{"id":12256,"date":"2017-04-15T19:07:28","date_gmt":"2017-04-15T17:07:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.filef.net\/2017\/04\/15\/11601-7-notizie-dallitalia-e-dal-mondo-19-02-2015\/"},"modified":"2019-06-20T14:43:52","modified_gmt":"2019-06-20T14:43:52","slug":"11601-7-notizie-dallitalia-e-dal-mondo-19-02-2015","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=12256","title":{"rendered":"11601 7. NOTIZIE dall\u2019ITALIA e dal  MONDO  19 02 2015"},"content":{"rendered":"<p>\t\t\t\t20150220 15:40:00 guglielmoz<\/p>\n<p>ITALIA  &#8211; MILANO.Landini: no al lavoro gratuito per l\u2019Expo \/ Roma &#8211;  Libert\u00e0 di stampa, il tonfo dell&#8217;Italia nella classifica mondiale di Rsf. Nel mondo la libert\u00e0 di stampa ha subito un calo &quot;brutale&quot; nel 2014, con i due terzi dei 180 Paesi monitorati che hanno subito un arretramento negli standard rispetto all&#8217;anno precedente.\/ ROMA. Da varie parti viene posto un problema reale, vale a dire la necessit\u00e0 di una pausa di riflessione e di confronto sul delicatissimo tema della Costituzione e, per altri versi, della legge elettorale. \/ ROMA. La crisi avanza e i ricchi crescono . In Italia la disuguaglianza nei redditi \u00e8 alta. Lo \u00e8 nel confronto con la maggioranza dei paesi occidentali, in particolare europei, e lo \u00e8 in base a vari indicatori di disuguaglianza. Anche la disuguaglianza nella ricchezza accumulata \u2013 ovunque molto pi\u00f9 accentuata di quella dei redditi \u2013 \u00e8 alta sebbene in questo caso il confronto internazionale sia per noi meno sfavorevole. \/ ROMA. L&#8217;Europa dei popoli contro l&#8217;Europa dei banchieri. Grande e bella manifestazione per le vie di Roma Qualcuno l&#8217;ha chiamata la manifestazione del miracolo.\/ ROMA. Partita la raccolta firme per eliminare il pareggio di bilancio in Costituzione. Sono partite mobilitazione e raccolta di firme.\/ Roma. Perch\u00e9 diciamo grazie alla Grecia.<br \/>\nVATICANO  &#8211; ECCO LA MIA VERIT\u00c0 SULLA STAGIONE DEI TRE PAPI&quot;. Intervista esclusiva a Tarcisio Bertone. La terrazza dello scandalo?<br \/>\nEUROPA  GRECIA. ATENE, la denuncia di Varoufakis: &quot;L&#8217;austerit\u00e0 serve a salvare le banche tedesche e francesi&quot;.\/<br \/>\nAFRICA &#038; MEDIO ORIENTE \u2013 LIBANO. Bambini di strada Secondo uno studio promosso dall&#8217;Unicef, dall&#8217;Organizzazione internazionale del lavoro (Ilo) e dall&#8217;ong Save the children  \/  La Nigeria ostaggio di Boko haram. \/<br \/>\nASIA &#038; PACIFICO  &#8211; BIRMANIA. Scontri nel Kokang. Migliaia di persone sono fuggite in Cina a causa degli scontri scoppiati il 9 FEBBRAIO. \/<br \/>\nAMERICA CENTROMERIDIONALE  &#8211; Roma &#8211; Buenos Aires &#8211; Piano Condor, politici, servizi e militari alla sbarra a Roma: la tragedia dei desaparecidos\/. VENEZUELA. CARACAS, il presidente Maduro denuncia un tentativo di golpe. CARACAS. Venezuela, il sindacato assicura: &quot;Operai pronti a difendere le aree produttive contro i golpisti&quot;\/<br \/>\nAMERICA SETTENTRIONALE &#8211; USA\/ROMA\/MEDITERRANEO. Triton \u00e8 una condanna a morte.\/ STATI UNITI. IL TEXAS SFIDA OBAMA. In Texas un giudice federale ha bloccato il decreto sull&#8217;immigrazione annunciato a novembre dal presidente Barack Obama per regolarizzare cinque milioni di immigrati senza documenti.<\/p>\n<p>ITALIA<br \/>\nMILANO<br \/>\nLandini: no al lavoro gratuito per l\u2019Expo!  noexpo2<br \/>\n\u00abSe tutti lavorassero gratis, avremmo risolto il problema disoccupazione, ma non mi sembra il massimo. Io penso che chi lavora abbia il diritto di essere pagato\u00bb. Cos\u00ec il segretario generale della Fiom, Maurizio Landini, interpellato sui lavoratori volontari per Expo, a margine dell\u2019attivo dei delegati lombardi.  \u00abIn questo momento sta passando l\u2019idea che pur di lavorare si debba accettare qualsiasi condizione \u2014 aggiunge Landini \u2014 siamo di fronte a una dissociazione fortissima tra i diritti e il lavoro\u00ab. Questo \u00ab\u00e8 inaccettabile, non solo perch\u00e9 lo dice la Costituzione, ma perch\u00e9 vuol dire che il lavoro torna ad essere una merce\u00bb. Il sindacato invece deve battersi \u00abper estendere il modello delle tutele universali\u00bb.  Quanto alle polemiche sul possibile sciopero alla Scala per il concerto di inaugurazione dell\u2019Expo il 1\u00b0 maggio, Landini commenta: \u00abSar\u00f2 rispettoso di qualsiasi decisione prendano i lavoratori\u00bb| Autore: Maurizio Landini<br \/>\nROMA<br \/>\nDA VARIE PARTI VIENE POSTO UN PROBLEMA REALE, VALE A DIRE LA NECESSIT\u00c0 DI UNA PAUSA DI RIFLESSIONE E DI CONFRONTO SUL DELICATISSIMO TEMA DELLA COSTITUZIONE E, PER ALTRI VERSI, DELLA LEGGE ELETTORALE. In primo luogo, perch\u00e9 l\u2019attuale Parlamento dovrebbe procedere con grande cautela sul problema della Costituzione, in quanto \u00e8 stato eletto con altri obiettivi e della Carta fondamentale non si \u00e8 praticamente parlato in campagna elettorale. E c\u2019\u00e8 anche chi ha proposto, con qualche fondamento, un\u2019apposita Assemblea costituente.<br \/>\nTutto ci\u00f2 sta avvenendo con vincoli, imposizioni disciplinari e \u201cpatti\u201d, senza un confronto aperto. Infine, non va dimenticato che la legge elettorale con cui \u00e8 stato eletto il Parlamento \u00e8 stata fortemente messa in discussione dalla sentenza della Corte Costituzionale. La stessa revisione della legge elettorale, strettamente intrecciata alle citate modifiche costituzionali in corso, viene portata avanti con una fretta del tutto destituita di fondamento, visto che la sua entrata in vigore \u00e8 comunque rinviata al 1\u00b0 luglio 2016, come afferma il testo approvato dal Senato.<br \/>\nSE MANCANO SEDICI MESI, PERCH\u00c9 TANTA FRETTA ?<br \/>\nDel resto, il cosiddetto patto del Nazareno \u00e8 oggi in crisi e non si capisce perch\u00e9 si dovrebbe perseverare su scelte fortemente viziate da condizionamenti  indubbiamente inaccettabili.<br \/>\nIl Parlamento farebbe bene \u2013anche dopo le \u201cbaruffe\u201d delle ultime ore- a fermarsi per un periodo e ad aprire una discussione ampia e democratica. Tra l\u2019altro, i ripetuti \u201cincidenti\u201d in Aula non sono il sintomo di difficolt\u00e0 reali?  L\u2019eventuale riforma della Costituzione va pensata guardando ai decenni a venire, come hanno fatto i padri costituenti.<br \/>\nDel resto, \u00e8 l\u2019anno del 70\u00b0 della Liberazione dal nazifascismo. La Costituzione che ne deriv\u00f2 merita, dunque, un\u2019attenzione e una considerazione ben diverse da quelle che oggi le \u00e8 riservata. Si rischia seriamente di contraddire i principi e gli obiettivi della prima parte della Costituzione, che sono le fondamenta della stessa convivenza nazionale. N\u00e9 va sottovalutato il rovesciamento dei ruoli a favore del Governo, che renderebbe di fatto subalterno e residuale il Parlamento.<br \/>\nPer questo, proponiamo una adeguata pausa di riflessione su modifiche costituzionali e legge elettorale, che consenta all\u2019opinione pubblica di conoscere bene quanto sta accadendo e di esprimersi con piena consapevolezza attraverso le rappresentanze civili e sociali. Ricordiamoci che simile coinvolgimento non fu permesso, ad esempio, in occasione del cambiamento dell\u2019articolo 81 della Costituzione che, nella versione approvata, ha ingabbiato le politiche di bilancio dell\u2019Italia, al punto da risultare in evidente contraddizione, nel testo attuale, con le richieste di politiche di rilancio dell\u2019occupazione e dell\u2019economia che pure il Governo ha portato in sede europea.<br \/>\nSi rifletta con cura, allora, prima di mettere in questione gli aspetti \u201cgenetici\u201d dell\u2019identit\u00e0 nazionale. Lo chiedono autorevolissimi appelli. Ci uniamo. Una pausa non \u00e8 tempo perduto, bens\u00ec ritrovato. ( Alfiero Grandi e Vincenzo Vita)<br \/>\nROMA<br \/>\nLA CRISI AVANZA E I RICCHI CRESCONO . IN ITALIA LA DISUGUAGLIANZA NEI REDDITI \u00c8 ALTA. LO \u00c8 NEL CONFRONTO CON LA MAGGIORANZA DEI PAESI OCCIDENTALI, IN PARTICOLARE EUROPEI, E LO \u00c8 IN BASE A VARI INDICATORI DI DISUGUAGLIANZA. ANCHE LA DISUGUAGLIANZA NELLA RICCHEZZA ACCUMULATA \u2013 OVUNQUE MOLTO PI\u00d9 ACCENTUATA DI QUELLA DEI REDDITI \u2013 \u00c8 ALTA SEBBENE IN QUESTO CASO IL CONFRONTO INTERNAZIONALE SIA PER NOI MENO SFAVOREVOLE.<br \/>\nQuesto stato di cose, contrariamente a quanto spesso si afferma, non \u00e8 l\u2019esito della crisi in atto. La disuguaglianza alta e persistente esiste, da noi, da pi\u00f9 di un ventennio e ha resistito agli alti (pochi) e ai bassi che la nostra economia ha conosciuto in questo periodo. Essa \u00e8, dunque, un nostro problema strutturale (tra vari altri) che si iscrive nella tendenza all\u2019aggravamento delle disuguaglianze nel lungo periodo che non \u00e8 certo esclusiva del nostro paese, come ben documenta Piketty nel suo fortunato Il capitale nel XXI secolo .<br \/>\n\u00c8, per\u00f2, interessante chiedersi quale sia stato l\u2019andamento della disuguaglianza (sia nei redditi, sia nella ricchezza) negli anni della crisi. Purtroppo, soprattutto per i redditi, non disponiamo di dati recenti, confrontabili a livello internazionale. Quelli raccolti dall\u2019OCSE si fermano per quasi tutti i paesi al 2011; a essi faremo riferimento, comparandoli con quelli del 2007. Per la ricchezza, invece, possiamo disporre di dati pi\u00f9 recenti; va, comunque, ricordato che i dati relativi alla ricchezza presentano seri problemi di rilevazione e perci\u00f2 risultano meno attendibili.