{"id":12198,"date":"2017-04-15T19:07:20","date_gmt":"2017-04-15T17:07:20","guid":{"rendered":"http:\/\/www.filef.net\/2017\/04\/15\/11542-amenita-romane\/"},"modified":"2019-06-20T14:46:10","modified_gmt":"2019-06-20T14:46:10","slug":"11542-amenita-romane","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=12198","title":{"rendered":"11542 Amenit\u00e0 romane"},"content":{"rendered":"<p>\t\t\t\t20150114 12:52:00 guglielmoz<\/p>\n<p>Addio al re, viva il re.&#8202;<br \/>\nDal sovrano al popolo sovrano.<br \/>\nIL BADANTE. Elogio di una presa per il naso generale.<br \/>\n4 &#8211; Napolitano, pensione dorata: chaffeur, maggiordomo. E ufficio da 100 mq.<br \/>\nCATTIVERIE: MA A CHI POTEVA SERVIRE L\u2019IMMUNITA\u2019 NEL NUOVO SENATO ??????.<br \/>\nRiforme, immunit\u00e0 per i senatori nominati. La maggioranza si approva lo scudo.<\/p>\n<p>&#8211; ADDIO AL RE, VIVA IL RE&#8202;<br \/>\nQuirinale. Ultimo giorno nel palazzo, \u00abcontento di tornare a casa\u00bb. Ma continuando ad avere parecchia voce in capitolo nella politica italiana. Da oggi Giorgio Napolitano sar\u00e0 l\u2019ex capo dello Stato. Il prossimo \u00absar\u00e0 un arbitro, non un giocatore\u00bb, dice Renzi. Ma 9 anni difficilmente potranno essere messi tra parentesi, a meno di spogliare il presidente di quasi tutti i suoi poteri<br \/>\nCala il sipario sul presidente Giorgio Napolitano. (di Andrea Colombo)<br \/>\nQuello che oggi stesso sar\u00e0 l\u2019ex capo dello Stato aderir\u00e0 al gruppo misto del Senato, avr\u00e0 il suo ufficio e lo frequenter\u00e0 spesso, nelle occasioni importanti, a partire dalla nomina del suo successore, interverr\u00e0 in aula e sar\u00e0 ascoltato non solo con il rispetto che si deve a un presidente emerito ma con l\u2019attenzione che spetta a chi continuer\u00e0 ad avere parecchia voce in capitolo nella politica italiana. L\u2019uomo \u00e8 certamente \u00abcontento di tornare a casa\u00bb, come ha dichiarato ieri, ed \u00e8 facile che alla fine abbia visto il Colle davvero \u00abun po\u2019 come una prigione\u00bb. Non significa che intenda ritirarsi a vita completamente privata. Forse non ci riuscirebbe neppure se ci provasse. Troppo profondo \u00e8 il segno che lascia nella politica italiana.<br \/>\nGiorgio Napolitano ha dimorato al Quirinale pi\u00f9 a lungo di chiunque altro nella storia repubblicana, e ha interpretato il proprio ruolo in modo molto vicino a quello di coloro che lo abitavano prima della Repubblica: i sovrani. Quando Matteo Renzi afferma che il prossimo presidente \u00absar\u00e0 un arbitro, non un giocatore\u00bb intende dire che non sar\u00e0 un nuovo re Giorgio. Il toto-presidente diventer\u00e0 nei prossimi giorni una tempesta. In realt\u00e0 la sola idea di continuare con i lavori parlamentari come se nulla fosse \u00e8 un po\u2019 assurda e avr\u00e0 ragione, se ci sar\u00e0, chi chieder\u00e0 di congelare tutto sino a nuovo presidente. Eppure, molto pi\u00f9 del nome del prossimo capo dello Stato, ci si dovrebbe interrogare sull\u2019opportunit\u00e0, e sulla possibilit\u00e0 stessa, di tornare indietro, di riportare le lancette a prima del presidente-monarca. Questa \u00e8 la vera partita che si sta gi\u00e0 giocando dietro la facciata fatta di nomi, trattative e conto dei franchi tiratori.<br \/>\nA elencare le occasioni in cui il primo presidente ex comunista ha spinto il suo ruolo fino al limite estremo, e secondo alcuni anche oltre, si perderebbe il conto. Giorgio Napolitano \u00e8 il presidente che nel 2010, di fronte a una mozione di sfiducia nei confronti del governo Berlusconi con tante firme in calce da prefigurare con certezza la caduta di quel governo, insistette per posticipare il voto, pur sapendo (e come avrebbe potuto ignorarlo?) che cos\u00ec facendo offriva a un uomo molto potente la possibilit\u00e0 di acquistare come in un\u2019orgia di saldi. E\u2019 il presidente che, dimessosi Berlusconi nel 2011, non consider\u00f2 neppure alla lontana l\u2019ipotesi di verificare come intendesse procedere il Parlamento \u00absovrano\u00bb: aveva gi\u00e0 in tasca, e da parecchio, la sua soluzione di ricambio. Mario Monti era gradito a lui e all\u2019Europa: tanto aveva da bastare, tanto bast\u00f2.<br \/>\nQuando, tra qualche anno, commentatori e giornalisti cortigiani si sentiranno abbastanza al sicuro da permet\u00adtersi di valutare con obiettivit\u00e0 la lunga et\u00e0 di re Giorgio, non mancheranno di ricordare che si \u00e8 trattato del primo, nonch\u00e9 unico, caso di un presidente che interpreta le sue funzioni tanto estensivamente da mandare il Paese in guerra, nei deserti e intorno ai pozzi di petrolio libici, senza prendersi il disturbo di far trarre il dado al governo o alle camere. E da sottrarre al medesimo Parlamento il diritto di decidere sulla scelta di spendere o no decine di miliardi, nel cuore di una recessione feroce, per rifornire il Paese degli aerei da guerra pi\u00f9 costosi e peggio funzionanti del mondo.<br \/>\nPassata la paura di passare per grillino, qualcuno trover\u00e0 anche meno ovvio di quanto non sia apparso sinora che un arbitro e un \u00abpresidente di tutti\u00bb occupi sostanziosa porzione del suo tempo per attaccare, denunciare e mettere quotidianamente all\u2019indice il partito a torto o a ragione pi\u00f9 votato dagli italiani nel 2011.