{"id":12210,"date":"2017-04-15T19:07:20","date_gmt":"2017-04-15T17:07:20","guid":{"rendered":"http:\/\/www.filef.net\/2017\/04\/15\/11554-2-notizie-dallitalia-e-dal-mondo-15-gennaio-2015\/"},"modified":"2019-06-20T14:46:09","modified_gmt":"2019-06-20T14:46:09","slug":"11554-2-notizie-dallitalia-e-dal-mondo-15-gennaio-2015","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=12210","title":{"rendered":"11554 2. Notizie dall&#8217;Italia e dal  mondo  15 gennaio 2015"},"content":{"rendered":"<p>\t\t\t\t20150117 17:14:00 guglielmoz<\/p>\n<p>ITALIA  &#8211; NAPOLI. Pino Daniele, quell&#8217;inno alla contaminazione napoletana che trasmette l&#8217;eredit\u00e0 di un artista  \/ ASSASSINI SENZA DIO. La terribile azione terroristica che ha ucciso alcuni dei nostri fratelli di satira e di idee di \u201cCharlie Hebdo\u201d a Parigi rende forse inutili e vane le parole. \/  IN MEMORIA DI FRANCESCO ROSI:  un grande compagno, artista, intellettuale, un pezzo di storia della sinistra del nostro paese. Con Rosi scompare uno dei registi pi\u00f9 coerenti e pi\u00f9 grandi del cinema italiano.  Rosi \u00e8 sempre riuscito a coniugare la pi\u00f9 ferma volont\u00e0 di denuncia e di racconto della realt\u00e0 con la pi\u00f9 alta tensione artistica ed espressiva.  Con i suoi film ha reso grande il nostro cinema nel mondo e lascia un vuoto incolmabile nella cultura italiana. Chi vuole capire la storia del nostro paese non puo\u2019 prescindere dai suoi film. Con lui perdiamo un compagno, un grande artista,  un intellettuale, un pezzo di storia della sinistra del nostro paese.<br \/>\nEUROPA &#8211; BRU &#8211; L&#8217;UE PUBBLICA PER LA PRIMA VOLTA ALCUNI DOCUMENTI SUL TTIP. La Commissione europea, per la prima volta ha reso pubblici i documenti sui negoziati condotti con gli Stati Uniti per la creazione di una zona di libero scambio, chiamato Accordo Transatlantico per il commercio e gli investimenti (TTIP, il suo acronimo in inglese).  \/ Germania. Clamoroso flop del movimento antiIslam. Il tedesco-qualunque attende il redde rationem \/ GRECIA. Appello dalla Grecia: \u00abMobilitatevi per noi\u00bb. Il giorno dopo il crollo delle Borse (che ieri hanno fal\u00adlito il rimbalzo, con Piazza Affari che ha chiuso ancora in negativo) attribuito ai timori di un Grexit, un\u2019uscita dall\u2019euro che in realt\u00e0 in Grecia nessuno vuole, da Atene arriva un appello alla solidariet\u00e0 internazionale\/.<br \/>\nAFRICA &#038; MEDIO ORIENTE \u2013 KURDISTAN\/KOBANE. Kobane solidale con Parigi. I curdi chiamano alla lotta contro i criminali fascisti. \/  Tunisia roccaforte Usa nel Mediterraneo. A quattro anni dalla primavera araba, le forze armate Usa rafforzano la partnership con uno storico alleato nordafricano per contrastare la penetrazione del \u201cterrorismo\u201d islamico-radicale nel Mediterraneo.   \/   NIGERIA. Il massacro che l&#8217;Occidente non vuole vedere perch\u00e9 parla delle sue contraddizioni. Ammazzati a uno a uno a colpi d&#8217;arma da fuoco o con i machete, uomini anziani, donne e bambini inseguiti nelle strade e nella foresta, finiti dopo essere stati atrocemente mutilati. \/<br \/>\nASIA &#038; PACIFICO  &#8211; INDIA, DI NUOVO ALLE URNE. Le elezioni per il rinnovo del parlamento di New Delhi si terranno il 7 febbraio\/ . PAKISTAN. Il 13 gennaio ha riaperto la scuola di Peshawar colpita da un attacco dei taliban il 16 dicembre 2014. \/<br \/>\nAMERICA CENTROMERIDIONALE  &#8211; HAITI. Senza parlamento. Il 13 gennaio il parlamento di Haiti si \u00e8 sciolto dopo il fallimento degli ultimi negoziati tra governo e opposizione per estendere il mandato delle camere, che scadeva il 12 gennaio. \/<br \/>\nAMERICA SETTENTRIONALE &#8211;  A Los Angeles il regista Max Bartoli ha completato le riprese del corto \u201cThe Secret of Joy\u201d con una troupe di oltre settanta persone. Questo  film sar\u00e0 donato alla Kids Cancer Research Foundation.\/<\/p>\n<p>ITALIA<br \/>\nNAPOLI<br \/>\nPINO DANIELE, QUELL&#8217;INNO ALLA CONTAMINAZIONE NAPOLETANA CHE TRASMETTE L&#8217;EREDIT\u00c0 DI UN ARTISTA ORA \u00c8 COS\u00cc E NON POTEVA ESSERE ALTRIMENTI. C&#8217;\u00e8 il dolore, la grande emotivit\u00e0 e ogni volta che ci pensi e ci entri un po&#8217; pi\u00f9 dentro ci sono le lacrime. E&#8217; morto un amico fraterno, questo \u00e8 Pino Daniele per milioni di persone, quel tipo di amico che alla fine a fare i conti ha saputo solo dare. (Autore: gabriele gesso)<br \/>\nHa cantato Napoli, anche Napoli, cos\u00ec intimamente che ora i napoletani confondono la propria passione e il proprio affetto con il possesso, con la smania di stringere, di toccare, di dare un po&#8217; di materialit\u00e0 all&#8217;immenso patrimonio di emozioni che ci ha lasciato.<br \/>\nCi ha raccontati senza retorica, in maniera viscerale senza mai subordinare l&#8217;artista al successo finanche nella sua stagione pi\u00f9 lontana dal Pino Daniele che in tanti abbiamo amato. Le contraddizioni di Napoli e del Mezzogiorno, stordito da un modello di sviluppo artificiale e imposto, vivono nei testi di Daniele con una disinvoltura nel racconto pari a quella delle dita sulla chitarra.<br \/>\nContraddizioni che vivono tutt&#8217;oggi e che la sua voce, sempre dolce, mai sguaiata, continuer\u00e0 a cantare. S\u00ec, perch\u00e8 &#8216;o masto continua a nce&#713; pisci\u00e0 &#8216;mmano e &#8216;o popolo a volere strade nove o a pretendere di comprare la felicit\u00e0 con un leasing o una cambiale. Nell&#8217;immagine collettiva Daniele non \u00e8 la star, \u00e8 l&#8217;amico che suona, uno come noi che sa maneggiare note e parole quando alla sera si vede in sala prove a cantare che adesso noi restiamo qui, a sud l&#8217;aria ci fa bene oppure a evocare un ferryboat che ci porti lontano.<br \/>\nUno come noi che da queste parti \u00e8 sempre nella lotta se andare o restare; uno come noi pure quando sul palco si destreggiava con mostri internazionali della musica. Pino Daniele \u00e8 figlio di quegli anni in cui mentre si stava bene grazie allo sviluppo economico effimero, si determinavano le condizioni per la crisi futura, lui lo sapeva e lo cantava con la convinzione che &#8216;a musica \u00e8 &#8216;na botta quando arriva adda spar\u00e0.<br \/>\nProbabilmente sono quegli anni ad essere morti, lui no, lui \u00e8 immortale. Oggi, quando pure il diritto alla speranza deve essere riconquistato, ancora stentiamo a raccogliere l&#8217;eredit\u00e0 di Daniele, quel Tarumb\u00f2 che rappresenta un inno all&#8217;agire, alla contaminazione, alla ricerca e alla crescita continua che troppo spesso accantoniamo per rifugiarci nell&#8217;oblio della lamentela. Ora, che sei un po&#8217; pi\u00f9 lontano, per scelta, contingenza o altre questioni che non ci appartengono&#8230; saglie &#8216;a voglia d&#8217;allucc\u00e0 \/ ca nun c&#8217;azzicche niente tu \/ vulive sulamente d\u00e0 \/ l&#8217;alleria se va&#8230;<br \/>\nROMA<br \/>\nIN MEMORIA DI FRANCESCO ROSI: un grande compagno, artista, intellettuale, un pezzo di storia della sinistra del nostro paese. Con Rosi scompare uno dei registi pi\u00f9 coerenti e pi\u00f9 grandi del cinema italiano.  Rosi \u00e8 sempre riuscito a coniugare la pi\u00f9 ferma volont\u00e0 di denuncia e di racconto della realt\u00e0 con la pi\u00f9 alta tensione artistica ed espressiva.  Con i suoi film ha reso grande il nostro cinema nel mondo e lascia un vuoto incolmabile nella cultura italiana. Chi vuole capire la storia del nostro paese non puo\u2019 prescindere dai suoi film. Con lui perdiamo un compagno, un grande artista,  un intellettuale, un pezzo di storia della sinistra del nostro paese.<br \/>\nROMA<br \/>\nASSASSINI SENZA DIO<br \/>\n La terribile azione terroristica che ha ucciso alcuni dei nostri fratelli di satira e di idee di \u201cCharlie Hebdo\u201d a Parigi rende forse inutili e vane le parole. Ho ancora negli occhi il clima di collaborazione libera e meravigliosa della redazione di Charlie che ho conosciuto dall\u2019interno. Tutti seduti attorno a un grande tavolone di legno rettangolare, disegnando, scrivendo, discutendo con passione. Ognuno con il suo carattere e le sue idee. Tra loro alcune delle vittime di cui si comincia a sapere il nome: l\u2019impagabile Cabu sempre sorridente, il sornione e intelligente Wolinski, capace di improvvise illuminazioni, il giovane direttore Charb (Stephane Charbonnier), Tignous e tanti altri che non voglio nominare perch\u00e9 spero siano ancora vivi.