{"id":12214,"date":"2017-04-15T19:07:20","date_gmt":"2017-04-15T17:07:20","guid":{"rendered":"http:\/\/www.filef.net\/2017\/04\/15\/11558-3-notizie-dallitalia-e-dal-mondo-22-gennaio-2015\/"},"modified":"2019-06-20T14:46:10","modified_gmt":"2019-06-20T14:46:10","slug":"11558-3-notizie-dallitalia-e-dal-mondo-22-gennaio-2015","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=12214","title":{"rendered":"11558 3. NOTIZIE dall&#8217;Italia e dal  MONDO  22 gennaio 2015"},"content":{"rendered":"<p>\t\t\t\t20150124 13:58:00 guglielmoz<\/p>\n<p>ITALIA  &#8211; Tutte le mogli dei presidenti. \/ Milano. Don Inzoli, Roberto Maroni avvia verifiche sulla presenza del prete accusato di pedofilia in Vaticano al convegno sulla famiglia\/.  Genova. Cofferati \u00e8 fuori dal Pd dopo i veleni della Liguria. Ferrero: &quot;Saluto positivamente la scelta. Pd irriformabile.\/ Roma-Canada La Marca (PD): NUOVI impulsi al miglioramento dei rapporti tra l\u2019italia e il canada<br \/>\nEUROPA \u2013 PARIGI  &#8211; JE SUIS CHARLIE. NORMALIT\u00c0, DUBBI E CERTEZZE TRA I FRANCESI DOPO LO CHOC. Ad una settimana dalla grande &quot;Marcia repubblicana&quot; di 4 milioni di persone che hanno mostrato al mondo intero l&#8217;orgoglio dei francesi per la difesa dei diritti fondamentali di libert\u00e0, la vita di tutti i giorni non sembra poi tanto sconvolta.\/ GRECIA. Syriza sale ancora nei sondaggi. Oggi parte la campagna di appoggio a Tsipras. 17 e 18 gennaio assemblea nazionale dell&#8217;Altra Europa. \/ GRECIA. La troika ha salvato banche e creditori, non Atene. \/ Svizzera, la caduta delle illusioni<br \/>\nPer una coincidenza pi\u00f9 o meno felice nello stesso giorno accadono ben due eventi che riguardano la Svizzera, paese che di solito non fa notizia. Cosa succeder\u00e0 agli interessi italiani toccati dalle vicende? Intanto i nostri lavoratori frontalieri vedono da un giorno all\u2019altro un aumento dei loro salari, ma molti di essi potrebbero essere peraltro colpiti dai licenziamenti . \/L&#8217;Ucraina \u00e8 di nuovo in bilico. La situazione nell&#8217;est dell&#8217;Ucraina \u00e8 improvvisa mente peggiorata. Dal 10 gennaio su tutto il fronte delle &quot;repubbliche popolari&quot; di Donetsk e Luhansk i colpi di artiglieria si succedono quasi ininterrottamente<br \/>\nAFRICA &#038; MEDIO ORIENTE \u2013 NIGERIA. Boko Haram, raid in Camerun: rapite 80 persone di cui 50 bambini.<br \/>\nASIA &#038; PACIFICO  &#8211; GIAPPONE<br \/>\nOLIMPIADI DELLA DISCORDIA Sh\u00f9kan Kiny\u00f2bi,Giappone.I preparativi per le olimpiadi di Tokyo del 2020 procedono troppo rapidamente creando problemi alla vita degli abitanti della capitale<br \/>\nAMERICA CENTROMERIDIONALE-CUBA. In visita all&#8217;Avana. CILE. Nuova legge elettorale.<br \/>\nAMERICA SETTENTRIONALE \u2013 USA. Crisi, Obama parte lancia in resta per aumentare la tassazione verso i pi\u00f9 ricchi. Un surplus di tassazione di 230 miliardi di dollari in dieci anni e una riduzione di 175 miliardi nello stesso arco di tempo delle imposte per le famiglie della &#8216;middle class&#8217;. \/ Usa . Obama guarda al 2016. Barack Obama ha cominciato quello che ha definito &quot;l&#8217;ultimo quarto&quot; della sua presidenza con il discorso sullo stato dell&#8217;unione, presentando un programma che potrebbe influenzare la campagna presidenziale dell&#8217;anno prossimo. \/ Scuole di religione. Ogni domenica la scuola di Apopka, nella contea di Orange, in Florida, si trasforma nella chiesa Venue<\/p>\n<p>ITALIA<br \/>\nTUTTE LE MOGLIE DEI PRESIDENTI.<br \/>\nLe mogli del Quirinale: 8 mogli dei Presidenti della Repubblica. Da Ida Pellegrini a Clio Maria Bittoni<br \/>\n&quot;Oggi non sarei qui senza l&#8217;amore della mia vita, la prossima first lady degli Stati Uniti, mia moglie Michelle&quot;. Lo disse Barack Obama il giorno della sua prima elezione. Un vecchio detto vuole che dietro a ogni grande uomo ci sia una grande donna. Grandi donne che spesso sono passate inosservate, come le consorti dei Presidenti della Repubblica italiana.<br \/>\nGIORGIO NAPOLITANO \u00e8 stato l&#8217;undicesimo Presidente della Repubblica italiana, ma anche la moglie Clio ha avuto chi l&#8217;ha preceduta nel suo ruolo di &quot;prima donna&quot;. (2006 &#8211; 14 gennaio 2015. Sposatasi con Napolitano nel &#8217;59, Clio \u00e8 un avvocato specializzata in diritto del lavoro. Ha sempre tenuto un profilo basso e distaccato, pur partecipando alle cerimonie ufficiali. Si \u00e8 inoltre spesso espressa in difesa delle donne vittime di violenze, scrivendo delle lettere ai quotidiani. Alla rielezione del marito si era detta contraria, e su Twitter era stato lanciato l&#8217;hashtag #Clio per commentare la sua posizione).<br \/>\nENRICO DE NICOLA rest\u00f2 scapolo, e pensava che per il suo ruolo fosse meglio non avere moglie.<br \/>\nCos\u00ec la prima first lady della nostra Repubblica fu la nobile veronese IDA PELLEGRINI, sposata con LUIGI EINAUDI.( Ida Pellegrini e Luigi Einaudi 1948-1955  Einaudi conobbe la Contessa Pellegrini quando lei era sua allieva alle superiori, a Torino. Si sposarono nel 1903 e lei divenne subito per tutti Donna Ida. \u201cLuigi, ti hanno proprio eletto\u201d, disse al marito alla notizia della sua elezione.  Si distinse per la sua eleganza &#8211; in particolare per i tre fili di perle al collo)<br \/>\nSeguirono CARLA BISSATINI con GRONCHI. (Carla Bissatini e Giovanni Gronchi 1955 \u2013 1962. Quando Gronchi spos\u00f2 CARLA BISSATINI in seconde nozze lui aveva 55 anni, lei 25 in meno. All&#8217;elezione del marito aveva solo 26 anni. Ebbe un ruolo molto attivo come first lady: molte foto li ritraggono assieme durante visite di stato, come questa dalla Regina Elisabetta.)<br \/>\nLAURA CARTA CAMPRINO con ANTONIO SEGNI. (Laura Carta Camprino e Antonio Segni 1962-1964 Donna Laura mantenne sempre un basso profilo come first lady, presenziando solo nelle occasioni pi\u00f9 importanti. La coppia ha avuto 4 figli.)<br \/>\nLa bella VITTORIA MICCHITTO con GIOVANNI LEONE.( Vittoria Micchitto e Giovanni Leone<br \/>\n1971 \u2013 1978. Donna Vittoria Micchitto, sposata nel &#8217;46, fu, grazie anche all&#8217;espansione della televisione, la prima first lady &quot;mediatica&quot;. Bella e appariscente, divenne la donna immagine degli anni Settanta e per questa sua visibilit\u00e0 ricevette anche molte critiche).<br \/>\nCARLA VOLTOLINA con SANDRO PERTINI. (Carla Voltolina e Sandro Pertini<br \/>\n1978 \u2013 1985. Donna Carla, partigiana e giornalista, fu molto discreta nelle sue apparizioni, aiutata dal fatto che il marito scelse di non risiedere al Quirinale. I due si incontrarono a Milano e si sposarono subito dopo la fine della guerra, con il rito civile, dopo due anni di convivenza).<br \/>\nGIUSEPPA SIGURANI con COSSIGA. (Giuseppa Sigurani e Francesco Cossiga. 1985 \u2013 1992. Giuseppa Sigurani (il marito la chiamava &quot;Geppa&quot;) non amava formalit\u00e0 e cerimonie e fu la pi\u00f9 schiva tra le mogli dei Presidenti. Se ne hanno pochissime foto, mentre molto seguita fu la storia del divorzio, nel &#8217;98, dopo 38 anni di matrimonio. Del loro rapporto si sa che era pari a quello di due divorziati in casa, e che il giorno dell&#8217;elezione di Cossiga le luci di casa rimasero spente in segno di indifferenza. Nel 2005 le nozze furono annullate dalla Sacra Rota.)<br \/>\nFRANCA PILLA con Carlo AZEGLIO CIAMPI, fino ad arrivare a Clio. (Franca Pilla e Carlo Azeglio Ciampi<br \/>\n1999 \u2013 2006. I due si sono conosciuti a Pisa, da studenti &#8211; lei aveva solo 18 anni e si sono sposati 8 anni dopo. Donna Franca era presente a ogni incontro in Italia ed all&#8217;estero del marito. E&#8217; diventata famosa per le sue dichiarazioni &quot;fuori dal protocollo&quot;, spesso fonte di dibattito politico, in particolare riguardo alla &quot;tv deficiente&quot; che non sarebbe un buon modello per le nuove generazioni.)<br \/>\nSARAGAT e SCALFARO erano gi\u00e0 vedovi quando furono eletti, mentre COSSIGA e la moglie divorziarono nel &#8217;98 e chiesero l&#8217;annullamento del matrimonio alla Sacra Rota.<br \/>\nMILANO<br \/>\nDon Inzoli, Roberto Maroni avvia verifiche sulla presenza del prete accusato di pedofilia in Vaticano al convegno sulla famiglia (Marzio Brusini, L&#8217;Huffington Post)<br \/>\nRoberto Maroni non l&#8217;ha presa bene e in queste ore ha ordinato una verifica degli elenchi degli ospiti accreditati al convegno di sabato scorso a Milano sulla famiglia tradizionale organizzato da Regione Lombardia. La presenza in terza fila del sacerdote cremasco don Mauro Inzoli, accusato di pedofilia e sospeso a divinis e a \u201ca una vita di preghiera e riservatezza\u201d dal Vaticano, ha generato come prevedibile una bufera. Da cui stanno cercando in molti di uscirne. Ieri era circolata la voce che il sacerdote era stato accreditato dal Presidente del parlamentino lombardo, Raffaele Cattaneo, visto che entrambi militano nella stessa associazione ecclesiale Comunione e Liberazione. Oggi smentita categoricamente dallo stesso Cattaneo che ha scaricato le responsabilit\u00e0 sulla giunta regionale: &quot;Gli accrediti istituzionali sono stati gestiti, come \u00e8 noto, dalla Giunta regionale e il convegno, peraltro, era aperto al pubblico. Gli unici accrediti effettuati dalla segreteria sono stati per la moglie del Presidente e per i collaboratori che lo che lo hanno accompagnato&quot;.