<br \/>\n\u00abE\u2019 ora di tornare alla normalit\u00e0\u00bb, questo \u00e8 l\u2019umore che si respira nei palazzi e corridoi dell\u2019et\u00e0 renziana. Alla normalit\u00e0, cio\u00e8 a quando il capo dello Stato era un arbitro con funzioni di mera rappresen\u00adtanza. Ma quel \u00abprima\u00bb \u00e8 una favola. Il primo cittadino, in Italia, ha sempre avuto poteri enormi, e spesso li ha usati, a volte anche facendo tintinnare sciabole o spalleggiando ribaltoni. Il bivio non \u00e8 tra un nuovo presidente-sovrano e il ritorno ai bei vecchi tempi. Proprio perch\u00e9 la rivoluzione introdotta da Giorgio Napolitano passa non per una modifica dei poteri del presidente ma per una loro interpretazione tanto inedita quanto allargata, questi nove anni non possono essere messi tra parentesi. Un presidente che provasse a \u00abfare come prima\u00bb, dopo Napolitano, finirebbe di nuovo nei panni del sovrano.<br \/>\nIl bivio \u00e8 dunque tra rendere davvero la presidenza della Repubblica italiana una funzione formale e di rappresentanza, come non \u00e8 mai stata anche se molti hanno fatto credere che lo fosse, o allargare ancora la breccia aperta da Napolitano, e certificare cos\u00ec definitivamente un ruolo del presidente tutt\u2019altro che \u00abarbitrale\u00bb.<br \/>\nCon i numeri di cui dispone la maggioranza, allargata a Fi, individuare un presidente non sarebbe in s\u00e9 difficile. Quasi tutti i nomi che circolano potrebbero andare bene. Arduo \u00e8 invece decidere se imboccare la strada di un presidente spogliato di quasi tutti i poteri oppure quella di un presidente nella migliore delle ipotesi diarca, e spesso semplicemente monarca. Come \u00e8 stato Giorgio Napolitano.<\/p>\n<p>&#8211; DAL SOVRANO AL POPOLO SOVRANO,  di Marco Travaglio<br \/>\nSono contento di tornare a casa\u201d, dice Re Giorgio alla vigilia dell\u2019abdicazione. Purch\u00e9, si capisce, \u201cle mie dimissioni non blocchino le riforme\u201d (Repubblica). Ci mancherebbe. E sempre nella \u201csperanza di un segnale di unit\u00e0\u201d (Corriere). \u201cUn bell\u2019applauso al presidente Napolitano!\u201d, incita il capoclaque Renzi al Parlamento europeo, purtroppo deserto come nemmeno quello italiano. \u201cScommetto che il presidente lo eleggiamo subito al quarto scrutinio\u201d, aggiunge il premier, che nei ritagli di tempo \u00e8 \u201cal lavoro per un 2015 felix\u201d, anche perch\u00e9 \u201cil Patto del Nazareno con Berlusconi tiene\u201d e son soddisfazioni. La stampa di corte assicura che si procede sul \u201cmodello Pertini\u201d, anzi sul \u201cmodello Fanfani\u201d, senza dimenticare il \u201cmodello Andreotti\u201d e il \u201cmodello Moro\u201d, ma anche l\u2019\u201casse con Prodi\u201d e il \u201cdisgelo con Bersani\u201d. Del resto, come nota Sofri su Repubblica in una torrenziale e salivare recensione dell\u2019agiografia di Giuliano Ferrara sul Genio di Rignano (Il Royal Baby), \u201cFerrara sta per Machiavelli, Matteo per il Valentino\u201d. Nel senso del duca Cesare Borgia. Insomma, siamo al \u201cremake del Principe di Machiavelli in formato Renzi\u201d, roba grossa. Ora il nostro Duca (dica!) si accinge a trionfare anche sull\u2019ermo Colle, issandovi \u2013 assicurano le gazzette pi\u00f9 introdotte nelle segrete stanze \u2013 \u201cun notaio alla Einaudi\u201d, difficilmente compatibile col sogno di \u201cun nuovo Pertini\u201d, ma fa lo stesso. L\u2019importante \u00e8 che sia un \u201carbitro\u201d che, nell\u2019accezione renzian-valentina, \u00e8 uno che non si muove, non fischia e non estrae cartellini. Mai. Almeno quando i falli li commette il premier Matteo, semprech\u00e9 di cognome faccia Renzi (non avrai altro Matteo all\u2019infuori di me). Pi\u00f9 che un arbitro, un portachiavi. O una salma. Inutile discutere: a questo giro il presidente si porta cos\u00ec.<br \/>\n   Resta da capire chi lo sceglie, il notaio-arbitro-salma-portachiavi che assommer\u00e0 su di s\u00e9 i modelli Borgia, Pertini, Einaudi, Fanfani, Andreotti, Moro e Napolitano (un bell\u2019applauso, complimenti per la trasmissione e anche per la rielezione). Il machiavellico Duca Fiorentino un giorno dice che presenta una rosa (con la r minuscola) a B., l\u2019indomani che la mostra solo al Pd, un\u2019altra volta che fa un nome secco e chi ci sta ci sta: tanto, avverte La Stampa, pu\u00f2 contare su una falange macedone di \u201c750 voti\u201d, \u201cun pacchetto record\u201d, una roba mai vista. Senza contare \u201ci voti dell\u2019ex M5S Artini\u201d che \u2013 udite udite \u2013 lavora a \u201cun gruppo unico dei fuorusciti\u201d (Corriere). Emozioni forti. Tutto \u00e8 bene quel che comincia bene. O, per dirla con Verdone: \u201cMagda, tu mi adori, io ti adoro, lo vedi che la cosa \u00e8 reciproca?