<br \/>\nLa barbarie di questo atto ci sconvolge, ma deve anche spingerci ad agire. Qualsiasi forma di tolleranza verso l\u2019intolleranza criminale di un Islam omicida non pu\u00f2 pi\u00f9 essere accettata. N\u00e9 si pu\u00f2 dire per consolarci che si tratta di una semplice minoranza di fanatici, perch\u00e9 alle loro spalle c\u2019\u00e8 un intero mondo reso cieco da una fede che, anche nelle sue forme pi\u00f9 \u201cmoderate\u201d, vuole stroncare nel sangue la libert\u00e0 di pensiero e il diritto a vivere di chi non crede alla loro sedicente \u201cparola di Dio\u201d. Basta ricordare le innumerevoli condanne a morte per \u201capostasia\u201d, la lapidazione delle donne stuprate perch\u00e9 \u201channo dato scandalo\u201d ecc. No, basta, questi mostri che uccidono a sangue freddo, che violano ogni umana sensibilit\u00e0 e ogni morale, sono degli assassini senza Dio anche se ammazzano nel nome di un Dio crudele e assurdo. Vanno condannati e combattuti senza esitazioni. Autore: Vincenzo Sparagna<br \/>\nROMA<br \/>\nFRANE E INONDAZIONI, TUTTI I NUMERI DEL DISASTRO-ITALIA. FRANE E INONDAZIONI HANNO COLPITO TUTTA ITALIA NEL 2014, CON UN BILANCIO DI 33 MORTI, 46 I FERITI E OLTRE 10.000 PERSONE COSTRETTE AD ABBANDONARE TEMPORANEAMENTE LE LORO CASE. E&#8217; IL BILANCIO PRESENTATO NEI GIORNI SCORSI NEL &#8216;RAPPORTO SUL RISCHIO PER LA POPOLAZIONE ITALIANA DA FRANE E INONDAZIONI&#8217; E PUBBLICATO SUL SITO POLARIS DELL&#8217;ISTITUTO DI RICERCA PER LA PROTEZIONE IDROGEOLOGICA DEL CONSIGLIO NAZIONALE DELLE RICERCHE (Irpi-Cnr).( Autore: fabrizio salvatori)<br \/>\nNell&#8217;anno appena trascorso frane e inondazioni hanno colpito in 19 regioni su 20, causando danni in 220 comuni, primi fra tutti quelli di Genova e Refrontolo. Nel primo si sono avuti danni, vittime e sfollati in oltre 20 localit\u00e0, mentre Refrontolo (Treviso) ha il triste primato del maggior numero di vittime nel 2014 in seguito alla piena del torrente Lierza, che a Molinetto della Croda ha provocato 4 morti e 20 feriti.<br \/>\nOvunque i mesi peggiori sono stati ottobre e novembre. In generale, &#8221;le regioni pi\u00f9 colpite sono state quelle del Nord-Ovest e in parte del centro&#8221;, spiega Paola Salvati dell&#8217;Irpi-Cnr. La Liguria, risulta la pi\u00f9 colpita perch\u00e9 le forti piogge di ottobre e novembre hanno provocato 5 vittime e danni in 34 comuni e 71 localit\u00e0. Seguono Piemonte, con 48 localit\u00e0 colpite e 2 persone decedute, Lombardia (42 localit\u00e0 e 6 vittime), Emilia-Romagna (28 localit\u2026 e un morto), Toscana (35 localit\u00e0 e 5 morti). Per il direttore dell&#8217;Irpi-Cnr, Fausto Guzzetti, &#8221;i dati raccolti nel 2014 confermano purtroppo quanto siano diffuse le condizioni di rischio per la popolazione e contribuiscono a comprendere come esse aumentino o diminuiscano in funzione dei cambiamenti climatici ma anche di quelli ambientali e sociali&quot;.<br \/>\nI dati del 2014 rientrano infatti nella media delle 40 morti l&#8217;anno causate in Italia da inondazioni e frane nel periodo compreso fra il 1964 e il 2013. Nell&#8217;arco di mezzo secolo, infatti, 1.989 le persone morte a causa di frane (1.291) e inondazioni (698), 72 dispersi e 2.561 feriti. Nello stesso periodo sono stati colpiti 2.031 comuni (pari al 25% dei Comuni italiani). Considerando gli anni fra il 2009 e il 2013, la media \u00e8 stata di 33 morti l&#8217;anno (162 complessivamente), con 7 dispersi, 331 feriti e oltre 45.000 sfollati. Al di sopra di questa media sono stati il 2009 (anno delle frane nel Messinese, con 50 persone decedute, 6 dispersi e 171 feriti) e il 2011 (quando le inondazioni nello Spezzino, in Lunigiana e a Genova hanno provocato 49 morti, 30 feriti e almeno 900 sfollati, seguito pochi giorni dopo). Si scende sotto la media nel 2010 (27 morti e 55 feriti) e nel 2012 (15 morti e 23 feriti) e nel 2013 (27 morti, 1 disperso e 52 feriti).<\/p>\n<p>EUROPA<br \/>\nEU-BRU<br \/>\nL&#8217;UE PUBBLICA PER LA PRIMA VOLTA ALCUNI DOCUMENTI SUL TTIP<br \/>\nLa Commissione europea, per la prima volta ha reso pubblici i documenti sui negoziati condotti con gli Stati Uniti per la creazione di una zona di libero scambio, chiamato Accordo Transatlantico per il commercio e gli investimenti (TTIP, il suo acronimo in inglese). Date le abbondanti critiche da parte di partiti politici, sindacati e organizzazioni della societ\u00e0 civile di tutti i tipi per la totale opacit\u00e0 nella quale si sono sviluppati i negoziati tra le due parti, la nuova Commissione guidata da Jean-Claude Juncker aveva promesso di migliorare la trasparenza del processo.<br \/>\nMercoled\u00ec scorso, il Dipartimento della Commissione per il commercio svedese Cecilia Malmstr\u00f6m, pubblic\u00f2 una serie di documenti originali e materiale esplicativo che mira a far luce su ci\u00f2 che \u00e8 in gioco. Finora solo poche carte segrete che erano state filtrate .si sono conosciute, come quelle della rete &#8216;Filtra la e pubblicate da &#8216;La Marea&#8217;. I documenti forniti dalla Commissione riflettono solo la posizione europea nei negoziati. Segnare il punto con gli obiettivi di base contro le ambizioni degli Stati Uniti, che, al momento, non hanno risposto con la pubblicazione delle loro posizioni.<br \/>\nBruxelles e Washington intendono raggiungere un accordo sulla TTIP per alla fine di quest&#8217;anno, anche se i negoziati si fanno sempre pi\u00f9 complicati a causa l&#8217;opposizione sempre pi\u00f9 evidente  da parte di alcuni partiti e governi su questioni specifiche e complicate, come ad esempio la discutibilit\u00e0 dei tribunali di arbitraggio, che medierebbero le dispute tra multinazionali e stati. I critici temono che il trattato porter\u00e0 a una significativa riduzione degli standard di lavoro, dell&#8217;ambiente e della tutela dei consumatori. I documenti pubblicati dalla Commissione riguardano una serie di settori come il regolamento, i servizi o le norme di sicurezza alimentare. In merito a quest&#8217;ultimo, per esempio,fa capire qual&#8217;\u00e8 il campo di battaglia nel quale s svolgono le trattative. All&#8217;articolo 2 del documento che tratta gli standard di salute viene detto che lo scopo della TTIP \u00e8 &quot;facilitare il pi\u00f9 possibile gli scambi tra le parti, mentre \u00e8 conservato il diritto di ciascuna parte a proteggere la salute umana, animale o vegetale nel suo territorio e rispettare il sistema normativo delle atre parti &#8230;. &quot;<br \/>\nMa nel prossimo paragrafo si afferma che un altro obiettivo \u00e8 quello di &quot;garantire che misure sanitarie e fitosanitarie (SPS) non creino inutili ostacoli agli scambi&quot;. La domanda chiave \u00e8 chi sapr\u00e0 o come scegliere tra il &quot;diritto&quot; dei territori di preservare i loro standard e quelle che sarebbero &quot;barriere inutili&quot;. (DI THILO SCHAFER &#8211; La Marea)<\/p>\n<p>GERMANIA<br \/>\nGERMANIA. CLAMOROSO FLOP DEL MOVIMENTO ANTI-ISLAM. IL TEDESCO-QUALUNQUE ATTENDE IL REDDE RATIONEM. Autore: Valerio Sebastiani<br \/>\nPEGIDA(Patrioti Europei Contro l\u2019Islamizzazione dell\u2019Occidente), quel movimento di patrioti un po\u2019 naif, che raccoglie sotto la bandiera della xenofobia populista e razzista una composizione molto eterogenea di disillusi, soggetti colpiti dalla crisi e neonazisti dell\u2019ultima ora, ha dato in questi giorni un ultimo colpo di reni. Rompendo il cordone ombelicale che lo legava al localismo della citt\u00e0 di Dresda, banco di prova delle prime manifestazioni, che hanno visto migliaia di persone (20.000 l\u2019ultima volta) scendere in piazza, il movimento ha tentato di sfondare anche a Colonia e Berlino, cercando un punto di svolta. Cos\u00ec non \u00e8 stato.