{"id":12263,"date":"2017-04-15T19:07:28","date_gmt":"2017-04-15T17:07:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.filef.net\/2017\/04\/15\/11608-8-notizie-dallitalia-e-dal-mondo-27-feb-2015\/"},"modified":"2019-06-20T14:43:05","modified_gmt":"2019-06-20T14:43:05","slug":"11608-8-notizie-dallitalia-e-dal-mondo-27-feb-2015","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=12263","title":{"rendered":"11608 8 NOTIZIE dall\u2019ITALIA e dal  MONDO  27 feb  2015"},"content":{"rendered":"<p>\t\t\t\t20150227 21:17:00 guglielmoz<\/p>\n<p>ITALIA  &#8211;  ROMA.  Modifiche della Costituzione e legge elettorale, un disegno di accentramento autoritario ? Difendere la Costituzione nata dalla Resistenza per impedire lo stravolgimento dei suoi valori fondamentali.  \/ UMBRIA. LA GRANDE CRISI I consumi in ritirata di un Meridione in affanno. Lo studio dell\u2019Unione dei consumatori: in cinque anni persi tra i 3 mila e i 4 mila euro all\u2019anno di spese in Calabria, Sicilia e Sardegna. \/ MILANO. Expo 2015, i padroni del cibo. Lo slogan dell&#8217;Expo2015 (\u201cNutrire il pianeta. Energia per la vita\u201d) ben sintetizza la melassa buonista che ci accompagner\u00e0 nei prossimi mesi\/<br \/>\nMONDO  &#8211; Amnesty: &quot;Di fronte all\u2019aumento degli attacchi barbarici e della repressione, la comunit\u00e0 internazionale \u00e8 rimasta assente\u201d\/.<br \/>\nEUROPA \u2013 GERMANIA \u00ab12 milioni di tedeschi sotto il livello di povert\u00e0\u00bb. \/ GRECIA. La Grecia tradita dai piccoli paesi &#8211; The Irish Independent, Irlanda. L&#8217;Europa pu\u00f2 tirare un sospiro di sollievo sapendo che la Grecia ha ottenuto un rinvio di quattro mesi della sua esecuzione, ma il boia incombe ancora su Atene.<br \/>\nAFRICA &#038; MEDIO ORIENTE \u2013 TURCHIA. La Turchia non ceder\u00e0 a Erdogan.  \/ UCRAINA . Arriva il terrorismo.\/ SIRIA-IRAQ. Le vittime della coalizione. Dal 23 settembre 2014 le bombe della coalizione guidata dagli Stati Uniti hanno causato in Siria pi\u00f9 di 1.600 morti, in gran parte miliziani del gruppo Stato islamico. \/ SOMALIA<br \/>\nAttacco al Central hotel\/<br \/>\nASIA &#038; PACIFICO  &#8211;  ASIA. Dilaga la pena di morte  \/ AFGHANISTAN. Una mano da Pechino. A gennaio la polizia afgana ha arrestato e consegnato alle autorit\u00e0 cinesi almeno 15 miliziani uiguri che si stavano addestrando in un campo al confine con il Pakistan\/.<br \/>\nAMERICA CENTROMERIDIONALE  &#8211;<br \/>\nAMERICA SETTENTRIONALE &#8211; STATI UNITI. Il veto di Obama sull&#8217;oleodotto. \/ STATI UNITI. Walmart alza gli stipendi. Nelle prossime settimane 100mila degli 1,3 milioni di dipendenti di Walmart negli Stati Uniti riceveranno un aumento di stipendio. \/<\/p>\n<p>ITALIA<br \/>\nROMA<br \/>\nModifiche della Costituzione e legge elettorale, un disegno di accentramento autoritario ? Difendere la Costituzione nata dalla Resistenza per impedire lo stravolgimento dei suoi valori fondamentali.<br \/>\nLe pesanti modifiche della Costituzione e della legge elettorale all&#8217;esame di questo Parlamento, risultato di una legge elettorale dichiarata illegittima dalla Corte Costituzionale, stanno creando un serio pericolo di accentramento del potere di decisione nelle mani del Governo e la discussione parlamentare, per come avviene, requisisce di fatto le decisioni senza consentire la partecipazione dei cittadini; senza trascurare che lo stesso Parlamento \u00e8 fortemente delegittimato dopo la sentenza della Corte Costituzionale che ha messo in mora la legge elettorale con cui \u00e8 stato eletto.<br \/>\nIl nostro paese, colpito da una grave crisi economica, \u00e8 concentrato su disoccupazione, perdita di reddito, assenza di prospettive per i giovani. Tuttavia regole fondamentali come la Costituzione e la legge elettorale sono troppo importanti per il futuro della nostra democrazia per consentire disattenzione.<br \/>\nLa scelta non \u00e8 tra cambiamento e conservazione, ma tra diverse possibili innovazioni e quella che sta portando avanti il Governo avrebbe come risultato lo svuotamento ulteriore del ruolo del Parlamento e l&#8217;accentramento di potere e di decisione nelle mani dell&#8217;esecutivo, in particolare del Presidente del Consiglio. Inoltre, con una drastica ricentralizzazione, vengono tolti poteri alle Regioni e ai Comuni, proprio mentre si dichiara che il Senato dovrebbe rappresentare le autonomie locali: in realt\u00e0 \u00e8 un ritorno al passato.<br \/>\nLe modifiche costituzionali e in genere quelle istituzionali dovrebbero essere prerogativa del Parlamento, mentre ora \u00e8 il Governo ad esercitare un ruolo preponderante non solo di proposta ma di accettazione o ripulsa delle proposte dei parlamentari, con un vero e proprio rovesciamento dei ruoli. Le modifiche dovrebbero avvenire dopo una larga discussione nel paese perch\u00e9 non sono ammissibili ragioni di urgenza o eccezionalit\u00e0 quando \u00e8 in gioco la Costituzione su cui si fonda l&#8217;unit\u00e0 del nostro paese.<br \/>\nLe modifiche costituzionali vanno viste insieme alla legge elettorale perch\u00e9 sono fortemente intrecciate negli effetti. Ad esempio, il carattere fortemente maggioritario della legge elettorale si somma alla negazione agli elettori del diritto di  scegliere tutti i deputati e fa tutt&#8217;uno con la scelta di non fare eleggere ai cittadini i senatori, che invece verrebbero nominati da consigli regionali eletti con leggi sempre pi\u00f9  maggioritarie. L&#8217;effetto combinato di queste riforme comporta uno stravolgimento della Costituzione della nostra Repubblica, determinando una pericolosa alterazione dell&#8217;equilibrio tra i poteri dello Stato, in particolare rovesciando quello tra Parlamento e Governo. Questo \u00e8 tanto pi\u00f9 grave in presenza della mancata regolazione del conflitto di interessi e a fronte della personalizzazione mediatica delle leadership politiche.<br \/>\nC&#8217;\u00e8 semmai bisogno urgente di una riforma per legge dei partiti, che devono essere riportati alla funzione loro assegnata dalla Costituzione di strumenti della societ\u00e0, attraverso i quali si realizza la partecipazione dei cittadini, con metodo democratico, alla determinazione della politica nazionale. I partiti hanno un ruolo costituzionale e per questo la loro vita va riformata con leggi che ne regolino la selezione dei candidati, la trasparenza delle decisioni e democrazia interna; al contrario prevedere ancora una volta per legge che i capi dei partiti, in assenza del rispetto di regole democratiche certe, nominino di fatto i componenti delle assemblee elettive, ne rafforza il carattere autoritario ed oligarchico, causa prima delle degenerazioni che sono sotto gli occhi di tutti.<br \/>\nIl bicameralismo attuale appartiene alle garanzie di un percorso legislativo equilibrato previsto dalla Costituzione e, per superarlo, occorre offrire un quadro convincente e altrettanto adeguato di garanzie sostitutive. Per questo occorre che il futuro Senato &#8211; che nemmeno il governo ha il coraggio di abolire &#8211; resti un vero ramo del Parlamento, con un ruolo non posticcio, e, visto che manterrebbe importanti poteri costituzionali, va garantita l&#8217;elettivit\u00e0 dei suoi componenti, senza aumentare il numero e i costi complessivi dei parlamentari.