\u201d. Poi per\u00f2 uno va a vedere i nomi pi\u00f9 gettonati e scopre che, a parte il citatissimo Prodi (per farlo fuori un\u2019altra volta, si capisce), sono quelli di Castagnetti (avete capito bene), Veltroni, Fassino, Mattarella e Bersani. Non uno che susciti la minima vibrazione fra gli italiani. Nelle \u201cprimarie\u201d del Fatto online stravince Rodot\u00e0, seguito da Imposimato e Zagrebelsky. In quelle del sito de La Stampa, primo Prodi, seconda Bonino, terzo Rodot\u00e0. In quelle del Cor&#8201; riere.it&#8201; , prima Bonino, secondo Prodi, terzo Rodot\u00e0. Sono sicuri i signori dei partiti, la cui credibilit\u00e0 ai minimi storici (solo il 3% degli italiani si fida di loro), di avere l\u2019esclusiva sul nuovo presidente senza ascoltare il Paese che dovrebbero rappresentare? Le primarie, dopo Genova, sono diventate impronunciabili. Ma Fabio Martini ricorda su La Stampa che, anche quando i partiti rappresentavano milioni di italiani, la Dc sottopose la scelta del candidato al Quirinale ai grandi elettori, subito o a scrutini inoltrati. Nel 1962 usc\u00ec Segni, nel 1971 Leone, nel 1985 Cossiga: tutti eletti subito dopo. Ora consultare i 1009 grandi elettori non basta pi\u00f9. Ci vuole uno sforzo supplementare. Ciascun partito ha una lista di iscritti (in parte persino veri) e pu\u00f2 facilmente contattarli via email per avere il nome del loro presidente preferito. Come fanno i 5Stelle. Di l\u00ec dovrebbe uscire la rosa in cui pescare il candidato da votare. Un modo per coinvolgere le rispettive \u201cbasi\u201d e scegliere un presidente che, tanto per cambiare un po\u2019, rappresenti i cittadini anzich\u00e9 la Casta.<\/p>\n<p>&#8211; IL BADANTE. ELOGIO DI UNA PRESA PER IL NASO GENERALE, di Oliviero Beha<br \/>\n   CI VUOLE un fisico bestiale, cantava con enfasi Luca Carboni\u2026 ma anche delle menti particolari, aggiungerei io, almeno per dare vita alla diffusa sceneggiata in corso nel Paese, a spese di un\u2019opinione pubblica polverizzata e grazie a un concorso mediatico di fronte al quale non sai se ridere o piangere. Prendiamo il presidente uscente, proprio oggi a quel che pare, giacch\u00e9 si \u00e8 appena concluso il semestre Ue di presidenza italiana. Di cui pare essersi accorto soprattutto Renzi. Napolitano ha detto a una bambina che ormai al Quirinale \u201csi sentiva un po\u2019 in prigione\u201d. Non male per un capo di Stato rieletto per la prima volta nella storia della Repubblica sul Colle. L\u2019avranno obbligato? Mah\u2026 Di sicuro \u00e8 persona attenta alla vita delle istituzioni, secondo l\u2019opinione prevalente. Siamo sicuri? Per esempio, randomizzando qua e l\u00e0, vi risulta che negli ultimi due mesi abbondanti Napolitano abbia tuonato per l\u2019elezione del quindicesimo giudice della Corte costituzionale, monca da un po\u2019 (l\u2019effetto Violante\u2026)? No: eletta in quota sinistra Silvana Sciarra, come quattordicesimo membro, del quindicesimo se ne sono tutti dimenticati, Napolitano compreso.<br \/>\n   Peccato: anche perch\u00e9 la Consulta \u00e8 quella strana congrega che ha giudicato per la prima volta nella nostra storia incostituzionale la legge elettorale suina, il \u201cPorcellum\u201d, grazie al quale siedono in Parlamento quelli che hanno eletto Napolitano per due volte, e adesso ne stabiliranno il successore. Niente, se ne fregano: sia di quello che sentenzia la Corte che del suo Plenum incompleto. Ma su questo tutti zitti, nel disinteresse universale.<br \/>\n   Cos\u00ec come non abbastanza si parla del mutamento (o addirittura dello stravolgimento) delle caratteristiche presidenziali avvenuto durante il novennato. C\u2019\u00e8 chi sostiene che \u00e8 grazie a tale mutamento presidenzialistico e alla figura di prestigio sul Colle che l\u2019Italia non \u00e8 andata a picco. Fantastico ragionamento: se non \u00e8 a picco cos\u00ec, tra i record di disoccupati e il debito pubblico, che deve accadere di peggio? Si ragiona per Napolitano come per Renzi: se non loro, chi?<br \/>\n   \u00c8 un giochetto buono all\u2019inizio, che per\u00f2 ora perde i pezzi perch\u00e9 Napolitano evapora e Renzi arretra. Forse era un giochetto cieco\u2026 Come non sembra che a nessuno urga una legge sui partiti, che dia loro trasparenza e identit\u00e0 organizzativa e funzionale, in termini di diritto. Si va avanti alla becera, come nelle primarie di Genova che non sono state poi cos\u00ec diverse nello stile, nel clima e negli effetti da tutte le ultime altre, a partire da quelle che hanno battezzato Renzi. Vota chiunque, meglio se dietro compenso\u2026 Significa nebulizzare la politica attraverso la dissoluzione dei suoi principali agenti, appunto i partiti, ma di questo come della legge elettorale incostituzionale se ne fregano. Nel pasticcio generale che canzona e raggira il Paese, la strage di Parigi oltre alla questione islamica sub specie terroristica evidenzia una cosuccia come la libert\u00e0 d\u2019espressione, di satira ecc. Che accada in Italia, in fondo alle classifiche relative di \u201cReporters sans frontieres\u201d, fa di nuovo sghignazzare. Sarebbe il caso che ognuno tra i media si guardasse in casa, al di l\u00e0 di ragionamenti sulla \u201copportunit\u00e0\u201d o la \u201clicenza\u201d (in luogo della libert\u00e0) della vignetta XY. E rendesse operativa la frase di Brecht, \u201cla verit\u00e0 \u00e8 concreta\u201d. Censura, parziale o totale, autocensura, condizionamenti del mercato e del potere\u2026? Tutto giusto, ma ripartiamo dalla quotidianit\u00e0, e dalla (in)dipendenza dell\u2019informazione, esattamente come si dovrebbe fare per la sentenza ignorata della Consulta su come lor signori sono finiti in Parlamento. Altrimenti, duole dirlo, \u00e8 tutta una presa per il naso. Forse ci vorrebbe una vignetta su questo, non solo sulla barba del profeta\u2026<br \/>\nhttp:\/\/digital.olivesoftware.com\/Olive\/ODE\/IlFatto\/server\/GetContent.asp?contentsrc=primitive&#038;dochref=ILFT%2F2015%2F01%2F14&#038;entityid=Pc02605&#038;pageno=26&#038;chunkid=Pc02605&#038;repformat=1.0&#038;primid=Pc0260500&#038;imgext=jpg&#038;type=Content&#038;for=primitive <\/p>\n<p>&#8211; NAPOLITANO, PENSIONE DORATA: CHAFFEUR, MAGGIORDOMO. E UFFICIO DA 100 MQ (IlFattoQuotidiano.it \/ Politica &#038; Palazzo)<br \/>\nPOLITICA &#038; PALAZZO<br \/>\nNonostante i tagli annunciati nel 2007, per i presidenti emeriti della Repubblica rimane una lunga lista di benefit: una segreteria di almeno una decina di persone, un assistente &quot;alla persona&quot;, una serie di linee telefoniche dedicate. Ridurre i privilegi? Il suo ufficio stampa: &quot;Ha avuto impegni tali da non consentirgli di deliberare sulla materia&quot;( di Primo Di Nicola e Antonio Pitoni )<br \/>\nAvr\u00e0 di che consolarsi con il trattamento straordinario che lo aspetta: segreteria, guardarobiere, scorta. Con le dimissioni e l\u2019uscita anticipata dal Quirinale, Giorgio Napolitano perder\u00e0 la suprema carica, con un annuncio in arrivo probabilmente il 14 gennaio, ma non certo i servizi e i confort che hanno scandito la sua vita quirinalizia. Per lui, come da regolamenti in vigore, non si lesineranno mezzi e benefit, a cominciare dai telefoni satellitari, i collegamenti televisivi e telematici, lo staff nutritissimo e persino l\u2019\u00abaddetto alla persona\u00bb, s\u00ec, avete capito bene, proprio l\u2019assistente-inserviente che alla corte inglese di Buckingam Palace pi\u00f9 prosaicamente definirebbero \u201cmaggiordomo\u201d. Insomma, un trattamento da vero monarca repubblicano al quale \u00e8 riservato pure il diritto ad utilizzare un\u2019auto con autista, privilegio che spetta anche alle vedove o ai primogeniti degli ex presidenti. Davvero niente male. E se ne era accorto lo stesso Napolitano che, nel 2007, tra le polemiche per le spese quirinalizie e le rivelazioni dei giornali sul trattamento degli ex annunci\u00f2 tagli solenni. Ma, come Ilfattoquotidiano.it ha potuto verificare, quelle sforbiciate non sono mai arrivate e anche lui potr\u00e0 dunque tranquillamente continuare a godere di sorprendenti agi e privilegi tra le compassate stanze di Palazzo Madama.<br \/>\nBENTORNATO, PRESIDENTE &#8211; Lasciato il Quirinale, Napolitano assumer\u00e0 infatti le vesti di senatore a vita, carica che ha gi\u00e0 ricoperto per pochi mesi dal 23 settembre 2005, quando fu nominato dal suo predecessore Carlo Azeglio Ciampi, fino alla sua elezione al Colle il 15 maggio 2006. Al Senato, dove insieme allo stesso Ciampi former\u00e0 la gloriosa coppia degli ex capi di Stato, Napolitano si sistemer\u00e0 in una location diversa da quella che lo aveva ospitato per poco pi\u00f9 di sette mesi prima di trasferirsi al Quirinale. Il suo vecchio ufficio, infatti, \u00e8 stato nel frattempo assegnato ad un altro senatore a vita: quel Mario Monti da lui stesso nominato poco tempo prima di diventare presidente del Consiglio. Cos\u00ec, per Napolitano si sono dovuti tirare a lucido gli oltre cento metri quadrati degli uffici di Palazzo Giustiniani con vista su San Ivo a suo tempo occupati da un altro ex illustre inquilino del Colle, il defunto Oscar Luigi Scalfaro.<br \/>\nBENEFIT A VITA \u2013 Un \u201cbuen retiro\u201d dorato che, allo stipendio dovuto ai comuni senatori eletti, circa 15mila euro mensili netti, tra indennit\u00e0, rimborsi e ammennicoli vari, sommer\u00e0 anche una lunga serie di benefit a carico del bilancio della presidenza della Repubblica. Documenti alla mano, si scopre infatti che in forza di un vecchio decreto del 1998 a ciascun presidente emerito spetta innanzitutto il diritto ad utilizzare un dipendente della carriera di concetto o esecutiva del segretariato generale del Quirinale con funzioni di segretario distaccato nel suo nuovo staff. Altri due dipendenti del Colle possono invece essere trasferiti presso la sua abitazione privata romana di via dei Serpenti, con mansioni l\u2019uno di guardarobiere e l\u2019altro di addetto alla persona. Poi ci sono le cosi dette \u201crisorse strumentali\u201d: un telefono cellulare o satellitare, un fax e un\u2019altra connessione urbana ultra protetta, una linea dedicata per il collegamento con il centralino del Quirinale, un\u2019altra per quello con la batteria del Viminale e un allacciamento diretto con gli uffici dei servizi di sicurezza del ministero degli Interni, predisposti in duplicato presso lo studio e l\u2019appartamento privato dell\u2019ex presidente; quindi, collegamenti telematici (anche in questo caso doppi), consultazione delle agenzie di stampa e banche dati, oltre a connessioni televisive a bassa frequenza per la trasmissione dei lavori di Camera e Senato; per ultima, non poteva mancare, ecco l\u2019auto con telefono e chauffeur riservata, vai a capire perch\u00e9, pure alla vedova o al primogenito dell\u2019ex capo di Stato. E non \u00e8 finita.