<br \/>\nIl 5 gennaio a Berlino all\u2019appello di Luz Bachmann, prosaico leader del movimento, hanno risposto solo 450 persone, che non hanno potuto nemmeno godere delle luci della ribalta provocate dal teatrino di tensioni creato ad hoc settimane prima. La porta di Brandeburgo ha oscurato tutte le sue luminarie al passaggio dello sparuto gruppo di contestatori anti-Islam.<br \/>\nColonia invece era stata scelta per l\u2019effettivo redde rationem, e non a caso: a novembre, tanto per riscaldare gli animi, si erano consumate delle violente aggressioni nei confronti della comunit\u00e0 salafita da parte del gruppo \u201cHooligans contro i salafiti\u201d, nato da una collaborazione dei settori dell\u2019estrema destra ultras.<br \/>\nIl pesante clima di attesa non ha dunque trovato soddisfazioni, dato che anche in questo caso il bilancio \u00e8 stato negativo: qualche drappello di neonazisti in divisa d\u2019ordinanza e poche centinaia di appartenenti al movimento. Alle rivendicazioni di una Germania \u201ccristiana\u201d, \u201cbianca\u201d ed \u201cepurata dagli immigrati\u201d, il cardinale di Colonia Woelki ha risposto con un Duomo totalmente immerso nel buio.<br \/>\nD\u2019altra parte quindi sembra che momenti di radicale opposizione non siano mancati laddove PEGIDA aveva intenzione di far la voce grossa: migliaia di persone hanno sfilato in corteo sotto le bandiere antifasciste a Colonia, Berlino e Stoccarda contro le ossessioni islamofobe di questo rigurgito razzista della classe media tedesca.<br \/>\nValutando esclusivamente i numeri delle ultime mobilitazioni, anche in termini geopolitici, pare che la sigla PEGIDA non abbia attecchito sul terreno del conflitto sociale tedesco, in cui una classe media mobilitata da parole d\u2019ordine d\u2019odio, razzismo e violenza di classe, sta fluttuando in una sospesa fase di transizione. Ciononostante i dati statistici parlano di una sempre pi\u00f9 crescente adesione all\u2019ideologia populista del gruppo: un terzo dei tedeschi giustifica le proteste contro l\u2019immigrazione musulmana; d\u2019altra parte per\u00f2 solo il 13% afferma di volervi partecipare attivamente. Non \u00e8 un caso che la maggioranza dei sostenitori di PEGIDA provenga dai simpatizzanti del partito euroscettico e anti-immigrazione, Alternativa per la Germania. Dati preoccupanti, soprattutto se comparati con gli umori che stanno crescendo attorno alle mobilitazioni, da una parte minimizzate da alcuni esponenti dell\u2019Spd, che ritengono PEGIDA un movimento trasversale, le cui istanze meriterebbero come minimo l\u2019ascolto e dall\u2019altra stigmatizzate come rigurgiti nazisti, che riflettono gli effetti della crisi economica, esorcizzati dal \u201ctedesco-qualunque\u201d e populista tramite una stolida e acritica opposizione alla casta elitaria figlia dell\u2019elaborazione sul campo del neoliberismo, e un\u2019acuta insofferenza verso ogni forma di multiculturalismo.<br \/>\nBERLINO<br \/>\nRIUNIONE ESECUTIVO DEL PARTITO DELLA SINISTRA EUROPEA.<br \/>\nLa riunione dell\u2019Esecutivo del Partito della Sinistra Europea di venerd\u00ec 9 e sabato 10 gennaio 2015 a Berlino \u00e8 stata percorsa da due argomenti decisivi, capaci entrambi non solo di sollecitare le capacit\u00e0 e le intelligenze politiche nell\u2019aggiornamento delle analisi e nella elaborazione di una linea futura, ma anche di far muovere emozioni e sentimenti riannodando i fili della memoria della storia del movimento comunista: i fatti di Parigi e la imminente vittoria di Syriza alle elezioni greche. L\u2019azione terroristica di Parigi e il suo snodarsi nel tempo ha subito sconvolto l&#8217;ordine dei lavori: il Presidente del Partito della Sinistra Europea, Pierre Laurent che e&#8217; anche il Segretario del Partito Comunista Francese, non ha aperto come al solito i lavori dell\u2019Esecutivo, ma \u00e8 rimasto a Parigi a organizzare la risposta politica e a fronteggiare la gravit\u00e0 della situazione, tessendo i fili perch\u00e9 la reazione di massa all\u2019assalto terroristico sia democratica, antirazzista, capace di fare da argine alle derive populiste e securitarie. ( INTERNAZIONALE | Autore: Giovanna Capelli )<\/p>\n<p>E A BERLINO I 54 RAPPRESENTANTI DEI 26 PARTITI COMPONENTI LA SINISTRA Europea, i molti osservatori e i nuovi partners (fra cui i nuovi compagni dalla Slovenia in rappresentanza della giovane coalizione della Sinistra alternativa che nelle ultime elezioni politiche ha stupito le previsioni degli esperti aggiudicandosi 6 seggi in Parlamento ) hanno tentato di inquadrare ci\u00f2 che \u00e8 successo a Parigi e le reazioni internazionali nel pi\u00f9 vasto e intricato contesto della Europa. Cos\u00ec il compagno Gilles Garnier del PCF ha sottolineato che gli autori degli attentati sono francesi e la cultura che li ha mossi \u00e8 il risultato di pi\u00f9 di 10 anni di politiche sociali devastanti in Francia. Ci sono 5 milioni di francesi che Marie Le Pen vorrebbe far si che vengano considerati e trattati come potenziali terroristi perch\u00e9 musulmani, con l\u2019obbiettivo di creare un clima da guerra civile e portare il popolo francese sfinito dalla crisi a credere di essere davanti a due uniche scelte possibili: o lo stato islamico o il Fronte Nazionale. Non \u00e8 un caso, aggiunge Olga Athaniti di Syriza, che una delle argomentazioni pi\u00f9 forti e insidiose che Samaras usa in Grecia per sventare la vittoria di Alexis Tsipras \u00e8 la minaccia che il paese venga invaso dagli immigrati, se, come prevede il programma di Salonicco le leggi sull\u2019immigrazione attualmente in vigore fortemente xenofobe e restrittive saranno modificate alla luce dei principi di solidariet\u00e0 e dell\u2019universalismo dei diritti. Fabio Amato del Partito della Rifondazione Comunista ha ricordato i precedenti momenti in cui in Europa il terrorismo integralista ha colpito: Parigi, Madrid, Norvegia. In tutti questi episodi \u00e8 affiorata la pervasivit\u00e0 profonda delle pulsioni razziste che la crisi economico, politica e sociale produce, aprendo spazi politici alle nuove destre. Esse alimentano l&#8217;intolleranza verso il diverso per costumi, provenienza, orientamento sessuale e trovano spazio nelle coscienze anche perch\u00e9 in Europa la idea della laicit\u00e0 dello stato ha subito molte ferite e non ha mai maturato nuove conquiste stabili. Amato si chiede se in uno stato veramente laico pu\u00f2 esistere il reato di blasfemia (come in Italia ). La risposta a questa situazione figlia della crisi, e o &#8216;la accettazione dello stato di eccezione conseguente allo scontro di civilt\u00e0 e quindi la produzione di politiche autoritarie e securitarie che ottengono un consenso sociale grazie alla continua costruzione della immagine del nemico contro cui unirsi, dentro le logiche sempre pi\u00f9&#8217; violente del liberismo (una moderna barbarie) oppure il cambiamento vero, la rottura dei rapporti politici ed economici esistenti. Per questo la attenzione politica e le aspettative della seconda fase del dibattito si concentrano sulla Grecia sulla prossima vittoria elettorale di Syriza, evidenziando il nesso di reciprocit\u00e0 fra Grecia ed Europa. Syriza ha bisogno della solidariet\u00e0 il pi\u00f9 vasta possibile in Europa per vincere le elezioni nel modo migliore, contrastando allarmismi e falsificazioni che gi\u00e0 occupano i media europei. Ma dopo le elezioni questa solidariet\u00e0 sara ancora piu necessaria per attuare il suo programma. Il Partito della Sinistra europea si \u00e8 impegnato ad allargare le proprie relazioni politiche, a intensificare l&#8217;iniziativa di sostegno a Syriza e a trasmettere ai movimenti sociali il senso e la imminenza di un cambiamento possibile. Per questo i momenti piu salienti e decisivi dell\u2019Esecutivo sono stati quelli che hanno seguito l\u2019intervento del compagno greco Yannis Milos che ha brevemente illustrato il programma di Salonicco. Durissime e nette sono state le domande poste sulle possibilit\u00e0 di vincere non solo dal punto di vista elettorale, ma di attuare quel