<br \/>\nMa la realt\u00e0 pare diversa. Da una lettura degli accrediti (necessari per sedersi nella sala principale del convegno) non compare il nome di don Inzoli ed \u00e8 inspiegabile la sua presenza nelle prime due file (riservate alle autorit\u00e0 e agli ospiti istituzionali) che avrebbe richiesto un&#8217;altra tipologia di accredito. Le liste erano state distribuite agli addetti dei tre varchi necessari per l&#8217;accesso all&#8217;Auditorium Giovanni Testori. Il grande afflusso di pubblico (circa 500 quelli che sono dovuti rimanere all&#8217;esterno) ha costretto gli organizzatori ha chiudere i varchi con un&#8217;ora circa di anticipo. Come e quando don Inzoli sia riuscito ad entrare \u00e8 un mistero. Ma da Palazzo Lombardia fan sapere che \u00e8 plausibile che sia entrato con qualche politico bypassando cos\u00ec le rigorose misure di sicurezza richieste dalla Questura.<br \/>\nE non sarebbe stato l&#8217;unico perch\u00e9 le guardie giurate in servizio presso Palazzo Lombardia si erano pi\u00f9 volte lamentate di tentativi di collaboratori del consiglio regionale di far entrare vari \u201cportoghesi\u201d riuscendoci in alcuni casi. E&#8217; molto probabile quindi che don Inzoli sia riuscito ad entrare in questo modo. Per nulla chiaro invece come sia stato possibile che si sia accomodato tra le autorit\u00e0. E che nessuno lo abbia riconosciuto e invitato ad allontanarsi. Perch\u00e9 don Inzoli \u00e8 stato per tre decenni uno dei punti di riferimento di Comunione e Liberazione in Lombardia. Ha fondato il Banco alimentare, che si occupa della raccolta di generi alimentari destinati ai pi\u00f9 bisognosi all&#8217;interno dei supermercati italiani.<br \/>\nIn compenso non \u00e8 neppure chiaro come sia riuscito ad entrare Angelo Antinoro, lo studente gay che ponendo dal palco una serie di domande alla platea \u00e8 stato inondato di insulti e allontanato dalla Digos. Per sua stessa ammissione si sarebbe accreditato nelle liste degli ospiti che la Questura di Milano aveva esplicitamente sollecitato agli organizzatori per evitare l&#8217;accesso di provocatori e indesiderati. Il suo nome appare come delegato dell&#8217;Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca, ente pubblico vigilato dal Ministero dell&#8217;Istruzione e dell&#8217;Universit\u00e0. In realt\u00e0 fa parte del Cnsu, l\u2019organo consultivo di rappresentanza degli studenti iscritti ai corsi attivati nelle universit\u00e0 italiane, che ha il compito di formulare pareri e proposte al Ministro dell&#8217;istruzione. E il Cnsu fa parte del comitato consultivo dell&#8217;Anvur. Accreditamento legittimo e questa volta i ciellini non c&#8217;entrano.<\/p>\n<p>EUROPA<br \/>\nNEGOZIATO FISCALE ITALIA-SVIZZERA: delegazione di parlamentari PD incontra capo negoziatore Vieri Ceriani (Roma, 17gennaio 2015) Nella giornata DEL 17 i, si \u00e8 tenuto presso la sede del Ministero dell&#8217;Economia e delle Finanze a Roma un incontro tra il caponegoziatore per l\u2019Italia Vieri Ceriani e una delegazione di parlamentari del Partito Democratico composta dagli onorevoli Chiara Braga, Daniele Marantelli ed Enrico Borghi .  Nel corso della riunione sotto state affrontate una serie di importanti questioni relativamente al negoziato fiscale tra Italia e Svizzera in fase di definizione in queste ore.<br \/>\nPer quanto attiene l&#8217;imposizione fiscale dei lavoratori frontalieri, essa sar\u00e0 oggetto nei prossimi giorni di un accordo politico tra i due Paesi che rimander\u00e0 ad uno specifico e successivo atto da definirsi nei prossimi mesi, sganciato sotto il profilo operativo e giuridico dalla modifica della Convenzione per la doppia imposizione a seguito della legge sulla regolarizzazione spontanea dei capitali detenuti all&#8217;estero (&quot; volontary disco oscure&quot;).<br \/>\nI principi base di tale accordo politico -basato sul principio di reciprocit\u00e0 tra Italia e Svizzera, per cui le norme per i frontalieri italiani occupati in Svizzera varranno anche per gli Svizzeri che lavorano in Italia- risultano essere:<br \/>\n1)L&#8217;assoggettamento dei lavoratori frontalieri ad una imposizione limitata nello Stato in cui esercitano la loro attivit\u00e0 lavorativa e anche all&#8217;imposizione nello Stato di residenza, mediante suddivisione del gettito fiscale derivante in ragione di un massimo del 70 per cento del totale dell&#8217;imposta prelevabile alla fonte da parte dello Stato del luogo di lavoro.<br \/>\n2) Il carico fiscale totale sui frontalieri non sar\u00e0 ne&#8217; inferiore ne&#8217; superiore a quello attuale. L&#8217;allineamento con la legislazione domestica dovr\u00e0 essere molto graduale. Sul piano svizzero la tassazione del moltiplicatore dovr\u00e0 essere a livello medio cantonale, escludendo applicazioni di maggiorazioni in relazione alla cittadinanza dei lavoratori.<br \/>\n3)Sulla base di tale regime, lo Stato italiano assicurer\u00e0 ai Comuni di confine l&#8217;ammontare delle quote oggetto dell&#8217;attuale ristorno da parte elvetica delle tasse dei frontalieri, secondo modalit\u00e0 e forme che saranno oggetto della legge nazionale di ratifica dell&#8217;accordo fermo restando che tale gettito non sar\u00e0 in alcun modo diminuito ne&#8217; sar\u00e0 modificato l&#8217;elenco dei Comuni beneficiari.<br \/>\n4)Italia e Svizzera negozieranno un&#8217;intesa di possibile accordo bilaterale relativo alla sicurezza sociale dei frontalieri (trattamenti pensionistici, indennit\u00e0 di disoccupazione, ecc) da applicarsi eventualmente anche in caso di modifiche delle normative di libera circolazione delle persone tra Svizzera e Unione Europea.<br \/>\n5) La validit\u00e0 giuridica del nuovo accordo avverr\u00e0 esclusivamente ad avvenuta ratifica da parte dei relativi Parlamenti.<br \/>\n&quot;Il governo italiano \u2013osservano i parlamentari democratici Braga, Marantini, Borghi e Guerra , da sempre attenti alle esigenze dei frontalieri del territorio &#8211; ha tenuto conto dell&#8217;esigenza da noi espressa di evitare che la questione dei lavoratori frontalieri venisse compressa nella pi\u00f9 ampia vicenda delle black list e al tempo stesso che i Comuni italiani di frontiera venissero penalizzati\u201d.<br \/>\n\u201cSiamo ora in condizione \u2013 concludono &#8211; di poter entrare nel merito della questione senza elementi di possibile perturbazione. Si apre cos\u00ec una fase di lavoro di dettaglio specifica, per la quale ci rendiamo fin da ora garanti di un confronto ampio e aperto ai territori e a tutte le parti sociali per giungere al miglior risultato possibile<\/p>\n<p>FRANCIA<br \/>\nPARIGI  &#8211; JE SUIS CHARLIE. NORMALIT\u00c0, DUBBI E CERTEZZE TRA I FRANCESI DOPO LO CHOC.<br \/>\nAd una settimana dalla grande &quot;Marcia repubblicana&quot; di 4 milioni di persone che hanno mostrato al mondo intero l&#8217;orgoglio dei francesi per la difesa dei diritti fondamentali di libert\u00e0, la vita di tutti i giorni non sembra poi tanto sconvolta. A Parigi ci si accorge dello stato di emergenza terrorismo solo da alcuni cartelli col triangolo rosso, &quot;Vigipirate\/Alerte Attentat!&quot;, affissi nei negozi dei quartieri a maggioranza ebraica, e dalla presenza di soldati e poliziotti armati di tutto punto davanti a sinagoghe, moschee e scuole ebraiche.<br \/>\nPer il resto, i parigini gi\u00e0 dal giorno della manifestazione avevano ripreso a frequentare senza paura i caff\u00e8, le brasserie, i mercati rionali del sabato e della domenica, le vie rumorose dei quartieri ebraici, come la storica Rue des Rosiers nel Marais. La normalit\u00e0 dei comportamenti \u00e8 il miglior antidoto alla situazione di emergenza per non essere isolati ed impauriti e quindi sconfitti dal ricatto jihadista.<br \/>\nAi chioschi dei giornali moltissime persone chiedono ancora di poter acquistare copie dell&#8217;ultimo numero di Charlie Hebdo, nonostante siano andate esaurite 7 milioni di copie in pochissimi giorni. Gli edicolanti ci fanno vedere lunghi elenchi di prenotazione: &quot;per marted\u00ec ci sar\u00e0 una nuova ristampa&quot;, assicurano. Ma, intanto, anche l&#8217;altro settimanale satirico-politico Le Canard Enchain\u00e8 \u00e8 andato tutto esaurito e si aspetta un&#8217;altra edizione straordinaria. I francesi amano leggere sulla carta stampata, quanto informarsi su Internet. Di fronte alle emergenze sociali non attendono partiti o sindacati per organizzarsi e scendere in piazza, ma spontaneamente lo fanno. E con grande senso di responsabilit\u00e0.