<br \/>\nPAGA IL SENATO \u2013 Una volta traslocato dal colle del Quirinale agli uffici del Senato, a Napolitano, come a tutti i presidenti emeriti della Repubblica, spettano altre cospicue dotazioni. Ci sono quelle della presidenza del Consiglio, mobilitata per l\u2019utilizzo di treni, navi e aerei; ma ci sono soprattutto le altre poste a carico di Palazzo Madama. Si tratta di una munitissima segreteria composta da una decina di unit\u00e0: un capo ufficio, tre funzionari, due addetti ai lavori esecutivi, altri due a quelle ausiliari e, a scelta, addirittura un consigliere diplomatico o militare. Una pletora di persone alla quale obbligatoriamente si aggiungono gli agenti di pubblica sicurezza e i carabinieri addetti alla scorta e alle postazioni previste presso le abitazioni private del presidente. A conti fatti, una trentina di persone che forniranno i loro servizi nell\u2019arco delle 24 ore. Non spetta, invece, agli ex inquilini del Colle alcuna liquidazione, assimilabile al Tfr dei comuni lavoratori o all\u2019assegno previsto per i parlamentari non rieletti. Interpellato dal ilFattoquotidiano.it, l\u2019ufficio stampa del Quirinale spiega che \u00abal momento della cessazione dell\u2019incarico di presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano non ricever\u00e0 alcuna indennit\u00e0 di fine mandato\u00bb. L\u2019attuale capo dello Stato, aggiungono dal Colle, \u00abha maturato 38 anni di contributi ma non ha mai beneficiato n\u00e9 beneficer\u00e0 del vitalizio previsto per gli ex parlamentari in quanto incompatibile dapprima con l\u2019assegno percepito in qualit\u00e0 di eurodeputato (Napolitano lo \u00e8 stato dal 1999 al 2004, ndr), poi con quello di presidente della Repubblica e, infine, anche con quello di senatore a vita, carica che torner\u00e0 a rivestire una volta lasciato il Quirinale\u00bb.<br \/>\nCHI SPENDING DI PIU\u2019 \u2013 Quanto ai tagli ai privilegi degli ex capi di Stato annunciati qualche anno fa, i comunicatori del Colle spiegano a ilfattoquotidiano.it che \u00abil mandato di Napolitano \u00e8 stato finora caratterizzato da impegni tali da non consentirgli di deliberare sulla materia, ma qualora dovesse decidere di farlo prima della cessazione del suo incarico non intende fare della sua determinazione oggetto di campagna promozionale\u00bb. Anche per ragioni di opportunit\u00e0 rispetto all\u2019operato dei suoi predecessori. E, in ogni caso, \u00abnon \u00e8 detto che, una volta esaurito il mandato, Napolitano si avvarr\u00e0 indiscriminatamente delle prerogative previste per gli ex presidenti della Repubblica\u00bb. INSOMMA, PREROGATIVE RINUNCIABILI MA SOLO SE L\u2019AVENTE DIRITTO VORR\u00c0.<\/p>\n<p>&#8211; CATTIVERIE: MA A CHI POTEVA SERVIRE L\u2019IMMUNITA\u2019 NEL NUOVO SENATO ??????<br \/>\n Riforme, immunit\u00e0 per i senatori nominati. La maggioranza si approva lo scudo ( Il Fatto Quotidiano.it \/ Politica &#038; Palazzo)<\/p>\n<p>CRONACA ORA PER ORA &#8211; Palazzo Madama mantiene lo scudo per i parlamentari della nuova camera dei non eletti. Il Movimento 5 stelle e il Carroccio non partecipano al dibattito e il provvedimento passa dopo due ore di dibattito. La relatrice Pd e i capigruppo dem e Fi hanno difeso la decisione: &quot;Istituto voluto dai padri costituenti&quot;. Renzi: &quot;Si cambia davvero&quot;<br \/>\ndi RQuotidiano | 4 agosto 2014<br \/>\nI 100 nominati del Senato delle Autonomie saranno protetti dall\u2019immunit\u00e0. Palazzo Madama respinge gli emendamenti che prevedevano lo stop allo scudo per i parlamentari dopo due ore di discussione. Assenti per protesta i rappresentanti dell\u2019opposizione, sia Lega Nord che Movimento 5 stelle, il dibattito sull\u2019articolo 8 del ddl Boschi si esaurisce in ventuno interventi. Bagarre, grida, proteste: le immagini di tensione dei giorni scorsi lasciano il posto a un\u2019analisi lampo di emendamenti ed articoli che nel giro di un pomeriggio tolgono l\u2019indennit\u00e0 per i nominati del prossimo Senato e aboliscono i senatori a vita. Ad un certo punto il presidente d\u2019Aula Maurizio Gasparri apre il dibattito sullo scudo, convinto di non vedere il voto entro sera. Ma i programmi saltano nel giro di poco e Palazzo Madama scioglie uno dei nodi pi\u00f9 discussi senza pensarci. \u201cE\u2019 la scelta migliore che permette di mantenere un equilibrio perch\u00e9 ristabilisce la parit\u00e0 tra deputati e senatori\u201d, dice la relatrice Pd Anna Finocchiario prima di rimettersi all\u2019assemblea. Tra i critici restano Loredana De Petris (Sel) a Vannino Chiti (Pd), mentre relatori, governo e capigruppo Pd e Forza Italia appoggiano la decisione. \u201cE\u2019 un istituto voluto dai padri costituenti\u201d, ribadisce il democratico Luigi Zanda. E allora diventa chiaro che le aperture sono finite. Scettico il deputato Felice Casson del Pd: \u201cDispiace che per trattare un tema cos\u00ec delicato non ci siano in Aula i partiti di minoranza. E poi notiamo una chiusura da parte del governo dopo che nelle scorse settimane avevamo visto un\u2019apertura\u201d. Solo qualche giorno prima infatti, il presidente del Consiglio al tavolo con il Movimento 5 stelle si era detto disposto a trattare in Aula sulla questione immunit\u00e0. Un\u2019apertura che oggi a Palazzo Madama non \u00e8 stata nemmeno discussa.