programma che restituisce diritti e dignit\u00e0 alle persone, ma che anche imposta un diverso modello economico e sociale. Tutti e tutte riconoscono la importanza non solo simbolica della vittoria elettorale di un Partito della Sinistra europea che in una crisi gravissima ha conquistato consenso elettorale e fiducia di molti settori sociali. Ma \u00e8 chiaro che la reazione in Europa delle forze del liberismo sar\u00e0 durissima. La parlamentare europea Marisa Matias annuncia che la BCE interverr\u00e0 con il QE solo a favore dei paesi classificati con le 3 A dalle agenzie di rating. Grecia e Cipro sono esclusi a priori. Come si pensa di di contrastare il boicottaggio al programma che la borghesia greca metter\u00e0 in atto, come verr\u00e0 affrontato il problema delle passate privatizzazioni, con una semplice rinazionalizzazione o attraverso la collocazione della propriet\u00e0 nelle mani dei lavoratori e in questo caso con quali forme di controllo e di democrazia? Esiste un piano B nel caso in cui la BCE non ricontrattasse il debito? La risposta di Milos \u00e8 altrettanto netta. Il piano A \u00e8 quello dell\u2019Europa neoliberista che in Grecia ha causato una emergenza umanitaria, una situazione post.bellica in cui le persone non hanno i soldi per pagare la luce, il riscaldamento e persino il pane quotidiano. Il piano B \u00e8 il programma di Salonicco. Non esiste altro piano. E\u2019 su quel programma che Syriza chiede il consenso del popolo e costruisce il suo vincolo che non intende rompere in modo unilaterale. La strada stretta passa dalla Grecia all\u2019Europa, alla conferenza sul debito, alla sua ristrutturazione e al coinvolgimento in alleanze attive di tutti quei paesi che sono commissariati dalla Ue per il loro debito e spinti verso la povert\u00e0 dalle politiche di austerit\u00e0 e dai tagli allo stato sociale. Si apre per tutti un nuovo scenario. Se cambia la Grecia cambia l&#8217;Europa . Si spezza l\u2019ordine del neoliberismo e si pu\u00f2 costruire l&#8217;uscita da sinistra dalla crisi. Tutte le risposte non sono date, ma sono terreno di costruzione comune per il Partito della Sinistra Europea.<\/p>\n<p>GRECIA<br \/>\nAPPELLO DALLA GRECIA: \u00abMOBILITATEVI PER NOI\u00bb<br \/>\nIL GIORNO DOPO IL CROLLO DELLE BORSE (CHE IERI HANNO FAL\u00adLITO IL RIMBALZO, CON PIAZZA AFFARI CHE HA CHIUSO ANCORA IN NEGATIVO) ATTRIBUITO AI TIMORI DI UN GREXIT, UN\u2019USCITA DALL\u2019EURO CHE IN REALT\u00c0 IN GRECIA NESSUNO VUOLE, DA ATENE ARRIVA UN APPELLO ALLA SOLIDARIET\u00c0 INTERNAZIONALE. (Fonte: Il Manifesto)<br \/>\n E\u2019 firmato da Solidarity for all, il net\u00adwork di movimenti sociali cui fanno capo gran parte delle atti\u00advit\u00e0 in sostegno delle vittime della crisi, in particolare ad Atene e in tutta la regione dell\u2019Attica: le quaranta kifa, farmacie e ambulatori sociali, le mense per vecchi e nuovi poveri, i centri per gli immigrati, le cooperative recuperate dai lavoratori.<br \/>\nE\u2019 un appello \u00abcontro la retorica paralizzante della paura e della povert\u00e0\u00bb e si intitola \u00abPartiamo dalla Grecia per cambiare l\u2019Europa\u00bb.<br \/>\n\u00abLa Grecia \u00e8 stata usata come cavia per la ristrutturazione neoliberale in Europa\u00bb, scrivono gli estensori, e ora che la Troika ha fallito, e con essa la coalizione politica che l\u2019ha sostenuta, \u00abstanno provando a salvare i loro interessi in ogni modo\u00bb. Da qui l\u2019avvio di una campagna basata esclusivamente sulla paura: se vince Alexis Tsipras la Grecia uscir\u00e0 dall\u2019euro con effetti catastrofici su tutto il continente, il giorno dopo le elezioni ci sar\u00e0 la corsa a ritirare i soldi dalle banche con il rischio che l\u2019intero sistema collassi, riprender\u00e0 il saliscendi delle borse e dello spread.<br \/>\nTutte ipotesi non fondate su nessun dato reale, ma rilanciate domenica dal giornale tedesco Der Spiegel, secondo il quale la Germania si starebbe preparando a un\u2019uscita di Atene dall\u2019Eurozona (ma il governo tedesco il giorno dopo ha smentito).<br \/>\nE\u2019 per questi motivi che le elezioni greche, secondo Solidarity for all, rivestono un\u2019importanza che va ben al di l\u00e0 dei confini ellenici. \u00abUna vittoria anti-troika e anti austerit\u00e0 apre le porte a un cambiamento del dominio neoliberale in Europa e oltre\u00bb, scrivono, \u00abper questo il momento elettorale rappresenta una tappa della battaglia dei popoli europei, di tutti quei movimenti che resistono e si oppongono all\u2019Europa antisociale e antidemocratica\u00bb.<br \/>\nSolidarity for all fa proprie le parole di Syriza: opporre la speranza a una campagna fondata sulla paura. Su questo leit motiv fanno appello alla mobilitazione internazionale \u00abvote for change\u00bb dal 14 al 16 gennaio, una settimana prima delle elezioni greche, chiedendo di manifestare e organizzare azioni davanti alle sedi di istituzioni greche (ambasciate, centri per il turismo) ed europee.<br \/>\nPer ora la sinistra radicale greca non pare soffrire le pressioni politiche e mediatiche: gli ultimi sondaggi danno Syriza oltre il 30 per cento e i comunisti del Kke, che per\u00f2 non andranno al governo con i rivali della sinistra radicale, come terza forza con il 4,8 per cento. Alla coalizione guidata da Tsipras, nella grande frammentazione della scena politica greca, basterebbe un consenso supe\u00adriore al 35 per cento per pro\u00advare a for\u00admare un governo, e per forze di cose all\u2019indomani del voto si porr\u00e0 la questione delle alleanze. A favorire Syriza potrebbe essere l\u2019ennesima scissione del Pasok (gi\u00e0 dato al 3,5 per cento nei sondaggi) guidata dall\u2019ex premier (e figlio del primo Presidente della Repubblica dopo il regime dei colonnelli) Giorgios Papandreou, che fu abbandonato dal partito socialista quando propose un referendum sul salvataggio della Grecia.<br \/>\nIl Pasok rischia di non andare nemmeno in Parlamento (lo sbarramento \u00e8 al tre per cento) e il centrodestra di Nea Dimokratia potrebbe cos\u00ec perdere il secondo pilastro delle larghe intese che hanno garantito alla Troika Bce-Fmi-Ue di governare il Paese negli ultimi anni, costringendolo allo stremo<\/p>\n<p>MEDIO ORIENTE &#038; AFRICA<br \/>\nKURDISTAN\/KOBANE<br \/>\nKOBANE SOLIDALE CON PARIGI. I CURDI CHIAMANO ALLA LOTTA CONTRO I CRIMINALI FASCISTI<br \/>\nSono stati loro ad affrontare e sconfiggere militarmente sul campo i tagliagole dell&#8217;Isis, la loro resistenza nella citt\u00e0 di Kobane \u00e8 stata ed \u00e8 per questo il simbolo di una lotta che \u00e8 diventata una speranza di liberazione non solo per il medio oriente ma anche per molti movimenti europei che guardano con sempre pi\u00f9 attenzione il processo di confederazione democratica di tipo eco socialista che si \u00e8 avviata nella Rojava.  Oggi la co presidenza delle comunit\u00e0 del Kurdistan ( KCK) ha preso parola rispetto all&#8217;attacco terrorista avvenuto nel cuore dell&#8217;Europa con un durissimo comunicato contro &quot; i criminali fascisti&quot;.