<br \/>\nLe modifiche della Costituzione volute dal governo, al contrario, riducono i meccanismi di bilanciamento dei poteri previsti dai costituenti senza alcuna contropartita. Le prerogative del Governo sono esaltate a danno di quelle del Parlamento, abolendo di fatto  il ruolo delle commissioni parlamentari e rendendo difficile, se non impossibile, cambiare le proposte del governo, che verrebbero comunque approvate in tempi prefissati, rendendo marginale l&#8217;autonoma attivit\u00e0 legislativa del Parlamento, ridotto sostanzialmente ad un ruolo di ratifica dell&#8217;operato del Governo.<br \/>\nLa legge elettorale, nella versione approvata dal Senato,  riproduce in sostanza gli stessi difetti del sistema elettorale che la Corte Costituzionale ha bocciato con la sentenza n. 1\/2014, mantenendo un enorme premio di maggioranza e liste sostanzialmente bloccate. Per questo, prima della sua entrata in vigore, deve essere sottoposta al giudizio della Corte Costituzionale e lavoreremo per questo.<br \/>\nPreoccupa che il premio di maggioranza, non pi\u00f9 attribuito alla coalizione ma alla singola lista, combinato con il ballottaggio, possa portare un solo partito con percentuali modeste ad avere la maggioranza assoluta alla Camera. L&#8217;abbassamento al 3% della soglia di sbarramento per le liste non basta a garantire una rappresentativit\u00e0 equilibrata. Va bloccato lo scandalo dei parlamentari di fatto nominati dai capi dei partiti, espropriando gli elettori del potere di scelta dei propri rappresentanti. Con questa riforma elettorale si realizzerebbe un cambiamento epocale negativo del sistema politico e di governo, attribuendo la maggioranza parlamentare e la guida del Governo ad un solo partito che potrebbe rappresentare una netta minoranza di cittadini. La gravit\u00e0 di questa svolta \u00e8 confermata dal fatto che dal 1944 ad oggi in Italia si sono sempre succeduti governi di coalizione o sostenuti da una maggioranza di coalizione. Anche dopo la legge uninominale Mattarella e perfino con il &quot;porcellum&quot; in Italia si sono sempre alternati governi sostenuti da una coalizione, mantenendo aperta anche cos\u00ec una dialettica politica nelle scelte di Governo. Nella storia italiana l&#8217;unico precedente del Governo di un solo partito per effetto della legge elettorale suscita preoccupazione ancora oggi.<br \/>\nL&#8217;approvazione di questa riforma elettorale presuppone che sia gi\u00e0 avvenuta l&#8217;eliminazione del Senato elettivo, mentre la riforma costituzionale \u00e8 ancora in gestazione e i cittadini potrebbero cancellarla con il referendum, cos\u00ec com&#8217;\u00e8 avvenuto nel 2006, quando gli italiani hanno detto no alla riforma Berlusconi-Fini-Bossi.  Per di pi\u00f9 l&#8217;entrata in vigore della legge elettorale \u00e8 procrastinata al 1\u00b0 luglio 2016 e quindi ci sarebbe tutto il tempo per una discussione approfondita sul merito di entrambe le  riforme e sulla loro interazione.<br \/>\nPer questo chiediamo con forza una congrua pausa di riflessione nell&#8217;approvazione dei provvedimenti, che consenta di aprire un&#8217;ampia e democratica discussione sulle scelte da fare, permettendo in particolare alle elettrici e agli elettori di partecipare da protagonisti alle scelte, altrimenti verrebbero ridotti gli spazi democratici e di partecipazione, pregiudicando ancora di pi\u00f9 la capacit\u00e0 rappresentativa delle Istituzioni democratiche, che ha gi\u00e0 portato tanti elettori ad astenersi dal voto.<br \/>\nIn ogni caso \u00e8 importante che l&#8217;approvazione delle modifiche della Costituzione avvenga con meno dei 2\/3 dei parlamentari, in modo da rendere certa la possibilit\u00e0 dell&#8217;effettuazione del referendum, evitando di ripetere l&#8217;esperienza della modifica dell&#8217;articolo 81 della Costituzione, avvenuta all&#8217;insaputa degli elettori e in modo da evitare l&#8217;effettuazione del referendum finale.<br \/>\nIn sostanza, con le modifiche costituzionali e la legge elettorale si vuole affrontare la complessit\u00e0 politica e sociale del paese attraverso un drastico accentramento dei poteri e l&#8217;annullamento del ruolo dei corpi intermedi di rappresentanza, imponendo le scelte di governo in modo autoritario. Del resto l&#8217;esperienza del jobs act, gli effetti dello sblocca Italia nel territorio e quanto si prospetta per la Rai dicono chiaramente che l&#8217;obiettivo \u00e8 imporre soluzioni accentrate anche contro l&#8217;opinione dei cittadini e queste modifiche della Costituzione e della legge elettorale sono funzionali a questo disegno. ( A. Grandi )<br \/>\nUMBRIA<br \/>\nLA GRANDE CRISI I consumi in ritirata di un Meridione in affanno. Lo studio dell\u2019Unione dei consumatori: in cinque anni persi tra i 3 mila e i 4 mila euro all\u2019anno di spese in Calabria, Sicilia e Sardegna. Il record. Con l\u2019Iva al 22 per cento si pu\u00f2 realisticamente calcolare che 4 mila euro in meno all\u2019anno di consumi significa circa 800 euro a famiglia di mancato gettito per l\u2019erario. Moltiplicato per le migliaia di famiglie (umbre, siciliane, calabresi, sarde) stiamo parlando di miliardi di euro di mancati introiti per finanziare lo Stato sociale. La contabilit\u00e0 della Grande Crisi &#8211; dal 2008 al 2013 &#8211; si arricchisce ogni giorno di pi\u00f9 di nuovi elementi di riflessione. Se giornalisticamente il crollo dei consumi \u00e8 ormai un dato conclamato meno lo \u00e8 ripartizione regionale. Uno scontrino sociale che penalizza ancor pi\u00f9 chi nel 2008 inseguiva a fatica. Accentuando le disparit\u00e0 nord-sud che n\u00e9 i ministeri per la Coesione territoriale (a proposito, chi ha rilevato nell\u2019attuale esecutivo la delega dell\u2019ex ministro Fabrizio Barca?), tanto meno per le mai passate di moda Banche per il Mezzogiorno, a pensarci nemmeno i fondi comunitari per le aree depresse (di cui una gran parte risulta mai spesa con relativi ammonimenti di Bruxelles) sono riusciti ad attenuare nelle molteplici iniziative di redistribuzione territoriale.<br \/>\nLO STUDIO<br \/>\nSecondo uno studio redatto dall\u2019Unione nazionale dei Consumatori su dati Istat le famiglie umbre (meno 4.092 euro), calabresi (-3.205 euro), sarde (-3.222 euro) e venete (-3.227 euro) sono quelle che hanno maggiormente ridotto gli acquisti. In valore percentuale (-14,06%) sono per\u00f2 le famiglie calabresi ad aver pagato il conto pi\u00f9 salato riducendo al minimo spese voluttuarie e non. Rileva Massimiliano Dona, segretario generale dell\u2019Unione nazionale dei consumatori, che il \u00abproblema irrisolto del Mezzogiorno si \u00e8 aggravato dal 2008 ad oggi\u00bb. Cercasi coesione territoriale. Se esiste ancora. Un Paese. E un meridione con l\u2019Iva al 22 per cento si pu\u00f2 realisticamente calcolare che 4 mila euro in meno all\u2019anno di consumi significa circa 800 euro a famiglia di mancato gettito per l\u2019erario. Moltiplicato per le migliaia di famiglie (umbre, siciliane, calabresi, sarde) stiamo parlando di miliardi di euro di mancati introiti per finanziare lo Stato sociale. La contabilit\u00e0 della Grande Crisi &#8211; dal 2008 al 2013 &#8211; si arricchisce ogni giorno di pi\u00f9 di nuovi elementi di riflessione. Se giornalisticamente il crollo dei consumi \u00e8 ormai un dato conclamato meno lo \u00e8 ripartizione regionale. Uno scontrino sociale che penalizza ancor pi\u00f9 chi nel 2008 inseguiva a fatica. Accentuando le disparit\u00e0 nord-sud che n\u00e9 i ministeri per la Coesione territoriale (a proposito, chi ha rilevato nell\u2019attuale esecutivo la delega dell\u2019ex ministro Fabrizio Barca?), tanto meno per le mai passate di moda Banche per il Mezzogiorno, a pensarci nemmeno i fondi comunitari per le aree depresse (di cui una gran parte risulta mai spesa con relativi ammonimenti di Bruxelles) sono riusciti ad attenuare nelle molteplici iniziative di redistribuzione territoriale.