<br \/>\nIn base all\u2019indice della disuguaglianza pi\u00f9 utilizzato, il coefficiente di Gini, in Italia la disuguaglianza nei redditi disponibili (cio\u00e8 al netto delle imposte e inclusivi dei trasferimenti monetari da parte dello stato) tra il 2007 e il 2011 \u00e8 cresciuta dal 31,7 al 32,1%. Si tratta, dunque, di un peggioramento lieve (0,4 punti percentuali) inferiore a quello di altri paesi e soprattutto \u2013 riferendoci ai maggiori tra gli europei \u2013 di Spagna (2,9 punti percentuali), Francia (1,6), Svezia (1,4), Danimarca (1,1) e Germania (0,6). Anche negli Stati Uniti il peggioramento \u00e8 stato pi\u00f9 marcato (1,1).<br \/>\nMalgrado ci\u00f2 l\u2019Italia continua ad occupare una posizione poco gloriosa nella triste graduatoria dei paesi con la pi\u00f9 alta disuguaglianza. Infatti nel 2011 tra i maggiori paesi europei hanno fatto peggio di noi solo la Gran Bretagna (e si tratta di un fatto storico) e la Spagna (qui, invece, la responsabilit\u00e0 \u00e8 del tremendo impatto della crisi).<br \/>\nIl generalizzato aggravamento della disuguaglianza nei redditi disponibili sarebbe stato maggiore se il welfare state non avesse rafforzato, in quasi tutti i paesi, la sua capacit\u00e0 redistributiva (almeno in base ai dati di cui disponiamo) limitando l\u2019impatto del peggioramento nella disuguaglianza dei redditi percepiti nei vari mercati (incluso quello del lavoro) sulla disuguaglianza dei redditi disponibili. Ci\u00f2 indica che il perverso motore della disuguaglianza \u00e8 collocato pi\u00f9 all\u2019interno dei mercati che non nella macchina del welfare, malgrado i suoi molti difetti.<br \/>\nAd esempio, in Italia l\u2019indice di Gini applicato ai redditi di mercato \u2013 prima di tassazione e redistribuzione \u2013\u00e8 cresciuto di 1,1 punti, quindi quasi il triplo di quello nei redditi disponibili. Anche per effetto di questo aumento, esso ha raggiunto il 50,2%, un valore davvero ragguardevole, assai vicino a quello degli Stati Uniti (50,6%). Anche in questo caso molti paesi europei hanno fatto peggio di noi, in particolare la Spagna dove l\u2019indice \u00e8 cresciuto, in modo drammatico, di ben 6,1 punti.<br \/>\nUn rapido sguardo ai dati sulla ricchezza (in particolare quelli raccolti dal Credit Suisse ) mostra che negli anni della crisi la quota di ricchezza concentrata nelle mani dell\u20191% pi\u00f9 ricco \u00e8 cresciuta ovunque, con le modeste eccezioni di Svezia e Stati Uniti dove \u00e8 diminuita di pochissimo (0,2 e 0,5 punti percentuali, rispettivamente). In Italia quella quota \u00e8 cresciuta di ben 4 punti percentuali (dal 17,7 al 21,7%), poco meno che in Spagna \u2013 anche in questo caso leader \u2013 e come in Danimarca, ma pi\u00f9 che in tutti gli altri maggiori paesi. Malgrado questo peggioramento \u2013 e senza dimenticare che la ricchezza detenuta dall\u20191% pi\u00f9 ricco \u00e8 comunque molto alta \u2013 l\u2019Italia risulta, in questo caso, meno disuguale di molti altri paesi. Ci\u00f2 \u00e8 dovuto essenzialmente alla diffusione della propriet\u00e0 della casa che contrasta la concentrazione della ricchezza complessiva.<br \/>\nUna differenza di rilievo nella dinamica della disuguaglianza dei redditi e della ricchezza emerge considerando che la seconda, diversamente dalla prima, negli anni precedenti la crisi era in diminuzione pressoch\u00e9 ovunque; la crisi ha, dunque, avuto l\u2019effetto di invertire quella tendenza e di rafforzare la posizione dei pi\u00f9 ricchi. Anche questo dato porta alla conclusione che tra disuguaglianza e andamento dell\u2019economia non vi sono nessi sistematici. Perci\u00f2 coloro \u2013 e sono moltissimi \u2013 che nutrono la speranza se non la convinzione che con l\u2019attesissimo ritorno della crescita economica anche le disuguaglianze si attenueranno hanno ottime probabilit\u00e0 di restare delusi. La lotta alla disuguaglianza richiede misure specifiche che, per quanto si \u00e8 visto, non possono riguardare soltanto il welfare state, ma dovrebbero incidere anche, e soprattutto, sul funzionamento dei mercati. (Fonte: sbilanciamoci | Autore: Maurizio Franzini)<br \/>\nROMA<br \/>\nL&#8217;EUROPA DEI POPOLI CONTRO L&#8217;EUROPA DEI BANCHIERI. GRANDE E BELLA MANIFESTAZIONE PER LE VIE DI ROMA . QUALCUNO L&#8217;HA CHIAMATA LA MANIFESTAZIONE DEL MIRACOLO. Grazie al &quot;papa nero&quot;, alias Alexis Tsipras, le varie anime della sinistra hanno sfilato, almeno diecimila persone, da piazza Indipendenza, a due passi dall&#8217;ambasciata tedesca, al Colosseo. l miracolo \u00e8 arrivato anche dal meteo. Doveva essere una giornata di pioggia e invece su Roma il sole ha fatto la sua parte. Non c&#8217;\u00e8 ancora l&#8217;arcobaleno per la sinistra, per\u00f2 oggi, sabato 14 febbraio, che nella memoria dei lavoratori \u00e8 una data da cancellare, va segnata sul calendario come giorno fausto. Il servizio di Libera.tv<br \/>\nIn nome della battaglia contro l&#8217;austerit\u00e0 hanno sfilato fianco a fianco Cgil e Usb, Prc e Sel, e poi ancora centri sociali, come Action, e comitati per l&#8217;acqua pubblica, No Tav, sindacati di categoria, e la neonata Ross@. Su tutti, il cerchio magico della Fiom che si \u00e8 occupata del servizio d&#8217;ordine.<br \/>\nUn giorno fausto da regalare alla battaglia della Grecia contro l&#8217;austerit\u00e0 e contro la Troika. Da quello che si \u00e8 capito ne serviranno altri. E speriamo che tutte le organizzazioni scese in campo oggi con tante bandiere, soprattutto del Prc, continuino a dare il loro contributo come oggi. Intanto, nella &quot;sala vip&quot; anche Fassina, Bertinotti e Civati.<br \/>\nL&#8217;Europa dei popoli oggi ha segnato un punto in pi\u00f9, almeno in Italia. Perch\u00e9 la battaglia della Grecia \u00e8 per tutti i popoli d&#8217;Europa. Un concetto questo su cui tutti quelli che sono intervenuti, da Camusso a Landini, passando per Vendola e Ferrero, convergono largamente. &quot;L&#8217;Europa pu\u00f2 cambiare &#8211; dice Ferrero &#8211; e dobbiamo costruirla tutti i giorni&quot;. Un&#8217;idea di lavoro quotidiano difficile ma necessario, soprattutto per diverse organizzazioni sindacali scese in piazza con l&#8217;idea di fare pura presenza. &quot;Fare s\u00ec come la Grecia &#8211; sottolinea con un tono polemico Giorgio Cremaschi &#8211; ma non per fare liste elettorali&quot;.<br \/>\nIl colpo d&#8217;occhio non \u00e8 quello delle grandi occasioni, certo. Ma si capisce immediatamente che sta succedendo qualcosa. Che l&#8217;Europa di Renzi e Merkel ha pi\u00f9 di qualche difficolt\u00e0 a farsi strada. E cos\u00ec tra un inganno sui numeri del Pil e un rigore di facciata a guadagnarci \u00e8 Alexis Primo alias Spartacus.<br \/>\n&quot;E&#8217; stata una bella manifestazione! In tanti e ben mischiati &#8211; scrive sul suo profilo facebook Roberto Musacchio, ecx parlamentare europeo &#8211; . Lo so che veniamo da tante divisioni, che abbiamo tanti problemi, che abbiamo bisogno di cambiare ma stiamo riscoprendo cosa significa fare una battaglia vera. Tsipras sta aprendo una strada ma per percorrerla dobbiamo farlo tutti insieme facendo ciascuno la sua parte. Ma questa e&#8217; la politica, la militanza. A me pare che il tempo del nuovo soggetto europeo della sinistra e dei democratici sia ora&quot;. (Autore: fabio sebastiani)<br \/>\nROMA<br \/>\nPARTITA LA RACCOLTA FIRME PER ELIMINARE IL PAREGGIO DI BILANCIO IN COSTITUZIONE. SONO PARTITE MOBILITAZIONE E RACCOLTA DI FIRME SULLA PROPOSTA DI LEGGE DI INIZIATIVA POPOLARE PER ELIMINARE IL \u201cPAREGGIO DI BILANCIO\u201d IMPOSTO, NELLA COSTITUZIONE, dalla quasi unanimit\u00e0 del Parlamento nonostante la forte campagna di massa che movimenti e sinistra radicale promossero. Il PD, anzi, fu alfiere del cambiamento dell&#8217;articolo 81 della Costituzione.<br \/>\nL&#8217;attuale raccolta di firme \u00e8 uno strumento efficace per una controinformazione ed una critica di massa ai trattati europei recessivi.E&#8217; anche il modo pi\u00f9 militante ed efficace per cogliere,in senso solidale,la verit\u00e0 strategica della dura sfida a cui ci chiama il nuovo governo greco.Non dobbiamo sottovalutare l&#8217;importanza della proposta di legge che,nel suo testo,permette di riscoprire ,\u201dnel solco della Costituzione,la portata rivoluzionaria dei diritti fondamentali\u201d,come scrive il prof. Azzariti,che della proposta di legge \u00e8 il principale estensore.