<br \/>\n&quot;Noi condanniamo con forza l\u2019attacco e il massacro condotto da criminali fascisti contro la rivista settimanale satirica e offriamo le nostre pi\u00f9 profonde condoglianze alle famiglie ed ai parenti delle vittime, alla stampa francese e al popolo francese. I criminali fascisti &#8211; si legge nel comunicato &#8211; che da lungo assediano tutti i popoli del Medio Oriente in particolare i curdi, hanno questa volta condotto un massacro a Parigi nel cuore dell\u2019Europa. Questo attacco \u00e8 finalizzato ad intimidire la consapevole opinione pubblica d\u2019Europa. Quelli che hanno compiuto il massacro di Charlie Hebdo sono gli assassini che hanno sulle loro mani il sangue dei curdi, degli yezidi, degli arabi, degli assiri, dei turcomanni, dei siriaci, e di molti altri gruppi etnici e religiosi . Questa mentalit\u00e0 fascista nemica dei popoli e delle culture \u00e8 cresciuta nel letamaio delle forze egemoniche ed \u00e8 diventata una spina nel fianco di tutta l\u2019umanit\u00e0. I curdi e il movimento di liberazione curdo stanno effettuando la pi\u00f9 determinata e valorosa lotta contro queste forze in Medio Oriente ,in particolare a Shengal (Sinjar) e a Kobani. Chiediamo a tutti i popoli europei e a tutta l\u2019umanit\u00e0 insieme ai curdi e ad i popoli del Medio Oriente di intensificare la lotta congiunta contro questi criminali fascisti nemici dell\u2019umanit\u00e0. (Fonte: www.retekurdistan.it)<\/p>\n<p>LIBANO<br \/>\nTORNA LA PAURA A TRIPOLI<br \/>\nL&#8217;attentato suicida al caff\u00e8 Omran del 10 gennaio, in cui sono morte nove persone, ha riportato il terrore a Tripoli, la citt\u00e0 del nord del Libano pi\u00f9 colpita dalle divisioni religiose legate al conflitto in Siria. L&#8217;attentato \u00e8 avvenuto nel quartiere a maggioranza alawita di Jabal Moh-sen ed \u00e8 stato rivendicato dal Fronte al nusra, il ramo siriano di Al Qaeda, scrive An Nahar. Due giorni dopo la polizia ha trasferito numerosi detenuti estremisti islamici rinchiusi nel-la prigione di Roumieh, accusati di complicit\u00e0 con gli attentatori<\/p>\n<p>EGITTO<br \/>\n II 12 gennaio un tribunale del Cairo ha assolto 26 uomini arrestati in un bagno turco con l&#8217;accusa di &quot;depravazione&quot;.  Il 13 gennaio la giustizia egiziana ha annullato la condanna a tre anni di prigione dell&#8217;ex presi-dente Hosni Mubarak, accusato di corruzione. Ci sar\u00e0 un nuovo processo.<\/p>\n<p>TUNISIA<br \/>\nTUNISIA ROCCAFORTE USA NEL MEDITERRANEO. A QUATTRO ANNI DALLA PRIMAVERA ARABA, LE FORZE ARMATE USA RAFFORZANO LA PARTNERSHIP CON UNO STORICO ALLEATO NORDAFRICANO PER CONTRASTARE LA PENETRAZIONE DEL \u201cTERRORISMO\u201d ISLAMICO-RADICALE NEL MEDITERRANEO. SI TRATTA DELLA TUNISIA, PAESE AL CENTRO DI UNA LUNGA E GRAVE CRISI SOCIALE ED ECONOMICA CHE, GRAZIE A WASHINGTON, HA PER\u00d2 VARATO UN DISPENDIOSISSIMO PROGRAMMA DI RIARMO E POTENZIAMENTO DEL DISPOSITIVO BELLICO.<br \/>\n Nei giorni scorsi, la Defense Security Cooperation Agency \u2013 agenzia statunitense per la cooperazione alla difesa e alla sicurezza &#8211; ha approvato la vendita al governo tunisino di dodici elicotteri da combattimento e trasporto tattico Sikorsky UH-60M \u201cBlack Hawk\u201d, per una spesa di 700 milioni di dollari che include il supporto addestrativo e tecnico-logistico del personale tunisino. I velivoli potranno trasportare sino a undici militari alla volta e saranno armati con mitragliatrici M134 7.62 da 51 mm e GAU-19.50 BMG 12.7 da 99 mm, razzi a guida laser, missili \u201cHellfire\u201d. La Tunisia ha anche chiesto a Washington una serie di apparecchiature per i \u201cBlack Hawk\u201d come motori, sistemi di posizionamento globale e per la pianificazione delle missioni aeree, sistemi radio VHF (Very High Frequency), UHF (Ultra High Frequency) e per la trasmissione ai satelliti, apparecchiature e sistemi di rilevamento anti-missile, ecc.<br \/>\nGli elicotteri che sostituiranno i vecchi velivoli HH-3E \u201cJolly Green Giant\u201d (anch\u2019essi prodotti dalla statunitense Sikorsky) saranno rischierati presso l\u2019eliporto di Pointe Karoube, all\u2019interno della base aerea di Biserta &#8211; Sidi Ahmed. \u201cIl trasferimento dei Black Hawk alla Tunisia contribuir\u00e0 alla politica estera e alla sicurezza nazionale degli Stati Uniti d\u2019America e migliorer\u00e0 la sicurezza di un paese amico del nord Africa\u201d, ha dichiarato il portavoce della Defense Security Cooperation Agency. \u201cI nuovi elicotteri potenzieranno le capacit\u00e0 della Tunisia nel contrastare le minacce regionali e nel supportare le operazioni anti-terrorismo, consentendo altres\u00ec la realizzazioni di attivit\u00e0 di pattugliamento dei confini e di pronto intervento delle unit\u00e0 aeree e terrestri\u201d. L\u2019agenzia di cooperazione alla difesa ha annunciato che nel 2015 sar\u00e0 autorizzato il trasferimento di altri \u201caiuti militari\u201d per oltre 60 milioni di dollari, in particolare sistemi di rilevamento di esplosivi e un numero non specificato di unit\u00e0 navali alla Marina tunisina.<br \/>\nLo scorso mese di dicembre, l\u2019aeronautica militare tunisina ha ricevuto dalla statunitense Lockheed Martin il secondo dei due aerei da trasporto C-130J-30 \u201cSuper Hercules\u201d commissionati nel 2012. I velivoli sono stati assegnati al 21\u00b0 Squadrone, anch\u2019esso di base nello scalo aereo di Biserta &#8211; Sidi Ahmed. \u201cGrazie i nuovi C-130J Super Hercules la Tunisia potr\u00e0 svolgere un ampio spettro di missioni, compresi gli interventi di pronto intervento a livello mondiale, il combattimento a fuoco e le tradizionali attivit\u00e0 di trasporto aereo\u201d, hanno riferito i manager di Lockheed Martin. \u201cI C-130J sono ideali per il continente africano perch\u00e9 sono prodotti in differenti varianti: per le operazioni di intelligence, sorveglianza riconoscimento (ISR), la guerra contro le unit\u00e0 navali e i sottomarini, il trasporto VIP e truppe, il lancio di paracadutisti, la ricerca e soccorso, la guerra elettronica, l\u2019aiuto umanitario\u201d. I velivoli possono essere dotati di sensori elettro-ottici ai raggi infrarossi, sistemi radar avanzati, magnetic anomaly detector, siluri e missili antinave.<br \/>\nSempre nel 2014, Washington ha consegnato alla Marina militare tunisina due pattugliatori di 13.5 metri, a cui si aggiungeranno entro il febbraio 2015 altre sette motovedette di 7,6 metri. \u201cLe due unit\u00e0 veloci, del costo di pi\u00f9 di 2 milioni di dollari, fanno parte di un nuovo programma di assistenza alla Marina tunisina per rafforzare la sicurezza marittima contro il terrorismo che colpisce la regione mediterranea\u201d, ha dichiarato l\u2019ambasciatore Usa Jake Walles. \u201cIl Comando delle forze armate Usa per il continente africano &#8211; US AFRICOM &#8211; sta inoltre sviluppando alcuni interventi d\u2019assistenza delle forze armate tunisine, compresa la condivisione delle informazioni, l\u2019espansione delle attivit\u00e0 di addestramento e la fornitura di equipaggiamento avanzato\u201d. Gli Stati Uniti hanno pure completato la consegna alle unit\u00e0 speciali anti-terrorismo delle forze armate e di polizia tunisine di una decina di tonnellate di \u201cequipaggiamento difensivo\u201d, tra cui caschi protettivi e giubbotti antiproiettile. \u201cGli Stati Uniti stanno pure sostenendo il piano varato dal governo tunisino per centralizzare il sistema d\u2019intelligence anti-terrorismo, che sar\u00e0 diretto da uno staff interforze specializzato dei ministeri dell\u2019Interno, della Difesa e della Giustizia\u201d, ha aggiunto l\u2019ambasciatore Walles. \u201cLa Tunisia far\u00e0 presto parte insieme ad altri cinque paesi africani della nuova Security Governance Initiative (SGI) a guida Usa, che avr\u00e0 lo scopo di rafforzare le capacit\u00e0 di gestione della difesa di queste nazioni\u201d.<br \/>\nElicotteri, aerei da guerra e sistemi d\u2019intelligence saranno utilizzati prevalentemente contro i gruppi islamico-radicali operanti nel Maghreb, come Ansar al Sharia e le milizie filo al Qaeda. L\u2019area in cui si sono intensificati maggiormente gli scontri con le forze armate tunisine \u00e8 quella montuosa del Chaambi, al confine con l\u2019Algeria. L\u2019evento pi\u00f9 sanguinoso risale al 17 luglio scorso, quando un commando ha attaccato a Henchir Tella (governatorato di Kasserine) una pattuglia dell\u2019esercito, causando la morte di 14 militari e oltre una ventina di feriti.<br \/>\nAnche l\u2019Italia \u00e8 direttamente impegnata nella fornitura di assistenza e sistemi d\u2019arma avanzati alle forze armate tunisine. A febbraio sar\u00e0 completata la consegna alla Marina e alla Guardia nazionale di dodici pattugliatori marittimi P270TN e P350TN prodotti dal Cantiere Navale Vittoria (CNV) di Adria. Le unit\u00e0 saranno impiegate prevalentemente per impedire che le imbarcazioni \u201cillegali\u201d che trasportano migranti e richiedenti asilo lascino le coste nordafricane per raggiungere il sud Italia (di Antonio Mazzeo )<\/p>\n<p>MOZAMBICO<br \/>\nAVVELENATI IN MASSA<br \/>\nA Chitima il 9 gennaio sono morte per avvelenamento 69 persone. Le vittime avevano partecipato a un funerale e avevano bevuto della birra artigianale contaminata con &quot;bile di coccodrillo&quot;, affermano le autorit\u00e0. Il governo ha proclamato tre giorni di lutto nazionale, scrive @Verdade.