<br \/>\nAnche sul fatto se sia o meno lecito ironizzare Dio, santi e profeti, Ges\u00f9 Cristo e Maometto, i francesi non hanno dubbi: secondo l&#8217;ultimo sondaggio Ifop, il 57% ritiene giusto continuare a pubblicare vignette satiriche di questo genere e difendere cos\u00ec la libert\u00e0 d&#8217;espressione, mentre un 42% vorrebbe limitare questa libert\u00e0 &quot;per tener conto delle reazioni alla loro pubblicazione&quot;. Nel 2012, subito dopo la pubblicazione delle vignette irriverenti su Maometto su Charlie Hebdo (che sub\u00ec un attentato incendiario con la distruzione della redazione), sempre l&#8217;Ifop aveva condotto un sondaggio che rivelava percentuali meno favorevoli: il 47% dei francesi era contrario alla pubblicazione, contro il 51% dei difensori del diritto alla libert\u00e0 totale di espressione.<br \/>\n&quot;Ogni volta che facciamo una vignetta su Maometto, sui profeti, su Dio, noi difendiamo la libert\u00e0 di religione&quot;, \u00e8 stato il commento del caporedattore di Charlie Hebdo, G\u00e8rard Biard in un intervista alla Tv americana NBC. E replicando alle dichiarazioni del Papa Francesco che sarebbe meglio limitarsi sulla satira verso le religioni e di aspettarsi anche una reazione dura, una volta &quot;provocati&quot;, pur se vanno condannati coloro che uccidono in nome di Dio, Biard ha replicato: &quot;Noi diciamo che Dio non debba essere una figura politica o pubblica. Deve essere una figura privata. Noi difendiamo la libert\u00e0 di religione. La religione non deve essere un argomento politico&quot;.<br \/>\nE cos\u00ec il popolare quotidiano centrista Le Figaro si interroga &quot;se i francesi siano schizofrenici&quot; di fronte a comportamenti come quelli di milioni di persone che hanno manifestato per le piazze del paese e ai milioni di lettori che hanno comprato il numero speciale di Charlie, per poi per\u00f2 dirsi favorevoli a nuove misure di sicurezza &quot;che potrebbero limitare le loro libert\u00e0&quot; (il 76% degli intervistati dal sondaggio dell&#8217;Odoxa), pur di contrastare il terrorismo. E inoltre, secondo il Journal du Dimanche, che ha pubblicato il sondaggio Ifop, il 50% dei francesi, contro il 49%, sarebbero favorevoli a limitare la libert\u00e0 di espressione su Internet e sui social network.<br \/>\nEcco allora che il presidente Fran\u00e7ois Hollande, in forte ripresa nei sondaggi (+21% in una settimana), di fronte alle crescenti proteste islamiste dei governi che pure erano stati presenti alla Marcia Repubblicana dell&#8217;11 gennaio, e alle manifestazioni violente contro Charlie Hebdo, gli incendi di chiese e la morte di alcune decine di cristiani, ha espresso il suo attaccamento ai valori fondanti della repubblica: &quot;La Francia ha sempre avuto dei principi, dei valori, e tra questi valori c&#8217;\u00e8 notoriamente anche la libert\u00e0 di espressione&quot;.<br \/>\nQuegli stessi valori che hanno permesso al comico Dieudonn\u00e8, accusato di antisemitismo, negazionismo e apologia di terrorismo dalla magistratura parigina, di fargli tenere lo spettacolo &quot;La bestia immonda&quot; a Strasburgo, davanti a 3.500 spettatori. Vestito con una tuta arancione, come i prigionieri fondamentalisti di Juantanamo, con le mani incatenate, facendo finta di sparare sul pubblico con un fucile finto, Dieudonn\u00e8 ha declamato: &quot;Se io metto sotto un giornalista, per di pi\u00f9 ebreo, riaprono il Processo di Norimberga&quot;, riferendosi al giornalista, di religione ebraica, Patrick Cohen, che lo ha pi\u00f9 volte criticato per i suoi spettacoli antisionisti e negazionisti.<br \/>\nNel frattempo, rischia di creare un caso diplomatico tra la Francia e la Cina la copertina di un&#8217;altra rivista satirica, Fluide glacial, che ha ironizzato sulla massiccia presenza di cinesi e la loro intraprendenza imprenditoriale e finanziaria.  &quot;Pericolo giallo, e se fosse gi\u00e0 troppo tardi?&quot;. Sullo sfondo di una Parigi un po&#8217; pezzente con negozi dalle scritte francesi e cinesi, avanza un risci\u00f2 trainato da uno stazzonato francese con la sigaretta in bocca, il naso da gran bevitore, mentre seduti comodamente con fare equivoco se la godono un ricco cinese e la sua accompagnatrice bionda. Un giornale di Pechino, il Global Time, molto vicino al Partito comunista cinese, si \u00e8 &quot;indignato per l&#8217;indecenza&quot;. E nell&#8217;editoriale, intitolato &quot;La deriva della libert\u00e0 d&#8217;espressione potrebbe aggravare i conflitti&quot;, ha cos\u00ec stigmatizzato l&#8217;ironia transalpina: &quot;Forse questa rivista cerca di attirare l&#8217;attenzione del mondo intero, seguendo l&#8217;esempio di Charlie Hebdo. Si pu\u00f2 solo ormai consigliare alla societ\u00e0 francese di fermarsi nel rappresentare l&#8217;immagine del Profeta. Se i francesi considerano che un tale aggiustamento sarebbe per loro come una decadenza, allora la loro ricerca di libert\u00e0 d&#8217;espressione apparir\u00e0 sempre pi\u00f9 simile ad una religione&quot;. (Gianni Rossi Diventa fan giornalista economico radioTV, tra i fondatori di Articolo21, esperto crossmedialit\u00e0)<br \/>\nGRECIA<br \/>\nSYRIZA SALE ANCORA NEI SONDAGGI. OGGI PARTE LA CAMPAGNA DI APPOGGIO A TSIPRAS. 17 E 18 GENNAIO ASSEMBLEA NAZIONALE DELL&#8217;ALTRA EUROPA ( Autore: fabio sebastiani)<br \/>\nSyriza incrementa il suo vantaggio neiconfronti di Nea Demokratia e anche la percentuale totale dei voti. Secondo l\u2019ultimo sondaggio effettuato all\u2019inizio di questa settimana, il partito di Alexis Tsipras ottiene il 31,2% delle preferenze contro il 27,8% di Nea Dimokratia. Seguono To Potami (Il Fiume, di centro-sinistra) con il 5,1%, il partito filo-nazista Chrysi Avgh\u008d (Alba Dorata) con il 5%, il Partito Comunista di Grecia con il 4%, il Pasok (socialista) con il 3,6%, mentre rimarrebbero fuori dal Parlamento (la soglia di sbarramento \u00e8 del 3%) il partito Greci Indipendenti, con il 2,6%, e il partito Movimento dei Socialisti Democratici (Kidiso) fondato di recente dall&#8217;ex premier socialista Giorgos Papandreou con il 2,4%.<br \/>\n&quot;La vittoria di Syriza alle elezioni greche \u2013 dichiara Paolo Ferrero in una nota &#8211; pu\u00f2 rovesciare le politiche di austerit\u00e0 ed \u00e8 dunque un fatto che non interessa la sola Grecia: \u00e8 una finestra che consente anche all&#8217;Italia di spezzare l&#8217;ideologia neoliberista di Renzi e di Salvini e rispondere a quella domanda di cambiamento che sale in Italia e nel resto dell&#8217;Europa&quot;.<br \/>\nIn questo fine settimana, sabato 17 e domenica 18 gennaio a Bologna, L\u2019Altra Europa con Tsipras ha convocato la propria assemblea, aperta e plurale, presso il Nuovo Cinema Nosadella, via Lodovico Berti 2\/7. &quot;Da questa assemblea, aperta vogliamo uscire con una proposta all\u2019altezza della sfida &#8211; si legge in una nota &#8211; che \u00e8 sempre pi\u00f9 ambiziosa, e che richiede ( basta pensare al peso delle forze di alternativa in Spagna e in Grecia) che anche nel nostro paese si avvii un processo costituente forte e popolare per arrivare ad avere in Italia una soggettivit\u00e0 politica nuova, processo costituente che si basi su una coalizione sociale e politica molto pi\u00f9 ampia di quella che ci ha portato al risultato del 25 maggio. \u00c8 questo l\u2019obbiettivo di cui vogliamo metterci al servizio. E su questa proposta ci confronteremo&quot;. Parallelamente, oggi, presso la sala stampa della Camera dei deputati, parte la campagna di appoggio a Syriza. Interverranno Luciana Castellina e Argiris Panagopoulos, giornalista ed esponente di Syriza, Eleonora Forenza, eurodeputata L&#8217;Altra Europa con Tsipras. Saranno presenti, tra gli altri, Marco Revelli, Gaetano Azzariti, Piero Bevilacqua, Andrea Baranes, Nichi Vendola, Pippo Civati, Paolo Ferrero, Stefano Fassina, Ivano Marescotti, Antonio Ingroia.<br \/>\n&quot;E&#8217; arrivato i momento di discutere del problema del debito pubblico \u2013 ha sottolineato Ferrero, che in questi giorni ha presentato con Pippo Civati e Francesco Campanella il suo ultimo libro \u201cLa truffa del debito\u201d (video) &#8211; che ha rappresentato la scusa con cui sono state motivate le politiche di austerit\u00e0\u201d. \u201cVogliamo farlo con un confronto a sinistra \u2013 sottolinea il leader del Prc &#8211; perch\u00e9\u201a solo attraverso l&#8217;unit\u00e0 della sinistra possiamo avere la forza e la credibilit\u00e0 per sconfiggere queste politiche antipopolari&quot;.