<br \/>\nL&#8217;hanno firmata i dirigenti delle forze sindacali,politiche,associative dell&#8217;intero arco critico con i Trattati europei neoliberisti.L&#8217;idea di fondo della proposta di legge \u00e8 quella di tracciare una politica alternativa ,una strategia di fuoriuscita \u201cda sinistra\u201d dalla crisi.E,quindi,un abbattimento della continuit\u00e0 delle politiche di stampo neoliberista.Il tentativo non \u00e8 velleitario,perch\u00e8 si ricollega ai principii fondamentali del costituzionalismo moderno, che pone al centro della statualit\u00e0 e della formazione sociale il rispetto inderogabile dei diritti sociali. Il potere economico e politico non pu\u00f2 ritenere tali diritti una variabile dipendente di un fantomatico \u201cpareggio di bilancio\u201d, che espropria la sovranit\u00e0 dello Stato sulla politica economica e che \u00e8 solo leva ed alibi per politiche recessive antipopolari. Tanto pi\u00f9 in fasi recessive \u00e8 fondamentale assicurare i diritti sociali (oltre che politici).Se vogliamo realmente rispettare la Costituzione, che obbliga lo Stato all&#8217;adempimento dei doveri di solidariet\u00e0 politica, economica e sociale, dobbiamo pretendere che il risanamento economico abbia al centro diritti, persone, vite, diritti al lavoro, all&#8217;ambiente, all&#8217;abitare, alla formazione, al reddito sociale. E&#8217; obbligo dello Stato centrale, ma anche degli enti locali(i quali sono tenuti ad assicurare i \u201clivelli essenziali delle prestazioni\u201d).Mentre l&#8217;Europa dei Trattati recessivi ritiene la nostra Costituzione una pericolosa \u201ccarta bolscevica\u201d, noi lanciamo la sfida ambiziosa (ma realista) di valorizzarne la portata rivoluzionaria (la \u201crivoluzione promessa\u201d, come scriveva Pietro Calamandrei ). Battersi per far firmare la proposta di legge, discutendo, facendo informazione ed assemblee, organizzando banchetti, \u00e8 certo solo un piccolo atto. Ma \u00e8 necessario per aprire varchi ed entrare in contatto con la societ\u00e0 che soffre ed \u00e8 disorientata dal PD e dai mass media in maniera non meramente propagandistica e sloganistica. Un piccolo strumento per una critica dell&#8217;economia politica \u201cdal basso\u201d. (Autore: giovanni russo spena)<\/p>\n<p>ROMA<br \/>\nPERCH\u00c9 DICIAMO GRAZIE ALLA GRECIA. NON SO SE SONO I GRECI CHE DEBBONO RINGRAZIARCI PER QUESTA MANIFESTAZIONE GRANDE, BELLA, UNITARIA CHE ABBIAMO PROMOSSO IN TUTTA FRETTA PERCH\u00c9 A BRUXELLES CAPISSERO BENE CHE QUANTO L\u00cc SI DECIDE IN QUESTI GIORNI NON RIGUARDA SOLO ATENE, MA TUTTI NOI, TUTTI GLI EUROPEI CHE VOGLIONO UN\u2019UNIONE IN GRADO DI GARANTIRE PI\u00d9 UGUAGLIANZA PI\u00d9 DEMOCRAZIA PI\u00d9 PACE.<br \/>\nUn\u2019Europa che almeno la smetta di ritenersi faro della civilt\u00e0 quando \u00e8 incapace di accogliere chi fugge da terre devastate dalla pesante eredit\u00e0 coloniale e dalle nostre pi\u00f9 recenti, dissennate spedizioni militari. Proprio per questo sarebbe forse meglio dire che non sono i greci a dover ringraziare noi, ma noi che ringraziamo loro per quello che stanno facendo anche per noi. Noi che ringraziamo Alexis e Yannis \u2014 (li chiamiamo ormai per nome perch\u00e9 non sono pi\u00f9 solo compagni ma sono diventati amici).<br \/>\nSiamo noi che li ringraziamo perch\u00e9 l\u00ec a Bruxelles stanno combattendo anche per noi. Sono l\u00ec ed hanno avuto accesso a quelle stanze perch\u00e9 hanno avuto la forza e il coraggio di sfidare Golia e la capacit\u00e0 di ricevere dal popolo greco la legittimazione a farlo. Sono l\u00ec a farsi ascoltare anche a nome nostro. (Direi che se la cavano piuttosto bene. La prova, lo sappiamo, \u00e8 durissima, ma gi\u00e0 dopo questi pochi\/ primi giorni sembrano procedere con fermezza, con la sicurezza di rodati statisti.) Ne siamo orgogliosi e soddisfatti . (Avete visto le loro immagini in tv, sono loro a dominare la scena, e tutti si affrettano ad avvicinarsi a loro per stringergli la mano).<br \/>\nPerch\u00e9 hanno capito che i nostri amici hanno aperto un nuovo capitolo della storia dell\u2019Unione europea: perch\u00e9 hanno avuto la determinazione \u2014 che fino ad oggi era mancata a tutti \u2014 di dire che cos\u00ec non va, che occorre cambiare proprio se si vuole salvare il progetto d\u2019Europa. Non sono andati a Buxelles a scusarsi per il loro debito e a mendicare aiuto, ma per dire alla troika che deve chiedere scusa.<br \/>\nSCUSA per i danni che ha prodotto con le sue politiche. Scusa per essersi irresponsabilmente fidata, di un governo corrotto e incapace. La catastrofe \u00e8 oggi sotto gli occhi di tutti Di anno in anno, dal 2008, le medicine di Bruxelles anzich\u00e9 alleviare i mali e avviare un nuovo corso hanno peggiorato la situazione della Grecia.<br \/>\nQUALSIASI MENAGER CHE AVESSE PRODOTTO IN QUATTRO ANNI UN CROLLO DEL PIL PARI AL 25 % E RITENESSE QUESTO IL METODO MIGLIORE PER ACCUMULARE LE RISORSE PER RIPAGARE UN DEBITO, VERREBBE LICENZIATO. Con tanto parlare di efficienza, il criterio potrebbe esser applicato anche ai funzionari di Bruxelles! Se hanno rovinato cos\u00ec la Grecia vanno messi in condizione di non nuocere pi\u00f9. \u00c8 necessario farglielo capire.<br \/>\n ( Autore: Luciana CASTELLINA Intervento di Luciana Castellina alla manifestazione di sabato 14 a Roma siamo qui per far sentire anche la nostra voce. Buon lavoro Alexis, buon lavoro Yann)<\/p>\n<p>VATICANO<br \/>\n&quot;ECCO LA MIA VERIT\u00c0 SULLA STAGIONE DEI TRE PAPI&quot;<br \/>\nIntervista esclusiva a Tarcisio Bertone. La terrazza dello scandalo? &quot;Condominiale&quot;. Un possibile attentato al Papa? &quot;C&#8217;\u00e8 paura&quot;. &quot;Non ero il despota dello Ior&quot;.<br \/>\n\u201cQuella l\u00ec \u00e8 la Casa di Santa Marta, dove vive Papa Francesco. Quello lass\u00f9 \u00e8 il Monastero dove si \u00e8 ritirato Papa Ratzinger. E questa invece \u00e8 la terrazza dello scandalo\u201d. Passeggio sul tetto di Palazzo San Carlo insieme a colui che per otto anni \u00e8 stato l\u2019uomo pi\u00f9 potente del Vaticano dopo il Papa, il cardinale Tarcisio Bertone. Il pi\u00f9 criticato, sospettato di essere insieme artefice e burattinaio degli intrighi pi\u00f9 oscuri della Curia. C\u2019\u00e8 il sole che si riflette sulla cupola incombente di San Pietro, quel sole romano che \u00e8 gi\u00e0 un anticipo di primavera, e c\u2019\u00e8 questa terrazza che per mesi \u00e8 stata immaginata come parte del buen ritiro dell\u2019ex Segretario di Stato: appartamento di lusso da 700 metri quadrati con vista sulla Citt\u00e0 del Vaticano. Ma la terrazza \u00e8 \u201ccondominiale\u201d, e la superfetazione fotografata e pubblicata dai giornali \u00e8 adibita a servizi per tutto il palazzo, senza accesso diretto dall\u2019abitazione di Bertone. Che sorride sornione<br \/>\n\u201cQualche cardinale mi ha detto che sarebbe un posto magnifico per riposare e meditare. Ma non spetta a me decidere. Nonostante quello che hanno detto e scritto, non mi appartiene, \u00e8 a disposizione di tutti gli inquilini del palazzo\u201d.<br \/>\nBertone vive qui sotto, in un appartamento al terzo piano che \u00e8 stato per decenni la casa di Camillo Cibin, mitico capo della sicurezza di Giovanni Paolo II. Il condominio somiglia a tanti del quartiere Prati. E la casa di Bertone, la famosa casa dello scandalo, a occhio non supera i 300 metri quadrati, comprese due stanzette adibite a segreteria, un salotto, un lungo corridoio, una cappella privata, la camera da letto, la cucina, i servizi e un terrazzino pieno di limoni, ulivi e gelsomini. La biblioteca-studio fa storia a s\u00e9. Per met\u00e0 occupato da un tavolo senza telefono (\u201cLo tengo su quel tavolino, distante, perch\u00e9 \u00e8 una stanza di lavoro e quando lavoro non uso nemmeno il cellulare\u201d), con un mobile d\u2019angolo a vetrinetta dove il cardinale custodisce le sue passioni targate Fiat: modellini rossi di Ferrari formula Uno e sciarpe bianconere e palloni della Juventus naturalmente autografate dai calciatori. Ma c\u2019\u00e8 anche un modellino di Mercedes formula Uno. \u201cMe lo regal\u00f2 il presidente, a vedere tutte quelle Ferrari si era un po\u2019 ingelosito\u201d.<br \/>\nBERTONE<br \/>\nPer anni, Tarcisio Bertone ha scelto la via del silenzio di fronte a tutte le accuse che gli piovevano addosso. Ma adesso, adesso che a ottant\u2019anni non \u00e8 pi\u00f9 al vertice della piramide vaticana, qualche sassolino dalla scarpa ha deciso di toglierselo. Prima di tutto mostrando la sua casa, dove forse quei modellini sono gli oggetti pi\u00f9 preziosi dell\u2019arredamento. Quanto ai segreti e alle manovre che gli hanno attribuito, sta \u201craccogliendo il materiale\u201d. Il sasso grosso dalla scarpa se lo toglier\u00e0 scrivendo di suo pugno la sua verit\u00e0 sulla lunga, travagliata stagione in cui ha governato la Chiesa a cavallo di tre papi. Due dei quali, ora vicini di casa.<br \/>\nEMINENZA, PERCH\u00c9 CE L\u2019HANNO TUTTI CON LEI?<br \/>\n\u201cMah\u2026 dicono che i motivi siano due. Il primo \u00e8 perch\u00e9 sarei stato nominato Segretario di Stato senza provenire dalla filiera della diplomazia vaticana\u201d.<br \/>\nUNO STRAPPO ALLA PRASSI.<br \/>\n\u201cDiciamo cos\u00ec. E anche se ci sono illustri precedenti, la cosa non sarebbe piaciuta\u201d.<br \/>\nIL SECONDO MOTIVO?<br \/>\n&quot;\u201cRiguarda il ruolo che ho ricoperto. In otto anni di incarico come Segretario di Stato ho esercitato le mie funzioni in perfetta sintonia con il Papa ma ho preso provvedimenti, avviato procedure, riformato uffici e effettuato nomine che hanno comportato scelte di avanzamento o esclusione di persone. E questo pu\u00f2 avere scontentato qualcuno. Ma c\u2019\u00e8 stato anche un certo accanimento\u2026\u201d.<br \/>\nPERCH\u00c9 ACCANIMENTO?<br \/>\n\u201cBeh, \u00e8 indubbio che i problemi che ci siamo trovati ad affrontare siano stati talvolta drammatici, basti pensare alla questione della pedofilia, ad esempio. Impegnativo anche l\u2019avvio delle procedure per la trasparenza economica e la legislazione antiriciclaggio. Mentre all\u2019inizio il pontificato di Benedetto era di per s\u00e9 promettente, sviluppi successivi non escludono che certi momenti di tensione, siano stati provocati intenzionalmente contro la Chiesa e forse, in qualche modo, anche gli attacchi alla mia persona\u201d.