<br \/>\nLO STUDIO<br \/>\nSecondo uno studio redatto dall\u2019Unione nazionale dei Consumatori su dati Istat le famiglie umbre (meno 4.092 euro), calabresi (-3.205 euro), sarde (-3.222 euro) e venete (-3.227 euro) sono quelle che hanno maggiormente ridotto gli acquisti. In valore percentuale (-14,06%) sono per\u00f2 le famiglie calabresi ad aver pagato il conto pi\u00f9 salato riducendo al minimo spese voluttuarie e non. Rileva Massimiliano Dona, segretario generale dell\u2019Unione nazionale dei consumatori, che il \u00abproblema irrisolto del Mezzogiorno si \u00e8 aggravato dal 2008 ad oggi\u00bb. Cercasi coesione territoriale. Se esiste ancora. Un Paese<\/p>\n<p>MILANO<br \/>\nEXPO 2015, I PADRONI DEL CIBO<br \/>\nLO SLOGAN DELL&#8217;EXPO2015 (\u201cNUTRIRE IL PIANETA. ENERGIA PER LA VITA\u201d) BEN SINTETIZZA LA MELASSA BUONISTA CHE CI ACCOMPAGNER\u00c0 NEI PROSSIMI MESI. GI\u00c0 \u00c8 PARTITA LA GARA A CHI AUSPICA UN AGROALIMENTARE EQUO E SOSTENIBILE, CAPACE DI SODDISFARE I BISOGNI DELL&#8217;INTERA POPOLAZIONE MONDIALE, SUPERANDO L&#8217;INSOPPORTABILE CONTRADDIZIONE TRA SPRECO E FAME, TRA OBESIT\u00c0 E DENUTRIZIONE. Ma con sparute eccezioni, si tratta in larga parte d&#8217;ipocrisia in cattiva fede. L&#8217;agroalimentare \u00e8 infatti il settore dove lo scontro tra bisogni delle popolazioni e potere delle multinazionali si presenta in modo plastico, quasi didascalico. Ma quasi nessuno ne parla.<br \/>\nL&#8217;agroalimentare \u00e8 infatti un settore dominato da grandi gruppi globali che macinano profitti grazie alla forbice amplissima che separa prezzi alti per i consumatori e redditi bassi per gli agricoltori. In uno studio del movimento europeo del commercio equo (FTAO) sulle filiere di cacao, caff\u00e8, zucchero e banane si stima che agli agricoltori vada circa il 10% del prezzo finale, contro quote intorno al 30-40% che si prendono intermediari e industria di trasformazione (per i dettagli si veda l&#8217;articolo pubblicato da Altrconomia di gennaio). Un&#8217;altra fetta importante di reddito se la prendono i gruppi della grande distribuzione organizzata (GDO), le cui centrali d&#8217;acquisto hanno ormai un potere contrattuale persino superiore all&#8217;industria di trasformazione. Alcuni di questi grandi gruppi globali sono famosi \u2013 per non dire famigerati: chi non conosce Nestl\u00e9, Kraft, Walmart e Carrefour? Chi non conosce gli untori dell&#8217;obesit\u00e0 su scala mondiale come Coca-Cola e McDonald? Ma pochi conoscono Cargill, Glencore o Archer Daniels Midland (ADM). Eppure sono quasi sempre questi gli operatori che \u201cstrozzano\u201d i contadini del nostro pianeta imponendo loro prezzi d&#8217;acquisto da rapina: si tratta infatti del manipolo di potentissimi oligopolisti che controllano il mercato mondiale delle materie prime agricole. Un mercato ormai oggetto anche degli appetiti della finanza che \u2013 partendo dagli strumenti di protezione ( hedge e futures ) dei contratti di compravendita \u2013 ha esposto ai su e gi\u00f9 della speculazione anche questo settore, impedendo ai coltivatori di fare piani di medio-lungo termine. Basti ricordare quando nel 2011 il prezzo di mercato di mais, grano e olio di palma improvvisamente esplose senza legami con l&#8217;offerta e la domanda, per poi riscendere altrettanto repentinamente.<br \/>\nA completare il quadro ci sono anche i big della \u201crivoluzione verde\u201d; i grandi produttori di sementi, fertilizzanti e pesticidi come Monsanto e Dupont. I quali si sono da tempo lanciati nei mercati delle biotecnologie, sostenendo la coltivazione degli OGM (in particolare in Africa e Sud America), contribuendo alla riduzione drastica della biodiversit\u00e0 nei campi e distinguendosi nello scandaloso tentativo di brevettare la conoscenza frutto del lavoro secolare dei coltivatori del Sud del mondo. E sempre nuove frontiere si aprono: mentre nel Parlamento europeo si \u00e8 discusso se rendere obbligatoria nelle etichette la dichiarazione di \u201cnanomateriali\u201d nei prodotti alimentari, Monsanto si sta addirittura per lanciare nel settore emergente dei big data , con l&#8217;idea di vendere agli agricoltori un mix d&#8217;informazioni su colture, trattamenti e previsioni meteo. L&#8217;azione a tenaglia di intermediari e rivenditori di input agricoli sul collo degli agricoltori del Sud del mondo \u00e8 mortale: il suicidio finanziario col ricorso ai prestiti di banche e strozzini \u00e8 infatti l&#8217;ultimo passo prima del suicidio vero e proprio (molto spesso usando proprio i pesticidi comprati a caro prezzo). E quello dei suicidi degli agricoltori \u2013 in particolare nel Sud di Asia e America \u2013 \u00e8 un vero e proprio genocidio di cui l&#8217;informazione mainstream raramente parla. Altro che \u201cenergia per la vita\u201d&#8230;<br \/>\nE poi l&#8217;agroalimentare \u00e8 il regno delle asimmetrie commerciali. Mentre grazie agli accordi promossi in sede WTO si sono obbligate le economie del Sud del mondo ad aprirsi al commercio internazionale, in USA e Europa si sono continuati ad erogare sussidi e ad applicare dazi proprio sui prodotti agricoli. Risultato: i mercati africani, asiatici e sudamericani invasi dai prodotti del Nord del mondo e le terre del Sud divorate dalle colture di prodotti per l&#8217;export, a partire da quelli \u201cutili\u201d all&#8217;industria: dalla soia per i pastoni di mucche e maiali, all&#8217;olio di palma per i biscotti del Mulino Bianco e per la Nutella, per arrivare al mais e alla jatropha per i biocarburanti. E in mezzo ci stanno loro, il popolo dei coltivatori, ormai privo sia di un&#8217;agricoltura di sussistenza, sia del reddito per comprarsi il cibo importato. E infine \u2013 ultimo ma certo non meno importante \u2013 dobbiamo ricordarci dell&#8217;accaparramento delle terre (meglio noto come land grabbing ): terre africane e asiatiche date in concessione a stati esteri (la Cina e i Paesi della Penisola arabica innanzitutto) che le coltivano a vantaggio esclusivo delle proprie popolazioni.