<br \/>\nFerrero \u00e8 convinto che sia maturo &quot;il momento per costruire una sinistra unitaria antiliberista che dia risposte alla domanda di cambiamento che sale in Italia&quot;. Serve, continua Ferrero, la nascita di un &quot;movimento antiliberista che permetta di dire no alle banche centrali, di attuare un piano europeo per il lavoro e dell&#8217;ambiente che avvii, insomma, una riconversione sociale ed ambientale dell&#8217;economia&quot; e che rifiuti la &quot;dittatura del debito pubblico&quot; e l&#8217;assioma della &quot;neutralit\u00e0 dell&#8217;economia che riduce il dibattito politico a ciarlataneria&quot;. &quot;Il debito pubblico &#8211; sostiene Ferrero &#8211; \u00e8 una scelta politica ed \u00e8 causato dagli interessi da usura decisi dai mercanti del debito. Se solo lo stato italiano pagasse gli interessi al tasso concesso alle banche private per finanziarsi pagheremmo solo 1 mld di interessi l&#8217;anno sul debito e ci resterebbero altri 79 miliardi, sugli 80 che paghiamo, per finanziare politiche per il lavoro e il territorio&quot;.<br \/>\nGRECIA<br \/>\nLa troika ha salvato banche e creditori, non Atene | Fonte: sbilanciamoci | Autore: Thomas Fazi<br \/>\nLe imminenti elezioni greche, e la prospettiva di una possibile vittoria di Syriza, hanno rimesso la questione del debito greco al centro del dibattito europeo. Alexis Tsipras ha infatti annunciato che in caso di vittoria elettorale chieder\u00e0 \u201cla cancellazione della maggior parte del valore nominale del debito pubblico\u201d e un \u201cperiodo significativo di moratoria\u201d sul rimborso della parte restante del debito. Prevedibilmente, la notizia ha mandato in tilt le cancellerie di mezza Europa. Ed \u00e8 facile capire perch\u00e9. Solo il 15% del debito greco, che ammonta a 317 miliardi di euro (il 177% del Pil), \u00e8 in mano al settore privato (il che spiega la relativa calma dei mercati). Il grosso del debito \u2013 il 65% del totale, per la precisione \u2013 \u00e8 detenuto dagli altri governi dell\u2019eurozona. Il resto \u00e8 in mano al Fondo monetario internazionale e alla Bce. Considerando che l\u2019Fmi non permette agli stati di ristrutturare i debiti nei suoi confronti; che la Bce, per bocca del francese Beno\u00eet C\u0153ur\u00e9, ha dichiarato senza mezzi termini che un\u2019eventuale ristrutturazione del debito in mano alla Bce sarebbe illegale; e che Tsipras ha affermato di non voler colpire i creditori privati, risulta evidente che saranno i governi europei a pagare per intero il prezzo di un\u2019eventuale ristrutturazione del debito greco.<br \/>\nLa Germania ha gi\u00e0 fatto sapere che \u00e8 disposta a prendere in considerazione una revisione delle condizioni di rimborso (rinegoziando le scadenze e\/o i tassi di interesse, per esempio), ma ha categoricamente escluso l\u2019ipotesi di un taglio del valore nominale del debito. A prima vista la posizione tedesca sembra ragionevole: \u201cMa come? Nel momento del bisogno vi abbiamo prestato i soldi, e ora ci pugnalate alle spalle?\u201d. \u00c8 opinione comune, non solo in Germania, che il \u201csalvataggio\u201d \u2013 o bailout \u2013 della Grecia da parte della troika, prima nel 2010 e poi nuovamente nel 2012, per un totale di 226 miliardi di euro, avrebbe avuto principalmente lo scopo di tenere a galla lo stato greco, permettendogli di far fronte alle spese correnti (gli stipendi di medici, insegnanti, poliziotti e cos\u00ec via). Secondo questa lettura, la Germania potrebbe essere paragonata a una sorella maggiore severa, forse un po\u2019 ottusa, ma comunque disposta ad aiutare i propri fratelli nel momento del bisogno. Ma \u00e8 veramente cos\u00ec?<br \/>\nDa un recente studio condotto dall\u2019economista greco Yiannis Mouzakis sulla base di documenti della Commissione europea, dell\u2019Fmi e del governo greco emerge che solo circa 27 miliardi di euro di prestiti della troika \u2013 l\u201911% del totale \u2013 sono andati a coprire i costi dello stato. Anche perch\u00e9 dal 2013, in virt\u00f9 della stretta brutale causata dalle politiche di austerit\u00e0, lo stato greco registra un avanzo primario (in altre parole i ricavi superano le spese).<br \/>\nE allora dove sono finiti tutti i soldi? Il grosso \u00e8 stato utilizzato per ricapitalizzare le banche greche e per onorare gli impegni con i creditori dello stato e dei privati greci, in gran parte banche tedesche e francesi: in totale, pi\u00f9 dell\u201980% degli \u201caiuti\u201d della troika sono andati a beneficio diretto o indiretto del settore finanziario (nazionale ed estero).<br \/>\nQuesti dati mostrano quanto sia fallace l\u2019idea secondo cui \u201ci soldi dei contribuenti europei\u201d, come amano chiamarli, siano serviti a salvare la Grecia e gli altri paesi della periferia; la verit\u00e0 \u00e8 che, con la scusa di salvare le cicale greche, i soldi dei contribuenti europei \u2013 di tutti noi \u2013 sono stati utilizzati per salvare ancora una volta le grandi banche del continente. Molte delle quali tedesche. \u00c8 la stessa conclusione raggiunta anche da nientedimeno che Peter B\u00f6finger, consigliere economico del governo tedesco, che nel 2011 ha dichiarato che il bailout della Grecia \u201cnon riguarda tanto i problemi della Grecia quanto quelli delle nostre banche, che possiedono molti crediti nei confronti del paese\u201d. Nel frattempo il debito della Grecia \u00e8 esploso, passando dal 130% del 2010 al 177% di oggi. Per aggiungere la beffa al danno, poi, \u201cl\u2019aiuto\u201d della troika \u00e8 stato utilizzato come giustificazione per imporre alla Grecia un brutale programma di austerit\u00e0 fiscale e salariale che ha bruciato un quarto del reddito nazionale e ridotto in povert\u00e0 milioni di persone.<br \/>\nIncredibilmente, il dubbio che il bailout cos\u00ec come concepito dalla Commissione europea e dalla Bce avesse lo scopo di salvare le banche e non la Grecia fu sollevato a suo tempo persino dal terzo membro della troika, il Fondo monetario internazionale. \u00c8 riportato nero su bianco nei verbali della drammatica riunione del 9 maggio 2010 in cui l\u2019Fmi ha dato il via libera al primo piano di aiuti per il paese. I documenti parlano chiaro: pi\u00f9 di quaranta paesi, tutti non europei e pari al 40% del board, erano contrari al progetto messo sul tavolo dai vertici Fmi. Il motivo? Era \u201cad altissimo rischio\u201d, come ha messo a verbale il rappresentante brasiliano, perch\u00e9 \u201cconcepito solo per salvare i creditori, nella gran parte banche del vecchio continente e non la Grecia\u201d. L\u2019Fmi era propenso a imporre subito un taglio al debito greco, per mezzo di un \u201chaircut\u201d (come poi \u00e8 stato fatto nel 2012), ma la Commissione europea e la Bce erano fermamente opposte a imporre qualunque perdita ai creditori. \u00c8 interessante notare che l\u2019opposizione dell\u2019Fmi al piano si basava sull\u2019argomentazione secondo cui un prestito cos\u00ec ingente in relazione al Pil del paese (in pochi anni la Grecia ha preso in prestito dalla troika fondi equivalenti al 125% dell\u2019attivit\u00e0 economica del paese nel 2014) avrebbe reso il debito greco \u2013 al tempo ancora sostenibile, secondo l\u2019organizzazione \u2013 definitivamente insostenibile. Una previsione che oggi, secondo praticamente tutti gli analisti, \u00e8 diventata realt\u00e0. E che rende la ristrutturazione annunciata da Tsipras una condizione essenziale per permettere al paese di ricominciare a crescere (soprattutto alla luce degli attuali vincoli di bilancio europei, che Syriza ha annunciato di voler rispettare).<\/p>\n<p>SVIZZERA.<br \/>\nLA CADUTA DELLE ILLUSIONI. PER UNA COINCIDENZA PI\u00d9 O MENO FELICE NELLO STESSO GIORNO ACCADONO BEN DUE EVENTI CHE RIGUARDANO LA SVIZZERA, PAESE CHE DI SOLITO NON FA NOTIZIA. FONTE: IL MANIFESTO | Autore: Vincenzo Comito<br \/>\nMentre viene dato l\u2019annuncio di un cambiamento di politica per quanto riguarda il rapporto tra il franco e l\u2019euro , si apprende anche che \u00e8 stato raggiunto l\u2019 accordo fiscale italo-elvetico . Tra le due notizie c\u2019\u00e8 una debole, ma simbolica connessione. Ricordiamo intanto che l\u2019accordo fiscale \u00e8 stato firmato dopo tre anni di trattative e che per la sua entrata in vigore ne passeranno altri due.<br \/>\nCos\u00ec gli evasori hanno avuto il tempo di sistemare le loro cose e ne avranno ancora, anche perch\u00e9 si prevede che la Svizzera fornir\u00e0 informazioni sugli atti compiuti dai nostri meritevoli concittadini solo dopo la firma dell\u2019accordo stesso. Del passato nessuno sapr\u00e0 nulla.<br \/>\nMa ecco il collegamento tra i due eventi: gli stessi evasori, grazie alla forte rivalutazione del franco, se proprio hanno ancora dei soldi in Svizzera, ottengono un bel gruzzolo da utilizzare per pagare le eventuali penalit\u00e0 fiscali previste.<br \/>\nE VENIAMO AI PROBLEMI DEL CAMBIO.<br \/>\nLa banca centrale elvetica, nel settembre del 2011, per mettere sotto controllo un rilevante afflusso di capitali esteri attratti da una moneta giudicata non a torto forte, decide di fissare il cambio franco-euro al livello di 1,2, difendendolo eventualmente con l\u2019acquisto anche massiccio di altre valute.