<br \/>\nVOLEVANO COLPIRE IL PAPA?<br \/>\n\u201cQualcuno lo ha pensato e qualcuno lo ha anche scritto\u201d.<br \/>\nIL PAPATO DI RATZINGER \u00c8 STATO ASSAI DIVERSO DA QUELLO DEI SUOI PREDECESSORI.<br \/>\n\u201cCertamente. Ma anche collegato in sviluppo rispetto a quello dei suoi predecessori. Papa Giovanni Paolo II stimava immensamente il cardinale Ratzinger e ha guidato la Chiesa con il suo appoggio permanente e continuo non solo sul piano dottrinale e intellettuale ma anche, per certi aspetti, sotto il profilo del governo. Quindi continuit\u00e0 tra i due pontificati\u201d.<br \/>\nRATZINGER<br \/>\nCON UNA DIVERSIT\u00c0 DI CAPACIT\u00c0 COMUNICATIVA.<br \/>\n\u201cMa s\u00ec, anche di carattere. Per\u00f2 dobbiamo riconoscere a Papa Benedetto di aver guidato a sua volta la Chiesa come un padre illuminato non solo teologicamente e spiritualmente. Gi\u00e0 come Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede e poi nel suo pontificato ha incontrato migliaia di vescovi della Chiesa, li ha ascoltati uno ad uno, informandosi con attenzione sulle realt\u00e0 locali fino ad avere una visione globale che gli ha permesso di intervenire sulle linee di indirizzo e sul governo della Chiesa universale. Anche se a un certo punto ha sentito il peso dell\u2019impossibilit\u00e0 di continuare questo cammino di conoscenza diretta, concreta, direi di contatto fisico con le comunit\u00e0 locali come invece prima di lui aveva fatto Papa Giovanni Paolo II e ora sta facendo Papa Francesco. Un pensiero che lo ha assillato fino alla consapevolezza che ci fosse bisogno di un Papa con energie sufficienti a viaggiare per proseguire questi incontri ovunque, in loco\u201d.<br \/>\nINSOMMA, UN PONTIFICATO QUASI INCOMPIUTO, QUELLO DI PAPA BENEDETTO.<br \/>\n\u201cTutt\u2019altro. Un pontificato coraggioso. Prima di ogni viaggio i giornalisti scrivevano che non ce l\u2019avrebbe fatta, predicevano risultati scarsi, addirittura dei flop. Invece penso ai viaggi in Turchia e Inghilterra che ho fatto con lui, alla Giornata Mondiale della Giovent\u00f9 nella sua Colonia quando ha messo un milione di giovani a pregare in silenzio davanti al Cristo presente nell\u2019eucaristia\u201d.<br \/>\nQUANTO \u00c8 RIMASTO SORPRESO DALLA SUA DECISIONE DI FARSI DA PARTE?<br \/>\n\u201cL\u2019avevo intuito ma ne allontanavo il pensiero. L\u2019ho saputo con largo anticipo. almeno sette mesi prima. E avevo molti dubbi. Abbiamo dialogato a lungo su questo tema che sembrava gi\u00e0 deciso. Gli dissi: Santo Padre, lei deve ancora farci dono del terzo volume su Ges\u00f9 di Nazareth e dell\u2019enciclica sulla fede, che poi usc\u00ec a firma di Papa Francesco\u201d.<br \/>\nERA IL NATALE DEL 2012.<br \/>\n\u201cS\u00ec. E le dir\u00f2 che non \u00e8 stato per niente facile portare questo segreto. Il Papa aveva meditato e riflettuto profondamente con Dio sulla sua scelta\u201d.<br \/>\nVATICANO<br \/>\nDIFFICILE FAR CAMBIARE IDEA A UN PAPA, PER GIUNTA TEDESCO\u2026<br \/>\n\u201cQuando si prendono certe decisioni davanti a Dio, come pensa che gli uomini possano interferire?\u201d.<br \/>\nCOME SONO I SUOI RAPPORTI CON PAPA FRANCESCO?<br \/>\n\u201cMolto positivi, molto belli. Intanto mi ha tenuto come Segretario di Stato per sette mesi, fitti di udienze e biglietti, annotazioni, telefonate\u2026 ormai tutti sanno che ha questa abitudine di prendere il telefono e chiamare: mi serve questo, cerchi quella cosa, valuti se questo candidato va bene. Insomma, \u00e8 stata una consultazione continua e fraterna\u201d.<br \/>\nFINO AL MOMENTO DEL SUO AVVICENDAMENTO.<br \/>\n\u201cCi siamo incontrati, parlati, abbiamo deciso le modalit\u00e0, tutto. Anche se i giornali scrivono: Bertone \u00e8 stato cacciato via di qua, cacciato via di l\u00e0\u2026\u201d.<br \/>\nQUANDO HA CITATO I \u201cTRASLOCHI\u201d COME UNA DELLE MALATTIE DELLA CURIA SI RIFERIVA A LEI?<br \/>\n\u201cNon lo so. Ma quando c\u2019\u00e8 stato il primo attacco su questo appartamento lui mi ha telefonato e mi ha detto: guardi che io non ho nulla in contrario che lei vada ad abitare al terzo piano di Palazzo San Carlo. Che poi bisognerebbe dire che qui nel Palazzo c\u2019era un progetto preesistente e non mio, per una costruzione sul terrazzo\u2026\u201d.<\/p>\n<p>QUINDI \u00c8 IL PAPA CHE LE HA ASSEGNATO QUESTA ABITAZIONE.<br \/>\n\u201cCerto che s\u00ec. E nel colloquio che abbiamo avuto mi ha anche detto: sopra non costruiamo pi\u00f9 niente, per\u00f2 facciamo aggiustare il pavimento del terrazzo perch\u00e9 ci piove dentro. E ironia della sorte purtroppo ci piove ancora, proprio nella mia stanza da letto (sorride). Figuriamoci se avrei fatto di testa mia\u201d.<br \/>\nDUNQUE, NIENTE SUPERATTICO DA 700 METRI QUADRATI.<br \/>\n\u201cMacch\u00e9, lei l\u2019ha visto. Le posso garantire che le stanze sono molto meno grandi di quelle di altri palazzi del Vaticano. Il Papa \u00e8 stato informato di tutto, anche del piccolo ufficio adibito a segreteria. Mi ha detto: va benissimo e poi la segreteria le spetta, visto che deve scrivere le memorie perch\u00e9 lei \u00e8 stato testimone di tre pontificati\u2026 \u2026\u201d.<br \/>\nATTICO<br \/>\nE STA SCRIVENDO?<br \/>\n\u201cSto raccogliendo il materiale\u201d.<br \/>\nCONTINUA A SENTIRE PAPA FRANCESCO?<br \/>\n\u201cOgni volta che lo desidera. Quando ho compiuto ottant\u2019anni, il primo dicembre 2014, ci siamo incontrati e fra l\u2019altro abbiamo parlato della mia logica sostituzione come camerlengo. Come \u00e8 noto \u00e8 stato poi nominato il cardinale Tauran, mio grande amico con il quale abbiamo lavorato insieme in diversi dicasteri, compresa la commissione cardinalizia di vigilanza dello Ior. Ma mi ha confermato per due anni come membro della Congregazione per l\u2019evangelizzazione dei popoli che si occupa di tutti i territori di missione nel mondo. Quindi non direi proprio che mi abbia cacciato via\u201d.<br \/>\nA PROPOSITO, LEI \u00c8 ANDATO A CUBA ALLA VIGILIA DELLA RIPRESA DELLE RELAZIONI CON GLI STATI UNITI. PER MISSIONE O IN MISSIONE?<br \/>\n\u201cSono andato su invito di alcuni vescovi ma anche con\u2026 un piccolo incarico da parte del Santo Padre\u201d.<br \/>\nPER PORTARE A TERMINE QUEL LAVORO DI DIPLOMAZIA CHE HA PROPIZIATO LO STORICO DISGELO TRA IL REGIME CASTRISTA E WASHINGTON?<br \/>\n\u201cHo fatto cinque viaggi a Cuba e ho dato il mio contributo a quella riapertura di rapporti. Ma non dico altro\u201d.<br \/>\nPER\u00d2 SORRIDE, QUINDI SI TRADISCE.<br \/>\n\u201cBeh, non \u00e8 una cosa piovuta dal cielo. C\u2019\u00e8 stato tanto lavoro dietro, fino all\u2019intervento di accelerazione di Papa Francesco che ha scritto personalmente ai protagonisti della svolta, i quali hanno poi dato l\u2019annuncio ufficiale\u201d.<br \/>\nE\u2019 PREOCCUPATO PER LE MINACCE CHE ARRIVANO DAL MEDIO ORIENTE?<br \/>\n\u201cGuardi, non \u00e8 la prima volta che la Chiesa viene minacciata. E anche il Papa. Basta ricordare gli attentati a Paolo VI a Manila e a Giovanni Paolo II qui in Piazza San Pietro. Certo ora queste minacce sono pi\u00f9 incombenti e anche pi\u00f9 imprevedibili sul piano dell\u2019attuazione\u201d.<br \/>\nQUALI CONTROMISURE AVETE PRESO?<br \/>\n\u201cE\u2019 aumentata la vigilanza e la collaborazione tra tutti i servizi di sicurezza, che \u00e8 fondamentale per la prevenzione. Ma nello stesso tempo la Santa Sede ha prodotto un grande sforzo sulla via del dialogo e della reciproca comprensione interreligiosa, interculturale, interetnica. Penso a iniziative come l\u2019incontro tra il presidente israeliano Peres e quello palestinese Abu Mazen, promosso da Papa Francesco, presente anche il Patriarca ortodosso Bartolomeo di Costantinopoli. E\u2019 questo dialogo con le porzioni pi\u00f9 equilibrate e pensanti delle varie religioni la prima forma di prevenzione contro le minacce che provengono da fanatismi come quello dell\u2019Isis\u201d.<br \/>\nE\u2019 stata sorprendente la presa di posizione di Papa Francesco sugli eccessi della satira contro le religioni dopo l\u2019attentato di Parigi.<br \/>\n\u201cPapa Francesco giustamente ha ribadito la necessit\u00e0 di un limite che non offenda il sentimento religioso che \u00e8 il pi\u00f9 profondo in tutti gli individui\u201d.<br \/>\nANCHE A COSTO DI SACRIFICARE LA LIBERT\u00c0 DI ESPRESSIONE?<br \/>\n\u201cQuello \u00e8 un valore fondamentale, indiscutibile nelle societ\u00e0 libere e democratiche. Io parlo di deontologia. Ma anche di ferma condanna della violenza, soprattutto se ascritta a una forma di ispirazione religiosa\u201d.<br \/>\nAVETE PAURA PER L\u2019INCOLUMIT\u00c0 DEL PAPA?<br \/>\n&quot;La paura c\u2019\u00e8, ma anche un atteggiamento sereno e fiducioso per le cautele che sono state assunte. E poi il Papa ha detto che sullo stato vaticano veglia l\u2019arcangelo Michele e visto che angeli e arcangeli sono riconosciuti da tante religioni, compresa quella musulmana, pi\u00f9 cautela di cos\u00ec non si pu\u00f2 immaginare\u201d.<br \/>\nIL PAPA SI SENTE IMBRIGLIATO DA QUESTE MISURE DI SICUREZZA?<br \/>\n\u201cUn po\u2019, s\u00ec. E\u2019 un pontefice che esige libert\u00e0 di espressione e di presenza\u201d.<br \/>\nE SEMBRA VOLER APRIRE MOLTE PORTE SU QUESTIONI CRUCIALI NEL RAPPORTO TRA LA CHIESA E LA SOCIET\u00c0 CONTEMPORANEA: DAI DIVORZIATI ALL\u2019OMOSESSUALIT\u00c0.