<br \/>\nTutto questo potere dei big globali dell&#8217;agroalimentare si alimenta e si riproduce grazie ad una capacit\u00e0 di pressione politica enorme. A \u201ccasa loro\u201d la lobby di queste imprese \u00e8 infatti impressionante, riuscendo di fatto a far scrivere sotto dettatura leggi, regolamenti e accordi commerciali. A \u201ccasa degli altri\u201d si va molto meno per il sottile: oppositori e attivisti dei movimenti contadini si ammazzano, punto. E chi ha la memoria un po&#8217; pi\u00f9 lunga ricorder\u00e0 il golpe in Guatemala del 1954 o i finanziamenti agli squadroni della morte colombiani; in entrambi i casi c&#8217;era dietro la United Fruits, che oggi si chiama Chiquita, quella del \u201cbollino blu\u201d (Fonte: sbilanciamoci | Autore: Gerardo Marletto)<\/p>\n<p>MONDO<br \/>\nAMNESTY: &quot;DI FRONTE ALL\u2019AUMENTO DEGLI ATTACCHI BARBARICI E DELLA REPRESSIONE, LA COMUNIT\u00c0 INTERNAZIONALE \u00c8 RIMASTA ASSENTE\u201d<br \/>\nNel puntuale rapporto annuale che ogni anno Amnesty International presenta alla stampa e al pubblico in generale l\u2019associazione umanitaria per eccellenza disegna con grande efficacia il quadro globale della situazione dei diritti umani. La quale fatalmente significa anche fare il punto della situazione politica del pianeta. Quest\u2019anno nel mirino del Rapporto 2014-2015, pubblicato in Italia da Castelvecchi, ci sono i conflitti siano essi condotti dagli Stati che da gruppi armati di varia natura. In entrambi i casi i diritti delle persone vengono bellamente ignorati. Nel corso della conferenza stampa tenuta ieri a Roma Antonio Marchesi, presidente di Amnesty Italia, ha detto che \u201cil 2014 \u00e8 stato un anno catastrofico per milioni di persone intrappolate nella violenza. La risposta globale ai conflitti e alle violazioni commesse dagli Stati e dai gruppi armati \u00e8 stata vergognosa e inefficace. Di fronte all\u2019aumento degli attacchi barbarici e della repressione, la comunit\u00e0 internazionale \u00e8 rimasta assente\u201d \u2013 ha dichiarato Marchesi. \u201cLe Nazioni Unite \u2013 ha aggiunto &#8211; furono istituite 70 anni fa per assicurare che gli orrori della Seconda guerra mondiale non si sarebbero mai pi\u00f9 ripetuti. Adesso assistiamo a una violenza su scala massiccia che produce un\u2019enorme crisi dei rifugiati. Siamo di fronte a un clamoroso fallimento nella ricerca di soluzioni efficaci per risolvere le necessit\u00e0 pi\u00f9 pressanti dei nostri tempi\u201d. Nello specifico ecco i punti dolenti sottolineati da Amnesty: popolazioni civili sempre pi\u00f9 costrette a vivere sotto il controllo quasi statale di brutali gruppi armati e sottoposte ad attacchi, persecuzioni e discriminazioni; crescenti minacce alla libert\u00e0 d\u2019espressione e ad altri diritti umani, tra cui le violazioni causate da nuove, drastiche leggi antiterrorismo e da sorveglianze di massa ingiustificate; il peggioramento delle crisi umanitarie e dei rifugiati, con un sempre maggior numero di persone in fuga dai conflitti, i governi ancora impegnati a chiudere le frontiere e la comunit\u00e0 internazionale sempre pi\u00f9 incapace di fornire assistenza e protezione. Particolare preoccupazione \u00e8 data dal crescente potere di gruppi armati non statali, tra cui quello che si \u00e8 denominato Stato islamico. Nel 2014 questi ultimi hanno commesso abusi dei diritti umani in almeno 35 paesi, pi\u00f9 di un quinto di quelli su cui Amnesty International ha svolto ricerche. \u201cCon l\u2019estensione dell\u2019influenza di gruppi come Boko haram, Stato islamico e Al Shabaab oltre i confini nazionali, sempre pi\u00f9 civili saranno costretti a vivere sotto un controllo quasi statale, sottoposti ad abusi, persecuzione e discriminazione\u201d \u2013 ha commentato Marchesi secondo il quale \u201ci governi devono finirla di affermare che la protezione dei civili \u00e8 al di l\u00e0 dei loro poteri e devono invece contribuire a porre fine alla sofferenza di milioni di persone. Devono avviare un cambiamento fondamentale nel modo di affrontare le crisi nel mondo\u201d. Rispetto poi alla possibilit\u00e0 che il massimo organismo del Palazzo di Vetro possa intervenire, Amnesty ha voluto sottolineare come il Consiglio di Sicurezza, malgrado da decenni si parli di una sua riforma, resti di fatto bloccato da un anacronistico potere di veto che dunque rende vano ogni sforzo finalizzato a risolvere le crisi mondiali. Questo \u00e8 il caso della Siria, dell\u2019Iraq, dell\u2019Ucraina, di Gaza, di Israele e di molte altre situazioni, vedi il caso del Sahara occidentale, ormai incancrenite da decenni di stallo politico. Amnesty chiedi agli Stati membri del Consiglio di sicurezza di rinunciare una volta per tutte a questo diritto eredit\u00e0 di una \u201cGuerra fredda\u201d che dovrebbe essere archiviata e che invece  il mondo nel suo complesso non perde occasione per riesumare. \u201cPotrebbe essere una svolta per la comunit\u00e0 internazionale e uno strumento per difendere le vite umane. Cos\u00ec facendo, i cinque stati membri permanenti darebbero alle Nazioni Unite un pi\u00f9 ampio margine d\u2019azione per tutelare i civili in caso di gravi rischi per le loro vite e invierebbero un segnale potente che il mondo non rester\u00e0 a guardare passivamente di fronte alle atrocit\u00e0 di massa\u201d ha spiegato Marchesi. Questi conflitti sono favoriti anche da un traffico di armi per nulla regolamentato come Amnesty chiede da tempo. L\u2019obiettivo dell\u2019associazione umanitaria \u00e8 di convincere tutti gli stati \u2013 compresi Stati Uniti d\u2019America, Cina, Canada, India, Israele e Russia \u2013 di ratificare o accedere al Trattato sul commercio di armi entrato in vigore lo scorso anno, dopo una campagna di Amnesty e di altre organizzazioni durata decenni. \u201cNel 2014 \u2013 sottolinea Marchesi &#8211; enormi forniture di armi sono state inviate a Iraq, Israele, Sud Sudan e Siria, nonostante la probabilit\u00e0 assai elevata che sarebbero state usate contro i civili intrappolati nei conflitti. Quando lo Stato islamico ha conquistato ampie parti dell\u2019Iraq, ha trovato grandi arsenali pronti all\u2019uso. L\u2019irresponsabile flusso di armi verso chi viola i diritti umani deve cessare subito\u201d. Amnesty ha altres\u00ec stigmatizzato l\u2019atteggiamento repressivo e draconiano che alcuni Stati hanno avuto di fronte a minacce alla propria incolumit\u00e0. \u201cDalla Nigeria all\u2019Iraq, dalla Turchia all\u2019Afghanistan, dalla Russia al Kenya e via dicendo, i governi hanno cercato di giustificare le violazioni dei diritti umani con la necessit\u00e0 di mantenere \u2018sicuro\u2019 il mondo. Stiamo vedendo pessimi segnali che i governi continueranno a reprimere le proteste, introdurranno drastiche leggi antiterrorismo e ricorreranno a un\u2019ingiustificata sorveglianza di massa per rispondere alle minacce alla sicurezza. Ma sappiamo che le reazioni impulsive non funzionano. Al contrario, creano un ambiente repressivo nel quale l\u2019estremismo pu\u00f2 crescere\u201d dice il presidente di Amnesty Italia. Il Rapporto non dimentica certo la situazione drammatica dei rifugiati. E anche in questo caso colpisce l\u2019incapacit\u00e0 o la mancanza di volont\u00e0 dei Paesi pi\u00f9 importanti di intervenire con misure umanitarie efficaci. \u201c\u00c8 terribile vedere come i paesi ricchi considerino prioritario lasciare le persone fuori dai loro confini piuttosto che tenerle in vita. La crisi globale dei rifugiati \u00e8 destinata a peggiorare se non verranno prese misure urgenti. I leader mondiali hanno il potere di alleviare la sofferenza di milioni di persone, destinando impegno politico e risorse economiche all\u2019assistenza e alla protezione di coloro che fuggono dai pericoli, fornendo aiuti umanitari con generosit\u00e0 e reinsediando i rifugiati pi\u00f9 vulnerabili\u201d \u2013 ha dichiarato Marchesi. Per Amnesty \u201cil quadro complessivo dello stato dei diritti umani \u00e8 tetro ma le soluzioni ci sono. I leader mondiali devono intraprendere azioni immediate e decisive per invertire un\u2019imminente crisi globale e fare un passo avanti verso un mondo pi\u00f9 sicuro, in cui i diritti e le libert\u00e0 siano