<br \/>\nMa il gioco diventa presto difficile. Nonostante il ricorso a tassi di interesse negativi sui depositi, la banca centrale deve intervenire presto per far fronte all\u2019afflusso di capitali dall\u2019estero. Cos\u00ec, la caduta globale dei tassi di interesse, la riduzione nei prezzi delle materie prime e, in ultimo, del petrolio, la crisi ucraina con il conseguente crollo del rublo, sono tutti eventi che spingono gli investitori a puntare sulla moneta elvetica. Le riserve della banca centrale si gonfiano cos\u00ec a dismisura e le autorit\u00e0 monetarie non ce la fanno pi\u00f9 a gestire la situazione.<br \/>\nIl colpo finale \u00e8 dato dal prossimo programma di quantitative easing della Bce, che prelude per i mercati ad un\u2019ulteriore svalutazione dell\u2019euro e che spinge gli investitori a fuggire dalla moneta unica. A questo punto la banca centrale svizzera \u00e8 costretta a mollare l\u2019ancoraggio alla valuta europea e il franco si rivaluta del 15% nei confronti dell\u2019euro in una sola giornata.<br \/>\nOvviamente tale rivalutazione \u00e8 un colpo duro per le imprese esportatrici e per il turismo e infatti i rappresentanti di tali categorie hanno subito avanzato delle fortissime rimostranze. Qualcuno teme che ne seguiranno sino a centomila licenziamenti.<br \/>\nCOSA SUCCEDER\u00c0 AGLI INTERESSI ITALIANI TOCCATI DALLE VICENDE? INTANTO I NOSTRI LAVORATORI FRONTALIERI VEDONO DA UN GIORNO ALL\u2019ALTRO UN AUMENTO DEI LORO SALARI, MA MOLTI DI ESSI POTREBBERO ESSERE PERALTRO COLPITI DAI LICENZIAMENTI SOPRA RICORDATI.<br \/>\nLe imprese italiane che si erano trasferite in Svizzera attratte dalla stabilit\u00e0 e dall\u2019efficienza del paese vicino subiscono un duro colpo. Le loro esportazioni verso la zona euro, che costituiscono di solito la gran parte delle loro vendite, rincarano fortemente. Il caso suggerisce peraltro riflessioni di maggiore portata. Intanto, come ha sottolineato la stampa economica internazionale, \u00e8 stato dato un colpo non da poco alla fiducia dei mercati nella politica monetaria svizzera, da sempre ritenuta molto affidabile; questa volta nessuno si aspettava la mossa e i mercati da ora in poi si faranno molto pi\u00f9 diffidenti. La decisione \u00e8 stata definita, di volta in volta, come violenta, scioccante, straordinaria, totalmente inaspettata. Tanto pi\u00f9 che proprio poco tempo fa la banca centrale aveva categoricamente escluso delle manovre sul cambio. Un aspetto per noi tutto sommato positivo della mossa svizzera \u00e8 rappresentato dal fatto che molti speculatori, essendo stati presi di sorpresa, hanno perso abbastanza soldi.<br \/>\nSi accentua, d\u2019altra parte, il disordine dei mercati finanziari e valutari, che non trovano pace dopo lo scoppio della crisi nel 2008. Ne soffrono le monete meno importanti schiacciate da quelle pi\u00f9 forti come il dollaro e l\u2019 euro, che, tra l\u2019altro, mandano segnali contradditori e del tutto disorientanti. Gli Usa tendono cos\u00ec, in questo momento, ad aumentare i tassi di interesse e a seguire una politica monetaria pi\u00f9 restrittiva, mentre l\u2019economia reale sembra in ripresa. Invece la Bce allarga i cordoni della borsa e tiene i tassi di interesse al livello pi\u00f9 basso possibile, mentre l\u2019economia dell\u2019eurozona affonda nella stagnazione e nella deflazione.<br \/>\nViene anche confermata, e questa \u00e8 forse la lezione pi\u00f9 importante che si pu\u00f2 trarre dal caso, la caduta dell\u2019illusione, avanzata negli Usa e in Europa dopo la crisi, che le politiche monetarie delle banche centrali possano sostituirsi alle politiche economiche, che dei governi impotenti o in difficolt\u00e0 non sono in grado di portare avanti. Anzi viene confermato persino che le banche centrali non sono in grado di influire adeguatamente sugli stessi livelli di cambio delle loro monete.<br \/>\nLa lezione \u00e8 dura soprattutto per l\u2019eurozona, nella quale l\u2019attivismo felpato di Draghi non riesce a sostituirsi a dei provvedimenti che solo i politici potrebbero prendere, mantenendo cos\u00ec i vari paesi in una situazione di precariet\u00e0. L\u2019intervento promesso di acquisto di titoli pubblici appare poi, sul piano quantitativo, largamente al di sotto delle necessit\u00e0; bisognerebbe mettere sul piatto almeno 2000 miliardi di euro invece dei 500 previsti. Ma la Germania non lo permetter\u00e0 mai. Peraltro la stessa mossa svizzera mostra tutti i limiti dell\u2019azione della stessa Bce.<br \/>\nNon si vedono purtroppo all\u2019orizzonte quelle politiche pubbliche che puntino a spingere la domanda, incoraggiando i consumi e gli investimenti, e che affrontino contemporaneamente i problemi dell\u2019eccessivo indebitamento pubblico e privato. Il piano Juncker appare un ben misero sostituto di tali politiche.<br \/>\nContinuano infine a mancare del tutto delle politiche coordinate a livello mondiale per mettere in qualche modo sotto controllo i movimenti di capitale speculativi a breve termine, all\u2019origine di tanti e gravi problemi.<\/p>\n<p>UCRAINA<br \/>\nL&#8217;Ucraina \u00e8 di nuovo in bilico. La situazione nell&#8217;est dell&#8217;Ucraina \u00e8 improvvisa mente peggiorata. Dal 10 gennaio su tutto il fronte delle &quot;repubbliche popolari&quot; di Donetsk e Luhansk i colpi di artiglieria si succedono quasi ininterrottamente. ( Oleg Gorbunov, Politcom, Russia)<br \/>\nL&#8217;esercito ucraino e i separati\u00acsti si accusano a vicenda di provocazioni e bom\u00acbardamenti su obiettivi civili. Invece del rispetto della tregua, gli abitanti della regione hanno otte\u00acnuto ancora guerra. Inoltre, per la prima volta dagli accordi di Minsk a settembre, le parti in con\u00acflitto non si limitano agli scambi di artiglieria ma si scontrano frontalmente.<br \/>\nDopo che un razzo ha ucciso dodici persone su un autobus a Volnovacha, un&#8217;area sotto il control\u00aclo di Kiev, l&#8217;Ucraina ha avviato la quarta fase della mobilitazione militare, finora rimandata perch\u00e9 i negoziati con le repubbliche autoproclamate pro\u00acseguivano. La ripresa delle operazioni militari ha fatto saltare il vertice di Astana tra Ucraina, Rus\u00acsia, Germania e Francia, e ora la situazione sta per degenerare in guerra aperta. Nessuno sa quando riprenderanno le trattative, e le parti si preparano a misurarsi sul campo. L&#8217;esercito ucrai\u00acno ha ottenuto nuovi finanziamenti e il presiden\u00acte Petro Porosenko ha adottato delle misure per limitare la libert\u00e0 di azione dei battaglioni di vo\u00aclontari. Sviluppi simili sono in corso anche tra i separatisti che, dopo l&#8217;uccisione del comandante Aleksandr Bednov, considerato poco affidabile, stanno unificando e rendendo pi\u00f9 efficiente la catena di comando.<br \/>\nSi sono create cosi tutte le condizioni per uno &quot;scongelamento&quot; del conflitto. Ora tutto dipender\u00e0 dalla volont\u00e0 politica di Mosca, Kiev, Washington e Bruxelles, che per il momento non si decidono n\u00e9 a considerare seriamente le ipotesi di pace n\u00e9 a sostenere apertamente l&#8217;opzione militare.<br \/>\nUCRAINA<br \/>\nDALLA CALMA ALLE BOMBE<br \/>\nDOPO ALCUNE SETTIMANE DI CALMA RELATIVA, NELL&#8217;UCRAINA ORIENTALE SONO RIPRESI I COMBATTIMENTI, CHE HANNO CAUSATO MOLTE VITTIME TRA LA POPOLAZIONE CIVILE. Come scrive Novajagazeta, &quot;sono in corso scontri armati lungo tutta la linea che divide i territori controllati dall&#8217;esercito ucraino e quelli in mano ai separatisti. Le trattative diplomatiche sono state congelate e la strada che porta a una guerra a tutto campo sembra a questo punto aperta. Ma non \u00e8 un esito scontato. Nessuna delle due parti si sente abbastanza forte per affrontare un conflitto aperto, ed \u00e8 ancora possibile una svolta nelle trattative&quot;. Secondo Georgij Bovt, commentatore di Gazeta, &quot;la tregua di Minsk ha ormai esaurito la sua efficacia. Ora \u00e8 necessario che al tavolo dei negoziati si siedano non pi\u00f9 solo le parti direttamente coinvolte nel conflitto, ma anche le potenze internazionali&quot;. Intanto il presidente ucraino Petro Porosenko, scrive Gazeta, &quot;ha avviato la seconda fase della mobilitazione militare: entro l&#8217;estate saranno richiamate alle armi centomila persone&quot;. Un altro motivo di preoccupazione \u00e8 l&#8217;ondata di attentati che sta col-pendo altre aree dell&#8217;Ucraina sudorientale, come le citt\u00e0 di Odessa e Charkiv. Secondo il si-to Sion &quot;sono veri e propri atti di terrorismo, con bombe piazzate nelle retrovie delle forze ucraine da organizzazioni che agiscono in clandestinit\u00e0&quot;.