<br \/>\n\u201cVede, questo Papa possiede la formazione profonda dei gesuiti ma anche ha assorbito un tratto del metodo salesiano e come educatore di generazioni di giovani e vescovo di una grande citt\u00e0 come Buenos Aires, \u00e8 sempre stato un uomo di grande misericordia aperto a tutte le necessit\u00e0 del mondo\u201d.<br \/>\nCASO BOFFO, LA QUERELA DI BERTONE CONTRO FELTRI E LA SANTANCH\u00c9<br \/>\nTirato dentro al caso Boffo da una dichiarazione di Vittorio Feltri, che aveva poi querelato nel luglio dello scorso anno insieme alla parlamentare di Forza Italia Daniela Santanch\u00e9 e ad altri giornalisti che avevano riportato le sue parole, l\u2019ex Segretario di Stato Tarcisio Bertone \u00e8 intenzionato ad andare fino in fondo per dimostrare che non fu lui a passare al direttore del Giornale Alessandro Sallusti la velina in cui l\u2019ex direttore dell\u2019Avvenire veniva accusato di omosessualit\u00e0.<br \/>\nAssistito dall\u2019avvocato Michele Gentiloni Silveri, il cardinale Bertone \u00e8 riuscito ad ottenere che la denuncia contro \u201cignoti\u201d diventasse contro \u201cnoti\u201d. E il sostituto procuratore Scavo Lombardo sembra ormai vicino a chiudere l\u2019indagine. La velina, su cui il Giornale innesc\u00f2 una campagna di denigrazione contro Boffo, provoc\u00f2 una tempesta mediatica e politica e lo costrinse alle dimissioni dalla direzione del quotidiano della Conferenza episcopale.<br \/>\nQUINDI, UN PAPA CHE METTE INSIEME LA SOLIDIT\u00c0 DELLA DOTTRINA CON LA PRATICA.<br \/>\n\u201cS\u00ec, ma non per questo credo che transiger\u00e0 sulla dottrina, anche se esprimo un mio parere. Certamente Papa Francesco aprir\u00e0 ulteriori spazi di misericordia e di ascolto. \u00c8 bene ricordare che il problema dell\u2019invito all\u2019accompagnamento degli omosessuali nella Chiesa era gi\u00e0 presente nel documento della Congregazione per la dottrina della fede del cardinale Ratzinger, che ora Papa Francesco riprende e sviluppa con maggiore impatto mediatico. E anche sulla questione dei divorziati c\u2019era gi\u00e0 un invito all\u2019accompagnamento pastorale, sia nel magistero che nella prassi delle diocesi, che alcuni non hanno recepito. In definitiva, s\u00ec: c\u2019\u00e8 un progresso e c\u2019\u00e8 un\u2019accentuazione della riflessione e dell\u2019approfondimento su questi temi e vedremo dove potr\u00e0 portare\u201d.<br \/>\nSUL TEMA DELLA PEDOFILIA NELLA CHIESA PAPA FRANCESCO HA MARCATO CON DETERMINAZIONE UN CONFINE INVALICABILE.<br \/>\n\u201cE un\u2019accelerazione nella chiarezza delle posizioni e degli interventi\u201d.<br \/>\nFRANCESCO<br \/>\nANCHE SULLA RICHIESTA DI TRASPARENZA.<br \/>\n\u201cNaturalmente. Ma non noto un salto tra i due pontificati. Anche Papa Ratzinger ha firmato interventi normativi molto chiari riconosciuti a livello internazionale\u201d.<br \/>\nEMINENZA, UNA DELLE CRITICHE PI\u00d9 DURE CHE LE HANNO FATTO RIGUARDA IL SUO RUOLO DI PADRE PADRONE NELLA GESTIONE DELLO IOR, LA BANCA VATICANA.<br \/>\n\u201cNon \u00e8 stato assolutamente cos\u00ec e avremo modo di chiarire tutto\u201d.<br \/>\nCON IL LIBRO CHE STA SCRIVENDO?<br \/>\n\u201cNe far\u00e0 certamente parte. Ero presidente della Commissione di vigilanza e agivo di comune accordo con i cardinali. E\u2019 stato detto che spesso erano contrari alle mie decisioni, ma anche questo non \u00e8 vero. Eravamo sintonizzati e rispettosi dello statuto. Quanto a me, era mio compito anche ascoltare il presidente e il Consiglio di sovrintendenza e l\u2019agenda di tutti gli incontri lo conferma.<br \/>\nNon ero n\u00e9 il padrone n\u00e9 il despota della banca. E ogni decisione era sempre presa in accordo col Santo Padre. D\u2019altra parte lo Ior ha una sua organizzazione che ha sempre funzionato\u2026\u201d.<br \/>\nNON SEMPRE MOLTO BENE.<br \/>\n\u201cNon parlo dei problemi del passato ma di questi ultimi anni. Glielo dico in sincerit\u00e0, non ho la coscienza di aver prevaricato. Ho sempre lavorato a norma di statuto, e deciso d\u2019accordo con la Commissione e soprattutto col Santo Padre\u201d.<br \/>\nANCHE PER L\u2019ESTROMISSIONE DEL PRESIDENTE GOTTI TEDESCHI?<br \/>\n\u201cAssolutamente s\u00ec. Anche per quell\u2019avvicendamento\u201d.<br \/>\nCOM\u2019\u00c8 VIVERE IN VATICANO CON DUE PAPI?<br \/>\n\u201cBello. Con Papa Benedetto ci incontriamo ogni tanto, ci telefoniamo, mi invita a pranzo. Io prego per lui e lui ricambia informandosi costantemente sulla mia vita e le mie iniziative soprattutto culturali e pastorali. Con Papa Francesco ci sono state occasioni di saluto e di incontro nelle udienze e nelle celebrazioni e anche nei momenti conviviali. Inoltre, la preghiera per l\u2019attuale successore di Pietro \u00e8 un impegno quotidiano che accompagna il suo ministero e la sua infaticabile azione di evangelizzazione e di pace nel mondo.\u201d.<br \/>\nUN\u2019ULTIMA CURIOSIT\u00c0, EMINENZA. COME \u00c8 ANDATA DAVVERO LA SUA CENA DI COMPLEANNO A BASE DI VINI DOC E TARTUFI D\u2019ALBA.<br \/>\n(Ride) \u201cLe dico solo che era una cena organizzata dall\u2019associazione degli alpini di Vercelli, miei ex diocesani, senza vini doc e senza tartufi ma con un\u2019ottima tartufata, una specie di millefoglie con sopra una spruzzatina di cioccolata. Non mi sembra un lusso eccessivo per celebrare gli ottant\u2019anni. Lei che ne dice?\u201d. (Andrea Purgatori, L&#8217;Huffington Post )<\/p>\n<p>EUROPA<br \/>\nSVIZZERA \/ DAVOS<br \/>\n80 MILIARDARI COME 3,5 MILIARDI DI POVERI. WINNIE BYAMYIMA \u00c8 LA DONNA CHE AL RECENTE DAVOS DEI POTENTI RAPPRESENTAVA IL CONTROCANTO DEI POVERI; BYAMYIMA \u00c8 INFATTI IL DIRETTORE ESECUTIVO DI OXFAM INTERNATIONAL, LA COALIZIONE DI ONG CHE LOTTANO CONTRO LA CARESTIA E LA FAME NEL MONDO.<br \/>\nWinnie Byamyima \u00e8 condirettore del Forum di Davos dall\u2019anno scorso e quest\u2019anno si \u00e8 presentata con un conteggio sensazionale. Il suo tema forte \u00e8 la disuguaglianza nel mondo. Questa modalit\u00e0 dell\u2019economia, da s\u00e9 sola, \u00e8 causa di milioni di morti ogni anno; potrebbe senza eccessivi sforzi essere superata, purch\u00e9 non venisse meno la volont\u00e0 di raggiugere questo risultato. L\u2019uno per cento degli umani, molto ben rappresentati al Forum di Davos, disponeva alla fine del 2014 del 48% della ricchezza mondiale. <\/p>\n<p>GRECIA<br \/>\n Prokopis Pavlopoulos, ex ministro conservatore, \u00e8 stato eletto presidente della repubblica dal parlamento il 18 febbraio con 233 voti su 300<br \/>\nGRECIA<br \/>\nATENE, la denuncia di Varoufakis: &quot;L&#8217;austerit\u00e0 serve a salvare le banche tedesche e francesi&quot; . Il cosiddetto &quot;piano di salvataggio&quot;, ovvero il prestito concesso nel 2010 ad Atene da Ue, Bce e Fmi (la cosiddetta &#8216;Troika&#8217;) &quot;non salvo&#8217; la Grecia ma salv\u00f2 le banche tedesche e francesi&quot;. Il ministro delle Finanze ellenico, Yanis Varoufakis, non h apeli sulla lingua in merito al duro confronto tra Grecia ed Europa su deficit e austerit\u00e0. Ed in effetti non va molto lontano dal bersaglio, se si pensa che il debito iniziale della Grecia corrispondeva a circa dieci miliardi poi lievitato, per effetto degli interessi, pi\u00f9 di venti volte tanto.<br \/>\nLa prova indiretta di quanto afferma Varoufakis, intervistato da &#8216;The Guardian&#8217;, arriva dagli stessi conti della Germania per quanto riguarda il bilancio delle perdite. Un bilancio quasi in pareggio perch\u00e9 se la Grecia dovesse lasciare l\u2019euro a Merkel costerebbe 77 miliardi. Un miliardo in pi\u00f9 per farla rimanere alle condizioni dettate dai greci. Tutto si regge su un delicato sistema di equilibri politici, quindi. &quot;L&#8217;opinione pubblica e&#8217; stata spinta a credere che fosse denaro dato ai greci \u2013 continuaa Varoufakis -. l&#8217;opinione pubblica greca e&#8217; stata spinta a credere che fosse la sua salvezza&quot;, ha aggiunto. Varoufakis, inoltre, che ammette l&#8217;inesistenza di un &#8216;Piano B&#8217; qualora fallissero le trattative con i creditori, non sembra cos\u00ec contrario alla teoria dell&#8217;Armageddon. \u201cLa mia risposta \u00e8 \u2013 dice &#8211; &#8216;facciamolo accadere&#8217;. Questo e&#8217; il mio piano &#8216;B&#8217;&quot;. Interrogato sulle possibili conseguenze di un default e di un&#8217;uscita di Atene dall&#8217;euro, il ministro ellenico replica che &quot;e&#8217; come domandarmi che succede se una cometa colpisce la Terra: non ne ho la minima idea&quot;. Cosciente delle casse vuote, il ministro delle finanze Yanis Varoufakis torna sul problema del debito: per i creditori &quot;un taglio \u00e8 preferibile a una estensione delle scadenze&quot;, perch\u00e9\u201a &quot;tutti sanno che la Grecia non sar\u00e0 mai in grado di sostenere il debito attuale senza un nuovo contratto&quot;.