<br \/>\nNel testo originario del ddl Boschi non era previsto lo scudo per i parlamentari, ma al contrario era stato inserito in commissione con un emendamento. Una scelta che gi\u00e0 a giugno scorso aveva provocato numerose reazioni, fino ad arrivare ad una timida apertura dello stesso Renzi che non escludeva la possibilit\u00e0 di eliminare la modifica. Quasi due mesi di mediazioni scomparsi in mezzo pomeriggio di dibattito: inizialmente il voto non avrebbe dovuto essere previsto per la giornata (assente il relatore di minoranza Roberto Calderoli per un lutto si era pensato di spostare ai prossimi giorni), ma il dibattito si \u00e8 esaurito in pochi interventi. Il piccolo gruppo di Sel ha cercato di tenere il punto. Netti anche gli interventi dei dissidenti del Pd. Sono stati ascoltati Vannino Chiti, Felice Casson, Lucrezia Ricchiuti e altri democratici su posizione diverse come Luigi Zanda che ha parlato di \u201cun dibattito serio, di alta qualit\u00e0\u201d, mentre Fi ha ribadito il suo assenso al testo della riforma. \u201cEsistono pi\u00f9 ragioni\u201d, ha detto Zanda in Aula, \u201cper conservare l\u2019immunit\u00e0 pi\u00f9 di quanto esistano ragioni contrarie. L\u2019uso distorto che a volte ne \u00e8 stato fatto non \u00e8 una ragione per togliere dalla Costituzione un istituto come questo. Per rispetto ai nostri padri costituenti non possiamo distruggere qualcosa che \u00e8 stato immaginato come corollario della nostra Costituzione\u201d.<br \/>\nEsulta per la giornata di \u201crisultati\u201d Matteo Renzi che su Twitter rilancia: \u201cSi cambia davvero\u201d. E intanto nei prossimi giorni ci saranno da affrontare altri nodi importanti. Tra questi: la platea per l\u2019elezione del Capo dello Stato, le firme necessarie per i referendum, le funzioni del futuro Senato. Si tratta di punti sui quali il Governo la settimana scorsa ha annunciato la propria disponibilit\u00e0 al dialogo con le opposizioni, sbloccando cos\u00ec un\u2019 impasse che sembrava insormontabile. L\u2019abbassamento delle firme necessarie per i referendum abrogativi sembra quasi certo. Nel testo giunto in aula, le firme necessarie per la presentazione di un referendum sono 800mila: Sel e M5S chiedono un abbassamento a 500mila (la Lega punta anche ad introdurre la ratifica dei trattati internazionali a cominciare da quelli europei tra le materie sulle quali ammettere il referendum). Pi\u00f9 complessa la questione della platea per l\u2019elezione del Presidente della Repubblica. Il ddl Boschi prevede che dopo il quarto scrutinio \u00e8 sufficiente la maggioranza dei tre quinti dell\u2019Aula mentre dopo l\u2019ottavo scrutinio basta la maggioranza assoluta. Soglie che, secondo le opposizioni, lascerebbero la scelta del Capo dello Stato nelle mani della maggioranza. Da qui un possibile punto d\u2019incontro nell\u2019allargamento della platea dei \u201cgrandi elettori\u201d anche ai parlamentari europei: ma la soluzione non gode del favore n\u00e9 di Sel n\u00e9 dei \u2018dissidenti\u2019 Democrat.<br \/>\nCRONACA ORA PER ORA<br \/>\n20.10 \u2013 Bocciati emendamenti art.8. Resta immunit\u00e0<br \/>\nL\u2019Aula del Senato ha bocciato tutti gli emendamenti aggiuntivi all\u2019art. 8, relativi all\u2019immunit\u00e0. Il testo della Commissione Affari Costituzionali resta, su questo punto, quindi invariato: per i membri del futuro Senato, cos\u00ec come per i deputati, \u00e8 prevista l\u2019immunit\u00e0.<br \/>\n20.00 \u2013 Su immunit\u00e0 e emendamenti, governo e relatori si rimettono all\u2019Aula<br \/>\n\u201cDiscutere nuovamente sul cancellare o meno l\u2019immunit\u00e0 pu\u00f2 essere rimandata nel momento in cui vedremo all\u2019opera questo organo e queste funzioni. Il principio di cautela vale anche in funzione di questo: l\u2019assetto e l\u2019equilibrio sar\u00e0 dato anche ai nuovi poteri che attribuiamo al nuovo Senato della Repubblica\u201d. Il testo approvato dalla commissione \u201c\u00e8 un punto di transazione a nostro avviso soddisfacente\u201d. Ma sugli emendamenti \u201ci relatori si rimetto all\u2019aula\u201d. Lo ha riferito in aula la relatrice al ddl Riforme, Anna Finocchiaro (Pd). Anche il governo sugli emendamenti si rimette all\u2019aula del Senato.<br \/>\n19.45 \u2013 Renzi su Twitter: \u201cSi cambia davvero\u201d<br \/>\nMatteo Renzi \u00e8 molto soddisfatto per come al Senato procedono le votazioni sulle riforme, in particolare sul fatto che oggi si \u00e8 deciso che i futuri senatori non avranno indennit\u00e0 e sulla durata dei senatori di nomina presidenziale. \u201cSi cambia davvero\u201d, afferma il premier facendo suo il tweet del responsabile Comunicazione Pd Nicodemo.<br \/>\n19.30 \u2013 Da Fi e Pd s\u00ec a immunit\u00e0. Zanda: \u201cIstituto pensato dai costituenti\u201d<br \/>\nPd e Forza Italia dicono s\u00ec al mantenimento dell\u2019immunit\u00e0 cos\u00ec come prevista dall\u2019attuale articolo 68 della Costituzione, sia per i membri della Camera che per quelli del nuovo Senato. Lo hanno confermato intervenendo nell\u2019Aula di palazzo Madama il capogruppo Dem Luigi Zanda e il senatore azzurro Donato Bruno, esprimendosi quindi a favore del testo del ddl riforme licenziato dalla commissione Affari costituzionali. Quindi no agli emendamenti che ridisegnano l\u2019istituto, proponendo di inserire al provvedimento un articolo aggiuntivo dopo l\u20198, che verranno messi in votazione domani. \u201cAnch\u2019io sono a favore del voto del testo\u201d, ha detto il capogruppo Pd Zanda, \u201ccos\u00ec com\u2019\u00e8 stato approvato dalla commissione. Esistono pi\u00f9 ragioni per conservare l\u2019immunit\u00e0 pi\u00f9 di quanto esistano ragioni contrarie. L\u2019uso distorto che a volte ne \u00e8 stato fatto non \u00e8 una ragione per togliere dalla Costituzione un istituto come questo. Per rispetto ai nostri padri costituenti non possiamo distruggere qualcosa che \u00e8 stato immaginato come corollario della nostra Costituzione\u201d.