protetti\u201d . Per concludere l\u2019Italia. E anche in questo caso c\u2019\u00e8 poco da sorridere. Tra l\u2019assenza del reato di tortura nella legislazione nazionale, l\u2019atteggiamento discriminatorio nei confronti delle comunit\u00e0 rom, la situazioni nelle carceri e nei centri di detenzione per gli immigrati irregolari, senza contare le responsabilit\u00e0 non accertate per i morti in custodia cautelare a seguito di indagini lacunose il quadro \u00e8 drammatico. Anche in questo caso finisce nel mirino il semestre italiano di presidenza dell\u2019Unione Europea: \u201cDurante questo periodo, l\u2019Italia ha sprecato l\u2019opportunit\u00e0 di dare all\u2019Europa un indirizzo diverso, basato sul rispetto dei diritti umani, sul contrasto alla discriminazione e soprattutto su politiche in tema d\u2019immigrazione che dessero priorit\u00e0 a salvare vite umane, attraverso l\u2019apertura di canali sicuri di accesso alla protezione internazionale, piuttosto che a controllare le frontiere\u201d \u2013 ha dichiarato Gianni Rufini, direttore generale di Amnesty International Italia. \u201cDopo aver salvato oltre 150.000 rifugiati e migranti che cercavano di raggiungere l\u2019Italia dal Nord Africa su imbarcazioni inadatte alla navigazione, a fine ottobre l\u2019Italia ha deciso di chiudere l\u2019operazione Mare nostrum. Avevamo chiesto al governo, e lo stesso primo ministro si era impegnato pubblicamente in questo senso, di non sospendere Mare nostrum fino a quando non fosse stata posta in essere un\u2019operazione analogamente efficace, in termini di ricerca e soccorso in mare. Le nostre richieste non sono state ascoltate, con le conseguenze ampiamente previste di nuove, tragiche morti in mare, nonostante il pieno dispiegamento dei mezzi e l\u2019impegno della Guardia costiera italiana, lasciata pressoch\u00e9 sola dalla comunit\u00e0 internazionale\u201d \u2013 ha commentato Rufini. Insomma ancora una volta un quadro desolante, mutabile solo se a cambiare saranno radicalmente le politiche appunto degli Stati che contano. Svolta ancor ben lungi dall&#8217;essere visibile all&#8217;orizzonte.<\/p>\n<p>EUROPA<br \/>\nGRECIA<br \/>\nLa Grecia tradita dai piccoli paesi &#8211; The Irish Independent, Irlanda. L&#8217;Europa pu\u00f2 tirare un sospiro di sollievo sapendo che la Grecia ha ottenuto un rinvio di quattro mesi della sua esecuzione, ma il boia incombe ancora su Atene. \u00c8 stato stabilito un cessate il fuoco, ma la possibilit\u00e0 che Atene esca dalla zona euro, il deficit democratico nell&#8217;Unione europea e il futuro della moneta unica continueranno a dominare il dibattito politico. Queste questioni mettono il governo irlandese davanti a gravi interrogativi politici ed etici.<br \/>\nIn politica la moralit\u00e0 offre pochi vantaggi. I piccoli paesi non possono quasi mai permettersi di darsi obiettivi grandiosi, ma a volte possono fare la differenza. Non \u00e8 il caso di Dublino: il pragmatismo del governo irlandese pu\u00f2 essere comprensibile, ma l&#8217;entusiasmo con cui ha sostenuto le posizioni della Germania nei negoziati con la Grecia \u00e8 ben poco edificante. L&#8217;Irlanda \u00e8 un piccolo paese che ha subito grandi oppressioni, e si poteva supporre che avrebbe preso le parti di Atene. In un&#8217;Unione europea sempre pi\u00f9 simile a una<br \/>\ncolonia economica tedesca, i piccoli paesi dovrebbero sostenersi a vicenda. Non si tratta solo di difendere i propri interessi. La Grecia ha le sue colpe, ma c&#8217;\u00e8 qualcosa di profondamente immorale nel sacrificio di un paese e del suo popolo sull&#8217;altare dell&#8217;austerit\u00e0.<br \/>\nLa compiacenza irlandese verso la Germania potrebbe rivelarsi poco saggia, perch\u00e9 i padroni non rispettano quasi mai i loro vassalli. L&#8217;errore pi\u00f9 grande di fronte all&#8217;austerit\u00e0 che ci \u00e8 stata imposta con il salvataggio del 2010 \u00e8 stato credere che fosse una scelta logica. In realt\u00e0, come dimostra il caso di Atene, il rigore si \u00e8 rivelato un esperimento disastroso.<br \/>\nSe l&#8217;austerit\u00e0 \u00e8 davvero la questione morale della nostra epoca, \u00e8 accettabile che un piccolo paese come l&#8217;Irlanda resti indifferente o addirittura esulti mentre la Grecia viene data in pasto ai lupi? Non dobbiamo per forza essere d&#8217;accordo con la Grecia, ma almeno non dovremmo ignorare la sua tragedia.<\/p>\n<p>GERMANIA<br \/>\n\u00ab12 milioni di tedeschi sotto il livello di povert\u00e0\u00bb<br \/>\nGERMANIA. LE SORPRESE CONTENUTE NEL RAPPORTO ANNUALE CURATO DALL\u2019ASSOCIAZIONE NO PROFIT PARIT\u00c4TISCHER GESAMTVERBAND. \/ La Germania \u00e8 un Paese ricco? \u00c8 sicuramente vero, ma \u00e8 anche un Paese povero. Questa \u00absorpresa\u00bb emerge dai dati diffusi nel \u00abRap\u00adporto annuale sulla povert\u00e0\u00bb, curato dall\u2019associazione no profit Parit\u00e4tischer Gesamtverband, resi noti lo scorso fine settimana. L\u2019immagine della Repubblica federale in cui tutto funziona, il cosiddetto Modell Deutschland che tutti dovremmo imitare, ne esce piuttosto malconcio. Sono oltre 12 milioni di persone (il 15% dell\u2019intera popolazione) a vivere in condizioni di povert\u00e0, cio\u00e8 con meno del 60% del reddito medio. In concreto: per una famiglia con due figli la soglia di povert\u00e0 \u00e8 a 1870 euro mensili.<br \/>\nIl disagio cresce in ogni parte del Paese, con l\u2019eccezione interessante di alcuni L\u00e4nder orientali, tradizionalmente pi\u00f9 svantaggiati: il Brandeburgo, la Sassonia-Anhalt e la Sassonia. In pessime condizioni la regione della Ruhr (in citt\u00e0 come Bochum e Dortmund), gi\u00e0 cuore dell\u2019industria pesante. Il Land meno povero \u00e8, come sempre, la Baviera. Le categorie pi\u00f9 esposte al rischio-povert\u00e0 sono i disoccupati, i nuclei familiari monoparentali e i pensionati. \u00abAumentano sempre di pi\u00f9 le diseguaglianze\u00bb attaccano in coro dall\u2019opposizione i Verdi e la Linke, che accusano il governo della cancelliera Angela Merkel di ignorare il problema.<br \/>\nLe contromisure possibili? Secondo l\u2019associazione che ha curato il rapporto, innanzitutto l\u2019aumento dell\u2019assegno \u00abHartz-IV\u00bb, il reddito minimo cui hanno diritto tutti i cittadini che non hanno lavoro (a condizione che ne cerchino uno). Attualmente la quota-base \u00e8 di 399 euro mensili a persona: la richiesta \u00e8 che aumenti a 485 euro. Una rivendicazione storica della Linke, che in passato riusc\u00ec ad ottenere un aumento soltanto grazie all\u2019intervento della Corte costituzionale che obblig\u00f2 il governo a rivedere al rialzo il contributo. Una seconda possibile misura sarebbe l\u2019aumento della quota dei trasferimenti fra i L\u00e4nder pi\u00f9 ricchi e quelli pi\u00f9 poveri: ma la solidariet\u00e0 scarseggia. Non solo con i greci, ma anche fra tedeschi (http:\/\/ilmanifesto.info\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/04\/05-storie-bozzetto-del-carro-di-cotti-e-mangiati-con-la-signora-merkel-al-centro.jpg )<\/p>\n<p>UCRAINA<br \/>\nArriva il terrorismo<br \/>\nA Charkiv, nell&#8217;est dell&#8217;Ucraina, &quot;quattro persone sono morte in un attentato {nella foto) durante una manifestazione per celebrare il primo anniversario dalla caduta di Viktor Janukovic&quot;, scrive il sito Gazeta, precisando che &quot;negli ultimi mesi in citt\u00e0 c&#8217;erano stati altri attentati, tutti per\u00f2 senza vittime&quot;. Intanto, pur continuando ad accusarsi reciprocamente di violare la tregua siglata a Minsk, le due parti del conflitto hanno annunciato l&#8217;inizio del ritiro degli armamenti pesanti, previsto dagli accordi, ma non ancora confermato dagli osservatori dell&#8217;Osce, scrive Vedomosti.