<\/p>\n<p>GERMANIA<br \/>\nNiente piazza per Pegida<br \/>\nIl 18 gennaio la polizia di Dresda ha vietato tutte le manifestazioni pubbliche &quot;a causa di concrete minacce di attentati&quot; contro il Patriotische Europ\u00e4er gegen die Islamisierung des Abendlandes (Pegida), il movimento antislamico che da ottobre organizza ogni luned\u00ec nella citt\u00e0 tedesca cortei contro l&#8217;immigrazione. Il divieto, valido fino alle 24 del 19 gennaio, ha fatto saltare la manifestazione di Pegida prevista per quel giorno, spiega la Frankfurter Allgemeine Zeitung. La cancelliera Angel Merkel ha assicurato che il divieto rester\u00e0 un&#8217;eccezione in Germania, dove &quot;il governo garantisce il diritto di manifestare&quot;. Il 20 gennaio i leader del movimento hanno deciso di aderire a una manifestazione organizzata il 21 gennaio a Lipsia da un altro movimento antislamico, il Legida. Poco prima del corteo, per\u00f2, il coordinatore di Pegida, Lutz Bachmann (nella foto), si \u00e8 dimesso dopo la pubblicazione di una sua foto in posa da Adolf Hitler<\/p>\n<p>SPAGNA<br \/>\nElezioni indipendentiste<br \/>\nIl 14 gennaio il presidente della Catalogna, Artur Mas, ha an-nunciato un accordo con i leader degli altri partiti indipendentisti catalani per convocare le elezioni regionali anticipate il 27 settembre. La campagna elettorale comincer\u00e0 l&#8217;n settembre, il giorno della Diada, la giornata dell&#8217;orgoglio nazionale catalano, sottolinea La Vanguardia. L&#8217;accordo, aggiunge il quotidiano, &quot;prevede una road map con-divisa verso l&#8217;indipendenza&quot;. Ma soprattutto, il voto verr\u00e0 considerato come un plebiscito a favore o contro una Catalogna indipendente. Secondo il premier Mariano Rajoy, le elezioni anticipate decretano il &quot;fallimento&quot; della strategia di Mas e di &quot;una politica che ha generato solo instabilit\u00e0 e incertezza&quot;. Fuerteventura<br \/>\nSAHARA OCCIDENTALE<br \/>\nSPAGNA<br \/>\nII 16 gennaio l&#8217;azienda petrolifera Repsol ha messo fine alle ricerche di idrocarburi al largo delle isole Lanzarote e Fuerteventura, nell&#8217;arcipelago delle Canarie, perch\u00e9 le riserve di gas e petrolio sarebbero insufficienti. Nei mesi scorsi gli abitanti dell&#8217;arcipelago avevano indetto un referendum contro il progetto della Repsol, ma il governo lo aveva bloccato. <\/p>\n<p>MEDIO ORIENTE &#038; AFRICA<br \/>\nTURCHIA<br \/>\nA Kayseri centinaia di persone hanno manifestato contro le sentenze di condanna ai due poliziotti responsabili della morte di un manifestante nel 2013. La pena di dieci anni di carcere \u00e8 ritenuta troppo lieve.<\/p>\n<p>PALESTINA<br \/>\nLa donna con lo scialle palestinese aveva un&#8217;aria familiare. Ma certo! La incontro spesso alle manifestazioni a Ramallah. Anche quel giorno stava discutendo con un funzionario israeliano presente a una grande cerimonia sul fiume Giordano, nel luogo dove secondo la tradizione Ges\u00f9 fu battezzato da Giovanni. Oggi il sito si trova nella Cisgiordania occupata, nell&#8217;area sotto il completo controllo di Israele. C&#8217;erano migliaia di russi ed europei dell&#8217;est arrivati a bordo di pullman, molti palestinesi e decine di cristiani etiopi. Fino al 2012 il sito apriva solo due volte all&#8217;anno, perch\u00e9 si trova in una zona militare. Ma quando hanno scoperto il suo potenziale turistico, le autorit\u00e0 hanno costruito le strutture adatte ad accogliere ogni giorno centinaia di turisti.<br \/>\nIl 18 gennaio la comunit\u00e0 ortodossa ha celebrato il giorno del battesimo. Sono stati allestiti dei megaschermi per mostrare la cerimonia ai partecipanti venuti a migliaia. Prima dell&#8217;evento sono state messe delle recinzioni per regolare l&#8217;ingresso dei 7.500 visitatori nel fiume. Gli stranieri s&#8217;immergevano nell&#8217;acqua in una veste bianca. I palestinesi si limitavano a raggiungere l&#8217;acqua, senza immergersi. All&#8217;improvviso ho visto dei poliziotti portare via un palestinese dalla sala della pre-ghiera. L&#8217;uomo era venuto a protestare contro il patriarca per due motivi: il primo \u00e8 che il patriarcato esclude i palestinesi dai suoi alti ranghi, il secondo \u00e8 che il patriarca \u00e8 coinvolto in alcune vendite di terreni a Israele.<\/p>\n<p>ISRAELE<br \/>\nA Tel Aviv un giovane palestinese ha aggredito i passeggeri di un autobus con un coltello, causando dodici feriti. Siria-Israele II 18 gennaio il generale iraniano Mohammad Ali Allahdadi e sei miliziani di Hezbollah sono rimasti uccisi in un raid israeliano sulle alture del Golan.<\/p>\n<p>NIGER<br \/>\n II 16 e il 17 gennaio dieci persone sono morte e altre 173 sono state ferite nel corso delle rivolte scatenate da una vignetta su Maometto pubblicata dal settimanale francese Charlie Hebdo. A Niamey sono state distrutte 45 chiese.<\/p>\n<p>ZAMBIA<br \/>\n La polizia ha disperso centinaia di attivisti dell&#8217;opposi-zione che il 21 gennaio a Lusaka sorvegliavano l&#8217;ufficio elettorale per impedire brogli. Il voto del giorno prima, che serviva a tro-vare il sostituto del presidente Michael Sata, morto nell&#8217;ottobre del 2014, si \u00e8 svolto sotto forti piogge, che hanno impedito a molti di andare a votare. Quindi alcuni seggi sono rimasti aperti pi\u00f9 a lungo. I due candidati favoriti sono Edgar Lungu, del Patriotic front (al potere), e Hakainde Hichilema<\/p>\n<p>NIGERIA<br \/>\nBoko Haram, raid in Camerun: rapite 80 persone di cui 50 bambini.  INTERNAZIONALE | Autore: fabrizio salvatori.<br \/>\nI terroristi islamici nigeriani Boko Haram hanno compiuto un nuovo raid in Camerun dove hanno ucciso 3 persone e ne hanno rapite almeno 80. Tra questi 50 sarebbero bambine e bambini tra i 10 ed i 15 anni. Negli ultimi mesi i cosiddetti &#8216;Talebani d&#8217;Africa&#8217; hanno effettuato incursioni in Camerun. &quot;Secondo la nostra prime parziali informazioni, circa 30 adulti, la maggioranza pastori, e 50 tra bambine bambini tra i 10 e i 15 anni sono stati rapiri&quot;, ha riferito un alto ufficiale dell&#8217;esercito di Yaounde&#8217; Obiettivi il villaggio di Mabass e molti altri lungo la lunghissima e del tutto permeabile frontiera che corre lungo i due Paese. I soldati sono intervenuti e ci e&#8217; stata una battaglia durata circa 2 ore. L&#8217;azione e&#8217; stata confermata anche dal portavoce del governo camerunense Issa Tchiroma, che pero&#8217; non ha voluto quantificare il numero esatto dei sequestrati.<br \/>\nOrmai Boko Haram di fatto ha incendiato tutto il Centrafrica: Niger, Camerun, Nigeria e Ciad sono i \u201ccampi\u201d di principali di operazione. Proprio in questi giorni nel nord-est della Nigeria c\u2019\u00e8 stata una visita a sorpresa da parte del presidente Goodluck Jonathan, che ha sfidato i miliziani di Boko Haram presentandosi a Maiduguri, capitale dello Stato federato di Borno, vera e propria &#8216;tana&#8217; della setta ultra-islamista: stando a fonti giornalistiche presenti all&#8217;aeroporto della citta&#8217;, Jonathan e&#8217; stato ricevuto dal governatore Kashim Shettima. Insieme al leader del Paese africano anche il capo dello stato maggiore interforze, maresciallo Alex Badeh, i vertici delle Forze Armate e il colonnello a riposo Sambo Dasuki, consigliere per la Sicurezza Nazionale. Nello Stato di Borno si trova Baga, la localita&#8217; sulla sponda del lago Ciad teatro una settimana fa del peggiore eccidio nella storia nigeriana: oltre duemila tra civili e soldati regolari trucidati dalle milizie di Boko Haram. Inoltre, ieri decine di migliaia di persone hanno partecipato a N&#8217;Djamena, in Ciad, a una marcia di &quot;sostegno della popolazione all&#8217;esercito ciadiano&quot; che si appresta a intervenire in Camerun e in Nigeria contro Boko Haram. I manifestanti, tra cui il premier Kalzeube&#8217; Pahimi Deubet, hanno percorso i cinque chilometri tra la sede della municipalit\u00e0 e Place de la Nation, nel centro della capitale, sventolando bandiere e scandendo slogan in arabo e francese, del tipo &quot;espelliamo fuori dal nostro territorio le forze del Mal<\/p>\n<p>LIBIA<br \/>\nI negoziati di Ginevra per mettere fine ai combattimenti in Libia e favorire la riconciliazione nazionale non hanno dato risultati, spiega Libya Herald. Le milizie della coalizione Alba libica e l&#8217;esercito hanno annunciato separatamente il cessate il fuoco per favorire il dialogo, ma questo non \u00e8 bastato a fermare le violenze: il 17 gennaio \u00e8 stata attaccata l&#8217;ambasciata algerina a Tripoli. Il Congresso generale nazionale (il parlamento di Tripoli, alternativo a quello di Tobruk) chiede che i colloqui si svolgano in Libia.<\/p>\n<p>YEMEN<br \/>\nTre giorni di combattimenti nella capitale Sanaa sono culminati con l&#8217;assedio dei ribelli houthi al palazzo presidenziale, il 20 gennaio. Quella sera il leader dei ribelli, Abdel Malek al Houthi, \u00e8 apparso in tv, scrive Al Thawra, per chiedere al presidente Abd Rabbo Mansur Hadi di mettere in pratica l&#8217;accordo di pace e di collaborazione nazionale stipulato dopo che i suoi combattenti avevano conquistato parti della capitale, nel settembre del 2014. Secondo il giornale Al Akhbar, dal 17 gennaio il gruppo ha ricominciato ad attaccare sedi del governo, causando almeno nove morti e sessanta feriti tra i miliziani houthi e gli agenti della guardia presidenziale. I ribelli sono anche accusati di aver preso in ostaggio Ahmed Awad bin Mubarak, capo di gabinetto del presidente, e un personaggio chiave nella trattativa sulla riforma federalista dello Yemen, che non piace agli houthi. Secondo i ribelli la suddivisione proposta separa il paese in zone ricche e zone povere. L&#8217;instabilit\u00e0 dello Yemen, che occupa una posizione strategica tra il canale  di Suez e il golfo Persico, \u00e8 preoccupante e rischia di essere un nuovo elemento di tensione nella regione.