<\/p>\n<p>UGANDA<br \/>\nII governo ha annunciato che Dominic Ongwen, uno dei leader dei ribelli dell&#8217;Esercito di resistenza del Signore (Lra), il gruppo guidato da Joseph Kony, sar\u00e0 consegnato alla Corte penale intemazionale.<\/p>\n<p>CONGO<br \/>\n(Rdc) andr\u00e0 a votare nel 2016, il presidente Joseph Kabila sar\u00e0 alla guida del paese da 15 anni. &quot;A quel punto rispetter\u00e0 il limite costituzionale dei due mandati 0 cercher\u00e0 di modificare la legge a suo favore?&quot;, si chiede Les Afriques. Perii momento il dibattito politico si concentra sulla riforma elettorale. Il testo presentato dal governo al parlamento il 12 gennaio prevede che le liste elettorali debbano essere aggiornate per riflettere i cambiamenti demografici. Questo fa pensare che si dovr\u00e0 organizzare un censimento prima del 2016.1 partiti dell&#8217;opposizione sostengono che il governo vuole solo prendere tempo e prolungare di fatto il mandato di Kabila, e per questo hanno organizzato delle manifestazioni a Kinshasa contro cui \u00e8 intervenuta la polizia. Nell&#8217;est del paese continua la lotta contro i gruppi ribelli. Come scrive Voice of America, il 2 gennaio \u00e8 scaduto il termine per il disarmo volontario imposto ai ribelli delle Forze democratiche per la liberazione del Ruanda. Il Sudafrica ha dichiarato che i suoi soldati, schierati nel contingente di peacekeeping dell&#8217;Onu, sono pronti a intervenire<\/p>\n<p>NIGERIA<br \/>\nIL MASSACRO CHE L&#8217;OCCIDENTE NON VUOLE VEDERE PERCH\u00c9 PARLA DELLE SUE CONTRADDIZIONI<br \/>\nAMMAZZATI A UNO A UNO A COLPI D&#8217;ARMA DA FUOCO O CON I MACHETE, UOMINI ANZIANI, DONNE E BAMBINI INSEGUITI NELLE STRADE E NELLA FORESTA, FINITI DOPO ESSERE STATI ATROCEMENTE MUTILATI. (INTERNAZIONALE | Autore: fabrizio salvatori)<br \/>\nLa carneficina di Baqa, nel nord-est della Nigeria, dove dei circa diecimila abitanti almeno 2.000 sono stati uccisi dagli integralisti islamici Boko Haram \u00e8 durata una settimana. Eppure sui media occidentali si \u00e8 parlato come al solito di altro. Quella che si sta aprendo, per\u00f2, \u00e8 una grave crisi umanitaria dalle prospettive non prevedibili. L&#8217;Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr) ha dichiarato che sono quasi diecimila i nigeriani in fuga. Amnesty International, che ha operatori nella zona, ha confermato che siamo di fronte al &quot;peggior massacro nella storia dei Boko Haram&quot;. E tragiche testimonianze arrivano da qualche sopravvissuto: abitanti della citt\u00e0 devastata sono fuggiti a bordo di piccole imbarcazioni affrontando le acque del lago Ciad, hanno raggiunto isolotti prima che le barche affondassero e da giorni sono privi di qualunque mezzo di sussistenza.<br \/>\n&quot;Stanno morendo di fame e di stenti&quot;, ha raccontato un ragazzo aggiungendo che la stessa sorte sta colpendo nella foresta feriti e anziani.<br \/>\nIn Nigeria, il pi\u00f9 popoloso Paese d&#8217;Africa, l&#8217;avvicinarsi delle elezioni legislative e presidenziali fissate per il 14 febbraio \u00e8 ormai quasi quotidianamente segnato dagli assalti dei fondamentalisti islamici nel nord-est. Ma la conquista di Baqa e di una quindicina di villaggi nella stessa area (che non \u00e8 lontana neanche dal confine con il Niger) rischia di non essere solo una tragedia per la popolazione. Pesanti saranno, secondo numerosi osservatori, anche le ripercussioni sull&#8217;economia dell&#8217;intera area, crocevia commerciale e agricolo vitale per il Camerun, il Ciad e il Niger. Boko Haram,intanto, si finanzia con il commercio dell&#8217;avorio di elefanti bracconati in Camerun; i miliziani Janjaweed si finanziano con il commercio dell&#8217;avorio e del corno di rinoceronte di animali bracconati in paesi limitrofi (come la Repubblica democratica del Congo e la Repubblica Centro Africana).<br \/>\nLa guerra sta infiammando tutta la regione centrafricana. L&#8217;aeronautica del Camerun ha addirittura bombardato alcune basi dei Boko Haram per bloccare infiltrazioni e scorrerie. Ora a rischiare di pi\u00f9 \u00e8 comunque un&#8217;altra importante citt\u00e0 della Nigeria, Maiduguri, capoluogo dello Stato di Borno, quasi completamente circondata dai jihadisti. Anche da qui la popolazione ha cominciato ad andarsene e va ad ingrossare la gi\u00e0 enorme massa degli sfollati, sia all&#8217;interno che all&#8217;esterno della Nigeria: pi\u00f9 di un milione e 600mila persone, secondo i calcoli delle organizzazioni umanitarie.<br \/>\nIl capo di stato uscente Goodluck Jonathan, cristiano del sud, si \u00e8 ricandidato e potrebbe facilmente vincere anche (e forse soprattutto) se in molte localit\u00e0 del nord a maggioranza musulmana non sar\u00e0 possibile allestire seggi elettorali proprio a causa del caos scatenato dai Boko Haram. Ma in questo caso la sua sarebbe una vittoria a rischio, con l&#8217;opposizione che appoggia il musulmano del nord Muhammadu Buhari (gi\u00e0 al potere in Nigeria negli anni &#8217;80 durante la dittatura dei militari) legittimata a sostenere l&#8217;irregolarit\u00e0 del voto.<br \/>\nQuesto tipo di fenomeno, sottolinea Mario Raffaelli, vice-segretario di Amref Health Africa &quot;prospera grazie alla crisi sociale, economica e di identit\u00e0 del mondo arabo e musulmano, che ha visto fallire tutte le ipotesi di &#8216;modernizzazione&#8217;, dal socialismo nasseriano, alle &#8216;democrazie autoritarie&#8217; sostenute dall&#8217;occidente&quot;. Il terrorismo, &quot;cresce e si sviluppa in territori resi fertili dalla mancanza di una risposta politica lungimirante e globale&quot; e per questo &quot;la sola risposta militare \u00e8 inutile, quando non addirittura controproducente&quot;.<br \/>\nSu quanto sta accadendo in Nigeria \u00e8 intervenuta la presidente della Camera Laura Boldrini, che nei prossimi giorni si recher\u00e0 in visita presso l\u2019ambasciata della Nigeria a Roma. &quot;Nemmeno i tragici avvenimenti ancora in corso di svolgimento in Francia possono oscurare la gravit\u00e0 della tremenda strage che i terroristi islamici di Boko Haram hanno compiuto in Nigeria, nella citt\u00e0 di Baqa e nelle zone circostanti. Il bilancio delle vittime non \u00e8 ancora definitivo, ma di sicuro le persone uccise sono alcune centinaia, forse addirittura migliaia. L&#8217;eccidio messo in atto da Boko Haram conferma purtroppo che il terrorismo di matrice islamica \u00e8 una minaccia globale, che miete vittime non solo tra i cittadini europei, ma in maniera almeno altrettanto feroce in Paesi africani e mediorientali. Se globale \u00e8 la minaccia, globale e dura deve essere una risposta che veda uniti gli Stati dell&#8217;Unione europea, le altre democrazie, le organizzazioni internazionali\u201d<br \/>\nNIGERIA<br \/>\nIL GRIDO DELLA NIGERIA: &quot;NOI COME LA FRANCIA. NON POTETE STARE ZITTI&quot;.