<\/p>\n<p>MOLDOVA<br \/>\nNuovo premier per Chisin\u00e0u . A due mesi e mezzo dal voto del 30 novembre 2014 la Moldova ha un nuovo governo. Il 18 febbraio il parlamento ha votato la fiducia all&#8217;esecutivo guidato dal primo ministro Chiril Gaburici {nella foto), uomo d&#8217;affari e candidato premier del Partito liberale democratico. Gaburici guider\u00e0 un governo di minoranza che comprende il Partito democratico e avr\u00e0 anche l&#8217;appoggio dei comunisti. Secondo Tim-pul, la soluzione migliore sarebbe stata una coalizione pi\u00f9 nettamente filoeuropea, con i liberali al posto dei comunisti. &quot;Ma la cosa che stupisce di pi\u00f9&quot;, scrive il quotidiano, &quot;\u00e8 che sia stato scelto un uomo sconosciuto e senza esperienza come Gaburici, invece di un politico rispettato in Europa e capace come l&#8217;ex premier Iurie Leanc\u00e0&quot;.<\/p>\n<p>UNGHERIA<br \/>\nLA PRIMA SCONF\u00ccTTA DI ORB\u00c0N.<br \/>\nDopo cinque anni di trionfi elettorali Fidesz, il partito del premier conservatore e nazionalista Viktor Orb\u00e0n {nella foto), ha subito la prima battuta di arresto. Il 22 febbraio ha infatti perso la maggioranza parlamentare dei due terzi che in questi anni gli aveva permesso di far approvare una discussa riforma della costituzione e altre leggi molto criticate dall&#8217;opposizione. Alle suppletive nella citt\u00e0 di Veszpr\u00e9m, indette per sostituire Tibor Navracsics, ex ministro della giustizia nominato commissario europeo per la cultura, il candidato di Fidesz \u00e8 stato sconfitto dall&#8217;indipendente Zolt\u00e0n K\u00e9sz. In questo modo Orb\u00e0n ha perso il seggio che gli garantiva la super maggioranza. Secondo il blog Hungarian Spectrum, il voto \u00e8 stato importante perch\u00e9 cambia gli equilibri parlamentari, &quot;ma ancor di pi\u00f9 perch\u00e9 fa perdere a Fidesz un collegio elettorale che controllava saldamento da ventanni. Alle elezioni del 2014 Navracsics, uomo di fiducia di Orb\u00e0n dagli anni novanta, aveva sconfitto il suo avversario con oltre venti punti di scarto. Veszpr\u00e9m, insomma, \u00e8 stata sempre una roccaforte di Fidesz&quot;. La sconfitta di Orb\u00e0n \u00e8 un&#8217;ottima notizia soprattutto per i partiti di centrosinistra (i socialisti, Insieme 2014, la Coalizione democratica di Ferenc Gyurcs\u00e0ny e Dialogo per l&#8217;Ungheria), commenta N\u00e9pszabads\u00e0g, perch\u00e9 &quot;Fidesz se la caver\u00e0 egregiamente anche con un deputato in meno, ma per sopravvivere l&#8217;opposizione ha continuamente bisogno di conferme. E questa volta le ha avute, anche se grazie a un candidato indipendente. Sar\u00e0 il tempo a dirci se la vittoria \u00e8 stata ottenuta per o nonostante questo fattore&quot;. Secondo il quotidiano, l&#8217;opposizione civile ha intrapreso un percorso di unit\u00e0, l&#8217;unico possibile per intaccare l&#8217;attuale assetto del potere. &quot;A Veszpr\u00e9m la scommessa non era solo incrinare la maggioranza di Fidesz, ma provare che fare opposizione ha ancora un senso. E cos\u00ec \u00e8 stato&quot;.<\/p>\n<p>FRANCIA<br \/>\nUNA RIFORMA DISCUSSA. Il 17 febbraio \u00e8 stata approvata la legge sulla modernizzazione dell&#8217;economia e le liberalizzazioni, anche detta legge Macron, dal nome del ministro. Il testo aveva provocato una spaccatura tra i socialisti, risolta dal primo ministro Manuel Valls scavalcando il parlamento grazie uno strumento simile alla fiducia, previsto dalla costituzione e utilizzabile una sola volta per legislatura. In questo modo, scrive Le Monde, Valls ha ricompattato una maggioranza vittima della &quot;fronda di un gruppo di deputati&quot; che ritengono il suo governo troppo liberista.<\/p>\n<p>LITUANIA<br \/>\n La presidente Dalia Grybauskait\u00e8 ha annunciato il 24 febbraio la reintroduzione temporanea del servizio militare obbligatorio per il timore di un attacco della Russia. <\/p>\n<p>REPUBBLICA CECA<br \/>\n II 24 febbraio un uomo ha aperto il fuoco in un ristorante a Uhersky Brad, nell&#8217;est del paese, uccidendo otto persone prima di suicidarsi. <\/p>\n<p>FRANCIA<br \/>\nII 23 febbraio la polizia ha ritirato i documenti a sei sospetti jihadisti per evitare che partissero per la Siria. <\/p>\n<p>ESTONIA<br \/>\n II 1 marzo si svolgeranno le elezioni legislative.<\/p>\n<p>MEDIO ORIENTE &#038; AFRICA<br \/>\nPALESTINA<br \/>\nUn verdetto negativo<br \/>\nIl 23 febbraio la corte federale di Manhattan ha ordinato all&#8217;Organizzazione per la liberazione della Palestina e all&#8217;Autorit\u00e0 Nazionale Palestinese (Anp) di pagare un risarcimento di 218,5 milioni di dollari alle famiglie di cittadini statunitensi vittime di attacchi terroristici a Gerusalemme tra il 2002 e il 2004, durante la seconda intifada. Il verdetto, scrive Associated Press, colpisce l&#8217;immagine della Palestina proprio nel momento in cui i suoi leader stanno cercando di portare Israele davanti alla Corte penale internazionale.<\/p>\n<p>Prigione a cielo aperto  &#8211;  Da Ramallah Amira Hass<br \/>\nL&#8217;uomo dice: &quot;Permettetemi di parlare in amiyye&quot;, l&#8217;arabo dialettale. Tutte le persone presenti nella sala annuiscono. L&#8217;oratore \u00e8 Abed al Majid Atta al Amarneh, muft\u00ec di Betlemme. \u00c8 stato invitato a parlare a un incontro pubblico a Ramallah sul divieto di uscire dalla Cisgiordania imposto dagli israeliani.<br \/>\n&quot;In amiyye posso esprimere meglio il mio dolore&quot;, dice prima di raccontare che non esce dal paese da 31 anni. Non ha potuto studiare all&#8217;estero, visitare la famiglia in Giordania o accompagnare i genitori nel pellegrinaggio alla Mecca. Racconta che da anni l&#8217;esercito cerca un pretesto per arrestarlo, invano. &quot;Chiedo scusa&quot;, dice rivolgendosi alla platea, tra cui ci sono molti ex detenuti. &quot;Non ho fatto niente per combattere l&#8217;occupazione, per questo non hanno niente contro di me&quot;. L&#8217;incontro \u00e8 stato organizzato dall&#8217;ong Hurriyat, che denuncia il divieto di espatrio usato da Israele contro chiunque ritenga opportuno. La limitazione della libert\u00e0 di movimento da pane di Israele \u00e8 stata sempre sottovalutata dai palestinesi rispetto ad altre forme di repressione. Negli anni novanta, quando cercavo di sensibilizzare i miei amici di Gaza sulla questione, uno di loro mi disse: &quot;Quando rubano la terra e uccidono i nostri giovani, lamentarsi del divieto di espatrio \u00e8 un lusso&quot;. Oggi Gaza \u00e8 la pi\u00f9 grande prigione del mondo e, anche se Israele non ha mai reso pubblici i dati, i palestinesi che non possono uscire dalla Cisgiordania sono centinaia di migliaia.<\/p>\n<p>TURCHIA<br \/>\nLa Turchia non ceder\u00e0 a Erdogan.  