<br \/>\n19.19 \u2013 Immunit\u00e0, dubbi dai critici Pd<br \/>\nE\u2019 ormai entrato nel vivo, in Aula al Senato, il dibattito sul nodo dell\u2019immunit\u00e0 del ddl riforme. Diversi gli interventi che si succedono in Assemblea da circa un\u2019ora. E se da un lato sono diversi gli interventi che in sostanza concordano con il testo della Commissione Affari Costituzionali \u2013 come quelli di Pier Ferdinando Casini o Mario Mauro \u2013 non pochi dubbi emergono tra i banchi del Pd, con Vannino Chiti e Lucrezia Ricchiuti che esprimono le proprie perplessit\u00e0 sul mantenimento dell\u2019immunit\u00e0. A favore del testo difeso dalla relatrice Finocchiaro \u00e8 intervenuto anche il senatore Ncd Gaetano Quagliariello mentre tra i contrari, figurano la capogruppo Sel Loredana De Petris. Resta improbabile, invece, che sugli emendamenti aggiuntivi all\u2019art. 8, relativi all\u2019immunit\u00e0, si voti entro questa sera tenendo fede all\u2019impegno, avanzato alla ripresa dei lavori sul ddl Boschi, di attendere il correlatore Roberto Calderoli per affrontare i nodi pi\u00f9 delicati del testo.<br \/>\n19.06 \u2013 Casson: \u201cSarebbe meglio ci fossero anche le parti critiche. Il governo ha deciso chiusura\u201d<br \/>\n\u201cSarebbe auspicabile\u201d, ha detto Felice Casson (Pd), \u201cche ci fossero anche le parti critiche in Aula per partecipare alla discussione. Se nei giorni scorsi avevamo visto un\u2019apertura da parte del governo sul tema, oggi pomeriggio abbiamo saputo che c\u2019\u00e8 stata una chiusura. Tema delicato perch\u00e9 riguarda l\u2019essenza stessa di essere parlamentare. Immunit\u00e0 \u00e8 retaggio storico da superare\u201d. Entrando nel merito, Casson si \u00e8 detto contrario al mantenimento dell\u2019immunit\u00e0 in un momento storico in cui \u201cil principio di uguaglianza dei cittadini davanti alla legge\u201d.<br \/>\n18.30 \u2013 Lega ancora fuori dall\u2019Aula<br \/>\nLa Lega Nord continua a non partecipare ai lavori dell\u2019Aula di palazzo Madama sulle riforme. Al termine della riunione con il ministro Maria Elena Boschi, il capogruppo dei senatori del Carroccio Gian Marco Centinaio afferma che \u201cal momento le risposte del governo sono insoddisfacenti\u201d per cui il Carroccio prosegue nella scelta, presa venerd\u00ec scorso, di non stare in Aula<br \/>\n18.15 \u2013 Dibattito su immunit\u00e0. Finocchiario: \u201cTesto della commissione \u00e8 soluzione migliore\u201d<br \/>\n\u201cLa soluzione \u00e8 allo stato quella che meglio garantisce un bilanciamento e una ragionevole ed equilibrata soluzione\u201d in merito all\u2019immunit\u00e0 dei futuri senatori, anche in riferimento a quella prevista per i deputati. Lo ha detto Anna Finocchiaro (Pd). \u201cCi stiamo muovendo su un terreno molto delicato che riguarda anche i regolamenti parlamentari\u201d. La relatrice ha infatti auspicato che i regolamenti possano prevedere la formazione paritetica delle Giunte per l\u2019autorizzazione e non sul criterio di maggioranza-opposizione. La soluzione prevista dalla commissione, cio\u00e8 il mantenimento dell\u2019immunit\u00e0 parlamentare anche per i futuri senatori, \u201cnon sconfina verso un\u2019autorizzazione a procedere ante riforma del 93 e ristabilisce la parit\u00e0 tra deputati e senatori\u201d.<br \/>\n17.50 \u2013 Aula approva articolo 9 su iniziativa legislativa<br \/>\nIl Senato ha approvato l\u2019articolo 9 del ddl Riforme sull\u2019iniziativa legislativa, con 193 voti favorevoli e 9 contrari. L\u2019Aula ha bocciato tutti gli emendamenti presentati.<br \/>\n17.45 \u2013 Aula approva parte dell\u2019articolo 8<br \/>\nL\u2019aula del Senato d\u00e0 l\u2019ok all\u2019articolo 8 del ddl riforme sul procedimento legislativo. Il s\u00ec dell\u2019Assemblea giunge con 194 s\u00ec, 10 no e 4 astenuti. Sono per ora accantonate le votazioni sugli emendamenti aggiuntivi, relativi all\u2019immunit\u00e0.<br \/>\n17.20 \u2013 Accantonati emendamenti su immunit\u00e0<br \/>\nLa relatrice Anna Finocchiaro ha proposto di accantonare gli emendamenti di governo e relatori sull\u2019immunit\u00e0 dei parlamentari e discuterli con il ritorno del co-relatore Roberto Calderoli, oggi assente per la morte della madre. Inoltre la senatrice Dem ha richiesto ai gruppi, sempre per l\u2019assenza del leghista, di fermare i lavori di oggi all\u2019articolo 9 compreso visto che \u201cincontreremo il cuore del provvedimento sulle funzioni legislative del Senato\u201d. L\u2019aula ha approvato la proposta.<br \/>\n17.15 \u2013 La relatrice Finocchiaro: \u201cSu immunit\u00e0 testo confermato\u201d<br \/>\n\u201cI relatori restano al testo introdotto in commissione e dalla commissione approvato, ovvero la restaurazione del regime vigente\u201d. Cos\u00ec la senatrice Pd Anna Finocchiaro, replicando ad una sollecitazione di Vannino Chiti in Aula sottolinea la conferma del testo uscito dalla Commissione, che prevede l\u2019immunit\u00e0 anche per i senatori. Sull\u2019immunit\u00e0 dei senatori \u201cil confronto \u00e8 aperto e il governo \u00e8 aperto alle riflessioni dell\u2019Aula\u201d, ha detto invece il sottosegretario alla Pa, Angelo Rughetti, durante i lavori in merito al ddl Riforme. \u201c\u00c8 evidente che l\u2019opinione emersa in commissione Affari costituzionali \u00e8 l\u2019opinione che il governo ha fatto propria\u201d, ha aggiunto il sottosegretario. Durante il dibattito \u00e8 stato cos\u00ec deciso di accantonare gli emendamenti che riguardano la questione.