<br \/>\nAll&#8217;indomani della storica marcia contro il terrorismo a Parigi, che ha visto sfilare, tra altri 40 capi di Stato e di governo, in prima fila il presidente nigeriano Goodluck Jonathan, dalla Nigeria arrivano critiche all&#8217;Occidente accusato di ignorare la &quot;tragedia&quot; provocata da Boko Haram. Ad esprimerle \u00e8 stato Ignatius Kaigama, arcivescovo cattolico di Jos, che, ricordando il grande sostegno e la grande solidariet\u00e0 che la comunit\u00e0 internazionale sta dando a Parigi, ha affermato che &quot;\u00e8 necessario che lo stesso spirito si abbia nei confronti non solo dell&#8217;Europa, ma anche della Nigeria, del Niger, del Cameron&quot;. ( da INTERNAZIONALE | Autore: fabrizio salvatori)<br \/>\nIntervistato dalla Bbc, l&#8217;alto prelato ha infatti ha sottolineato come questi paesi pi\u00f9 poveri abbiamo bisogno che &quot;risorse internazionali vengano mobilitate per combattere queste individui che portano tanta tristezza a tante famiglie&quot;. L&#8217;arcivescovo ha parlato dopo che negli ultimi due giorni almeno 23 persone sono rimaste uccise in tre attentati provocati da kamikaze donne, una che sarebbe stata una bambina di 10 anni. &quot;Siamo di fronte ad una tragedia monumentale che addolora tutta la Nigeria, ma sembra che siamo senza aiuto &#8211; ha detto ancora &#8211; perch\u00e8 se avessimo potuto fermare Boko Haram, l&#8217;avremmo fatto subito. Ma invece continuano ad attaccare, uccidere e conquistare territori, con una totale impunit\u00e0&quot;. Per l&#8217;arcivescovo Kaigama infatti gli attacchi, in particolare quello dei giorni scorsi dove centinaia di persone sono state uccise dai terroristi islamici che hanno conquistato la citt\u00e0 di Baga, costringendo i governativi ad abbandonare la base militare, mostrano che le forze armate nigeriane non sono in grado di fermare la furia di Boko Haram.<br \/>\nA chiedere il coinvolgimento della comunit\u00e0 internazionale per bloccare Boko Haram \u00e8 anche Terre des Hommes, che esprime forte preoccupazione per l&#8217;evolversi del conflitto in Nigeria.<br \/>\n&quot;Mancano le parole per descrivere queste atrocit\u00e0. Questi episodi dimostrano un disumano disprezzo per il valore della vita di chi \u00e8 pi\u00f9 indifeso e non pu\u00f2 sottrarsi agli ordini&quot;, afferma Raffaele K. Salinari, presidente della Federazione Internazionale Terre des Hommes. &quot;La comunit\u00e0 internazionale non pu\u00f2 stare zitta &#8211; aggiunge &#8211; ma deve spingere il governo nigeriano a proteggere con maggiore determinazione la popolazione civile da Boko Haram. In maniera particolare vanno protetti tutti i luoghi frequentati dai bambini, prime tra tutte le scuole, dove il gruppo terrorista spesso sequestra i suoi futuri combattenti. Garantire tutti i diritti dei bambini, rafforzare l&#8217;educazione e la protezione dell&#8217;infanzia, in Nigeria come altrove, \u00e8 una valida strategia per contrastare il terrorismo&quot;.<br \/>\nTerre des Hommes \u00e8 promotrice della Coalizione Stop all&#8217;Uso dei Bambini Soldato e da tre anni, con la sua Campagna &quot;Indifesa&quot;, \u00e8 impegnata a difesa delle bambine nel mondo, con progetti concreti per migliorare la loro condizione e azioni di sensibilizzazione per denunciare le violazioni dei loro diritti.<\/p>\n<p>MALI<br \/>\nCAMBIO D\u00cc GOVERNO<br \/>\n&quot;Ufficialmente si \u00e8 dimesso, ma in realt\u00e0 \u00e8 stato licenziato. Moussa Mara, l&#8217;ex primo ministro maliano, in nove mesi era riuscito a mettersi tutti contro&quot;, scrive Jeune Afrique. Il 9 gennaio a Bamako \u00e8 quindi entrato in carica il nuovo governo, guidato da Mobibo Keita. La sicurezza continuer\u00e0 a essere una priorit\u00e0 dell&#8217;esecutivo, visto che il Mali non \u00e8 ancora riuscito a sconfiggere i gruppi estremisti islamici che due anni fa avevano occupato il nord del paese. Il 5 gennaio otto persone sono morte in un attacco terroristico contro una base militare a Nampala, vicino al confine con la Mauritania.<\/p>\n<p>ASIA &#038; PACIFICO<br \/>\nGIAPPONE<br \/>\n II 14 gennaio il governo ha approvato una legge di bilancio record da 96.340 miliardi di yen (circa 700 miliardi di euro), che prevede un aumento delle spese militari per contrastare le minacce provenienti da Cina e Corea del Nord<\/p>\n<p>HONG KONG<br \/>\nIl ripristino dell&#8217;ordine<br \/>\nIl 14 gennaio il governatore di Hong Kong CY Leung ha detto che c&#8217;\u00e8 il rischio di &quot;degenerare nell&#8217;anarchia&quot; se venissero introdotte le riforme democratiche chieste dai manifestanti che per pi\u00f9 di due mesi avevano occupato alcune zone della citt\u00e0. Leung ha spiegato che la crescita economica \u00e8 prioritaria rispetto alle riforme democratiche. Il<br \/>\n12gennaio un uomo aveva lanciato una molotov contro l&#8217;abitazione di Jimmy Lai, magnate dell&#8217;informazione e sostenitore dei movimenti per la democrazia. Anche gli uffici di Next Media, la societ\u00e0 di Lai che pubblica il quotidiano Apple Daily, sono stati bersaglio di un attacco simile, denuncia il quotidiano. Lai \u00e8 stato in prima fila nelle proteste contro la riforma elettorale imposta da Pechino.<\/p>\n<p>AFGANISTAN<br \/>\nCompromessi a Kabul<br \/>\nIl presidente Ashraf Ghani  ha presentato la lista dei ministri del governo di unit\u00e0 nazionale che dovr\u00e0 essere approvata dal parlamento. I ministri sono stati scelti dopo pi\u00f9 di tre mesi di negoziati con Abdullah Abdullah, amministratore delegato del governo e avversario di Ghani alle presidenziali del 2014. Alla difesa e alle finanze sono stati nominati due uomini vicini a Ghani, Sher Mohammad Karimi e Ghulam Jilani Po-pai. Agli interni e agli esteri dovrebbero andare due sostenitore di Abdullah, Nur ulHaq Ulumi e Salahuddin Rabbani. Secondo fonti della Bbc, Ghani avrebbe invitato nell&#8217;esecutivo due ex esponenti taliban, che per\u00f2 avrebbero rifiutato<\/p>\n<p>NEPAL<br \/>\nL&#8217;opposizione in piazza<br \/>\nIl 13 gennaio la coalizione di trenta partiti d&#8217;opposizione guidata dagli ex ribelli maoisti ha indetto uno sciopero generale che ha fermato scuole, fabbriche, mercati e trasporti pubblici a Kathmandu e in altre citt\u00e0 SCRIVE il Kathmandu Post . Pi\u00f9 di cento manifestanti sono stati arrestati per danni ai veicoli durante la protesta contro la decisione del governo di presentare una bozza della costituzione entro la fine di gennaio senza il consenso dell&#8217;opposizione. Il primo ministro Sushil Koirala, eletto nel febbraio del 2014, aveva promesso di presentare una bozza entro un anno. Dalla fine della guerra civile nel 2006, l&#8217;assemblea costituente non \u00e8 riuscita ad approvare una carta. La questione su cui non si trova un accordo \u00e8 la divisione in stati del paese. I maoisti propongono di dividerlo secondo la distribuzione etnica della popolazione, in modo da favorire le minoranze. Una soluzione che non convince il resto dell&#8217;assemblea.<\/p>\n<p>INDIA<br \/>\nII 12 gennaio l&#8217;esercito ha annunciato l&#8217;arresto di 39 ribelli separatisti di etnia bodo nell&#8217;Assam. Sarebbero coinvolti in una serie di attacchi recenti che hanno causato la morte di pi\u00f9 di 70 persone<br \/>\nINDIA<br \/>\nDI NUOVO ALLE URNE<br \/>\nLe elezioni per il rinnovo del parlamento di New Delhi si terranno il 7 febbraio. Nel febbraio del 2014 il governatore Arvind Kejriwal, del Partito Aam Aadmi, si \u00e8 dimesso dopo la bocciatura di un progetto di legge anticorruzione. Da allora i partiti principali non sono riusciti a formare un governo. Anche se il partito del premier Narendra Modi, il Bharatiya janata, alle elezioni generali del 2014 ha trionfato, stavolta non succeder\u00e0, scrive The Hindu.<\/p>\n<p>PAKISTAN<br \/>\nIl 13 gennaio ha riaperto la scuola di Peshawar colpita da un attacco dei taliban il 16 dicembre 2014. Nell&#8217;attentato 150 persone sono morte e 120 sono rimaste ferite. La maggior parte delle vittime, uccise da sette uomini armati che hanno fatto irruzione nell&#8217;edif\u00eccio vicino a un complesso militare, erano scolari. Dopo la strage il governo ha cancellato una moratoria contro la pena di morte e disposto che gli imputati accusati di terrorismo siano giudicati da tribunali militari. I taliban pachistani hanno rivendicato l&#8217;attacco come una vendetta per l&#8217;offensiva dell&#8217;esercito nel Waziristan del Nord. &#9830; Nella foto: Siraj ul Haq, leader del partito Jama &#8216;ate Islami, nella scuola di Peshawar,!^gennaio 2015.