in Turchia tutti gli occhi erano rivolti all&#8217;incursione dell&#8217;esercito in Siria per evacuare la tomba di Suleyman \u00a7ah, il governo ha compiuto un atto molto pi\u00f9 pericoloso: ha approvato il pacchetto di emendamenti alla legge sulla sicurezza nazionale. Come ha denunciato Amnesty inter-national queste modifiche &quot;minacciano i diritti umani e potrebbero portare ad arresti arbitrari, uso eccessivo delle armi da parte della polizia e inchieste motivate da ragioni politiche&quot;. In particolare, autorizzare la polizia a usare armi da fuoco contro i manifestanti \u00e8 molto preoccupante. Finora gli agenti potevano usare solo lacrimogeni, proiettili di gomma e manganelli, che sono bastati a causare diverse vittime durante le manifestazioni di piazza Taksim a Istanbul nel giugno del 2013. Dio sa cosa potr\u00e0 succedere adesso.<br \/>\nIl governo si giustifica dicendo che in Turchia ci sono movimenti di protesta violenti, come quello dei nazionalisti curdi. Non \u00e8 del tutto falso, e gli emendamenti prevedono che la polizia possa sparare solo contro i dimostranti che usano &quot;molotov. esplosivi e altre armi offensive&quot;. Ma c&#8217;\u00e8 il rischio eh e &#8216;.e nuove norme possano essere prese dalla polizia come un assegno in bianco per sparare contromanifestanti che impugnano &quot;armi offensive&quot; come le pietre, e che dimostranti assolutamente pacifici possano essere presi di mira a causa di pochi elementi violenti tra le loro file. Questi rischi sono stati sottolineati dalle opposizioni, e perfino l&#8217;ex presidente Abdullah Gul ha invitato i suoi compagni del Partito giustizia e sviluppo (Akp) a &quot;riconsiderare&quot; la legge. Mal&#8217;Akp, sostenuto dal presidente Recep Tayyip Erdogan, \u00e8 andato avanti per la sua strada.<br \/>\nIl regime di Erdogan (una definizione pi\u00f9 appropriata rispetto a &quot;governo dell&#8217;Akp&quot;) sembra essere entrato in una nuova fase. Negli ultimi due anni la sua retorica si \u00e8 concentrata sulla demonizzazione d Mustafa Akyol, Hurriyet Daily News, Turchia egli avversari, bollati come traditori, spie e terroristi. Il sistema legale turco, che lo stesso Akp ha contribuito a riformare secondo i criteri dell&#8217;Unione europea, non \u00e8 abbastanza severo per affrontare nemici cos\u00ec mostruosi. Ora quella retorica sta dando i suoi risultati.<br \/>\nMa il governo non raggiunger\u00e0 il suo obiettivo. Uno stato sempre pi\u00f9 autoritario generer\u00e0 un&#8217;opposizione sempre pi\u00f9 feroce. Quello che ci aspetta non \u00e8 una societ\u00e0 docile sotto la guida di un glorioso leader, come forse spera Erdogan, ma un paese ancora pi\u00f9 polarizzato in preda a tensioni sempre pi\u00f9 preoccupanti. (Mustafa Akyol, Hurriyet Daily News, Turchia)<\/p>\n<p>SIRIA-IRAQ<br \/>\nLe vittime della coalizione.<br \/>\nDal 23 settembre 2014 le bombe della coalizione guidata dagli Stati Uniti hanno causato in Siria pi\u00f9 di 1.600 morti, in gran parte miliziani del gruppo Stato islamico. Secondo l&#8217;Osservatorio siriano per i diritti umani, un&#8217;ong vicina all&#8217;opposizione siriana, sono morti anche 62 civili. Il 24 febbraio l&#8217;Osservatorio e il Consiglio nazionale siriaco (un gruppo cristiano) hanno denunciato il rapimento da parte dei jihadisti di decine di cristiani assiri (tra le 90 e le 150 persone) che vivevano in alcuni villaggi del nordest della Siria. Il 25 febbraio un altro centinaio di persone \u00e8 stato rapito dallo Stato islamico vicino a Tikrit, in Irak.<\/p>\n<p>EGITTO<br \/>\nII 23 febbraio il blogger Alaa Abdel Fattah, figura di spicco della rivoluzione del 2011, \u00e8 stato condannato a cinque anni di prigione.<\/p>\n<p>MALI<br \/>\n II 19 febbraio il governo ha firmato un accordo di cessate il fuoco con sei gruppi armati attivi nel nord del paese. <\/p>\n<p>NIGERIA<br \/>\nVentisette persone sono morte il 24 febbraio negli attentati contro due stazioni di autobus a Kano e a Potiskum, nel nord del paese<\/p>\n<p>SOMALIA<br \/>\nAttacco al Central hotel<br \/>\nVenticinque persone sono rimaste uccise il 20 febbraio in un doppio attentato suicida al Central hotel di Mogadiscio (nella foto), un albergo frequentato da ministri e parlamentari, scrive Keydmedia. Secondo i servizi segreti somali i due attentatori, un uomo e una donna, erano cittadini olandesi. L&#8217;attentato \u00e8 stato rivendicato dai ribelli di Al Shabaab, che hanno minacciato di estendere i loro attacchi ai centri commerciali negli Stati Uniti, nel Regno Unito e in Canada. Per la prima volta dal 1991, il 25 febbraio il presidente statunitense Barack Obama ha nominato un ambasciatore in Somalia, Katherine Dhanani.<\/p>\n<p>ASIA &#038; PACIFICO<br \/>\nASIA<br \/>\nDILAGA LA PENA DI MORTE<br \/>\nLA REGIONE DELL ASIA E PACIFICO SI CONFERMA LA PI\u00d9 ATTIVA NELL&#8217;USO DELLA PENA DI MORTE, CON SEI PAESI CHE NEL 2014 HANNO MESSO A MORTE DEI CONDANNATI. A rivelarlo \u00e8 l&#8217;ultimo rapporto di Amnesty international sullo stato dei diritti umani nel mondo. Proprio in questi giorni il presidente indonesiano Joko Widodo ha difeso il diritto di usare la pena capitale. Da quando Widodo \u00e8 entrato in carica le esecuzioni sono aumentate. Il 18 gennaio lo stato ha ucciso sei trafficanti di droga, cinque dei quali stranieri, e altri nove saranno fucilati a breve. Il rapporto di Amnesty International condanna anche l&#8217;Australia per la detenzione dei richiedenti asilo e per l&#8217;alto numero di indigeni nelle carceri.<\/p>\n<p>AUSTRALIA<br \/>\n II 23 febbraio il primo ministro Tony Abbott ha annunciato un piano contro il terrorismo che prevede la possibilit\u00e0 di revocare la cittadinanza ai jihadisti con doppia nazionalit\u00e0. <\/p>\n<p>THAILANDIA<br \/>\nSTOP ALLE MADRI SURROGATE. Il 20 febbraio il parlamento di Bangkok ha approvato una legge che proibisce ai cittadini stranieri di ricorrere a madri surrogate nel paese. D&#8217;ora in poi solo coppie tailandesi sposate o formate da almeno un partner tailandese potranno farlo, ma senza pagare. Gli intermediari saranno puniti con il carcere. La svolta \u00e8 arrivata dopo le polemiche scatenate da due casi: quello di una coppia australiana che, dei due gemelli nati da una madre surrogata, ha tenuto solo la figlia sana e lasciato alla donna che l&#8217;ha partorito quello con la sindrome di Down, e quello di un giapponese che ha avuto 16 figli da 11 madri surrogate. I bambini vivevano con delle babysitter in un condominio di Bangkok, scrive The Nation<\/p>\n<p>INDIA<br \/>\nII 24 febbraio il Bharatiya janata party (Bjp) del premier Narendra Modi ha raggiunto un accordo di coalizione in Kashmir con il partito locale Pdp. Il Kashmir \u00e8 l&#8217;unico stato a maggioranza musulmana. <\/p>\n<p>CINA<br \/>\nLA RINASCITA DEL CALCIO<br \/>\nIl calcio cinese \u00e8 un eccellente punto di osservazione delle trasformazioni e delle riforme in atto nel paese, scrive lo Shidai Zhoubao. Recentemente, alla coppa d&#8217;Asia, la nazionale \u00e8 stata eliminata dall&#8217;Australia, che ha vinto il torneo. Rispetto ad altri sport, il calcio cinese si evolve ancora a ritmi molto lenti. Il mondo del pallone, continua la rivista, ha per\u00f2 davanti a s\u00e9 una rara opportunit\u00e0 di sviluppo. Grandi aziende private come Alibaba, Wanda ed Evergrande stanno investendo grandi capitali nel settore, seguiti da gruppi pubblici che, come sponsor principali, hanno trasformato la Superleague cinese in un business, favorendo la competizione e contribuendo alla notoriet\u00e0 delle squadre. Il calcio \u00e8 stato uno dei primi settori ad aprirsi alle riforme di mercato intraprese dalla Repubblica popolare fin dagli anni ottanta. E ha anche anticipato la campagna anticorruzione in corso nel paese. Risale infatti al 2009 lo scandalo che port\u00f2 all&#8217;arresto dei vertici della FEDRAZIONE nazionale di calcio, NanYong e Xie Yalong ( Shidai Zhoubao, Cina)<\/p>\n<p>BANGLADESH<br \/>\nUn tribunale di Dhaka ha emesso il 25 febbraio un mandato d&#8217;arresto nei confronti della leader dell&#8217;opposizione Khaleda Zia.