<\/p>\n<p>RCD<br \/>\nMANIFESTAZIONI A KINSHASA<br \/>\nDAL 19 GENNAIO KINSHASA \u00c8 PARA-LIZZATA, SCRIVE JEUNE AFRIQUE.<br \/>\nNella capitale congolese (nella foto, una strada bloccata dai manifestanti Hip gennaio) l&#8217;opposizione \u00e8 scesa in piazza per protestare contro la riforma elettorale in esame al parlamento. Le manifestazioni sono degenerate in scontri con la polizia: il bilancio \u00e8 di quattro morti secondo il go-verno, tredici secondo gli organizzatori delle proteste. Il presi-dente Joseph Kabila ha adottato misure straordinarie come l&#8217;interruzione delle comunicazioni via internet e sms. Kabila \u00e8 accusato di voler cambiare la legge per restare al potere pi\u00f9 di quanto gli consente il suo mandato.<\/p>\n<p>ASIA &#038; PACIFICO<br \/>\nPAPUA NUOVA GUINEA<br \/>\nLa protesta dei migranti<br \/>\nCentinaia di richiedenti asilo detenuti nel centro australiano sull&#8217;isola di Manu, in Papua Nuova Guinea, sono in sciopero della fame contro le condizioni in cui sono trattenuti nella struttura, dove aspettano mesi prima che le loro richieste di asilo siano esaminate. Verificare la situazione nel campo non \u00e8 facile perch\u00e9 le autorit\u00e0 non fanno entrare osservatori. Il 20 gennaio il premier australiano Tony Abbott ha detto che &quot;le guardie hanno ristabilito l&#8217;ordine&quot; dopo che alcuni detenuti si erano barricati in un edificio per protesta. Sembra che nell&#8217;operazione almeno 58 detenuti siano stati arrestati, scrive la Bbc.<\/p>\n<p>COREA DEL NORD<br \/>\nHacker contro hacker<br \/>\nL&#8217;attacco hacker alla Sony Pictures, che ha convinto l&#8217;azienda a bloccare l&#8217;uscita del film The Intervia\u00bb ambientato in Corea del Nord, secondo Washington \u00e8 opera di Pyongyang. Il governo statunitense non ha mai giustificato la sua accusa, ma il 18 gennaio il New York Times ha pubblicato delle informazioni riservate secondo cui nel 2010 gli Stati Uniti si sarebbero introdotti nei sistemi informatici nordcoreani per prevenire le attivit\u00e0 di hackeraggio. Da qui deriverebbe la certezza della responsabilit\u00e0 di Pyongyang.<\/p>\n<p>GIAPPONE<br \/>\nOLIMPIADI DELLA DISCORDIA Sh\u00f9kan Kiny\u00f2bi, Giappone I preparativi per le olimpiadi di Tokyo del 2020 procedono troppo rapidamente creando problemi alla vita degli abitanti della capitale. Il terreno su cui sorge il mercato del pesce di Tsukiji dovr\u00e0 essere sgomberato entro il 2016 perch\u00e9 da l\u00ec passer\u00e0 una nuova autostrada. Il comune di Tokyo ha proposto ai commercianti di aprire il nuovo mercato ittico nel novembre del 2016 a Toyosu, dove prima c&#8217;era uno stabilimento della Tokyo Gas. Ma nel terreno \u00e8 stata rilevata la presenza di benzene e cianuro e per legge servirebbero due anni di monitoraggio dopo la decontaminazione prima che la zona sia dichiarata edificabile Ci sono state polemiche anche sulla costruzione del nuovo stadio nazionale. Il progetto iniziale, firmato dall&#8217;architetta Zaha Hadid, \u00e8 stato giudicato da molti inadatto al contesto e troppo costoso. Il progetto \u00e8 stato rivisto e la superficie dello stadio \u00e8 stata ridotta del 20 per cento ma il costo, passato da 300 a 162,5 miliardi di yen (da 2,2 a 1,2 miliardi di euro), \u00e8 ancora molto elevato. E il nuovo progetto, scrive Sh\u00f9kan Kiny\u00f2bi, ormai ha perso identit\u00e0. Anche le spese per le altre strutture sono gi\u00e0 lievitate di 103,8 miliardi di yen. <\/p>\n<p>PAKISTAN<br \/>\nEsercizi retorici<br \/>\nDopo la strage alla scuola di Peshawar del 16 dicembre, in cui sono morte quasi 150 persone, il governo pachistano ha messo al bando alcuni gruppi estremisti, tra cui la rete Haqqani e il braccio politico di Lashkar e Taiba. &quot;Non si pu\u00f2 pi\u00f9 distinguere tra taliban buoni e cattivi&quot;, ha dichiarato il primo ministro Na-waz Sharif. Ma per molti pachistani, scrive Huma Yusuf su Dawn, i gruppi estremisti si limiteranno a cambiare nome e proseguire come prima. In Pakistan la messa al bando di un&#8217;organizzazione raramente implica l&#8217;arresto degli affiliati, la chiusura degli uffici o il blocco dei finanziamenti. Ci sono due moti-vi per cui bandire dei gruppi estremisti in Pakistan \u00e8 quasi sempre solo un esercizio retori-co, scrive Yusuf. Dal punto di vista strategico, permette al go-verno di mostrarsi attivo e chiarire la sua posizione nei con-fronti del terrorismo senza fare molto di pi\u00f9. Dal punto di vista pratico, smantellare i gruppi estremisti \u00e8 compito della poli-zia e implica un lavoro che le forze dell&#8217;ordine non sono ad-destrate a svolgere. Del resto, scrive The Diplomat, l&#8217;esercito ha sempre usato gli islamisti a fini strategici in Kashmir e in Afghanistan. Non si vede perch\u00e9 dovrebbe smettere adesso.<\/p>\n<p>CINA<br \/>\nDueuiguri uccisi<br \/>\nIl 18 gennaio la polizia cinese ha ucciso due uiguri che cercavano di emigrare irregolarmente in Vietnam attraverso il confine sudoccidentale. C&#8217;\u00e8 stata una sparatoria cominciata quando un camion con a bordo cinque uiguri &#8211; appartenenti alla minoranza turcofona e musulmana che vive nella regione dello Xinjiang &#8211; non si \u00e8 fermato all&#8217;alt. Il Nanfang Zhoumo spiega che la regione sudoccidentale \u00e8 diventata un&#8217;area di passaggio con la complicit\u00e0 delle &quot;teste di ser-pente&quot;, le persone che traspor-tano i migranti irregolari. Negli ultimi tempi Pechino ha intensificato le misure restrittive nello Xinjiang. Dal 12 gennaio nel capoluogo Urumqui le donne non possono pi\u00f9 indossare il burqa in pubblico.<\/p>\n<p>SRI LANKA<br \/>\nII nuovo presidente Maithripala Sirisena ha concesso l&#8217;amnistia al capo dell&#8217;opposizione, l&#8217;ex generale dell&#8217;esercito Sarath Fonseka (nella foto). Dopo aver sfidato alle urne l&#8217;ex presidente Mahinda Rajapaksa nel 2010, Fonseka aveva trascorso due anni in carcere per corruzione, perdendo alcuni diritti civili, tra cui quello di voto. <\/p>\n<p>BANGLADESH<br \/>\nPi\u00f9 di settemila persone sono state arrestate in seguito alle proteste violente dei sostenitori dell&#8217;opposizione che chiedono nuove elezioni. Almeno 29 persone sono morte in due settimane.<\/p>\n<p>AMERICA CENTRO-MERIDIONALE<br \/>\nCUBA<br \/>\nIn visita all&#8217;Avana<br \/>\nUna delegazione di sei parlamentari democratici statunitensi, guidata dal senatore del Vermont Patrick Leahy, \u00e8 arrivata all&#8217;Avana il 18 gennaio per discutere pi\u00f9 nel dettaglio la ripresa delle relazioni diplomatiche tra i due paesi, annunciata il 17 dicembre 2014. &quot;Nella conferenza stampa di chiusura&quot;, scrive il quotidiano cubano online i4ymedio, &quot;Leahy ha detto che una delle prime questioni da affrontare sar\u00e0 la riapertura delle ambasciate&quot;. Il 21 gennaio nell&#8217;isola \u00e8 arrivata un&#8217;altra de-legazione statunitense, guidata dalla sottosegretaria di stato per l&#8217;emisfero occidentale Roberta Jacobson.<\/p>\n<p>CILE<br \/>\nNuova legge elettorale<br \/>\n&quot;Il 14 gennaio il senato cileno ha approvato la riforma del sistema elettorale binominale che era in vigore dal 1989, l&#8217;ultimo anno della dittatura di Augusto Pinochet&quot;, scrive La Naci\u00f3n. &quot;Il paese ha fatto un altro importante passo in avanti per rendere pi\u00f9 solida la democrazia&quot;, ha di-chiarato il portavoce del governo, Alvaro Elizalde, che poi ha aggiunto: &quot;D&#8217;ora in poi il parla-mento sar\u00e0 espressione della diversit\u00e0 culturale, sociale e politica dello stato&quot;. La nuova legge potr\u00e0 essere applicata a partire dalle elezioni del 2017.<\/p>\n<p>VENEZUELA<br \/>\nMaduro in difficolt\u00e0<br \/>\n&quot;Il Venezuela \u00e8 un paese in crisi che rischia la paralisi&quot;, scrive Semana all&#8217;indomani del viaggio del presidente Nicolas Ma-duro in Cina, Russia, Arabia Saudita, Iran, Qatar e Algeria per cercare finanziamenti. &quot;Il viaggio di Maduro non ha dato i risultati sperati e pochi credono che il presidente prender\u00e0 decisioni impopolari, ma necessarie, per risollevare l&#8217;economia&quot;. Secondo il quotidiano El Pais, per il successore di Hugo Ch\u00e0vez peggio di cos\u00ec non poteva andare: &quot;Lunghe file di gente davanti a negozi e supermercati, sprovvisti di prodotti di base come latte e carta igienica, il prezzo del petrolio in caduta libera e Cuba che si prepara a un futuro senza i sussidi provenienti dal greggio venezuelano&quot;.