<br \/>\nLuned\u00ec si aprir\u00e0 un confronto sul piano tecnico, ma non \u00e8 chiaro se la cornice politica sia ancora quella giusta per l\u2019accordo. Per il presidente della Commissione Jean Claude Juncker siamo &quot;molto lontani&quot; da un compromesso, e per quello dell&#8217;Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem la faccenda \u00e8 &quot;molto complicata&quot;, le opzioni &quot;limitate&quot; e quindi resta &quot;pessimista&quot;. Intanto il segretario al Tesoro Usa, Jack Lew, ha telefonato ad Alexis Tsipras, per esprimere il sostegno degli Usa alla Grecia e auspicare un esito positivo dei negoziati in corso fra il governo di Atene e i partner dell&#8217;Eurozona. Di diverso tono i segnali che arrivano dai mercati. Lo spread tra i titoli ellenici decennali e il Bund tedesco crolla a 864 punti base da 940, mentre la Borsa di Atene archivia l&#8217;ultima seduta della settimana col botto, mettendo a segno un rialzo di oltre il 5%. Sugli scudi proprio le banche: National sale del 16%, Attica del 13,2% e Alpha Bank del 12,8%. (NTERNAZIONALE | Autore: fabio sebastiani)<br \/>\nGERMANIA<br \/>\nEUROSCETTICI AD AMBURGO<br \/>\n&quot;Il 15 febbraio la Spd ha vinto nettamente le elezioni per il rinnovo della B\u00fcrgerschaft (il consiglio comunale) di Amburgo con il 45,7 per cento dei voti&quot;, scrive la Frankfurter Allgemeine Zeitung, &quot;ma non avr\u00e0 la maggioranza asso-luta&quot;. Per governare, il candidato socialdemocratico Olaf Scholz avr\u00e0 bisogno di allearsi con i Verdi. Brusco crollo per la Cdu, che si \u00e8 fermata al 15,9 per cento, perdendo il 6 per cento rispetto a quattro anni fa. Ma tra i risultati spicca l&#8217;affermazione del partito euro-scettico Alternative f\u00fcr Deutschland (Afd), che con il 6,1 per cento ottiene otto sena-tori ed entra per la prima volta nelle istituzioni di un land della Germania occidentale.<\/p>\n<p>CROAZIA<br \/>\nL&#8217;APPELLO DELLA PRESIDENTE<br \/>\nLa nuova presidente croata Kolinda Grabar-Kitarovic ha prestato giuramento a Zagabria il 15 febbraio. Nel suo discorso ha pronunciato parole concilianti nei confronti dei paesi vicini, ma pi\u00f9 dure sul fronte interno. Il sito H-Alter critica in particolare l&#8217;appello all&#8217;unit\u00e0 e alla pacificazione nazionale: &quot;Questo tema viene regolarmente riproposto in momenti di grave crisi, quando sta maturando una rivolta sociale. E la Croazia oggi si trova proprio in una situazione del genere, con un&#8217;alta disoccupazione e una popola-zione molto indebitata. A questi problemi il governo socialdemocratico non sa dare risposta. Cos\u00ec la presidente di destra ricorre a un linguaggio perentorio parlando di unit\u00e0 nazionale e individuando un capro espiatorio nei nostalgici della Jugoslavia, accusati di ogni male&quot;.<\/p>\n<p>MACEDONIA<br \/>\nUniversit\u00e0 occupata<br \/>\nLa Macedonia \u00e8 attraversata da un&#8217;ondata di proteste studentesche. Come scrive il settimanale Fokus, dopo le mobilitazioni degli scorsi mesi, &quot;gli studenti sono tornati all&#8217;azione e hanno occupato l&#8217;universit\u00e0 di Skopje dichiarandola &#8216;zona autonoma&#8217;&quot;. Chiedono il ritiro della nuova legge sull&#8217;universit\u00e0, che prevede l&#8217;introduzione di esami con valutazioni esterne, di cui saranno incaricate non le istituzioni accademiche ma agenzie del governo. &quot;Gli studenti sanno che la lotta sar\u00e0 lunga e vogliono proseguire fino al raggiungimento dei loro obiettivi&quot;. La protesta si sta ampliando a macchia d&#8217;olio e negli ultimi giorni \u00e8 stata decisa l&#8217;occupazione delle universit\u00e0 di Bitola e Stip.<\/p>\n<p>UNGHERIA<br \/>\n II 17 marzo il presi-dente russo Vladimir Putin ha incontrato a Budapest il primo ministro ungherese Viktor Orb\u00e0n per discutere di un contratto sul gas. Il giorno prima duemila persone avevano manifestato contro la visita. <\/p>\n<p>FRANCIA<br \/>\nII 17 febbraio la procura di Lilla ha chiesto di prosciogliere l&#8217;ex direttore dell&#8217;Fmi Dominique Strauss-Kahn dall&#8217;accusa di sfruttamento aggravato della prostituzione.<\/p>\n<p>MEDIO ORIENTE &#038; AFRICA<br \/>\nTURCHIA<br \/>\nLE DONNE PROTESTANO<br \/>\nLa vicenda di \u00d2zgecan Aslan, la studentessa di vent&#8217;anni rapita e uccisa dopo un tentativo di violenza da tre uomini nella citt\u00e0 di Mersin, ha innescato proteste nell&#8217;intero paese. Come tutta la stampa turca, anche il quotidiano Yeni Asir dedica la copertina alla memoria della ragazza e alle manifestazioni in suo onore. &quot;Per la prima volta da molto tempo&quot;, scrive il quotidiano Habert\u00f9rk, &quot;il paese \u00e8 unito nell&#8217;affrontare un lutto. Non \u00e8 banale. Finora, infatti, la polarizzazione della societ\u00e0 aveva impedito ai turchi di esprimere un sentimento di empatia capace di superare le differenze politiche e sociali&quot;. Secondo Habert\u00f9rk per sconfiggere la piaga della violenza di genere, obiettivo auspicato anche dal presidente Recep Tayyip Erdogan, &quot;bisogner\u00e0 superare la retorica ufficiale che relega la donna a un ruolo subalterno nella famiglia e nella societ\u00e0&quot;. (Yeni Asir, Turchia)<\/p>\n<p>LIBANO<br \/>\nBambini di strada<br \/>\nSecondo uno studio promosso dall&#8217;Unicef, dall&#8217;Organizzazione internazionale del lavoro (Ilo) e dall&#8217;ong Save the children, in Libano vivono e lavorano centinaia di bambini di strada. Per il paese si tratta di un problema di lunga data, aggravato dall&#8217;arrivo di 1,5 milioni di profughi siriani, scrive il Daily Star. Si calcola che il 75 per cento degli almeno 1.500 bambini di strada libanesi sia originario del paese vicino (nella foto, una bambina profuga siriana). Intanto in Siria l&#8217;inviato dell&#8217;Orni Staffan de Mistura sta negoziando con il governo di Damasco un cessate il fuoco di sei settimane nella citt\u00e0 di Aleppo.<\/p>\n<p>TUNISIA<br \/>\nII 18 febbraio quattro poliziotti sono morti nell&#8217;attacco portato da un gruppo jihadista vicino al confine con l&#8217;Algeria<\/p>\n<p>SENEGAL<br \/>\nL&#8217;ex presidente ciadiano Hiss\u00e8ne Habr\u00e9, accusato di crimini contro l&#8217;umanit\u00e0, sar\u00e0 processato da un tribunale speciale creato dal Senegal e dall&#8217;Unione africana.<\/p>\n<p>YEMEN<br \/>\nL&#8217;avanzata verso sud<br \/>\nI ribelli houthi, che controllano la capitale Sanaa, hanno respinto una risoluzione delle Nazioni Unite che gli chiedeva di cedere il potere e di rilasciare l&#8217;ex presidente Abd Rabbo Mansur Hadi.<br \/>\nII quotidiano yemenita Al Wasat scrive che gli houthi hanno insediato il loro governo nella capitale e rifiutano categoricamente le ingerenze esterne. I ribelli stanno avanzando verso sud. Secondo l&#8217;inviato speciale dell&#8217;Orni Jamal Benomar, &quot;bisogner\u00e0 preoccuparsi per la reazione di Al Qaeda, che \u00e8 molto forte nel sud del paese&quot;.<\/p>\n<p>NIGERIA\/LAGOS\/GOMBE\/ABUJA<br \/>\nLa Nigeria ostaggio di Boko haram.  Il 7 febbraio la commissione elettorale nigeriana ha deciso di rinviare al 28 marzo le elezioni presidenziali e parlamentari in programma per il 14 febbraio, a causa dell&#8217;inizio di una grande offensiva contro Boko haram. Ma in quella circostanza vari osservatori hanno commentato che i 175 milioni di nigeriani e il loro diritto di voto sono ormai ostaggio dei miliziani jihadisti. Infatti dipende soprattutto da Boko haram se alla fine di marzo la situazione in Nigeria sar\u00e0 abbastanza pacifica da permettere lo svolgimento delle elezioni. Ma in realt\u00e0 dipende anche dall&#8217;esercito nigeriano.<br \/>\nQuella di rinviare le elezioni \u00e8 stata una semplice &quot;raccomandazione&quot; da parte dei vertici dell&#8217;esercito, che non possono sostituirsi aperta-mente all&#8217;autorit\u00e0 della commissione elettorale. Ora le elezioni del 28 marzo sono appese al risultato dell&#8217;annunciata campagna contro Boko haram. E i primi segnali sono tutt&#8217;altro che incoraggianti.<br \/>\nInvece dell&#8217;esercito, \u00e8 stato il gruppo jihadista a condurre una grande operazione internazionale, con continui attacchi in Niger, con i primi sconfinamenti in Ciad e con la pi\u00f9 vasta offensiva di terra mai vista finora in Nigeria. Negli ultimi giorni i miliziani si sono spinti fino alla citt\u00e0 di Gombe, che si trova a met\u00e0 strada tra l&#8217;ormai abituale teatro di guerra nel nordest della Nigeria e la capitale Abuja.<br \/>\nChi pu\u00f2 fermare l&#8217;escalation militare? Al momento sembra che Boko haram sia sempre un passo avanti rispetto all&#8217;esercito, e questo induce a chiedersi se dietro l&#8217;organizzazione si nasconda qualcosa di pi\u00f9 di un gruppo di fanatici. Una cosa \u00e8 certa: se la guerra continuer\u00e0 a dilagare a questo ritmo, in Nigeria le elezioni non si terranno n\u00e9 a fine marzo n\u00e9 mai ( Dominic Johnson, Die Tageszeitung, Germania)<br \/>\nNIGERIA<br \/>\nELEZIONI A RISCHIO<br \/>\nIn un video del 18 febbraio il der di Boko haram, Abubakar Shekau, ha minacciato di inr dire lo svolgimento delle ele\u00acni presidenziali del 28 marzo, scrive Jeune Afrique. Il gio prima quaranta persone erano morte in una serie di attentati nel nordest della Nigeria, men-tre l&#8217;esercito ha fatto sapere di aver ucciso 300 miliziani. Il 13 febbraio Boko haram ha com-piuto il primo attacco in Ciad. Il 17 febbraio almeno 37 civili so\u00acstati uccisi da una bomba sgan\u00acciata da un aereo non identifica\u00acto nel sudest del Niger.<\/p>\n<p>SUDAFRICA<br \/>\nIL CONTRATTO NON CONVIENE.