<br \/>\n17.00 \u2013 Aula approva art.7 su indennit\u00e0<br \/>\nSenato ha approvato l\u2019articolo 7 al ddl Riforme sull\u2019indennit\u00e0 parlamentare, con 184 voti favorevoli e 14 contrari. L\u2019Aula ha bocciato tutti gli emendamenti presentati. I nominati a Palazzo Madama non riceveranno lo stipendio per il loro ruolo di senatori.<br \/>\n16.53 \u2013 Aula approva art.6 su prerogative parlamentari<br \/>\nIl Senato ha approvato l\u2019articolo 6 al ddl Riforme sulle prerogative dei parlamentari con 195 voti favorevoli e 10 contrari. L\u2019Aula ha bocciato tutti gli emendamenti presentati.<br \/>\n16.45 \u2013 Aula approva articoli in breve tempo<br \/>\nRitmo sostenuto in Senato sul voto agli emendamenti al ddl Riforme. Gi\u00e0 approvati gli articoli 3, 4, 5 e 6 su durata della Camera dei deputati, sui titoli di ammissione dei componenti del Senato delle Autonomie, sul vincolo di mandato e sulle prerogative dei parlamentari. Bocciate alcune proposte di modifica sulla nomina dei senatori nominati dal presidente della Repubblica (il numero previsto dal ddl \u00e8 5, non pi\u00f9 a vita ma per massimo 7 anni). Ai lavori non sta partecipando il M5s. Ridotti al minimo gli interventi, sia per illustrare gli emendamenti che per le dichiarazioni di voto.<br \/>\n16.47 \u2013 Aula approva art.5 su vincolo di mandato<br \/>\nVia libera dell\u2019Aula del Senato anche all\u2019articolo 5 del ddl riforme costituzionali, secondo il quale \u00e8 il regolamento a stabilire in quali casi le nomine alle cariche del futuro Senato possano essere limitate in ragione dell\u2019esercizio di funzioni di governo regionali o locali. Il s\u00ec dell\u2019Aula giunge con 188 voti favorevoli, 14 contrari, 7 astenuti.<br \/>\n16.40 \u2013 Aula approva art.4: via la parola Senato da articolo 60 della Costituzione<br \/>\nL\u2019Aula del Senato approva anche l\u2019articolo 4 del ddl riforme costituzionali, relativo alla durata della Camera dei deputati, con il quale si \u2018cancella\u2019 la parola Senato dall\u2019articolo 60 della Costituzione sulla durata delle Camere sulla non prorogabilit\u00e0 di quest\u2019ultima se non per legge o in caso di guerra. L\u2019ok di Palazzo Madama arriva con 184 voti favorevoli, 14 no e 9 astenuti.<br \/>\n16.31 \u2013 Aula approva art.3 sulla nomina dei senatori a vita<br \/>\nVia libera dell\u2019Aula del Senato all\u2019articolo 3 del ddl riforme che ridisegna l\u2019articolo 59 della Costituzione sui senatori a vita. Il Presidente della Repubblica potr\u00e0 nominare 5 senatori, in base a quanto stabilisce l\u2019articolo 2 del ddl, scegliendo \u201ccittadini che hanno illustrato la Patria per altissimi meriti nel campo sociale, scientifico, artistico e letterario. Tali senatori -recita sempre la norma- durano in carica sette anni e non possono essere nuovamente nominati\u201d.<br \/>\n16.20 \u2013 Cattaneo: \u201cUmiliante chiedere ai senatori a vita di non lavorare troppo\u201d<br \/>\n\u201cChiedere a questi colleghi italiani che partecipano a disegnare l\u2019eccellenza nel mondo di sedere qui per non lavorare troppo \u00e8 umiliante. E rivela ancora una volta per me quanto una buona parte della politica voglia effettivamente fare a meno di molte competenze per decidere in autonomia\u201d. Lo ha affermato la senatrice a vita Elena Cattaneo, intervenendo in Aula durante l\u2019esame del ddl riforme per illustrare alcuni suoi emendamenti all\u2019articolo che disciplina la nomina dei senatori a vita.<br \/>\n16.00 \u2013 M5S abbandona l\u2019Aula<br \/>\nDopo l\u2019annuncio di Petrocelli in aula, i senatori del Movimento 5 Stelle hanno abbandonato l\u2019emiciclo di palazzo Madama. I pentastellati hanno scelto quindi di proseguire sulla strada dell\u2019Aventino in relazione al ddl riforme.<br \/>\n15.55 \u2013 Senato inizia discussione articolo 3<br \/>\nL\u2019Aula del Senato, dopo una breve sospensione dovuta alla momentanea assenza della relatrice Anna Finocchiaro, ha iniziato l\u2019esame degli emendamenti all\u2019art. 3 del ddl riforme costituzionali, relativo ai senatori a vita di nomina presidenziale. Assente l\u2019altro relatore del ddl Roberto Calderoli, colpito da grave lutto. \u201cE\u2019 scomparsa la madre e rivolgiamo al senatore i sentimenti di cordoglio di tutto il Senato\u201d, ha affermato il vicepresidente del Senato Maurizio Gasparri, che presiede i lavori.<\/p>\n<p>(Le principali fonti di questo numero:<br \/>\nIL manifesto, Il fatto quotidiano, Corriere della sera, ControLaCrisi, AISE, AGI,  AgenParle , RAI News &quot;.)<\/p>\n<p>PER  LE ASSOCIAZIONI, CIRCOLI FILEF,  ENTI ed AZIENDE . Sui siti internet  www.emigrazione-notizie.org  e www.cambiailmondo.org  \u00e8 possibile utilizzare  uno spazio web personalizzato, dedicato alla Vostra attivit\u00e0 e ai Vostri comunicati stampa. Per maggiori informazioni, contattateci a  emigrazione.notizie@email.it , oppure visitate la sezione PUBBLICIT\u00c0 su www.cambiailmodo.org<\/p>\n<p>&nbsp;\t\t<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>20150114 12:52:00 guglielmoz Addio al re, viva il re.&#8202; Dal sovrano al popolo sovrano. IL BADANTE. 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