>La struttura del Forum, deve quindi privilegiare il massimo di partecipazione, comunicazione e strutturarsi per ambiti di lavoro comuni in relazione ai diversi obiettivi che si pone. La struttura di rappresentanza interna dovrebbe essere agile e a rotazione. La struttura operativa deve privilegiare e valorizzare le tante competenze presenti nella rete.<\/p>\n<p>Concludo con una breve nota sui seguiti: entro il prossimo autunno dovremo approvare la forma statutaria e si dovr\u00e0 concordare un primo programma d\u2019azione condiviso. Sentiamoci tutti attori responsabili e cooperativi di questo comune impegno.<\/p>\n<p>A tutti buon lavoro!<\/p>\n<p>https:\/\/statigeneraliassociazionismo.wordpress.com\/2015\/07\/06\/stati-generali-la-relazione-introduttiva-di-ilaria-del-bianco\/<\/p>\n<p>&nbsp;\t\t<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>20150707 00:38:00 redazione-IT [b]Assemblea: \u201cVerso il Forum delle associazioni degli italiani nel mondo\u201d 3 e 4 luglio 2015 \u2013 Centro Congressi Frentani, Roma \u201cL\u2019Associazionismo degli <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=12403\" title=\"11750 Stati Generali: la relazione introduttiva di Ilaria Del Bianco\">[&#8230;]<\/a><\/p>\n<\/div>","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[77],"tags":[],"class_list":["post-12403","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-eminews-2015"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.5 - 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