<br \/>\nNel settembre del 2014 il governo sudafricano ha concluso un accordo con l&#8217;azienda pubblica russa Rosatom per la costruzione di otto nuove centrali nucleari entro il 2023, un affare del valore di 50 miliardi di dollari che dovr\u00e0 essere approvato dal parlamento. Tuttavia, come svela il Mail &#038; Guardian, alcuni termini del contratto sono &quot;preoccupanti&quot;: per esempio, il Sudafrica non potr\u00e0 vendere ad altri paesi la tecnologia nucleare che avr\u00e0 sviluppato autonomamente senza il permesso della Russia; Rosatom non sar\u00e0 considerata responsabile in caso di incidenti ai reattori; l&#8217;azienda russa godr\u00e0 di speciali sgravi fiscali senza concedere nulla in cambio. &quot;\u00c8 un accordo molto vantaggioso per Rosatom, ma che presenta molti rischi per il Sudafrica&quot;, scrive il settimanale. &quot;Non sorprende che il governo abbia tenuto segreti i suoi piani&quot;. Il Sudafrica sta attraversando una difficile crisi energetica che minaccia la crescita economica, e ha bisogno di rendere pi\u00f9 efficiente la sua produzione di elettricit\u00e0. Per questo negli ultimi mesi ha firmato accordi e preso contatti con vari paesi, tra cui gli Stati Uniti, la Cina, la Francia e la Corea del Sud. (Mail &#038; Guardian, Sudafrica )<\/p>\n<p>ASIA &#038; PACIFICO<br \/>\nGIAPPONE<br \/>\nLA TENTAZIONE DELL&#8217;APARTHEID<br \/>\nSi alla forza lavoro straniera, ma impariamo dal Sudafrica dell&#8217;apartheid. L&#8217;opinione di Ayako Sono, scrittrice e consulente per l&#8217;istruzione del governo di Shinz\u00f2 Abe nel 2013, \u00e8 stata pubblicata l&#8217;n febbraio dal quotidiano di destra Sankei Shimbun e ha provocato l&#8217;indi-gnazione dell&#8217;ambasciatrice sudafricana a Tokyo. &quot;Ho solo detto che le Chinatown e le Little Tokyo sono una buona cosa&quot;, ha replicato Sono.<\/p>\n<p>THAILANDIA<br \/>\nLI STUDENTI E I MILITARI<br \/>\nDecine di studenti hanno sfidato la legge marziale e il 14 febbraio hanno inscenato a Bangkok una finta elezione (nella foto) per protestare contro la decisione della giunta militare, che ha preso il potere con un colpo di stato nel maggio del 2014, di rimandare al 2016 il voto previsto per quest&#8217;anno. Quattro attivisti del Centro degli studenti tailandesi per la democrazia, un&#8217;organizzazione che raccoglie sia simpatizzanti dell&#8217;ex premier Yingluck Shinawatra sia i figli dei sostenitori pi\u00f9 influenti della giunta al potere, sono stati arrestati. Gli studenti hanno promesso di proseguire la protesta e di essere pronti ad andare in carcere in nome della democrazia, scrive il Bangkok Post.<\/p>\n<p>BIRMANIA<br \/>\nScontri nel Kokang<br \/>\nMigliaia di persone sono fuggite in Cina a causa degli scontri scoppiati il 9 febbraio nello stato Shan tra l&#8217;esercito e i ribelli kokang dell&#8217;Esercito dell&#8217;alleanza democratica nazionale, nato nel 1989 dopo lo scioglimento del Partito comunista birmano, una forza armata filocinese e antigovernativa. I kokang, di etnia cinese han, sono una delle minoranze che chiedono maggior autonomia e con cui il governo birmano sta cercando un accordo di pace, scrive Irrawaddy. Il 13 febbraio i ribelli hanno attaccato una base militare a Laukai, capoluogo dell&#8217;area controllata dai kokang, uccidendo 47 soldati e ferendone pi\u00f9 di 70. L&#8217;esercito ha risposto con raid aerei. Secondo il governo le violenze, le peggiori degli ultimi anni, sono legate al ritorno nel paese di uno dei leader kokang, Phone Kya Shin, messo in fuga dall&#8217;esercito birmano nel 2009. Il 17 febbraio nel Kokang \u00e8 stato dichiarato lo stato d&#8217;emergenza.<\/p>\n<p>AFGHANISTAN<br \/>\nII 17 febbraio venti poliziotti sono morti in un attentato suicida nella provincia di Logar. Secondo le Nazioni Unite, le vittime civili del conflitto nel 2014 sono state 10.548 (la cifra comprende morti e feriti), con un aumento del 22 per cento rispetto al 2013. <\/p>\n<p>CINA<br \/>\nII 16 febbraio il Partito comunista cinese ha espulso un suo alto responsabile, Su Rong, accusato di corruzione<\/p>\n<p>SRI LANKA<br \/>\nEquilibrismi diplomatici<br \/>\nIl progetto da 1,5 miliardi di dollari affidato a un&#8217;azienda cinese per la costruzione di una citt\u00e0 portuale vicino a Colombo continua a far discutere. Dopo che il presidente Maithripala Sirisena ha confermato l&#8217;accordo con Pechino cancellato dal suo predecessore Mahinda Rajapaksa, \u00e8 intervenuto il primo ministro, Ranil Wickremesinghe, reclamando la facolt\u00e0 del governo di<br \/>\ndecidere in merito al progetto. La nuova citt\u00e0 dovrebbe sorgere su 108 ettari di terreno bonificato, affittato all&#8217;azienda di costruzioni cinese per 99 anni. Il progetto, che deve ancora superare un esame di impatto ambientale, fa parte della Via della seta marittima, il piano lanciato nel 2013 dal presidente cinese Xi Jinping per realizzare una rete di porti commerciali affacciati sull&#8217;oceano Indiano. Un disegno che per Pechino \u00e8 economica-mente e strategicamente importante, ma che New Delhi vede come una minaccia. Per rassicurare l&#8217;India, il presidente Sirisena l&#8217;ha scelta come meta della sua prima visita ufficiale, cominciata il 16 febbraio. Ma, come scrive M K Bhadrakumar su Asia Times, &quot;il rafforzamento dei rapporti con Pechino garantisce a Colombo un sostegno economico di cui ha disperatamente bisogno e gli d\u00e0 un vantaggio nei rapporti diplomatici con New Delhi&quot;.<\/p>\n<p>AMERICA CENTRO-MERIDIONALE<br \/>\nARGENTINA<br \/>\nROMA &#8211; BUENOS AIRES<br \/>\nPIANO CONDOR, POLITICI, SERVIZI E MILITARI ALLA SBARRA A ROMA: LA TRAGEDIA DEI DESAPARECIDOS PRENDER\u00c0 AVVIO PROPRIO IL 12 FEBBRAIO 2015 NELL\u2019AULA BUNKER DI REBIBBIA IL PRIMO GRADO DI GIUDIZIO DEL PROCESSO CHE RIGUARDA IL PIANO CONDOR. Alla sbarra gli esponenti di giunte militari e dei servizi di sicurezza dell\u2019America del Sud, accusati a vario titolo della scomparsa e della morte di 23 cittadini di origine italiana avvenuta tra il 1973 e 1978. Processo di portata storica che arriva dopo un\u2019inchiesta durata dieci anni condotta dal Procuratore Giancarlo Capaldo e i cui sviluppi sono molto attesi anche in America del Sud. La lista degli imputati include 21 persone e comprende ex autorit\u00e0 militari e di governo di Bolivia, Cile, Per\u00f9 e Uruguay. Il Piano Condor \u00e8 un piano finalizzato all&#8217;eliminazione di qualsiasi oppositore politico dei regimi di Argentina, Cile, Uruguay, Paraguay, Brasile e Bolivia e che ha consentito a militari e servizi segreti di agire indisturbati per la cattura, la tortura e l&#8217;uccisione sistematica dei sospetti, anche al di l\u00e0 dei confini nazionali. &quot;Questo processo \u00e8 importante per noi, che speriamo di ottenere giustizia&quot; ricorda Aurora Meloni &quot;ma \u00e8 importante anche per l&#8217;Italia, che ha bisogno di non perdere la memoria ..ha bisogno di sapere chi siamo, chi siamo stati e chi vogliamo essere domani&quot;.<br \/>\n12 Febbraio presso la Sala della Fondazione Basso in Via della Dogana Vecchia, 5 a Roma, dalle 17 alle 19, si terr\u00e0 un incontro con alcuni familiari e avvocati delle vittime del processo Condor. Dopo i saluti del Prof. Guido Calvi, interverranno Aurora Meloni (parte civile) e gli avvocati di parte civile Arturo Salerni, Giancarlo Maniga, Alicia Mej\u00eda, Simona Filippi, Andrea Speranzoni e Fabio Maria Galiani. Il dibattito sar\u00e0 moderato da Jorge Ithurburu, dell\u2019associazione 24marzo Onlus. (Autore: fabrizio salvatori)<\/p>\n<p>VENEZUELA<br \/>\nCARACAS, il presidente Maduro denuncia un tentativo di golpe. Il presidente del Venezuela Nicolas Maduro ha denunciato un &quot;attentato golpista&quot; orchestrato dagli Stati Uniti, precisando che negli ultimi due giorni sono stati portati a termine &quot;importanti arresti&quot; che sono riusciti a bloccare l&#8217;intervento.<br \/>\n&quot;C&#8217;\u00e8 stato il tentativo di utilizzare un gruppo di ufficiali dell&#8217;aviazione militare per provocare un attentato, un attacco&quot; contro il governo, ha precisato Maduro, sottolineando che &quot;sulla base della strategia pianificata da Washington, un aereo doveva attaccare il palazzo Miraflores&quot;, sede della presidenza. Maduro ha aggiunto che l&#8217;opera di &quot;smantellamento dell&#8217;attentato golpista \u00e8 ancora in corso&quot;.<br \/>\nMedia dell&#8217;opposizione sottolineano che le dichiarazioni del presidente sono coincise con le manifestazioni organizzate ieri nel paese da gruppi di studenti e una parte dell&#8217;opposizione &#8216;antichavista&#8217;.<br \/>\nSempre ieri \u00e8 d&#8217;altra parte entrato in vigore un nuovo sistema cambiario nel Paese che &#8211; precisano le fonti \u2013 modifica in modo solo marginale le forti restrizioni cambiarie in vigore da tempo nei confronti del dollaro e delle altre valute. (Autore: fabrizio salvatori)<br \/>\nCARACAS<br \/>\nVenezuela, il sindacato assicura: &quot;Operai pronti a difendere le aree produttive contro i golpisti&quot;<br \/>\nLa classe operaia assicurer\u00e0 il controllo sui posti di lavoro e il funzionamento delle aree produttive di fronte a qualsiasi tentativo di colpo di stato o atto destabilizzatore contro il Venezuela, ha affermato il vicepresidente della Central Bolivariana Socialista de Trabajadores (CBST), Carlos L\u00f3pez. Intervistato nel programma Sin Coba, trasmesso dall\u2019emittente Venezolana de Televisi\u00f3n, il sindacalista ha spiegato che eventuali azioni golpiste non avranno alcuna possibilit\u00e0 di paralizzare le attivit\u00e0 degli operai e dei luoghi di lavoro.