<\/p>\n<p>AMERICA CENTRO-MERIDIONALE<br \/>\nHAITI<br \/>\nSenza parlamento<br \/>\nIl 13 gennaio il parlamento di Haiti si \u00e8 sciolto dopo il fallimento degli ultimi negoziati tra governo e opposizione per estendere il mandato delle camere, che scadeva il 12 gennaio. &quot;Quello stesso giorno, in occasione della cerimonia per il quinto anniversario del terremoto che nel 2010 ha provocato pi\u00f9 di 20omila vittime, il presidente haitiano Michel Martelly ha invitato i cittadini alla calma&quot;, scrive Le Monde. Da settimane molti haitiani protestano per chiedere al governo d&#8217;indire nuove elezioni politiche, previste inizialmente a maggio del 2012, e chiedere le dimissioni di Martelly, accusato di corruzione nell&#8217;utilizzo dei fondi per la ricostruzione. Ora che il parlamento \u00e8 stato sciolto, il presidente dovr\u00e0 governare per decreto fino alla scadenza del mandato, l&#8217;anno prossimo. Il 25 dicembre Martelly aveva nominato Evans Paul nuovo primo ministro<\/p>\n<p>MESSICO<br \/>\nAncora scontri a Iguala<br \/>\nIl 12 gennaio i parenti dei 43 studenti scomparsi il 26 settembre hanno assaltato due basi dell&#8217;esercito a Iguala e Chilpancingo, nello stato di Guerrero. &quot;Il giorno dopo questi scontri&quot;, scrive Reforma, &quot;il governo federale ha accettato di aprire le sedi militari ai parenti delle vittime, per rendere pi\u00f9 trasparente l&#8217;indagine sulla scomparsa degli studenti&quot;. Secondo i familiari dei ragazzi che frequentavano la scuola normale rurale di Ayotzinapa, l&#8217;esercito sarebbe coinvolto nei fatti del 26 settembre. Intanto, il 12 gennaio un giudice federale ha dato il via libera a un processo penale contro Maria de los \u00c1ngeles Pineda, moglie dell&#8217;ex sindaco di Iguala per il coinvolgimento nella sparizione dei 43 studenti.<\/p>\n<p>CUBA<br \/>\nLiberati 53 prigionieri politici<br \/>\nIl 13 gennaio, pochi giorni dopo la ripresa delle relazioni diplomatiche tra Cuba e Stati Uniti, l&#8217;Avana ha rilasciato 53 prigionieri politici. Una mossa accolta in modo positivo da Washington, che non risolve per\u00f2 il problema dei diritti umani a Cuba. El Nuevo Herald riporta un comunicato di Amnesty International sulle recenti e preoccupanti detenzioni di dissidenti<\/p>\n<p>BRASILE<br \/>\n II 14 gennaio \u00e8 stato ar-restato Nestor Cerver\u00f3, ex direttore degli affari internazionali dell&#8217;azienda petrolifera pubblica Petrobras, al centro di uno scandalo di corruzione. Paraguay II leader dei ribelli dell&#8217;Associazione contadina armata (Aca), Albino Jara, \u00e8 rima-sto ucciso il 7 gennaio durante una sparatoria nella giungla. Stati Uniti II 13 gennaio \u00e8 stata eseguita in Georgia la condanna a morte di Andrew Howard Brannan, che nel 1998 aveva uc-ciso un poliziotto. Anni prima gli era stato diagnosticato un disturbo post traumatico da stress.<br \/>\nBrasile<br \/>\n II 14 gennaio \u00e8 stato arrestato Nestor Cerver\u00f3, ex direttore degli affari internazionali dell&#8217;azienda petrolifera pubblica Petrobras, al centro di uno scandalo di corruzione. Paraguay II leader dei ribelli dell&#8217;Associazione contadina armata (Aca), Albino Jara, \u00e8 rima-sto ucciso il 7 gennaio durante una sparatoria nella giungla. <\/p>\n<p>AMERICA SETTENTRIONALE<br \/>\nUSA<br \/>\nLOSANGELES<br \/>\nA Los Angeles il regista Max Bartoli ha completato le riprese del corto \u201cThe Secret of Joy\u201d con una troupe di oltre settanta persone. Questo  film sar\u00e0 donato alla Kids Cancer Research Foundation.<br \/>\nGrande presentazione a Maggio a Hollywood. Per avere ogni dettaglio sull\u2019iniziativa puoi aprire il sito: www.thesecretofjoy.org<br \/>\nIl cancro infantile \u00e8 in aumento esponenziale in tutti i paesi industrializzati. Uno degli attori \u00e8 un bambino malato con previsione di vita di due anni.<br \/>\nIl film di Max \u00e8 assolutamente gratuito compresi gli attori (alcuni dei quali di alto livello a Hollywood) e tecnici.<br \/>\nPer oltre l\u2019 85% \u00e8 un film italiano per sponsor, regista, attore protagonista e coproduttore, trucco, parrucche, editing, sceneggiatura, alcuni attori.<br \/>\nCome vedrai su www.thesecretofjoy.com  gi\u00e0 sono diversi gli sponsor che hanno contribuito a questa impresa, ai quali devi aggiungere la Croce Rossa, il comune di Napoli, quello di Acerra oltre ai principali ospedali pediatrici italiani.<br \/>\nFaccio appello alla tua sensibilit\u00e0 per chiederti di sponsorizzare un aiuto o di fare una donazione sul sito.<br \/>\nSpero proprio che ascolterai la voce del cuore facendo di questo Nuovo Anno una occasione vera per aiutare bambini che soffrono\u2026con gioia.<br \/>\nSottolineo inoltre la visibilit\u00e0 mondiale del progetto in quanto il film sar\u00e0 in inglese, spagnolo, italiano.<br \/>\nPer ogni contatto di sponsorizzazione \u00e8 possibile rivolgersi direttamente a  Max 1646 639-8152    maxbartoli@gmail.com , dandomene copia.<br \/>\nL\u2019augurio pi\u00f9 affettuoso e vero per un Grande 2015 pieno di \u2018S\u2019 \u201csalute, soldi, soddisfazioni e il resto lo aggiungete Voi\u201d . di Max Bartoli<\/p>\n<p>STATI UNITI<br \/>\nNel 2014 \u00e8 nato un movimento che   vuole mettere fine una volta per tutte al razzismo della societ\u00e0 statunitense nei confronti dei neri. Nei prossimi mesi gli attivisti, uniti sotto lo slogan &quot;black lives matter&quot;, dovranno avanzare proposte concrete per ottenere un miglioramento reale. Secondo The Nation, la storia statunitense dimostra che non si pu\u00f2 affrontare il tema delle discriminazioni senza contrastare lo sfruttamento economico. L&#8217;aspetto pi\u00f9 importante riguarda il mercato del lavoro. Oggi la maggioranza dei disoccupati o delle persone che lavorano in condizioni di precariet\u00e0 \u00e8 composta da neri poveri che abbandonano la scuola. Il governo dovrebbe attuare una politica di piena occupazione, espandendo i programmi di lavoro garantito e concedendo un reddito di base per le famiglie pi\u00f9 povere. Milioni di persone potrebbero svolgere lavori utili nelle loro comunit\u00e0, e questo sarebbe anche un deterrente contro le detenzioni di massa e le politiche discriminatorie messe in atto dalla polizia.<\/p>\n<p>STATI UNITI<br \/>\nLa crisi della Georgia<br \/>\nL&#8217;economia statunitense continua a mostrare segni di ripresa, ma c&#8217;\u00e8 uno stato che non segue questo andamento: la Georgia, che nei mesi di agosto, settembre e ottobre del 2014 ha avuto il livello di disoccupazione pi\u00f9 alto della nazione (intorno al 7 per cento). &quot;\u00c8 sorprendente&quot;, scrive l&#8217;Atlantic, &quot;se si pensa che la Georgia ospita multinazionali come Coca-Cola e Ups, e che nel 2013 e nel 2014 era in cima alla lista degli stati dove \u00e8 pi\u00f9 facile fare affari&quot;. Secondo alcuni economisti, la colpa \u00e8 proprio dell&#8217;approccio ultraliberista all&#8217;economia, con una combinazione di bassi salari, tasse minime e servizi sociali inefficienti.<\/p>\n<p>STATI UNITI<br \/>\nII 13 gennaio \u00e8 stata eseguita in Georgia la condanna a morte di Andrew Howard Brannan, che nel 1998 aveva ucciso un poliziotto. Anni prima gli era stato diagnosticato un disturbo post traumatico da stress.<\/p>\n<p>(Le principali fonti di questo numero:<br \/>\nNYC Time USA, Washington Post, Time GB, Guardian The Observer, GB, The Irish Times, Das Magazin A, Der Spiegel D, Folha de S\u00e0o Paulo B, Pais,  Carta Capital,  Clarin Ar, Le Monde,  Le Monde Diplomatique ,Gazeta, Pravda, Tokyo Shimbun, Global Time,  Nuovo Paese , L\u2019Unit\u00e0, Internazionale,  Il Manifesto, Liberazione, Ansa  , AGVNoveColonne, ControLaCrisi e INFORM, AISE, AGI,  AgenParle , RAI News e 9COLONNE&quot;.)<\/p>\n<p>PER  LE ASSOCIAZIONI, CIRCOLI FILEF,  ENTI ed AZIENDE . Sui siti internet  www.emigrazione-notizie.org  e www.cambiailmondo.org  \u00e8 possibile utilizzare  uno spazio web personalizzato, dedicato alla Vostra attivit\u00e0 e ai Vostri comunicati stampa. Per maggiori informazioni, contattateci a  emigrazione.notizie@email.it , oppure visitate la sezione PUBBLICIT\u00c0 su www.cambiailmodo.org<\/p>\n<p>&nbsp;\t\t<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>20150117 17:14:00 guglielmoz ITALIA &#8211; NAPOLI. Pino Daniele, quell&#8217;inno alla contaminazione napoletana che trasmette l&#8217;eredit\u00e0 di un artista \/ ASSASSINI SENZA DIO. La terribile azione <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=12210\" title=\"11554 2. 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