<\/p>\n<p>AFGHANISTAN<br \/>\nUNA MANO DA PECHINO. A gennaio la polizia afgana ha arrestato e consegnato alle autorit\u00e0 cinesi almeno 15 miliziani uiguri che si stavano addestrando in un campo al confine con il Pakistan. Il favore a Pechino, che considera una minaccia la minoranza turcofona e musulmana che abita nella regione dello Xinjiang, rientra nella strategia di Kabul per portare i taliban al tavolo dei negoziati. Il governo afgano, scrive The Nation, sta cercando infatti di rafforzare la cooperazione con la Cina perch\u00e9 convinca il Pakistan a smettere di ignorare le attivit\u00e0 dei taliban afgani lungo la frontiera con l&#8217;Afghanistan e li convinca ad avviare colloqui di pace. La vicenda, conclude The Nation, conferma che Pechino sta svolgendo un ruolo sempre pi\u00f9 centrale nel futuro della regione dopo il ritiro delle forze militari internazionali.<\/p>\n<p>MALDIVE<br \/>\nL&#8217;ARRESTO DI MOHAMED NASHEED<br \/>\nMohamed Nasheed, leader del Partito democratico delle Maldive, all&#8217;opposizione, \u00e8 stato arrestato il 22 febbraio. Nasheed, il primo presidente eletto democraticamente nel 2008, \u00e8 accusato di terrorismo per aver ordinato la detenzione illegale, nel 2012, del capo della corte penale del paese, sospettato di corruzione. Per il Partito democratico il suo leader \u00e8 stato arrestato per motivi politici in vista della manifestazione contro il governo prevista per il 27 febbraio.<\/p>\n<p>AMERICA CENTRO-MERIDIONALE<br \/>\nVENEZUELA<br \/>\nUcciso uno studente<br \/>\n&quot;Il 24 febbraio Kluiverth Roa, 14 anni, \u00e8 morto durante gli scontri tra manifestanti e polizia a San Crist\u00f3bal, nello stato di T\u00e0chira, in una protesta contro il governo per l&#8217;aggravarsi della crisi economica&quot;, scrive ElNacional. Il poliziotto che ha sparato al ragazzo \u00e8 stato fermato e il governo di Nicolas Maduro ha promesso che sar\u00e0 aperta un&#8217;indagine sull&#8217;accaduto. ElPais ricorda che a gennaio l&#8217;esecutivo ha approvato una risoluzione che autorizza l&#8217;uso di armi da fuoco per controllare manifestazioni e riunioni pubbliche.<\/p>\n<p>MESSICO\/STATI UNITI<br \/>\nMESSICANI INDIGNATI. Per giorni centinaia di persone sono scese in strada a Pasco, nello stato di Washington, per chiedere giustizia per Antonio Zambrano-Montes, un immigrato messicano ucciso dalla polizia il 10 febbraio. Nel video dell&#8217;uccisione ripreso da un passante si vede che Zambrano era disarmato. &quot;\u00c8 la quarta persona uccisa dalle forze dell&#8217;ordine in circostanze simili negli ultimi sette mesi&quot;, scrive il Washington Post. L&#8217;episodio ha sconvolto la citt\u00e0 e ha fatto diminuire ancora la fiducia della vasta comunit\u00e0 di origine latinoamericana nelle forze di polizia, composte quasi esclusivamente da bianchi.<\/p>\n<p>ARGENTINA<br \/>\nIN PIAZZZA PER NISMAN.<br \/>\nIl 18 febbraio centinaia di migliaia di persone sono scese in piazza a Buenos Aires e in altre citt\u00e0 del paese per chiedere al governo di fare giustizia sulla morte del magistrato Alberto Nisman, trovato senza vita nel suo appartamento il 18 gennaio. Nisman indagava sull&#8217;attentato del 1994 all&#8217;Asociaci\u00f3n mutuai israelita argentina della capitale, in cui morirono 85 persone. Aveva accusato la presidente Cristina Fern\u00e0ndez di coprire le responsabilit\u00e0 dell&#8217;Iran nell&#8217;attacco. Secondo La Naci\u00f3n, &quot;la grande marcia del silenzio dimostra che molti argentini vogliono un cambiamento radicale di stile e di politica&quot;.<\/p>\n<p>AMERICA SETTENTRIONALE<br \/>\nSTATI UNITI<br \/>\nIL VETO DI OBAMA SULL&#8217;OLEODOTTO<br \/>\nL&#8217;oleodotto Keystone XI non sar\u00e0 costruito, almeno fino a quando il governo di Washington non avra valutato a fondo le conseguenze ambientali ed economiche del progetto. &quot;Il 24 febbraio il presidente Barack Obama ha annunciato la decisione di mettere il veto sul provvedimento approvato in via definitiva dal congresso dieci giorni pr:\t; i- Los Angeles Times. Secondo i piani l&#8217;oleodotto dovrebbe partire da Har-disty, in Canada, e arrivare fino al Nebraska, per poi collegarsi a un oleodotto gi\u00e0 esistente per raggiungere il golfo del Messico. Negli ultimi mesi il progetto \u00e8 diventato un terreno di scontro tra i partiti sul tema dell&#8217;energia e il simbolo della contrapposizione tra la Casa Bianca e il congresso controllato dal Partito repubblicano. Dopo la decisione di Obama i repubblicani hanno annunciato che cercheranno di rovesciare il veto con una nuova votazione al congresso, che avverr\u00e0 entro il 3 marzo. Ma difficilmente ci riusciranno, perch\u00e9 non dispongono della maggioranza dei due terzi necessaria per far passare una legge nonostante il veto del presidente. Secondo Politico, da qui alla fine del suo mandato Obama potrebbe tornare a usare lo strumento del veto, per esempio per bloccare le leggi di modifica alla riforma del sistema sanitario e nuove sanzioni contro l&#8217;Iran<br \/>\nSTATI UNITI<br \/>\nWalmart alza gli stipendi<br \/>\nNelle prossime settimane 100mila degli 1,3 milioni di dipendenti di Walmart negli Stati Uniti riceveranno un aumento di stipendio. La catena di grandi magazzini ha annunciato che i lavoratori al minimo salariale (7,25 dollari) guadagneranno almeno nove dollari all&#8217;ora, che dovrebbero salire a dieci entro il 2016. Il New York Times spiega che tra il 2007 e il 2014 i profitti dell&#8217;azienda sono cresciuti del 22 per cento, mentre la paga media oraria dei dipendenti con incarichi non manageriali \u00e8 cresciuta del 2 per cento. &quot;Ma ora, con la disoccupazione in calo e la ripresa dell&#8217;economia, Walmart deve concedere condizioni di lavoro migliori per trattenere i suoi dipendenti&quot;.<br \/>\n(Le principali fonti di questo numero:<br \/>\nNYC Time USA, Washington Post, Time GB, Guardian The Observer, GB, The Irish Times, Das Magazin A, Der Spiegel D, Folha de S\u00e0o Paulo B, Pais,  Carta Capital,  Clarin Ar, Le Monde,  Le Monde Diplomatique ,Gazeta, Pravda, Tokyo Shimbun, Global Time,  Nuovo Paese , L\u2019Unit\u00e0, Internazionale,  Il Manifesto, Liberazione, Ansa  , AGVNoveColonne, ControLaCrisi e INFORM, AISE, AGI,  AgenParle , RAI News e 9COLONNE&quot;.)<\/p>\n<p>PER  LE ASSOCIAZIONI, CIRCOLI FILEF,  ENTI ed AZIENDE . Sui siti internet  www.emigrazione-notizie.org  e www.cambiailmondo.org  \u00e8 possibile utilizzare  uno spazio web personalizzato, dedicato alla Vostra attivit\u00e0 e ai Vostri comunicati stampa. Per maggiori informazioni, contattateci a  emigrazione.notizie@email.it , oppure visitate la sezione PUBBLICIT\u00c0 su www.cambiailmodo.org<\/p>\n<p>&nbsp;\t\t<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>20150227 21:17:00 guglielmoz ITALIA &#8211; ROMA. Modifiche della Costituzione e legge elettorale, un disegno di accentramento autoritario ? 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