<br \/>\n\u00abTutta la base della CBST \u00e8 preparata per affrontare qualsiasi tipo di sabotaggio. Se si dovesse verificare un tentativo violento di abbattere la Rivoluzione, la classe operaia \u00e8 pronta ad assumere il controllo completo di tutti i centri di produzione\u00bb, ha detto.<br \/>\nIl sindacalista ha ricordato che la maggior parte degli atti di sabotaggio sono rivolti contro le infrastrutture elettriche, cos\u00ec come contro gli impianti petroliferi, raffinerie, oleodotti, porti e strutture di comunicazione.<br \/>\nHa sottolineato, inoltre, che la Central Bolivariana Socialista de Trabajadores insieme alla Milicia Bolivariana forma i corpi combattenti della classe operaia nelle aree d\u2019interesse della patria, tra cui, l\u2019elettricit\u00e0, il petrolio e le comunicazioni.<br \/>\nL\u00f3pez ha poi ricordato che i lavoratori sono attivi nella lotta contro la guerra economica, condotta dalla destra per generare destabilizzazione e caos nel paese.<br \/>\n\u00abC\u2019\u00e8 un gran lavoro che stiamo portando avanti tra la base dei lavoratori \u2013 ha aggiunto L\u00f3pez \u2013 ed \u00e8 quello di rendere sempre pi\u00f9 visibile il nemico della Rivoluzione Bolivariana e di tutti i popoli del mondo\u00bb.<br \/>\nGioved\u00ec, il presidente Nicol\u00e1s Maduro, ha denunciato un nuovo tentativo di colpo di stato contro il suo governo e il popolo del Venezuela.<br \/>\nIn questo tentativo di colpo di Stato \u00e8 coinvolto un piccolo gruppo di ufficiali dell\u2019aviazione militare e civile, sostenuto dal governo degli Stati Uniti.<br \/>\nL\u2019azione incostituzionale, che prevedeva di attaccare per via aerea le istituzioni della nazione ubicate a Caracas, \u00e8 stata sbaragliata.<br \/>\n( Fonte: http:\/\/albainformazione.com\/ | Autore: redazione &#8211; trad. it di Fabrizio Verde da ciudadccs.info<\/p>\n<p>COLOMBIA<br \/>\nMai pi\u00f9 ragazzi nella guerriglia<br \/>\n&quot;Il 17 febbraio, mentre all&#8217;Avana i delegati del governo colombino e del gruppo guerrigliero delle Fare discutevano per raggiungere un accordo sulle vittime, il portavoce della guerriglia Ivan M\u00e0rquez ha annunciato che i minori di 15 anni arruolati nell&#8217;organizzazione saranno rilasciati&quot;, scrive El Espectador. Il 12 febbraio le Fare si erano impegnate a non reclutare pi\u00f9 combattenti al di sotto dei 17 anni, mentre il governo ha fatto sapere di aver salvato quasi seimila bambini soldato negli ultimi quindici anni. Intanto il 15 febbraio, in un attacco attribuito ai guerriglieri dell&#8217;Esercito di liberazione nazionale (Eln), tre soldati sono stati uccisi nel dipartimento Norte de Santander, vicino al confine con il Venezuela.<\/p>\n<p>CILE<br \/>\n II 13 febbraio Sebasti\u00e0n D\u00e0valos, figlio della presidente Michelle Bachelet, si \u00e8 dimesso da direttore socioculturale della presidenza dopo essere stato accusato di aver approfittato della sua posizione per far avere un credito alla moglie. <\/p>\n<p>HAITI<br \/>\n II 17 febbraio almeno 18 persone sono state uccise dal crollo di un cavo dell&#8217;alta tensione a Port-au-Prince durante la sfilata dei carri per il carnevale. <\/p>\n<p>AMERICA SETTENTRIONALE<br \/>\nSTATI UNITI<br \/>\n II 16 febbraio Craig Hicks, 46 anni, \u00e8 stato incriminato per l&#8217;uccisione di tre stu-denti musulmani a Chapel Hill, nel North Carolina.<br \/>\nUSA\/ROMA\/MEDITERRANEO<br \/>\nTRITON \u00c8 UNA CONDANNA A MORTE . LE MORTI NEL MEDITERRANEO DELLE ULTIME SETTIMANE ERANO PREVEDIBILI ED EVITABILI. E queste tragedie si ripeteranno se l&#8217;Unione europea non cambier\u00e0 il modo di affrontare il problema del numero sempre pi\u00f9 alto di persone che rischiano la vita per cercare rifugio in Europa. La colpa \u00e8 soprattutto dei trafficanti di esseri umani. I sopravvissuti hanno raccontato di essere stati costretti a salire sui gommoni dopo essere stati derubati e minacciati con bastoni e pistole. I trafficanti vanno arrestati e puniti, ma anche l&#8217;Unione europea ha le sue colpe. I morti della scorsa settimana sono il risultato di ciniche considerazioni come quella del primo ministro britannico David Cameron, secondo il quale se i migranti sapessero che ci sono buone probabilit\u00e0 di morire durante il tragitto non si metterebbero in viaggio per l&#8217;Europa.<br \/>\nQuesta tesi \u00e8 smentita dal numero sempre pi\u00f9 alto di persone in fuga dalla Siria e dall&#8217;Africa subsahariana, che rischiano la loro vita e quella dei loro figli pur di raggiungere un porto sicuro. I disordini scoppiati in Libia, uno dei principali punti di partenza dei migranti, stanno spingendo le persone a correre rischi sempre pi\u00f9 alti. Nel 2014 sono arrivati via mare in Europa 170mila migranti. Quest&#8217;anno sembra che le vittime saranno ancora pi\u00f9 numerose dell&#8217;anno scorso, quando 3.200 persone sono morte attraversando il Mediterraneo. Secondo l&#8217;Organizzazione internazionale per le migrazioni le vittime delle ultime tragedie portano ad almeno 415 il numero di migranti annegati nel 2015, rispetto ai 27 dello stesso periodo dell&#8217;anno scorso.<br \/>\nMolti avevano previsto che, dopo la sostituzione della missione italiana di salvataggio Mare nostrum con quella europea Triton, che si limita al pattugliamento delle frontiere, nel Mediterra\u00acneo i morti sarebbero aumentati. Nel 2014 Mare nostrum, l&#8217;operazione lanciata dalla marina ita\u00acliana nell&#8217;ottobre del 2013 dopo che pi\u00f9 di 350 migranti erano annegati nei pressi di Lampedusa, aveva salvato pi\u00f9 di centomila vite. Ma a dicembre l&#8217;Italia, stanca di dover sopportare da sola tutto il peso dell&#8217;immigrazione, ha interrotto la missione.<br \/>\nNei giorni scorsi alcuni migranti sono stati salvati dalla guardia costiera italiana. Ma quello che serve al pi\u00f9 presto \u00e8 una missione di pattugliamento e salvataggio con le stesse caratteristiche di Mare nostrum e finanziata dall&#8217;Europa. La Commissione europea dovrebbe chiedere subito ai paesi membri la soluzione giusta.  (The New York Times, Stati Uniti)<br \/>\nUSA<br \/>\nESECUZIONI SOSPESE<br \/>\nIl 13 febbraio Tom Wolf, il governatore della Pennsylvania, ha annunciato la sospensione della pena di morte nello stato. &quot;La moratoria durer\u00e0 fino a quando Wolf non avr\u00e0 esaminato il rapporto del comitato che dal 2011 sta indagando sull&#8217;uso e l&#8217;applicazione della pena capitale&quot;, scrive il Philadelphia Inquirer. &quot;Dal 1976 ci sono state solo tre esecuzioni, l&#8217;ultima nel 1999&quot;. Nonostante questo, la Pennsylvania \u00e8 uno degli stati con il pi\u00f9 alto numero di detenuti nel braccio della morte. Attualmente 186 persone condannate a morte sono in attesa dell&#8217;esecuzione, alcune da pi\u00f9 di trent&#8217;anni. L&#8217;Economist spiega che negli ultimi anni anche altri stati, tra cui Colorado, Oregon e Washington, hanno sospeso le esecuzioni e messo in discussione l&#8217;utilit\u00e0 della pena di morte.<br \/>\nUSA<br \/>\nSTATI UNITI<br \/>\nREGOLE PER I DRONI<br \/>\nIl 15 febbraio l&#8217;agenzia statunitense per l&#8217;aviazione civile ha presentato una prima bozza di regolamento per l&#8217;uso dei droni commerciali. Il progetto, che si applica ai velivoli che pesano al-meno ventiquattro chilogrammi, prevede norme meno restrittive di quelle attuali. Gli operatori dovranno ottenere una certificazione e dovranno sempre avere il mezzo nella loro visuale. &quot;Il regolamento&quot;, scrive l&#8217;Atlantic, &quot;proibirebbe i servizi di consegna con i droni che alcune compagnie, come Amazon, stanno sperimentando<br \/>\nSTATI UNITI<br \/>\nIL TEXAS SFIDA OBAMA<br \/>\nIn Texas un giudice federale ha bloccato il decreto sull&#8217;immigrazione annunciato a novembre dal presidente Barack Obama per regolarizzare cinque milioni di immigrati senza documenti. Il giudice si \u00e8 pronunciato su un ricorso presentato da ventisei stati guidati da governatori del Partito repubblicano. La sentenza proibisce all&#8217;amministrazione Obama di attuare i programmi per la concessione di permessi agli immigrati che rischiano l&#8217;espulsione. Secondo il Texas Observer \u00e8 una sconfitta per Obama, almeno temporanea. &quot;La Casa Bianca ha risposto ribadendo la correttezza giuridica del provvedimento e ha annunciato che ricorrer\u00e0 contro la decisione del giudice&quot;.<\/p>\n<p>(Le principali fonti di questo numero:<br \/>\nNYC Time USA, Washington Post, Time GB, Guardian The Observer, GB, The Irish Times, Das Magazin A, Der Spiegel D, Folha de S\u00e0o Paulo B, Pais,  Carta Capital,  Clarin Ar, Le Monde,  Le Monde Diplomatique ,Gazeta, Pravda, Tokyo Shimbun, Global Time,  Nuovo Paese , L\u2019Unit\u00e0, Internazionale,  Il Manifesto, Liberazione, Ansa  , AGVNoveColonne, ControLaCrisi e INFORM, AISE, AGI,  AgenParle , RAI News e 9COLONNE&quot;.)<\/p>\n<p>PER LE ASSOCIAZIONI, CIRCOLI FILEF, ENTI ed AZIENDE.Sui siti internet www.emigrazione-notizie.org  e www.cambiailmondo.org  \u00e8 possibile utilizzare  uno spazio web personalizzato, dedicato alla Vostra attivit\u00e0 e ai Vostri comunicati stampa.<\/p>\n<p>&nbsp;\t\t<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>20150220 15:40:00 guglielmoz ITALIA &#8211; MILANO.Landini: no al lavoro gratuito per l\u2019Expo \/ Roma &#8211; Libert\u00e0 di stampa, il tonfo dell&#8217;Italia nella classifica mondiale di <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=12256\" title=\"11601 7. 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