<\/p>\n<p>HAITI<br \/>\n Dopo settimane di stallo politico, il 19 gennaio si \u00e8 insediato un nuovo governo guidato dall&#8217;ex sindaco di Port-au-Prince, Evans Paul (nella foto). Guatemala L&#8217;ex capo della polizia Pedro Garcia Arredondo \u00e8 stato condannato il 20 gennaio a 90 anni di carcere per il suo ruolo nell&#8217;incendio dell&#8217;ambasciata spagnola nel 1980. Messico II 20 gennaio gli scienziati dell&#8217;universit\u00e0 di Innsbruck hanno reso noto di non essere riusciti a trovare quantit\u00e0 sufficienti di dna per confermare che i resti esaminati sono quelli degli studenti scomparsi a Iguala il 26 settembre 2014.<\/p>\n<p>AMERICA SETTENTRIONALE<br \/>\nUSA<br \/>\nOBANA SFIDA IL CONGRESSO<br \/>\nCrisi, Obama parte lancia in resta per aumentare la tassazione verso i pi\u00f9 ricchi . Un surplus di tassazione di 230 miliardi di dollari in dieci anni e una riduzione di 175 miliardi nello stesso arco di tempo delle imposte per le famiglie della &#8216;middle class&#8217;. (Internazionale | Autore: Fabrizio Salvatori )<br \/>\nE\u2019 in sintesi il programma che il presidente degli Usa Obama esporr\u00e0 nel corso del discorso sullo Stato dell\u2019Unione. Davanti a un congresso interamente a maggioranza repubblicana, il presidente americano prevede di aumentare le imposte su plusvalenze e dividendi dal 23,8 al 28% per le coppie con introiti superiori ai 500mila dollari all&#8217;anno.<br \/>\nObama vorrebbe anche una nuova tassa per le banche con asset superiori ai 50 miliardi di dollari, che si utilizzeranno per finanziare i tagli alle tasse per i dipendenti della classe media (previsto un credito di 500 dollari annui per le famiglie in cui entrambi i coniugi lavorano), l&#8217;aumento degli sgravi fiscali per la scolarizzazione dei figli e incentivi al risparmio per la pensione. La proposta, nota il Nyt, segna tuttavia l&#8217;avvio del dibattito sulle tasse e sull&#8217;economia che segner\u00e0 l&#8217;eredit\u00e0 del presidente Obama e anche la campagna elettorale per le presidenziali del 2016.<br \/>\nGli indicatori economici sono positivi: disoccupazione sotto il 6%, la piu&#8217; alta crescita da 11 anni, Obama vuole che tutti gli americani ne possano beneficiare. &quot;La buona notizia e&#8217; che l&#8217;economia si \u00e8 ripresa, la crisi e&#8217; dietro di noi, ora dobbiamo fare in modo che tutti ne traggano vantaggio&quot;, ha detto a Baltimora il presidente, gioved\u00ec scorso.<br \/>\nNel periodo di presidenza di Obama i ricchi sono diventati piu&#8217; ricchi, la diseguaglianza dei redditi si e&#8217; aggravata e mai come prima ci sono in America piu&#8217; persone che vivono in poverta&#8217;. Tuttavia, la popolarit\u00e0 di Barack Obama non e&#8217; piu&#8217; in caduta libera. Il gradimento per il suo operato e&#8217; infatti aumentato di 7 punti dallo scorso ottobre, anche se resta ancora al di sotto del 50 per cento. L&#8217;inversione di tendenza emerge da un sondaggio della Cbs, in base al quale il 46% cento degli americani ora approva il lavoro del presidente. Il suo indice di gradimento e&#8217; ora al livello di un anno fa. La svolta decisionista del presidente, sempre piu&#8217; propenso a governare a colpi di decreto pur di superare l&#8217;ostruzionismo dei repubblicani in Congresso, sembra dunque piacere ai cittadini, stufi della situazione di stallo che caratterizza la politica di Washington.<br \/>\nUSA<br \/>\nOBAMA GUARDA AL 2016. BARACK OBAMA HA COMINCIATO QUELLO CHE HA DEFINITO &quot;L&#8217;ULTIMO QUARTO&quot; DELLA SUA PRESIDENZA CON IL DISCORSO SULLO STATO DELL&#8217;UNIONE, PRESENTANDO UN PROGRAMMA CHE POTREBBE INFLUENZARE LA CAMPAGNA PRESIDENZIALE DELL&#8217;ANNO PROSSIMO. (John Nichols, The Nation, Stati Uniti)<br \/>\nIn questo modo ha chiarito che non intende essere &quot;un&#8217;ana-tra zoppa&quot;, come speravano i repubblicani dopo le elezioni di medio termine. La retorica del presidente \u00e8 sembrata pi\u00f9 coraggiosa delle sue pro-poste concrete. Ma gli va riconosciuto il merito di aver ammesso che bisogna affrontare la disuguaglianza di reddito anche ridistribuendo parte della ricchezza tenuta sotto chiave dai miliardari e dalle banche. Con proposte come la tassa sulle rendite finanziarie e la lotta agli sgravi fiscali ai pi\u00f9 ricchi per finanziare un taglio delle imposte per le famiglie della classe operaia e garantire l&#8217;accesso gratuito ai community college (un tipo di universit\u00e0 pubbliche), Obama ha offerto un&#8217;alternativa all&#8217;austerit\u00e0 a oltranza sostenuta dai repubblicani.<br \/>\nSfortunatamente Obama dovr\u00e0 giocarsi l&#8217;ulti-mo quarto contro il congresso pi\u00f9 conservatore da quando \u00e8 presidente. La risposta dei repubblicani ai suoi inviti a collaborare per il bene comune pu\u00f2 essere riassunta con un &quot;non se ne parla&quot;. Ma allora che senso ha questo discorso? Oltre ad alimentare i mormorii dei progressisti, che si chiedono &quot;dov&#8217;era questo Obama negli ultimi sei anni?&quot;, a che serve proporre buone idee a un congresso che non ha intenzione di accettarle? La risposta \u00e8 legata un po&#8217; al 2015 e molto al 2016. Da quando Obama ha assunto un atteggiamento pi\u00f9 progressista, dopo le disastrose elezioni di medio termine nel 2014, il suo indice di gradimento \u00e8 schizzato alle stelle. Le misure per aiutare gli immigrati, difendere la neutralit\u00e0 della rete, mettere fine all&#8217;embargo contro Cuba e affrontare il cambiamento climatico sono state accolte con entusiasmo dagli elettori. E il miglioramento dell&#8217;economia sta restituendo sicurezza al presidente.<br \/>\nAnche sui temi dove Obama e il congresso resteranno in totale disaccordo, il presidente pu\u00f2 mettere se stesso e il suo partito dalla parte della ragione. Questo non significa che Obama riuscir\u00e0 a imporre le sue idee, ma se sapr\u00e0 formulare un messaggio in favore dell&#8217;equit\u00e0 potrebbe influenzare il dibattito elettorale del 2016. In questo mo-do potrebbe spianare la strada per l&#8217;elezione di un nuovo presidente democratico, riprendere il controllo del senato e creare una traiettoria di governo in cui le iniziative avviate da un presidente so-no portate a termine dal suo successore. Cosi Obama farebbe dell&#8217;ultimo quarto del suo man-dato un punto di svolta in quella che chiama &quot;la ricostruzione dell&#8217;America&quot;.<br \/>\nUSA<br \/>\nSTATI UNITI<br \/>\nScuole di religione<br \/>\nOgni domenica la scuola di Apopka, nella contea di Orange, in Florida, si trasforma nella chiesa Venue. Decine di famiglie si radunano nell&#8217;auditorium della scuola per pregare e ascoltare i cori gospel. La chiesa Venue \u00e8 presente anche in altre due scuole pubbliche della stes-sa contea e ha intenzione di espandersi: il suo obiettivo per i prossimi dieci anni \u00e8 &quot;aprire una congregazione in ogni distretto scolastico della Florida&quot;. Il setti-manale The Nation spiega che in tutti gli Stati Uniti sono attive decine di associazioni religiose -soprattutto evangeliche &#8211; che vogliono stabilire delle chiese<br \/>\nall&#8217;interno delle scuole pubbliche. In molti casi questi gruppi forniscono dei servizi che col-mano il vuoto provocato dai ta-gli alla pubblica istruzione: negli ultimi anni in Florida l&#8217;elezione di esponenti politici del Tea party ha portato a drastici tagli alla spesa pubblica. Nella scuola di Apopka molti studenti si lamentano delle classi troppo affollate, dei libri di testo carenti e del fat\u00acto che non ci sono soldi per finanziare attivit\u00e0 come musica e recitazione. Alcuni si oppongo-no a queste congregazioni. La Freedom from religion foundation, un&#8217;organizzazione<\/p>\n<p>(Le principali fonti di questo numero:<br \/>\nNYC Time USA, Washington Post, Time GB, Guardian The Observer, GB, The Irish Times, Das Magazin A, Der Spiegel D, Folha de S\u00e0o Paulo B, Pais,  Carta Capital,  Clarin Ar, Le Monde,  Le Monde Diplomatique ,Gazeta, Pravda, Tokyo Shimbun, Global Time,  Nuovo Paese , L\u2019Unit\u00e0, Internazionale,  Il Manifesto, Liberazione, Ansa  , AGVNoveColonne, ControLaCrisi e INFORM, AISE, AGI,  AgenParle , RAI News e 9COLONNE&quot;.)<\/p>\n<p>PER  LE ASSOCIAZIONI, CIRCOLI FILEF,  ENTI ed AZIENDE . Sui siti internet  www.emigrazione-notizie.org  e www.cambiailmondo.org  \u00e8 possibile utilizzare  uno spazio web personalizzato, dedicato alla Vostra attivit\u00e0 e ai Vostri comunicati stampa. Per maggiori informazioni, contattateci a  emigrazione.notizie@email.it , oppure visitate la sezione PUBBLICIT\u00c0 su www.cambiailmodo.org<\/p>\n<p>&nbsp;\t\t<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>20150124 13:58:00 guglielmoz ITALIA &#8211; Tutte le mogli dei presidenti. \/ Milano. Don Inzoli, Roberto Maroni avvia verifiche sulla presenza del prete accusato di pedofilia <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=12214\" title=\"11558 3. 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